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I GRANDI CLASSICI LeggerMENTE è la nuova collana di narrativa per la scuola secondaria. Il suo obiettivo principale è offrire ai ragazzi libri classici o inediti, storie di attualità o di fantasia, per riscoprire pagina dopo pagina il piacere della lettura.

Shakespeare • Opere scelte: Romeo e Giulietta Otello Amleto Macbeth Re Lear Sogno di una notte di mezza estate Le allegre comari di Windsor • Dossier sulla vita di Shakespeare e sul teatro elisabettiano • Attività didattiche ispirate alla metodologia Invalsi • Un’ulteriore commedia (La tempesta) è disponibile online

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www.leggermente.info Questo volume sprovvisto del talloncino a fianco è da considerarsi campione gratuito fuori commercio.

€ 8,80

Shakespeare

Il volume contiene una raccolta delle più famose commedie e tragedie di William Shakespeare “raccontate” con un linguaggio semplice e di immediata comprensione per i ragazzi. I testi propongono citazioni tratte dalle opere originali e sono corredati da box di approfondimento e di spiegazione lessicale. Questo primo incontro con Shakespeare, ricco di fascino e di suggestioni, ha lo scopo di suscitare nei giovani lettori il desiderio di approfondire la conoscenza dell’autore, andando a vedere le sue opere a teatro, leggendone i testi originali e scoprendo gli altri numerosi capolavori che ha scritto.

I GRANDI CLASSICI

Invito alla lettura


Drammi d'Amore

I atto

Un’antica inimicizia Nessuno ricordava più perché le famiglie dei Capuleti e dei Montecchi fossero nemiche: fatto sta che da molte generazioni esse erano in lite e turbavano la vita della città di Verona. Montecchi e Capuleti non perdevano occasione di parlar male gli uni degli altri, di attaccar briga ogni volta che si incontravano. Perfino i servi erano coinvolti nella faida e si facevano gestacci e si dicevano male parole e arrivavano perfino a tirare fuori la spada se per caso si incrociavano lungo la strada. La nostra storia comincia per l’appunto con una rissa. Due uomini al servizio dei Capuleti avevano incontrato due dei Montecchi e li avevano guardati male, uno si era morso il pollice (gesto che all’epoca era un segno di disprezzo). “Volete litigare?” aveva chiesto un servo dei Montecchi squadrando gli avversari. “No, ma se volete litigare voi, siamo a disposizione”. “Non accettiamo sfide, noi, perché il nostro padrone vale più del vostro”. “Tu menti”. “Fuori le spade, se siete uomini, e vi facciamo vedere noi chi mente!” Mentre i servi si mettevano della Scala, signore della città La famiglia della Scala (o famiglia scaligera) a duellare, un gruppo di citfu una dinastia che governò sulla città di Vetadini diede l’allarme: le perrona per centoventicinque anni, dal 1262 al sone erano infatti esasperate 1387. La storia di Romeo e Giulietta si collodalle continue violenze delle ca nei primi anni del Trecento, esattamente due fazioni, e qualcuno corse nel 1303, quando al governo c’era Bartoload avvertire il principe della meo della Scala, ma Shakespeare lascia il Scala, signore della città, che principe senza nome. arrivò immediatamente con 6


Romeo e Giulietta

le sue guardie al seguito. Tra la folla che ormai circondava i quattro servi, il principe riconobbe immediatamente sia il vecchio Capuleti, sia il suo rivale Montecchi. I due avevano già le spade sguainate e a stento le loro mogli erano riuscite a trattenerli. “Fermi!” ordinò il principe. “Ma insomma: siete uomini o bestie? Lasciate immediatamente quelle spade, se non volete incorrere nella mia ira. E sentite bene quello che vi dico: da troppo tempo le vostre beghe rendono impossibile vivere tranquillamente in questa città. Io vi ordino di riporre le armi una volta per tutte: chi oserà turbare ancora la pace sarà processato e condannato a morte. A morte, avete sentito? E adesso allontanatevi e tornate alle vostre case”. Mentre ubbidiva a malincuore agli ordini del principe, il vecchio Montecchi scorse suo nipote Benvolio, grande amico di suo figlio Romeo, lo chiamò e incominciò a chiedergli com’erano andate le cose, chi aveva attaccato lite per primo e così via. Benvolio, che era un uomo pacifico e non voleva contribuire ad alimentare l’odio insensato di Montecchi per i Capuleti, rispose evasivamente. Montecchi allora gli chiese dove fosse Romeo, che era uscito di casa da molte ore e non si vedeva da nessuna parte. “È andato a rifugiarsi in un boschetto appena fuori città”, rispose Benvolio, “e a piangere tutte le sue lacrime”. “A piangere?” chiese suo padre preoccupato. “E perché mai?” “Potete chiederlo direttamente a lui: eccolo che viene”. Romeo arrivava infatti in quel momento. “No”, disse Montecchi. “Sono sicuro che a te lo dirà più volentieri: chiediglielo tu”. E si allontanò insieme alla moglie. Romeo non si fece molto pregare; probabilmente aveva più voglia lui di confidarsi che Benvolio di sapere il suo segreto, che era in fondo un segreto piuttosto banale: Romeo era sempre triste e malinconico perché la ragazza di cui era in7


Romeo e Giulietta

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Drammi d'Amore

“Buona notte!” sussurrò. “Oh, mi lasci così, senza rimpianti?” disse Romeo. “Rimpiango di averti già dato il mio amore!” “Vorresti dunque riprendertelo?” “Sì, per potertelo dare di nuovo!” Romeo stava per rispondere, e Giulietta senza dubbio avrebbe risposto a sua volta, e chissà quanto sarebbe durato quell’addio, se la nutrice, dall’interno della casa, non avesse chiamato. “Vengo!” disse la ragazza. E poi, sottovoce: “Addio davse le tue intenzioni sono oneste vero. Se mi ami sinceramenGiulietta ha confessato il suo amore a Rote e se le tue intenzioni sono meo, è disposta a mettere in gioco tutta oneste, domani ti manderò la propria vita per questo amore, ma non dimentica il proprio onore. Per la mentalità un messaggero per sapere del tempo, i rapporti prematrimoniali eradove e quando possiamo no (per le ragazze) una colpa imperdonasposarci”. bile: Giulietta non può nemmeno pensare “Signora!” ripeté la nutrice. di concedersi a Romeo prima di essere sua “Vengo! – Ma se invece il tuo moglie. sentimento non è sincero...” “Sulla mia vita...” “Buona notte!” concluse Giulietta rientrando. Romeo rimase a guardare la finestra che si chiudeva, poi Giulietta tornò fuori: “Romeo!” “Amore mio!” “A che ora vuoi che mandi il messaggero?” “Alle nove!” “Dovevo dirti un’altra cosa, ma me ne sono dimenticata”. “Allora non ricordartene, così resterai qui”. Ma era quasi giorno: Giulietta rientrò davvero in casa e Romeo si allontanò.

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Montecchi e Capuleti nella storia I nomi delle famiglie Capuleti e Montecchi sono tratti dalla realtà storica. La famiglia Montecchi era infatti a capo di una delle due fazioni che si contendevano il potere nell’Italia del Duecento e del Trecento: quella dei ghibellini (sostenitori dell’imperatore), a cui si contrapponevano i guelfi (sostenitori del papa). Non siamo invece sicuri che i Cappelletti fossero i capi della fazione guelfa. Dante, che passò alcuni anni a Verona, dopo essere stato esiliato da Firenze, ne parla tuttavia nella Divina Commedia: in un passo del Purgatorio (VI canto), egli rimprovera infatti l’imperatore Alberto perché trascura l’Italia e lascia che le famiglie si combattano e si distruggano a vicenda, e cita quattro nomi “esemplari”: Montecchi e Cappelletti (famiglie di Verona), Monaldi e Filippeschi (famiglie di Orvieto). Il nome Cappelletti verrà poi deformato in Capuleti. Dante non accenna neppure alla storia di Romeo e Giulietta. Essa è con ogni probabilità una leggenda popolare nata successivamente e venne messa per iscritto la prima volta nel 1531 da un certo Luigi Da Porto, capitano di Vicenza, in un’opera dal lunghissimo titolo: Historia novellamente ritrovata di due nobili amanti con la loro pietosa morte intervenuta (cioè accaduta) già al tempo di Bartolomeo della Scala. Il racconto di Da Porto, che dichiara di averlo sentito narrare da un suo compagno d’armi, venne ripreso da altri scrittori e la sua fama si diffuse in tutta Europa. Prima di Shakespeare, altri due autori l’avevano raccontata in inglese, ma naturalmente la versione di Shakespeare è quella che si è imposta e ha reso la vicenda famosa in tutto il mondo. Il celebre “balcone di Giulietta”, una delle principali attrazioni turistiche di Verona. La casa apparteneva nel Medioevo alla famiglia Cappelletti/Capuleti, ma è stata massicciamente restaurata negli anni Trenta del Novecento; il balcone è stato aggiunto in quell’occasione, usando marmi antichi, e si può quindi considerare a tutti gli effetti un falso.

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COMPRENSIONE 1 Verifica la comprensione della vicenda rispondendo alle seguenti domande. – In che epoca si svolge la vicenda? – In quali città si muovono i personaggi? – Chi sono Capuleti e Montecchi? – A quale delle due famiglie appartengono rispettivamente Romeo e Giulietta? – Chi è frate Lorenzo? – Chi è il principe? – Come muore Romeo? E Giulietta?

ANALISI LA TRAMA 2 Quali sono i luoghi fondamentali in cui si muovono i personaggi? .......................................................................................................................... .......................................................................................................................... .......................................................................................................................... ..........................................................................................................................

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3 Rimetti in ordine cronologico i seguenti avvenimenti. n morte di Giulietta n morte di Romeo n esilio di Romeo n incontro fra Romeo e Giulietta n matrimonio fra Romeo e Giulietta n litigio fra Giulietta e suo padre


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