Skip to main content

Storiazhang web

Page 1

Invito alla lettura

Storia di Zhang

• Focus sui luoghi principali citati nel testo • Attività di comprensione ispirate alla metodologia Invalsi • Intervista all’illustratrice • Espansioni online

G 5 a N 4ig A 22 Sp I ZH -3 La D -468 A RI 8 O 8-8 ST 97 BN IS

www.elilaspigaedizioni.it Questo volume sprovvisto del talloncino a fianco è da considerarsi campione gratuito fuori commercio.

€ 6,60

STORIA DI ZHANG

Un romanzo avvincente, che condurrà i ragazzi alla scoperta della Cina, con i tetti dorati della Città Proibita, il cono azzurro di lapislazzuli del Tempio del Cielo, l’immobile esercito di terracotta e il percorso sinuoso della Grande Muraglia.

Elisabetta Colonnesi - Serena Galligani

In Cina i giorni di Capodanno sono l’occasione per riunire famiglie e amici. Zhang, studente quattordicenne, arriva a Pechino per trascorrere le vacanze scolastiche e raccontare qualcosa di bello agli amici rimasti al villaggio. Non immagina neppure che l’arrivo di una ragazza italiana, poco più grande di lui, non solo farà battere più forte il suo cuore ma gli farà conoscere aspetti a lui ancora ignoti del suo grande paese.

ORA E POI

LeggerMENTE è la nuova collana di narrativa per la scuola secondaria. Il suo obiettivo principale è offrire ai ragazzi libri classici o inediti, storie di attualità o di fantasia, per riscoprire pagina dopo pagina il piacere della lettura.

ORA E POI

Elisabetta Colonnesi Serena Galligani

STORIA DI ZHANG


I La partenza Zhang uscì di casa e gettò uno sguardo alla campagna intorno al suo villaggio, Liqan, ancora brulla a febbraio. Un vento freddo muoveva i festoni rossi con le scritte dorate sugli stipiti e sull’architrave della scuola materna, vicino casa, che aveva frequentato e che conservava ancora la struttura del piccolo tempio che una volta era stato. Dopo una veloce colazione tutti erano frettolosi e pronti per una nuova giornata. Di malumore si mise ad aspettare lo scuolabus che raccoglieva i ragazzi per portarli alle scuole in città. Il venditore di spiedini di frutta caramellata e miele era già lì con la sua bicicletta e lui ne prese al volo uno, avvolto nella carta stagnola, che infilò nello zaino, per merenda. Il pulmino arrivò scoppiettando, puntuale come sempre. Zhang salì con i compagni, salutando con un accenno di inchino l’autista e la ragazza che li controllava durante il tragitto. I ragazzi scherzavano con buffi soprannomi, urtandosi per gioco e guardando di sottecchi il gruppo delle ragazzine che, su un lato del mezzo, parlavano e ridacchiavano tra di loro. Dopo quasi mezzora ecco apparire la periferia di Xian1, in piena evoluzione, con le gru in movimento: palazzi altissimi stavano nascendo e sovrastavano la vecchia, ordinata città di tipo sovietico2, che si era sviluppata negli anni ’70 e che aveva cambiato per sempre una delle antiche capitali Xian: città capitale dello Shaanxi, oggi con 8.000.000 di abitanti, gemellata con la città di Atene. 2 città di tipo sovietico: costruita negli anni Sessanta, ampliata nei Settanta, con larghe strade, grandi piazze per le riunioni e per le esercitazioni, enormi edifici pubblici. 1

5


Storia di Zhang

dell’impero3 cinese. In fondo al lungo rettilineo apparve la scuola: un grande complesso di edifici dove migliaia di studenti si recavano ogni giorno. Le porte sembravano a Zhang delle enormi bocche pronte a inghiottire i ragazzi che arrivavano da ogni parte. Ma forse era solo assonnato e di cattivo umore. Le lezioni gli sembravano spesso noiose: un obbligo da cui non poteva esimersi ma che diventava molto pesante. Si sentiva incerto e confuso: i risultati scolastici erano buoni, anche se raggiunti senza sforzo né passione. I genitori lo incoraggiavano, erano comprensivi e attenti alle sue esigenze nonostante la presenza di Xiao-hong , nata da poco. Capiva il privilegio di vivere in una famiglia benestante, tanto da permettersi un secondo figlio e per di più femmina4. Zhang amava teneramente la sorellina che però con i suoi pianti e le sue continue necessità lo irritava. Anche con i compagni si sentiva un po’ a disagio: i loro giochi e i loro scherzi continui sul cellulare gli sembravano puerili, eppure con alcuni era insieme dalla scuola materna e li conosceva tanto da capirsi con un’occhiata. Invidiava, mentre percorreva il viale di ingresso della scuola, la libertà dei turisti che vedeva uscire dai numerosi alberghi, pronti a recarsi con i pullman agli scavi della grande Armata di terracotta5, orgoglio e vanto di Xian. Zhang sorrise fra sé ricordando il terrore che aveva provato quando, da piccolo, i suoi lo avevano portato con i parenti di Beijing in visita all’imponente sito archeologico dell’Arma antica capitale dell’impero: una delle grandi capitali dell’impero fra l’XI secolo e il 770 a.C. 4 e per di più femmina: la politica del “figlio unico” fu attuata a partire dal 1979 per arginare l’incremento demografico della popolazione. 5 Armata di terracotta: è l’esercito di 10.000 soldati e cavalieri, che custodisce la tomba dell’imperatore Qin Shi Huang, vissuto nel III sec. a.C. Vedi: Focus pag. 104. 3

6


29


Storia di Zhang

Nonostante i pacchi e l’attesa di un taxi, tornarono a casa alla svelta: dovevano prepararsi all’arrivo degli ospiti italiani che sarebbero giunti in serata. Facevano ormai parte della famiglia: Andrea e Giacomo erano amici di vecchia data e molto legati agli Yang. C’era poi da preparare il pranzo di Capodanno, cosa che richiedeva tempo dato che i cibi per questa festa necessitano di una lunga lavorazione: era una occasione che si ripeteva, quasi immutabile, da secoli in ogni casa cinese. Il menu comprendeva almeno cinque portate, alcune elaborate come i ravioli, altre più semplici. Anche il ragazzo aveva un suo ruolo e non si era mai annoiato: aspettava con impazienza quel momento. Insieme al cugino Li, Zhang cominciò a lucidare la buccia degli agrumi: dovevano avere foglie verdi, augurio di lunga vita, e non dovevano mai essere in numero di quattro, per i Cinesi simbolo di morte e di sfortuna. La zia Jung si dedicava al Vassoio dell’Unione, un vassoio ottagonale, diviso in otto scompartimenti con frutta cotta nello zucchero, verdure lessate, cocco, semi e radici di loto. Alla zia era affidata anche la preparazione dei Noodles4, auspicio di lunga vita. La moglie dello zio aveva recuperato una ricetta per preparare la Torta del Capodanno, composta da riso, zucchero di canna, olio e datteri rossi. Zhang non si faceva scrupolo di intingere un dito nelle varie componenti , e leccare di nascosto, per fare un assaggio di tante prelibatezze. Era poi previsto un piatto vegetariano, chiamato “Delizia di Buddha”, con muschio di mare e semi di loto, per la prosperità della famiglia, funghi neri cinesi per esaudire ogni desiderio. Un settore del grande frigo in cucina era inoltre Noodles: in inglese significa “tagliatelle”. I Noodles cinesi sono lunghissimi e sottilissimi fili di pasta.

4

30


L’Armata di terracotta Titolo Nel 1974 alcuni contadini del villaggio Xi Yang, vicino alla città di Xian, scoprirono a 4 metri di profondità frammenti di statue di terracotta e armi di bronzo. In quel luogo fu trovata la tomba monumentale di Qin Shi Huang, il primo grande imperatore cinese, nato nel 259 a.C. e morto nel 210. Egli aveva voluto una tomba monumentale, protetta da statue di terracotta che rappresentavano un vero e proprio esercito, con armi e cavalli, personaggi della sua corte, concubine, artigiani. Le statue hanno un’altezza che varia tra 180 e 190 centimetri. L’esercito si estende attorno al tumulo per quasi 60 chilometri quadrati: le statue sono disposte su più file, in fosse profonde 5 metri. Questo esercito rappresenta una replica fedele dall’armata che aveva contribuito a unificare la Cina sotto l’imperatore Qin. Per ora sono state scavate solo tre fosse che hanno riportato alla luce circa 600 guerrieri, 20 carri e 100 cavalli in terracotta, ma si pensa che solo i guerrieri da riportare alla luce siano più di 10.000. I guerrieri di terracotta sono tutti diversi tra loro: i dettagli come orecchie, naso e capelli, barba e vestiario furono eseguiti singolarmente. Alcuni pensano che siano stati modellati come veri ritratti dei singoli soldati reali provenienti dalle più lontane province dell’Impero. Oltre alle caratteristiche fisiche, anche l’armatura, le fibbie, le scarpe, gli abiti furono rappresentati con precisione. Dopo che ogni statua era finita, l’artigiano incideva il suo nome nel rovescio dell’abito o dell’armatura. Ogni guerriero era equipaggiato con vere armi di bronzo. 104


La Città Proibita

La Città Proibita si trova al centro della grande capitale Beijing. È praticamente una città nella città: circondata da alte mura, essa fu la residenza dei sovrani cinesi delle dinastie Ming e Qing, dagli inizi del 1400 al 1912, quando fu deposto Pu Yi. Essa copre una superficie di 720.000 metri quadrati, è divisa in due parti: - la Corte esterna, che comprende il grande Palazzo della Suprema Armonia e altri importanti edifici, serviva alle cerimonie pubbliche e alle attività politiche; - la Corte interna era la vera e propria residenza imperiale: qui viveva, isolato dal resto del mondo, l’imperatore con la sua famiglia e un esercito di servi. Nessuno poteva entrare in questa zona se non con il permesso del sovrano. Tutta la Città è contrassegnata da un forte simbolismo, sia numerico (ricorrono il numero 8 e il numero 3) che cromatico: i tetti degli edifici sono di colore giallo, il colore-simbolo dell’imperatore. Le mura sono alte circa 8 metri, spesse 6, circondate da fossati navigabili; uno di questi fossati fu scavato per collegare il Palazzo d’Inverno allo splendido Palazzo d’Estate, sulle rive di un lago a pochi chilometri dalla capitale. In tal modo l’imperatore e la sua corte potevano cambiare residenza spostandosi con sontuose imbarcazioni senza percorrere le strade cittadine. Agli angoli delle mura si innalzano quattro torri di guardia, visibili da ogni parte della restante città. Per sottolineare la sua potenza, l’imperatore proibì agli abitanti di Beijing di costruire case che potessero superare in altezza le mura della Città Proibita. Fu anche proibito di colorare le case stesse. In tal modo la rossa città imperiale emergeva in tutto il suo splendore con i suoi tetti gialli, scintillanti sotto il sole, su un vastissimo panorama formato da basse case private, gli hutong, a un solo piano e di colore grigio. 105


Intervista all’illustratrice - Gloria Pizzilli

Com’è nata la tua passione per il disegno? Sono nata con le idee chiare: sin da bambina dicevo che, senz’ombra di dubbio, da grande avrei disegnato cartoni animati. Le matite colorate e i blocchi di carta erano i miei compagni di avventura: passavo pomeriggi interi a disegnare i personaggi dei miei fumetti preferiti, a decorare il diario scolastico e a riempire la camera di illustrazioni. Poi, all’età di 13 anni, mi sono iscritta alla Scuola Internazionale di Comics di Firenze. È così che mi sono ritrovata disegnatrice, senza neanche accorgermene.

Che cosa caratterizza il tuo stile? Lavoro soprattutto in digitale. Nelle mie illustrazioni mi piace mantenere forme pulite e spazi ben bilanciati. Il mondo animale esercita su di me un grande fascino: rettili, felini, insetti, pesci, anfibi sono una fonte inesauribile di ispirazione. Spesso osservo gli animali e le fasi della vita delle diverse specie: a volte ne esce fuori un’illustrazione, a volte solamente qualche schizzo sul quaderno, a volte mi limito ad osservare. In ogni caso, ne esco sempre rinnovata: so qualcosa in più sull’anatomia, sul colore, sull’eleganza degli animali. In particolar modo, amo trovare la bellezza in quelli apparentemente sgradevoli: ogni forma di vita è degna di essere osservata, ammirata, ritratta.

Qual è la regola per essere un bravo illustratore? Un bravo illustratore sa trovare il bello anche nel lavoro più noioso, cerca sempre di migliorarsi, non si accontenta della prima soluzione e, soprattutto, ama il suo lavoro. Sei anche una buona lettrice? Sì, mi piace molto leggere, non solo perché è il più sano dei passatempi, ma anche perché la lettura, per un illustratore, è una delle principali fonti di ispirazione. Che cosa ti ha colpito di questo romanzo? Di questo libro mi ha colpito molto la descrizione di un paese come la Cina, che spesso ci appare distante sia geograficamente sia culturalmente. I luoghi, gli ambienti domestici e le tradizioni descritte mi hanno affascinato tantissimo. È stato molto bello cercare di rendere con le immagini il turbine di emozioni raccontato in questa storia. Il romanzo mi ha fatto venire voglia di correre a fare le valigie e partire. Che libro consiglieresti a noi ragazzi? Un libro che ho amato molto da ragazzina: Zanna Bianca di Jack London. Un messaggio importante: Cercate di capire cosa vi piace e poi, una volta scoperto, imparate a farlo al meglio.

107


Percorsi di lettura Cammin facendo

I LA PARTENZA 1 Il protagonista è: □ un ragazzo inglese di quattordici anni □ un ragazzo cinese di otto anni □ un ragazzo cinese di quattordici anni □ un ragazzo italiano di sedici anni

2 Tutti gli scolari cinesi: □ devono avere un documento di riconoscimento □ frequentano scuole pubbliche □ indossano una uniforme scolastica □ studiano l’italiano

3 Il ragazzo ama: □ il disegno e l’antica poesia □ il calcio e il tennis □ leggere e scrivere racconti □ fotografare persone e animali 4 È preoccupato: □ dal viaggio in aereo □ dal confronto col cugino più grande, Li □ dalla difficoltà degli esami di ammissione alle scuole superiori □ di non avere dei buoni voti 5 Yen è: □ l’insegnante di Informatica □ una compagna di classe che gli piace molto □ la sorellina neonata □ un compagno antipatico

108


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Storiazhang web by ELI Publishing - Issuu