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Il Filo di Arianna

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Invito alla lettura

Il filo di Arianna I brani che i ragazzi qui incontreranno sono tratti da opere composte in epoche diverse e hanno in comune il fatto che ad averli scritti sono state delle donne. Nella magia del racconto le scrittrici hanno creato la chiave per dare vita ai sogni, alle aspirazioni, alle delusioni che accompagnano l’esistenza di tutti noi. Li hanno saputi cogliere in modo speciale, quello di chi conosce il mistero della vita che è nascere, gioire, soffrire e morire.

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www.leggermente.info Questo volume sprovvisto del talloncino a fianco è da considerarsi campione gratuito fuori commercio.

€ 7,70

RACCONTI D’AUTORE

IL FILO DI ARIANNA Antologia di scrittrici famose dall’Ottocento ad oggi a cura di Marco Giuliani

IL FILO DI ARIANNA

Il mito narra che a Cnosso, il mitico re Minosse avesse imprigionato il feroce Minotauro in un labirinto fatto costruire dall’inventore Dedalo. Per sfamarlo Minosse impose alle città dell’isola un tributo annuale di sette fanciulle e sette fanciulli. Un anno tra loro venne condotto anche il giovane principe di Atene, Teseo, di cui si innamorò perdutamente la figlia di Minosse, Arianna. Per salvarlo, Arianna donò al ragazzo un lungo filo per segnare la via per farlo uscire dal labirinto. Il filo dei testi narrativi che si trovano raccolti in questa antologia è un contributo ai giovani lettori nel complesso percorso che conduce alla scoperta di sé.

RACCONTI D’AUTORE

LeggerMENTE è la nuova collana di narrativa per la scuola secondaria. Il suo obiettivo principale è offrire ai ragazzi libri classici o inediti, storie di attualità o di fantasia, per riscoprire pagina dopo pagina il piacere della lettura.


Indice Nota introduttiva...................................................................

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Jane Austen – Emma ............................................................ 5 Selma Lagerlöf – Il viaggio meraviglioso di Nils Holgersson. 16 Karen Blixen – La mia Africa ............................................. 30 Katherine Mansfield – Lezione di canto .......................... 45 Elsa Morante – L’isola di Arturo ........................................ 54 Lia Levi – Un bambina e basta ........................................... 65 Harper Lee – Il buio oltre la siepe ..................................... 76 Dacia Maraini – Orlov ......................................................... 95 Susanna Tamaro – Va’ dove ti porta il cuore ................... 104 Banana Yoshimoto – Kitchen ............................................. 114 Michela Murgia – Accabadora ........................................... 129 Focus I Nobel per la letteratura al femminile ....................... 137 Una intellettuale scomoda: Ipazia di Alessandria .... 140 Una poetessa infelice: Gaspara Stampa ...................... 141 Dossier Intervista all’illustratrice ............................................... 143 Percorsi di lettura .................................................................. 144

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Chi è... Jane Austen I lettori che hanno amato i romanzi di Jane Austen, scrittrice britannica, sono stati attratti dalla sensazione di essere presi per mano da un’amica fedele, che ci confida all’orecchio i pensieri più nascosti di personaggi nati dalla fantasia ma indubbiamente attuali anche oggi, a distanza di più di duecento anni! Jane Austen, nata nel 1785, discende da una stirpe inglese di piccola nobiltà di campagna, rispettata anche se non ricca, la stessa classe sociale che troviamo descritta nei suoi romanzi. Trascorre l’infanzia e la giovinezza nel Hampshire, a Steventon, un villaggio circondato da boschi e vegetazione che lo isolano dal mondo esterno. Riceve la tipica educazione destinata alle ragazze della buona società inglese di fine Settecento, che attribuiva particolare valore a virtù quali l’autocontrollo, l’altruismo, la pacata riflessione, e alla donna riservava uno spazio limitato alla famiglia. Jane impara a dipingere, a disegnare, a ricamare, a occuparsi della casa, a conversare con proprietà di linguaggio. Il padre, il reverendo George Austen, ama trascorrere le serate leggendo ai figli, ad alta voce, e permette loro di accedere alla sua ricca biblioteca: è così che in Jane si sviluppa la passione per la letteratura. Ma la vita familiare risulta monotona, limitata alle scarse relazioni sociali possibili nel villaggio, che offre poche occasioni mondane. Jane, durante i rari eventi mondani, studia da vicino il comportamento di un’umanità che, ignara di essere osservata dal suo sguardo penetrante e spietato, incautamente recita la sua parte in società. Già in quei primi anni, una volta ritornata a casa, la Austen si diverte a raccontare con brio quello che l’ha colpita e soprattutto a descrivere quelle scene di vita della piccola nobiltà. Nel 1805, quando improvvisamente muore il padre, Jane ha già scritto le prime versioni di L’Abbazia di Northanger, Ragione e

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sentimento, Orgoglio e pregiudizio. Dopo aver vissuto con la famiglia per qualche anno a Bath e a Southampton, nel 1806 ritorna, insieme alla madre e all’inseparabile sorella Cassandra, ad abitare vicino a Steventon, dove, ancora giovane, abbandonata l’idea del matrimonio, si cala nel ruolo di zia dei suoi molti e amati nipoti, e si dedica interamente alla scrittura. I suoi primi romanzi conquistano il consenso del pubblico e sull’onda del loro successo Jane ne scrive altri tre, Mansfield Park, Emma e Persuasione, lasciando incompiuto l’ultimo, Sanditon, perché a quarantadue anni viene colpita dal morbo di Addison che causa la sua scomparsa il 18 luglio 1817.

Emma Intelligente, bella e un po’ viziata, giovane e sola, Emma Woodhouse vive agiatamente col padre in una elegante dimora nella campagna inglese nella seconda metà del XVIII secolo. Pur ritenendo di non doversi sposare, Emma trascorre il suo tempo cercando di combinare matrimoni tra amici e conoscenti. In questo scenario si innesta una serie di fraintendimenti tra la protagonista e gli altri personaggi, quasi una “commedia degli equivoci” che costituisce il motore principale dell’intreccio. L’eroina di Jane Austen trasfigura gli eventi con la propria immaginazione, manifestando una difficoltà ad accettare la realtà, con le sue mille sfaccettature, del tutto simile a quella degli uomini e delle donne di oggi. Emma Woodhouse, bella, intelligente e ricca, con una casa confortevole e un carattere allegro, sembrava riunire in sé il meglio che la vita può offrire, e aveva quasi raggiunto i ventun anni senza subire alcun dolore o grave dispiacere. 6


Emma

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Il filo di arianna

Taylor residente in casa loro ci doveva essere una gran differenza; e nonostante tutti i suoi grandi privilegi, naturali e domestici, correva un grande pericolo di soffrire per la sua solitudine intellettuale. Amava teneramente suo padre, che però non rappresentava una compagnia. Non era in grado di portare avanti una conversazione insieme a lei, seria o frivola che fosse. L’inconveniente rappresentato dalla differenza d’età (e il signor Woodhouse non si era sposato presto) era molto accresciuto dal carattere e dalle abitudini che lui aveva; essendo stato tutta la vita di salute cagionevole, senza svolgere alcuna attività fisica o mentale, era molto più vecchio nei modi di quanto non lo fosse negli anni. La sorella, anche se col matrimonio si era allontanata relativamente poco, dato che si era stabilita a Londra, a solo sedici miglia di distanza, era comunque troppo distante per avere con lei rapporti quotidiani; bisognava dunque cercare di passare meglio a Hartfield molte lunghe serate d’ottobre e di novembre, prima che il Natale portasse la prossima visita di Isabella e del marito con i loro figli, che le avrebbe riempito la casa e offerto di nuovo la possibilità di godere di una piacevole compagnia. Highbury era un grande e popoloso villaggio, aveva quasi le dimensioni di una cittadina e di fatto Hartfield, pur avendo una zona verde e un nome distinti, ne faceva parte. I Woodhouse erano i primi del paese, quanto a posizione sociale, e tutti li guardavano con deferenza. Il signor Knightley, un uomo assennato di circa trentasette o trentotto anni, non solo era un vecchio e intimo amico della famiglia, ma aveva con essa dei legami particolari, in quanto fratello maggiore del marito di Isabella. Viveva a circa un miglio da Highbury, faceva visite frequenti ed era sempre il benvenuto; e quella volta fu più benvenuto che 10


I Nobel per la letteratura al femminile La storia del più noto dei premi internazionali, il Nobel, ha inizio per volontà del ricco imprenditore svedese Alfred Nobel, vissuto tra il 1833 e il 1896, che fece un’immensa fortuna con l’invenzione della dinamite. Il talento di Alfred Nobel, come quello di molti altri imprenditori, fu messo al servizio della causa della guerra, che costituì per lui una grande fonte di ricchezza attraverso la produzione e il commercio di armi. La ragione che negli ultimi anni della sua vita spinse Alfred Nobel a istituire il premio è piuttosto curiosa ed è legata alle conseguenze che la sua scoperta aveva generato. Infatti nel 1888, a seguito della morte del fratello Ludwig, un giornale francese, scambiando le identità dei due fratelli Nobel, pubblicò un articolo dal tono molto duro, intitolato Il mercante della morte è morto. Nell’articolo, Alfred venne definito come “l’uomo che è diventato ricco trovando il modo di uccidere il maggior numero di persone nel modo più veloce possibile”. Alfred, che in quel momento si trovava a Parigi, visse così la singolare esperienza di leggere anticipatamente il proprio necrologio e ne fu profondamente turbato. Preoccupato di come sarebbe stato ricordato dopo la morte, maturò la volontà di lasciare al mondo un’eredità migliore. Qualche anno dopo, infatti, stabilì nel testamento che gran parte del suo patrimonio costituisse un fondo da cui attingere le somme che sotto forma di premi fossero conferite a “coloro che, durante l’anno precedente, più abbiano contribuito al benessere dell’umanità”. Era un tentativo per compensare le conseguenze che l’invenzione e l’impiego della dinamite avevano determinato. Fu lo stesso Nobel a decidere di dividere i fondi in cinque premi corrispondenti a cinque diversi ambiti: fisica, chimica, medicina, letteratura e pace. Quest’ultimo sarebbe stato conferito “alla persona che abbia svolto il lavoro migliore per il mantenimento e la promozione della pace”. Per volontà dell’imprenditore svedese, i primi quattro premi sono assegnati da un’apposita accademia istituita in Svezia, ma quello per la pace da un comitato eletto dal parlamento norvegese. Dal 1814 Svezia e Norvegia infatti erano unite sotto lo stesso sovrano, ma alla fine del secolo i norvegesi premevano per una separazione; probabilmente Nobel volle in questo modo favorire una soluzione pacifica del problema. A partire dal 1901 ogni anno, a ottobre, sono resi noti i nomi dei vincitori e la consegna dei premi, a Stoccolma e a Oslo, avviene il 10 dicembre, anniversario della morte di Nobel. Come è naturale, la scelta delle personalità a cui assegnare il Nobel nei diversi ambiti è l’espressione della evoluzione della società che, nel 137


corso del ‘900, ha visto gradualmente emergere, accanto agli uomini, anche donne che si sono distinte per i loro meriti scientifici, letterari o per aver dato un contributo importante alla causa della pace. La scienziata Marie Curie fu l’unica donna, e una delle sole quattro persone, a vincere il Nobel due volte: nel 1903 per la fisica e nel 1911 per la chimica. Nel 1979 il Nobel per la pace è stato assegnato per la prima volta ad una donna: madre Teresa di Calcutta. Le donne che hanno ottenuto il premio fino ad oggi sono 41, tra le quali si ricordano due italiane: Rita Levi Montalcini che nel 1986 fu insignita del Nobel per la medicina e Grazia Deledda che lo vinse per la letteratura nel 1927. Ecco la serie delle scrittrici che hanno ricevuto il Nobel per la letteratura. • 1909, Selma Lagerlöf, scrittrice svedese, “in apprezzamento del nobile idealismo, della vivida immaginazione e della percezione spirituale che caratterizzano i suoi scritti”. • 1927, Grazia Deledda, scrittrice sarda, “per i suoi scritti idealisticamente ispirati, che con chiarezza plastica hanno immaginato la vita sulla sua isola natale e con profondità e simpatia hanno affrontato i problemi umani in generale”. • 1928, Sigrid Undset, scrittrice norvegese, “principalmente per le sue potenti descrizioni della vita del Nord durante il Medioevo”. • 1938, Pearl S. Buck, scrittrice statunitense, per “le sue ricche e veramente epiche descrizioni della vita contadina in Cina e per i suoi capolavori biografici”. • 1945, Gabriela Mistral, poetessa, educatrice e femminista cilena, “per la sua poesia lirica che, ispirata da forti emozioni, ha reso il suo nome un simbolo delle aspirazioni idealistiche di tutto il mondo latino-americano”. • 1966, Nelly Sachs, poetessa e scrittrice tedesca, “per la sua eccezionale scrittura lirica e drammatica, che ha interpretato il destino di Israele con forza toccante”. • 1991, Nadine Gordimer, scrittrice, perché “attraverso la sua magnifica scrittura epica è stata di grande beneficio per l’umanità”. • 1993, Toni Morrison, scrittrice statunitense afroamericana, perché “nei suoi 138


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