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Il muro

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Invito alla lettura

• Focus di approfondimento: - Il dopoguerra - Il Muro di Berlino • Attività didattiche ispirate alla metodologia Invalsi • Espansioni online

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www.leggermente.info Questo volume sprovvisto del talloncino a fianco è da considerarsi campione gratuito fuori commercio.

€ 7,70

IL MURO

Il Muro. Una storia berlinese

Giorgio Di Vita

Nel 2015 sono passati venticinque anni dalla riunificazione della Germania: il territorio tedesco tornò a essere un’unica nazione, dopo trentanove anni. La divisione di Berlino segnò una distanza incolmabile tra fratelli, genitori e figli, amici. Peter, Dirk e Adriana, i protagonisti di questo libro, si trovarono anch’essi, all’improvviso, separati, e costretti a crescere negli anni più bui della storia del loro paese, in cui tra le due zone di Berlino, quella occidentale e quella orientale, venne eretto un muro invalicabile. La loro piccola storia, però, come la grande Storia (quella che, come si dice, va scritta con la S maiuscola) è un messaggio di amicizia, d’amore e di speranza.

ORA E POI ORA E POI

LeggerMENTE è la nuova collana di narrativa per la scuola secondaria. Il suo obiettivo principale è offrire ai ragazzi libri classici o inediti, storie di attualità o di fantasia, per riscoprire pagina dopo pagina il piacere della lettura.

Giorgio Di Vita

IL MURO Una storia berlinese


Nota introduttiva Sono passati venticinque anni dalla riunificazione della Germania. Il 3 ottobre 1990 il territorio tedesco tornò a essere un’unica nazione, dopo avere subito per trentanove anni la divisione in due Stati politicamente distinti. Proprio quel 3 ottobre 1990 è il giorno in cui prende avvio la storia che si narra in questo romanzo e in cui essa si chiude. A chi ha meno di vent’anni, come voi lettori, questa lunga parte del secolo scorso apparirà come storia “antica”, come lo sono altri eventi epocali di cui non restano che carte ingiallite, foto sbiadite, antiche mappe ed epici dipinti. Occorre, quindi, che v’inviti a riflettere su un fatto decisivo: gli atlanti geografici su cui studiarono i vostri genitori, le mappe alle pareti delle loro aule, rappresentavano due Germanie: la Repubblica Federale e la Repubblica Democratica. Il cuore dell’Europa, che oggi vanta perfino una moneta unica, fino a soli venticinque anni fa mostrava ancora la ferita profonda che la Seconda Guerra Mondiale gli aveva inflitto. Riflettete su questo ed ecco che il tempo antecedente la vostra nascita, che vi apparirà (come appare a chiunque) indefinitamente lontano, vi sembrerà, al contrario, incredibilmente vicino, quasi schiacciato sulla vostra storia personale, quella del tempo in cui viviamo. Ma non è tutto: Berlino, tra il 1949 e il 1990, era come un’isola all’interno della Repubblica Democratica tedesca, la DDR. Divisa tra i vincitori della Guerra, la città si trovava nel territorio controllato dalla Russia, l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS), benché in un’ampia zona urbana i Sovietici non avessero alcun potere. Un bel pasticcio, vero? Divisa la Germania, quindi, e divisa Berlino che, però, non era affatto sul confine. Per visualizzare

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questa situazione paradossale, vi invito a rappresentare la Germania su un foglio di carta tracciando un cerchio, che dividerete poi in due parti con una linea verticale. Ora, nella metà di destra, disegnate un cerchio più piccolo, la città di Berlino, e dividete anche questo in due metà. Colorate la metà di sinistra del cerchio piccolo con un colore a vostra scelta, e la metà di sinistra del cerchio grande con la stessa tinta. Ecco la Germania ed ecco Berlino del dopoguerra, l’una dentro l’altra come in un gioco di scatole cinesi... o di bamboline russe. La divisione della città segnò una distanza incolmabile tra fratelli, genitori e figli, amici. Peter, Dirk e Adriana, i protagonisti di questo libro, si trovarono anch’essi, all’improvviso, separati, e costretti a crescere negli anni più bui della storia della loro nazione, quelli in cui tra le due zone di Berlino, quella occidentale e quella orientale, venne eretto un muro invalicabile. La loro piccola storia, però, come la grande Storia (quella che, come si dice, va scritta con la S maiuscola), avrà per fortuna un lieto fine, che v’invito a scoprire leggendo questo racconto di amicizia, d’amore e di speranza. Buona lettura! G.D.

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1. Mattino del 3 ottobre 1990 Peter aveva un segreto inconfessabile, il residuo di una felicità antica che teneva solo per sé, custodito intatto fin da quando era poco più che un bambino. Come avrebbe potuto raccontare, infatti, al suo secondo pilota, di provare la stessa emozione, guardando giù dai finestrini, sempre la stessa emozione a ogni volo, di quando da ragazzo aveva volato la prima volta da Berlino a Parigi con i suoi? Né, questa emozione, avrebbe potuto condividerla con le hostess e gli steward, che si affidavano a lui con la stessa fiducia che riponevano nelle ali, nei motori e nella strumentazione dell’aereo. Avrebbero accettato l’idea che l’uomo capace di far volare più veloce del vento a migliaia di metri di quota il grande e lucente Jumbo Jet potesse custodire dentro di sé l’anima di un ragazzo? Quel giorno, poi, Peter aveva un motivo in più per sentirsi leggero e felice. Sensazioni che egli percepiva come una effervescente eccitazione, la stessa di molti, molti anni prima, le sere delle vigilie di Natale, mentre immaginava i regali che avrebbe trovato sotto l’abete il mattino dopo. Peter si preparò ad agire sui comandi, per far scendere gradualmente l’aereo verso lo scalo di Berlino Tegel. Prima, però, tastò ancora una volta la tasca della giacca, facendo frusciare la lettera ricevuta qualche giorno prima. Aveva trovato la busta nella sua cassetta postale, nell’androne del palazzo del quartiere elegante di Parigi in cui viveva. La grafia della busta era ordinata e anonima, lo spazio destinato al mittente riportava delle iniziali, D. W. e un indirizzo berlinese a lui sconosciuto. Mentre percorreva l’an6


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Il dopoguerra La Germania uscì sconfitta dalla Seconda Guerra Mondiale, con la sua resa incondizionata del 1945. Ciò fece sì che le potenze vincitrici (Russia, USA, Gran Bretagna e Francia) si dividessero il suo territorio: la Francia ottenne la zona sud-ovest, la Gran Bretagna il territorio a nord-ovest, gli Stati Uniti quello a sud e l'Unione Sovietica quello a est. Berlino, che si trovava nel settore sovietico, venne divisa anch'essa in quattro zone. Nel 1948, con l'inizio della Guerra Fredda (cioè con l'inasprirsi dei contrasti tra Stati Uniti e Unione Sovietica, che non sfociarono mai, fortunatamente, in una guerra vera e propria), il piano di aiuti offerto dagli Stati Uniti all'Europa devastata dalla guerra (Piano Marshall) venne esteso alla Germania. L'Unione Sovietica, però, non fu d'accordo e mise in atto, per 11 mesi, il cosiddetto "Blocco di Berlino" (dal giugno 1948), chiudendo tutte le vie terrestri che collegavano Berlino e la Germania Ovest. Per rifornire la città, allora, gli Stati Uniti (con l’aiuto di Francia e Gran Bretagna) organizzarono un "Ponte aereo", cioè un collegamento via aria tra la Germania Ovest e la parte Ovest della città. Il 23 maggio 1949, con la costituzione della Repubblica Federale di Germania (BDR), gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e la Francia rinunciarono alla sovranità sulle rispettive zone occupate. L'Unione Sovietica fece lo stesso il 7 ottobre 1949, rinunciando alla propria sovranità sulla Germania Est che divenne la Repubblica Democratica Tedesca (DDR). La DDR, che non beneficiò degli aiuti del Piano Marshall, in quanto alleata dei sovietici, non raggiunse il benessere della Germania Ovest; questo è il motivo per cui molti suoi cittadini sognavano di trasferirsi ad Ovest, in cerca di maggiore prosperità economica e libertà politica. Gli alleati occidentali mantennero, comunque, truppe all'interno della Repubblica Federale di Germania.

Il posto di blocco tra il settore sovietico e quello americano, tra il 1945 e il 1990, era il famoso Checkpoint Charlie.

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Titolo Il Muro di Berlino Il Muro che divise Berlino Ovest da Berlino Est per 28 anni, a partire dal 13 agosto 1961, isolò la zona Ovest della città dal resto del territorio della DDR. Il nome ufficiale del Muro, attribuitogli dalle autorità dell'Est, era "Barriera di protezione antifascista". Nelle fasi iniziali, il Muro era in realtà una recinzione di filo spinato, poi una semplice barriera Fasi della costruzione del muro durante il 1961. di cemento, ma, nell'ultimo periodo, esso era costituito da due muri di cemento armato paralleli, tra i quali correva una striscia di terreno larga alcune decine di metri detta "striscia della morte". Inizialmente, i berlinesi potevano circolare senza particolari restrizioni tra i due settori, ma con l'inasprirsi della contrapposizione tra Stati occidentali (alleati degli Stati Uniti) e Unione Sovietica, tali movimenti vennero limitati. Già nel 1952 era stato chiuso il confine tra Germania Est e Germania Ovest, ma la costruzione di una barriera vera e propria aveva lo scopo definitivo di bloccare l'esodo di cittadini di Berlino Est verso Berlino Ovest. Il muro era alto 3,6 metri e si estendeva per circa 155 km dentro la città. Tuttavia i tentativi di fuga 132


Percorsi di lettura Intervista all’illustratrice - Carla Manea

Com’è nata la tua passione per il disegno? È nata a poco a poco, sommessamente. Ricordo che ho sempre disegnato, fin da quando ero piccolina. Poi, al liceo, ho capito che volevo illustrare, illustrare libri di tutte le sorti.

Che cosa caratterizza il tuo stile? Non so rispondere con precisione a questa domanda. È sempre difficile vedere le proprie illustrazioni con occhio critico e distaccato. Cerco solo di creare una sintonia tra il mio modo di disegnare e la storia, e quando accade lo si sa per istinto; risuona dentro qualcosa. Qual è la regola per essere un bravo illustratore? Disegnare, disegnare, disegnare. Ma è anche importante guardare migliaia di immagini create dai più disparati artisti; parlo di illustrazioni ma anche di dipinti, fumetti, fotografie, design... E ovviamente, leggere di tutto. Inoltre un illustratore deve comprendere le logiche dei mercati e le correnti stilistiche che vanno per la maggiore in un paese rispetto ad un altro: fare l’illustratore non è solo una questione di cuore e di saper usare bene la matita, ma significa anche proporsi al mercato giusto per poter lavorare. Non dobbiamo scordare che fare illustrazione è un lavoro (retribuito) e un illustratore deve essere anche un imprenditore. Se si progetta un libro ci si deve porre la domanda: “A chi posso vendere questo progetto (o immagine)? Chi potrebbe essere interessato?”

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Sei anche una buona lettrice? Leggo un po’ di tutto, ho sempre un libro in borsa e approfitto di ogni momento libero. Fortunatamente, quando fai l’illustratore ti capita spesso di leggere testi, romanzi, letture didattiche o poesie e questo ti arricchisce. Negli ultimi anni per esempio, sempre per lavoro, mi capita di leggere dei brani della Bibbia. Trovo che l’Antico Testamento sia davvero interessante! Che uno sia credente o meno, è proprio un libro da leggere. Che cosa ti ha colpito di questo romanzo? Mi hanno colpito il legame di amicizia tra i protagonisti, la loro caparbietà e l'ottusità delle scelte di chi, a capo di intere nazioni, finge di agire per “il nostro bene”. L'amicizia, se autentica, è un legame fortissimo e duraturo, che va oltre i limiti imposti dalla lontananza e dal tempo. Mi ha colpito la forza d’animo di Dirk, che vuole difendere la propria libertà in tutti i modi, coinvolgendo la sorella. Dall’altro lato, sta l’ottusità dei politici che, prendendo decisioni prive di buon senso, creano situazioni dolorose e per nulla costruttive. Che libro consiglieresti a noi ragazzi? Un classico è Il signore degli anelli di J. Tolkien (quando l’ho letto non riuscivo a staccarmi dal libro). Consiglio anche un fumetto, Fiato sospeso di Vecchini e Sualzo. Un messaggio importante: Gli altri siamo anche noi. Quelli che cambiano paese, quelli che sbagliano strada, quelli che non conoscono la risposta giusta. Non dimentichiamo mai di ascoltare noi stessi e chi ci sta vicino.


Percorsi di lettura CAPITOLI 1-6 CAMMIN FACENDO

1 Raccogli le informazioni su Peter presentate nel primo capitolo, compilando la tabella sotto riportata. Età (presumibile) Professione Residenza Altre informazioni ricavabili dal testo 2 Riporta gli aggettivi e le espressioni utilizzate dall’autore per descrivere lo stato d’animo di Peter mentre sta per atterrare in aeroporto. .......................................................................................................................... .......................................................................................................................... .......................................................................................................................... .......................................................................................................................... 3 Peter ha ricevuto una lettera. Chi è il mittente? a) Adriana b) Un suo amico conosciuto tanti anni prima c) La compagnia aerea per cui lavora d) Una persona sconosciuta 4 Quali sono l’ora e il luogo dell’appuntamento? .......................................................................................................................... .......................................................................................................................... .......................................................................................................................... ..........................................................................................................................

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