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Noi. Non erano solo canzonette

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Gianpaolo Brusini Giovanni De Luna Lucio Salvini

“Penso che un sogno così non ritorni mai più”

“C’era un ragazzo che come me...”

Gianpaolo BRUSINI

Giovanni DE LUNA

Lucio SALVINI

“La chiamavano bocca di rosa metteva l’amore sopra ogni cosa”

“Penso che un sogno così non ritorni mai più” Gli anni che hanno rivoluzionato i sistemi sociali, etici ed economici del nostro Paese, raccontati dalla Musica che ha saputo parlarne il linguaggio, descriverne i fatti, respirarne il clima e restituirne le emozioni. Racchiusa fra l’abbraccio di Domenico Modugno sul palco di Sanremo 1958 e quello di Paolo Rossi nella notte di Madrid che nel 1982 laureò l’Italia campione del mondo, la mostra racconta la nostra esistenza collettiva di quegli anni. A costante contrappunto 100 opere musicali italiane, selezionate nel repertorio di quel periodo, costituiscono chiave di lettura e approfondimento. Un passo a due fra musica e società, che in un procedere cronologico tocca ogni aspetto della vita sociale, del costume, della cronaca, del lavoro e dei cambiamenti nelle convinzioni etiche e morali di quegli anni. ISBN 978-88-6444-177-1

€ 35,00

“Le strade vuote deserte sempre più leggo il tuo nome ovunque intorno a me”

“Azzurro il pomeriggio è troppo azzurro”

9 788864

441771

EDIZIONI

Con i contributi di FABRI FIBRA, Marco Tullio GIORDANA, Vittorio NOCENZI, Giorgio OLMOTI, Omar PEDRINI

EDIZIONI


SOMMARIO

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QUANDO LE CANZONI PARLANO PER NOI E NON SOLO DI NOI GIANPALO BRUSINI

DIO È MORTO LAICI E CATTOLICI, UNA NUOVA VECCHIA FRATTURA

23 LAGRIME E SORRISI GIOVANNI DE LUNA

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169 CONTESSA FABBRICHE E OPERAI

187

LA MUSICA: TERAPIA PER COMPRENDERE LUCIO SALVINI

LA LOCOMOTIVA LA DIFFICILE EREDITÀ DEL “SECOLO BREVE”: LA VIOLENZA COME RISORSA POLITICA

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209

PENSO CHE UN SOGNO COSÌ NON RITORNI MAI PIÙ SANREMO E VOLARE, IL “TRENO DEL SOLE”, IL BOOM

MUSICA RIBELLE LE RADIO LIBERE E LE “GIOIOSE CONTAMINAZIONI”

67 CAROSELLO LA TELEVISIONE: UN NUOVO PROTAGONISTA DEL PROGETTO “FARE GLI ITALIANI”. I CONSUMI

79 IVAN E ROCKY FABRI FIBRA

82 L’ESERCITO DEL SURF L’INEDITO PROTAGONISMO DEI GIOVANI

97 ABBRONZATISSIMI LA CONQUISTA DEL TEMPO LIBERO E LE VACANZE DI MASSA

113 C’ERA UN RAGAZZO CHE COME ME I MOVIMENTI STUDENTESCHI E LA “RIVOLUZIONE” DEL ‘68

137 PENSIERO STUPENDO IL RUOLO DELLE DONNE E LA LORO PRESENZA NELLO SPAZIO PUBBLICO

223 IL PROG VITTORIO NOCENZI

224 MUSICHE RIBELLI OMAR PEDRINI

227 LA FEBBRE DEL SABATO SERA IL RAPIMENTO MORO E LA RIMOZIONE DEL LUTTO

239 SPLENDIDO SPLENDENTE ARRIVANO GLI ANNI OTTANTA

252 “LA STORIA, SENZA VOLERLO” MARCO TULLIO GIORDANA

255 NOTE ALLE CANZONI

259 BREVE CRONOLOGIA DEGLI EVENTI


Quando le canzoni parlano per noi e non solo di noi

L

a musica di uno specifico periodo storico va di pari passo con la letteratura, l’arte, la politica, l’architettura, la cultura generale di quel tempo e una canzone, non meno di un libro o di un dipinto, sa riflettere il momento storico

in cui è stata immaginata, scritta e cantata. Jacques Attali, nel suo saggio Bruits (Suoni), afferma che “il sapere occiden-

tale tenta, dopo venticinque secoli, di vedere il mondo. Non ha capito che il mondo non si vede, ma si comprende. Non si legge ma si ascolta”. Non esistono canzonette, infatti, solo canzoni, e abbiamo voluto trattarle per quello che sono: contributi culturali di importanza critica per il passato, il presente e il futuro della nostra società. Comunicando di volta in volta l’urgenza della protesta, il languore dell’amore, la forza di un ideale, la canzone popolare ha sempre trovato la propria strada in tutte le epoche ed eventi della Storia, ispirandola o riflettendo su essa, arrivando anche a concorrere allo sviluppo della personalità stessa degli individui, orientandone scelte estetiche e culturali. Nei grandi avvenimenti come in quelli di minor rilievo, fino al semplice svolgersi della routine quotidiana, la musica narra, descrive, talvolta preconizza e, infine, fissa nella memoria. È proprio per questo stretto legame con il meccanismo della memoria che la musica sa così bene evocare emozioni. Ascoltare, anche a distanza di molti anni, una canzone che si è fusa con un momento significativo della vita, sia esso individuale o collettivo, rievoca i ricordi e questi, a loro volta, le emozioni che ci fanno quasi rivivere quel momento, e che ci spingono poi a raccontarlo, a condividerlo con altri. Dal 1958 al 1982 i ricordi sono moltissimi, troppi per poter scegliere tutta la musica capace di riportarti là, in ogni singolo momento. I cento brani selezionati, dunque, sono il frutto di una selezione non esaustiva ma comunque in grado di trasmettere il senso profondo di quella musica e di quegli anni anche a chi, molto più giovane, quella Storia non l’ha mai vissuta. Per incoraggiarli a comprendere i momenti importanti del nostro passato, di quali lacrime e quali sorrisi fosse composto, così da renderli davvero partecipi di quel lungo processo che ci ha condotti fin qui. Le canzoni, attraverso le emozioni, sanno raggiungere parti nascoste alle quali parlare forte, e alle quali a noi capita spesso di non saper arrivare. E parlano così forte da farsi poi sentire per tutta la vita, perché quando una melodia ti entra nella testa poi non ne esce più. Gianpaolo Brusini

COURTESY BY FIMI


Lagrime e sorrisi

L

a mostra propone una sorta di colonna sonora costruita attraverso le canzoni che hanno accompagnato la storia italiana tra il 1958 e il 1982. Sono stati anni tumultuosi, ricchi di eventi, affollati di lagrime e di sorrisi, il primo dei quali è

quello liberatorio e travolgente di Domenico Modugno che, proprio nel 1958, a Sanremo, canta Volare. La gestualità prorom-

pente, la voce spiegata, la musica trascinante ci restituiscono oggi l’icona simbolicamente più efficace del boom economico. La “grande trasformazione” investì allora la società italiana scardinando vecchie abitudini, alimentando un falò in cui bruciarono comportamenti, appartenenze, identità, ribaltando tradizioni e consuetudini. In soli dieci anni da Paese contadino l’Italia diventò una delle massime potenze industriali del mondo, specchiandosi nei successi di una ricostruzione “miracolosa” che aveva di colpo riscattato un lungo periodo di miseria, di dittatura, di guerra. Poi, negli anni successivi, quei sorrisi si mescolarono con le lagrime del terrorismo e delle stragi. Fu una vicenda dolorosa e drammatica che pure non riuscì a scalfire i capisaldi della nostra democrazia che, anzi, proprio allora fece segnare un significativo allargamento dei diritti civili e della sfera inclusiva dello spazio pubblico. Alla fine del percorso, dopo la vittoria ai mondiali di calcio del 1982, l’urlo guerriero di Marco Tardelli che irrompe nei nostri teleschermi, segnala l’inizio di una nuova fase: l’Italia si lascia alle spalle le lagrime della violenza politica, ma anche i sorrisi dei grandi movimenti giovanili, studenteschi, femminili, operai, che, con il loro protagonismo di massa, avevano reso viva e dinamica la nostra società civile. Sulle macerie dell’utopia ugualitaria e collettiva degli anni settanta, si accamparono una vorace voglia di consumi e un nuovo stie di vita, fondato più sull’egoismo che sulla solidarietà. Giovanni De Luna

Sciopero generale per il caro casa. Un bambino di pochi anni porta lo stendardo con suo padre; il corteo sfila davanti al Teatro Lirico di Milano, 19 novembre 1969 Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo


La musica: terapia per comprendere

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958-1982. In questo quarto di secolo il Paese è molto cresciuto e profondamente cambiato, percorrendo il proprio destino su una strada in attesa con le braccia aperte. Una strada piena di suoni che reagivano all’arrivo del mutamen-

to, assorbendolo e interpretandolo, mettendosi a nostra disposizione per aiutarci a comprendere. Dalle grandi storie a quelle piccole, dagli accadimenti epocali ai semplici fatti di cronaca, le canzoni hanno assorbito tutto, sempre accompagnandoci per farci commuovere e ribellare, entusiasmarci e intristirci. Sono parte di noi, il tessuto connettivo di un cultura popolare, ma cultura vera. Certo, cercare di raccogliere le testimonianze sonore di venticinque anni di storia italiana implica necessariamente delle scelte, a volte dolorose. Molti sono i brani esclusi, non certo perché meno rappresentativi, ma per mere ragioni di spazio e perché si è ritenuto che le scelte effettuate meglio rappresentassero l’idea fondante dell’iniziativa. Così come Modugno con Volare ha dato il via al cambiamento, i cantautori hanno costretto tutti a un linguaggio diverso, meno banale. Dopo di loro nulla sarebbe stato come prima. E poi, come non rappresentare la folta pattuglia di artisti e di brani che sull’onda delle ribellioni sociali hanno cantato il turbamento e le contraddizioni di una società più propensa a conservare che a riformarsi? E che dire dell’importanza che le canzoni hanno avuto sia nei grandi movimenti sociali, sia nel rapporto fra società e istituzioni (religiose e politiche)? Alcune hanno preso nota di quel che stava accadendo, percependolo in anticipo, altre sono diventate veri e propri inni di battaglia: una contestazione che non poteva non cambiare la quotidianità delle abitudini. Si pensi alle lotte per il divorzio, a quella per la parità tra i sessi, alle condizioni in cui esseri umani erano costretti da un lato a lasciare il loro Paese in cerca di fortuna e, dall’altro, a sopportare l’indifferenza e spesso le angherie di chi li doveva accogliere. “NOI” ci dà un quadro sonoro di tutto questo con un doppio intento: da un lato restituire valore al ruolo protagonista delle generazioni che hanno contribuito al cambiamento e, dall’altro, offrire un momento di riflessione ai più giovani perché certi valori acquisiti, che oggi diamo per scontati, si sono affermati solo attraverso un percorso difficile e qualche volta doloroso. Naturalmente c’è posto anche per la spensieratezza di un Paese che cresce, si diverte e vuole per un attimo, magari lungo un’estate, dimenticare la propria condizione. Che peso ha avuto tutto ciò nel cammino che abbiamo percorso per diventare un popolo? Con esattezza non lo sapremo mai: è impossibile pesare una nuvola però è lassù si muove sopra di noi e in definitiva esiste, ci influenza. Ecco, “NOI” ha voluto essere la fotografia di questo percorso. Lucio Salvini


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Noi. Non erano solo canzonette by ELI Publishing - Issuu