Gianluca Agnello • Valentina Falanga
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Classici Classici
Gianluca Agnello • Valentina Falanga
Il romanzo racconta la coinvolgente avventura di un gruppo di esploratori che si inoltrano in una Terra sconosciuta abitata da indigeni, uomini-scimmia e… dinosauri! Dinosauri? Ma non erano scomparsi milioni di anni fa? Questo è quello che tutti gli studiosi e i professori universitari credono, ma… a volte per scoprire la verità bisogna mettersi in gioco e superare mille paure e mille pericoli. Riusciranno i nostri eroici esploratori a tornare sani e salvi da quella terra misteriosa e a dimostrare al mondo ciò che hanno scoperto?
GIANLUCA AGNELLO • VALENTINA FALANGA IL MONDO PERDUTO
Il mondo perduto
Il mondo perduto, il romanzo di Sir Arthur Conan Doyle che ha ispirato famosissimi film tra cui King Kong e Jurassic Park, riscritto per essere letto e apprezzato dai ragazzi.
ISBN 978-88-468-3727-1
Per tutti i titoli della collana vai al sito: www.alberodeilibri.com cover Il mondo perduto.indd 1
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Capitolo 1
– Sì. – Ahahahah! – Gladys esplose in una fragorosa risata. – Perché ridi? – chiesi imbarazzato. – Ti sembra così strano che possa avere una cotta per te? – No, no, non rido per quello. Rido perché noi siamo amici Edward. A-M-I-C-I. – E allora? Passiamo insieme tantissimo tempo e siamo felici, no? – Devo ammettere che passiamo momenti piacevoli insieme, ma non basta. – Sono pronto a tutto. Che cosa devo fare per piacerti? Gladys iniziò a camminare avanti e indietro con occhi sognanti, arricciandosi con le dita i lunghi capelli neri. – Il mio uomo ideale deve essere un uomo forte… – Io sono forte – la interruppi – sono uno dei migliori giocatori di rugby della London Irish. – Non parlo solo di forza fisica. Parlo di forza d’animo, di coraggio. Al mio fianco
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La forza dell’amore
voglio un uomo che sia pronto a sfidare la natura, i pericoli. Un uomo pronto a correre qualsiasi rischio. – Gladys, ma io sono solo un misero reporter del Daily Gazette. – Appunto – commentò. Poi, vedendo la mia faccia triste provò ad addolcirmi la cosa. – Vedi Edward, tu sei un bravo ragazzo. Hai mille qualità: sei generoso, sei buono, sei colto. A ventitré anni hai già un impiego di tutto rispetto e questo ti fa onore. – Allora anche io ti piaccio? – provai timidamente a chiederle. – Mi piaci come amico. Non voglio perderti, lasciamo le cose come stanno. – No! – esplosi. – Se c’è anche una sola possibilità che tu possa innamorarti di me, io voglio provarci. Con un sorrisetto, la bella Gladys continuò: – Che cosa vuoi che ti dica? Fai qualcosa di incredibile, fuori dal comune. Qualcosa di così coraggioso che mi potrebbe
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Capitolo 2
La proposta di McArdle era molto lontana dalla mia idea di giornalismo pericoloso, ma pensai che forse poteva essere un primo passo. – Feriti a parte, qualcuno è riuscito a intervistarlo o sarei il primo?
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Un’intervista pericolosa
– Saresti l’unico a venire a conoscenza di quello che ha visto in Sud America e l’unico ad avere gli elementi per smascherarlo. – Accetto! – esclamai, e uscii dall’ufficio.
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Capitolo 3
la verità. – Professore, la mia intenzione non era assolutamente quella di prenderla in giro. – Non raccontarmi fesserie, ragazzo. Vattene e non ti torcerò un capello – mi minacciò. – No. Io non me ne vado! Agile come un gatto il professore mi saltò addosso e, stringendomi le mani al collo, mi fece sbattere contro la porta dello studio che, sfortunatamente, si aprì. Iniziammo a ruzzolare giù per le scale, lottando come due rugbisti e, in men che non si dica, ci trovammo direttamente fuori dalla casa.
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che tutti voi abbiate la prova che quello che dico è vero. Questa montagna è abitata da creature straordinarie.
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In cuor mio ero felice che i due si fossero finalmente riappacificati ma, nello stesso tempo, iniziavo ad avere paura: che cosa avremmo incontrato sulla nostra strada? Visto che ormai era quasi il tramonto, decidemmo di non rischiare e di passare la notte ai piedi della parete rocciosa e di studiare il modo migliore per scalare la montagna.
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cinque dita. Il corpo terminava con una lunga e grossa coda, mentre la testa era piccola e appuntita. Non c’era bisogno di essere esperti scienziati per capire che ci trovavamo di fronte a una famiglia di dinosauri. I cinque stavano pacificamente bevendo l’acqua del ruscello, mentre Challenger e Summerlee annotavano, disegnavano e fotografavano tutti i piccoli particolari del loro corpo.
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che arrivava fino al collo. Gli occhi erano così incavati che quasi non si vedevano ed erano coperti da folte sopracciglia scure. Rimanemmo a fissarci per un attimo, in silenzio. Poi, iniziò a ringhiare sempre più forte. Arricciò il naso e, aprendo la bocca, mi mostrò i canini corti e ricurvi, in segno di minaccia. Ma quello che non potrò mai dimenticare è il suo sguardo. Uno sguardo carico di rabbia e di odio che mi fece accapponare la pelle.
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cercando le tracce della sua preda. E la sua preda... ero io! Iniziai a correre piÚ velocemente che potevo. Poi, il vuoto sotto i piedi. Non so dire per quanti metri caddi, ma quando toccai di nuovo il suolo, alzai lo sguardo e capii che mi trovavo in una buca. Mi toccai braccia e gambe per scongiurare ferite o fratture. Miracolosamente, non mi ero fatto nulla. C’era un odore nauseabondo ed era buio pesto. Capii che ero caduto in una trappola per dinosauri!
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Capitolo 12
– Esatto, ma se tu hai una soluzione migliore, parla! – rispose Challenger offeso. Il collega non sapeva che cosa rispondere, quindi decise di stare in silenzio. – Secondo me è un’ottima idea… ma riuscirà a portarci tutti e quattro? – chiesi curioso. – Beh, certo che no! Dovremo farlo uno alla volta. – Facci vedere come funziona! – chiese Summerlee. Challenger iniziò la preparazione: tese lo stomaco proprio sopra la zona del terreno che sputava gas e lo legò a due pali. Quando fu pieno di gas lo chiuse con una corda. La stessa corda se la legò in vita e, quando l’aerostato spiccò il volo, anche Challenger si alzò da terra. Corsi verso di lui e strinsi le gambe del professore per tenerlo a terra, ma anch’io, insieme a lui, stavo prendendo il volo. A quel punto intervenne Roxton e con la sua forza estrema riuscì a riportarci con i
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Capitolo 14
In tutta risposta, Malone si è alzato ed è uscito dal palco, lasciando la platea perplessa. Tuttavia, Edward Malone è ritornato in scena un attimo dopo portando insieme a Zambo, un indigeno gigante, un’enorme cassa. I due l’hanno appoggiata sul palco e il professor Challenger l’ha aperta. Dalla cassa è uscito un grandissimo uccello con il becco ricurvo, gli occhi brillanti e maligni, e ali simili a quelle di un pipistrello, ma cento volte più grandi. Sembrava il diavolo! Lo pterodattilo (così lo hanno chiamato i due professori) era trattenuto da una corda legata a una delle zampe. Ma le urla terrorizzate del pubblico lo hanno spaventato. È riuscito a liberarsi e ha cominciato a volare nella grande sala conferenze.
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La conferenza stampa
L’esploratore Roxton ha gridato di chiudere tutte le finestre, ma purtroppo nessuno è riuscito a eseguire l’ordine e lo pterodattilo è scappato. Anzi, il diavolo è fuggito! Così, cari lettori, si è conclusa la serata più particolare dell’intera Londra.
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