L. Berrettini G. Pistelli
GRAMMATICA ITALIANA ELi GRAMMATICA ITALIANA ELi è una grammatica pratica di riferimento che copre i livelli A2-B2 del QCER.
• 20 unità: ognuna si apre con un fumetto con audio, che presenta e contestualizza gli argomenti trattati • 145 ascolti: coniugazioni, tempi verbali, aggettivi, parti del discorso – oltre a elementi di civiltà italiana – per superare le difficoltà di pronuncia e comunicare subito • 320 esercizi: di applicazione immediata, riepilogo, ascolto, riutilizzo autonomo, verifica, ma anche di carattere ludico-enigmistico • Giochi per la classe: per un ripasso e un riutilizzo autonomo e corale • Unità finale: interamente dedicata alle regole dell’italiano parlato contemporaneo • Tabelle di grammatica riassuntive: per avere tutto comodamente sott’occhio • Mp3 scaricabili da www.ilseliedizioni.it/grammaticaitaliana
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GRAMMATICA ITALIANA ELi
• Ripasso del livello A1 nell’Unità 0
Laura Berrettini
Giusy Pistelli
GRAMMATICA ITALIANA ELi A2-B2
Unità introduttiva per facilitare l’ingresso nell’A2 Approccio semplice e fortemente visuale Contesti comunicativi reali di grande attualità Sezione di tabelle grammaticali
i EL NA l. IA -3 .r. AL 89 I s IT 28 EL ICA 36AT 5 M 88AM 8GR 97
www.gruppoeli.it
Il piacere di apprendere ES2068_01
Laura Berrettini
Giusy Pistelli
GRAMMATICA ITALIANA ELi
Il piacere di apprendere
Laura Berrettini – Giusy Pistelli Grammatica italiana ELI Manuale di grammatica italiana Coordinamento editoriale: Paola Accattoli Redazione: Paola Accattoli, Laura Severini, Silvia Papa Direttore artistico: Marco Mercatali Progetto grafico: ELI Impaginazione: Federico Borsella Ricerca iconografica: Giorgia D’Angelo Direttore di produzione: Francesco Capitano Concezione grafica della copertina: Paola Lorenzetti Foto di copertina: Shutterstock © ELI s.r.l. 2022 Casella Postale 6 - 62019 Recanati - Italia Telefono: +39 071 750701 Fax: +39 071 977851 info@elionline.com www.elionline.com Crediti Fotografie: Alamy: Giudice (pag. 100); Stadio dei marmi (pag. 105); Batman (pag. 119); Locandina film “Love Eat Pray” (pag. 121); Pierfrancesco Favino (pag. 244). Shutterstock e Archivio ELI Illustrazioni: Eleonora Antonioni I siti Web presenti in questo volume sono segnalati ad uso esclusivamente didattico, completamente esterni alla casa editrice ELI e assolutamente indipendenti da essa. La casa editrice ELI non può esaminare tutte le pagine, i contenuti e i servizi presenti all’interno dei siti Web
segnalati, né tenere sotto controllo gli aggiornamenti e i mutamenti che si verificano nel corso del tempo di tali siti. Lo stesso dicasi per i video, le canzoni, i film, i brani letterari e tutti gli altri materiali autentici menzionati e utilizzati nel presente volume. Di questi la casa editrice ELI, per fini esclusivamente didattici e linguistici, ha accertato l’adeguatezza esclusivamente riguardo alle selezioni proposte e non alle opere nella loro interezza. L’editore ha prestato la massima attenzione nel riportare le fonti dei brani riadattati a solo scopo didattico. Resta comunque a disposizione degli aventi diritto tutelati dalla legge per eventuali, e comunque non volute, omissioni o imprecisioni nell’indicazione delle fonti bibliografiche o fotografiche. L’editore inserirà le eventuali correzioni nelle prossime edizioni dei volumi. Segnalazione di errori Produrre un testo scolastico è molto complesso. L’esperienza ci insegna che è quasi impossibile pubblicare un libro senza un errore o una imprecisione, e ci scusiamo con i nostri lettori. Ogni segnalazione che potete inviarci sarà per noi preziosa. Vi ringraziamo se vorrete scriverci al seguente indirizzo: redazione@elionline.com Tutti i diritti riservati. Le fotocopie non autorizzate sono illegali. È vietata la riproduzione totale o parziale così come la sua trasmissione sotto qualsiasi forma o con qualunque mezzo senza previa autorizzazione scritta da parte dell’editore. Stampato in Italia presso Tecnostampa – Pigini Group Printing Division – Loreto – Trevi: 22.83.203.0 ISBN 978-88-536-2889-3
Introduzione Obiettivo principale di Grammatica italiana ELi è presentare la grammatica in modo semplice e intuitivo. Chiarezza, essenzialità, semplicità sono le parole chiave di questa grammatica pedagogica, realizzata tenendo conto di due presupposti fondamentali: la teoria e la pratica, cioè gli studi di linguistica acquisizionale e l’esperienza di anni di insegnamento a studenti stranieri. Il manuale non segue un approccio grammaticale tradizionale, volendo invece prestare molta attenzione alle difficoltà dell’apprendente di italiano L2/LS e agli aspetti linguistici su cui il docente deve focalizzare la riflessione. Per questo le schede di riflessione linguistica sono un “punto finale” e non sostituiscono il lavoro di scoperta ed esplorazione delle regole della lingua. Per la grammatica pedagogica è fondamentale, infatti, l’osservazione dei dati linguistici e le attività di confronto e dialogo, svolte nel gruppo classe, per «scoprire» regolarità, ma anche differenze e somiglianze tra elementi e strutture grammaticali.
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Grammatica italiana ELi è una grammatica innovativa che presenta le regole grammaticali in modo immediato, semplice e fortemente visivo, grazie a tabelle e diagrammi chiari, facilmente memorizzabili e di rapida consultazione.
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Pur attenendosi rigidamente al QCER, Grammatica italiana ELi si basa sull’applicazione della lingua reale, senza necessariamente seguire la divisione tradizionale in morfologia e sintassi.
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Le 20 unità sono focalizzate sul verbo, elemento fondamentale perché è il verbo che produce la frase. A partire dal verbo, vengono presentati aggettivi, nomi, avverbi, proposizioni e tutto quello che serve per comunicare immediatamente.
•
L’apprendimento della lingua italiana e la riflessione sul suo funzionamento si basano sugli argomenti e i fenomeni linguistici che sono più importanti e usati di altri per una comunicazione moderna ed efficace. A questo proposito, l’Unità 20 è totalmente dedicata alle regole dell’italiano parlato contemporaneo.
•
Proprio mirando ai due concetti fondamentali di chiarezza e uso si è volutamente rinunciato a dare indicazioni che non abbiano una ricaduta applicativa immediata (come ad esempio la differenza tra “nome concreto” e “nome astratto”) e a rivalutare il lessico per rinforzare la competenza lessicale, soprattutto nelle valenze semantiche dei verbi (es: fare soldi, andare d’accordo, andare a ruba, ecc.).
•
Moltissimi ascolti e moltissimi esercizi facilitano comprensione, memorizzazione, riuso e produzione autonoma, eliminando ogni incertezza su pronuncia o applicazione della regola.
•
Ricca di informazioni sulla realtà italiana contemporanea, per unire studio della lingua e studio della civiltà.
3
Tutto quello che trovi
100
Un piccolo genio!
Sì! Suona benissimo il pianoforte! Aveva appena compiuto tre anni, quando cominciò a suonare! Il suo talento era straordinario! Così lo mandai subito a scuola di piano!
Mio figlio Davide è un piccolo genio!
1
Il presente indicativo – I dimostrativi
Oh, che meraviglia!
Venezia! Che bella!
12
Luisa e Aldo sono a Venezia: hanno il fine settimana libero per visitare la città.
All’inizio di ogni unità, una pagina a fumetti presenta e contestualizza gli argomenti grammaticali in una lingua di uso comune e in un contesto italiano.
Il trapassato prossimo – Le concordanze dell’indicativo – I possessivi
13
Piazza San Marco, che meraviglia! È bello essere qui!
Oh! Il mio, invece, è sempre stato tranquillo… gioca, mangia e dorme. Sì! Finalmente siamo a Venezia!
Beh… non è molto bravo… Vedi? Ora disegna…
Quando Davide compì quattro anni, lo invitarono a suonare in teatro! Ma io, prima di mandarlo, volevo sapere se avevano organizzato tutto per bene!
Hai voglia di camminare? Certo! Abbiamo due giorni tutti per noi! E ci sono tante cose da vedere!
Due
ore
o... dop Beh... hai fatto bene!
Guarda! Quello è il ponte di Rialto! Che bello! E c’è tanta gente!
Tre ore dopo... Oh, no! Il nostro albergo non è qui!
Scusi, questo è Campo Santi Apostoli?
Due ore dopo...
Certo, ma sicuramente resta un bambino!
Tutti hanno detto che Davide aveva suonato benissimo! Siamo orgogliosi di lui: è il nostro piccolo genio!
Anche io! Ma il nostro albergo è lontano! Dai… camminiamo!
Sono stanco… sono tanto stanco…
No, questo è Campo Santa Margherita.
Argomenti unità 13 4
Il prossimo – La concordanza dei tempi dell’indicativo – Gli aggettivi e i pronomi possessivi. Letrapassato preposizioni proprie, semplici e articolate − Le preposizioni improprie − Le locuzioni prepositive − L’ora.
162
Argomenti unità 1
Il presente indicativo di essere e avere − C’è / Ci sono − Ce l’ho / Non ce l’ho − I dimostrativi questo / quello.
20
0
Le basi dell’italiano
Le basi dell’italiano
0
5
Argomenti unità 0
L’alfabeto italiano − Le vocali − Le consonanti − La sillabazione − L’accento − Nomi e aggettivi qualificativi: genere e numero − I pronomi personali − L’articolo determinativo e indeterminativo − La frase semplice − Gli interrogativi (pronomi e avverbi): Chi?, Di chi?, (Che) cosa?, Dove?, Di dove?, Qual è?, Quali sono?, Come? − L’intonazione interrogativa − Il plurale dei nomi in -cia e -gia − Atti comunicativi: presentarsi, salutare, convenevoli.
9°
tenui
capelli
caro
casa
nono
intense
cappelli
carro
cassa
nonno
Per rendere ancora tutto più semplice, una breve unità introduttiva riassume il livello A1, per facilitare l’ingresso nell’A2.
pala
palla
L’alfabeto italiano L’alfabeto italiano ha 21 (ventuno) lettere:
Come vedi, il significato delle parole cambia!
2
A, a B, b C, c D, d E, e F, f G, g H, h I, i L, l M, m
(a) come (bi) “ (ci) “ (di) “ (e) “ (effe) “ (gi) “ (acca) “ (i) “ (elle) “ (emme) “
Ancona Bari Como Domodossola Empoli Firenze Genova Hotel Imola Livorno Milano
N, n O, o P, p Q, q R, r S, s T, t U, u V, v Z, z
(enne) (o) (pi) (qu) (erre) (esse) (ti) (u) (vu/vi) (zeta)
“ “ “ “ “ “ “ “ “ “
2
Napoli Otranto Palermo quadro Roma Sondrio Torino Udine Venezia zero/zaino
6
Ascolta: tenui o intense? Segna. 1
tenui
3 A, E, I, O, U
3
4
5
6
7
8
9
10
Lettere per le parole straniere 7
J, j (i lunga) = jeans K, k (kappa) = karate
La H
Vocali
2
3
intense
W, w (doppia v) = web X, x (ics) = xilofono
Y, y (ipsilon/i greca) = yogurt
17
La h “muta” non ha nessun suono, è solo un segno grafico che si usa in tre casi: I modi indefiniti del verbo - L’avverbio
• La pronuncia delle vocali e e o può essere “aperta” o “chiusa”: e aperta (/E/) = prego, bene, pèsca, letto. • e chiusa (/e/) = rete, pésca, verde, sera cinema. o aperta (/O/) = corpo, cosa, risotto; u è /u/, come in (o cucina, • La pronuncia 1) Tradella gli vocale avverbi di modo qualificativi), ce ne alcuni chetorre. finiscono in -oni, che o chiusa (/o/)sono = monte, rotondo, cultura. • La pronuncia della vocale a è /a/, come in grazie, mare, arte.
Osservazioni La pronuncia della vocale i è /i/, come in mille, io,
1) dopo c e g, seguite dalle vocali e-i per avere un suono chiuso, come in chiave, chiesa, luoghi, ghepardo; 2) nelle forme del verbo avere ho, hai, ha, hanno; 3) per le interiezioni ah, eh, puah, ahi, ehi.
La sillabazione indicano Leuna paroleparticolare italiane sono divise in “sillabe”, cioè – per semplificare – in gruppi di vocali e consonanti. ogni vocale (o – gruppo di vocali) corrisponde una sillaba. Le consonanti intense si dividono. posizione del corpo: Dormo bocconi (a pancia sotto). – Sto seduto con le gambe a penzoloni (cheAd dondolano).
Stosono a cavalcioni delo chiusa, muro (seduto Quindi le vocali 5 + 2 (e aperta o aperta o come chiusa).a cavallo). Ci sono anche i dittonghi (due vocali insieme), come in quadro, piede, fuoco, neutro.
pane = pa + ne (2 sillabe) tavolo = ta + vo + lo (3 sillabe)
cap + pel + lo = (3 sillabe) motorino = mo + to + ri + no (4 sillabe)
Mai ha significato negativo e rafforza la congiunzione negativa NON o un pronome negativo: Non sei mai L’accento 8 NESSUNO: è prima del verbo, non il NON, ma può essere accompagnato dal pronome negativo effetto dovereprendeguerra signore moglie botto Parola • Seaffetto 1) In genere, le parole italiane hanno l’accento sulla penultima sillaba: Mai sei3 stato buono con me! – Nessuno mai saprà la verità. Aperta pane = pà-ne settimana = set-ti-mà-na • Usato da solo, ha valore di negazione assoluta: Io non dico bugie. Mai! Chiusa italiano = i-ta-lià-no buonasera = buo-na-sé-ra • Nelle frasi interrogative e condizionali, ha significato di “per caso”: Sei mai stata in Giappone? – Se mai tu 2) Alcune parole hanno l’accento sulla terzultima sillaba: Consonanti passassi da Napoli, chiamami!
1
2) 4
stanco! – Nessuno haGuarda mai detto la verità. Ascolta: aperta o chiusa? l’esempio e segna.
B – C –3) D – F –Affatto G – H – Lè–un M –avverbio N – P – Q –di R –quantità S – T – V –che Z
tavolo = tà-vo-lo
numero = nù-me-ro
significa “del tutto, in tutto e per tutto” e ha valore positivo: Questo 3) di Alcune hanno l’accento sull’ultima vocale: In italiano le consonanti tenui (o semplici) o intense doppie). ragazzo èpossono affattoessere (totalmente) onesto. Oggi, (o però, si usa quasi esclusivamente col valore negativo “perparole niente”, libertà – nazionalità – caffè (e aperta) – né (e chiusa) – più – però preceduto da NON: Non sono affatto d’accordo con te! 10
4)
5)
6)
Niente è un pronome indefinito, quando significa “nulla”, “nessuna cosa”: In frigo non c’è niente da bere. Ma è avverbio quando, insieme a un verbo, a un aggettivo o a un altro avverbio significa “per nulla”, “niente affatto”: Non mi interessa niente di quello che pensi tu! – Oggi il mio stomaco non va per niente bene.
8)
9)
0
Mica è molto usato nella lingua colloquiale. In realtà è un nome (= una briciola) e non ha nessun valore negativo ma, usato con il NON, ha funzione di avverbio negativo: Non sono mica stato io a rompere il vaso! Nel parlato viene spesso usato senza NON, davanti a un verbo o un avverbio: Mica è brutto quel ragazzo! – Mica male questo gelato!
11
11
Un contesto comunicativo reale, presentato in una lingua chiara e moderna.
Circa e Quasi indicano un’approssimazione generica: A cena da Paola, saremmo stati circa venti persone (più o meno venti persone). Quasi, però, indica sempre un’approssimazione per difetto: Mio figlio ha quasi vent’anni (non ha ancora 20 anni).
Le basi dell’italiano
Atti comunicativi
Non è l’avverbio negativo più usato. Sempre prima del verbo, indica una frase negativa: Non voglio uscire. Spesso viene rafforzato da un altro elemento che si mette dopo il verbo: Luigi? Non l’ho nemmeno (neppure) visto. Può accompagnare anche un aggettivo: Mi trovo in una situazione non facile.
Attività di carattere enigmistico e vivaci giochi per la classe creano momenti di piacevole e coinvolgente ripasso e riuso di quanto appreso. 7)
arrivederci = ar-ri-ve-dér-ci
telefono = te-lè-fo-no
LE PRESENTAZIONI Chiedere il nome
Presentarsi
− Come ti chiami?
− Mi chiamo Mario.
− Come si chiama, Lei?
− Il mio nome è Mario Rossi. − Sono Mario Rossi.
− Ciao, sono Guido.
− Ciao, io (sono) Mario. Piacere!
Presentare qualcuno
Rispondere alla presentazione
− Io sono Marco e lui è Davide. Ciao, piacere!
− Ciao, piacere!
− Le presento l’avvocato Fedeli.
− Piacere mio!
− Le presento il dottor Bianchi.
− Molto lieto! Paolo Bianchi. − Laura Betti, piacere!
− Signora Betti, il dottor Bianchi…
Rispondere al saluto
− Buongiorno, ragazzi!
− Buongiorno, professore.
Gli avverbi interrogativi quando introducono una frase subordinata interrogativa sono avverbi relativi: Dimmi dove (= in quale luogo) andrai in vacanza. – Dimmi perché (= per quale ragione) sei così arrabbiato. Quando, invece, mettono in relazione due frasi e introducono una subordinata temporale, modale, causale o finale, COME, QUANDO, PERCHÉ hanno la funzione di congiunzioni subordinanti: Come vedi, sto per uscire. – Quando torna tua sorella, salutamela. – Questo romanzo non mi piace, perché è noioso.
− Buonasera, signora Bianchi!
− Buonasera, signor Rossi!
− Buonanotte, mamma!
− Buonanotte, piccola mia.
− Ciao, Giulio!
− Oh! Ciao!!
− Salve a tutti!!!
− Salve!
Dove, Ove, Donde e Onde possono avere funzione di avverbi relativi, nel significato di “luogo in cui” e “il luogo da cui”: Vado dove voglio, capito? – Questa è la città donde (= da cui) siamo partiti. Ove, Donde e Onde oggi sono usati soprattutto nel linguaggio letterario o formale.
− Arrivederci!
− Buona serata, signor Betti!
− Anche a Lei, signorina! − Arrivederci! A presto!
ANDARE VIA E SALUTARE − Io vado allora, ciao! − Arrivederci, Mario! − La saluto, dottor Rossi.
− Ciao! − Ciao, a presto! − La saluto, arrivederci.
I CONVENEVOLI
Gioco
Informarsi sulla salute
L’insegnante scrive ognuno degli avverbi citati nel testo “Osservazioni” su un post-it, poi consegna un post-it a ogni studente/studentessa che, senza leggerlo, deve metterselo sulla fronte. I compagni devono fargli/le indovinare quale avverbio è scritto sul post-it, con frasi tipo: Può avere funzione di avverbio relativo. – È un pronome indefinito ma anche un avverbio. – Può accompagnare il pronome “nessuno”. – Indica un’approssimazione per difetto…
Rispondere
− Come va?
− Abbastanza bene, grazie! E tu? / E Lei?
− Come stai? (tu)
− Bene, grazie! E tu?
− Come sta, signora Rossi?
227
4
− Molto lieta! Laura Betti.
INCONTRARSI E SALUTARE Salutare
− Non bene, purtroppo…
− Come va?
− Male…
− Allora, come te la passi?
− Molto bene, grazie! E tu? − Così così… − Insomma, non c’è male…
− Carla! Ti trovo bene!
− Grazie! Sì, sto bene. E tu?
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Il presente indicativo: coniugazioni e uso
13
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Sottolinea la preposizione giusta e completa le frasi. 1 2 3 4 5 6
Marco lavora in banca per/in/da quattro anni. In/Con/Da quanto tempo abiti a Roma? Non vedo Laura per/in/da sei mesi. Non vado al cinema tra/da/su molto tempo. Scusa, il ritardo! Per/Da/Su quanto aspetti? Con/Da/In quando sei qui?
Rispondi alle domande in modo personale.
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5 6 7 8 9 10
Lucia sta _______________ tornare dall’Olanda. Noi _______________ guardando la televisione. Non uscire! _______________ per nevicare! È pronto il pranzo? Gli ospiti _______________ per arrivare! Non posso uscire ora: sto (lavorare) ____________! Non posso rispondere al cellulare, ______________ guidando! Devi parlare con Sandro: _________ _________ fare una grande sciocchezza! L’acqua sta (bollire) ______________! Butta la pasta! Scusa, ma non posso stare al telefono: __________________ uscire! Il treno __________________ partire! Corriamo!
Usa le parole date e scrivi quattro frasi con “stare” + per. 1 ombrello / piovere / aprire ___________________________________________________ 2 correre / autobus / partire ___________________________________________________ 3 settembre / estate / finire / essere ___________________________________________________ 4 finire / lavoro ___________________________________________________
Completa le seguenti frasi inserendo le preposizioni di, a o per. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
Giornalista: ________________________________________? Signora: Sto andando al lavoro. G: __________________________________________________? S: Sì, vivo qui. G: __________________________________________________? S: Vivo in questo quartiere da un anno. Ho una casa in affitto. G: __________________________________________________? S: No, non pago molto di affitto! Le case, qui, non sono care. G: __________________________________________________? S: Sì, mi piace molto! È un bel quartiere e il mio ufficio è vicino. G: __________________________________________________? S: Vado a lavorare alle 8 e, quindi esco di casa alle 7 e mezzo. G: __________________________________________________? S: Nel tempo libero vado al cinema, leggo o cucino. G: __________________________________________________? S: Sì, mi piace molto cucinare! Sono una brava cuoca… dicono… Ora la saluto: il mio autobus sta per partire!
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Il condizionale semplice
6
Completa l’intervista con le domande mancanti, usando il Lei di cortesia.
Completa le frasi nel modo giusto. 1 2 3 4
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Usa le parole date e scrivi quattro frasi con “stare” + gerundio. 1 potere / venire al cinema / lavorare ___________________________________________________ 2 preparare / caffè / mia zia ___________________________________________________ 3 camera / bambini / dormire ___________________________________________________ 4 uscire / pulire / casa ___________________________________________________
1 Da quanto tempo studi l’italiano? ___________________________________________________ 2 Da quanto tempo non vai al cinema? ___________________________________________________ 3 Da quanto tempo non mangi una pizza? ___________________________________________________ 4 Da quanto tempo abiti nella tua casa? ___________________________________________________
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Tutto quello che trovi
2
7
Ho cominciato ______ leggere un libro molto interessante. Luisa ha smesso ______ fumare finalmente! Per oggi ho finito ______ studiare. Ero in procinto ______ uscire, quando è arrivato un temporale. Devo provare ______ concentrarmi di più. Giorgio finisce sempre ______ deludere tutti. Per favore, smetti ______ muoverti o la foto non viene bene! Mia madre si ostina ______ suonare, ma… non è proprio capace! Stiamo ______ aspettare e vediamo come finisce questa storia. Inizio ______ pensare che lui non mi ama veramente!
Innumerevoli esercizi portano a un’applicazione immediata della regola, a un riepilogo generale e importanti attività di ascolto.
Completa le frasi con i verbi nel riquadro. Attenzione al tempo verbale. accingersi • andare • cessare • cominciare • essere • finire • insistere • smettere • stare (x 2) • tentare • trovarsi 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12
8
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I vicini non _____________________ mai di litigare! Non li sopporto più! Vorrei tanto _____________________ a pensare un po’ a me! Mia figlia _____________________ a voler uscire, ma c’è troppa neve! Perché Gino _____________________ dicendo cose non vere su di me? Oh, no! _____________________ per piovere e io non ho l’ombrello! Il presidente _____________________ a parlare al convegno. Finalmente _____________________ di piovere! Loro _____________________ di passare l’esame, ma non ci sono riusciti. Ho lavorato tantissimo ieri e _____________________ per cenare alle dieci di sera. Quando hai chiamato _____________________ dormendo e non ho sentito il telefono, scusa. Alberto era talmente arrabbiato col direttore che _____________________ sul punto di licenziarsi! _____________________ a dover mangiare fuori perché non avevo proprio niente in frigo.
Completa le frasi con i verbi fraseologici che ti sembrano adatti. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16
Arrivo più tardi, _____________________ ancora lavorando in ufficio. Che ansia! _____________________ stare calmo, ma non ci riesco! Mezz'ora di ritardo! _____________________ credere che il treno non arriverà mai! Copriti bene, _____________________ nevicare! Corri! Il treno _____________________ partire! Anna _____________________ raccontare questa storia un’altra volta! Che noia! Io _____________________ spiegare come sto, ma tu non mi ascolti! John, _____________________ cuocere la pasta per sei minuti, non di più! Silvia e Fulvio _____________________ lasciarsi: litigano troppo! Lisa, non _____________________ urlare, per favore! Ma cosa _____________________ facendo? La pasta non si cuoce così! Giovanna _____________________ fare l’attrice, ma non ha molta fortuna… Mio padre, quando è triste, _____________________ parlare e si chiude in camera. Non amo più Anna e _____________________ lasciarla. Oggi non esco, _____________________ guardare la tv e basta. Senti, _____________________ perdere perché tanto non ci capiamo!
Il condizionale semplice
10 133
1
Rispondi alle domande. 3 Come mai Aldo è in montagna? ____________________________________________________ 4 Cosa chiede Aldo alla moglie? ____________________________________________________
1 Perché Luisa sente l’esigenza di partire? ____________________________________________________ 2 Cosa potrebbe portare in montagna? ____________________________________________________
Moltissimi ascolti per imparare la pronuncia corretta. Sul sito www.ilseliedizioni.it/grammaticaitaliana trovi gli Mp3 scaricabili con gli ascolti ed esercizi extra.
Il condizionale semplice
Osserva bene: dovremmo, potrebbero, potremmo, sarebbe, staremmo, ti piacerebbe, vedremmo, vorresti sono forme del condizionale semplice. 77
78
io tu
19
1a coniugazione PARLARE
2a coniugazione CREDERE
3a coniugazione PREFERIRE
parlerei
crederei
preferirei
parleresti
crederesti
preferiresti
parlerebbe
crederebbe
preferirebbe
ESSERE
Discorso diretto e indiretto – La proposizione e il periodo
lui/lei/Lei 4
diretto in discorso indiretto. Fai attenzione ai tempi dei verbi. noiTrasforma il discorso parleremmo crederemmo preferiremmo
sarei
avrei
tu
saresti
avresti
lui/lei/Lei
sarebbe
avrebbe
noi
saremmo
avremmo
voi
sareste
avreste
loro
sarebbero
avrebbero
1 Quando Giulia ha telefonato, le ho chiesto: ”Che tempo fa da voi?” e lei mi ha risposto: ”C’è un sole stupendo!” _____________________________________________________________________________________________________________________ 2 ”Qualcuno del pubblico vuole intervenire?”, chiese il moderatore del dibattito. _____________________________________________________________________________________________________________________ 3 Il poliziotto mi ha ordinato: “Mi faccia vedere la patente e il libretto di circolazione.” _____________________________________________________________________________________________________________________ 4 Salutandomi, Giulio mi ha chiesto: “Vuoi venire a cena da me una di queste sere?” _____________________________________________________________________________________________________________________ chehanno perdono la vocale dell’infinito. 3) Verbi che 5Verbi I miei cugini detto: “Nella nostra città c’è molto traffico in centro.” _____________________________________________________________________________________________________________________ 79 81 6 Ho suggerito a Marta: “Non puoi dire a Tiziano queste bugie!” _____________________________________________________________________________________________________________________ 7 Franco ha gridato: “Non mi piacciono per niente le tue parole e il tuo modo di fare!” _____________________________________________________________________________________________________________________ 8 Gianni ha detto: “Credo che Mario non abbia più la stessa macchina, l’ha cambiata.” _____________________________________________________________________________________________________________________
voi
parlereste
credereste
preferireste
loro
parlerebbero
crederebbero
preferirebbero
AVERE
io
Tabelle grammaticali
Genere e numero I gruppo Maschile
Maschile e femminile
5
dare
darei, daresti, darebbe…
dovrei, dovresti, dovrebbe…
fare
farei, faresti, farebbe… starei, staresti, starebbe… Personaggi,
luoghi, tradizioni e tante vedere vedrei, vedresti, vedrebbe… altre informazioni vivere vivrei, vivresti, vivrebbe… tipicamente italiane, Verbi che perdono la vocale dell’infinito veicolano e trasformano la L o la N del tema verbale in RR. Quando è irregolare il futuro, è irregolare 80 anche il condizionale. la grammatica tenere terrei, terresti, terrebbe… in modo attuale Gli Appennini rimanere rimarrei, rimarresti, rimarrebbe… e divertente. Sono una catena montuosa, lunga circa 1200 km, che e -gare aggiungono la H prima della E: pagare – pagherei; cercare – cercherei. 5) I verbi in -ciare e -giare perdono la I: mangiare – mangerei; cominciare – comincerei.
Cosa ti ha spinto a partecipare a “Corro da te”? Perché qui l’amore non è raccontato secondo i soliti stereotipi e, inoltre, c’era il tema della disabilità, che mi sta molto a cuore. tua carriera hai lavorato quasi solo con registi uomini. Un caso? 2) Nella Non saprei dire... non ci sono mai stati film di registe donne che abbia rifiutato. Per esempio, Promises è diretto da una regista francese... E per il resto ho tre sorelle, una compagna e due figlie: non faccio distinzioni. Come scegli i tuoi film? In base alle storie che mi vengono proposte. In generale mi interessa fare cose che non ho mai fatto. Le tappe più significative della tua carriera? Nasco col teatro, poi ci sono stati degli incontri fondamentali, a partire da Gabriele Muccino che mi ha diretto ne L’ultimo bacio. El Alamein è il film che mi ha fatto capire che potevo fare questo mestiere proprio come volevo farlo. Poi sono venuti Le chiavi di casa di Gianni Amelio, Romanzo criminale, fino a Il traditore, il film che ha cambiato lo sguardo delle persone nei miei confronti. (Adattata da L’Officiel, di Fabia Di Drusco)
venire
verrei, verresti, verrebbe…
volere
vorrei, vorresti, vorrebbe…
bere
berrei, berresti, berrebbe…
attraversa l’Italia da Nord a Sud e per questo li chiamano anche “la spina dorsale d’Italia”. Sono più bassi delle Alpi, la catena montuosa che segna il confine Nord italiano, ma la loro cima più alta, il Corno Grande nel gruppo montuoso del Gran Sasso in Abruzzo, raggiunge i 2.914 metri.
129 244
rosa, viola, lilla, blu
Particolarità 1) Aggettivi in -co/-ca Hanno il plurale in -chi/che o -ci/che: a) il plurale è -chi (m.)/ -che (f.), se la terminazione -co/-ca è preceduta da consonante: sporco = sporchi/sporche b) il plurale è -ci per il maschile e -che per il femminile se la terminazione -co/ -ca è preceduta da vocale: austriaco = austriaci/austriache 2) Aggettivi in -go/-ga Al plurale fanno in -ghi, (m.)/–ghe (f.): lungo /lunghi; lunga / lunghe
139 Ascolta l’intervista al famoso attore Pierfrancesco Favino, vincitore di moltissimi premi, sulsapere suo film “Corro da te” sapresti, (2021). Poisaprebbe… leggila attentamente e riscrivila in breve, 4) usando il discorso saprei, I verbi in -care indiretto: l’inizio è dato.
Pierfrancesco Favino ha spiegato di aver accettato di recitare…
Plurale -i pari, dispari, impari (i numeri pari)
Aggettivi che indicano i colori: rosa, viola, lilla, blu
Quando l’aggettivo si riferisce a due o più nomi di genere diverso, il plurale è sempre maschile: Marco e Sara sono ragazzi sinceri/gentili; Questi ragazzi e queste ragazze sono sinceri/gentili.
mantengono la A dell’infinito.
andrei, andresti, andrebbe…
venire
-i intelligenti
Singolare -i pari, dispari, impari (il numero pari)
Gli aggettivi si accordano in genere (m./f.) e numero (sing./pl.) con i nomi a cui si riferiscono: - Maschile: Marco è un ragazzo sincero/gentile. / Questi ragazzi sono sinceri/gentili. - Femminile: Sara è una ragazza sincera/gentile. / Queste ragazze sono sincere/gentili.
dovere
potrei, potresti, potrebbe…
-e intelligente
Plurale
Accordo degli aggettivi con il nome
andare potere
-e buone
Singolare
III gruppo Invariabili: una sola forma per tutto.
Plurale -i buoni
-a buona
II gruppo
Forme irregolari 1)
Singolare -o buono
Femminile
In realtà, le regole per gli aggettivi in -co/-ca e -go/-ga, hanno diverse eccezioni e non esiste una regola univoca per definirne i plurali.
3) Aggettivi in -cia e -gia a) Perdono la I, se prima c’è una consonante: selvaggia = selvagge; liscia = lisce. b) conservano la I, se prima c’è una vocale: grigia ® grigie; 4) Aggettivi maschili in -io, al plurale: a) hanno una sola I, se la I non ha accento: serio = seri; b) hanno due I , se la I ha l’accento: natìo = natii. 5) Aggettivi in -ista: al singolare hanno una sola forma per maschile e femminile (un uomo egoista/una donna egoista); al plurale hanno -isti per il maschile e -iste per il femminile. 6) Aggettivi composti da due aggettivi, formano il femminile e il plurale solo nel secondo aggettivo: studente italo-australiano, ragazza italo-australiana, insegnanti italo-australiani/australiane.
262
Una sezione finale di tabelle grammaticali riassume gli argomenti presentati in modo più tradizionale, per favorire ogni tipo di percorso didattico.
5
Tavola dei contenuti Unità
Pagina
Il verbo: tempi, modi e uso
Unità 0
10
• La frase semplice. • La frase interrogativa. • La posizione del verbo nella frase semplice.
Unità 1
20
• Il presente indicativo di essere e avere. • Uso di essere e avere.
Unità 2
28
• Il presente indicativo: – le tre coniugazioni – verbi in -isc, -care, -gare, -iare... e con desinenze particolari (trarre, proporre...) – verbi irregolari delle tre coniugazioni – usi del presente. • Il gerundio. • Stare + gerundio / stare + per + infinito (forme perifrastiche). • Il verbo chiamarsi.
Unità 3
40
• Il passato prossimo. • Il participio passato: verbi regolari e tabella dei verbi irregolari. • Verbi transitivi e intransitivi: la scelta dell’ausiliare essere o avere.
Unità 4
50
• Verbi con le preposizioni. • Partire e arrivare con le preposizioni.
Unità 5
64
• • • •
Unità 6
76
• Il futuro semplice. • Il futuro anteriore. • Usi del futuro semplice e anteriore.
Unità 7
88
• • • •
Unità 8
106
• I verbi riflessivi. • I verbi pronominali. • I verbi riflessivi con i verbi servili.
Unità 9
120
• • • •
Unità 10
128
• Il condizionale semplice. • Gli usi del condizionale semplice. • I verbi fraseologici.
6
L’imperfetto indicativo: forme e funzioni. L’imperfetto e il passato prossimo. Verbi che cambiano significato se usati all’imperfetto o al passato prossimo. Usi dell’imperfetto.
Il verbo piacere. Verbi che usano i pronomi indiretti. Verbi ed espressioni impersonali. Il “si” impersonale.
L’imperativo diretto (tu-noi-voi). Imperativo negativo. Imperativo con i pronomi personali e le particelle ci e ne. Usi dell’imperativo.
Tavola dei contenuti Argomenti grammaticali
Atti comunicativi – Funzioni
• • • •
Nomi e aggettivi qualificativi: genere e numero. Introduzione ai pronomi personali soggetto. L’articolo determinativo e indeterminativo. Gli interrogativi (pronomi e avverbi): Chi?, Di chi?, (Che) cosa?, Dove?, Di dove?, Qual è?, Quali sono?, Come? Perché? • Plurale dei nomi in -cia e -gia • L’alfabeto italiano • L’accento
• • • •
• C’è / Ci sono • Ce l’ho / Non ce l’ho • I dimostrativi questo / quello.
• Chiedere / dare informazioni per visitare i luoghi di una città. • Descrivere un luogo. • Esprimere possesso.
• Venezia • Piazza San Marco
• Ripresa del pronome personale soggetto. • I verbi servili: potere, dovere, sapere, volere. • I verbi piacere, rimanere, scegliere, tenere.
• Parlare di sé, del lavoro e del tempo libero. • La forma di cortesia nelle richieste.
• Vita quotidiana • La cantante Laura Pausini • Dante Alighieri e Beatrice
• Usi del passato prossimo. • Particolarità nell’uso di essere o avere nel passato prossimo. • Posizione degli avverbi con il passato prossimo.
• Parlare di azioni passate. • Raccontare esperienze della propria vita.
• Verona
• • • • •
• Accettare, rifiutare una proposta. • Esprimere opinioni. • Chiedere e dire l’ora.
• Dolci di Natale • I cantanti Jovanotti e Bocelli • Combattere l’inquinamento
• Le espressioni di tempo con i tempi passati (passato prossimo e imperfetto). • I nomi di famiglia. • Gli aggettivi possessivi con i nomi di famiglia.
• Descrivere la propria/una famiglia. • Raccontare una vacanza, un viaggio, un’esperienza legati all’infanzia. • Descrivere persone o luoghi.
• Artigianato del legno
• I pronomi diretti (tonici e atoni). • Le particelle ci e ne.
• Parlare di un luogo d’arte conosciuto e ammirato (museo, teatro, galleria, ecc.). • Parlare di azioni future.
• Milano: la Pinacoteca di Brera
• • • •
• Parlare dei propri gusti personali. • Esprimere opinioni. • Parlare di sport.
• Una squadra di calcio femminile
• I gradi dell’aggettivo qualificativo. • I gradi degli avverbi. • I valori del si.
• Parlare di sé, delle proprie emozioni e delle proprie azioni quotidiane.
• Monteriggioni e Montalcino in Toscana
• I pronomi combinati. • Particella ci con i pronomi diretti. • Posizione dell’aggettivo nella frase.
• Parlare dei propri gusti alimentari. • Dare e chiedere consigli per la preparazione di un piatto tipico. • Esprimere opinioni sulla cucina italiana.
• Sana alimentazione • Film sul calcio “Il campione”
• Le preposizioni con i verbi fraseologici.
• Parlare dei propri desideri, progetti, programmi, ecc. • Gli Appennini • Fare richieste in modo cortese. • Dare consigli a una persona.
Le preposizioni proprie, semplici e articolate. Le preposizioni improprie. Le locuzioni prepositive. Le funzioni delle preposizioni. L’ora.
I pronomi indiretti. La posizione dei pronomi indiretti. Il genere e il numero del nome. Particolarità del nome.
Presentarsi Presentare qualcuno. Salutare e rispondere al saluto. Convenevoli.
Civiltà • Nomi delle città italiane
7
Tavola dei contenuti Unità
Pagina
Il verbo: tempi, modi e uso
Unità 11
134
• Il condizionale composto. • Usi del condizionale composto. • Il futuro nel passato.
Unità 12
144
• Il passato remoto. • Il trapassato remoto. • Verbi con coniugazione particolare al passato remoto.
Unità 13
162
• Il trapassato prossimo. • Tempi passati collegati al trapassato prossimo. • Concordanza dei tempi con il modo indicativo.
Unità 14
174
• • • •
Unità 15
194
• L’imperativo indiretto o imperativo di cortesia. • La forma negativa dell’imperativo indiretto. • I pronomi personali con l’imperativo indiretto.
Unità 16
202
• Il periodo ipotetico. • Tipi di periodo ipotetico. • Tempi e modi del periodo ipotetico.
Unità 17
214
• I modi indefiniti del verbo: infinito, gerundio, participio.
Unità 18
230
• La forma passiva. • Il “si” impersonale. • Il “si” passivante.
Unità 19
238
• Il discorso diretto. • Il discorso indiretto. • Il periodo ipotetico nel passaggio dal discorso diretto al discorso indiretto.
Unità 20
250
• L’italiano parlato e le sue regole. • Come cambia l’uso dei tempi verbali nell’italiano parlato.
Tabelle grammaticali
260
L’articolo determinativo – L’articolo indeterminativo – Il nome: genere, numero, particolarità – L’aggettivo: genere, numero, concordanza con il nome, struttura dell’aggettivo qualificativo, i gradi dell’aggettivo.
Soluzioni degli esercizi
267
8
Il congiuntivo e i suoi quattro tempi. Il congiuntivo in frasi indipendenti e dipendenti. La concordanza dei tempi del modo congiuntivo. Uso del congiuntivo nell’italiano contemporaneo.
Tavola dei contenuti Argomenti grammaticali
Atti comunicativi – Funzioni
Civiltà
• I pronomi relativi: che, cui, quale. • I pronomi misti (o doppi). • Avverbi con funzione di pronomi relativi.
• Fare supposizioni. • Parlare di un progetto, un’idea, tanto voluti, ma non realizzati (o non possibili).
• Portofino
• Aggettivi e pronomi indefiniti.
• Narrare eventi lontani nel tempo, personali o storici. • Presentare un personaggio illustre del proprio Paese.
• Il tiramisù • Andare in bici • Il cantante Tiziano Ferro
• Gli aggettivi e i pronomi possessivi e il loro uso nel parlato.
• Saper raccontare le proprie esperienze di vita. • Parlare del mondo dello spettacolo (cinema, TV, teatro, ecc.).
• Curiosità su Roma • “Lessico famigliare” di Natalia Ginzburg
• Congiunzioni e locuzioni congiuntive subordinanti: affinché, benché, malgrado, a meno che, qualora… • Altri aggettivi e pronomi indefiniti: qualunque, chiunque, qualsiasi, ovunque, dovunque…
• Esprimere incertezza, speranza, ipotesi, dubbi, timori e opinioni personali. • Porre condizioni. • Esprimere desideri di difficile realizzazione. • Parlare di un’esperienza difficile della propria vita/della vita di una persona cara e delle emozioni provate in quella circostanza.
• Gli italiani e il congiuntivo • Gli italiani e il turismo sostenibile
• Le congiunzioni coordinanti: copulative, negative, disgiuntive, avversative, dichiarative (o esplicative), conclusive, correlative. • Le congiunzioni subordinanti: dichiarative, causali, finali, temporali, concessive, consecutive, comparative, modali, avversative, condizionali.
• Chiedere / Dare consigli in modo cortese e formale. • La salute: parlare di un disturbo fisico, descrivendo i sintomi e la cura data del medico.
• Salsomaggiore Terme • Le terme di Saturnia
• Il nome: l’aspetto formale. • Nomi derivati, alterati, composti.
• Formulare ipotesi. • Esprimere un parere.
• Gli italiani e il lavoro
• L’avverbio: forme, posizione, classificazione, gradi e alterazioni. • Le locuzioni avverbiali: una volta, alla svelta, alla meno peggio, di sicuro…
• Parlare di razze di cani e adozioni dal canile.
• Razze italiane di cani
• Ripresa dei pronomi diretti. • Ripresa dei verbi servili.
• Saper usare in modo appropriato proverbi e modi di dire. • Confrontare modi di dire appartenenti a culture diverse.
• Leggenda della sirena “Partenope” • Napoli: Castel dell’Ovo
• La frase: la proposizione e il periodo. • Proposizioni coordinate. • Proposizioni subordinate.
• Saper elaborare un periodo complesso.
• L’attore Pierfrancesco Favino • Le spiagge della Sardegna
• Caratteristiche fonetiche e morfologiche dell’italiano parlato. • La sintassi dell’italiano parlato.
• Sapersi esprimere secondo le regole dell’italiano parlato, usandone sintassi e modi di dire.
• La lingua italiana oggi • Differenze tra parlato e scritto
9
0
Le basi dell’italiano
Argomenti unità 0
L’alfabeto italiano − Le vocali − Le consonanti − La sillabazione − L’accento − Nomi e aggettivi qualificativi: genere e numero − I pronomi personali − L’articolo determinativo e indeterminativo − La frase semplice − Gli interrogativi (pronomi e avverbi): Chi?, Di chi?, (Che) cosa?, Dove?, Di dove?, Qual è?, Quali sono?, Come? − L’intonazione interrogativa − Il plurale dei nomi in -cia e -gia − Atti comunicativi: presentarsi, salutare, convenevoli.
L’alfabeto italiano L’alfabeto italiano ha 21 (ventuno) lettere: 2
A, a B, b C, c D, d E, e F, f G, g H, h I, i L, l M, m
(a) come (bi) “ (ci) “ (di) “ (e) “ (effe) “ (gi) “ (acca) “ (i) “ (elle) “ (emme) “
Ancona Bari Como Domodossola Empoli Firenze Genova hotel Imola Livorno Milano
N, n O, o P, p Q, q R, r S, s T, t U, u V, v Z, z
(enne) (o) (pi) (qu) (erre) (esse) (ti) (u) (vu/vi) (zeta)
“ “ “ “ “ “ “ “ “ “
Napoli Otranto Palermo quadro Roma Sondrio Torino Udine Venezia zero/zaino
Vocali 3 A, E, I, O, U
• La pronuncia della vocale a è /a/, come in grazie, mare, arte. • La pronuncia della vocale i è /i/, come in mille, io, cinema. • La pronuncia della vocale u è /u/, come in cucina, cultura.
• La pronuncia delle vocali e e o può essere “aperta” o “chiusa”: e aperta (/E/) = prego, bene, pèsca, letto; e chiusa (/e/) = rete, pésca, verde, sera; o aperta (/O/) = corpo, cosa, risotto; o chiusa (/o/) = monte, rotondo, torre.
Quindi le vocali sono 5 + 2 (e aperta o chiusa, o aperta o chiusa). Ci sono anche i dittonghi (due vocali insieme), come in quadro, piede, fuoco, neutro.
1
4
Ascolta: aperta o chiusa? Guarda l’esempio e segna.
Parola Aperta
affetto
effetto
dovere
guerra
signore
3
Chiusa
Consonanti B–C–D–F–G–H–L–M–N–P–Q–R–S–T–V–Z In italiano le consonanti possono essere tenui (o semplici) o intense (o doppie).
10
moglie
botto
Le basi dell’italiano
0
5
9°
tenui
capelli
caro
casa
nono
intense
cappelli
carro
cassa
nonno
pala
palla
Come vedi, il significato delle parole cambia!
2
6
Ascolta: tenui o intense? Segna. 1
tenui
2
3
4
5
6
7
8
9
10
3
intense
Lettere per le parole straniere 7
J, j (i lunga) = jeans K, k (kappa) = karate
W, w (doppia v) = web X, x (ics) = xilofono
Y, y (ipsilon/i greca) = yogurt
La H La h “muta” non ha nessun suono, è solo un segno grafico che si usa in tre casi: 1) dopo c e g, seguite dalle vocali e-i per avere un suono chiuso, come in chiave, chiesa, luoghi, ghepardo; 2) nelle forme del verbo avere ho, hai, ha, hanno; 3) per le interiezioni ah, eh, puah, ahi, ehi.
La sillabazione Le parole italiane sono divise in “sillabe”, cioè – per semplificare – in gruppi di vocali e consonanti. Ad ogni vocale (o gruppo di vocali) corrisponde una sillaba. Le consonanti intense si dividono. pane = pa + ne (2 sillabe) cap + pel + lo = (3 sillabe) tavolo = ta + vo + lo (3 sillabe) motorino = mo + to + ri + no (4 sillabe)
L’accento 8
1) In genere, le parole italiane hanno l’accento sulla penultima sillaba: pane = pà-ne settimana = set-ti-mà-na italiano = i-ta-lià-no buonasera = buo-na-sé-ra 2) Alcune parole hanno l’accento sulla terzultima sillaba: tavolo = tà-vo-lo numero = nù-me-ro
arrivederci = ar-ri-ve-dér-ci
telefono = te-lè-fo-no
3) Alcune parole hanno l’accento sull’ultima vocale: libertà – nazionalità – caffè (e aperta) – né (e chiusa) – più – però
11
0
Le basi dell’italiano
Nome: genere e numero Il nome, in italiano, è maschile (M) o femminile (F) = genere. Il nome è anche singolare (S) o plurale (P) = numero. La vocale finale del nome dà informazioni sul genere e sul numero:
Singolare
Plurale
Singolare
Plurale
-o, maschile -a, femminile -e, maschile / femminile
-i, maschile -e, femminile -i, maschile / femminile
ragazzo ragazza giornale (M) chiave (F)
ragazzi ragazze giornali chiavi
Aggettivo qualificativo: genere e numero L’aggettivo qualificativo indica la qualità di una cosa o di una persona: una casa può essere “nuova”, “piccola”, “grande”, una persona può essere “bella”, “buona” o “gentile”. L’aggettivo qualificativo funziona come il nome:
Singolare
Plurale
Singolare
Plurale
-o, maschile -a, femminile -e, maschile / femminile
-i, maschile -e, femminile -i, maschile / femminile
Il ragazzo è italiano. La ragazza è americana. Il giornale è nuovo. La chiave è nuova.
I ragazzi sono italiani. Le ragazze sono americane. I giornali sono nuovi. Le chiavi sono nuove.
3
Scrivi il plurale.
Nomi
Aggettivi treni
treno
veloce
cane (M)
fedele
strada
corta
moda
italiana
pesce (M)
fresco
studente (M)
bravo
pizza
napoletana
via
stretta
isola
grande
giorno
festivo
vestito
nuovo
veloci
I pronomi personali soggetto 9
Singolare
Plurale
1 persona
io
1a persona
noi
2 persona
tu
2 persona
voi
3a persona (M)
lui / egli / esso / Lei
3a persona (M)
loro / essi
3a persona (F)
lei / ella / essa / Lei
3a persona (F)
loro / esse
a a
12
a
Le basi dell’italiano
0
Questi pronomi indicano il soggetto del verbo, cioè “chi fa l’azione”. Essi indicano: a) la persona che parla. In questo caso, si usa la 1a persona singolare o plurale: Io sono francese. Noi siamo francesi. b) la persona a cui si parla e che ascolta. In questo caso, si usa la 2a persona singolare o plurale: Tu sei inglese? Voi siete inglesi? c) la persona di cui si parla. In questo caso, si usa la 3a persona singolare o plurale: Dico che lui/lei è divertente. d) un nome proprio: Sandra è simpatica, lei è sempre di buon umore. In italiano non è sempre necessario usare il pronome personale: posso dire “Tu mangi il gelato” ma anche “Mangi il gelato”, perché la desinenza del verbo spiega chi fa l’azione. In questo caso il soggetto è sottinteso, cioè non detto. In alcuni casi il pronome deve essere usato: a) quando si vuole dare particolare rilievo al soggetto: Io non vengo con voi!; b) quando il pronome è dopo il verbo: Vai tu a prendere il pane?; c) quando si vogliono contrapporre due o più soggetti: Noi stiamo bene. E voi?
Egli, ella, esso, essa, essi, esse oggi sono sostituiti da lui, lei, loro.
L’articolo determinativo e indeterminativo L’articolo sta sempre prima del nome ed è molto importante in italiano: spiega se noi conosciamo il nome o se non lo conosciamo. L’articolo determinativo sta prima di un nome che conosciamo:
L’articolo indeterminativo sta prima di un nome che non conosciamo:
La torta di Luca è al cioccolato. (noi conosciamo la torta di Luca, la vediamo)
Compro una torta al cioccolato. (è una torta tra altre torte in un negozio, noi non la conosciamo)
Articolo determinativo Maschile singolare
Femminile singolare
Maschile plurale
Femminile plurale
il ragazzo
la ragazza
i ragazzi
le ragazze
lo studente
la studentessa
gli studenti
le studentesse
l’amico
l’amica
gli amici
le amiche
1) Davanti a nomi che cominciano con una consonante (ragazzo/ragazza) = il (S) e i (P) per il maschile; la (S) e le (P) per il femminile. 2) Davanti a nomi che cominciano per s + consonante (studente), z (zio), ps (psicologo), pn (pneumatico), gn (gnomo), x (xilofono), y (yogurt) = lo (S) e gli (P) per il maschile. 3) davanti a nomi che cominciano per vocale (amico/amica) = l’(S) e gli (P) per il maschile; l’(S) e le (P) per il femminile.
Articolo indeterminativo Maschile Femminile singolare singolare un ragazzo
una ragazza
uno studente
una studentessa
un amico
un’amica
1) Davanti a nomi che cominciano con una consonante si usa un (M-S) o una (F-S). Al plurale si usa dei (M) o delle (F): dei ragazzi / delle ragazze. 2) Davanti a nomi che cominciano per s + consonante, z, ps, pn, gn, x, y si usa uno (M-S) o una (F-S). Al plurale si usa degli (M) o delle (F) = degli studenti / delle studentesse. 3) Davanti a nomi che cominciano per vocale si usa un (M-S) o un’(F-S). Al plurale si usa degli (M) o delle (F): degli amici / delle amiche.
13
0 4
Le basi dell’italiano
5
Scrivi l’articolo determinativo. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
Scrivi l’articolo indeterminativo. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
___________ treno ___________ strada ___________ giorni ___________ pizze ___________ pesce ___________ yogurt ___________ zaino ___________ aereo ___________ scolaro ___________ accademia
___________ treno ___________ strada ___________ giorni ___________ pizze ___________ pesce ___________ yogurt ___________ zaino ___________ aereo ___________ scolari ___________ accademia
La frase semplice È la frase base della lingua italiana: ha sempre un solo verbo. Guarda gli esempi.
MASCHILE SINGOLARE Il
teatro
è
antico.
articolo
nome
verbo
aggettivo qualificativo
Questo
teatro
è
antico.
aggettivo dimostrativo
nome
verbo
aggettivo qualificativo
PLURALE I
teatri
sono
antichi.
articolo
nome
verbo
aggettivo qualificativo
Questi
teatri
sono
antichi.
aggettivo dimostrativo
nome
verbo
aggettivo qualificativo
FEMMINILE SINGOLARE La
borsa
è
nuova.
articolo
nome
verbo
aggettivo qualificativo
Questa
borsa
è
nuova.
aggettivo dimostrativo
nome
verbo
aggettivo qualificativo
PLURALE
14
Le
borse
sono
nuove.
articolo
nome
verbo
aggettivo qualificativo
Queste
borse
sono
nuove.
aggettivo dimostrativo
nome
verbo
aggettivo qualificativo
Le basi dell’italiano
0
La frase semplice interrogativa Si forma con i pronomi interrogativi: 10
CHI? – Chi è? – È un amico americano. / È un’amica americana.
PERCHÉ? – Perché sei qui, Tom? – Sono qui per studiare.
– Chi sono? – Sono degli amici americani. / Sono delle amiche americane.
– Perché è qui, signora? – Sono qui per lavoro.
DI CHI? – Di chi è il libro? – È mio. / È di Luigi. / È suo. – Di chi sono i libri? – Sono miei. / Sono di Luigi. / Sono suoi. CHE COSA? – Che cosa è? – È un libro di grammatica. / È una borsa nuova. – Che cosa sono? – Sono dei libri di grammatica. / Sono delle borse nuove. DOVE? – Dov’è (la stazione)? – È lontano da qui. / È in fondo alla strada. / È a due chilometri da qui. – Dove sono (le bevande)? – Sono nel frigo. / Sono sul tavolo. / Sono nell’altra stanza. DI DOVE? – Di dove sei? – Sono tedesco, di Berlino. – Di dov’è, signora? – Sono spagnola, di Madrid. – Di dove siete? – Siamo inglesi, di Londra.
– Perché siete qui? – Siamo qui in vacanza. COME? (1) – Com’è il film? – È bello! – Come è la storia? – È interessante! – Come sono le stanze dell’hotel? – Sono comode. COME? (2) – Come stai, Maria? – Bene, grazie! E tu? – Come va, Giulio? – Non c’è male, grazie. – Come si chiama, Lei? – Marta Bassi. QUAL È? – Qual è il tuo nome? – Filippo. Attenzione: Quale perde la e finale davanti alla 3a persona singolare del verbo “essere” e non vuole l’apostrofo. QUALI SONO? – Quali sono i tuoi genitori? – Eccoli! Mio padre Mario e mia madre Giulia.
Lettere maiuscole e minuscole Le lettere maiuscole si usano all’inizio della frase e con i nomi propri. Non si usano con i nomi che si riferiscono a lavori e professioni, lingue, giorni della settimana, mesi e stagioni o con aggettivi di nazionalità.
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