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Giornata Mondiale della Memoria | Materiale didattico-

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I M P E R D I B I LE ! ,

Un libro che ti consigliamo di leggere:

MAI PIu!

Ricordi e

racconto storico in un solo libro!

I quattro racconti di cui è composto questo libro narrano le storie del dolore sopportato da ragazzi e ragazze sopravvissuti al periodo più disumano e crudele della nostra Storia. Un tempo che i bambini e le bambine di oggi non possono ricordare, ma comprendere con la mente e con il cuore, perché in loro nasca un coro di mai più consapevole e convinto insieme alla speranza di un mondo di pace.

Maristella Maggi, Mai più!, La Spiga Edizioni

UNA STELLINA PER LILIANA

Nonna Olga entrò con il piattino azzurro della merenda. – Ecco bambine, avete fame? Io e Adriana stavamo giocando sul tappeto della mia camera. – Oh nonna, ci hai portato la marmellata di Susanna! Grazie! La marmellata di fragole che Susanna preparava era una meraviglia. Sapeva bene come farla lei, utilizzando un’antica ricetta di famiglia. Susanna, che aiutava la nonna a cucinare e teneva pulita la casa, stava con noi da quarant’anni: diceva che eravamo la sua seconda famiglia e ci voleva molto bene. Anch’io le volevo bene, tutti le volevamo bene e la consideravamo un’amica. Aveva sempre un sorriso e una parola gentile per tutti. Io e Adriana ci alzammo ridendo. Le fette di pane sparirono in un attimo. Anche se mia mamma se ne era andata, in cielo, mi dicevano, quando avevo poco più di un anno, io non ero una bambina triste. Il papà e i nonni erano tutto per me, io li amavo, mi sentivo amata e questo mi rendeva felice. Amavo la mia famiglia, Susanna, Adriana, i miei compagni di scuola e amavo la vita, tanto tanto.

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Ma una sera d’estate, qualcosa si inceppò. Il papà incominciò a parlarmi. – Sto per dirti una cosa importante, Liliana, una cosa che forse non riuscirai subito a capire. Guardai il papà negli occhi. – Secondo certe leggi del nostro Paese, i bambini come te, cioè, come noi, dovranno frequentare scuole speciali. – Perché? Come sono io? – Come gli altri, ma questa legge... Il cuore aveva cominciato a frullarmi nel petto come un uccellino che ha paura. La mano del papà si appoggiò sulla mia. – Senti Liliana, ora devi ascoltarmi bene, perché quello che devo dirti non è semplice. Allora – sospirò – noi siamo ebrei. – Anch’io? – Certo tesoro, anche tu. Tu, io, la nonna e il nonno. – Ma io non lo sapevo! E Adriana? Anche lei deve cambiare scuola, vero? Il papà abbassò lo sguardo: – No. – Allora io non voglio essere ebrea, voglio restare a scuola come lei. Perché devo lasciare la mia scuola? Perché hanno fatto questa legge cattiva? La dolcezza di papà riuscì solo in parte a consolarmi: – Vi vedrete a casa, per voi non cambierà niente. Nella nuova scuola farai nuove amicizie, ma non perderai quelle vecchie! Ma le cose non andarono così. La scuola privata in cui mi trasferirono era un edificio piccolo, che sul portone d’ingresso mostrava un cartello. SCUOLA per EBREI. In quell’ambiente mi sentivo triste. Mi mancavano la vecchia scuola e i miei compagni. Ma una mattina vidi le mie compagne di un tempo che ridevano e mi segnavano con il dito. Dicevano: – Quella è ebrea! È la Segre che è stata cacciata da scuola. Ha dovuto andarsene perché non è come noi.

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C ostituzione

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Giorno della Memoria

CLIL

gennaio international holocaust remembrance day

Il ricordo ci porta alla mente qualcosa che è stato. Ma quando parliamo di memoria vogliamo far tornare alla mente un evento che rappresenta un messaggio: la memoria è la base su cui si costruisce il futuro. Da alcuni anni il Giorno della Memoria viene celebrato in tutto il mondo il 27 gennaio. Questa data è stata scelta perché ricorda la liberazione dei prigionieri nel campo di concentramento di Auschwitz, in Polonia, avvenuta nel 1945, alla fine della Seconda guerra mondiale. I campi di concentramento erano prigioni costruite dal governo nazista della Germania; al loro interno si compivano azioni terribili. Il 27 gennaio, quando i superstiti di Auschwitz vennero liberati, tutto il mondo conobbe la drammatica verità su quello che accadeva in questi campi. Olocausto e Shoah Oggi, questa ricorrenza aiuta tutti a ricordare i molti milioni di persone che vennero rinchiuse e uccise nei campi di concentramento nazisti. Questo sterminio è definito Olocausto, una parola che vuol dire “estremo sacrificio”. Sei milioni di queste vittime innocenti erano Ebrei: il loro sterminio viene chiamato Shoah, una parola ebraica che significa “distruzione”. Gli Ebrei erano una parte della popolazione dei Paesi conquistati dall’esercito nazista: oltre che in Germania, vivevano in Austria, Francia, Paesi Bassi, Belgio, Polonia, Italia e altri Stati europei. Nel corso della Seconda guerra mondiale (1939-1945) un gran numero di Ebrei vennero catturati, privati di ogni avere e portati nei campi di concentramento. Moltissimi morirono per le terribili condizioni di vita nei campi o vennero uccisi; solo alcuni riuscirono a sopravvivere.

Ho capito il TESTO S econdo te, perché è impor tante il Giorno della Memoria? ....................................................................................................................................................................................................................................... .......................................................................................................................................................................................................................................

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C ostituzione storia

Le leggi razziali Anche in Italia moltissimi Ebrei vennero catturati: a Roma in una sola giornata dell’ottobre del 1943 e in altre parti d’Italia nel periodo successivo. La loro persecuzione nel nostro Paese era cominciata però qualche anno prima. Il governo fascista, che governava l’Italia in quegli anni, aveva infatti emanato le leggi razziali, con cui gli Ebrei erano stati discriminati e separati dal resto della popolazione: per esempio, i bambini ebrei non avevano più potuto frequentare la scuola pubblica e molti adulti erano stati costretti a lasciare il loro lavoro.

Una delle bambine ebree che non poté più frequentare la scuola e, in seguito, venne deportata in campo di concentramento, è Liliana Segre, senatrice della nostra Repubblica. Liliana è una delle persone che sono sopravvissute al campo di concentramento. Tornata a Milano, andò ad abitare dagli zii perché il resto della sua famiglia era stata sterminata. Nei primi tempi dopo il ritorno in Italia, cercò di raccontare qualcosa della sua terribile esperienza, ma si rese conto che gli altri facevano fatica a capire. Per molti anni ha quindi taciuto. Quando è diventata nonna, però, ha capito che era importante che le nuove generazioni conoscessero tutta la verità. Così ha cominciato a parlare nelle scuole di tutta l’Italia, raccontando quella parte della sua vita che riguarda l’intera umanità. Nel 2018 è stata nominata senatrice a vita dal Presidente della Repubblica. Anche in Parlamento ha continuato la lotta per la libertà, contro tutte le discriminazioni.

P erché Liliana Segre ha deciso di raccontare la sua esperienza quando è diventata nonna?

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C ostituzione Le altre vittime Oltre agli Ebrei, vennero rinchiusi nei campi di concentramento molte persone appartenenti a popoli o gruppi che venivano considerati inferiori, come i Rom e i Sinti (il loro Olocausto è chiamato Porrajmos, cioè “devastazione”), molte popolazioni dell’Europa dell’est, gli oppositori politici (che non accettavano e combattevano il nazismo) e le persone con disabilità. Perché è importante ricordare? Ricordare è importante perché aiuta a non fare gli stessi errori del passato: grazie alla memoria, anche le nuove generazioni, che non hanno vissuto quei tragici eventi, possono far sì che la storia non si ripeta. Il Giorno della Memoria ci ricorda anche un’altra cosa. Ci ricorda che la responsabilità di quanto è avvenuto durante il nazismo non è soltanto di chi ha compiuto azioni violente contro altre persone, ma anche di chi: ! ha visto delle ingiustizie, ma ha preferito guardare da un’altra parte; ! ha fatto la spia, magari indicando dove abitava una famiglia ebrea; ! ha guadagnato dalle disgrazie degli altri. Quindi, in certe situazioni, anche persone che si considerano “normalmente buone” possono agire in modo sbagliato o razzista o non solidale o anche soltanto molto egoista.

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C ostituzione storia

16 agenda 2030 Obiettivo Pace, giustizia e istituzioni solide L’Obiettivo 16 dell’Agenda 2030 ci ricorda come sia impor tante creare governi democratici e lottare contro le dittature, come è stata quella nazista. Nelle forme autoritarie di governo, infatti, i par titi o le persone che hanno il potere usano varie forme di violenza, violando i diritti umani, contro i propri oppositori e par ticolari gruppi di persone, discriminati per vari motivi.

CLIL

SUSTAINABLE DEVELOPMENT

Goal 16

goals

Peace, justice and strong institutions

Alcuni traguardi dell’Obiettivo 16: ! ridurre tutte le forme di violenza; ! mettere fine allo sfruttamento dei più deboli; ! garantire a tutti la possibilità di accedere alla giustizia; ! proteggere le liber tà fondamentali, come il diritto all’informazione; ! promuovere leggi contro il razzismo e le discriminazioni.

che cosa possiamo fare NOI È sempre molto impor tante riflettere sui nostri compor tamenti quotidiani. Ad esempio: che cosa fai se un tuo compagno o una tua compagna viene allontanato/a dal tuo gruppo? E se qualcuno si compor ta da prepotente con qualcun altro? !

Pensa bene alle risposte e non dimenticare che ci possono essere molti modi per ferire gli altri, per esempio prendendoli in giro.

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C ostituzione ' Le PAROLE DELLA LIBERTA

S piega con le tue parole il significato delle seguenti espressioni:

!

liber tà di parola . . ..........................................................................................................

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!

liber tà di stampa .........................................................................................................

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!

liber tà di pensiero .. ....................................................................................................

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L eggi con attenzione alcune parole della canzone “La liber tà” di Giorgio Gaber :

“… La liber tà non è star sopra un albero Non è neanche avere un’o pinione La liber tà non è uno spazio libero Liber tà è par tecipazione...”

!

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Immagina un simbolo di liber tà e disegnalo.


C ostituzione storia

Sciogli il FILO del rispetto R isolvi gli anagrammi delle parole della tolleranza e del rispetto degli altri.

TÀBRILE ISTUZIGIA

L ANZAUGUAGI

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ATUIO

SARDIOLIETÀ .......................................

CAPE ...................................................................

CATECETANZIO

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SPOT TERI

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