Skip to main content

Fondamenti di Meccanica ed elementi di Disegno-Volume B

Page 1


Albino Zanin - Giorgio

Fondamenti di

Meccanica Disegno ed

elementi di

BSTRUMENTI PER IL DISEGNO

TECNICO: DAL DISEGNO A MANO LIBERA AL CAD

NORME UNI

COSTRUZIONI GEOMETRICHE E PROIEZIONI

Costruire il futuro insieme

Il Gruppo Editoriale ELi

offre proposte editoriali che coprono tutti i gradi e i rami scolastici, all’insegna della qualità, del rigore e dell’innovazione.

INTELLIGENZA

ARTIFICIALE

Percorsi didattici con attività pratiche che mirano ad approfondire i principali strumenti di IA generativa per favorirne un utilizzo critico e il tool VELIA a disposizione dei docenti per personalizzare l’attività didattica.

EQUILIBRI

Progetto di ricerca costante che mira a eliminare gli stereotipi di genere nei testi scolastici ponendo particolare attenzione alla scelta dei contenuti, a una valutazione iconografica ragionata e all’utilizzo di un linguaggio testuale inclusivo.

INCLUSIONE

Sviluppo di una cultura dell’inclusione attraverso contenuti accessibili e adeguati ai diversi stili di apprendimento.

ORIENTAMENTO

Approccio educativo e formativo volto a favorire la conoscenza di sé, delle proprie attitudini e delle proprie capacità, oltre a sviluppare le competenze non cognitive e trasversali necessarie per le scelte del futuro.

EDUCAZIONE

CIVICA secondo le NUOVE Linee guida

Aggiornamento e ampliamento dei nuclei tematici attorno ai quali si articolano le competenze e gli obiettivi di apprendimento: Costituzione, Sviluppo economico e sostenibilità, Cittadinanza digitale

STEM/STEAM, CLIL

Attivazione del pensiero scientifico e computazionale, approccio interdisciplinare e laboratoriale, sviluppo della competenza multilinguistica, attraverso attività STEM, STEAM e CLIL.

DIGITALE

Acquisizione delle competenze digitali e dell’alfabetizzazione informatica come aiuto all’inclusione sociale e alla cittadinanza attiva.

EDUCAZIONE ALLE RELAZIONI

Percorsi incentrati sullo sviluppo di competenze relazionali che arricchiscono la consapevolezza del vissuto personale in relazione con la realtà circostante.

Gruppo Editoriale

ELi

Gruppo Editoriale

ELi

Meccanica Disegno ed

Meccanica Disegno ed elementi di Fondamenti di

Questo corso è stato progettato in coerenza con la riforma dei quadri orari degli Istituti

Tecnici. I contenuti sono organizzati secondo una visione integrata che supera la tradizionale separazione tra geometria, disegno e meccanica. Il percorso accompagna progressivamente nell’osservazione delle forme, nella loro rappresentazione attraverso il linguaggio del disegno tecnico, nella comprensione dei principi progettuali e nella conoscenza dei processi che conducono alla realizzazione degli oggetti e dei sistemi tecnici. In questa prospettiva, meccanica e disegno sono affrontati come linguaggi complementari che consentono di comprendere, descrivere e progettare la realtà tecnologica contemporanea.

Osservazioni e analisi

Le immagini che introducono le sezioni non hanno una funzione puramente decorativa: sono parte integrante del percorso di apprendimento.

GLI STRUMENTI PER IL DISEGNO

TECNICO

Tale scelta iconografica nasce dall’esigenza di rendere immediatamente percepibile il legame tra teoria e pratica: dietro ogni oggetto, ogni struttura e ogni progetto si trovano regole, metodi e convenzioni che costituiscono il linguaggio universale della rappresentazione tecnica.

Indice

1.1

1.2

1.3

1.4

Costruzioni piane fondamentali

IL LINGUAGGIO DEL

CAPITOLO 6

Proiezioni

CAPITOLO 5

Proiezioni ortogonali

5.1 I principali solidi geometrici 94

5.2 Metodi di rappresentazione grafica: le proiezioni 96

5.3 Proiezioni ortogonali: introduzione 97

5 .4 Triedro di riferimento e sua rappresentazione sul piano Video focus 98

5.5 Convenzioni per la rappresentazione grafica Video tutorial Video 3D 100

5.6 Proiezioni ortogonali di elementi geometrici Video tutorial 103

5.7 Proiezioni ortogonali di solidi geometrici Video tutorial Video 3D 108

5.8 Approfondimenti sulle proiezioni ortogonali Video tutorial 115

Proiezioni assonometriche

A SEZIONE

GLI STRUMENTI

PER IL DISEGNO

TECNICO

CAPITOLO 1

Strumenti tradizionali e loro uso

CAPITOLO 2

Strumenti attuali: il computer

CAPITOLO 3

cenni sulle norme uni

Anche un grande edificio prende forma partendo da linee, quote e schizzi tracciati su carta.

LO SAPEVI CHE?

Gli strumenti per il disegno tecnico non servono solo a tracciare linee e figure geometriche. Righello, squadra, goniometro, matite e portamine permettono di rappresentare idee e progetti con precisione, rendendo ogni dettaglio chiaro e misurabile. Prima dell’uso dei software di progettazione, questi strumenti erano indispensabili per realizzare disegni accurati di edifici, macchine e oggetti.

1 CAPITOLO Strumenti tradizionali e loro uso

CI OCCUPEREMO DI...

1. Descrizione degli strumenti principali

2. Uso corretto degli strumenti tradizionali

1.1 Descrizione degli strumenti principali

L’uomo è l’unico essere vivente che sa progettare e costruire oggetti, utensili, macchine ecc. Egli ha iniziato con il vasellame, le armi, gli attrezzi, giungendo successivamente alla costruzione di manufatti più complessi, la cui realizzazione implicava la stesura preventiva di un progetto in cui fossero studiate tutte le fasi costruttive. Il disegno tecnico è stato ed è un mezzo indispensabile per la progettazione di un’opera, perché permette di rappresentare sia l’idea globale sia le caratteristiche costruttive di ogni singolo componente. Di seguito presentiamo le principali caratteristiche degli strumenti impiegati per l’esecuzione di disegni tecnici.

1.1.1

LA CARTA

La carta è costituita principalmente da cellulosa, trattata chimicamente, ottenuta dagli alberi di legno tenero come la betulla, il pioppo, il pino. Una carta meno comune, in quanto costosa e più pregiata, è ottenuta dal cotone, il lino e la canapa. Esistono vari tipi di carta, tra cui quella per il disegno, con caratteristiche diverse a seconda dell’uso a cui è adibita.

1.1.2 LA CARTA PER IL DISEGNO

La carta per il disegno normalmente è fornita in fogli oppure in rotoli come la carta da lucido (trasparente e usata principalmente per i disegni a china) e la carta da spolvero detta anche da scena (per usi particolari in pittura e disegno).

3. Squadratura del foglio e uso delle squadre

4. Il disegno a mano libera

permette l’esecuzione di disegni di precisione. Può essere di varia grammatura e spessore, e la scelta dell’uno o dell’altro tipo dipenderà dall’uso che se ne intende fare. Per il disegno tecnico si consiglia l’uso di una carta con grammatura di 220 gr/m2 in quanto fornisce una buona resistenza all’eventuale azione della gomma e allo strofinio delle squadrette. Per il disegno a mano libera, soprattutto nei primi tempi, conviene utilizzare carta quadrettata o anche millimetrata.

I fogli bianchi o già utilizzati conviene conservarli in cartelline rigide così da evitare piegature e arrotolamenti che ne comprometterebbero l’aspetto.

1.1.3 MATITE

Per il disegno si usano i portamine, più adatti al disegno tecnico delle matite tradizionali di legno (➜ Fig. 1). In ogni caso l’importante è che la punta sia lunga e non tozza e, nel caso del portamine (➜ Fig. 2), sporgente almeno 10 mm in modo da poter vedere bene dove si appoggia (➜ Fig. 3).

Per il disegno tecnico la carta più indicata è la carta liscia bianca, in fogli di varie dimensioni, perché ➜ Fig. 1

Fig. 2 ➜ Fig. 3

Sia nella matita in legno sia nel portamine ciò che lascia il segno è la mina che è costituita principalmente da grafite con l’aggiunta di argilla. La proporzione di grafite e di argilla rende più o meno dura la mina. Ci sono mine morbide (da 9B a 2B), medie (B-HB-F), dure (da H a 9H) (➜ Fig. 4). Più le mine sono morbide più carico ne risulta il segno, ma è anche più facile sporcare il foglio. Viceversa più sono dure meno il segno risulta visibile ma è più facile incidere il foglio. Le più adatte per il disegno tecnico sono le HB, F e H e per eseguire i disegni a mano libera la B e la 2B.

9B 8B 7B 6B 5B 4B 3B 2B B HB

1.1.5 GOMME

Per il disegno a matita si usano gomme bianche morbide (➜ Fig. 9); eventualmente per pulire un disegno particolarmente sporco, si usa la gommapane (➜ Fig. 10). Per il disegno a china su carta da lucido si usa una gomma specifica traslucida di colore bianco o giallo (➜ Fig. 11).

F H 2H 3H 4H 5H 6H 7H 8H 9H

9B 8B 7B 6B 5B 4B 3B 2B B HB F H 2H 3H 4H 5H 6H 7H 8H 9H

➜ Fig. 4

Per eseguire un disegno è importante impugnare in modo corretto la matita. Pertanto nel caso in cui si avesse qualche difficoltà nel farlo, si consiglia l’uso di matite in legno a sezione triangolare oppure l’uso di opportuni correttori (➜ Fig. 5) da applicare alla matita o al portamine.

1.1.6 SQUADRE, RIGHE E RIGHELLI

Per tracciare le linee rette si usano squadre, righe e righelli.

➜ Fig. 5

1.1.4

AFFILAMINE

Per affilare le mine sono usati la carta smeriglio (➜ Fig. 6), le campane (➜ Fig. 7) e i girelli (➜ Fig. 8). Questi ultimi permettono di ottenere velocemente una corretta affilatura grazie anche a due regolatori di lunghezza, uno per ottenere una punta affilata, l’altro per ottenere una punta un po’ più grossa.

Le squadre sono a forma di triangolo rettangolo isoscele (con angoli di 45° e 90°) (➜ Fig. 12) e di triangolo rettangolo scaleno (con angoli di 30°, 60° e 90°) (➜ Fig. 13), di varie dimensioni. Si sconsiglia l’uso di squadrette troppo piccole, perché insufficienti, o troppo grandi, perché ingombranti. Nell’uso si deve fare attenzione a non spostarle trascinandole, bensì sollevandole per non sporcare il foglio.

CARTA SMERIGLIO

Foglio di tela o carta ricoperta da materiale abrasivo.

CARTA DA LUCIDO

Carta a bassa opacità che consente di vedere in trasparenza. Usata, con matita o china, per riprodurre una figura posta al di sotto di essa.

➜ Fig. 7
Fig. 9
➜ Fig. 10
Fig. 11
➜ Fig. 8
➜ Fig. 6

Le righe servono per tracciare linee di dimensioni tali da non poter essere eseguite con le squadrette, come ad esempio le linee della squadratura, mentre i righelli servono per rilevare misure e sono meno ingombranti delle squadrette.

Ne esistono di varie lunghezze (➜ Fig. 14). Quando si acquistano squadre, righe e righelli è bene controllare che non siano arcuate e che i bordi siano perfettamente lisci. Nel caso poi delle squadrette in plastica, è opportuno verificare che non presentino residui dovuti a uno stampaggio mal realizzato.

1.1.8 GONIOMETRI

Il goniometro è uno strumento che serve per misurare l’ampiezza degli angoli. È formato da un disco graduato su cui sono riportate 360 tacche (ogni tacca corrisponde a 1°) (➜ Fig. 16), oppure da un semidisco con 180 tacche (➜ Fig. 17).

1.1.7 PARALLELOGRAFI

Il parallelografo (➜ Fig. 15) è una riga, guidata da due cavetti, che si sposta sempre parallelamente a se stessa. In commercio se ne trovano di già montati su tavolette.

1.1.9 COMPASSI

Il compasso è uno strumento, formato da due aste incernierate tra loro e con una apertura regolabile, che viene usato per tracciare circonferenze o per riportare misure. In commercio ne esistono di diversi tipi, ma quelli che ci interessano sono il balaustrone (➜ Fig. 18) e il normale compasso ad aste (➜ Fig. 19).

➜ Fig. 16
➜ Fig. 17
➜ Fig. 14
➜ Fig. 18
➜ Fig. 15
➜ Fig. 19

Nell’uso del compasso è importante controllare che la punta di grafite sia sempre bene affilata e alla stessa altezza della punta metallica o un po’ più sporgente. Nel compasso tradizionale è bene controllare che l’apertura o la chiusura delle aste non sia né troppo difficoltosa nè troppo facile. Nel caso lo fossero, si deve regolare il serraggio delle viti che collegano le aste con la cerniera e che sono accessibili svitando il perno zigrinato e togliendo la copertura.

1.1.10 MASCHERINE, CURVILINEI, NORMOGRAFI

Le mascherine servono per tracciare rapidamente le principali figure geometriche (➜ Fig. 20) (cerchi, ellissi, poligoni ecc.) e i simboli ricorrenti nei disegni meccanici, come dadi esagonali (➜ Fig. 21), negli schemi elettrici, come lampade, spine ecc., o nell’arredamento, come mobili o apparecchi sanitari (➜ Fig. 22).

I curvilinei (➜ Fig. 23) sono mascherine atte al tracciamento delle curve. Col disegno a matita è consigliato l’uso di curvilinei con bordi dritti per poterli capovolgere qualora si dovessero eseguire curve simmetriche.

I normografi (➜ Fig. 24) sono mascherine usate per scrivere caratteri in stampatello. Sono dotati di supporti laterali, che li tengono sollevati dal foglio per la scrittura con penne a china, che sono rimossi quando si usano con la matita.

Perno posto sulla sommità del compasso, per poterlo ruotare agevolmente, reso rugoso mediante zigrinatura cioè per mezzo di solchi (vedi p. 382).

➜ Fig. 20
➜ Fig. 21
➜ Fig. 22
➜ Fig. 23
➜ Fig. 24
PERNO ZIGRINATO

1.2 Uso corretto degli strumenti tradizionali

1.2.1

1.

Indicazioni per un uso corretto: matita e compasso

INDICAZIONI PER UN USO CORRETTO: MATITA E COMPASSO

Indicazioni per un uso

corretto: matita e compasso

MATITA

Matita

Indicazioni per un uso corretto: matita e compasso

Matita

Matita

- punta affilata, lunga e non tozza, se matite in legno, o, nel caso del portamine, sporgente almeno 10mm in modo da poter vedere bene dove si appoggia fig.1;

- impugnata in modo corretto cioè tra le punte delle dita pollice, indice e medio;

- punta affilata, lunga e non tozza, se matite in legno, o, nel caso del portamine, sporgente almeno 10mm in modo da poter vedere bene dove si appoggia fig.1;

- perpendicolare al foglio fig.2 e non inclinata nè verso la squadretta fig.3 nè contro essa fig.4;

- impugnata in modo corretto cioè tra le punte delle dita pollice, indice e medio;

- punta affilata, lunga e non tozza, se matite in legno, o, nel caso del portamine, sporgente almeno 10mm in modo da poter vedere bene dove si appoggia fig.1;

- perpendicolare al foglio fig.2 e non inclinata nè verso la squadretta fig.3 nè contro essa fig.4;

- inclinata, se vista di fronte fig.5, e trascinata nel senso dell’inclinazione roteandola, possibilmente, rispetto al suo asse fig.4.

- impugnata in modo corretto cioè tra le punte delle dita pollice, indice e medio;

- perpendicolare al foglio fig.2 e non inclinata nè verso la squadretta fig.3 nè contro essa fig.4; - inclinata, se vista di fronte fig.5, e trascinata nel senso dell’inclinazione roteandola, possibilmente, rispetto al suo asse fig.4.

- inclinata, se vista di fronte fig.5, e trascinata nel senso dell’inclinazione roteandola, possibilmente, rispetto al suo asse fig.4.

punta affilata, lunga e non tozza, se matite in legno, o, nel caso del portamine, sporgente almeno 10mm in modo da poter vedere bene dove si appoggia (➜ Fig. 25); impugnata in modo corretto cioè tra le punte delle dita pollice, indice e medio; perpendicolare al foglio (➜ Fig. 26) e non inclinata né verso la squadretta (➜ Fig. 27) né contro essa (➜ Fig. 28); inclinata, se vista di fronte (➜ Fig. 29), e trascinata nel senso dell’inclinazione roteandola, possibilmente, rispetto al suo asse (➜ Fig. 29).

SI NO SI SI NO NO NO

➜ Fig. 25 ➜ Fig. 26 ➜ Fig. 27 ➜ Fig. 28 ➜ Fig. 29

Compasso

2. COMPASSO

Compasso - usare la punta in acciaio a spillo anziché quella conica fig.6; - punta di grafite sempre bene affilata e alla stessa altezza della punta metallica o leggermente più sporgente fig.7; - le due punte di grafite e di acciaio devono sporgere dai porta punte in modo sufficiente da permettere una facile visione del loro posizionamento sul disegno (come nel caso della punta di grafite dal portamine); - nel caso in cui la punta sia a scalpello la parte più lunga deve essere verso l’interno del compasso vicino alla punta metallica fig.8; - se l’apertura del compasso è ampia può essere utile piegare le mezze astine verso l’interno così da avere le punte quasi perpendicolari al foglio fig.9.

- usare la punta in acciaio a spillo anziché quella conica fig.6; - punta di grafite sempre bene affilata e alla stessa altezza della punta metallica o leggermente più sporgente fig.7;

Compasso

- usare la punta in acciaio a spillo anziché quella conica fig.6;

- punta di grafite sempre bene affilata e alla stessa altezza della punta metallica o leggermente più sporgente fig.7;

- le due punte di grafite e di acciaio devono sporgere dai porta punte in modo sufficiente da permettere una facile visione del loro posizionamento sul disegno (come nel caso della punta di grafite dal portamine);

usare la punta in acciaio a spillo anziché quella conica (➜ Fig. 30); punta di grafite sempre bene affilata e alla stessa altezza della punta metallica o leggermente più sporgente (➜ Fig. 31); le due punte di grafite e di acciaio devono sporgere dai porta punte in modo sufficiente da permettere una facile visione del loro posizionamento sul disegno (come nel caso della punta di grafite dal portamine); nel caso in cui la punta sia a scalpello la parte più lunga deve essere verso l’interno del compasso vicino alla punta metallica (➜ Fig. 32); se l’apertura del compasso è ampia può essere utile piegare le mezze astine verso l’interno così da avere le punte quasi perpendicolari al foglio (➜ Fig. 33).

- nel caso in cui la punta sia a scalpello la parte più lunga deve essere verso l’interno del compasso vicino alla punta metallica fig.8; - se l’apertura del compasso è ampia può essere utile piegare le mezze astine verso l’interno così da avere le punte quasi perpendicolari al foglio fig.9.

- le due punte di grafite e di acciaio devono sporgere dai porta punte in modo sufficiente da permettere una facile visione del loro posizionamento sul disegno (come nel caso della punta di grafite dal portamine);

- nel caso in cui la punta sia a scalpello la parte più lunga deve essere verso l’interno del compasso vicino alla punta metallica fig.8;

- se l’apertura del compasso è ampia può essere utile piegare le mezze astine verso l’interno così da avere le punte quasi perpendicolari al foglio fig.9.

fig.3
fig.6
fig.4
fig.2
fig.1
fig.5
fig.3
fig.6 fig.7 fig.8
fig.9
fig.4
fig.2 fig.1
fig.5

Strumenti

1.2.2 STRUMENTI PER IL DISEGNO: USO DELLE SQUADRETTE

Uso delle squadrette per tracciare linee parallele e perpendicolari

1. USO DELLE SQUADRETTE PER TRACCIARE LINEE PARALLELE E PERPENDICOLARI

Uso delle squadrette per tracciare linee parallele e perpendicolari

Accostando due squadrette e facendole scorrere l’una sull’altra si possono tracciare linee tra loro parallele o perpendicolari.

Accostando due squadrette e facendole scorrere l’una sull’altra si possono tracciare linee tra loro parallele o perpendicolari.

Accostando due squadrette e facendole scorrere l’una sull’altra si possono tracciare linee tra loro parallele o perpendicolari.

2. USO DELLE SQUADRETTE PER COSTRUIRE ANGOLI MULTIPLI DI 15°

Uso delle squadrette per costruire angoli multipli di 15°

Appoggiando le squadrette a una riga, accostandole e ruotandole opportunamente si può ottenere una serie di angoli multipli di 15°.

Uso delle squadrette per costruire angoli multipli di 15°

Appoggiando le ssquadretta a una riga, accostandole e ruotandole opportunamente si può ottenere una serie di angoli multipli di 15°.

Appoggiando le ssquadretta a una riga, accostandole e ruotandole opportunamente si può ottenere una serie di angoli multipli di 15°.

1.2.3 INDICAZIONI PER UN USO CORRETTO: CERCHIOGRAFO E CURVILINEO

Indicazioni

per un uso corretto: cerchiografo e curvilineo

Indicazioni per un uso corretto: cerchiografo e curvilineo

1. CERCHIOGRAFO

Indicazioni per un uso corretto: cerchiografo e curvilineo

Cerchiografo

Cerchiografo

Cerchiografo

Indicazioni per un uso corretto: cerchiografo e curvilineo

Indicazioni per un uso corretto: cerchiografo e curvilineo

Indicazioni per un uso corretto: cerchiografo e curvilineo

Indicazioni per un uso corretto: cerchiografo e curvilineo

Cerchiografo

Cerchiografo

tracciare gli assi del cerchio che si vuole disegnare (➜ Fig. 34); posizionare il cerchiografo sul foglio in modo che le quattro tacche del cerchio scelto si sovrappongano agli assi (➜ Fig. 35); tracciare la circonferenza con la matita perpendicolare al foglio (➜ Fig. 36).

- tracciare gli assi del cerchio che si vuole disegnare fig.1;

Indicazioni per un uso corretto: cerchiografo e curvilineo

- tracciare gli assi del cerchio che si vuole disegnare fig.1;

Indicazioni per un uso corretto: cerchiografo e curvilineo

Cerchiografo

Cerchiografo

- posizionare il cerchiografo sul foglio in modo che le quattro tacche del cerchio scelto si sovrappongano agli assi fig.2;

Cerchiografo

Cerchiografo

- posizionare il cerchiografo sul foglio in modo che le quattro tacche del cerchio scelto si sovrappongano agli assi fig.2; - tracciare la circonferenza con la matita perpendicolare al foglio fig.3.

- tracciare gli assi del cerchio che si vuole disegnare fig.1;

- tracciare gli assi del cerchio che si vuole disegnare fig.1;

- tracciare gli assi del cerchio che si vuole disegnare fig.1; - posizionare il cerchiografo sul foglio in modo che le quattro tacche del cerchio scelto si sovrappongano agli assi fig.2; - tracciare la circonferenza con la matita perpendicolare al foglio fig.3.

- tracciare gli assi del cerchio che si vuole disegnare fig.1;

- tracciare la circonferenza con la matita perpendicolare al foglio fig.3.

- tracciare gli assi del cerchio che si vuole disegnare fig.1;

- tracciare gli assi del cerchio che si vuole disegnare fig.1;

- posizionare il cerchiografo sul foglio in modo che le quattro tacche del cerchio scelto si sovrappongano agli assi fig.2;

- posizionare il cerchiografo sul foglio in modo che le quattro tacche del cerchio scelto si sovrappongano agli assi fig.2;

- posizionare il cerchiografo sul foglio in modo che le quattro tacche del cerchio scelto si sovrappongano agli assi fig.2;

- tracciare gli assi del cerchio che si vuole disegnare fig.1; - posizionare il cerchiografo sul foglio in modo che le quattro tacche del cerchio scelto si sovrappongano agli assi fig.2;

- posizionare il cerchiografo sul foglio in modo che le quattro tacche del cerchio scelto si sovrappongano agli assi fig.2;

- tracciare la circonferenza con la matita perpendicolare al foglio fig.3.

- tracciare la circonferenza con la matita perpendicolare al foglio fig.3.

- tracciare la circonferenza con la matita perpendicolare al foglio fig.3.

- tracciare la circonferenza con la matita perpendicolare al foglio fig.3.

Fig. 34

- posizionare il cerchiografo sul foglio in modo che le quattro tacche del cerchio scelto si sovrappongano agli assi fig.2; - tracciare la circonferenza con la matita perpendicolare al foglio fig.3.

- tracciare la circonferenza con la matita perpendicolare al foglio fig.3.

2. CURVILINEO

Curvilineo

Curvilineo

➜ Fig. 36 ➜ Fig. 35

determinare i punti per cui deve passare la curva fig.1;

Curvilineo determinare i punti per cui deve passare la curva fig.1; - abbozzare a mano libera e con segno appena accennato la curva per capirne l’andamento fig.2; - appoggiare il curvilineo sul foglio e orientarlo in modo da far collimare il suo bordo, possibilmente, con almeno tre punti (es. ABC); - traccia solo una parte di curva fig.3; - il tratto successivo si dovrà sovrapporre in parte a quello precedente (BCDE) fig.4 così da ottenere una linea continua e non una serie di tratti discontinui che tra l’uno e l’altro formano delle punte;

- abbozzare a mano libera e con segno appena accennato la curva per capirne l’andamento fig.2;

Curvilineo determinare i punti per cui deve passare la curva fig.1;

determinare i punti per cui deve passare la curva fig.1; - abbozzare a mano libera e con segno appena accennato la curva per capirne l’andamento fig.2; - appoggiare il curvilineo sul foglio e orientarlo in modo da far collimare il suo bordo, possibilmente, con almeno tre punti (es. ABC);

- appoggiare il curvilineo sul foglio e orientarlo in modo da far collimare il suo bordo, possibilmente, con almeno tre punti (es. ABC);

Curvilineo determinare i punti per cui deve passare la curva fig.1;

- traccia solo una parte di curva fig.3;

- abbozzare a mano libera e con segno appena accennato la curva per capirne l’andamento fig.2;

Curvilineo determinare i punti per cui deve passare la curva fig.1; - abbozzare a mano libera e con segno appena accennato la curva per capirne l’andamento fig.2; - appoggiare il curvilineo sul foglio e orientarlo in modo da far collimare il suo bordo, possibilmente, con almeno tre punti (es. ABC); - traccia solo una parte di curva fig.3; - il tratto successivo si dovrà sovrapporre in parte a quello precedente (BCDE) fig.4 così da ottenere una linea continua e non una serie di tratti discontinui che tra l’uno e l’altro formano delle punte;

Curvilineo determinare i punti per cui deve passare la curva fig.1; - abbozzare a mano libera e con segno appena accennato la curva per capirne l’andamento fig.2; - appoggiare il curvilineo sul foglio e orientarlo in modo da far collimare il suo bordo, possibilmente, con almeno tre punti (es. ABC); - traccia solo una parte di curva fig.3; - il tratto successivo si dovrà sovrapporre in parte a quello precedente (BCDE) fig.4 così da ottenere una linea continua e non una serie di tratti discontinui che tra l’uno e l’altro formano delle punte; - se la curva da tracciare è simmetrica rispetto a un asse orizzontale, una volta tracciato un arco, conviene ribaltare il curvilineo e tracciare il suo speculare figg.8 e 9.

Curvilineo determinare i punti per cui deve passare la curva fig.1; - abbozzare a mano libera e con segno appena accennato la curva per capirne l’andamento fig.2;

- abbozzare a mano libera e con segno appena accennato la curva per capirne l’andamento fig.2;

Curvilineo determinare i punti per cui deve passare la curva fig.1; - abbozzare a mano libera e con segno appena accennato la curva per capirne l’andamento fig.2; - appoggiare il curvilineo sul foglio e orientarlo in modo da far collimare il suo bordo, possibilmente, con almeno tre punti (es. ABC);

- traccia solo una parte di curva fig.3; - il tratto successivo si dovrà sovrapporre in parte a quello precedente (BCDE) fig.4 così da ottenere una linea continua e non una serie di tratti discontinui che tra l’uno e l’altro formano delle punte;

- appoggiare il curvilineo sul foglio e orientarlo in modo da far collimare il suo bordo, possibilmente, con almeno tre punti (es. ABC);

- il tratto successivo si dovrà sovrapporre in parte a quello precedente (BCDE) fig.4 così da ottenere una linea continua e non una serie di tratti discontinui che tra l’uno e l’altro formano delle punte;

- traccia solo una parte di curva fig.3;

- appoggiare il curvilineo sul foglio e orientarlo in modo da far collimare il suo bordo, possibilmente, con almeno tre punti (es. ABC);

- appoggiare il curvilineo sul foglio e orientarlo in modo da far collimare il suo bordo, possibilmente, con almeno tre punti (es. ABC);

- traccia solo una parte di curva fig.3;

- se la curva da tracciare è simmetrica rispetto a un asse orizzontale, una volta tracciato un arco, conviene ribaltare il curvilineo e tracciare il suo speculare figg.8 e 9.

- se la curva da tracciare è simmetrica rispetto a un asse orizzontale, una volta tracciato un arco, conviene ribaltare il curvilineo e tracciare il suo speculare figg.8 e 9.

- traccia solo una parte di curva fig.3;

- cominciare dalle curve più strette, più difficili, e successivamente passare a quelle più ampie;

- se la curva da tracciare è simmetrica rispetto a un asse orizzontale, una volta tracciato un arco, conviene ribaltare il curvilineo e tracciare il suo speculare figg.8 e 9.

- cominciare dalle curve più strette, più difficili, e successivamente passare a quelle più ampie; - tenere la matita perpendicolare al foglio.

- il tratto successivo si dovrà sovrapporre in parte a quello precedente (BCDE) fig.4 così da ottenere una linea continua e non una serie di tratti discontinui che tra l’uno e l’altro formano delle punte;

- traccia solo una parte di curva fig.3; - il tratto successivo si dovrà sovrapporre in parte a quello precedente (BCDE) fig.4 così da ottenere una linea continua e non una serie di tratti discontinui che tra l’uno e l’altro formano delle punte;

- cominciare dalle curve più strette, più difficili, e successivamente passare a quelle più ampie; - tenere la matita perpendicolare al foglio.

- il tratto successivo si dovrà sovrapporre in parte a quello precedente (BCDE) fig.4 così da ottenere una linea continua e non una serie di tratti discontinui che tra l’uno e l’altro formano delle punte;

- il tratto successivo si dovrà sovrapporre in parte a quello precedente (BCDE) fig.4 così da ottenere una linea continua e non una serie di tratti discontinui che tra l’uno e l’altro formano delle punte;

- tenere la matita perpendicolare al foglio.

- se la curva da tracciare è simmetrica rispetto a un asse orizzontale, una volta tracciato un arco, conviene ribaltare il curvilineo e tracciare il suo speculare figg.8 e 9.

- se la curva da tracciare è simmetrica rispetto a un asse orizzontale, una volta tracciato un arco, conviene ribaltare il curvilineo e tracciare il suo speculare figg.8 e 9.

- se la curva da tracciare è simmetrica rispetto a un asse orizzontale, una volta tracciato un arco, conviene ribaltare il curvilineo e tracciare il suo speculare figg.8 e 9.

- se la curva da tracciare è simmetrica rispetto a un asse orizzontale, una volta tracciato un arco, conviene ribaltare il curvilineo e tracciare il suo speculare figg.8 e 9.

- se la curva da tracciare è simmetrica rispetto a un asse orizzontale, una volta tracciato un arco, conviene ribaltare il curvilineo e tracciare il suo speculare figg.8 e 9.

- cominciare dalle curve più strette, più difficili, e successivamente passare a quelle più ampie;

- cominciare dalle curve più strette, più difficili, e successivamente passare a quelle più ampie; - tenere la matita perpendicolare al foglio.

- cominciare dalle curve più strette, più difficili, e successivamente passare a quelle più ampie;

- cominciare dalle curve più strette, più difficili, e successivamente passare a quelle più ampie;

- cominciare dalle curve più strette, più difficili, e successivamente passare a quelle più ampie;

- cominciare dalle curve più strette, più difficili, e successivamente passare a quelle più ampie;

- tenere la matita perpendicolare al foglio.

determinare i punti per cui deve passare la curva (➜ Fig. 37); abbozzare a mano libera e con segno appena accennato la curva per capirne l’andamento (➜ Fig. 38); appoggiare il curvilineo sul foglio e orientarlo in modo da far collimare il suo bordo, possibilmente, con almeno tre punti (es. ABC); tracciare solo una parte di curva (➜ Fig. 39); il tratto successivo si dovrà sovrapporre in parte a quello precedente (BCDE) (➜ Fig. 40) così da ottenere una linea continua e non una serie di tratti discontinui che tra l’uno e l’altro formano delle punte; se la curva da tracciare è simmetrica rispetto a un asse orizzontale, una volta tracciato un arco, conviene ribaltare il curvilineo e tracciare il suo speculare (➜ Figg. 41-42); cominciare dalle curve più strette, più difficili, e successivamente passare a quelle più ampie; tenere la matita perpendicolare al foglio.

- tenere la matita perpendicolare al foglio.

- tenere la matita perpendicolare al foglio.

- tenere la matita perpendicolare al foglio.

- tenere la matita perpendicolare al foglio.

➜ Fig. 37 ➜ Fig. 38 ➜ Fig. 39

fig.2
fig.1
fig.3 fig.6
fig.2
fig.1 fig.9
fig.3
fig.6
fig.7
fig.3 fig.6
fig.2
fig.1
fig.2 fig.1
fig.3
fig.6
fig.2

1.3 Squadratura del foglio e uso delle squadre

1.3.1 STRUMENTI PER IL DISEGNO: SQUADRATURA DEL FOGLIO

Si punta quindi con il compasso in A, B, C, D con una stessa apertura a piacere, si tracciano otto archetti che intersecandosi determinano i punti E, F, G, H. Si traccino quindi le linee GE e HF che passano per O, sono tra loro perpendicolari e si dicono assi del foglio.

Da O si riportano su tali assi le dimensioni del rettangolo (squadratura) determinando i punti I, L, M, N .

Da O si riportano su tali assi le dimensioni del rettangolo (squadratura) determinando i punti I, L, M, N .

Strumenti per il disegno: squadratura del foglio

1. ESEGUIRE LA SQUADRATURA DI UN FOGLIO

Eseguire la squadratura di un foglio

Strumenti per il disegno: squadratura del foglio

Per squadrare un foglio, cioè per disegnare su di esso un rettangolo che delimiti l’area per il disegno, si procede come segue:

Eseguire la squadratura di un foglio

Per squadrare un foglio, cioè per disegnare su di esso un rettangolo che delimiti l’area per il disegno, si procede come segue:

Per squadrare un foglio, cioè per disegnare su di esso un rettangolo che delimiti l’area per il disegno, si procede come segue:

Si punta quindi con il compasso in A, B, C, D con una stessa apertura a piacere, si tracciano otto archetti che intersecandosi determinano i punti E, F, G, H. Si traccino quindi le linee GE e HF che passano per O, sono tra loro perpendicolari e si dicono assi del foglio.

Tracciate le diagonali, si punta con il compasso nella loro intersezione O e, con la stessa apertura, si tracciano quattro archi, che le intersecano in A, B, C, D.

Tracciate le diagonali, si punta con il compasso nella loro intersezione O e, con la stessa apertura, si tracciano quattro archi, che le intersecano in A, B, C, D.

O si

golo (squadratura)

Posizionando una squadra parallela all’asse orizzontale, appoggiando l’altra ad essa e facendola scorrere si tracciano le due linee orizzontali passanti per I e M.

squadratura del foglio

disegnare su di esso disegno, si

Ripetendo la stessa operazione anche per l’asse verticale si tracciano le parallele ad esso passanti per N e L completando la costruzione.

Strumenti per il disegno: squadratura del foglio

Tracciate le diagonali, si punta con il compasso nella loro intersezione O e, con la stessa apertura, si tracciano quattro archi, che le intersecano in A, B, C, D.

Eseguire la squadratura di un foglio

Si punta quindi con il compasso in A, B, C, D con una stessa apertura a piacere, si tracciano otto archetti che intersecandosi determinano i punti E, F, G, H. Si traccino quindi le linee GE e HF che passano per O, sono tra loro perpendicolari e si dicono assi del foglio.

Per squadrare un foglio, cioè per disegnare su di esso un rettangolo che delimiti l’area per il disegno, si procede come segue:

Tracciate le diagonali, si punta con il compasso nella loro intersezione O e, con la stessa apertura, si tracciano quattro archi, che le intersecano in A, B, C, D.

Posizionando una squadra parallela all’asse orizzontale, appoggiando l’altra ad essa e facendola scorrere si tracciano le due linee orizzontali passanti per I e M.

Posizionando una squadra parallela all’asse orizzontale, appoggiando l’altra ad essa e facendola scorrere si tracciano le due linee orizzontali passanti per I e M.

Da O si riportano su tali assi le dimensioni del rettangolo (squadratura) determinando i punti I, L, M, N .

Si punta quindi con il compasso in A, B, C, D con una stessa apertura a piacere, si tracciano otto archetti che intersecandosi determinano i punti E, F, G, H. Si traccino quindi le linee GE e HF che passano per O, sono tra loro perpendicolari e si dicono assi del foglio.

Tracciate le diagonali, si punta con il compasso nella loro intersezione O e, con la stessa apertura, si tracciano quattro archi, che le intersecano in A, B, C, D.

Da O si riportano su tali assi le dimensioni del rettangolo (squadratura) determinando i punti I, L, M, N .

Ripetendo la stessa cale si tracciano le completando la costruzione.

C, D con una otto archetti

E, F, G, H. Si passano per O, assi del foglio.

Posizionando una squadra parallela all’asse orizzontale, appoggiando l’altra ad essa e facendola scorrere si tracciano le due linee orizzontali passanti per I e M.

Da O si riportano su tali assi le dimensioni del rettangolo (squadratura) determinando i punti I, L, M, N .

Si punta quindi con il compasso in A, B, C, D con una stessa apertura a piacere, si tracciano otto archetti che intersecandosi determinano i punti E, F, G, H. Si traccino quindi le linee GE e HF che passano per O, sono tra loro perpendicolari e si dicono assi del foglio.

Si punta quindi con il compasso in A, B, C, D con una stessa apertura a piacere, si tracciano otto archetti che intersecandosi determinano i punti E, F, G, H. Si traccino quindi le linee GE e HF che passano per O, sono tra loro perpendicolari e si dicono assi del foglio.

Posizionando una squadra parallela all’asse orizzontale, appoggiando l’altra ad essa e facendola scorrere si tracciano le due linee orizzontali passanti per I e M.

all’asse orizzonfacendola scorrere passanti per I e M.

Posizionando una squadra parallela all’asse orizzontale, appoggiando l’altra ad essa e facendola scorrere si tracciano le due linee orizzontali passanti per I e M.

Ripetendo la stessa operazione anche per l’asse verticale si tracciano le parallele ad esso passanti per N e L completando la costruzione.

Da O si riportano su tali assi le dimensioni del rettangolo (squadratura) determinando i punti I, L, M, N .

Ripetendo la stessa operazione anche per l’asse verticale si tracciano le parallele ad esso passanti per N e L completando la costruzione.

Ripetendo la stessa operazione anche per l’asse verticale si tracciano le parallele ad esso passanti per N e L completando la costruzione.

Ripetendo la stessa operazione anche per l’asse verticale si tracciano le parallele ad esso passanti per N e L completando la costruzione.

Ripetendo la stessa operazione anche per l’asse verticale si tracciano le parallele ad esso passanti per N e L completando la costruzione.

Da
riportano

1.4.1 DISEGNO A MANO LIBERA DI QUADRATI E CIRCONFERENZE

Il disegno a mano libera è certamente la più importante tra le tecniche utilizzate per eseguire un elaborato grafico. Richiede, infatti, una strumentazione molto scarna (matita, foglio di carta e gomma) e pertanto può essere utilizzato ovunque, anche nelle situazioni più disagevoli. Questa sua facoltà di utilizzo permette quindi in ogni momento di integrare spiegazioni verbali, non sempre facilmente comprensibili, con schizzi, o di apportare correzioni a un elaborato grafico, lasciando in tal modo traccia di quanto discusso. È comunque importante tenere presente che si tratta di un disegno tecnico: pertanto, nell’eseguirlo, si devono sempre rispettare le norme relative. Di seguito sono proposte alcune costruzioni geometriche, utili per acquisire dimestichezza con questa tecnica. Per eseguire un disegno a mano libera si consiglia di utilizzare una matita morbida (B o 2B) e fogli quadrettati, sia perché si possono usare le quadrettature come guide nella tracciatura di linee, sia perché i quadretti sono d’aiuto per rispettare le proporzioni.

Disegno a mano libera di quadrati e circonferenze

Disegno a mano libera di quadrati e circonferenze

Disegno a mano libera di quadrati e circonferenze

Il disegno a mano libera è certamente la più importante tra le tecniche utilizzate per eseguire un elaborato grafico. Richiede, infatti, una strumentazione molto scarna (matita, foglio di carta e gomma) e pertanto può essere utilizzato ovunque, anche nelle situazioni più disagevoli. Questa sua facoltà di utilizzo permette quindi in ogni momento di integrare spiegazioni verbali, non sempre facilmente comprensibili, con schizzi, o di apportare correzioni ad un elaborato grafico, lasciando in tal modo traccia di quanto discusso. E’ comunque importante tenere presente che si tratta di un disegno tecnico: pertanto, nell’eseguirlo, si devono sempre rispettare le norme relative. Di seguito sono proposte alcune costruzioni geometriche, utili per acquisire dimestichezza con questa tecnica. Per esegire un disegno a mano libera si consiglia di utilizzare una matita morbida (B o 2B) e fogli quadrettati, sia perché si possono usare le quadrettature come guide nella tracciatura di linee, sia perché i quadretti sono d’aiuto per rispettare le proporzioni.

Il disegno a mano libera è certamente la più importante tra le tecniche utilizzate per eseguire un elaborato grafico. Richiede, infatti, una strumentazione molto scarna (matita, foglio di carta e gomma) e pertanto può essere utilizzato ovunque, anche nelle situazioni più disagevoli. Questa sua facoltà di utilizzo permette quindi in ogni momento di integrare spiegazioni verbali, non sempre facilmente comprensibili, con schizzi, o di apportare correzioni ad un elaborato grafico, lasciando in tal modo traccia di quanto discusso. E’ comunque importante tenere presente che si tratta di un disegno tecnico: pertanto, nell’eseguirlo, si devono sempre rispettare le norme relative. Di seguito sono proposte alcune costruzioni geometriche, utili per acquisire dimestichezza con questa tecnica. Per esegire un disegno a mano libera si consiglia di utilizzare una matita morbida (B o 2B) e fogli quadrettati, sia perché si possono usare le quadrettature come guide nella tracciatura di linee, sia perché i quadretti sono d’aiuto per rispettare le proporzioni.

Il disegno a mano libera è certamente la più importante tra le tecniche utilizzate per eseguire un elaborato grafico. Richiede, infatti, una strumentazione molto scarna (matita, foglio di carta e gomma) e pertanto può essere utilizzato ovunque, anche nelle situazioni più disagevoli. Questa sua facoltà di utilizzo permette quindi in ogni momento di integrare spiegazioni verbali, non sempre facilmente comprensibili, con schizzi, o di apportare correzioni ad un elaborato grafico, lasciando in tal modo traccia di quanto discusso. E’ comunque importante tenere presente che si tratta di un disegno tecnico: pertanto, nell’eseguirlo, si devono sempre rispettare le norme relative. Di seguito sono proposte alcune costruzioni geometriche, utili per acquisire dimestichezza con questa tecnica. Per esegire un disegno a mano libera si consiglia di utilizzare una matita morbida (B o 2B) e fogli quadrettati, sia perché si possono usare le quadrettature come guide nella tracciatura di linee, sia perché i quadretti sono d’aiuto per rispettare le proporzioni.

Le costruzioni proposte, in tutto il testo, sono scandite da disegni che ne illustrano le fasi. Ciò che le differenzia tra loro sono i colori dei segni: il nero è utilizzato per ciò che fa parte del disegno finale, come lati, assi ecc., il rosso per ciò che si deve eseguire in quella fase e l’azzurro per ciò che è stato eseguito nella fase precedente.

Le costruzioni proposte, in tutto il testo, sono scandite da disegni che ne illustrano le fasi. Ciò che le differenzia tra loro sono i colori dei segni: il nero è utilizzato per ciò che fa parte del disegno finale, come lati assi ecc., il rosso per ciò che si deve eseguire in quella fase e l’azzurro per ciò che è stato eseguito nella fase precedente.

Le costruzioni proposte, in tutto il testo, sono scandite da disegni che ne illustrano le fasi. Ciò che le differenzia tra loro sono i colori dei segni: il nero è utilizzato per ciò che fa parte del disegno finale, come lati assi ecc., il rosso per ciò che si deve eseguire in quella fase e l’azzurro per ciò che è stato eseguito nella fase precedente.

Le costruzioni proposte, in tutto il testo, sono scandite da disegni che ne illustrano le fasi. Ciò che le differenzia tra loro sono i colori dei segni: il nero è utilizzato per ciò che fa parte del disegno finale, come lati assi ecc., il rosso per ciò che si deve eseguire in quella fase e l’azzurro per ciò che è stato eseguito nella fase precedente.

1. DISEGNARE A MANO LIBERA UN QUADRATO

Disegnare a mano libera un quadrato

Disegnare a mano libera un quadrato

Disegnare a mano libera un quadrato

1a. Si tracciano due assi tra loro perpendicolari che si intersecano nel punto O e si fissano i punti A, B, C, D equidistanti da O. Si tracciano per essi le parallele agli assi che, intersecandosi, determinano i quattro vertici del quadrato (➜ Fig. 43).

1a Si tracciano due assi tra loro perpendicolari che si intersecano nel punto O e si fissano i punti A, B, C, D equidistanti da O.

1a Si tracciano due assi tra loro perpendicolari che si intersecano nel punto O e si fissano i punti A, B, C, D equidistanti da O.

1a Si tracciano due assi tra loro perpendicolari che si intersecano nel punto O e si fissano i punti A, B, C, D equidistanti da O.

1b Si traccino per essi le parallele agli assi che, intersecandosi, determinano i quattro vertici del quadrato. Si completa la costruzione evidenziando il perimetro del quadrato.

1b. Si completa la costruzione evidenziando il perimetro del quadrato (➜ Fig. 44).

1b Si traccino per essi le parallele agli assi che, intersecandosi, determinano i quattro vertici del quadrato. Si completa la costruzione evidenziando il perimetro del quadrato.

1b Si traccino per essi le parallele agli assi che, intersecandosi, determinano i quattro vertici del quadrato. Si completa la costruzione evidenziando il perimetro del quadrato.

2. DISEGNARE A MANO LIBERA UNA CIRCONFERENZA

Primo metodo

Disegnare a mano libera una circonferenza

2a. Si costruisce un quadrato che abbia il lato congruente al diametro della circonferenza e siano A, B, C, D i punti di tangenza tra la circonferenza e i lati del quadrato. Con la maggior precisione possibile si traccia un quarto di circonferenza e si individuano su di esso due punti di intersezione tra la curva e la quadrettatura (➜ Fig. 45).

Disegnare a mano libera una circonferenza

Primo metodo

Disegnare a mano libera una circonferenza

Primo metodo

Primo metodo

2a Si costruisce un quadrato che abbia il lato congruente al diametro della circonferenza e siano A, B, C, D i punti di tangenza tra la circonferenza e i lati del quadrato. Con la maggior precisione possibile si tracci un quarto di circonferenza e si individuino su di esso due punti di intersezione tra la curva e la quadrettatura.

2b. Si tracciano gli altri tre quarti di circonferenza riportando simmetricamente rispetto agli assi i punti individuati precedentemente (➜ Fig. 46).

Secondo metodo

2a Si costruisce un quadrato che abbia il lato congruente al diametro della circonferenza e siano A, B, C, D i punti di tangenza tra la circonferenza e i lati del quadrato. Con la maggior precisione possibile si tracci un quarto di circonferenza e si individuino su di esso due punti di intersezione tra la curva e la quadrettatura.

2a Si costruisce un quadrato che abbia il lato congruente al diametro della circonferenza e siano A, B, C, D i punti di tangenza tra la circonferenza e i lati del quadrato. Con la maggior precisione possibile si tracci un quarto di circonferenza e si individuino su di esso due punti di intersezione tra la curva e la quadrettatura.

2b Si traccino gli altri tre quarti di circonferenza prendendo come riferimento i punti individuati precedentemente.

2b Si traccino gli altri tre quarti di circonferenza prendendo come riferimento i punti individuati precedentemente.

2b Si traccino gli altri tre quarti di circonferenza prendendo come riferimento i punti individuati precedentemente.

Secondo metodo

Secondo metodo

Secondo metodo

3a. Si costruisce un quadrato che abbia il lato congruente al diametro della circonferenza e si tracciano le sue diagonali (➜ Fig. 47).

Partendo da O, si riporta su queste ultime il raggio, valutandone la misura ad occhio con la miglior approssimazione possibile. Si determinano così i punti E, F, G, H, che appartengono alla circonferenza.

3a Si costruisce un quadrato che abbia il lato congruente al diametro della circonferenza e si tracciano le sue diagonali. Partendo da O, si riporta su queste ultime il raggio, valutandone la misura ad occhio con la miglior approssimazione possibile. Si determinano così i punti E, F, G, H, che appartengono alla circonferenza.

3a Si costruisce un quadrato che abbia il lato congruente al diametro della circonferenza e si tracciano le sue diagonali. Partendo da O, si riporta su queste ultime il raggio, valutandone la misura ad occhio con la miglior approssimazione possibile. Si determinano così i punti E, F, G, H, che appartengono alla circonferenza.

3a Si costruisce un quadrato che abbia il lato congruente al diametro della circonferenza e si tracciano le sue diagonali. Partendo da O, si riporta su queste ultime il raggio, valutandone la misura ad occhio con la miglior approssimazione possibile. Si determinano così i punti E, F, G, H, che appartengono alla circonferenza.

3b Si traccia ora la curva passante per i vari punti completando la costruzione.

3b Si traccia ora la curva passante per i vari punti completando la costruzione.

3b Si traccia ora la curva passante per i vari punti completando la costruzione.

3b. Si traccia ora la curva passante per i vari punti completando la costruzione (➜ Fig. 48).

Fig. 46

Fig. 48

➜ Fig. 43 ➜ Fig. 45 ➜ Fig. 47 ➜ Fig. 44

Disegno a mano libera di circonferenze e triangoli equilateri

Disegno a mano libera di circonferenze e triangoli equilateri

Terzo metodo

Terzo metodo

4a. Si costruisce il quadrato T, U, V, Z col lato pari al diametro della circonferenza.

4a Si costruisce il quadrato T, U, V, Z col lato pari al diametro della circonferenza. Si tracciano gli assi dei lati che si intersecano in O (centro della circonferenza) e determinano i punti A, B, C, D.

Si tracciano gli assi dei lati che si intersecano in O (centro della circonferenza) e determinano i punti A, B, C, D (➜ Fig. 49).

a mano libera di circonferenze e triangoli equilateri

4a Si costruisce il quadrato T, U, V, Z col lato pari al diametro della circonferenza. Si tracciano gli assi dei lati che si intersecano in O (centro della circonferenza) e determinano i punti A, B, C, D.

4b Si congiunge B con V e Z e D con T e U.

4b. Si congiunge B con V e Z allo stesso modo D con T e U (➜ Fig. 50).

4b Si congiunge B con V e Z e D con T e U.

costruisce il quadrato T, U, V, Z col diametro della circonferentracciano gli assi dei lati che si O (centro della circondeterminano i punti A, B, C,

4c Si tracciano le congiungenti di D con R e con S, punti medi di VC e AZ, che intersecano BZ in H e BV in G. Si ripete la costruzione con BP e BQ che intercettando DT e DU determinano E e F.

4c Si tracciano le congiungenti di D con R e con S, punti medi di VC e AZ, che intersecano BZ in H e BV in G. Si ripete la costruzione con BP e BQ che intercettando DT e DU determinano E e F.

4c. Si tracciano le congiungenti di D con R e con S, punti medi di VC e AZ, che intersecano BZ in H e BV in G. Si ripete la costruzione con BP e BQ che intercettando DT e DU determinano E e F (➜ Fig. 51).

congiunge B con V e Z e D con T e

4d I punti così determinati assieme a A, B, C, D permettono di tracciare la circonferenza.

4d. I punti così determinati assieme a A, B, C, D permettono di tracciare la circonferenza (➜ Fig. 52).

4d I punti così determinati assieme a A, B, C, D permettono di tracciare la circonferenza.

le congiungenti di D con punti medi di VC e AZ, che

BZ in H e BV in G. Si ripete con BP e BQ che interDU determinano E e F.

così determinati assieme a permettono di tracciare la

➜ Fig. 49

➜ Fig. 50

➜ Fig. 51

Disegnare a mano libera un triangolo equilatero

Disegnare a mano libera un triangolo equilatero

5a Si traccia una circonferenza (ad esempio tracciandone una quarto con il terzo metodo e completandola con il primo metodo) e un segmento orizzontale passante per M, punto medio di OB, che determina sulla circonferenza i punti E e F.

➜ Fig. 52

1.4.2 DISEGNO A MANO LIBERA DI UN TRIANGOLO EQUILATERO

5a Si traccia una circonferenza (ad esempio tracciandone una quarto con il terzo metodo e completandola con il primo metodo) e un segmento orizzontale passante per M, punto medio di OB, che determina sulla circonferenza i punti E e F.

1. DISEGNARE A MANO LIBERA UN TRIANGOLO EQUILATERO

5a. Si traccia una circonferenza (ad esempio tracciandone una quarto con il terzo metodo e completandola con il primo metodo) e un segmento orizzontale passante per M, punto medio di OB, che determina sulla circonferenza i punti E e F (➜ Fig. 53).

5b. Si completa la costruzione congiungendo tra loro E, F e D vertici del triangolo (➜ Fig. 54).

mano libera un triangolo equilatero

5b Si completa la costruzione congiungendo tra loro E, F e D vertici del triangolo.

una circonferenza (ad tracciandone una quarto con il e completandola con il metodo) e un segmento orizzonper M, punto medio di determina sulla circonferenza i

5b Si completa la costruzione congiungendo tra loro E, F e D vertici del triangolo.

completa la costruzione congiunE, F e D vertici del trian-

Fig. 53

Terzo metodo

Disegno a mano libera di poligoni regolari

1.4.3 DISEGNO A MANO LIBERA DI POLIGONI REGOLARI

Disegno a mano libera di poligoni regolari

Disegno a mano libera di poligoni regolari

1. DISEGNARE A MANO LIBERA UN ESAGONO REGOLARE

6a Si traccia una circonferenza (ad esempio tracciandone una quarto con il terzo metodo e completandola con il primo metodo) e due segmenti orizzontale passanti per M e N, punti medi di DO e OB, che determinano sulla circonferenza i punti E, F, G, H.

6b Si completa la costruzione congiungendo tra loro i vertici.

6a. Si traccia una circonferenza (ad esempio tracciandone un quarto con il terzo metodo e completandola con il primo metodo) e due segmenti orizzontale passanti per M e N, punti medi di DO e OB, che determinano sulla circonferenza i punti E, F, G, H. (➜ Fig. 55).

6a Si traccia una circonferenza (ad esempio tracciandone una quarto con il terzo metodo e completandola con il primo metodo) e due segmenti orizzontale passanti per M e N, punti medi di DO e OB, che determinano sulla circonferenza i punti E, F, G, H.

6a Si traccia una circonferenza (ad esempio tracciandone una quarto con il terzo metodo e completandola con il primo metodo) e due segmenti orizzontale passanti per M e N, punti medi di DO e OB, che determinano sulla circonferenza i punti E, F, G, H.

6b. Si completa la costruzione congiungendo tra loro i vertici. (➜ Fig. 56).

6b Si completa la costruzione congiungendo tra loro i vertici.

6b Si completa la costruzione congiungendo tra loro i vertici.

7a Si traccia una circonferenza (ad esempio tracciandone una quarto con il terzo metodo e completandola con il primo metodo) e le diagonali del quadrato in cu è inscritta determinando su di essa E, F, G, H che con A, B, C, D sono i vertici dell’ottagono.

2. DISEGNARE A MANO LIBERA UN OTTAGONO REGOLARE

7a Si traccia una circonferenza (ad esempio tracciandone una quarto con il terzo metodo e completandola con il primo metodo) e le diagonali del quadrato in cu è inscritta determinando su di essa E, F, G, H che con A, B, C, D sono i vertici dell’ottagono.

7b Si completa la costruzione congiungendo tra loro i vertici.

7a Si traccia una circonferenza (ad esempio tracciandone una quarto con il terzo metodo e completandola con il primo metodo) e le diagonali del quadrato in cu è inscritta determinando su di essa E, F, G, H che con A, B, C, D sono i vertici dell’ottagono.

7b Si completa la costruzione congiungendo tra loro i vertici.

7a. Si traccia una circonferenza (ad esempio tracciandone un quarto con il terzo metodo e completandola con il primo metodo) e le diagonali del quadrato in cui è inscritta determinando su di essa E, F, G, H che con A, B, C, D sono i vertici dell’ottagono (➜ Fig. 57).

7b Si completa la costruzione congiungendo tra loro i vertici.

7b. Si completa la costruzione congiungendo tra loro i vertici (➜ Fig. 58).

8a Si traccia una circonferenza (ad esempio tracciandone una quarto con il terzo metodo e completandola con il primo metodo) e due segmenti orizzontale passanti per R e S, punti medi di DO e OB, e due verticali passanti per P e Q che determinano sulla circonferenza i otto punti che con A, B, C, D sono i vertici del dodecagono.

3. DISEGNARE A MANO LIBERA UN DODECAGONO REGOLARE

8a Si traccia una circonferenza (ad esempio tracciandone una quarto con il terzo metodo e completandola con il primo metodo) e due segmenti orizzontale passanti per R e S, punti medi di DO e OB, e due verticali passanti per P e Q che determinano sulla circonferenza i otto punti che con A, B, C, D sono i vertici del dodecagono.

8a Si traccia una circonferenza (ad esempio tracciandone una quarto con il terzo metodo e completandola con il primo metodo) e due segmenti orizzontale passanti per R e S, punti medi di DO e OB, e due verticali passanti per P e Q che determinano sulla circonferenza i otto punti che con A, B, C, D sono i vertici del dodecagono.

8b Si completa la costruzione congiungendo i tra loro i vertici.

8b Si completa la costruzione congiungendo i tra loro i vertici.

8b Si completa la costruzione congiungendo i tra loro i vertici.

8a. Si traccia una circonferenza (ad esempio tracciandone un quarto con il terzo metodo e completandola con il primo metodo) e due segmenti orizzontali passanti per R e S, punti medi di DO e OB, e due verticali passanti per P e Q che determinano sulla circonferenza gli otto punti che con A, B, C, D sono i vertici del dodecagono (➜ Fig. 59).

8b. Si completa la costruzione congiungendo tra loro i vertici (➜ Fig. 60).

55 ➜ Fig. 57 ➜ Fig. 59

➜ Fig.
➜ Fig. 56
➜ Fig. 58
Fig. 60

Esercitazione

SVILUPPA LE ABILITÀ

Esercitazione

Esercitazione

Si traccino quattro serie di linee parallele come indicato nella figura a fianco.

Si traccino quattro serie di linee parallele come indicato nella figura a fianco.

1. Traccia quattro serie di linee parallele come indicato nella figura a fianco.

Dopo aver suddiviso il foglio in quattro quadranti, si riportano nei quadranti 1, 2, 4 le tacche segnate in rosso alla distanza di 5mm. Quindi posizionando le squadrette come nelle figure e facendole scorrere nel senso indicato dalle dalle frecce si traccino le linee. Si faccia attenzione a far scorrere le squadrette non sulle linee appena tracciate in quanto raccoglirebbero la polvare di grafite che rimane sul foglio sporcandolo e sporcandosi.

Dopo aver suddiviso il foglio in quattro quadranti, si riportano nei quadranti 1, 2, 4 le tacche segnate in rosso alla distanza di 5mm. Quindi posizionando le squadrette come nelle figure e facendole scorrere nel senso indicato dalle dalle frecce si traccino le linee. Si faccia attenzione a far scorrere le squadrette non sulle linee appena tracciate in quanto raccoglirebbero la polvare di grafite che rimane sul foglio sporcandolo e sporcandosi.

Dopo aver suddiviso il foglio in quattro quadranti, si riportano nei quadranti 1, 2, 4 le tacche alla distanza di 5 mm. Quindi posizionando le squadrette come nelle figure e facendole scorrere nel senso indicato dalle frecce si tracciano le linee. Si deve fare attenzione a far scorrere le squadrette non sulle linee appena tracciate in quanto raccoglierebbero la polvere di grafite che rimane sul foglio sporcandolo e sporcandosi.

sull’uso

di riferimento/partenza con piccoli segni fatti con la punta della matita seguendo le misure indicate. Si proceda quindi secondo le indicazioni in fig.1.

Tracciare alcune serie di linee parallele e alcuni archi di circonferenza come indicato in fig. 2.

Nell’esecuzione si presti attenzione a non commettere gli errori evidenziati in fig.3, 4, 5, 6.

Esercitazione sull’uso di strumenti tradizionali per il disegno

2. Traccia alcune serie di linee parallele e alcuni archi di circonferenza come indicato in ➜ Fig. 2

Esercitazione sull’uso di strumenti tradizionali per il disegno

di strumenti tradizionali per il disegno

Dopo aver squadrato e diviso in quattro quadranti un foglio UNI A3 si traccino le diagonali nel 1° quadrante e le sole intersezioni nel 2° e 3° per determinarne il centro per cui passeranno gli assi. Nel 4° quadrante si traccino le tre linee orizzontali. Quindi si riportino le posizioni dei punti di riferimento/partenza con piccoli segni fatti con la punta della matita seguendo le misure indicate. Si proceda quindi secondo le indicazioni in fig.1.

sull’uso di strumenti tradizionali per il disegno

linee parcirconferenza

linee parcirconferenza

quattro traccino le sole interdeterminarne il assi. Nel 4° orizzontaposizioni dei punti piccoli segni seguendo le quindi secondo

quattro traccino le sole interdeterminarne il assi. Nel 4° orizzontaposizioni dei punti piccoli segni seguendo le quindi secondo

attenzione a non evidenziati in fig.3,

attenzione a non evidenziati in fig.3,

Dopo aver squadrato e diviso in quattro quadranti un foglio UNI A4 si tracciano le diagonali nel 1° quadrante e le sole intersezioni nel 2° e 3° per determinarne il centro per cui passeranno gli assi. Nel 4° quadrante si tracciano le tre linee orizzontali. Quindi si riportano le posizioni dei punti di riferimento/partenza con piccoli segni fatti con la punta della matita seguendo le misure indicate. Si procede quindi secondo le indicazioni in ➜ Fig. 1

Tracciare alcune serie di linee parallele e alcuni archi di circonferenza come indicato in fig. 2. Dopo aver squadrato e diviso in quattro quadranti un foglio UNI A3 si traccino le diagonali nel 1° quadrante e le sole intersezioni nel 2° e 3° per determinarne il centro per cui passeranno gli assi. Nel 4° quadrante si traccino le tre linee orizzontali. Quindi si riportino le posizioni dei punti di riferimento/partenza con piccoli segni fatti con la punta della matita seguendo le misure indicate. Si proceda quindi secondo le indicazioni in fig.1.

Nell’esecuzione si presti attenzione a non commettere gli errori evidenziati in fig.3, 4, 5, 6.

fig.1

➜ Fig. 1

fig.1

➜ Fig. 2

fig.2

fig.2

Nell’esecuzione si presti attenzione a non commettere gli errori evidenziati in fig.3, 4, 5, 6.

Nell’esecuzione si deve prestare attenzione a non commettere gli errori evidenziati in ➜ Figg. 3-4-5-6.

fig.1
fig.3
fig.4
fig.2
fig.1
fig.3 fig.4
fig.2
fig.1
fig.3
fig.4
fig.5
fig.2

Disegno a mano libera su carta quadrettata

Disegno a mano libera: esercizi

3. Riproduci a mano libera su carta quadrettata i disegni proposti.

Riprodurre a mano libera su carta quadrettata i disegni proposti Fase preliminare di preparazione

Disegno a mano libera: esercizi

Disegno a mano libera: esercizi

Disegno a mano libera: esercizi

Disegno a mano libera su carta non quadrettata

Disegno a mano libera su carta non quadrettata

Disegno a mano libera: esercizi

Disegno a mano libera su carta non quadrettata

4. Disegna a mano libera il supporto in Fig. 1.

Disegno a mano libera: esercizi

Disegno a mano libera: esercizi

Disegno a mano libera su carta non quadrettata

Disegnare a mano libera il supporto in fig.1

Disegnare a mano libera il supporto in fig.1

Disegnare a mano libera il supporto in fig.1

Disegno a mano libera su carta non quadrettata

Disegno a mano libera su carta non quadrettata

Disegno a mano libera su carta non quadrettata

Disegnare a mano libera il supporto in fig.1

La figura da riprodurre ha come contorno una serie di circonferenze raccordate tra loro con archi e tangenti. Si tracciano per primi gli assi di simmetria fissando così i centri delle circonferenze e creando inoltre un sistema di riferimento fondamentale in quanto si opera su un foglio senza la quadrettatura di supporto fig.2. Quindi per ciascun centro si costruisca il quadrato con la trama per tracciare la circonferenza corrispondente fig.3. Nel caso delle circonferenze concentriche si esegue la costruzione di quella più piccola in quanto più facile da eseguire.

Disegnare a mano libera il supporto in fig.1

La figura da riprodurre ha come contorno una serie di circonferenze raccordate tra loro con archi e tangenti. Si tracciano per primi gli assi di simmetria fissando così i centri delle circonferenze e creando inoltre un sistema di riferimento fondamentale in quanto si opera su un foglio senza la quadrettatura di supporto fig.2. Quindi per ciascun centro si costruisca il quadrato con la trama per tracciare la circonferenza corrispondente fig.3. Nel caso delle circonferenze concentriche si esegue la costruzione di quella più piccola in quanto più facile da eseguire.

Disegnare a mano libera il supporto in fig.1

La figura da riprodurre ha come contorno una serie di circonferenze raccordate tra loro con archi e tangenti. Si tracciano per primi gli assi di simmetria fissando così i centri delle circonferenze e creando inoltre un sistema di riferimento fondamentale in quanto si opera su un foglio senza la quadrettatura di supporto (➜ Fig. 2). Quindi per ciascun centro si costruisce il quadrato con la trama per tracciare la circonferenza corrispondente (➜ Fig. 3). Nel caso delle circonferenze concentriche si esegue la costruzione di quella più piccola in quanto più facile da eseguire.

La figura da riprodurre ha come contorno una serie di circonferenze raccordate tra loro con archi e tangenti. Si tracciano per primi gli assi di simmetria fissando così i centri delle circonferenze e creando inoltre un sistema di riferimento fondamentale in quanto si opera su un foglio senza la quadrettatura di supporto fig.2. Quindi per ciascun centro si costruisca il quadrato con la trama per tracciare la circonferenza corrispondente fig.3. Nel caso delle circonferenze concentriche si esegue la costruzione di quella più piccola in quanto più facile da eseguire.

La figura da riprodurre ha come contorno una serie di circonferenze raccordate tra loro con archi e tangenti. Si tracciano per primi gli assi di simmetria fissando così i centri delle circonferenze e creando inoltre un sistema di riferimento fondamentale in quanto si opera su un foglio senza la quadrettatura di supporto fig.2. Quindi per ciascun centro si costruisca il quadrato con la trama per tracciare la circonferenza corrispondente fig.3. Nel caso delle circonferenze concentriche si esegue la costruzione di quella più piccola in quanto più facile da eseguire.

La figura da riprodurre ha come contorno una serie di circonferenze raccordate tra loro con archi e tangenti. Si tracciano per primi gli assi di simmetria fissando così i centri delle circonferenze e creando inoltre un sistema di riferimento fondamentale in quanto si opera su un foglio senza la quadrettatura di supporto fig.2. Quindi per ciascun centro si costruisca il quadrato con la trama per tracciare la circonferenza corrispondente fig.3. Nel caso delle circonferenze concentriche si esegue la costruzione di quella più piccola in quanto più facile da eseguire.

La figura da riprodurre ha come contorno una serie di circonferenze raccordate tra loro con archi e tangenti. Si tracciano per primi gli assi di simmetria fissando così i centri delle circonferenze e creando inoltre un sistema di riferimento fondamentale in quanto si opera su un foglio senza la quadrettatura di supporto fig.2. Quindi per ciascun centro si costruisca il quadrato con la trama per tracciare la circonferenza corrispondente fig.3. Nel caso delle circonferenze concentriche si esegue la costruzione di quella più piccola in quanto più facile da eseguire.

➜ Fig. 1

➜ Fig. 2

➜ Fig. 3

Per le circonferenze più grandi e i raccordi è sufficiente fare riferimento a quelle già tracciate facendo cura di manternersi da esse a un distanza costante fig4. Si traccino quindi anche le tangenti e si ripassano gli archi fig.5. Si completa la figura tracciando i raccordi senza ricorrere a particolari costruzioni ma facendo attenzione a che siano archi di circonferenza e che ci sono due brevi tratti rettilinei fig.6

Per le circonferenze più grandi e i raccordi è sufficiente fare riferimento a quelle già tracciate facendo cura di manternersi da esse a un distanza costante fig4. Si traccino quindi anche le tangenti e si ripassano gli archi fig.5. Si completa la figura tracciando i raccordi senza ricorrere a particolari costruzioni ma facendo attenzione a che siano archi di circonferenza e che ci sono due brevi tratti rettilinei fig.6

Per le circonferenze più grandi e i raccordi è sufficiente fare riferimento a quelle già tracciate facendo cura di manternersi da esse a un distanza costante fig4. Si traccino quindi anche le tangenti e si ripassano gli archi fig.5. Si completa la figura tracciando i raccordi senza ricorrere a particolari costruzioni ma facendo attenzione a che siano archi di circonferenza e che ci sono due brevi tratti rettilinei fig.6

Per le circonferenze più grandi e i raccordi è sufficiente fare riferimento a quelle già tracciate avendo cura di mantenersi da esse a un distanza costante (➜ Fig. 4). Si tracciano quindi anche le tangenti e si ripassano gli archi (➜ Fig. 5). Si completa la figura tracciando i raccordi senza ricorrere a particolari costruzioni ma facendo attenzione a che siano archi di circonferenza e che ci sono due brevi tratti rettilinei (➜ Fig. 6).

Per le circonferenze più grandi e i raccordi è sufficiente fare riferimento a quelle già tracciate facendo cura di manternersi da esse a un distanza costante fig4. Si traccino quindi anche le tangenti e si ripassano gli archi fig.5. Si completa la figura tracciando i raccordi senza ricorrere a particolari costruzioni ma facendo attenzione a che siano archi di circonferenza e che ci sono due brevi tratti rettilinei fig.6

Per le circonferenze più grandi e i raccordi è sufficiente fare riferimento a quelle già tracciate facendo cura di manternersi da esse a un distanza costante fig4. Si traccino quindi anche le tangenti e si ripassano gli archi fig.5. Si completa la figura tracciando i raccordi senza ricorrere a particolari costruzioni ma facendo attenzione a che siano archi di circonferenza e che ci sono due brevi tratti rettilinei fig.6

Per le circonferenze più grandi e i raccordi è sufficiente fare riferimento a quelle già tracciate facendo cura di manternersi da esse a un distanza costante fig4. Si traccino quindi anche le tangenti e si ripassano gli archi fig.5. Si completa la figura tracciando i raccordi senza ricorrere a particolari costruzioni ma facendo attenzione a che siano archi di circonferenza e che ci sono due brevi tratti rettilinei fig.6

➜ Fig. 4

➜ Fig. 5

➜ Fig. 6

Disegno a mano libera: esercizi

5. Riproduci a mano libera su carta quadrettata i disegni proposti.

Riprodurre a mano libera su carta quadrettata i disegni proposti

2

2.1 Premessa

Strumenti attuali: il computer

CI OCCUPEREMO DI...

1. Premessa

2. La scrivania di AutoCAD

3. L’uso del mouse in AutoCAD

4. L’uso della tastiera in AutoCAD

I layout in AutoCAD

La stampa in AutoCAD

5. I comandi di assistenza in AutoCAD

6. I layer in AutoCAD

7. Inserimenti dati

8. I comandi per disegnare

Il computer fa parte della nostra vita svolgendo funzioni che fino a poco tempo fa non avremmo mai pensato di demandare a una macchina. Anche nel disegno tecnico, con numerosi software specifici, esso ha praticamente sostituito il disegno eseguito con gli strumenti tradizionale. Per il disegno tecnico il software più diffuso è AutoCAD.

2.2 La scrivania di AutoCAD

Avviato il programma, AutoCAD propone la videata Inizio (➜ Fig. 1) con le scritte Apri (per aprire un qualsiasi file dwg), Nuovo (per creare un nuovo disegno), Recenti (per aprire la lista degli disegni già realizzati), Apprendimento (visualizza i tutorial di apprendimento) (➜ Fig. 2).

Pag. 30

Pag. 30

➜ Fig. 1 ➜ Fig. 2

Fig. 1

Fig. 1

Pag. 30 aprendo così la videata di Disegno1 ( ➜ Fig. 3) e impariamo a conoscere le caratteristiche e i comandi principali di AutoCAD.

Fig. 2

Fig. 2

Cominciamo direttamente ad operare cliccando sul segno + a fianco della scritta Inizia

Pag.31

Pag.31

Video Focus

1

2.2.1 BARRA DEL TITOLO

Qui sono riportate (➜ Fig. 4):

– al centro la sigla dell’applicazione e il nome del documento su cui si sta operando (Autodesk AutoCAD 2023 Disegno 1dwg)

– a destra ci sono i tre pulsanti Riduci, Ingrandisci e Chiudi e l’area dell’Infocenter, che contiene alcuni strumenti di supporto, tra cui la Guida in linea.

– a sinistra le icone degli Strumenti ad Accesso rapido: Nuovo, Apri, Salva, Salva con nome, Stampa, Annulla e Ripeti.

– l’icona

Dopo aver cliccato su Pag. 30

Fig. 3

di Personalizza strumenti ad accesso rapido cliccando sulla quale si ha la possibilità, spuntando o no le varie voci, di aggiungere o togliere icone alla barra degli Strumenti ad Accesso rapido.

– all’estrema sinistra il pulsante con l’icona

Fig. 4 di AutoCAD, cliccando sulla quale si attiva il Menu dell’applicazione che permette di accedere alle funzioni di gestione del disegno, alla possibilità di aprire, salvare, esportare o stampare i file che compongono i vari elaborati grafici.

3

4

Fig. 3

Fig. 4 si apre la tendina (➜ Fig. 5) contenente le icone di Strumenti ad accesso rapido con la possibilità, cliccando sui corrispondenti triangolini, di specificare meglio il comando. Sono poi riportati i nomi degli ultimi documenti su cui si è operato e in basso il pulsante Opzioni cliccando sul quale si apre la finestra corrispondente (➜ Fig. 6). Nella parte in alto di essa ci sono alcuni pulsanti, File, Visualizza, ecc. che, una volta premuti, danno accesso a schede che permettono di impostare il funzionamento del programma se-

➜ Fig. 3
➜ Fig. 4
Fig. 2
Fig. 3
Fig. 4
Fig.
Fig. 2 Pag.31
Fig.
Fig.

Pag. 32

Pag. 32

Fig. 5

condo i propri desideri. Può essere utile, nella prima fase di apprendimento, cliccare su Visualizza e spuntare la voce Mostra descrizione comandi. In questo modo, avvicinando il puntatore all’icona di un comando, dopo mezzo secondo di attesa (come impostato nel rettangolino sotto) si apre una finestra con le spiegazioni relative al comando stesso (➜ Fig. 7).

Pag. 32

➜ Fig. 5 ➜ Fig. 6

Fig. 5

Fig. 5

2.2.2 AREA DI DISEGNO

Pag. 33

Pag. 33

Pag. 33

Fig. 10

Fig. 10

Fig. 6

Fig. 6

Fig. 6

➜ Fig. 7

Fig. 7

Fig. 7

Fig. 7

È lo spazio video in cui il disegno è visualizzato e modificato. A destra si trova la Barra di navigazione (➜ Fig. 8) con alcune icone delle quali ci interessano Pan e Zoom Estensioni . Il primo comando, una volta selezionato e tenendo premuto il tasto sinistro del mouse, ci permette di spostare il disegno a video; il secondo, che riporta il triangolino indicante l’apertura a tendina, è la raccolta dei vari Zoom di ingrandimento o riduzione disponibili.

Fig. 10

2.2.3 RIGA DI COMANDO

Fig. 11

Fig. 11

Fig. 11

È in fondo al video (➜ Fig. 9). Permette di “dialogare” col computer. È composta da una o più righe (a seconda delle impostazioni) e riporta sulla destra un triangolino cliccando sul quale si apre una finestra con la cronologia degli ultimi comandi utilizzati e operazioni eseguite. La prima scritta che appare è Digitare un comando, cioè il programma chiede quale comando si vuole utilizzare, per procedere poi con una serie di altre richieste o indicazioni che una volta immesse sono attivate premendo il tasto Invio.

Pag. 35

Pag. 35

Pag. 35

➜ Fig. 8 ➜ Fig. 9

2.2.4

BARRA DI STATO

È la barra che si trova più in basso nel video (➜ Fig. 10). È divisa in due parti. A sinistra si trovano le schede di Layout che permettono di organizzare gli spazi carta di un disegno realizzato nello spazio Modello. A destra si trova una gruppo di icone che permettono di attivare o disattivare una serie di aiuti al disegno. Se sono at-

Pag. 32

5

tivate il disegno dell’icona che le contraddistingue apparirà blu, se disattivate apparirà grigio. L’ultima icona a destra, che riporta come disegno tre lineette parallele ,se attivata, svolge una tendina in cui sono elencati tutti gli aiuti. Spuntandoli o meno li si fanno apparire o scomparire dalla barra.

Cliccando sull’icona

33

Fig. 10

Fig. 6

2. BARRA MULTIFUNZIONE

7

si apre la tendina di che permette di scegliere tra tre differenti configurazioni di AutoCAD e cioè: , dedicata al disegno 2D, per il disegno 3D con funzionalità avanzate sempre nell’ambiente 3D.

Contiene dieci gruppi di comandi:Disegna, Edita, Annotazione, Layer, Blocco, Proprietà, Gruppi, Utilità, Appunti e Vista

– contiene i comandi per disegnare come: Linea, Polilinea, Cerchio ecc.

– Edita contiene i comandi per modificare disegni già realizzati con un comando Disegna.

Fig. 5

Fig. 11

Fig. 6

– Annotazione contiene i comandi per scrivere testi e per apporre le quote

Fig. 7

– Layer permette di scomporre un disegno e distribuirlo su fogli sovrapposti.

Pag. 35

Pag. 33

– Proprietà permette di conoscere e assegnare alcune caratteristiche ai disegni come il colore, lo spessore delle linee ecc.

– Utilità permette, tra le altre cose, di misurare lunghezze, angoli, superfici e volumi dei disegni.

Alcune icone riportano sotto o a fianco un triangolino che una volta cliccato svolge una tendina contenete ulteriori comandi.

10

11

35

2.3 L’uso

del mouse in AutoCAD

Nel mouse i tasti hanno funzioni distinte. Il tasto sinistro è il tasto operativo: permette di attivare i vari comandi spostare gli oggetti ecc. L’indice sul video che visualizza il suo operare è il che può assumere principalmente cinque forme:

su cornice e icone

su cornice e icone

su cornice e icone

su cornice e icone

su cornice e icone

su cornice e icone

nell’attesa di comando

nell’attesa di comando

nell’attesa di comando

nell’attesa di comando

nell’attesa di comando

nell’attesa di comando

su nestra di testo

su nestra di testo

su nestra di testo

su finestra di testo

su nestra di testo

su nestra di testo

con comando inserito

con comando inserito

con comando inserito

con comando inserito

con comando inserito

con comando inserito

sul singolo oggetto. Quando un oggetto è selezionato, a video appare evidenziato in blu e con alcuni quadretti, detti grip, dello stesso colore (➜ Fig. 12), in corrispondenza dei suoi punti caratteristici (gli estremi e il punto medio per un segmento, il centro e i quattro punti quadrante in una circonferenza, ecc.).

➜ Fig. 12

a comando inserito per selezionare gli oggetti

con comando inserito per selezionare gli oggetti

con comando inserito per selezionare gli oggetti

con comando inserito per selezionare gli oggetti

con comando inserito per selezionare gli oggetti

con comando inserito per selezionare gli oggetti

Oltre alle funzioni già citate, il tasto di sinistra serve anche a selezionare gli oggetti per poterli modificare. Per eseguire questa operazione è sufficiente cliccare

Agganciando con il puntatore uno dei quadretti, cliccandolo e trascinandolo con il tasto sinistro, è possibile modificare l’oggetto o la sua posizione. Volendo selezionare un gruppo di oggetti, si clicca sul tasto sinistro e si rilascia il tasto, si trascina da sinistra verso destra creando un rettangolo che com-

➜ Fig. 11
Fig.
Fig.
Pag.
Fig.
Fig.
Pag.

prenda tutti gli oggetti desiderati e si riclicca sul tasto. In questo caso gli oggetti, perché siano selezionati, devono essere compresi per la loro interezza nel rettangolo (➜ Fig. 13).

➜ Fig. 13

Se invece il rettangolo si ottiene trascinando da destra verso sinistra è sufficiente che gli oggetti siano toccati anche in un sol punto perché rimangano selezionati (➜ Fig. 14).

Fig. 5

Pag. 33

➜ Fig. 14

– alla richiesta di Comando, premendo INVIO si richiama l’ultimo comando utilizzato;

– premendo INVIO, con un comando di modifica, si indica che si sono finiti gli elementi da selezionare;

– quando è proposta un’opzione racchiusa tra < e > basta dare INVIO per accettarla.

La BARRA SPAZIATRICE assume la funzione di INVIO quando però non si sia all’interno di un comando di testo.

In alto ci sono i cosiddetti tasti funzione che permettono di richiamare alcuni aiuti o attivare alcuni supporti per i disegno. (F1= guida in linea; F2= lista comandi eseguiti; F3=puntamento snap ad oggetto; F7= griglia; F9= snap griglia; F10= puntamento polare).

Fig. 6

Fig. 7

2.5 I comandi di assistenza in AutoCAD

Cliccando con il tasto destro del mouse su una delle icone nella barra di stato, in basso a destra del video (ad esempio

C’è un ulteriore modo per selezionare ed è col “lazo”.

Fig. 10

In questo caso si clicca col tasto e lo si mantiene premuto. Quindi lo si trascina inglobando o toccando gli oggetti a seconda che si operi da sinistra a destra o da destra a sinistra.

Il tasto destro può essere opportunamente impostato in Personalizza pulsante destro del mouse nella scheda Preferenze utente, in Opzioni.

Fig. 11

Pag. 35

La rotellina centrale del mouse, se ruotata in avanti o indietro, ingrandisce o rimpicciolisce l’immagine a video come in Zoom tempo reale e, se tenuta premuta, permette di spostare l’immagine a schermo come si trattasse di un foglio come in Pan.

2.4 L’uso della tastiera in AutoCAD

La tastiera ha in generale la stessa funzione che ha negli altri programmi, serve cioè a immettere dati, a scrivere testi e ad attivare alcuni comandi. In particolare: il tasto INVIO permette di eseguire le seguenti operazioni:

– premuto alla fine di ogni digitazione comunica che si è terminato di scrivere e che vanno attuate le indicazioni;

), si apre una tendina in fondo alla quale c’è una scritta come impostazione griglia, impostazione Snap ad oggetto , a seconda che si sia sull’icona di griglia e quella di Snap ad oggetto (Si ricorda che il termine snap è usato nel senso di afferrare). Cliccando su tale scritta si apre la finestra di Impostazioni disegno (➜ Fig. 15) che contiene le schede Snap e griglia, Puntamento polare, Snap ad oggetto, Snap ad oggetto 3D, Input dinamico, Proprietà rapide e Selezione ciclica. Le prime tre schede si riferiscono a comandi proposti per facilitare la realizzazione di un disegno; la scheda Input dinamico invece permette di impostare e attivare alcune indicazioni a fianco del puntatore.

2.5.1 COMANDI Snap AD OGGETTO (DETTI ANCHE Osnap)

Le modalità Snap ad oggetto, dette anche Osnap, consentono di “agganciare” un punto geometricamente significativo di un oggetto, come ad esempio gli estremi di un segmento, il suo punto medio, il centro di una circonferenza, l’intersezione tra due linee ecc. Nella scheda Snap ad oggetto (➜ Fig. 15) è possibile attivare o disattivare i singoli snap selezionandoli spuntando l’apposita casella a fianco del nome. Per attivare o disattivare il comando si può cliccare sull’icona nella Barra di stato (azzurra attivata, grigia disattivata) oppure premere il tasto funzione F3.

Fig. 6

Fig. 6

Fig. 7

Fig. 7

Fig. 6

Fig. 6

7

7

Fig. 7

7

Per attivare o disattivare Puntamento Polare basta cliccare sull’icona corrispondente nella Barra di stato oppure premere il tasto funzione F10.

alle domande rispondo sempre si cioè sono valide le figure della scorsa edizione.

2.5.3 INPUT DINAMICO

Una volta attivato cliccando

Si devono cambiare le icone a P.35 punti: 2.5.2 2.5.3

A P. 37 le scritte in rosso vanno in nero.

sull’icona nella barra di stato, riporta a fianco del puntatore le indicazioni della barra di comando e le coordinate cartesiane o polari, assolute o relative, a seconda dell’impostazione data (➜ Fig. 17). Alla richiesta di un secondo punto, sono visualizzati i valori relativi alla distanza e agli angoli che cambiano in base agli spostamenti del cursore.

Quelli che seguono sono i comandi snap più comunemente usati.

Fine

Fig. 7 Fig. 7 Intersezione

2.5.2

alle domande rispondo sempre si cioè sono valide le figure della scorsa edizione.

PUNTAMENTO POLARE

2.6

I layer in AutoCAD

Si devono cambiare le icone a P.35 punti: 2.5.2 2.5.3

Mediante questo comando

A P. 37 le scritte in rosso vanno in nero.

si può impostare un incremento angolare che orienta le linee durante il loro tracciamento. I valori possibili dell’Angolo incremento vanno da 5° a 90° (➜ Fig. 16). Pertanto, nel tracciare le linee, si possono immettere direttamente le lunghezze, orientare il mouse nella direzione voluta e dare Invio.

Il foglio di lavoro di AutoCAD si può immaginare formato da tanti fogli trasparenti sovrapposti (➜ Fig. 18)

➜ Fig. 16 ➜ Fig. 18

➜ Fig. 15
➜ Fig. 17
VISTI

Pag. 36

con la possibilità di disegnare, ad esempio, le linee in vista su un layer, quelle di costruzione su un altro, e così via. Questo modo di operare permette di escludere dalla vista e dalla stampa le parti che non interessano (ad esempio a disegno concluso si può escludere il layer delle linee di costruzione)

Pag. 36

Fig. 20

Fig. 21

Pag. 37

Piastrina

zione richiamando in tal modo la finestra Gestore proprietà layer (➜ Fig. 21).

2.6.1 CREAZIONE DEI LAYER

Si clicca sull’icona Proprietà Layer ( ➜ Fig. 20) nel settore corrispondente ai layer nella Barra multifun-

Fig. 20

Fig. 22

Nella finestra è evidenziato il layer 0 che è quello di default. È creato all’avvio di ogni nuovo disegno, non si può cancellare né rinominare ed è buona norma non disegnare su di esso. La barra delle proprietà del layer è divisa in alcune colonne che contengono alcuni simboli e scritte come On, Congela, Bloccato Stampa che si riferiscono al layer stesso, e Colore, Tipo di linea, Spessore di linea che si riferiscono al disegno che sarà eseguito sul layer.

Fig. 22

Fig. 21

2.6.2 COLONNE RIFERITE AL LAYER

Pag. 37

– On

: serve per attivare e disattivare il layer.

– Congela : ha una funzione simile al comando precedente. La differenza rispetto a On consiste nella rigenerazione, che in un layer congelato non viene effettuata.

Piastrina

Fig. 22

Tampone

– Bloccato : mantiene visibili gli oggetti ma ne impedisce le modifiche.

– Stampa/Non stampare : controlla se stampare i layer selezionati.

Piastrina di base

Tampone

Sostituiamo il nome Layer1 con Spigoli visti, quindi, cliccando sul quadratino della colonna Colore, attribuiamo ad esempio il colore Bianco, lasciamo invariato il tipolinea che è Continous e attribuiamo come spessore di linea 0,40. Ripetiamo l’operazione per ulteriori layer dando loro il nome di Assi, Nascosti, Tratteggi , Quote, Testo , Foglio , attribuendo a ciascuno di essi un colore, un tipolinea e uno spessore di linea (ad esempio 0,20 o 0,40). Per passare da un layer all’altro, mentre si disegna, si utilizza il menù a tendina (➜ Fig. 22). Dopo averlo aperto, si seleziona il layer desiderato cliccando sul suo nome.

Pag. 36

– Tipo linea: serve ad assegnare al layer un tipo di linea. Cliccando prima su Continous e poi sulla scritta Carica appare la finestra Carica o ricarica tipi di linea con i tipi di linea disponibili.

Pag. 36

–Fig. 22 : serve ad attribuire un colore agli oggetti di un layer.

Fig. 20

Piastrina di base

– Spessore linea: modifica lo spessore di linea associato ai layer selezionati. Cliccando sul nome Default viene visualizzata la finestra Spessore linea con l’elenco di tutti gli spessori disponibili.

2.6.3

Ctena

PREPARAZIONE DI UN PACCHETTO DI LAYER

Fig. 22

2.7 Inserimento dati

Fig. 20 Fig. 22

Fig. 21

Nell’iniziare un disegno è utile procedere creando un pacchetto di layer che si presume possano ser vire. Ad esempio clicchiamo in sull’icona

Pag. 37

Fig. 21 e comparirà un nuovo layer di nome Layer1.

Nell’esecuzione di un disegno si procede inserendo i dati utilizzando le coordinate cartesiane oppure le coordinate polari. Esse possono essere assolute, e cioè riferite all’origine UCS (0,0) intersezione degli assi X e Y, oppure relative e cioè riferite all’ultimo punto che si è specificato.

Pertanto se si desidera procedere per:

– coordinate assolute: con l’Input dinamico disattivato si immettono direttamente i dati nella barra

➜ Fig. 21
Fig. 20
➜ Fig. 22

di comando, con Input dinamico attivato si deve prima digitare #.

– coordinate relative con Input dinamico disattivato i dati si immettono nella barra di comando preceduti da @, con Input dinamico attivato si immettono direttamente i dati.

Fig. 3

Come misure AutoCAD opera per unità ed è il disegnatore a decidere a cosa esse corrispondano. Cliccato sul Menù dell’Applicazione

Fig. 4 si seleziona Utilità di sistema e si clicca su Unità. Si aprirà la finestra Unità disegno dove impostare le unità di misura e la scala che si consiglia di utilizzare la 1:1 e rimandare al momento della stampa la scelta definitiva. Si ricorda che è con il punto che si separano i decimali dalle unità mentre con la virgola si separano i due dati (X,Y).

2.8 I comandi per disegnare

36

20

Fig. 21

20

Pag. 37

Attiviamo un comando cliccando sulla icona corrispondente oppure digitando la o le lettere che lo identificano come ad esempio L (maiuscolo o minuscolo) per Linea, PG per Poligono ecc.

Pag. 36

Fig. 21

Piastrina

Piastrina

Pag. 37

Fig. 21

Fig. 20 Fig. 22

dal lato digitando s per spigolo) chiede la posizione del primo estremo e poi del secondo estremo del lato di base.

Pag. 36

Fig. 21

Pag. 37

2.8.3 COMANDO CERCHIO (C)

Attivato il comando mediante l’icona

Fig. 20

Pag. 36 Fig. 20

Piastrina

Fig. 22

Pag. 36

nella barra di dialogo è chiesto: [Specificare centro del cerchio] poi il raggio o il diametro; oppure [3P] cioè tre suoi punti; oppure [2P] cioè gli estremi di un suo diametro; oppure [Ttr] cioè due oggetti cui è tangente e il raggio.

Fig. 22

36

2.8.4 ESERCIZI

20

Pag. 36 Fig. 20 Fig. 22

Piastrina di base

Fig. 21

Pag. 37

20

22

Fig. 21

Pag. 37

Tampone

22

PIASTRINA • ESERCIZIO 18

Pag. 36

Pag. 36 Fig. 20 Fig. 22

Piastrina

Nella finestra di testo compare il suo nome assieme ad una richiesta e una o più opzioni racchiuse tra parentesi [ ]. O si inserisconi direttamente i dati e si dà Invio oppure, per scegliere un’opzione, si digita o le lettere in maiuscolo o si clicca direttamente sul nome dell’opzione. Poi si procede seguendo le indicazioni.

2.8.1 COMANDO LINEA (L)

Piastrina di base

Pag. 37

Disegnare le figure proposte in Sez. C - cap. 6.

Costruiamo metà figura con Linea

Fig. 21 Pag. 37

22

Fig. 21

Pag. 36 Fig. 20 Fig. 22

Tampone

Pag. 36 Fig. 20 Fig. 22

Ctena

Fig. 20 Fig. 22

Pag. 36 Fig. 20 Fig. 22

Piastrina

Piastrina di base

Fig. 21 Pag. 37

Piastrina di base

Piastrina

selezioniamo la spezzata e clicchiamo sui suoi due estremi e alla richiesta [Cancellare gli oggetti sorgente? [Si No] <No>:] No (I)

Fig. 21

Pag. 36

Pag. 37

Piastrina

Tampone

Fig. 21

Fig. 21

PIASTRINA DI BASE • ESERCIZIO 19

Pag. 37

Tampone

Piastrina di base

Pag. 36 Fig. 20

Col comando

Piastrina

Pag. 37

Piastrina di base

Fig. 20

Fig. 21

Pag. 37

Attivando il comando cliccando sull’icona,

Fig. 21

Piastrina

Piastrina

Tampone

Pag. 36 Fig. 20 Fig. 22

Pag. 37

Ctena

Piastrina

Fig. 21

Piastrina di base

Ctena : clicchiamo in un punto, poi @20,0 (Invio); @15,15 (I); @0,45 (I); @-9,0 (I); @-16,-30 (I); @-10,0 (I); quindi Specchia

Poligono costruiamo il triangolo equilatero di lato 57 e lo esplodiamo con esplodi

Fig. 21

Piastrina

Pag. 37

Fig. 20

Pag. 37

Piastrina di base

Fig. 22

Tampone

Piastrina di base

Fig. 21

Fig. 21

o digitando L e Invio, nella barra di dialogo si ha: [LINEA specificare primo punto:]

Piastrina di base

Pag. 37

Pag. 37

Tampone

Ora si può cliccare direttamente nell’area disegno o inserire i dati per coordinate e dare Invio. [Specificare punto successivo o [Annulla]]: si procede cliccando nell’area di disegno o inserendo le coordinate.

Fig. 21

Pag. 37

Piastrina di base

2.8.2

COMANDO POLIGONO (PG)

Attivato il comando mediante l’icona

Piastrina

Tampone

Piastrina di base

Ctena

Tampone

Tampone

Piastrina

Piastrina

Fig. 22

Piastrina

Pag. 36 Fig. 20

Piastrina

Ctena

Tampone

Fig. 22

impostato sulla distanza 3 costruiamo le parallele ai lati del triangolo; col comando Taglia

Ctena ; con Cerchio costruiamo le circonferenze nei vertici; con Offset

Fig. 22

Piastrina di base

Piastrina

Tampone

Piastrina

Fig. 21

Tampone

Pag. 37

Linea e Snap

Ctena togliamo le parti eccedenti; col comando

Piastrina di base

Piastrina di base

TAMPONE • ESERCIZIO 20 Col comando Linea

Piastrina di base

Ctena Tangente tracciamo le tangenti alle circonferenze.

Piastrina

Tampone

Ctena

Ctena

Piastrina di base

Tampone

Tampone

Fig. 21

Pag. 37

Tampone

Ctena tracciamo l’asse verticale; con Offset

Piastrina

Ctena e Snap intersezione

Piastrina di base

Piastrina di base

Piastrina di base

Ctena impostato sulla distanza 35 costruiamo la parallela alla base del trapezio e asse della circonferenza; col comando Cerchio

Ctena costruiamo il trapezio isoscele di base; poi con Snap Punto medio

Piastrina di base

Ctena tracciamo la circonferenza; col comando Raccorda

impostato su 10 e 12 tracciamo i raccordi.

Ctena

CATENA • ESERCIZIO 21 Col comando Linea

Tampone

Tampone

Tampone

nella barra di dialogo è chiesto: il numero di lati ... (Invio); (se si sceglie la costruzione partendo dalla circonferenza) le coordinate del centro ... (Invio) quindi se inscritto o circoscritto e poi il raggio; (se si sceglie di partire

Ctena

Tampone

impostato sulla distanza 34 costruiamo altri due assi orizzontali; con Cerchio

Ctena

impostato su 25 si tracciano i raccordi.

Ctena e Snap intersezione

Ctena si costruiscono due assi ortogonali; con Offset

costruiamo le circonferenze; con Raccorda

Pag. 36 Fig. 20
Fig. 22
Piastrina
Piastrina di base
Tampone
Ctena

3 CAPITOLO Cenni sulle norme UNI

CI OCCUPEREMO DI...

1. Tipi di linee

2. Norme per il disegno tecnico: le quote

3.1 Tipi di linee

3. Formati e piegature dei fogli

4. Riquadro delle iscrizioni e archiviazione

Per il segno esiste una norma specifica che stabilisce gli spessori e i tipi di linea da usare nel disegno tecnico. La scelta dello spessore delle linee dipenderà dalla scala del disegno e dalla sua resa grafica in fase di stampa. Sotto sono riportati due estratti delle tabelle contenute nella UNI ISO 128-24:2006. Una riporta gli spessori consigliati per i vari tipi di linee (➜ Tab. 1), l’altra ne descrive le caratteristiche e la loro applicazione (➜ Tab. 2).

Gruppo di linee

Grossezza delle linee per linea n. (in mm) 01.2 01.1 – 02.1 – 04.1

0,5a 0,5 0,25

0,7a 0,7 0,35

a) Gruppi di linee preferibili

➜ Tab. 1 • Grossezza delle linee e gruppi di linee (UNI ISO 128-24:2006).

Tipo di linea

N. descrizione

01.1

01.2

02.1

04.1

linea continua fine

Linea continua grossa

Linea a tratti fine

Linea mista fine a punto e tratto lungo

Applicazioni

Linee di costruzione, linee di proiezione, linee di riferimento, linee di misura, linee di griglia e tratteggi.

Spigoli in vista, contorni in vista e rappresentazioni principali in diagrammi e schemi.

Spigoli nascosti e contorni nascosti.

Assi di simmetria e tracce di simmetria.

➜ Tab. 2 • Denominazioni e applicazioni dei tipi di linee (UNI ISO 128-24:2006).

linee di costruzione 01.1

linee di riferimento 01.1 tratteggi 01.1

linee di quota 01.1

assi di simmetria 04.1

contorni in vista 01.2

contorni nascosti 02.1

spigoli nascosti 02.1

spigoli in vista 01.2

leggere le quote che li completano.

Norme per il disegno tecnico: le quote

Le quote sono gli elementi, di un disegno tecnico, che indicano le dimensioni di ciò che è rappresentato. Le loro caratteristiche saranno analizzate nel modulo 7.3, per il momento è sufficiente capirne le indicazioni.

3.2

Le loro caratteristiche saranno analizzate nel modulo 7.3, per

numero

indicazioni.

Esse si concretizzano nella linea di quota che è una linea avente agli estremi due frecce e un numero al centro.

Esse si concretizzano nella linea di quota che è una linea avente agli estremi due frecce e un numero al centro.

Per eseguire gli esercizi proposti nelle pagine seguenti, è necessario saper leggere le quote che li completano. Le quote sono gli elementi, di un disegno tecnico, che indicano le dimensioni di ciò che è rappresentato. Le loro caratteristiche saranno analizzate nel modulo 7.3, per il momento è sufficiente capirne le indicazioni. Esse si concretizzano nella linea di quota che è una linea avente agli estremi due frecce e un numero al centro.

l’apertura angolare.

Norme per il disegno tecnico: le quote

Tale linea è sempre parallela al segmento di cui indica le dimensioni ed il numero al centro esprime la lunghezza in millimetri o, nel caso degli angoli, l’apertura angolare.

Quotatura di angoli (fig.2).

Tale linea è sempre parallela al segmento di cui indica le dimensioni ed il numero al centro esprime la lunghezza millimetri o, nel caso degli angoli, l’apertura angolare.

Quotatura di diametri

Quotatura di segmenti Quotatura di angoli

Quotatura di diametri

Quotatura di segmenti e di distanze (fig.1).

Quotatura di diametri

Quotatura di diametri (fig.3), con il simbolo Ø se dal disegno non risulta chiaro essere diametri (fig.4).

fig.1

Quotatura di segmenti e di distanze (fig.1).

Per eseguire gli esercizi proposti nelle pagine seguenti, è necessario saper leggere le quote che li completano. Le quote sono gli elementi, di un disegno tecnico, che indicano le dimensioni di ciò che è rappresentato. Le loro caratteristiche saranno analizzate nel capitolo 16, per il momento è sufficiente capirne le indicazioni. Esse si concretizzano nella linea di quota che è una linea avente agli estremi due frecce e un numero al centro. Tale linea è sempre parallela al segmento di cui indica le dimensioni e il numero al centro esprime la lunghezza in millimetri o, nel caso degli angoli, l’apertura angolare.

Quotatura di segmenti e di distanze (➜ Fig. 1).

Quotatura di angoli (fig.2).

Quotatura di diametri

Tale linea è sempre parallela al segmento di cui indica le dimensioni ed il numero al centro esprime la lunghezza in millimetri o, nel caso degli angoli, l’apertura angolare.

Quotatura di angoli (fig.2).

Quotatura di raccordi (fig.5) dove la lettera R indica raggio.

Quotatura di segmenti Quotatura di angoli

Quotatura di segmenti e di distanze (fig.1).

Quotatura di diametri (fig.3), con il simbolo Ø se dal disegno non risulta chiaro essere diametri (fig.4).

Quotatura di diametri (fig.3), con il simbolo Ø se dal disegno non risulta chiaro essere diametri (fig.4).

➜ Fig. 1

Quotatura di raccordi (➜ Fig. 5) dove la lettera R indica raggio.

Quotatura di raccordi

Quotatura di totali

Quotatura di un totale che è suddiviso in parti uguali tra loro (fig.6).

Quotatura di oggetti rappresentati in assonometria (fig.7).

Quotatura di raccordi (fig.5) dove la lettera R indica raggio.

Quotatura di segmenti e di distanze (fig.1).

Quotatura di angoli (fig.2).

Quotatura di raccordi (fig.5) dove la lettera R indica raggio.

fig.2 fig.4 fig.3

Quotatura di raccordi

Quotatura di totali e parti uguali

Quotatura di un totale che è suddiviso in parti uguali tra loro (fig.6).

Quotatura di segmenti Quotatura di angoli

Quotatura di raccordi

Quotatura di totali e parti uguali

fig.1

Quotatura di un totale che è suddiviso parti uguali tra loro (fig.6).

Quotatura di angoli (➜ Fig. 2).

Quotatura di diametri (fig.3), con il simbolo Ø se dal disegno non risulta chiaro essere diametri (fig.4).

Quotatura di un totale che è suddiviso in parti uguali tra loro (➜ Fig. 6).

Quotatura di segmenti Quotatura di angoli

Quotatura di oggetti rappresentati in assonometria (fig.7).

Quotatura di oggetti rappresentati in assonometria (fig.7).

proposti nelle necessario saper completano. elementi, di un indicano le rappresentato. saranno analizil momento è indicazioni. nella linea di avente agli numero al

Quotatura di diametri

Quotatura di raccordi (fig.5) dove la lettera R indica raggio.

Quotatura di un totale che è suddiviso in parti uguali tra loro (fig.6).

Quotatura di segmenti Quotatura di angoli

proposti nelle necessario saper completano. un le rappresentato. saranno analizmomento è indicazioni. linea di agli numero al al segdimensioni ed il lunghezza angoli, distanze con il risulta (fig.4). dove la suddiviso

Quotatura di oggetti rappresentati in assonometria (fig.7).

fig.5

➜ Fig. 2 Ø 20 Ø 24 16

rappresentati in disegno tecnico: le quote

Quotatura di diametri (➜ Fig. 3), con il simbolo Ø se dal disegno non risulta chiaro essere diametri (➜ Fig. 4).

parallela al segdimensioni ed il la lunghezza degli angoli, di distanze (fig.2). (fig.3), con il non risulta (fig.4). (fig.5) dove la che è suddiviso (fig.6).

Quotatura di diametri

fig.2 fig.4 fig.3

Quotatura di raccordi

Quotatura di diametri

Quotatura di raccordi

Quotatura di diametri fig.2

3

fig.5

Quotatura di raccordi Quotatura di totali e parti uguali fig.2

raccordi Quotatura di totali e parti uguali

Quotatura di assonometrie

Quotatura di totali e parti uguali

Quotatura di assonometrie

Quotatura di oggetti rappresentati in assonometria (➜ Fig. 7).

Quotatura di assonometrie

Quotatura di assonometrie

Quotatura di totali e parti uguali

Quotatura di assonometrie

fig.2
fig.4
fig.3
fig.5
fig.6
fig.7
fig.4
fig.3
fig.5
fig.6
fig.7
fig.2
fig.4
fig.3
fig.5
fig.6
fig.7

Formati e piegature dei fogli

Formati e piegature dei fogli

3.3 Formati e piegature dei fogli

Formati e piegature dei fogli

Le dimensioni dei fogli per il disegno sono fissate dalle tabelle EN ISO 5457/2002. La sigla A0 designa il formato base cui corrisponde una superficie di 1m2 da cui si ricavano gli altri formati mediante successivi dimezzamenti fino a giungere al formato A4 che è il formato a cui normalmente ciascun foglio di formato superiore è ridotto mediante successive piegature come indicato negli esempi sottostanti.

Le dimensioni dei fogli per il disegno sono fissate dalle tabelle EN ISO 5457/2002. La sigla A0 designa il formato base cui corrisponde una superficie di 1m2 da cui si ricavano gli altri formati mediante successivi dimezzamenti fino a giungere al formato A4 che è il formato a cui normalmente ciascun foglio di formato superiore è ridotto mediante successive piegature come indicato negli esempi sottostanti.

Le dimensioni dei fogli per il disegno sono fissate dalle tabelle UNI EN ISO 5457:2002. La sigla A0 designa il formato base cui corrisponde una superficie di 1m2 da cui si ricavano gli altri formati mediante successivi dimezzamenti fino a giungere al formato A4 che è il formato a cui normalmente ciascun foglio di formato superiore è ridotto mediante successive piegature come indicato negli esempi sottostanti.

Le dimensioni dei fogli per il disegno sono fissate dalle tabelle EN ISO 5457/2002. La sigla A0 designa il formato base cui corrisponde una superficie di 1m2 da cui si ricavano gli altri formati mediante successivi dimezzamenti fino a giungere al formato A4 che è il formato a cui normalmente ciascun foglio di formato superiore è ridotto mediante successive piegature come indicato negli esempi sottostanti.

del disegno (mm)

dimensioni (mm) zona del disegno (mm)

dimensioni (mm) zona del disegno (mm)

IL CARTIGLIO

3.4 Riquadro delle iscrizioni e archiviazione

Riquadro delle iscrizioni e archiviazione

IL CARTIGLIO

3.4.1 IL CARTIGLIO

delle iscrizioni o cartiglio è l’elemento identificativo del disegno poichè contiene le informazioni alla sua identificazione, interpretazione e gestione. Le sue caratteristiche sono stabilite dalla UNI EN ISO 7200:2007. La sua dimensione in larghezza è di 180 mm, occupa la parte inferiore foglio UNI A4, distante dai bordi del foglio 10 mm da destra e 20 mm da sinistra. Il suo contecomprende: i dati di identificazione (proprietario legale, numero di identificazione, indice di data di edizione, numero della parte/foglio, numero di parti/fogli, codice della lingua), i descrittivi (titolo, sottotitolo) e i dati amministrativi (reparto responsabile, riferimento autore, verificatore, tipo di documento, classificazione/parole chiave, stadio del documento, delle pagine, numero di pagine, formato dei fogli). I dati indicati in grassetto sono obbligatori. riportati i due esempi proposti nelle norme.

delle iscrizioni o cartiglio è l’elemento identificativo del disegno poichè contiene le informazioni alla sua identificazione, interpretazione e gestione. Le sue caratteristiche sono stabilite dalla UNI EN ISO 7200:2007. La sua dimensione in larghezza è di 180 mm, occupa la parte inferiore foglio UNI A4, distante dai bordi del foglio 10 mm da destra e 20 mm da sinistra. Il suo contecomprende: i dati di identificazione (proprietario legale, numero di identificazione, indice di data di edizione, numero della parte/foglio, numero di parti/fogli, codice della lingua), i descrittivi (titolo, sottotitolo) e i dati amministrativi (reparto responsabile, riferimento autore, verificatore, tipo di documento, classificazione/parole chiave, stadio del documento, delle pagine, numero di pagine, formato dei fogli). I dati indicati in grassetto sono obbligatori. riportati i due esempi proposti nelle norme.

Reparto responsabile Riferimento tecnico

Il riquadro delle iscrizioni o cartiglio è l’elemento identificativo del disegno poichè contiene le informazioni relative alla sua identificazione, interpretazione e gestione. Le sue caratteristiche sono stabilite dalla norma UNI EN ISO 7200:2007. La sua dimensione in larghezza è di 180 mm, occupa la parte inferiore destra del foglio UNI A4, distante dai bordi del foglio 10 mm da destra e 20 mm da sinistra. Il suo contenuto comprende: i dati di identificazione (proprietario legale, numero di identificazione, indice di revisione, data di edizione, numero della parte/foglio, numero di parti/fogli, codice della lingua), i dati descrittivi (titolo, sottotitolo) e i dati amministrativi (reparto responsabile, riferimento tecnico, autore, verificatore, tipo di documento, classificazione/parole chiave, stadio del documento, numero delle pagine, numero di pagine, formato dei fogli). I dati indicati in grassetto sono obbligatori. Sotto sono riportati i due esempi proposti nelle norme.

Proprietario egale

Autore

Reparto responsabile Riferimento tecnico

Proprietario egale

Verificato da Tipo di documento

Autore

Verificato da Tipo di documento

Stadio del documento

Titolo, sottotitolo AB 123 456-7

Stadio del documento

Titolo, sottotitolo AB 123 456-7

Rev. Lingua Parte Data di edizione

Rev. Lingua Parte Data di edizione

— Blocco del titolo in forma compatta — Fornisce il massimo spazio per il contenuto fattuale

➜ Fig. 8 • Blocco del titolo in forma compatta — Fornisce il massimo spazio per il contenuto fattuale.

Reparto responsabile

Riferimento tecnico

Autore Verificato da

— Blocco del titolo in forma compatta — Fornisce il massimo spazio per il contenuto fattuale

Tipo di documento

Stadio del documento

Proprietario legale

Reparto responsabile

Proprietario legale

Riferimento tecnico

Autore Verificato da Tipo di documento

Titolo, sottotitolo AB 123 456-7

Stadio del documento

Rev. Lingua Parte Data di edizione

Titolo, sottotitolo AB 123 456-7

Rev. Lingua Parte Data di edizione

➜ Fig. 9 • Blocco del titolo con i campi dei nome delle persone sulla riga aggiuntiva — Fornisce uno spazio maggiore per gli aspetti legali.

Blocco del titolo con i campi dei nome delle persone sulla riga aggiuntiva — Fornisce uno maggiore per gli aspetti legali.

3.4.2

L’ARCHIVIAZIONE DEI DISEGNI

Blocco del titolo con i campi dei nome delle persone sulla riga aggiuntiva — Fornisce uno maggiore per gli aspetti legali.

L’archiviazione dei disegni

Archiviare un documento significa conservarlo in modo ordinato in appositi contenitori come cartelline, raccoglitori, armadi, cassettiere ecc.

Ad esempio 25/23 significa: venticinquesimo documento del 2023. .....

L’archiviazione dei disegni

un documento significa conservarlo in ordinato in appositi contenitori come cartelraccoglitori, armadi, cassettiere ecc. esempio semplice è la raccolta che un allievo cartellina e in ordine di data, delle tavole eseguite. Un esempio più complesso lo nell’archivio della segreteria ......del proprio

un documento significa conservarlo in ordinato in appositi contenitori come cartelraccoglitori, armadi, cassettiere ecc. esempio semplice è la raccolta che un allievo cartellina e in ordine di data, delle tavole eseguite. Un esempio più complesso lo nell’archivio della segreteria ......del proprio

Un esempio semplice di archiviazione è la raccolta che un allievo fa, in un’apposita cartellina e in ordine di realizzazione, delle tavole di disegno eseguite. Un esempio ben più complesso lo si può trovare nell’archivio della segreteria del proprio Istituto.

Un metodo di siglatura efficace può essere il seguente: immaginiamo che sia necessario archiviare dell’allievo Rossi (ROS) Alessandro (A) della classe prima A (1A) per l’anno scolastico 2023 (23) il secondo (02) compito di disegno (D). La sigla risulterà: ROS A 1A 23 D02.

Ad esempio 25/23 significa: venticinquesimo documento del 2023. .....

Nell’archiviazione di un documento ci si imbatte in due problemi: la catalogazione e il formato.

Nell’archiviazione di un documento ci si imbatte in problemi: la catalogazione e il formato.

3.4.3

LA CATALOGAZIONE

Nell’archiviazione di un documento ci si imbatte in problemi: la catalogazione e il formato.

La catalogazione nell’assegnare una sigla, composta da e/o lettere, al documento. ...Essa, come di targa, permette di rintracciare il documento nell’archivio.

La catalogazione nell’assegnare una sigla, composta da e/o lettere, al documento. ...Essa, come di targa, permette di rintracciare il documento nell’archivio.

Un metodo di siglatura efficace può essere il seguente: immaginiamo che sia necessario archiviare dell’allievo Rossi (ROS) Alessandro (A) della classe prima A (1A) per l’anno scolastico 2023 (23) il secondo (02) compito di disegno (D) ; la sgla risulterà: ROS A 1A 23 D02. Riassumendo, la regola è: le prime tre lettere del cognome e la prima del nome, la classe e sezione, le ultimedue cifre dell’anno, il simbolo relativo al tipo di documento (D= disegno, M= matematica ecc.) con il numero d’ordine.

Consiste nell’assegnazione di una sigla, composta da numeri e/o lettere, che identifica il documento. Essa, come una specie di targa, permette di rintracciare il documento nell’ambito dell’archivio.

elementare siglatura è data dalla numeraprogressiva seguita, dopo una barra separaultime due cifre dell’anno in cui viene

elementare siglatura è data dalla numeraprogressiva seguita, dopo una barra separaultime due cifre dell’anno in cui viene

Un metodo di siglatura efficace può essere il seguente: immaginiamo che sia necessario archiviare dell’allievo Rossi (ROS) Alessandro (A) della classe prima A (1A) per l’anno scolastico 2023 (23) il secondo (02) compito di disegno (D) ; la sgla risulterà: ROS A 1A 23 D02 Riassumendo, la regola è: le prime tre lettere del cognome e la prima del nome, la classe e sezione, le ultimedue cifre dell’anno, il simbolo relativo al tipo di documento (D= disegno, M= matematica ecc.) con il numero d’ordine.

Riassumendo, la regola è: le prime tre lettere del cognome e la prima del nome, la classe e sezione, le ultime due cifre dell’anno, il simbolo relativo al tipo di documento (D = disegno, M = matematica ecc.) con il numero d’ordine.

3.4.4 IL FORMATO

5.4.4

Il formato

Normalmente la gran parte dei documenti ha le dimensioni del foglio UNI A4 (210x297mm) e pertanto i contenitori sono realizzati in base a queste misure.

5.4.4 Il formato

La più elementare siglatura è data dalla numerazione progressiva seguita, dopo una barra separatrice, dalle ultime due cifre dell’anno in cui viene eseguita. Ad esempio 25/23 significa: venticinquesimo documento del 2023.

Normalmente la granparte dei documenti ha le dimensioni del foglio UNI A4 (210x297mm) e pertanto i contenitori sono realizzati in base a queste misure. A volte, però, soprattutto i disegni possono avere dimensioni maggiori, per cui si deve procedere o a riporli in cassettiere, di dimensioni opportune, oppure alla loro piegatura fino a ridurli alle dimensioni UNI A4 come esemplificato nel paragrafo precedente.

A volte, però, soprattutto i disegni possono avere dimensioni maggiori, per cui si deve procedere o a riporli in cassettiere, di dimensioni opportune, oppure alla loro piegatura fino a ridurli alle dimensioni UNI A4, come esemplificato nel paragrafo precedente.

Normalmente la granparte dei documenti ha le dimensioni del foglio UNI A4 (210x297mm) e pertanto i contenitori sono realizzati in base a queste misure. A volte, però, soprattutto i disegni possono avere dimensioni maggiori, per cui si deve procedere o a riporli in cassettiere, di dimensioni opportune, oppure alla loro piegatura fino a ridurli alle dimensioni UNI A4 come esemplificato nel paragrafo precedente.

B B SEZIONE

GEOMETRICHE LE COSTRUZIONI

CAPITOLO 4

costruzioni piane fondamentali

Dalle idee alle forme, con riga e compasso.

LO SAPEVI CHE?

Molti capolavori di ingegneria e architettura nascono da costruzioni geometriche semplici: archi, circonferenze, poligoni regolari e proporzioni. Anche il famoso Ponte di Millau, in Francia, segue rapporti e simmetrie perfette per garantire equilibrio, bellezza e resistenza.

Elementi di geometria: punto

4

Costruzioni piane fondamentali

proporzioni e riportandone eventualmente anche le

proporzioni e riportandone eventualmente anche le

aficamente un oggetto significa riprodurne la forma su un foglio, rispettandone le proporzioni e riportandone eventualmente anche le

CI OCCUPEREMO DI...

Nel fare questo ci si imbatte in difficoltà direttamente proporzionali alla complessità dell’oggetto stesso.

Nel fare questo ci si imbatte in difficoltà direttamente proporzionali alla complessità dell’oggetto stesso.

1. Punto, retta, piano, angolo

Nel fare questo ci si imbatte in difficoltà direttamente proporzionali alla complessità dell’oggetto stesso. Queste difficoltà possono essere superate riconducenappresentazione grafica alla somma di rappresentazioni di forme semplici, delle quali si conoscano

Queste difficoltà possono essere superate riconducenappresentazione grafica alla somma di rappresentazioni di forme semplici, delle quali si conoscano

POSIZIONI RECIPROCHE TRA RETTE

nel piano. T minuscola.

POSIZIONI RECIPROCHE TRA RETTE

POSIZIONI RECIPROCHE TRA RETTE

Due rette distinte si dicono incidenti quando hanno un punto in comune.

POSIZIONI RECIPROCHE TRA RETTE

7. Le curve policentriche e le curve cicliche

Due rette distinte si dicono incidenti quando hanno un punto in comune.

2. Costruzioni di rette e angoli

3. I poligoni

Nel fare questo ci si imbatte in difficoltà direttamente proporzionali alla complessità dell’oggetto stesso. Queste difficoltà possono essere superate riconducenappresentazione grafica alla somma di rappresentazioni di forme semplici, delle quali si conoscano

Queste difficoltà possono essere superate riconducenappresentazione grafica alla somma di rappresentazioni di forme semplici, delle quali si conoscano

4. Costruzioni di poligoni

Nella fig.1 si vede come sia possibile, attraverso una serie di approssimazioni, ridurre la rappresentazione di un fiocco di neve alla sovrapposizione di più triangoli

Nella fig.1 si vede come sia possibile, attraverso una serie di approssimazioni, ridurre la rappresentazione di un fiocco di neve alla sovrapposizione di più triangoli

Nella fig.1 si vede come sia possibile, attraverso una serie di approssimazioni, ridurre la rappresentazione di un fiocco di neve alla sovrapposizione di più triangoli

Due rette distinte si dicono incidenti quando hanno un punto in comune.

8. Costruzioni di curve policentriche e cicliche

Due rette distinte si dicono incidenti quando hanno un punto in comune.

5. La circonferenza e i raccordi circolari

6. Costruzioni di circonferenze, tangenti e raccordi

Nella fig.1 si vede come sia possibile, attraverso una serie di approssimazioni, ridurre la rappresentazione di un fiocco di neve alla sovrapposizione di più triangoli equilateri.

4.1 Punto, retta, piano, angolo

fig. 1

9. Le coniche

10. Costruzioni di coniche

11. Metodi per la riproduzione dei disegni

12. Scale di riduzione e di ingrandimento

Due rette incidenti si dicono perpendicolari quando formano quattro angoli congruenti che, essendo la loro misura la quarta parte dell’angolo giro, risultano essere di 90°.

Due rette incidenti si dicono perpendicolari quando formano quattro angoli congruenti che, essendo la loro misura la quarta parte dell’angolo giro, risultano essere di 90°.

Due rette incidenti si dicono perpendicolari quando formano quattro angoli congruenti che, essendo la loro misura la quarta parte dell’angolo giro, risultano essere di 90°.

Focus

1

fig. 1

Questo modo di procedere ha permesso di sfruttare le forme geometriche per rappresentare l’esistente e progettare ciò che si vuole costruire.

Questo modo di procedere ha permesso di sfruttare le forme geometriche per rappresentare l’esistente e progettare ciò che si vuole costruire.

La geometria permette di disegnare figure anche complesse utilizzando gli elementi fondamentali, gli enti primitivi, ovvero punti, rette e piani. Con questi mattoni è possibile costruire tutto l’edificio della costruzione grafica. Una figura geometrica è un qualunque insieme di punti.

Questo modo di procedere ha permesso di sfruttare le forme geometriche per rappresentare l’esistente e progettare ciò che si vuole costruire.

Due rette incidenti sono perpendicolari quando formano quattro angoli congruenti che, essendo la loro misura la quarta parte dell’angolo giro, risultano essere di 90°.

Due rette incidenti si dicono perpendicolari quando formano quattro angoli congruenti che, essendo la loro misura la quarta parte dell’angolo giro, risultano essere di 90°.

Questo modo di procedere ha permesso di sfruttare le forme geometriche per rappresentare l’esistente e progettare ciò che si vuole costruire.

■ PUNTO

punto, retta, semiretta, segmento

punto, retta, semiretta, segmento

Abbiamo visto come sia necessario far riferimento alla geometria come scienza che regola il rapporto tra i vari elementi di un piano o di un solido. Tutte le figure possono essere rappresentate utilizzando gli elementi geometrici fondamentali; risulta perciò utile ricordare qui quelli che sono i principi costitutivi di questa disciplina.

Abbiamo visto come sia necessario far riferimento alla geometria come scienza che regola il rapporto tra i vari elementi di un piano o di un solido. Tutte le figure possono essere rappresentate utilizzando gli elementi geometrici fondamentali; risulta perciò utile ricordare qui quelli che sono i principi costitutivi di questa disciplina.

Abbiamo visto come sia necessario far riferimento alla geometria come scienza che regola il rapporto tra i vari elementi di un piano o di un solido. Tutte le figure possono essere rappresentate utilizzando gli elementi geometrici fondamentali; risulta perciò utile ricordare qui quelli che sono i principi costitutivi di questa disciplina.

r sono definite figure piane è necessaspigoli, che racchisignifica rispettandone le anche le direttamente stesso. riconducendi rappreconoscano

averso una appresentazione di triangoli

sono definite figure piane è necessaspigoli, che racchisignifica rispettandone le anche le direttamente stesso. riconducendi rappreconoscano averso una appresentazione di triangoli

Il punto è un ente geometrico privo di dimensioni che indica una posizione univoca nello spazio o nel piano. Ad esempio, l’intersezione tra due rette su un piano determina un punto. Il punto si indica con una lettera maiuscola.

Abbiamo visto come sia necessario far riferimento alla geometria come scienza che regola il rapporto tra i vari elementi di un piano o di un solido. Tutte le figure possono essere rappresentate utilizzando gli elementi geometrici fondamentali; risulta perciò utile ricordare qui quelli che sono i principi costitutivi di questa disciplina.

Due rette, nello stesso piano, si dicono parallele quando non hanno alcun punto in comune, coincidenti quando hanno tutti i punti in comune.

Due rette, nello stesso piano, sono parallele quando non hanno alcun punto in comune, sono coincidenti quando hanno tutti i punti in comune.

La linea è una figura geometrica costituita da punti successivi, ha come unica dimensione la lunghezza.

Le fondamenta della geometria si basano sugli enti primitivi o elementi fondamentali, quali il punto la retta e il piano. Utilizzando questi mattoni riusciamo a costruire tutto l’edificio della costruzione grafica.

■ RETTA

DEF: Qualunque insieme di punti si dice figura geometrica.

Le fondamenta della geometria si basano sugli enti primitivi o elementi fondamentali, quali il punto la retta e il piano. Utilizzando questi mattoni riusciamo a costruire tutto l’edificio della costruzione grafica. DEF: Qualunque insieme di punti si dice figura geometrica.

La linea è una figura geometrica costituita da punti successivi, ha come unica dimensione la lunghezza.

Le fondamenta della geometria si basano sugli enti primitivi o elementi fondamentali, quali il punto la retta e il piano. Utilizzando questi mattoni riusciamo a costruire tutto l’edificio della costruzione grafica.

DEF: Qualunque insieme di punti si dice figura geometrica.

La retta è un ente geometrico che indica in modo univoco una direzione nello spazio o nel piano. La retta si indica con una lettera minuscola.

Le fondamenta della geometria si basano sugli enti primitivi o elementi fondamentali, quali il punto la retta e il piano. Utilizzando questi mattoni riusciamo a costruire tutto l’edificio della costruzione grafica. DEF: Qualunque insieme di punti si dice figura geometrica.

Il punto è un elemento geometrico fondamentale, privo di dimensioni e indica una posizione univoca nello spazio o nel piano. Per esempio l’intersezione di due rette determinano un punto su un piano. Tutti i punti si indicano con una lettera maiuscola dell’alfabeto latino.

Due rette, nello stesso piano, si dicono parallele quando non hanno alcun punto in comune, coincidenti quando hanno tutti i punti in comune.

Due rette, nello stesso piano, si dicono parallele quando non hanno alcun punto in comune, coincidenti quando hanno tutti i punti in comune.

Due rette, nello stesso piano, si dicono parallele quando non hanno alcun punto in comune, coincidenti quando hanno tutti i punti in comune.

La retta è un elemento geometrico fondamentale che indica in modo univoco una direzione nello spazio o nel piano. Tutte le rette si indicano con una lettera minuscola.

La retta è un elemento geometrico fondamentale che indica in modo univoco una direzione nello spazio o nel piano. Tutte le rette si indicano con una lettera minuscola.

Il punto è un elemento geometrico fondamentale, privo di dimensioni e indica una posizione univoca nello spazio o nel piano. Per esempio l’intersezione di due rette determinano un punto su un piano. Tutti i punti si indicano con una lettera maiuscola dell’alfabeto latino.

Elementi generati dalla retta

■ SEMIRETTA

Elementi generati dalla retta

Elementi generati dalla retta

semiretta

semiretta

semiretta

Elementi generati dalla retta

semiretta

Data una retta e fissato su di essa un punto O, formano una semiretta il punto stesso e tutti i punti che lo precedono, o lo seguono. Il punto O è detto origine della semiretta.

POSIZIONI

RECIPROCHE TRA RETTE

POSIZIONI RECIPROCHE TRA RETTE

Due rette possono assumere diverse posizioni reciproche nel piano. Due rette distinte sono incidenti quando hanno un punto in comune.

Il punto è un elemento geometrico fondamentale, privo di dimensioni e indica una posizione univoca nello spazio o nel piano. Per esempio l’intersezione di due rette determinano un punto su un piano. Tutti i punti si indicano con una lettera maiuscola dell’alfabeto latino.

Il punto è un elemento geometrico fondamentale, privo di dimensioni e indica una posizione univoca nello spazio o nel piano. Per esempio l’intersezione di due rette determinano un punto su un piano. Tutti i punti si indicano con una lettera maiuscola dell’alfabeto latino.

Data una retta e fissato su di essa un punto O, formano una semiretta il punto stesso e tutti i punti che lo precedono, o lo seguono. Il punto O è detto origine della semiretta. Una semiretta è il prolungamento dell’altra.

Una semiretta è il prolungamento dell’altra

Data una retta e fissato su di essa un punto O, formano una semiretta il punto stesso e tutti i punti che lo precedono, o lo seguono. Il punto O è detto origine della semiretta.

Una semiretta è il prolungamento dell’altra

Data una retta e fissato su di essa un punto O, formano una semiretta il punto stesso e tutti i punti che lo precedono, o lo seguono. Il punto O è detto origine della semiretta. Una semiretta è il prolungamento dell’altra

Due rette distinte si dicono incidenti quando hanno un punto in comune.

Due rette distinte si dicono incidenti quando hanno un punto in comune.

Data una retta e fissato su di essa un punto O, formano una semiretta il punto stesso e tutti i punti che lo precedono, o lo seguono. Il punto O è detto origine della semiretta.

segmento

Due rette incidenti si dicono perpendicolari quando formano quattro angoli congruenti che, essendo la loro misura la quarta parte dell’angolo giro, risultano essere di 90°.

■ SEGMENTO

Due rette incidenti si dicono perpendicolari quando formano quattro angoli congruenti che, essendo la loro misura la quarta parte dell’angolo giro, risultano essere di 90°.

segmento

segmento

Una semiretta è il prolungamento dell’altra

Data una retta e fissati su di essa due punti A e B, formano un segmento i punti A e B e tutti i punti compresi tra essi. A e B sono gli estremi del segmento.

segmento

Data una retta e fissati due punti su di essa A e B, formano un segmento i punti A e B e tutti i punti compresi tra essi. A e B sono gli estremi del segmento.

Data una retta e fissati due punti su di essa A e B, formano un segmento i punti A e B e tutti i punti compresi tra essi. A e B sono gli estremi del segmento

Data una retta e fissati due punti su di essa A e B, formano un segmento i punti A e B e tutti i punti compresi tra essi. A e B sono gli estremi del segmento.

Data una retta e fissati due punti su di essa A e B, formano un segmento i punti A e B e tutti i punti compresi tra essi. A e B sono gli estremi del segmento.

Video

4.2 Costruzioni di rette e angoli

Costruzioni piane fondamentali: assi e perpendicolari

PASSO PASSO 4.2.1 ASSE DI UN SEGMENTO

Costruzioni piane fondamentali: assi e perpendicolari

Costruzioni piane fondamentali: assi e perpendicolari

Problema 1: Tracciare l’asse del segmento AB

Problema 1: Tracciare l’asse del segmento AB

Problema 1: Tracciare l’asse del segmento AB

1 Consideriamo il segmento AB.

Sia dato il segmento AB

Sia dato il segmento AB

Costruzioni piane fondamentali: assi e perpendicolari

Problema 1: Tracciare l’asse del segmento AB

Problema 1: Tracciare l’asse del segmento AB

Problema 1: Tracciare l’asse del segmento AB

Problema 1: Tracciare l’asse del segmento AB

Aperto il compasso a piacere con misura R superiore alla metà di AB, si punti in A e B e si traccino quattro archetti che si incrociano in H e in K.

3 La retta passante per 1 e 2 è l’asse cercato.

Costruzioni piane fondamentali: assi e perpendicolari

Costruzioni piane fondamentali: assi e perpendicolari

2 Aperto il compasso con misura R a piacere, superiore alla metà di AB, puntiamo in A e B e tracciamo quattro archetti che si incrociano in 1 e in 2.

Aperto il compasso a piacere con misura R superiore alla metà di AB, si punti in A e B e si traccino quattro archetti che si incrociano in H e in K.

Aperto il compasso a piacere con misura R superiore alla metà di AB, si punti in A e B e si traccino quattro archetti che si incrociano in H e in K.

Costruzioni piane fondamentali: assi e perpendicolari

Tracciando una linea passante per H e K si ottiene l’asse cercato

Sia dato il segmento AB Tracciando una linea passante per H e K si ottiene l’asse cercato

Tracciando una linea passante per H e K si ottiene l’asse cercato

Costruzioni piane fondamentali: assi e perpendicolari

Costruzioni piane fondamentali: assi e perpendicolari

Costruzioni piane fondamentali: assi e perpendicolari

Sia dato il segmento AB.

Sia dato il segmento AB.

Sia dato il segmento AB

Sia dato il segmento AB

Problema 1: Tracciare l’asse del segmento AB

Problema 1: Tracciare l’asse del segmento AB

Problema 1: Tracciare l’asse del segmento AB

Aperto il compasso a piacere con misura R superiore alla metà di AB, si punti in A e B e si traccino quattro archetti che si incrociano in H e in K.

Aperto il compasso a piacere con misura R superiore alla metà di AB, si punti in A e B e si traccino quattro archetti che si incrociano in H e in K.

Aperto il compasso a piacere con misura R superiore alla metà di AB, si punti in A e B e si traccino quattro archetti che si incrociano in H e in K.

Aperto il compasso a piacere con misura R superiore alla metà di AB, si punti in A e B e si traccino quattro archetti che si incrociano in H e in K.

Tracciando una linea passante per H e K si ottiene l’asse cercato.

Tracciando una linea passante per H e K si ottiene l’asse cercato.

Tracciando una linea passante per H e K si ottiene l’asse cercato

Tracciando una linea passante per H e K si ottiene l’asse cercato

Sia dato il segmento AB. Tracciando una linea passante per H e ottiene l’asse cercato

con le SQUADRE

Aperto il compasso a piacere con misura R superiore alla metà di AB, si punti in A e B e si traccino quattro archetti che si incrociano in H e in K.

Aperto il compasso a piacere con misura R superiore alla metà di AB, si punti in A e B e si traccino quattro archetti che si incrociano in H e in K.

Sia dato il segmento AB. Tracciando una linea passante per H e K si ottiene l’asse cercato

Sia dato il segmento AB. Tracciando una linea passante per H e K si ottiene l’asse cercato

Aperto il compasso a piacere con misura R superiore alla metà di AB, si punti in A e B e si traccino quattro archetti che si incrociano in H e in K.

1) Allinea Sq.30/60 con AB e falla scorrere verso il basso; 2) Appoggia Sq.45 su Sq.30/60 allineata all’estremo A e traccia una linea a 45°; 3) Ripeti l’operazione in B determinando H; 4) Traccia la perpendicolare per H.

1) Allinea Sq.30/60 con AB e falla scorrere verso il basso; 2) Appoggia Sq.45 su Sq.30/60 allineata all’estremo A e traccia una linea a 45°; 3) Ripeti l’operazione in B determinando H; 4) Traccia la perpendicolare per H.

1) Allinea Sq.30/60 con AB e falla scorrere verso il basso; 2) Appoggia Sq.45 su Sq.30/60 allineata all’estremo A e traccia una linea a 45°; 3) Ripeti l’operazione in B determinando H; 4) Traccia la perpendicolare per H.

a Allinea la squadra 30/60 con AB e falla scorrere verso il basso. b Appoggia la squadra 45 sulla squadra 30/60 allineata all’estremo A e traccia una linea a 45°. c Ripeti l’operazione in B determinando 1. d Traccia la perpendicolare per 1.

1) Allinea Sq.30/60 con AB e falla scorrere verso il basso; 2) Appoggia Sq.45 su Sq.30/60 allineata all’estremo A e traccia una linea a 45°; 3) Ripeti l’operazione in B determinando H; 4) Traccia la perpendicolare per H.

1) Allinea Sq.30/60 con AB e falla scorrere verso il basso; 2) Appoggia Sq.45 su Sq.30/60 allineata all’estremo A e traccia una linea a 45°; 3) Ripeti l’operazione in B determinando H; 4) Traccia la perpendicolare per H.

1) Allinea Sq.30/60 con AB e falla scorrere verso il basso; 2) Appoggia Sq.45 su Sq.30/60 allineata all’estremo A e traccia una linea a 45°; 3) Ripeti l’operazione in B determinando H; 4) Traccia la perpendicolare per H.

1) Allinea Sq.30/60 con AB e falla scorrere verso il basso; 2) Appoggia Sq.45 su Sq.30/60 allineata all’estremo A e traccia una linea a 45°; 3) Ripeti l’operazione in B determinando H; 4) Traccia la perpendicolare per H.

1) Allinea Sq.30/60 con AB e falla scorrere verso il basso; 2) Appoggia Sq.45 su Sq.30/60 allineata all’estremo A e traccia una linea a 45°; 3) Ripeti l’operazione in B determinando H; 4) Traccia la perpendicolare per H.

1) Allinea Sq.30/60 con AB e falla scorrere verso il basso; 2) Appoggia Sq.45 su Sq.30/60 allineata all’estremo A e traccia una linea a 45°; 3) Ripeti l’operazione in B determinando H; 4) Traccia la perpendicolare per H.

1) Allinea Sq.30/60 con AB e falla scorrere verso il basso; 2) Appoggia Sq.45 su Sq.30/60 allineata all’estremo A e traccia una linea a 45°; 3) Ripeti l’operazione in B determinando H; 4) Traccia la perpendicolare per H.

Problema 2: Tracciare la perpendicolare alla retta s per un suo punto P

Problema 2: Tracciare la perpendicolare alla retta s per un suo punto P

Problema 2: Tracciare la perpendicolare alla retta s per un suo punto P

Data la retta s e il punto P si punti in P con apertura a piacere e si tracci una semicirconferenza che determina i punti A e B

Data la retta s e il punto P si punti in P con apertura a piacere e si tracci una semicirconferenza che determina i punti A e B

Data la retta e il punto P si punti in P con apertura a piacere e si tracci una semicirconferenza che determina i punti A e B

Tracciando una linea passante per H e per P si ottiene la perpendicolare cercata

Tracciando una linea passante per H e per P si ottiene la perpendicolare cercata

Problema 2: Tracciare la perpendicolare alla retta s per un suo punto P

Con il compasso aperto a piacere, ma con R maggiore di AP, si punti in A e in B e si traccino due archetti che intersecandosi determinano il punto H

Con il compasso aperto a piacere, ma con R maggiore di AP, si punti in A e in B e si traccino due archetti che intersecandosi determinano il punto H

Tracciando una linea passante per H e per P si ottiene la perpendicolare cercata

Problema 2: Tracciare la perpendicolare alla retta s per un suo punto P

Problema 2: Tracciare la perpendicolare alla retta s per un suo punto P

Problema 2: Tracciare la perpendicolare alla retta s per un suo punto P

Con il compasso aperto a piacere, ma con R maggiore di AP, si punti in A e in B e si traccino due archetti che intersecandosi determinano il punto H

Data la retta s e il punto P si punti in P con apertura a piacere e si tracci una semicirconferenza che determina i punti A e B

Data la retta s e il punto P si punti in P con apertura a piacere e si tracci una semicirconferenza che determina i punti A e B

PASSO PASSO 4.2.2 PERPENDICOLARE

Data la retta s e il punto P si punti in P con apertura a piacere e si tracci una semicirconferenza che determina i punti A e B

Data la retta s e il punto P si punti in P con apertura a piacere e si tracci una semicirconferenza che determina i punti A e B

Data la retta s e il punto P si punti in P con apertura a piacere e si tracci una semicirconferenza che determina i punti A e B

Data la retta s e il punto P si punti in P con apertura a piacere e si tracci una semicirconferenza che determina i punti A e B

1 Dati la retta s e il punto P puntiamo in P con apertura a piacere e tracciamo una semicirconferenza che interseca la retta s nei punti 1 e 2.

Data la retta s e il punto P si punti in P con apertura a piacere e si tracci una semicirconferenza che determina i punti A e B

Con il compasso aperto a piacere, ma con R maggiore di AP, si punti in A e in B e si traccino due archetti che intersecandosi determinano il punto H

Con il compasso aperto a piacere, ma con R maggiore di AP, si punti in A e in B e si traccino due archetti che intersecandosi determinano il punto H

Problema 2: Tracciare la perpendicolare alla retta s per un suo punto P

Problema 2: Tracciare la perpendicolare alla retta s per un suo punto P

Con il compasso aperto a piacere, ma con R maggiore di AP, si punti in A e in B e si traccino due archetti che intersecandosi determinano il punto H

Problema 2: Tracciare la perpendicolare alla retta s per un suo punto P

A UNA RETTA PER UN SUO PUNTO

Con il compasso aperto a piacere, ma con R maggiore di AP, si punti in A e in B e si traccino due archetti che intersecandosi determinano il punto H

Con il compasso aperto a piacere, ma con R maggiore di AP, si punti in A e in B e si traccino due archetti che intersecandosi determinano il punto H

Tracciando una linea passante per H e per P si ottiene la perpendicolare cercata

Con il compasso aperto a piacere, ma con R maggiore di AP, si punti in A e in B e si traccino due archetti che intersecandosi determinano il punto H

2 Con apertura a piacere, ma con R maggiore di 1P, puntiamo in 1 e in 2 e tracciamo due archetti la cui intersezione è il punto 3.

Con il compasso aperto a piacere, ma con R maggiore di AP, si punti in A e in B e si traccino due archetti che intersecandosi determinano il punto H

Tracciando una linea passante per H e per P si ottiene la perpendicolare cercata

Tracciando una linea passante per H e per P si ottiene la perpendicolare cercata

Tracciando una linea passante per H e per P si ottiene la perpendicolare cercata

Tracciando una linea passante per H e per P si ottiene la perpendicolare cercata

3 La retta passante per 3 e P è la perpendicolare cercata. Video tutorial Video tutorial 1

Tracciando una linea passante per H e per P si ottiene la perpendicolare cercata

Tracciando una linea passante per H e per P si ottiene la perpendicolare cercata

1) Allinea Sq.45 con s ; 2) Appoggia Sq.30/60 su Sq.45; 3) Fai scorrere Sq.45 fino ad allinearla a P; 4) Traccia la perpendicolare per P.

1) Allinea Sq.45 con s ; 2) Appoggia Sq.30/60 su Sq.45; 3) Fai scorrere Sq.45 fino ad allinearla a P; 4) Traccia la perpendicolare per P.

1) Allinea Sq.45 con s ; 2) Appoggia Sq.30/60 su Sq.45; 3) Fai scorrere Sq.45 fino ad allinearla a P; 4) Traccia la perpendicolare per P.

1) Allinea Sq.45 con s ; 2) Appoggia Sq.30/60 su Sq.45; 3) Fai scorrere Sq.45 fino ad allinearla a P; 4) Traccia la perpendicolare per P.

1) Allinea Sq.45 con s ; 2) Appoggia Sq.30/60 su Sq.45; 3) Fai scorrere Sq.45 fino ad allinearla a P; 4) Traccia la perpendicolare per P.

1) Allinea Sq.45 con s ; 2) Appoggia Sq.30/60 su Sq.45; 3) Fai scorrere Sq.45 fino ad allinearla a P; 4) Traccia la perpendicolare per P.

1) Allinea Sq.45 con s ; 2) Appoggia Sq.30/60 su Sq.45; 3) Fai scorrere Sq.45 fino ad allinearla a P; 4) Traccia la perpendicolare per P.

1) Allinea Sq.45 con s ; 2) Appoggia Sq.30/60 su Sq.45; 3) Fai scorrere Sq.45 fino ad allinearla a P; 4) Traccia la perpendicolare per P.

1) Allinea Sq.45 con s ; 2) Appoggia Sq.30/60 su Sq.45; 3) Fai scorrere Sq.45 fino ad allinearla a P; 4) Traccia la perpendicolare per P.

1) Allinea Sq.45 con s ; 2) Appoggia Sq.30/60 su Sq.45; 3) Fai scorrere Sq.45 fino ad allinearla a P; 4) Traccia la perpendicolare per P.

a Allinea la squadra 45 con s. b Appoggia la squadra 30/60 sulla squadra 45. c Fai scorrere la squadra 45 fino ad allinearla a P. d Traccia la perpendicolare per P. con le SQUADRE

1) Allinea Sq.45 con s ; 2) Appoggia Sq.30/60 su Sq.45; 3) Fai scorrere Sq.45 fino ad allinearla a P; 4) Traccia la perpendicolare per P.

1) Allinea Sq.45 con s ; 2) Appoggia Sq.30/60 su Sq.45; 3) Fai scorrere Sq.45 fino ad allinearla a P; 4) Traccia la perpendicolare per P.

1) Allinea Sq.45 con s ; 2) Appoggia Sq.30/60 su Sq.45; 3) Fai scorrere Sq.45 fino ad allinearla a P; 4) Traccia la perpendicolare per P. 1

1) Allinea Sq.45 con s ; 2) Appoggia Sq.30/60 su Sq.45; 3) Fai scorrere Sq.45 fino ad allinearla a P; 4) Traccia la perpendicolare per P.

Costruzioni piane fondamentali: perpendicolari

Costruzioni piane fondamentali: perpendicolari

Costruzioni piane fondamentali: perpendicolari

1 Consideriamo la retta s e il punto P.

Problema 3: Tracciare la perpendicolare alla retta s per un punto P esterno ad essa

Problema 3: Tracciare la perpendicolare alla retta s per un punto P esterno ad essa

Problema 3: Tracciare la perpendicolare alla retta s per un punto P esterno ad essa

Sia data la retta s e il punto P Si punti in P con apertura a piacere e si tracci un arco che determina i punti A e B quindi si punti in A e in B e si traccino due archetti che intersecandosi determinano il punto H

Sia data la retta s e il punto P Si punti in P con apertura a piacere e si tracci un arco che determina i punti A e B quindi si punti in A e in B e si traccino due archetti che intersecandosi determinano il punto H

3 La retta passante per 3 e P è la perpendicolare cercata.

Costruzioni piane fondamentali: perpendicolari

2 Puntiamo in P con apertura a piacere e tracciamo un arco che interseca la retta nei punti 1 e 2. Poi puntiamo in 1 e in 2 e tracciamo due archetti la cui intersezione è il punto 3.

Sia data la retta s e il punto P Si punti in P con apertura a piacere e si tracci un arco che determina i punti e B quindi si punti in A e in B e si traccino due archetti che intersecandosi determinano il punto H

Tracciando una linea passante per H e per P si ottiene la perpendicolare cercata

Tracciando una linea passante per H e per P si ottiene la perpendicolare cercata

Tracciando una linea passante per H e per P si ottiene la perpendicolare cercata

Problema 3: Tracciare la perpendicolare alla retta s per un punto P esterno ad essa

Sia data la retta s e il punto P

Si punti in P con apertura a piacere e si tracci un arco che determina i punti A e B quindi si punti in A e in B e si traccino due archetti che intersecandosi determinano il punto H

Tracciando una linea passante per H e per P si ottiene la perpendicolare cercata

1) Allinea Sq.45 a s; 2) Appoggia Sq.30/60; 3) Fai scorrere Sq.45 fino ad allinearla a P; 4) Traccia la perpendicolare per P.

1) Allinea Sq.45 a s; 2) Appoggia Sq.30/60; 3) Fai scorrere Sq.45 fino ad allinearla a P; 4) Traccia la perpendicolare per P.

1) Allinea Sq.45 a s; 2) Appoggia Sq.30/60; 3) Fai scorrere Sq.45 fino ad allinearla a P; 4) Traccia la perpendicolare per P.

a Allinea la squadra 45 a s. b Appoggia la squadra 30/60. c Fai scorrere la squadra 45 fino ad allinearla a P. d Traccia la perpendicolare per P. con le SQUADRE

1) Allinea Sq.45 a s; 2) Appoggia Sq.30/60; 3) Fai scorrere Sq.45 fino ad allinearla a P; 4) Traccia la perpendicolare per P.

Problema 4: Tracciare la perpendicolare al segmento AB nell’estremo A

Problema 4: Tracciare la perpendicolare al segmento AB nell’estremo A

Problema 4: Tracciare la perpendicolare al segmento AB nell’estremo A

s s s s

Sia dato il segmento AB e si apra il compasso con apertura a piacere R che rimarrà fissa per tutta la costruzione

Sia dato il segmento AB e si apra il compasso con apertura a piacere R che rimarrà fissa per tutta la costruzione

Sia dato il segmento AB e si apra il compasso con apertura a piacere R che rimarrà fissa per tutta la costruzione

Si punti in A e si tracci un arco che determina il punto C quindi si punti in C e si tracci un arco che determina il punto D

Si punti in A e si tracci un arco che determina il punto C quindi si punti in C e si tracci un arco che determina il punto D

Si punti in A e si tracci un arco che determina il punto C quindi si punti in C e si tracci un arco che determina il punto D

a b c d

Problema 4: Tracciare la perpendicolare al segmento AB nell’estremo A

Sia dato il segmento AB e si apra il compasso con apertura a piacere R che rimarrà fissa per tutta la costruzione

Poi si punti in D e si tracci un arco che determina E quindi in E e si determini F. Tracciando la linea passante per A e F si ottiene la perpendicolare

Poi si punti in D e si tracci un arco che determina E quindi in E e si determini F. Tracciando la linea passante per A e F si ottiene la perpendicolare

Si punti in A e si tracci un arco che determina il punto C quindi si punti in C e si tracci un arco che determina il punto D

Poi si punti in D e si tracci un arco che determina E quindi in E e si determini F. Tracciando la linea passante per A e F si ottiene la perpendicolare

Poi si punti in D e si tracci un arco che determina E quindi in E e si determini F. Tracciando la linea passante per A e F si ottiene la perpendicolare

1) Allinea Sq.45 a s; 2) Appoggia Sq.30/60; 3) Fai scorrere Sq.45 fino ad allinearla a P; 4) Traccia la perpendicolare per P.

1) Allinea Sq.45 a s; 2) Appoggia Sq.30/60; 3) Fai scorrere Sq.45 fino ad allinearla a P; 4) Traccia la perpendicolare per P.

1) Allinea Sq.45 a s; 2) Appoggia Sq.30/60; 3) Fai scorrere Sq.45 fino ad allinearla a P; 4) Traccia la perpendicolare per P.

1) Allinea Sq.45 a s; 2) Appoggia Sq.30/60; 3) Fai scorrere Sq.45 fino ad allinearla a P; 4) Traccia la perpendicolare per P.

s

PASSO PASSO 4.2.4

PERPENDICOLARE A UN SEGMENTO IN UN ESTREMO

1 Consideriamo il segmento AB e apriamo il compasso con apertura a piacere R che rimarrà fissa per tutta la costruzione.

s

Problema 4: Tracciare la perpendicolare al segmento AB nell’estremo A

Problema 4: Tracciare la perpendicolare al segmento AB nell’estremo A

Problema 4: Tracciare la perpendicolare al segmento AB nell’estremo A

Sia dato il segmento AB e si apra il compasso con apertura a piacere R che rimarrà fissa per tutta la costruzione

Sia dato il segmento AB e si apra il compasso con apertura a piacere R che rimarrà fissa per tutta la costruzione

Sia dato il segmento AB e si apra il compasso con apertura a piacere R che rimarrà fissa per tutta la costruzione

2 Puntiamo in A e tracciamo un arco che interseca il segmento nel punto 1. Puntiamo in 1 e tracciamo un arco che interseca il primo arco nel punto 2.

Si punti in A e si tracci un arco che determina il punto C quindi si punti in C e si tracci un arco che determina il punto D

Si punti in A e si tracci un arco che determina il punto C quindi si punti in C e si tracci un arco che determina il punto D

Si punti in A e si tracci un arco che determina il punto C quindi si punti in C e si tracci un arco che determina il punto D

3 Puntiamo in 2 e tracciamo un arco che interseca in 3 il secondo arco; quindi puntiamo in 3 e tracciamo un arco che interseca in 4 il terzo arco. La retta passante per A e 4 è la perpendicolare cercata.

Problema 4: Tracciare la perpendicolare al segmento AB nell’estremo A

Problema 4: Tracciare la perpendicolare al segmento AB nell’estremo A

Problema 4: Tracciare la perpendicolare al segmento AB nell’estremo A

Problema 4: Tracciare la perpendicolare al segmento AB nell’estremo A

Sia dato il segmento AB e si apra il compasso con apertura a piacere R che rimarrà fissa per tutta la costruzione

Sia dato il segmento AB e si apra il compasso con apertura a piacere R che rimarrà fissa per tutta la costruzione

Poi si punti in D e si tracci un arco che determina E quindi in E e si determini F. Tracciando la linea passante per A e F si ottiene la perpendicolare

Poi si punti in D e si tracci un arco che determina E quindi in E e si determini F. Tracciando la linea passante per A e F si ottiene la perpendicolare

Poi si punti in D e si tracci un arco che determina E quindi in E e si determini F. Tracciando la linea passante per A e F si ottiene la perpendicolare

Sia dato il segmento AB e si apra il compasso con apertura a piacere R che rimarrà fissa per tutta la costruzione

Sia dato il segmento AB e si apra il compasso con apertura a piacere R che rimarrà fissa per tutta la costruzione

Si punti in A e si tracci un arco che determina il punto C quindi si punti in C e si tracci un arco che determina il punto D

Si punti in A e si tracci un arco che determina il punto C quindi si punti in C e si tracci un arco che determina il punto D

Si punti in A e si tracci un arco che determina il punto C quindi si punti in C e si tracci un arco che determina il punto D

Si punti in A e si tracci un arco che determina il punto C quindi si punti in C e si tracci un arco che determina il punto D

Poi si punti in D e si tracci un arco che determina E quindi in E e si determini F. Tracciando la linea passante per A e F si ottiene la perpendicolare

Poi si punti in D e si tracci un arco che determina E quindi in E e si determini F. Tracciando la linea passante per A e F si ottiene la perpendicolare

Poi si punti in D e si tracci un arco che determina E quindi in E e si determini F. Tracciando la linea passante per A e F si ottiene la perpendicolare

Poi si punti in D e si tracci un arco che determina E quindi in E e si determini F. Tracciando la linea passante per A e F si ottiene la perpendicolare

1) Allinea Sq.45 ad AB; 2) Appoggia Sq.30/60; 3) Fai scorrere Sq.45 fino ad allinearla ad A; 4) Traccia la perpendicolare per A.

1) Allinea Sq.45 ad AB; 2) Appoggia Sq.30/60; 3) Fai scorrere Sq.45 fino ad allinearla ad A; 4) Traccia la perpendicolare per A.

con le SQUADRE

1) Allinea Sq.45 ad AB; 2) Appoggia Sq.30/60; 3) Fai scorrere Sq.45 fino ad allinearla ad A; 4) Traccia la perpendicolare per A.

1) Allinea Sq.45 ad AB; 2) Appoggia Sq.30/60; 3) Fai scorrere Sq.45 fino ad allinearla ad A; 4) Traccia la perpendicolare per A.

1) Allinea Sq.45 ad AB; 2) Appoggia Sq.30/60; 3) Fai scorrere Sq.45 fino ad allinearla ad A; 4) Traccia la perpendicolare per A.

1) Allinea Sq.45 ad AB; 2) Appoggia Sq.30/60; 3) Fai scorrere Sq.45 fino ad allinearla ad A; 4) Traccia la perpendicolare per A.

a Allinea la squadra 45 ad AB. b Appoggia la squadra 30/60. c Fai scorrere la squadra 45 fino ad allinearla ad A. d Traccia la perpendicolare per A.

1) Allinea Sq.45 ad AB; 2) Appoggia Sq.30/60; 3) Fai scorrere Sq.45 fino ad allinearla ad A; 4) Traccia la perpendicolare per A.

Costruzioni piane fondamentali: parallele

Costruzioni piane fondamentali: parallele

PASSO PASSO 4.2.5 PARALLELA A UNA RETTA A DISTANZA d

Video tutorial

Problema 5: Tracciare una parallela alla retta s alla distanza d

Problema 5: Tracciare una parallela alla retta s alla distanza d

Problema 5: Tracciare una parallela alla retta s alla distanza d

1 Consideriamo la retta s e la distanza d.

Siano date la retta s e la distanza dPer due punti A e B di s presi a piacere si traccino le perpendicolari alla retta

Costruzioni piane fondamentali: parallele d d d s s s 12 12 34 d

Siano date la retta s e la distanza dPer due punti A e B di s presi a piacere si traccino le perpendicolari alla retta

2 Per due punti 1 e 2 di s presi a piacere tracciamo le perpendicolari alla retta.

Siano date la retta s e la distanza dPer due punti A e B di s presi a piacere si traccino le perpendicolari alla retta

Si riportino sulle perpendicolari la distanza d determinando i punti

Si riportino sulle perpendicolari la distanza d determinando i punti

H e K. Tracciando la linea passante per H e K si ottiene la parallela cercata

Si riportino sulle perpendicolari la distanza d determinando i punti H e K. Tracciando la linea passante per H e K si ottiene la parallela cercata

H e K. Tracciando la linea passante per H e K si ottiene la parallela cercata

3 Riportiamo sulle perpendicolari la distanza d e determiniamo i punti 3 e 4. Tracciando la retta passante per 3 e 4 otteniamo la parallela cercata.

1) Allinea Sq.45 con s e falla scorrere verso il basso; 2) Appoggia Sq.30/60, traccia una verticale e riporta la distanza d; 3) Allinea Sq.45 a s; 4) fai scorrere la Sq.45 fino all’estremità di d e traccia la parallela.

1) Allinea Sq.45 con s e falla scorrere verso il basso; 2) Appoggia Sq.30/60, traccia una verticale e riporta la distanza d; 3) Allinea Sq.45 a s; 4) fai scorrere la Sq.45 fino all’estremità di d e traccia la parallela.

1) Allinea Sq.45 con s e falla scorrere verso il basso; 2) Appoggia Sq.30/60, traccia una verticale e riporta la distanza d; 3) Allinea Sq.45 a s; 4) fai scorrere la Sq.45 fino all’estremità di d e traccia la parallela.

Problema 5: Tracciare una parallela alla retta s alla distanza d

Siano date la retta s e la distanza dPer due punti A e B di s presi a piacere si traccino le perpendicolari alla retta

con le SQUADRE

Si riportino sulle perpendicolari la distanza d determinando i punti H e K. Tracciando la linea passante per H e K si ottiene la parallela cercata

Si riportino sulle perpendicolari la distanza d determinando i punti H e K. Tracciando la linea passante per H e K si ottiene la parallela cercata

d d

d d

a Allinea la squadra 45 con s e falla scorrere verso il basso. b Appoggia la squadra 30/60, traccia una verticale e riporta la distanza d. c Allinea la squadra 45 a s. d Fai scorrere la squadra 45 fino all’estremità di d e traccia la parallela.

1) Allinea Sq.45 con s e falla scorrere verso il basso; 2) Appoggia Sq.30/60, traccia una verticale e riporta la distanza d; 3) Allinea Sq.45 a s; 4) fai scorrere la Sq.45 fino all’estremità di d e traccia la parallela.

1) Allinea Sq.45 con s e falla scorrere verso il basso; 2) Appoggia Sq.30/60, traccia una verticale e riporta la distanza d; 3) Allinea Sq.45 a s; 4) fai scorrere la Sq.45 fino all’estremità di d e traccia la parallela.

1) Allinea Sq.45 con s e falla scorrere verso il basso; 2) Appoggia Sq.30/60, traccia una verticale e riporta la distanza d; 3) Allinea Sq.45 a s; 4) fai scorrere la Sq.45 fino all’estremità di d e traccia la parallela.

1) Allinea Sq.45 con s e falla scorrere verso il basso; 2) Appoggia Sq.30/60, traccia una verticale e riporta la distanza d; 3) Allinea Sq.45 a s; 4) fai scorrere la Sq.45 fino all’estremità di d e traccia la parallela.

1) Allinea Sq.45 con s e falla scorrere verso il basso; 2) Appoggia Sq.30/60, traccia una verticale e riporta la distanza d; 3) Allinea Sq.45 a s; 4) fai scorrere la Sq.45 fino all’estremità di d e traccia la parallela.

a

Problema 6: Tracciare la parallela alla retta s per un punto P esterno ad essa

Problema 6: Tracciare la parallela alla retta s per un punto P esterno ad essa

Problema 6: Tracciare la parallela alla retta s per un punto P esterno ad essa

Siano dati la retta s e il punto P.

Siano dati la retta s e il punto P.

Siano dati la retta s e il punto P. Si tracci da P la perpendicolare a s e determinando il punto H.

Si tracci da P la perpendicolare a s e determinando il punto H.

Si tracci da P la perpendicolare a s e determinando il punto H.

Si scelga a piacere su s un punto Q e si tracci per esso la perpedicolare alla retta.

Si scelga a piacere su s un punto Q e si tracci per esso la perpedicolare alla retta.

Si scelga a piacere su s un punto Q e si tracci per esso la perpedicolare alla retta.

PASSO PASSO 4.2.6 PARALLELA A UNA RETTA PER UN PUNTO ESTERNO A ESSA

Problema 6: Tracciare la parallela alla retta s per un punto P esterno ad essa

1 Consideriamo la retta s e il punto P. Tracciamo da P la perpendicolare a s e determiniamo il punto 1.

Siano dati la retta s e il punto P. Si tracci da P la perpendicolare a s e determinando il punto H.

2 Scegliamo a piacere su s un punto 2 e tracciamo per esso la perpendicolare alla retta.

Si scelga a piacere su s un punto Q e si tracci per esso la perpedicolare alla retta.

Si riporti sulla perpendicolare in Q la distanza PH determinando il punto K. Tracciando la linea passante per P e K si ottiene la parallela cercata

Si riporti sulla perpendicolare in Q la distanza PH determinando il punto K. Tracciando la linea passante per P e K si ottiene la parallela cercata

Si riporti sulla perpendicolare in Q la distanza PH determinando il punto K. Tracciando la linea passante per P e K si ottiene la parallela cercata

Problema 6: Tracciare la parallela alla retta s per un punto P esterno ad essa

Siano dati la retta s e il punto P. Si tracci da P la perpendicolare a s e determinando il punto H.

Si scelga a piacere su s un punto Q e si tracci per esso la perpedicolare alla retta.

Si riporti sulla perpendicolare in Q la distanza PH determinando il punto K. Tracciando la linea passante per P e K si ottiene la parallela cercata

Si riporti sulla perpendicolare in Q la distanza PH determinando il punto K. Tracciando la linea passante per P e K si ottiene la parallela cercata

3 Riportiamo sulla perpendicolare in 2 la distanza P1 e determiniamo il punto 3. Tracciando la retta passante per P e 3 si ottiene la parallela cercata.

1) Allinea Sq.45 con s ; 2) Appoggia Sq.30/60 a Sq.45; 3) fai scorrere la Sq.45 fino a P e traccia la parallela.

1) Allinea Sq.45 con s ; 2) Appoggia Sq.30/60 a Sq.45; 3) fai scorrere la Sq.45 fino a P e traccia la parallela.

1) Allinea Sq.45 con s ; 2) Appoggia Sq.30/60 a Sq.45; 3) fai scorrere la Sq.45 fino a P e traccia la parallela.

1) Allinea Sq.45 con s ; 2) Appoggia Sq.30/60 a Sq.45; 3) fai scorrere la Sq.45 fino a P e traccia la parallela.

a Allinea la squadra 45 con s. b Appoggia la squadra 30/60 alla squadra 45. c Fai scorrere la squadra 45 fino a P e traccia la parallela. con le SQUADRE

1) Allinea Sq.45 con s ; 2) Appoggia Sq.30/60 a Sq.45; 3) fai scorrere la Sq.45 fino a P e traccia la parallela.

Costruzioni

Costruzioni piane fondamentali

Costruzioni piane fondamentali

PASSO PASSO 4.2.7 COSTRUZIONE DI UN ANGOLO

Sia dato l’angolo α.

Problema 7: Dato l’angolo α se ne costruisca uno di

Problema 7: Dato l’angolo α se ne costruisca uno di congruente

Problema 7: Dato l’angolo α se ne costruisca uno di congruente

Sia dato l’angolo α.

Problema 7: Dato l’angolo α se ne costruisca uno di congruente

CONGRUENTE

congruente

Problema 7: Dato l’angolo α se ne costruisca uno di congruente

Problema 7: Dato l’angolo α se ne costruisca uno di congruente

Sia dato l’angolo α.

Sia dato l’angolo α.

Sia dato l’angolo α.

Sia dato l’angolo α.

Sia dato l’angolo α.

1 Consideriamo un angolo α.

Si fissi poi a piacere il punto V’ e da esso si tracci la linea s’.

Sia dato l’angolo

Sia dato l’angolo α.

Si fissi poi a piacere il punto V’ e da esso si tracci la linea s’.

Problema 7: Dato l’angolo α se ne costruisca uno di congruente

Sia dato l’angolo α.

Sia dato l’angolo α.

Si rilevi col compasso la distanza R” tra A e B e puntando in A’ la si riporti sull’arco tracciato precedentemente determinando il punto B’ Tracciando da V’ una linea passante per B’ si ottiene l’angolo cercato Problema 7: Dato

con apertura piacere, si tracci

Puntando il compasso in V

Puntando il compasso in V con apertura R’, scelta a piacere, si tracci un arco che determina sui lati dell’angolo i punti A e B.

Puntando il compasso in V con apertura R’, scelta a piacere, si tracci un arco che determina sui lati dell’angolo i punti A e B.

Puntando il compasso in V con apertura R’, scelta a piacere, si tracci un arco che determina sui lati dell’angolo i punti A e B.

Puntando il compasso in V con apertura R’, scelta a piacere, si tracci un arco che determina sui lati dell’angolo i punti A e B.

Puntando il compasso in V con apertura R’, scelta a piacere, si tracci un arco che determina sui lati dell’angolo i punti A e B.

Puntando il compasso in V con apertura R’, scelta a piacere, si tracci un arco che determina sui lati dell’angolo i punti A e B.

Puntando il compasso in V con apertura R’, scelta a piacere, si tracci un arco che determina sui lati dell’angolo i punti A e B.

Puntando il compasso in V con apertura R’, scelta a piacere, si tracci un arco che determina sui lati dell’angolo i punti A e B.

2 Puntando il compasso in V con apertura R', scelta a piacere, tracciamo un arco che determina sui lati dell’angolo i punti 1 e 2.

Puntando il compasso in V con apertura R’, scelta a piacere, si tracci un arco che determina sui lati dell’angolo i punti A e B.

Si fissi poi a piacere il punto V’ e da esso si tracci la linea s’

Si fissi poi a piacere il punto V’ e da esso si tracci la linea s’.

Si fissi poi a piacere il punto V’ e da esso si tracci la linea s’.

Si fissi poi a piacere il punto V’ e da esso si tracci la linea s’

Si fissi poi a piacere il punto V’ e da esso si tracci la linea s’.

3 Fissiamo poi a piacere il punto V' fuori dall’angolo α e da esso tracciamo la semiretta s'.

Problema 7: Dato l’angolo α se ne costruisca uno di congruente

Si fissi poi a piacere il punto V’ e da esso si tracci la linea s’

Si fissi poi a piacere il punto V’ e da esso si tracci la linea s’.

Si fissi poi a piacere il punto V’ e da esso si tracci la linea s’.

Si rilevi col compasso la distanza R” tra A e B e puntando in A’ la si riporti sull’arco tracciato precedentemente determinando il punto B’. Tracciando da V’ una linea passante per B’ si ottiene l’angolo cercato

Problema 8: Sommare due angoli dati α e ß a

Puntando il compasso in V’ con apertura R‘ si tracci un arco che determina su s’ il punto A’

Puntando il compasso in V’ con apertura R‘ si tracci un arco che determina su s’ il punto A’.

Problema 8: Sommare due angoli dati α e ß a

Problema 8: Sommare due angoli dati α e ß a

Problema 8: Sommare due angoli dati α e ß a

Puntando il compasso in V’ con

Problema 8: Sommare due angoli dati α e ß a

Puntando il compasso in V’ con apertura R‘ si tracci un arco che determina su s’ il punto A’.

apertura determina su s’ il punto A’

Puntando il compasso in V’ con apertura R‘ si tracci un arco che determina su s’ il punto A’

Puntando il compasso in V’ con apertura R‘ si tracci un arco che determina su s’ il punto A’.

Puntando il compasso in V’ con apertura R‘ si tracci un arco che determina su s’ il punto A’

Puntando il compasso in V’ con apertura R‘ si tracci un arco che determina su s’ il punto A’.

4 Puntando il compasso in V' con apertura R', tracciamo un arco che determina su s' il punto 1'.

Puntando il compasso in V’ con apertura R‘ si tracci un arco che determina su s’ il punto A’.

Puntando il compasso in V’ con apertura R‘ si tracci un arco che determina su s’ il punto A’.

Problema 8: Sommare due angoli dati α e ß

PASSO PASSO 4.2.8 SOMMA DI DUE ANGOLI α E β

Problema 8: Sommare due angoli dati α e

Problema 8: Sommare due angoli dati α e ß

1 Consideriamo gli angoli α e β.

Problema 8: Sommare due angoli dati α e ß

Siano dati gli angoli α e ß. Si fissi poi a piacere il punto V e da esso si tracci la linea s.

Siano dati gli angoli α e ß. Si fissi poi a piacere il punto V e da esso si tracci la linea s.

Siano dati gli angoli α e ß.

Siano dati gli angoli α e ß.

Siano dati gli angoli α e ß.

Siano dati gli angoli α e ß.

Problema 8: Sommare due angoli dati α e ß a

Siano dati gli angoli α e ß.

3 Fissiamo poi a piacere il punto V e da esso tracciamo la semiretta s.

Si fissi poi a piacere il punto V e da esso si tracci la linea s.

Si fissi poi a piacere il punto V e da esso si tracci la linea s.

Si fissi poi a piacere il punto V e da esso si tracci la linea s.

Siano dati gli angoli α e ß. Si fissi poi a piacere il punto V e da esso si tracci la linea s.

Si fissi poi a piacere il punto V e da esso si tracci la linea s.

da esso si tracci la linea s.

Si fissi poi a piacere il punto V e da esso si tracci la linea s.

Siano dati gli angoli α e ß. Si fissi poi a piacere il punto V e da esso si tracci la linea s.

Puntando il compasso in V’ e V”, con apertura R, scelta a piacere, si traccino due archi che determinano sui lati degli angoli i punti A, B, C e D.

2 Puntando il compasso in V' e V", con apertura R, scelta a piacere, tracciamo due archi che determinano sui lati degli angoli i punti 1, 2, 3 e 4.

Puntando il compasso in V’ e V”, con apertura R, scelta a piacere, si traccino due archi che determinano sui lati degli angoli i punti A, B, C e D.

s

Puntando il compasso in V’ e V”, con apertura R, scelta a piacere, si traccino due archi che determinano sui lati degli angoli i punti A, B, C e D.

Puntando il compasso in V’ e V”, con apertura R, scelta a piacere, si traccino due archi che determinano sui lati degli angoli i punti A, B, C e D.

Puntando il compasso in V’ e V”, con apertura R, scelta a piacere, si traccino due archi che determinano sui lati degli angoli i punti A, B, C e D.

Puntando il compasso in V’ e V”, con apertura R, scelta a piacere, si traccino due archi che determinano sui lati degli angoli i punti A, B, C e D.

Puntando il compasso in V’ e V”, con apertura R, scelta a piacere, si traccino due archi che determinano sui lati degli angoli i punti A, B, C e D.

Puntando il compasso in V’ e V”, con traccino due archi che determinano sui lati degli angoli i punti A, B, C e D.

sui lati degli angoli i punti A, B, C e D.

Puntando il compasso in V’ e V”, con apertura R, scelta a piacere, si traccino due archi che determinano sui lati degli angoli i punti A, B, C e D.

Puntando quindi il compasso in V sempre con apertura R si tracci un arco che determina su s il punto A’.

Puntando quindi il compasso in V sempre con apertura R si tracci un arco che determina su s il punto A’.

Puntando il compasso in V’ e V”, con apertura R, scelta a piacere, si traccino due archi che determinano sui lati degli angoli i punti A, B, C e D.

Puntando quindi il compasso in V sempre con apertura R si tracci un arco che determina su s il punto A’

4 Puntando quindi il compasso in V sempre con apertura R, tracciamo un arco che interseca s nel punto 1'. s

Puntando quindi il compasso in V sempre con apertura R si tracci un arco che determina su s il punto A’.

Puntando quindi il compasso in V sempre con apertura R si tracci un arco che determina su s il punto A’.

Puntando quindi il compasso in V sempre con apertura R si tracci un arco che determina su s il punto A’

Puntando quindi il compasso in R si tracci un arco che determina su s il punto A’

Puntando quindi il compasso in V sempre con apertura R si tracci un arco che determina su s il punto A’

Puntando quindi il compasso in V sempre con apertura R si tracci un arco che determina su s il punto A’.

Si rilevi col compasso la distanza R” tra A e B e puntando in A’ la si riporti sull’arco tracciato precedentemente determinando il punto B’. Tracciando da V’ una linea passante per B’ si ottiene l’angolo cercato

passante per B’ si ottiene l’angolo

Si rilevi col compasso la distanza R” tra A e B e puntando in A’ la si riporti sull’arco tracciato precedentemente determinando il punto B’. Tracciando da V’ una linea passante per B’ si ottiene l’angolo cercato

Si rilevi col compasso la distanza tra A e B e puntando in A’ riporti sull’arco tracciato precedentemente determinando il punto B’. Tracciando da V’ una linea cercato

Si rilevi col compasso la distanza R” tra A e B e puntando in A’ la si riporti sull’arco tracciato precedentemente determinando il punto B’ Tracciando da V’ una linea passante per B’ si ottiene l’angolo cercato

Si rilevi col compasso la distanza R” tra A e B e puntando in A’ la si riporti sull’arco tracciato precedentemente determinando il punto B’. Tracciando da V’ una linea passante per B’ si ottiene l’angolo cercato

Si rilevi col compasso la distanza R” tra A e B e puntando in A’ la si riporti sull’arco tracciato precedentemente determinando il punto B’. Tracciando da V’ una linea passante per B’ si ottiene l’angolo cercato

Si rilevi col compasso la distanza R” tra A e B e puntando in A’ la si riporti sull’arco tracciato precedentemente determinando il punto B’ Tracciando da V’ una linea passante per B’ si ottiene l’angolo cercato

5 Rileviamo col compasso la distanza R" tra 1 e 2 e puntando in 1' la riportiamo sull’arco tracciato precedentemente determinando il punto 2'. Tracciando da V' una semiretta passante per 2' otteniamo l’angolo cercato di ampiezza α.

Si rilevi col compasso la distanza R” tra A e B e puntando in A’ la si riporti sull’arco tracciato precedentemente determinando il punto B’ Tracciando da V’ una linea passante per B’ si ottiene l’angolo cercato

Si rilevino ora col compasso le distanze R’ tra A e B ed R” tra C e D e le si riportino in successione sull’arco tracciato precedentemente determinando il punto D’. Tracciando da V una linea passante per D’ si ottiene l’angolo cercato.

Si rilevino ora col compasso le distanze R’ tra A e B ed R” tra C e D e le si riportino in successione sull’arco tracciato precedentemente determinando il punto D’ Tracciando da V una linea passante per D’ si ottiene l’angolo cercato.

5 Rileviamo ora col compasso le distanze R' tra 1 e 2 e R" tra 3 e 4 e le riportiamo in successione sull’arco tracciato precedentemente, determinando il punto 4'. Tracciando da V una semiretta passante per 4' otteniamo l’angolo cercato α + β. s

ora col compasso le distanze R’ tra A e B ed tra C e D e le si riportino in successione sull’arco tracciato precedentemente D’.

determinando il punto D’. da V una linea passante per D’ si

Puntando quindi il compasso in V sempre con apertura R si tracci un arco che determina su s il punto A’.

Si rilevino ora col compasso le distanze R’ tra A e B ed R” tra C e D e le si riportino in successione sull’arco tracciato precedentemente determinando il punto D’ Tracciando da V una linea passante per D’ si ottiene l’angolo cercato.

Si rilevino ora col compasso le distanze R’ tra A e B ed R” tra C e D e le si riportino in successione sull’arco tracciato precedentemente determinando il punto D’. Tracciando da V una linea passante per D’ si ottiene l’angolo cercato

Si rilevino ora col compasso le distanze R’ tra A e B ed R” tra C e D e le si riportino in successione sull’arco tracciato precedentemente determinando il punto D’. Tracciando da V una linea passante per D’ si ottiene l’angolo cercato.

Si rilevino ora col compasso le distanze R’ tra A e B ed R” tra C e D e le si riportino in successione sull’arco tracciato precedentemente determinando il punto D’. Tracciando da V una linea passante per D’ si ottiene l’angolo cercato.

Si rilevino ora col compasso le distanze R’ tra A e B ed R” tra C e D e le si riportino in successione sull’arco tracciato precedentemente determinando il punto D’ Tracciando da V una linea passante per D’ si ottiene l’angolo cercato

Si rilevino ora col compasso le distanze R’ tra A e B ed R” tra C e D e le si riportino in successione sull’arco tracciato precedentemente determinando il punto D’ Tracciando da V una linea passante per D’ si ottiene l’angolo cercato

Si rilevino ora col compasso le distanze R’ tra A e B ed R” tra C e D e le si riportino in successione sull’arco tracciato precedentemente determinando il punto D’ Tracciando da V una linea passante per D’ si ottiene l’angolo cercato.

PASSO PASSO 4.2.9

DIVISIONE DI UN SEGMENTO IN NOVE PARTI CONGRUENTI

1 Dato il segmento AB, tracciamo da A o da B una semiretta inclinata con un angolo a piacere e, scelta una misura a piacere, la riportiamo su tale linea, partendo da A, per nove volte consecutive.

2 Congiungiamo l’estremo B con 9.

Costruzioni piane fondamentali: suddivisioni

Problema 9: Dividere il segmento AB in nove parti congruenti

Dato il segmento AB, si tracci da A o da B una linea inclinata con un angolo a piacere e scelta una misura a piacere la si riporti su tale linea, partendo da A, per nove volte consecutive

3 Con le squadrette tracciamo per i punti 8, 7, 6 e così via le parallele a B9 fino a intersecare AB, che risulta così suddiviso in nove parti congruenti.

Si congiunga l’estremo B con 9 Con le squadrette si traccino per i punti 8, 7 , 6 e così via le parallele a B9 fino a intersecare AB che risulta così suddiviso in nove parti congruenti.

PASSO PASSO 4.2.10 TRISEZIONE DELL’ANGOLO RETTO

1 Sia tVs l’angolo retto da dividere in tre parti congruenti.

Problema 9: Trisezione dell’angolo retto

Sia tVs l’angolo retto da dividere in tre parti congruenti.

2 Puntiamo col compasso in V con apertura a piacere e tracciamo un arco che intersechi s e t, determinando i punti 1 e 2.

Si punti col compasso in V con apertura a piacere e si tracci un arco che intersechi s e t determinando i punti A e B.

vedi esercizio a pag. 86

3 Puntiamo col compasso in 1 e in 2 con la stessa apertura e tracciamo due archi che intersecano l’arco 1-2 in 3 e 4. Congiungendo V con 3 e 4 si ottengono gli angoli cercati.

Si punti col compasso in A e in B con la stessa apertura e si traccino due archi intersecanti s e t determinando i punti H e K. Congiungendo V con H e K si ottengono gli angolo cercati.

1) Allinea Sq.45 con s e falla scorrere varso il basso; 2) Appoggia Sq.30/60 a Sq.45 con l’angolo di 30° allineato ad A e traccia un segmento; 3)Allinea ad A l’angolo di 60° e traccia l’altro segmento.

vedi esercizio a pag. 86

Video tutorial

a Allinea la squadra 45 con s e falla scorrere verso il basso. b Appoggia la squadra 30/60 alla squadra 45 con l’angolo di 30° allineato ad A e traccia un segmento. c Allinea ad A l’angolo di 60° e traccia l’altro segmento. con le SQUADRE VV V 1 s s 1 3 s s t t t AA s s A

1) Allinea Sq.45 con s e falla scorrere varso il basso; 2) Appoggia Sq.30/60 a Sq.45 con l’angolo di 30° allineato ad A e traccia un segmento; 3)Allinea ad A l’angolo di 60° e traccia l’altro segmento.

Costruzioni piane fondamentali: bisettrici

Costruzioni piane fondamentali: bisettrici

Costruzioni piane fondamentali: bisettrici

Problema 11: Tracciare la bisettrice di un angolo

Problema 11: Tracciare la bisettrice di un angolo

Problema 11: Tracciare la bisettrice di un angolo

Sia dato l’angolo tVs.

Sia dato l’angolo tVs.

Costruzioni piane fondamentali: bisettrici

Sia dato l’angolo tVs. Si punti in V col compasso aperto a piacere e si tracci un arco che intersechi s in A e t in B

Costruzioni piane fondamentali: bisettrici

Si punti in V col compasso aperto a piacere e si tracci un arco che intersechi s in A e t in B

Si punti in V col compasso aperto a piacere e si tracci un arco che intersechi s in A e t in B.

Costruzioni piane fondamentali: bisettrici

Problema 11: Tracciare la bisettrice di un angolo

Problema 11: Tracciare la bisettrice di un angolo

Problema 11: Tracciare la bisettrice di un angolo

Sia dato l’angolo tVs.

Sia dato l’angolo tVs.

PASSO PASSO 4.2.11 BISETTRICE DI UN ANGOLO

Si punti in A e in B con apertura superiore alla metà di AB e si traccino due archetti che, intersecandosi, determinano il punto T. Congiungendo V con T si ottiene la bisettrice cercata.

Si punti in A e in B con apertura superiore alla metà di AB e si traccino due archetti che, intersecandosi, determinano il punto T. Congiungendo V con T si ottiene la bisettrice cercata.

Si punti in A e in B con apertura superiore alla metà di AB e si traccino due archetti che, intersecandosi, determinano il punto T. Congiungendo V con T si ottiene la bisettrice cercata.

PASSO PASSO 4.2.12 BISETTRICE DI UN ANGOLO COL VERTICE INACCESSIBILE a b c

Sia dato l’angolo tVs. Si punti in V col compasso aperto a piacere e si tracci un arco che intersechi s in A e t in B

1 Consideriamo l’angolo tVs.

Si punti in V col compasso aperto a piacere e si tracci un arco che intersechi s in A e t in B

Si punti in V col compasso aperto a piacere e si tracci un arco che intersechi s in A e t in B

2 Puntiamo in V con apertura a piacere e tracciamo un arco che interseca s in 1 e t in 2.

Si punti in A e in B con apertura superiore alla metà di AB e si traccino due archetti che, intersecandosi, determinano il punto T. Congiungendo V con T si ottiene la bisettrice cercata.

Si punti in A e in B con apertur superiore alla metà di AB e si traccino due archetti che, intersecandosi, determinano il punto T. Congiungendo V con T si ottiene la bisettrice cercata.

Si punti in A e in B con apertura superiore alla metà di AB e si traccino due archetti che, intersecandosi, determinano il punto T. Congiungendo V con T si ottiene la bisettrice cercata.

3 Puntiamo in 1 e in 2 con apertura superiore alla metà di 1-2 e tracciamo due archetti che, intersecandosi, determinano il punto 3. Congiungendo V con 3 otteniamo la bisettrice cercata.

Problema 12: Tracciare la bisettrice di un angolo col vertice inaccessibile

Problema 12: Tracciare la bisettrice di un angolo col vertice inaccessibile

Problema 12: Tracciare la bisettrice di un angolo col vertice inaccessibile

Siano date le rette s e t che si intersecano fuori dal disegno

Siano date le rette s e t che si intersecano fuori dal disegno

Siano date le rette s e t che si intersecano fuori dal disegno

1 Consideriamo le due rette s e t che si intersecano fuori dal foglio.

Scelti su di esse due punti P e Q, si traccia il segmento PQ determinando quattro angoli α, ß, δ, ε.

Scelti su di esse due punti P e Q, si traccia il segmento PQ determinando quattro angoli α, ß, δ, ε.

Scelti su di esse due punti P e Q, si traccia il segmento PQ determinando quattro angoli α, ß, δ, ε.

Si traccino le bisettrici dei quattro angoli che intersecandosi a due a due determinano i punti A e B Tracciando la linea passante per A e B si ottiene la bisettrice cercata.

Si traccino le bisettrici dei quattro angoli che intersecandosi a due a due determinano i punti A e B Tracciando la linea passante per A e B si ottiene la bisettrice cercata.

Si traccino le bisettrici dei quattro angoli che intersecandosi a due a due determinano i punti A e B. Tracciando la linea passante per A e B si ottiene la bisettrice cercata.

Problema 12: Tracciare la bisettrice di un angolo col vertice inaccessibile

Problema 12: Tracciare la bisettrice di un angolo col vertice inaccessibile

Problema 12: Tracciare la bisettrice di un angolo col vertice inaccessibile

Siano date le rette s e t che si intersecano fuori dal disegno.

Siano date le rette s e t che si intersecano fuori dal disegno.

2 Scelti su di esse due punti 1 e 2, tracciamo il segmento 1-2 che individua quattro angoli: α, β, δ, γ.

Siano date le rette s e t che si intersecano fuori dal disegno.

Scelti su di esse due punti P e Q, si traccia il segmento PQ determinando quattro angoli α, ß, δ, ε.

Scelti su di esse due punti P e Q, si traccia il segmento PQ determinando quattro angoli α, ß, δ, ε.

Scelti su di esse due punti P e Q, si traccia il segmento PQ determinando quattro angoli α, ß, δ, ε.

Si traccino le bisettrici dei quattro angoli che intersecandosi a due a due determinano i punti A e B Tracciando la linea passante per A e B si ottiene la bisettrice cercata.

Si traccino le bisettrici dei quattro angoli che intersecandosi a due a due determinano i punti A e B Tracciando la linea passante per A e B si ottiene la bisettrice cercata.

3 Tracciamo le bisettrici dei quattro angoli che, intersecandosi a due a due, determinano i punti 3 e 4. La retta passante per 3 e 4 è la bisettrice cercata.

Si traccino le bisettrici dei quattro angoli che intersecandosi a due a due determinano i punti A e B Tracciando la linea passante per A e B si ottiene la bisettrice cercata.

Video tutorial
Video tutorial

Elementi di geometria: poligoni

Elementi di geometria: poligoni

Elementi di geometria: poligoni

Elementi di geometria: poligoni

Elementi di geometria: poligoni

Elementi di geometria: poligoni

I Poligoni

I poligoni

Elementi di geometria: poligoni

Elementi di geometria: poligoni

I Poligoni

Elementi di geometria: poligoni

I Poligoni

I Poligoni

Si definisce poligono una parte di piano delimitata da una spezzata chiusa.

I Poligoni

I Poligoni

Un poligono è la parte di piano delimitata da una spezzata chiusa.

Si definisce poligono una parte di piano delimitata da una spezzata chiusa.

Si definisce poligono una parte di piano delimitata da una spezzata chiusa.

Si definisce poligono una parte di piano delimitata da una spezzata chiusa.

Gli elementi che lo caratterizzano sono i lati, gli angoli e i vertici presenti sempre in ugual numero.

I Poligoni

I Poligoni

I Poligoni

Gli elementi che lo caratterizzano sono i lati, gli angoli e i vertici presenti sempre in pari quantità.

Si definisce poligono una parte di piano delimitata da una spezzata chiusa.

Si definisce poligono una parte di piano delimitata da una spezzata chiusa.

Gli elementi che lo caratterizzano sono i lati, gli angoli e i vertici presenti sempre in pari quantità.

Gli elementi che lo caratterizzano sono i lati, gli angoli e i vertici presenti sempre in pari quantità.

Gli elementi che lo caratterizzano sono i lati, gli angoli e i vertici presenti sempre in pari quantità.

Gli elementi che lo caratterizzano sono i lati, gli angoli e i vertici presenti sempre in pari quantità.

Gli elementi che lo caratterizzano sono i lati, gli angoli e i vertici presenti sempre in pari quantità.

Gli elementi che lo caratterizzano sono i lati, gli angoli e i vertici presenti sempre in pari quantità.

Gli elementi che lo caratterizzano sono i lati, gli angoli e i vertici presenti sempre in pari quantità.

Gli elementi che lo caratterizzano sono i lati, gli angoli e i vertici presenti sempre in pari quantità.

E' convesso se il segmento che ha per estremi due qualsiasi dei suoi punti appartiene interamente al poligono

Si definisce poligono una parte di piano delimitata da una spezzata chiusa.

Si definisce poligono una parte di piano delimitata da una spezzata chiusa.

Altri elementi del poligono

Altri elementi del poligono

Altri elementi del poligono

Altri elementi del poligono

Altri elementi del poligono

Altri elementi del poligono

L’angolo interno di un poligono è ciascun angolo (convesso) che ha vertice in un vertice del poligono e per lati le semirette dei lati del poligono uscenti da quel vertice.

Altri elementi del poligono

Altri elementi del poligono

Altri elementi del poligono

Angolo interno ciascun angolo (convesso) che ha vertice in un vertice del poligono e per lati le semirette dei lati del poligono uscenti da quel vertice.

Angolo interno ciascun angolo (convesso) che ha vertice in un vertice del poligono e per lati le semirette dei lati del poligono uscenti da quel vertice.

Angolo interno ciascun angolo (convesso) che ha vertice in un vertice del poligono e per lati le semirette dei lati del poligono uscenti da quel vertice.

Angolo interno ciascun angolo (convesso) che ha vertice in un vertice del poligono e per lati le semirette dei lati del poligono uscenti da quel vertice.

Angolo interno ciascun angolo (convesso) che ha vertice in un vertice del poligono e per lati le semirette dei lati del poligono uscenti da quel vertice.

E' convesso se il segmento che ha per estremi due qualsiasi dei suoi punti appartiene interamente al poligono

E' convesso se il segmento che ha per estremi due qualsiasi dei suoi punti appartiene interamente al poligono

E' convesso se il segmento che ha per estremi due qualsiasi dei suoi punti appartiene interamente al poligono

E' convesso se il segmento che ha per estremi due qualsiasi dei suoi punti appartiene interamente al poligono

Un poligono è convesso se il segmento che ha per estremi due qualsiasi dei suoi punti appartiene interamente al poligono.

E' convesso se il segmento che ha per estremi due qualsiasi dei suoi punti appartiene interamente al poligono

E' convesso se il segmento che ha per estremi due qualsiasi dei suoi punti appartiene interamente al poligono

E' convesso se il segmento che ha per estremi due qualsiasi dei suoi punti appartiene interamente al poligono

E' convesso se il segmento che ha per estremi due qualsiasi dei suoi punti appartiene interamente al poligono

Si definisce poligono una parte di piano delimitata da una spezzata chiusa.

E’ concavo se esistono almeno due punti tali che il segmento che li unisce non appartiene interamente al poligono

E’ concavo se esistono almeno due punti tali che il segmento che li unisce non appartiene interamente al poligono

E’ concavo se esistono almeno due punti tali che il segmento che li unisce non appartiene interamente al poligono

E’ concavo se esistono almeno due punti tali che il segmento che li unisce non appartiene interamente al poligono

■ ALTRI ELEMENTI DI UN POLIGONO

Angolo interno ciascun angolo (convesso) che ha vertice in un vertice del poligono e per lati le semirette dei lati del poligono uscenti da quel vertice.

Angolo interno ciascun angolo (convesso) che ha vertice in un vertice del poligono e per lati le semirette dei lati del poligono uscenti da quel vertice.

Angolo interno ciascun angolo (convesso) che ha vertice in un vertice del poligono e per lati le semirette dei lati del poligono uscenti da quel vertice.

Angolo interno ciascun angolo (convesso) che ha vertice in un vertice del poligono e per lati le semirette dei lati del poligono uscenti da quel vertice.

Angolo esterno ciascun angolo adiacente ad un angolo interno; ad ogni vertice si possono associare due angoli esterni che sono congruenti perché opposti al vertice.

I Poligoni regolari

I Poligoni regolari

I Poligoni regolari

I Poligoni regolari

I Poligoni regolari

I Poligoni regolari

■ POLIGONI REGOLARI

I Poligoni regolari

I Poligoni regolari

I Poligoni regolari

Un poligono convesso è regolare quando è equilatero (cioè ha tutti i lati congruenti) ed equiangolo (cioè ha tutti gli angoli congruenti).

Un poligono convesso si dice regolare quando è equilatero (cioè ha tutti i lati congruenti) ed equiangolo (cioè ha tutti gli angoli congruenti).

Un poligono convesso si dice regolare quando è equilatero (cioè ha tutti i lati congruenti) ed equiangolo (cioè ha tutti gli angoli congruenti).

Un poligono convesso si dice regolare quando è equilatero (cioè ha tutti i lati congruenti) ed equiangolo (cioè ha tutti gli angoli congruenti).

Un poligono convesso si dice regolare quando è equilatero (cioè ha tutti i lati congruenti) ed equiangolo (cioè ha tutti gli angoli congruenti).

Un poligono convesso si dice regolare quando è equilatero (cioè ha tutti i lati congruenti) ed equiangolo (cioè ha tutti gli angoli congruenti).

Angolo esterno ciascun angolo adiacente ad un angolo interno; ad ogni vertice si possono associare due angoli esterni che sono congruenti perché opposti al vertice.

L’angolo esterno di un poligono è ciascun angolo adiacente a un angolo interno; a ogni vertice si possono associare due angoli esterni che sono congruenti perché opposti al vertice.

Angolo esterno ciascun angolo adiacente ad un angolo interno; ad ogni vertice si possono associare due angoli esterni che sono congruenti perché opposti al vertice.

Angolo esterno ciascun angolo adiacente ad angolo interno; ad ogni vertice si possono associare due angoli esterni che sono congruenti perché opposti al vertice.

Angolo esterno ciascun angolo adiacente ad un angolo interno; ad ogni vertice si possono associare due angoli esterni che sono congruenti perché opposti al vertice.

Un poligono convesso si dice regolare quando è equilatero (cioè ha tutti i lati congruenti) ed equiangolo (cioè ha tutti gli angoli congruenti).

Un poligono convesso si dice regolare quando è equilatero (cioè ha tutti i lati congruenti) ed equiangolo (cioè ha tutti gli angoli congruenti).

Un poligono convesso si dice regolare quando è equilatero (cioè ha tutti i lati congruenti) ed equiangolo (cioè ha tutti gli angoli congruenti).

Un poligono convesso si dice regolare quando è equilatero (cioè ha tutti i lati congruenti) ed equiangolo (cioè ha tutti gli angoli congruenti).

E’ concavo se esistono almeno due punti tali che il segmento che li unisce non appartiene interamente al poligono.

E’ concavo se esistono almeno due punti tali che il segmento che li unisce non appartiene interamente al poligono.

Un poligono è concavo se esistono almeno due punti tali che il segmento che li unisce non appartiene interamente al poligono.

E’ concavo se esistono almeno due punti tali che il segmento che li unisce non appartiene interamente al poligono.

E’ concavo se esistono almeno due punti tali che il segmento che li unisce non appartiene interamente al poligono.

E’ concavo se esistono almeno due punti tali che il segmento che li unisce non appartiene interamente al poligono.

Angolo esterno ciascun angolo adiacente ad un angolo interno; ad ogni vertice si possono associare due angoli esterni che sono congruenti perché opposti al vertice.

Angolo esterno ciascun angolo adiacente ad un angolo interno; ad ogni vertice si possono associare due angoli esterni che sono congruenti perché opposti al vertice.

Angolo esterno ciascun angolo adiacente ad un angolo interno; ad ogni vertice si possono associare due angoli esterni che sono congruenti perché opposti al vertice.

Angolo esterno ciascun angolo adiacente ad un angolo interno; ad ogni vertice si possono associare due angoli esterni che sono congruenti perché opposti al vertice.

Diagonale ogni segmento che unisce due vertici non consecutivi. Corda ogni segmento che unisce due punti qualsiasi del perimetro del poligono che non appartengono allo stesso lato.

Diagonale ogni segmento che unisce due vertici non consecutivi. Corda ogni segmento che unisce due punti qualsiasi del perimetro del poligono che non appartengono allo stesso lato

Diagonale ogni segmento che unisce due vertici non consecutivi. Corda ogni segmento che unisce due punti qualsiasi del perimetro del poligono che non appartengono allo stesso lato

Diagonale ogni segmento che unisce due vertici non consecutivi. Corda ogni segmento che unisce due punti qualsiasi del perimetro del poligono che non appartengono allo stesso lato

Diagonale ogni segmento che unisce due vertici non consecutivi. Corda ogni segmento che unisce due punti qualsiasi del perimetro del poligono che non appartengono allo stesso lato

In ogni poligono regolare si possono tracciare la circonferenza circoscritta (passante per i suoi vertici) e quella inscritta (tangente ai suoi lati). Il segmento a che dal centro del poligono cade perpendicolarmente al lato si dice apotema.

In ogni poligono regolare si possono tracciare la circonferenza circoscritta (passante per i suoi vertici) e quella inscritta (tangente ai suoi lati). Il segmento a che dal centro del poligono cade perpendicolarmente al lato si dice apotema.

In ogni poligono regolare si possono tracciare la circonferenza circoscritta (passante per i suoi vertici) e quella inscritta (tangente ai suoi lati). Il segmento a che dal centro del poligono cade perpendicolarmente al lato si dice apotema

In ogni poligono regolare si possono tracciare la circonferenza circoscritta (passante per i suoi vertici) e quella inscritta (tangente ai suoi lati). Il segmento a che dal centro del poligono cade perpendicolarmente al lato si dice apotema

In ogni poligono regolare si possono tracciare la circonferenza circoscritta (passante per i suoi vertici) e quella inscritta (tangente ai suoi lati). Il segmento a che dal centro del poligono cade perpendicolarmente al lato si dice apotema.

In ogni poligono regolare si possono tracciare la circonferenza circoscritta (passante per i suoi vertici) e quella inscritta (tangente ai suoi lati). Il segmento a che dal centro del poligono cade perpendicolarmente al lato si dice apotema

In ogni poligono regolare si possono tracciare la circonferenza circoscritta (passante per i suoi vertici) e quella inscritta (tangente ai suoi lati). Il segmento a che dal centro del poligono cade perpendicolarmente al lato si dice apotema

Di ogni poligono regolare si possono tracciare la circonferenza circoscritta (passante per i suoi vertici) e quella inscritta (tangente ai suoi lati). Il segmento a che dal centro del poligono cade perpendicolarmente al lato è l’apotema.

In ogni poligono regolare si possono tracciare la circonferenza circoscritta (passante per i suoi vertici) e quella inscritta (tangente ai suoi lati). Il segmento a che dal centro del poligono cade perpendicolarmente al lato si dice apotema

Diagonale ogni segmento che unisce due vertici non consecutivi. Corda ogni segmento che unisce due punti qualsiasi del perimetro del poligono che non appartengono allo stesso lato.

Diagonale ogni segmento che unisce due vertici non consecutivi. Corda ogni segmento che unisce due punti qualsiasi del perimetro del poligono che non appartengono allo stesso lato

La diagonale di un poligono è un segmento che unisce due vertici non consecutivi. La corda è un segmento che unisce due punti qualsiasi del contorno del poligono che non appartengono allo stesso lato.

Diagonale ogni segmento che unisce due vertici non consecutivi. Corda ogni segmento che unisce due punti qualsiasi del perimetro del poligono che non appartengono allo stesso lato.

Diagonale ogni segmento che unisce due vertici non consecutivi. Corda ogni segmento che unisce due punti qualsiasi del perimetro del poligono che non appartengono allo stesso lato.

I poligoni regolari si possono suddividere in tanti triangoli isosceli (nell’esagono sono equilateri) quanti sono i lati che sono la loro base e il loro vertice è il centro del poligono.

In ogni poligono regolare si possono tracciare la circonferenza circoscritta (passante per i suoi vertici) e quella inscritta (tangente ai suoi lati). Il segmento a che dal centro del poligono cade perpendicolarmente al lato si dice apotema.

I poligoni regolari si possono suddividere in tanti triangoli isosceli (nell’esagono sono equilateri) quanti sono i lati che sono la loro base e il loro vertice è il centro del poligono.

I poligoni regolari si possono suddividere in tanti triangoli isosceli (nell’esagono sono equilateri) quanti sono i lati che sono la loro base e il loro vertice è il centro del poligono.

I poligoni regolari si possono suddividere in tanti triangoli isosceli (nell’esagono sono equilateri) quanti sono i lati che sono la loro base e il loro vertice è il centro del poligono

I poligoni regolari si possono suddividere in tanti triangoli isosceli (nell’esagono sono equilateri) quanti sono i lati che sono la loro base e il loro vertice è il centro del poligono.

I poligoni regolari si possono suddividere in tanti triangoli isosceli (nell’esagono sono equilateri) quanti sono i lati che sono la loro base e il loro vertice è il centro del poligono.

I poligoni regolari si possono suddividere in tanti triangoli isosceli (nell’esagono sono equilateri) quanti sono i lati che sono la loro base e il loro vertice è il centro del poligono

I poligoni regolari si possono suddividere in tanti triangoli isosceli (nell’esagono sono equilateri) quanti sono i lati che sono la loro base e il loro vertice è il centro del poligono.

I poligoni regolari si possono suddividere in tanti triangoli isosceli (nell’esagono sono equilateri) quanti sono i lati che sono la loro base e il loro vertice è il centro del poligono

I poligoni regolari si possono suddividere in tanti triangoli isosceli (nell’esagono sono equilateri) quanti sono i lati che sono la loro base e il loro vertice è il centro del poligono.

Elementi

Elementi di geometria: triangoli

I Triangoli

I Triangoli

I Triangoli

I Triangoli

I Triangoli

I Triangoli

I Triangoli

■ TRIANGOLI

I Triangoli

I Triangoli

I Triangoli

Elementi di geometria: triangoli

Elementi di geometria: triangoli

Elementi di geometria: triangoli

Elementi di geometria: triangoli

Elementi di geometria: triangoli

Si definisce triangolo un poligono convesso di tre lati. Esso è caratterizzato da due proprietà fondamentali: la somma degli angoli interni è un angolo piatto; ogni lato è minore della somma degli altri due.

Video tutorial

Si definisce triangolo un poligono convesso di tre lati. Esso è caratterizzato da due proprietà fondamentali: la somma degli angoli interni è un angolo piatto; ogni lato è minore della somma degli altri due.

Si definisce triangolo un poligono convesso di tre lati. Esso è caratterizzato da due proprietà fondamentali: la somma degli angoli interni è un angolo piatto; ogni lato è minore della somma degli altri due.

Si definisce triangolo un poligono convesso di tre lati. Esso è caratterizzato da due proprietà fondamentali: la somma degli angoli interni è un angolo piatto; ogni lato è minore della somma degli altri due.

Si definisce triangolo un poligono convesso di tre lati. Esso è caratterizzato da due proprietà fondamentali: la somma degli angoli interni è un angolo piatto; ogni lato è minore della somma degli altri due.

Un triangolo è un poligono convesso di tre lati. Esso è caratterizzato da due proprietà fondamentali: la somma degli angoli interni è un angolo piatto e ogni lato è minore della somma degli altri due.

Si definisce triangolo un poligono convesso di tre lati. Esso è caratterizzato da due proprietà fondamentali: la somma degli angoli interni è un angolo piatto; ogni lato è minore della somma degli altri due.

Si definisce triangolo un poligono convesso di tre lati. Esso è caratterizzato da due proprietà fondamentali: la somma degli angoli interni è un angolo piatto; ogni lato è minore della somma degli altri due.

Si definisce triangolo un poligono convesso di tre lati. Esso è caratterizzato da due proprietà fondamentali: la somma degli angoli interni è un angolo piatto; ogni lato è minore della somma degli altri due.

Si definisce triangolo un poligono convesso di tre lati. Esso è caratterizzato da due proprietà fondamentali: la somma degli angoli interni è un angolo piatto; ogni lato è minore della somma degli altri due.

Si definisce triangolo un poligono convesso di tre lati. Esso è caratterizzato da due proprietà fondamentali: la somma degli angoli interni è un angolo piatto; ogni lato è minore della somma degli altri due.

Classificazione dei triangoli rispetto ai lati

Classificazione dei triangoli rispetto ai lati

■ CLASSIFICAZIONE DEI TRIANGOLI RISPETTO AI LATI

Classificazione dei triangoli rispetto ai lati

Classificazione dei triangoli rispetto ai lati

Classificazione dei triangoli rispetto ai lati

Un triangolo si dice scaleno se ha i lati non congruenti.

Classificazione dei triangoli rispetto ai lati

Un triangolo si dice scaleno se ha i lati non congruenti.

Classificazione dei triangoli rispetto ai lati

Un triangolo si dice scaleno se ha i lati non congruenti.

Un triangolo è scaleno se ha tutti i lati non congruenti.

Un triangolo si dice isoscele se ha due lati congruenti.

Classificazione dei triangoli rispetto ai lati

Un triangolo si dice scaleno se ha i lati non congruenti.

Un triangolo si dice scaleno se ha i lati non congruenti.

Un triangolo si dice scaleno se ha i lati non congruenti.

Un triangolo si dice isoscele se ha due lati congruenti.

Classificazione dei triangoli rispetto ai lati

Un triangolo si dice scaleno se ha i lati non congruenti.

Un triangolo si dice scaleno se ha i lati non congruenti.

Classificazione dei triangoli rispetto ai lati

Un triangolo si dice scaleno se ha i lati non congruenti.

Un triangolo si dice scaleno se ha i lati non congruenti.

Un triangolo si dice isoscele se ha due lati congruenti.

Un triangolo è isoscele se ha due lati congruenti.

Un triangolo si dice isoscele se ha due lati congruenti.

Un triangolo si dice isoscele se ha due lati congruenti.

Un triangolo si dice isoscele se ha due lati congruenti.

Un triangolo si dice isoscele se ha due lati congruenti.

Un triangolo si dice equilatero se ha i tre lati congruenti.

Un triangolo si dice isoscele se ha due lati congruenti.

Un triangolo si dice equilatero se ha i tre lati congruenti.

Un triangolo si dice equilatero se ha i tre lati congruenti.

Un triangolo si dice isoscele se ha due lati congruenti.

Un triangolo si dice isoscele se ha due lati congruenti.

Un triangolo si dice equilatero se ha i tre lati congruenti.

Un triangolo si dice equilatero se ha i tre lati congruenti.

Un triangolo si dice equilatero se ha i tre lati congruenti.

Un triangolo si dice equilatero se ha i tre lati congruenti.

Un triangolo si dice equilatero se ha i tre lati congruenti.

Un triangolo è equilatero se ha i tre lati congruenti.

Un triangolo si dice equilatero se ha i tre lati congruenti.

Un triangolo si dice equilatero se ha i tre lati congruenti.

Classificazione dei triangoli rispetto agli angoli

Classificazione dei triangoli rispetto agli angoli

Classificazione dei triangoli rispetto agli angoli

■ CLASSIFICAZIONE DEI TRIANGOLI RISPETTO AGLI ANGOLI

Classificazione dei triangoli rispetto agli angoli

Classificazione dei triangoli rispetto agli angoli

Classificazione dei triangoli rispetto agli angoli

Un triangolo è acutangolo se ha tre angoli acuti.

Un triangolo si dice acutangolo se ha tre angoli acuti.

Un triangolo si dice acutangolo se ha tre angoli acuti.

Un triangolo si dice acutangolo se ha tre angoli acuti.

Un triangolo si dice acutangolo se ha tre angoli acuti.

Un triangolo si dice acutangolo se ha tre angoli acuti.

Un triangolo si dice rettangolo se ha un angolo retto

Un triangolo si dice rettangolo se ha un angolo retto

Un triangolo si dice acutangolo se ha tre angoli acuti.

Un triangolo si dice rettangolo se ha un angolo retto.

Un triangolo si dice rettangolo se ha un angolo retto

Classificazione dei triangoli rispetto agli angoli

Classificazione dei triangoli rispetto agli angoli

Un triangolo si dice ottusangolo se ha un angolo ottuso

Un triangolo è rettangolo se ha un angolo retto.

Un triangolo si dice rettangolo se ha un angolo retto.

Un triangolo si dice rettangolo se ha un angolo retto.

Classificazione dei triangoli rispetto agli angoli

Classificazione dei triangoli rispetto agli angoli

Un triangolo si dice acutangolo se ha tre angoli acuti.

Un triangolo si dice acutangolo se ha tre angoli acuti.

Un triangolo si dice acutangolo se ha tre angoli acuti.

Un triangolo si dice acutangolo se ha tre angoli acuti.

Elementi del triangolo

Elementi del triangolo

Un triangolo si dice ottusangolo se ha un angolo ottuso.

Un triangolo si dice ottusangolo se ha un angolo ottuso

Un triangolo si dice ottusangolo se ha un angolo ottuso.

Un triangolo si dice rettangolo se ha un angolo retto.

Un triangolo si dice rettangolo se ha un angolo retto

Un triangolo si dice rettangolo se ha un angolo retto.

Un triangolo si dice rettangolo se ha un angolo retto

Elementi del triangolo

Elementi del triangolo

Elementi del triangolo

Elementi del triangolo

Si dice mediana relativa a un lato il segmento che ha come estremi il vertice e il punto medio M del lato opposto

Si dice mediana relativa a un lato il segmento che ha come estremi il vertice e il punto medio M del lato opposto.

Si dice bisettrice relativa ad un angolo il segmento che divide in due parti congruenti l’angolo

Si dice mediana relativa a un lato il segmento che ha come estremi il vertice e il punto medio M del lato opposto

Elementi del triangolo

Elementi del triangolo

Elementi del triangolo

Elementi del triangolo

Si dice mediana relativa a un lato il segmento che ha come estremi il vertice e il punto medio M del lato opposto.

La mediana relativa a un lato è il segmento che unisce il punto medio M del lato con il vertice opposto.

Si dice mediana relativa a un lato il segmento che ha come estremi il vertice e il punto medio M del lato opposto.

■ ELEMENTI DEL TRIANGOLO

Si dice mediana relativa a un lato il segmento che ha come estremi il vertice e il punto medio M del lato opposto.

Si dice mediana relativa a un lato il segmento che ha come estremi il vertice e il punto medio M del lato opposto

Si dice mediana relativa a un lato il segmento che ha come estremi il vertice e il punto medio M del lato opposto.

Si dice bisettrice relativa ad un angolo il segmento che divide in due parti congruenti l’angolo.

Si dice mediana relativa a un lato il segmento che ha come estremi il vertice e il punto medio M del lato opposto

Si dice mediana relativa a un lato il segmento che ha come estremi il vertice e il punto medio M del lato opposto.

Si dice bisettrice relativa ad un angolo il segmento che divide in due parti congruenti l’angolo.

Si dice bisettrice relativa ad un angolo il segmento che divide in due parti congruenti l’angolo.

La bisettrice relativa a un angolo è il segmento che divide in due parti congruenti l’angolo.

Un triangolo è ottusangolo se ha un angolo ottuso.

Un triangolo si dice ottusangolo se ha un angolo ottuso

Un triangolo si dice ottusangolo se ha un angolo ottuso.

Un triangolo si dice ottusangolo se ha un angolo ottuso.

Un triangolo si dice ottusangolo se ha un angolo ottuso

Un triangolo si dice ottusangolo se ha un angolo ottuso.

Un triangolo si dice ottusangolo se ha un angolo ottuso

Si dice altezza il segmento che ha come estremo un vertice e cade perpendicolare sul lato opposto

Si dice bisettrice relativa ad un angolo il segmento che divide in due parti congruenti l’angolo.

Si dice bisettrice relativa ad un angolo il segmento che divide in due parti congruenti l’angolo.

Si dice altezza il segmento che ha come estremo un vertice e cade perpendicolare sul lato opposto.

Si dice altezza il segmento che ha come estremo un vertice e cade perpendicolare sul lato opposto.

Si dice altezza il segmento che ha come estremo un vertice e cade perpendicolare sul lato opposto.

Si dice altezza il segmento che ha come estremo un vertice e cade perpendicolare sul lato opposto.

Si dice altezza il segmento che ha come estremo un vertice e cade perpendicolare sul lato opposto.

H

Si dice bisettrice relativa ad un angolo il segmento che divide in due parti congruenti l’angolo

Si dice bisettrice relativa ad un angolo il segmento che divide in due parti congruenti l’angolo

Si dice bisettrice relativa ad un angolo il segmento che divide in due parti congruenti l’angolo

Si dice bisettrice relativa ad un angolo il segmento che divide in due parti congruenti l’angolo

Punti notevoli del triangolo

Baricentro G è il punto di incontro delle mediane

Punti notevoli del triangolo

Punti notevoli del triangolo

Punti notevoli del triangolo

Punti notevoli del triangolo

Punti notevoli del triangolo

Baricentro G è il punto di incontro delle mediane

Baricentro G è il punto di incontro delle mediane

Baricentro G è il punto di incontro delle mediane

Incentro O è il punto di incontro delle bisettrici e centro della circonferenza inscritta

Baricentro G è il punto di incontro delle mediane

Baricentro G è il punto di incontro delle mediane

Incentro

Incentro O è il punto di incontro delle bisettrici e centro della circonferenza inscritta

Incentro O è il punto di incontro delle bisettrici e centro della circonferenza inscritta

è il punto di incontro delle bisettrici e centro della circonferenza inscritta

Punti notevoli del triangolo

Punti notevoli del triangolo

Punti notevoli del triangolo

Punti notevoli del triangolo

Baricentro G è il punto di incontro delle mediane

Baricentro G è il punto di incontro delle mediane

Baricentro G è il punto di incontro delle mediane

Baricentro G è il punto di incontro delle mediane

Incentro O è il punto di incontro delle bisettrici e centro della circonferenza inscritta

Incentro O è il punto di incontro delle bisettrici e centro della circonferenza inscritta

■ PUNTI NOTEVOLI DI UN TRIANGOLO

Incentro O è il punto di incontro delle bisettrici e centro della circonferenza inscritta

Incentro O è il punto di incontro delle bisettrici e centro della circonferenza inscritta

Incentro O è il punto di incontro delle bisettrici e centro della circonferenza inscritta

Incentro O è il punto di incontro delle bisettrici e centro della circonferenza inscritta

Il baricentro G è il punto di incontro delle mediane. L’incentro O è il punto di incontro delle bisettrici e centro della circonferenza inscritta.

Si dice altezza il segmento che ha come estremo un vertice e cade perpendicolare sul lato opposto

Si dice altezza il segmento che ha come estremo un vertice e cade perpendicolare sul lato opposto

L’ altezza relativa a un lato è il segmento perpendicolare abbassato dal vertice opposto sulla retta del lato. L’asse di un lato è la perpendicolare condotta per il suo punto medio.

Circocentro O è il punto di incontro degli assi dei lati e centro della circonferenza circoscritta.

Circocentro O è il punto di incontro degli assi dei lati e centro della circonferenza circoscritta.

Circocentro O è il punto di incontro degli assi dei lati e centro della circonferenza circoscritta.

Circocentro O è il punto di incontro degli assi dei lati e centro della circonferenza circoscritta.

Ortocentro O è il punto di incontro delle altezze asse

Circocentro O è il punto di incontro degli assi dei lati e centro della circonferenza circoscritta.

Circocentro O è il punto di incontro degli assi dei lati e centro della circonferenza circoscritta.

Ortocentro O è il punto di incontro delle altezze asse

Ortocentro O è il punto di incontro delle altezze asse

Ortocentro O è il punto di incontro delle altezze asse

Si dice altezza il segmento che ha come estremo un vertice e cade perpendicolare sul lato opposto

Si dice altezza il segmento che ha come estremo un vertice e cade perpendicolare sul lato opposto

Circocentro O è il punto di incontro degli assi dei lati e centro della circonferenza circoscritta.

Circocentro O è il punto di incontro degli assi dei lati e centro della circonferenza circoscritta.

Circocentro O è il punto di incontro degli assi dei lati e centro della circonferenza circoscritta.

Circocentro O è il punto di incontro degli assi dei lati e centro della circonferenza circoscritta.

Ortocentro O è il punto di incontro delle altezze asse

Ortocentro O è il punto di incontro delle altezze asse

Il circocentro O è il punto di incontro degli assi dei lati e centro della circonferenza circoscritta.

Ortocentro O è il punto di incontro delle altezze

Ortocentro O è il punto di incontro delle altezze asse

Ortocentro O è il punto di incontro delle altezze asse

Ortocentro O è il punto di incontro delle altezze

L’ortocentro O è il punto di incontro delle altezze.

I Quadrilateri

I Quadrilateri

I Quadrilateri

Si definisce quadrilatero un poligono convesso di quattro lati.

Si definisce quadrilatero un poligono convesso di quattro lati.

■ QUADRILATERI

Trapezi

Trapezi

Trapezi

Trapezi

Un quadrilatero è un poligono di quattro lati.

Si dice trapezio un quadrilatero che ha due lati paralleli.

Si dice trapezio un quadrilatero che ha due lati paralleli.

Si dice trapezio un quadrilatero che ha due lati paralleli.

Si dice trapezio un quadrilatero che ha due lati paralleli.

■ TRAPEZI

Un trapezio è un quadrilatero che ha due lati paralleli.

Un trapezio si dice scaleno se i due lati obliqui non sono congruenti

Un trapezio si dice scaleno se i due lati obliqui non sono congruenti

Un trapezio si dice scaleno se i due lati obliqui non sono congruenti

Un trapezio si dice scaleno se i due lati obliqui non sono congruenti

Un trapezio è scaleno se i due lati obliqui non sono congruenti.

Un trapezio si dice isoscele se ha i due lati obliqui congruenti

Un trapezio si dice isoscele se ha i due lati obliqui congruenti

Un trapezio si dice isoscele se ha i due lati obliqui congruenti

Un trapezio è isoscele se ha i due lati obliqui congruenti.

Un trapezio si dice isoscele se ha i due lati obliqui congruenti

Un trapezio si dice rettangolo quando uno dei due lati è perpendicolare alle basi.

Un trapezio si dice rettangolo quando uno dei due lati è perpendicolare alle basi.

Un trapezio si dice rettangolo quando uno dei due lati è perpendicolare alle basi.

Un trapezio si dice rettangolo quando uno dei due lati è perpendicolare alle basi.

Un trapezio è rettangolo se uno dei due lati è perpendicolare alle basi.

Parallelogrammi

Parallelogrammi

Parallelogrammi

Parallelogrammi

■ PARALLELOGRAMMI

Si dice parallelogramma un quadrilatero che ha i lati opposti paralleli

Si dice parallelogramma un quadrilatero che ha i lati opposti paralleli

Si dice parallelogramma un quadrilatero che ha i lati opposti paralleli

Si dice parallelogramma un quadrilatero che ha i lati opposti paralleli

Un parallelogramma è un quadrilatero che ha i lati opposti paralleli.

In un parallelogramma gli angoli opposti sono a due a due congruenti.

In un parallelogramma gli angoli opposti sono a due a due congruenti.

In un parallelogramma gli angoli opposti sono a due a due congruenti.

In un parallelogramma gli angoli opposti sono a due a due congruenti.

In un parallelogramma gli angoli opposti sono a due a due congruenti.

Il rettangolo è un parallelogramma con tutti gli angoli congruenti.

Un parallelogramma con tutti gli angoli congruenti si dice rettangolo

Nel rettangolo le diagonali sono congruenti.

Nel rettangolo le diagonali sono congruenti.

Un parallelogramma con tutti gli angoli congruenti si dice rettangolo. Nel rettangolo le diagonali sono congruenti.

Un parallelogramma con tutti gli angoli congruenti si dice rettangolo Nel rettangolo le diagonali sono congruenti.

Un parallelogramma con tutti gli angoli congruenti si dice rettangolo. Nel rettangolo le diagonali sono congruenti.

In un parallelogramma le diagonali si bisecano vicendevolmente.

In un parallelogramma le diagonali si bisecano vicendevolmente.

In un parallelogramma le diagonali si bisecano vicendevolmente.

In un parallelogramma le diagonali si tagliano vicendevolmente a metà.

In un parallelogramma le diagonali si bisecano vicendevolmente.

Il quadrato è un parallelogramma che ha tutti i lati congruenti e gli angoli congruenti.

Un parallelogramma che ha tutti i lati congruenti e gli angoli congruenti si dice quadrato

Un parallelogramma che ha tutti i lati congruenti e gli angoli congruenti si dice quadrato.

Un parallelogramma che ha tutti i lati congruenti e gli angoli congruenti si dice quadrato

Un parallelogramma con tutti i lati congruenti si chiama rombo Nel rombo le diagonali sono fra loro perpendicolari e bisettrici degli angoli opposti.

Un parallelogramma con tutti i lati congruenti si chiama rombo. Nel rombo le diagonali sono fra loro perpendicolari e bisettrici degli angoli opposti.

Un parallelogramma che ha tutti i lati congruenti e gli angoli congruenti si dice quadrato.

Un parallelogramma con tutti i lati congruenti si chiama rombo Nel rombo le diagonali sono fra loro perpendicolari e bisettrici degli angoli opposti.

Il rombo è un parallelogramma con tutti i lati congruenti. Nel rombo le diagonali sono fra loro perpendicolari e bisettrici degli angoli opposti.

Un parallelogramma con tutti i lati congruenti si chiama rombo. Nel rombo le diagonali sono fra loro perpendicolari e bisettrici degli angoli opposti.

Nel quadrato le diagonali sono congruenti, sono tra loro perpendicolari e sono bisettrici degli angoli.

Nel quadrato le diagonali sono congruenti, sono tra loro perpendicolari e sono bisettrici degli angoli.

Nel quadrato le diagonali sono congruenti, sono tra loro perpendicolari e sono bisettrici degli angoli.

Nel quadrato le diagonali sono congruenti, sono tra loro perpendicolari e sono bisettrici degli angoli.

Nel quadrato le diagonali sono congruenti, sono tra loro perpendicolari e sono bisettrici degli angoli.

Costruzioni piane fondamentali: triangoli

Problema 13: Costruire un triangolo dati i lati

Problema 13: Costruire un triangolo dati i lati

Costruzioni piane fondamentali: triangoli

Problema 13: Costruire un triangolo dati i lati

Siano dati i lati.

Siano dati i lati.

Siano dati i lati.

4.4 Costruzioni di poligoni

Problema 13: Costruire un triangolo dati i lati

Siano dati i lati.

Si tracci ad esempio AB.

Si tracci ad esempio AB.

Si tracci ad esempio AB.

Problema 13: Costruire un triangolo dati i lati

Si punti col compasso in A con apertura AC e in B con apertura

Si tracci ad esempio AB.

PASSO PASSO 4.4.1 TRIANGOLO DATI I LATI

Siano dati i lati.

1 Consideriamo tre segmenti che rappresentano i lati.

BC e si traccino due archetti che intersecandosi determinano C.

Si punti col compasso in A con apertura AC e in B con apertura BC e si traccino due archetti che intersecandosi determinano C.

Tracciando i segmenti AC e BC si ottiene il triangolo cercato.

Tracciando i segmenti AC e BC si ottiene il triangolo cercato.

Tracciando i segmenti AC e BC si ottiene il triangolo cercato.

Si tracci ad esempio AB.

Si punti col compasso in A con apertura AC e in B con apertura BC e si traccino due archetti che intersecandosi determinano C.

Si punti col compasso in A con apertura AC e in B con apertura

Si punti col compasso in A con apertura AC e in B con apertura BC e si traccino due archetti che intersecandosi determinano C.

2 Riportiamo ad esempio AB. Puntiamo il compasso in A con apertura AC e in B con apertura

BC e si traccino due archetti che intersecandosi determinano C.

BC e tracciamo due archetti la cui intersezione è C.

Tracciando i segmenti AC e BC si ottiene il triangolo cercato.

Tracciando i segmenti AC e BC si ottiene il triangolo cercato.

3 Tracciando i segmenti AC e BC otteniamo il triangolo cercato.

Problema 14: Costruire un triangolo dati un lato e gli angoli adiacenti ad esso.

Problema 14: Costruire un triangolo dati un lato e gli angoli adiacenti ad esso.

Problema 14: Costruire un triangolo dati un lato e gli angoli adiacenti ad esso.

Siano dati AB e gli angoli α e b a lui adiacenti.

Siano dati AB e gli angoli α e b a lui adiacenti.

Siano dati AB e gli angoli α e b a lui adiacenti.

Tracciato AB si costruisca nel suo estremo A l’angolo α.

Tracciato AB si costruisca nel suo estremo A l’angolo α.

Tracciato AB si costruisca nel suo estremo A l’angolo α.

Problema 14: Costruire un triangolo dati un lato e gli angoli adiacenti ad esso.

Siano dati AB e gli angoli α e b a lui adiacenti.

Siano dati AB e gli angoli α e b a lui adiacenti.

1 Consideriamo AB e gli angoli α e β a esso adiacenti.

Tracciato AB si costruisca nel suo estremo A l’angolo α.

Problema 14: Costruire un triangolo dati un lato e gli angoli adiacenti ad esso.

Tracciato AB si costruisca nel suo estremo A l’angolo α.

2 Tracciato AB, costruiamo nel suo estremo A l’angolo α

Si costruisca nell’estremo B l’angolo β. Le semirette che delimitano α e β si intersecano in C terzo vertice dell’angolo

Si costruisca nell’estremo B l’angolo β. Le semirette che delimitano α e β si intersecano in C terzo vertice dell’angolo

Si costruisca nell’estremo B l’angolo β. Le semirette che delimitano α e β si intersecano in C terzo vertice dell’angolo

Si costruisca nell’estremo B l’angolo β. Le semirette che delimitano α e β si intersecano in C terzo vertice dell’angolo.

Si costruisca nell’estremo B l’angolo β. Le semirette che delimitano α e β si intersecano in C terzo vertice dell’angolo.

3 Costruiamo nell’estremo B l’angolo β. Le semirette che delimitano α e β si intersecano in C, terzo vertice del triangolo.

Problema 15: Costruire un triangolo dati un lato e gli angoli adiacenti ad esso.

Problema 15: Costruire un triangolo dati un lato e gli angoli adiacenti ad esso.

Problema 15: Costruire un triangolo dati un lato e gli angoli adiacenti ad esso.

Siano dati AB e AC e l’angolo α tra loro compreso.

Siano dati AB e AC e l’angolo α tra loro compreso.

Siano dati AB e AC e l’angolo α tra loro compreso.

PASSO PASSO 4.4.3 TRIANGOLO

Tracciato AB si costruisca nel suo estremo A l’angolo α.

Tracciato AB si costruisca nel suo estremo A l’angolo α.

Problema 15: Costruire un triangolo dati un lato e gli angoli adiacenti ad esso.

Tracciato AB si costruisca nel suo estremo A l’angolo α.

Siano dati AB e AC e l’angolo α tra loro compreso

1 Consideriamo AB e AC e l’angolo α tra essi compreso.

Siano dati AB e AC e l’angolo α tra loro compreso

Tracciato AB si costruisca nel suo estremo A l’angolo α

Problema 15: Costruire un triangolo dati un lato e gli angoli adiacenti ad esso.

Tracciato AB si costruisca nel suo estremo A l’angolo α

Si riporti col compasso la misura di AC sulla semiretta che delimita l’angolo a determinando così il punto C terzo vertice del triangolo.

2 Tracciato AB, costruiamo nel suo estremo A l’angolo α. 3 Riportiamo col compasso la misura di AC sulla semiretta che delimita l’angolo α, determinando così il punto C, terzo vertice del triangolo.

Si riporti col compasso la misura di AC sulla semiretta che delimita l’angolo a determinando così il punto C terzo vertice del triangolo.

Si riporti col compasso la misura di AC sulla semiretta che delimita l’angolo a determinando così il punto C terzo vertice del triangolo.

Si riporti col compasso la misura di AC sulla semiretta che delimita l’angolo a determinando così il punto C terzo vertice del triangolo.

Si riporti col compasso la misura di AC sulla semiretta che delimita l’angolo a determinando così il punto C terzo vertice del triangolo.

PASSO PASSO 4.4.4 TRIANGOLO ISOSCELE DATE LA BASE E L’ALTEZZA

Problema 16: Costruire un triangolo isoscele date la base e l’altezza

Problema 16: Costruire un triangolo isoscele date la base e l’altezza

Problema 16: Costruire un triangolo isoscele date la base e l’altezza

Problema

1 Consideriamo la base AB e l’altezza h del triangolo isoscele.

Problema 16: Costruire un triangolo isoscele date la base e l’altezza

Problema 16: Costruire un triangolo isoscele date la base e l’altezza

Siano date la base AB e l’altezza h. Si tracci l’asse di AB determinando H. Si riporti su di esso, partendo da H, l’altezza HC determinando C terzo vertice del triangolo.

Siano date la base AB e l’altezza h. Si tracci l’asse di AB determinando H. Si riporti su di esso, partendo da H, l’altezza HC determinando C terzo vertice del triangolo.

Siano date la base AB e l’altezza h. Si tracci l’asse di AB determinando H. Si riporti su di esso, partendo da H, l’altezza HC determinando C terzo vertice del triangolo.

Siano date la base AB e l’altezza h. Si tracci l’asse di AB determinando H. Si riporti su di esso, partendo da H, l’altezza HC determinando C terzo vertice del triangolo

Tracciando i segmenti AC e BC si ottiene il triangolo cercato

Siano date la base AB e l’altezza h. Si tracci l’asse di AB determinando H. Si riporti su di esso, partendo da H, l’altezza HC determinando C terzo vertice del triangolo

Tracciando i segmenti AC e BC si ottiene il triangolo cercato

Tracciando i segmenti AC e BC si ottiene il triangolo cercato

Siano tracci H. su da H, terzo triangolo

2 Tracciamo l’asse di AB determinando il punto medio H. Riportiamo sull’asse, puntando in H, l’altezza h determinando C, terzo vertice del triangolo.

3 Tracciamo i segmenti AC e BC e otteniamo il triangolo cercato.

Tracciando i segmenti AC e BC si ottiene il triangolo cercato.

Tracciando i segmenti AC e BC si ottiene il triangolo cercato.

Problema 17: Costruire un triangolo equilatero inscritto in una circonferenza di raggio R.

Problema 17: Costruire un triangolo equilatero inscritto in una circonferenza di raggio R.

Problema 17: Costruire un triangolo equilatero inscritto in una circonferenza di raggio R.

Problema 17: Costruire un triangolo equilatero inscritto in una circonferenza di raggio R.

Problema in

Problema 17: Costruire un triangolo equilatero inscritto in una circonferenza di raggio R.

Sia data la circonferenza di raggio R e centro O.

PASSO PASSO 4.4.5 TRIANGOLO EQUILATERO INSCRITTO IN UNA CIRCONFERENZA DI RAGGIO R

Sia data la circonferenza di raggio R e centro O.

Sia data la circonferenza di raggio R e centro O.

Sia data la circonferenza di raggio R e centro O.

Sia data la circonferenza di raggio R e centro O.

Si tracci il diametro verticale CZ.

Si tracci il diametro verticale CZ.

Si tracci il diametro verticale CZ.

Si tracci il diametro verticale CZ.

1 Consideriamo la circonferenza di raggio R e centro O. Tracciamo il diametro verticale CZ.

Si punti col compasso in Z avente apertura pari al raggio R e si tracci un arco che intersechi la circonferenza in A e B.

Si punti col compasso in Z avente apertura pari al raggio R e si tracci un arco che intersechi la circonferenza in A e B.

Si tracci il diametro verticale CZ.

R

Si punti col compasso in Z avente apertura pari al raggio R e si tracci un arco che intersechi la circonferenza in A e B.

Si punti col compasso in Z avente apertura pari al raggio R e si tracci un arco che intersechi la circonferenza in A e B.

Si punti col compasso in Z avente apertura pari al raggio R e si tracci un arco che intersechi la circonferenza in A e B.

Congiungendo A, B, C si otteniene il triangolo equilatero cercato.

Si compasso Z apertura pari B, triangolo

2 Puntiamo col compasso in Z con apertura pari al raggio R e tracciamo un arco che intersechi la circonferenza in A e B.

Congiungendo A, B, C si otteniene il triangolo equilatero cercato.

Congiungendo A, B, C si otteniene il triangolo equilatero cercato.

Congiungendo A, B, C si otteniene il triangolo equilatero cercato.

Congiungendo A, B, C si otteniene il triangolo equilatero cercato.

3 Congiungendo A, B e C otteniamo il triangolo equilatero cercato.

Costruzioni piane fondamentali: quadrati

Costruzioni piane fondamentali: quadrati

Costruzioni piane fondamentali: quadrati

Costruzioni piane fondamentali: quadrati

Costruzioni piane fondamentali: quadrati

Costruzioni piane fondamentali: quadrati

PASSO

PASSO 4.4.6

Problema 18: Costruire un quadrato dato il lato.

Problema 18: Costruire un quadrato dato il lato.

Problema 18: Costruire un quadrato dato il lato.

Problema 18: Costruire un quadrato dato il lato.

QUADRATO DATO IL LATO

Sia dato il lato

Sia dato il lato

Sia dato il lato.

Sia dato il lato.

1 Consideriamo il lato del quadrato.

Problema 18: Costruire un quadrato dato il lato.

Problema 18: Costruire un quadrato dato il lato.

Problema 18: Costruire un quadrato dato il lato.

Sia dato il lato.

Sia dato il lato.

Sia dato il lato.

Si traccino le perpendicolari al lato per gli estremi A e B e si riportino su di esse le misure del lato determinando C e D vertici del quadrato.

Si traccino le perpendicolari al lato per gli estremi A e B e si riportino su di esse le misure del lato determinando C e D vertici del quadrato.

Si traccino le perpendicolari al lato per gli estremi A e B e si riportino su di esse le misure del lato determinando C e D vertici del quadrato

2 Tracciamo le perpendicolari al lato per gli estremi A e B e riportiamo su di esse le misure del lato, determinando i vertici C e D.

Si traccino le perpendicolari al lato per gli estremi A e B e si riportino su di esse le misure del lato determinando C e D vertici del quadrato.

Si traccino le perpendicolari al lato per gli estremi A e B e si riportino su di esse le misure del lato determinando C e D vertici del quadrato.

Si traccino le perpendicolari al lato per gli estremi A e B e si riportino su di esse le misure del lato determinando C e D vertici del quadrato.

Si traccino le perpendicolari al lato per gli estremi A e B e si riportino su di esse le misure del lato determinando C e D vertici del quadrato.

Tracciando DC si completa la costruzione del quadrato

Tracciando DC si completa la costruzione del quadrato.

Tracciando DC si completa la costruzione del quadrato.

Tracciando DC si completa la costruzione del quadrato.

3 Tracciando DC completiamo la costruzione del quadrato.

Tracciando DC si completa la costruzione del quadrato.

Tracciando DC si completa la costruzione del quadrato.

Tracciando DC si completa la costruzione del quadrato.

a Allinea la squadra 30/60 con AB e falla scorrere verso il basso. b Appoggia la squadra 45 sulla squadra 30/60 allineata all’estremo A e traccia una verticale di lunghezza pari ad AB determinando D. c Ripeti l’operazione in B. d Allinea la squadra 45 ad AB, falla scorrere fino ad allinearla a D e traccia il segmento DC.

1) Allinea Sq.30/60 con AB e falla scorrere verso il basso; 2) Appoggia Sq.45 su Sq.30/60 allineata all’estremo A e traccia una verticale pari ad AB determinando D; 3) Ripeti l’operazione in B ; 4) Allinea Sq.45 ad AB, falla scorrere fino ad allinearla a D e traccia il segmento DC.

1) Allinea Sq.30/60 con AB e falla scorrere verso il basso; 2) Appoggia Sq.45 su Sq.30/60 allineata all’estremo A e traccia una verticale pari ad AB determinando D; 3) Ripeti l’operazione in B ; 4) Allinea Sq.45 ad AB, falla scorrere fino ad allinearla a D e traccia il segmento DC.

1) Allinea Sq.30/60 con AB e falla scorrere verso il basso; 2) Appoggia Sq.45 su Sq.30/60 allineata all’estremo A e traccia una verticale pari ad AB determinando D; 3) Ripeti l’operazione in B ; 4) Allinea Sq.45 ad AB, falla scorrere fino ad allinearla a D e traccia il segmento DC.

1) Allinea Sq.30/60 con AB e falla scorrere verso il basso; 2) Appoggia Sq.45 su Sq.30/60 allineata all’estremo A e traccia una verticale pari ad AB determinando D; 3) Ripeti l’operazione in B ; 4) Allinea Sq.45 ad AB, falla scorrere fino ad allinearla a D e traccia il segmento DC.

1) Allinea Sq.30/60 con AB e falla scorrere verso il basso; 2) Appoggia Sq.45 su Sq.30/60 allineata all’estremo A e traccia una verticale pari ad AB determinando D; 3) Ripeti l’operazione in B ; 4) Allinea Sq.45 ad AB, falla scorrere fino ad allinearla a D e traccia il segmento DC.

1) Allinea Sq.30/60 con AB e falla scorrere verso il basso; 2) Appoggia Sq.45 su Sq.30/60 allineata all’estremo A e traccia una verticale pari ad AB determinando D; 3) Ripeti l’operazione in B ; 4) Allinea Sq.45 ad AB, falla scorrere fino ad allinearla D e traccia il segmento DC.

1) Allinea Sq.30/60 con AB e falla scorrere verso il basso; 2) Appoggia Sq.45 su Sq.30/60 allineata all’estremo A e traccia una verticale pari ad AB determinando D; 3) Ripeti l’operazione in B ; 4) Allinea Sq.45 ad AB, falla scorrere fino ad allinearla a D e traccia il segmento DC.

Problema 19: Costruire un quadrato data la diagonale.

Problema 19: Costruire un quadrato data la diagonale.

Problema 19: Costruire un quadrato data la diagonale.

Problema 19: Costruire un quadrato data la diagonale.

Data la diagonale d si tracci una retta e per un suo punto A preso a piacere si tracci una perpendicolare.

Data la diagonale d si tracci una retta e per un suo punto A preso a piacere si tracci una perpendicolare.

Data la diagonale d si tracci una retta e per un suo punto A preso a piacere si tracci una perpendicolare.

Problema 19: Costruire un quadrato data la diagonale.

PASSO PASSO 4.4.7 QUADRATO DATA LA DIAGONALE

Data la diagonale d si tracci una retta e per un suo punto A preso a piacere si tracci una perpendicolare.

1 Data la diagonale d, tracciamo una retta e per un suo punto A preso a piacere costruiamo la perpendicolare.

Data la diagonale d si tracci una retta e per un suo punto A preso a piacere si tracci una perpendicolare.

Data la diagonale d si tracci una retta e per un suo punto A preso a piacere si tracci una perpendicolare.

Data la diagonale d si tracci una retta e per un suo punto A preso a piacere si tracci una perpendicolare.

Si tracci la bisettrice dell’angolo in A e si riporti su di esso, partendo da A, la diagonale d determinando il vertice C.

Problema 19: Costruire un quadrato data la diagonale.

Problema 19: Costruire un quadrato data la diagonale.

Si tracci la bisettrice dell’angolo in A e si riporti su di esso, partendo da A, la diagonale d determinando il vertice C.

Si tracci la bisettrice dell’angolo in A e si riporti su di esso, partendo da A, la diagonale d determinando il vertice C.

Si tracci la bisettrice dell’angolo in A e si riporti su di esso, partendo da A, la diagonale d determinando il vertice C.

2 Tracciamo la bisettrice dell’angolo in A e riportiamo su di essa, partendo da A, la diagonale d determinando il vertice C.

Si tracci la bisettrice dell’angolo in A e si riporti su di esso, partendo da A, la diagonale d determinando il vertice C.

Si tracci la bisettrice dell’angolo in A e si riporti su di esso, partendo da A, la diagonale d determinando il vertice C.

Si tracci la bisettrice dell’angolo in A e si riporti su di esso, partendo da A, la diagonale d determinando il vertice C.

Con l’aiuto delle squadrette si traccino da C le parallele alla orizzontale e alla verticale determinando i vertici B e D.

Con l’aiuto delle squadrette si traccino da C le parallele alla orizzontale e alla verticale determinando i vertici B e D.

Con l’aiuto delle squadrette si traccino da C le parallele alla orizzontale e alla verticale determinando i vertici B e D.

Con l’aiuto delle squadrette si traccino da C le parallele alla orizzontale e alla verticale determinando i vertici B e D.

Con l’aiuto delle squadrette si traccino da C le parallele alla orizzontale e alla verticale determinando i vertici B e D.

3 Con l’aiuto delle squadrette tracciamo da C le parallele all’orizzontale e alla verticale determinando i vertici B e D.

Con l’aiuto delle squadrette si traccino da C le parallele alla orizzontale e alla verticale determinando i vertici B e D.

Con l’aiuto delle squadrette si traccino da C le parallele alla orizzontale e alla verticale determinando i vertici B e D.

con le SQUADRE

Problema 20: Costruire un rettangolo date la base e la diagonale.

Costruzioni piane fondamentali: rettangoli, rombi,

Problema 20: Costruire un rettangolo date la base e la diagonale.

Problema 20: Costruire un rettangolo date la base e la diagonale.

Costruzioni piane fondamentali: rettangoli, rombi,

Tracciato AB si costruiscano sui suoi estremi le perpendicolari.

Tracciato AB si costruiscano sui suoi estremi le perpendicolari.

Tracciato AB si costruiscano sui suoi estremi le perpendicolari. Si punti col compasso in A con apertura AC e in B con apertura BC e si traccino due archetti che intersecandosi determinano C e D.

Costruzioni piane fondamentali: rettangoli, rombi,

PASSO PASSO 4.4.8 RETTANGOLO DATE LA BASE E LA DIAGONALE

Tracciando i segmenti BC, CD e DA si ottiene il rettangolo cercato.

Tracciando i segmenti BC, CD e DA si ottiene il rettangolo cercato.

Tracciando i segmenti BC, CD e DA si ottiene il rettangolo cercato.

Costruzioni piane fondamentali: rettangoli, rombi, parallelogrammi

Costruzioni

Problema 20: Costruire un rettangolo date la base e la diagonale.

Costruzioni piane fondamentali: rettangoli, rombi, parallelogrammi

1 Consideriamo AB e costruiamo le perpendicolari nei suoi estremi A e B.

Si punti col compasso in A con apertura AC e in B con apertura BC e si traccino due archetti che intersecandosi determinano C e D.

Problema 20: Costruire un rettangolo date la base e la diagonale.

piane fondamentali: rettangoli, rombi, parallelogrammi

Si punti col compasso in A con apertura AC e in B con apertura BC e si traccino due archetti che intersecandosi determinano C e D.

Costruzioni piane fondamentali: rettangoli, rombi, parallelogrammi

Tracciato AB si costruiscano sui suoi estremi le perpendicolari.

Tracciato AB si costruiscano sui suoi estremi le perpendicolari.

Tracciato AB si costruiscano sui suoi estremi le perpendicolari.

Tracciato AB si costruiscano sui suoi estremi le perpendicolari.

Problema 20: Costruire un rettangolo date la base e la diagonale.

Problema 20: Costruire un rettangolo date la base e la diagonale.

Tracciato AB si costruiscano sui suoi estremi le perpendicolari.

Si punti col compasso in A con apertura AC e in B con apertura BC e si traccino due archetti che intersecandosi determinano C e D.

Tracciando i segmenti BC, CD e DA si ottiene il rettangolo cercato

Tracciando i segmenti BC, CD e DA si ottiene il rettangolo cercato

Problema 20: Costruire un rettangolo date la base e la diagonale.

Tracciato AB si costruiscano sui suoi estremi le perpendicolari.

Tracciato AB si costruiscano sui suoi estremi le perpendicolari.

Si punti col compasso in A con apertura AC e in B con apertura BC e si traccino due archetti che intersecandosi determinano C e D.

Si punti col compasso in A con apertura AC e in B con apertura BC e si traccino due archetti che intersecandosi determinano C e D.

2 Puntiamo col compasso in A e in B con apertura d e tracciamo due archetti che si intersecano nei punti C e D.

Si punti col compasso in A con apertura AC e in B con apertura BC e si traccino due archetti che intersecandosi determinano C e D.

Problema 20: Costruire un rettangolo date la base e la diagonale.

Problema 20: Costruire un rettangolo date la base e la diagonale.

3 Tracciando i segmenti BC, CD e DA otteniamo il rettangolo cercato.

Tracciando i segmenti BC, CD e DA si ottiene il rettangolo cercato.

Tracciando i segmenti BC, CD e DA si ottiene il rettangolo cercato

Si punti col compasso in A con apertura AC e in B con apertura BC e si traccino due archetti che intersecandosi determinano C e D.

Si punti col compasso in A con apertura AC e in B con apertura BC e si traccino due archetti che intersecandosi determinano C e D.

Si punti col compasso in A con apertura AC e in B con apertura BC e si traccino due archetti che intersecandosi determinano C e D.

Tracciando i segmenti BC, CD e DA si ottiene il rettangolo cercato

Problema 21: Costruire un rombo dati gli assi.

Problema 21: Costruire un rombo dati gli assi.

Problema 21: Costruire un rombo dati gli assi.

PASSO PASSO 4.4.9 ROMBO DATE LE DIAGONALI

Siano dati gli assi AB e AC. Tracciato AB se ne costruisca l’asse determinando O e si riporti su di esso simmetricamente a O la metà di DC.

1 Consideriamo le due diagonali AB (maggiore) e DC (minore).

Problema 21: Costruire un rombo dati gli assi.

Siano dati gli assi AB e AC. Tracciato AB se ne costruisca l’asse determinando O e si riporti su di esso simmetricamente a O la metà di DC.

Problema 21: Costruire un rombo dati gli assi.

Siano dati gli assi AB e AC. Tracciato AB se ne costruisca l’asse determinando O e si riporti su di esso simmetricamente a O la metà di DC.

Problema 21: Costruire un rombo dati gli assi.

Problema 21: Costruire un rombo dati gli assi.

Siano dati gli assi AB e AC. Tracciato AB se ne costruisca l’asse determinando O e si riporti su di esso simmetricamente a O la metà di DC.

Problema 21: Costruire un rombo dati gli assi.

Siano dati gli assi AB e AC. Tracciato AB se ne costruisca l’asse determinando O e si riporti su di esso simmetricamente a O la metà di DC.

Problema 21: Costruire un rombo dati gli assi.

Problema 21: Costruire un rombo dati gli assi.

Siano dati gli assi AB e AC. Tracciato AB se ne costruisca l’asse determinando O e si riporti su di esso simmetricamente a O la metà di DC.

Tracciando i segmenti BC, CD e DA si ottiene il rettangolo cercato

Tracciando i segmenti BC, CD e DA si ottiene il rettangolo cercato

Congiungendo i vertici così determinati si ottiene il rombo.

Congiungendo i vertici così determinati si ottiene il rombo.

Congiungendo i vertici così determinati si ottiene il rombo.

2 Costruiamo l’asse di AB e determiniamo il punto medio O di AB. Riportiamo sull’asse, simmetricamente rispetto a O la metà di DC e individuiamo C e D.

Siano dati gli assi AB e AC. Tracciato AB se ne costruisca l’asse determinando O e si riporti su di esso simmetricamente a O la metà di DC.

Congiungendo i vertici così determinati si ottiene il rombo.

3 Congiungendo i quattro vertici A, B, C e D otteniamo il rombo.

Congiungendo i vertici così determinati si ottiene il rombo.

Congiungendo i vertici così determinati si ottiene il rombo

Siano dati gli assi AB e AC. Tracciato AB se ne costruisca l’asse determinando O e si riporti su di esso simmetricamente a O la metà di DC.

Congiungendo i vertici così determinati si ottiene il rombo.

Siano dati gli assi AB e AC. Tracciato AB se ne costruisca l’asse determinando O e si riporti su di esso simmetricamente a O la metà di DC.

Siano dati gli assi AB e AC. Tracciato AB se ne costruisca l’asse determinando O e si riporti su di esso simmetricamente a O la metà di DC.

Congiungendo i vertici così determinati si ottiene il rombo

Problema 22: Costruire un parallelogramma dati i lati e un angolo.

Congiungendo i vertici così determinati si ottiene il rombo

Congiungendo i vertici così determinati si ottiene il rombo

Problema 22: Costruire un parallelogramma dati i lati e un angolo.

Problema 22: Costruire un parallelogramma dati i lati e un angolo.

Siano dati AB e AC e l’angolo α tra loro compreso.

Siano dati AB e AC e l’angolo α tra loro compreso.

Siano dati AB e AC e l’angolo α tra loro compreso.

Si riporti sulla semiretta s la misura di AC. Puntando poi in C con misura AB e in B con misura AC si traccino due archetti determinando D.

Si traccino CD e BD completando così la costruzione.

Si traccino CD e BD completando così la costruzione.

Si traccino CD e BD completando così la costruzione.

Problema 22: Costruire un parallelogramma dati i lati e un angolo.

Problema 22: Costruire un parallelogramma dati i lati e un angolo.

Si riporti sulla semiretta s la misura di AC. Puntando poi in C con misura AB e in B con misura AC si traccino due archetti determinando D.

Si riporti sulla semiretta s la misura di AC. Puntando poi in C con misura AB e in B con misura AC si traccino due archetti determinando D.

PASSO PASSO 4.4.10 PARALLELOGRAMMA DATI I LATI E L’ANGOLO COMPRESO TRA ESSI

Siano dati AB e AC e l’angolo α tra loro compreso.

Siano dati AB e AC e l’angolo α tra loro compreso.

Problema 22: Costruire un parallelogramma dati i lati e un angolo.

Siano dati AB e AC e l’angolo α tra loro compreso

Siano dati AB e AC e l’angolo α tra loro compreso.

1 Consideriamo AB e AC e l’angolo α tra essi compreso.

Problema 22: Costruire un parallelogramma dati i lati e un angolo.

Si traccino CD e BD completando così la costruzione.

Si traccino CD e BD completando così la costruzione.

Tracciato AB, si costruisca nel suo estremo A l’angolo α avente come altro lato la semiretta s.

Tracciato AB, si costruisca nel suo estremo A l’angolo α avente come altro lato la semiretta s.

Siano dati AB e AC e l’angolo α tra loro compreso

Si riporti sulla semiretta s la misura di AC. Puntando poi in C con misura AB e in B con misura AC si traccino due archetti determinando D.

Si riporti sulla semiretta s la misura di AC. Puntando poi in C con misura AB e in B con misura AC si traccino due archetti determinando D.

Problema 22: Costruire un parallelogramma dati i lati e un angolo.

Siano dati AB e AC e l’angolo α tra loro compreso

Si riporti sulla semiretta s la misura di AC. Puntando poi in C con misura AB e in B con misura AC si traccino due archetti determinando D.

Tracciato AB, si costruisca nel suo estremo A l’angolo α avente come altro lato la semiretta s.

Siano dati AB e AC e l’angolo α tra loro compreso

Si riporti sulla semiretta s la misura di AC. Puntando poi in C con misura AB e in B con misura AC si traccino due archetti determinando D.

Tracciato AB, si costruisca nel suo estremo A l’angolo α avente come altro lato la semiretta s.

Tracciato AB, si costruisca nel suo estremo A l’angolo α avente come altro lato la semiretta s.

Tracciato AB, si costruisca nel suo estremo A l’angolo α avente come altro lato la semiretta s.

Tracciato AB, si costruisca nel suo estremo A l’angolo α avente come altro lato la semiretta s.

2 Tracciato AB, costruiamo nel suo estremo A l’angolo α avente come altro lato la semiretta s.

Tracciato AB, si costruisca nel suo estremo A l’angolo α avente come altro lato la semiretta s.

Problema 22: Costruire un parallelogramma dati i lati e un angolo.

Problema 22: Costruire un parallelogramma dati i lati e un angolo.

Si traccino CD e BD completando così la costruzione.

Si traccino CD e BD completando così la costruzione.

Si riporti sulla semiretta s la misura di AC. Puntando poi in C con misura AB e in B con misura AC si traccino due archetti determinando D.

3 Riportiamo sulla semiretta s la misura di AC. Puntando poi in C con misura AB e in B con misura AC tracciamo due archetti determinando D.

4 Tracciamo CD e BD completando così la costruzione.

Si riporti sulla semiretta s la misura di AC. Puntando poi in C con misura AB e in B con misura AC si traccino due archetti determinando D.

Si riporti sulla semiretta s la misura di AC. Puntando poi in C con misura AB e in B con misura AC si traccino due archetti determinando D.

Si traccino CD e BD completando così la costruzione.

Si traccino CD e BD completando così la costruzione.

Si traccino CD e BD completando così la costruzione.

Tracciato AB, si costruisca nel suo estremo A l’angolo α avente come altro lato la semiretta s.

Tracciato AB, si costruisca nel suo estremo A l’angolo α avente come altro lato la semiretta s.

Costruzioni

PASSO PASSO 4.4.11

PARALLELOGRAMMA DATI I LATI E UNA DIAGONALE

Problema 23: Costruire un parallelogramma dati i lati e una diagonale.

1 Consideriamo i lati l' e l" e la diagonale d.

Problema 23: Costruire un parallelogramma dati i lati e una diagonale.

Costruzioni piane fondamentali: parallelogramma, trapezio

Costruzioni piane fondamentali: parallelogramma, trapezio

Problema 23: Costruire un parallelogramma dati i lati e una diagonale.

Costruzioni piane fondamentali: parallelogramma, trapezio

Dati i lati l’ e l”e la diagonale d.

Dati i lati l’ e l”e la diagonale d. Tracciato AB pari a l’ si punti col compasso in A con apertura d e in B con apertura BC e si traccino due archetti che intersecandosi determinano C.

Problema 23: Costruire un parallelogramma dati i lati e una diagonale.

Costruzioni piane fondamentali: parallelogramma, trapezio

Dati i lati l’ e l”e la diagonale d. Tracciato AB pari a l’ si punti col compasso in A con apertura d e in B con apertura BC e si traccino due archetti che intersecandosi determinano C.

Problema 23: Costruire un parallelogramma dati i lati e una diagonale.

Tracciato AB pari a l’ si punti col compasso in A con apertura d e in B con apertura BC e si traccino due archetti che intersecandosi determinano C.

2 Tracciato il segmento AB pari a l' puntiamo col compasso in A con apertura d e in B con apertura l" e tracciamo due archetti che si intersecano in C.

Problema 23: Costruire un parallelogramma dati i lati e una diagonale.

Costruzioni piane fondamentali: parallelogramma, trapezio

Costruzioni piane fondamentali: parallelogramma, trapezio

Dati i lati l’ e l”e la diagonale d. Tracciato AB pari a l’ si punti col compasso in A con apertura d e in B con apertura BC e si traccino due archetti che intersecandosi determinano C.

Si punti in C con apertura l’ e in A con apertura l” e si tracciano due archetti che determinano D. Tracciando i segmenti AD e CD si ottiene il parallelogramma cercato

Si punti in C con apertura l’ e in A con apertura l” e si tracciano due archetti che determinano D. Tracciando i segmenti AD e CD si ottiene il parallelogramma cercato

Problema 23: Costruire un parallelogramma dati i lati e una diagonale.

3 Puntiamo in C con apertura l' e in A con apertura l" e tracciamo due archetti che determinano D. Tracciando i segmenti AD e CD otteniamo il parallelogramma.

Si punti in C con apertura l’ e in A con apertura l” e si tracciano due archetti che determinano D. Tracciando i segmenti AD e CD si ottiene il parallelogramma cercato

Dati i lati l’ e l”e la diagonale d. Tracciato AB pari a l’ si punti col compasso in A con apertura d e in B con apertura BC e si traccino due archetti che intersecandosi determinano C.

Problema 23: Costruire un parallelogramma dati i lati e una diagonale.

Problema 23: Costruire un parallelogramma dati i lati e una diagonale.

Dati i lati l’ e l”e la diagonale d. Tracciato AB pari a l’ si punti col compasso in A con apertura d e in B con apertura BC e si traccino due archetti che intersecandosi determinano C.

Dati i lati l’ e l”e la diagonale d. Tracciato AB pari a l’ si punti col compasso in A con apertura d e in B con apertura BC e si traccino due archetti che intersecandosi determinano C.

Dati i lati l’ e l”e la diagonale d. Tracciato AB pari a l’ si punti col compasso in A con apertura d e in B con apertura BC e si traccino due archetti che intersecandosi determinano C.

Si punti in C con apertura l’ e in A con apertura l” e si tracciano due archetti che determinano D. Tracciando i segmenti AD e CD si ottiene il parallelogramma cercato

Dati i lati l’ e l”e la diagonale d. Tracciato AB pari a l’ si punti col compasso in A con apertura d e in B con apertura BC e si traccino due archetti che intersecandosi determinano C.

Si punti in C con apertura l’ e in A con apertura l” e si tracciano due archetti che determinano D. Tracciando i segmenti AD e CD si ottiene il parallelogramma cercato

Si punti in C con apertura l’ e in A con apertura l” e si tracciano due archetti che determinano D. Tracciando i segmenti AD e CD si ottiene il parallelogramma cercato.

Si punti in C con apertura l’ e in A con apertura l” e si tracciano due archetti che determinano D. Tracciando i segmenti AD e CD si ottiene il parallelogramma cercato

Si punti in C con apertura l’ e in A con apertura l” e si tracciano due archetti che determinano D. Tracciando i segmenti AD e CD si ottiene il parallelogramma cercato.

Si punti in C con apertura l’ e in A con apertura l” e si tracciano due archetti che determinano D. Tracciando i segmenti AD e CD si ottiene il parallelogramma cercato.

Problema 24: Costruire un trapezio scaleno date le basi, l’altezza e una diagonale.

Problema 24: Costruire un trapezio scaleno date le basi, l’altezza e una diagonale.

Problema 24: Costruire un trapezio scaleno date le basi, l’altezza e una diagonale.

Siano date le basi AB e CD l’altezza h e la diagonale d.

Siano date le basi AB e CD l’altezza h e la diagonale d.

Siano date le basi AB e CD l’altezza h e la diagonale d. Tracciato AB se ne costruisca la parallela alla distanza h, quindi si punti in A con apertura d e si tracci un arco che incontra la parallela in C.

Problema 24: Costruire un trapezio scaleno date le basi, l’altezza e una diagonale.

1 Consideriamo le basi AB e CD, l’altezza h e la diagonale d.

Siano date le basi AB e CD l’altezza h e la diagonale d.

Siano date le basi AB e CD l’altezza h e la diagonale d.

Siano date le basi AB e CD l’altezza h e la diagonale d.

Tracciato AB se ne costruisca la parallela alla distanza h, quindi si punti in A con apertura d e si tracci un arco che incontra la parallela in C.

Tracciato AB se ne costruisca la parallela alla distanza h, quindi si punti in A con apertura d e si tracci un arco che incontra la parallela in C.

Problema 24: Costruire un trapezio scaleno date le basi, l’altezza e una diagonale.

Puntando in C si riporti CD sulla parallela. Conngiugendo tra loro i vertici si ottiene il trapezio.

Puntando in C si riporti CD sulla parallela. Conngiugendo tra loro i vertici si ottiene il trapezio.

PASSO PASSO 4.4.12 TRAPEZIO SCALENO DATE LE BASI, L’ALTEZZA E UNA DIAGONALE

Problema 24: Costruire un trapezio scaleno date le basi, l’altezza e una diagonale.

Puntando in C si riporti CD sulla parallela. Conngiugendo tra loro i vertici si ottiene il trapezio.

Siano date le basi AB e CD l’altezza h e la diagonale d.

Siano date le basi AB e CD l’altezza h e la diagonale d.

Siano date le basi AB e CD l’altezza h e la diagonale d.

Tracciato AB se ne costruisca la parallela alla distanza h, quindi si punti in A con apertura d e si tracci un arco che incontra la parallela in C.

Tracciato AB se ne costruisca la parallela alla distanza h, quindi si punti in A con apertura d e si tracci un arco che incontra la parallela in C.

Tracciato AB se ne costruisca la parallela alla distanza h, quindi si punti in A con apertura d e si tracci un arco che incontra la parallela in C.

Puntando in C si riporti CD sulla parallela. Conngiugendo tra loro i vertici si ottiene il trapezio

Problema 24: Costruire un trapezio scaleno date le basi, l’altezza e una diagonale.

Problema 24: Costruire un trapezio scaleno date le basi, l’altezza e una diagonale.

2 Tracciato AB, costruiamo la parallela ad AB alla distanza h, quindi puntiamo in A con apertura d e tracciamo un arco che incontra la parallela in C.

Tracciato AB se ne costruisca la parallela alla distanza h, quindi si punti in A con apertura d e si tracci un arco che incontra la parallela in C.

Tracciato AB se ne costruisca la parallela alla distanza h, quindi si punti in A con apertura d e si tracci un arco che incontra la parallela in C.

Puntando in C si riporti CD sulla parallela. Conngiugendo tra loro i vertici si ottiene il trapezio

Problema 24: Costruire un trapezio scaleno date le basi, l’altezza e una diagonale.

3 Puntando in C riportiamo CD sulla parallela. Congiungendo tra loro i vertici otteniamo il trapezio.

Tracciato AB se ne costruisca la parallela alla distanza h, quindi si punti in A con apertura d e si tracci un arco che incontra la parallela in C.

Puntando in C si riporti CD sulla parallela. Conngiugendo tra loro i vertici si ottiene il trapezio

Puntando in C si riporti CD sulla parallela. Conngiugendo tra loro i vertici si ottiene il trapezio

Puntando in C si riporti CD sulla parallela. Conngiugendo tra loro i vertici si ottiene il trapezio

Puntando in C si riporti CD sulla parallela. Conngiugendo tra loro i vertici si ottiene il trapezio

Problema 25: Costruire un trapezio isoscele date le basi e l’altezza.

Problema 25: Costruire un trapezio isoscele date le basi e l’altezza.

Problema 25: Costruire un trapezio isoscele date le basi e l’altezza.

Siano date le basi AB e CD e l’altezza h. Si tracci l’asse di AB, si riporti su esso l’altezza h determinando K e si tracci per K la parallela ad AB.

Siano date le basi AB e CD e l’altezza h. Si tracci l’asse di AB, si riporti su esso l’altezza h determinando K e si tracci per K la parallela ad AB.

Problema 25: Costruire un trapezio isoscele date le basi e l’altezza.

Problema 25: Costruire un trapezio isoscele date le basi e l’altezza.

Siano date le basi AB e CD e l’altezza h. Si tracci l’asse di AB, si riporti su esso l’altezza h determinando K e si tracci per K la parallela ad AB.

Problema 25: Costruire un trapezio isoscele date le basi e l’altezza.

Puntando in K si riporti da entrambe le parti sulla parallela la metà di CD. Congiungendo tra loro i vertici si ottiene il trapezio.

Puntando in K si riporti da entrambe le parti sulla parallela la metà di CD. Congiungendo tra loro i vertici si ottiene il trapezio.

Puntando in K si riporti da entrambe le parti sulla parallela la metà di CD. Congiungendo tra loro i vertici si ottiene il trapezio.

1 Consideriamo le basi AB e CD e l’altezza h.

Siano date le basi AB e CD e l’altezza h. Si tracci l’asse di AB, si riporti su esso l’altezza h determinando K e si tracci per K la parallela ad AB

PASSO PASSO 4.4.13 TRAPEZIO ISOSCELE DATE LE BASI E L’ALTEZZA

Problema 25: Costruire un trapezio isoscele date le basi e l’altezza.

Siano date le basi AB e CD e l’altezza h. Si tracci l’asse di AB, si riporti su esso l’altezza h determinando K e si tracci per K la parallela ad AB

Siano date le basi AB e CD e l’altezza h. Si tracci l’asse di AB, si riporti su esso l’altezza h determinando K e si tracci per K la parallela ad AB

Problema 25: Costruire un trapezio isoscele date le basi e l’altezza.

Siano date le basi AB e CD e l’altezza h. Si tracci l’asse di AB, si riporti su esso l’altezza h determinando K e si tracci per K la parallela ad AB

Puntando in K si riporti da entrambe le parti sulla parallela la metà di CD Congiungendo tra loro i vertici si ottiene il trapezio

Siano date le basi AB e CD e l’altezza h. Si tracci l’asse di AB, si riporti su esso l’altezza h determinando K e si tracci per K la parallela ad AB

Problema 25: Costruire un trapezio isoscele date le basi e l’altezza.

Puntando in K si riporti da entrambe le parti sulla parallela la metà di CD Congiungendo tra loro i vertici si ottiene il trapezio

Siano date le basi AB e CD e l’altezza h. Si tracci l’asse di AB, si riporti su esso l’altezza h determinando K e si tracci per K la parallela ad AB

2 Tracciamo l’asse di AB e riportiamo su di esso l’altezza h, determinando 1. Tracciamo per 1 la parallela ad AB.

Puntando in K si riporti da entrambe le parti sulla parallela la metà di CD Congiungendo tra loro i vertici si ottiene il trapezio

Puntando in K si riporti da entrambe le parti sulla parallela la metà di CD Congiungendo tra loro i vertici si ottiene il trapezio

Puntando in K si riporti da entrambe le parti sulla parallela la metà di CD Congiungendo tra loro i vertici si ottiene il trapezio

Puntando in K si riporti da entrambe le parti sulla parallela la metà di CD Congiungendo tra loro i vertici si ottiene il trapezio

3 Puntando in 1 riportiamo sulla parallela, da entrambe le parti, la metà di CD. Congiungendo tra loro i vertici otteniamo il trapezio.

Costruzioni piane fondamentali: poligoni regolari

Costruzioni piane fondamentali: poligoni regolari

PASSO PASSO 4.4.14 POLIGONO REGOLARE DATO IL LATO

Costruzioni piane fondamentali: poligoni regolari

Costruzioni piane fondamentali: poligoni regolari

Problema 26: Costruire un poligono regolare dato il lato.

La costruzione approssimata è valida per qualsiasi poligono regolare di n lati; vediamo la costruzione per poligoni regolari da 5 a 8 lati.

Problema 26: Costruire un poligono regolare dato il lato.

Costruzione approssimata valida per qualsiasi poligono di n lati

Problema 26: Costruire un poligono regolare dato il lato.

Costruzione approssimata valida per qualsiasi poligono di n lati

Problema 26: Costruire un poligono regolare dato il lato.

Costruzione da 5 a 8 lati.

Costruzione da 5 a 8 lati.

Costruzione approssimata valida per qualsiasi poligono di n lati

Costruzione approssimata valida per qualsiasi poligono di n lati

Dato il lato AB, tracciatone l’asse si punta in B con raggio BA si tracci un arco a intersecare l’asse in O6. Si tracci AC e lo si suddivida in sei parti uguali dette u.

Costruzione da 5 a 8 lati.

Costruzione da 5 a 8 lati.

Dato il lato AB, tracciatone l’asse si punta in B con raggio BA si tracci un arco a intersecare l’asse in O6. Si tracci AC e lo si suddivida in sei parti uguali dette u.

Puntato poi in O6 con apertura u si tracci un arco a incontrare l’asse in O5 e O7 centri rispettivamente del pentagono e dell’ettagono. Aprendo poi il compasso con apertura 2a si traccino un arco a determinare O8 centro dell’ottagono

1 Consideriamo il lato AB e costruiamone l’asse. Puntiamo in B con raggio BA e tracciamo un arco fino a intersecare l’asse in O6. Tracciamo AO6 e suddividiamolo in sei parti uguali di misura u. Puntato poi in O6 con apertura u tracciamo un arco che interseca l’asse in O5 e O7, centri rispettivamente del pentagono e dell’ettagono. Aprendo poi il compasso con apertura 2u tracciamo un arco che determina O8 centro dell’ottagono.

Dato il lato AB, tracciatone l’asse si punta in B con raggio BA si tracci un arco a intersecare l’asse in O6. Si tracci AC e lo si suddivida in sei parti uguali dette u.

Puntando il compasso con aperture O5A, O6A, O7A, O8A si tracciano le circonferenze su cui riportare, partendo da A o da B, la misura del lato determinando così i vertici dei poligoni.

Puntato poi in O6 con apertura u si tracci un arco a incontrare l’asse in O5 e O7 centri rispettivamente del pentagono e dell’ettagono. Aprendo poi il compasso con apertura 2a si traccino un arco a determinare O8 centro dell’ottagono.

Puntato poi in O6 con apertura u si tracci un arco a incontrare l’asse in O5 e O7 centri rispettivamente del pentagono e dell’ettagono. Aprendo poi il compasso con apertura 2a si traccino un arco a determinare O8 centro dell’ottagono

Puntando il compasso con aperture O5A, O6A, O7A, O8A si tracciano le circonferenze su cui riportare, partendo da A o da B, la misura del lato determinando così i vertici dei poligoni.

Dato il lato AB, tracciatone l’asse si punta in B con raggio BA si tracci un arco a intersecare l’asse in O6. Si tracci AC e lo si suddivida in sei parti uguali dette u.

Puntato poi in O6 con apertura u si tracci un arco a incontrare l’asse in O5 e O7 centri rispettivamente del pentagono e dell’ettagono. Aprendo poi il compasso con apertura 2a si traccino un arco a determinare O8 centro dell’ottagono.

Puntando il compasso con aperture O5A, O6A, O7A, O8A si tracciano le circonferenze su cui riportare, partendo da A o da B, la misura del lato determinando così i vertici dei poligoni.

2 Puntando il compasso in O5, O6, O7, O8 con aperture AO5, AO6, AO7, AO8 tracciamo le circonferenze su cui riportare, partendo da A o da B, le misure dei lati, determinando così i vertici dei poligoni.

Puntando il compasso con aperture O5A, O6A, O7A, O8A si tracciano le circonferenze su cui riportare, partendo da A o da B, la misura del lato determinando così i vertici dei poligoni.

Problema 27: Costruire un poligono regolare inscritto in una circonferenza data.

PASSO PASSO 4.4.15 POLIGONO REGOLARE INSCRITTO IN UNA CIRCONFERENZA DATA

Problema 27: Costruire un poligono regolare inscritto in una circonferenza data.

Problema 27: Costruire un poligono regolare inscritto in una circonferenza data. Costruzione approssimata valida per qualsiasi poligono di n lati

Costruzione approssimata valida per qualsiasi poligono di n lati

Costruzione di un ettagono regolare.

Problema 27: Costruire un poligono regolare inscritto in una circonferenza data.

Costruzione di un ettagono regolare.

Costruzione approssimata valida per qualsiasi poligono di n lati

Dato il diametro lo si tracci in verticale e lo si divida in un numero di parti uguali pari al numero dei lati (in questo caso sette) e puntando in A e H con aprtura pari al diametro si traccino due archi che si intersecano in S e T.

Costruzione approssimata valida per qualsiasi poligono di n lati

Costruzione di un ettagono regolare.

Costruzione di un ettagono regolare.

Dato il diametro lo si tracci in verticale e lo si divida in un numero di parti uguali pari al numero dei lati (in questo caso sette) e puntando in A e H con aprtura pari al diametro si traccino due archi che si intersecano in S e T.

Si congiungano S e T con i numeri pari della suddivisione di AH e si prolunghino i segmenti a incontrare la circonferenza determinando così i vertici dell’ettagono

La costruzione approssimata è valida per qualsiasi poligono di n lati; vediamo la costruzione di un ettagono regolare.

1 Tracciamo in verticale il diametro AH della circonferenza e dividiamolo in un numero di parti uguale al numero dei lati (in questo caso sette). Puntiamo in A e H con apertura pari al diametro e tracciamo due archi che si intersecano in S e T.

Dato il diametro lo si tracci in verticale e lo si divida in un numero di parti uguali pari al numero dei lati (in questo caso sette) e puntando in A e H con aprtura pari al diametro si traccino due archi che si intersecano in S e T.

Dato il diametro lo si tracci in verticale e lo si divida in un numero di parti uguali pari al numero dei lati (in questo caso sette) e puntando in A e H con aprtura pari al diametro si traccino due archi che si intersecano in S e T.

Si congiungano S e T con i numeri pari della suddivisione di AH e si prolunghino i segmenti a incontrare la circonferenza determinando così i vertici dell’ettagono.

Si congiungano S e T con i numeri pari della suddivisione di AH e si prolunghino i segmenti a incontrare la circonferenza determinando così i vertici dell’ettagono

Si congiungano S e T con i numeri pari della suddivisione di AH e si prolunghino i segmenti a incontrare la circonferenza determinando così i vertici dell’ettagono.

Questa costruzione è valida per ogni poligono e volendo ottenerlo con il lato inferiore orizzontale si congiungano i punti S e T con i numeri pari se il numero di lati è dispari e con i dispari se il numero di lati è pari.

Questa costruzione è valida per ogni poligono e volendo ottenerlo con il lato inferiore orizzontale si congiungano i punti S e T con i numeri pari se il numero di lati è dispari e con i dispari se il numero di lati è pari.

Questa costruzione è valida per ogni poligono e volendo ottenerlo con il lato inferiore orizzontale si congiungano i punti S e T con i numeri pari se il numero di lati è dispari e con i dispari se il numero di lati è pari.

Questa costruzione è valida per ogni poligono e volendo ottenerlo con il lato inferiore orizzontale si congiungano i punti S e T con i numeri pari se il numero di lati è dispari e con i dispari se il numero di lati è pari.

2 Congiungiamo S e T con i numeri pari della suddivisione di AH e prolunghiamo i segmenti fino a incontrare la circonferenza: si individuano così i vertici dell’ettagono. Questa costruzione è valida per ogni poligono e, se vogliamo ottenerlo con il lato inferiore orizzontale, congiungiamo i punti S e T con i numeri pari se il numero di lati è dispari e con i dispari se il numero di lati è pari.

Costruzioni piane fondamentali: poligoni regolari

Costruzioni piane fondamentali: poligoni regolari

1 Tracciamo AB e, con archi di raggio pari alla sua lunghezza, il suo asse determinando 1. Innalziamo da A la perpendicolare ad AB a determinare 2.

Costruzioni piane fondamentali: poligoni regolari

Costruzioni piane fondamentali: poligoni regolari

Costruzioni piane fondamentali: poligoni regolari

Costruzioni piane fondamentali: poligoni regolari

2 Tracciamo due archi: uno, puntando in 1, da 2 in 3 sul prolungamento di AB; l’altro, puntando in B, da 3 a determinare C, sul prolungamento dell’arco B2, e D sull’asse. Congiungiamo C con A e D.

3 Tracciamo quindi un arco di centro D e apertura AB a intersecare in E, quinto vertice del pentagono, il prolungamento dell’arco da A. Tracciando DE e BE si completa la costruzione.

Costruzioni piane fondamentali: poligoni regolari

Costruzioni piane fondamentali: poligoni regolari

PASSO PASSO 4.4.17

ETTAGONO REGOLARE DATO IL LATO

1 Tracciamo AB e sul suo prolungamento B1 pari alla sua misura tracciamo poi un arco di centro A e apertura A1 a intersecare in 2 la perpendicolare in B.

2 Costruiamo la bisettrice dell’angolo 2A1, che interseca la perpendicolare in B nel punto 3.

3 Tracciamo due archetti con centro in A e B e apertura A3 a determinare O e centrando in esso tracciamo la circonferenza circoscritta su cui riportare la lunghezza del lato.

PASSO PASSO 4.4.18 PENTAGONO REGOLARE DATA LA CIRCONFERENZA

1 Tracciamo il diametro MN, quello AF perpendicolare a MN quindi, con centro in N e raggio NO un arco a intersecare la circonferenza in 1 e 2.

2 Tracciamo 1-2 che determina 3 su MN. Con raggio A3 e centro in 3 tracciamo un arco a determinare 4.

3 Con apertura A4 e centro prima in A, tracciamo due archetti a determinare B ed E, quindi in B ed E a determinare C e D. Trovati i vertici tracciamo il pentagono.

PASSO PASSO 4.4.19 SUDDIVISIONE DI UNA CIRCONFERENZA IN SEI PARTI UGUALI E DISEGNO DI UN ESAGONO REGOLARE

1 Consideriamo un segmento AD di lunghezza pari al diametro. Individuiamo il suo punto medio O e tracciamo la circonferenza.

2 Centrando in A e D col compasso, con apertura AO, tracciamo due archi che incontrano la circonferenza in B, F, E, C.

3 Essi, con A e D, rappresentano la suddivisione della circonferenza in sei parti uguali e i vertici dell’esagono. Completiamo la costruzione tracciando i lati.

1 Consideriamo un segmento AE di lunghezza pari al diametro. Ne tracciamo l’asse determinando il centro O e disegniamo la circonferenza che intercetta l’asse in C e G.

2 Tracciamo le bisettrici degli angoli GOE e GOA che intersecano la circonferenza nei punti B, D, F, H.

3 Essi, con A, C, E, G, rappresentano la suddivisione della circonferenza in otto parti uguali e i vertici dell’ottagono. Completiamo la costruzione tracciando i lati.

PASSO PASSO 4.4.21 SUDDIVISIONE DI UNA CIRCONFERENZA IN DODICI

1 Consideriamo un segmento AG di lunghezza pari al diametro. Tracciamo l’asse di AG determinando il centro O e disegniamo la circonferenza. Essa intercetta l’asse in L e D.

2 Centrando in A, D, G, L con apertura OA tracciamo quattro archi che intercettano la circonferenza in B, C, E, F, H, I, M, N.

3 Essi, con A, D, G, L, rappresentano la suddivisione della circonferenza in dodici parti uguali e i vertici del dodecagono. Completiamo la costruzione tracciando i lati.

Video tutorial
Video tutorial

PASSO

PASSO

4.4.22 ESAGONO REGOLARE DATO IL LATO

1 Tracciamo il lato AB; puntiamo in A e B con apertura AB e tracciamo due archi che si intersecano in O, centro della circonferenza circoscritta all’esagono.

2 Tracciamo la circonferenza che interseca gli archi in F e C. Quindi puntiamo in F e C con apertura AB e tracciamo due archi a determinare E e D.

3 Essi con A e B rappresentano la suddivisione della circonferenza in sei parti uguali e i vertici dell’esagono. Completiamo la costruzione tracciando i lati.

PASSO PASSO

4.4.23 OTTAGONO REGOLARE DATO IL LATO

1 Tracciamo il lato AB e il suo asse determinando 1. Puntando in 1 e apertura 1A tracciamo un arco a determinare 2 poi in 2 e apertura 2A a determinare O, centro della circonferenza circoscritta all’ottagono.

2 Tracciamo la circonferenza e col compasso, partendo da A e B, riportiamo su di essa in successione la misura del lato, determinando gli altri vertici dell’ottagno.

3 Completiamo la costruzione tracciando i lati.

PASSO

PASSO

4.4.24 DODECAGONO REGOLARE DATO IL LATO

1 Tracciamo il lato AB e il suo asse. Puntando in A e apertura AB tracciamo un arco a determinare 1, poi in 1 con apertura 1A tracciamo un arco a determinare O, centro della circonferenza circoscritta al dodecagono.

2 Tracciamo la circonferenza e col compasso, partendo da A e B, riportiamo su di essa in successione la misura del lato, determinando gli altri vertici del dodecagono.

3 Completiamo la costruzione tracciando i lati.

Video tutorial
Video tutorial
Video tutorial

4.6 Costruzioni di circonferenze, tangenti e raccordi

PASSO PASSO 4.6.1 CIRCONFERENZA PASSANTE PER TRE PUNTI DATI

1 Consideriamo i tre punti A, B, C non allineati.

2 Tracciamo AB e BC e costruiamo i loro assi che si intersecano in O.

3 Puntiamo in O e tracciamo la circonferenza cercata.

PASSO PASSO 4.6.2 RETTA TANGENTE A UNA CIRCONFERENZA DATA IN UN SUO PUNTO

1 Consideriamo la circonferenza di centro O e un punto P su di essa.

2 Tracciamo la semiretta s di origine O passante per P.

3 La tangente è la perpendicolare al segmento OP nell’estremo P.

PASSO PASSO 4.6.3 CIRCONFERENZA DI RAGGIO R TANGENTE A UNA RETTA DATA IN UN SUO PUNTO

1 Consideriamo la retta s, un suo punto P e il raggio R.

2 Tracciamo per P la perpendicolare a s e riportiamo da P il raggio R determinando O.

3 Puntiamo in O con raggio R e tracciamo la circonferenza cercata.

Costruzioni piane fondamentali: tangenti

Costruzioni piane fondamentali: tangenti

Costruzioni piane fondamentali: tangenti

Problema 34: Tracciare le tangenti ad una circonferenza da un punto P esterno ad essa

Problema 34: Tracciare le tangenti ad una circonferenza da un punto P esterno ad essa

PASSO PASSO 4.6.4 TANGENTI A UNA CIRCONFERENZA DA UN PUNTO ESTERNO A ESSA

Problema 34: Tracciare le tangenti ad una circonferenza da un punto P esterno ad essa

Siano dati la circonferenza di centro O e il punto P esterno ad essa.

1 Consideriamo la circonferenza di centro O e il punto P esterno a essa.

Siano dati la circonferenza di centro O e il punto P esterno ad essa.

Siano dati la circonferenza di centro O e il punto P esterno ad essa.

Costruzioni piane fondamentali: tangenti

Si tracci il segmento OP e se ne costruisca l’asse determinando il punto C.

Si tracci il segmento OP e se ne costruisca l’asse determinando il punto C.

Costruzioni piane fondamentali: tangenti

Costruzioni piane fondamentali: tangenti

2 Tracciamo il segmento OP, costruiamo l’asse di OP e determiniamo il punto 1.

Si tracci il segmento OP e se ne costruisca l’asse determinando il punto C.

Si punti in C con raggio CO e si tracci una circonferenza che interseca quella data in H e K punti di tangenza. Si completi la costruzione tracciando le due tangenti

Si punti in C con raggio CO e si tracci una circonferenza che interseca quella data in H e K punti di tangenza. Si completi la costruzione tracciando le due tangenti.

3 Tracciamo una circonferenza con centro in 1 e raggio 1O che interseca in A e B quella data e quindi da P per A e B le due tangenti.

Problema 34: Tracciare le tangenti ad una circonferenza da un punto P esterno ad essa

Problema 34: Tracciare le tangenti ad una circonferenza da un punto P esterno ad essa

Problema 34: Tracciare le tangenti ad una circonferenza da un punto P esterno ad essa

Si punti in C con raggio CO e si tracci una circonferenza che interseca quella data in H e K punti di tangenza. Si completi la costruzione tracciando le due tangenti.

Siano dati la circonferenza di centro O e il punto P esterno ad essa.

Siano dati la circonferenza di centro O e il punto P esterno ad essa.

Siano dati la circonferenza di centro O e il punto P esterno ad essa.

Costruzioni piane fondamentali: tangenti

Costruzioni piane fondamentali: tangenti

Si tracci il segmento OP e se ne costruisca l’asse determinando il punto C.

Si tracci il segmento OP e se ne costruisca l’asse determinando il punto C.

Si tracci il segmento OP e se ne costruisca l’asse determinando il punto C.

Costruzioni piane fondamentali: tangenti

Problema 34: Tracciare le tangenti ad una circonferenza da un punto P esterno ad essa

Problema 34: Tracciare le tangenti ad una circonferenza da un punto P esterno ad essa

Problema 34: Tracciare le tangenti ad una circonferenza da un punto P esterno ad essa

Siano dati la circonferenza di centro O e il punto P esterno ad essa.

Siano dati la circonferenza di centro O e il punto P esterno ad essa.

Siano dati la circonferenza di centro O e il punto P esterno ad essa.

Si tracci il segmento OP e se ne costruisca l’asse determinando il punto C.

Si punti in C con raggio CO e si tracci una circonferenza che interseca quella data in H e K punti di tangenza. Si completi la costruzione tracciando le due tangenti

Si punti in C con raggio CO e si tracci una circonferenza che interseca quella data in H e K punti di tangenza. Si completi la costruzione tracciando le due tangenti

Si punti in C con raggio CO e si tracci una circonferenza che interseca quella data in H e K punti di tangenza. Si completi la costruzione tracciando le due tangenti

Si tracci il segmento OP e se ne costruisca l’asse determinando il punto C.

Si tracci il segmento OP e se ne costruisca l’asse determinando il punto C.

Si punti in C con r tracci una circonferenza che interseca quella data in H e K punti di tangenza. Si completi la costruzione tracciando le due tangenti

Problema 35: Tracciare le tangenti esterne a due circonferenze date.

Problema 35: Tracciare le tangenti esterne a due circonferenze date

Problema 35: Tracciare le tangenti esterne a due circonferenze date

Date le circonferenze si tracci OO’ e due raggi tra loro paralleli O’H e O”K. Da H si riporti su O’H il raggio O”K determinando P, quindi si tracci la circonferenza di raggio O’P

Date le circonferenze si tracci OO’ e due raggi tra loro paralleli O’H e O”K. Da H si riporti su O’H il raggio O”K determinando P, quindi si tracci la circonferenza di raggio O’P

Date le circonferenze si tracci OO’ e due raggi tra loro paralleli O’H e O”K. Da H si riporti su O’H il raggio O”K determinando P, quindi si tracci la circonferenza di raggio O’P.

1 Date le circonferenze di centro O' e O'', tracciamo O'O'' e i raggi O'1 e O''2 tra loro paralleli. Da 1 riportiamo O''2 su O'1 determinando 3 e tracciamo la circonferenza di raggio O'3.

Si tracci l’asse di O’O” determinando C e puntando in esso si tracci la circonferenza di raggio CO’ che interseca la circonferenza di raggio O’P in M ed N.

Si tracci l’asse di O’O” determinando C e puntando in esso si tracci la circonferenza di raggio CO’ che interseca la circonferenza di raggio O’P in M ed N.

Si tracci l’asse di O’O” determinando C e puntando in esso si tracci la circonferenza di raggio CO’ che interseca la circonferenza di raggio O’P in M ed N.

PASSO PASSO 4.6.5 TANGENTI ESTERNE A DUE CIRCONFERENZE DATE

Problema 35: Tracciare le tangenti esterne a due circonferenze date

Problema 35: Tracciare le tangenti esterne a due circonferenze date

Problema 35: Tracciare le tangenti esterne a due circonferenze date

Si congiunga O’ con M ed N e si prolunghino le linee determinando R e Q quindi da O” si tr parallele a tali linee determinando E ed F che con R e Q sono i punti di tangenza. Si traccino le tangenti.

Si congiunga O’ con M ed N e si prolunghino le linee determinando R e Q quindi da O” si tr parallele a tali linee determinando E ed F che con R e Q sono i punti di tangenza. Si tr

Si congiunga O’ con M ed N e si prolunghino le linee determinando R e Q quindi da O” si tr parallele a tali linee determinando E ed F che con R e Q sono i punti di tangenza. Si tr

Date le circonferenze si tracci OO’ e due raggi tra loro paralleli O’H e O”K. Da H si riporti su O’H il raggio O”K determinando P, quindi si tracci la circonferenza di raggio O’P

Date le circonferenze si tracci OO’ e due raggi tra loro paralleli O’H e O”K. Da H si riporti su O’H il raggio O”K determinando P, quindi si tracci la circonferenza di raggio O’P

Date le circonferenze si tracci OO’ e due raggi tra loro paralleli O’H e O”K. Da H si riporti su O’H il raggio O”K determinando P, quindi si tracci la circonferenza di raggio O’P

Si tracci l’asse di O’O” determinando C e puntando in esso si tracci la circonferenza di raggio CO’ che interseca la circonferenza di raggio O’P in M ed N.

Si tracci l’asse di O’O” determinando C e puntando in esso si tracci la circonferenza di raggio CO’ che interseca la circonferenza di raggio O’P in M ed N.

Si tracci l’asse di O’O” determinando C e puntando in esso si tracci la circonferenza di raggio CO’ che interseca la circonferenza di raggio O’P in M ed N.

Problema 35: Tracciare le tangenti esterne a due circonferenze date

3 Tracciamo O'5 e O'6 che prolungati deter minano A e B; da O'' tracciamo le parallele a O'A e O'B determinando C ed D.

Problema 35: Tracciare le tangenti esterne a due circonferenze date

2 Tracciamo l’asse di O'O'' e determiniamo il punto medio 4; puntiamo in 4 e tracciamo la circonferenza di raggio 4O' che interseca la circonferenza di raggio O'3 in 5 e 6.

Date le circonferenze si tracci OO’ e due raggi tra loro paralleli O’H e O”K. Da H si riporti su O’H il raggio O”K determinando P, quindi si tracci la circonferenza di raggio O’P.

Date le circonferenze si tracci OO’ e due raggi tra loro paralleli O’H e O”K. Da H si riporti su O’H il raggio O”K determinando P, quindi si tracci la circonferenza di raggio O’P.

Date le circonferenze si tracci OO’ e due raggi tra loro paralleli O’H e O”K. Da H si riporti su O’H il raggio O”K determinando P, quindi si tracci la circonferenza di raggio O’P.

Si congiunga O’ con M ed N e si prolunghino le linee determinando R e Q quindi da O” si traccino le parallele a tali linee determinando E ed F che con R e Q sono i punti di tangenza. Si traccino le tangenti.

Si congiunga O’ con M ed N e si prolunghino le linee determinando R e Q quindi da O” si traccino le parallele a tali linee determinando E ed F che con R e Q sono i punti di tangenza. Si traccino le tangenti.

Le rette passanti per A e C e per B e D sono le tangenti.

Problema 35: Tracciare le tangenti esterne a due circonferenze date

Si tracci l’asse di O’O” determinando C e puntando in esso si tracci la circonferenza di raggio CO’ che interseca la circonferenza di raggio O’P in M ed N.

Si congiunga O’ con M ed N e si prolunghino le linee determinando R e Q quindi da O” si traccino le parallele a tali linee determinando E ed F che con R e Q sono i punti di tangenza. Si traccino le tangenti.

Si tracci l’asse di O’O” determinando C e puntando in esso si tracci la circonferenza di raggio CO’ che interseca la circonferenza di raggio O’P in M ed N.

Si tracci l’asse di O’O” determinando C e puntando in esso si tracci la circonferenza di raggio CO’ che interseca la circonferenza di raggio O’P in M ed N.

Problema 36:Tracciare le tangenti interne a due circonferenze date

Problema 36:Tracciare le tangenti interne a due circonferenze date.

Problema 36:Tracciare le tangenti interne a due circonferenze date

Date le circonferenze si tracci: O’O”, due raggi O’P e O”Q tra loro paralleli e la congiungente PQ determinando H.

Date le circonferenze si tracci: O’O”, due raggi O’P e O”Q tra loro paralleli e la congiungente PQ determinando H.

Date le circonferenze si tracci: O’O”, due raggi O’P e O”Q tra loro paralleli e la congiungente PQ determinando H.

Si traccino gli assi di O’H e O”H determinando C’ e C” e si traccino le circonferenze di raggio O’C’ e O”C” che intersecano le circonferenze date in M, N, E, F punti di tangenza.

Si traccino gli assi di O’H e O”H determinando C’ e C” e si traccino le circonferenze di raggio O’C’ e O”C” che intersecano le circonferenze date in M, N, E, F punti di tangenza.

Si traccino gli assi di O’H e O”H determinando C’ e C” e si traccino le circonferenze di raggio O’C’ e O”C” che intersecano le circonferenze date in M, N, E, F punti di tangenza.

Problema 36:Tracciare le tangenti interne a due circonferenze date.

Problema 36:Tracciare le tangenti interne a due circonferenze date.

Si congiunga O’ con M ed N e si prolunghino le linee determinando R e Q quindi da O” si traccino le parallele a tali linee determinando E ed F che con R e Q sono i punti di tangenza. Si traccino le tangenti.

Si congiunga O’ con M ed N e si prolunghino le linee determinando R e Q quindi da O” si traccino le parallele a tali linee determinando E ed F che con R e Q sono i punti di tangenza. Si traccino le tangenti.

Si congiunga O’ con M ed N e si prolunghino le linee determinando R e Q quindi da O” si traccino le parallele a tali linee determinando E ed F che con R e Q sono i punti di tangenza. Si traccino le tangenti.

Congiungendo M con F e N con E si tracciano le due tangenti.

Congiungendo M con F e N con E si tracciano le due tangenti.

Congiungendo M con F e N con E si tracciano le due tangenti.

vedi esercizio a pag. 86

Problema 36:Tracciare le tangenti interne a due circonferenze date.

Date le circonferenze si tracci: O’O”, due raggi O’P e O”Q tra loro paralleli e la congiungente PQ determinando H.

Date le circonferenze si tracci: O’O”, due raggi O’P e O”Q tra loro paralleli e la congiungente PQ determinando H.

Date le circonferenze si tracci: O’O”, due raggi O’P e O”Q tra loro paralleli e la congiungente PQ determinando H.

1 Date le circonferenze di centro O' e O'', tracciamo il segmento O'O'', due raggi O'1 e O''2 tra loro paralleli e la congiungente 1-2 determinando 3.

Problema 36:Tracciare le tangenti interne a due circonferenze date

Congiungendo M con F e N con E si tracciano le due tangenti.

Congiungendo M con F e N con E si tracciano le due tangenti.

Congiungendo M con F e N con E si tracciano le due tangenti.

PASSO PASSO 4.6.6 TANGENTI INTERNE A DUE CIRCONFERENZE DATE

Problema 36:Tracciare le tangenti interne a due circonferenze date

Si traccino gli assi di O’H e O”H determinando C’ e C” e si traccino le circonferenze di raggio O’C’ e O”C” che intersecano le circonferenze date in M, N, E, F punti di tangenza.

Si traccino gli assi di O’H e O”H determinando C’ e C” e si traccino le circonferenze di raggio O’C’ e O”C” che intersecano le circonferenze date in M, N, E, F punti di tangenza.

Date le circonferenze si tracci: O’O”, due raggi O’P e O”Q tra loro paralleli e la congiungente PQ determinando H.

Si traccino gli assi di O’H e O”H determinando C’ e C” e si traccino le circonferenze di raggio O’C’ e O”C” che intersecano le circonferenze date in M, N, E, F punti di tangenza.

Problema 36:Tracciare le tangenti interne a due circonferenze date

Date le circonferenze si tracci: O’O”, due raggi O’P e O”Q tra loro paralleli e la congiungente PQ determinando H.

Date le circonferenze si tracci: O’O”, due raggi O’P e O”Q tra loro paralleli e la congiungente PQ determinando H.

Si traccino gli assi di O’H e O”H determinando C’ e C” e si traccino le circonferenze di raggio O’C’ e O”C” che intersecano le circonferenze date in M, N, E, F punti di tangenza.

2 Tracciamo gli assi di O'3 e O''3, determinando i punti medi 4 e 5 e le circonferenze di raggio 4O' e 5O'' che intersecano le circonferenze date in A, B, C, D.

Si traccino gli assi di O’H e O”H determinando C’ e C” e si traccino le circonferenze di raggio O’C’ e O”C” che intersecano le circonferenze date in M, N, E, F punti di tangenza.

Si traccino gli assi di O’H e O”H determinando C’ e C” e si traccino le circonferenze di raggio O’C’ e O”C” che intersecano le circonferenze date in M, N, E, F punti di tangenza.

3 Le rette passanti per A e D e per B e C sono le due tangenti.

Congiungendo M con F e N con E si tracciano le due tangenti.

Congiungendo M con F e N con E si tracciano le due tangenti.

Congiungendo M con F e N con E si tracciano le due tangenti.

Costruzioni piane fondamentali: raccordi

PASSO

Costruzioni

PASSO 4.6.7

RACCORDO DI DUE RETTE CON UN ARCO DI RAGGIO R

Problema 37: Raccordare due rette con un arco di raggio R.

Problema 37: Raccordare due rette con un arco di raggio R.

Problema 37: Raccordare due rette con un arco di raggio R.

Siano dati le rette e il raggio di raccordo.

1 Consideriamo le rette s e t e il raggio di raccordo R.

Siano dati le rette e il raggio di raccordo.

Siano dati le rette e il raggio di raccordo.

Costruzioni piane fondamentali: raccordi

Si traccino due rette parallele a s e t distanti R che si intersecheranno in O centro del raccordo

Si traccino due rette parallele a s e t distanti R che si intersecheranno in O centro del raccordo

2 Tracciamo due rette parallele a s e t distanti R che si intersecano in C centro del raccordo.

Costruzioni piane fondamentali: raccordi

Costruzioni piane fondamentali: raccordi

Si traccino due rette parallele a s e t distanti R che si intersecheranno in O centro del raccordo

Problema 37: Raccordare due rette con un arco di raggio R.

Da O si traccino due perpendicolari alle rette determinando H e K punti di tangenza. Si completi tracciando l’arco.

Da O si traccino due perpendicolari alle rette determinando H e K punti di tangenza. Si completi tracciando l’arco.

Da O si traccino due perpendicolari alle rette determinando H e K punti di tangenza. Si completi tracciando l’arco.

3 Da C tracciamo le perpendicolari a s e t determinando A e B punti di tangenza ed estremi del raccordo.

Problema 37: Raccordare due rette con un arco di raggio R.

Problema 37: Raccordare due rette con un arco di raggio R.

Siano dati le rette e il raggio di raccordo.

Siano dati le rette e il raggio di raccordo.

Siano dati le rette e il raggio di raccordo.

Si traccino due rette parallele a s e t distanti R che si intersecheranno in O centro del raccordo

Si traccino due rette parallele a s e t distanti R che si intersecheranno in O centro del raccordo

Si traccino due rette parallele a s e t distanti R che si intersecheranno in O centro del raccordo

Costruzioni piane fondamentali: raccordi

Costruzioni piane fondamentali: raccordi

Costruzioni piane fondamentali: raccordi

Da O si traccino due perpendicolari alle rette determinando H e K punti di tangenza. Si completi tracciando l’arco.

Da O si traccino due perpendicolari alle rette determinando H e K punti di tangenza. Si completi tracciando l’arco.

Da O si traccino due perpendicolari alle rette determinando H e K punti di tangenza. Si completi tr l’arco.

Problema 37: Raccordare due rette con un arco di raggio R.

Problema 37: Raccordare due rette con un arco di raggio R.

Problema 37: Raccordare due rette con un arco di raggio R.

Siano dati le rette e il raggio di raccordo.

Siano dati le rette e il raggio di raccordo.

Siano dati le rette e il raggio di raccordo. Si traccino due rette parallele a s e t distanti R che si intersecheranno in O centro del raccordo

Si traccino due rette parallele a s e t distanti R che si intersecheranno in O centro del raccordo

Si traccino due rette parallele a s e t distanti R che si intersecheranno in O centro del raccordo

Da O si traccino due perpendicolari alle rette determinando H e K punti di tangenza. Si completi tracciando l’arco

Da O si traccino due perpendicolari alle rette determinando H e K punti di tangenza. Si completi tracciando l’arco

Da O si traccino due perpendicolari alle rette determinando H e K punti di tangenza. Si completi tracciando l’arco

vedi esercizio a pag. 87

Problema 38: Raccordare due circonferenze tra loro esterne con un arco di raggio R

Problema 38: Raccordare due circonferenze tra loro esterne con un arco di raggio R

Problema 38: Raccordare due circonferenze tra loro esterne con un arco di raggio R

Date le circonferenze e il raggio di raccordo R> R’+R”+O’O”/2

PASSO PASSO

Date le circonferenze e il raggio di raccordo R> R’+R”+O’O”/2

Date le circonferenze e il raggio di raccordo R> R’+R”+O’O”/2

Poiché il centro di raccordo C disterà R-R’ da O’ e R-R” da O” si punti in O’ con raggio R-R’ e in O” con R-R” e si traccino due archi che determino C.

1 Consideriamo le circonferenze e il raggio di raccordo di lunghezza tale che R > R' + R" + O'O"/2.

Si congiunga C con O’ e con O”e si prolunghino le linee a determinare H e K punti di tangenza e estremi dell’arco di raccordo

4.6.8 RACCORDO DI DUE CIRCONFERENZE

TRA LORO ESTERNE CON UN ARCO DI RAGGIO R

Si congiunga C con O’ e con O”e si prolunghino le linee a determinare H e K punti di tangenza e estremi dell’arco di raccordo.

Si congiunga C con O’ e con O”e si prolunghino le linee a determinare H e K punti di tangenza e estremi dell’arco di raccordo.

Problema 38: Raccordare due circonferenze tra loro esterne con un arco di raggio R

Date le circonferenze e il raggio di raccordo R> R’+R”+O’O”/2

Poiché il centro di raccordo C disterà R-R’ da O’ e R-R” da O” si punti in O’ con raggio R-R’ e in O” con R-R” e si traccino due archi che determino C.

Poiché il centro di raccordo C disterà R-R’ da O’ e R-R” da O” si punti in O’ con raggio R-R’ e in O” con R-R” e si traccino due archi che determino C.

Problema 38: Raccordare due circonferenze tra loro esterne con un arco di raggio R

Problema 38: Raccordare due circonferenze tra loro esterne con un arco di raggio R

Date le circonferenze e il raggio di raccordo R> R’+R”+O’O”/2

Date le circonferenze e il raggio di raccordo R> R’+R”+O’O”/2

Poiché il centro di raccordo C disterà R-R’ da O’ e R-R” da O” si punti in O’ con raggio R-R’ e in O” con R-R” e si traccino due archi che determino C.

Poiché il centro di raccordo C disterà R-R’ da O’ e R-R” da O” si punti in O’ con raggio R-R’ e in O” con R-R” e si traccino due archi che determino C.

2 Il centro di raccordo C dista R–R' da O' e R–R'' da O''. Puntiamo in O' con raggio R–R' e in O'' con R–R'' tracciamo due archi che determinano C.

Poiché il centro di raccordo C disterà R-R’ da O’ e R-R” da O” si punti in O’ con raggio R-R’ e in O” con R-R” e si traccino due archi che determino C.

Si congiunga C con O’ e con O”e si prolunghino le linee a determinare H e K punti di tangenza e estremi dell’arco di raccordo.

Si congiunga C con O’ e con O”e si prolunghino le linee a determinare H e K punti di tangenza e estremi dell’arco di raccordo.

3 Congiungiamo C con O' e O'' e prolunghiamo le linee a determinare A e B punti di tangenza e estremi dell’arco di raccordo.

Si congiunga C con O’ e con O”e si prolunghino le linee a determinare H e K punti di tangenza e estremi dell’arco di raccordo.

Problema 38: Raccordare due circonferenze tra loro esterne con un arco di raggio R

Problema 38: Raccordare due circonferenze tra loro esterne con un arco di raggio R

Problema 38: Raccordare due circonferenze tra loro esterne con un arco di raggio R

Date le circonferenze e il raggio di raccordo R> R’+R”+O’O”/2

Date le circonferenze e il raggio di raccordo R> R’+R”+O’O”/2

Date le circonferenze e il raggio di raccordo R> R’+R”+O’O”/2

Poiché il centro di raccordo C disterà R-R’ da O’ e R-R” da O” si punti in O’ con raggio R-R’ e in O” con R-R” e si traccino due archi che determino C.

Si congiunga C con O’ e con O”e si prolunghino le linee a determinare H e K punti di tangenza e estremi dell’arco di raccordo

Si congiunga C con O’ e con O”e si prolunghino le linee a determinare H e K punti di tangenza e estremi dell’arco di raccordo

Si congiunga C con O’ e con O”e si prolunghino le linee a determinare H e K punti di tangenza e estremi dell’arco di raccordo

Problema 39:Raccordare una circonferenza a una retta a essa esterna con un arco di raggio R

Problema 39:Raccordare una circonferenza a una retta a essa esterna con un arco di raggio R

Siano date la retta, la circonferenza e il raggio R.

Siano date la retta, la circonferenza e il raggio R.

Siano date la retta, la circonferenza e il raggio R.

Poiché il centro di raccordo C disterà R-R’ da O’ e R-R” da O” si punti in O’ con raggio R-R’ e in O” con R-R” e si traccino due archi che determino C.

Poiché il centro di raccordo C disterà R-R’ da O’ e R-R” da O” si punti in O’ con raggio R-R’ e in O” con R-R” e si traccino due archi che determino C.

Problema 39:Raccordare una circonferenza a una retta a essa esterna con un arco di raggio R

Si tracci la parallela a s alla distanza R. Si tracci un raggio OH e si aggiunga al suo prolungamento R determinando K.

Si tracci la parallela a s alla distanza R. Si tracci un raggio OH e si aggiunga al suo prolungamento R determinando K.

Si tracci la parallela a s alla distanza R. Si tracci un raggio OH e si aggiunga al suo prolungamento R determinando K.

Puntando in O con raggio OK si tracci un arco che interseca S’ in C centro del raccordo. Da C si tracci CO e la perpendicolare a s determinando P e Q punti di tangenza

Problema 39:Raccordare una circonferenza a una retta a essa esterna con un arco di raggio R

Problema 39:Raccordare una circonferenza a una retta a essa esterna con un arco di raggio R

Siano date la retta, la circonferenza e il raggio R.

Siano date retta, la circonferenza e il raggio R.

Puntando in O con raggio OK si tracci un arco che interseca S’ in C centro del raccordo. Da C si tracci CO e la perpendicolare a s determinando P e Q punti di tangenza

Puntando in O con raggio OK si tracci un arco che interseca S’ in C centro del raccordo. Da C si tracci CO e la perpendicolare a s determinando P e Q punti di tangenza

Problema 39:Raccordare una circonferenza a una retta a essa esterna con un arco di raggio R

Siano date la retta, la circonferenza e il raggio R. Si tracci la parallela a s alla distanza R. Si tracci un raggio OH e si aggiunga al suo prolungamento R determinando K.

Si tracci la parallela a s alla distanza R. Si tracci un raggio OH e si aggiunga al suo prolungamento R determinando K.

1 Consideriamo la retta s, la circonferenza e il raggio di raccordo R.

Si tracci la parallela a s alla distanza R. Si tracci un raggio OH e si aggiunga al suo prolungamento R determinando K.

PASSO PASSO 4.6.9 RACCORDO DI UNA CIRCONFERENZA A UNA RETTA A ESSA ESTERNA CON UN ARCO DI RAGGIO R

Puntando in O con raggio OK si tracci un arco che interseca S’ in C centro del raccordo. Da C si tracci CO e la perpendicolare a s determinando P e Q punti di tangenza

Puntando in O con raggio OK si tracci un arco che interseca S’ in C centro del raccordo. Da C si tracci CO e la perpendicolare a s determinando P e Q punti di tangenza

Puntando in O con raggio OK si tracci un arco che interseca S’ in C centro del raccordo. Da C si tracci CO e la perpendicolare a s determinando P e Q punti di tangenza

Problema 39:Raccordare una circonferenza a una retta a essa esterna con un arco di raggio R

Problema 39:Raccordare una circonferenza a una retta a essa esterna con un arco di raggio R

Problema 39:Raccordare una circonferenza a una retta a essa esterna con un arco di raggio R

Siano date la retta, la circonferenza e il raggio R.

Siano date la retta, la circonferenza e il raggio R.

Siano date la retta, la circonferenza e il raggio R.

Si tracci la parallela a s alla distanza R. Si tracci un raggio OH e si aggiunga al suo prolungamento R determinando K.

2 Tracciamo la parallela a s alla distanza R e il raggio O1 cui aggiungiamo, sul suo prolungamento, R determinando 2.

Si tracci la parallela a s alla distanza R. Si tracci un raggio OH e si aggiunga al suo prolungamento R determinando K.

Si tracci la parallela a s alla distanza R. Si tracci un raggio OH e si aggiunga al suo prolungamento R determinando K.

Puntando in O con raggio OK si tracci un arco che interseca S’ in C centro del raccordo. Da C si tracci CO e la perpendicolare a s determinando P e Q punti di tangenza

3 Puntando in O e con raggio O2 tracciamo un arco che interseca s' in C, centro del raccordo. Tracciamo CO e la perpendicolare a s determinando A e B estremi dell’arco di raccordo.

Puntando in O con raggio OK si tracci un arco che interseca S’ in C centro del raccordo. Da C si tracci CO e la perpendicolare a s determinando P e Q punti di tangenza

Puntando in O con raggio OK si tracci un arco che interseca S’ in C centro del raccordo. Da C si tracci CO e la perpendicolare a s determinando P e Q punti di tangenza

Costruzioni piane fondamentali: raccordi

Costruzioni piane fondamentali: raccordi

Costruzioni piane fondamentali: raccordi

PASSO PASSO 4.6.10 RACCORDO, CON UN ARCO DI RAGGIO R, DI UNA CIRCONFERENZA A

UNA RETTA A ESSA INTERNA

Costruzioni piane fondamentali: raccordi

Costruzioni piane fondamentali: raccordi

Costruzioni piane fondamentali: raccordi

Problema 40: Raccordare una circonferenza a una retta ad essa interna con un arco di raggio R.

Problema 40: Raccordare una circonferenza a una retta ad essa interna con un arco di raggio R.

Problema 40: Raccordare una circonferenza a una retta ad essa interna con un arco di raggio R.

1 Dati la circonferenza di centro O, la retta s e il raggiodi raccordo R tracciamo la parallela s' alla retta s alla distanza R e un raggio O1.

Date la circonferenza, la retta e il raggio R si tracci la parallela a s alla distanza R.

Date la circonferenza, la retta e il raggio R si tracci la parallela a s alla distanza R.

Date la circonferenza, la retta e il raggio R si tracci la parallela a s alla distanza R.

Costruzioni piane fondamentali: raccordi

Date la circonferenza, la retta e il raggio

Date la circonferenza, la retta e il raggio

Costruzioni piane fondamentali: raccordi

Date la circonferenza, la retta e il raggio

R si tracci la parallela a s alla distanza R.

Si tracci un raggio OH e si riporti da H verso O il raggio R determinando K. Puntando in O con raggio OK si tracci un arco determinando C centro del raccordo

R si tracci la parallela a s alla distanza R.

2 Riportiamo da 1 verso O il raggio R, determinando 2. Puntando in O con raggio O2 tracciamo un arco che interseca s' determinando C centro del raccordo.

Problema 40: Raccordare una circonferenza a una retta ad essa interna con un arco di raggio R.

Costruzioni piane fondamentali: raccordi

Si tracci un raggio OH e si riporti da H verso O il raggio R determinando K. Puntando in O con raggio OK si tracci un arco determinando C centro del raccordo

R si tracci la parallela a s alla distanza R.

Si tracci un raggio OH e si riporti da H verso O il raggio R determinando K. Puntando in O con raggio OK si tracci un arco determinando C centro del raccordo

Si tracci un raggio OH e si riporti da H verso O il raggio R determinando K. Puntando in O con raggio OK si tracci un arco determinando C centro del raccordo

Si congiunga O con C e si prolunghi a incontrare la circonferenza in Q e da C si tracci la perpendicolare a s determinando P. Puntando in C si tracci il raccordo PQ

Problema 40: Raccordare una circonferenza a una retta ad essa interna con un arco di raggio R.

Si tracci un raggio OH e si riporti da H verso O il raggio R determinando K. Puntando in O con raggio OK si tracci un arco determinando C centro del raccordo

Si tracci un raggio OH e si riporti da H verso O il raggio R determinando K. Puntando in O con raggio OK si tracci un arco determinando C centro del raccordo

Si congiunga O con C e si prolunghi a incontrare la circonferenza in Q e da C si tracci la perpendicolare a s determinando P. Puntando in C si tracci il raccordo PQ

Si congiunga O con C e si prolunghi a incontrare la circonferenza in Q e da C si tracci la perpendicolare a s determinando P. Puntando in C si tracci il raccordo PQ

3 Congiungiamo O con C e prolunghiamo fino ad A. Tracciamo da C la perpendicolare a s determinando B. Puntando in C e apertura CA tracciamo il raccordo.

Si congiunga O con C e si prolunghi a incontrare la circonferenza in Q e da C si tracci la perpendicolare a s determinando P. Puntando in C si tracci il raccordo PQ

Si congiunga O con C e si prolunghi a incontrare la circonferenza in Q e da C si tracci la perpendicolare a s determinando P. Puntando in C si tracci il raccordo PQ

Problema 40: Raccordare una circonferenza a una retta ad essa interna con un arco di raggio R.

Si congiunga O con C e si prolunghi a incontrare la circonferenza in Q e da C si tracci la perpendicolare a s determinando P. Puntando in C si tracci il raccordo PQ

Problema 40: Raccordare una circonferenza a una retta ad essa interna con un arco di raggio R.

Problema 40: Raccordare una circonferenza a una retta ad essa interna con un arco di raggio R.

Problema 40: Raccordare una circonferenza a una retta ad essa interna con un arco di raggio R.

Date la circonferenza, la retta e il raggio

Date la circonferenza, la retta e il raggio

R si tracci la parallela a s alla distanza R.

R si tracci la parallela a s alla distanza R.

Date la circonferenza, la retta e il raggio R si tracci la parallela a s alla distanza R.

Si tracci un raggio OH e si riporti da H verso O il raggio R determinando K. Puntando in O con raggio OK si tracci un arco determinando C centro del raccordo

Si tracci un raggio OH e si riporti da H verso O il raggio R determinando K. Puntando in O con raggio OK si tracci un arco determinando C centro del raccordo

Si tracci un raggio OH e si riporti da H verso O il raggio R determinando K. Puntando in O con raggio OK si tracci un arco determinando C centro del raccordo

Si congiunga O con C e si prolunghi a incontrare la circonferenza in Q e da C si tracci la perpendicolare a s determinando P. Puntando in C si tracci il raccordo PQ

Si congiunga O con C e si prolunghi a incontrare la circonferenza in Q e da C si tracci la perpendicolare a s determinando P. Puntando in C si tracci il raccordo PQ

Si congiunga O con C e si prolunghi a incontrare la circonferenza in Q e da C si tracci la perpendicolare a s determinando Puntando in C si tracci il raccordo PQ

Problema 41:Raccordare una circonferenza con il segmento AB nell’estremo B.

Problema 41:Raccordare una circonferenza con il segmento AB nell’estremo B.

Problema 41:Raccordare una circonferenza con il segmento AB nell’estremo B.

Siano dati la circonferenza e il segmento AB

Siano dati la circonferenza e il segmento AB

Siano dati la circonferenza e il segmento AB

1 Consideriamo la circonferenza di raggio R e il segmento AB e tracciamo per B la perpendicolare ad AB.

Siano dati la circonferenza e il segmento AB

Siano dati la circonferenza e il segmento AB

Siano dati la circonferenza e il segmento AB

Si tracci per B la perpendicolare ad AB e si riporti su di essa da B il raggio R determinando H, si tracci HO e se ne costruisca l’asse che interseca la perpendicolare in C

Si congiunga C con O detrminando P. Si punti in C e si tracci il raccordo PB

Si congiunga C con O detrminando P. Si punti in C e si tracci il raccordo PB

Si congiunga C con O detrminando P. Si punti in C e si tracci il raccordo PB

PASSO PASSO 4.6.11 RACCORDO DI UNA CIRCONFERENZA CON IL SEGMENTO AB NELL’ESTREMO B

Problema 41:Raccordare una circonferenza con il segmento AB nell’estremo B.

Si tracci per B la perpendicolare ad AB e si riporti su di essa da B il raggio R determinando H, si tracci HO e se ne costruisca l’asse che interseca la perpendicolare in C

Si tracci per B la perpendicolare ad AB e si riporti su di essa da B il raggio R determinando H, si tracci HO e se ne costruisca l’asse che interseca la perpendicolare in C

2 Da B riportiamo il raggio R e determiniamo 1. Tracciamo 1O e poi il suo asse che interseca la perpendicolare in C.

Problema 41:Raccordare una circonferenza con il segmento AB nell’estremo B.

Problema 41:Raccordare una circonferenza con il segmento AB nell’estremo B.

Si tracci per B la perpendicolare ad AB e si riporti su di essa da B il raggio R determinando H, si tracci HO e se ne costruisca l’asse che interseca la perpendicolare in C

Si tracci per B la perpendicolare ad AB e si riporti su di essa da B il raggio R determinando H, si tracci HO e se ne costruisca l’asse che interseca la perpendicolare in C

Si tracci per B la perpendicolare ad AB e si riporti su di essa da B il raggio R determinando H, si tracci HO e se ne costruisca l’asse che interseca la perpendicolare in C

Si congiunga C con O detrminando P. Si punti in C e si tracci il raccordo PB

Si congiunga C con O detrminando P. Si punti in C e si tracci il raccordo PB

Si congiunga C con O detrminando P. Si punti in C e si tracci il raccordo PB

3 Tracciamo CO determinando D. Puntiamo in C e tracciamo il raccordo DB.

Problema 41:Raccordare una circonferenza con il segmento AB nell’estremo B.

Problema 41:Raccordare una circonferenza con il segmento AB nell’estremo B.

Problema 41:Raccordare una circonferenza con il segmento AB nell’estremo B.

Siano dati la circonferenza e il segmento AB

Siano dati la circonferenza e il segmento AB

Siano dati la circonferenza e il segmento AB

Si tracci per B la perpendicolare ad AB e si riporti su di essa da B il raggio R determinando H, si tracci HO e se ne costruisca l’asse che interseca la perpendicolare in C

Si tracci per B la perpendicolare ad AB e si riporti su di essa da B il raggio R determinando H, si tracci HO e se ne costruisca l’asse che interseca la perpendicolare in C

Si tracci per B la perpendicolare ad AB e si riporti su di essa da B il raggio R determinando H, si tracci HO e se ne costruisca l’asse che interseca la perpendicolare in C

Si congiunga C con O detrminando P. Si punti in C e si tracci il raccordo PB

Si congiunga C con O detrminando P. Si punti in C e si tracci il raccordo PB

Si congiunga C con O detrminando P. Si punti in C e si tracci il raccordo PB

Problema 42:Raccordare in un suo punto P una circonferenza a una retta

Problema 42:Raccordare in un suo punto P una circonferenza a una retta

Problema 42:Raccordare in un suo punto P una circonferenza a una retta

Siano dati la circonferenza il punto P e la retta s.

Siano dati la circonferenza il punto P e la retta s.

Siano dati la circonferenza punto P e la retta s.

Si tracci il raggio OP lo si prolunghi.

Stracci la tangente in P che interseca la retta in H.

Stracci la tangente in P che interseca la retta in H.

Stracci la tangente in P che interseca la retta in H.

Problema 42:Raccordare in un suo punto P una circonferenza a una retta

Problema 42:Raccordare in un suo punto P una circonferenza a una retta

Si tracci il raggio OP lo si prolunghi.

Problema 42:Raccordare in un suo punto P una circonferenza a una retta

Si tracci il raggio OP lo si prolunghi.

Siano dati la circonferenza il punto P e la retta s.

Siano dati la circonferenza il punto P e la retta s.

Siano dati la circonferenza il punto P e la retta s.

Si tracci il raggio OP lo si prolunghi.

Stracci la tangente in P che interseca la retta in H.

Si tracci la bisettrice dell’angolo in H che incontra il prolungamento di OP in C. Da C si tracci la perpendicolare a s determinando T. Si punti in C e si tracci il raccordo PT

Stracci la tangente in P che interseca la retta in H.

Si tracci la bisettrice dell’angolo in H che incontra il prolungamento di OP in C. Da C si tracci la perpendicolare a s determinando T. Si punti in C e si tracci il raccordo PT

Stracci la tangente in P che interseca la retta in H.

Si tracci la bisettrice dell’angolo in H che incontra il prolungamento di OP in C. Da C si tracci la perpendicolare a s determinando T. Si punti in C e si tracci il raccordo PT

Si tracci il raggio OP lo si prolunghi.

Si tracci il raggio OP lo si prolunghi.

1 Consideriamo la circonferenza di centro O, il punto P su di essa e la retta s. Tracciamo e prolunghiamo il raggio OP.

Si tracci la bisettrice dell’angolo in H che incontra il prolungamento di OP in C. Da C si tracci la perpendicolare a s determinando T. Si punti in C e si tracci il raccordo PT.

Si tracci la bisettrice dell’angolo in H che incontra il prolungamento di OP in C. Da C si tracci la perpendicolare a s determinando T. Si punti in C e si tracci il raccordo PT.

PASSO PASSO 4.6.12 RACCORDO, A UNA RETTA, DI UNA CIRCONFERENZA IN UN SUO PUNTO P

Problema 42:Raccordare in un suo punto P una circonferenza a una retta

Si tracci la bisettrice dell’angolo in H che incontra il prolungamento di OP in C. Da C si tracci la perpendicolare a s determinando T. Si punti in C e si tracci il raccordo PT.

Problema 42:Raccordare in un suo punto P una circonferenza a una retta

Siano dati la circonferenza il punto P e la retta s.

Siano dati la circonferenza il punto P e la retta s.

Siano dati la circonferenza il punto P e la retta s.

Si tracci il raggio OP lo si prolunghi.

Stracci la tangente in P che interseca la retta in H.

Si tracci il raggio OP lo si prolunghi.

Stracci la tangente in P che interseca la retta in H.

Si tracci il raggio OP lo si prolunghi.

2 Tracciamo la tangente in P, che interseca la retta in 1, e poi la bisettrice dell’angolo in 1. L’intersezione tra essa e il prolungamento di OP determina C.

Problema 42:Raccordare in un suo punto P una circonferenza a una retta

Stracci la tangente in P che interseca la retta in H.

Si tracci la bisettrice dell’angolo in H che incontra il prolungamento di OP in C. Da C si tracci la perpendicolare a s determinando T. Si punti in C e si tracci il raccordo PT

Si tracci la bisettrice dell’angolo in H che incontra il prolungamento di OP in C. Da C si tracci la perpendicolare a s determinando T. Si punti in C e si tracci il raccordo PT

3 Da C tracciamo la perpendicolare a s determinando A. Puntiamo in C e tracciamo il raccordo PA.

Si tracci la bisettrice dell’angolo in H che incontra il prolungamento di OP in C. Da C si tracci la perpendicolare a s determinando T. Si punti in C e si tracci il raccordo PT

Elementi di geometria: curve policentriche, cicliche o meccaniche

Elementi di geometria: curve policentriche, cicliche o meccaniche

Elementi di geometria: curve policentriche, cicliche o

4.7 Le curve policentriche e le curve cicliche

Elementi di geometria: curve policentriche, cicliche o meccaniche

Elementi di geometria: curve

La curve policentriche: ovali, ovoli, spirali

policentriche, cicliche o meccaniche

La curve policentriche: ovali, ovoli, spirali

La curve policentriche: ovali, ovoli, spirali

La curve policentriche: ovali, ovoli, spirali

Le curve policentriche sono le curve formate da archi di circonferenza, di centro e raggio diversi, raccordati tra loro.

Elementi di geometria: curve policentriche, cicliche o meccaniche

La curve policentriche: ovali, ovoli, spirali

Si definiscono curve policentriche le curve formate da archi di circonferenza, di centro e raggio diversi, raccordati tra loro.

Si definiscono curve policentriche le curve formate da archi di circonferenza, di centro e raggio diversi, raccordati tra loro.

Si definiscono curve policentriche le curve formate da archi di circonferenza, di centro e raggio diversi, raccordati tra loro.

Si definiscono curve policentriche le curve formate da archi di circonferenza, di centro e raggio diversi, raccordati tra loro.

L’ ovale è la figura piana chiusa formata da quattro archi di circonferenza a due a due congruenti. Ha due assi di simmetria tra loro ortogonali, che si intersecano in O centro di simmetria.

La curve policentriche: ovali, ovoli, spirali

Si definisce ovale la figura piana chiusa formata da quattro archi di circonferenza a due a due congruenti. Ha due assi di simmetria tra loro ortogonali che si intersecano in O centro di simmetria.

Si definisce ovale la figura piana chiusa formata da quattro archi di circonferenza a due a due congruenti. Ha due assi di simmetria tra loro ortogonali che si intersecano in O centro di simmetria.

Si definiscono curve policentriche le curve formate da archi di circonferenza, di centro e raggio diversi, raccordati tra loro.

Si definisce ovale la figura piana chiusa formata da quattro archi di circonferenza a due a due congruenti. Ha due assi di simmetria tra loro ortogonali che si intersecano in O centro di simmetria.

Si definisce ovale la figura piana chiusa formata da quattro archi di circonferenza a due a due congruenti. Ha due assi di simmetria tra loro ortogonali che si intersecano in O centro di simmetria.

Si definisce ovolo la figura piana chiusa formata da una semicirconferenza e da metà ovale. Ha un solo asse di simmetria che è l’asse maggiore.

L’ ovolo è la figura piana chiusa formata da una semicirconferenza e da metà ovale. Ha un solo asse di simmetria, che è l’asse maggiore.

Si definisce ovale la figura piana chiusa formata da quattro archi di circonferenza a due a due congruenti.

Si definisce ovale la figura piana chiusa formata da quattro archi di circonferenza a due a due congruenti. Ha due assi di simmetria tra loro ortogonali che si intersecano in O centro di simmetria.

Ha due assi di simmetria tra loro ortogonali che si intersecano in O centro di simmetria.

Si definisce ovolo la figura piana chiusa formata da una semicirconferenza e da metà ovale. Ha un solo asse di simmetria che è l’asse maggiore.

Si definisce ovolo la figura piana chiusa formata da una semicirconferenza e da metà ovale. Ha un solo asse di simmetria che è l’asse maggiore.

Si definisce ovolo la figura piana chiusa formata da una semicirconferenza e da metà ovale. Ha un solo asse di simmetria che è l’asse maggiore.

Si definisce ovolo la figura piana chiusa formata da una semicirconferenza e da metà ovale. Ha un solo asse di simmetria che è l’asse maggiore.

Si definisce ovolo la figura piana chiusa formata da una semicirconferenza e da metà ovale.

Ha un solo asse di simmetria che è l’asse maggiore.

Si definisce spirale una curva policentrica aperta ad andamento circolare ma con raggio progressivamente crescente. Non ha assi di simmetria e le rette pacssnti per l’origine sono tagliate in tanti segmenti tra loro congruenti detti passo.

Si definisce spirale una curva policentrica aperta ad andamento circolare ma con raggio progressivamente crescente. Non ha assi di simmetria e le rette pacssnti per l’origine sono tagliate in tanti segmenti tra loro congruenti detti passo.

La spirale è una curva policentrica aperta ad andamento circolare ma con raggio progressivamente crescente.

Si definisce spirale una curva policentrica aperta ad andamento circolare ma con raggio progressivamente crescente. Non ha assi di simmetria e le rette pacssnti per l’origine sono tagliate in tanti segmenti tra loro congruenti detti passo

Si definisce spirale una curva policentrica aperta ad andamento circolare ma con raggio progressivamente crescente. Non ha assi di simmetria e le rette pacssnti per l’origine sono tagliate in tanti segmenti tra loro congruenti detti passo

Si definisce spirale una curva policentrica aperta ad andamento circolare ma con raggio progressivamente crescente. Non ha assi di simmetria e le rette pacssnti per l’origine sono tagliate in tanti segmenti tra loro congruenti detti passo

Non ha assi di simmetria e le rette passanti per l’origine sono tagliate in tanti segmenti tra loro congruenti detti passo

Si definisce spirale una curva policentrica aperta ad andamento circolare ma con raggio progressivamente crescente. Non ha assi di simmetria e le rette pacssnti per l’origine sono tagliate in tanti segmenti tra loro congruenti detti passo.

Si definiscono curve policentriche le curve formate da archi di circonferenza, di centro e raggio diversi, raccordati tra loro.

Curve cicliche o meccaniche: evolvente del cerchio, cicloide, epicicloide

Curve cicliche o meccaniche: evolvente del cerchio, cicloide, epicicloide

Curve cicliche o meccaniche: evolvente del cerchio, cicloide, epicicloide

Curve cicliche o meccaniche: evolvente del cerchio, cicloide, epicicloide

Curve cicliche o meccaniche: evolvente del cerchio, cicloide, epicicloide

Le curve cicliche o meccaniche sono le curve piane generate da un punto in movimento appartenente a una retta o a una circonferenza.

Si definiscono curve cicliche o meccaniche le curve piane generate da un punto in movimento appartenente a una retta o a una circonferenza.

Si definiscono curve cicliche o meccaniche le curve piane generate da un punto in movimento appartenente a una retta o a una circonferenza.

Si definiscono curve cicliche o meccaniche le curve piane generate da un punto in movimento appartenente a una retta o a una circonferenza.

Si definiscono curve cicliche o meccaniche le curve piane generate da un punto in movimento appartenente a una retta o a una circonferenza.

Si definiscono curve cicliche o meccaniche le curve piane generate da un punto in movimento appartenente a una retta o a una circonferenza.

L’evolvente del cerchio è una curva piana data dalla traccia di un punto appartenente a una retta che ruota su una circonferenza senza strisciare.

L’ evolvente del cerchio è una curva piana data dalla traccia di un punto appartenente a una retta che ruota su una circonferenza senza strisciare.

L’evolvente del cerchio è una curva piana data dalla traccia di un punto appartenente a una retta che ruota su una circonferenza senza strisciare.

L’evolvente del cerchio è una curva piana data dalla traccia di un punto appartenente a una retta che ruota su una circonferenza senza strisciare.

Curve cicliche o meccaniche: evolvente del cerchio, cicloide, epicicloide

L’evolvente del cerchio è una curva piana data dalla traccia di un punto appartenente a una retta che ruota su una circonferenza senza strisciare.

La cicloide è una curva piana generata da un punto appartenente a una circonferenza che rotola su una retta senza strisciare.

L’evolvente del cerchio è una curva piana data dalla traccia di un punto appartenente a una retta che ruota su una circonferenza senza strisciare.

La cicloide è una curva piana generata da un punto appartenente a una circonferenza che rotola su una retta senza strisciare.

La cicloide è una curva piana generata da un punto appartenente a una circonferenza che rotola su una retta senza strisciare.

La cicloide è una curva piana generata da un punto appartenente a una circonferenza che rotola su una retta senza strisciare.

La cicloide è una curva piana generata da un punto appartenente a una circonferenza che rotola su una retta senza strisciare.

La cicloide è una curva piana generata da un punto appartenente a una circonferenza che rotola su una retta senza strisciare.

Si definiscono curve cicliche o meccaniche le curve piane generate da un punto in movimento appartenente a una retta o a una circonferenza.

L’evolvente del cerchio è una curva piana data dalla traccia di un punto appartenente a una retta che ruota su una circonferenza senza strisciare.

La cicloide è una curva piana generata da un punto appartenente a una circonferenza che rotola su una retta senza strisciare.

L’epicicloide è una curva piana generata da un punto appartenente a una circonferenza che rotola sull’esterno di un’altra circonferenza senza strisciare. L’ipocicloide è una curva generata da un punto appartenente a una circonferenza che rotola all’interno di un’altra circonferenza senza strisciare.

L’epicicloide è una curva piana generata da un punto appartenente a una circonferenza che rotola sull’esterno di un’altra circonferenza senza strisciare. L’ipocicloide è una curva generata da un punto appartenente a una circonferenza che rotola all’interno di un’altra circonferenza senza strisciare.

L’epicicloide è una curva piana generata da un punto appartenente a una circonferenza che rotola sull’esterno di un’altra circonferenza senza strisciare. L’ipocicloide è una curva generata da un punto appartenente a una circonferenza che rotola all’interno di un’altra circonferenza senza strisciare.

L’epicicloide è una curva piana generata da un punto appartenente a una circonferenza che rotola sull’esterno di un’altra circonferenza senza strisciare. L’ipocicloide è una curva generata da un punto appartenente a una circonferenza che rotola all’interno di un’altra circonferenza senza strisciare.

L’epicicloide è una curva piana generata da un punto appartenente a una circonferenza che rotola sull’esterno di un’altra circonferenza senza strisciare. L’ipocicloide è una curva generata da un punto appartenente a una circonferenza che rotola all’interno di un’altra circonferenza senza strisciare.

Epicicloide

L’epicicloide è una curva piana generata da un punto appartenente a una circonferenza che rotola sull’esterno di un’altra circonferenza senza strisciare. L’ipocicloide è una curva generata da un punto appartenente a una circonferenza che rotola all’interno di un’altra circonferenza senza strisciare.

L’epicicloide è una curva piana generata da un punto appartenente a una circonferenza che rotola sull’esterno di un’altra circonferenza senza strisciare. L’ipocicloide è una curva generata da un punto appartenente a una circonferenza che rotola all’interno di un’altra circonferenza senza strisciare.

Ipocicloide

Ipocicloide

Epicicloide
Ipocicloide

Problema 43: Costruire un ovale dati gli assi AB e CD

Problema 43: Costruire un ovale dati gli assi AB e CD

Tracciati gli assi, si congiunga C con B e da C si riporti HB, differenza tra i due semiassi, determinando K. Si tracci l’asse di KB che incontra gli assi, o i loro prolungamenti, in O1 ed O2.

PASSO PASSO 4.8.1 OVALE DATI GLI ASSI AB E CD

4.8 Costruzioni di curve policentriche e cicliche

Tracciati gli assi, si congiunga C con B e da C si riporti HB, differenza tra i due semiassi, determinando K. Si tracci l’asse di KB che incontra gli assi, o i loro prolungamenti, in O1 ed O2.

Costruzioni piane fondamentali: ovale e ovolo

Problema 43: Costruire un ovale dati gli assi AB e CD

Problema 43: Costruire un ovale dati gli assi AB e CD

Costruzioni piane fondamentali: ovale e ovolo

1 Tracciati gli assi AB e CD congiungiamo C con B e da C riportiamo 1B, differenza tra i due semiassi, determinando su CB il punto 2. Tracciamo l’asse di 2B che incontra gli assi, o i loro prolungamenti, in O1 e O2

Tracciati gli assi, si congiunga C con B e da C si riporti HB, differenza tra i due semiassi, determinando K. Si tracci l’asse di KB che incontra gli assi, o i loro prolungamenti, in O1 ed O2

Tracciati gli assi, si congiunga C con B e da C si riporti HB, differenza tra i due semiassi, determinando K. Si tracci l’asse di KB che incontra gli assi, o i loro prolungamenti, in O1 ed O2

Si punti col compasso in O2 con apertura O2C e si tracci un arco che interseca l’asse di KB in G. Si punti quindi in O1 con apertura O1G e si tracci l’arco GB completando il primo quarto di ovale. Si punti quindi in O e si riporti O1 in O4 e O2 in O3.

Si punti col compasso in O2 con apertura O2C e si tracci un arco che interseca l’asse di KB in G. Si punti quindi in O1 con apertura O1G e si tracci l’arco GB completando il primo quarto di ovale. Si punti quindi in O e si riporti O1 in O4 e O2 in O3.

Si congiunga O3 con O1 e O4 con O3 e si prolunghino le linee, quindi puntando in O1, O2, O3 ed O4 si traccino gli archi come fatto per il primo quarto.

Si congiunga O3 con O1 e O4 con O3 e si prolunghino le linee, quindi puntando in O1, O2, O3 ed O4 si traccino gli archi come fatto per il primo quarto.

Si punti col compasso in O2 con apertura O2C e si tracci un arco che interseca l’asse di KB in G. Si punti quindi in O1 con apertura O1G e si tracci l’arco GB completando il primo quarto di ovale. Si punti quindi in O e si riporti O1 in O4 e O2 in O3.

Si punti col compasso in O2 con apertura O2C e si tracci un arco che interseca l’asse di KB in G. Si punti quindi in O1 con apertura O1G e si tracci l’arco GB completando il primo quarto di ovale. Si punti quindi in O e si riporti O1 in O4 e O2 in O3.

2 Puntiamo il compasso in O 2 con apertura O2C e tracciamo un arco che interseca l’asse di 2B in E. Puntiamo quindi in O1 con apertura O 1E e tracciamo l’arco EB completando il primo quarto di ovale. Puntiamo quindi in O e riportiamo O1 in O4 e O2 in O3.

Problema 44: Costruire un ovolo dati gli assi

Problema 44: Costruire un ovolo dati gli assi

PASSO PASSO 4.8.2 OVOLO DATI GLI ASSI AB E CD

Tracciato CD se ne costruisce l’asse determinando il centro O. Si punta in O con apertura OC e si traccia la semicirconferenza CD che determina sull’asse il punto A e da A si riporta la misura di AB.

Si congiunga O3 con O1 e O4 con O3 e si prolunghino le linee, quindi puntando in O1, O2, O3 ed O4 si traccino gli archi come fatto per il primo quarto.

3 Congiungiamo O3 con O1 e O4, O2 con O4 e prolunghiamo le linee, quindi puntando in O1, O2, O3 e O4 tracciamo gli archi come fatto per il primo quarto.

Si congiunga O3 con O1 e O4 con O3 e si prolunghino le linee, quindi puntando in O1, O2, O3 ed O4 si traccino gli archi come fatto per il primo quarto.

Tracciato CD se ne costruisce l’asse determinando il centro O. Si punta in O con apertura OC e si traccia la semicirconferenza CD che determina sull’asse il punto A e da A si riporta la misura di AB.

1 Tracciamo CD e costruiamo il suo asse, determinando il centro O. Puntiamo in O con apertura OC e tracciamo la semicirconferenza CD che interseca l’asse nel punto A e da A riportiamo la misura di AB.

Problema 44: Costruire un ovolo dati gli assi

Problema 44: Costruire un ovolo dati gli assi

Tracciato CD se ne costruisce l’asse determinando il centro O. Si punta in O con apertura OC e si traccia la semicirconferenza CD che determina sull’asse il punto A e da A si riporta la misura di AB.

Tracciato CD se ne costruisce l’asse determinando il centro O. Si punta in O con apertura OC e si traccia la semicirconferenza CD che determina sull’asse il punto A e da A si riporta la misura di AB.

Si tracci CB e da C si riporti HB, differenza tra OB e OC, determinando K. Si tracci l’asse di KB che incontra gli assi, o i loro prolungamenti, in O1 ed O2 e puntando in O si riporti O2 in O3.

Si tracci CB e da C si riporti HB, differenza tra OB e OC, determinando K. Si tracci l’asse di KB che incontra gli assi, o i loro prolungamenti, in O1 ed O2 e puntando in O si riporti O2 in O3.

2 Tracciamo CB e da C riportiamo 1B, differenza tra OB e OC, determinando 2. Tracciamo l’asse di 2B che incontra gli assi, o i loro prolungamenti, in O1 e O2 e puntando in O riportiamo O2 in O3.

Si tracci CB e da C si riporti HB, differenza tra OB e OC, determinando K. Si tracci l’asse di KB che incontra gli assi, o i loro prolungamenti, in O1 ed O2 e puntando in O si riporti O2 in O3.

Si tracci CB e da C si riporti HB, differenza tra OB e OC, determinando K. Si tracci l’asse di KB che incontra gli assi, o i loro prolungamenti, in O1 ed O2 e puntando in O si riporti O2 in O3.

Si congiunga O3 con O1 e si prolunghi la linea, quindi puntando in O2 ed O3 si traccino rispettivamente gli archi CG e DI, e puntando in O1 l’arco GI.

Si congiunga O3 con O1 e si prolunghi la linea, quindi puntando in O2 ed O3 si traccino rispettivamente gli archi CG e DI, e puntando in O1 l’arco GI.

3 Congiungiamo O 3 con O 1 e prolunghiamo la linea, quindi puntando in O2 e O3 tracciamo rispettivamente gli archi CE e DF, e puntando in O1 l’arco EF.

Si congiunga O3 con O1 e si prolunghi la linea, quindi puntando in O2 ed O3 si traccino rispettivamente gli archi CG e DI, e puntando in O1 l’arco GI.

Si congiunga O3 con O1 e si prolunghi la linea, quindi puntando in O2 ed O3 si traccino rispettivamente gli archi CG e DI, e puntando in O1 l’arco GI.

Video tutorial
Video tutorial

PASSO PASSO 4.8.3 OVALE DATO L’ASSE MAGGIORE AB

1 Tracciamo AB e il suo asse, determinando il centro O; costruiamo gli assi di OA e OB trovando O1 e O2.

2 Puntiamo in O, O 1 e O 2 e tracciamo tre circonferenze di raggio OO1 che intersecandosi danno origine ai punti 1, 2, 3, 4.

3 Tracciamo e prolunghiamo i segmenti O11, O12, O23, O24 a determinare O3 e O4 e, sulle circonferenze D, E, F, G. Puntiamo in O3 e O4 e tracciamo gli archi DG e EF.

PASSO PASSO 4.8.4 OVALE DATO L’ASSE MINORE CD

1 Tracciamo CD e il suo asse, determinando O; tracciamo la circonferenza di raggio OC trovando O1 e O2. Congiungiamo C e D con O1 e O2 e prolunghiamo.

2 Puntiamo in C e in D con raggio CD e tracciamo due archi che intersecano i segmenti precedentemente tracciati in E, F, G, L.

PASSO PASSO 4.8.5 OVOLO DATO L’ASSE MINORE

1 Consideriamo CD e il suo asse, determinando O; tracciamo la circonferenza di raggio OC trovando O1. Congiungiamo C e D con O1 e prolunghiamo i segmenti.

2 Puntiamo in C e in D con raggio CD e tracciamo due archi che intersecano i segmenti precedentemente tracciati in E, F.

3 Puntiamo in O1 e O2 con apertura O1E e tracciamo i due archi EF e GL completando la costruzione.

3 Puntiamo in O1 con apertura O1E e tracciamo l’arco EF completando la costruzione.

PASSO PASSO 4.8.6

SPIRALE DI ARCHIMEDE DATO IL PASSO p

1 Sia p = AB. Lo dividiamo in un numero di parti congruenti (es. otto) e dividiamo nello stesso numero di parti la circonferenza di raggio AB. Procediamo nella numerazione delle suddivisioni come indicato in figura e tracciamo i raggi B1, B2 ecc.

2 Puntiamo in B col compasso avente apertura B1', tracciamo un arco che interseca il raggio B1, con apertura B2' un arco che interseca il raggio B2 ecc.

Video tutorial

3 Determinate tutte le intersezioni, procediamo a tracciare la curva col curvilineo.

PASSO PASSO 4.8.7

SPIRALE (CON DUE CENTRI)

1 Consideriamo gli estremi A e B del passo. Tracciamo l’asse di AB determinando il centro O.

2 Puntiamo col compasso in O, con apertura OA, e tracciamo una semi circonferenza. Puntiamo poi in A con apertura AB e tracciamo un’altra semicirconferenza determinando C.

3 Puntiamo poi in O con apertura OC e tracciamo una semicirconferenza da C a D. Poi in A con apertura AD ecc.

PASSO PASSO 4.8.8

SPIRALE (CON TRE CENTRI)

1 Costruiamo un triagolo equilatero col lato pari a 1/3 del passo e prolunghiamo i lati nello stesso verso.

2 Puntiamo col compasso in A con apertura AB e tracciamo un arco che interseca il prolungamento di CA in D. Poi in C con apertura CD a determinare E ecc.

vedi esercizio a pag. 86

3 Procediamo nello stesso modo fino a ottenere le spire volute. Con lo stesso metodo, partendo da poligoni regolari, si possono costruire spirali a quattro o più centri.

Costruzioni piane fondamentali: evolvente e cicloide

Costruzioni piane fondamentali: evolvente e cicloide

Problema 49: Costruire l’evolvente del cerchio dato il raggio R (vedi p.40)

PASSO PASSO 4.8.9 EVOLVENTE DEL CERCHIO DATO IL RAGGIO R

Problema 49: Costruire l’evolvente del cerchio dato il raggio R (vedi p.40)

Problema 49: Costruire l’evolvente del cerchio dato il raggio R (vedi p.40)

Problema 49: Costruire l’evolvente del cerchio dato il raggio R (vedi p.40)

Sia dato il raggio R. Tracciata la circonferenza, la si divide in un numero di parti uguali (ad esempio 12) e si congiunge ogni punto della suddivisione con il centro O. Si procede nella numerazione della suddivisione come in figura. Per ogni punto si tracciano poi, nello stesso verso, le tangenti alla circonferenza (ovvero le perpendicolari ai raggi).

Sia dato il raggio R. Tracciata la circonferenza, la si divide in un numero di parti uguali (ad esempio 12) e si congiunge ogni punto della suddivisione con il centro O. Si procede nella numerazione della suddivisione come in figura. Per ogni punto si tracciano poi, nello stesso verso, le tangenti alla circonferenza (ovvero le perpendicolari ai raggi).

Sia dato il raggio R. Tracciata la circonferenza, la si divide in un numero di parti uguali (ad esempio 12) e si congiunge ogni punto della suddivisione con il centro O. Si procede nella numerazione della suddivisione come in figura. Per ogni punto si tracciano poi, nello stesso verso, le tangenti alla circonferenza (ovvero le perpendicolari ai raggi).

1 Tracciamo il cerchio e lo dividiamo in un numero di parti uguali (ad esempio 12). Numeriamo ciascun punto della suddivisione in senso orario come in figura, lo congiungiamo con il centro O e tracciamo, nello stesso verso, le tangenti alla circonferenza (cioè le perpendicolari ai raggi).

Sia dato il raggio R. Tracciata la circonferenza, la si divide in un numero di parti uguali (ad esempio 12) e si congiunge ogni punto della suddivisione con il centro O. Si procede nella numerazione della suddivisione come in figura. Per ogni punto si tracciano poi, nello stesso verso, le tangenti alla circonferenza (ovvero le perpendicolari ai raggi).

Si punta quindi in 2, con raggio 2-1, e si traccia un arco da 1 fino a incontrare la tangente in 2 nel punto a; si punta quindi in 3 con raggio 3a e si traccia un arco da a ad incontrare la tangente in 3 nel punto b; si punta in 4 con raggio 4b, e così via per tutti i punti della suddivisione. La somma dei vari archi dà l’evolvente.

Si punta quindi in 2, con raggio 2-1, e si traccia un arco da 1 fino a incontrare la tangente in 2 nel punto a; si punta quindi in 3 con raggio 3a e si traccia un arco da a ad incontrare la tangente in 3 nel punto b; si punta in 4 con raggio 4b, e così via per tutti i punti della suddivisione. La somma dei vari archi dà l’evolvente.

Si punta quindi in 2, con raggio 2-1, e si traccia un arco da 1 fino a incontrare la tangente in 2 nel punto a; si punta quindi in 3 con raggio 3a e si traccia un arco da a ad incontrare la tangente in 3 nel punto b; si punta in 4 con raggio 4b, e così via per tutti i punti della suddivisione. La somma dei vari archi dà l’evolvente.

Si punta quindi in 2, con raggio 2-1, e si traccia un arco da 1 fino a incontrare la tangente in 2 nel punto a; si punta quindi in 3 con raggio 3a e si traccia un arco da a ad incontrare la tangente in 3 nel punto b; si punta in 4 con raggio 4b, e così via per tutti i punti della suddivisione. La somma dei vari archi dà l’evolvente.

2 Puntiamo in 2, con raggio 2-1, e tracciamo un arco da 1 a incontrare la tangente in 2 nel punto A; puntiamo quindi in 3 con raggio 3A e tracciamo da A un arco a incontrare la tangente in 3 nel punto B; puntiamo in 4, ... e così via per tutti i punti della suddivisione. La somma dei vari archi dà l’evolvente.

Problema 50: Costruire una cicloide data la circonferenza (vedi p. 40)

Problema 50: Costruire una cicloide data la circonferenza (vedi p. 40)

Problema 50: Costruire una cicloide data la circonferenza (vedi p. 40)

PASSO PASSO 4.8.10 CICLOIDE

DATA LA CIRCONFERENZA

Problema 50: Costruire una cicloide data la circonferenza (vedi p. 40)

Sia data la circonferenza di raggio R. Si traccia un segmento AB di lunghezza pari a2 R pari a un giro completo e lo si suddivide in 12 parti uguali numerando con O1, O2, con apertura pari al raggio R e si tracciano 12 circonferenze.

Sia data la circonferenza di raggio R. Si traccia un segmento AB di lunghezza pari a2 R pari a un giro completo e lo si suddivide in 12 parti uguali numerando con O1, O2, con apertura pari al raggio R e si tracciano 12 circonferenze.

Sia data la circonferenza di raggio R. Si traccia un segmento AB di lunghezza pari a2 R pari a un giro completo e lo si suddivide in 12 parti uguali numerando con O1, O2, ... con apertura pari al raggio R e si tracciano 12 circonferenze.

Sia data la circonferenza di raggio R. Si traccia un segmento AB di lunghezza pari a2 R pari a un giro completo e lo si suddivide in 12 parti uguali numerando con O1, O2, con apertura pari al raggio R e si tracciano 12 circonferenze.

1 Consideriamo la circonferenza di raggio R. Tracciamo un segmento AB lungo 2πR pari a un giro completo e lo dividiamo in 12 parti uguali numerando con O1, O2, ... e tracciamo 12 circonferenze di raggio R.

Si divide la prima circonferenza in 12 parti uguali, così da ottenere la posizione del punto rispetto al piano di rotolamento a ogni dodicesimo di rotazione, e si tracciano per ogni punto le parallele ad AB. Le parallele incontrano le circonferenze nei punti P1, P2, P3, ..., che rappresentano l’esatta posizione del punto a ogni dodicesimo di percorso. Congiungendo col curvilineo i punti P1, P2, P3, ...,si ottiene la curva cercata.

Si divide la prima circonferenza in 12 parti uguali, così da ottenere la posizione del punto rispetto al piano di rotolamento a ogni dodicesimo di rotazione, e si tracciano per ogni punto le parallele ad AB. Le parallele incontrano le circonferenze nei punti P1, P2, P3, , che rappresentano l’esatta posizione del punto a ogni dodicesimo di percorso. Congiungendo col curvilineo i punti P1, P2, P3, ...,si ottiene la curva cercata.

Si divide la prima circonferenza in 12 parti uguali, così da ottenere la posizione del punto rispetto al piano di rotolamento a ogni dodicesimo di rotazione, e si tracciano per ogni punto le parallele ad AB. Le parallele incontrano le circonferenze nei punti P1, P2, P3, ..., che rappresentano l’esatta posizione del punto a ogni dodicesimo di percorso. Congiungendo col curvilineo i punti P1, P2, P3, ...,si ottiene la curva cercata.

Si divide la prima circonferenza in 12 parti uguali, così da ottenere la posizione del punto rispetto al piano di rotolamento a ogni dodicesimo di rotazione, e si tracciano per ogni punto le parallele ad AB. Le parallele incontrano le circonferenze nei punti P1, P2, P3, ..., che rappresentano l’esatta posizione del punto a ogni dodicesimo di percorso. Congiungendo col curvilineo i punti P1, P2, P3, ...,si ottiene la curva cercata.

2 Dividiamo la prima circonferenza in 12 parti uguali, così da ottenere la posizione del punto rispetto al piano di rotolamento a ogni dodicesimo di rotazione, e tracciamo per ciascun punto le parallele ad AB. Le intersezioni tra le parallele e le circonferenze nei punti P0, P1, P2, P3, ..., rappresentano l’esatta posizione del punto a ogni dodicesimo di percorso. Congiungendo col curvilineo i punti P0, P1, P2, P3, ..., si ottiene la curva cercata.

Video tutorial
Video tutorial

PASSO PASSO 4.8.11 CICLOIDE ALLUNGATA DATA LA CIRCONFERENZA

1 Consideriamo il punto P in rotazione all’esterno della circonferenza. Il percorso di un giro è pari a 2πR e lo dividiamo in 12 parti uguali determinando O 1, ... O12. Centrando in questi punti, tracciamo 12 circonferenze di raggio OP.

2 Dividiamo la circonferenza di raggio OP in 12 parti uguali e tracciamo per ciascuna suddivisione la parallela ad AB. Le intersezioni di queste linee con le corrispondenti circonferenze ci danno i punti per cui passa la curva.

PASSO PASSO 4.8.12 CICLOIDE

1 Consideriamo il punto P in rotazione all’interno della circonferenza. Il percorso di un giro è pari a 2πR che dividiamo in 12 parti uguali determinando O1, ... O12. Centrando in questi punti, tracciamo 12 circonferenze di raggio OP.

2 Dividiamo la circonferenza di raggio OP in 12 parti uguali e tracciamo per ciascuna suddivisione la parallela ad AB. Le intersezioni di queste linee con le corrispondenti circonferenze ci danno i punti per cui passa la curva.

Costruzioni piane fondamentali:

4.8.13 EPICICLOIDE

Problema 51: Costruire un’epicicloide

Consideriamo r ed R, rispettivamente raggi della circonferenza su cui giace il punto e della circonferenza su cui avviene il rotolamento.

La costruzione è simile a quella della cicloide con la differenza che in questo caso il rotolamento avviene lungo un arco di circonferenza. Questo comporta che per determinare le posizioni del punto, invece di tracciare linee parallele al tratto percorso, dobbiamo tracciare archi di circonferenza concentrici con la circonferenza su cui avviene il rotolamento.

L’arco percorso sarà pari a 2πr e l’angolo β a esso sotteso è dato dalla relazione β = 360°·r/R

Siano dati r ed R, rispettivamente raggi della circonferenza su cui giace il punto e della circonferenza su cui avviene il rotolamento. La costruzione è simile a quella della cicloide con la differenza che in questo caso il rotolamento avviene lungo un arco di circonferenza. Questo comporta che per determinare le posizioni del punto, invece di tracciare linee parallele al tratto percorso, si devono tracciare archi di circonferenza concentrici con la circonferenza su cui avviene il rotolamento. L’arco percorso sarà pari a 2 r e l’angolo β ad esso sotteso è dato dalla relazione β=360° * r/R

Costruzioni piane fondamentali: ipocicloide

4.8.14 IPOCICLOIDE DATE LE DUE CIRCONFERENZE

Problema 52: Costruire un’ipocicloide date le due circonferenze

Consideriamo r ed R, rispettivamente raggi della circonferenza su cui giace il punto e della circonferenza su cui avviene il rotolamento.

Siano dati r ed R, rispettivamente raggi della circonferenza su cui giace il punto e della circonferenza su cui avviene il rotolamento.

La costruzione è simile alla costruzione dell’epicicloide, con la differenza che in questo caso il rotolamento avviene all’interno della circonferenza.

La costruzione è simile alla costruzione dell’epicicloide, con la differenza che in questo caso il rotolamento avviene all’interno della circonferenza.

4.9 Le coniche

Le coniche

Le coniche

Le coniche

Elementi di

Elementi di geometria: coniche

Elementi di geometria: coniche

geometria: coniche

TECNOLAB - Eliche ed elicoidi Video tutorial

Elementi di geometria: coniche

Elementi di geometria: coniche

Elementi di geometria: coniche

Si definisce conica la curva che si ottiene intersecando una superficie conica con un piano non passante per il vertice del cono.

Si definisce conica la curva che si ottiene intersecando una superficie conica con un piano non passante per il vertice del cono.

Si definisce conica la curva che si ottiene intersecando una superficie conica con un piano non passante per il vertice del cono.

Le coniche

Le coniche

Le coniche

Consideriamo un cono di rotazione di vertice V, asse a e angolo al vertice 2a. Sia un piano generico non passante per il vertice del cono, che forma con l’asse del cono l’angolo acuto b. Si possono considerare i seguenti casi:

Una conica è una curva che si ottiene intersecando un cono rotondo indefinito con un piano non passante per il vertice del cono. Consideriamo un cono di rotazione di vertice V, asse a e angolo al vertice 2α . Sia π un piano generico non passante per il vertice del cono, che forma con l’asse del cono l’angolo acuto β Si verificano i seguenti casi:

se b=90° avremo un circonferenza (che è stato analizzato nelle pagine precedenti).

• se β = 90° si ottiene una circonferenza, di cui abbiamo trattato nelle pagine precedenti;

Si definisce conica la curva che si ottiene intersecando una superficie conica con un piano non passante per il vertice del cono.

Consideriamo un cono di rotazione di vertice V, asse a e angolo al vertice 2a. Sia un piano generico non passante per il vertice del cono, che forma con l’asse del cono l’angolo acuto b. Si possono considerare i seguenti casi: se b=90° avremo un circonferenza (che è stato analizzato nelle pagine precedenti).

Si definisce conica la curva che si ottiene intersecando una superficie conica con un piano non passante per il vertice del cono.

Si definisce conica la curva che si ottiene intersecando una superficie conica con un piano non passante per il vertice del cono.

Consideriamo un cono di rotazione di vertice V, asse a e angolo al vertice 2a. Sia un piano generico non passante per il vertice del cono, che forma con l’asse del cono l’angolo acuto b. Si possono considerare i seguenti casi: se b=90° avremo un circonferenza (che è stato analizzato nelle pagine precedenti).

se ß>α il piano taglia il cono una linea chiusa detta ellisse.

• se β > α si ottiene una linea chiusa detta ellisse;

se ß>α il piano taglia il cono lungo una linea chiusa detta ellisse.

se ß>α il piano taglia il cono lungo una linea chiusa detta ellisse.

Consideriamo un cono di rotazione di vertice V, asse a e angolo al vertice 2a. Sia un piano generico non passante per il vertice del cono, che forma con l’asse del cono l’angolo acuto b. Si possono considerare i seguenti casi: se b=90° avremo un circonferenza (che è stato analizzato nelle pagine precedenti).

se ß=α il piano taglia il cono una linea aperta detta parabola.

• se β = α si ottiene una linea aperta detta parabola;

Consideriamo un cono di rotazione di vertice V, asse a e angolo al vertice 2a. Sia un piano generico non passante per il vertice del cono, che forma con l’asse del cono l’angolo acuto b. Si possono considerare i seguenti casi: se b=90° avremo un circonferenza (che è stato analizzato nelle pagine precedenti).

se ß=α il piano taglia il cono lungo una linea aperta detta parabola.

se ß=α il piano taglia il cono lungo una linea aperta detta parabola.

Consideriamo un cono di rotazione di vertice V, asse a e angolo al vertice 2a. Sia un piano generico non passante per il vertice del cono, che forma con l’asse del cono l’angolo acuto b. Si possono considerare i seguenti casi: se b=90° avremo un circonferenza (che è stato analizzato nelle pagine precedenti).

se ß>α il piano taglia il cono lungo una linea chiusa detta ellisse

se ß>α il piano taglia il cono lungo una linea chiusa detta ellisse

se ß>α il piano taglia il cono lungo una linea chiusa detta ellisse.

se ß=α il piano taglia il cono lungo una linea aperta detta parabola

se ß<α il piano taglia il cono una linea aperta, costituita da due rami, iperbole

se ß=α il piano taglia il cono lungo una linea aperta detta parabola

se ß<α il piano taglia il cono lungo una linea aperta, costituita da due rami, detta iperbole

se ß=α il piano taglia il cono lungo una linea aperta detta parabola.

• se β < α si ottiene una linea aperta, costituita da due rami, detta iperbole

se ß<α il piano taglia il cono lungo una linea aperta, costituita da due rami, detta iperbole

se ß<α il piano taglia il cono lungo una linea aperta, costituita da due rami, detta iperbole

se ß<α il piano taglia il cono lungo una linea aperta, costituita da due rami, detta iperbole

se ß<α il piano taglia il cono lungo una linea aperta, costituita da due rami, detta iperbole

Le coniche possono essere ottenute anche mediante proprietà geometriche.

Si definisce ellisse il luogo geometrico dei punti di un piano la cui somma delle distanze da due punti fissi detti fuochi è costante.

Si definisce ellisse il luogo geometrico dei punti di un piano la cui somma delle distanze da due punti fissi detti fuochi è costante.

Si definisce ellisse il luogo geometrico dei punti di un piano la cui somma delle distanze da due punti fissi detti fuochi è costante.

Essa si ottiene sezionando una superficie conica con un piano che incontri su una sola falda tutte le generatrici della superficie.

Si definisce ellisse il luogo geometrico dei punti di un piano la cui somma delle distanze da due punti fissi detti fuochi è costante.

Essa si ottiene sezionando una superficie conica con un piano che incontri su una sola falda tutte le generatrici della superficie.

Si definisce ellisse il luogo geometrico dei punti di un piano la cui somma delle distanze da due punti fissi detti fuochi è costante.

Si definisce ellisse il luogo geometrico dei punti di un piano la cui somma delle distanze da due punti fissi detti fuochi è costante.

Essa si ottiene sezionando una superficie conica con un piano che incontri su una sola falda tutte le generatrici della superficie.

Gli elementi dell’ellisse sono: gli assi di simmetria e i fuochi.

L’ellisse è il luogo geometrico dei punti di un piano la cui somma delle distanze da due punti fissi detti fuochi è costante. Gli elementi caratteristici dell’ellisse sono: gli assi di simmetria (asse maggiore e asse minore) e i fuochi.

Si definisce parabola il luogo geometrico dei punti di un piano equidistanti da un punto fisso detto fuoco e da una retta detta direttrice.

Si definisce parabola il luogo geometrico dei punti di un piano equidistanti da un punto fisso detto fuoco e da una retta detta direttrice.

Si definisce parabola il luogo geometrico dei punti di un piano equidistanti da un punto fisso detto fuoco e da una retta detta direttrice.

Essa si ottiene sezionando una superficie conica con un piano che incontri su una sola falda tutte le generatrici della superficie.

Essa si ottiene sezionando una superficie conica con un piano che incontri su una sola falda tutte le generatrici della superficie.

Gli elementi della parabola sono: l’asse di simmetria, la direttrice, il fuoco e il vertice.

Gli elementi dell’ellisse sono: gli assi di simmetria e i fuochi.

Si definisce parabola il luogo geometrico dei punti di un piano equidistanti da un punto fisso detto fuoco e da una retta detta direttrice.

Essa si ottiene sezionando una superficie conica con un piano che incontri su una sola falda tutte le generatrici della superficie.

Gli elementi dell’ellisse sono: gli assi di simmetria e i fuochi.

Gli elementi dell’ellisse sono: gli assi di simmetria e i fuochi.

Si definisce parabola il luogo geometrico dei punti di un piano equidistanti da un punto fisso detto fuoco e da una retta detta direttrice.

Gli elementi dell’ellisse sono: gli assi di simmetria e i fuochi.

La parabola è il luogo geometrico dei punti di un piano equidistanti da un punto fisso detto fuoco e da una retta detta direttrice. Gli elementi caratteristici della parabola sono l’asse di simmetria, la direttrice, il fuoco e il vertice.

Gli elementi della parabola sono: l’asse di simmetria, la direttrice, il fuoco e il vertice.

Gli elementi della parabola sono: l’asse di simmetria, la direttrice, il fuoco e il vertice.

Si definisce parabola il luogo geometrico dei punti di un piano equidistanti da un punto fisso detto fuoco e da una retta detta direttrice.

Gli elementi della parabola sono: l’asse di simmetria, la direttrice, il fuoco e il vertice.

Gli elementi dell’ellisse sono: gli assi di simmetria e i fuochi.

Gli elementi della parabola sono: l’asse di simmetria, la direttrice, il fuoco e il vertice.

Si definisce iperbole il luogo geometrico dei punti di un piano la cui differenza delle distanze da due punti fissi detti fuochi è costante ed è uguale alla distanza tra i due vertici dell’iperbole. Gli elementi dell’iperbole sono:l’asse trasverso, l’asse non trasverso, gli asintoti, i fuochi e i vertici.

Si definisce iperbole il luogo geometrico dei punti di un piano la cui differenza delle distanze da due punti fissi detti fuochi è costante ed è uguale alla distanza tra i due vertici dell’iperbole. Gli elementi dell’iperbole sono:l’asse trasverso, l’asse non trasverso, gli asintoti, i fuochi e i vertici.

Gli elementi della parabola sono: l’asse di simmetria, la direttrice, il fuoco e il vertice.

Si definisce iperbole il luogo geometrico dei punti di un piano la cui differenza delle distanze da due punti fissi detti fuochi è costante ed è uguale alla distanza tra i due vertici dell’iperbole. Gli elementi dell’iperbole sono:l’asse trasverso, l’asse non trasverso, gli asintoti, i fuochi e i vertici.

Si definisce iperbole il luogo geometrico dei punti di un piano la cui differenza delle distanze da due punti fissi detti fuochi è costante ed è uguale alla distanza tra i due vertici dell’iperbole. Gli elementi dell’iperbole sono:l’asse trasverso, l’asse non trasverso, gli asintoti, i fuochi e i vertici.

L’iperbole è il luogo geometrico dei punti di un piano la cui differenza delle distanze da due punti fissi detti fuochi è costante ed è uguale alla distanza tra i due vertici dell’iperbole. Gli elementi caratteristici dell’iperbole sono l’asse trasverso, l’asse non trasverso, gli asintoti, i fuochi e i vertici.

Si definisce iperbole il luogo geometrico dei punti di un piano la cui differenza delle distanze da due punti fissi detti fuochi è costante ed è uguale alla distanza tra i due vertici dell’iperbole. Gli elementi dell’iperbole sono:l’asse trasverso, l’asse non trasverso, gli asintoti, i fuochi e i vertici.

Si definisce iperbole il luogo geometrico dei punti di un piano la cui differenza delle distanze da due punti fissi detti fuochi è costante ed è uguale alla distanza tra i due vertici dell’iperbole. Gli elementi dell’iperbole sono:l’asse trasverso, l’asse non trasverso, gli asintoti, i fuochi e i vertici.

asse non trasverso

maggiore

minor e asse maggiore asse

4.10 Costruzioni di coniche

Costruzioni di coniche: ellissi e parabole

Costruzioni di coniche: ellissi e parabole

Costruzioni di coniche: ellissi e parabole

Costruzioni di coniche: ellissi e parabole

Costruzioni di coniche: ellissi e parabole

PASSO PASSO 4.10.1 ELLISSE DATI GLI ASSI AB E CD

Problema 46: Costruire un’ellisse dati gli assi AB e CD

Problema 46: Costruire un’ellisse dati gli assi AB e CD

Problema 46: Costruire un’ellisse dati gli assi AB e CD

Video tutorial

Problema 46: Costruire un’ellisse dati gli assi AB e CD

1 Tracciamo i due assi AB e CD e determiniamo il centro O. Puntiamo in C con un’apertura OA e tracciamo un arco che interseca AB in F' ed F''. Fissiamo un numero di punti tra F' e O (ad esempio 5).

Problema 46: Costruire un’ellisse dati gli assi AB e CD

Date le lunghezze degli assi AB e CD li si traccino determinando il centro O. Si punti in C col compasso avente un'apertura pari a OA e si tracci un arco che interseca AB in F' ed F”. Si scelga un numero a piacere di punti tra F' e O, per esempio cinque.

Date le lunghezze degli assi AB e CD li si traccino determinando il centro O. Si punti in C col compasso avente un'apertura pari a OA e si tracci un arco che interseca AB in F' ed F”. Si scelga un numero a piacere di punti tra F' e O, per esempio cinque.

Date le lunghezze degli assi AB e CD li si traccino determinando il centro O. Si punti in C col compasso avente un'apertura pari OA e si tracci un arco che interseca AB in F' ed F”. Si scelga un numero a piacere di punti tra F' e O, per esempio cinque.

Si punti in F' col compasso avente apertura A1 e si traccino due archet -ti, uno sopra e l'altro sotto l'asse AB. Si punti in F” con apertura B1 e si traccino due archetti che intersecano i precedenti, determinando due punti P e Q appartenenti all'ellisse.

Si punti in F' col compasso avente apertura A1 e si traccino due archet -ti, uno sopra e l'altro sotto l'asse AB. Si punti in F” con apertura B1 e si traccino due archetti che intersecano i precedenti, determinando due punti P e Q appartenenti all'ellisse.

2 Puntiamo in F' con apertura A1 e in F'' con apertura B1 e tracciamo quattro archetti, sopra e sotto l’asse AB che intersecandosi determinano i punti P e Q e, invertendo i centri, i punti S e T tutti appartenenti all’ellisse.

Si punti in F' col compasso avente apertura A1 e si traccino due archet -ti, uno sopra e l'altro sotto l'asse AB. Si punti in F” con apertura B1 e si traccino due archetti che intersecano i precedenti, determinando due punti P e Q appartenenti all'ellisse.

Date le lunghezze degli assi AB e CD li si traccino determinando il centro O. Si punti in C col compasso avente un'apertura pari a OA e si tracci un arco che interseca AB in F' ed F”. Si scelga un numero a piacere di punti tra F' e O, per esempio cinque.

Date le lunghezze degli assi AB e CD li si traccino determinando il centro O. Si punti in C col compasso avente un'apertura pari a OA e si tracci un arco che interseca AB in F' ed F”. Si scelga un numero a piacere di punti tra F' e O, per esempio cinque.

Costruire un’ellisse dati gli assi AB e CD

Costruire un’ellisse dati gli assi AB e CD

Si proceda allo stesso modo anche per i punti 2, 3, 4, 5 ricavando una serie di punti che permettono, mediante il curvilineo, di tracciare mezza ellisse. Per tracciare l'altra metà si ripeta la stessa costruzione.

Si proceda allo stesso modo anche per i punti 2, 3, 4, 5 ricavando una serie di punti che permettono, mediante il curvilineo, di tracciare mezza ellisse. Per tracciare l'altra metà si ripeta la stessa costruzione.

3 Procediamo allo stesso modo anche per i punti 2, 3, 4, 5 determinando una serie di punti che permettono, mediante il curvilineo, di tracciare l’ellisse.

Si proceda allo stesso modo anche per i punti 2, 3, 4, 5 ricavando una serie di punti che permettono, mediante il curvilineo, di tracciare mezza ellisse. Per tracciare l'altra metà si ripeta la stessa costruzione.

Si punti in F' col compasso avente apertura A1 e si traccino due archet -ti, uno sopra e l'altro sotto l'asse AB. Si punti in F” con apertura B1 e si traccino due archetti che intersecano i precedenti, determinando due punti P e Q appartenenti all'ellisse.

Si punti in F' col compasso avente apertura A1 e si traccino due archet -ti, uno sopra e l'altro sotto l'asse AB. Si punti in F” con apertura B1 e si traccino due archetti che intersecano i precedenti, determinando due punti P e Q appartenenti all'ellisse.

Costruire un’ellisse dati gli assi AB e CD

4.10.2 ELLISSE DATI GLI ASSI AB E CD

Costruire un’ellisse dati gli assi AB e CD

Costruire un’ellisse dati gli assi AB e CD

Si disegnino gli assi AB e CD determinando il centro O.

Si punti poi in O con apertura OA e poi OC, si traccino due ciconferenze e le si dividano in dodici parti uguali determinando i punti E’, F’, ....M’, N’ e E”, F”, ....M”, N”.

Si disegnino gli assi AB e CD determinando il centro O. Si punti poi in O con apertura OA e poi OC, si traccino due ciconferenze e le si dividano in dodici parti uguali determinando i punti E’, F’, ....M’, N’ e E”, F”, ....M”, N”.

Si proceda allo stesso modo anche per i punti 2, 3, 4, 5 ricavando una serie di punti che permettono, mediante il curvilineo, di tracciare mezza ellisse. Per tracciare l'altra metà si ripeta la stessa costruzione.

Si proceda allo stesso modo anche per i punti 2, 3, 4, 5 ricavando una serie di punti che permettono, mediante il curvilineo, di tracciare mezza ellisse. Per tracciare l'altra metà si ripeta la stessa costruzione.

Si disegnino gli assi AB e CD determinando il centro O. Si punti poi in O con apertura OA e poi OC, si traccino due ciconferenze e le si dividano in dodici parti uguali determinando i punti E’, F’, ....M’, N’ e E”, F”, ....M”, N”. Si traccino ora, per ciascun punto E’, F’, ....M’, N’ una linea verticale e per ciascun punto E”, F”, ....M”, N” una linea orizzontale che si incrociano determinando i punti E, F, ...M, N appartenenti all’ellisse che si può tracciare col curvilineo.

Si disegnino gli assi AB e CD determinando il centro O.

Si punti poi in O con apertura OA e poi OC, si traccino due ciconferenze e le si dividano in dodici parti uguali determinando i punti E’, F’, ....M’, N’ e E”, F”, ....M”, N”.

Si traccino ora, per ciascun punto E’, F’, ....M’, N’ una linea verticale e per ciascun punto E”, F”, ....M”, N” una linea orizzontale che si incrociano determinando i punti E, F, ...M, N appartenenti all’ellisse che si può tracciare col curvilineo.

Si disegnino gli assi AB e CD determinando il centro O. Si punti poi in O con apertura OA e poi OC, si traccino due ciconferenze e le si dividano in dodici parti uguali determinando i punti E’, F’, ....M’, N’ e E”, F”, ....M”, N”.

1 Disegniamo gli assi AB e CD e determiniamo il centro O. Puntiamo poi in O con apertura OA e poi OC e tracciamo due ciconferenze. Dividiamo in dodici parti uguali le due circonferenze determinando i punti E', F', ..., M', N' e E'', F'', ..., M'', N''.

Si traccino ora, per ciascun punto E’, F’, ....M’, N’ una linea verticale e per ciascun punto E”, F”, ....M”, N” una linea orizzontale che si incrociano determinando i punti E, F, ...M, N appartenenti all’ellisse che si può tracciare col curvilineo.

Si traccino ora, per ciascun punto E’, F’, ....M’, N’ una linea verticale e per ciascun punto E”, F”, ....M”, N” una linea orizzontale che si incrociano determinando i punti E, F, ...M, N appartenenti all’ellisse che si può tracciare col curvilineo.

Si traccino ora, per ciascun punto E’, F’, ....M’, N’ una linea verticale e per ciascun punto E”, F”, ....M”, N” una linea orizzontale che si incrociano determinando i punti E, F, ...M, N appartenenti all’ellisse che si può tracciare col curvilineo.

2 Tracciamo ora, per ciascun punto E', F', ..., M', N' una linea verticale e per ciascun punto E'', F'', ..., M'', N'' una linea orizzontale che si incrociano determinando i punti E, F, ..., M, N appartenenti all’ellisse.

3 Completiamo la costruzione unendo i punti ottenuti col curvilineo.

4.10.3 PARABOLA DATI IL VERTICE V, L’ASSE s E IL PUNTO A

Costruire una parabola dati il vertice V, l’asse s e il punto A.

Costruire una parabola dati il vertice V, l’asse s e il punto A.

Costruire una parabola dati il vertice V, l’asse s e il punto A.

Costruire una parabola dati il vertice V, l’asse s e il punto A.

Costruire una parabola dati il vertice V, l’asse s e il punto A.

Si disegni la retta s, si fissino, su di essa, il punto V ed esterna ad essa il punto A. Si tracci per A la perpendicolare ad s , determinando B e da B si riporti, sulla per-pendicolare, la misura di AB determinando il punto C.

Si disegni la retta s, si fissino, su di essa, il punto V ed esterna ad essa il punto A. Si tracci per A la perpendicolare ad s , determinando B e da B si riporti, sulla per-pendicolare, la misura di AB determinando il punto C.

Si disegni la retta s, si fissino, su di essa, il punto V ed esterna ad essa il punto A. Si tracci per A la perpendicolare ad s , determinando B e da B si riporti, sulla per-pendicolare, la misura di AB determinando il punto C.

Per V e per A e C si traccino rispettivamente la perpendicolare e le parallele all’asse s determinando D e E. Si dividano VD e DA in un numero di parti uguali (ad esempio 6), le si siglino con lettere come in figura. Quindi da V si traccino le congiungenti con F2, ...L2 e da F1, ...L1 le parallele all’asse s che intersecandosi determinano i punti F,...L appartenenti alla parabola. Si ripeta lo stesso procedimento anche per la parte inferiore e, una volta determinati tutti i punti, si tracci la

1 Disegniamo la retta s, fissiamo il punto V su di essa e il punto A esterno ad essa. Tracciamo per A la perpendicolare a s, determinando B, e da B riportiamo su di essa la misura di AB determinando il punto C. Tracciamo per V la perpendicolare e per A e C le parallele all’asse s determinando D e E.

Si disegni la retta s, si fissino, su di essa, il punto V ed esterna ad essa il punto A. Si tracci per A la perpendicolare ad s , determinando B e da B si riporti, sulla per-pendicolare, la misura di AB determinando il punto C.

Si disegni la retta s, si fissino, su di essa, il punto V ed esterna ad essa il punto A. Si tracci per A la perpendicolare ad s , determinando B e da B si riporti, sulla per-pendicolare, la misura di AB determinando il punto C.

Per V e per A e C si traccino rispettivamente la perpendicolare e le parallele all’asse s determinando D e E. Si dividano VD e DA in un numero di parti uguali (ad esempio 6), le si siglino con lettere come in figura. Quindi da V si traccino le congiungenti con F2, ...L2 e da F1, ...L1 le parallele all’asse s che intersecandosi determinano i punti F,...L appartenenti alla parabola. Si ripeta lo stesso procedimento anche per la parte inferiore e, una volta determinati tutti i punti, si tracci la

Per V e per A e C si traccino rispettivamente la perpendicolare e le parallele all’asse s determinando D e E. Si dividano e DA in un numero di parti uguali (ad esempio 6), le si siglino con lettere come in figura. Quindi da V si traccino le congiungenti con F2, ...L2 e da F1, ...L1 le parallele all’asse s che intersecandosi determinano i punti F,...L appartenenti alla parabola. Si ripeta lo stesso procedimento anche per la parte inferiore e, una volta determinati tutti i punti, si tracci la

2 Dividiamo VD e DA in un numero di parti uguali (ad esempio 6) e le sigliamo con lettere come in figura.

3 Quindi da V tracciamo le congiungenti con F2, ...L2 e da F1, ..., L1 le parallele all’asse s che intersecandosi determinano i punti F, ..., L appartenenti alla parabola.

4 Ripetiamo il procedimento anche per la parte sotto la retta s e tracciamo la parabola col curvilineo.

Per V e per A e C si traccino rispettivamente la perpendicolare e le parallele all’asse s determinando D e E. Si dividano VD e DA in un numero di parti uguali (ad esempio 6), le si siglino con lettere come in figura. Quindi da V si traccino le congiungenti con F2, ...L2 e da F1, ...L1 le parallele all’asse s che intersecandosi determinano i punti F,...L appartenenti alla parabola. Si ripeta lo stesso procedimento anche per la parte inferiore e, una volta determinati tutti i punti, si tracci la

Per V e per A e C si traccino rispettivamente la perpendicolare e le parallele all’asse s determinando D e E. Si dividano VD e DA in un numero di parti uguali (ad esempio 6), le si siglino con lettere come in figura. Quindi da V si traccino le congiungenti con F2, ...L2 e da F1, ...L1 le parallele all’asse s che intersecandosi determinano i punti F,...L appartenenti alla parabola. Si ripeta lo stesso procedimento anche per la parte inferiore e, una volta determinati tutti i punti, si tracci la

Costruzioni piane fondamentali: parabola e iperbole

Problema 47: Costruire una parabola dati la direttrice d, il fuoco F e l’asse di simmetria x.

Siano dati la direttrice d, il fuoco F e l’asse di simmetria x. Si tracci l’asse di OF determinando il punto V, vertice della parabola. Si indichino sull’asse alcuni punti a piacere, per esempio A, B, C, D, E.

1 Consideriamo la direttrice d, il fuoco F e l’asse di simmetria x. Tracciamo l’asse di OF determinando V, vertice della parabola. Fissiamo sull’asse alcuni punti a piacere, per esempio 1, 2, 3, 4, 5, poi per essi e per F tracciamo la perpendicolare all’asse.

PASSO PASSO 4.10.4 PARABOLA DATI LA DIRETTRICE d, IL FUOCO F E L’ASSE DI SIMMETRIA x

Problema 47: Costruire una parabola dati la direttrice d, il fuoco F e l’asse di simmetria x.

Siano dati la direttrice d, il fuoco F e l’asse di simmetria x. Si tracci l’asse di OF determinando il punto V, vertice della parabola. Si indichino sull’asse alcuni punti a piacere, per esempio A, B, C, D, E.

Siano dati la direttrice d, il fuoco F e l’asse di simmetria x. Si tracci l’asse di OF determinando il punto V, vertice della parabola. Si indichino sull’asse alcuni punti a piacere, per esempio A, B, C, D, E.

Costruzioni piane fondamentali: parabola e iperbole

Costruzioni piane fondamentali: parabola e iperbole

Costruzioni piane fondamentali: parabola e iperbole

Siano dati la direttrice d, il fuoco F e l’asse di simmetria x. Si tracci l’asse di OF determinando il punto V, vertice della parabola. Si indichino sull’asse alcuni punti a piacere, per esempio A, B, C, D, E.

Siano dati la direttrice d, il fuoco F e l’asse di simmetria x. Si tracci l’asse di OF determinando il punto V, vertice della parabola. Si indichino sull’asse alcuni punti a piacere, per esempio A, B, C, D, E.

Siano dati la direttrice d, il fuoco F e l’asse di simmetria x. Si tracci l’asse di OF determinando il punto V, vertice della parabola. Si indichino sull’asse alcuni punti a piacere, per esempio A, B, C, D, E.

Per ciascuno dei punti indicati sull’asse, e per il fuoco F, si tracci la perpendicolare all’asse. Si punti il compasso in F, con apertura OF, e si traccino due archetti che intersecano la perpendicolare in F nei punti T ed S. Sempre puntando in F con apertura OA, si traccino altri due che intersecano la perpendicolare in A nei punti R e Q.

Per ciascuno dei punti indicati sull’asse, e per il fuoco F, si tracci la perpendicolare all’asse. Si punti il compasso in F, con apertura OF, e si traccino due archetti che intersecano la perpendicolare in F nei punti T ed S. Sempre puntando in F con apertura OA, si traccino altri due che intersecano la perpendicolare in A nei punti R e Q.

Si ripeta il procedimento anche per gli altri punti indicati sull’asse e si completi la costruzione tracciando la cur va col cur vilineo.

Problema 47: Costruire una parabola dati la direttrice d, il fuoco F e l’asse di simmetria x.

Problema 47: Costruire una parabola dati la direttrice d, il fuoco F e l’asse di simmetria x.

Per ciascuno dei punti indicati sull’asse, e per il fuoco F, si tracci la perpendicolare all’asse. Si punti il compasso in F, con apertura OF, e si traccino due archetti che intersecano la perpendicolare in F nei punti T ed S. Sempre puntando in F con apertura OA, si traccino altri due che intersecano la perpendicolare in A nei punti R e Q.

Si ripeta il procedimento anche per gli altri punti indicati sull’asse e si completi la costruzione tracciando la cur va col cur vilineo.

2 Puntiamo il compasso in F, con apertura OF, e tracciamo due archetti che intersecano la perpendicolare in F nei punti A e B, poi con apertura O1, tracciamo altri due archi che intersecano la perpendicolare in 1 nei punti C e D.

Problema 47: Costruire una parabola dati la direttrice d, il fuoco F e l’asse di simmetria x.

Per ciascuno dei punti indicati sull’asse, e per il fuoco F, si tracci la perpendicolare all’asse. Si punti il compasso in F, con apertura OF, e si traccino due archetti che intersecano la perpendicolare in F nei punti T ed S. Sempre puntando in F con apertura OA, si traccino altri due che intersecano la perpendicolare in A nei punti R e Q.

Per ciascuno dei punti indicati sull’asse, e per il fuoco F, si tracci la perpendicolare all’asse. Si punti il compasso in F, con apertura OF, e si traccino due archetti che intersecano la perpendicolare in F nei punti T ed S. Sempre puntando in F con apertura OA, si traccino altri due che intersecano la perpendicolare in A nei punti R e Q.

Per ciascuno dei punti indicati sull’asse, e per il fuoco F, si tracci la perpendicolare all’asse. Si punti il compasso in F, con apertura OF, e si traccino due archetti che intersecano la perpendicolare in F nei punti T ed S. Sempre puntando in F con apertura OA, si traccino altri due che intersecano la perpendicolare in A nei punti R e Q.

Si ripeta il procedimento anche per gli altri punti indicati sull’asse e si completi la costruzione tracciando la cur va col cur vilineo.

Si ripeta il procedimento anche per gli altri punti indicati sull’asse e si completi la costruzione tracciando la cur va col cur vilineo.

Si ripeta il procedimento anche per gli altri punti indicati sull’asse e si completi la costruzione tracciando la cur va col cur vilineo.

3 Ripetiamo il procedimento anche per gli altri punti indicati sull’asse e completiamo la costruzione tracciando la curva col curvilineo.

Si ripeta il procedimento anche per gli altri punti indicati sull’asse e si completi la costruzione tracciando la cur va col cur vilineo.

Si ripeta il procedimento anche per gli altri punti indicati sull completi la costruzione tracciando la Problema

Problema 48:

Siano dati l’asse trasverso s, i fuochi F’ ed F”, i vertici V’ e V”. Nel punto medio O del segmento F’F”, si tracci l’asse non trasverso t. Si punti in O, con raggio OF, e si tracci una circonferenza.Per V’ e V” si traccino le perpendicolari all’asse trasverso che incontrano la circonferenza nei punti A, B, C, D. Si traccino due rette, una passante per A e C e l’altra passante per B e D, che rappresentano gli asintoti.

Siano dati l’asse trasverso s, i fuochi F’ ed F”, i vertici V’ e V”. Nel punto medio O del segmento F’F”, si tracci l’asse non trasverso t. Si punti in O, con raggio OF, e si tracci una circonferenza.Per V’ e V” si traccino le perpendicolari all’asse trasverso che incontrano la circonferenza nei punti

Problema 48: Costruire un’iperbole dati i fuchi

1 Consideriamo l’asse trasverso s, i fuochi F' ed F'', i vertici V' e V''. Nel punto medio O di F'F'' tracciamo l’asse non trasverso t. Con centro in O e raggio OF' tracciamo una circonferenza. Per V' e V'' tracciamo le perpendicolari all’asse trasverso che incontrano la circonferenza nei punti A, B, C, D. Per A e C e per B e D tracciamo gli asintoti.

V’ e V”

Siano dati l’asse trasverso s, i fuochi F’ ed F”, i vertici V’ e V”. Nel punto medio O del segmento F’F”, si tracci l’asse non trasverso t. Si punti in O, con raggio OF, e si tracci una circonferenza.Per V’ e V” si traccino le perpendicolari all’asse trasverso che incontrano la circonferenza nei punti A, B, C, D. Si traccino due rette, una passante per A e C e l’altra passante per B e D, che rappresentano gli asintoti.

IPERBOLE DATI I FUOCHI F' E F" E I VERTICI V' E V"

A, B, C, D. Si traccino due rette, una passante per A e C e l’altra passante per B e D, che rappresentano gli asintoti.

Siano dati l’asse trasverso s, i fuochi F’ ed F”, i vertici V’ e V”. Nel punto medio O del segmento F’F”, si tracci l’asse non trasverso t. Si punti in O, con raggio OF, e si tracci una circonferenza.Per V’ e V” si traccino le perpendicolari all’asse trasverso che incontrano la circonferenza nei punti A, B, C, D. Si traccino due rette, una passante per A e C e l’altra passante per B e D, che rappresentano gli asintoti.

Siano dati l’asse trasverso s, i fuochi F’ ed F”, i vertici V’ e V”. Nel punto medio O del segmento F’F”, si tracci l’asse non trasverso t. Si punti in O, con raggio OF, e si tracci una circonferenza.Per V’ e V” si traccino le perpendicolari all’asse trasverso che incontrano la circonferenza nei punti A, B, C, D. Si traccino due rette, una passante per A e C e l’altra passante per B e D, che rappresentano gli asintoti.

Siano dati l’asse trasverso s, i fuochi F’ ed F”, i vertici V’ e V”. Nel punto medio O del segmento F’F”, si tracci l’asse non trasverso t. Si punti in O, con raggio OF, e si tracci una circonferenza.Per V’ e V” si traccino le perpendicolari all’asse trasverso che incontrano la circonferenza nei punti A, B, C, D. Si traccino due rette, una passante per A e C e l’altra passante per B e D, che rappresentano gli asintoti.

Si indichino sull’asse trasverso alcuni punti a piacere, ad esempio 1, 2, 3, 4. Facendo centro in F con raggio V”1, si traccino due archi, e facendo centro in F” con raggio V”1 se ne traccino altri due che intersecano i precedenti nei punti P e Q. Invertendo la costruzione si determinino anche i punti M ed N.

Si indichino sull’asse trasverso alcuni punti a piacere, ad esempio 1, 2, 3, 4. Facendo centro in F con raggio V”1, si traccino due archi, e facendo centro in F” con raggio V”1 se ne traccino altri due che interse cano i precedenti nei punti P e Q. Invertendo la costruzione si determinino anche i punti M ed N.

Si indichino sull’asse trasverso alcuni punti a piacere, ad esempio 1, 2, 3, 4. Facendo centro in F con raggio V”1, si traccino due archi, e facendo centro in F” con raggio V”1 se ne traccino altri due che intersecano i precedenti nei punti P e Q. Invertendo la costruzione si determinino anche i punti M ed N.

Si indichino sull’asse trasverso alcuni punti a piacere, ad esempio 1, 2, 3, 4. Facendo centro in F con raggio V”1, si traccino due archi, e facendo centro in F” con raggio V”1 se ne traccino altri due che intersecano i precedenti nei punti P e Q. Invertendo la costruzione si determinino anche i punti M ed N.

Problema 48: Costruire un’iperbole dati i fuchi F’ ed F” e i vertici V’ e V”

Problema 48: Costruire un’iperbole dati i fuchi F’ ed F” e i vertici V’ e V”

Problema 48: Costruire un’iperbole dati i fuchi F’ ed F” e i vertici V’ e V”

Si indichino sull’asse trasverso alcuni punti a piacere, ad esempio 1, 2, 3, 4. Facendo centro in F con raggio V”1, si traccino due archi, e facendo centro in F” con raggio V”1 se ne traccino altri due che intersecano i precedenti nei punti P e Q. Invertendo la costruzione si determinino anche i punti M ed N.

2 Indichiamo sull’asse trasverso s alcuni punti a piacere, ad esempio 1, 2, 3, 4. Puntando in F' con raggio V'1, e in F'' con raggio V''1 tracciamo due coppie di archi che intersecandosi determinano i punti P e Q. Invertendo la costruzione determiniamo anche i punti M ed N.

Si indichino sull’asse trasverso alcuni punti a piacere, ad esempio 1, 2, 3, 4. Facendo centro in F con raggio V”1, si traccino due archi, e facendo centro in F” con raggio V”1 se ne traccino altri due che intersecano i precedenti nei punti P e Q. Invertendo la costruzione si determinino anche i punti M ed N.

Si ripeta il procedimento anche per gli altri punti indicati sull sse e si completi la costruzione tracciando la cur

Si ripeta il procedimento anche per gli altri punti indicati sull completi la costruzione tracciando la

Si ripeta il procedimento anche per gli altri punti indicati sull sse e si completi la costruzione tracciando la cur va col cur

Si ripeta il procedimento anche per gli altri punti indicati sull’a completi la costruzione tracciando la cur va col cur

Si ripeta il procedimento anche per gli altri punti indicati sull completi la costruzione tracciando la cur va col cur

3 Ripetiamo il procedimento anche per gli altri punti indicati sull’asse e completiamo la costruzione tracciando le curve col curvilineo.

PASSO PASSO 4.10.5

PASSO PASSO 4.10.6 INVILUPPO DI

UNA

PARABOLA DATO L’ASSE Ox, UNA TANGENTE t E IL PUNTO DI CONTATTO P SU DI ESSA

1 Fissato il punto P e tracciati l’asse Ox e la tangente t, costruiamo la tangente s simmetrica a t rispetto all’asse Ox e indichiamo su di essa il punto Q simmetrico di P.

2 Dividiamo OP e OQ nello stesso numero di parti uguali e sigliamo la suddivisione con le stesse lettere ma in senso opposto.

3 Tracciando le congiungenti AA', BB', ..., otteniamo l’inviluppo cercato.

1 Dati i due segmenti AB e CD, li prolunghiamo fino a intersecarsi in O.

1 Tracciati gli asintoti e fissato A, tracciamo le perpendicolari agli asintoti AP e AQ.

2 Dividiamo BO e DO nello stesso numero di parti uguali, sigliamo i punti delle suddivisioni con le stesse lettere ma in senso opposto e li congiungiamo con B e D.

In linguaggio matematico una famiglia di rette inviluppa una curva se ogni retta della famiglia è tangente alla curva stessa.

3 I punti, determinati dalle intersezioni tra le congiungenti con un estremo siglato con la stessa lettera appartengono al raccordo che va tracciato col curvilineo.

2 Sul prolungamento di PA fissiamo un numero a piacere di punti B', ... H'. Da O tracciamo le congiungenti a tali punti che intersecano AQ in B, ..., H.

3 Tracciamo da B', ..., H' delle linee verticali e da B, ..., H delle linee orizzontali che intersecandosi determinano i punti per cui passa il ramo di iperbole.

Metodi per la riproduzione dei disegni

Metodi per la riproduzione dei disegni

Metodi per la riproduzione dei disegni

4.11 Metodi per la riproduzione dei disegni

Per eseguire la copia di un disegno, si usano tre diversi modi di riproduzione

Per eseguire la copia di un disegno, si usano tre diversi modi di riproduzione

■

Riproduzione per mezzo di diagonali da un angolo

Per eseguire la copia di un disegno, si usano tre diversi modi di riproduzione.

Per eseguire la copia di un disegno, si usano tre diversi modi di riproduzione.

Riproduzione per mezzo di diagonali da un angolo

Riproduzione per mezzo di diagonali da un angolo

RIPRODUZIONE PER MEZZO DI DIAGONALI DA UN ANGOLO

Da un vertice del disegno da riprodurre (ad esempio B), si traccia un arco con raggio a piacere e, congiungendo B con gli altri vertici della figura, si determinano i punti A’, F’, E’, D’, C’. Fissato a piacere il punto B’, si punti esso e si tracci un arco avente lo stesso raggio del precedente. Si fissi poi un punto C” a piacere e si riportino da esso gli archi C’D’, C’E’, C’F’, C’A’, determinando così i punti D”, E”, F” e A”. Da B’ si traccino delle semirette passanti per questi punti e, su di esse, si riportino da B’ le dimensioni dei segmenti BA, BF, BE, BD, BC determinando i vertici della copia (figg. 1a e 1b)

Da un vertice (ad esempio B) (➜ Fig. 1a) del disegno da riprodurre, tracciamo un arco con raggio a piacere e, congiungendo B con gli altri vertici della figura, determiniamo i punti A', F', E', D', C'. Fissato a piacere il punto B', puntiamo in esso e tracciamo un arco avente lo stesso raggio del precedente. Fissiamo poi un punto C" a piacere e riportiamo da esso gli archi C'D', C'E', C'F', C'A', determinando così i punti D", E", F" e A". Da B' tracciamo delle semirette passanti per questi punti e, su di esse, riportiamo da B' le dimensioni dei segmenti BA, BF, BE, BD, BC determinando i vertici della copia (➜ Fig. 1b).

Da un vertice del disegno da riprodurre (ad esempio B), si traccia un arco con raggio a piacere e, congiungendo B con gli altri vertici della figura, si determinano i punti A’, F’, E’, D’, C’. Fissato a piacere il punto B’, si punti esso e si tracci un arco avente lo stesso raggio del precedente. Si fissi poi un punto C” a piacere e si riportino da esso gli archi C’D’, C’E’, C’F’, C’A’, determinando così i punti D”, E”, F” e A”. Da B’ si traccino delle semirette passanti per questi punti e, su di esse, si riportino da B’ le dimensioni dei segmenti BA, BF, BE, BD, BC determinando i vertici della copia (figg. 1a e 1b)

Da un vertice del disegno da riprodurre (ad esempio B), si traccia un arco con raggio a piacere e, congiungendo B con gli altri vertici della figura, si determinano i punti A’, F’, E’, D’, C’. Fissato a piacere il punto B’, si punti esso e si tracci un arco avente lo stesso raggio del precedente. Si fissi poi un punto C” a piacere e si riportino da esso gli archi C’D’, C’E’, C’F’, C’A’, determinando così i punti D”, E”, F” e A”. Da B’ si traccino delle semirette passanti per questi punti e, su di esse, si riportino da B’ le dimensioni dei segmenti BA, BF, BE, BD, BC determinando i vertici della copia (figg. 1a e 1b)

Fig. 1

■ RIPRODUZIONE PER MEZZO DI INTERSEZIONI

Consideriamo la figura da riprodurre (➜ Fig. 2a), tracciamo due segmenti HK e H'K' congruenti tra loro e lunghi a piacere, uno vicino alla figura e uno dove si intende riprodurla. Rilevate col compasso le distanze tra gli estremi del segmento e un vertice della figura (ad esempio D), puntando con tali misure sugli estremi dell’altro segmento tracciamo due archetti che, incrociandosi, determinano il punto D'. Ripetendo tale operazione per tutti i vertici della figura si determinano i vertici della copia (➜ Fig. 2b).

Fig. 2

Riproduzione per coordinate

Riproduzione per coordinate

Riproduzione per coordinate

■ RIPRODUZIONE PER COORDINATE

Data la figura da riprodurre, dai suoi vertici si portano delle perpendicolari a una retta s tracciata a piacere, determinando su di essa i punti A’, F’, B’, E’, D’ e C’. Tracciata una nuova retta s’ e fissato su di essa il punto si riportino da A” le distanze A’F’, A’B’, A’E’, A’D’, A’C’ ecc., determinando F”, B”, E”, D”, C”; per tali punti si no quindi delle perpendicolari alla retta stessa. Su tali perpendicolari si riportino le misure AA’, BB’ ecc., minando i vertici della copia (figg. 3a e 3b).

Data la figura da riprodurre (➜ Fig. 3a), dai suoi vertici conduciamo alcune perpendicolari a una retta s tracciata a piacere, determinando su di essa i punti A', F', B', E', D' e C'. Tracciata una nuova retta s' e fissato su di essa il punto A", riportiamo da A" le distanze A'F', A'B', A'E', A'D', A'C', ..., determinando F", B", E", D", C", ...; per tali punti tracciamo quindi delle perpendicolari alla retta stessa. Su tali perpendicolari riportiamo le misure AA', BB' ecc., determinando i vertici della copia (➜ Fig. 3b).

Data la figura da riprodurre, dai suoi vertici si portano delle perpendicolari a una retta s tracciata a piacere, determinando su di essa i punti A’, F’, B’, E’, D’ e C’. Tracciata una nuova retta s’ e fissato su di essa il punto si riportino da A” le distanze A’F’, A’B’, A’E’, A’D’, A’C’ ecc., determinando F”, B”, E”, D”, C”; per tali punti si tracci no quindi delle perpendicolari alla retta stessa. Su tali perpendicolari si riportino le misure AA’, BB’ ecc., determinando i vertici della copia (figg. 3a e 3b).

Data la figura da riprodurre, dai suoi vertici si portano delle perpendicolari a una retta s tracciata a piacere, determinando su di essa i punti A’, F’, B’, E’, D’ e C’. Tracciata una nuova retta s’ e fissato su di essa il punto si riportino da A” le distanze A’F’, A’B’, A’E’, A’D’, A’C’ ecc., determinando F”, B”, E”, D”, C”; per tali punti si no quindi delle perpendicolari alla retta stessa. Su tali perpendicolari si riportino le misure AA’, BB’ ecc., determinando i vertici della copia (figg. 3a e 3b).

Fig. 3

Scale di riduzione e di ingrandimento

Scale di riduzione e di ingrandimento

Scale di riduzione e di ingrandimento

Nell’eseguire il disegno di un oggetto ci si può trovare di fronte a tre possibilità:

Nell’eseguire il disegno di un oggetto ci si può trovare di fronte a tre possibilità:

4.12 Scale di riduzione e di ingrandimento

1) le sue dimensioni sono tali da poter essere riportate, così come sono, sul foglio e pertant lo si può disegnare al naturale;

2) le sue dimensioni sono più grandi del foglio e pertanto è necessario ridurle tutte proporzionalmente;

Nell’eseguire il disegno di un oggetto ci si può trovare di fronte a tre possibilità:

1) le sue dimensioni sono tali da poter essere riportate, così come sono, sul foglio e pertant lo si può disegnare al naturale; più grandi del foglio e pertanto è necessario ridurle tutte proporzionalmente; 3) le sue dimensioni sono troppo piccole per poterlo disegnare e pertanto è necessario ingrandirle tutte proporzionalmente.

2) le sue dimensioni sono più grandi del foglio e pertanto è necessario ridurle tutte proporzionalmente; 3) le sue dimensioni sono troppo piccole per poterlo disegnare e pertanto è necessario ingrandirle tutte propor-

3) le sue dimensioni sono troppo piccole per poterlo disegnare e pertanto è necessario ingrandirle tutte proporzionalmente.

1) le sue dimensioni sono tali da poter essere riportate, così come sono, sul foglio e pertanto lo si può disegnare al naturale;

Sia dato un foglio, ad esempio in formato UNI A4 (210x297 mm), su cui si debba rappresentare un oggetto la cui figura abbia come dimensioni massime 150x250 mm. In questo caso si può eseguire la rappresentazione riportando le misure al naturale cioè in scala 1:1.

Sia dato un foglio, ad esempio in formato UNI A4 (210x297 mm), su cui si debba rappresentare un oggetto la cui figura abbia come dimensioni massime 150x250 mm. In questo caso si può eseguire la rappresentazione riportando le misure al naturale cioè in scala 1:1.

2) le sue dimensioni sono più grandi del foglio e pertanto è necessario ridurle tutte proporzionalmente;

Se invece l’oggetto ha come dimensioni massime 1500 × 2500 mm, non si può eseguire la rappresentazione al naturale, bensì è necessario ridurre proporzionalmente le dimensioni in modo che possano essere contenute nel foglio. Dividendo ad esempio per 10 si ottengono le dimensioni 150 × 250 mm, che possono essere rappresentate sul foglio. In questo caso abbiamo eseguito una riduzione in scala 1:10, cioè 1 mm sul disegno corrisponde a 10 mm nella realtà.

Se invece l’oggetto ha come dimensioni massime 1500x2500 mm, non si può eseguire la rappresentazione al naturale, bensì è necessario ridurre proporzionalmente le dimensioni in modo che possano essere contenute nel foglio. Dividendoad esempio per 10 si ottengono le dimensioni 150x250 mm che possono essere rappresentate sul foglio. In questo caso abbiamo eseguito una riduzione in scala 1:10, cioè 1 mm sul disegno corrisponde a 10 mm in realtà.

cioè in scala 1:1. invece l’oggetto ha come dimensioni massime 1500x2500 mm, non si può eseguire la rappresentazione al naturale, bensì è necessario ridurre proporzionalmente le dimensioni in modo che possano essere contenute nel foglio. Dividendoad esempio per 10 si ottengono le dimensioni 150x250 mm che possono essere rappresentate sul foglio. In questo caso abbiamo eseguito una riduzione in scala 1:10, cioè 1 mm sul disegno corrisponde a 10 mm in realtà.

3) le sue dimensioni sono troppo piccole per poterlo disegnare e pertanto è necessario ingrandirle tutte proporzionalmente.

Se invece l’oggetto ha come dimensioni massime 1500x2500 mm, non si può eseguire la rappresentazione al naturale, bensì è necessario ridurre proporzionalmente le dimensioni in modo che possano essere contenute nel foglio. Dividendoad esempio per 10 si ottengono le dimensioni 150x250 mm che possono essere rappresentate sul foglio. In questo caso abbiamo eseguito una riduzione in scala 1:10, cioè 1 mm sul disegno corrisponde a 10 mm in realtà.

Consideriamo un foglio, ad esempio in formato UNI

Nel caso in cui si abbia un oggetto con dimensioni massime di 15x25 mm, che possono essere contenute nel foglio ma la cui rappresentazione al naturale risulta difficoltosain quanto troppo piccole, si possono ingrandire tali dimensioni moltiplicandolie ad esempio per 5: si esegue cioè un ingrandimento in scala 5:1, ove a 5 mm sul disegno corrisponde 1 mm nella realtà.

Nel caso in cui si abbia un oggetto con dimensioni massime di 15x25 mm, che possono essere contenute nel foglio ma la cui rappresentazione al naturale risulta difficoltosain quanto troppo piccole, si possono ingrandire tali dimensioni moltiplicandolie ad esempio per 5: si esegue cioè un ingrandimento in scala 5:1, ove a 5 mm sul disegno corrisponde 1 mm nella realtà.

A4 (210 × 297 mm), su cui dobbiamo rappresentare un oggetto la cui figura abbia come dimensioni massime 150 × 250 mm. In questo caso si può eseguire la rappresentazione riportando le misure al naturale, cioè in scala 1:1.

Nel caso in cui si abbia un oggetto con dimensioni massime di 15 × 25 mm, che possono essere contenute nel foglio ma la cui rappresentazione al naturale risulta difficoltosa in quanto troppo piccole, si possono ingrandire tali dimensioni moltiplicandole ad esempio per 5: si esegue cioè un ingrandimento in scala 5:1, ove a 5 mm sul disegno corrisponde 1 mm nella realtà.

tali dimensioni moltiplicandolie ad esempio per 5: si esegue cioè un ingrandimento in scala 5:1, ove a 5 mm sul disegno corrisponde 1 mm nella realtà.

Scale di ingrandimento:

Scale di ingrandimento:

Scale di ingrandimento:

50: 1; 20 : 1; 10 :1; 5:1; 2:1

1; 20 1; 10 :1; 5:1;

50: 1; 20 : 1; 10 :1; 5:1; 2:1

scala 2: 1

scala 2: 1

Scala al naturale

Scala al naturale

1:1

1:1 naturale;

1:1

scala 1: 1

scala 1: 1

Scale di riduzione:

Scale di riduzione:

Scale di riduzione:

1:

1: 2; 1: 5; 1: 10; 1: 20; 1: 50; 1: 100; 1: 200; 1: 500; 1:1 000; 1:2 000; 1:5 000; 1: 10 000

500; 000; 000; 000; 10

1: 2; 1: 5; 1: 10; 1: 20; 1: 50; 1: 100; 1: 200; 1: 500; 1:1 000; 1:2 000; 1:5 000; 1: 10 000

scala 1: 2

scala 1: 2

VERIFICA LE CONOSCENZE

Scegli la risposta corretta

1. Un segmento è:

a una linea con due estremi

b la parte di retta delimitata da due punti

c la parte di retta delimitata da due punti compresi i punti stessi

2. Due rette parallele:

a non si incontrano mai

b appartengono allo stesso piano e non hanno punti in comune

c non hanno punti in comune

3. Due linee secanti:

a hanno un punto in comune

b hanno almeno due punti in comune

c non hanno alcun punto in comune

4. Due rette sono perpendicolari:

a se giacciono sullo stesso piano e hanno un punto in comune

b se sono sovrapposte

c se incontrandosi formano quattro angoli retti

5. L’asse di un segmento è:

a la retta perpendicolare al segmento passante per il suo punto medio

b la linea che passa per il punto medio del segmento

c è la retta perpendicolare al segmento

6. La distanza tra due rette è:

a il segmento che unisce due punti appartenenti alle rette

b una semiretta perpendicolare alle due rette

c il segmento perpendicolare alle due rette e che unisce due punti appartenenti ad esse

7. Un angolo è:

a la parte di piano limitato da due rette

b la parte di piano compreso tra due linee rette

c la parte di piano limitato da due semirette con in comune l’origine

8. La bisettrice di un angolo è:

a la retta con origine nel vertice dell’angolo che lo divide in due parti congruenti

b la semiretta con origine nel vertice dell’angolo che lo divide in due parti congruenti

c la retta che divide in due parti un angolo

9. I triangoli sono:

a poligoni di tre lati

b figure piane delimitate da una spezzata chiusa

Costruzioni geometriche: Conoscenze

c linee spezzate formate da tre segmenti

10. Nel triangolo ABC individua:

a una bisettrice

b una mediana

c un’altezza

11. I cateti sono:

a i lati del triangolo rettangolo

b i lati di un triangolo rettangolo che non formano l’angolo retto

c i due lati di un triangolo rettangolo che formano l’angolo retto

12. Un poligono è:

a la parte di piano delimitato da una spezzata

b una figura piana formata da più linee

c la parte di piano delimitato da una spezzata chiusa

13. Un quadrilatero è:

a la parte di piano delimitata da due coppie di segmenti paralleli

b la parte di piano delimitata da coppie di segmenti paralleli

c un poligono di quattro lati

14. Indica i nomi dei seguenti quadrilateri.

b

15. Indica i nomi dei seguenti quadrilateri.

b

16. Completa la seguente frase sui poligoni regolari.

I poligoni regolari hanno tutti i uguali e gli uguali.

Possono essere suddivisi in tanti quanti sono i lati.

17. Il cerchio:

a e la circonferenza indicano la stessa figura geometrica

b è la parte di piano equidistante da un punto fisso detto centro

c è la parte di piano delimitata da una circonferenza compresi i punti della circonferenza stessa

18. Nel cerchio individua:

a un arco

b una corda

c un settore circolare

19. La tangente a una circonferenza è:

a una linea che sfiora la circonferenza senza toccarla

b una retta che passa per due punti della circonferenza

c una retta che tocca in un punto la circonferenza

20. Realizzare un raccordo circolare significa:

a collegare due linee con un cerchio

b collegare due linee con un arco di circonferenza senza soluzione di continuità

c collegare due linee con un arco di circonferenza con soluzione di continuità

21. Gli ovali sono:

a curve che hanno gli assi in comune

b curve formate da una serie di archi di circonferenza raccordati tra loro

c figure piane chiuse formate da quattro archi di circonferenza a due a due congruenti

22. L’ellisse è il luogo geometrico dei punti:

a a distanza variabile dal centro

b la cui somma delle distanze dai fuochi è costante

c la cui distanza dai fuochi è costante

23. Nella spirale l’elemento costante è:

a il senso

b il centro

c il passo

24. L’evolvente del cerchio è generata da:

a un punto che si muove liberamente su una retta ruotante

b un punto che appartiene a una retta che ruota su una circonferenza senza strisciare

c un estremo di una retta che ruota su una circonferenza senza strisciare

25. La cicloide è generata da:

a un punto che si muove nello spazio senza strisciare e ha più centri

b un punto che rotola su una circonferenza senza strisciare

c un punto appartenente a una circonferenza che rotola su una retta senza strisciare

Abilità (livello 1)

SVILUPPA LE ABILITÀ

Abilità (livello 1)

Riproduci su un foglio bianco le costruzioni.

Riproduci su un foglio bianco le costruzioni.

Riproduci su un foglio bianco le costruzioni

6.4-6.6-6.8 vedi i paragrafi

8. Raccordare due circonferenze con un arco di raggio R

cateti

dati i cateti

4. Disegnare un rombo dati il lato e un angolo

7. Disegnare una circonferenza di raggio R” tangente ad una circonferenza di raggi R’ in un suo punto P

4. Disegnare un rombo dati il lato e un angolo

1. Disegna un rombo dati il lato e un angolo.

7. Disegnare una circonferenza di raggio R” tangente ad una circonferenza di raggi R’ in un suo punto P

9. Disegnare una arco tangente a tre rette

9. Disegnare una arco tangente a tre rette

base 6. Disegnare un triangolo isoscele data la base e l’altezza.

data la base base.

R” tangente punto P

2. Disegna un triangolo isoscele date la base e l’altezza.

6. Disegnare un triangolo isoscele data la base e l’altezza.

11. Disegnare una spirale con quattro centri dato il passo P

11. Disegnare una spirale con quattro centri dato il passo P

3. Raccorda due circonferenze con un arco di raggio R.

8. Raccordare due circonferenze con un arco di raggio R 10. Raccordare due segmenti, paralleli tra

4. Disegna un arco tangente a tre rette.

9. Disegnare una arco tangente a tre rette

8. Raccordare due circonferenze con un arco di raggio R

estremi

10. Raccordare due segmenti, paralleli tra loro, con gli estremi A e C allineati e B e D sfalsati

10. Raccordare due segmenti, paralleli tra loro, con gli estremi A e C allineati e B e D sfalsati

5. Raccorda due segmenti, paralleli tra loro, con gli estremi A e C allineati e B e D sfalsati.

11. Disegnare una spirale con quattro centri dato il passo P

12. Disegnare un ovale inscritto in rombo

12. Disegnare un ovale inscritto in rombo

6. Disegna un ovale inscritto in rombo.

10. Raccordare
12. Disegnare

destra della pagina seguendo le indicazioni.

destra della pagina seguendo le indicazioni.

ESERCIZIO 13. Flangia

destra della pagina seguendo le indicazioni.

ESERCIZIO 13. Flangia

ESERCIZIO 13. Flangia

ggio pari al

ggio pari al rante

ggio pari al rante

7. FLANGIA

ESERCIZIO 14. Piatrina

ESERCIZIO 14. Piatrina

INDICAZIONI

Riproduci su foglio bianco le figure a destra della pagina seguendo

ESERCIZIO 13. Flangia

Tracciare quattro archi di circonferenza con raggio pari al raggio maggiore e centri nei quattro punti quadrante

Riproduci su foglio bianco le figure a destra della pagina seguendo

ESERCIZIO 13. Flangia

Tracciare quattro archi di circonferenza con raggio pari al raggio maggiore e centri nei quattro punti quadrante

Riproduci su foglio bianco le figure a destra della pagina seguendo

ESERCIZIO 13. Flangia

Tracciare quattro archi di circonferenza con raggio pari al raggio maggiore e centri nei quattro punti quadrante

Applicare la costruzione del pentagono e utilizzare le squadrette per le parallele ai cinque assi

14.

ESERCIZIO 14. Piatrina

utilizzare

utilizzare

8. PIASTRINA

INDICAZIONI

ESERCIZIO 15. Dado

ESERCIZIO 15. Dado

ESERCIZIO 15. Dado

utilizzare

Applica la costruzione del dodecagono sulla circonferenza maggiore e prolunga gli archi di costruzione. 24

Applicare la costruzione del pentagono e utilizzare le squadrette per le parallele ai cinque assi

Applica la costruzione del pentagono e utilizza le squadrette per le parallele ai cinque assi.

INDICAZIONI

Applica la costruzione dell’esagono e utilizza le squadrette per le parallele ai sei assi.

14.

ESERCIZIO 14. Piatrina

Applicare la costruzione del pentagono e utilizzare le squadrette per le parallele ai cinque assi

24

15.

24

Applicare la costruzione dell’esagono e utilizzare le squadrette per le parallele ai sei assi

ESERCIZIO 15. Dado

Applicare la costruzione dell’esagono e utilizzare le squadrette per le parallele ai sei assi

ESERCIZIO 15. Dado

Applicare la costruzione dell’esagono e utilizzare le squadrette per le parallele ai sei assi

ESERCIZIO
Piatrina
ESERCIZIO
Dado
ESERCIZIO
Piatrina
9. DADO

10. CALIBRO FISSO A FORCELLA

Video tutorial

INDICAZIONI

Tracciamo l’asse orizzontale, riportiamo su di esso le distanze tra i centri e tracciamo per questi i tre assi verticali o con le squadrette oppure con la costruzione della perpendicolare per un punto.

Prima fase

Seconda fase

Centrando in O1 e O2 con le varie aperture tracciamo le tre circonferenze di cui è dato il diametro. Puntiamo in O1 e O2 con raggio= 50/2+24 e tracciamo quattro archetti a determinare O3 e O4 centri di raccordo.

Terza fase

Tracciamo le congiungenti da O3 e O4 a O1 e O2 che intersecano le circonferenze in A, B, C, D punti di contatto dei raccordi. Puntando in O3 e O4 tracciamo gli archi di raccordo.

Quarta fase

Prolunghiamo i segmenti O3O1, O3O2, O4O1, O4O2 a determinare E, F, G, H. Da questi punti riportiamo verso O1 e O2 il raggio R=9 ottenendo O5, O6, O7, O8 Puntiamo in questi ultimi con R=9 e tracciamo le quattro circonferenze e i loro diametri orizzontali.

Quinta fase

Completiamo l’esercitazione ricalcando le linee.

Riproduci su un foglio bianco le figure proposte.

11. MANIGLIA

Utilizza le costruzioni di tangente da un punto a una circonferenza e di raccordo tra rette e rette.

12. PIASTRINA
13. PIASTRA DI BASE
14. TAMPONE
15. CATENA DI BICICLETTA

COSTRUISCI LE COMPETENZE

Riproduci su un foglio bianco i segnali proposti.

1. MATERIALI RADIOATTIVI

bianco i segnali

Riproduci su un foglio bianco i segnali proposti.

3. IDRANTE
2. CAMPO MAGNETICO
4. POLIZIA MUNICIPALE
6. OBBLIGO GENERICO

Oggetti dalla vita quotidiana (schede 3, 4)

Oggetti dalla vita quotidiana (schede 3, 4) Competenze A

Riproduci su un foglio bianco gli oggetti qui proposti

Riproduci su un foglio bianco gli oggetti qui proposti

ESERCIZIO

RECUPERO

1. PIASTRINA

Si tracciano i segmenti ad unire i punti trvati.

2. PIASTRINA

INDICAZIONI

Recupero

Prima Fase

Recupero

INDICAZIONI

Recupero

Prima Fase

Riproduci la figure a fondo pagina seguendo le fasi indicate. Esercizio 40. Piastrina Esercizio 41.

Esercizio 39. Riproduci le piastrine a fondo pagina seguendo le fasi indicate.

Recupero

Costruzione col compasso

Riporta la larghezza 70; alza dai suoi estremi due perpendicolari e su entrambe riporta simmetricamente le varie altezze.

Costruzione col compasso

Riportata la larghezza 70 si alzano dai suoi estremi due perpendicolari e su entrambe si riportano simmetricamente le varie altezze col compasso in modo che siano le stesse anche in caso di errore.

Riportata la larghezza 70 si alzano dai suoi estremi due perpendicolari e su entrambe si riportano simmetricamente le varie altezze col compasso in modo che siano le stesse anche in caso di errore.

Seconda Fase

Si tracciano le orizzontali su cui si riportano le larghezze.

Traccia le orizzontali e riporta su di esse le larghezze.

Si tracciano le orizzontali su cui si riportano le larghezze.

Riproduci la figure a fondo pagina seguendo le fasi indicate. Esercizio 40. Piastrina Esercizio 41.

PRIMA FASE

Costruzione con le squadrette

Esercizio 39. Riproduci le piastrine a fondo pagina seguendo le fasi indicate.

Costruzione con le squadrette

PRIMA FASE

Riportata la larghezza della piastrina si alzano dai suoi estremi con le squadrette due perpendicolari su cui si riportano le varie altezze.

Riportata la lunghezza della piastrina si tracciano ai suoi estremi le perpendicolari e la si suddivide in cinque parti uguali. Si riportano poi le altezze simmetricamente all’asse.

Riportata la larghezza della piastrina si alzano dai suoi estremi con le squadrette due perpendicolari su cui si riportano le varie altezze.

Riporta la lunghezza della piastrina, traccia ai suoi estremi le perpendicolari e suddividila in cinque parti uguali. Riporta poi le altezze simmetricamente all’asse.

Riportata la lunghezza della piastrina si tracciano ai suoi estremi le perpendicolari e la si suddivide in cinque parti uguali. Si riportano poi le altezze simmetricamente all’asse.

Seconda fase

SECONDA FASE

SECONDA FASE

Si tracciano le linee orizzontali e, utilizzando le squdrette, le linee verticali.

Si tracciano le orizzontali su cui si riportano le larghezze.

Si tracciano i segmenti ad unire i punti trvati.

Terza Fase

Si tracciano i segmenti ad unire i punti trvati.

Traccia i segmenti per unire i punti trovati.

28 28 14 14

Traccia le linee orizzontali e, utilizzando le squadrette, le linee verticali.

Si tracciano le linee orizzontali e, utilizzando le squdrette, le linee verticali.

Si tracciano le orizzontali su cui si riportano le larghezze.

Terza fase

28 14 14 14

26

Tracciato l’arco di ra colare al centro, le bisettrici degli angoli

Si traccia la spezzata, corni e con le squadrette perpendicolari agli

Ricalca i contorni. 60 = 40 26 = 16

Tracciato l’arco di ra colare al centro, le bisettrici degli angoli
Si traccia la spezzata, corni e con le squadrette perpendicolari agli

Riproduci le figure seguendo le indicazioni.

3. SCHEMA DI PORTAUTENSILI

4. SUPPORTO

INDICAZIONI

Riproduci la figure a fondo pagina seguendo le fasi

INDICAZIONI

Prima Fase

pagina seguendo le fasi indicate.

pagina seguendo le fasi indicate.

Riproduci la figure a fondo pagina seguendo le fasi indicate. Esercizio 40. Supporto Esercizio

Esercizio 40. Supporto Esercizio

Piastrina Esercizio 41. Schema di portautensili

Piastrina Esercizio 41. Schema di portautensili

Traccia una semicirconferenza di raggio

PRIMA FASE

SE PRIMA FASE

35 e costruisci la perpendicolare nel centro, le bisettrici degli angoli di 90° e le bisettrici degli angoli di 45°.

Prima Fase

FASE

piastrina si tracciano ai si suddivide in poi le altezze sim-

piastrina si tracciano ai la si suddivide in poi le altezze sim-

Tracciato l’arco di raggio 35 si costruisce la perpendicolare al centro, le bisettrici degli angoli di 90° e le bisettrici degli angoli di 45°

Tracciato l’arco di raggio 35 si costruisce la perpendicolare al centro, le bisettrici degli angoli di 90° e le bisettrici degli angoli di 45°

Seconda fase

Seconda fase

SECONDA FASE

SECONDA FASE

utilizzando le Si traccia la spezzata, si riportano le larghezze dei corni e con le squadrette si tracciano le parallele e le perpendicolari agli assi a 45°

utilizzando le Si traccia la spezzata, si riportano le larghezze dei corni e con le squadrette si tracciano le parallele e le perpendicolari agli assi a 45°

Traccia la spezzata, riporta le larghezze dei corni e con le squadrette traccia le parallele e le perpendicolari agli assi a 45°.

Terza fase

Ricalca i contorni.

Terza fase Ricalca i contorni.

16 20

16 20

Riproduci le figure seguendo le indicazioni.

5. POMELLO

PASSO PASSO

1 Disegniamo la vista laterale di un pomello date le dimensioni.

2 Tracciamo la linea di base e, perpendicolare ad essa, l’asse della figura finale.

Riportiamo le misure di elementi simmetrici con il compasso parte per parte rispetto all’asse per mantenere la simmetria.

3 Con le squadrette costruiamo il rettangolo che rappresenta il disco di base, tracciamo l’asse ortogonale passante per il centro della circonferenza e tracciamo la circonferenza che rappresenta la sfera del pomello.

4 Riportiamo le dimensioni col compasso e tracciamo le parallele all’asse che rappresentano il cilindro di collegamento tra la piastra di base e la sfera.

5 Riportiamo le misure dei raggi di raccordo, tracciamo le parallele ai segmenti da raccordare, l’arco con raggio del cerchio più raggio di raccordo determinando i centri di raccordo e i punti di contatto.

6 Ricalchiamo le linee che descrivono il pomello. La linea fina è un espediente del disegno tecnico per indicare l’intersezione tra due elementi curvi, in questo caso il cilindro con la sfera.

Video tutorial

COMPITO DI REALTÀ

Costruzione di un segnale stradale

Ricava la “mascherina” della sagoma di uno skateborder, da utilizzare per creare il “pittogramma” al centro di un cartello segnaletico.

Compiti di realtà: costruzione di un segnale

Riproduci perciò la figura su un foglio e poi ritagliarla lasciando il vuoto da riempire col colore pitturato ad esempio con l’aerografo. La sagoma potrà essere utilizzata per creare un segnale di divieto (➜ Fig. 1), di pista riservata a questa attività (➜ Fig. 2) oppure un segnale di pericolo (riducendo la sagoma per adattarla alla forma del segnale) (➜ Fig. 3).

I segnali in figura sono di formato piccolo in scala 1 : 10. Alla destra (➜ Fig. 4) c’è il disegno da realizzare in scala 1 : 1 per il formato piccolo, e da adattare se si volessero realizzare cartelli di formato normale o grande. Con O è indicato il centro del cartello se rotondo.

Ricavare la “mascherina”, della sagoma di uno skateborder, da utilizzare per creare il “pittogramma” al centro di un cartello segnaletico. Riprodurre perciò la figura su un foglio e poi ritagliarla lasciando il vuoto da riempire col colore pitturato ad esempio con l’aerografo. La sagoma potrà essere utilizzata per creare un segnale: di divieto Fig.1, di pista riservata a questa attività Fig.2 oppure segnale di pericolo (riducendo la sagoma per adattarla alla forma del segnale) Fig.3. I segnali in figura sono di formato piccolo in scala 1:10. Alla destra c’è il disegno da realizzare in scala 1:1 per il formato piccolo, e da adattare se si volesse realizzare cartelli di formato normale o grande. Con O è indicato il centro del cartello se rotondo.

tabella 2 - CERCHIO (divieto)

tabella 3 - CERCHIO (obbligo)

Fig.1
Fig.2
Fig.3
Fig.4
TABELLA DIMENSIONI CARTELLI (misure in cm)
➜ Fig. 1
➜ Fig. 2
➜ Fig. 3
➜ Fig. 4

DISEGNO TECNICO IL LINGUAGGIO DEL C C SEZIONE

CAPITOLO 5

Proiezioni ortogonali

CAPITOLO 6

Proiezioni assonometriche

Le sezioni mostrano dettagli nascosti.

Le proiezioni descrivono forma e dimensioni.

LO SAPEVI CHE?

Le proiezioni sono il linguaggio universale del disegno tecnico: permettono di rappresentare un oggetto tridimensionale su un piano bidimensionale in modo preciso e senza ambiguità. Grazie alle proiezioni ortogonali e assonometriche, progettisti, tecnici e costruttori di tutto il mondo possono interpretare lo stesso oggetto nello stesso modo.

Proiezioni ortogonali

Unità 7 Proiezioni ortogonali

I principali solidi geometrici: poliedro, prisma, parallelepipedo, piramide

Unità 7 Proiezioni ortogonali

I principali solidi geometrici: poliedro, prisma, parallelepipedo, piramide

1 I principali solidi geometrici

1 I principali solidi geometrici

2 Metodi di rappresentazione grafica: le proiezioni

7 Proiezioni ortogonali di solidi geometrici

7 Proiezioni ortogonali di solidi geometrici

2 Metodi di rappresentazione grafica: le proiezioni

3 Proiezioni assonometriche: introduzione

CI OCCUPEREMO DI...

8 Approfondimenti sulle proiezioni ortogonali

8 Approfondimenti sulle proiezioni ortogonali

a) Ribaltamento di piani

3 Proiezioni assonometriche: introduzione

Unità 7 Proiezioni ortogonali

Unità 7 Proiezioni

1 I principali solidi geometrici

4 Triedro di riferimento e sua rappresentazione sul piano

Unità 7 Proiezioni ortogonali

a) Ribaltamento di piani

ortogonali

4 Triedro di riferimento e sua rappresentazione sul piano

1 I principali solidi geometrici

1. I principali solidi geometrici

b) Metodo della rotazione

7 Proiezioni ortogonali di solidi geometrici

b) Metodo della rotazione

5 Convenzioni per la rappresentazione grafica

5 Convenzioni per la rappresentazione grafica

2 Metodi di rappresentazione grafica: le proiezioni

1 I principali solidi geometrici

6 Proiezioni ortogonali di figure piane

5.1

6 Proiezioni ortogonali di figure piane

3 Proiezioni assonometriche: introduzione

2 Metodi di rappresentazione grafica: le proiezioni

3 Proiezioni assonometriche: introduzione

3 Proiezioni assonometriche: introduzione

7 Proiezioni ortogonali di solidi geometrici

c) Metodo delle generatrici

I principali solidi geometrici: poliedro, prisma, parallelepipedo, piramide

2 Metodi di rappresentazione grafica: le proiezioni

8 Approfondimenti sulle proiezioni ortogonali

c) Metodo delle generatrici

7 Proiezioni ortogonali di solidi geometrici

2. Metodi di rappresentazione grafica: le proiezioni

La rappresentazione grafica dei volumi

La rappresentazione grafica dei volumi

5 Convenzioni per la rappresentazione grafica

8 Approfondimenti sulle proiezioni ortogonali

4 Triedro di riferimento e sua rappresentazione sul piano

4 Triedro di riferimento e sua rappresentazione sul piano

d) Metodo dei piani sezionatori paralleli

8 Approfondimenti sulle proiezioni ortogonali

5. Convenzioni per la rappresentazione grafica

d) Metodo dei piani sezionatori paralleli

a) Ribaltamento di piani

a) Ribaltamento di piani

b) Metodo della rotazione

6. Proiezioni ortogonali di figure piane

a) Ribaltamento di piani

4 Triedro di riferimento e sua rappresentazione sul piano

Unità 7 Proiezioni ortogonali

b) Metodo della rotazione

c) Metodo delle generatrici

b) Metodo della rotazione

6 Proiezioni ortogonali di figure piane

5 Convenzioni per la rappresentazione grafica

5 Convenzioni per la rappresentazione grafica

1 I principali solidi geometrici

3. Proiezioni ortogonali: introduzione

6 Proiezioni ortogonali di figure piane

6 Proiezioni ortogonali di figure piane

2 Metodi di rappresentazione grafica: le proiezioni

La rappresentazione grafica dei volumi

c) Metodo delle generatrici

3 Proiezioni assonometriche: introduzione

La rappresentazione grafica dei volumi

La rappresentazione grafica dei volumi

4. Triedro di riferimento e sua rappresentazione sul piano

5 Convenzioni per la rappresentazione grafica

6 Proiezioni ortogonali di figure piane

La rappresentazione grafica dei volumi

I principali solidi geometrici

4 Triedro di riferimento e sua rappresentazione sul piano

Nelle pagine precedenti abbiamo tracciato disegni riguardanti costruzioni di figure piane cioè di elementi a due dimensioni: altezza e larghezza. La loro rappresentazione sul foglio è risultata, pertanto, agevole.Tali figure, però, esistono soltanto teoricamente. Tutto ciò che ci circonda, infatti, è misurato con tre dimensioni e cioè oltre alla larghezza e all'altezza, anche la profondità Per fare un esempio basti pensare al foglio da disegno. Istintivamente lo si identifica con un piano ma, in realtà, avendo uno spessore anche se sottile, è un parallelepipedo. Nel corso dei secoli, per superare il problema di disegnare sul piano, bidimensionale, un qualsiasi volume, si sono elaborate alcune tecniche, organizzate secondo precise regole geometriche, che si basano sul concetto di proiezione. Nelle pagine seguenti si illustreranno i metodi per rappresentare, sul piano, i solidi. Di questi il più importante, nel disegno tecnico, è il metodo delle proiezioni ortogonali perchè consente di illustrare in modo chiaro anche i minimi particolari di un oggetto accompagnandoli con tutte le indicazioni dimensionali e tecnologiche che lo caratterizzano.

I principali solidi geometrici

I principali solidi geometrici

5.1.1 POLIEDRI

Nelle pagine precedenti abbiamo tracciato disegni riguardanti costruzioni di figure piane cioè di elementi a due dimensioni: altezza e larghezza. La loro rappresentazione sul foglio è risultata, pertanto, agevole.Tali figure, però, esistono soltanto teoricamente. Tutto ciò che ci circonda, infatti, è misurato con tre dimensioni e cioè oltre alla larghezza e all'altezza, anche la profondità Per fare un esempio basti pensare al foglio da disegno. Istintivamente lo si identifica con un piano ma, in realtà, avendo uno spessore anche se sottile, è un parallelepipedo. Nel corso dei secoli, per superare il problema di disegnare sul piano, bidimensionale, un qualsiasi volume, si sono elaborate alcune tecniche, organizzate secondo precise regole geometriche, che si basano sul concetto di proiezione. Nelle pagine seguenti si illustreranno i metodi per rappresentare, sul piano, i solidi. Di questi il più importante, nel disegno tecnico, è il metodo delle proiezioni ortogonali perchè consente di illustrare in modo chiaro anche i minimi particolari di un oggetto accompagnandoli con tutte le indicazioni dimensionali e tecnologiche che lo caratterizzano.

7 Proiezioni ortogonali di solidi geometrici

d) Metodo dei piani sezionatori paralleli

7. Proiezioni ortogonali di solidi geometrici

c) Metodo delle generatrici

d) Metodo dei piani sezionatori paralleli

d) Metodo dei piani sezionatori paralleli

8 Approfondimenti sulle proiezioni ortogonali

a) Ribaltamento di piani

b) Metodo della rotazione

8. Approfondimenti sulle proiezioni ortogonali

c) Metodo delle generatrici

Nelle pagine precedenti abbiamo tracciato disegni riguardanti costruzioni di figure piane cioè di elementi a due dimensioni: altezza e larghezza. La loro rappresentazione sul foglio è risultata, pertanto, agevole.Tali figure, però, esistono soltanto teoricamente. Tutto ciò che ci circonda, infatti, è misurato con tre dimensioni e cioè oltre alla larghezza e all'altezza, anche la profondità Per fare un esempio basti pensare al foglio da disegno. Istintivamente lo si identifica con un piano ma, in realtà, avendo uno spessore anche se sottile, è un parallelepipedo. Nel corso dei secoli, per superare il problema di disegnare sul piano, bidimensionale, un qualsiasi volume, si sono elaborate alcune tecniche, organizzate secondo precise regole geometriche, che si basano sul concetto di proiezione. Nelle pagine seguenti si illustreranno i metodi per rappresentare, sul piano, i solidi. Di questi il più importante, nel disegno tecnico, è il metodo delle proiezioni ortogonali perchè consente di illustrare in modo chiaro anche i minimi particolari di un oggetto accompagnandoli con tutte le indicazioni dimensionali e tecnologiche che lo caratterizzano

d) Metodo dei piani sezionatori paralleli

Nelle pagine precedenti abbiamo tracciato disegni riguardanti costruzioni di figure piane cioè di elementi a due dimensioni: altezza e larghezza. La loro rappresentazione sul foglio è risultata, pertanto, agevole.Tali figure, però, esistono soltanto teoricamente. Tutto ciò che ci circonda, infatti, è misurato con tre dimensioni e cioè oltre alla larghezza e all'altezza, anche la profondità Per fare un esempio basti pensare al foglio da disegno. Istintivamente lo si identifica con un piano ma, in realtà, avendo uno spessore anche se sottile, è un parallelepipedo. Nel corso dei secoli, per superare il problema di disegnare sul piano, bidimensionale, un qualsiasi volume, si sono elaborate alcune tecniche, organizzate secondo precise regole geometriche, che si basano sul concetto di proiezione. Nelle pagine seguenti si illustreranno i metodi per rappresentare, sul piano, i solidi. Di questi il più importante, nel disegno tecnico, è il metodo delle proiezioni ortogonali perchè consente di illustrare in modo chiaro anche i minimi particolari di un oggetto accompagnandoli con tutte le indicazioni dimensionali e tecnologiche che lo caratterizzano.

Si definisce solido una figura geometrica a tre dimensioni nello spazio. Esso può essere un poliedro oppure un solido di rotazione

Si definisce solido una figura geometrica a tre dimensioni nello spazio. Esso può essere un poliedro oppure un solido di rotazione

Poliedri

Nelle pagine precedenti abbiamo tracciato disegni riguardanti costruzioni di figure piane cioè di elementi a due dimensioni: altezza e larghezza. La loro rappresentazione sul foglio è risultata, pertanto, agevole.Tali figure, però, esistono soltanto teoricamente. Tutto ciò che ci circonda, infatti, è misurato con tre dimensioni e cioè oltre alla larghezza e all'altezza, anche la profondità Per fare un esempio basti pensare al foglio da disegno. Istintivamente lo si identifica con un piano ma, in realtà, avendo uno spessore anche se sottile, è un parallelepipedo. Nel corso dei secoli, per superare il problema di disegnare sul piano, bidimensionale, un qualsiasi volume, si sono elaborate alcune tecniche, organizzate secondo precise regole geometriche, che si basano sul concetto di proiezione. Nelle pagine seguenti si illustreranno i metodi per rappresentare, sul piano, i solidi. Di questi il più importante, nel disegno tecnico, è il metodo delle proiezioni ortogonali perchè consente di illustrare in modo chiaro anche i minimi particolari di un oggetto accompagnandoli con tutte le indicazioni dimensionali e tecnologiche che lo caratterizzano

Nelle pagine precedenti abbiamo tracciato disegni riguardanti costruzioni di figure piane cioè di elementi a due dimensioni: altezza e larghezza. La loro rappresentazione sul foglio è risultata, pertanto, agevole.Tali figure, però, esistono soltanto teoricamente. Tutto ciò che ci circonda, infatti, è misurato con tre dimensioni e cioè oltre alla larghezza e all'altezza, anche la profondità Per fare un esempio basti pensare al foglio da disegno. Istintivamente lo si identifica con un piano ma, in realtà, avendo uno spessore anche se sottile, è un parallelepipedo. Nel corso dei secoli, per superare il problema di disegnare sul piano, bidimensionale, un qualsiasi volume, si sono elaborate alcune tecniche, organizzate secondo precise regole geometriche, che si basano sul concetto di proiezione. Nelle pagine seguenti si illustreranno i metodi per rappresentare, sul piano, i solidi. Di questi il più importante, nel disegno tecnico, è il metodo delle proiezioni ortogonali perchè consente di illustrare in modo chiaro anche i minimi particolari di un oggetto accompagnandoli con tutte le indicazioni dimensionali e tecnologiche che lo caratterizzano

Un solido è una figura geometrica a tre dimensioni. Esso può essere un poliedro oppure un solido di rotazione.

Il poliedro è un solido geometrico limitato da un numero finito di poligoni disposti in modo tale che ciascun lato sia comune a due soli poligoni.

I principali solidi geometrici

Poliedri

I principali solidi geometrici

I principali solidi geometrici

I principali solidi geometrici

Si definisce solido una figura geometrica a tre dimensioni nello spazio. Esso può essere un poliedro oppure un solido di rotazione

Si definisce solido una figura geometrica a tre dimensioni nello spazio. Esso può essere un poliedro oppure un solido di rotazione

Poliedri

Poliedri

Si definisce solido una figura geometrica a tre dimensioni nello spazio. Esso può essere un poliedro oppure un solido di rotazione

Poliedri

Poliedri

Si definisce solido una figura geometrica a tre dimensioni nello spazio. Esso può essere un poliedro oppure un solido di rotazione

Il prisma è un poliedro limitato da due poligoni convessi, tra loro congruenti e posti su due piani paralleli, e da tanti parallelogrammi quanti sono i lati del poligono.

La piramide è un poliedro avente per base un poligono e per facce laterali tanti triangoli quanti sono i lati del poligono di base e che hanno un vertice in comune detto vertice della piramide.

Un prisma laterali perpendicolari ai piani delle basi. Le facce laterali sono pertanto dei rettangoli (non ne cessariamente congruenti tra loro) e l’altezza ha la stessa lun ghezza degli spi goli laterali.

Un prisma è se è retto e ha come basi due poligoni regolari. In questo caso le facce laterali sono dei rettangoli congruenti

parallelogramma di base poligono regolare

Il parallelepipedo è un prisma le cui basi sono due parallelogrammi, e pertanto è un solido limitato da sei parallelogrammi.

poligono regolare

rettangoli later

parallelogramma di base poligono regolare ammi later

rettangoli laterali

parallelogramma di base poligono regolare ammi laterali

rettangoli laterali

rettangoli laterali

parallelogramma di base

parallelogramma di base poligono regolare

parallelogramma di base poligono regolare

parallelogrammi laterali

parallelogrammi laterali rettangoli laterali

parallelogrammi laterali

I principali solidi geometrici: piramide, cilindro, cono, sfera

I principali solidi geometrici: piramide, cilindro, cono, sfera

I principali solidi geometrici: piramide, cilindro, cono, sfera

I principali solidi geometrici: piramide, cilindro, cono, sfera

I principali solidi geometrici: piramide, cilindro, cono, sfera

I principali solidi geometrici: piramide, cilindro, cono, sfera

I principali solidi geometrici: piramide, cilindro, cono, sfera

Un parallelepipedo è retto quando le facce laterali sono quattro rettangoli e gli spigoli laterali sono perpendicolari ai piani delle basi.

rettangolo di base parallelogramma di base

Il cubo è un parallelepipedo rettangolo avente le sei facce congruenti tra loro.

rettangolo di base parallelogramma di base

Un parallelepipedo è rettangolo se è retto e ha per basi due rettangoli. Pertanto un parallelepipedo rettangolo è limitato da sei rettangoli.

I principali solidi geometrici: piramide, cilindro, cono, sfera

rettangolo di base parallelogramma di base

amma di base

rettangolo di base parallelogramma di base

rettangolo di base allelogramma di base

rettangolo di base allelogramma di base

rettangoli later

rettangoli laterali

rettangoli laterali

rettangoli laterali

rettangoli laterali

rettangolo di base allelogramma di base ali

rettangoli laterali

rettangoli laterali

Una piramide è se il poligono di base è inscrivibile in una circonferenza e se la proiezione del vertice V coincide con O centro della circonferenza stessa.

rettangoli laterali

5.1.2 SOLIDI DI ROTAZIONE

Il cilindro è un solido generato dalla rotazione completa di un rettangolo intorno alla retta cui appartiene uno dei suoi lati.

rettangolo di base amma di base

In una piramide retta le altezze dei triangoli laterali sono tutte congruenti tra loro e sono dette apotema della piramide.

Il cono è un solido generato dalla rotazione di un triangolo rettangolo intorno alla retta cui appartiene uno dei suoi cateti; l’ipotenusa del triangolo è detta generatrice

Una piramide è regolare se è retta e ha per base un poligono regolare.

Un solido di rotazione è un solido ottenuto dalla rotazione completa di una figura piana intorno a una retta, l’asse di rotazione.

La sfera è un solido generato dalla rotazione completa di un semicerchio intorno alla retta cui appartiene il suo diametro.

5.2 Metodi di rappresentazione grafica: le proiezioni

Consideriamo una figura piana e collochiamola davanti a un piano π detto piano di proiezione. Immaginiamo ora di investirla con un fascio di raggi che ne proiettino l’immagine sul piano π

che ne proiettino l'immagine sul piano . I raggi proiettanti partono da una sorgente luminosa posta nel punto S detto centro di proiezione che può essere ad una distanza più o meno grande da . Possiamo comunque, a seconda della posizione di S, individuare due situazioni che determinano la traiettoria dei raggi proiettanti: S vicino a i raggi avranno una traiettoria divergente (fig.1)

S collocato all'infinito, i raggi possono considerarsi tra loro paralleli (fig.2).

I raggi proiettanti partono da una sorgente luminosa posta nel punto S detto centro di proiezione, che può essere a una distanza più o meno grande da π. Possiamo comunque, a seconda della posizione di S, individuare due situazioni che determinano la traiettoria dei raggi proiettanti:

Nei due casi le immagini proiettate sul piano risulteranno differenti.

nti ad un piano investirla con un piano . luminosa posta nel essere ad una comunque, a situazioni che proiettanti: divergente considerarsi tra loro risulteranno determinano due conica) e proiezisua volta, può perpendicolari proiettanti non comportamento proiezione prospettiva ortogonale

obliqua assonometria rappresentazione gra ca

S vicino a π: i raggi hanno una traiettoria divergente (➜ Fig. 1)

I diversi metodi di proiezione

S collocato all’infinito, i raggi possono considerarsi tra loro paralleli (➜ Fig. 2).

Le due diverse posizioni della sorgente S determinano due tipi di proiezione: proiezione centrale (o conica) e proiezione parallela (o cilindrica). Quest'ultima, a sua volta, può essere ortogonale (se i raggi proiettanti sono perpendicolari al piano ) oppure obliqua (quando i raggi proiettanti non sono perpendicolari a )

Le diverse posizioni di S, e il conseguente comportamento dei raggi proiettanti, determinano vari tipi di proiezione riassunte dal seguente schema.

➜ Fig. 1

proiezione centrale (o conica) prospettiva

➜ Fig. 2

proiezioni ortogonali

PROIEZIONE

Nei due casi le immagini proiettate sul piano π risulteranno differenti.

assonometria

Le due diverse posizioni della sorgente S determinano due tipi di proiezione: proiezione centrale (o conica) e proiezione parallela (o cilindrica). Quest’ultima, a sua volta, può essere ortogonale (se i raggi proiettanti sono perpendicolari al piano π) oppure obliqua (quando i raggi proiettanti non sono perpendicolari a π).

proiezione parallela (o cilindrica) ortogonale

Le diverse posizioni di S, e il conseguente comportamento dei raggi proiettanti, determinano vari tipi di proiezione riassunte dal seguente schema.

obliqua assonometria

proiezione centrale (o conica)

PROIEZIONE

proiezioni ortogonali

assonometria

prospettiva ortogonale

proiezione parallela (o cilindrica)

obliqua

proiezioni ortogonali

assonometria

assonometria

Proiezioni assonometriche: generalità

5.3 Proiezioni ortogonali: introduzione

Premessa

Nell’esporre le regole e i problemi inerenti alle proiezioni ortogonali utilizzeremo il metodo di rappresentazione detto assonometria isometrica, che permette di raffigurare sul piano lo spazio tridimensionale e gli oggetti collocati in esso. L’assonometria ha scarso uso nel disegno tecnico in quanto risulta spesso insufficiente per esporre le particolarità tecniche di un qualsiasi oggetto. È però di notevole utilità qualora si voglia dare una visione d’insieme di immediata lettura.

Nell'esporre le regole e i problemi inerenti alle proiezioni ortogonali utilizzeremo il metodo di rappresentazione detto assonometria isometrica che permette di raffigurare sul piano lo spazio tridimensionale. Esso ha scarso uso nel disegno tecnico in quanto risulta spesso insuffuciente per esporre le particolarità tecniche di un qualsiasi oggetto. E’ però di notevole utilità qualora si voglia dare una visione d’insieme di immediata lettura.

Proiezioni assonometriche: generalità

Proiezioni assonometriche: generalità

Premessa

Premessa

Le regole relative a questo metodo di rappresentazione sono enunciate nel capitolo successivo. Per il momento è sufficiente sapere che con questo me-

Le regole relative a questo metodo di rappresentazione sono enunciate a pag.145. Per il momento è sufficiente sapere che con questo metodo si rappresentano gli oggetti visti di scorcio. Per meglio comprendere si metta a confronto la rappresentazione di un cubo. In fig.1 è rappresentato visto frontalmente mentre in fig.2 è rappresentato visto di scorcio. Nella prima figura vediamo solo l'altezza e la larghezza mentre nella seconda possiamo vedere anche la profondità. Con l’assonometria inoltre il solido da rappresentare può essere inserito in un sistema di assi (fig.3) che permette di collocarlo in una precisa posizione nello spazio. Tali assi sono: x, y e z e sono rappresentati da tre semirette poste tra di loro a 120°.

Nell'esporre le regole e i problemi inerenti alle proiezioni ortogonali utilizzeremo il metodo di rappresentazione detto assonometria isometrica che permette di raffigurare sul piano lo spazio tridimensionale. Esso ha scarso uso nel disegno tecnico in quanto risulta spesso insuffuciente per esporre le particolarità tecniche di un qualsiasi oggetto. E’ però di notevole utilità qualora si voglia dare una visione d’insieme di immediata lettura. Le regole relative a questo metodo di rappresentazione sono enunciate a pag.145. Per il momento è sufficiente sapere che con questo metodo si rappresentano gli oggetti visti di scorcio. Per meglio comprendere si metta a confronto la rappresentazione di un cubo. In fig.1 è rappresentato visto frontalmente mentre in fig.2 è rappresentato visto di scorcio. Nella prima figura vediamo solo l'altezza e la larghezza mentre nella seconda possiamo vedere anche la profondità. Con l’assonometria inoltre il solido da rappresentare può essere inserito in un sistema di assi (fig.3) che permette di collocarlo in una precisa posizione nello spazio. Tali assi sono: x, y e z e sono rappresentati da tre semirette poste tra di loro a 120°

Nell'esporre le regole e i problemi inerenti alle proiezioni ortogonali utilizzeremo il metodo di rappresentazione detto assonometria isometrica che permette di raffigurare sul piano lo spazio tridimensionale. Esso ha scarso uso nel disegno tecnico in quanto risulta spesso insuffuciente per esporre le particolarità tecniche di un qualsiasi oggetto. E’ però di notevole utilità qualora si voglia dare una visione d’insieme di immediata lettura.

Le regole relative a questo metodo di rappresentazione sono enunciate a pag.145. Per il momento è sufficiente sapere che con questo metodo si rappresentano gli oggetti visti di scorcio.

todo si rappresentano gli oggetti visti di scorcio. Per meglio comprendere consideriamo diverse rappresentazioni di un cubo. In ➜ Fig. 3 è rappresentato visto frontalmente, mentre in ➜ Fig. 4 è rappresentato visto di scorcio. Nella prima figura vediamo solo l’altezza e la larghezza, mentre nella seconda possiamo vedere anche la profondità. Con l’assonometria inoltre il solido da rappresentare può essere inserito in un sistema di assi (➜ Fig. 5) che permette di collocarlo in una precisa posizione nello spazio. Tali assi sono indicati con x, y e z e sono rappresentati da tre semirette che formano tra di loro angoli di 120°.

Per meglio comprendere si metta a confronto la rappresentazione di un cubo. In fig.1 è rappresentato visto frontalmente mentre in fig.2 è rappresentato visto di scorcio. Nella prima figura vediamo solo l'altezza e la larghezza mentre nella seconda possiamo vedere anche la profondità. Con l’assonometria inoltre il solido da rappresentare può essere inserito in un sistema di assi (fig.3) che permette di collocarlo in una precisa posizione nello spazio. Tali assi sono: x, y e z e sono rappresentati da tre semirette poste tra di loro a 120°

➜ Fig. 3

➜ Fig. 4

Nelle pagine seguenti sarà illustrato isometrica. Essa infatti permette regole che sono illustrate a pag.... oggetto e come si vede la seconda y

➜ Fig. 5

Sotto è riportato il confronto tra le immagini di un supporto rappresentato da: una foto (fig.4), un’assonometria isometrica (fig.5) e una vista frontale (fig.6). Come si può facilmente notare l’assonometria dà un’immediata immagine esauriente del pezzo meccanico che non si discosta molto dalla foto

Nelle pagine seguenti sarà isometrica. Essa infatti regole che sono illustrate oggetto e come si vede y z O x

Sotto è riportato il confronto tra le immagini di un supporto rappresentato da: una foto (fig.4), un’assonometria isometrica (fig.5) e una vista frontale (fig.6). Come si può facilmente notare l’assonometria dà un’immediata immagine esauriente del pezzo meccanico che non si discosta molto dalla foto

Se effettuiamo il confronto tra le immagini di un supporto rappresentato da una foto (➜ Fig. 6), da un’assonometria isometrica (➜ Fig. 7) e da una vista frontale (➜ Fig. 8) possiamo facilmente notare che l’assonometria fornisce un’immediata ed esauriente immagine del pezzo meccanico, che non si discosta molto da quella reale rappresentata dalla foto.

Sotto è riportato il confronto tra le immagini di un supporto rappresentato da: una foto (fig.4), un’assonometria isometrica (fig.5) e una vista frontale (fig.6). Come si può facilmente notare l’assonometria dà un’immediata immagine esauriente del pezzo meccanico che non si discosta molto dalla foto

➜ Fig. 6 ➜ Fig. 7

➜ Fig. 8

Proiezioni Ortogonali Il metodo delle proiezioni ortogonali su più piani applica il concetto di proiezione non su un’unica ma su più superfici dando modo di rappresentare un oggetto da più punti di vista.

5.4 Triedro di riferimento e sua rappresentazione sul piano

Triedro di riferimento e sua rappresentazione sul piano

Il metodo delle proiezioni ortogonali su più piani si basa sull’applicazione del concetto di proiezione non su un’unica superficie ma su più superfici: in questo modo è possibile rappresentare un oggetto da più punti di vista.

Proiezioni or togonali: triedro di riferimento

Proiezioni Ortogonali

Il metodo delle proiezioni ortogonali su più piani applica il concetto di proiezione non su un’unica ma su più superfici dando modo di rappresentare un oggetto da più punti di vista.

Consideriamo tre piani ortogonali tra loro (per avere un esempio concreto basta pensare al pavimento e alle pareti di un angolo dell’aula). Essi determinano un sistema detto triedro di riferimento i cui piani sono denominati: piano orizzontale (P.O.), piano ver-

Si considerino tre piani ortogonali tra loro (per avere un esempio concreto basta pensare al pavimento e alle pareti di un angolo dell'aula). Essi determinano un sistema detto triedro di riferimento i cui piani sono denominati: piano orizzontale (P.O.), piano verticale (P.V.) e piano laterale (P.L.). Essi intersecandosi a due a due danno origine a un sistema di assi x, y, z con origine nel punto O assi anche detti x= linea di terra frontale, y= linea di terra laterale e z= asse verticale (fig.1). Su questi tre piani si eseguiranno tre proiezioni dell’oggetto da rappresentare, una per ciascun piano, quindi, immaginando di staccare il piano orizzontale dal piano laterale, si ruoteranno i tre piani fino a porli su uno stesso unico piano (fig.2). Questo modo di procedere ci dà la possibilità di rappresentare sul foglio da disegno qualsiasi oggetto in modo esauriente

Triedro di riferimento e sua rappresentazione sul piano

P.V.

ticale (P.V.) e piano laterale (P.L.). Essi intersecandosi a due a due danno origine a un sistema di assi x, y, z con origine nel punto O ( ➜ Fig. 9). Su questi tre piani si eseguiranno tre proiezioni dell’oggetto da rappresentare, una per ciascun piano. Quindi, immaginando di staccare il piano orizzontale dal piano laterale, si ruoteranno i tre piani fino a porli su uno stesso unico piano (➜ Fig. 10). Questo modo di procedere permette di rappresentare sul foglio da disegno qualsiasi oggetto in modo esauriente.

Piano Verticale Vertical Plane

Si considerino tre piani ortogonali tra loro (per avere un esempio concreto basta pensare al pavimento e alle pareti di un angolo dell'aula). Essi determinano un sistema detto triedro di riferimento i cui piani sono denominati: piano orizzontale (P.O.), piano verticale (P.V.) e piano laterale (P.L.). Essi intersecandosi a due a due danno origine a un sistema di assi x, y, z con origine nel punto O assi anche detti x= linea di terra frontale, y= linea di terra laterale e z= asse verticale (fig.1). Su questi tre piani si eseguiranno tre proiezioni dell’oggetto da rappresentare, una per ciascun piano, quindi, immaginando di staccare il piano orizzontale dal piano laterale, si ruoteranno i tre piani fino a porli su uno stesso unico piano (fig.2). Questo modo di procedere ci dà la possibilità di rappresentare sul foglio da disegno qualsiasi oggetto in modo esauriente.

più piani applica il concetto di proiezione non su un’unica ma su più un oggetto da più punti di vista.

ppresentazione sul piano loro (per avere un esempio concreto basta pensare al pavimento e alle determinano un sistema detto triedro di riferimento i cui piani sono denomiverticale (P.V.) e piano laterale (P.L.). Essi intersecandosi a due a due danno origine nel punto O assi anche detti x= linea di terra frontale, y= linea di Su questi tre piani si eseguiranno tre proiezioni dell’oggetto da rappreimmaginando di staccare il piano orizzontale dal piano laterale, si ruotestesso unico piano (fig.2). Questo modo di procedere ci dà la possibilità di qualsiasi oggetto in modo esauriente.

ESEMPIO GUIDATO

Le proiezioni sul P.V. sono dette: Viste di fronte Prospetto

Front View

Piano Laterale Additional Vertical Plane

Le proiezioni sul P.L. sono dette: Viste da sinistra Fianco

➜ Fig. 9

Procedimento seguito nelle Proiezioni Ortogonali su più piani.

P.V.

Verticale

Plane

Le proiezioni sul P.V. sono dette: Viste di fronte Prospetto

Procedimento seguito nelle Proiezioni Ortogonali su più piani.

Piano Verticale Vertical Plane Front View

Linea di terra frontale

Vediamo un esempio del procedimento da seguire per rappresentare un oggetto col metodo delle proiezioni ortogonali su più piani.

Le proiezioni sul P.V. sono dette: Viste di fronte Prospetto

Consideriamo un solido (fig.3) e collochiamolo nel triedro di riferimento (fig.4). y

Linea di terra frontale

Procedimento seguito nelle Proiezioni Ortogonali su più piani.

Plan View Side View

Di seguito è esemplificato il procedimento che idealmente si segue nel rappresentare un oggetto col metodo delle proiezioni ortogonali su più piani.

Piano Laterale Additional Vertical Plane

Le proiezioni sul P.L. sono dette: Viste da sinistra Fianco

Piano Laterale Additional Vertical Plane

Le proiezioni sul P.L. sono dette: Viste da sinistra Fianco

Di seguito è esemplificato il procedimento che idealmente si segue nel rappresentare un oggetto col metodo delle proiezioni ortogonali su più piani. Consideriamo un solido (fig.3) e collochiamolo nel triedro di riferimento (fig.4).

Linea di terra frontale

Le proiezioni sul P.O. sono dette: Viste dall’alto Pianta

P.O. O

Linea di terra laterale y x z y P.L.

Orizzontale

➜ Fig. 10

Consideriamo un solido (➜ Fig. 11) e collochiamolo nel triedro di riferimento (➜ Fig. 12).

Plan View Side View

Di seguito è esemplificato il procedimento che idealmente si segue nel rappresentare un oggetto col metodo delle proiezioni ortogonali su più piani. Consideriamo un solido (fig.3) e collochiamolo nel triedro di riferimento (fig.4).

P.O. O

Horizontal Plane

P.O. O

Linea di terra laterale y

Linea di terra laterale y x z y P.L.

Piano Orizzontale

Le proiezioni sul P.O. sono dette: Viste dall’alto Pianta

Horizontal Plane

Piano Orizzontale

z y P.L.

Le proiezioni sul P.O. sono dette: Viste dall’alto Pianta x P.

➜ Fig. 11

Focus TRIEDRO

➜ Fig. 12

Spazio illimitato racchiuso tra tre piani individuati da tre semirette a due a due ortogonali tra loro.

P.V.
proiezioni sono Viste Pianta

Si immagnii di investirlo con tre fasci di raggi proiettanti, ciascuno dei quali perpendicolare a uno di detti piani, che proiettino tre immagini uno sul P.V. una sul P.O. e una sul P.L...

Si immagnii di investirlo con tre fasci di raggi proiettanti, ciascuno dei quali perpendicolare a uno di detti piani, che proiettino tre immagini uno sul P.V. una sul P.O. e una sul P.L...

Si immagnii di investirlo con tre fasci di raggi proiettanti, ciascuno dei quali perpendicolare a uno di detti piani, che proiettino tre immagini uno sul P.V. una sul P.O. e una sul P.L...

Si immagnii di investirlo con tre fasci di raggi proiettanti, ciascuno dei quali perpendicolare a uno di detti piani, che proiettino tre immagini uno sul P.V. una sul P.O. e una sul P.L...

Immaginiamo di investirlo con tre fasci di raggi proiettanti, ciascuno dei quali perpendicolare a uno dei tre piani del triedro, che proiettino tre immagini, una sul P.V., una sul P.O. e una sul P.L. (➜ Fig. 13).

➜ Fig. 13

Si immagini ora di staccare il P.L. dal P.O. e di ruotare i tre piani fino a porli complanari cioè su di un unico piano.

Si immagini ora di staccare il P.L. dal P.O. e di ruotare i tre piani fino a porli complanari cioè su di un unico piano

Si immagini ora di staccare il P.L. dal P.O. e di ruotare i tre piani fino a porli complanari cioè su di un unico piano.

Si immagini ora di staccare il P.L. dal P.O. e di ruotare i tre piani fino a porli complanari cioè su di un unico piano.

Immaginiamo ora di staccare il P.L. dal P.O. e di ruotare i tre piani fino a renderli complanari, cioè disposti su un unico piano (➜ Fig. 15).

Le tre immagini così ottenute sono le tre proiezioni del solido e sono legata tra loro da linee parallele agli assi che sono dette di linee riferimento

Le tre immagini così ottenute sono le tre proiezioni del solido e sono legata tra loro da linee parallele agli assi che sono dette di linee riferimento.

Le tre immagini così ottenute sono le tre proiezioni del solido e sono legata tra loro da linee parallele agli assi che sono dette di linee riferimento.

Le tre immagini così ottenute sono le tre proiezioni del solido e sono legata tra loro da linee parallele agli assi che sono dette di linee riferimento.

Le tre immagini così ottenute sono le tre proiezioni del solido e sono legate tra loro da linee parallele agli assi dette linee di riferimento (➜ Fig. 14).

Come risultato si ottengono le tre immagini complanari, legate tra loro dalle linee di riferimento. Si vede quindi come si abbia la possibilità di rappresentare su un foglio da disegno qualsiasi oggetto.

Come risultato si ottengono le tre immagini complanari, legate tra loro dalle linee di riferimento. Si vede quindi come si abbia la possibilità di rappresentare su un foglio da disegno qualsiasi oggetto.

Come risultato si ottengono le tre immagini complanari, legate tra loro dalle linee di riferimento. Si vede quindi come si abbia la possibilità di rappresentare su un foglio da disegno qualsiasi oggetto.

Il risultato sono le tre immagini complanari, legate tra loro dalle linee di riferimento. (➜ Fig. 16).

Come risultato si ottengono le tre immagini complanari, legate tra loro dalle linee di riferimento. Si vede quindi come si abbia la possibilità di rappresentare su un foglio da disegno qualsiasi oggetto.

Fig. 16

Fig. 15 ➜ Fig. 14

5.5 Convenzioni per la rappresentazione grafica

Le proiezioni ortogonali sono lo strumento di rappresentazione principale del disegno tecnico. Esse, rispetto ad altri metodi di rappresentazione, richiedono uno sforzo mentale per elaborare, condensando in una, più immagini e giungere a raffigurarsi l’oggetto rappresentato. È importante pertanto sviluppare le proprie capacità spaziali esercitandosi nella risoluzione di problemi specifici.

Proiezioni or togonali: posizione dell’osser vatore

Proiezioni or togonali: posizione dell’osser vatore

Premessa sulle proiezioni ortogonali

5.5.1 POSIZIONE DELL’OSSERVATORE

Premessa sulle proiezioni ortogonali

Nelle esercitazioni delle pagine successive sono proposte assonometrie di solidi su cui indicare, come primo passo e mediante una freccia, la posizione dell’osservatore. Conseguenza di questa scelta sono le direzioni dei raggi proiettanti e quindi le proiezioni sui tre piani. Normalmente la freccia viene posizionata come indicato nel caso A (➜ Fig. 17) in modo da avere in vista i tre lati del solido interessati dalle successive proiezioni. Così facendo si defini-

Video 3D

A consigliata

sce la posizione del triedro di riferimento cioè dei tre piani P.V., P.O. e P.L. (➜ Fig. 18a) con le direzioni, indicate dalle tre frecce, da cui si guarda per ottenere le relative proiezioni ortogonali (➜ Fig. 18b). La posizione dei piani tra loro, e quindi delle viste, è rigida; pertanto se si decide di posizionare l’osservatore come nel caso B (➜ Fig. 19), l’orientamento del triedro di riferimento cambia (➜ Fig. 20a). Il risultato è che le proiezioni si ottengono sul P.V e sul P.O. da lati del solido in vista, mentre sul P.L., vista da sinistra, guardando il solido da un lato non in vista, come indicato dalla freccia (➜ Fig. 20a). Le proiezioni che otteniamo sono diverse dalle precedenti (➜ Fig. 20b). Questa seconda impostazione, pur non essendo errata, è sconsigliata perché risulta disagevole e spesso può indurre a commettere facili errori.

Pertanto, nell’esporre gli argomenti con l’uso dell’assonometria, si dà per scontato che la posizione dell’osservatore sia quella A, cioè come in ➜ Fig. 17.

➜ Fig. 17

vistadi fronte vista dall’alto vista dall’alto A consigliata

➜ Fig. 19

vistada sinistra sinistvistada ra frontvistadi e frontvistadi e vistadi fronte vistadi fronte vista dall’alto vista dall’alto

vistada sinistra

sinistvistada ra frontvistadi e frontvistadi e

PosizioneAOsservatore

PosizioneAOsservatore

➜ Fig. 18a ➜ Fig. 18b

vistadi fronte

OsservPosizioneB atore

Posizione dell’osservatore

OsservPosizioneB atore

➜ Fig. 20a ➜ Fig. 20b

Posizione dell’osservatore Confrontando poi le proiezioni A in fig.2 con le proiezioni B in fig.4 si coglie immediatamente che mentre le prime sono di lettura immediata le seconde richiedono una particolare attenzione in quanto la vista da sinistra avviene da dietro l’oggetto e quindi la si deve immaginare. Pertanto, nelle pagine seguenti, nell’esporre gli

Confrontando poi le proiezioni A in fig.2 con le proiezioni B in fig.4 si coglie immediatamente che mentre le prime sono di lettura immediata le seconde richiedono una particolare attenzione in quanto la vista da sinistra avviene da dietro l’oggetto e quindi la si deve immaginare. Pertanto, nelle pagine seguenti, nell’esporre gli argomenti con l’uso dell’assonometria si dà per scontato che la posizione dell’osservatore sia quella A cioè

5.5.2 INDICAZIONI SULLA SEQUENZA DELLA COSTRUZIONE

Collocato l’oggetto nel triedro e fissata la posizione dell’osservatore, di volta in volta si dovrà scegliere il piano da cui iniziare a tracciare le proiezioni.

Nel primo caso (fig.1) ha le basi parallele e l’asse verticale perpendicolare al P.V.

Poiché si dovrà procedere necessariamente tracciando il pentagono di base come prima figura si deve iniziare dal P.V. (fig.2)

Negli esempi seguenti, un prisma a base pentagonale è posto in tre posizioni diverse rispetto ai piani del triedro (➜ Figg. 21, 23 e 25). Poiché il suo elemento geometrico caratterizzante è la base pentagonale, risulta comodo iniziare rappresentando questa su uno dei tre piani (➜ Figg. 22, 24 e 26).

Osserviamo poi che il collegamento visivo tra le proiezioni sul P.V. con quella sul P.O. e con quella sul P.L. è diretto, mentre invece tra le viste sul P.O. e quella sul P.L. c’è l’interruzione del quadrante vuoto che può rendere difficoltosa la comprensione e, di conseguenza, la costruzione delle proiezioni (➜ Fig. 22). Quindi, se nel primo caso, partendo dal P.V., può essere indifferente proseguire sul P.O. o sul P.L. (➜ Fig. 22), negli altri due casi può essere più conveniente, in linea di massima, procedere dal P.O al P.V. o dal P.L. al P.V. (➜ Figg. 24 e 26).

Nel secondo (fig.3), poiché ha le basi parallele e l’asse verticale perpendicolare al P.O., si deve iniziare tracciando il pentagono sul P.O. (fig.4).

Nel terzo (fig.5), poiché ha le basi parallele e l’asse verticale perpendicolare al P.L., si deve iniziare tracciando il pentagono sul P.O. (fig.6).

y e procedere con l’esecuzione di tale vista. Non sempre però questa è la più significativa e di conseguenza di volta in volta si dovrà scegliere il piano dove iniziare a tracciare le proiezioni come negli esempi sotto riportati in cui un prisma a base pentagonale è posto in tre posizioni diverse rispetto ai piani del triedro. Si noti poi il collegamento visivo diretto tra la proiezione sul P.V. e quelle sul P.O. e P.L. (fig.2) mentre tra le viste sul P.O. e quella sul P.L. (figg.4, 6) c’è l’interruzione del quarto quadrante che può rendere difficoltosa la comprensione e, di conseguenza, la costruzione delle proiezioni. Quindi, se nel primo caso, partendo dal P.V., può essere indifferente proseguire sul P.O. o sul P.L., negli altri due casi può essere più utile, in linea di massima, procedere dal P.O. al P.V. o dal P.L. al P.V.

x y y z P.V.

x y

➜ Fig. 21
➜ Fig. 23
➜ Fig. 25
➜ Fig. 22
➜ Fig. 24
➜ Fig. 26
Video tutorial
Video 3D

Spessore e tipo di segno

togonali: spessore e tipo di segno e gerarchia delle linee

5.5.3 SPESSORE E TIPO DI SEGNO

Spessore e tipo di segno

Nell’esecuzione grafica è importante rispettare le norme relative allo spessore delle linee come previsto dalle UNI ISO 128-24/2006 e cioè:

tipo di segno e gerarchia delle linee

di segno

Nell’esecuzione grafica è importante rispettare le norme relative allo spessore delle linee come previsto dalle UNI ISO 128-24/2006 e cioè:

Nell’esecuzione grafica è importante rispettare le norme relative allo spessore delle linee, come previsto dalle UNI ISO 128-24/2006.

Le linee di costruzione e le linee di riferimento sono indicate con linea continua fine di tipo 01.1.

afica è importante rispettare le norme relative allo spessore delle linee

UNI ISO 128-24/2006 e cioè: costruzione e le linee di riferimento sono indicate con linea continua fine

Le linee di costruzione e le linee di riferimento sono indicate con linea continua fine di tipo 01.1.

Le linee di contorno degli oggetti e gli spigoli interni in vista sono indicati con linea grossa di tipo 01.2.

norme relative allo spessore delle linee riferimento sono indicate con linea continua fine interni in vista sono indicati con linea indicate con linea a tratti fine di tipo

Le linee di contorno degli oggetti e gli spigoli interni in vista sono indicati con linea grossa di tipo 01.2.

Le linee rappresentanti spigoli non in vista sono indicate con linea a tratti fine di tipo 02.1.

degli oggetti e gli spigoli interni in vista sono indicati con linea

Le linee di costruzione e le linee di riferimento sono indicate con linea continua fine di tipo 01.1

Le linee di contorno degli oggetti e gli spigoli interni in vista sono indicati con linea grossa di tipo 01.2

Le linee rappresentanti spigoli non in vista sono indicate con linea a tratti fine di tipo 02.1.

Gli assi di simmetria sono indicati con linea mista fine a punto e tratto lungo di tipo 04.1.

Le linee rappresentanti spigoli non in vista sono indicate con linea a tratti fine di tipo 02.1.

Gli assi di simmetria sono indicati con linea mista fine a punto e tratto lungo di tipo 04.1.

appresentanti spigoli non in vista sono indicate con linea a tratti fine di tipo

Gli assi di simmetria sono indicati con linea mista fine a punto e tratto lungo di tipo 04.1.

simmetria sono indicati con linea mista fine a punto e tratto lungo di tipo

mista fine a punto e tratto lungo di tipo

5.5.4

GERARCHIA DELLE LINEE

Gerarchia delle linee

profilo

spigolo interno non in vista spigolo interno in vista z

spigolo interno non in vista spigolo interno in vista z

spigolo interno non in vista spigolo interno in vista

➜ Fig. 27

Spesso capita che più linee, con significati diversi, risultino sovrapposte. È pertanto necessario stabilire una loro gerarchia e cioè:

Gerarchia delle linee

1) linee grosse 01.2 degli spigoli in vista prevalgono su tutte le altre;

Spesso capita che più linee, con significati diversi, risultino sovrapposte. E’ pertanto necessario stabilire una loro gerarchia e cioè:

2) linee tratteggiate fini 01.1 degli spigoli non in vista prevalgono sulle linee degli assi e di costruzione;

1) linee grosse 01.2 degli spigoli in vista prevalgono su tutte le altre;

Spesso capita che più linee, con significati diversi, risultino sovrapposte. E’ pertanto necessario stabilire una loro gerarchia e cioè:

linee linee, con significati diversi, risultino sovrapposte. E’ pertanto necessario stabilire una

profilo spigolo interno non in vista spigolo interno in vista z y risultino sovrapposte. E’ pertanto necessario stabilire una algono su tutte le altre; non in vista prevalgono sulle linee degli assi e di costruzione; simmetria che prevalgono sulle linee di costruzione;

2) linee tratteggiate fini 01.1 degli spigoli non in vista prevalgono sulle linee degli assi e di costruzione;

3) linee miste fini 04.1 degli assi di simmetria che prevalgono sulle linee di costruzione;

3) linee miste fini 04.1 degli assi di simmetria prevalgono sulle linee di costruzione; 4) linee di costruzione fini 01.1.

1) linee grosse 01.2 degli spigoli in vista prevalgono su tutte le altre; 2) linee tratteggiate fini 01.1 degli spigoli non in vista prevalgono sulle linee degli assi e di costruzione; 3) linee miste fini 04.1 degli assi di simmetria che prevalgono sulle linee di costruzione; 4) linee di costruzione fini 01.1.

4) linee di costruzione fini 01.1.

01.2 degli spigoli in vista prevalgono su tutte le altre; tratteggiate fini 01.1 degli spigoli non in vista prevalgono sulle linee degli assi e di costruzione; 04.1 degli assi di simmetria che prevalgono sulle linee di costruzione; costruzione fini 01.1

5.5.5 DIFFERENZIAZIONE DEI PUNTI PROIETTATI SULLE TRE PROIEZIONI

Differenziazione dei punti proiettati sulle tre proiezioni

Le tre proiezioni sono distinte tra loro mediante apici e cioè (➜ Fig. 27): un apice per i punti posti sul P.V. (per esempio A'), due per i punti posti sul P.O. (per esempio A"), tre per i punti posti sul P.L. (per esempio A'").

Differenziazione dei punti proiettati sulle tre proiezioni

Le tre proiezioni sono distinte tra loro mediante apostrofi detti apici e cioè (fig.6) : un apostrofo per i punti posti sul P.V. (es. A’) due per i punti posti sul P.O. (es. A”) tre per i punti posti sul P.L. (es. A’”). Inoltre nel caso in cui ci siano punti coincidenti le lettere corrispondenti sono riportate separate da tre trattini orizzontali ≡ e in modo ordinato, per prima quella che, nel proiettare, si incontra per prima e poi in ordine l’altra (A’≡B’ oppure F”≡G” ecc.) o le altre se sono più d’una.

Differenziazione dei punti proiettati sulle tre proiezioni distinte tra loro mediante apostrofi detti apici e cioè (fig.6) : un apostrofo per i punti due per i punti posti sul P.O. (es. A”) tre per i punti posti sul P.L. (es. A’”). Inoltre nel caso coincidenti le lettere corrispondenti sono riportate separate da tre trattini orizzontali ≡ e in prima quella che, nel proiettare, si incontra per prima e poi in ordine l’altra (A’≡B’ oppure se sono più d’una.

Le tre proiezioni sono distinte tra loro mediante apostrofi detti apici e cioè (fig.6) : un apostrofo per i punti posti sul P.V. (es. A’) due per i punti posti sul P.O. (es. A”) tre per i punti posti sul P.L. (es. A’”). Inoltre nel caso in cui ci siano punti coincidenti le lettere corrispondenti sono riportate separate da tre trattini orizzontali ≡ e in modo ordinato, per prima quella che, nel proiettare, si incontra per prima e poi in ordine l’altra (A’≡B’ oppure F”≡G” ecc.) o le altre se sono più d’una.

Inoltre nel caso in cui ci siano punti coincidenti le lettere corrispondenti sono riportate separate da tre trattini orizzontali ≡ e in modo ordinato, per prima quella che, nel proiettare, si incontra per prima e poi in ordine l’altra (A' ≡ B' oppure F" ≡ G" e così via) o le altre se sono più d’una.

sulle tre proiezioni apostrofi detti apici e cioè (fig.6) : un apostrofo per i punti (es. A”) tre per i punti posti sul P.L. (es. A’”). Inoltre nel caso corrispondenti sono riportate separate da tre trattini orizzontali ≡ e in proiettare, si

pertanto necessario stabilire una linee degli assi e di costruzione; di costruzione; (fig.6) : un apostrofo per i punti sul P.L. (es. A’”). Inoltre nel caso

Proiezioni or togonali di punti

5.6 Proiezioni ortogonali di elementi geometrici

Nell’eseguire le proiezioni ortogonali di un solido, di fatto, si proiettano i suoi vertici come ad esempio il punto P le cui proiezioni sono date da P’ sul P.V., P” sul P.O. e P’” sul P.L. (si noti che le proiezioni sui vari piani sono differenziate da uno a tre apostrofi detti apici in alto a destra e più esattamente un apostrofo per le proiezioni sul P.V., due sul P.O. e tre sul P.L.)

5.6.1 PROIEZIONI ORTOGONALI DI PUNTI

Nell’eseguire le proiezioni ortogonali di un solido, di fatto, si proiettano i suoi vertici come ad esempio il punto P le cui proiezioni sono date da P’ sul P.V., P” sul P.O. e P’” sul P.L. (si noti che le proiezioni sui vari piani sono differenziate da uno a tre apostrofi detti apici in alto a destra e più esattamente un apostrofo per le proiezioni sul P.V., due sul P.O. e tre sul P.L.)

Nell’eseguire le proiezioni ortogonali di un solido si proiettano i suoi vertici, che sono punti nello spazio. Nell’esempio seguente consideriamo il punto P le cui proiezioni sono date da P' sul P.V., P" sul P.O. e P'" sul P.L.

E’ importante poi ricordare che ciascun punto ha una posizione ben precisa, nello spazio definito da un sistema di assi coordinati, che è data dalle coordinate rispetto all’origine degli assi O e cioè per il punto P: Px, Py, Pz.

E’ importante poi ricordare che ciascun punto ha una posizione ben precisa, nello spazio definito da un sistema di assi coordinati, che è data dalle coordinate rispetto all’origine degli assi O e cioè per il punto P: Px, Py, Pz.

È importante poi ricordare che ciascun punto ha una posizione ben precisa nello spazio definito da un sistema di assi coordinati. La posizione è individuata da tre numeri, cioè le coordinate rispetto all’origine degli assi O. Nel caso del punto P le indichiamo con Px, Py, Pz.

Proiezioni

Proiezioni

Proiezioni

5.6.2 PROIEZIONI ORTOGONALI DI RETTE

Retta perpendicolare al P.O.

Retta perpendicolare al P.O.

Retta perpendicolare al P.O.

Retta perpendicolare al P.V.

Retta perpendicolare al P.V.

Essa sarà parallela al P.V. e al P.L. e avrà una sola traccia R” nel punto di intersezione col P.O.

Essa sarà parallela al P.V. e al P.L. e avrà una sola traccia R” nel punto di intersezione col P.O.

Retta perpendicolare al P.O.

1. RETTA PERPENDICOLARE AL P.O.

Retta perpendicolare al P.O.

Retta al P.O.

Essa sarà parallela al P.V. e al P.L. e avrà una sola traccia R” nel punto di intersezione col P.O.

Essa sarà parallela al P.V. e al P.L. e avrà una sola traccia R” nel punto di intersezione col P.O.

Essa sarà parallela al P.V. e al P.L. e avrà una sola traccia R” nel punto di intersezione col P.O.

Essa sarà parallela al P.V. e al e avrà sola traccia R” nel punto di intersezione col P.O.

La retta risulta parallela al P.V. e al P.L. e ha una sola traccia R" nel punto di intersezione col P.O.

Retta perpendicolare al P.V.

Retta parallela al P.O. e inclinata di 45° rispetto al P.V. e P.L.

Retta parallela al P.O. e inclinata di 45° rispetto al P.V. e P.L.

3. RETTA PARALLELA AL P.O. E INCLINATA DI 45° RISPETTO A P.V. E P.L.

Retta parallela al P.O. e inclinata di 45° rispetto al P.V. e P.L.

Retta parallela al P.O. e inclinata di 45° rispetto al P.V. e P.L.

Essa due avrà tracce R’ ed R” nei punti di intersezione rispettivamente col P.L. e col P.O.

Essa due avrà tracce R’ ed R” nei punti di intersezione rispettivamente col P.L. e col P.O.

Retta P.O. e inclinata di 45° rispetto al P.V. e P.L.

Retta parallela al P.O. e inclinata di 45° rispetto al P.V. e P.L.

Essa due avrà tracce R’ ed R” nei punti di intersezione rispettivamente col P.L. e col P.O.

Essa due avrà tracce R’ ed R” nei punti di intersezione rispettivamente col P.L. e col P.O.

La retta ha tracce R' e R"' nei punti di intersezione rispettivamente col P.O. e col P.L.

Essa due avrà tracce R’ ed R” nei punti di intersezione rispettivamente col P.L. e col P.O.

Essa due tracce ed R” nei punti di intersezione rispettivamente col P.L. e P.O.

Coppia di rette parallele tra loro. Anche le loro proiezioni sui tre piani sono parallele.

Coppia di rette parallele tra loro. Anche le loro proiezioni sui tre piani sono parallele.

5. COPPIA DI RETTE PARALLELE TRA LORO

Coppia di rette parallele tra loro.

Coppia di rette parallele tra loro.

Anche le loro proiezioni sui tre piani sono parallele.

Coppia di rette parallele tra loro. Anche le loro proiezioni sui tre piani sono parallele.

Coppia di rette parallele tra loro.

Anche le loro proiezioni sui tre piani sono parallele.

Anche le loro proiezioni sui tre piani sono parallele.

Le proiezioni della coppia di rette parallele sono tre coppie di rette parallele, una in ciascun piano.

Retta perpendicolare al P.V.

Essa sarà parallela al P.V. e al P.O. e avrà una sola traccia R”’ nel punto di intersezione col P.L.

Essa sarà parallela al P.V. e al P.O. e avrà una sola traccia R”’ nel punto di intersezione col P.L.

2. RETTA PERPENDICOLARE AL P.L.

Retta perpendicolare al P.V.

Retta perpendicolare al P.V.

Essa sarà parallela al P.V. e al P.O. e avrà una sola traccia R”’ nel punto di intersezione col P.L.

Essa sarà parallela al P.V. e al P.O. e avrà una sola traccia R”’ nel punto di intersezione col P.L.

Essa sarà parallela al P.V. e al P.O. e avrà una sola traccia R”’ nel punto di intersezione col P.L.

Essa parallela al P.V. e al P.O. e avrà una sola traccia R”’ nel punto di intersezione col

La retta risulta parallela al P.V. e al P.O. e ha una sola traccia R"' nel punto di intersezione col P.L.

Retta inclinata rispetto ai tre piani del triedro.

Retta inclinata rispetto ai tre piani del triedro.

4. RETTA INCLINATA RISPETTO AI TRE PIANI DEL TRIEDRO

Retta inclinata rispetto ai tre piani del triedro.

Retta inclinata rispetto ai tre piani del triedro.

Retta inclinata rispetto ai tre piani del triedro.

Essa avrà due sole tracce date dai punti di intersezione con i piani; in questo caso R’ sul P.V. ed R”’ sul P.L.

Essa avrà due sole tracce date dai punti di intersezione con i piani; in questo caso R’ sul P.V. ed R”’ sul P.L.

Essa avrà due sole tracce date dai punti di intersezione con i piani; in questo caso R’ sul P.V. ed R”’ sul P.L.

La retta ha due sole tracce, cioè i punti di intersezione con i piani; in questo caso R' sul P.V. e R"' sul P.L.

Retta inclinata ai tre piani del triedro. avrà due sole tracce date dai punti di intersezione con i piani; in questo caso sul P.V. ed R”’ sul

Essa avrà due sole tracce date dai punti di intersezione con i piani; in questo caso R’ sul P.V. ed R”’ sul P.L.

Essa avrà due sole tracce date dai punti di intersezione con i piani; in questo caso R’ sul P.V. ed R”’ sul P.L.

Coppia di rette tra loro incidenti. Esse hanno un punto P in comune e anche le loro proiezioni sui tre piani hanno un punto in comune.

6. COPPIA DI RETTE TRA LORO INCIDENTI

Coppia di rette tra loro incidenti. Esse hanno un punto P in comune e anche le loro proiezioni sui tre piani hanno un punto in comune.

Coppia di rette tra loro incidenti.

Coppia di rette tra loro incidenti. Esse hanno un punto P in comune e anche le loro proiezioni sui tre piani hanno un punto in comune.

Coppia di rette tra loro incidenti. Esse hanno un punto P in comune e anche le loro proiezioni sui tre piani hanno un punto in comune.

Esse hanno un punto P in comune e anche le loro proiezioni sui tre piani hanno un punto in comune.

Coppia di rette tra loro incidenti. Esse hanno un punto P in comune anche le loro proiezioni sui tre piani hanno un punto in comune.

Le rette hanno un punto P in comune e anche le loro proiezioni sui tre piani hanno un punto in comune.

5.6.3 PROIEZIONI ORTOGONALI DI SEGMENTI

Segmento perpendicolare al P.O..

Segmento perpendicolare al P.O..

Segmento perpendicolare al P.O..

Segmento perpendicolare al P.O..

Segmento perpendicolare al P.O..

Segmento perpendicolare al P.O..

1. SEGMENTO PERPENDICOLARE AL P.O.

La proiezione sul P.O. è un punto siglato da A” (coincidente) B”, sul P.V. e P.L. sono due segmenti di lunghezza uguale ad AB

La proiezione sul P.O. è un punto siglato da A” (coincidente) B”, sul P.V. e P.L. sono due segmenti di lunghezza uguale ad AB

La proiezione sul P.O. è un punto siglato da A” (coincidente) B”, sul P.V. e P.L. sono due segmenti di lunghezza uguale ad AB

La proiezione sul P.O. è un punto siglato da A” (coincidente) B”, sul P.V. e P.L. sono due segmenti di lunghezza uguale ad AB

La proiezione sul P.O. è un punto siglato da A” (coincidente) B”, sul P.V. e P.L. sono due segmenti di lunghezza uguale ad AB

La proiezione sul P.O. è un punto siglato da A” (coincidente) B”, sul P.V. e P.L. sono due segmenti di lunghezza uguale ad AB

La proiezione sul P.O. è un punto siglato da A" ≡ B", su P.V. e P.L. sono due segmenti di lunghezza uguale ad AB.

Segmento perpendicolare al P.V..

Segmento perpendicolare al P.V..

Segmento perpendicolare al P.V..

Segmento perpendicolare al P.V..

Segmento perpendicolare al P.V..

Segmento perpendicolare al P.V..

2. SEGMENTO PERPENDICOLARE AL P.V.

La proiezione sul P.V. è un punto siglato da A’≡ (coincidente) B’, sul P.O. e P.L. sono due segmenti di lunghezza uguale ad AB

La proiezione sul P.V. è un punto siglato da A’≡ (coincidente) B’, sul P.O. e P.L. sono due segmenti di lunghezza uguale ad AB

La proiezione sul P.V. è un punto siglato da A’≡ (coincidente) B’, sul P.O. e P.L. sono due segmenti di lunghezza uguale ad AB

La proiezione sul P.V. è un punto siglato da A’≡ (coincidente) B’, sul P.O. e P.L. sono due segmenti di lunghezza uguale ad AB

La proiezione sul P.V. è un punto siglato da A’≡ (coincidente) B’, sul P.O. e P.L. sono due segmenti di lunghezza uguale ad AB

La proiezione sul P.V. è un punto siglato da A’≡ (coincidente) B’, sul P.O. e P.L. sono due segmenti di lunghezza uguale ad AB

La proiezione sul P.V. è un punto siglato da A' ≡ B', su P.O. e P.L. sono due segmenti di lunghezza uguale ad AB.

Segmento giacente sul P.O. e perpendicolare al P.V..

Segmento giacente sul P.O. e perpendicolare al P.V..

Segmento giacente sul P.O. e perpendicolare al P.V..

3. SEGMENTO GIACENTE SUL P.O. E PERPENDICOLARE AL P.V.

Segmento giacente sul P.O. e perpendicolare al P.V..

Segmento giacente sul P.O. e perpendicolare al P.V..

Segmento giacente sul P.O. e perpendicolare al P.V..

La proiezione sul P.V. è un punto su L.T. siglato da A’ (coincidente) B’, sul P.O. e P.L. sono due segmenti di lunghezza uguale ad AB. Sul P.L. è su L.T.

La proiezione sul P.V. è un punto su L.T. siglato da A’ (coincidente) B’, sul P.O. e P.L. sono due segmenti di lunghezza uguale ad AB. Sul P.L. è su L.T

La proiezione sul P.V. è un punto su L.T. siglato da A’ (coincidente) B’, sul P.O. e P.L. sono due segmenti di lunghezza uguale ad AB. Sul P.L. è su L.T.

La proiezione sul P.V. è un punto su L.T. siglato da A’ (coincidente) B’, sul P.O. e P.L. sono due segmenti di lunghezza uguale ad AB. Sul P.L. è su L.T

La proiezione sul P.V. è un punto su L.T. siglato da A’ (coincidente) B’, sul P.O. e P.L. sono due segmenti di lunghezza uguale ad AB. Sul P.L. è su L.T.

La proiezione sul P.V. è un punto su L.T. siglato da A’ (coincidente) B’, sul P.O. e P.L. sono due segmenti di lunghezza uguale ad AB. Sul P.L. è su L.T.

La proiezione sul P.V. è un punto su L.T. siglato da A' ≡ B', su P.O. e P.L. sono due segmenti di lunghezza uguale ad AB. Sul P.L. il segmento è su L.T.

5. SEGMENTO PARALLELO AL P.V. E INCLINATO RISPETTO AL P.O. DI 30° E AL P.L. DI 60°

Segmento parallelo al P.V. e inclinato rispetto al P.O. di 30° e al P.L. di 60°.

Segmento parallelo al P.V. e inclinato rispetto al P.O. di 30° e al P.L. di 60°.

Segmento parallelo al P.V. e inclinato rispetto al P.O. di 30° e al P.L. di 60°.

Segmento parallelo al P.V. e inclinato rispetto al P.O. di 30° e al P.L. di 60°.

Segmento parallelo al P.V. e inclinato rispetto al P.O. di 30° e al P.L. di 60°.

Segmento parallelo al P.V. e inclinato rispetto al P.O. di 30° e al P.L. di 60°.

La proiezione sul P.V. è un segmento con la stessa lunghezza di AB, sul P.O. e P.L. sono due segmenti di lunghezza inferiore ad AB.

La proiezione sul P.V. è un segmento con la stessa lunghezza di AB, sul P.O. e P.L. sono due segmenti di lunghezza inferiore ad AB.

La proiezione sul P.V. è un segmento con la stessa lunghezza di AB, sul P.O. e P.L. sono due segmenti di lunghezza inferiore ad AB

La proiezione sul P.V. è un segmento con la stessa lunghezza di AB, sul P.O. e P.L. sono due segmenti di lunghezza inferiore ad AB.

La proiezione sul P.V. è un segmento con la stessa lunghezza di AB, sul P.O. e P.L. sono due segmenti di lunghezza inferiore ad AB.

La proiezione sul P.V. è un segmento con la stessa lunghezza di AB, su P.O. e P.L. sono due segmenti di lunghezza inferiore ad AB.

La proiezione sul P.V. è un segmento con la stessa lunghezza di AB, sul P.O. e P.L. sono due segmenti di lunghezza inferiore ad AB

Segmento parallelo al P.L. e inclinato rispetto al P.V. di 30° e al P.O. di 60°.

Segmento parallelo al P.L. e inclinato rispetto al P.V. di 30° e al P.O. di 60°.

Segmento parallelo al P.L. e inclinato rispetto al P.V. di 30° e al P.O. di 60°.

Segmento parallelo al P.L. e inclinato rispetto al P.V. di 30° e al P.O. di 60°.

Segmento parallelo al P.L. e inclinato rispetto al P.V. di 30° e al P.O. di 60°.

Segmento parallelo al P.L. e inclinato rispetto al P.V. di 30° e al P.O. di 60°.

4. SEGMENTO PARALLELO AL P.L. E INCLINATO RISPETTO AL P.V. DI 30° E AL P.O. DI 60°

La proiezione sul P.L. è un segmento con la stessa lunghezza di AB, sul P.V. e P.O. sono due segmenti di lunghezza inferiore ad AB.

La proiezione sul P.L. è un segmento con la stessa lunghezza di AB, sul P.V. e P.O. sono due segmenti di lunghezza inferiore ad AB

La proiezione sul P.L. è un segmento con la stessa lunghezza di AB, sul P.V. e P.O. sono due segmenti di lunghezza inferiore ad AB.

La proiezione sul P.L. è un segmento con la stessa lunghezza di AB, sul P.V. e P.O. sono due segmenti di lunghezza inferiore ad AB.

La proiezione sul P.L. è un segmento con la stessa lunghezza di AB, sul P.V. e P.O. sono due segmenti di lunghezza inferiore ad AB.

La proiezione sul P.L. è un segmento con la stessa lunghezza di AB, sul P.V. e P.O. sono due segmenti di lunghezza inferiore ad AB

La proiezione sul P.L. è un segmento con la stessa lunghezza di AB, su P.V. e P.O. sono due segmenti di lunghezza inferiore ad AB.

Segmento inclinato rispetto al P.V. di 45°, al P.O. di 30° e al P.L. di 45°.

Segmento inclinato rispetto al P.V. di 45°, al P.O. di 30° e al P.L. di 45°.

Segmento inclinato rispetto al P.V. di 45°, al P.O. di 30° e al P.L. di 45°.

6. SEGMENTO INCLINATO RISPETTO AL P.V. DI 45°, AL P.O. DI 30° E AL P.L. DI 45°

Segmento inclinato rispetto al P.V. di 45°, al P.O. di 30° e al P.L. di 45°.

Segmento inclinato rispetto al P.V. di 45°, al P.O. di 30° e al P.L. di 45°.

Segmento inclinato rispetto al P.V. di 45°, al P.O. di 30° e al P.L. di 45°.

La proiezione sui tre piani sono tre segmenti di lunghezza inferiore ad AB.

La proiezione sui tre piani sono tre segmenti di lunghezza inferiore ad AB.

La proiezione sui tre piani sono tre segmenti di lunghezza inferiore ad AB.

La proiezione sui tre piani sono tre segmenti di lunghezza inferiore ad AB.

La proiezione sui tre piani sono tre segmenti di lunghezza inferiore ad AB.

La proiezione sui tre piani sono tre segmenti di lunghezza inferiore ad AB.

Le proiezione sui tre piani sono tre segmenti di lunghezza inferiore ad AB.

Proiezioni or togonali di piani

Proiezioni or togonali di piani

Proiezioni or togonali di piani

5.6.4 PROIEZIONI ORTOGONALI DI PIANI

1. PIANO PARALLELO AL P.V.

Piano parallelo al P.V.

Piano parallelo al P.V.

Piano parallelo al P.V.

Piano parallelo al P.V.

Piano parallelo al P.V.

Piano parallelo al P.V.

Esso sarà perpendicolare al P.O. e al P.L. e avrà due tracce: t” con l’intersezione col P.O. e t”’ con l’intersezione col P.L..

Esso sarà perpendicolare al P.O. e al P.L. e avrà due tracce: t” con l’intersezione col P.O. e t”’ con l’intersezione col P.L..

Piano parallelo al P.O.

2. PIANO PARALLELO AL P.O.

Piano parallelo al P.O.

Piano parallelo al P.O.

Piano parallelo al P.O.

Piano parallelo al P.O.

Esso sarà perpendicolare al P.O. e al P.L. e avrà due tracce: t” con l’intersezione col P.O. e t”’ con l’intersezione col P.L..

Esso sarà perpendicolare al P.O. e al P.L. e avrà due tracce: t” con l’intersezione col P.O. e t”’ con l’intersezione col P.L..

Esso sarà perpendicolare al P.O. e al P.L. e avrà due tracce: t” con l’intersezione col P.O. e t”’ con l’intersezione col P.L..

Il piano è perpendicolare al P.O. e al P.L. e ha due tracce: t" con l’intersezione col P.O. e t"' con l’intersezione col P.L.

Esso sarà perpendicolare al P.O. e al P.L. e avrà due tracce: t” con l’intersezione col P.O. e t”’ con l’intersezione col P.L..

3. PIANO PARALLELO AL P.L.

Piano parallelo al P.L.

Piano parallelo al P.L.

Piano parallelo al P.L.

Piano parallelo al P.L.

Piano parallelo al P.L.

Piano parallelo al P.L.

Esso sarà perpendicolare al P.O. e al P.V. e avrà due tracce: t’ con l’intersezione col P.V. e t” con l’intersezione col P.O.

Esso sarà perpendicolare al P.O. e al P.V. e avrà due tracce: t’ con l’intersezione col P.V. e t” con l’intersezione col P.O.

Essa sarà perpendicolare al P.V. e al P.L. e avrà due tracce: t’ con l’intersezione col P.V. e t”’ con l’intersezione col P.L..

Piano parallelo al P.O. Essa sarà perpendicolare al P.V. e al P.L. e avrà due tracce: t’ con l’intersezione col P.V. e t”’ con l’intersezione col P.L..

Essa sarà perpendicolare al P.V. e al P.L. e avrà due tracce: t’ con l’intersezione col P.V. e t”’ con l’intersezione col P.L..

Essa sarà perpendicolare al P.V. e al P.L. e avrà due tracce: t’ con l’intersezione col P.V. e t”’ con l’intersezione col P.L..

Il piano è perpendicolare al P.V. e al P.L. e ha due tracce: t' con l’intersezione col P.V. e t"' con l’intersezione col P.L.

Essa sarà perpendicolare al P.V. e al P.L. e avrà due tracce: t’ con l’intersezione col P.V. e t”’ con l’intersezione col P.L..

Essa sarà perpendicolare al P.V. e al P.L. e avrà due tracce: t’ con l’intersezione col P.V. e t”’ con l’intersezione col P.L..

4. PIANO PERPENDICOLARE AL P.V. E INCLINATO

Esso sarà perpendicolare al P.O. e al P.V. e avrà due tracce: t’ con l’intersezione col P.V. e t” con l’intersezione col P.O..

Esso sarà perpendicolare al P.O. e al P.V. e avrà due tracce: t’ con l’intersezione col P.V. e t” con l’intersezione col P.O.

Esso sarà perpendicolare al P.O. e al P.V. e avrà due tracce: t’ con l’intersezione col P.V. e t” con l’intersezione col P.O.

Il piano è perpendicolare al P.O. e al P.V. e ha due tracce: t' con l’intersezione col P.V. e t" con l’intersezione col P.O.

Esso sarà perpendicolare al P.O. e al P.V. e avrà due tracce: t’ con l’intersezione col P.V. e t” con l’intersezione col P.O..

5. PIANO PERPENDICOLARE AL P.O. E INCLINATO

Piano perpendicolare al P.O. e inclinato di 45° rispetto al P.V. e P.L..

Piano perpendicolare al P.O. e inclinato di 45° rispetto al P.V. e P.L..

DI 45° RISPETTO A P.V. E P.L.

Piano perpendicolare al P.O. e inclinato di 45° rispetto al P.V. e P.L..

Piano perpendicolare al P.O. e inclinato di 45° rispetto al P.V. e P.L..

Esso avrà come tracce: il segmento t” inclinato di 45° sul P.O. e t’ con l’intersezione col P.O. e t”’ con l’intersezione col P.L. parallele a z.

Piano perpendicolare al P.O. e inclinato di 45° rispetto al P.V. e P.L..

Piano perpendicolare al P.O. e inclinato di 45° rispetto al P.V. e P.L..

Esso avrà come tracce: il segmento t” inclinato di 45° sul P.O. e t’ con l’intersezione col P.O. e t”’ con l’intersezione col P.L. parallele a z.

Piano perpendicolare al P.V. e inclinato di 45° rispetto al P.O. e P.L..

DI 45° RISPETTO A P.O. E P.L.

Piano perpendicolare al P.V. e inclinato di 45° rispetto al P.O. e P.L..

Piano perpendicolare al P.V. e inclinato di 45° rispetto al P.O. e P.L..

Piano perpendicolare al P.V. e inclinato di 45° rispetto al P.O. e P.L..

Esso avrà come tracce: il segmento t’ inclinato di 45° sul P.V. e t” con l’intersezione col P.O. e t”’ con l’intersezione col P.L. parallele a y.

Piano perpendicolare al P.V. e inclinato di 45° rispetto al P.O. e P.L..

Piano perpendicolare al P.V. e inclinato di 45° rispetto al P.O. e P.L..

Esso avrà come tracce: il segmento t’ inclinato di 45° sul P.V. e t” con l’intersezione col P.O. e t”’ con l’intersezione col P.L. parallele a y.

Esso avrà come tracce: il segmento t’ inclinato di 45° sul P.V. e t” con l’intersezione col P.O. e t”’ con l’intersezione col P.L. parallele a y.

Esso avrà come tracce: il segmento t’ inclinato di 45° sul P.V. e t” con l’intersezione col P.O. e t”’ con l’intersezione col P.L. parallele a y.

Il piano ha tre tracce: il segmento t' inclinato di 45° sul P.V.; t" con l’intersezione col P.O. e t"' con l’intersezione col P.L., entrambe parallele a y.

Esso avrà come tracce: il segmento t’ inclinato di 45° sul P.V. e t” con l’intersezione col P.O. e t”’ con l’intersezione col P.L. parallele a y.

Esso avrà come tracce: il segmento t’ inclinato di 45° sul P.V. e t” con l’intersezione col P.O. e t”’ con l’intersezione col P.L. parallele a y.

Piano perpendicolare al P.L. e inclinato di 45° rispetto al P.V. e P.O..

Piano perpendicolare al P.L. e inclinato di 45° rispetto al P.V. e P.O..

Esso avrà come tracce: il segmento t” inclinato di 45° sul P.O. e t’ con l’intersezione col P.O. e t”’ con l’intersezione col P.L. parallele a z.

Esso avrà come tracce: il segmento t” inclinato di 45° sul P.O. e t’ con l’intersezione col P.O. e t”’ con l’intersezione col P.L. parallele a z.

Il piano ha tre tracce: il segmento t" inclinato di 45° sul P.O.; t' con l’intersezione col P.V. e t"' con l’intersezione col P.L., entrambe parallele a z.

Esso avrà come tracce: il segmento t’” inclinato di 45° sul P.L. e t’ con l’intersezione col P.V. e t” con l’intersezione col P.O. parallele a x. Proiezioni or

Esso avrà come tracce: il segmento t” inclinato di 45° sul P.O. e t’ con l’intersezione col P.O. e t”’ con l’intersezione col P.L. parallele a z.

Esso avrà come tracce: il segmento t” inclinato di 45° sul P.O. e t’ con l’intersezione col P.O. e t”’ con l’intersezione col P.L. parallele a z.

Piano perpendicolare al P.L. e inclinato di 45° rispetto al P.V. e P.O..

Piano perpendicolare al P.L. e inclinato di 45° rispetto al P.V. e P.O..

6. PIANO PERPENDICOLARE AL P.L. E INCLINATO

Esso avrà come tracce: il segmento t’” inclinato di 45° sul P.L. e t’ con l’intersezione col P.V. e t” con l’intersezione col P.O. parallele a x.

Piano perpendicolare al P.L. e inclinato di 45° rispetto al P.V. e P.O..

Piano perpendicolare al P.L. e inclinato di 45° rispetto al P.V. e P.O..

DI 45° RISPETTO A P.V. E P.O.

Esso avrà come tracce: il segmento t’” inclinato di 45° sul P.L. e t’ con l’intersezione col P.V. e t” con l’intersezione col P.O. parallele a x.

Esso avrà come tracce: il segmento t’” inclinato di 45° sul P.L. e t’ con l’intersezione col P.V. e t” con l’intersezione col P.O. parallele a x.

Esso avrà come tracce: il segmento t’” inclinato di 45° sul P.L. e t’ con l’intersezione col P.V. e t” con l’intersezione col P.O. parallele a x.

Esso avrà come tracce: il segmento t’” inclinato di 45° sul P.L. e t’ con l’intersezione col P.V. e t” con l’intersezione col P.O. parallele a x.

Il piano ha tre tracce: il segmento t'" inclinato di 45° sul P.L.; t' con l’intersezione col P.V. e t" con l’intersezione col P.O., entrambe parallele a x.

5.6.5 PROIEZIONI ORTOGONALI: PROIEZIONI DI POLIGONI E CERCHI

Proiezioni or togonali: proiezioni di poligoni e cerchi

Proiezioni or togonali: proiezioni di poligoni e cerchi

1. PROIEZIONI ORTOGONALI

Proiezioni or togonali: proiezioni di poligoni e cerchi

DI UN POLIGONO REGOLARE

Proiezioni ortogonali di un poligono regolare parallelo al P.V.

Proiezioni ortogonali di un poligono regolare parallelo al P.V.

Video tutorial

Proiezioni ortogonali di un poligono regolare parallelo al P.V.

PARALLELO AL P.V.

Le proiezioni ortogonali di un poligono regolare, in questo caso un esagono, parallelo al P.V. sono: un poligono uguale allo stesso sul P.V. e due segmenti rispettivamente sul P.O. e sul P.L. Per costruire le proiezioni procediamo fissando su P.V., P.O. e P.L. un vertice oppure il centro se conosciamo rispettivamente il lato oppure il raggio della circonferenza circoscritta. Di seguito costruiamo il poligono sul P.V. e proiettiamo i vertici così determinati sul P.O. e sul P.L.

Le proiezioni ortogonali di un poligono regolare, in questo caso un esagono, parallelo al P.V. sono: un poligono uguale allo stesso sul P.V e due segmenti rispettivamente sul P.O. e sul P.L.. Per costruire le proiezioni si procede fissando sul P.V., P.O. e P.L. un vertice oppure il centro se conosciamo rispettivamente il lato oppure il raggio della circonferenza circoscritta, costruendo il poligono sul P.V. e proiettando i vertici così determinati sul P.O. e sul P.L.

Le proiezioni ortogonali di un poligono regolare, in questo caso un esagono, parallelo al P.V. sono: un poligono uguale allo stesso sul P.V. e due segmenti rispettivamente sul P.O. e sul P.L.. Per costruire le proiezioni si procede fissando sul P.V., P.O. e P.L. un vertice oppure il centro se conosciamo rispettivamente il lato oppure il raggio della circonferenza circoscritta, costruendo il poligono sul P.V. e proiettando i vertici così determinati sul P.O e sul P.L.

Le proiezioni ortogonali di un poligono regolare, in questo caso un esagono, parallelo al P.V. sono: un poligono uguale allo stesso sul P.V. e due segmenti rispettivamente sul P.O. e sul P.L.. Per costruire le proiezioni si procede fissando sul P.V., P.O. e P.L. un vertice oppure il centro se conosciamo rispettivamente il lato oppure il raggio della circonferenza circoscritta, costruendo il poligono sul P.V. e proiettando i vertici così determinati sul P.O. e sul P.L.

Proiezioni ortogonali di un cerchio parallelo al P.O.

Proiezioni ortogonali di un cerchio parallelo al P.O.

2. PROIEZIONI ORTOGONALI

DI UN CERCHIO PARALLELO

AL P.O.

Le proiezioni ortogonali di un cerchio parallelo al P.O. sono: un cerchio uguale allo stesso sul P . e due segmenti pari al diametro rispettivamente sul P.V. e sul P.L. .

Proiezioni ortogonali di un cerchio parallelo al P.O.

Le proiezioni ortogonali di un cerchio parallelo al P.O. sono: un cerchio uguale allo stesso sul P . e due segmenti pari al diametro rispettivamente sul P.V. e sul P.L. .

Le proiezioni ortogonali di un cerchio parallelo al P.O. sono: un cerchio uguale allo stesso sul P.O. e due segmenti pari al diametro, rispettivamente sul P.V. e sul P.L. Per costruire le proiezioni procediamo fissando il centro, disegnando la circonferenza e proiettando i quattro punti, determinati dai diametri, sul P.V. e sul P.L.

Le proiezioni ortogonali di un cerchio parallelo al P.O. sono: un cerchio uguale allo stesso sul P.O. e due segmenti pari al diametro rispettivamente sul P.V. e sul P.L. .

Video tutorial

Per costruire le proiezioni si procede fissando il centro, dise-gnando la circonferenza e proiettando i quattro punti, determinati dagli assi, sul P.V. e sul P.L.

Per costruire le proiezioni si procede fissando il centro, dise-gnando la circonferenza e proiettando i quattro punti, determinati dagli assi, sul P.V. e sul P.L.

Per costruire le proiezioni si procede fissando il centro, dise-gnando la circonferenza e proiettando i quattro punti, determinati dagli assi, sul P.V. e sul P.L.

Proiezioni ortogonali di un poligono irregolare parallelo al P.L.

Proiezioni ortogonali di un poligono irregolare parallelo al P.L.

3. PROIEZIONI ORTOGONALI

DI UN POLIGONO QUALSIASI

PARALLELO AL P.L.

Le proiezioni ortogonali di un poligono qualsiasi, in questo caso un quadrilatero, parallelo al P.L. sono: un poligono uguale al quadrilatero stesso sul P.L. e due segmenti rispettivamente sul P.O. e sul P.V. Per costruire le proiezioni procediamo fissando sul P.L. i quattro vertici, di cui è necessario conoscere le coordinate, e proiettandoli sul P.V. e sul P.O.

Le proiezioni ortogonali di un poli gono irregolare, in questo caso un quadrilatero, parallelo al P.L. sono: un poligono uguale al quadrilatero stesso sul P.L. e due segmenti rispettivamente sul P.O. e sul P.L.. Per costruire le proiezioni si procede fissando sul P.L. i quattro vertici, di cui è necessario conoscere le coordinate, e proiettandoli sul P.V. e sul P.O.

Le proiezioni ortogonali di un poli gono irregolare, in questo caso un quadrilatero, parallelo al P.L. sono: un poligono uguale al quadrilatero stesso sul P.L. e due segmenti rispettivamente sul P.O. e sul P.L.. Per costruire le proiezioni si procede fissando sul P.L. i quattro vertici, di cui è necessario conoscere le coordinate, e proiettandoli sul P.V. e sul P.O.

Video tutorial

Proiezioni ortogonali di un poligono irregolare parallelo al P.L.

Le proiezioni ortogonali di un poligono irregolare, in questo caso un quadrilatero, parallelo al P.L. sono: un poligono uguale al quadrilatero stesso sul P.L. e due segmenti rispettivamente sul P.O. e sul P.L.. Per costruire le proiezioni si procede fissando sul P.L. i quattro vertici, di cui è necessario conoscere le coordinate, e proiettandoli sul P.V. e sul P.O.

Proiezioni di un prisma a base pentagonale regolare con base parallela al P.L. e con una faccia laterale parallela al P.L..

Proiezioni di un prisma a base pentagonale regolare con base parallela al P.L. e con una faccia laterale parallela al P.L..

Proiezioni di un prisma a base pentagonale regolare con base parallela al P.L. e con una faccia laterale parallela al P.L..

5.7 Proiezioni ortogonali di solidi geometrici

Si disegni sul P.V. il pentagono che rappresenta la vista di fronte, con un lato parallelo all’asse z.

5.7.1 PROIEZIONI DI UN PRISMA A BASE PENTAGONALE REGOLARE CON BASE

Si disegni sul P.V. il pentagono che rappresenta la vista di fronte, con un lato parallelo all’asse z

Si disegni sul P.V. il pentagono che rappresenta la vista di fronte, con un lato parallelo all’asse z.

PARALLELA AL P.V. E CON UNA FACCIA LATERALE PARALLELA AL P.L.

Disegniamo sul P.V. il pentagono che rappresenta la vista di fronte, con un lato parallelo all’asse z.

La vista da sinistra sul P.L. si ottiene immaginando il prisma che sporge dal P.V. e di guardarlo da sinistra come indicato dalla freccia. Si tracci il profilo

La vista da sinistra sul P.L. si ottiene immaginando il prisma che sporge dal P.V. e di guardarlo da sinistra come indicato dalla freccia. Si tracci il profilo A”’D’”I’”F’”, che risulterà in linea continua grossa di tipo 01.2 in quanto completamente in vista (non potrà mai essere che una linea del profilo risulti non in vista), quindi gli spigoli interni G’”B’” e I’”C’” con linea continua grossa, in quanto in vista e H’”E’” tratteggiato fine con linea di tipo 02.1 in quanto nascosto dal volume del prisma.

La vista da sinistra sul P.L. si ottiene immaginando il prisma che sporge dal P.V. e di guardarlo da sinistra come indicato dalla freccia. Si tracci il profilo

A”’D’”I’”F’”, che risulterà in linea continua grossa di tipo 01.2 in quanto completamente in vista (non potrà mai essere che una linea del profilo risulti non in vista), quindi gli spigoli interni G’”B’” e I’”C’” con linea continua grossa, in quanto in vista e H’”E’” tratteggiato fine con linea di tipo 02.1 in quanto nascosto dal volume del prisma.

Per ottenere la vista da sinistra sul P.L. immaginiamo il prisma sporgente dal P.V. e di guardarlo da sinistra come indicato dalla freccia. Tracciamo il profilo A"'D'"I'"F'", che risulterà in linea continua grossa di tipo 01.2 in quanto completamente in vista (non potrà mai risultare che una linea del profilo non sia in vista), quindi gli spigoli interni G'"B'" e H'"C'" con linea continua grossa, in quanto in vista e L'"E'" tratteggiato fine con linea di tipo 02.1 in quanto nascosto dal volume del prisma.

Si proceda allo stesso modo per disegnare la vista dall’alto sul P.O. dove non risulterà nessuna linea tratteggiata fine in quanto lo spigolo CH risulta nascosto da BG e lo spigolo DI risulta nascosto da AF.

A”’D’”I’”F’”, che risulterà in linea continua grossa di tipo 01.2 in quanto completamente in vista (non potrà mai essere che una linea del profilo risulti non in vista), quindi gli spigoli interni G’”B’” e I’”C’” con linea continua grossa, in quanto in vista e H’”E’” tratteggiato fine con linea di tipo 02.1 in quanto nascosto dal volume del prisma.

Si proceda allo stesso modo per disegnare la vista dall’alto sul P.O. dove non risulterà nessuna linea tratteggiata fine in quanto lo spigolo CH risulta nascosto da BG e lo spigolo DI risulta nascosto da AF

Procediamo allo stesso modo per disegnare la vista dall’alto sul P.O. dove non risulterà nessuna linea tratteggiata fine in quanto lo spigolo CH risulta nascosto da BG e lo spigolo DI risulta nascosto da AF.

Si proceda allo stesso modo per disegnare la vista dall’alto sul P.O. dove non risulterà nessuna linea tratteggiata fine in quanto lo spigolo CH risulta nascosto da BG e lo spigolo DI risulta nascosto da AF.

Proiezioni or togonali di piramide, cilindro e cono.

Proiezioni or togonali di piramide, cilindro e cono.

Proiezioni or togonali di piramide, cilindro e cono.

5.7.2 PROIEZIONI DI UNA PIRAMIDE A BASE ETTAGONALE REGOLARE CON BASE PARALLELA AL P.O. E CON UNO SPIGOLO DI BASE INCLINATO DI 5° RISPETTO AL P.L.

Proiezioni di una piramide a base ettagonale regolare con base parallela al P.O. e con uno spigolo di base inclinato di 5° rispetto al P.L..

Proiezioni di una piramide a base ettagonale regolare con base parallela al P.O. e con uno spigolo di base inclinato di 5° rispetto al P.L..

Proiezioni di una piramide a base ettagonale regolare con base parallela al P.O. e con uno spigolo di base inclinato di 5° rispetto al P.L..

Procediamo tracciando la vista dall’alto sul P.O., cioè l’ettagono ruotato di 5° rispetto alla L.T., con i sette segmenti che rappresentano gli spigoli laterali. Da questa proiettiamo sul P.L. e sul P.V. i vertici con l’altezza e tracciamo gli spigoli in vista e nascosti. Osserviamo che per determinare i vertici e gli spigoli basta immaginare la piramide sul P.O. e guardarla da sotto per la vista sul P.V. e da sinistra per la vista sul P.L.

Si procede tracciando la vista dall’alto sul P.O. cioè l’ettagono ruotato di 5° rispetto alla L.T. con i sette segmenti che rappresentano gli spigoli laterali. Da questa si proiettano sul P.L. e sul P.V. i vertici con l’altezza e si tracciano gli spigoli in vista e nascosti ricordando che per determinare gli uni e gli altri basta immaginare la piramide sul P.O. e guardarla da sotto per la vista sul P.V. e da sinistra per la vista sul P.L.

Si procede tracciando la vista dall’alto sul P.O. cioè l’ettagono ruotato di 5° rispetto alla L.T. con i sette segmenti che rappresentano gli spigoli laterali. Da questa si proiettano sul P.L. e sul P.V. i vertici con l’altezza e si tracciano gli spigoli in vista e nascosti ricordando che per determinare gli uni e gli altri basta immaginare la piramide sul P.O. e guardarla da sotto per la vista sul P.V. e da sinistra per la vista sul P.L.

Si procede tracciando la vista dall’alto sul P.O. cioè l’ettagono ruotato di 5° rispetto alla L.T. con i sette segmenti che rappresentano gli spigoli laterali. Da questa si proiettano sul P.L. e sul P.V. i vertici con l’altezza e si tracciano gli spigoli in vista e nascosti ricordando che per determinare gli uni e gli altri basta immaginare la piramide sul P.O. e guardarla da sotto per la vista sul P.V. e da sinistra per la vista sul P.L.

Proiezioni di un cilindro con base parallela al P.V..

Proiezioni di un cilindro con base parallela al P.V

Proiezioni di un cilindro con base parallela al P.V..

5.7.3 PROIEZIONI DI UN CILINDRO CON BASE

PARALLELA AL P.V.

Si procede tracciando sul P.L. la circonferenza che rappresenta la vista di fronte. Da questa si proiettano sul P.L. e sul P.O. i diametri paralleli agli assi ottenendo i segmenti F”H” e G’”B’” da cui alzare l’altezza del cilindro e ottenere due rettangoli proiezioni del cilindro sui due piani.

Si procede tracciando sul P.L. la circonferenza che rappresenta la vista di fronte. Da questa si proiettano sul P.L. e sul P.O. i diametri paralleli agli assi ottenendo i segmenti F”H” e G’”B’” da cui alzare l’altezza del cilindro e ottenere due rettangoli proiezioni del cilindro sui due piani.

Si procede tracciando sul P.L. la circonferenza che rappresenta la vista di fronte. Da questa si proiettano sul P.L. e sul P.O. i diametri paralleli agli assi ottenendo i segmenti F”H” e G’”B’” da cui alzare l’altezza del cilindro e ottenere due rettangoli proiezioni del cilindro sui due piani.

Procediamo tracciando sul P.V. la circonferenza che rappresenta la vista di fronte. Da questa proiettiamo sul P.L. e sul P.O. i diametri paralleli agli assi ottenendo i segmenti F"H" e G'"I'". A partire da questi segmenti alziamo l’altezza del cilindro e otteniamo i due rettangoli proiezioni del cilindro sui due piani.

Proiezioni di un cono con base parallela al P.L..

Proiezioni di un cono con base parallela al P.L..

Proiezioni di un cono con base parallela al P.L..

5.7.4 PROIEZIONI DI UN CONO CON BASE

PARALLELA AL P.L.

Procediamo tracciando sul P.L. la circonferenza che rappresenta la vista da sinistra. Da questa proiettiamo sul P.V. e sul P.O. i diametri paralleli agli assi ottenendo i segmenti B'D' e A"C" e l’asse del cono. Su di esso riportiamo l’altezza per determinare le proiezioni del vertice V' e V", quindi congiungiamo B'D' con V' e A"C" con V".

Si procede tracciando sul P.L. la circonferenza che rappresenta la vista da sinistra. Da questa si proiettano sul P.L. e sul P.O. i diametri paralleli agli assi ottenendo i segmenti B’D’ e A”C” e l‘asse del cono su cui riportare l’altezza per determinare le proiezioni del vertice V’ e V” quindi si congiungono B’D’ con V’ e A”C” con V”.

Si procede tracciando sul P.L. la circonferenza che rappresenta la vista da sinistra. Da questa si proiettano sul P.L. e sul P.O. i diametri paralleli agli assi ottenendo i segmenti B’D’ e A”C” e l‘asse del cono su cui riportare l’altezza per determinare le proiezioni del vertice V’ e V” quindi si congiungono B’D’ con V’ e A”C” con V”.

Si procede tracciando sul P.L. la circonferenza che rappresenta la vista da sinistra. Da questa si proiettano sul P.L. e sul P.O. i diametri paralleli agli assi ottenendo i segmenti B’D’ e A”C” e l‘asse del cono su cui riportare l’altezza per determinare le proiezioni del vertice V’ e V” quindi si congiungono B’D’ con V’ e A”C” con V”

Proiezione sul P.V. dal P.O. e dal P.L.

Nell’eseguire la proiezione ortogonale di un solido, si procede tracciando sui tre piani del triedro per prime le linee di contorno quindi, ove necessario, gli spigoli in vista e nascosti all’interno di tale contorno. Nel decidere su ciascuno dei tre piani del triedro quali spigoli sono in vista e quali nascosti è utile ricordare come è guardato il solido negli altri piani.

Nell’eseguire la proiezione ortogonale di un solido, si procede tracciando sui tre piani del triedro per prime le linee di contorno quindi, ove necessario, gli spigoli in vista e nascosti all’interno di tale contorno. Nel decidere su ciascuno dei tre piani del triedro quali spigoli sono in vista e quali nascosti è utile ricordare come è guardato il solido negli altri piani.

5.7.5 RELAZIONI TRA I PIANI DI PROIEZIONE

In fig.1 si mette in risalto come guardare le proiezioni sul P.O. e sul P.L. per ottenere la proiezione sul P.V..

Proiezione sul P.V. dal P.O. e dal P.L.

Proiezione sul P.V. dal P.O. e dal P.L.

La proiezione sul P.O. va guardata dal basso e la proiezione sul P.L. va guardata da destra come indicato dalle frecce.

B’”≡C’”

In fig.1 si mette in risalto come guardare le proiezioni sul P.O. e sul P.L. per ottenere la proiezione sul P.V..

In fig.1 si mette in risalto come guardare le proiezioni sul P.O. e sul P.L. per ottenere la proiezione sul P.V..

La proiezione sul P.O. ci mostra che gli spigoli AH, BI, CL e DM, nella parte inferiore, sono esposti alla vista dell’osservatore e quindi in vista mentre quelli nella parte superiore, GQ, FP, EN, sono nascosti dal volume del prisma e pertanto risultano tratteggiati.

La proiezione sul P.O. va guardata dal basso e la proiezione sul P.L. va guardata da destra come indicato dalle frecce.

La proiezione sul P.O. va guardata dal basso e la proiezione sul P.L. va guardata da destra come indicato dalle frecce.

Nell’eseguire la proiezione ortogonale di un solido, procediamo tracciando sui tre piani del triedro dapprima le linee di contorno, quindi, ove necessario, gli spigoli in vista e nascosti all’interno di tale contorno. Nel decidere su ciascuno dei tre piani del triedro quali spigoli sono in vista e quali nascosti è utile ricordare come è guardato il solido negli altri piani.

La proiezione sul P.O. ci mostra che gli spigoli AH, BI, CL e DM, nella parte inferiore, sono esposti alla vista dell’osservatore e quindi in vista mentre quelli nella parte superiore, GQ, FP, EN, sono nascosti dal volume del prisma e pertanto risultano tratteggiati.

1. PROIEZIONE SUL P.V. DAL P.O. E DAL P.L.

La proiezione sul P.O. ci mostra che gli spigoli AH, BI, CL e DM, nella parte inferiore, sono esposti alla vista dell’osservatore e quindi in vista mentre quelli nella parte superiore, GQ, FP, EN, sono nascosti dal volume del prisma e pertanto risultano tratteggiati.

In ➜ Fig. 28 evidenziamo come guardare le proiezioni sul P.O. e sul P.L. per ottenere la proiezione sul P.V.

La proiezione sul P.O. va guardata dal basso e la proiezione sul P.L. va guardata da destra come indicato dalle frecce.

La proiezione sul P.O. ci mostra che gli spigoli AH, BI, CL e DM, nella parte inferiore, sono esposti alla vista dell’osservatore e quindi in vista mentre quelli nella parte superiore, GQ, FP, EN, sono nascosti dal volume del prisma e pertanto risultano tratteggiati.

Proiezione sul P.O. dal P.V. e dal P.L.

In fig.2 è indicato come, per eseguire la vista sul P.O., le viste sul P.V. e P.L. siano guardate da sopra.

2. PROIEZIONE SUL P.O. DAL P.V. E DAL P.L.

Proiezione sul P.O. dal P.V. e dal P.L.

Proiezione sul P.O. dal P.V. e dal P.L.

Proiezione sul P.L. dal P.O. e dal P.V.

3. PROIEZIONE SUL P.L. DAL P.O. E DAL P.V.

P.V.

Proiezione sul P.L. dal P.O. e dal P.V.

Proiezione sul P.L. dal P.O. e dal P.V.

In fig.2 è indicato come, per eseguire la vista sul P.O., le viste sul P.V. e P.L. siano guardate da sopra.

In ➜ Fig. 29 è evidenziato come, per eseguire la vista sul P.O., le viste sul P.V. e P.L. siano guardate da sopra.

In fig.2 è indicato come, per eseguire la vista sul P.O., le viste sul P.V. e P.L. siano guardate da sopra.

VERSO IL P.O.

VERSO IL P.O.

In fig.3 è indicato come per eseguire la vista sul P.L. le viste sul P.V. e P.O. siano guardate entrambe da sinistra. In questo caso si nota che le proiezioni G’”Q’” e A’”H’” si sovrappongono a E’”N’” e D’”M’”. Come visto a p.101 le linee di tipo 01.1 prevalgono su quelle di tipo 02.1.

In ➜ Fig. 30 è indicato come per eseguire la vista sul P.L. le viste sul P.V. e P.O. siano guardate entrambe da sinistra. In questo caso notiamo che le proiezioni G'"Q'" e A'"H'" si sovrappongono a E'"N'" e D'"M'". Come abbiamo visto (paragrafo 7.5), le linee di tipo 01.2 prevalgono su quelle di tipo 02.1.

VERSO IL P.L. VERSO IL P.L.

In fig.3 è indicato come per eseguire la vista sul P.L. le viste sul P.V. e P.O. siano guardate entrambe da sinistra. In questo caso si nota che le proiezioni

G’”Q’” e A’”H’” si sovrappongono a E’”N’” e D’”M’”. Come visto a p.101 le linee di tipo 01.1 prevalgono su quelle di tipo 02.1.

In fig.3 è indicato come per eseguire la vista sul P.L. le viste sul P.V. e P.O. siano guardate entrambe da sinistra. In questo caso si nota che le proiezioni G’”Q’” e A’”H’” si sovrappongono a E’”N’” e D’”M’”. Come visto a p.101 le linee di tipo 01.1 prevalgono su quelle di tipo 02.1.

P.V.

P.V.

P.O. xy y z B’ B”≡I” A”≡H” A’ D”≡M” D’ E”≡N” E’ N’ M’

Q’ H’

F”≡P”

M’ F”≡P”

G”≡Q” L’ P’ Q’”≡N’” H’”≡M’” I’”≡L’” P’”

P.O.

C”≡L” C’ G’ F’

P.L.
P.L.
➜ Fig. 28
Video 3D

Proiezioni or togonali: relazioni tra i piani

Proiezione sul P.V. dal P.O. e dal P.L.

4. PROIEZIONE SUL P.V. DAL P.O. E DAL P.L.

Proiezione sul P.V. dal P.O. e dal P.L.

Proiezione sul P.V. dal P.O. e dal P.L.

In fig.1 si mette in risalto come guardare le proiezioni sul P.O. e sul P.L. per ottenere la proiezione sul P.V.. La proiezione sul P.O. va guardata dal basso e la proiezione sul P.L. va guardata da destra come indicato dalle frecce.

In fig.1 si mette in risalto come guardare le proiezioni sul P.O. e sul P.L. per ottenere la proiezione sul P.V.. La proiezione sul P.O. va guardata dal basso e la proiezione sul P.L. va guardata da destra come indicato dalle frecce.

In ➜ Fig. 31 evidenziamo come guardare le proiezioni sul P.O. e sul P.L. per ottenere la proiezione sul P.V. La proiezione sul P.O. va guardata dal basso e la proiezione sul P.L. va guardata da destra come indicato dalle frecce.

Come si nota tutti gli spigoli della piramide sono esposti ai raggi proiettanti e quindi risultano in vista.

In fig.1 si mette in risalto come guardare le proiezioni sul P.O. e sul P.L. per ottenere la proiezione sul P.V.. La proiezione sul P.O. va guardata dal basso e la proiezione sul P.L. va guardata da destra come indicato dalle frecce.

Come si nota tutti gli spigoli della piramide sono esposti ai raggi proiettanti e quindi risultano in vista.

Osserviamo che tutti gli spigoli della piramide sono esposti ai raggi proiettanti e quindi risultano in vista.

Come si nota tutti gli spigoli della piramide sono esposti ai raggi proiettanti e quindi risultano in vista.

Proiezione sul P.O. dal P.V. e dal P.L.

5. PROIEZIONE SUL P.O. DAL P.V. E DAL P.L.

Proiezione sul P.O. dal P.V. e dal P.L.

Proiezione sul P.O. dal P.V. e dal P.L.

In fig.2 si mette in risalto come guardare le viste sul P.V. e P.L. per ottenere la proiezione sul P.O.. Nella vista sul P.V. si nota che gli spigoli superiori sono esposti ai raggi proiettanti e quindi risultano in vista mentre quelli inferiori sono nascosti dal volume della piramide e quindi risultano tratteggiati.

Proiezione sul P.L. dal P.O. e dal P.V.

6. PROIEZIONE SUL P.L. DAL P.O. E DAL P.V.

Proiezione sul P.L. dal P.O. e dal P.V.

Proiezione sul P.L. dal P.O. e dal P.V.

In fig.2 si mette in risalto come guardare le viste sul P.V. e P.L. per ottenere la proiezione sul P.O.. Nella vista sul P.V. si nota che gli spigoli superiori sono esposti ai raggi proiettanti e quindi risultano in vista mentre quelli inferiori sono nascosti dal volume della piramide e quindi risultano tratteggiati.

In ➜ Fig. 32 evidenziamo come guardare le viste sul P.V. e P.L. per ottenere la proiezione sul P.O. Nella vista sul P.V. osserviamo che gli spigoli superiori sono esposti ai raggi proiettanti e quindi risultano in vista, mentre quelli inferiori sono nascosti dal volume della piramide e quindi risultano tratteggiati.

In fig.2 si mette in risalto come guardare le viste sul P.V. e P.L. per ottenere la proiezione sul P.O.. Nella vista sul P.V. si nota che gli spigoli superiori sono esposti ai raggi proiettanti e quindi risultano in vista mentre quelli inferiori sono nascosti dal volume della piramide e quindi risultano tratteggiati.

In fig.3 è indicato come guardare le viste sul P.V. e P.O. per ottenere la vista sul P.L.. Nella vista sul P.V. si nota che gli spigoli a sinistra sono esposti ai raggi proiettanti e quindi risultano in vista mentre quelli a destra sono nascosti dal volume della piramide e quindi risultano nascosti. In questo caso non si hanno linee tratteggiate in quanto nascoste dagli spigoli A’” V’” e B’” V’”.

In fig.3 è indicato come guardare le viste sul P.V. e P.O. per ottenere la vista sul P.L.. Nella vista sul P.V si nota che gli spigoli a sinistra sono esposti ai raggi proiettanti e quindi risultano in vista mentre quelli a destra sono nascosti dal volume della piramide e quindi risultano nascosti. In questo caso non si hanno linee tratteggiate in quanto nascoste dagli spigoli

A’” V’” e B’” V’”.

In fig.3 è indicato come guardare le viste sul P.V. e P.O. per ottenere la vista sul P.L.. Nella vista sul P.V. si nota che gli spigoli a sinistra sono esposti ai raggi proiettanti e quindi risultano in vista mentre quelli a destra sono nascosti dal volume della piramide e quindi risultano nascosti. In questo caso non si hanno linee tratteggiate in quanto nascoste dagli spigoli

A’” V’” e B’” V’”.

In ➜ Fig. 33 indichiamo come guardare le viste sul P.V. e P.O. per ottenere la vista sul P.L. Nella vista sul P.V. osserviamo che gli spigoli a sinistra sono esposti ai raggi proiettanti e quindi risultano in vista, mentre quelli a destra sono nascosti dal volume della piramide e quindi risultano nascosti. In questo caso non si hanno linee tratteggiate in quanto nascoste dagli spigoli A'"V'" e B'"V'".

➜ Fig. 31
Video 3D

5.7.6 PROIEZIONI ORTOGONALI: ESEMPI DI “LETTURA”

Proiezioni or togonali: esempi di “lettura”

Proiezioni or togonali: esempi di “lettura”

Proiezioni or togonali: esempi di “lettura”

Saper “leggere” le proiezioni ortogonali è fondamentale: sono infatti il principale mezzo di comunicazione nel disegno tecnico. Proponiamo alcuni esempi che illustrano come di fronte a una proiezione possano essere ipotizzate varie forme del solido. Nella parte sinistra è indicata, su fondino colorato, una vista di fronte cioè sul P.V. e alla sua destra alcune possibili viste da sinistra che, per meglio comprendere, sono rappresentate con un’assonometria nello spazio immediatamente sopra.

Proiezioni

or

Poiché è fondamentale saper ”leggere” le proiezioni ortogonali in quanto mezzo di comunicazione nel disegno tecnico, di seguito sono proposti alcuni esempi che illustrano come di fronte ad una proiezione possano essere ipotizzate possibili soluzioni. Nella parte sinistra della pagina è indicata, su fondino colorato, una vista di fronte cioè sul P.V. e alla sua destra alcune possibili viste da sinistra che, per meglio comprende, sono rappresentate con un’assonometria nello spazio immediatamente sopra.

togonali: esempi di “lettura”

Poiché è fondamentale saper ”leggere” le proiezioni ortogonali in quanto mezzo di comunicazione nel disegno tecnico, di seguito sono proposti alcuni esempi che illustrano come di fronte ad una proiezione possano essere ipotizzate possibili soluzioni. Nella parte sinistra della pagina è indicata, su fondino colorato, una vista di fronte cioè sul P.V. e alla sua destra alcune possibili viste da sinistra che, per meglio comprende, sono rappresentate con un’assonometria nello spazio immediatamente sopra.

Nel primo esempio si ha un rettangolo che nell’immediato si tende a ”leggerlo” come un piano verticale ma che invece può essere inclinato oppure arcuato.

Poiché è fondamentale saper ”leggere” le proiezioni ortogonali in quanto mezzo di comunicazione nel disegno tecnico, di seguito sono proposti alcuni esempi che illustrano come di fronte ad una proiezione possano essere ipotizzate possibili soluzioni. Nella parte sinistra della pagina è indicata, su fondino colorato, una vista di fronte cioè sul P.V. e alla sua destra alcune possibili viste da sinistra che, per meglio comprende, sono rappresentate con un’assonometria nello spazio immediatamente sopra.

1 Osserviamo un rettangolo: a prima vista possiamo “leggerlo” come un piano verticale, in realtà può essere anche inclinato oppure arcuato.

Nel primo esempio si ha un rettangolo che nell’immediato si tende a ”leggerlo” come un piano verticale ma che invece può essere inclinato oppure arcuato.

Poiché è fondamentale saper ”leggere” le proiezioni ortogonali in quanto mezzo di comunicazione nel disegno tecnico, di seguito sono proposti alcuni esempi che illustrano come di fronte ad una proiezione possano essere ipotizzate possibili soluzioni. Nella parte sinistra della pagina è indicata, su fondino colorato, una vista di fronte cioè sul P.V. e alla sua destra alcune possibili viste da sinistra che, per meglio comprende, sono rappresentate con un’assonometria nello spazio immediatamente sopra.

Nel primo esempio si ha un rettangolo che nell’immediato si tende a ”leggerlo” come un piano verticale ma che invece può essere inclinato oppure arcuato.

Nel primo esempio si ha un rettangolo che nell’immediato si tende a ”leggerlo” come un piano verticale ma che invece può essere inclinato oppure arcuato.

VERSO IL P.L.

VERSO IL P.L.

VERSO IL P.L.

Nel secondo esempio si ha un rettangolo tagliato da una linea orizzontale. Questa indica che le due parti in cui è diviso il rettangolo non sono complanari cioè essa indica uno spigolo, un cambiamento di piano in vista.

VERSO IL P.L.

2 Abbiamo un rettangolo tagliato da una linea orizzontale. Questa indica che le due parti in cui è diviso il rettangolo non sono complanari. Essa indica quindi uno spigolo, un cambiamento di piano in vista.

Nel secondo esempio si ha un rettangolo tagliato da una linea orizzontale. Questa indica che le due parti in cui è diviso il rettangolo non sono complanari cioè essa indica uno spigolo, un cambiamento di piano in vista.

Nel secondo esempio si ha un rettangolo tagliato da una linea orizzontale. Questa indica che le due parti in cui è diviso il rettangolo non sono complanari cioè essa indica uno spigolo, un cambiamento di piano in vista.

Nel secondo esempio si ha un rettangolo tagliato da una linea orizzontale. Questa indica che le due parti in cui è diviso il rettangolo non sono complanari cioè essa indica uno spigolo, un cambiamento di piano in vista.

VERSO IL P.L.

VERSO IL P.L.

VERSO IL P.L.

VERSO IL P.L.

Nel terzo esempio si ha un rettangolo tagliato da una linea orizzontale tratteggiata. Questa indica che le due parti in cui è diviso il rettangolo non sono complanari cioè essa indica uno spigolo, un cambiamento di piano che, essendo la linea tratteggiata, non è in vista cioè avviene dietro

Nel terzo esempio si ha un rettangolo tagliato da una linea orizzontale tratteggiata. Questa indica che le due parti in cui è diviso il rettangolo non sono complanari cioè essa indica uno spigolo, un cambiamento di piano che, essendo la linea tratteggiata, non è in vista cioè avviene dietro.

3 Osserviamo un rettangolo tagliato da una linea orizzontale tratteggiata. Questa indica che le due parti in cui è diviso il rettangolo non sono complanari. Essa indica quindi uno spigolo, un cambiamento di piano che, essendo la linea tratteggiata, non è in vista cioè avviene dietro.

Nel terzo esempio si ha un rettangolo tagliato da una linea orizzontale tratteggiata. Questa indica che le due parti in cui è diviso il rettangolo non sono complanari cioè essa indica uno spigolo, un cambiamento di piano che, essendo la linea tratteggiata, non è in vista cioè avviene dietro

Nel terzo esempio si ha un rettangolo tagliato da una linea orizzontale tratteggiata. Questa indica che le due parti in cui è diviso il rettangolo non sono complanari cioè essa indica uno spigolo, un cambiamento di piano che, essendo la linea tratteggiata, non è in vista cioè avviene dietro

VERSO IL P.L.

VERSO IL P.L.

VERSO IL P.L.

VERSO IL P.L.

Nel quarto esempio si ha un rettangolo tagliato a metà da un asse di simmetria. Questa normalmente indica che l’elemento può essere un cilindro o un suo derivato. Rimangono comunque altre possibilità come quella che esso possa essere un elemento quadro

Nel quarto esempio si ha un rettangolo tagliato a metà da un asse di simmetria. Questa normalmente indica che l’elemento può essere un cilindro o un suo derivato. Rimangono comunque altre possibilità come quella che esso possa essere un elemento quadro

Nel quarto esempio si ha un rettangolo tagliato a metà da un asse di simmetria. Questa normalmente indica che l’elemento può essere un cilindro o un suo derivato. Rimangono comunque altre possibilità come quella che esso possa essere un elemento quadro

4 Abbiamo un rettangolo tagliato a metà da un asse di simmetria. Questa situazione normalmente indica che l’elemento può essere un cilindro o un suo derivato. Rimangono comunque altre possibilità come quella che esso possa essere una faccia di un cubo.

Nel quarto esempio si ha un rettangolo tagliato a metà da un asse di simmetria. Questa normalmente indica che l’elemento può essere un cilindro o un suo derivato. Rimangono comunque altre possibilità come quella che esso possa essere un elemento quadro.

VERSO IL P.L.

VERSO IL P.L.

VERSO IL

VERSO IL P.L.

Proiezioni or togonali: esempi di “lettura”

5 Abbiamo una circonferenza: può rappresentare uno dei tre solidi di rotazione e cioè la sfera, il cono e il cilindro.

Nel quinto esempio si ha una circonferenza che può rappresentare uno dei tre solidi di rotazione e cioè la sfera il cono e il cilindro.

Proiezioni or togonali: esempi di “lettura”

Nel quinto esempio si ha una circonferenza che può rappresentare uno dei tre solidi di rotazione e cioè la sfera il cono e il cilindro.

Nel quinto esempio si ha una circonferenza che può rappresentare uno dei tre solidi di rotazione e cioè la sfera il cono e il cilindro.

Nel quinto esempio si ha una circonferenza che può rappresentare uno dei tre solidi di rotazione e cioè la sfera il cono e il cilindro.

VERSO IL P.L.

VERSO IL

Nel sesto esempio si hanno due cerchi concentrici. Essi possono rappresentare un anello che è detto toro. Altre possibilità, tenendo conto che la circonferenza esterna può essere data o da una sfera, o da un cono o da un cilindro sono: una calotta sferica, un tronco di cono e due cilindri coassiali sovrapposti.

VERSO IL P.L.

6 Sono evidenziati due cerchi concentrici. Essi possono rappresentare un anello, detto toro. Altre possibilità, tenendo conto che la circonferenza esterna può essere data o da una sfera, o da un cono o da un cilindro sono: una calotta sferica, un tronco di cono o due cilindri coassiali sovrapposti.

Nel sesto esempio si hanno due cerchi concentrici. Essi possono rappresentare un anello che è detto toro. Altre possibilità, tenendo conto che la circonferenza esterna può essere data o da una sfera, o da un cono o da un cilindro sono: una calotta sferica, un tronco di cono e due cilindri coassiali sovrapposti.

VERSO IL P.L.

Nel sesto esempio si hanno due cerchi concentrici. Essi possono rappresentare un anello che è detto toro Altre possibilità, tenendo conto che la circonferenza esterna può essere data o da una sfera, o da un cono o da un cilindro sono: una calotta sferica, un tronco di cono e due cilindri coassiali sovrapposti.

Nel sesto esempio si hanno due cerchi concentrici. Essi possono rappresentare un anello che è detto toro Altre possibilità, tenendo conto che la circonferenza esterna può essere data o da una sfera, o da un cono o da un cilindro sono: una calotta sferica, un tronco di cono e due cilindri coassiali sovrapposti.

VERSO IL P.L.

VERSO IL

VERSO IL P.L.

Nel settimo esempio si hanno sempre due cerchi concentrici. La circonferenza esterna può essere data o da una sfera o da un cono o da un cilindro i quali possono forati assialmente oppure nei quali possono essere ricavati degli incavi. Queste comunque sono alcune soluzioni ma non sono le sole possibili.

Nel settimo esempio si hanno sempre due cerchi concentrici. La circonferenza esterna può essere data o da una sfera o da un cono o da un cilindro i quali possono forati assialmente oppure nei quali possono essere ricavati degli incavi. Queste comunque sono alcune soluzioni ma non sono le sole possibili.

VERSO IL P.L.

7 Anche in questo caso osserviamo due cerchi concentrici. La circonferenza esterna può essere data o da una sfera o da un cono o da un cilindro i quali possono essere forati assialmente oppure nei quali possono essere ricavati degli incavi. Riportiamo alcune soluzioni, ma non sono le sole possibili.

Nel settimo esempio si hanno sempre due cerchi concentrici. La circonferenza esterna può essere data o da una sfera o da un cono o da un cilindro i quali possono forati assialmente oppure nei quali possono essere ricavati degli incavi. Queste comunque sono alcune soluzioni ma non sono le sole possibili.

Nel settimo esempio si hanno sempre due cerchi concentrici. La circonferenza esterna può essere data o da una sfera o da un cono o da un cilindro i quali possono forati assialmente oppure nei quali possono essere ricavati degli incavi. Queste comunque sono alcune soluzioni ma non sono le sole possibili.

VERSO IL P.L.

VERSO IL

Nell’ ottavo esempio si hanno sempre due cerchi concentrici. La circonferenza esterna può essere data o da una calotta sferica o da un tronco di cono o da un cilindro sui quali possono riportati dei cilindri o delle calotte sferiche. Queste comunque sono alcune soluzioni ma non sono le sole possibili.

VERSO IL P.L.

Nell’ ottavo esempio si hanno sempre due cerchi concentrici. La circonferenza esterna può essere data o da una calotta sferica o da un tronco di cono o da un cilindro sui quali possono riportati dei cilindri o delle calotte sferiche. Queste comunque sono alcune soluzioni ma non sono le sole possibili.

VERSO IL P.L.

Nell’ ottavo esempio si hanno sempre due cerchi concentrici. La circonferenza esterna può essere data o da una calotta sferica o da un tronco di cono o da un cilindro sui quali possono riportati dei cilindri o delle calotte sferiche. Queste comunque sono alcune soluzioni ma non sono le sole possibili.

8 Osserviamo sempre due cerchi concentrici. La circonferenza esterna può essere data o da una calotta sferica o da un tronco di cono o da un cilindro sui quali possono essere riportati dei cilindri o delle calotte sferiche. Riportiamo alcune soluzioni, ma non sono le sole possibili.

Nell’ ottavo esempio si hanno sempre due cerchi concentrici. La circonferenza esterna può essere data o da una calotta sferica o da un tronco di cono o da un cilindro sui quali possono riportati dei cilindri o delle calotte sferiche. Queste comunque sono alcune soluzioni ma non sono le sole possibili.

VERSO IL P.L.

VERSO IL

VERSO IL P.L.

VERSO IL P.L.

P.V.

Proiezioni

5.7.7 PROIEZIONI ORTOGONALI: FASI PER L’ESECUZIONE DELLE PROIEZIONI ORTOGONALI

Eseguire le proiezioni ortogonali del solido di cui è data la assonometria isometrica quotata.

Eseguire le proiezioni ortogonali del solido di cui è data la assonometria isometrica quotata.

or togonali:

Proiezioni or togonali: fasi per l’esecuzione delle proiezioni

Eseguire le proiezioni ortogonali del solido di cui è data la assonometria isometrica quotata.

Eseguire le proiezioni ortogonali del solido di cui è data la assonometria isometrica quotata.

Prima di procedere nella costruzione delle proiezioni ortogonali si fissa la posizione dell’osservatore

Prima di procedere nella costruzione delle proiezioni ortogonali si fissa la posizione dell’osservatore

Intendiamo eseguire le proiezioni ortogonali di un solido di cui è assegnata l’assonometria isometrica quotata.

Prima di procedere nella costruzione delle proiezioni ortogonali si fissa la posizione dell’osservatore

Eseguire le proiezioni ortogonali del solido di cui è data la assonometria isometrica quotata.

Eseguire le proiezioni ortogonali del solido di cui è data la assonometria isometrica quotata.

Prima di procedere nella costruzione delle proiezioni ortogonali si fissa la posizione dell’osservatore

si valutano le dimensioni dell’ingombro calcolando i lati del parallelepipedo che contiene il solido.

Valutiamo innanzitutto le dimensioni dell’ingombro calcolando i lati del parallelepipedo che contiene il solido.

si valutano le dimensioni dell’ingombro calcolando i lati del parallelepipedo che contiene il solido.

si valutano le dimensioni dell’ingombro calcolando i lati del parallelepipedo che contiene il solido.

si valutano le dimensioni dell’ingombro calcolando i lati del parallelepipedo che contiene il solido.

si valutano le dimensioni dell’ingombro calcolando i lati del parallelepipedo che contiene il solido.

Prima di procedere nella costruzione delle proiezioni ortogonali si fissa la posizione dell’osservatore

si valutano le dimensioni dell’ingombro calcolando i lati del parallelepipedo che contiene il solido.

Il primo passo è quello di fissare la posizione dell’osservatore.

Prima di procedere nella costruzione delle proiezioni ortogonali si fissa la posizione dell’osservatore

Si tracciano quindi i tratti essenziali per determinare i vertici delle figure nelle proiezioni

Si tracciano quindi i tratti essenziali per determinare i vertici delle figure nelle proiezioni

Si tracciano quindi i tratti essenziali per determinare i vertici delle figure nelle proiezioni

Si tracciano quindi i tratti essenziali per determinare i vertici delle figure nelle proiezioni

Tracciamo quindi i tratti essenziali per determinare i vertici delle figure nelle proiezioni.

Si tracciano quindi i tratti essenziali per determinare i vertici delle figure nelle proiezioni

Si tracciano quindi i tratti essenziali per determinare i vertici delle figure nelle proiezioni

si eseguono le proiezioni ortogonali del parallelepipedo per controllare se lo spazio nel foglio sia sufficiente e si tracciano gli eventuali assi di simmetria

si eseguono le proiezioni ortogonali del parallelepipedo per controllare se lo spazio nel foglio sia sufficiente e si tracciano gli eventuali assi di simmetria

Eseguiamo le proiezioni ortogonali del parallelepipedo per controllare se lo spazio nel foglio sia sufficiente e tracciamo gli eventuali assi di simmetria.

si eseguono le proiezioni ortogonali del parallelepipedo per controllare se lo spazio nel foglio sia sufficiente e si tracciano gli eventuali assi di simmetria

P.V.

si eseguono le proiezioni ortogonali del parallelepipedo per controllare se lo spazio nel foglio sia sufficiente e si tracciano gli eventuali assi di simmetria

si eseguono le proiezioni ortogonali del parallelepipedo per controllare se lo spazio nel foglio sia sufficiente e si tracciano gli eventuali assi di simmetria

si eseguono le proiezioni ortogonali del parallelepipedo per controllare se lo spazio nel foglio sia sufficiente e si tracciano gli eventuali assi di simmetria

Si conclude l’esercitazione ricalcando gli spigoli in vista e tratteggiando quelli non in vista rispettando le norme riguardanti le linee

Si conclude l’esercitazione ricalcando gli spigoli in vista e tratteggiando quelli non in vista rispettando le norme riguardanti le linee

Si conclude l’esercitazione ricalcando gli spigoli in vista e tratteggiando quelli non in vista rispettando le norme riguardanti le linee

Si conclude l’esercitazione ricalcando gli spigoli in vista e tratteggiando quelli non in vista rispettando le norme riguardanti le linee

Si conclude l’esercitazione ricalcando gli spigoli in vista e tratteggiando quelli non in vista rispettando le norme riguardanti le linee

Concludiamo l’esercitazione ricalcando gli spigoli in vista e tratteggiando quelli non in vista, rispettando le norme riguardanti le linee.

Si conclude l’esercitazione ricalcando gli spigoli in vista e tratteggiando quelli non in vista rispettando le norme riguardanti le linee

P.O.

Proiezioni or togonali: approfondimenti

Proiezioni or togonali: approfondimenti

Proiezioni or togonali: approfondimenti

Proiezioni

5.8 Approfondimenti sulle proiezioni ortogonali

or togonali: approfondimenti

Metodi per la soluzione di particolari problemi di proiezione

Metodi per la soluzione di particolari problemi di proiezione

Metodi per la soluzione di particolari problemi di proiezione

Metodi per la soluzione di particolari problemi di proiezione

Se gli elementi, da rappresentare in proiezione, sono inclinati o ruotati rispetto ai piani di proiezione (fig.1) e il procedimento finora applicato non sia sufficiente per risolvere i problemi, in questi casi si fa ricorso a costruzioni o a metodi di rappresentazione particolari come il ribaltamento di piano, la rotazione degli oggetti, l’uso di generatrici e di piani sezionatori paralleli le cui problematiche sono esposte nelle pagine successive.

5.8.1 METODI PER LA SOLUZIONE DI PARTICOLARI PROBLEMI DI PROIEZIONE

Se gli elementi, da rappresentare in proiezione, sono inclinati o ruotati rispetto ai piani di proiezione (fig.1) e il procedimento finora applicato non sia sufficiente per risolvere i problemi, in questi casi si fa ricorso a costruzioni o a metodi di rappresentazione particolari come il ribaltamento di piano, la rotazione degli oggetti, l’uso di generatrici e di piani sezionatori paralleli le cui problematiche sono esposte nelle pagine successive.

Se gli elementi da rappresentare in proiezione sono inclinati o ruotati rispetto ai piani di proiezione (➜ Fig. 46), il procedimento finora applicato non è sufficiente per risolvere i problemi.

Se gli elementi, da rappresentare in proiezione, sono inclinati o ruotati rispetto ai piani di proiezione (fig.1) e il procedimento finora applicato non sia sufficiente per risolvere i problemi, in questi casi si fa ricorso a costruzioni o a metodi di rappresentazione particolari come il ribaltamento di piano, la rotazione degli oggetti, l’uso di generatrici e di piani sezionatori paralleli le cui problematiche sono esposte nelle pagine successive.

Se gli elementi, da rappresentare in proiezione, sono inclinati o ruotati rispetto ai piani di proiezione (fig.1) e il procedimento finora applicato non sia sufficiente per risolvere i problemi, in questi casi si fa ricorso a costruzioni o a metodi di rappresentazione particolari come il ribaltamento di piano, la rotazione degli oggetti, l’uso di generatrici e di piani sezionatori paralleli le cui problematiche sono esposte nelle pagine successive.

In questi casi si fa ricorso a costruzioni o a metodi di rappresentazione particolari come il ribaltamento di piano, la rotazione degli oggetti, l’uso di generatrici e di piani sezionatori paralleli le cui problematiche sono esposte nelle pagine successive.

Parallelepipedo inclinato rispetto a tre piani di proiezione.

Parallelepipedo inclinato rispetto a tre piani di proiezione. (Ribaltamento di piano)

➜ Fig. 48

Cilindro ruotato rispetto a P.V. e P.L. (Uso di generatrici)

Proiezioni di punti posti sulla superficie di un cono. (Uso dei piani sezionatori paralleli)

P.V.
P.V.
➜ Fig. 46
➜ Fig. 47

5.8.2 RIBALTAMENTI DI PIANI

Nelle figure sono riportati alcuni esempi di ribaltamento di piano che consiste nel ruotare un piano rispetto all’intersezione con uno dei piani del triedro di riferimento. Tale procedimento si rivela utile per la soluzione di alcuni problemi inerenti le proiezioni ortogonali come si vedrà nelle pagine seguenti.

Il ribaltamento di piano consiste nella rotazione di un piano rispetto all’intersezione con uno dei piani del triedro di riferimento. Tale procedimento si rivela utile per la soluzione di alcuni problemi inerenti le proiezioni ortogonali.

Piano perpendicolare al P.O. e inclinato rispetto al P.V. e P.L. ribaltato sul P.O. rispetto alla traccia t”.

PIANO PERPENDICOLARE

AL P.O. e inclinato rispetto al P.V. e P.L. ribaltato sul P.O. rispetto alla traccia t".

Piano perpendicolare al P.O. e inclinato rispetto al P.V. e P.L. ribaltato sul P.V. rispetto alla traccia t’.

PIANO PERPENDICOLARE

AL P.O. e inclinato rispetto al P.V. e P.L. ribaltato sul P.V. rispetto alla traccia t'.

Piano perpendicolare al P.L. e inclinato rispetto al P.V. e P.O. ribaltato sul P.L.

PIANO PERPENDICOLARE

AL P.L. e inclinato rispetto al P.V. e P.O. ribaltato sul P.L. rispetto alla traccia t'".

Proiezioni or togonali: vera lunghezza di un segmento

5.8.3 VERA LUNGHEZZA DI UN SEGMENTO

Ricerca della vera lunghezza del segmento AB inclinato rispetto al P.V., P.O. e P.L. appartenente al piano α perpendicolare al P.O. e ruotato di 30° rispetto al P.L..

Ricerca della vera lunghezza del segmento AB inclinato rispetto al P.V., P.O. e P.L. appartenente al piano α perpendicolare al P.O. e ruotato di 30° rispetto al P.L..

Il procedimento del ribaltamento di piano consente di risalire alla vera lunghezza di un segmento inclinato nel triedro di riferimento.

Siano date le proiezioni del segmento AB (fig.1-2).

Siano date le proiezioni del segmento AB (fig.1-2).

RICERCA DELLA VERA LUNGHEZZA

DEL SEGMENTO AB INCLINATO

RISPETTO AL P.V., P.O. E P.L.

APPARTENENTE AL PIANO π PERPENDICOLARE AL P.O.

E RUOTATO DI 30° RISPETTO AL P.V.

Considera le proiezioni del segmento AB (➜ Figg. 50 e 51). La vera misura di un segmento, in proiezione ortogonale, si ottiene quando esso è parallelo a uno dei piani del triedro.

Nelle pagine precedenti si è visto che si ha la vera misura di un segmento, in proiezione ortogonale, quando esso è parallelo a uno dei piani del triedro. Nel caso in esame il segmento non è parallelo a nessuno dei tre piani. Pertanto per conoscere la sua vera dimensione si ricorre al metodo del ribaltamento del piano su cui esso giace; e cioè si ruota il piano α, rispetto alla traccia t”, fino a sovrapporlo al P.O. dove si avrà la vera misura di AB (fig.3-4).

Nelle pagine precedenti si è visto che si ha la vera misura di un segmento, in proiezione ortogonale, quando esso è parallelo a uno dei piani del triedro. Nel caso in esame il segmento non è parallelo a nessuno dei tre piani. Pertanto per conoscere la sua vera dimensione si ricorre al metodo del ribaltamento del piano su cui esso giace; e cioè si ruota il piano α, rispetto alla traccia t”, fino a sovrapporlo al P.O. dove si avrà la vera misura di AB (fig.3-4).

Nel caso in esame il segmento non è parallelo a nessuno dei tre piani. Pertanto, per conoscere la sua vera dimensione, ricorriamo al metodo del ribaltamento del piano su cui esso giace; e cioè ruotiamo il piano π, rispetto alla traccia t", fino a sovrapporlo al P.O. dove si avrà la vera misura di AB (➜ Figg. 52 e 53).

PROCEDIMENTO GRAFICO

Procedimento grafico

Procedimento grafico

Prolunghiamo il segmento A"B" fino a incontrare l’asse x in P e da P tracciamo t1' e t' perpendicolari a t" e a x e proiettiamo i punti A' e B' in a e b su t'.

Si prolunga il segmento A”B” a incontrare l’asse x in P e da P si traccino t1’ e t‘ perpendicolari a t” e a x e si proiettino i punti A’ e B’ in a e b su t’ .

Si prolunga il segmento A”B” a incontrare l’asse x in P e da P si traccino t1’ e t‘ perpendicolari a t” e a x e si proiettino i punti A’ e B’ in a e b su t’ .

Puntiamo in P e riportiamo a in a1 e b in b1

Si punti in P e si riportino a in a1 e b in b1

Si punti in P e si riportino a in a1 e b in b1

Da a1 e b1 e da A" e B" tracciamo le perpendicolari rispettivamente a t1' e A"B" determinando A1 e B1 estremi della vera misura.

Da a1 e b1 e da A” e B” si traccino le perpendicolari rispettivamente a t1 e A”B” determinando A1 e B1 estremi della vera misura.

Da a1 e b1 e da A” e B” si traccino le perpendicolari rispettivamente a t1 e A”B” determinando A1 e B1 estremi della vera misura.

➜ Fig. 50
➜ Fig. 52
➜ Fig. 51
➜ Fig. 53

Ricerca della vera forma di un triangolo col ribaltamento

5.8.4 RICERCA DELLA VERA FORMA DI UN TRIANGOLO CHE APPARTIENE AL PIANO π ORTOGONALE AL P.V. E INCLINATO DI 30° RISPETTO AL P.O.

Ricerca della vera forma di un triangolo col ribaltamento di piano

Ricerca della vera forma di un triangolo che appartiene al piano ortogonale al P.V. e inclinato di 30° rispetto al P.O.

Ricerca della vera forma di un triangolo che appartiene al piano ortogonale al P.V. e inclinato di 30° rispetto al P.O.

Ricerca della vera forma di un triangolo che appartiene al piano ortogonale al P.V. e inclinato di 30° rispetto al P.O.

Date le proiezioni del triangolo (fig.2) e le traccie t’, t” e t’” del piano sui piani del triedro, si ribalti il piano sul P.V. così che t” si venga a trovare in t”1 perpendicolare a t’. Si proiettino poi A”, B”, C” su t”, determinando i punti a, b, c, e puntando in O si riportino col compasso tali punti su t”1 determinando a’, b’ e c’ (fig.3). Da questi ultimi (fig.5) si traccino le parallele a t’ che intersecano le perpendicolari a t’ nei punti A’, B’ e C’. Tali intersezioni determinando (A), (B), (C) vertici della vera forma del triangolo.

Consideriamo le proiezioni del triangolo (➜ Fig. 55) e le tracce t', t" e t'" del piano π sui piani del triedro, ribaltiamo il piano π sul P.V. in modo che t" si venga a trovare in t"1 perpendicolare a t'. Proiettiamo poi A", B", C" su t", determinando i punti a, b, c, e puntando in O riportiamo col compasso tali punti su t"1 determinando a', b' e c' (➜ Fig. 56). Da questi ultimi (➜ Fig. 57) tracciamo le parallele a t' che intersecano le perpendicolari a t' nei punti A', B' e C'. Tali intersezioni determinano (A), (B), (C) vertici della vera forma del triangolo (➜ Fig. 58).

Date le proiezioni del triangolo (fig.2) e le traccie t’, t” e t’” del piano sui piani del triedro, si ribalti il piano sul P.V. così che t” si venga a trovare in t”1 perpendicolare a t’. Si proiettino poi A”, B”, C” su t”, determinando i punti a, b, c, e puntando in O si riportino col compasso tali punti su t”1 determinando a’, b’ e c’ (fig.3). Da questi ultimi (fig.5) si traccino le parallele a t’ che intersecano le perpendicolari a t’ nei punti A’, B’ e C’. Tali intersezioni determinando (A), (B), (C) vertici della vera forma del triangolo.

Date le proiezioni del triangolo (fig.2) e le traccie t’, t” e t’” del piano sui piani del triedro, si ribalti il piano sul P.V. così che t” si venga a trovare in t”1 perpendicolare a t’. Si proiettino poi A”, B”, C” su t”, determinando i punti a, b, c, e puntando in O si riportino col compasso tali punti su t”1 determinando a’, b’ e c’ (fig.3). Da questi ultimi (fig.5) si traccino le parallele a t’ che intersecano le perpendicolari a t’ nei punti A’, B’ e C’. Tali intersezioni determinando (A), (B), (C) vertici della vera forma del triangolo.

➜ Fig. 54 ➜ Fig. 55
➜ Fig. 56

5.8.5 PROIEZIONI ORTOGONALI DI UN PARALLELEPIPEDO CON RIBALTAMENTO DI PIANO

Proiezioni or togonali di un parallelepipedo con ribaltamento di piano

Proiezioni or togonali di un parallelepipedo con ribaltamento di piano

Eseguiamo le proiezioni ortogonali di un parallelepipedo inclinato di 30° rispetto al P.O., su cui poggia con lo spigolo AB, e ruotato di 45° rispetto al P.V.

Proiezioni or togonali di un parallelepipedo con ribaltamento di piano

Eseguire le proiezioni ortogonali di un parallelepipedo inclinato di 30° rispetto al P.O., su cui poggia con lo spigolo AB, e ruotato di 45° rispetto al P.V

Proiezioni or togonali di un parallelepipedo con ribaltamento di piano

Eseguire le proiezioni ortogonali di un parallelepipedo inclinato di 30° rispetto al P.O., su cui poggia con lo spigolo AB, e ruotato di 45° rispetto al P.V

Eseguire le proiezioni ortogonali di un parallelepipedo inclinato di 30° rispetto al P.O su cui poggia con lo spigolo AB, e ruotato di 45° rispetto al P.V

Eseguire le proiezioni ortogonali di un parallelepipedo inclinato di 30° rispetto al P.O., su cui poggia con lo spigolo AB, e ruotato di 45° rispetto al P.V..

Proiezioni or togonali di un parallelepipedo con ribaltamento di piano

Si esegua la proiezione A”B”, sul P.O di AB, ruotato di 45° e siano t’ e t” le tracce di un piano ausiliario scelto a piacere

1 Tracciamo A''B'' sul P.O. ruotato di 45° e siano t' e t'' le tracce di un piano ausiliario π scelto a piacere.

Proiezioni or togonali di un parallelepipedo con ribaltamento di piano

Si esegua la proiezione A”B”, sul P.O di AB, ruotato di 45° e siano t’ e t” le tracce di un piano ausiliario scelto a piacere

Si esegua la proiezione A”B”, sul P.O di AB, ruotato di 45° e siano t’ e t” le tracce di un piano ausiliario scelto a piacere

Ribaltando sul P.O., t’ si viene a trovare in t1’ perpendicolare a t”.

Si esegua proiezione A”B”, sul P.O di AB, ruotato di 45° e siano t’ e t” le tracce di un piano ausiliario scelto a piacere.

Ribaltando sul P.O., t’ si viene a trovare in t1’ perpendicolare a t”.

Ribaltando sul P.O., t’ si viene a trovare in t1’ perpendicolare a t”.

Ribaltando sul P.O., t’ si viene a trovare in t1’ perpendicolare a t”.

Eseguire le proiezioni ortogonali di un parallelepipedo inclinato di 30° rispetto al P.O., su cui poggia con lo spigolo AB, e ruotato di 45° rispetto al P.V..

Eseguire le proiezioni ortogonali di un parallelepipedo inclinato di 30° rispetto al P.O., su cui poggia con lo spigolo AB, e ruotato di 45° rispetto al P.V..

Si esegua la proiezione A”B”, sul P.O di AB, ruotato di 45° e siano t’ e t” le tracce di un piano ausiliario scelto a piacere.

Si esegua la proiezione A”B”, sul P.O di AB, ruotato di 45° e siano t’ e t” le tracce di un piano ausiliario scelto a piacere

2 Ribaltando π sul P.O., t' si viene a trovare in t1' perpendicolare a t''. Proiettiamo poi A''B'' su t'' determinando B1≡A1.

Ribaltando sul P.O., t’ si viene a trovare in t1’ perpendicolare a t”.

Ribaltando sul P.O., t’ si viene a trovare in t1’ perpendicolare a t”.

3 Da B1≡A1 costruiamo il rettangolo, proiezione del parallelepipedo, inclinato di 30° e tracciamo inoltre le parallele a t'' passanti per A'' e B''.

4 Proiettiamo su di esse i vertici del rettangolo che, congiunti tra di loro, individuano la proiezione del parallelepipedo sul P.O.

5 Proiettati C1≡D1, F1≡E1, H1≡G1 su t1' e poi su t', tracciamo le parallele alla L.T, che si intersecano sul P.V. con le proiezioni dei vertici del rettangolo A'', B'' ecc.

6 Completiamo il disegno proiettando i vertici così determinati sul P.L. costruendo la vista da sinistra.

C’” D’ D’” B’ B’” E’ E’” F’ F’” G’ G’” H’ H’”

C’” D’ D’” B’ B’” E’ E’” F’ F’” G’ G’” H’ H’”

Eseguire le

5.8.6 PROIEZIONI ORTOGONALI DI UN CILINDRO INCLINATO CON RIBALTAMENTO

Disegnato il rettangolo che rappresenta la vista dall’alto del cilindro, si ribalti sul P.O. il piano cui appartiene una base del cilindro. Si disegni su di esso la circonferenza base del cilindro e la si divida in parti uguali ( ad es. otto). Per ciascun punto della suddivisione si traccino sul cilindro otto segmenti paralleli al suo asse, detti generatrici, che rappresentano degli spigoli fittizi. Si ribalti quindi la loro posizione sul P.V..

Eseguiamo le proiezioni ortogonali di un cilindro con asse parallelo al P.O. e ruotato di 15° rispetto al P.V. Disegnato il rettangolo che rappresenta la vista dall’alto del cilindro, ribaltiamo sul P.O. il piano cui appartiene una base del cilindro. Disegniamo su di esso la circonferenza base del cilindro e dividiamola in parti uguali (ad esempio otto). Per ciascun punto della suddivisione tracciamo sul cilindro otto segmenti paralleli al suo asse, detti generatrici, che rappresentano degli spigoli fittizi. Ribaltiamo quindi la loro posizione sul P.V.

Si proiettino dal P.O. sul P.V. gli estremi delle generatrici ad intersecare le proiezioni ribaltate determinando così la vista di fronte.

Proiettiamo dal P.O. sul P.V. gli estremi delle generatrici fino a intersecare le proiezioni ribaltate. Determiniamo così la vista di fronte.

Si proiettino dal P.O. e dal P.V gli estremi delle generatrici sul P.L. e si completino così le proiezioni con la vista da sinistra.

Proiettiamo dal P.O. e dal P.V gli estremi delle generatrici sul P.L. e completiamo così le proiezioni con la vista da sinistra.

Ricerca della vera lunghezza di un segmento mediante rotazione

Ricerca della vera lunghezza di un segmento mediante rotazione

Ricerca della vera lunghezza di un segmento mediante rotazione

5.8.7 METODO DELLA ROTAZIONE

1. RICERCA DELLA VERA LUNGHEZZA DI UN SEGMENTO MEDIANTE ROTAZIONE

Ricerca della vera lunghezza del segmento AB inclinato di 30° rispetto al P.O. e ruotato di 45° rispetto al P.V. e al P.L..

Ricerca della vera lunghezza del segmento AB inclinato di 30° rispetto al P.O. e ruotato di 45° rispetto al P.V. e al P.L..

Ricerca della vera lunghezza del segmento AB inclinato di 30° rispetto al P.O. e ruotato di 45° rispetto al P.V. e al P.L.

Consideriamo il segmento AB inclinato di 30° rispetto al P.O. e ruotato di 45° rispetto al P.V. e al P.L. e individuiamo la sua vera lunghezza. Come visto in precedenza, otteniamo la vera misura di un segmento in proiezione ortogonale quando esso è parallelo a uno dei piani del triedro.

Nelle pagine precedenti si è visto che si ha la vera misura di un segmento, in proiezione ortogonale, quando è parallelo a uno dei piani del triedro.

Nelle pagine precedenti si è visto che si ha la vera misura di un segmento, in proiezione ortogonale, quando è parallelo a uno dei piani del triedro

Nelle pagine precedenti si è visto che si ha la vera misura di un segmento, in proiezione ortogonale, quando è parallelo a uno dei piani del triedro.

In questo caso il segmento non è parallelo a nessuno dei piani di proiezione.

Pertanto, per conoscere la sua vera dimensione, ricorriamo al metodo della rotazione. Ruotiamo dunque un estremo del segmento, in questo caso B, in modo che AB sia parallelo al P.V., dove otteniamo la vera misura di AB (➜ Figg. 63 e 64).

Nel caso in esame il segmento non è parallelo a nessuno dei piani di proiezione. Pertanto per conoscere la sua vera dimensione si ricorrerà al metodo della rotazione e cioè lo si ruoterà rispetto a un suo vertice, in questo caso il vertice C, fino a porlo parallelo al P.V. dove si avrà la vera misura di AB (fig.5-6).

Nel caso in esame il segmento non è parallelo a nessuno dei piani di proiezione. Pertanto per conoscere la sua vera dimensione si ricorrerà al metodo della rotazione e cioè lo si ruoterà rispetto a un suo vertice, in questo caso il vertice C, fino a porlo parallelo al P.V. dove si avrà la vera misura di AB (fig.5-6).

Nel caso in esame il segmento non è parallelo a nessuno dei piani di proiezione. Pertanto per conoscere la sua vera dimensione si ricorrerà al metodo della rotazione e cioè lo si ruoterà rispetto a un suo vertice, in questo caso il vertice C, fino a porlo parallelo al P.V. dove si avrà la vera misura di AB (fig.5-6).

Procedimento grafico

Procedimento grafico

Procedimento grafico

Siano date le proiezioni del segmento AB (fig.1-2).

Siano date le proiezioni del segmento AB (fig.1-2).

Siano date le proiezioni del segmento AB (fig.1-2).

2. PROCEDIMENTO GRAFICO

Consideriamo le proiezioni del segmento AB (➜ Figg. 59 e 60). Puntiamo in A" con apertura A"B" e tracciamo l’arco B"B 1" ottenendo A"B 1 ", nuova posizione della proiezione sul P.O., parallelo alla L.T. e quindi al P.V. (➜ Figg. 61 e 62).

Si punti in A” con apertura A”B” e si tracci l’arco B”B1” ottenendo A”B1”, nuova posizione della proiezione sul P.O., parallelo alla L.T. e quindi al P.V. (fig.3-4).

Si punti in A” con apertura A”B” e si tracci l’arco B”B1” ottenendo A”B1”, nuova posizione della proiezione sul P.O., parallelo alla L.T. e quindi al P.V. (fig.3-4).

Si punti in A” con apertura A”B” e si tracci l’arco B”B1” ottenendo A”B1”, nuova posizione della proiezione sul P.O., parallelo alla L.T. e quindi al P.V. (fig.3-4).

Proiettiamo B1" sul P.V. e sul P.L. a intercettare la traiettoria B'B''' lungo cui si sposta il punto B determinando le sue nuove proiezioni e quindi completando le nuove proiezioni del segmento (➜ Fig. 63). La proiezione A'B1' dà la vera dimensione di AB (➜ Fig. 64).

Si proietti B1” sul P.V. e sul P.L. completando le nuove proiezioni del segmento. La proiezione A’B1’ dà la vera dimensione di AB (fig.6)

Si proietti B1” sul P.V. e sul P.L. completando le nuove proiezioni del segmento. La proiezione A’B1’ dà la vera dimensione di AB (fig.6)

Si proietti B1” sul P.V. e sul P.L. completando le nuove proiezioni del segmento. La proiezione A’B1’ dà la vera dimensione di AB (fig.6)

➜ Fig. 59
➜ Fig. 61
Fig. 63
➜ Fig. 60
➜ Fig. 62 ➜ Fig. 64

3. RICERCA DELLA VERA FORMA DI UN TRIANGOLO MEDIANTE ROTAZIONE

Ricerchiamo la vera forma di un triangolo isoscele appartenente a un piano perpendicolare al P.O. e inclinato di 60° rispetto al P.V. (➜ Fig. 65).

➜ Fig. 65

Date le proiezioni del triangolo (➜ Fig. 66), per ottenere la sua vera forma è necessario farlo ruotare fino a disporlo parallelamente a uno dei piani del triedro. In questo caso abbiamo scelto di ruotarlo rispetto al vertice C e portarlo parallelo al P.V. (➜ Figg. 67 e 68).

4. PROCEDIMENTO GRAFICO

Puntiamo in C" con aperture C"A" e C"B" e tracciamo due archi che intersecano la semiretta con origine in C" e parallela a L.T. nei punti A1" e B1" (➜ Fig. 67).

Proiettiamo poi tali punti sul P.V. a determinare A1' e B1' che con C' sono i vertici della vera forma del triangolo (➜ Fig. 69). Completiamo poi la proiezione del triangolo sul P.L. dove otteniamo il segmento A1'"C'" ≡ A1'"B1'".

➜ Fig. 68

➜ Fig. 66
➜ Fig. 67
➜ Fig. 69 Video tutorial

Proiezioni or togonali per fasi successive di un cono inclinato

5. PROIEZIONI ORTOGONALI PER FASI SUCCESSIVE DI UN CONO INCLINATO

Eseguire le proiezioni ortogonali di un cono con asse parallelo al P.V. e ruotato di 30° rispetto al P.O

Eseguire le proiezioni ortogonali di un cono con asse parallelo al P.V. e ruotato di 30° rispetto al P.O..

Disegnato sul P.V. e sul P.O. le proiezioni del cono in posizione verticale, si divida la circonferenza di base in un numero di parti uguali(ad es. otto). Li si proiettino sul P.V. e li si congiunga con il vertice V’ tracciando cosi otto segmenti, detti generatrici, che rappresentano otto spigoli fittizi.

Eseguiamo le proiezioni ortogonali di un cono con asse parallelo al P.V. e ruotato di 30° rispetto al P.O.

Disegnato sul P.V. e sul P.O. le proiezioni del cono in posizione verticale, si divida la circonferenza di base in un numero di parti uguali(ad es. otto). Li si proiettino sul P.V. e li si congiunga con il vertice V’ tracciando cosi otto segmenti, detti generatrici, che rappresentano otto spigoli fittizi.

Disegniamo sul P.V. e sul P.O. le proiezioni del cono in posizione verticale, dividiamo la circonferenza di base in un numero di parti uguali (ad esempio otto) e proiettiamo i punti così ottenuti sul P.V.

Si proceda quindi ruotando la proiezione sul P.V. di 30° rispetto al punto A’ disegnando così la proiezione definitiva.

Si proiettino dal P.O. gli estremi delle generatrici ad intersecare le tracce dei punti di base e del vertice che si sono spostati parallelamente alla L.T. dopo la rotazione.

Procediamo quindi ruotando la proiezione sul P.V. di 30° rispetto al punto A', determinando così la proiezione definitiva.

Si proceda quindi ruotando la proiezione sul P.V. di 30° rispetto al punto A’ disegnando così la proiezione definitiva Si proiettino dal P.O. gli estremi delle generatrici ad intersecare le tracce dei punti di base e del vertice che si sono spostati parallelamente alla L.T. dopo la rotazione.

Proiettiamo le nuove posizioni di A', ..., H' e V' dal P.V. sul P.O. a intercettare in A'', ..., H'' e V'' le tracce del loro spostamento che sono parallele alla L.T.

Si proiettino dal P.O. e dal P.V gli estremi delle generatrici sul P.L. e si completino così le proiezioni con la vista sul P.L..

Si proiettino dal P.O. e dal P.V gli estremi delle generatrici sul P.L. e si completino così le proiezioni con la vista sul P.L..

Proiettiamo dal P.O. e dal P.V i punti così determinati sul P.L. e completiamo le proiezioni.

P.V. P.L.

P.O.

P.O.

(A) (B) (C) (D) (E) E’ (F) (G) (H) A’ V’ C’≡G’ D’≡F’ E’ A’ V” A” B” B’” B” C” D” E” F” G” H” V’ B’≡H’ B’≡H’ C’≡G’ D’≡F’ E’ A’ V” V’” A”

6. PROIEZIONI ORTOGONALI CON ROTAZIONI SUCCESSIVE

Proiezioni or togonali con rotazioni successive

Proiezioni or togonali con rotazioni successive

Eseguiamo le proiezioni ortogonali di un parallelepipedo inclinato di 30° rispetto al P.O., su cui poggia con lo spigolo EH, e ruotato di 45° rispetto al P.V.

Proiezioni

Proiezioni or togonali con rotazioni successive

or togonali con rotazioni successive

1 Disegniamo sul P.V. e sul P.O. le proiezioni del parallelepipedo posto con le facce parallele ai piani di proiezione.

Proiezioni or togonali con rotazioni successive

Eseguire le proiezioni ortogonali di un parallelepipedo inclinato di 30° rispetto al P.O., su cui poggia con lo spigolo EH, e ruotato di 45° rispetto al P.V..

Proiezioni or togonali con rotazioni successive

Eseguire le proiezioni ortogonali di un parallelepipedo inclinato di 30° rispetto al P.O., su cui poggia con lo spigolo EH, e ruotato di 45° rispetto al P.V..

Eseguire le proiezioni ortogonali di un parallelepipedo inclinato di 30° rispetto al P.O., su cui poggia con lo spigolo EH, e ruotato di 45° rispetto al P.V..

Eseguire le proiezioni ortogonali di un parallelepipedo inclinato di 30° rispetto al P.O., su cui poggia con lo spigolo EH, e ruotato di 45° rispetto al P.V..

2 Ruotiamo il rettangolo proiezione sul P.V. di 30° rispetto al vertice E' ≡ H'.

Si disegnino sul P.V. e sul P.O. le proiezioni del parallelepipedo posto con le facce parallele ai piani di proiezione.

Si disegnino sul P.V. e sul P.O. le proiezioni del parallelepipedo posto con le facce parallele ai piani di proiezione.

Eseguire le proiezioni ortogonali di un parallelepipedo inclinato di 30° rispetto al P.O., su cui poggia con lo spigolo EH, e ruotato di 45° rispetto al P.V..

Si disegnino sul P.V. e sul P.O. le proiezioni del parallelepipedo posto con le facce parallele ai piani di proiezione

Si disegnino sul P.V. e sul P.O. le proiezioni del parallelepipedo posto con le facce parallele ai piani di proiezione

Si disegnino sul P.V. e sul P.O. le proiezioni del parallelepipedo posto con le facce parallele ai piani di proiezione.

Si disegnino sul P.V. e sul P.O. le proiezioni del parallelepipedo posto con le facce parallele ai piani di proiezione.

P.V.

P.V.

Si ruoti il rettangolo proiezione sul P.V. di 30° rispetto al vertice E’≡H’

Si ruoti il rettangolo proiezione sul P.V. di 30° rispetto al vertice E’≡H’

Eseguire le proiezioni ortogonali di un parallelepipedo inclinato di 30° rispetto al P.O., su cui poggia con lo spigolo EH, e ruotato di 45° rispetto al P.V..

Si ruoti il rettangolo proiezione sul P.V. di 30° rispetto al vertice E’≡H’.

Si ruoti il rettangolo proiezione sul P.V. di 30° rispetto al vertice E’≡H’

Si ruoti il rettangolo proiezione sul P.V. di 30° rispetto al vertice E’≡H’

Si ruoti il rettangolo proiezione sul P.V. di 30° rispetto al vertice E’≡H’

P.L.

P.L.

P.V.

A’≡D’ A’≡D’

P.V.

B’≡C’ B’≡C’

B’≡C’ B’≡C’

A’≡D’ A’≡D’

A’≡D’

A’≡D’ A’≡D’

E’≡H’ E’≡H’

D”≡H”

E’≡H’

D”≡H”

D”≡H”

A’≡D’ A’≡D’

E’≡H’ E’≡H’

A’≡D’

E’≡H’ E’≡H’

D”≡H”

D”≡H”

D”≡H”

F’≡G’ F’≡G’

E’≡H’ E’≡H’

A”≡E” B”≡F” C”≡G”

A”≡E” B”≡F” C”≡G”

C”≡G”

A”≡E” B”≡F” C”≡G”

A”≡E” B”≡F”

P.O.

E’≡H’ E’≡H’

A”≡E” B”≡F” C”≡G”

A”≡E” B”≡F” C”≡G”

Si proiettino le nuove posizioni dei vertici dal P.L. al P.O

Si proiettino le nuove posizioni dei vertici dal P.L. al P.O

3 Proiettiamo le nuove posizioni dei vertici dal P.L. al P.O.

Si proiettino le nuove posizioni dei vertici dal P.L. al P.O

P.V.

B’≡C’

E’≡H’

P.O. P.V.

F’≡G’ F’≡G’

P.O.

P.O.

P.V.

P.V.

A’≡D’

A’≡D’

P.V.

P.V.

A’≡D’

A’≡D’ A” D” H” E” B” F” G” C”

B’≡C’

F’≡G’

B’≡C’

E’≡H’

E’≡H’

E’≡H’ B’≡C’ B’≡C’

E’≡H’ B’≡C’ B’≡C’

P.O.

P.O.

P.L.

E’≡H’ B’≡C’ B’≡C’

F’≡G’ F’≡G’

D”≡H” A”≡E” B”≡F” C”≡G”

B’≡C’ F’≡G’ F’≡G’ F’≡G’ 30°

A’≡D’ A” D” H” E” B” F” G” C”

E’≡H’ B’≡C’ B’≡C’

B”≡F” C”≡G”

Si ruoti il nuovo rettangolo proiezione sul P.O. di 45° rispetto al vertice H’.

P.V.

B’≡C’ F’≡G’ F’≡G’ F’≡G’ 30° 45°

Si ruoti il nuovo rettangolo proiezione sul P.O. di 45° rispetto al vertice H’.

Si proiettino le nuove posizioni dei vertici dal P.L. al P.O.. Si ruoti il nuovo rettangolo proiezione sul P.O. di 45° rispetto al vertice H’.

4 Ruotiamo il nuovo rettangolo proiezione sul P.O. di 45° rispetto al vertice H'.

P.V.

P.V.

P.V.

B’≡C’ F’≡G’ F’≡G’

F’≡G’

F’≡G’

Si ruoti il nuovo rettangolo proiezione sul P.O. di 45° rispetto al vertice H’

Si proiettino le nuove posizioni dei vertici dal P.L. al P.O.. Si ruoti il nuovo rettangolo proiezione sul P.O. di 45° rispetto al vertice H’.

Si proiettino le nuove posizioni dei vertici dal P.L. al P.O.. Si ruoti il nuovo rettangolo proiezione sul P.O. di 45° rispetto al vertice H’.

A”

A” D” H”

D” H” E” B” F” G” C”

F’≡G’ 30° 45°

E” B” F” G” C”

A”

A”

D” H” E” B” F” G” C”

A”

D” H” E” B” F” G” C”

P.O.

A’≡D’ A” D” H” E” B” F” G” C”

P.O.

D” H” E” B” F” G” C”

P.O.

A” D” H” E” B” F” G” C”

P.O.

Si proiettino le nuove posizioni dei vertici dal P.O. al P.L..

Si proiettino le nuove posizioni dei vertici dal P.O. al P.L..

P.O.

P.O.

P.O.

5 Proiettiamo le nuove posizioni dei vertici dal P.O. al P.V.

P.O.

Si completi il disegno proiettando le nuove posizioni dei vertici dal P.V. e dal P.O. sul P.L..

D” H” E” B” F” G” C”

A” D” H” E” B” F” G” C”

P.O.

Si proiettino le nuove posizioni dei vertici dal P.O. al P.L.. Si completi il disegno proiettando le nuove posizioni dei vertici dal P.V. e dal P.O. sul P.L.

Si completi il disegno proiettando le nuove posizioni dei vertici dal P.V. e dal P.O. sul P.L..

Si proiettino le nuove posizioni dei vertici dal P.O. al P.L.. Si completi il disegno proiettando le nuove posizioni dei vertici dal P.V. e dal P.O. sul P.L.

Si proiettino le nuove posizioni dei vertici dal P.O. al P.L.. Si completi il disegno proiettando le nuove posizioni dei vertici dal P.V. e dal P.O. sul P.L..

P.V.

P.V.

P.L.

A”

A” A’ D” D’ H” H’ E” E’ B” B’ F” F’ G” G’ C” C’ A” A’ D” D’ H” H’ E” E’ B” B’ F” F’ G” G’

6 Completiamo il disegno proiettando le nuove posizioni dei vertici dal P.V. e dal P.O. sul P.L.

P.V.

A” A’ D” D’ H” H’ E” E’ B” B’ F” F’ G” G’ C” C’ A” A’ D” D’ H” H’ E” E’ B” B’ F” F’ G” G’ C” C’ B’” C’” G’” F’” E’” A’” D’” H’”

A’ D” D’ H” H’ E” E’ B” B’ F” F’ G” G’

A’ D” D’ H” H’ E” E’ B” B’ F” F’ G” G’ C” C’

C’

A” A’ D” D’ H” H’ E” E’ B” B’ F” F’ G” G’

A” A’ D” D’ H” H’ E” E’ B” B’ F” F’ G” G’ C” C’ B’” C’” G’” F’” E’” A’” D’” H’” D”≡H” A”≡E” B”≡F” C”≡G”

P.L.

Si proiettino le nuove posizioni dei vertici dal P.O. al P.L.. Si completi il disegno proiettando le nuove posizioni dei vertici dal P.V. e dal P.O. sul P.L..

A’ D” D’ H” H’ E” E’ B” B’ F” F’ G”

Si debbano determinare le proiezioni, sul P.O. e P.L., dei punti P e Q, appartenenti a una piramide a base quadrata, conoscendo le proiezioni P’ e Q’. È dato inoltre che l’estremo P appartiene allo spigolo VA

Proiezioni ortogonali: metodo delle generatici

5.8.8 METODO DELLE GENERATRICI

Si debbano determinare le proiezioni, sul P.O. e P.L., dei punti P e Q, appartenenti a una piramide a base quadrata, conoscendo le proiezioni P’ e Q’. È dato inoltre che l’estremo P appartiene allo spigolo VA

Poiché P appartiene allo spigolo VA è sufficiente proiettare P’ sulle proiezioni V”A” e V’”A’” per determinare P” e P’”

ESEMPIO

Si debbano determinare le proiezioni, sul P.O. e P.L., dei punti P e Q, appartenenti a una piramide a base quadrata, conoscendo le proiezioni P’ e Q’. È dato inoltre che l’estremo P appartiene allo spigolo VA

Si debbano determinare le proiezioni, sul P.O. e P.L., dei punti P e Q, appartenenti a una piramide a base quadrata, conoscendo le proiezioni P’ e Q’. È dato inoltre che l’estremo P appartiene allo spigolo VA.

Determiniamo le proiezioni sul P.O. e sul P.L. dei punti P e Q appartenenti a una piramide a base quadrata conoscendo le loro proiezioni P' e Q' sul P.V. Inoltre l’estremo P appartiene allo spigolo VA.

Poiché P appartiene allo spigolo VA è sufficiente proiettare P’ sulle proiezioni V”A” e V’”A’” per determinare P” e P’”

Poiché P appartiene allo spigolo VA è sufficiente proiettare P’ sulle proiezioni V”A” e V’”A’” per determinare P” e P’”

Poiché P appartiene allo spigolo VA è sufficiente proiettare P’ sulle proiezioni V”A” e V’”A’” per determinare P” e P’”

Poiché P appartiene allo spigolo VA è sufficiente proiettare P' su V"A" e V'"A'" per determinare P" e P'".

Poiché Q non appartiene agli spigoli della piramide è necessario crearne uno fittizio. Si tracci un segmento, detto generatrice, che passando per Q’ unisce il vertice V’ con la base della piramide nel punto M’. Poi si proietti V’M’ sul P.O. e sul P.L.

Poiché Q non appartiene agli spigoli della piramide è necessario crearne uno fittizio. Tracciamo un segmento, detto generatrice, che passando per Q' unisce il vertice V' con la base della piramide nel punto M'. Poi proiettiamo V'M' sul P.O. e sul P.L.

Poiché Q non appartiene agli spigoli della piramide è necessario crearne uno fittizio. Si tracci un segmento, detto generatrice, che passando per Q’ unisce il vertice V’ con la base della piramide nel punto M’. Poi si proietti V’M’ sul P.O. e sul P.L.

Poiché Q non appartiene agli spigoli della piramide è necessario crearne uno fittizio. Si tracci un segmento, detto generatrice, che passando per Q’ unisce il vertice V’ con la base della piramide nel punto M’. Poi si proietti V’M’ sul P.O. e sul P.L.

Si proietti Q’ su V”M” e V’”M’” determinando Q” e Q’”.

Si proietti Q’ su V”M” e V’”M’” determinando Q” e Q’”

Poiché Q non appartiene agli spigoli della piramide è necessario crearne uno fittizio. Si tracci un segmento, detto generatrice, che passando per Q’ unisce il vertice V’ con la base della piramide nel punto M’. Poi si proietti V’M’ sul P.O. e sul P.L.

Proiettiamo Q' su V"M" e V'"M'" determinando Q" e Q'".

Si proietti Q’ su V”M” e V’”M’” determinando Q” e Q’”

Si proietti Q’ su V”M” e V’”M’” determinando Q” e Q’”.

Questo procedimento adottato per risolvere il problema è detto metodo delle generatrici e si basa sulle condizioni di appartenenza di un punto a una retta e cioè: se un punto appartiene a una retta, le sue proiezioni appartengono alle proiezioni della retta stessa. Da ciò deriva che se un punto appartiene a un segmento, le sue proiezioni appartengono alle proiezioni del segmento stesso.

Questo procedimento adottato per risolvere il problema è detto metodo delle generatrici e si basa sulle condizioni di appartenenza di un punto a una retta e cioè: se un punto appartiene a una retta, le sue proiezioni appartengono alle proiezioni della retta stessa. Da ciò deriva che se un punto appartiene a un segmento, le sue proiezioni appartengono alle proiezioni del segmento stesso

Il procedimento adottato per risolvere questo problema è detto metodo delle generatrici e si basa sulle condizioni di appartenenza di un punto a una retta e cioè: se un punto appartiene a una retta, le sue proiezioni appartengono alle proiezioni della retta stessa. Da ciò deriva che se un punto appartiene a un segmento, le sue proiezioni appartengono alle proiezioni del segmento stesso.

Questo procedimento adottato per risolvere il problema è detto metodo delle generatrici e si basa sulle condizioni di appartenenza di un punto a una retta e cioè: se un punto appartiene a una retta, le sue proiezioni appartengono alle proiezioni della retta stessa. Da ciò deriva che se un punto appartiene a un segmento, le sue proiezioni appartengono alle proiezioni del segmento stesso.

Questo procedimento adottato per risolvere il problema è detto metodo delle generatrici e si basa sulle condizioni di appartenenza di un punto a una retta e cioè: se un punto appartiene a una retta, le sue proiezioni appartengono alle proiezioni della retta stessa. Da ciò deriva che se un punto appartiene a un segmento, le sue proiezioni appartengono alle proiezioni del segmento stesso

Video tutorial

5.8.9 METODO DEI PIANI SEZIONATORI PARALLELI

ESEMPIO

Proiezioni ortogonali: metodo dei piani sezionatori paralleli

Determiniamo sul P.O. le proiezioni:

Si debbano determinare sul P.O. le proiezioni:

a) P" e Q" dei punti P e Q appartenenti a una piramide a base pentagonale regolare conoscendo le proiezioni P' e Q'

b) R" e S" dei punti R e S appartenenti a un cono, conoscendo le proiezioni R' e S'.

a) P” e Q” dei punti P e Q appartenenti a una piramide a base pentagonale regolare conoscendo le proiezioni P’ e Q‘ b)R” e S” dei punti R e S appartenenti a un cono, conoscendo le proiezioni R’ e S’.

Il problema si può risolvere con il metodo dei piani sezionatori paralleli che consiste nel sezionare, cioè nell’intersecare i solidi con uno o più piani paralleli alla loro base. In tal modo si ottengono, come tracce di intersezione, figure geometriche semplici da rappresentare come poligoni e circonferenze. Ad esempio se si sezionano piramidi (➜ Figg. 70 e 71) si ottengono poligoni equivalenti al poligono di base, mentre se si sezionano coni (➜ Figg. 72 e 73) o sfere si ottengono circonferenze.

Il problema si può risolvere con il metodo dei piani sezionatori paralleli che consiste nel sezionare, cioè nell’intersecare i solidi con piani paralleli alla loro base. In tal modo si ottengono, come tracce di intersezione, figure geometriche semplici da rappresentare come poligoni e circonferenze. Per esempio se si sezionano piramidi (fig.1-2) si ottengono poligoni equivalenti al poligono di base, mentre se si sezionano coni (fig.3-4) o sfere si ottengono circonferenze. Nei nostri casi si tracciano i piani α e β in corrispondenza di punti P‘, Q’ e R‘, S’ da cui si ricavano sul P.O. due pentagoni e due cerchi su cui si proiettano P’, Q’ e R’, S’ determinando P”, Q” e R”, S”

Nei nostri casi tracciamo i piani α e β in corrispondenza dei punti P', Q' e R', S' da cui ricaviamo sul P.O. due pentagoni e due cerchi su cui si proiettano P', Q' e R', S' determinando P", Q" e R", S".

➜ Fig. 70
Fig. 72
Fig. 71
Video tutorial

VERIFICA LE CONOSCENZE

Stabilisci se le seguenti affermazioni sono vere (V) o false (F).

1. Le proiezioni sono o coniche o cilindriche.

2. Le proiezioni oblique si ottengono quando i raggi non sono paralleli.

3. Se la sorgente S è vicina a π otteniamo una proiezione conica.

4. I raggi proiettanti sono paralleli se la sorgente è all’infinito.

5. Nella prospettiva i raggi non sono paralleli.

6. L’assonometria è una proiezione cilindrica.

7. Le proiezioni ortogonali sono proiezioni parallele.

8. L’assonometria può essere anche una proiezione obliqua.

Nelle proiezioni ortogonali:

9. le proiezioni sul P.V. si contraddistinguono con due apici (").

10. le proiezioni sul P.O. si contraddistinguono con tre apici ("').

11. le proiezioni sul P.L. si contraddistinguono con tre apici ("').

12. l’asse z è detto asse verticale.

13. l’asse y è detto linea di terra frontale.

14. l’asse x è detto linea di terra frontale.

15. la posizione dell’osservatore consigliata è di fronte al P.V.

16. la posizione dell’osservatore consigliata è di fronte al P.L.

17. gli spigoli e i contorni in vista si rappresentano con linea continua-grossa.

18. gli spigoli e i contorni nascosti si rappresentano con linea continua-fine.

19. gli assi di simmetria si rappresentano con linea tratto punto fine.

20. gli spigoli e i contorni non in vista si rappresentano con linea tratto punto grossa.

21. nella gerarchia delle linee gli assi prevalgono sugli spigoli nascosti.

22. gli spigoli e i contorni nascosti si rappresentano con linea tratteggiata fine.

23. la vista sul P.V. si dice anche prospetto.

24. la vista sul P.O. si dice anche fianco.

25. la vista sul P.L. si dice anche vista da sinistra.

SVILUPPA LE ABILITÀ

Esercizi: da proiezione

Assonometrica

a proiezioni Ortogonali

Esercizi: da proiezione Assonometrica a proiezioni Ortogonali

Riporta sulle proiezioni ortogonali le lettere che contrassegnano le varie facce in assonometria.

Riporta sulle proiezioni ortogonali le lettere che contrassegnano le varie facce in assonometria.

Riporta sulle proiezioni ortogonali le lettere che contrassegnano le varie facce in assonometria.

Osserva i solidi rappresentati in assonometria e individua le proiezione corretta tra quelle proposte Esercizi: da proiezione

Osserva i solidi rappresentati in assonometria e individua la proiezione corretta tra quelle proposte.

Assonometrica a proiezioni Ortogonali

Proiezioni Ortogonali: Esercizi

Ridisegnare, rilevando le misure dal disegno e raddoppiandole, e completare le proiezioni ortogonali dell’esagono regolare prima e dopo la rotazione di 120°. (Rif. p. )

Ridisegnare, rilevando le misure dal disegno e raddoppiandole, e completare le proiezioni ortogonali dell’esagono regolare prima e dopo la rotazione di 120°. (Rif. p. )

Ridisegna, rilevando le misure dal disegno e raddoppiandole, e completa le proiezioni ortogonali dell’esagono regolare prima e dopo la rotazione di 120°.

12. 13.

Ridisegnare, rilevando le misure dal disegno e raddoppiandole, e completare le proiezioni ortogonali del cerchio prima e dopo la rotazione di 120°. (Rif. p. )

Ridisegna, rilevando le misure dal disegno e raddoppiandole, e completa le proiezioni ortogonali del cerchio prima e dopo la rotazione di 120°.

Ridisegnare, rilevando le misure dal disegno e raddoppiandole, e completare le proiezioni ortogonali del cerchio prima e dopo la rotazione di 120°. (Rif. p. )

(D’) (C’) (F’)

(F’) (F) (G’) (G’) (G) (H’) (H’) (H) (O) (O’) (O’) (A) (A’) (A’) (B’) (B’) (B) (C) (D) (E’) (E’) (E) (E)

Proiezioni Ortogonali: Esercizi

Riordina le proiezioni ortogonali dei solidi dati in assonometria, indicando in tabella, per ciascun solido, il numero corrispondente alla vista sul P.V., sul P.O. e sul P.L..

Riordinare le proiezioni ortogonali, dei solidi dati in assonometria, indicando in tabella, per ciascun solido, il numero corrispondente alla vista sul P.V., sul P.O. e sul P.L.

Costruisci le proiezioni ortogonali dei solidi in figura, in base ai suggerimenti dati.

PASSO PASSO

Video tutorial 15.

2 Proiettiamo sul P.O. e sul P.V. i vertici della proiezione sul P.L.

1 Sono date l’assonometria e la proiezione sul P.L. del solido da rappresentare.

4 Proiettiamo sul P.O. i punti determinati sul P.V.

3 Costruiamo la vista sul P.V.

5 Completiamo le proiezioni ricalcando le linee degli spigoli del solido.

Proiezioni Ortogonali: Esercizi

Proiezioni Ortogonali: Esercizi

Primo passo con la proiezione sul P.O. e P.V. del prisma

Secondo passo con la rotazione sul P.O. di 45° rispetto al vertice

C’’≡F” e aggiornamento della vista sul P.V.

Terzo passo con la inclinazione sul P.V. di 30° rispetto al vertice E’, aggiornamento della vista sul P.O. costruzione della vista sul P.L.

Ridisegna il primo passo e, osservando le proiezioni del prisma a base triangolare sopra illustrate, esegui le proiezioni ortogonali del parallelepipedo ruotato di 30° rispetto al vertice C'' e poi inclinato di 30° rispetto al vertice F'.

Primo passo Secondo passo con la rotazione sul P.O. di 30° rispetto al vertice C”≡G” sul P.V.

Terzo passo con l'inclinazione sul P.O. di 30° rispetto al vertice F’. 23.

Ridisegna, rilevando le misure dal disegno e completa le proiezioni ortogonali dei solidi dopo la rotazione.

Ridisegnare, rilevando le misure dal disegno e raddoppiandole, e completare le proiezioni ortogonali dei solidi dopo la rotazione. (Rif. p. )

Ridisegnare, rilevando le misure dal disegno e raddoppiandole, e completare le proiezioni ortogonali dei solidi dopo la rotazione. (Rif p. )

Proiezioni Ortogonali: Esercizi 24. 25.

Proiezioni Ortogonali: Esercizi 26. 27.

A”
P.V.

Esegui le proiezioni ortogonali dei solidi in assonometria decidendo per ciascuno la psizione dell’osservatore più conveniente per ottenere la vista principale (più significativa) o sul P.V. o sul P.O. (ricorda che la vista sul P.L. è da sinistra)

COSTRUISCI LE COMPETENZE

Proiezioni Ortogonali: Esercizi

Traccia gli spigoli non in vista e costruisci le proiezioni ortogonali dei solidi in figura.

Tracciare gli spigoli non in vista e costruire le proiezioni ortogonali dei solidi in figura

1. 2.

Proiezioni Ortogonali: Esercizi

Costruisci le proiezioni ortogonali dei solidi in figura.

Costruire le proiezioni ortogonali dei solidi in figura

14.

Ridisegnare, rilevando le misure dal disegno e raddoppiandole, le proiezioni ortogonali dei solidi. Esegui le proiezioni ortogonali rilevando le misure del disegno.

≡L”
A”≡G” B”≡L”
E”≡I”

Proiezioni Ortogonali: Esercizi per il recupero

Proiezioni Ortogonali: Esercizi per il recupero

Proiezioni Ortogonali: Esercizi per il recupero

Ridisegnare e completare le proiezioni ortogonali. (Rif. p. )

Ridisegnare e completare le proiezioni ortogonali. (Rif. p. )

Ridisegna e completa le proiezioni ortogonali.

Proiezioni

Ortogonali: Esercizi di recupero Ridisegna su carta quadrettata le proiezioni ortogonali date e costruisci le mancanti.

Rilevando le misure dal disegno, esegui le proiezioni ortogonali dei solidi in figura.

Per una migliore comprensione i solidi si possono costruire con i mattoncini Lego da 4, 8 e 12 pioli.

Costruisci le proiezioni ortogonali dei solidi dati in assonometria.

Ridisegna su carta quadrettata e completa le proiezioni ortogonali.

19. Esercizo svolto come esempio con le descrizioni delle varie fasi.

1 Ridisegniamo su carta quadrettata le proiezioni date.

2 Tracciamo le linee di riferimento che mettono in relazione le due proiezioni così da determinare gli elementi che compongono l’oggetto.

3 Dal P.V. e P.L. proiettiamo sul P.O. i vertici dell’elemento superiore e ne costruiamo la vista dall’alto.

4 Ripetiamo l’operazione anche per l’elemento inferiore a L rovescio completando così le proiezioni.

Ridisegna su carta quadrettata e completa le proiezioni ortogonali.

20. 21.

Video tutorial

Proiezioni Ortogonali: Esercizi di recupero Ridisegna, rilevando le misure dal disegno, le proiezioni ortogonali dei solidi dopo la rotazione. 23. 24.

Ridisegnare, rilevando le misure dal disegno e raddoppiandole, le proiezioni ortogonali dei solidi dopo la rotazione. (Rif. p. )

A”≡E”
E”≡L”
B”≡F”
A”≡G”

6

Proiezioni assonometriche

CI OCCUPEREMO DI...

1. Introduzione

2. Assonometria cavaliera

3. Assonometria isometrica

4. Assonometria dimetrica

6.1 Introduzione

Le proiezioni assonometriche sono proiezioni parallele (o cilindriche), cioè con i raggi proiettanti paralleli tra loro. I raggi possono essere ortogonali oppure obliqui rispetto al piano di proiezione o quadro assonometrico

Proiezioni assonometriche

5. Assonometrie planometriche

piano di proiezione o quadro

6. Proiezioni assonometriche di poligoni

7. Proiezioni assonometriche di solidi

8. Proiezioni assonometriche a mano libera

Proiezioni assonometriche

Le proiezioni assonometriche, così come la prospettiva di cui parleremo nel capitolo 12, forniscono in un’unica immagine l’oggetto nella sua tridimensionalità, diversamente dalle proiezioni ortogonali. Rispetto alla prospettiva però, che dà una visione più realistica dell’oggetto, le assonometrie sono molto più semplici da costruire e mantengono con l’oggetto rappresentato precisi rapporti metrici e angolari che permettono di rilevare misure direttamente dal disegno. L’uso delle assonometrie nell’ambito del disegno tecnico meccanico è limitato. Sono utilizzate infatti prevalentemente per disegni illustrativi e descrittivi nei manuali d’uso oppure nei depliants pubblicitari.

piano di proiezione o quadro

piano di proiezione o quadro

Le proiezioni assonometriche furono utilizzate già nella Grecia classica. Le basi scientifiche di questo metodo di rappresentazione furono poste dal matematico francese Girard Desargues (1591-1661) e successivamente furono sviluppate dagli allievi del matematico francese Gaspard Monge (1746-1818). Per comprendere meglio queste proiezioni è utile iniziare con una semplice esperienza. Collochiamo una matita di fronte a una parete esposta al sole. La matita viene investita dai raggi solari, che possiamo considerare paralleli e sulla parete vediamo proiettata l’ombra. Possiamo avere due casi:

piano di proiezione o quadro

1 se la matita è parallela alla parete, l’ombra avrà la stessa lunghezza (➜ Fig. 1);

Le proiezioni (o cilindriche), loro obliqui assonometrico. come con un’unica ità . Rispetto realistica e mantengono metrici direttamente

L’uso del disegno infatti nei manuali

Le proiezioni Grecia rappresentazione Girard sviluppate Monge

Le proiezioni assonometriche sono proiezioni parallele (o cilindriche), cioé con i raggi proiettanti paralleli loro che, a loro volta, possono essere ortogonali oppure obliqui rispetto al piano di proiezione detto anche quadro assonometrico. Rispetto alle proiezioni ortogonali, così come la prospettiva di cui parleremo più avanti, forniscono con un’unica immagine l’oggetto nella sua tridimensional ità . Rispetto alla prospettiva però, che dà una visione realistica dell’oggetto, sono molto più semplici da costruire e mantengono con l’oggetto rappresentato precisi rapporti metrici e angolari che permettono di rilevare misure direttamente dal disegno

2 se la matita non è parallela alla parete, l’ombra potrà essere più corta o più lunga della matita a seconda della posizione assunta dalla matita stessa (➜ Fig. 2).

piano di proiezione o quadro

Per comprendere con una una parete metrico. consider parete.

L’uso delle proiezioni assonometriche nell’ambito del disegno tecnico meccanico è limitato. È utilizzato infatti prevalentemente per disegni illustrativi e descrittivi nei manuali d’uso oppure negli opuscoli pubblicitari.

Le proiezioni assonometriche sono proiezioni parallele (o cilindriche), cioé con i raggi proiettanti paralleli tra loro che, a loro volta, possono essere ortogonali oppure obliqui rispetto al piano di proiezione detto anche quadro assonometrico. Rispetto alle proiezioni ortogonali, così come la prospettiva di cui parleremo più avanti, forniscono con un’unica immagine l’oggetto nella sua tridimensionalità . Rispetto alla prospettiva però, che dà una visione più realistica dell’oggetto, sono molto più semplici da costruire e mantengono con l’oggetto rappresentato precisi rapporti metrici e angolari che permettono di rilevare misure direttamente dal disegno

Si possono 1) ponendo stessa 2) ponendo un’ombr matita (fig.2).

Le proiezioni assonometriche furono utilizzate già nella Grecia classica. Le basi scientifiche di questo metodo di rappresentazione furono poste dal matematico francese Girard Désargues (1591-1661) e successivamente furono sviluppate dai discepoli del matematico francese Gaspard Monge (1746-1818).

piano di proiezione o quadro

Per comprendere meglio queste proiezioni è utile iniziare con una 1 esperienza. Si collochi una matita di fronte una parete esposta al sole che fungerà da quadro assono metrico. Essa sarà investita dai raggi, che possiamo considerare paralleli, i quali ne proietteranno l’ombra sulla parete.

Si possono avere due casi:

L’uso delle proiezioni assonometriche nell’ambito del disegno tecnico meccanico è limitato. È utilizzato infatti prevalentemente per disegni illustrativi e descrittivi nei manuali d’uso oppure negli opuscoli pubblicitari.

piano di proiezione o quadro

1) ponendo la matita parallela alla parete, l’ombra avrà stessa lunghezza (fig.1);

Se si posizioni parallele adesivo la lunghezza corrispondente A1B1/A Si può proiezioni menti rapporto numerico proiettanti tati. Si proceda di ferro una parete

2) ponendo la matita non parallela alla parete, si otterrà un’ombra che potrà essere più corta o più lunga della matita a seconda della posizione da questa assunta (fig.2).

Le proiezioni assonometriche furono utilizzate già nella Grecia classica. Le basi scientifiche di questo metodo di rappresentazione furono poste dal matematico francese Girard Désargues (1591-1661) e successivamente furono sviluppate dai discepoli del matematico francese Gaspard Monge (1746-1818)

Si potr

Se si pongono due matite di lunghezze diverse in varie posizioni rispetto alla parete mantenedole tra loro sempre parallele (per ottenere ciò basterà fissarle con del nastro adesivo ai lati di una gomma), si vedrà che il rapporto la lunghezza di ciascuna ombra e la lunghezza della matita corrispondente rimane costante (fig.3):

piano di proiezione o quadro

Se disponiamo due matite di lunghezze diverse in varie posizioni rispetto alla parete, mantenendole tra loro sempre parallele (per ottenere ciò basterà fissarle con del nastro adesivo ai lati di una gomma), osserviamo che il rapporto tra la lunghezza di ciascuna ombra e la lunghezza della matita corrispondente rimane costante (➜ Fig. 3):

A1B1

A'1B'1 = C1D1

C'1D'1 e A2B2

A'2B'2 = C2D2

C'2D'2

Possiamo pertanto concludere che il rapporto tra la lunghezza delle proiezioni e la lunghezza effettiva dei due o più segmenti proiettati, tra loro paralleli, rimane costante. Questo rapporto è detto rapporto di riduzione e il suo valore numerico cambia al variare dell’inclinazione dei raggi proiettanti o della posizione assunta dagli elementi proiettati. Procediamo con una seconda esperienza: costruiamo con un filo di ferro lo “scheletro” di un cubo e poniamolo di fronte a una parete esposta ai raggi solari.

Otteniamo i due casi seguenti.

1 Nel primo caso il cubo ha due facce parallele alla parete (➜ Fig. 4). Notiamo che i raggi proiettano due quadrati, dati dai lati paralleli alla parete e aventi le dimensioni del cubo, e quattro segmenti obliqui, tra loro paralleli, aventi lo stesso rapporto di riduzione. Immaginiamo ora di spostare la posizione rispetto al sole in modo che questi ultimi quattro segmenti siano inclinati di 45° rispetto al piano orizzontale e che le loro dimensioni siano la metà di quella degli spigoli del cubo, cioè che il rapporto di riduzione sia 1 2 .

La proiezione che si ottiene è detta assonometria cavaliera ed è una proiezione obliqua in quanto i raggi proiettanti sono inclinati rispetto al piano di proiezione. Appoggiamo a un vertice del cubo tre assi x, y e z tra loro ortogonali. Le loro proiezioni formano tra x e z un angolo di 90°, tra x e y e tra y e z due angoli di 135° e rappresentano il sistema di riferimento dell’assonometria cavaliera. Tutte le dimensioni parallele agli assi x e z mantengono inalterata la loro misura, mentre quelle parallele all’asse y la dimezzano.

2 Nel secondo caso il cubo non ha le facce parallele alla parete e questa è inclinata in modo che i raggi del sole risultano a essa ortogonali (➜ Fig. 5).

Ora ruotiamo il cubo finché un raggio ideale che attraversa un vertice esca dal vertice opposto. La figura che otteniamo in proiezione ha come perimetro un esagono regolare e la proiezione di tutti gli spigoli del cubo esprimono lo stesso rapporto di riduzione di 1 1,22 = 0,81.

Tale rapporto, per comodità, viene arrotondato a 1, considerando cioè la lunghezza della proiezione uguale a quella degli spigoli. La proiezione che si ottiene è detta assonometria isometrica e fa parte delle proiezioni ortogonali, in quanto i raggi proiettanti sono ortogonali al piano di proiezione. Appoggiamo a un vertice del cubo tre assi x, y e z tra loro ortogonali. Le loro proiezioni formano tre angoli di 120° e rappresentano il sistema di riferimento dell’assonometria isometrica, in cui tutte le dimensioni parallele agli assi mantengono inalterata la loro misura.

Oltre alle due assonometrie sopra descritte ne esistono altre anche con migliore resa visiva. La cavaliera e l’isometrica rimangono tuttavia le assonometrie di più semplice costruzione e quindi le più usate.

o quadro

piano di

y pianodiproiezioneoquadro piano di proiezione o quadro

Fig. 4

1) Nel (fig.4).

dai lati cubo, stesso

ASSONOMETRIA CAVALIERA

Dal nome del matematico Bonaventura Cavalieri (1598–1647).

ASSONOMETRIA ISOMETRICA (dal greco isos = uguale, metria = misura) Nel disegno tecnico le dimensioni rimangono invariate.

y

Fig. 5

1) Nel (fig.4).

dai lati cubo, stesso

Si immagini ultimi piano quella one sia metria raggi proiettanti one

Si immagini ultimi piano quella one sia metria raggi proiettanti one Si appoggino ortogonali. 90°, tr no il sistema Tutte le inalter la dimezzano

Si appoggino ortogonali.

90°, tr no il sistema Tutte le inalter la dimezzano

2) Nel parete

siano ortogonali ideale figura esagono esprimono Tale ra erando degli spigoli. metria quanto proiezione. Si appoggino ortogonali. rappresentano isometrica, tengono

2) Nel parete

siano ortogonali ideale figura esagono esprimono Tale ra erando degli spigoli. metria quanto proiezione. Si appoggino ortogonali. rappresentano isometrica, tengono

Oltre alle altre anche metrica costruzione

Oltre alle altre anche metrica costruzione

Nell’assonometria cavaliera:

Nell’assonometria cavaliera:

Nell’assonometria cavaliera:

6.2 Assonometria cavaliera

Nell’assonometria cavaliera:

Nell’assonometria cavaliera:

1) gli assi formano tra loro un angolo di 90° e due angoli di 135°;

1) gli assi formano tra loro un angolo di 90° e due angoli di 135°; 2) il rapporto di riduzione è 1 per le dimensioni parallele agli assi ortogonali tra loro x e z, e 1/2 per le dimensioni parallele all’asse y inclinato di 135° rispetto agli altri due (fig. 6).

1) gli assi formano tra loro un angolo di 90° e due angoli di 135°; 2) il rapporto di riduzione è 1 per le dimensioni parallele agli assi ortogonali tra loro x e z, e 1/2 per le dimensioni parallele all’asse y inclinato di 135° rispetto agli altri due (fig. 6).

1) gli assi formano tra loro un angolo di 90° e due angoli di 135°; 2) il rapporto di riduzione è 1 per le dimensioni parallele agli assi ortogonali tra loro x e z, e 1/2 per le dimensioni parallele all’asse y inclinato di 135° rispetto agli altri due (fig. 6).

Altezza

z (1:1)

Axis line z = heigth

Proiezioni assonometriche: assonometria cavalierain English

Ricordiamo che in assonometria tutte le dimensioni che non sono parallele agli assi non rispettano le regole riguardanti il rapporto di riduzione.

Ricordiamo che in assonometria tutte le dimensioni che non sono parallele agli assi non rispettano le regole riguardanti il rapporto di riduzione.

1) gli assi formano tra loro un angolo di 90° e due angoli di 135°; 2) il rapporto di riduzione è 1 per le dimensioni parallele agli assi ortogonali tra loro x e z, e 1/2 per le dimensioni parallele all’asse y inclinato di 135° rispetto agli altri due (fig. 6).

Ricordiamo che in assonometria tutte le dimensioni che non sono parallele agli assi non rispettano le regole riguardanti il rapporto di riduzione.

2) il rapporto di riduzione è 1 per le dimensioni parallele agli assi ortogonali tra loro x e z, e 1 2 per le

Nell’assonometria cavaliera:

1) gli assi formano tra loro un angolo di 90° e due angoli di 135°;

Larghezza

Ricordiamo che in assonometria tutte le dimensioni che non sono parallele agli assi non rispettano le regole riguardanti il rapporto di riduzione.

Axis line x = width

Larghezza

coefficient 1:1

Axis line

Reduction coefficient 1:1

Altezza

dimensioni parallele all’asse y, inclinato di 135° rispetto agli altri due (➜ Fig. 6).

2) il rapporto di riduzione è 1 per le dimensioni parallele agli assi ortogonali tra loro x e z, e 1/2 per le dimensioni parallele all’asse y inclinato di 135° rispetto agli altri due (fig. 6).

Ricordiamo che in assonometria tutte le dimensioni che non sono parallele agli assi non rispettano le regole riguardanti il rapporto di riduzione.

Ricordiamo che in assonometria tutte le dimensioni che non sono parallele agli assi non rispettano le regole riguardanti il rapporto di riduzione.

Poiché in assonometria le figure subiscono una deformazione è necessario procedere tracciando una figura ausiliaria da cui rilevare le misure. Nelle figure 9 e 10 sono tracciate le assonometrie prisma a base pentagonale e di un cilindro. È pertanto necessario costruire il pentagono e la circonferenza da cui ricavare le misure fig.7 e 8. Sul piano xz il pentagono e la circonferenza mantengono la loro forma regolare. Sui piani xy e zy invece si deformano, sia in conseguenza della diversa apertura angolare tra gli assi che è di 135°, sia perché i segmenti paralleli all’asse y, sono dimezzati. Per il pentagono si procede dimezzando le dimensioni a, b e h quando parallele all’asse y. Per la circonferenza la si divide in un numero di parti uguali (ad esempio 12) e costruendo un reticolo di segmenti, tra loro ortogonali, aventi come estremi i punti della suddivisione. Si riporta quindi tale reticolo sui piani zy e xy mantenendo inalterati i segmenti paralleli agli assi x e z e dimezzando quelli paralleli all’asse y. Completata la costruzione, si traccia la curva.

Poiché in assonometria le figure subiscono una deformazione è necessario procedere tracciando una figura ausiliaria da cui rilevare le misure. Nelle figure 9 e 10 sono tracciate le assonometrie prisma a base pentagonale e di un cilindro. È pertanto necessario costruire il pentagono e la circonferenza da cui ricavare le misure fig.7 e 8. Sul piano xz il pentagono e la circonferenza mantengono la loro forma regolare. Sui piani xy e zy invece si deformano, sia in conseguenza della diversa apertura angolare tra gli assi che è di 135°, sia perché i segmenti paralleli all’asse y, sono dimezzati. Per il pentagono si procede dimezzando le dimensioni a, b e h quando parallele all’asse y. Per la circonferenza la si divide in un numero di parti uguali (ad esempio 12) e costruendo un reticolo di segmenti, tra loro ortogonali, aventi come estremi i punti della suddivisione. Si riporta quindi tale reticolo sui piani zy e xy mantenendo inalterati i segmenti paralleli agli assi x e z e dimezzando quelli paralleli all’asse y. Completata la costruzione, si traccia la curva.

Poiché in assonometria le figure subiscono una deformazione è necessario procedere tracciando una figura ausiliaria da cui rilevare le misure. Nelle figure 9 e 10 sono tracciate le assonometrie prisma a base pentagonale e di un cilindro. È pertanto necessario costruire il pentagono e la circonferenza da cui ricavare le misure fig.7 e 8. Sul piano xz il pentagono e la circonferenza mantengono la loro forma regolare. Sui piani xy e zy invece si deformano, sia in conseguenza della diversa apertura angolare tra gli assi che è di 135°, sia perché i segmenti paralleli all’asse y, sono dimezzati. Per il pentagono si procede dimezzando le dimensioni a, b e h quando parallele all’asse y. Per la circonferenza la si divide in un numero di parti uguali (ad esempio 12) e costruendo un reticolo di segmenti, tra loro ortogonali, aventi come estremi i punti della suddivisione. Si riporta quindi tale reticolo sui piani zy e xy mantenendo inalterati i segmenti paralleli agli assi x e z e dimezzando quelli paralleli all’asse y. Completata la costruzione, si traccia la curva.

Axis line x = width z (1:1)

Poiché in assonometria le figure subiscono una deformazione è necessario procedere tracciando una figura ausiliaria da cui rilevare le misure. Nelle figure 9 e 10 sono tracciate le assonometrie prisma a base pentagonale e di un cilindro. È pertanto necessario costruire il pentagono e la circonferenza da cui ricavare le misure fig.7 e 8. Sul piano xz il pentagono e la circonferenza mantengono la loro forma regolare. Sui piani xy e zy invece si deformano, sia in conseguenza della diversa apertura angolare tra gli assi che è di 135°, sia perché i segmenti paralleli all’asse y, sono dimezzati. Per il pentagono si procede dimezzando le dimensioni a, b e h quando parallele all’asse y. Per la circonferenza la si divide in un numero di parti uguali (ad esempio 12) e costruendo un reticolo di segmenti, tra loro ortogonali, aventi come estremi i punti della suddivisione. Si riporta quindi tale reticolo sui piani zy e xy mantenendo inalterati i segmenti paralleli agli assi x e z e dimezzando quelli paralleli all’asse y. Completata la costruzione, si traccia la curva.

Profondità

Axis line z = heigth

Reduction coefficient 1:1

Axis

Profondità

figure ausiliarie

Profondità

figure ausiliarie

Axis line y = depth

Reduction coefficient 1:1/2

Poiché in assonometria le figure subiscono una deformazione è necessario procedere tracciando una figura ausiliaria da cui rilevare le misure. Nelle ➜ Figg. 7 e 8 sono tracciate le assonometrie di un prisma a base pentagonale e di un cilindro. È pertanto necessario costruire il pentagono e la circonferenza da cui ricavare le misure (➜ Figg. 9 e 10). Sul piano xz il pentagono e la circonferenza mantengono la loro forma regolare. Sui piani xy e zy invece si deformano, sia in conseguenza della diversa apertura angolare tra gli assi che è di 135°, sia perché i segmenti paralleli all’asse y sono dimezzati. Per il pentagono si procede dimezzando le dimensioni a, b e h quando sono parallele all’asse y. Per la circonferenza la si divide in un numero di parti uguali (ad esempio 12) e costruendo un reticolo di segmenti, tra loro ortogonali, aventi come estremi i punti della suddivisione. Si riporta quindi tale reticolo sui piani zy e xy mantenendo inalterati i segmenti paralleli agli assi x e z e dimezzando quelli paralleli all’asse y. Completata la costruzione, si traccia la curva.

Poiché in assonometria le figure subiscono una deformazione è necessario procedere tracciando una figura ausiliaria da cui rilevare le misure. Nelle figure 9 e 10 sono tracciate le assonometrie prisma a base pentagonale e di un cilindro. È pertanto necessario costruire il pentagono e la circonferenza da cui ricavare le misure fig.7 e 8. Sul piano xz il pentagono e la circonferenza mantengono la loro forma regolare. Sui piani xy e zy invece si deformano, sia in conseguenza della diversa apertura angolare tra gli assi che è di 135°, sia perché i segmenti paralleli all’asse y, sono dimezzati. Per il pentagono si procede dimezzando le dimensioni a, b e h quando parallele all’asse y. Per la circonferenza la si divide in un numero di parti uguali (ad esempio 12) e costruendo un reticolo di segmenti, tra loro ortogonali, aventi come estremi i punti della suddivisione. Si riporta quindi tale reticolo sui piani zy e xy mantenendo inalterati i segmenti paralleli agli assi x e z e dimezzando quelli paralleli all’asse y. Completata la costruzione, si traccia la curva.

Reduction coefficient 1:1/2 h/2

figure ausiliarie

Figura di aiuto allo svolgimento del disegno.

Larghezza
➜ Fig. 6
Larghezza
Profondità
figure ausiliarie
Larghezza
figure ausiliarie
➜ Fig. 9 ➜ Fig. 10
FIGURA AUSILIARIA

6.3 Assonometria isometrica

Proiezioni assonometriche: assonometria isometrica

Nell’assonometria isometrica:

Proiezioni assonometriche: assonometria isometrica

1) gli assi formano tra loro tre angoli di 120°; 2) il rapporto di riduzione riferito ai tre assi è 1, e quindi le dimensioni del solido da rappresentare mantengono la loro misura (➜ Fig. 11).

In ➜ Fig. 12 sono tracciate le assonometrie isometriche di un prisma che ha per base un pentagono regolare, le cui dimensioni devono essere ricavate da una figura ausiliaria tracciata a parte (vedi pagina precedente). Anche se le dimensioni del pentagono rimangono inalterate, la figura risulta deformata in quanto gli assi hanno tra loro un’apertura di 120°.

Larghezza

Axis line x = width

Nel caso della circonferenza (➜ Fig. 13) procediamo, come nell’assonometria cavaliera, avvalendoci della costruzione per punti e utilizzando il reticolo di segmenti; l’unica differenza è che le dimensioni parallele all’asse y non si dimezzano.

Reduction coefficient 1:1

Altezza

Axis line z = heigth

Reduction coefficient 1:1

Profondità

Axis line y = depth

Reduction coefficient 1:1

Fig. 11

Solo nell’assonometria isometrica è possibile sostituire la costruzione per punti di una circonferenza con la costruzione di un ovale (➜ Fig. 14).

➜ Fig. 12

➜ Fig. 13

Solo nell’assonometria isometrica è possibile sostituire la costruzione per punti di una circonferenza con la costruzione di un ovale fig. 12 per tracciare il quale si procede: - costruendo in assonometria il quadrato ABCD col lato pari al diametro della circonferenza; - tracciando la diagonale maggiore AC e gli assi EF e HG - tracciando i segmenti EB e DF che intersecano AC in O3 e O4; - si punta in O3 e O4 con apertura O3E e O4F e si tracciano gli archi EH e FG; - si punta quindi in O1 con apertura BE e in O2 con aprtura DF e si tracciano gli archi EG e FH.

Solo nell’assonometria isometrica è possibile sostituire la costruzione per punti di una circonferenza con la costruzione di un ovale fig. 12 per tracciare il quale si procede: - costruendo in assonometria il quadrato ABCD col lato pari al diametro della circonferenza; - tracciando la diagonale maggiore AC e gli assi EF e HG - tracciando i segmenti EB e DF che intersecano AC in O3 e O4; - si punta in O3 e O4 con apertura O3E e O4F e si tracciano gli archi EH e FG; - si punta quindi in O1 con apertura BE e in O2 con aprtura DF e si tracciano gli archi EG e FH.

Per tracciare l’ovale: costruiamo in assonometria il quadrato ABCD con il lato pari al diametro della circonferenza; tracciamo la diagonale maggiore AC e gli assi EF e HG; tracciamo i segmenti EB e DF che intersecano AC in O3 e O4; puntiamo in O3 e O4 con apertura O3E e O4F e tracciamo gli archi EH e FG; puntiamo quindi in O1 con apertura BE e in O2 con apertura DF e tracciamo gli archi EG e FH.

➜ Fig. 14

Altezza
Larghezza
Profondità

6.4 Proiezioni assonometriche di poligoni

Proiezioni

assonometriche

di poligoni

Nella costruzione delle assonometrie di poligoni possiamo procedere utilizzando due metodi:

Proiezioni assonometriche di poligoni

a) inscriviamo il poligono in un rettangolo e procediamo, come elemento di riferimento, con l’assonometria dello stesso;

Assonometria cavaliera e isometrica di poligoni

Assonometria cavaliera e isometrica di poligoni

Nella costruzione di assonometria di poligoni si può procedere utilizzando due metodi:

b) facciamo riferimento all’asse o agli assi di simmetria del poligono e procediamo per coordinate.

Nella costruzione di assonometria di poligoni si può procedere utilizzando due metodi:

1) si inscrive il poligono in un rettangolo e si procede, come elemento di riferimento, con l’assonometria dello stesso;

6.4.1 ASSONOMETRIE CAVALIERA E ISOMETRICA DI UN ESAGONO REGOLARE

1) si inscrive il poligono in un rettangolo e si procede, come elemento di riferimento, con l’assonometria dello stesso;

2) si fa riferimento all’asse o agli assi di simmetria del poligono e si procede per coordinate.

CON IL METODO DEL RETTANGOLO

2) si fa riferimento all’asse o agli assi di simmetria del poligono e si procede per coordinate.

Tracciare le assonometrie cavaliera e isometrica di un esagono regolare utilizzando il metodo del rettangolo

Consideriamo il lato l dell’esagono. Costruiamo l’esagono

Tracciare le assonometrie cavaliera e isometrica di un esagono regolare utilizzando il metodo del rettangolo

ABCDEF e inscriviamolo nel rettangolo GHIL, rilevando le lunghezze a, b, c, d ed e.

A e C Eseguiamo le assonometrie cavaliera e isometrica del rettangolo, ricordando che in cavaliera i lati HI e GL, di lunghezza e, sono dimezzati in quanto paralleli a y.

B e D Per rilevare con esattezza la metà del lato HI, consigliamo di tracciare l’asse del segmento HI. Riportiamo col compasso nelle assonometrie le misure a, b, d partendo dal vertice G, ricordando che d deve essere dimezzato in assonometria cavaliera in quanto parallelo all’asse y.

ASSONOMETRIA CAVALIERA

ASSONOMETRIA ISOMETRICA

6.4.2 ASSONOMETRIE CAVALIERA E ISOMETRICA DI UN OTTAGONO REGOLARE UTILIZZANDO GLI ASSI DI SIMMETRIA

Proiezioni assonometriche di poligoni

Consideriamo il lato l dell’ottagono ABCDEFGH e i suoi assi AE e GC, che si intersecano nel suo centro O. Rileviamo le lunghezze a e b.

2 Data la dimensione del lato l si costruisce l’ottagono ABCDEFGH, figura ausiliaria, e i suoi assi AE e GC, che si intersecano nel suo centro O, e si rilevano le lunghezze a e b.

A e C Portiamo in assonometria i due assi AE e GC, che distano dall’origine del sistema x, z, y la lunghezza a, ricordando che nel caso dell’assonometria cavaliera la misura parallela all’asse y deve essere dimezzata.

2a 2c Si portano in assonometria i due assi AE e GC, che distano dall’origine del sistema x, z, y la lunghezza a, ricordando che nel caso dell’assonometria cavaliera la misura parallela all’asse y deve essere dimezzata

Proiezioni

2 Data la dimensione del lato l si costruisce l’ottagono ABCDEFGH, figura ausiliaria, e i suoi assi AE e GC, che si intersecano nel suo centro O, e si rilevano le lunghezze a e b.

2a 2c Si portano in assonometria i due assi AE e GC, che distano dall’origine del sistema x, z, y la lunghezza a, ricordando che nel caso dell’assonometria cavaliera la misura parallela all’asse y deve essere dimezzata

B e D Partendo da O, riportiamo sull’asse GC la misura b o b/2, determinando i punti L e M. Per questi ultimi tracciamo le parallele all’asse x e riportiamo su di esse, partendo da L e M, nuovamente la misura b, determinando i vertici H, F, B, D.

2b 2d Partendo da O, si riporta sull’asse GC la misura b, determinando i punti L e M. Per questi ultimi si tracciano le parallele all’asse x e si riporta su di esse, partendo da L e M, nuovamente la misura b, determinando i vertici H, F, B, D.

ASSONOMETRIA CAVALIERA

2b 2d Partendo da O, si riporta sull’asse GC la misura b, determinando i punti L e M. Per questi ultimi si tracciano le parallele all’asse x e si riporta su di esse, partendo da L e M, nuovamente la misura b, determinando i vertici H, F, B, D.

ASSONOMETRIA CAVALIERA

ASSONOMETRIA ISOMETRICA

ASSONOMETRIA ISOMETRICA

Proiezioni

assonometriche

6.5.1 PRISMI E PIRAMIDI

Proiezioni assonometriche di prismi e piramidi 6.5 Proiezioni assonometriche di solidi

di prismi e piramidi

Proiezioni assonometriche di prismi e piramidi

Proiezioni assonometriche di prismi e piramidi

1. ASSONOMETRIE CAVALIERA E ISOMETRICA

DI UN PARALLELEPIPEDO DATI I LATI

DEL RETTANGOLO DI BASE E L’ALTEZZA

ASSONOMETRIA

Costruiamo il rettangolo di base che in assonometria cavaliera avrà la profondità parallela all’asse y dimezzata.

Dai quattro vertici A, B, C, D alziamo le altezze h e congiungiamo a due a due i loro estremi completando le costruzioni.

2. ASSONOMETRIE CAVALIERA E ISOMETRICA

DI UNA PIRAMIDE A BASE PENTAGONALE

REGOLARE DATI IL LATO DEL PENTAGONO

DI BASE E L’ALTEZZA

Si costruisca a parte il pentagono regolare e lo si inscriva in un rettangolo di vertici F, G, H, I. Si traccino quindi gli assi dei segmenti FC e GH in quanto nell’assonometria cavaliera tali dimensioni vanno dimezzate. Si costruiscano nelle assonometrie il rettangolo e quindi il pentagono rilevando le posizioni dei vertici dalla costruzione tracciata precedentemente.

Si costruisca a parte il pentagono regolare e lo si inscriva in un rettangolo di vertici F, G, H, I. Si traccino quindi gli assi dei segmenti FC e GH in quanto nell’assonometria cavaliera tali dimensioni vanno dimezzate. Si costruiscano nelle assonometrie il rettangolo e quindi il pentagono rilevando le posizioni dei vertici dalla costruzione tracciata precedentemente.

Si traccino quindi due mediane del pentagono determinando il suo centro O e da quest’ultimo si alzi l’altezza h determinando il vertice V. Si congiungano infine i vertici del pentagono di base con V.

Costruiamo a parte il pentagono regolare e lo inscriviamo in un rettangolo di vertici F, G, H, I. Tracciamo quindi gli assi dei segmenti FC e GH in quanto nell’assonometria cavaliera tali dimensioni vanno dimezzate. Costruiamo nelle assonometrie il rettangolo e quindi il pentagono rilevando le posizioni dei vertici dalla costruzione tracciata precedentemente. Tracciamo quindi due mediane del pentagono determinando il suo centro O e da quest’ultimo innalziamo l’altezza h determinando il vertice V. Congiungiamo infine i vertici del pentagono di base con V.

Si costruisca a parte il pentagono regolare e lo si inscriva in un rettangolo di vertici F, G, H, I. Si traccino quindi gli assi dei segmenti FC e GH in quanto nell’assonometria cavaliera tali dimensioni vanno dimezzate. Si costruiscano nelle assonometrie il rettangolo e quindi il pentagono rilevando le posizioni dei vertici dalla costruzione tracciata precedentemente.

Si traccino quindi due mediane del pentagono determinando il suo centro O e da quest’ultimo si alzi l’altezza h determinando il vertice V. Si congiungano infine i vertici del pentagono di base con V.

Si traccino quindi due mediane del pentagono determinando il suo centro O e da quest’ultimo si alzi l’altezza h determinando il vertice V. Si congiungano infine i vertici del pentagono di base con V.

Si costruisca a parte il pentagono regolare e lo si inscriva in un rettangolo di vertici F, G, H, I. Si traccino quindi gli assi dei segmenti FC e GH in quanto nell’assonometria cavaliera tali dimensioni vanno dimezzate. Si costruiscano nelle assonometrie il rettangolo e quindi il pentagono rilevando le posizioni dei vertici dalla costruzione tracciata precedentemente. Si traccino quindi due mediane del pentagono determinando il suo centro O e da quest’ultimo si alzi l’altezza h determinando il vertice V. Si congiungano infine i vertici del pentagono di base con V.

Proiezioni assonometriche di cilindri e coni

6.5.2 CILINDRI E CONI

Proiezioni assonometriche di cilindri e coni

Proiezioni assonometriche di cilindri e coni

1. ASSONOMETRIE CAVALIERA E ISOMETRICA DI UN CILINDRO DATI IL DIAMETRO E L’ALTEZZA

Proiezioni assonometriche di cilindri e coni

CAVALIERA ASSONOMETRIA ISOMETRICA

Tracciamo a parte la circonferenza di base e costruiamo su di essa il reticolo come indicato nei paragrafi 8.2 e 8.3 (nell’assonometria isometrica possiamo utilizzare la costruzione dell’ovale che però è approssimata).

Trasferiamo il reticolo in assonometria, ricordando che in cavaliera si devono dimezzare le dimensioni parallele all’asse y e tracciamo la circonferenza di base. Dal centro del reticolo innalziamo l’altezza e costruiamo un secondo reticolo e tracciamo la circonferenza superiore. Completiamo la costruzione tracciando le tangenti alle due circonferenze.

2. ASSONOMETRIE CAVALIERA E ISOMETRICA DI UN CONO DATI IL DIAMETRO E L’ALTEZZA

CAVALIERA ASSONOMETRIA ISOMETRICA

Tracciamo a parte la circonferenza di base e costruiamo su di essa il reticolo come indicato nei paragrafi 8.2 e 8.3 (nell’assonometria isometrica si può utilizzare la costruzione dell’ovale che però è approssimata).

Trasferiamo il reticolo in assonometria, ricordando che in cavaliera si devono dimezzare le dimensioni parallele all’asse y. Tracciamo quindi col curvilineo la circonferenza di base. Dal centro del reticolo innalziamo l’altezza determinando il vertice V e da quest’ultimo tracciamo le tangenti alla circonferenza.

6.5.3 PROIEZIONI ASSONOMETRICHE DI OGGETTI

Nell’eseguire l’assonometria di un oggetto possiamo seguire due metodi:

a) il primo consiste nel ricavare gli oggetti per sottrazione di parti da un semplice solido geometrico, come il parallelepipedo rettangolo;

Proiezioni assonometriche di solidi

b) il secondo consiste nell’ottenere gli oggetti come somma di volumi.

Nell’eseguire l’assonometria di un oggetto si possono seguire due metodi:

1. ASSONOMETRIE CAVALIERA E ISOMETRICA DEL SOLIDO IN FIGURA UTILIZZANDO IL PRIMO METODO

1) Il primo metodo consiste nel ricavare gli oggetti per sottrazione di parti da un semplice solido geometrico, come il parallelepipedo rettangolo;

2) Il secondo metodo nell’ottenere gli oggetti per somma di volumi.

Per eseguire l’assonometria del solido immaginiamo di racchiuderlo in un parallelepipedo con le dimensioni massime del solido.

Eseguire le assonometrie cavaliera e isometrica del solido in figura utilizzando il primo metodo.

Tracciamo l’assonometria del parallelepipedo (➜ Figg. 21a e 22a).

Procediamo alla costruzione, all’interno di esso, del solido (➜ Figg. 21b e 22b).

Per eseguire l’assonometria del solido si pensi di racchiuderlo in un parallelepipedo con le dimensioni massime del solido

7a 8a Si traccia l’assonometria del parallelepipedo.

7b 8b Si procede alla costruzione, all’interno di esso, del solido

➜ Fig. 21a
➜ Fig. 21b
➜ Fig. 22a
➜ Fig. 22b

2. ASSONOMETRIE CAVALIERA E ISOMETRICA DEL SOLIDO IN FIGURA UTILIZZANDO IL SECONDO METODO.

Eseguire le assonometrie cavaliera e isometrica del solido in figura utilizzando il secondo metodo.

Per eseguire l’assonometria del solido procediamo immaginandolo formato da quattro parallelepipedi.

Per eseguire l’assonometria del solido si procede pensandolo formato da quattro parallelepipedi

Costruiamo il parallelepipedo con dimensioni maggiori (➜ Figg. 23a e 24a).

9a 10a Si procede costruendo il parallelepipedo con dimensioni maggiori.

9b 10b Successivamente si sommano ad esso gli altri parallelepipedi.

Successivamente sommiamo a esso gli altri parallelepipedi (➜ Figg. 23b e 24b).

➜ Fig. 23a
➜ Fig. 23b
➜ Fig. 24a
➜ Fig. 24b

Proiezioni

Proiezioni assonometriche di solidi

assonometriche di solidi

Proiezioni assonometriche di solidi

A volte, per la costruzione di un solido, può essere utile trasporre in assonometria due delle sue proiezioni ortogonali e, dai vertici corrispondenti di queste, tracciare delle linee parallele agli assi che intersecandosi determinano i vertici del solido voluto. Consideriamo due esempi.

Proiezioni assonometriche di solidi

A volte, per la costruzione di un volume, può essere utile trasporre in assonometria due delle sue proiezioni ortogonali e, dai vertici corrispondenti di queste, tracciare delle linee parallele agli assi che intersecandosi determinano i vertici del volume cercato

A volte, per la costruzione di un volume, può essere utile trasporre in assonometria due delle sue proiezioni ortogonali e, dai vertici corrispondenti di queste, tracciare delle linee parallele agli assi che intersecandosi determinano i vertici del volume cercato

3. ASSONOMETRIA CAVALIERA DI UN PRISMA A BASE TRIANGOLARE

A volte, per la costruzione di un volume, può essere utile trasporre in assonometria due delle sue proiezioni ortogonali e, dai vertici corrispondenti di queste, tracciare delle linee parallele agli assi che intersecandosi determinano i vertici del volume cercato

In questa pagina e in quella a fronte sono riportati due esempi illustrati nei vari passaggi: l’assonometria cavaliera di un prisma a base triangolare e di un tronco di piramide.

Si tracciano le proiezioni ortogonali (➜ Fig. 25).

A volte, per la costruzione di un volume, può essere utile trasporre in assonometria due delle sue proiezioni ortogonali e, dai vertici corrispondenti di queste, tracciare delle linee parallele agli assi che intersecandosi determinano i vertici del volume cercato

In questa pagina e in quella a fronte sono riportati due esempi illustrati nei vari passaggi: l’assonometria cavaliera di un prisma a base triangolare e di un tronco di piramide.

Si riportano in assonometria le viste sul P.V. e sul P.O. (➜ Fig. 26).

In questa pagina e in quella a fronte sono riportati due esempi illustrati nei vari passaggi: l’assonometria cavaliera di un prisma a base triangolare e di un tronco di piramide.

In questa pagina e in quella a fronte sono riportati due esempi illustrati nei vari passaggi: l’assonometria cavaliera di un prisma a base triangolare e di un tronco di piramide.

➜ Fig. 26

➜ Fig. 25

Da ciascuna coppia di punti omologhi (ad esempio A' e A'') si tracciano le parallele agli assi y e z (ad esempio da A' a y e da A'' a z a determinare A) (➜ Fig. 27).

Determinati tutti i punti si tracciano i lati del solido in assonometria (➜ Fig. 28).

➜ Fig. 27 ➜ Fig. 28

4. ASSONOMETRIA ISOMETRICA DI UN TRONCO DI PIRAMIDE

Proiezioni assonometriche di solidi

Si tracciano le proiezioni ortogonali (➜ Fig. 29).

Proiezioni assonometriche di solidi

Si riporta in assonometria, sul piano xy, la proiezione sul P.O. della base della piramide e si proiettano i vertici sull’asse x (➜ Fig. 30).

Proiezioni assonometriche di solidi

Proiezioni assonometriche di solidi

Proiezioni assonometriche di solidi

Proiezioni assonometriche di solidi

➜ Fig. 30

➜ Fig. 29

Sui punti così determinati si riporta la distanza della base dal P.O. individuando A, B, C, D, E e A', B'≡E’, C'≡D' e, riportando l’altezza V' dalla L.T., V e V' (➜ Fig. 31). Si completa la proiezione della piramide in assonometria e sul piano xz quindi si riporta la traccia del piano sezionatore (➜ Fig. 32).

➜

Da F', G'≡L', H'≡I' si tracciano le parallele all’asse y a intercettare i corrispondenti spigoli in assonometria determinando i punti F, G, H, I, L (➜ Fig. 33).

Determinati tutti i punti si tracciano i lati del solido in assonometria (➜ Fig. 34).

6.6

Si procede tracciando i tre assi x, y, z e quindi o costruendo un parallelepipedo contenitore, come spiegato nelle pagine precedenti, oppure procedendo con la costruzione per parti.

quadretti. Questi due assi non risulteranno inclinati di 120° rispetto all’asse z ma di 117° che comunque si ritiene essere una buona approssimazione.

Proiezioni assonometriche a mano libera

Disegnare a mano libera le assonometrie cavaliera e isometrica di un cubo.

Tracciati gli assi, come sopra illustrato, si traccia un quadrato in assonometria cavaliera e un rombo in isometrica

In molte situazioni reali può essere utile rappresentare un oggetto con uno schizzo assonometrico. Pertanto è necessario saper impostare un’assonometria senza il supporto di strumenti per il disegno. In ogni caso è opportuno utilizzare fogli quadrettati che permettono di avere una costante traccia per le linee, per le costruzioni e per il rispetto delle proporzioni. Procediamo tracciando i tre assi x, y, z e quindi o costruendo un parallelepipedo contenitore, come illustrato nelle pagine precedenti, oppure procedendo con la costruzione per parti.

In assonometria cavaliera gli assi x e z seguiranno le linee di quadrettatura mentre per l’asse y si useranno come traccia le diagonali dei quadretti.

Proiezioni assonometriche a mano libera

Disegnare a mano libera le assonometrie isometrica e cavaliera delle circonferenze poste sulle tre facce anteriori di un cubo.

A volte può essere utile rappresentare un oggetto con uno schizzo assonometrico. Pertanto è necessario saper impostare un’assonometria senza il supporto di strumenti per il disegno. In ogni caso è opportuno utilizzare fogli quadrettati che permettono di avere una costante traccia per le linee, per le costruzioni e per il rispetto delle proporzioni. Si procede tracciando i tre assi x, y, z e quindi o costruendo un parallelepipedo contenitore, come spiegato nelle pagine precedenti, oppure procedendo con la costruzione per parti.

In assonometria cavaliera gli assi x e z seguiranno le linee di quadrettatura mentre per l’asse y si useranno come traccia le diagonali dei quadretti. In assonometria isometrica invece solo l’asse z seguirà le linee di quadrettatura mentre per gli assi x e y tracciamo due linee inclinate utilizzando come traccia la diagonale dei rettangolini dati dalla somma di due quadretti. Questi due assi non risulteranno inclinati di 120° rispetto all’asse z ma di 117°, che comunque ne rappresenta una buona approssimazione.

In assonometria isometrica invece solo l’asse z seguirà le linee di quadrettatura mentre per gli assi x e y si tracciano due linee inclinate utilizzando come traccia la diagonale dei rettangolini dati dalla somma di due quadretti. Questi due assi non risulteranno inclinati di 120° rispetto all’asse z ma di 117° che comunque si ritiene essere una buona approssimazione.

Disegnare a mano libera le assonometrie cavaliera e isometrica di un cubo.

6.6.1 ASSONOMETRIE

CAVALIERA E ISOMETRICA

Tracciati gli assi, come sopra illustrato, si traccia un quadrato in assonometria cavaliera e un rombo in isometrica

Dai quattro quattro vertici A, B, C, D si tracciano i segmenti paralleli all’asse y che in cavaliera sono la metà del lato.

A MANO LIBERA DI UN CUBO

Tracciati gli assi, disegniamo un quadrato in assonometria cavaliera e un rombo in isometrica.

Dai quattro vertici A, B, C, D tracciamo i segmenti paralleli all’asse y che in cavaliera sono la metà del lato. Completiamo tracciando i segmenti che congiungono a due a due gli estremi di tali lati.

Dai quattro quattro vertici A, B, C, D si tracciano i segmenti paralleli all’asse y che in cavaliera sono la metà del lato

Si completa tracciando i segmenti che congiungono a due a due gli estremi di tali lati

6.6.2 COSTRUIRE A MANO LIBERA LE CIRCONFERENZE

Si ripetono quindi le costruzioni anche negli altri quadrati

Si completa tracciando i segmenti che congiungono a due a due gli estremi di tali lati

POSTE SULLE TRE FACCE

ANTERIORI DI UN CUBO

Utilizzando uno dei metodi studiati a pag. 22 procediamo alla costruzione delle circonferenze

6.6.3 ASSONOMETRIA A MANO LIBERA DI OGGETTI

1. ASSONOMETRIA ISOMETRICA, A MANO LIBERA, DELL’OGGETTO DATO IN ASSONOMETRIA CAVALIERA

mano libera di oggetti ➜ Fig. 36

Assonometria a mano libera di oggetti

Consideriamo l’oggetto riportato in ➜ Fig. 35 come composto da due elementi: una piastra forata e un tubo cilindrico. Per verificare l’ingombro tracciamo per prima l’assonometria del parallelepipedo avente dimensioni massime dell’oggetto, cercando di rispettarne le proporzioni e tenendo conto che le profondità vanno raddoppiate. Riportiamo lo spessore e il profilo della piastra e tracciamo gli assi con la posizione dei centri del foro e del tubo (➜ Fig. 36). Eseguiamo quindi le costruzioni utili a tracciare le circonferenze (➜ Fig. 37). Tracciamo le circonferenze e ripassiamo i contorni. Completiamo la figura tracciando la circonferenza che rappresenta il foro del tubo (non è necessaria la costruzione in quanto basta tenersi equidistanti da quella tracciata precedentemente) e l’archetto che rappresenta l’unica parte in vista della circonferenza terminale del foro sulla piastra, per determinare il quale basta riportare la misura dello spessore della piastra (➜ Fig. 38).

Assonometria a mano libera di oggetti

Assonometria a mano libera di oggetti

Riprodurre in assonometria cavaliera, a mano libera, l’oggetto dato in assonometria isometrica fig.1.

Riprodurre in assonometria cavaliera, a mano libera, l’oggetto dato in assonometria ca fig.1.

Si traccia per primo l’assonometria del parallelepipedo che contiene l’oggetto, avente cioè le dimensioni le sue dimensioni massime, cercando di rispettarne le proporzioni e tenendo conto che le profondità vanno dimezzate fig.2. Quindi si procederà nel riportare le linee che scandiscono i vari elementi fig.3.

Si traccia per primo l’assonometria del parallelepipedo che contiene l’oggetto, avente cioè dimensioni massime, cercando di rispettarne le proporzioni e tenendo conto che le profondità fig.2. Quindi si procederà nel riportare le linee che scandiscono i vari elementi fig.3.

Fig. 37

a mano libera di oggetti

Assonometria a mano libera di oggetti

2. ASSONOMETRIA CAVALIERA, A MANO LIBERA, DELL’OGGETTO DATO IN ASSONOMETRIA ISOMETRICA

assonometria cavaliera, a mano libera, l’oggetto dato in assonometria isometril’assonometria del parallelepipedo che contiene l’oggetto, avente cioè le dimensioni le sue cercando di rispettarne le proporzioni e tenendo conto che le profondità vanno dimezzate procederà nel riportare le linee che scandiscono i vari elementi fig.3.

Riprodurre in assonometria cavaliera, a mano libera, l’oggetto dato in assonometria isometrica fig.1.

Si traccia per primo l’assonometria del parallelepipedo che contiene l’oggetto, avente cioè le dimensioni le sue dimensioni massime, cercando di rispettarne le proporzioni e tenendo conto che le profondità vanno dimezzate fig.2. Quindi si procederà nel riportare le linee che scandiscono i vari elementi fig.3.

Si tracciano gli assi sulla faccia in primo piano, si eseguono le costruzioni dell’arco di circonferenza e della circonferenza rappresentante il foro e li si disegnano. Si riporta inoltre il rettangolo contorno della scanalatura alla base fig.4.

Consideriamo l’oggetto riportato in ➜ Fig. 39 Tracciamo dapprima l’assonometria del parallelepipedo che contiene l’oggetto, avente cioè le dimensioni massime, tenendo conto che le profondità vanno dimezzate e riportiamo le linee che scandiscono i vari elementi (➜ Fig. 40). Tracciamo gli assi sulla faccia in primo piano, tracciamo l’arco e il foro, dopo avere eseguito le costruzioni necessarie, e riportiamo inoltre il rettangolo contorno della scanalatura alla base (➜ Fig. 41). Riportiamo le linee che determinano l’inizio e il culmine degli altri archi, tracciamoli e riportiamo la distanza AB in A'B' (➜ Fig. 42). Completiamo il disegno ripassando le linee rappresentanti gli spigoli in vista e tracciamo un archetto passante per B'.

Si tracciano gli assi sulla faccia in primo piano, si eseguono le costruzioni dell’arco di circonferenza circonferenza rappresentante il foro e li si disegnano. Si riporta inoltre il rettangolo contorno alla base fig.4.

Si riportano le linee che determinano l’inizio e il culmine degli altri archi, li si tracciano si riporta la distanza AB in A’B’ fig.5.

Si riportano le linee che determinano l’inizio e il culmine degli altri archi, li si tracciano si in A’B’ fig.5.

Si completa il disegno ripassando le linee rappresentanti gli spigoli in vista e si traccia un archetto passante per B’ fig.6.

Si completa il disegno ripassando le linee rappresentanti gli spigoli in vista e si traccia un B’ fig.6.

➜ Fig. 39

➜ Fig. 35 ➜ Fig. 38 ➜ Fig. 41 ➜ Fig. 40

sulla faccia in primo piano, si eseguono le costruzioni dell’arco di circonferenza e della appresentante il foro e li si disegnano. Si riporta inoltre il rettangolo contorno della scanalatura che determinano l’inizio e il culmine degli altri archi, li si tracciano si riporta la distanza AB ripassando le linee rappresentanti gli spigoli in vista e si traccia un archetto passante per

Si tracciano gli assi sulla faccia in primo piano, si eseguono le costruzioni dell’arco di circonferenza e della circonferenza rappresentante il foro e li si disegnano. Si riporta inoltre il rettangolo contorno della scanalatura alla base fig.4. Si riportano le linee che determinano l’inizio e il culmine degli altri archi, li si tracciano si riporta la distanza AB in A’B’ fig.5. Si completa il disegno ripassando le linee rappresentanti gli spigoli in vista e si traccia un archetto passante per

Fig. 42

VERIFICA LE CONOSCENZE

Stabilisci se le seguenti affermazioni sono vere (V) o false (F).

1. L’assonometria cavaliera è una proiezione ortogonale.

2. L’assonometria isometrica è una proiezione obliqua.

3. Nell’assonometria isometrica il rapporto di riduzione rispetto all’asse x è di 1 : 1.

4. Nell’assonometria isometrica il rapporto di riduzione rispetto all’asse y è di 1 : 1 2 .

5. Nell’assonometria cavaliera l’apertura angolare tra l’asse x e l’asse y è di 135°.

6. Nell’assonometria cavaliera il rapporto di riduzione rispetto all’asse x è di 1 : 1.

7. Nell’assonometria isometrica il rapporto di riduzione rispetto all’asse z è di 1 : 1.

8. Nell’assonometria cavaliera l’apertura angolare tra gli assi x e z è di 45°.

9. Nell’assonometria cavaliera il rapporto di riduzione rispetto all’asse y è di 1 : 1 2 .

10. Nell’assonometria isometrica l’angolo tra gli assi x e y è di 120°.

11. Nell’assonometria cavaliera la costruzione di una circonferenza può essere sostituita dalla costruzione di un ovale.

12. Nell’assonometria isometrica l’angolo tra gli assi z e y è di 135°.

F

SVILUPPA LE ABILITÀ

Disegna le assonometrie isometrica e cavaliera in scala 1 : 1 dei solidi in figura, procedendo secondo le indicazioni alla loro destra.

Riproduci, su carta quadrettata, gli schemi e completa a mano libera gli schizzi assonometrici dei solidi.

Costruisci le assonometrie in scala 1 : 1 dei solidi in figura.

Ridisegnare i

RECUPERO

1. Costruisci sui piani xz e zy le assonometrie cavaliera e isometrica dei poligoni e della circonferenza in figura. Disegna l’assonometria isometrica della circonferenza per punti sul piano xz e sul piano zy col metodo semplificato.

PASSO PASSO 2. Costruisci l’assonometria isometrica del solido in scala 1:1.

1 Il solido è ricavato da tre parallelepipedi assemblati tra loro.

2 Tracciati gli assi a 120°, costruiamo i tre parallelepipedi tagliando quello superiore come in figura.

3 Costruiamo l’incavo semicilindrico utilizzando la costruzione della circonferenza semplificata illustrata a p. 175.

4 Completiamo il disegno ricalcando gli spigoli in vista e tratteggiando quelli nascosti.

Video tutorial

PASSO PASSO 3. Costruisci l’assonometria cavaliera del solido in scala 1:1.

1 Il solido è ricavato da un semicilindro e da un parallelepipedo tra loro adiacenti.

2 Tracciati gli assi a 90° e 135°, procediamo, costruendo il semicilindro e il parallelepipedo dimezzando le profondità.

3 Tracciamo le sagome del ribassamento e della scanalatura.

4 Tracciamo le congiungenti tra le sagome e completiamo il disegno ricalcando gli spigoli in vista e tratteggiando quelli nascosti.

4. Costruisci l’assonometria isometrica del solido rappresentato in assonometria cavaliera e in assonometria cavaliera il solido rappresentato in assonometria isometrica.

COMPITI DI REALTÀ

Rappresentazione assonometrica di una libreria

1. Disegno di una libreria assemblabile in legno

Prove di realtà: rappresentazione assonometrica di una libreria

di realtà: rappresentazione assonometrica di una libreria

Sono date numero e dimensioni in centimetri delle seguenti tavole in legno disponibili, aventi uno spessore di 3 centimetri.

Si riportano inoltre, a titolo esemplificativo, un prospetto e una sezione tipo della libreria, in scala 1 : 20.

Una volta analizzati gli elementi disponibili e le possibili variazioni, scegli un’ipotesi di assemblaggio dei pezzi, uguale o diverso dell’esempio sopra proposto, e procedi al disegno di un’assonometria cavaliera in scala adeguata alla dimensione del foglio.

Rappresentazione assonometrica di una scala

Prove di realtà: rappresentazione assonometrica di una scala

2. Scala costruita con struttura portante in acciaio e scalini rivestiti in legno con il primo gradino in pietra grigia di Vicenza

Si riportano in sequenza una fotografia complessiva, una sezione longitudinale, due piante di cui la prima al piano terra e la seconda al piano primo, il prospetto laterale e due particolari (gradini e trave laterale spessore 3 cm).

Pianta piano terra

Pianta piano primo

Esempio inizio scala in assonometria isometrica, scala 1:50

Prospetto laterale

Esegui il disegno della scala in assonometria isometrica in scala 1 : 20 su foglio formato UNI A3.

Sezione

INDICE ANALITICO

A

angoli 41 – acuti – ottusi – adiacenti – opposti apotema di piramide 95 archiviazione dei disegni 37 arco di circonferenza 61 assonometria – cavaliera 146 – isometrica 147 AutoCAD 26

B

baricentro di triangolo 50 bisettrice 41

C

carta, formati 36 centro di proiezione 96 cerchio 61 cerchiografo, uso 16 cicloide 66 cilindro 95 circocentro 50 coniche 74 cono 95 corda 61 curve – cicliche 66 – policentriche 66 curvilineo, uso 16

E ellisse 74 epicicloide 66 evolvente 66

G

generatrici, metodo delle 125

I

iperbole 74 ipocicloide 66

L

linea, tipi 41 linee, gerarchia 102

M

mano libera, disegno 18 mediana 50

O

ortocentro 50 ovali 66 ovoli 66

P

parabola 74 parallelepipedi 94 parallelogrammi 51 piano geometrico 41 piano, di proiezione 96 piani sezionatori paralleli metodo 126

piegatura dei fogli 36 piramide 94 poliedro 94 poligono 49 prisma 94 proiezioni centrali 96 proiezioni parallele 96

proiezione – assonometrica 144 – ortogonale 97 punto geometrico 40

Q

quadrato 51 quadrilateri 51

R

raccordi 61

rapporto di riduzione 145 retta 40

ribaltamenti di piani 116 riproduzione disegni 78 rombo 51 rotazione, metodo 121

S

scala di riduzione e ingrandimento 79 secanti 61

segmento 40 semiretta 40 sfera 95 spirale 66 squadratura del foglio 17

T

tangenti 61 trapezi 51 triangolo acutangolo 50

– equilatero 50

– isoscele 50

– ottusangolo 50

– rettangolo 50

– scaleno 50

triedro di riferimento 98

Coordinamento redazionale: Marco Mauri

Responsabile editoriale: Martina Mirabella

Redazione: Martina Mirabella, Federico Zanni

Art director: Enrica Bologni

Progetto grafico e impaginazione: G.E.M.

Copertina: Enrica Bologni

Ricerca iconografica: Martina Mirabella

Disegni: G.E.M.

Immagini di copertina: Shutterstock

Referenze iconografiche: Shutterstock

Tutte le altre immagini provengono dall’Archivio Principato. Per le riproduzioni di testi e immagini appartenenti a terzi, inserite in quest’opera, l’editore è a disposizione degli aventi diritto non potuti reperire, nonché per eventuali non volute omissioni e/o errori di attribuzione nei riferimenti.

Font: leggimi©Sinnos - www.sinnos.org

Contenuti digitali

Realizzazione: bSmart Labs, Marta Bencich

Prima edizione: giugno 2026

Printed in Italy

© 2026 - Proprietà letteraria riservata. È vietata la riproduzione, anche parziale, con qualsiasi mezzo effettuata, compresa la fotocopia, anche ad uso interno o didattico, non autorizzata. Le fotocopie per uso personale del lettore possono essere effettuate nei limiti del 15% di ciascun volume dietro pagamento alla SIAE del compenso previsto dall’art. 68, commi 4 e 5, della legge 22 aprile 1941 n. 633. Le riproduzioni per finalità di carattere professionale, economico o commerciale o comunque per uso diverso da quello personale, possono essere effettuate a seguito di specifica autorizzazione rilasciata da CLEARedi (Centro licenze e autorizzazioni per le riproduzioni editoriali), corso di Porta Romana 108, 20122 Milano, e-mail autorizzazioni@clearedi.org e sito web www.clearedi.org.

L’editore fornisce – per il tramite dei testi scolastici da esso pubblicati e attraverso i relativi supporti o nel sito www.gruppoeli.it materiali e link a siti di terze parti esclusivamente per fini didattici o perché indicati e consigliati da altri siti istituzionali. Pertanto l’editore non è responsabile, neppure indirettamente, del contenuto e delle immagini riprodotte su tali siti in data successiva a quella della pubblicazione, dopo aver controllato la correttezza degli indirizzi web ai quali si rimanda.

Casa Editrice G. Principato

Sito web: www.gruppoeli.it Viale E. Jenner 17 - 20159 Milano e-mail: info@gruppoeli.it

La casa editrice attua procedure idonee ad assicurare la qualità nel processo di progettazione, realizzazione e distribuzione dei prodotti editoriali. La realizzazione di un libro scolastico è infatti un’attività complessa che comporta controlli di varia natura. È pertanto possibile che, dopo la pubblicazione, siano riscontrabili errori e imprecisioni. La casa editrice ringrazia fin da ora chi vorrà segnalarli a: Servizio clienti Principato e-mail: info@gruppoeli.it

Stampa: Tecnostampa - Pigini Group Printing Division - Loreto - Trevi 26.85.132.0

Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook