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Richiamoforesta web

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LeggerMENTE è la nuova collana di narrativa per la scuola secondaria. Il suo obiettivo principale è offrire ai ragazzi libri classici o inediti, storie di attualità o di fantasia, per riscoprire pagina dopo pagina il piacere della lettura.

Il richiamo della foresta

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www.elilaspigaedizioni.it Questo volume sprovvisto del talloncino a fianco è da considerarsi campione gratuito fuori commercio.

€ 7,70

IL RICHIAMO DELLA FORESTA

Il richiamo della foresta non è soltanto un libro d’avventura: presenta alcuni aspetti in comune con i romanzi di formazione, poiché Buck affronta un viaggio non solo fisico, ma anche interiore verso la scoperta della propria identità. Tutto ciò è raccontato dall’autore in modo semplice e immediato, come se si trattasse di una favola, una favola crudele e talvolta spietata, ma che trasmette valori universali, con chiari riferimenti autobiografici, dato che Buck non è nient’altro che una proiezione di Jack London, il quale non ha mai smesso di credere nel sogno di un’esistenza felice e autentica. • Focus sull’Alaska e sui cani husky • Incontro immaginario con l’autore • Attività di comprensione ispirate alla metodologia Invalsi • Caffè letterario

Jack London

Buck, un incrocio tra un sanbernardo e una cagna scozzese, conduce una vita tranquilla nella tenuta del giudice Miller, in California. Un giorno però viene rapito e venduto a dei malviventi. Così, dopo un lungo viaggio, si ritrova catapultato in un mondo gelido e ostile: l’Alaska, dove gli uomini cercano l’oro e i cani robusti come lui sono molto richiesti per trainare le slitte.

I GRANDI CLASSICI

Invito alla lettura

I GRANDI CLASSICI

Jack London

Il richiamo della foresta a cura di Fabiana Sarcuno


Capitolo 1

Ritorno alle origini Buck non leggeva i giornali, altrimenti avrebbe saputo quale guaio stava per capitare non solo a lui, ma a tutti i cani da slitta dalla muscolatura forte e con la pelliccia spessa e calda, da Puget Sound a San Diego1. Questo perché gli uomini, scavando nelle buie profondità dell’Artico, avevano trovato un metallo giallo, e le compagnie di navigazione e di trasporti ne avevano diffuso la notizia, facendo accorrere migliaia di cercatori nelle regioni del Nord. Questi uomini avevano bisogno di cani, e i cani che cercavano dovevano essere forti, con muscoli robusti per sopportare le fatiche, e con folte pellicce per essere protetti dal freddo. Buck viveva in una grande casa nella soleggiata valle di Santa Clara. Era nella tenuta del giudice Miller, che si trovava lontana dalla strada, mezza nascosta dagli alberi, attraverso i quali si poteva scorgere la fresca e ampia veranda che si stendeva lungo i quattro lati dell’edificio. Vi si arrivava percorrendo viali cosparsi di fine ghiaia che si insinuavano in vasti prati e sotto i rami intrecciati degli alti pioppi. Il retro della tenuta era ancora più ampio e spazioso. C’erano grandi scuderie, dove lavoravano una dozzina di stallieri2 e di ragazzi, file di casette coperte da viti selvatiche, per la da Puget Sound a San Diego: lo stretto di Puget si trova all’estremo NordOvest degli Stati Uniti, mentre San Diego è una città al confine col Messico. London indica in questo modo i due punti estremi della costa Ovest degli USA. 2 stallieri: addetti alla pulizia di una scuderia e alla cura dei cavalli. 1

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Il richiamo della foresta

servitù, e un’interminabile distesa ordinata di costruzioni minori, di lunghi pergolati, di verdi pascoli, di frutteti e cespugli di more. Poi c’erano l’impianto per il pozzo artesiano3 e la grande vasca di cemento dove i figli del giudice facevano il bagno tutte le mattine e si rinfrescavano nei pomeriggi afosi. Su questa grande tenuta regnava Buck. Qui era nato e qui aveva vissuto i primi quattro anni della sua vita. In effetti c’erano anche altri cani, e non potevano non essercene in un possedimento così vasto, ma non contavano niente. Andavano e venivano, vivevano ammassati nei canili o negli angoli nascosti della casa, come Toots, il cagnolino giapponese, o Ysabel, la messicana senza pelo, strane creature che raramente mettevano il naso fuori dalla porta o le zampe a terra. C’erano anche i fox-terrier4, almeno una ventina, sempre pronti ad abbaiare minacciosi contro Toots e Ysabel, che li guardavano dalle finestre, protetti da una legione5 di cameriere armate di scope. Buck non era né un cane casalingo né un cane da canile. Era come un re nel suo regno. Si tuffava nella vasca e andava a caccia con i figli del giudice; scortava Mollie e Alice, le figlie del padrone, durante le lunghe passeggiate al tramonto o al mattino presto; nelle serate invernali si sdraiava ai piedi del giudice davanti al camino scoppiettante della biblioteca. Portava in groppa i nipotini del giudice o li faceva rotolare sull’erba, e li seguiva vigile nelle loro selvagge avventure fino alla fontana nel cortile della scuderia e anche più in là, verso i recinti dei cavalli e i cespugli di more. Avanzava maestosa artesiano: tipo di scavo che raggiunge una falda acquifera in pressione, per cui l’acqua risale spontaneamente in superficie. 4 fox terrier: cane di taglia piccola a pelo liscio o ruvido, adatto alla caccia alla volpe. 5 legione: unità militare dell’antico esercito romano comprendente fino a 6000 uomini; in questo caso indica una moltitudine, una schiera. 3

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Il richiamo della foresta

mente6 fra i terrier e ignorava Toots e Ysabel nel modo più assoluto, perché era il re, re di tutti gli esseri che strisciavano, camminavano e volavano nella tenuta del giudice Miller, compresi gli uomini. Suo padre Elmo, un grande sanbernardo, era stato compagno inseparabile del giudice, e Buck prometteva di seguire le orme paterne. Non era così grosso — pesava solo centoquaranta libbre7 — perché sua madre Shep apparteneva alla razza dei pastori scozzesi. Con tutto ciò, le sue centoquaranta libbre, insieme alla dignità dovuta a una vita agiata8 e al rispetto generale, gli permettevano di assumere un comportamento regale. Durante i primi quattro anni aveva vissuto una vita da aristocratico benestante; era orgoglioso di sé, anche un po’ egoista, come qualche volta diventano i gentiluomini di campagna a causa del loro isolamento. Ma si era salvato dal pericolo di divenire un cane di casa grasso e viziato. La caccia e gli altri divertimenti all’aria aperta gli avevano evitato di accumulare il grasso e reso i muscoli più forti. Per lui, come per tutte le razze abituate al bagno freddo, l’amore per l’acqua era un toccasana che gli permetteva di conservare una buona salute. Buck era questo tipo di cane alla fine del 1897, quando la scoperta di un giacimento minerario a Klondike9 attirò uomini da ogni parte del mondo nel gelido Nord. maestosamente: in modo dignitoso e solenne, tanto da suscitare ammirazione e rispetto. 7 centoquaranta libbre: peso corrispondente a 63 kg. La libbra britannica e statunitense corrisponde a 0,454 kg ed è divisa in 16 once. 8 agiata: comoda, ricca. 9 Klondike: distretto del Canada divenuto famoso per la scoperta, nel 1896, di giacimenti d’oro e per la corsa al prezioso metallo, alla quale partecipò anche lo stesso London. Oggi i depositi sono praticamente esauriti. La capitale del distretto, Dawson City, è più volte citata nel corso del romanzo. 6

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Titolo

L’Alaska

Con i suoi 1.717.854 km², l’Alaska è lo stato più esteso degli USA. Non a caso il suo nome significa proprio “grande paese”. Fu abitato inizialmente da popolazioni che provenivano dal continente asiatico e raggiungevano questa terra attraversando lo stretto di Bering. In seguito fu colonizzata dai russi, che nel 1867 la cedettero agli Stati Uniti per 7.200.000 dollari (circa cinque dollari per km²). Il fatto non entusiasmò molto gli americani di quell’epoca, che consideravano l’Alaska un territorio del tutto inutile. Le cose cambiarono nel 1896 con la scoperta di giacimenti aurei e con la celebre corsa all’oro. Nel 1959 l’Alaska entrò a far parte a tutti gli effetti degli Stati Uniti, diventando il quarantanovesimo stato della Federazione. La geografia dell’Alaska è caratterizzata da zone costiere in cui sono presenti villaggi, concentrati nella parte meridionale, mentre l’interno è pianeggiante ed è attraversato da grandi fiumi, come lo Yukon. La costa settentrionale è la parte più spopolata e inospitale a causa del clima rigido: è stato registrato addirittura il record di -62 gradi! Dal punto di vista dei rilievi, è da segnalare il monte McKinley, la vetta più alta dell’America settentrionale, nonché numerosi vulcani attivi presenti sulle isole. Le città più importanti sono Anchorage, Fairbanks e Juneau. Gli abitanti dell’Alaska sono circa 710.000, parlano prevalentemente inglese e la loro economia si basa sulla pesca e sull’estrazione delle risorse naturali come l’oro, il petrolio greggio e lo zinco. Il turismo è ancora poco sviluppato ma in crescita, perché questa terra offre la possibilità di ammirare paesaggi naturali mozzafiato ed effettuare escursioni spettacolari.

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I cani husky Gli husky sono nominati molto spesso all’interno del romanzo, poiché la maggior parte dei cani da slitta appartiene a questa razza, di origine siberiana. Questi cani infatti sono stati allevati per secoli in Siberia, dove erano utilizzati come animali da tiro; tra l’Ottocento e il Novecento sono stati importati in Alaska. La cinematografia ha spesso rappresentato lo stesso Buck come un cane huski, mentre Jack London nel romanzo lo descrive come un incrocio tra un pastore tedesco e un sanbernardo. Gli husky sono cani di taglia media, adatti ai lavori più duri perché robusti e muscolosi, ma allo stesso tempo eleganti e ben proporzionati, caratterizzati da un aspetto lupino. Gli occhi a mandorla, leggermente obliqui, possono essere azzurri ma anche di altri colori. Le orecchie, erette e vicine tra loro, sono piccole. Il pelo è doppio e di lunghezza media, generalmente di colore bianco, nero o marroncino, adatto a sopportare il freddo proprio perché particolarmente folto. Gli husky non soffrono nemmeno il caldo, perché il loro pelo non solo li protegge dal gelo, ma funge da isolante contro il calore. Dal punto di vista caratteriale, i cani appartenenti a questa razza sono socievoli, intelligenti e curiosi, dato che amano esplorare l’ambiente che li circonda. Testardi e non sempre facili da educare, sono poco adatti a essere impiegati come cani da guardia per via della loro indole docile e amichevole. In compenso sono degli ottimi compagni di giochi per i bambini.

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Intervista Titolo all’illustratore - Giorgio Baroni mescolarle insieme e farle nostre per poter perfezionare il nostro stile e migliorarci sempre, lasciando trasparire le influenze, senza mai risultare la copia di qualcuno. Questo è quello che serve per essere un buon illustratore, il sapersi destreggiare al meglio con qualsiasi tecnica passa in secondo piano, non tutti gli illustratori sono Caravaggio, eppure riscuotono grandi successi in tutto il mondo.

Che cosa caratterizza il tuo stile? La particolarità del mio stile sta nell’uso delle luci e delle ombre, raramente ciò che disegno ha un’illuminazione ‘naturale’, tendo sempre a marcare le zone d’ombra come fossero illuminate da un faretto, come in un set cinematografico. Giocare con il chiaroscuro è la cosa che preferisco e alla quale dedico maggiore attenzione quando compongo un’immagine.

Sei anche un buon lettore? Non sono un ‘mangiatore di libri’, quindi mi definirei un ‘discreto’ lettore.

Qual è la regola per essere un bravo illustratore? La regola numero uno per essere un bravo illustratore è essere se stessi. Una buona illustrazione non è lo sfoggio delle capacità tecniche, ma la trasmissione di un’emozione, di un sentimento. Un’illustrazione deve raccontare una storia, un’immagine tecnicamente perfetta non trasmette niente nella sua asetticità. Seconda regola importantissima è osservare il lavoro degli artisti che si amano, siano essi illustratori, fotografi, pittori del presente e del passato, e trarre dal loro operato le qualità che più ci colpiscono,

Che libro consiglieresti a noi ragazzi? Il giro del mondo in 80 giorni di Jules Verne. Adoro le avventure, i viaggi, il confronto con la natura e tutto ciò che riguarda le diverse culture e questo racconto esprime tutto questo alla perfezione.

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Com’è nata la tua passione per il disegno? Non saprei dire di preciso com’è nata, so solo che da quando ero all’asilo disegnavo in continuazione, ed è sempre stato così per tutta la mia carriera scolastica: invece di prendere appunti disegnavo, ho riempito quaderni interi con i miei disegni. Ed è ancora così, non potrei fare altro se non disegnare tutti i giorni.

Che cosa ti ha colpito di questo romanzo? Il viaggio, la trasformazione del protagonista, l’evoluzione che l’ha riportato ai primordi, il continuo confronto con i suoi avi, il ritorno alla natura selvaggia che ormai non conosciamo più.

Un messaggio importante: Spero che ci sia più possibilità, in Italia, di vedere emergere i giovani illustratori che amano questa professione, a volte poco compresa, che permette di trasformare in immagini le emozioni celate tra le parole.


Percorsi di lettura CAMMIN FACENDO 1. RITORNO ALLE ORIGINI 1 In questo primo capitolo vengono citate le tappe del viaggio di Buck dalla California all’Alaska e si parla dei vari uomini da lui incontrati. Completa la tabella.

Giudice Miller Taverniere Seattle Narwhal 2 La tenuta del giudice Miller è il luogo in cui vive Buck. Riporta tutti gli elementi che riesci a trarre dalla sua descrizione. • La tenuta si trova ……………………………………… ………………………………………………………… . • Vi si arriva ……………………………………………… ………………………………………………………… . • Il retro della tenuta è ………………………………… ………………………………………………………… . 3 Che cosa succede alla fine del 1897? Scegli la risposta corretta. a) Iniziano le vicende avventurose di cui è protagonista Buck b) Vengono scoperti dei giacimenti d’oro nel Klondike c) Manuel, l’aiuto-giardiniere, si appassiona alla lotteria cinese d) Buck arriva nella valle di Santa Clara, presso la tenuta del giudice

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