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Le basi della politica

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G. Vaiarelli, C. Bonvecchio, P. Bellini

Le basi della politica

Manuale di Cittadinanza e Costituzione per la Scuola secondaria di II grado

Consulenza alla progettazione: Fabio Cioffi Responsabile editoriale: Beatrice Loreti Art director: Marco Mercatali Responsabile di produzione: Francesco Capitano Editing e redazione: per Libra Patrizia Zani Progetto grafico e impaginazione: Studio Ampa Ricerca iconografica: per Libra Sara Mazzoni Foto: Shutterstock, Getty Copertina: Adami Design © 2012 Eli - La Spiga Via Soperga, 2 - Milano Tel. 02 2157240 info@laspigaedizioni.it www.laspigaedizioni.it Eli Via Brecce – Loreto Tel. 071750701 info@elionline.com www.elionline.com ISBN 978-88-468-3047-0 Stampato in Italia presso Grafiche Flaminia – Foligno 12.83.090.0

L’editore è a disposizione degli aventi diritto non potuti reperire, nonché per eventuali non volute omissioni e/o errori di attribuzione nei riferimenti. Le fotocopie non autorizzate sono illegali. Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione totale o parziale così come la sua trasmissione sotto qualsiasi forma o con qualunque mezzo senza previa autorizzazione scritta da parte dell’editore.

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Presentazione Il senso di una proposta Chiunque oggi cerchi di avviare gli studenti italiani a una riflessione sulla politica non ha un compito facile. La politica, intesa come l’attività che in ogni comunità umana i “governanti” svolgono o dovrebbero svolgere a favore dei “governati”, appare oggi in crisi. Non si può sfuggire infatti all’impressione che la dimensione dei problemi con cui la civiltà contemporanea si confronta – dalla povertà di intere parti del mondo, con la conseguente migrazione di milioni di uomini e donne nelle zone più ricche, al problema del surriscaldamento globale, alle continue guerre che affliggono direttamente o indirettamente molte aree del nostro Pianeta e alle sempre più marcate disuguaglianze presenti anche negli Stati più progrediti – stia aumentando a tal punto da far dubitare della capacità dei sistemi politici di porvi rimedio. Non è un caso dunque che, anche in Italia, molti cittadini e molta parte delle nuove generazioni (diversamente da quelle che le hanno precedute) dimostrino poco interesse, se non addirittura ostilità, verso la politica, che sentono lontana dai loro progetti e ideali, preferendo coltivare forme di impegno non direttamente legate al sistema dei partiti (come il volontariato), quando non esclusivamente il proprio “particulare”. Tale disinteresse è, indubbiamente, preoccupante. Come ha sostenuto di recente un grande costituzionalista italiano, Gustavo Zagrebelsky, «se la società si ripiega su se stessa e sulle sue divisioni corporative, essa diviene incapace di idee generali, propriamente politiche, e il suo orizzonte si riduce allo status quo da preservare e alle tante posizioni particolari che essa contiene – privilegi grandi e piccoli, interessi corporativi, rendite di posizione – da tutelare». Quando ciò accade, anche la democrazia corre seri pericoli, perché al posto della cittadinanza attiva tendono a prevalere la delega in bianco al potere, la dissoluzione del vincolo di obbedienza alle leggi a favore di rapporti personali di fedeltà e l’indebolimento della certezza del diritto. Si rischia insomma di assistere a una sorta di imbarbarimento culturale, che dalle forme moderne dell’organizzazione dello Stato democratico potrebbe evolvere verso orizzonti oscuri, ove predominano esclusivamente la violenza, la paura, l’illibertà. Non è inopportuno, pertanto, in un testo che ha come oggetto la cittadinanza e la Costituzione, proporre una riflessione teorica e storica sulla politica e sulle questioni fondamentali che a essa sono state e sono ancora connesse, nel tentativo di contribuire a formare il “buon cittadino”, con la consapevolezza che tale compito, fondamentale per la vita civile e la ricchezza economica e culturale dei popoli, è sempre assai arduo, eppure ineludibile.

La cittadinanza e la Costituzione “Cittadinanza e Costituzione” è un insegnamento che nasce con l’obiettivo di formare giovani capaci di esercitare la democrazia nei limiti e nel rispetto delle regole comuni, di accompagnarli in un processo di crescita che li renda cittadini attivi in grado di agire diritti inviolabili e di rispettare i doveri inderogabili della società di cui fanno parte. Le basi della politica si propone come guida e supporto lungo questo percorso di crescita, offrendo materiali e spunti di lavoro sui seguenti argomenti:

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– le forme della cittadinanza: valori, comportamenti, problematiche nelle relazioni con gli altri e nella partecipazione alla comunità; – i diritti e i doveri: come riconoscerli, difenderli, agirli nella vita pubblica; – storia, principi e articoli della Costituzione italiana; – cittadini d’Europa e del mondo: le Carte dei diritti, le istituzioni, le organizzazioni internazionali. In particolare Le basi della politica propone un’analisi didatticamente chiara e teoricamente rigorosa dei principi della Costituzione italiana, dell’Unione europea e dei principali organismi internazionali, con l’obiettivo di avvicinare lo studente ai valori e ai fondamenti della nostra Repubblica democratica e della comunità internazionale, e stimolare il senso di appartenenza alle istituzioni e il bisogno di partecipazione diretta e di impegno sociale.

La struttura del volume Il testo è articolato in 4 sezioni divise in capitoli, a loro volta divisi in paragrafi brevi. Le 4 sezioni affrontano nell’ordine: – i concetti base della politica, nella forma di un’introduzione organica e completa alle categorie fondamentali del pensiero politico e al linguaggio della politica contemporanea, complementare allo studio della storia; – la storia delle dottrine politiche; – gli articoli della Costituzione italiana spiegati e commentati in maniera rigorosa, senza inutili tecnicismi e alla portata dei giovani; – un panorama completo sulle principali organizzazioni internazionali. I capitoli sono suddivisi in paragrafi brevi, corredati da: – schede di approfondimento e box di glossario con la spiegazione dei termini più complessi; – documenti antologici con testo introduttivo e attività finali; – domande di comprensione per fissare le idee. Ogni capitolo si chiude con una bibliografia e, in alcuni casi, con una sitografia. Alla fine di ciascuna sezione sono presenti percorsi tematici di educazione alla cittadinanza, ovvero schede di approfondimento su casi di studio e schede di verifica della comprensione, con incluse attività specifiche in vista della preparazione all’esame di Stato. Al termine del volume: – il testo integrale della Costituzione italiana; – la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.

La dotazione online: – – – – – – –

Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino; Dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti d’America; Statuto Albertino; Statuto dei lavoratori; Dichiarazione universale dei diritti umani; Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia; Dichiarazione del Millennio. Online è anche disponibile un percorso di approfondimento con schede sul pensiero politico dall’antichità a oggi. Verranno inoltre periodicamente fornite schede di aggiornamento su temi di attualità, legati alle problematiche della cittadinanza.

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V

Indice Sezione 1 Le basi della cittadinanza politica Capitolo 1 Che cos’è la politica?

1 2

1 Gli obiettivi della politica, 2 – 2 La politica nel mondo greco, 3 – 3 Lo stratega e il tessitore, 4 – 4 L’uomo come animale politico, 5 – 5 Il tramonto della polis e il rifiuto della politica, 7 – 6 «Date a Cesare quel che è di Cesare»: il Cristianesimo, 8 – 7 L’epoca medievale: la contesa per il potere, 8 – 8 Società degli uomini e società dei credenti, 9 – 9 L’autonomia della politica in Machiavelli, 10 DOCUMENTO

La polis come organismo naturale

Per fissare le idee

11

Bibliografia e sitografia

Capitolo 2 Che cos’è lo Stato?

6 11 12

1 Una definizione preliminare, 12 – 2 Potere orizzontale e verticale, 13 – 3 Lo Stato nell’Età moderna, 15 – 4 L’assolutismo, 16 – 5 Guerre civili e guerre di religione, 17 – 6 La giustificazione dello Stato assoluto, 17 – 7 I limiti del potere statale, 19 – 8 Lo Stato di diritto e le monar-chie costituzionali, 20 – 9 Lo Stato come “dittatura” della classe borghese: Karl Marx, 21 – 10 Lo Stato nel XX secolo, 21 DOCUMENTO

La monarchia assoluta è inconciliabile con la società

Per fissare le idee

18

Bibliografia e sitografia

23

Capitolo 3 Il funzionamento dei sistemi politici

24

23

1 Il concetto di potere, 24 – 2 Il potere politico, 25 – 3 Le caratteristiche del sistema politico, 27 – 4 Il funzionamento del sistema politico, 28 – 5 Come si formano le domande e le risposte politiche?, 29 – 6 Il problema della legittimità del potere politico, 30 – 7 La “legittimità” nel pensiero classico e moderno, 31 – 8 Basta il consenso per definire “legittimo” un sistema politico?, 31 DOCUMENTO

La legittimazione del potere

Per fissare le idee

33

Bibliografia

26 33

Per la pace perpetua

Per fissare le idee DOSSIER

41

36

Bibliografia

La crisi della politica e le promesse mancate della democrazia

ESERCITAZIOINI

Bibliografia

54 61

Capitolo 6 Le tradizioni politiche della democrazia 62

1 Una distinzione difficile, 62 – 2 La democrazia degli antichi e dei moderni, 63 – 3 Il patto sociale secondo Rousseau, 64 – 4 La sovranità popolare, 66 – 5 Differenze tra liberalismo e democrazia, 67 – 6 Stati liberali e Stati democratici, 68 – 7 Gli strumenti della democrazia, 68 – 8 Partiti e democrazia, 70 – 9 Lo Stato sociale, 70 DOCUMENTO

il contratto sociale e la volontà generale

Per fissare le idee

71

Bibliografia

Capitolo 7 Le tradizioni politiche del socialismo

65 71 72

1 Uguaglianza formale e uguaglianza sostanziale, 72 – 2 Quando nasce il socialismo?, 73 – 3 Conseguenze sociali della Rivoluzione industriale, 74 – 4 Le prime forme di socialismo, 74 – 5 Il socialismo scientifico, 75 – 6 La storia del movimento socialista: riformisti e rivoluzionari, 78 – 7 L’influenza del socialismo nelle Costituzioni europee, 79 DOCUMENTO

Borghesi e proletari

Per fissare le idee

80

76

Bibliografia

Capitolo 8 La dottrina sociale della Chiesa

80 81

1 Il Cristianesimo sociale, 81 – 2 Dalla Rerum novarum alla Centesimus annus: i principi fondamentali, 82 – 3 Contro il liberalismo e il socialismo, 84 – 4 Il ruolo dello Stato, 86 – 5 Influenza della dottrina sociale della Chiesa nella Costituzione italiana, 86 DOCUMENTO

Rerum novarum Lettera enciclica di S.S. Leone Xiii

Per fissare le idee DOSSIER

88

Bibliografia

La cittadinanza democratica e i suoi avversari

84 88 89 95

41

42 49

Sezione 3 Cittadini italiani:

leggere la Costituzione

dello Stato

51

Capitolo 5 Le tradizioni politiche del liberalismo

52

1 La dottrina del liberalismo, 52 – 2 Il liberalismo americano, 53 – 3 I fondamenti della dottrina liberale, 53 – 4 Origine storica delle idee liberali, 56 – 5 Il liberalismo politico, 58 – 6 Le prime rivoluzioni liberali, 60

98

1 Una definizione di Costituzione, 98 – 2 La Costituzione come garanzia di libertà, 99 – 3 I tipi di Costituzione, 100 – 4 La lunga storia delle Costituzioni, 100 – 5 La Magna Charta, prima tappa verso le Costituzioni, 101 – 6 Il Bill of Rights, fondamento della monarchia costituzionale, 103 – 7 La Dichiarazione di indipendenza e la Costituzione americana, 103 – 8 I presupposti teorici del costituzionalismo americano, 105 – 9 La Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, 105 DOCUMENTO

Sezione 2 Le tradizioni del pensiero politico

97

Capitolo 9 La Costituzione come carta fondativa

DOCUMENTO

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61

34

1 Dal Medioevo all’Età moderna: la crisi dei poteri universali, 34 – 2 L’Età moderna: l’Europa delle grandi e delle piccole potenze, 35 – 3 Il diritto della pace e della guerra, 36 – 4 La nascita del diritto internazionale, 38 – 5 L’epoca dei trattati europei, 38 – 6 Verso una sovranità limitata? 39 – 7 La Società delle Nazioni, 40 – 8 Le istituzioni politiche internazionali oggi, 40 DOCUMENTO

Garantire la libertà dell’individuo

Per fissare le idee

ESERCITAZIOINI

Capitolo 4 Al di là dello Stato: le istituzioni

politiche internazionali

DOCUMENTO

Le libertà del cittadino La Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino

Per fissare le idee

109

Bibliografia

Capitolo 10 La storia della Costituzione in Italia

102 107 109 110

1 Le radici risorgimentali della nostra storia costituzionale, 110 – 2 Lo Statuto Albertino, 111 – 3 I caratteri dello Statuto Albertino, 111 – 4 Una Costituzione flessibile, 113 – 5 Lo Statuto Albertino durante il ventennio fascista, 114 – 6 Nasce la Costituzione repubblicana,

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VI

Indice

115 – 7 Il referendum del 2 giugno, 116 – 8 I lavori dell’Assemblea Costituente, 117 – 9 La Costituzione come compromesso istituzionale, 118 – 10 Una fusione fra diverse culture politiche, 119 – 11 Le matrici culturali della Costituzione, 121 DOCUMENTO Lo Statuto Albertino 112 DOCUMENTO Le ragioni storiche di un accordo costituzionale 120

Per fissare le idee

122

Bibliografia

Capitolo 11 Struttura e caratteri della Costituzione 123

La storia del bastimento

Per fissare le idee

134

Bibliografia

132 134

135

1 I principi su cui si fonda lo Stato italiano, 135 – 2 Democrazia e lavoro, 136 – 3 Diritti e doveri della persona, 137 – 4 L’uguaglianza dei cittadini, 141 – 5 Il diritto al lavoro, 142 – 6 Repubblica una e indivisibile, 143 – 7 Le minoranza linguistiche, 144 – 8 I rapporti tra Stato e Chiesa, 145 – 9 Pluralismo religioso, 147 – 10 La tutela della cultura, della ricerca e del paesaggio, 148 – 11 L’Italia e la comunità internazionale, 149 – 12 Il rifiuto della guerra, 151 – 13 Il simbolo della bandiera, 152 i simboli della Repubblica italiana DOCUMENTO La Costituzione e i principi della democrazia

138 150

Per fissare le idee

153

SCHEDA

153

Bibliografia

Capitolo 13 I diritti e i doveri dei cittadini

154 1 La Parte prima della Costituzione, 154 – 2 La libertà negativa, 155 – 3 I diritti civili (articoli 13-28), 155 – 4 I diritti sociali (articoli 2934), 163 – 5 I diritti economici (articoli 35-47), 168 – 6 I diritti politici (articoli 48-51), 173 – 7 I doveri del cittadino (articoli 52-54), 175 DOCUMENTO Donne o cittadine? L’uguaglianza tra uomini e donne 170 SCHEDA La storia del diritto di voto in italia 175

Per fissare le idee

177

Bibliografia e sitografia

177

Capitolo 14 L’ordinamento della Repubblica

Italiana

178

1 La Parte seconda della Costituzione, 178 – 2 Lo Stato e i suoi poteri, 179 – 3 Il potere legislativo: il Parlamento (articoli 55-82), 180 – 4 Le prerogative dei parlamentari, 181 – 5 Il funzionamento del Parlamento, 184 – 6 La funzione legislativa del Parlamento, 185 – 7 Il referendum abrogativo, 188 – 8 Le altre funzioni del Parlamento, 189 – 9 Il Presidente della Repubblica (articoli 83-91), 190 – 10 La responsabilità del Capo dello Stato, 191 – 11 Il potere esecutivo: il Governo (articoli 92-100), 192 – 12 Le prerogative del Presidente del Consiglio e quelle dei ministri, 192 – 13 La crisi di governo, 194 – 14 Il potere giudiziario: la Magistratura (articoli 101-113), 194 – 15 La funzione giurisdizionale, 195 – 16 L’amministrazione della giustizia, 196 – 17 Presunzione di innocenza e obbligatorietà dell’azione penale, 197 – 18 Gli Enti territoriali locali (articoli 114-133), 198 – 19 Le Regioni (articoli 114-137), 200 – 20 I Comuni e le Province, 201 – 21 Le garanzie costituzionali: la Corte Costituzionale (articoli 134139), 202 – 22 La modifica della Costituzione, 203 i sistemi elettorali L’iter legislativo in italia DOCUMENTO L’italia: ottomila Comuni, una Repubblica una e indivisibile SCHEDA SCHEDA

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DOSSIER

205

Bibliografia

Mafie e poteri occulti

204 205 206

ESERCITAZIOINI

211

Sezione 4 Cittadini d’Europa e del mondo

213

Capitolo 15 La formazione dell’Unione europea

214

1 La radici della cittadinanza europea, 214 – 2 La guerra fredda e i pericoli di guerra, 215 – 3 La scelta europea dell’Italia, 216 – 4 Le prime tappe dell’unificazione europea, 217 – 5 Dal Trattato di Maastricht alla nascita dell’euro, 218 – 6 La difficile unità politica dell’Europa, 219 – 7 La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, 221 – 8 I diritti della Carta europea, 222 SCHEDA DOCUMENTO

i parametri di Maastricht, 219 La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea

Per fissare le idee

Capitolo 12 I Principi fondamentali

della Costituzione

Le Disposizioni transitorie e finali

Per fissare le idee

122

1 La struttura della Costituzione italiana, 123 – 2 Come leggere la Costituzione, 125 – 3 Le caratteristiche principali della Costituzione, 125 – 4 I principi fondamentali della Costituzione, 126 – 5 L’appartenenza a una storia comune, 129 – 6 La Costituzione come testamento e impegno per il futuro, 129 – 7 Un terreno comune, non un mezzo di parte, 130 – 8 I progressi fatti e quelli da fare, 131 – 9 La Costituzione è ancora attuale?, 131 DOCUMENTO

SCHEDA

182 186 199

224

Bibliografia e sitografia

Capitolo 16 La cittadinanza europea

223 224 225

1 Che cos’è l’Unione europea, 225 – 2 La nuova cittadinanza europea, 226 – 3 Le istituzioni dell’Unione europea, 227 – 4 Gli altri organi istituzionali europei, 231 – 5 Le questioni aperte, 232 – 6 Gli scenari del futuro, 233 – 7 Che cosa ha fatto concretamente l’UE per il cittadino, 234 i simboli dell’Unione europea Regolamenti, direttive e legge elettorale dell’UE SCHEDA Ripartizione dei seggi del Parlamento europeo tra gli Stati membri DOCUMENTO Cittadini d’Europa e del mondo: la Convenzione sui diritti dell’infanzia

234

Per fissare le idee

236

SCHEDA SCHEDA

236

Bibliografia

227 229 230

Capitolo 17 L’ONU e le organizzazioni

internazionali

237

1 Dalla Società delle Nazioni all’ONU, 237 – 2 Le finalità dell’ONU, 238 – 3 La struttura delle Nazioni Unite, 239 – 4 Organismi sussidiari e organizzazioni specializzate, 242 – 5 L’UNICEF, 242 – 6 L’Alto commissariato per i rifugiati, 243 – 7 L’UNESCO e la FAO, 243 – 8 Le Organizzazioni non governative, 244 – 9 Gli interventi di peacekeeping e l’“ingerenza umanitaria”, 244 – 10 La giustizia internazionale, 245 – 11 I limiti dell’ONU e i progetti di riforma, 246 – 12 La cittadinanza globale, 248 SCHEDA DOCUMENTO SCHEDA SCHEDA

La Società delle Nazioni La Carta delle Nazioni Unite Segretari generali dell’ONU La Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo

Per fissare le idee DOSSIER

249

Bibliografia e sitografia

il volontariato e le reti sociali

ESERCITAZIOINI

239 240 241 246 249 250 257

Appendice

259

La Costituzione della Repubblica italiana La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea

260

Indice delle voci di glossario

282

276

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Sezione 1

1

Le basi della cittadinanza politica

Sezione

1 Le basi della cittadinanza politica

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Capitolo

1

Che cos’è la politica?

I

n questa veduta puoi osservare l’acropoli di Atene, simbolo della polis, il cui governo rappresenta il primo esempio nella storia di democrazia diretta. Anche in Italia, nonostante sia una democrazia rappresentativa, sono presenti strumenti di democrazia diretta: sapresti indicare quali?

1

Gli obiettivi della politica

Le società umane sono costituite da individui che entrano in relazione tra loro con interessi e bisogni diversi, con divergenti aspirazioni e scopi: il risultato di queste interazioni può essere il conflitto o la cooperazione. Il conflitto nasce in genere (ma non esclusivamente) quando insiemi di individui desiderano beni e risorse di cui c’è scarsità, la cooperazione invece quando si sviluppa la consapevolezza che nessuno può sopravvivere da solo. Queste due modalità di convivenza in realtà sono sempre presenti in ogni comunità: se è vero, infatti, che non si può pretendere che gli esseri umani si comportino in ogni occasione come angeli, cioè animati esclusivamente da sentimenti amorevoli e caritatevoli verso il prossimo, non si può nemmeno ragionevolmente pensare che essi possano essere sempre in guerra tra loro (pena l’estinzione della comunità stessa).

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Sezione 1 Le basi della cittadinanza politica

Una prima definizione di politica allora può essere questa: essa è il tentativo di stabilire delle regole all’interno della società perché gli interessi contrapposti delle persone e gli egoismi in conflitto non prevalgano in modo assoluto sugli slanci cooperativi. Per questo, l’azione politica coincide con il “governo” dei gruppi sociali. In altri termini, senza un Governo non solo la vita associata sarebbe impossibile, ma anche le nostre attese e i nostri desideri non avrebbero la minima possibilità di trasformarsi in risultati concreti. I Governi, infatti, coordinano le azioni individuali, promuovono beni e servizi, distribuiscono la ricchezza prodotta da una comunità e difendono questa dai nemici esterni. Sono questi i loro compiti principali. Legittimità Per tale motivo, sin dalle origini, il pensiero In qualsiasi gruppo di persone vi è sempre qualcuno politico si è occupato di due temi fondamentali: che comanda. Ma non sempre chi comanda ha una legittimazione per farlo. In linea generale, legittimo è chi governa? Quale legittimità hanno i governanti il potere politico che risulta conforme alla legge o che nel prendere decisioni per tutti? Per quanto, nel da essa è comunque consentito. La legittimazione, oscorso del tempo, il termine “politica” abbia camsia l’atto che conferisce legittimità a un potere politico qualsiasi, può avvenire, e storicamente è avvenuta, in biato senso e natura – ciò che era “politico” per molti modi: dal basso, ossia dal popolo o da una sua i greci, per esempio, non lo sarà più per i romaparte significativa, oppure dall’alto, cioè dalla pretesa o affermata volontà di Dio, oppure sulla base del diritto ni – queste domande sono rimaste essenziali per naturale, così come viene tramandato dalla tradizione la comprensione di ogni sistema politico. Da esse dominante in una certa cultura o società. dunque inizia anche il nostro percorso di studio.

2 La politica nel mondo greco

Il mondo greco ci ha lasciato in eredità il modello politico su cui si è edificata una parte consistente della civiltà occidentale: quello della città (polis, in greco). La polis più famosa è stata Atene. Il cittadino ateniese viveva la città come il luogo in cui tutti i suoi interessi convergevano: essa infatti permetteva a tutti i suoi membri la partecipazione politica, e cioè la possibilità di contribuire in modo diretto alla creazione delle leggi e di assumere cariche pubbliche, senza una distinzione stabile tra governanti e governati. La polis costituì,

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Al centro di questo celebre affresco di Raffaello sono raffigurati Platone e Aristotele, i due grandi filosofi greci che nelle loro opere dedicarono ampio spazio alla politica.

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4

Capitolo 1 Che cos’è la politica?

Democrazia È una forma di governo in cui il potere, la sovranità, appartiene al popolo che la esercita direttamente nell’assemblea, come avvenne nelle poleis della Grecia (democrazia diretta), o mediante rappresentanti liberamente eletti, come avviene oggi (democrazia rappresentativa). Il termine è contrapposto a “monarchia” (in cui il potere è nelle mani di una sola persona, re o monarca), ad “aristocrazia” (il governo “dei migliori”, per saggezza o diritto di nascita) e a “oligarchia” (il governo “di pochi”, identificati in base al censo, ossia alle ricchezze). Nella democrazia ateniese venivano affermati principi fondamentali validi ancora oggi: l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, senza distinzione di nascita e di censo (isonomìa); la libertà di espressione (parrhesìa); l’uguale diritto di parola nelle istituzioni pubbliche (isegorìa).

Statuta di Platone.

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dunque, un esempio di democrazia diretta. La parola “democrazia” deriva dai termini greci démos (popolo) e cràtos (potere), e significa quindi “governo del popolo”. Eppure non mancarono, durante l’epoca della democrazia greca, egoismi politici, lotte tra fazioni e classi. Inoltre la polis non era affatto un esempio così perfetto di democrazia, almeno come l’intendiamo oggi: dai diritti di cittadinanza (riconosciuti in virtù dell’appartenenza alla città) erano infatti esclusi gli schiavi, le donne e gli stranieri, ossia la maggioranza della popolazione. Le luci e le ombre della democrazia sono state evidenziate da due grandi filosofi greci, Platone (V-IV sec. a.C.) e Aristotele (IV sec. a.C.), che ne hanno criticato l’applicazione concreta pur salvandone l’idea.

3 Lo stratega e il tessitore

Nel primo libro delle Leggi, in particolare nel dialogo tra Clinia il cretese e il Forestiero ateniese, Platone enuncia la duplice natura della politica: una orientata in direzione della guerra, l’altra in direzione della pace. Clinia sostiene la prima: «Sì, perché quella che la maggioranza chiama pace non è che un nome: di fatto ogni polis, per sua stessa natura, si trova sempre con tutti gli altri in guerra non proclamata». La prospettiva qui adottata è quella militare, dello stratega (la definizione è dello stesso Platone) che, attraverso l’uso della violenza, deve sconfiggere e, se necessario, perfino uccidere l’avversario. A essa il Forestiero oppone l’altra visione della politica, quella che si identifica con la figura diplomatica del tessitore (è sempre Platone a definirla così), dove il tessitore è colui che cerca di ricomporre armonicamente la società lacerata da conflitti interni. In questo senso il vero politico sarebbe come il «giudice che, presa a curare una famiglia discorde, senza mettere a morte nessuno, ne riconciliasse i membri e, dando loro leggi, riuscisse per l’avvenire a far sì che costoro vivessero in una reciproca durevole amicizia». Per Platone, dunque, lo spazio della politica è caratterizzato sia dal conflitto che dalla cooperazione, non solo tra comunità diverse, ma anche tra i membri della stessa comunità. È proprio in rapporto a questa constatazione che nella Repubblica egli elabora il progetto politico

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Sezione 1

5

Le basi della cittadinanza politica

di una città ideale, governata dai filosofi-re e in costante armonia al proprio interno. A tale progetto di città ideale ricorrerà, nei secoli futuri, la civiltà occidentale quando vorrà proporre un esempio di governo e di società armonica. Per questo motivo anche la riflessione post-platonica, con Aristotele, ha rivolto la sua attenzione alla figura del tessitore, il mediatore tra gli interessi contrapposti che devono convergere per raggiungere obiettivi comuni.

Città ideale Discutendo di politica si può far riferimento alla polis reale, che realmente esiste, oppure a una polis che non c’è e che forse non può nemmeno esserci, ma che sarebbe bello se esistesse. In questo senso parliamo di città ideale, cioè molto armoniosa, o addirittura perfetta, ma irrealizzabile.

4 L’uomo come animale politico

Il termine “politica” ha più di duemila anni: costituisce il titolo di una grande opera di Aristotele, scritta nel IV secolo a.C., che tratta della natura e delle funzioni della città. Di origine greca, la parola “politica” a noi è giunta attraverso la mediazione della cultura romana e da allora è entrata definitivamente nel linguaggio comune. In Aristotele, il termine “politica” deriva da polis (oggi diremmo Stato) e qualifica tutto ciò che a questa si riferisce: “politiche” sono tutte le decisioni utili alla città (e quindi a tutti i cittadini), come le leggi, l’amministrazione della giustizia e altro ancora. Ad Aristotele dobbiamo anche la definizione, che ha conosciuto uno straordinario successo nel corso dei secoli, dell’uomo come “animale politico”. Scrive infatti il filosofo: «L’uomo è un animale che per natura deve vivere in una città». Che significa tale definizione? L’individuo nasce in una famiglia, che a sua volta fa parte di un villaggio. Sembrerebbe dunque che l’una e l’altro esistano prima della polis e indipendentemente da essa. Eppure, secondo il filosofo, le due comunità, fondate su bisogni naturali, sono anch’esse comunità politiche, nel senso che non potrebbero sussistere senza la polis, che procura l’abbondanza dei beni e permette una vita felice. Il rapporto tra famiglia, villaggio e polis è dunque come il rapporto tra le parti e il tutto. Ne deriva, per Aristotele, che ogni uomo può trovare la sua realizzazione completa solo nella polis, cioè all’interno dello Stato (vedi p. 12). Questo però può accadere solo in quelle forme di governo le cui leggi fondamentali (le Costituzioni) garantiscono ai cittadini sia il benessere materiale sia la possibilità di una vita virtuosa (“il benessere spirituale”, si potrebbe dire oggi). Nelle migliori forme di governo, dunque, morale e politica non sono disgiunte. È il caso di ricordare che nella tipologia aristotelica si distinguono tre forme pure e tre forme corrotte di governo. Rientrano tra le prime la monarchia (il governo di uno), l’aristocrazia (il governo dei migliori) e la politìa (oggi si potrebbe definire “governo misto”: una forma di democrazia in cui prevale la classe media, quella dei cittadini né ricchi né poveri). Esse tuttavia possono degenerare nella tirannide (il governo a vantaggio del monarca), nell’oligarchia (il governo a vantaggio di pochi

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Animale politico Secondo Aristotele l’uomo non può condurre una vita veramente umana se non insieme con i suoi simili. Può certo sopravvivere, in casi rari e eccezionali, in un deserto, da solo; ma la condizione migliore per crescere e vivere una vita ben realizzata è stare con gli altri uomini.

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Capitolo 1 Che cos’è la politica?

DOCUMENTO

La polis come organismo naturale Nel brano che segue, tratto dal I libro della Politica, Aristotele enuncia la concezione politica secondo cui lo Stato rappresenta la completa attuazione delle comunità sociali meno complesse (famiglia, tribù), proprio come, in ambito biologico, l’organismo adulto costituisce il compimento delle fasi che precedono la maturità. La polis costituisce il fine delle forme sociali meno complesse, con un rapporto analogo a quello che, in campo biologico, lega l’animale adulto alle fasi del suo sviluppo. Per questo si può affermare che la polis è un “prodotto naturale”.

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a comunità che risulta di più villaggi è la polis, perfetta, che raggiunge ormai, per così dire, il limite dell’autosufficienza completa: formata bensì per rendere possibile la vita, in realtà esiste per render possibile una vita felice. Quindi ogni polis esiste per natura, se per natura esistono anche le prime comunità: infatti essa è il loro fine e la natura è il fine; per esempio quel che ogni cosa è quando ha compiuto il suo sviluppo, noi lo diciamo la sua natura, sia d’un uomo, d’un cavallo, d’una casa. Inoltre, ciò per cui una cosa esiste, il fine, è il meglio e l’autosufficienza è il fine e il meglio. Da queste considerazioni è evidente che la polis è un prodotto naturale e che l’uomo per natura è un essere “politico”. Quindi chi vive fuori della comunità cittadina per natura e non per qualche caso o è un abietto o è superiore all’uomo, proprio come quello biasimato da Omero “privo di fratria, di leggi, di focolare”: tale è per natura costui e, insieme, anche bramoso di guerra, giacché è isolato, come una pedina al gioco dei dadi. È chiaro quindi per quale ragione l’uomo è un essere socievole molto più di ogni ape e di ogni capo d’armento. Perché la natura, come diciamo, non fa niente senza scopo e l’uomo, solo tra gli animali, ha la parola. La voce indica quel che è doloroso e gioioso e pertanto l’hanno anche gli altri animali (e, in effetti, fin qui giunge la loro natura, di avere la sensazione di quanto è doloroso e gioioso, e di indicarselo a vicenda). La parola invece è fatta per esprimere ciò che è giovevole e ciò che è nocivo e, di conseguenza, il giusto e l’ingiusto: questo è, infatti, proprio dell’uomo rispetto agli altri

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animali, di avere, egli solo, la percezione del bene e del male, del giusto e dell’ingiusto e degli altri valori. Il possesso comune di questi costituisce la famiglia e la polis. E per natura la polis è anteriore alla famiglia e a ciascuno di noi perché il tutto dev’essere necessariamente anteriore alla parte. Infatti, soppresso il tutto non ci sarà più né piede né mano se non per analogia verbale (omonimia), come se si dicesse una mano di pietra (tale sarà senz’altro una volta distrutta): ora, tutte le cose sono definite dalla loro funzione e capaBusto di Aristotele. cità, sicché, quando non sono più tali, non si deve dire che sono le stesse, bensì che hanno il medesimo nome. È evidente dunque e che la polis esiste per natura e che è anteriore a ciascun individuo: difatti, se non è autosufficiente, ogni individuo separato sarà nella stessa condizione delle altre parti rispetto al tutto, e quindi chi non è in grado di entrare nella comunità o per la sua autosufficienza non ne sente il bisogno, non è parte della polis, e di conseguenza è o bestia o dio. (Aristotele, Politica, I, II, trad. it. di R. Laurenti, in Opere, Laterza, Roma-Bari 1973, vol. IV) PER COMPRENDERE

1. Perché, secondo Aristotele, la polis è un organismo “naturale”? 2. Quale ragione indica Aristotele a giustificazione del fatto che gli uomini si riuniscono in associazioni più ampie della famiglia? 3. Su che cosa si fonda Aristotele nel giudicare “perfetta” la forma associativa della polis?

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Sezione 1 Le basi della cittadinanza politica

ricchi) e nella democrazia (il governo a vantaggio del popolo, con particolare riferimento ai meno abbienti), quando chi detiene il potere non opera nell’interesse generale della città, ma solo di una parte di essa.

tramonto della polis e il rifiuto 5 Ildella politica Questa visione della politica e dell’uomo tramonta già nel IV secolo a.C. con la crisi delle città-Stato greche, seguita alle conquiste di Alessandro Magno e, dopo la sua morte (323 a.C.), con il formarsi di tre grandi regni: la Macedonia, l’Egitto, l’Asia. È il periodo dell’Ellenismo, ossia dell’unificazione del mondo antico sotto il segno della cultura greca, caratterizzato da una frattura tra individuo e collettività, dalla ricerca egoistica della felicità (come attestano le grandi filosofie, stoica1 ed epicurea2), e soprattutto dal rifiuto della politica e della vita pubblica in genere. Soprattutto in Grecia si assiste al declino della polis come punto di riferimento per il cittadino e al disinteresse di questi nei confronti della dimensione sociale dell’esistenza. Siamo ormai lontani dalle concezioni di Platone e di Aristotele.

Potere Nel suo significato più generale, la parola indica la capacità o la possibilità di agire, di operare o di produrre effetti di un qualche tipo. Essa può essere riferita sia a singoli individui sia a gruppi umani. In un senso specificamente sociale e politico, il potere può essere definito come l’autorità suprema nell’ambito di una comunità o Stato. In questa accezione il potere si determina come la facoltà, legittima o imposta con la forza, di agire da parte di individui, gruppi, Stati o sistemi legislativi nei confronti di altri individui, gruppi o Stati. Da questo punto di vista l’uomo si presenta non solo come il soggetto del potere, ma anche come il suo oggetto.

1. Secondo lo stoicismo, scuola filosofica fondata ad Atene da Zenone di Cizio verso il 300 a.C., l’uomo deve raggiungere il distacco dalle passioni (apatìa) e astenersi da qualsiasi azione ingiusta, anche vivendo in solitudine. 2. Il fine della vita felice, per Epicuro – fondatore della scuola che da lui prende il nome – è l’eliminazione del dolore fisico e morale (aponìa e ataraxìa), che si può raggiungere solo attraverso il soddisfacimento dei piaceri naturali e necessari.

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Bassorilievo raffigurante Alessandro Magno.

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Le basi della politica by ELI Publishing - Issuu