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Cyberbullismo

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AttualMENTE è la nuova collana di attualità per la scuola secondaria su temi e aspetti del mondo contemporaneo.

Luca Pagliari

CYBERBULLISMO

Percorsi di vita che hanno avuto come sfondo il mondo della rete, storie spesso complicate e drammatiche che hanno distrutto famiglie e compromesso delicati equilibri psicologici, storie di vittime e di carnefici.

CYBERBULLISMO Luca Pagliari

Il volume nasce dall’esperienza giornalistica di Luca Pagliari, che ha raccolto le storie di tanti ragazzi e ragazze vittime del cyberbullismo, una parola ormai entrata prepotentemente nel linguaggio comune.

L’obiettivo di tali testimonianze è acquisire consapevolezza sul mondo del web e sulle insidie che nasconde, spesso invisibili e deleterie. Tutto può trasformarsi in trabocchetto: una foto postata con superficialità, una password condivisa con altri, una frase offensiva nei confronti di un compagno. Ciò non significa vivere con la paura di usare il proprio smartphone; la rete non è buona né cattiva, è semplicemente a nostra disposizione.

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www.leggermente.info Questo volume sprovvisto del talloncino a fianco è da considerarsi campione gratuito fuori commercio.

€ 8,80

CYBERBULLISMO

Il messaggio più importante del libro è far capire ai giovani cosa sia il dolore e quanto sia importante confidare il proprio disagio per poterlo superare.

Le storie vere di chi lo ha sconfitto


Foto di copertina: Keith Haring è stato un artista e writer statunitense. Ha iniziato a lavorare per le strade di New York negli anni Ottanta. I suoi lavori sono conosciuti in tutto il mondo, soprattutto gli omini stilizzati e in movimento con colori vivaci lo hanno reso un simbolo della cultura e dell’arte pop. Haring, morto nel 1990, è ancora oggi ammirato per il suo impegno contro ogni forma di discriminazione e per la lotta a favore della pace nel mondo.

CYBERBULLISMO Le storie vere di chi lo ha sconfitto di Luca Pagliari Attività didattiche di Maria Catia Sampaolesi Responsabile editoriale: Beatrice Loreti Art director: Marco Mercatali Responsabile di produzione: Francesco Capitano Redazione: Carla Quattrini Progetto grafico: Airone Comunicazione – Sergio Elisei Impaginazione: Airone Comunicazione – Enea Ciccarelli Foto: Shutterstock Copertina: Adami Design Foto di copertina: Marka “Street art, East London, London, UK” © 2018 Eli – La Spiga Edizioni Via Brecce – Loreto tel. 071 750 701 info@elilaspigaedizioni.it www.elilaspigaedizioni.it Stampato in Italia presso Tecnostampa – Pigini Group Printing Division – Loreto-Trevi 18.83.1005.0 ISBN 978-88-468-3718-9 Le fotocopie non autorizzate sono illegali. Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione totale o parziale così come la sua trasmissione sotto qualsiasi forma o con qualunque mezzo senza previa autorizzazione scritta da parte dell’editore.


Indice INTRODUZIONE “SIAMO TUTTI GIORNALISTI” ............................................................... 5 1. FLAVIA – LA FORZA DELLA CONDIVISIONE ............................... 13 Intervista a Flavia .................................................................................. 18 Intervista alla madre di Flavia ........................................................... 20 Riflessioni ................................................................................................. 22

2. SOFIA – L’IMPORTANZA DELLA SCELTA ..................................... 23 Intervista al padre di Sofia .................................................................. 30 Riflessioni ................................................................................................. 32

3. MARCELLO – CAMBIARE SI PUÒ ................................................... 33

Riflessioni ................................................................................................. 38

4. INCONTRO CON RENATA – UNA STORIA SPECIALE ................ 39

Intervista a Renata ................................................................................ 41 Documento ............................................................................................... 46 L’episodio di Muravera ......................................................................... 51

5. ALICE – IL DOLORE DELLA SOLITUDINE ...................................... 53 Intervista alla madre di Alice ............................................................. 57 Riflessioni ................................................................................................. 59

6. DIANA – I COLORI DELLA DIVERSITÀ ........................................... 63 Intervista a Diana ................................................................................... 68 Riflessioni ................................................................................................ 70


7. ALESSANDRA – IL TERREMOTO E LA RETE DELLA SOLIDARIETÀ 71 Intervista ad Alessandra ...................................................................... 77 Riflessioni ................................................................................................ 80

8. FILIPPO – LE REGOLE CHE FANNO CRESCERE ........................... 81

Intervista alla madre di Filippo ......................................................... 86 Riflessioni ................................................................................................. 88

9. STORIE IN UN MESSAGGIO ............................................................ 89 10. INTERVISTE SUL BULLISMO .......................................................... 99 FOCUS

La legge contro il bullismo ...................................................................... 118 Conclusioni ................................................................................................ 121 Attività didattiche ................................................................................... 122


Introduzione

“Siamo tutti giornalisti”

Quando nel lontano 1994 superai l’esame da giornalista professionista, ricordo che avvertii immediatamente il peso delle responsabilità che incombevano sul mio lavoro. Al di là delle nozioni teoriche e giuridiche, nella mia mente alcuni concetti erano già chiari. Fossero state parole scritte su un giornale o pronunciate in radio o televisione, avrei dovuto fare molta attenzione a come usarle. Basta poco per rovinare la reputazione di una persona e, una volta che ciò accade, la riabilitazione è sempre complessa. Nel giornalismo, mi insegnò un vecchio collega della televisione, il danno provocato da una falsa notizia sarà sempre infinitamente superiore al tentativo di ristabilire la verità. Le famose “rettifiche” non compenseranno mai i guai prodotti da un errore giornalistico. Fu con queste premesse etiche che entrai a far parte del giornalismo vero e, a distanza di quasi trent’anni, rappresentano ancora la linea portante del mio lavoro. La prima grande lezione di vita vera applicata al giornalismo, l’avevo comunque già avuta qualche anno prima di entrare nell’elenco dei professionisti. Ero riuscito a realizzare un’intervista radiofonica con un noto giornalista e conduttore televisivo, che era stato accusato dalla magistratura di essere collegato alla malavita organizzata e a pesanti traffici di droga. Quell’uomo si chiamava Enzo Tortora. Gran parte 5


INTRODUZIONE

della stampa lo massacrò con enorme superficialità. Le telecamere lo ripresero senza pietà mentre la Polizia lo conduceva ammanettato in carcere. Tortora venne poi completamente scagionato e la sua vicenda rappresenta uno dei più clamorosi errori giudiziari della storia italiana, ma io ricordo benissimo le parole che mi regalò in quella intervista. Tortora mi disse che il vero processo, quello che lo aveva distrutto, era stato quello mediatico. Fiumi di inchiostro consumati per descriverlo come un delinquente, opinioni severe e pesanti di illustri firme del giornalismo accompagnarono il suo calvario. Giornalisticamente questo supplizio viene definito “gogna mediatica”, termine che significa “esposizione al pubblico disprezzo, che colpisce personaggi messi al centro dell’attenzione dai mezzi di informazione”. A neppure un anno dalla piena assoluzione, Enzo Tortora morì nella sua casa di Milano. Aveva 59 anni ed era il lontano 18 maggio 1988. Ero solamente un giovane giornalista, ma quando appresi la notizia della sua scomparsa, per la prima volta ebbi la chiara visione del pericolo correlato alle parole sbagliate. Quell’uomo era stato ucciso dai giudizi errati sul suo conto, travolto da una valanga di menzogne che avevano poi invaso pagine di giornale e programmi televisivi. Naturalmente l’errore più grande lo commise la magistratura, ma la stampa lo azzannò senza pietà. Parole che pesano come pietre ed entrano in profondità come frecce acuminate. Allora non esistevano la rete e i social, altrimenti l’accanimento contro quell’uomo si sarebbe moltiplicato. E oggi? Cosa accade? La rivoluzione tecnologica ha prodotto cambiamenti epocali che potrei sintetizzare con una affermazione forte e vera: oggi siamo tutti giornalisti. Tutti possediamo uno smartphone o un altro device in grado di inviare e ricevere parole, ma con una grande differenza rispetto al passato. Oggi le parole che componiamo sulle tastiere raggiungono all’istante ogni angolo del pianeta. Non sono confinate all’interno di un giornale o di un programma televisivo. Sono libere di posarsi ovunque, come polvere trascinata dal vento. Inarrestabili e incontrollabili. Una volta che premiamo il tasto invio, quelle parole non sono più nostre ma appartengono al mondo. Chiunque può farle sue, interpretarle e, come in un gioco di specchi, moltiplicarne la visione. Lo ripeto, oggi siamo tutti giornalisti e questo concetto deve assumere una centralità all’interno delle nostre vite, perché le parole sono uno strumento potentissimo. Possiedono una forza incredibile nel bene e nel male. 6


“Siamo tutti giornalisti”

Spesso non ci si rende pienamente conto del potenziale distruttivo legato alle parole che possiamo immettere in rete indirizzandole contro un altro essere umano, e ignoriamo quanto possa essere dannoso gestire male il proprio smartphone. C’è poi da sottolineare un altro aspetto. Molto spesso le parole che vengono usate contro altri, alla fine, inevitabilmente, finiscono con il ritorcersi verso di noi, producendo un effetto boomerang devastante. Tutto ciò che noi scriviamo e postiamo è rintracciabile. La cronaca insegna che negli omicidi spesso non è possibile rintracciare l’arma del delitto, in quanto l’assassino l’ha occultata. Nel mondo del web non abbiamo scampo: ciò che scriviamo, anche se in forma anonima, anche pensando di poter rimanere nell’ombra, resta e resterà sempre tracciabile. E spesso, una volta commesso il danno, a nulla serve pentirsi, perché le parole oramai sono state liberate e nessuno è più in grado di bloccarle o controllarle. Ciò che viene immesso in rete non potrà mai essere completamente cancellato. Sulla carta possiamo utilizzare la gomma per far scomparire parole e pensieri, nella rete questo non è possibile. Non esiste possibilità di rimediare, quindi l’unica soluzione è prevenire l’errore. Agire a monte, ragionare, pensare sempre a ciò che si sta scrivendo e a chi lo stiamo inviando. La mia attività di giornalista in questi ultimi anni si è concentrata su questo tema: ho incontrato docenti, genitori e migliaia di ragazzi che si sono imbattuti nel fenomeno del cyberbullismo, una parola che è entrata prepotentemente nel linguaggio comune. Nella maggior parte dei casi il primo smartphone viene regalato all’inizio delle scuole medie, ma spesso anche bambini delle elementari “armeggiano” con questo strumento. Per questo è necessario renderli subito responsabili. Aiutarli a comprendere che il mondo impalpabile della rete può essere insidioso. Quando siamo online, in genere si dice che stiamo navigando in rete. Ebbene, il primo presupposto per poter navigare in tranquillità è conoscere il mare entro il quale ci si muove. Bisogna sapere individuare le insidie che spesso sono invisibili e deleterie, come certi scogli che affiorano sull’acqua. Occorrono giudizio e una buona dose di consapevolezza quando ci si trova a utilizzare questi nuovi e potenti strumenti di comunicazione. Tutto può trasformarsi in un trabocchetto: una foto postata con superficialità, una password condivisa con altri, una frase offensiva nei con7


FOCUS

La legge contro il cyberbullismo Il 18 giugno 2017, dopo essere stata approvata dalla Camera dei Deputati e dal Senato della Repubblica, a testimonianza di quanto questo tema sia importante e attuale, è entrata in vigore la legge contro il cyberbullismo. Si tratta di disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del cyberbullismo. Trovo sia molto importante analizzare il testo della legge, in quanto, come più volte emerso nelle pagine di questo libro, la percezione di certi reati commessi in rete è ancora piuttosto blanda. La famosa frase “ma io stavo scherzando” è già stata pronunciata troppe volte. Iniziamo con illustrare in maniera sintetica le finalità e le definizioni della legge stessa, iniziando dall’articolo uno. ● Articolo 1 L’obiettivo primario è inerente al contrasto del fenomeno del cyberbullismo in tutte le sue manifestazioni, con azioni a carattere preventivo e con una strategia di attenzione, tutela ed educazione, nei confronti dei minori coinvolti, sia nella posizione di vittime sia in quella di responsabili di illeciti, assicurando l’attuazione degli interventi, senza distinzione di età nell’ambito delle istituzioni scolastiche. Ai fini della presente legge, per “cyberbullismo” si intende qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito dei dati personali in danno dei minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti online aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore, il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori, ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso o la loro messa in ridicolo. ● Articolo 2 Ciascun minore ultraquattordicenne, nonché ciascun genitore o soggetto esercente la responsabilità del minore, che abbia subìto taluno degli atti di cui all’articolo uno, può inoltrare al titolare del trattamento o al gestore del sito internet o del social media, un’istanza per l’oscuramento, la rimozione o il blocco di qualsiasi altro dato personale del minore, diffuso nella rete internet. 118


La legge contro il cyberbullismo

Qualora, entro le ventiquattro ore successive al ricevimento dell’istanza, il soggetto responsabile non abbia comunicato di aver assunto l’incarico di provvedere all’oscuramento, alla rimozione o al blocco richiesto, ed entro quarantotto ore non vi abbia provveduto, o comunque nel caso in cui non sia possibile identificare il titolare del trattamento o il gestore del sito internet o del social media, l’interessato può rivolgere analoga richiesta al Garante per la protezione dei dati personali. ● Articolo 3 In sintesi questo articolo è dedicato alla istituzione, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, di un tavolo tecnico per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo, del quale fanno parte rappresentanti del Ministero dell’Interno, del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, del Ministero della giustizia, del Ministero dello sviluppo economico, del Ministero della salute e di altri importanti enti, quali l’autorità per le garanzie delle comunicazioni, il Garante per l’infanzia e l’adolescenza e di associazioni di comprovata esperienza nella promozione dei diritti dei minori e degli adolescenti e nelle tematiche di genere. Sono presenti al tavolo anche operatori di settore e rappresentanze di associazioni studentesche e di genitori e una rappresentanza delle associazioni attive nel contrasto del bullismo e del cyberbullismo. Importante sottolineare che ai soggetti che partecipano ai lavori del tavolo non è corrisposto alcun compenso. ● Articolo 4 In sintesi adotta le linee di orientamento per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo nelle scuole. Anche avvalendosi della collaborazione della Polizia Postale e delle Comunicazioni, viene promosso il ruolo attivo di studenti e di ex studenti che abbiano già operato all’interno dell’ Istituto scolastico, in attività di peer education e nella prevenzione del cyberbullismo. L’articolo prevede anche l’attuazione di misure di sostegno e rieducazione dei minori coinvolti. Viene inoltre istituito il ruolo del referente, all’interno degli istituti scolastici, con il compito di coordinare le iniziative di prevenzione e di contrasto del fenomeno, anche avvalendosi della collaborazione delle forze di Polizia, nonché delle associazioni e dei centri di aggregazione giovanile presenti sul territorio. Vengono inoltre promossi dei bandi per il finanziamento di progetti a carattere preventivo, ma anche specifici progetti volti a sostenere i minori vittime di atti di cyberbullismo, nonché a rieducare, anche attraverso l’esercizio di attività riparatorie o di utilità sociale, i minori artefici di tali condotte. 119


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