DICEMBRE 2023 - GENNAIO 2024 - N. 2
IN QUESTO NUMERO L'editoriale
p. 2
La foto-frase
p. 3
Come un padre
p. 4
Giovani Testimoni... ...fuori dal "coro"
p. 6
Attualità
p. 8
Intervista a... Giuseppe Notarstefano
p. 9
Didattica Digitale
p. 12
In viaggio... Alla scoperta di Firenze
p. 13
Santi e tradizioni: Sant’Agnese a Baronissi
p. 16
Prendi l'arte...
p. 18
La giornata mondiale dei Diritti Umani
p. 20
In biblioteca
p. 22
Piccoli consigli...
p. 24
Primaria
p. 26
Secondaria
p. 27
All'interno troverai
Schede Operative Scaricabili
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L'editoriale...
DIEGO MECENERO GIORNALISTA, TEOLOGO E SCRITTORE
SCEGLIERE È UN DONO DI DIO: ESPRESSIONE DI LIBERTÀ In un mondo costellato di infinite possibilità, la scelta – tema portante di questo numero della rivista - si rivela come un pilastro fondamentale dell'esistenza umana. Affrontare il tema della scelta con gli studenti significa infatti aprirsi a un dialogo che tocca le corde dell'antropologia, della sociologia e naturalmente della dimensione religiosa. Ogni scelta, per quanto piccola, è un microcosmo che riflette la complessità dell'essere umano: i suoi desideri, i suoi valori, le sue paure e le sue speranze. Nella pedagogia a impronta cattolica, la scelta viene vissuta come un'espressione della libertà donata da Dio, un mezzo attraverso il quale l'individuo si confronta con la propria coscienza, il bene e il male, la responsabilità verso se stesso e verso gli altri. Questa dimensione della scelta viene arricchita dall'aspetto comunitario e sociale. Insegnare ai giovani a scegliere significa educarli alla responsabilità sociale, al riconoscimento dell'altro, alla capacità di ascoltare e di essere empatici. Il contesto scolastico diventa così un laboratorio dove la scelta si trasforma in azione, influenzando il tessuto delle relazioni umane e promuovendo una cultura del rispetto e dell'inclusione. Nel contesto religioso, la scelta assume una dimensione ancora più profonda. La narrazione biblica è intrisa di storie di scelte, da Adamo ed Eva a Mosè, fino alla scelta suprema di Gesù. Trattare il tema della scelta nelle proprie ore di IRC è perciò un compito che va oltre la semplice trasmissione di conoscenze. È un invito a intraprendere un cammino di crescita personale e spirituale, che prepara gli studenti ad affrontare con consapevolezza e coraggio le sfide della vita, arricchendo non solo la loro esperienza individuale, ma anche quella della comunità in cui sono inseriti.
La foto-frase
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La scelta di un giovane dipende dalla sua inclinazione, ma anche dalla fortuna di incontrare un grande maestro Rita Levi-Montalcini
#ERRECIMAGAZINE | La voce degli insegnanti Anno 2 | N. 2| a.s. 2023-24 © 2023 | La Spiga, Gruppo Editoriale ELi info@gruppoeli.it - www.gruppoeli.it © 2023 | San Paolo Edizioni sanpaoloedizioni@stpaulus.it www.edizionisanpaolo.it
Direttore responsabile: Diego Mecenero Direttore editoriale: Carmine Picariello Redazione: Salvatore Bimonte, Gianluca Miele, Monica Fontana, Serena Gelli, Valentina Lazzaro, Diletta Lombardi, Maria Picarone, Sebastiano Casalunga, Giovanni Nerbini, Valentina Tofani, Progetto grafico e impaginazione: Gruppo ELi
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Come un padre... “SCEGLIERE: PICCOLE E GRANDI DECISIONI, UNO STILE DI VITA” S.E. MONS. GIOVANNI NERBINI, VESCOVO DI PRATO
Credo che, chiunque leggendo il Vangelo si imbatta nella
La mia esperienza mi dice il ripetersi continuo di questa
figura del “giovane ricco” (Mt 19,16–22), rimanga
decisiva dinamica. Tutta la vita è un susseguirsi di tanti
turbato. Questo anonimo personaggio, nel quale tutti noi
“sì” e “no” che determinano per il presente ed il futuro il
ci possiamo identificare, è straordinario: ha concepito
corso della storia personale.
per la sua vita, fin da piccolo, un progetto grandioso
Non sempre possiamo scegliere le circostanze della
(avere la vita eterna), ha compiuto scelte impegnative
nostra esistenza; fuori dalla nostra portata sono
che dimostrano la sua determinazione e la tenacia a
opportunità singolari spesso riservate a pochi; ma
perseguire questo suo sogno per anni.
nessuno può toglierci o sostituirsi a noi nelle piccole e
Ora che è giunto il momento decisivo, si imbatte infatti
grandi decisioni quotidiane scolastiche, professionali,
con la Vita stessa (“io sono la via, la verità e la vita”),
ricreative, umane, spirituali.
manca del coraggio di dire “sì”. Ha compiuto tante
Quante persone vivono di rimpianti – è terribile - per ciò
piccole, conseguenti, faticose scelte ed ora volta le spalle
che poteva essere detto o fatto ed è rimasto nella camera
di fronte a quella decisiva e se ne va triste.
delle buone ed inutili intenzioni.
Un “giovane ricco” al contrario è Carlo Acutis. Questo ragazzo si gioca tutta la sua vita in un arco di tempo limitatissimo, 15 anni, nel quale i suoi coetanei hanno appena abbozzato i loro rudimentali progetti, eppure dimostra una consapevolezza di sé, del tempo affidatogli, della propria vita tanto straordinaria da fargli esclamare di fronte alla sua morte ormai imminente: “Muoio sereno perché ho vissuto la mia vita senza sciupare neanche un minuto in cose che non piacciono a Dio”… Santa Teresa di Gesù Bambino racconta che in convento si trovava una suora che le rimaneva antipatica. Non c’era in lei nulla di amabile. La nostra santa capì che non poteva abbandonarsi ad un sentimento che rinnegava il suo desiderio di seguire imitando Gesù. Decise allora in cuor suo che ogni volta che avesse incontrato quella consorella le avrebbe sorriso. Tanto che un giorno proprio quella suora l’aveva fermata dicendole: “Sorella, devo rimanerle proprio simpatica dal momento che ogni volta che mi incontra, mi sorride”! La sua determinazione aveva cambiato per così dire l’ orientamento del suo istinto ed aveva fatto maturare in lei un atteggiamento permanente di segno contrario. La ripetizione, non di un gesto spontaneo ma volontario, aveva modellato una modalità diversa di incontro e di accoglienza. Il suo era divenuto uno stile di vita, un abitus interiore permanente. Noi oggi ci troviamo di fronte a sfide e criticità epocali: scontri etnici, emergenza clima, l’ingiustizia sociale nel mondo, la fame, la guerra. E’ impensabile un autentico progresso in ciascuno di questi ambiti se non attraverso un cambiamento profondo, radicale dello stile di vita (pensieri ed azioni) di ciascun uomo. Basti pensare che negli oceani le creature che li abitano, muoiono soffocate per la plastica che ingeriscono. Solo un impegno personale da parte di tutti a non gettare mai più neanche un sacchetto di plastica né in terra, né in mare può invertire il processo. Madre Teresa di Calcutta sosteneva che quello che faceva era una goccia di acqua nell’oceano, ma che l’oceano era fatto di gocce d’acqua!!! Un inno che la chiesa ci fa pregare recita: “Pace tra cielo e terra, pace tra tutti i popoli, pace nei nostri cuori”. Noi siamo certi che, se non realizzeremo la pace nel nostro cuore, al punto da non aggredire neanche verbalmente più nessuno per una mancata precedenza in auto, non potremo mai avere la pace tra i popoli; siamo convinti che solo le “gocce” d’acqua dei nostri nuovi stili di vita potranno dare inizio ad una umanità nuova.
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Giovani Testimoni...
SCEGLIERE È UN ARTE DEL CUORE VALENTINA LAZZARO "La vita è come una scatola di cioccolatini: non sai
Scegliere è una delle arti del cuore.
mai quello che ti capita" (dal film "Forrest Gump").
Presuppone un cambio di rotta, minimo e continuo del
Questa frase mi ritorna alla mente nei momenti in cui
vivere quotidiano, che prepara a scelte via via più
sono chiamata a fare una scelta e, come accade per
importanti, intense, lungo tutto l'arco della vita.
molti di noi, non si sa cosa potrebbe accadere:
Ma cosa significa esattamente scegliere?
potrebbero esserci dei cambiamenti più o meno
Nel suo significato etimologico, scegliere si ricollega al
radicali, non si sa se la scelta compiuta porterà a stare
verbo latino ex-eligere. Ex = da + eligere = selezionare,
bene oppure a creare maggiori preoccupazioni.
preferire.
Eppure prima o poi sono chiamata a scegliere “un tipo
«Scegliere, infatti, significa decidere cosa o chi va
di cioccolatino” dalla scatola della vita: amaro o dolce
selezionato e preferito rispetto ad altro/altri che
che sia, pralinato o semplice, dovrò scegliere quale
costituiscono "l'ex" rispetto al quale effettuare la
scartare in beneficio di un altro...
scelta. In ogni scelta, pertanto, è insita una rinuncia» (dal Web). Wow! Scegliere = selezionare fra tanti, qualcosa = rinunciare ad altro - e non sempre ciò che si deve scartare è la cosa peggiore o cattiva: la scelta a volte avviene fra ciò che è bene e ciò che è meglio = accogliere le conseguenze della scelta fatta = avere fiducia in sé stessi e in Colui che dona l’intelletto alla mente umana. Tutta la vita è una continua scelta: amici da frequentare, lavoro da svolgere, cosa mangiare a cena, cosa indossare per uscire, i canti da scegliere per un incontro di preghiera, alzarsi dal letto o meno, dove parcheggiare l'auto, come impostare la propria vita e altri infiniti esempi che ognuno di noi ben conosce. Vorrei, insieme a te che leggi, rivedere alcune scelte di personaggi, che possono aiutarci. Il piccolo principe sceglie di amare la sua rosa lasciata sul pianeta, la ritiene più importante fra tutte quelle che ha incontrato sulla Terra. Diventa lo scopo della sua vita curarla e, anche, ascoltare le sue lamentele. Vive per lei. E quando incontra la volpe e il suo forte desiderio di avere amici, il piccolo principe sceglie di addomesticare e lasciarsi a sua volta addomesticare dall'amico a quattro zampe. E scopre una bellissima verità: L'ESSENZIALE È INVISIBILE AGLI OCCHI. Scegliamo e siamo a nostra volta scelti per qualcosa di più grande, che può far paura a volte, ma è una condizione talmente libera e liberante scegliere ed essere scelti, che scatena un’altra arte del cuore: la Gioia.
...fuori dal "coro"
Il Signore scruta e conosce i cuori di chi ama... di chiunque abbia il coraggio e la pazzia di riconoscersi figlia e figlio
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“(Gesù) se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli” (Lc 6,13). L’Evangelista Luca sottolinea con una delicatezza indicibile, che la scelta è frutto di preghiera, di intesa e dialogo intimo col Padre. Solo così scegliere è una corresponsabilità, un patto di reciproca fiducia fra creatura e Creatore. Vorrei lanciarti una pro-vocazione. Se fossi stato tu al posto di Pietro, di Giovanni, di Andrea e degli altri uomini scelti dal Signore Gesù, conoscendo le tue forze e debolezze; dovendo vivere a stretto contatto con persone che non la pensano come te e dovendo contare esclusivamente sulla Divina Provvidenza; sapendo che il Signore ti affida un compito che è solo tuo e di nessun altro, avresti detto il tuo ECCOMI? Avresti accolto con gioia e trepidante attesa il metterti al Suo servizio, pur sapendo che prima o poi ci sarebbero stati incomprensioni, gelosie, tradimenti, morte? Dio non sceglie i migliori, i più intelligenti, i più giusti, i più sapienti e neanche i più umili. Il nostro Signore scruta e conosce i cuori di chi ama, di noi che siamo Suoi figli e amici, e chiama chiunque abbia il coraggio e la pazzia di riconoscersi figlia e figlio “misericordiato” dall’Amore, pronto a scegliere sempre e per sempre il Signore, in ogni vocazione per la quale è stato mandato nel mondo: insegnante, sposa e sposo, genitore, missionario/a, sacerdote, laico/a consacrato/a, cittadino/a del mondo che si ritrova fra le mani questa rivista. E proprio pensando a questa pro-vocazione, ti lascio un perla scritta dal Servo di Dio don Tonino Bello che, dopo anni dalla prima volta che me la proposero in un campo vocazionale (e di anni ne sono passati!), rimane per me ancora uno dei testi più appassionanti e carichi di “esplosività dell’Amore che chiama!”. «Vocazione è la parola che dovresti amare di più perché è il segno di quanto tu sia importante agli occhi di Dio. E' l'indice di gradimento presso di Lui, della tua fragile vita.
Si, perché se ti chiama vuol dire che ti ama. Gli stai a cuore, non c'è dubbio. In una turba sterminata di gente risuona un nome: il tuo! Stupore generale. A te non ci aveva pensato nessuno. Lui si! Davanti ai microfoni della storia, ti affida un compito su misura per Lui! Si, per Lui, non per te. Più che una "missione" sembra una "scommessa". Una scommessa sulla tua povertà. Ha scritto "ti amo" sulla roccia, non sulla sabbia come nelle vecchie canzoni. E accanto ci ha messo il tuo nome. Forse l'ha sognato di notte, nella tua notte. Alleluia! Puoi dire a tutti: non si è vergognato di me!» don Tonino Bello
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In viaggio... Attualità...
PERCHÉ SCEGLIERE DI AVVALERSI DELL’ORA DI RELIGIONE CATTOLICA SEBASTIANO CASALUNGA Tra le discipline presenti nei
È bene ribadire come la scelta
Il rilevamento degli annuali dati
curricoli scolastici, l’Insegnamento
dell’IRC non sia una dichiarazione di
statistici, inoltre, conferma quanto
della Religione Cattolica (IRC) è
appartenenza ad una religione,
gli alunni e le loro famiglie
l’unica disciplina che può essere
né è - come ha ricordato la CEI in
considerino valida la proposta
scelta. Lungo il corso della carriera
uno degli annuali messaggi - «un
dell’IRC che, in ambito scolastico,
scolastica, infatti, è possibile
modo per influenzare la
acquisisce un carattere
decidere se avvalersi o meno di
coscienza di qualcuno, ma vuole
squisitamente culturale e,
tale insegnamento all’atto di
esprimere solo la richiesta alla
pertanto, non è riconducibile a riti
iscrizione, secondo quanto stabilito
scuola di voler essere istruiti
religiosi o atti di culto. Le finalità
dall’Accordo di revisione del
anche su quei contenuti religiosi
principali di tale insegnamento,
Concordato lateranense del 1984,
previsti dalle indicazioni didattiche
infatti, sono: «formare personalità
«nel rispetto della libertà di
e che costituiscono una
giovanili ricche di interiorità,
coscienza e della responsabilità
chiave di lettura fondamentale
dotate di forza morale e aperte ai
educativa dei genitori».
della realtà in cui noi tutti oggi
valori della giustizia, della
Ma perchè scegliere tale
viviamo».
solidarietà e della pace, capaci di
insegnamento?
Il vortice di trasformazioni che sta
usare bene la propria libertà» e
Per una scelta consapevole,
causando un vero e proprio
«rispondere alle domande della
bisognerebbe tener conto del
“cambiamento di epoca” e la
persona e offrire la possibilità di
quadro delle finalità che l’IRC si
nascita di società plurali non può
conoscere quei valori che sono
propone di soddisfare in accordo
cancellare la storia da cui veniamo
essenziali per sua formazione
con le altre discipline curricolari
che, parafrasando le parole di papa
globale».
come la letteratura, la filosofia
Francesco, resta un dato
In definitiva, come le altre
o l’arte, che, nei contenuti, hanno
immodificabile e continua a lasciare
discipline del curricolo scolastico,
numerosi ed evidenti rimandi alla
tracce che costituiscono un motivo
l’IRC si propone di far crescere lo
cultura religiosa.
di crescita per il singolo e
studente nella cultura,
per la società.
offrendogli i giusti mezzi per creare in lui uno spirito critico, libero da ogni forma di ignoranza religiosa. Guardando al soddisfacimento di questi intendimenti, l’ora di religione a scuola costituisce una valida opportunità di crescita e di formazione, non nell’ottica della fede cristiana, bensì in un orizzonte più ampio che va oltre la scuola e che ha come riferimento non solo i singoli alunni ma anche la società e il mondo della cultura.
Due chiacchiere con...
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L'INTERVISTA CON GIUSEPPE NOTARSTEFANO Giuseppe Notarstefano, siciliano, 51 anni, vive a Palermo con la moglie, Milena Libutti, e il figlio, Marco, di 12 anni. È ricercatore di Statistica economica e docente presso l’Università Lumsa di Palermo. Prima di essere stato nominato Presidente nazionale è stato responsabile diocesano dell’Acr nella diocesi di Agrigento; poi, dal 1999 al 2005, responsabile nazionale dell’Acr, componente del Centro studi di Ac, membro del Consiglio scientifico dell’Istituto “Vittorio Bachelet”, consigliere nazionale per il settore Adulti e nel
Giuseppe è stato no minato Presidente nazionale AC dalla C per il trien EI nio 2021-2 024
2014 vicepresidente nazionale Ac per il settore Adulti. In Azione Cattolica si parla di Adesione: qual è la differenza tra i verbi scegliere e aderire? Scegliere vuol dire individuare tra più opportunità quella che meglio risponde alle proprie aspettative. Aderire significa un ulteriore passo avanti, cioè condividere gli ideali di una realtà, entrare a farne parte impegnandosi in prima persona, seguendone il cammino con responsabilità e sostenendo i suoi progetti. Dio sceglie Maria, Maria sceglie di dire “sì”. Come fare proprio il modello e lo stile di Maria nella propria vita?
“Siamo chiamati ad abbandonarci senza timore alla chiamata del Signore”
Come Maria siamo chiamati ad abbandonarci senza timore alla chiamata del Signore, mettendo, con coraggio e fiducia, la nostra vita nelle Sue mani, a servizio della Chiesa e abbracciando i fratelli e le sorelle che la vita ci fa incontrare. Il “Sì” di Maria è umile, semplice, docile, ma è anche profondo, esistenziale e autentico. Lei ci mostra come il “Sì” sia un inno che va cantato ogni giorno con gioia, quella gioia intensa che ci prende quando siamo consapevoli di vivere sempre alla presenza del Signore Gesù.
Domanda invece un po’ personale: l'Azione Cattolica ha scelto te, o Giuseppe ha scelto l'Azione Cattolica? Direi che i due dinamismi si intrecciano in modo misterioso ed entusiasmante. Ho incontrato l’AC attraverso la frequenza del gruppo ACR sin dalla prima media, poi mi è stato chiesto di offrire un servizio come educatore parrocchiale prima e come membro dell’équipe diocesana dell’ACR in un secondo momento. L’esperienza associativa e in particolare il servizio educativo e l’impegno sociale, hanno accompagnato e forgiato le diverse fasi della mia vita, sono stato: responsabile diocesano dell’ACR nella diocesi dove sono nato, Agrigento;
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In viaggio...
dal 1999 al 2005 responsabile nazionale dell’ACR,
Sembra ci sia una crisi dell'associazionismo, o quanto
componente del centro studi di AC, membro del
meno non si può negare che in alcune parti d'Italia
laboratorio nazionale della formazione, membro del
l'AC, come altri movimenti, non trovi lo stesso
consiglio scientifico dell’istituto Vittorio Bachelet,
fascino: quali secondo te possibili motivazioni? Cosa o
Consigliere nazionale per il Settore Adulti, dal 2014 sino al chi allontana dall'AC? O forse la domanda dovrebbe 2021 Vicepresidente nazionale per il Settore Adulti e ora,
essere cosa allontana dalla Chiesa in generale?
da più di due anni, Presidente nazionale.
Abbiamo respirato per troppo tempo un’atmosfera
Se possibile, qual è lo stile AC che riesci a trasmettere
individualista e utilitarista, ciò ha ingenerato
nella tua vita professionale e privata?
frammentazione sociale e “liquefazione” dei legami e
Ho appreso in AC il gusto di lavorare insieme agli altri,
delle relazioni che diventano sempre più precari, fragili,
riconoscendo il valore e la bellezza che è dentro ogni
vulnerabili. Il volontariato è ancora una realtà importante
incontro e relazione, ma anche la capacità di tenere
e diffusa ma è praticato in modo più discontinuo e
insieme e trovare sempre mediazioni “più alte” per far
occasionale. Emergono tuttavia nella scena pubblica,
progredire il viaggio “verso noi”. Ho maturato così una
soprattutto europea, iniziative di innovazione sociale ed
sensibilità sociale e politica che si è arricchita nelle
economica legate al Terzo Settore e all’economia sociale e
diverse esperienze di servizio ecclesiale e associativo.
solidale, una società civile organizzata che prende
Lavorare con i più piccoli, in particolare, mi ha educato ad
progressivamente consapevolezza del suo ruolo nel
essere rigoroso e mai improvvisato, attento ai bisogni di
cambiamento e nella trasformazione soprattutto
ciascuno, a guardare sempre negli occhi, a chiedere come
ecologica e digitale. Ciò si è riflesso nella vita ecclesiale,
stai e attendere la risposta. Ho appreso così cosa vuol
dove le forme associative più storiche e istituzionali
dire “animare” aldilà delle tecniche e degli strumenti: è
hanno fatto più fatica rispetto ad altre forme meno
cercare sempre il coinvolgimento di tutti e ciascuno, non
strutturate e non di rado legate a figure carismatiche.
lasciare mai nessuno indietro, prendersi cura dei più
La pandemia credo però segni un vero e proprio
fragili, essere consapevoli che ciascuno può esprimere
spartiacque, abbiamo compreso tutti il valore delle
qualcosa di grande ma occorre aiutarlo a trovare la
relazioni e anche della loro “istituzionalizzazione” nelle
propria strada e il proprio passo. L’esperienza educativa
forme associative: anche noi abbiamo capito che la
si è rivelata davvero preziosa nell’attività di docente, così
forma associativa ci custodisce e ci permette di tenere
come la pratica formativa in associazione è stata
insieme le persone con le loro esistenze sempre più
fondamentale per coltivare la passione per la ricerca e
complesse. Anche la comunità cristiana nella sua
farla diventare una vera e propria professione.
conversione sinodale ha voluto assumere una postura
Cosa può dare seconde te un socio di azione Cattolica
più missionaria e inclusiva, in fondo ascoltando l’invito
che lavora nella scuola (docente o ATA) alla scuola
che il Signore Gesù fa alla sua chiesa sempre di andare a
stessa?
cercarlo nella Galilea delle genti, oggi rappresentata dalla
L’esperienza associativa è a misura di coloro che
complessità del cambiamento di epoca che stiamo
desiderano prendersi cura degli altri, tra cui rientrano i
vivendo.
numerosi soci e socie di Azione Cattolica impegnati nel mondo della scuola a vari livelli, che realizzano quotidianamente la vocazione educativa della nostra associazione. In ambiente lavorativo, infatti, sono introdotte e sfruttate le attitudini e le competenze garantite dalla formazione in AC. In tal modo, un socio mette al servizio della scuola la sua attenzione e la sua cura nei confronti delle esigenze degli studenti e delle studentesse, non solo a livello culturale, ma anche educativo e formativo. Insieme, poi, è possibile creare degli anelli di congiunzione tra gli istituti scolastici e le parrocchie, al fine di edificare delle comunità educanti più forti e accoglienti, con obiettivi condivisi.
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pagi
Nel mondo della scuola l'AC propone il MSAC,
L’AC è una esperienza di amicizia autentica e di
funziona? Se sì, da nord a sud con delle differenze?
condivisione di cammini di ricerca e maturazione nella
Il MSAC funziona, ma non solo perché lo propone l’AC:
fede, che costruisce legami sempre inclusivi e che
esso è, infatti, un’esperienza di partecipazione degli
spingono a prendersi cura della vita comune sia a livello
studenti e delle studentesse. Il Movimento Studenti di
ecclesiale e civile. Girando per il nostro Paese ho toccato
Azione Cattolica è un’associazione studentesca di
con mano un grande entusiasmo e una grande passione
studenti e per studenti e costituisce la proposta
ecclesiale ... questo è un segno che l’AC oggi esprime e
missionaria dell’Azione Cattolica Italiana nel mondo della
che occorrerebbe contemplare maggiormente per non
scuola. A livello territoriale, le differenze sono numerose,
rassegnarci a narrazioni pessimiste. Il Vangelo oggi ha
poiché, per la sua natura di Movimento, non assume la
una grande capacità istituente di generare forme vitali
stessa forma e non propone le medesime attività in ogni
che attraversano la complessità e animano una
luogo d’Italia. Tuttavia, nei territori in cui è presente, offre
sorprendente creatività spirituale pastorale e sociale, in
un’esperienza di impegno civile, scolastico ed ecclesiale,
associazione questo si tocca con mano!
al di là dei saloni parrocchiali e senza discriminazione
Una domanda sul sinodo: "Essere Chiesa che articola
alcuna. In una recente ricerca condotta da Paola
comunione, missione e partecipazione". Quale il ruolo
Bignardi, già Presidente nazionale di Ac, è emerso che il
dell'AC?
MSAC è riconosciuto come un’esperienza accogliente e
Il Sinodo rappresenta una grande opportunità di
inclusiva persino dai giovani che si allontanano dalla vita
“ricominciare”, l’opportunità di avviarsi con coraggio a
ecclesiale.
percorrere la strada di una profonda trasformazione
Invece, per studenti e docenti fuori sede, che vogliono delle comunità cristiane, il cui cuore è un’autentica in ogni modo tenersi radicati alla proposta dell'AC,
conversione spirituale prima che pastorale. L’impegno
cosa fa l'associazione per non perderli?
dell’Azione cattolica per il Sinodo è testimoniato sia dalla
Negli ultimi anni ci siamo interrogati molto sulle necessità
dedizione di tanti soci e responsabili coinvolti come
e sulle difficoltà dei fuorisede, al punto da proporre un
referenti diocesani e membri delle diverse équipe
podcast disponibile su Spotify, dal titolo “Orizzonte
sinodali sia dalla postura sinodale che l’Associazione vive
fuorisede”, che approfondisce le storie e le questioni più
nella sua ordinarietà e che sta sperimentando anche nel
urgenti che li riguardano. In generale, dato il radicamento
bel cammino con le altre aggregazioni ecclesiali.
dell’associazione nell’intero territorio nazionale, è molto
Ultima domanda, si torna sul personale: l'ora di
frequente che un fuorisede si inserisca in un percorso
religione cattolica a scuola, una scelta, non un
diocesano o parrocchiale nella città di approdo. In
obbligo (come per le altre discipline).
particolare, alcune città universitarie, tra cui Bologna,
Quale il tuo pensiero a riguardo, e se puoi
Padova e Milano, offrono un accompagnamento specifico brevemente, qual è stato da studente il tuo rapporto e un percorso personalizzato destinato a gruppi di
con l'IRC?
giovani fuorisede. Ritengo fermamente che in
Nella mia esperienza di studente ho un bellissimo ricordo
associazione ciascuno possa sentirsi a casa, anche a
dei miei docenti… soprattutto di quella delle medie che
chilometri di distanza dalla propria.
mi ha fatto conoscere l’AC! Ritengo che sia un valore che
Siamo quasi alla fine: quali le previsioni e le proposte
occorre qualificare sempre più, continuando ad investire
future per far tornare l'AC affascinate e attraente per
sulla formazione dei docenti che, in genere, sono figure
dare una spinta ancora più incisiva alla vita della
molto stimate che i dirigenti chiamano non di rado a
Chiesa?
compiti di coordinamento.
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DDNT Didattica Digitale e Nuove Tecnologie
SCELTE GENERA SALVATORE BIMONTE Scegliere le tecnologie giuste per gli adolescenti può
Z
IONALI
essere un compito impegnativo per genitori ed educatori. Con un panorama di strumenti e applicazioni in continua evoluzione, è importante considerare alcuni fattori chiave per garantire che le tecnologie scelte siano sicure e utili per gli adolescenti. Ecco alcuni suggerimenti per aiutarvi a prendere decisioni informate: 1. Stabilire obiettivi chiari. Prima di introdurre
5. Bilanciare il tempo trascorso sullo schermo.
qualsiasi tecnologia agli adolescenti, è necessario
Anche se la tecnologia può essere utile, è
stabilire obiettivi chiari. Stabilite quali competenze o
fondamentale mantenere un sano equilibrio.
conoscenze volete che acquisiscano o migliorino.
Incoraggiate gli adolescenti a dedicarsi ad attività
Questo vi guiderà nella scelta delle tecnologie che
offline, come sport, hobby e interazioni sociali.
sono in linea con questi obiettivi.
Stabilite dei limiti al tempo trascorso sullo schermo e
2. Contenuti adatti all'età. Considerate l’età
stabilite delle zone o dei momenti liberi dalla
dell’adolescente quando scegliete le tecnologie.
tecnologia in casa.
Assicuratevi che i contenuti siano adatti e rilevanti
6. Coinvolgere gli adolescenti nel processo
per la loro fase di sviluppo. Le raccomandazioni per
decisionale. Dare potere agli adolescenti
l’età e le classificazioni dei contenuti possono essere
coinvolgendoli nel processo decisionale. Cercate il
utili per fare scelte informate.
loro contributo e prendete in considerazione i loro
3. Considerare il valore educativo. Cercare
interessi e le loro preferenze. Questo non solo li
tecnologie che offrano un valore educativo. Sono
aiuta a sentirsi apprezzati, ma incoraggia anche un
disponibili numerose applicazioni e siti web che
uso responsabile della tecnologia.
possono aiutare gli adolescenti ad apprendere nuove
7. Rimanere aggiornati. Tenetevi informati sulle
abilità, esplorare diverse materie e migliorare la loro
ultime tendenze e sui progressi della tecnologia.
creatività. Cercate tecnologie che promuovano il
Rimanete aggiornati sui potenziali rischi e benefici
pensiero critico, la risoluzione dei problemi e la
associati alle diverse tecnologie. Questo vi
collaborazione.
permetterà di prendere decisioni informate e di
4. Sicurezza e privacy. La sicurezza deve essere una
guidare efficacemente gli adolescenti.
priorità assoluta nella scelta delle tecnologie per gli
Ricordate che la tecnologia deve essere vista come
adolescenti. Assicuratevi che le piattaforme e le app
uno strumento per migliorare l'apprendimento e lo
abbiano impostazioni di privacy e misure solide per
sviluppo personale.
proteggere le informazioni personali.
Tenendo conto di questi fattori, è possibile scegliere
È inoltre importante discutere della sicurezza online
tecnologie che offrano agli adolescenti esperienze
con gli adolescenti ed educarli a un uso responsabile
coinvolgenti ed educative, garantendo al contempo
di Internet.
la loro sicurezza e il loro benessere.
In viaggio...
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FIRENZE, CULLA DEL RINASCIMENTO E NON SOLO GIANLUCA MIELE Firenze è una città di cui è sempre molto difficile parlare
colonia per veterani dell’Impero Romano. Dal IV sec. d.C. è
sia per il rischio di dire cose note a chiunque, sia per il
sede episcopale, nel 1115 diventa comune autonomo,
rischio – ancora maggiore – di dimenticare cose
mentre nel XIII sec. viene sconvolta dalle lotte intestine fra
fondamentali. Ogni racconto della sua storia e della sua
Guelfi e Ghibellini e poi tra Guelfi Bianchi e Guelfi Neri.
bellezza sarà sempre manchevole, perché questa – alla
Lotte intestine che ben ricalcano l’indole polemica e
fine – è la grande bellezza di Firenze. Ci si può passare una
litigiosa dei suoi abitanti.
vita intera senza conoscerla fino in fondo. È come un grande amore; pensi di conoscerla, ma ogni giorno – se si vuole – è in grado di stupirti con la sua essenza. Firenze si trova nella zona nord-est della Toscana, sorge dentro una conca (“in buca” come si dice a Firenze) circondata dai rilievi collinari dell’Appennino ToscoEmiliano. La conca la rende a un tempo meravigliosa da guardarsi (imperdibili i panorami da Fiesole o dal Piazzale Michelangelo), ma tremendamente faticosa a causa della costante umidità che l’Arno dispensa spietatamente tanto sui residenti che sui turisti. Sorta come villaggio palafitticolo in epoca etrusca (IX sec. a.C.) poi trasformato in insediamento satellite nel 150 a.C. ca., Firenze si rese autonoma dalla città di Fiesole solo attorno al 59 a.C., periodo nel quale divenne una
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Ciò nonostante, il Genio Fiorentino la rende una delle più prospere e potenti città europee dell’epoca, ma la peste nera del 1348 segnerà un momento drammatico per l’espansione della città, bloccandone almeno in parte lo sviluppo nel tardo Medioevo. Il periodo successivo, il Rinascimento, nasce proprio entro le mura della città gigliata, che attira a sé i migliori artisti e pensatori della sua epoca. Passeggiare a Firenze alla fine del XV sec. significava imbattersi con i maestri più grandi che l’umanità abbia mai partorito. La città diventa il cuore della Signoria Medicea, che con grande sforzo bellico un po’ alla volta giunge alla conquista dell’intera regione Toscana (eccetto la Repubblica di Lucca). Nel 1737 ascende al potere la famiglia Lorena che renderà Firenze ancora più bella. Sarà però con Napoleone che si arriverà ad unificare tutto il territorio della Toscana formando il Regno d’Etruria (1801-07), che presto verrà incluso nel Primo Impero Francese per poi tornare sotto l’egida degli Asburgo Lorena con il Congresso di Vienna (1815).
Nel 1859 la Toscana viene occupata dalle truppe del Regno di Sardegna e annessa col plebiscito del 1860/61. Dal 1865 al 1870 fu Capitale del Regno d’Italia, periodo infausto, poiché segnato dall’abbattimento delle mura rinascimentali e da una riconfigurazione urbanistica volta a renderla più simile a Parigi. Al medesimo periodo, tuttavia, risale anche la creazione di une delle piazze più belle d’Italia: piazzale Michelangiolo. Nella storia contemporanea, di particolare rilievo è la grande alluvione del 1966, che distrusse e danneggiò irreparabilmente alcune opere di inestimabile valore e l’attentato terroristico di stampo mafioso in via dei Georgofili nel maggio 1993, che segnano due delle pagine più dolorose della storia fiorentina dal secondo dopoguerra a oggi. Immaginando di dover fare un salto fugace a Firenze oggi io suggerirei di visitare almeno quattro posti imprescindibili per la storia e la cultura di Firenze, sottolineando però che i luoghi minimi da visitare sono molti di più. Purtroppo il nostro percorso costringe a tenere fuori tanti luoghi importantissimi e meravigliosi. Non è certo facile escludere luoghi bellissimi e densi di storia. La Prima Tappa di questo itinerario non può che essere il meraviglioso Duomo di Firenze – più propriamente nota come Cattedrale metropolitana di Santa Maria del Fiore –, la cui costruzione comincia nel 1296 su progetto di Arnolfo di Cambio. La pianta della Cattedrale è a croce Latina e presenta vari stili al suo interno. L’attuale facciata è stata costruita fra 1871 e 1887 ed è in stile neogotico. La Cupola è la più grande mai edificata in muratura costruita e al suo interno ha un immenso ciclo pittorico rappresentante il Giudizio Universale dipinto da Giorgio Vasari e Federico Zuccari tra il 1572 e il 1579. Entrando dalle porte principali e
La Cattedrale di Santa Maria del Fiore
avvicinandosi all’altare è possibile osservare lo sviluppo delle scene del Giudizio fino ad incontrare il Gesù nella Gloria che torreggia di fronte all’Assemblea riunita in preghiera. Di contro, il Celebrante è costretto a osservare il demonio che divora i dannati come monito sull’importanza del suo ruolo di guida delle anime. Consiglio vivamente di esplorare tutto il complesso museale del Duomo (Battistero, Duomo, rovine di Santa Reparata, Campanile di Giotto, Cupola del Brunelleschi e Museo dell’Opera del Duomo), diffuso nella Piazza.
La Seconda Tappa obbligatoria è sicuramente Palazzo Vecchio, ancora oggi sede ufficiale del Governo della Città di Firenze. L’architetto che ne coordinò la costruzione a partire dal 1299 è sempre
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Arnolfo di Cambio, sulla base di altri due palazzi e una chiesa presenti nella zona dell’attuale Piazza della Signoria. Il palazzo venne ristrutturato e ingrandito da Cosimo I de’ Medici per farne la sua residenza, acquisendo così la sua configurazione attuale. Il nome “Palazzo Vecchio” è dovuto al cambio di residenza voluto dallo stesso Cosimo dopo l’acquisto di Palazzo Pitti, al quale verrà collegato da un corridoio “segreto”
Palazzo Vecchio
progettato e realizzato dal genio del Vasari e per questo chiamato “Corridoio Vasariano”, che fra le altre cose corre sopra quel meraviglioso capolavoro che è Ponte Vecchio.
Basilica di Santa Croce
Chiesa di San Salvatore in Ognissanti
La Terza Tappa immancabile è la Basilica di Santa Croce,
Come quarta tappa di questo brevissimo percorso scelgo di
sempre opera di Arnolfo di Cambio. Forse la più bella delle
accompagnarvi nella chiesa di San Salvatore in
chiese fiorentine (anche se questo appellativo è di difficile
Ognissanti, che oltre a essere una delle più riccamente
attribuzione), è sede di affreschi medievali meravigliosi e
decorate ha anche il pregio di essere spesso esclusa dai
preserva le tombe di quasi tutti i più gradi geni fiorentini
tour turistici “mainstream”. La chiesa fu fondata dall’Ordine
(mancano purtroppo all’appello Leonardo da Vinci e Dante
degli Umiliati nel 1251 sulle rive del fiume Arno per
Alighieri, sepolti il primo presso il Castello di Amboise e il
permettere loro di pregare e dedicarsi al lavoro della lana.
secondo nella Basilica di San Francesco a Ravenna).
Nel 1561 la chiesa venne ceduta ai Frati Francescani Minori
Si ha menzione della chiesa già nel 1228 e, per volontà del
Osservanti che vi portarono il saio di San Francesco d’Assisi
neonato Ordine Francescano, viene eretta in una zona
(oggi conservato a La Verna). Alla fine del XVI secolo la
paludosa spesso soggetta a inondazioni del fiume Arno.
chiesa venne ristrutturata in stile barocco, acquisendo
Tra 1250 e 1270 il primo edificio viene sostituito per venire
l’attuale denominazione. Fu la chiesa della famiglia Vespucci
incontro alle esigenze dei fedeli, ma nel giro di pochi anni
e spesso si incontrano pellegrini americani in visita all’altare
maturò la necessità di un ulteriore ampliamento. È in
della famiglia che ha dato i natali ad Amerigo, colui che per
questo frangente che, intorno al 1294, verrà ingaggiato
primo si rese conto che Colombo aveva scoperto un “nuovo
Arnolfo di Cambio. La consacrazione della basilica si avrà
mondo”. Nella chiesa è sepolto Sandro Botticelli, che
solo nel 1443. La forma della chiesa rievoca l’abito di San
contribuì a renderla una delle perle nascoste di Firenze
Francesco, ha cappelle che si aprono nel transetto e tre
insieme al grande maestro Ghirlandaio, che abitava proprio
navate separate da pilastri con archi a sesto acuto. Gli
nei pressi della chiesa. L’interno è a navata unica, nel
affreschi trecenteschi sono quasi del tutto perduti a causa
transetto di sinistra si trova il grande crocifisso di Giotto
dei rinnovamenti voluti dai Medici nella seconda metà del
databile al 1315 e lungamente attribuito alla scuola
XVI sec., legati anche agli aggiornamenti liturgici richiesti dal
giottesca o a un suo parente, fino al grande restauro del
Concilio di Trento. Al suo interno sono conservati i
2005 che ne ha confermato l’attribuzione a Giotto stesso
monumenti funebri e i cenotafi dedicati alle figure italiane
(già ipotizzata da un’artista italo-americana frequentante la
di maggior prestigio (da Michelangelo Buonarroti a Galileo
parrocchia, Mary Ann Luchetti, che fra le altre cose ha
Galilei, passando per Vittorio Alfieri e Ugo Foscolo).
realizzato le opere che ornano gli altari laterali della chiesa).
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Santi e...
LA CHIESA E IL CULTO DI SANT’AGNESE A SAVA DI BARONISSI MARIA PICARONE Agnese è stata una santa romana.
criptoportico come luogo di sepoltura;
Secondo la tradizione latina, fu una
con la costruzione della Chiesa sopra
nobile appartenente alla gens Claudia
di essa diventò di fatti la cripta della
che subì il martirio durante la
stessa, infatti la chiesa era collegata
persecuzione dei cristiani sotto
alla Villa. Nei primi del 400 alcune
Diocleziano all'età di 12 anni.
famiglie benestanti ricavarono dai
LA CHIESA
locali interni, delle cappellette
La chiesa parrocchiale di Sant'Agnese
gentilizie ornate di dipinti ex voto.
sorge sulla villa romana, costruita in
Della chiesa non si hanno notizie
età repubblicana, ma ampliata e
prima del 1309. Nel 1338 è tenuta in
risistemata nel I secolo d.C. Il pian
beneficio da Nicola da Taranto.
terreno della Villa, quasi interamente
Nel 1422 da una bolla dell'arcivescovo
conservato, è a pianta quadrata, con
di Nola, è già parrocchia. Dopo varie
ambiente a volta. A darle il nome di
vicissitudini fu ricostruita e ampliata
catacomba furono i Cristiani del
nel 1640 come si può riscontrare dalla
seconda domenica di gennaio, giorno
Medioevo perché avevano sfruttato il ,
data sul portale di ingresso e
in cui la venerata statua di
purtroppo la struttura odierna non
Sant’Agnese “scende” dalla nicchia e
risulta come l’originale.
viene intronizzata sul trono (tosello)
Inoltrandoci in questo tempio ci
accolta da tanti fedeli tra lacrime,
troviamo difronte ad una
acclamazioni e preghiere sulle note
impostazione architettonica a navata
dell’inno. Da qui la Comunità festosa si
unica, con una serie di altari laterali. Il
prepara nove giorni prima della festa
tutto culmina con un arco trionfale
liturgica con la novena.
che ci immette in un abside con volta
Nei giorni della festa si svolgono varie
a botte, entro il quale è posto l'altare
manifestazioni civili e religiose: il
maggiore con il simulacro di
giorno 20 si ricorda il transito della
Sant'Agnese.
Santa, durante la S. Messa della sera
La statua della Santa risalente al 600 è
vengono benedetti i confetti per
stata più volte “oltraggiata” e
ricordare S. Agnese come "Sponsa
danneggiata nel corso dei secoli,
Christi" per essere poi distribuiti ai
rubati aureola, reliquia e agnello che
fedeli.
oggi con l’aiuto di tanti devoti hanno
Il 21 Gennaio giorno della solennità
ridato lustro alla statua.
liturgica si riversano in Chiesa
Anche la reliquia di Sant’Agnese fu
centinaia di devoti per rendere grazie
riaccolta da centinaia di fedeli nel 2018
alla Santa. Nel pomeriggio la Santa
con l’allora parroco P. Enrico Agovino.
Messa Solenne è ufficiata dal Vescovo
LA FESTA
e durante l'offertorio viene portato
La solennità di Sant’Agnese, ricorre il 21
un Agnello in ricordo del martirio
Gennaio. A Sava la festa inizia la
della Santa uccisa come un agnello.
...tradizioni
Sava è la maggiore frazione del comune di Baronissi, in provincia di Salerno
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La stessa cerimonia si svolge a Roma
numerosi greggi di pecore, e l’animale
dove due agnelli vengono benedetti
ovvero la pecora riconduceva alla
sulla sua tomba e vengono consegnati
Santa.
alle monache che li allevano per poi
Altri invece raccontano che il primo
tosarli, e con la loro lana viene
altare della Villa Romana fu realizzato
intessuto "il Pallio", l'insegna liturgica
da una donna di nome “Agnes”.
d'onore e di giurisdizione, che il Papa e
I nostri antenati inoltre affermano
i Vescovi metropoliti portano sopra i
che la statua di S. Agnese esce insieme
paramenti durante le solenni
alla Madonna per via di una
celebrazioni. La domenica successiva,
“scaramanzia”…
al termine dei solenni festeggiamenti,
Ogni anno, nei giorni della Festa a
a mezzogiorno si tiene la processione
Sava, precisamente il sabato della
di Sant'Agnese per le strade principali
festa, veniva a mancare nel paese un
della Parrocchia.
giovane.
La venerata statua della Santa viene
Questo episodio accadeva ormai da
portata in processione anche la seconda
“rituale” e voci paesane dicevano che
domenica di luglio durante i
era Sant’Agnese, patrona dei giovani,
festeggiamenti compatronali in onore
poiché lei, patrona del paese, non
della Madonna delle Grazie.
veniva ancora portata in processione.
Sant’Agnese è patrona di Sava da
Allora intorno agli anni 70 si decise di
sempre, e tutt’oggi i nostri nonni ci
portare in processione anche la
raccontano varie leggende legate alla
statua di S. Agnese e da quel
Santa.
momento non ci fu più la scomparsa
Si pensa che Sant’Agnese sia diventata
di un giovane nei giorni della festa.
patrona del villaggio poiché lungo la
Ovviamente sono credenze e voci
strada della chiesa percorrevano
popolari, ma sono belle da ricordare.
LA PRO LOCO DI BARONISSI RACCONTA: UNA PICCOLA BETLEMME NEL CUORE DELLA NOSTRA CITTÀ A Baronissi in Provincia di Salerno, ai piedi dello spettacolare Convento secolare della SS.Trinità, sorge un suggestivo presepe fatto a mano in cui vi sono 400 manichini a grandezza d'uomo, a rappresentare i pastori. Gli ambienti, curati nei minimi dettagli dalle Associazioni artigiani e scuole elementari locali, dal mercato degli ambulanti ai mestieri antichi, dagli animali alle scene con oggetti di vita quotidiana, casette in legno e staccionate impreziosite da giochi di luci e ombre. Il percorso si conclude alla capanna dove il tempo e lo spazio si fermano allo splendore della natività. Un’esperienza immersiva da raccontare e da vivere con il presepe vivente che animerà in contemporanea il presepe del ciliegio e i tanti laboratori, dove grandi e piccini possono sentirsi parte delle scene studiate ad hoc per lasciare al turista un ricordo indelebile nel cuore. Il Presepe del ciliegio "la piccola Betlemme a Baronissi" è visitabile dal 8 dicembre al 7 gennaio 2024.
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Prendi l'arte... MARIA BENEDETTA DA DIO, DICE “SÌ” VALENTINA TOFANI La tela di Lorenzo Lotto, risalente al 1530 circa, in origine era destinata a decorare l’Oratorio della confraternita di Santa Maria dei Mercanti a Recanati. Oggi è conservata nel Museo Civico di Villa Colloredo Mels a Recanati. Iniziamo col dire che la figura di Maria, in primo piano, è posta a sinistra, in ginocchio, e guarda verso lo spettatore, quasi come renderlo partecipe dello
Titolo: Annunciazione Autore: Lorenzo Lotto Anno: 1530 circa
smarrimento suscitato dall’improvvisa incursione nella sua stanza dell’Angelo Gabriele, raffigurato a destra con i capelli ancora sollevati dal vento, che si rivolge a Lei indicando con la mano destra il “mandante” della
Luogo: Museo Civico di Villa Colloredo Mels, Recanati
sua visita, vale a dire il Signore Dio raffigurato in alto a
Tecnica: olio su tela, 166x114 cm.
destra.
Alcune domande per far riflettere: Come definiresti l’atteggiamento di Maria? E tu, invece, come reagisci dinanzi a una visita e ad una notizia inaspettata?
La scena si svolge in una stanza semplice, arredata in stile nordico (scuola fiamminga), e ripropone nei suoi particolari una scena di vita quotidiana: un letto a baldacchino, uno scaffale pieno di libri, una clessidra sullo sgabello, una cuffia e uno scialle appesi. Inoltre, al centro del dipinto è raffigurato un gatto che sembra quasi spaventato e scappare via a seguito dell’arrivo dell’angelo (per molti indica la lotta tra bene e emale, il bene che manda via il male). Nel quadro possiamo riscontrare diversi elementi simbolici: il giardino circoscritto rimanda al Paradiso terrestre, luogo puro e immacolato che rimanda a sua volta alla verginità di Maria, rimarcata anche dal giglio bianco che porta in mano l’angelo; la clessidra indica il tempo che scorre. Il rosso, utilizzato per le vesti di Maria e di Dio ci rimanda direttamente alla passione e sacrificio sulla croce di Gesù.
...e portala in classe
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L’ANNUNCIAZIONE DI LORENZO LOTTO L’artista raffigura Maria come una brava ragazza colta di sorpresa nella tranquillità e nella quotidianità della sua vita casalinga, dove tutto è in ordine e ben sistemato. L’improvvisa visita dell’Angelo mandato da Dio sconvolge questa quiete e dà vita, rende concreto, un miracolo evangelico. Dio sceglie una semplice ragazza, rende “straordinario” ciò che agli occhi di tutti appare ordinario.
Dio appare in alto, squarcia il cielo e volge il suo sguardo verso la terra, mentre le sue mani sono indirizzate verso Maria
L’angelo Gabriele, inviato da Dio, tiene in mano un giglio bianco, simbolo di purezza
Il gatto, al centro della stanza, sembra voler fuggire via, spaventato dall’arrivo dell’Angelo Gabriele: il bene che vince sul male
Maria è in ginocchio e le sue mani indicano sorpresa e nello stesso tempo accoglienza
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Eventi e...
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LA GIORNATA MONDIALE DEI DIRITTI UMANI MONICA FONTANA Quando 10 dicembre Il colore I colori dell’arcobaleno, considerati simbolo di bellezza e diversità. Ogni colore ha il suo significato e ci ricorda l’importanza dell’inclusione e della diversità all’interno della società umana. Questa fascia di colori, che si estende nel cielo dopo la pioggia, rappresenta la speranza dopo un periodo negativo. I 7 colori (viola, blu, azzurro, verde, giallo, arancione e rosso) sono stati utilizzati nel 1961 dal filosofo italiano Aldo Capitini per ideare la bandiera per la I° edizione della “Marcia per la pace e la fratellanza dei popoli”. Questo vessillo con la scritta “PACE” al centro, simboleggia, a livello internazionale, gli ideali e i sentimenti dell’impegno civile e dei diritti umani. Inoltre combinando insieme i colori dell’arcobaleno si ottiene il colore bianco, come speranza per il futuro, emblema di purezza, di sentimenti nobili, ma soprattutto simbolo di fine delle ostilità. I fiori Il Giglio della pace, simbolo di riconciliazione, elimina i pensieri negativi, porta purezza e serenità. Il suo fiore bianco ricorda la bandiera bianca, segno di pace. I libri - ‘La dichiarazione universale dei diritti umani per le ragazze e i ragazzi’ (Cai Schmitz-Weicht) - Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, con la prefazione di Liliana Segre
Il 10 dicembre del 1948, dopo che milioni di persone avevano perso la vita nel corso della Seconda Guerra Mondiale, l’Assemblea Generale dell’ONU decise di scrivere un Documento che avrebbe garantito la salvezza da guerre e persecuzioni per le generazioni future. I rappresentanti di ogni religione e tradizione legalmente riconosciuta, collaborarono per scrivere la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (UDHR), creando un vero e proprio accordo tra i governi e i cittadini di tutto il mondo. Questo documento, tradotto in più di 500 lingue, affermava per la prima volta che tutti gli uomini avevano gli stessi diritti ed ogni prevaricazione compiuta contro un proprio simile non sarebbe più stata giustificabile, né tollerabile. In questo modo venivano interdetti atti di violenza, tortura, razzismo, schiavitù, guerra e ogni altro tipo di maltrattamento umano. Per la prima volta nella storia venivano messi per iscritto i diritti individuali degli uomini, senza distinzioni di razza, sesso, lingua, origine, nascita, opinioni o religione. Nel 1950 si stabilì che il 10 dicembre di ogni anno
“L’Assemblea Generale proclama la presente Dichiarazione Universale dei Diritti Umani come ideale comune da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni, al fine che ogni individuo ed ogni organo della società, avendo costantemente presente questa Dichiarazione, si sforzi di promuovere, con l’insegnamento e l’educazione, il rispetto di questi diritti e di queste libertà e di garantirne, mediante misure progressive di carattere nazionale e internazionale, l’universale ed effettivo riconoscimento e rispetto tanto fra i popoli degli stessi Stati membri, quanto fra quelli dei territori sottoposti alla loro giurisdizione.” Dichiarazione Universale dei Diritti Umani
ricorreva la Giornata Mondiale dei Diritti Umani, per ricordare al mondo che tutti gli uomini hanno gli stessi diritti e che, nel corso dei secoli, le persone hanno lottato per ottenerli. Ma cosa sono i diritti umani? Sono un insieme di regole che tutti possiedono fin dalla nascita e sono ‘inalienabili’, cioè non possono essere tolti! La Dichiarazione dei Diritti Umani è composta da 30 articoli e il compito degli Stati è quello di impegnarsi a far rispettare questi diritti. Non è un testo di legge, ma di principi, per cui non è formalmente vincolante per gli Stati membri, rappresenta la prima testimonianza della volontà di riconoscere universalmente i diritti che spettano ad ogni essere umano.
...cultura
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Questi articoli sono ormai considerati principi generali del diritto internazionale e come tali parte integrante della Costituzione dei paesi membri. La Dichiarazione nel corso degli anni si è evoluta diventando fondamento di successive convenzioni e documenti giuridicamente vincolanti. La scuola riveste un ruolo importantissimo nella difesa dei diritti umani, come luogo di incontro di molteplici e differenti realtà ne diventa il principale veicolo di trasmissione. Educando i bambini all’uguaglianza e al rispetto del prossimo, forniamo gli strumenti necessari per portare, negli ambienti che frequentano, questi ideali, aiutandoli a crescere come adulti consapevoli. Per questo è fondamentale lottare costantemente e quotidianamente, affinché questi valori vengano rispettati. In classe possiamo partire dalla visione di questo filmato: https://www.youtube.com/watch?v=D-e0hpWAlfQ per poi leggere ai nostri studenti alcune parti della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Raccontiamo come uomini e donne del passato hanno combattuto per vedere riconosciuti i diritti fondamentali e come queste storie siano ancora attuali. Raccogliamo i loro commenti e le loro idee e trasformiamole in proposte ed attività di accoglienza e cambiamento. Ancora oggi tante persone si vedono negati i diritti fondamentali, come: il diritto ad esprimere il proprio pensiero, il diritto all’istruzione o peggio ancora il diritto alla vita. Purtroppo stiamo vivendo un momento segnato da negatività che stanno creando sempre più differenze, le guerre attualmente in atto ci fanno riflettere su quanta strada ci sia ancora da percorrere per cambiare e quanto sia urgente fare azioni concrete. Conoscendo, parlando, condividendo, ascoltando… accompagniamo i ragazzi sulla strada della consapevolezza e della responsabilità. Iniziando da noi, dalle nostre piccole azioni, possiamo diventare protagonisti di grandi cambiamenti. “Partendo dalle piccole cose, si riescono a fare grandi cose” (locuzione latina)
CU RIOS IT À D A L M O NDO E D AL W E B La Commissione dei Diritti Umani era presieduta da Eleanor Roosevelt, vedova del presidente americano Franklin Roosevelt, nonché fervente attivista politica e sostenitrice dei diritti umani. La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani venne votata dall’assemblea formata in quel momento da 58 paesi. 48 di essi si dichiararono a favore e firmarono il documento. 8 paesi si astennero. 2 paesi non parteciparono al momento del voto. Nessun paese votò contro. L’Italia entrò a far parte di questa assemblea il 14 dicembre 1955. Tra gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 troviamo i principi di uguaglianza e di tolleranza. Donne, bambini, migranti, membri della comunità LGBTI, persone con disabilità sono alcuni tra gli individui che ancora oggi sperimentano discriminazioni. L’Europa possiede il più forte sistema di protezione internazionale dei diritti umani in tutto il mondo, grazie alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo. In Italia si tiene il Festival per i Diritti Umani. Un evento che si sviluppa attraverso racconti in prima persona, studi, incontri, film e documentari, mostre fotografiche, iniziative speciali e un’intera sezione educativa dedicata alle scuole. Le Nazioni Unite hanno lanciato il 10 dicembre 2022 una campagna lunga un anno, che si concluderà il 10 dicembre 2023, giorno del 75º Anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, avente come slogan “Dignità, libertà e giustizia per tutti”. Lo scopo è quello di aumentare la consapevolezza dell’importanza della Dichiarazione concentrandosi sulla sua eredità, rilevanza e attivismo.
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In biblioteca... “STARE QUI, STARE BENE. PENSARE AL FUTURO” DILETTA LOMBARDI
Tutto ha inizio da un incontro, anzi,
tranquillità all’agio, la compagnia di
dall’incontro di due persone
pochi esseri umani e la pacifica
diverse con lo stesso luogo.
convivenza con gli animali; l’altro
Due quadri, posti uno di fianco
ragazzo costruisce una strada per
all’altro, presentano uno scenario
rendere quel medesimo luogo più
che muta pagina dopo pagina in
accessibile e un’abitazione
base alle scelte dei due
moderna che diventa un posto
protagonisti, apparentemente
perfetto per intessere e coltivare
diversi solo per il colore dei capelli,
legami sociali, dando inizio a un
ma alla ricerca di stili di vita
processo di trasformazione
completamente opposti.
dell’ambiente circostante.
In uno dei due giovani emerge fin
I dettagli che possiamo cogliere
dall’inizio il desiderio di vivere in
nello sfogliare l’albo illustrato
armonia con l’ambiente che lo
aiutano i nostri sguardi a indagare
circonda, disponendo
e riflettere sulle conseguenze delle
dell’essenziale e preferendo la
scelte che compiamo, da quelle più piccole alle più grandi. Le poche parole scritte in fondo
Non ci sono scelte che rendono più felici di altre, si tratta piuttosto di fare scelte che più ci appartengono
alle pagine non sono che un’eco del racconto cui le immagini danno perfettamente voce, invitandoci senza giudizio a chiarire ciò che
Due fratelli, una foresta di Yukiko Noritake Editore: Terre di Mezzo
riteniamo necessario nelle nostre vite.
fare le scelte che più ci
Ai ragazzi con i quali mi sono
appartengono: rispettare
addentrata in questa storia, in un
l’ambiente è fondamentale, ma non
pomeriggio in biblioteca, ho chiesto
significa che non si possa
quali dei due fratelli, secondo il
intervenire su di esso per rendere
loro punto di vista, possa dirsi più
più semplice abitarlo.
felice. E se è vero che uno dei due
Sfogliare “Due fratelli, una foresta”
stravolge la foresta mentre l’altro
è un dono che ci facciamo per
preserva la natura, divenendo un
spingerci a guardare meglio,
mite elemento del paesaggio.
guardare oltre e forse divenire un
Siamo giunti alla conclusione che
pizzico in più consapevoli di quello
non ci siano scelte che rendono più
che vogliamo davvero e di che cosa
felici di altre, si tratta piuttosto di
comporti.
...grandi e piccini
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“DESIDERAVO LA BELLEZZA E L’HO AVUTA: HO AVUTO TE” Quando mi sono imbattuta per la
dall’inequivocabile richiamo con il
prima volta in questo testo, non ero
quale mi stava perseguitando.
sicura che sarei stata capace di
Ho iniziato a leggere la storia di Ada
leggerlo fino in fondo e mi ero perciò
e Daria sotto l’ombrellone e l’ho
decisa a non comprarlo. Tuttavia
divorata nel giro di qualche ora,
spesso mi accade che alcuni
estremamente coinvolta dal racconto
libri vogliano entrare nella mia vita a
struggente di questa madre che
dalla malattia di Daria, di trovarne
tutti i costi; così ho iniziato a vedere
scrive alla figlia un memoriale della
uno ancora più profondo quando
Come d’aria ovunque e, sono
loro vita insieme.
anche lei scopre di essere affetta da
convinta, non solo perché ha vinto
Una vita difficile, duramente provata
un tumore al seno e le sue battaglie
uno fra i più prestigiosi premi letterari
dalla malformazione congenita al
diventano due.
assegnati in Italia, ma anche perché
cervello della piccola Daria, narrata
“Come d’aria” mi ha ribadito con
voleva dirmi qualcosa di molto
con lo stile lucido e tenero di Ada; la
forza incredibile e oltre ogni retorica,
importante in questo momento della
penna dell’autrice traccia con estrema
che ci sono cose nella vita che non si
mia vita.
delicatezza i contorni di una
possono scegliere, che capitano e il
Quest’estate ero in vacanza con la
quotidianità faticosa ma intensissima,
motivo, se c’è, resta un mistero…
mia famiglia sulla costa tirrenica e, in
che finisce per trovare un proprio
ma ciò che dipende da noi è come le
una spiaggia piuttosto sperduta, sono
equilibrio.
attraversiamo. Immergermi in queste
entrata con mio figlio in un’edicola
Ada parla con l’autorità di chi soffre,
pagine mi ha dato la conferma (e di
per acquistare una rivista per lui: tra i
di chi affronta suo malgrado le
conferme abbiamo sempre un gran
pochissimi libri esposti, ho ritrovato
difficoltà scegliendo di leggere
bisogno) che solo l’amore può
per l’ennesima volta questo romanzo
oltre ciò che accade ogni giorno, di
davvero tutto questo, rendere bello
e ho smesso di scappare
donare un senso alla vita a partire
anche il dolore.
Come d’aria di Ada D’Adamo Editore: Elliot
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Piccoli consigli... ORMAI UN CLASSICO DELL’ANIMAZIONE: L’ORCO "SHREK" SERENA GELLI
La trama in breve Shrek è un orco solitario che vive in una palude. Lord Farquaad è un dittatore che sta cercando di sbarazzarsi delle creature magiche presenti nei suoi territori. Per questo motivo le creature magiche, compreso Ciuchino un asino parlante, cercano di scappare e si accampano nella palude. Shrek scocciato dal trambusto, chiede cosa ci fanno nella sua palude. Quando l’orco capisce le intenzioni di Lord Farquaad decide di andare di persona a parlargli. Shrek e Ciuchino intraprendono così il viaggio verso il castello di Duloc. Nel frattempo Lord Farquaad scopre che per diventare re deve sposare una principessa e dopo varie proposte sceglie la principessa Fiona. Dopo una serie di eventi tra cui un torneo di cavalieri Shrek e Ciuchino sono incaricati da Lord Farquaad di andare a liberare la principessa Fiona, che è intrappolata in una torre sorvegliata da una dragonessa. In cambio l’orco otterrebbe lo sgombero di tutte le creature magiche dalla sua palude. Giunti al castello dove è intrappolata la principessa, Shrek e Ciuchino riescono a liberare Fiona e a mettersi nuovamente in viaggio per portarla da Lord Farquaad.
Sulla via del ritorno ogni volta che sta per scendere la notte Fiona chiede di accamparsi e di essere lasciata sola tutta la notte. Una sera Ciuchino scopre che la principessa di notte si trasforma in un orchessa, per prendere poi nuovamente sembianze umane la mattina. Fiona è così costretta a rivelargli che è vittima di un maleficio il quale si può rompere solo con il bacio del vero amore. Fiona spera che Lord Farquaad sia il suo vero amore. Ciuchino non è dello stesso parere ed esprime la sua idea secondo cui Shrek sarebbe il vero amore di Fiona. Intanto l’orco ascolta parte della conversazione e pensando che le cattiverie sull’aspetto da orco fossero riferite a lui affretta i tempi per consegnare Fiona a Lord Farquaad. Shrek torna alla palude ma continua a pensare a Fiona e anche lei giunta a Duloc continua a pensare all’orco. Ciuchino andando a reclamare parte della palude come sua, svela il maleficio di Fiona a Shrek. Orco e asino di nuovo insieme e con l’aiuto della dragonessa volano a Duloc, dove Shrek riesce ad esprimere i suoi sentimenti per Fiona poco prima che quest’ultima baci lord Farquaad. Nel mentre cala la sera e tutti gli invitati al matrimonio vedono Fiona trasformarsi in orchessa. Alla fine Fiona sceglie di sposare Shrek e di rimanere un orchessa per sempre.
La scheda del film
...non richiesti
Regia: Andrew Adamson, Vicky Jenson. Distribuzione: DreamWorks
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Fermiamoci a riflettere Il tema della scelta in questo film di animazione viene vissuto sia da Shrek che da Fiona. Nel primo caso l’orco che
Sceneggiatura: Ted Elliott,
all’apparenza è solitario e spaventoso sceglie di mettersi in
Terry Rossio, Joe Stillman.
viaggio con un compagno, Ciuchino, inaspettato. Così poco per
Musiche: Harry Gregson-Williames, John Powell. Anno di uscita: 2001
volta viene fuori il suo animo gentile e altruista. Infatti, se inizialmente vuole salvare Fiona solo per riavere tutta la palude per sé perché infastidito dalla presenza dei personaggi fantastici, alla fine sceglie di sposare Fiona e fare
Durata: 90 minuti
festa con tutti i personaggi dei cartoni animati. Quella di Shrek
Genere: animazione, commedia,
è una scelta che inizialmente lo scomoda ma che poi lo porta
avventura. Idee per lavorare in classe Il tema della scelta o del prendere una posizione riguardo certi avvenimenti è un argomento attuale su cui invitare a riflettere gli alunni. Una prima riflessione può essere legata al come esprimo la mia scelta. Quando dico che voglio o meno qualcosa, che mi piace o no un atteggiamento sto facendo una scelta ma come la esprimo. Se in classe ci sono degli argomenti che creano problemi e malcontento
a scoprire un lato del suo carattere che teneva nascosto. Questo ci fa capire come le scelte che facciamo portano con loro delle conseguenze e a volte avere accanto un buon amico che ci consiglia e ci parla con sincerità, come può essere Ciuchino in questo caso, ci aiuta a scegliere con maggiore consapevolezza. Nel caso di Fiona il tema della scelta si scopre alla fine del film d’animazione quando decide di rimanere un’orchessa per seguire il suo cuore e sposare Shrek. Pensandoci, quella che può essere una scelta scontata perché dettata dall’amore, in realtà per la principessa ha voluto dire accantonare almeno in parte tutti i suoi sogni romantici di essere salvata da un bel principe che poi la avrebbe sposata e
tra gli alunni potrebbe essere l’occasione per
resa umana per sempre. Possiamo riflettere insieme a Fiona: le
aprire una discussione positiva.
scelte non sono sempre facili e scontate e a volte per
Quindi con l’aiuto dell’insegnante far
raggiungere certi obbiettivi dobbiamo mettere da parte altri
esprimere a ciascun bambino la propria
desideri, compiendo appunto una scelta.
posizione, cercando di usare toni pacati e non offensivi in modo da far notare alla classe come le cose si possono dire ed è importante esprimere i propri pensieri ricordandosi che le scelte di uno non devono per forza valere anche per l’altro, che ci sono modi diversi di esprimere uno stesso argomento e per questo è importante la giusta scelta delle parole. Un’altra attività forse più immediata e adatta ai bambini può essere quella di dividere in due la pagina del quaderno e da un lato scrivere o disegnare una scelta che hanno fatto e dall’altra la conseguenza di quella scelta. Semplicemente potrebbe essere “ho scelto di fare danza, quindi ho imparato a ballare” oppure “ho adottato un cane, quindi i impegno a portarlo in giro ogni giorno”.
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Primaria e...
LA PAURA DI UNA SCELTA FORSE TROPPO GRANDE Dio, dopo la creazione, a seguito del peccato di Adamo ed Eva, promise all’uomo un Messia, un Salvatore. Per introdurre i bambini al tema della festa del Natale, è necessario presentare la figura di Maria, la mamma di Gesù, la donna scelta da Dio per far venire al mondo Suo Figlio. Le attività, sin dal mese di novembre e fino a gennaio, si concentrano inevitabilmente sui temi di questa importante festa cristiana. E come primo passo, per far capire anche come la pensa Dio, spesso al contrario del modo di fare degli uomini, ecco la figura di Maria. Maria è una “piccola” donna dinanzi al mondo ma, proprio per questo, è “grande” agli occhi di Dio che la sceglie per essere la madre di Gesù, cioè la madre stessa di Dio. Presentiamo quindi l’evento dell’Annunciazione, entrando direttamente nel racconto evangelico.
“Non temere, Maria, perchè hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Lc 1, 28-31
Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazareth, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrato da lei disse: ”Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te”. A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L’angelo disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; Il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine “. Allora Maria disse all’Angelo: ”Come è possibile? Non conosco uomo”. Rispose l’Angelo: ”Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: Nulla è impossibile a Dio”. Allora Maria disse: “Eccomi, sono la serva del signore, avvenga su di me quello che hai detto”. E l’Angelo partì da lei. Lc 1,26-38
L’angelo usa queste parole: “Piena di grazia”. Cosa significa secondo te un saluto così particolare? Qual è la prima reazione di Maria? Perché secondo te poi cambia idea e sceglie di dire “Sì”? Elisabetta, cugina di Maria, sarà la mamma di un personaggio importante, sai o ricordi chi è?
Annunciazione
– Ave, Maria! ti disse Gabriele, angelo del Signore. E tu tremasti, o Verginella, in cuore. Sarai la madre del figliuol di Dio,
del Redentor Gesù: benedetta dal Ciel, Maria, sei Tu -. Allora ti fiorì sul labbro santo la risposta più bella: -. – Ecco: io sono del Signor l’ancella E fosti madre al nostro Salvatore, mare nostra divina Salve, Maria santissima! Salve del Ciel Regina!
Teresa Romei Correggi
Le scelte che facciamo, e non le nostre capacità, mostrano chi siamo veramente. J.K. Rowling
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IL LABIRINTO DELLE SCELTE L’attività che qui proponiamo promuove non solo la consapevolezza delle scelte personali ma anche l'empatia, poiché gli studenti possono vedere come le loro decisioni influenzano gli altri nel contesto di un “labirinto”. Attività: 1. Inizio con una breve discussione sul concetto di scelta, chiedendo agli studenti di esprimere cosa significa per loro "scegliere" e perché è importante. 2. Preparazione del labirinto: gli studenti sono invitati a creare un "labirinto" utilizzando i cartoncini e il nastro adesivo sul pavimento dell'aula. Ogni incrocio nel labirinto rappresenta un punto di scelta. 3. Su alcuni cartoncini gli studenti scrivono scenari di scelta relativi alla vita quotidiana (es. aiutare un compagno, rispettare l'ambiente, ecc.). 4. Percorrere il labirinto: a turno, ogni studente percorre il labirinto; ad ogni incrocio, deve prendere una decisione basata sugli scenari scritti sui cartoncini. 5. Dopo ogni scelta, l'insegnante guida una breve riflessione e discussione di gruppo sulle conseguenze delle azioni scelte. Gli studenti sono invitati a scrivere un breve paragrafo sulle lezioni apprese e su come intendono applicare queste riflessioni nelle loro scelte quotidiane.
Obiettivi: Far comprendere agli studenti l'importanza delle scelte quotidiane. Stimolare la riflessione sulle conseguenze delle proprie azioni. Sviluppare capacità di ascolto e di dialogo costruttivo. Materiali: Cartoncini colorati. Pennarelli. Fogli di carta. Nastro adesivo. Spazio aula sufficiente per muoversi.
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