L ’autrice... CLAUDIA GATTELLA: MAMMA DI ILARIA. SI OCCUPA DI educazione E formazione DA OLTRE VENT’ANNI, COORDINANDO UNA SCUOLA DELL’INFANZIA E FORMANDO DOCENTI. SCRIVE PER VARIE CASE EDITRICI E RIVISTE DI DIDATTICA PER LA SCUOLA DELL’INFANZIA. AMA PORTARE AVANTI L’IDEA CHE IL MONDO SI SCOPRA ESPLORANDO LA REALTÀ CON OGNI SENSO E IN OGNI SENSO: SOSTIENE CHE I BAMBINI SIANO MAESTRI IN QUESTO. HA PUBBLICATO: “PICCOLA PESTE” GUIDA DIDATTICA PER LA SCUOLA DELL’INFANZIA CON MIRÒ EDITORI, “INPUT INFANZIA” CON ELI EDIZIONI, “DISTRABELLA E IL DRAGHETTO ROSSELLO” CON CARAVAGGIO . PARTECIPA INOLTRE ATTIVAMENTE ALLA STESURA DI PROGETTI PER LA RIVISTA “PROGETTO TRE-SEI GULLIVER” DI EDIZIONI DIDATTICHE GULLIVER. HA OTTENUTO IL COPYRIGHT DEL FORMAT ABITARE LA SCUOLA © CHE PROMUOVE UN cambiamento della scuola VOLTO A eliminare trincee e competizioni nei diversi ruoli educativi (GENITORI –DOCENTI, BAMBINI-DOCENTI, ECC…) DI CUI TROPPO SPESSO LEGGIAMO.
#lamiascuola a cura di Claudia Gattella
Dossier Accoglienza OPEN DAY PRIMI GIORNI GENITORI A SCUOLA
Il Dossier Accoglienza... IL PRESENTE FASCICOLO OFFRE MATERIALI DEDICATI ALLA PRESENTAZIONE DELLA PROPRIA SCUOLA E ALL’ACCOGLIENZA DEI BAMBINI PER IL PRIMO PERIODO DELL’ANNO SCOLASTICO. COINVOLGENDO I GENITORI SI ANDRÀ ALLA scoperta dei differenti spazi didattici, VIVENDOLI NELL’AMBITO DI UNA PROCEDURA GUIDATA DI INSERIMENTO E SUCCESSIVO DISTACCO. I BAMBINI PASSERANNO QUINDI GRADATAMENTE AL PIENO DELLE ATTIVITÀ DIDATTICHE E, NELLA PARTE FINALE DEL “PROGETTO ACCOGLIENZA”, SARANNO IN GRADO DI COSTRUIRE UN PICCOLO “LIBRO” CON LE ACQUISIZIONI DI QUESTO PRIMO PERIODO DELL’ANNO INTITOLATO “A SCUOLA SI PUÒ…”. Vai al sito!
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GUIDA DIDATTICA PER GLI INSEGNANTI DELLA SCUOLA DELL’INFANZIA
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#lamiascuola a cura di Claudia Gattella
Dossier Accoglienza OPEN DAY PRIMI GIORNI GENITORI A SCUOLA
GUIDA DIDATTICA PER GLI INSEGNANTI DELLA SCUOLA DELL’INFANZIA
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Per la realizzazione della guida didattica hanno collaborato:
Miro Loco shpk: Progetto grafico
Ruggero Gallo: Impaginazione
ELI Edizioni:
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© 2019 - TUTTI I DIRITTI SONO RISERVATI È assolutamente vietato riprodurre l’opera anche parzialmente o utilizzarne l’impostazione e concetti che possono in qualche modo ricordare questa sotto l’aspetto didattico o illustrativo. Stampa: Tecnostampa - Pigini Group Printing Division Loreto - Trevi 19.83.373.0
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DOSSIER ACCOGLIENZA #lamiascuola Dal primo giorno dell’avventura
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ACCOGLIERE SEMPRE “Accoglienza” è la parola chiave della pedagogia contemporanea, perché solo dall’apertura verso l’altro nasce il dialogo, l’incontro per costruire relazioni positive attraverso le quali si può favorire la crescita personale e culturale, particolarmente a scuola che sempre più si caratterizza come luogo di inclusione e partecipazione. Parliamo quindi di Accogliere come filosofia di vita e del fare scuola. La finalità dell’accoglienza scolastica è quella di aprire la porta e far entrare nel nostro mondo scolastico ogni bambino, facendolo sentire al “sicuro”, non certo solo una sicurezza strutturale, ma la sicurezza pedagogica e psicologica che fa nascere il “senso di appartenenza” in un luogo che dia e che garantisca ad ognuno la possibilità di esprimere al massimo le proprie potenzialità, nel rispetto della sua libertà, dei suoi tempi, dei suoi ritmi e dei suoi modi di apprendimento. La scuola non è, dunque, un ambiente sterile, ma un luogo di relazioni, nel quale lo stare insieme non si insegna con regole di comportamento lontane, ma vivendo la realtà del quotidiano che diventerà un insieme comportamenti condivisi e che facciano dire a chi la vive #lamiascuola. Abbiamo scelto la parola ACCOGLIENZA come una delle sei parole del nostro progetto educativo dandole un valore che sia una garanzia, una base salda della costruzione del percorso. Accoglienza: accogliere è un verbo molto utilizzato in ambito scolastico in altre sue declinazioni (integrare, includere, unire, ecc.). Crediamo fermamente che sia un talento umano che va coltivato partendo dalla spontaneità di ogni bambino manifesta nell’aprire il suo mondo al nuovo. La scuola accoglie le sue famiglie senza distinzione di alcun tipo, favorendone la piena integrazione ed inclusione. In questa prospettiva trova la giusta collocazione l’organizzazione dell’accoIl progetto accoglienza
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glienza, a partire dalle giornate di open day, agli incontri con i nuovi iscritti, alle feste insieme alle famiglie durante l’anno scolastico, fino all’abbraccio che ogni mattina dall’inizio alla fine della scuola porgiamo ai nostri bambini. “L’uomo che respira amore e bellezza è il bimbo che viveva nella gioia anche ieri” sostiene Russell e per vivere nella gioia egli deve sapere che è stato accolto già come un dono nella sua famiglia e che la sua scuola è il luogo dove pur incontrando l’altro si troverà in un ambiente tranquillo con persone disposte ad accoglierlo, conoscerlo e farlo crescere secondo le sue inclinazioni. Non dimentichiamo che molte emozioni e crescite personali come quella dell’autostima nascono dal sentirci amati e rispettati con l’unicità che ci contraddistingue. L’accoglienza non è solo una tecnica didattica, un modalità del nostro lavoro relegato ad un determinato periodo dell’anno, ma è un modo di fare, un modo di essere e di intendere i rapporti con il bambino e la sua famiglia. Questi modi costruisco la pedagogia dell’accoglienza che dovrebbe diventare un’azione circolare che coinvolga tutte le persone che ruotano intorno a noi nella relazione educativa.
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#lamiascuola Open Day
LE DOMANDE DEI GENITORI Tutti i genitori quando è il momento di iscrivere i propri bambini alla scuola dell’infanzia si chiedono: “Come si fa? Quali sono i criteri che dobbiamo adottare?”. Comincia da quel momento una ricerca spasmodica per non commettere errori. Le domande che i genitori si pongono vertono solitamente tra gli item elencati: • Proposta educativa della scuola? • Passaparola, e opinioni di altre mamme. • Hanno spazi all’aperto? Portano fuori i bambini? • Si mangerà bene? • C’è smog nella zona in cui è collocata la scuola? • Dimensioni della scuola? Numero dei bambini? • Che impressione mi fa il personale della scuola con cui ho contatti? Il progetto accoglienza
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Ambiente scolastico: è sicuro? Ambiente scuola: è educativamente valido? Le insegnanti sono competenti? Orari e organizzazione.
Per chi fa scuola è il momento di mettere “le carte in tavola”, cioè mostrare il proprio lavoro, i progetti, gli spazi, l’organizzazione tutta. In un’epoca storica che vede ogni istituto autonomo di dare visibilità al proprio fare in modo indipendente, è il tempo di saper disseminare in modo professionale tutto il lavoro che si fa, per non avere la sensazione di trasformare le scuole in tanti supermercati che promuovono prodotti e senza dimenticare che i genitori ci affidano la cosa più preziosa della sua vita: il loro figlio/a.
LA PRESENTAZIONE DELLA SCUOLA: L’open day è una giornata di scuola aperta (”Giornata, con ingresso libero, durante la quale enti o istituzioni aprono le porte ai visitatori o a coloro che vogliono ottenere informazioni.” - Cit Enc. Treccani) durante la quale la scuola presenta la propria organizzazione educativo/didattica e il coordinamento di tutte le attività: si potranno visitare gli spazi a disposizione della scuola, incontrare le insegnanti, il team di lavoro, conoscere il piano dell’offerta formativa triennale, ecc. È una giornata molto importante poiché le famiglie, insieme ai bambini, possono visitare la scuola e trovare voi ad accoglierli. Gli
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spazi non dovranno rivestirsi di “panni” che non sono i suoi, ma è bene presentare la scuola, così com’è solitamente, così come sarà quando comincia la scuola a settembre. Questo è il momento in cui famiglia e scuola si incontrano per la prima volta e che sarà un ottimo lasciapassare perché le famiglie tornino per iscrivere i propri bambini. Gli slogan possibili sono tanti per pubblicizzare l’evento e ogni scuola ha il suo. Proponiamolo come un invito in cui esplicitiamo il nostro fare:
Una giornata per conoscere la nostra scuola insieme a mamma e papà: laboratori aperti NON UNA SCUOLA QUALUNQUE Natura, arte, cucina, movimento, inglese, psicomotricità, creta, teatro, libri, stoffa, colla, forbici, colori, mamme, papà, nonni, esplorare, conoscere, capire, giocare, fare, dire, collaborare, parole, musica, toccare, annusare, guardare, viaggiare, costruire, colorare, pastelli, tempere, LIM, poesie favole, filosofia, danza, piscina, informatica, canzoni, amici, maestre, accoglienza, conoscenza, scoperta, apprendimento, sapori, profumi, merende
CHI RACCONTA LA SCUOLA? La scuola può raccontarla chi la conosce: docenti, bambini, personale ATA, genitori, tutti insieme. L’open day vuole essere occasione di rassicurazione e di piacevole scoperta di un mondo nel quale il bambino sarà protagonista e attivo costruttore della sua crescita, affiancato dalla sensibile e competente presenza delle docenti e Il progetto accoglienza
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del personale non docente. Anche i bambini che già la frequentano dovrebbero essere presenti e una buona idea è quella permettere ai bimbi di 5 anni di preparare una presentazione. Chi meglio di loro potrà parla loro della scuola? Sarebbe opportuno anche predisporre, nei giorni precedenti, una parete della scuola nella quale esporre i pensieri dei genitori dei bambini iscritti: una sorta di forum con le recensioni.
Mettiamo a disposizione: • fogli colorati • forbici • colla • colori Creiamo la base della parete con dei fogli di carta da pacco bianca e scriviamo un cartellino con delle indicazioni.
La mia scuola mi piace perché……………
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Nelle scuole che hanno la cucina, facciamo preparare dalla nostra cuoca una merenda, in modo che i bambini durante la visita possano assaggiare le ricette per le occasioni speciali: ciambelle, focacce, biscotti, ecc.
I bambini coinvolti e presenti all’open day potrebbero essere “responsabili”, insieme alle docenti, dei laboratori con le attività che si svolgono durante l’anno - per esempio il laboratorio di creta, di cucina, di attività grafico-plastiche - ma anche mettere a disposizione colori e materiali da poter utilizzare liberamente, giochi, puzzle e costruzioni. Non dimentichiamo di esporre i nomi dei bambini con le loro fotografie. Si sentiranno partecipi e coinvolti in un compito davvero significativo come quello di poter parlare della loro scuola e di mostrare e coinvolgere i nuovi bambini. Il progetto accoglienza
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VI ACCOMPAGNERANNO NEI LABORATORI
Proponiamo alcune possibilità di allestire le sezioni, attivandole con diverse tematiche e attività laboratoriali
LABORATORIO ORTONATURA Se abbiamo un giardino e siamo soliti attivare l’outdoor education durante tutto l’anno, l’allestimento sarà semplice, perché calato nella realtà vissuta. È anche possibile destinare uno spazio all’interno della scuola per far scoprire ai bambini come si pianta o si travasa un fiore o un seme. È un’ottima occasione per far portare a casa il prodotto invasato e chiedere ai bambini di farci sapere come va la crescita con il passare delle settimane.
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Procuriamoci dei vasetti o delle tazze di terra cotta, della terra da vaso, semi, fiori, piccole piante di spezie, palette. Facciamo giocare i bambini con la terra, raccontiamo che tipi di piantagioni abbiamo a disposizione e chiediamo quale preferiscono nel loro vaso. Quando lo vorranno potranno invasare e decidere se lasciare a scuola il loro vaso, di cui ci prenderemo cura e che possono tenere sotto controllo passando di tanto in tanto a trovarci, oppure portarlo direttamente a casa.
STORYTELLING Allestiamo l’angolo biblioteca in modo che durante la visita, ad orari stabiliti venga letta una fiaba, un racconto e attiviamo dei laboratori per rielaborare le storie. La lettura animata potrà essere ambientata in un’atmosfera che favorisca il coinvolgimento emotivo e che terrà alta la loro attenzione, possiamo usare oggetti o personaggi che richiamano le caratteristiche di luoghi e personaggi della storia (es. il topo con gli occhiali…). Possiamo successivamente espandere il lavoro inventando una nuova storia e farla anche rappresentare. Il progetto accoglienza
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MANI IN PASTA
Diamo la possibilità ai piccoli ospiti di sperimentare varie tipologie di paste malleabili - plastilina, pasta di sale, argilla - e per favorire la sperimentazione poniamoci come esempio e mettiamoci a disposizione lavorando le varie paste costruendo forme, oggetti o paesaggi. I bambini sono curiosi, ma anche ottimi “manufattori”, si avvicineranno e sperimenteranno con voi le loro abilità.
GIOCHI PER ESPLORARE GLI SPAZI Un’altra opportunità per far conoscere la scuola è quella di organizzare giochi per esplorare gli spazi della scuola. Raduniamo un gruppo di bambini e insieme a loro realizziamo i cartelloni con i nomi di ogni bambino oppure facciamo fare un disegno, su carta formato A3 e facciamoli colorare. In accordo con qualche collega attacchiamo i lavori in giro per la scuola e lasciamo che i bambini esplorino gli spazi fino al ritrovamento del loro “lavoro”.
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LASCIARE TRACCIA Predisponiamo uno spazio verticale in cui i bambini che vengono a fare visita alla scuola possono lasciare una “traccia”. Su un grande foglio di carta da pacco disegniamo un castello e mettiamo a disposizione delle tessere di carta collage: i bambini possono incollare le tessere e disegnare loro stessi nel grande castello, che poi possiamo far ritrovare a settembre, per creare un collegamento con il loro primo passaggio a scuola ricordando la bella giornata trascorsa.
PER MAMMA E PAPÀ Per i genitori invece, oltre alla presenza costante degli insegnati e di tutto il personale pronto a dare informazioni e distribuire sintesi del Piano dell’Offerta Formativa Triennale (PTOF), ci dovrebbe essere un momento istituzionale dove dirigente e insegnanti presentino la scuola anche con il supporto di sussidi multimediali. In cui, oltre a esplicitare i nostri modus operandi, prestiamo la giusta attenzione a delucidare quanta importanza rivestiamo al momento dell’adattamento. Il progetto accoglienza
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L’inserimento delle bambine e dei bambini prevede la realizzazione di: • Indicazioni e informazioni dettagliate sugli scopi del progetto educativo e sul funzionamento della scuola, che i genitori potranno conoscere prima dell’ingresso dei bambini, attraverso incontri di gruppo, che coinvolgano anche il gruppo educativo. • Incontri individuali e di gruppo con i genitori dopo l’iscrizione durante la fase di accoglienza. • Tempi di adattamento individualizzati con tempi di permanenza graduali e personalizzati con presenza di un genitore, per permettere un inserimento graduale e funzionale a ciascun bambino. Non lasciamo nulla al caso spiegando la funzione degli spazi: l’importanza nella scuola dell’infanzia che esso ha negli apprendimenti e nella crescita emotiva. I raggruppamenti, il numero dei bambini, la costituzione in gruppi omogenei o eterogenei, presentiamoci ai genitori. Raccontare di sé del proprio vissuto come insegnante, ma anche con qualche particolare della vita privata, aumenterà la fiducia verso di voi e la scuola. I genitori sono curiosi di tutto, perché dovranno accompagnare i bambini in un ambiente rassicurante per tutti a partire da loro. Distribuiamo dei materiali cartacei attraverso i quali a casa essi possano riflettere e fare valutazioni. Per esempio una sintesi ragionata del PTOF nel quale si esplicitano sia le caratteristiche organizzative che quelle progettuali è un ottimo strumento. Alla fine della visita se possibile cerchiamo di distribuire e far compilare un questionario da compilare con tutti i dati, in modo che potete inviare successivamente un feedback di ringraziamento per la visita, che può essere imbucato in una cassetta che avremo preventivamente predisposto.
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QUESTIONARIO per mamma e papà Per migliorare sempre la qualità del nostro servizio, vi chiediamo di dedicarci qualche minuto per rispondere ad alcune domande, stabilendo per ognuna di esse un punteggio da 1 a 5: 1 - Quanto, in generale, avete gradito partecipare all’Open Day della scuola_____________?
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2 - Quanto pensate che il vostro bimbo/a si sia divertito/a?
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3 - Come valutate, nel complesso, la struttura che avete visitato?
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Ringraziandovi per essere intervenuti, rimaniamo a vostra disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento e vi preghiamo, pertanto, di riempire lo spazio con i vostri dati: Nome:_______________________________________________ Cognome:___________________________________________ Nome Bimbo/a __________________________Età____________ Tel:__________________________________________________ E-mail:______________________________________________ Il progetto accoglienza
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INCLUSIONE, SENZA INVESTIGAZIONE Se ci sono bambini che non sono italiani Come fare della scuola dell’infanzia il luogo educativo dal quale prende avvio il processo d’inclusione, nel quale si promuove l’acquisizione dell’italiano, si riconoscono e valorizzano le situazioni bilingui, si facilita lo scambio e la reciproca conoscenza fra adulti e bambini? Le prassi sono tante e tutte efficaci se partono dal presupposto che non esistono diversità tra un bambino ed un altro, tra una famiglia ed un’altra. Quello che istituzionalmente non va dimenticato è l’adozione del PAI, che diventa uno strumento indispensabile per documentare i passi che si fanno. Adottando il Protocollo di Accoglienza, che è un documento deliberato dal Collegio dei Docenti all’inizio di ogni anno scolastico e annesso al PTOF: deve contenere i principi, i criteri e le indicazioni riguardanti le procedure e le pratiche per l’inserimento ottimale dei bambini con Bisogni Educativi Speciali (BES). Nel Protocollo non solo devono essere definiti i compiti e le figure interne ed esterne alla scuola coinvolte nel processo, ma devono anche essere indicate le attività di facilitazione e le misure dispensative e compensative da adottare. Nonostante ciò i dubbi e le criticità sulle procedure da attuare riguardanti l’accoglienza di alunni e studenti con BES restano ancora tante: • Che cosa deve fare la scuola? Quale prassi deve seguire? Che cosa deve fare ogni singolo insegnante? • Quali attività predisporre per l’accoglienza e l’accompagnamento degli alunni e degli studenti? • Come creare scopi condivisi e procedere verso un’armonia educativa con la
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famiglia e gli altri soggetti esterni? Quali sono le azioni pratiche perché il Piano si realizzi? Come fare un’osservazione efficace e facilmente fruibile a tutti i partecipanti dell’azione educativa, che strumenti? Come favorire il passaggio tra Scuola dell’infanzia e Primaria ? Come effettuare la personalizzazione e l’individualizzazione del nostro fare?
Affinché i presupposti indicati nel Protocollo si formalizzino in un effettivo percorso ed una strategia funzionale d’integrazione ed inclusione è indispensabile mettere in atto azioni realistiche, concrete ed efficaci.
SETTEMBRE: SI COMINCIA I genitori hanno scelto la nostra scuola e questo è già un grande atto di fiducia e riconoscimento. È nostro dovere spiegare quanto è importante la prima fase di adattamento e di inserimento nella nova scuola, quanto è fondamentale che queste fasi siano rispettate e di quanta attenzione necessitano per permettere l’instaurarsi di quella fiducia reciproca tra adulti-adulti e adulti bambini. Il progetto accoglienza
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ADATTAMENTO
Il piano di accoglienza e di inserimento dei bambini dovrà essere concordato tra il coordinatore/responsabile di plesso, il gruppo dei docenti e i genitori, quando sappiamo che sarà parte del nostro gruppo un bambino portatore di handicap e/o in situazione di disagio. Ovviamente i percorsi e le modalità sono progettati e pianificati con il servizio delle UU.SS.LL. e in collaborazione con l’equipe psicopedagogica del nostro ambito, sulla base di un piano educativo individualizzato, che prevede anche l’inserimento nella nuova realtà della scuola dell’infanzia. Accogliere ha sempre una matrice emotiAccoglienza va, ha in sé la capacità di rassicurare, di far Accogliere un bambino alla scuola dell’infanzia si- sentire l’altro libero di esprimersi ed accolto: gnifica individuare particolari strategie di rappor- • Accogliere gli stati emozionali del to tra scuola e famiglia, modulare la separazione bambino: paura, angoscia, abbandono, ecc. del bambino dal proprio ambiente e mantenere • Accogliere gli stati apprensivi/emotivi una continuità con l’esperienza maturata nel suo della mamma e del papà: sofferenza psichica, preoccupazione, incertezza, ansia, senso ambiente di vita abituale. di perdita, sensi di colpa, ecc. • Accogliere i propri stati emozionali: sofferenza psichica, preoccupazione, solitudine, mancanza di valorizzazione, riconoscimenti negati, ecc. Ai docenti si richiede capacità empatia con la capacità di una distanza discreta, capacità di mettere in campo le proprie risorse e capacità relazionali, senza mai interferire o sostituirsi ai genitori.
L’INSERIMENTO Aspetti psicologici: • L’adattamento del bambino nell’ambiente: è un evento psicologico e pedagogico che diventa la start up del percorso scolastico dei bambini, particolarmente dal punto di vista della fiducia verso la scuola stessa.
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Accoglienza
Comportamento del docente con le famiglie: Rendere visibile e trasparente il lavoro: assemblee, incontri, colloqui, individuazione della figura di riferimento. Colloquio “non direttivo”, non terapeutico, ascolto empatico, attivo, disponibile. Metacomunicazione di sostegno, autoconsapevolezza delle emozioni.
Accoglienza Una buona indicazione pratica è far passare la differenza tra il verbo “lasciare” e “accompagnare”. Nella fase di inserimento è fondamentale, confortante e collante di una relazione di fiducia che sta nascendo. La mamma non lascia il bambino a scuola, ma lo accompagna..
• I genitori, soprattutto la mamma, nella fase del “distacco” sono pervaso da sensazioni ed emozioni complesse, anche dolorose a volte. • L’adattamento/inserimento presuppone una particolare attenzione e consapevolezza dell’importanza e del ruolo della “relazione primaria” per la qualità dell’esperienza emotiva del bambino e per la strutturazione della sua identità, del suo pensiero, della sua mente (Bowlby, 1972).
IL DISTACCO È un passaggio. Da una relazione duale madre-bambino ad un nuovo schema di relazioni ed interazioni con le nuove figure educative. È anche una occasione, nei casi di legami molto simbiotici, per scoprire sia per la mamma che per il bambino nuove modalità di relazionarsi anche nella loro relazione che fino a quel momento si concretizzava esclusivamente dalla reciproca emotività ancora ad uno stadio viscerale. Il progetto accoglienza
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Il ruolo di madre viene messo in discussione?
È una domanda che le mamme si pongono, a volte sono pervase da insicurezza quando il bambino ha un ambientamento sereno. È un paradosso che ci deve solo far riflettere e far mettere in atto le nostre capacità di accoglienza totale anche del genitore, è chiaro che la causa è legata ad un attaccamento poco sicuro che con il nostro prezioso intervento può arricchirsi di nuove capacità da parte del bambino e della mamma stessa. Se lo riteniamo opportuno è bene progettare interventi di sostegno alla relazione madre-bambino facendo della scuola un contesto rassicurante e accettante anche in quei casi in cui il problema dell’adattamento sono gli adulti a danno dei bambini. È indispensabile, però essere in grado e saper riconoscere e contenere l’ambivalenza delle emozioni personali e della madre.
IL RICONGIUNGIMENTO Il momento del ritorno della figura genitoriale, nelle fasi di adattamento/inserimento, fa parte delle caratteristiche di una buona accoglienza, perché esso non si riduca ad una semplice “riconsegna” dei bambini è indispensabile fornire alcuni dettagli della giornata trascorsa insieme: se ha partecipato alle attività, cosa lo ha entusiasmato, cosa può fare il genitore per sostenere il lavoro fatto a scuola. È anche un momento che da la traccia per una verifica del nostro fare nel delicato sistema di relazioni fra docenti-genitori-bambino. È dunque indispensabile da parte dei docenti: • facilitare la ri-unione, restituire alla mamma ciò che gli è mancato: favorire l’esplicitazione del piacere di ritrovarsi;
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