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Per la realizzazione della guida didattica hanno collaborato: Team Mirò & Miro Loco: - Progetto grafico - Impaginazione - Elaborazione della copertina - Ricerca iconografica - Redazione Michael Panzieri: - Coloriture Cristina Rocchetti: - Redazione Emanuela Carletti: - Illustrazioni e coloriture Luca Barcaglioni: - Illustrazioni Elisa Ragni: - Illustrazioni e coloriture Foto: - 123RF & archivio Mirò
© 2018 - TUTTI I DIRITTI SONO RISERVATI È assolutamente vietato riprodurre l’opera anche parzialmente o utilizzare l’impostazione e concetti che possano in qualche modo ricordare questa sotto l’aspetto didattico o illustrativo.
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INTRODUZIONE GENERALE “Conservare lo spirito dell'infanzia dentro di sé per tutta la vita vuol dire conservare la curiosità di conoscere, il piacer e di capire, la voglia di comunicar e.” Bruno Munari
Care maestre, cari maestri, comincia un nuovo anno scolastico e siamo pronti a fare le nostre ricerche per trovare un’idea che ci possa accompagnare nell’avventura e nel coraggio dell’educazione. Ci serve un INPUT! Eccolo, stiamo sfogliando il libro giusto perché il nostro obiettivo è identico al vostro: cercare e trovare innovazione e creatività pragmatiche, rivolte ai nostri bambini e anche a noi stessi, poiché una/un insegnante felice trasmette serenità. La guida didattica Input ha l’ambizione di essere un grande contenitore di spunti che permetterà alla libertà d’insegnamento e alla creatività di ciascun docente di manifestarsi, per organizzare sempre percorsi adeguati ai bisogni formativi di ogni gruppo sezione. Le proposte prendono spunto da varie matrici: la prima è la normativa scolastica vigente, che si focalizza sulla L.105 Luglio 2015 e successive disposizioni, sulle Indicazioni Nazionali per il Curricolo della Scuola dell’Infanzia del 2012, tiene conto della Costituzione Italiana e della Carta dei Diritti per l’Infanzia. Il progetto editoriale poggia su varie teorie pedagogiche che sposano
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Introduzione
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l’idea di bambino in continua evoluzione. La visione olistica di Rudolf Steiner, la teoria dei cento linguaggi di Loris Malaguzzi, la creatività di Bruno Munari, la capacità di ricerca di Gianni Rodari e molti altri importanti autori della pedagogia per l’infanzia citati mano a mano, fanno di questo volume un raccoglitore aperto alle vostre idee. L’autrice intende valorizzare l’attenzione ai processi, ritenendo che la didattica è il mezzo per raggiungere veri traguardi di sviluppo delle competenze. Dove per traguardi non s’intende mai un fine, ma sempre un nuovo punto di partenza per nuove attività e nuove scoperte. L’organizzazione del lavoro è suddivisa in tre momenti diversi, tre input che costituiscono tre programmazioni annuali diverse, ma legate l’una all’altra da un’unica base teorica: - Dentro la valigia - Sediamoci in cerchio - 8 materiali per lavorare in economia. Ringraziamenti
Questa guida è stata realizzata grazie al prezioso sostegno di tutti i bambini e le famiglie della Scuola dell’Infanzia Paritaria "L’Albero Azzurro" di Vasto in provincia di Chieti, che ringraziamo affettuosamente. Per le fotografie, i lavori manuali e le sperimentazioni didattiche, le insegnanti: Angelica Sabatini, Francesca Civico, Maria Neri, Miriam Stanisci, Vittoria Tiberio, Ester Valentina Delle Donne, Simona Galante, Marialucia Cappella, Alessandra Serafino, Anna Gallese, Angela Natale, Rossella Di Francesco Per le ricette: Assunta Iannucci, Elena Acquarola, Norma Vinciguerra, Gina Salvatorelli Per i laboratori: Giuseppe Buono del laboratorio d’Arte Creta Rossa, Vasto; Francesco Raimondi; Lella Bolami; Josè Sergio Santoro. Introduzione
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DENTRO LA VALIGIA Questo input vuole portarci dentro l’anno scolastico attraversando tematiche e progetti con l’idea che da una conoscenza ne nascano subito altre da esplorare e conoscere. La valigia vuole essere l’oggetto flessibile, trasformabile, poliedrico che ci accompagnerà nell’esplorazione di spazi, luoghi e tempi. Il progetto annuale diventa così un atelier e la valigia si inserisce come strumento per intraprendere il “viaggio” che il bambino compie per crescere, l’avventura del suo percorso di formazione. Quali sono le valigie che prepareremo insieme? La valigia della maestra:
è il progetto accoglienza visto dalla maestra, che dentro alla sua valigia ha messo per ogni bambino un modo speciale per fargli conoscere la sua nuova scuola!
La valigia delle stagioni:
un simpatico racconto di una valigia nella quale si trovano mescolati indumenti e oggetti di tutte le stagioni introduce un percorso che ci porterà a scoprire le caratteristiche di ogni periodo dell’anno. Ne uscirà un “set” di 4 valigie, ognuna delle quali conterrà ricordi e oggetti stagionali per noi significativi. La valigia delle feste:
partiamo per l’Inghilterra a folleggiare Halloween, festeggiamo il Natale e la Pasqua, poi andiamo a Venezia per il carnevale, a casa di Nonna Pina per la festa dei nonni e facciamo perfino una sorpresa a mamma e a papà, che andremo a trovare in ufficio o al lavoro per una festa un po’ speciale.
La valigia del pittore: partiamo con la valigia vuota: al suo interno troveremo
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Introduzione
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solo tre biglietti per volare in tre musei, alla scoperta dei colori e per conoscere tre grandi artisti. La valigia dell’astronauta:
per volare nello spazio oltre la terra bisogna conoscere prima il nostro spazio e il nostro corpo. Partiremo dal nostro corpo e dallo spazio che ci circonda per poi volare via su una navicella spaziale.
La valigia delle emozioni: andiamo alla scoperta di noi stessi, concentrandoci
sul nostro mondo interiore. Scopriremo che siamo preziosamente fragili e forti, che tutte le emozioni verranno sempre con noi e non dovrà fuggirne via nessuna perché sono nostre, uniche e speciali.
La valigia degli attrezzi:
in questa valigia troviamo attrezzi utili a scoprire pericoli, individuare rischi e soprattutto tanti suggerimenti di prevenzione al rischio perché saper individuare i pericoli è il primo passo per una grande crescita in autonomia.
La valigia del vigile: una valigia per l'educazione stradale e tutte le regole che
ne derivano.
La valigia del futuro:
avremo un futuro solo se sappiamo salvaguardare il nostro ambiente e allora, con questa valigia conosceremo gli strumenti più preziosi per poter entrare in azione da subito. La valigia del musicista:
la musica comincia dentro di noi e non finisce mai. Un percorso all’educazione al suono e alla musica in un viaggio che parte dal corpo e arriva alla costruzione di alcuni strumenti musicali. Introduzione
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SEDIAMOCI IN CERCHIO Questo input ha come chiave di lettura il gioco, l’esplorazione e la ricerca. Il filo conduttore è la sedia come oggetto e come indicatore di situazioni e contesti che diventano ambiti da esplorare e conoscere in modi e linguaggi diversi. Possiamo definirlo un percorso innovativo dal punto di vista organizzativo della sezione, poiché la metacognizione che si andrà sviluppando da ogni nucleo tornerà sempre all’oggetto sedia e alla sua funzione originaria. Dunque la sedia rappresenterà i margini entro cui stare. Qui di seguito vi elenchiamo le tipologie di sedie che serviranno durante l’anno scolastico per creare la giusta ambientazione per il nostro progetto. Il seggiolone:
l’intenzione è di partire dalla storia di ogni bambino, dalla sua nascita all’arrivo a scuola. Solitamente l’inizio della scuola è associato al progetto accoglienza, ma in realtà le Indicazioni parlano chiaro: ogni bambino arriva a scuola con la sua storia, i suoi vissuti e i suoi bisogni. Quale migliore analisi se non quella di partire dalla propria storia? La sedia della maestra: si propongono attività che possano essere vicine al
mondo dei bambini favorendo l’apprendimento attraverso il fare. Tutto questo fare avviene molte volte in giardino, altre in cucina, in palestra, in sezione e sulla sedia di scuola. La disamina comincerà proprio dall’assenza in sezione di questo oggetto: il progetto comincerà un giorno in cui i bambini arriveranno e non troveranno neanche una sedia. Sarà un’assenza momentanea, i bambini dovranno fare una caccia al tesoro per ritrovare le loro sedie che diventeranno oggetti poliedrici per tante avventure. Il trono del re:
in molte delle fiabe che conosciamo c’è un trono su cui sembrano seduti immobili re e regine: chiediamo loro il permesso di entrare in questo magico mondo e conoscerlo anche attraverso le funzioni di Propp.
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Introduzione
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La sedia a dondolo:
un momento per riflettere con i bambini sulla storia di oggi e di ieri, sui giochi antichi e moderni e per dare forma concreta ai ricordi dei nonni creando così un legame forte e significativo con il passato.
La slitta di Babbo Natale: ci accompagnerà a visitare le case di molti bambini
e del loro Natale.
La sella:
entreremo nella fattoria e nel magico mondo degli animali per capirne i ritmi, i bisogni e le caratteristiche spesso lontane dalla realtà dei nostri bambini. La sedia da regista:
utilizzeremo la sedia da regista per esplorare il mondo della tv da dietro lo schermo, con molte attività che ci faranno comprendere meglio la distinzione tra reale e fantastico. La sedia da ufficio:
su ogni scrivania, in ogni casa e nell’85% delle scuole sono presenti delle scatole chiamate PC. Cercheremo in questo percorso di rendere chiaro il concetto che con esso si gioca, ma che è anche un utile strumento, per analizzare la realtà e imparare molte cose. La sedia del tavolo: la convivialità è spesso lasciata fuori dai progetti sull'ali-
mentazione, cogliamo quindi l'occasione per poter approfondire lo stare seduti intorno ad un tavolo tutti insieme, mangiando in modo sano. La sedia del dentista: ecco una di quelle sedute che non sono sempre gradite
dai bambini. Spiegheremo l’importanza della prevenzione e sfateremo la paura del dentista.
Il divano: il divano sarà lo sfondo per affacciarsi ad un andamento lento, alla
pedagogia della lumaca e per poter vivere la quotidianità nell’ottica della slowlife.
Introduzione
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8 MATERIALI PER LAVORARE IN ECONOMIA
Il percorso suggerito per questa programmazione, prevede l'indicazione di 8 materiali, scelti in base alle loro potenzialità e alla facile reperibilità a basso costo, che saranno gli unici sussidi didattici di cui l'insegnante avrà bisogno per l'intero anno scolastico. Essi saranno dapprima oggetto di scoperta individuale e collettiva da parte dei bambini, per divenire di volta in volta strumenti duttili e in grado di modificare la loro funzione adattandosi alle nostre esigenze. Ciò offrirà ai bambini l'occasione di riflettere e comprendere quanto sia importante andare oltre l'uso convenzionale e univoco dei materiali considerati, utilizzando la propria mente in maniera creativa e generativa nei confronti di tutto ciò con cui si trovano e si troveranno ad operare. I materiali da reperire saranno i seguenti: La carta e il cartone I fili
Le stoffe
Le polveri
La pasta modellabile
I sassi
Le bottiglie di plastica
La pasta secca
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Istruzioni per l’uso della guida Si può decidere di seguire per tutto l’anno, l’una o l’altra programmazione, oppure di utilizzarle in altri modi. Inoltre la guida può essere un valido supporto anche in ambito extra-scolastico perché spesso vi sono input e approfondimenti per gite didattiche o escursioni familiari. Non mancano input per la collaborazione delle famiglie dei bambini nelle attività didattiche in ogni progetto. Noi troviamo che non c’è scuola senza famiglia. Tutte le esperienze proposte sono state sperimentate da un team di insegnanti e dunque pratiche e facilmente applicabili. Infatti INPUT sta anche per: • fruibilità, chiarezza e immediatezza • ricchezza di proposte educative, contenuti didattici, attività di sezione omogenea ed eterogenea, drammatizzazioni, storie, poesie e filastrocche per ogni momento dell’anno scolastico • praticità, per seguire in piena libertà il proprio metodo d’insegnamento.
La guida INPUT si prefigge, inoltre, come finalità educativa da perseguire nei tre anni di frequenza dei bambini nella scuola dell'infanzia, di stimolare, favorire, facilitare e potenziare nei piccoli il senso di appartenenza al gruppo-sezione perché imparino, sin dai primi anni di vita, ad “incontrare” gli altri per socializzare, lavorare, imparare insieme, in funzione della realizzazione di tante conquiste: con il corpo, con la mente, con il cuore. Introduzione
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PERCHÉ, COSA, COME, CHI, DOVE PROGRAMMARE
Perché programmare?
Prima di partire tutti noi ci organizziamo. Si decide la meta, chi invitare, come andare, dove alloggiare, cosa portare, cosa vedere, quando tornare. Poi quando si torna si valuta e si riprogramma un nuovo viaggio, considerando quelle che possono essere state le osservazioni negative, gli errori da non ripetere e mettendo nuovo entusiasmo, nuova voglia di scoperta. Di certo c’è che da ogni viaggio si torna cambiati. Così è per chi esprime la propria professionalità come docente. Programmiamo i percorsi, sperimentiamo, miglioriamo di volta in volta. Il modello metodologico-didattico a cui tutti i docenti mirano e che poi decidono di adottare si fonda sull’esigenza di garantire un doppio diritto dei bambini e delle bambine: il diritto alla uguaglianza e il diritto alla diversità. Le scelte operative che si fanno diventano così frutto di un lungo lavoro di riflessione e di sperimentazione funzionale a fornire soluzioni operative e anche ad articolare il quadro culturale e pedagogico all’interno del quale, nel rispetto dell’autonomia collegiale, si costruisce il progetto educativo. Questa guida vuole essere un contenitore di spunti per mettere in pratica l’idea di scuola e di bambino che ha lo Stato Italiano e che sposa tutti i percorsi più importanti di pedagogisti di riguardo quali L. Malaguzzi, R. Steiner, M. Montessori, B. Munari e molti altri. Tutto ciò non per caso, ma mediante l’attivazione sistematica di percorsi educativi e didattici giocati su diverse aree di esperienza, realizzati attraverso strategie e strumenti in grado di concretizzare una programmazione educativa e didattica sempre mirata. È quello che si chiama “innovazione” ma anche “ricerca” e “sviluppo dell’eccellenza”. Abbiamo davanti ai nostri occhi e nei nostri sogni una scuola in costante divenire, in grado di proporre non solo attività curricolari attraverso i progetti presentati, ma anche il forte desiderio, attraverso i percorsi proposti, di stimolare nei bambini la voglia di apprendere e costruire atteggiamenti di apertura e di disponibilità verso gli altri e
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verso altri modi di essere, di agire, di pensare. Ci piace pensare di essere tutti insieme in partenza per un viaggio meraviglioso alla scoperta di tesori inimmaginabili.
Cosa programmare? Il curricolo
Niente è più importante che programmare a scuola. Dentro alla programmazione deve entrare tutto e non ci si può permettere di dimenticare nulla. Il cuore didattico del Piano dell'Offerta Formativa è il curricolo, che viene predisposto dalla comunità professionale nel rispetto delle normative vigenti e dei vincoli da essi posti; la sua elaborazione è il terreno su cui si misura concretamente la capacità progettuale di ogni scuola. Ogni singola Istituzione scolastica dunque, è chiamata a prendere decisioni di tipo didattico ed organizzativo, ad elaborare specifiche scelte in relazione a contenuti, metodi, organizzazione e valutazione, con attenzione alla continuità del percorso educativo tra un ciclo e l’altro. Il curricolo è un progetto unico nel quale confluiscono Leggi e scelte delle singole scuole, per realizzare un rapporto di reciprocità culturale e didattica con l'ambiente che consenta agli alunni di imparare ad essere e imparare a vivere, imparare ad imparare e imparare ad inventare. Il Regolamento sull'Autonomia fissa i criteri che le istituzioni scolastiche devono osservare per l'elaborazione del curricolo: le singole scuole costruiscono i curricoli tenendo conto dei riferimenti prescrittivi forniti dal centro; tale costruzione deve permettere l'accordo tra istanza centrale, normativa e unitaria, e istanza locale, pragmatica e flessibile. Non esiste un curricolo uguale all’altro, perché ogni scuola propone, nell’autonomia e nella libertà d’insegnamento, un percorso unico e speciale. Programmazione
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Nella scuola dell’infanzia il curricolo si esplicita nei campi d’esperienza, ma perché un curricolo sia efficace è necessario soprattutto accogliere, accettare e promuovere le esperienze dei bambini, i loro bisogni formativi e quelli delle famiglie. L’accoglienza e l’inclusione sono dentro i principi della Costituzione Italiana. Cosa bisogna mettere allora dentro al curricolo? Esiste un curricolo esplicito e ne esiste uno implicito. Con l'espressione “curricolo implicito” si indica l'ambiente di apprendimento, ossia l’insieme delle componenti dell’azione formativa della scuola non oggetto di una progettualità esplicita. Il “curricolo esplicito” comprende le scelte intenzionali del docente in merito agli obiettivi, ai contenuti e alle metodologie della propria azione didattica. I due curricoli sono strettamente legati e interdipendenti.
Come programmare? Normative Vigenti
Per fare della pedagogia e della didattica un inisieme olistico è indispensabile fare tesoro sia del passato, sia della ricerca attuale nel campo dell’educazione e della formazione. Via via che le ultime ricerche si trasformano in leggi dello Stato, dunque in nuove risorse per la scuola, i docenti sono tenuti ad applicarle senza per questo cancellare ciò che di positivo ci ha lasciato la storia, ma costruendo curricoli ricchi del valore che ci ha lasciato il passato e legando il tutto con il nuovo che arriva. Nelle normative sono contenuti il ‘come’ del fare in ambito dell’organizzazione del curricolo. Affinché le normative siano davvero efficaci sarebbe opportuno che venissero lette da tutte le figure responsabili dei futuri cittadini (Comuni, Province, Regioni) in modo che si possano mettere in atto praticamente i suoi contenuti. Non sempre questo è possibile, si sa, quindi sta a noi operatori conoscerne i contenuti per meglio poter raccordare le esigenze di tutte le persone coinvolte nel processo formativo.
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Famiglie
Bambini
Agenzie formative del territorio (danza, sport, arte, natura...)
Ministero Ufficio scol. regionale Ufficio scol. provinciale
Esperti di educazione: pediatri, psicologi, pedagogisti
Coordinatori, docenti
Comuni, Province, Regioni
Personale non docente
Le Indicazioni si dividono in 5 capi saldi
Cultura, scuola, persona - Questo aspetto riguarda il quadro culturale. Le Indica-
zioni propongono la centralità della persona in tutti i suoi aspetti: affettivi, cognitivi, antropologici, relazionali, corporei, estetici, etici, spirituali, religiosi e la piena attuazione del riconoscimento e della garanzia della libertà e dell’uguaglianza, nel rispetto delle differenze di tutti e dell’identità di ciascuno. Il sistema educativo di Programmazione
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cui fa parte la scuola dell’infanzia deve formare cittadini in grado di partecipare consapevolmente alla costruzione di collettività più ampie e composite, siano esse quella nazionale, quella europea, quella mondiale. Infatti il nuovo umanesimo della scuola sta nel saper mettere in relazione il microcosmo personale e il macrocosmo dell’umanità, poiché ogni cosa che succede nel mondo influenza i singoli e ciò che fanno i singoli influenza il mondo.
Finalità generali - Finalità generale della scuola è lo sviluppo armonico e integrale
della persona in armonia con la Costituzione Italiana e con il quadro delle competenze chiave definite dal Parlamento Europeo e dal Consiglio dell’Unione Europea: 1. comunicazione nella madre lingua; 2. comunicazione nelle lingue straniere; 3. competenza matematica e competenza di base in scienza e tecnologia; 4. competenza digitale; 5. imparare ad imparare; 6. competenze sociali e civiche; 7. spirito d’iniziativa e imprenditorialità; 8. consapevolezza ed espressione culturale.
L’organizzazione del curricolo - È l’insieme delle condizioni che il bambino com-
pie per fare il suo percorso insieme ai suoi pari, ai docenti e a tutti gli adulti educanti. In questa parte delle Indicazioni troviamo la presentazione delle aree disciplinari e delle connessioni e trasversalità che le caratterizzano, viene descritta la continuità e l’unitarietà del curricolo dai 3 ai 14 anni. Vi sono esposti i significati dei traguardi di sviluppo (obiettivi da raggiungere al termine della scuola dell’infanzia e della scuola primaria), vi troviamo altresì gli obiettivi di apprendimento che sono i mezzi per raggiungere i traguardi per lo sviluppo delle competenze; non è escluso da questa sezione il significato del termine valutazione e della certificazione delle competenze, tutto dentro una scuola dell’inclusione, di tutti e di ciascuno. La scuola del primo ciclo: in cui vengono descritte e prescritte tutte le modalità operative per la scuola primaria.
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La scuola dell’infanzia: sezione riservata a ‘come’ programmare. Le Indicazioni confermano la promozione e lo sviluppo dell’identità, dell’autonomia, delle competenze e della cittadinanza che sono le finalità istituzionali della scuola dell’infanzia. Viene presentato il bambino di oggi: unico, con la sua storia, la sua famiglia, con i suoi bisogni di legami affettivi e di punti di riferimento che a volte sembrano essere travolti dalle dinamiche frettolose della vita adulta e per la prima volta viene inserito il termine ‘fragilità’. La scuola deve contrapporsi al ‘tutto’ come un ambiente protettivo e accogliente per promuovere le potenzialità e le eccellenze di tutti attraverso i suoi molteplici linguaggi. Non viene escluso dalla disamina delle Indicazioni e della L.105 luglio 2015, il contesto familiare come contesto fondamentale e più influente per lo sviluppo del bambino, ogni famiglia nella sua unicità di provenienza e di costituzione con la quale la scuola si deve obbligatoriamente raccordare. I docenti sono i tasselli fondamentali e perché la scuola espliciti la sua ‘opera’ devono essere motivati, preparati e attenti alle specificità dei loro bambini in una visione di continua formazione e innovazione dei percorsi personali e scolastici, pronti alla condivisone delle conoscenze e capaci della ‘presa in carico’ delle grandi responsabilità che loro competono. L’ambiente di apprendimento risulta essere l’organizzazione dello spazio e dei tempi del percorso che diventano elementi di qualità come la valutazione e l’autovalutazione dei percorsi organizzati (dedicheremo una sezione a parte all’ambiente di apprendimento). Tutte le attività didattiche si svolgono attraverso i campi d’esperienza e i suoi linguaggi specifici, che permettono una lettura della realtà con piste di lavoro analitiche per organizzare le attività in modo Programmazione
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da poter approfondire e sistematizzare le scoperte e le conoscenze entro competenze specifiche e unitarie al tempo stesso. Il sé e l’altro: in questo campo confluiscono tutte le esperienze ed attività che sti-
molano il bambino a esprimere se stesso, che gli permettono di scoprire le competenze di socializzazione, di comprendere e conoscere le proprie emozioni e quelle degli altri; è anche il campo d’esperienza che fa da contenitore alla scoperta dell’altro inteso come differente da sé. Si progettano attività che aiutano a canalizzare l’aggressività per il rafforzamento della fiducia, dell’empatia, della disponibilità alla collaborazione, partecipando anche a eventi significativi della vita sociale e della comunità, sviluppando il senso di responsabilità, accoglienza e appartenenza. Il corpo e il movimento: è il campo di esperienza della corporeità e della motricità
che contribuisce alla crescita e alla maturazione complessiva del bambino promovendo la presa di coscienza del valore del corpo, inteso come una delle espressioni della personalità e come condizione funzionale, relazionale, cognitiva, comunicativa e pratica da sviluppare in ordine a tutti i piani di attuazione formativa. I discorsi e le parole: è lo specifico campo di esercizio delle capacità comunicative
riferite al linguaggio orale, al primo contatto con la lingua scritta, alla mimica, alla gestualità, all’espressione e rielaborazione delle proprie esperienze attraverso conversazioni regolate dall’adulto. Dunque, in questo ambito, si favorisce la fiducia nelle proprie capacità comunicative ed espressive, si sviluppano la capacità di ascolto e comprensione del linguaggio altrui, si usa il linguaggio verbale per esprimere stati d’animo e sentimenti scaturiti dall’interazione con i compagni, attraverso molteplici attività: ascolto di fiabe, filastrocche, poesie, racconti, attività di metalinguaggio, ecc. Immagini, suoni, colori: è il campo d’esperienza che considera tutte le attività ine-
renti alla comunicazione ed espressione manipolativo-visiva, sonoro-musicale, drammatico-teatrale... Le attività grafiche, pittoriche e plastiche introducono il
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bambino ai linguaggi della comunicazione ed espressione visiva, partendo dal primo segno lasciato sul foglio. L’esigenza prioritaria è di far acquisire una padronanza dei vari mezzi e delle varie tecniche che consenta di soddisfare quelli più corrispondenti alle intenzioni del bambino stesso. Le attività drammatico-teatrali comprendono, per esempio, i giochi simbolici liberi e guidati, i giochi con le maschere, i travestimenti, la costruzione e l’utilizzazione di burattini e marionette, le drammatizzazioni, le narrazioni e tutto ciò che può facilitare i processi di identificazione dei bambini e il controllo dell’emotività. Le attività sonore e musicali mirano a sviluppare la sensibilità musicale attraverso la scoperta e la conoscenza della propria immagine sonora con l’uso dei suoni delle voci e di quelli che si possono produrre con il corpo; uso di strumenti di registrazione ed amplificazione; utilizzazione di strumenti musicali adatti ai bambini; apprendimento di canti adatti all’estensione vocale dei bambini; invenzione di semplici melodie; attività ritmo-motorie... L’educazione digitale ha per oggetto l’utilizzazione critica e consapevole dei programmi radio-televisivi, cinematografici, dei cartoni e fumetti privilegiando le proposte che possono meglio facilitare e stimolare comportamenti attivi, sociali e creativi. Essa si apre a tutte le innovazioni di cui oggi siamo dotati: Lim, facilimatori, ecc. essere un’insegnante animatore digitale diventa un valore aggiunto al saper fare. La conoscenza del mondo: campo di esperienza relativo all’esplorazione, scoperta
e prima sistemazione delle conoscenze sul mondo della realtà naturale e artificiale, col quale i bambini soddisfano i loro bisogni esplorativi e le loro possibilità conoscitive esercitandosi con diversi tipi di materiali (acqua, sassi, sabbia, ecc.) lavorando con le mani, da soli o in piccolo gruppo, con oggetti, utensili ed elementi da costruzione. Il bambino sistematizza sensazioni, percezioni, impressioni... esercitandosi a disciplinare gradualmente il modo di osservare e rilevare, articolando esperienze e dati secondo dei criteri, collegando le esperienze e i dati in strutture semplici e di valore logico, attivando sinapsi e ampliando le proprie mappe concettuali. Programmazione
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Chi programma? I docenti
Tra gli elementi di novità delle Indicazioni troviamo un richiamo esplicito alla figura dell’insegnante, con un apposito paragrafo che si affianca a quelli sul bambino e sulle famiglie, quasi a suggellare il patto educativo che deve intercorrere tra i tre soggetti della relazione educativa (bambini, genitori, insegnanti). I docenti sono i registi dell’organizzazione, i lettori dei bisogni, i sostenitori e promotori di chi entra nella scuola per essere accolto, per crescere e diventare più grande in ogni ambito. I docenti devono fare CON il bambino e non PER il bambino perché il fare insieme è il surplus dell’essere docente oggi. Definiamo simpaticamente con tre A il ruolo poliedrico dei docenti: Accogliere, Accompagnare, rendere Autonomi. Ogni bambino è unico e speciale e ognuno ha bisogno di percorsi adeguati, pedagogicamente validi, in sintonia con le proprie capacità. I docenti entrano in contatto con il bambino a 360°: la famiglia, i vissuti, le storie, le capacità, ma soprattutto il ‘Tu’, la dimensione emozionale di ognuno: un buon insegnante deve saper guardare ogni bambino come essere speciale, unico e irripetibile. È questa capacità che differenzia il fare scuola in modo asettico dal modo efficiente e costruttivo. Oltre a conoscere normative, Indicazioni e strategie pedagogico-didattiche, l’insegnate deve saper essere empatico nella comunicazione e nell’organizzazione della vita pratica. Possiamo dire che la scuola dell’infanzia è la scuola dell’armonizzazione che sa orchestrare tra molti ambiti ed è la scuola che sa vedersi come “sistema”. È anche la scuola che ha capacità di creare legami forti attraverso un’accoglienza che dura ogni giorno dell’anno scolastico. Per questo ha bisogno di persone che sappiano riconoscere la grande valenza che assumono nella vita di ogni bambino. I docenti esplicano le loro funzioni in momenti di incontro istituzionali come i consigli d’istituto, i collegi dei docenti, le assemblee di sezione e di intersezione, l’assemblea d’istituto, la programmazione annuale e la progettazione mensile. Unitamente a questi momenti non bisogna dimenticare che anche i docenti hanno dei diritti, dei bisogni: dovrebbero avere l’autonomia di crearsi degli spazi personali (ogni docente dovrebbe avere nella sua sezione o a scuola uno spazio riservato,
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che può essere un tavolo, un armadietto, ecc.) e anche poter coltivare serenamente e senza ansie le relazioni con i colleghi, creando ad esempio dei momenti di incontro anche non formali, con dei circle-time in cui si discute delle difficoltà personali e di come ognuno vive se stesso nel lavoro. Poter mettere in luce le cose che vanno bene (dire ad una collega “mi piace come hai realizzato quel cartellone”) oppure lamentarsi di qualcosa (“sono dispiaciuta perché cerco di lasciare sempre tutto in ordine invece puntualmente non trovo le cose al loro posto”) creare un confronto leale e sincero, fatto di una comunicazione assertiva che ha come obiettivo potersi sentire tranquilli e accolti, in modo da riversare nel lavoro, nell’organizzazione, nella programmazione, con i bambini e le famiglie la protezione e la rassicurazione affettiva e professionale. In tutte le scuole del nord Europa spazi per condividere momenti di confronto sono previsti da molti anni. Dopotutto, avere la possibilità di dire e non di mandar a dire, è sempre il miglior modo per camminare insieme nella stessa direzione ed è l’unico modo per creare dei team efficienti e non cadere nella sindrome da burnout (affaticamento fisico-emozionale e mentale). Partecipare a queste attività, diciamo, extra curricolari produce anche una capacità di autovalutazione, poiché solo sapendosi mettere in discussione e rianalizzando il proprio fare si può procedere con nuove modalità migliori delle precedenti. Vi proponiamo alcune possibilità di autovalutazione in schede che possono essere compilate in modo anonimo e riportate nella discussione per essere analizzate in gruppo. Programmazione
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Ambiente 0 - 6
Le occasioni educative proposte a partire dalla L.105 luglio 2015, fanno parte di un percorso educativo integrato 0-6 anni, concorrendo a formare un unico servizio omogeneo, che riguarda lo sviluppo coerente del bambino dai 12 mesi all’età scolare, pur caratterizzandosi ogni servizio per la sua specificità. Si tratta di costruire, ai bambini e alle famiglie, in continuità con i nidi e le sezioni Primavera, un ambiente educativo aperto al dialogo, al confronto e all’aiuto reciproco, che mira a far raggiungere significativi traguardi di sviluppo dell’identità, autonomia e competenza, nell’ottica di una crescita globale e armonica della persona. I progetti e gli interventi si fondano su alcuni principi essenziali: • la valorizzazione del gioco come risorsa privilegiata per l’apprendimento e la relazione affettiva; • la libera esplorazione e la concezione che vede in ogni bambino un protagonista attivo e costantemente impegnato nell’interscambio con i coetanei, gli adulti, gli oggetti, le attività che lo incuriosiscono; • la mediazione didattica intesa come strumento per orientare e sostenere lo sviluppo e l’apprendimento; • la conoscenza delle modalità comunicative di ogni bambino, per rispondere alle sue specifiche esigenze e verificare la validità delle proposte educative. Un’attenzione particolare è data dal passaggio dal contesto di vita abituale ad un altro con il quale i bambini e genitori devono familiarizzare, per garantire la gradualità dell’inserimento e la continuità tra i diversi ambienti di riferimento del bambino. Altro punto cardine del percorso 0-6 è la formazione e l’aggiornamento integrato degli educatori che non devono mai perdere di vista l’importanza di far scoprire la realtà attraverso il gioco e l’esplorazione da 0 a 6 anni.
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QUESTIONARIO DI AUTOVALUTAZIONE PER GLI INSEGNANTI DELL’ISTITUTO .............................................................................. Anno Scolastico .......................... 1- Ritieni che il tuo ambiente di lavoro sia piacevole e sereno? Sì No Se non è piacevole, perché? ...................................................................................... Se provate disagio, questo è collegato a: Team di classe Relazione con i servizi amministrativi Team di plesso Relazione con il personale ausiliario Relazione con lo staff Relazione con i genitori Relazione con la dirigenza Relazione con gli studenti Cosa proponi per superare il disagio? ............................................................................ 2- Ritieni di essere opportunamente e tempestivamente informato su tutto ciò che avviene nell'istituto? Cosa proponi per migliorare? .......................................... Sì No Poco 3- Ritieni di avere sufficiente spazio per la programmazione ed attuazione dell'attività didattica? Sì No Cosa proponi? ............................................................................................................ 4- Ritieni che tutti i progetti a cui hai aderito siano partiti dai bisogni degli alunni? Sì No Se la risposta è negativa, cosa proponi? ........................................................................ 5- Conosci adeguatamente il P.O.F.? Sì No Se la risposta è negativa, perché? ............................................................................. Cosa vorresti cambiare? ............................................................................................ 6- Ritieni che l'organizzazione sia adeguata? Sì No Cosa proponi? ............................................................................................................ 7- Cosa ti provoca maggior disagio nel quotidiano? ................................................... ...................................................................................................................................... Programmazione
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I bambini
Dai 3 ai 6 anni i bambini crescono e si trasformano in ambiti che riguardano lo sviluppo percettivo, motorio, logico, relazionale, le dinamiche affettive ed emotive, la costruzione dei rapporti, l’acquisizione delle norme sociali. Le Indicazioni, pur dandoci punti di riferimento del processo evolutivo relativo ai due momenti fondamentali della scuola dell’infanzia (ingresso e uscita) e inserendo la scuola nel quadro del primo ciclo dell’istruzione, sottolineano la non sequenzialità degli stili cognitivi e l’unicità di ogni bambino. Ma poter leggere il bambino in tutta la sua valenza sarà possibile solo se la scuola sarà capace di accoglierlo e aiutarlo a trovare, nell’incontro con nuove persone e con un nuovo ambiente, un riferimento che lo rassicurerà, ponendosi in continuità con la famiglia e offrendo l’apertura a nuove esperienze. Tale apertura non tarderà a tradursi in curiosità conoscitiva, che verrà soddisfatta in modo sistematico nella scuola primaria. Educare e formare significa accompagnare il bambino a conoscere la realtà e a scoprire che ogni parte di essa può essere analizzata e scoperta con vari metodi, linguaggi come quelli dei campi d’esperienza, ma soprattutto insieme agli altri. Queste possibilità si esplicitano attraverso la qualità di relazione con l’insegnante che diventerà l’esperienza di un rapporto personale, introdurrà il bambino in una esperienza di vita e lo guiderà a guardare e a conoscere la realtà positivamente, in continuo divenire.
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Il criterio che deve sostenere la proposta educativa è riconoscere e leggere il bambino nella sua globalità, cioè nella sua unità affettiva e cognitiva. Il metodo è caratterizzato non solo dal “fare”, ma dal creare le condizioni perché il bambino possa compiere un passo in più nella consapevolezza di quanto gli accade, così che il suo agire diventi sempre più ricco di significato. Si potrebbe dire ancora molto sul bambino e sulla fase evolutiva in cui lo accogliamo, potremmo scrivere pagine e pagine, ma ci limitiamo a sottolineare di nuovo che è fondamentale saper applicare la teoria dell’accoglienza e partire dalla lettura dei suoi bisogni formativi: “Questo bambino, ora, di cosa ha bisogno?” ed essere in grado di accettare le sue risposte, per vedere se il nostro “fare” è davvero efficace ed efficiente. Possiamo farci raccontare direttamente dagli interessati, i bambini, se la loro scuola è come la vorrebbero e sa accoglierli. Oltre all’osservazione sistemica che attueremo attraverso la quotidianità e che riporteremo in narrazioni pedagogiche e griglie che si trovano qui allegate, facciamo sì che anche ogni bambino possa valutare se stesso, la sua esperienza e, perché no, la scuola tutta. Dopo averne tratto delle fotocopie ingrandite consegniamo un questionario da compilare a casa, come quello che segue. Programmazione
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Scheda di valutazione del percorso da somministrare ai bambini Questo questionario è anonimo, cioè non devi scrivere il tuo nome, ma serve per verificare quanto la scuola ti piace e cosa è possibile migliorare. Devi solo mettere una crocetta in corrispondenza della domanda a seconda del tuo grado di soddisfazione. Fatti aiutare a casa a leggere le domande e colora le faccine che ritieni giuste. Grazie per la collaborazione. PER NIENTE
1- Ti piace venire in questa scuola? 2- Sei contento di stare nella tua classe? 3- Ti piace stare con i tuoi amici? 4- Ti piace stare con le tue maestre? 5- La cuoca, la bidella, l’assistente e le altre maestre (inglese, musica, motoria) sono gentili con te? 6- Ti piacciono gli ambienti in cui lavori (aule, palestre, laboratori…)? 7- Ti piacciono gli ambienti di gioco (giardino, salone…)? 8- Le tue maestre ti “ascoltano”? 9- Sei contento di raccontare alla maestra le tue esperienze? 10- Ti piace ciò che mangi in mensa? 11- La tua sezione è pulita al mattino? 12- Di solito in bagno trovi tutto quello che ti serve?
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POCO
ABBASTANZA
MOLTO
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Le famiglie
Il bambino ha la radice e il principale riferimento nella sua famiglia. Essa è il primo luogo nel quale impara a vivere e a stare di fronte alla realtà. All’ingresso nella scuola dell’infanzia ha già una sua storia personale che gli consente di possedere un patrimonio di atteggiamenti e di capacità. Egli è un soggetto attivo, curioso, interessato a conoscere e capire, capace di interagire con coetanei e adulti al di fuori dei legami parentali. Ciò non toglie che la scuola ha il dovere di accogliere in sé anche le famiglie con le loro dinamiche e le loro modalità educative. È opportuno creare degli scambi e una relazione non solo SCUOLA-FAMIGLIA, ma anche FAMIGLIA-SCUOLA, poiché la scuola senza la famiglia nulla può e così viceversa. Una formazione ed educazione completa, si fa insieme. Allora è giusto che la scuola apra le sue porte anche ad attività per le famiglie con iniziative come: gli open-day, le riunioni, la bacheca, i laboratori, le feste, le uscite e molto altro. PERCORSO FORMATIVO RISERVATO AI GENITORI I laboratori
Incontri culturali
Uscite didattiche
Organi collegiali
I laboratori per i genitori sono luoghi e momenti dove s’imparano molte cose: dal cucinare a fare collane, a fare ceramica oppure riciclo di oggetti… Curati dalle insegnanti e da esperti esterni, per trattare argomenti di pedagogia, pediatria e psicologia come per esempio: l’alimentazione del bambino, l’importanza dei vaccini, il ruolo del padre, la funzione del gioco, altro... Accompagnare i bambini nelle uscite didattiche diventa un’esperienza molto importante da ricordare e allo stesso tempo le uscite sono un utile supporto al lavoro delle insegnanti. Partecipare agli incontri previsti permette la continua informazione sulle attività didattiche svolte e sull’organizzazione scolastica. Programmazione
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Le famiglie dovrebbero trovare nella scuola: > disponibilità all’ascolto da parte dei docenti; > flessibilità della scuola alle esigenze della famiglia; > collaborazione nel processo educativo; > valorizzazione della personalità di ciascuno; > coerenza nel momento didattico-educativo; > trasparenza e chiarezza nel processo didattico-formativo; > la costituzione di un ambiente sereno che favorisca la crescita del figlio. È sempre utile e necessario sapere se i percorsi attivati sono in linea con le aspettative delle famiglie, pertanto verifichiamo attraverso questionari anonimi durante l’anno scolastico se la qualità del servizio risulta essere percepito come tale. Lasceremo uno spazio per eventuali suggerimenti volti al miglioramento della qualità della scuola o per qualsiasi comunicazione abbiano bisogno di rivolgere.
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QUESTIONARIO PER LA VALUTAZIONE DELLA QUALITÀ DEL SERVIZIO SCOLASTICO
Scuola dell’infanzia .................................................................................................... Gentili genitori, Vi invitiamo a rispondere con la massima sincerità e a restituire il questionario senza scrivere il Vostro nome, nelle date che vi verranno comunicate dalle insegnanti. Per rispondere al questionario è sufficiente scegliere tra le risposte quella che più si avvicina al Vostro parere e barrare la relativa casellina. Suo/a figlio/a frequenta la sezione ........................................................................... Moltissimo Molto Abbastanza Poco Per nulla
1- Stato di manutenzione degli spazi (corridoi, aule ad usi vari, servizi, ecc.). 2- Stato delle attrezzature e degli arredi (sedie, tavoli, banchi, lavagne, ecc.). 3- Qualità dell’attività d’insegnamento. 4- Equilibrio nell’organizzazione della giornata scolastica. 5- Organizzazione attività di accoglienza. 6- Attività in continuità con la scuola primaria. 7- Coinvolgimento nella formazione del figlio/a. 8- Facilità di dialogo con gli insegnanti. 9- Cortesia e disponibilità dei collaboratori scolastici. 10- Cortesia e disponibilità del personale di segreteria. 11- Disponibilità del Dirigente Scolastico. Programmazione
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Dove programmare? La scuola
Domandarsi dove programmare appare retorico e banale. Ma puntualizzare che idea di scuola ognuno di noi ha è il segreto per darsi una mission. Ogni anno si arriva in scuole diverse o magari si ha la fortuna di lavorare da molto tempo nello stesso circolo; comunque sia, bisogna avere in mente un’idea generale di scuola per poter dare un senso al nostro operato. Senza voler entrare in concetti filosofici che non appartengono a questa sede è necessario ricordarci quanto sia importante considerare i luoghi del nostro operato nell’insieme della comunità e non come segmento. La scuola è sicuramente una risposta al diritto all’educazione. Ogni stato civile assolve a questo dovere. Quindi l’educazione è, e deve essere, una responsabilità della comunità tutta. Una dimensione fondamentale è l’interazione tra la pedagogia e il sociale, tra scuola ed enti. La qualità di una scuola dipende spesso dall’idea di cittadino che hanno gli amministratori non solo al Ministero ma nelle Regioni, Province, Comuni. Inutile progettare unità di apprendimento sulla sensibilizzazione all’arte se poi un Comune non mette a disposizione risorse pratiche (autobus, operatori del museo…). Dunque la prima idea che deve essere chiara è che la scuola è un sistema formato da molti. Un luogo dove vi è continuità con le famiglie e gli spazi dei bambini: città fatte di spazi verdi, musei, strade, ecc. Una scuola che promuove il diritto di abitare i luoghi culturali, politici, istituzionali della propria città. Cosa possiamo fare noi? Possiamo molto. Insegnare a chi non è un operatore scolastico che dare visibilità e vivibilità ai luoghi di appartenenza significa restituire dignità e valore alla cultura, cosicché gli investimenti non diventino sprechi, ma risorse.
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Glossario pedagogico minimo
È stato fatto un breve schema delle parole più importanti del linguaggio pedagogico e delle Indicazioni e del loro significato; una sorta di sintesi, utile a fare un excursus veloce dei significanti e dei significati (si ringrazia il Prof. Arrigo Novelli coordinatore delle attività pedagogiche FISM Abruzzo). ABILITÀ
È la capacità acquisita di svolgere una particolare forma di attività. ACCORDI DI RETE
È un patto che le istituzioni scolastiche stipulano fra di loro per realizzare progetti comuni; individua le finalità del progetto, le modalità di realizzazione e le competenze dell’organo responsabile della gestione. ACCOGLIENZA
“Accoglienza” è la parola-chiave della pedagogia contemporanea, perché solo dall’apertura verso l’altro nasce il dialogo e si può favorire la crescita culturale. In una scuola che sempre più si caratterizza come luogo integrato di formazione è necessario che si avvii un libero scambio di relazioni interpersonali e che si parli di accoglienza a tutti i livelli. Le insegnanti devono essere disponiibili all’ascolto attivo per pianificare in modo adeguato l’organizzazione didattico-educativa e per promuovere il continuo benessere degli alunni e delle loro famiglie. Parliamo quindi di Accogliere ogni giorno dell’anno scolastico. Accogliere come filosofia di fare scuola. ALFABETIZZAZIONE CULTURALE
Saper cogliere la continuità nel cambiamento; appropriarsi della cultura di appartenenza, dei suoi strumenti, dei suoi significati; scegliere un punto di vista da cui osservare e descrivere i cambiamenti; costruirsi una banca dati della memoria capace di controbilanciare lo shock indotto dalle tecnologie; resistere al cambiamento e progettare il futuro (Postman). Padronanza dei principali codici di scrittura della realtà: parole, numeri, immagini, Programmazione
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suoni; padronanza dei concetti portanti delle varie discipline: concetti, categorie, strutture, idee-chiave; padronanza delle forme espositive e di ragionamento delle discipline; padronanza di abilità metacognitive generali e specifiche (Gardner). ANSAS
È l’agenzia nazionale per lo sviluppo dell’autonomia scolastica: sostiene i processi di innovazione e di ricerca educativa; favorisce l’interazione con il territorio; sostituisce l’INDIRE (Istituto Nazionale di Documentazioni per l’Innovazione e la Ricerca Educativa) e l’IRRE (Istituti Regionali di Ricerca Educativa). APPARTENENZA
Immagine che si ha di se stessi (come facenti parte di una comunità) che fa da guida ai comportamenti orientati dal senso della vita, dalle convinzioni, dalle credenze e dalle idealità che indicano le mete da conseguire, la direzione dell’agire, la progettualità. APPRENDIMENTO
È una esperienza (azione provocata da stimoli); è un processo (complesso delle attività interne ed esterne e delle modalità di reazione alle situazioni); è un risultato (mutamento osservabile della condotta). Esistono diverse teorie dell’apprendimento che sono tentativi di spiegare, interpretare, descrivere i singoli fenomeni dell’apprendimento. ASCOLTARE
Significa: dare un anticipo di fiducia; non interrompere; avere un atteggiamento attivo; mettersi nei panni dell’altro; decifrare il linguaggio del corpo; cogliere l’implicito nel messaggio; mostrare interesse; distinguere i messaggi dell’altro dalle nostre idee. “Se parlare è un bisogno, ascoltare è un talento” (Goethe).
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