Maristella Maggi
Invito alla lettura
L’ora del racconto
L’ORA DEL RACCONTO
Nel presente volume sono riunite fiabe classiche e fiabe moderne inedite che conducono l’attenzione verso importanti temi del nostro tempo: – il rispetto e la difesa del Pianeta – la solidarietà verso chi è nel bisogno e l’accettazione di chi viene da altre terre – la Bellezza (della natura, della poesia, dei rapporti interpersonali) come antidoto alla solitudine dell’uomo moderno.
L’ORA DEL RACCONTO
Maristella Maggi
C’era una volta, e c’è ancora, la fiaba bella che parla di re e regine, di principi, principesse e di castelli incantati, ma non solo. A un lettore o lettrice attenti non sfugge che essa, attraverso la narrazione sempre piacevole, insegna soprattutto la vita, preparando a capire come in essa, e in tutte le azioni dell’uomo, si trovano insieme, in modo conflittuale il bene e il male. Così la lettura delle fiabe aiutava e aiuta anche oggi i futuri adulti, e tutti i lettori in genere, a entrare in contatto con i problemi della vita e, attraverso la riflessione che ne segue, insegna ad affrontarli.
RACCONTI D’AUTORE
LeggerMENTE è la nuova collana di narrativa per la scuola secondaria. Il suo obiettivo principale è offrire ai ragazzi libri classici o inediti, storie di attualità o di fantasia, per riscoprire pagina dopo pagina il piacere della lettura.
Fiabe classiche e moderne
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www.leggermente.info www.gruppoeli.it
€ 7,70
Gruppo Editoriale ELi
Maristella Maggi
L’ORA DEL RACCONTO
Gruppo Editoriale ELi
EDUCAZIONE CIVICA
Le fiabe moderne inserite in questo volume includono argomenti collegati all’Agenda 2030 (obiettivo 11 - Città e comunità sostenibili, obiettivo 15 - Vita sulla terra) e sviluppano il tema della convivenza civile, che è il fondamento dell’educazione civica.
Maristella Maggi L’ora del racconto Responsabile editoriale: Beatrice Loreti Art director: Marco Mercatali Responsabile di produzione: Francesco Capitano Progetto grafico: Sergio Elisei Impaginazione: Diletta Brutti Illustrazioni: Carla Manea Foto: Shutterstock © 2022 La Spiga Edizioni Via Brecce, 100 – Loreto tel. 071 750 701 info@elilaspigaedizioni.it www.gruppoeli.it Stampato in Italia presso Tecnostampa - Pigini Group Printing Division - Loreto - Trevi 22.83.103.0 ISBN 978-88-468-4289-3 Le fotocopie non autorizzate sono illegali. Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione totale o parziale così come la sua trasmissione sotto qualsiasi forma o con qualunque mezzo senza previa autorizzazione scritta da parte dell’editore.
INDICE Invito alla lettura
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FIABE CLASSICHE Hänsel e Gretel – Wilhelm e Jacob Grimm
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Cenerentola – Charles Perrault
20
La piccola fiammiferaia – Hans Christian Andersen
37
FIABE MODERNE Officina Ariazzurrina
43
Incantesimo nel bosco
66
C’è posto per me?
85
Focus La fiaba è un intrattenimento, un esercizio di fantasia o un incontro formativo-educativo?
95
La fiammiferaia, Cenerentola e Hänsel e Gretel sono giovani resilienti?
98
Quando il pericolo non è più tanto lontano
101
Attività didattiche
104
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INVITO ALLA LETTURA I primi tempi in cui insegnavo, erano gli anni 80, le colleghe più all’avanguardia e aggiornate, nonostante il panorama aggiornamento non fosse ricco di proposte come oggi, vantavano nelle loro classi l’attività didattica denominata L’ora del racconto. Questa pratica, che pur non godeva dell’unanime consenso docente, a me sembrava straordinariamente felice e l’esempio delle colleghe innovatrici assolutamente da seguire. Così l’attività L’ora del racconto divenne anche per me pratica quotidiana e tale è rimasta per tutti gli anni del mio insegnamento, certamente adattandosi alle varie realtà di classe. Almeno dieci minuti di lettura ad alta voce da parte dell’insegnante, senza interruzioni, purché mantenuti quotidianamente, producono effetti positivi inimmaginabili in termini di coinvolgimento emotivo, di apprendimento o consolidamento del piacere di leggere e soprattutto di consolidamento o potenziamento della capacità di scrivere. Innegabile quindi il vantaggio che tale attività porta alla produzione scritta. Altra perla nelle mani dell’insegnante di Lettere è l’ora curricolare di Narrativa, collocata una volta la settimana nell’orario così come le altre discipline. Una volta la settimana in classe, per un’intera ora di lezione, si legge e si lavora tutti allo stesso libro di Narrativa. Lo svolgimento ottimale dell’ora di Narrativa dovrebbe seguire questo schema. I ragazzi, a turno, su base volontaria (solo chi lo desidera) leggono ad alta voce un brano del libro scelto; l’insegnante controlla l’ordinato avvicendamento dei lettori. Uno o più paragrafi verranno letti ad alta voce dall’insegnante stesso. I ragazzi saranno “armati” di matita, per sottolineare, annotare appunti, particolarità varie e vivere emotivamente la pagina; in questo modo l’attività diventa gratificante e molto coinvolgente. A casa i ragazzi continuano la lettura individualmente secondo le indicazioni e il numero di pagine stabilite dall’insegnante. Nel dettaglio: • uno o due capitoli letti in classe con matita alla mano, per sottolineature, note a margine, appunti vari; • discussioni in classe relativamente a problematiche sollevate, grandi temi toccati, riflessioni linguistiche, lessicali ed etimologiche (detta
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così sembra una cosa noiosa, ma ai ragazzi piace moltissimo smontare le parole per scovarne significati e derivazioni e addirittura per giocare con esse); • a seguire un capitolo assegnato come lettura a casa, ma rivisto nei suoi tratti essenziali la settimana successiva in classe. Senza sentimentalismi posso dire che l’ora di Narrativa, con le discussioni e le riflessioni che ne seguono in classe, rimane uno tra i momenti più qualificanti dell’attività didattica. Il tempo impiegato in tal modo è redditizio perché viene generosamente restituito a livello educativo, formativo e didattico. La classi che per tutto un anno scolastico leggono e discutono in merito ad un libro sono attive, partecipanti, sviluppano interessi, sanno parlare argomentando e nelle discussioni interagiscono dialetticamente con insegnanti e compagni. E proprio in quest’ottica di grande fiducia nelle potenzialità della lettura in classe, si colloca il presente volume. Le fiabe classiche che vi sono presentate sono le stesse di sempre, ma riscritte con un lessico moderno, ricco, vario e mirato, così da risultarne accattivante la lettura e utile ai fini del potenziamento delle competenze linguistiche di comunicazione nella madrelingua e di produzione scritta della stessa. Le fiabe moderne inedite, incentrate su problematiche di grande attualità, offrono preziosi spunti di riflessione e di discussione su tematiche relazionali, sociali e ambientali, rafforzando le competenze civiche di cittadinanza e di produzione della lingua orale. Tre sono i temi delle fiabe moderne: • Ecologia. Per quanto ancora la Terra riuscirà a sopportare i soprusi dell’inquinamento? Importanza dei comportamenti virtuosi individuali. • Umanesimo moderno. Importanza delle relazioni sociali interpersonali nel mondo ipermoderno sempre più tecnologizzato • Solidarietà. Accettazione e accoglienza nei confronti di chi si trova in situazioni di disagio. Prendersi cura. Nell’apparato didattico molti spunti di analisi, comprensione del testo e produzione scritta. Buona lettura!
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Fiabe classiche
Hänsel e Gretel Wilhelm e Jacob Grimm
In un tempo lontano, al limitare di un bosco, viveva il taglialegna Gustav con i figli e la seconda moglie Irda. I figli, che si chiamavano Hänsel e Gretel, erano bravi, obbedienti e molto laboriosi. Senza che nessuno lo chiedesse, essi si davano da fare spontaneamente in lavoretti utili: prendevano l’acqua al ruscello, pulivano la radura davanti a casa e raccoglievano rami secchi per il camino. Inoltre, poiché spesso accadeva che in casa il pane scarseggiasse, erano diventati molto abili nella ricerca di frutti selvatici, bacche e radici commestibili. Irda, sposata dopo che la prima moglie era morta dando alla luce Gretel, era una donna dura e autoritaria, spesso imbronciata e poco incline al sorriso; a modo suo, però, voleva bene ai bambini e sicuramente questo era il motivo per cui Gustav l’aveva presa con sé. Di fatto però la famiglia era molto povera, e il taglialegna riusciva a malapena a sfamare consorte e figlioli, spesso per sé dimezzava la razione di cibo o, addirittura, saltava il pasto. Venne purtroppo un tempo di piogge torrenziali, violente come non se n’erano mai viste. Gustav non poteva lavorare nel bosco, i figli non riuscivano a raccogliere nulla da mangiare e la moglie non poteva andare in città a vendere i cestini di giunco che intrecciava. Ben presto la fame cominciò a tormentarli. Una sera, mentre l’uomo si girava e rigirava nel letto poiché brutti pensieri lo tenevano sveglio, Irda parlò così: “Non possiamo andare avanti in questo modo, la miseria ci ucciderà. Salviamo almeno i due bambini!” “Salvarli?” “Certo, marito mio...” 6
Hänsel e Gretel
“Hai qualche idea?” “Sì, tu però ti dovrai fidare di me.” Gustav balzò a sedere di colpo: “Ti ascolto.” “Domani all’alba sveglieremo i bambini. A ognuno daremo un pezzetto di pane, poi tu li condurrai nel folto bosco, accenderai loro un fuoco e li lascerai soli rassicurandoli sul fatto che tornerai a prenderli prima che faccia buio.” “Non è una soluzione, è una crudeltà, non me la sento di fare una cosa simile!” “Non possiamo più nutrirli, credi che non mi sia accorta che tu rinunci al cibo?” “Nel bosco sarebbero sbranati dalle bestie feroci.” “Morirebbero lo stesso se restassero con noi. Di fame. Anzi, moriremmo tutti, loro e noi…” “No, non posso, mi sembrerebbe di tradirli.” “Devi trovare il coraggio! Assolutamente! Non possiamo…” “Ora basta! Non dire altro! Non lo farò, e non voglio sentire più nulla!” La donna non si diede per vinta e per tutta la notte furono parole, lacrime e suppliche. Tanto disse, tanto si disperò che alla fine l’uomo cedette. “E va bene, voglio darti retta, ma…” “No! – s’irrigidì la donna – niente ma, lo faccio per il bene di tutti e non sopporto l’ingratitudine.” Allora il marito non disse altro e si girò su un fianco per cercare di riaddormentarsi, ma la notte passò insonne. Anche i due bambini erano rimasti svegli per la fame, e avevano sentito la conversazione dei genitori. Gretel pensava che per loro fosse finita e incominciò a singhiozzare. “No, non piangere sorellina, non devi preoccuparti, so io come fare per ritrovare la strada di casa.” La bambina si asciugò le lacrime. “Davvero? – bisbigliò – Cosa vuoi fare?” “Fidati. Zitta però, nessuno ci deve sentire.” 7
L’ora del racconto
Si alzò dal letto, indossò la sua giacca di panno e uscì. Fuori la notte era chiara e serena, la luna alta nel cielo illuminava tutto d’argento. Il paesaggio brillava di una luce incantata, sembrava una magia. Häns si sentì accolto da quello splendore, s’incantò a guardare il blu e pregò. MAMMA che vivi di azzurro chiarore mamma che sempre ci mandi il tuo amore seguici ora nel nuovo cammino dacci la mano, a noi resta vicino. È cupo e scuro di notte il bosco fitto di ombre che io non conosco mandaci lucciole con bianche fiammelle e chiara lanterna di luna e di stelle. Ci aspetta un lungo, oscuro cammino oh mamma vegliaci, resta vicino via la paura dagli occhi e dal cuore dall’alto mandaci, mamma, il tuo amore. In quel momento Hänsel vide formarsi una scia di luce, una pioggerella scintillante che scese dall’alto e si adagiò sui sassi bianchi del vialetto. Grazie, mammina! Con il cuore che batteva forte si chinò e cercò di raccogliere quanti più sassi poté, un bacio al cielo, poi via, rapido in casa. La sorellina lo aspettava sveglia, seduta sul letto. “Ecco Gretel – disse lui mostrando le tasche gonfie – siamo salvi, puoi tornare a dormire ora. Il bosco di notte non ci farà più paura. Possiamo tornare a dormire.” Appoggiò la testa sul cuscino e si riaddormentò. La bambina avrebbe voluto sapere di più, ma poiché si fidava molto del fratellino non chiese altro e lo lasciò dormire. 8
Hänsel e Gretel
L’indomani, non erano ancora spuntate le luci dell’aurora che la matrigna era già andata a svegliarli: “Forza, piccoli, giù dal letto! Andremo nel bosco oggi, su su, non perdiamo tempo. Per ognuno un pezzetto di pane, non mangiatelo subito, mi raccomando, cercate di farvelo durare almeno tutta la mattina.” Gretel tese le mani per prendere i due pezzi di pane perché sapeva che il fratello aveva le tasche occupate. La matrigna si fermò, sembrò incantarsi, fissò la bambina negli occhi per un tempo che a lei sembrò interminabile, ma le consegnò entrambi i pezzi di pane. Partirono. Dopo poca strada Hänsel si fermò e si voltò a guardare la casa; lo rifece di lì a poco e nuovamente per altre volte. “Cosa guardi, Hänsel? – chiese il padre – Perché ti volti?” “Saluto il mio gattino bianco che è salito fin sul tetto per salutarmi.” “No, non è il tuo gattino, ti pare? – precisò la matrigna – È il sole del mattino che fa scintillare le pietre del tetto.” In verità Hänsel non aveva salutato il gattino, ma ogni volta aveva lasciato cadere sul sentiero uno dei sassolini bianchi che aveva raccolto la notte precedente e che brillavano come piccoli lumi. Giunti in mezzo al bosco, il padre disse: “Eccoci arrivati, ma è un po’ freddo qui. Bambini, andate a raccogliere rametti come sapete fare bene, poi accenderemo un fuoco e ci riposeremo al caldo.” Hänsel e Gretel obbedirono e radunarono una certa quantità di rametti, poi accesero il fuoco. In breve la fiamma si fece alta. “Ora sì che si sta bene. Bambini, sedetevi qua e aspettateci.” “Perché non restiamo insieme?” – chiese Hänsel fingendo naturalezza. “No – si affrettò a precisare la madre – noi dobbiamo andare a spaccare legna nel bosco. Voi restate qua.” Il padre provò a sorridere. “Tranquilli, torneremo a prendervi dopo il lavoro. Aspettate qui da bravi.” Così partirono. Il padre si voltò più volte a salutare i bambini, 9
L’ora del racconto
essi lo seguirono con lo sguardo finché poterono, poi si sedettero accanto al fuoco. Chiacchierarono un po’ e a mezzogiorno ciascuno mangiò il suo pezzo di pane. Nel bosco risuonavano i colpi delle accette e Gretel disse: “Senti i rami cadere, Häns, vuol dire che i genitori sono ancora nel bosco. Andiamo verso di loro.” “Nostro padre ci ha detto di aspettarli qui e noi faremo così.” Gretel sentì le lacrime salirgli in gola ma non disse nulla. Raccolsero altri rametti per alimentare il fuoco, e si addormentarono. Quando si svegliarono il sole non c’era più e le ombre cominciavano ad allungarsi. Camminarono un po’ intorno alla radura e raccolsero qualche bacca. “Meglio non allontanarci dal fuoco, Gretel, tra poco sarà buio e forse, chissà, magari nostro padre ci ha ripensato e verrà a prenderci…” Le ore passavano, il cielo si tinse di blu e il bosco si riempì di ombre. Del padre e della matrigna nessuna traccia. Gretel cominciò a piangere. “È tutto buio, è tutto buio, come faremo a tornare a casa?” “Aspetta – la tranquillizzò Häns – quando sorgerà la luna, sapremo dove andare.” E così fu. Alla luce della luna i ciottoli s’illuminarono come diamanti. Häns prese Gretel per mano e si avviarono. Un sasso dopo l’altro, camminarono per tutta la notte e solo al mattino giunsero davanti alla loro casa. Bussarono. Quando il padre li vide fu felicissimo e li abbracciò con le lacrime agli occhi. La matrigna, che già era sicura di essersene liberata per sempre, finse contentezza, ma dentro di sé era davvero furibonda. La sua rabbia esplose poco dopo, una sera, quando il pane era venuto nuovamente a mancare. I bambini la udirono sfogarsi con il padre: “Una volta è andata e io non ho detto nulla, ora però basta 10
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