N. 5 - Maggio 2025 CHF 12 – EUR 10
Ticino Management
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Anno XXXVII N. 5 – Maggio 2025
Volatilità e incertezza Navigare acque tempestose EUREKA
FINANZA
Certificare le belle arti, l’originalità è intelligenza
Nuovi orizzonti di crescita: disegnare la prospettiva latina
CULTURA
ANALISI
Il brio delle auto classiche, fascino oltre il collezionismo
Questione di costi, il diavolo sta nei dettagli
SOSTENIBILITÀ
ALTA GAMMA
Innovazione responsabile: valorizzare il territorio
Tecniche e stili che sublimano le icone di ieri e di domani
IL MENSILE SVIZZERO DI ECONOMIA E FINANZA
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ISSN 1664-3798
Società Editrice Eidos Swiss Media Sagl
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www.eidosmedia.ch Sede della Redazione Via Lavizzari 4 6900 Lugano Tel. 091 735 70 00 redazione@eidosmedia.ch Responsabile editoriale
Federico Introzzi · fintrozzi@eidosmedia.ch Redazione
Susanna Cattaneo · scattaneo@eidosmedia.ch Giulio De Biase · gdebiase@eidosmedia.ch Mirta Francesconi · mfrancesconi@eidosmedia.ch Simona Manzione · smanzione@eidosmedia.ch Andrea Petrucci · apetrucci@eidosmedia.ch Emanuele Pizzatti · epizzatti@eidosmedia.ch Maria Antonietta Potsios - mapotsios@eidosmedia.ch Eleonora Valli · evalli@eidosmedia.ch Hanno collaborato a questo numero Ettore Accenti, Florian Anderhub, Achille Barni, Alessandro Beggio, Marco Betocchi, Ignazio Bonoli, Luca Castiglioni, Jana Ghezzi, Fabio Nicoli, Frank Pagano, Stelio Pesciallo, Francesca Prospero Cerza, Giulia Rizzello Progetto e coordinamento grafico
Veronica Farruggio · grafica@eidosmedia.ch Coordinamento Produzione
Roberto Musitano · rmusitano@eidosmedia.ch Pubblicità
Coordinamento interno pubblicita@eidosmedia.ch · Tel. 091 735 70 00 Agenzia esterna Claus Winterhalter · winterhalter@ticino.com Abbonamenti
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amministrazione@eidosmedia.ch Chiusura redazionale: 5 maggio 2025
Editoriale
La cerca dell’Erede Caro lettore, quelli che inizialmente erano apparsi come danni ingenti, frutto delle minacce e di decisioni non ancora prese di un presidente troppo ambizioso, o di una strategia troppo geniale per essere compresa, si stanno ora rivelando ancor più significativi. Non si tratta infatti delle centinaia di miliardi di dollari andati in fumo nelle borse o dei piani d’investimento di milioni di imprese cancellati, ma di certezze vecchie di quasi un secolo che stanno venendo meno, e nemmeno troppo lentamente. Re dollaro sta perdendo lo scettro e rischia anche l’impero. I fedeli vassalli di un tempo, al pari di amici e nemici, vogliono disfarsene. È iniziato il toto nomine, e non solo in Vaticano, per trovare le potenziali alternative, pur nella consapevolezza che nell’immediato non molto possa essere fatto. Si tratta però di meccanismi che una volta innescati è difficile fermare, oltre che problemi di tutti se sul piatto della bilancia ci sono 30 trilioni di Treasury da piazzare, di cui quasi un terzo in scadenza. Se gli Stati Uniti hanno i debiti, l’Europa ha i risparmi; non si sarebbe potuta trovare dunque una qualche altra soluzione? La frittata ormai è fatta, e sarà difficile tornare indietro. Del resto, alla base di tutto che siano asset finanziari, beni High Tech tra cui le armi, o energia, c’è sempre e soltanto una questione di fiducia, reciproca. Tra chi compra e chi vende. Quando viene meno quella, non rimane nulla. La fortuna dell’oro, del franco, ma anche della Svizzera? Essere scarsi per quantità, e soprattutto neutrali. Il danno era stato fatto già i primi giorni dell’invasione dell’Ucraina con decisioni senza precedenti. Accanto a tali preoccupazioni l’edizione ha però voluto tornare a occuparsi di come sta evolvendo il mondo Esg, in tutte le sue mille sfumature verdi, e il bello nelle sue molte declinazioni. Arredo e Orologiero possono incontrarsi per un caffè? Secondo qualcuno sì, sinergie possono essere strette, e miracoli sperati.
Federico Introzzi Caran d’Ache Edizione Speciale ‘Léman Vert de Gris’
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sommario /maggio 2025 Cover Story
p. 24
Acque tempestose
L’attuale fase di mercato si contraddistingue per alta volatilità, ed enorme incertezza che paralizza le decisioni delle imprese e degli investitori. Come uscirne non è semplice, ma qualcosa si può fare, oltre a prepararsi per quando tornerà il bel tempo.
Da sinistra, Aleksandra Milan Cortegiano, Director di Valeur Group; Elena Guglielmin, Cio di Ubs Wm; Alida Carcano, Founding Partner di Valori Am; e Giovanni Castellino, Institutional Business Development di Pkb Private Bank.
Opinioni
Osservatorio
12 Ettore Accenti. L’ultimo blackout che ha interessato Spagna, Portogallo e Francia ha diverse spiegazioni. 14 Fabio Nicoli. Cambiare nome in Svizzera è più complicato che altrove. 16 Ignazio Bonoli. Le finanze di cantoni e comuni non possono privarsi dell’arrivo di contribuenti facoltosi. 18 Stelio Pesciallo. A piccoli passi si sta arrivando a un registro europeo centralizzato di tutti i patrimoni... 20 Luca Castiglioni. L’arbitrato è un istituto utile, alternativo ai tribunali statali, il cui utilizzo è spesso ignorato, ma i cui vantaggi possono essere interessanti. 22 Francesco Pagano (in foto). Il mondo finanziario è sempre più prossimo a una sostanziale evoluzione, a partire dall’idea di denaro. Cosa cambierà? Nulla.
83 Sfama. Le nuove dall’industria dei fondi svizzera. 84 Strategie. Nell’attuale fase gli Hedge Fund possono avere un ruolo chiave. 86 Tematici. Si allunga la speranza di vita, e fioriscono nuove opportunità. 88 Immobiliare. Il mattone svizzero ha ripreso a correre, ma a fare molto bene sono anche i Cantoni di frontiera, Ticino in testa. 90 Alternativi. Le meraviglie del Private Growth Equity sono strabilianti, ma molto spesso ignorate. 90 Obbligazionario. Il ruolo del reddito fisso non dovrebbe essere sottovalutato, anche in questa fase. 94 Strategie (in foto, Giovanni Miccoli). L’effetto Trump è durato davvero poco, meno di 100 giorni ed è stato il panico. Come muoversi nell’attuale contesto?
Sostenibilità 44
50 51 52
Introduzione. Alcuni elementi fondanti fanno di Lusso e Turismo settori ‘naturalmente’ sostenibili. Valcambi. Una responsabilità che va ben oltre i confini aziendali. Zutre. La tecnologia si misura con la moda per trovare nuovi equilibri. EgoKiefer. Il ruolo chiave giocato dagli infissi negli immobili.
6 · TM Maggio 2025
54
56 57
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AutoPostale. La sostenibilità passa anche dal trasporto pubblico: i progetti del gigante svizzero. Alpuriget. 35 anni all’insegna di un profondo impegno ambientale. Monte Brè. La Funicolare si rinnova, valorizzare ambiente e territorio non è mai stato così bello. BancaStato. Lo Swiss Architectural Award 2024 ha visto distinguersi il collettivo Al Borde.
Eureka 60 L’imprenditore. Il racconto di un’azienda di VIII generazione. 62 Innovazione. Nuove soluzioni o semplici mode digitali? Dipende. 64 Tech. Autenticare le opere d’arte imbocca ora una nuova strada. 66 Digitale. Avere i dati era tutto, oggi bisogna anche saperli leggere. 68 Innovazione. Il paradosso su cui si scontrano cultura e competenze.
p. 38
Anche le istituzioni più rinomate a un certo punto devono raccogliere il guanto di sfida e rimettersi in gioco. A Ginevra è iniziato il processo per rivitalizzare la melomania. A lato, Aviel Cahn, Direttore Generale del Grand Théâtre de Genève.
Prospettive latine
p. 74
p. 80
Inutile nascondere che il mercato italiano rimanga il cuore del business di molte realtà ticinesi. È tempo di stringere nuove alleanze, muovendo dalle piattaforme disponibili. A lato, Claudio Mellini, Ceo e Partner di Capitalsuite.
69 70
Studenti. Rintracciare ricercati in rete? Il problema è etico! Innovazione. Si parla di fusione nucleare, ma come alimentarla?
Finanza 72 Analisi. L’esperienza bancaria di una realtà locale dell’edilizia. 78 Wealth Mngt. Qual è il costo della propria relazione bancaria? Boh!
da p. 101
Le due annuali vetrine internazionali più importanti, Watches &Wonders a Ginevra per gli orologi e il Salone del Mobile.Milano per il design, hanno offerto una chiara fotografia della direzione in cui si muove l’alto di gamma. Tra tecniche e stili, se ne sono viste delle belle.
Lugano può diventare un Hub importante proiettato sui mercati del Mediterraneo e del Sud America? A patto di avere un progetto chiaro, e un team di spessore. A lato, Franco Tirotta, Responsabile Ticino e Italia (Wm) di Union Bancaire Privée.
Attività Cross-border
Alta Gamma
di Simona Manzione
AltA gAmmA speciale collezioni 2025
da Ginevra a Milano l’Haute Horlogerie incontra il Design
Nebula di ILTI Luce
Largo a nuove strategie
Sostenibilità
speciale
Sostenibilità
Soluzioni concrete, visioni profetiche
p. 44 Introduzione | p. 50 Valcambi | p. 51 Zutre p. 52 EgoKiefer | p. 54 AutoPostale | p. 56 Alpuriget p. 57 Funicolare Cassarate-Monte Brè | p. 58 BancaStato Swiss Architectural Award A cura di Susanna Cattaneo
da p. 43 Voce a realtà del territorio che hanno fatto dell’impegno ambientale e sociale valori fondanti del loro operare quotidiano. Molte lezioni sono state imparate, altre trasmesse e nuovi progetti pongono le fondamenta per ulteriori e positivi sviluppi.
Vernasca Silver Flag
p. 124
Si rinnova a giugno in Emilia uno degli appuntamenti più importanti del panorama motoristico internazionale. Sarà la 29esima edizione del concorso. A lato, Porsche 911 RS 964, una delle straordinarie auto che prenderanno parte all’evento.
Alta Gamma
Cultura&Lifestyle
104 Hublot. L’audacia è nel Dna e vuole continuare a sorprendere. 107 Bentley Home. Nuove icone. 108 Tag Heuer. Emozioni in pista. 110 Dordoni Studio. Filosofia progettuale del design per sottrazione. 112 Frédérique Constant. Per tutti. 115 Elite. La promessa di sogni d'oro. 116 Gaggenau. Fuochi moderni.
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Mostre. Le convergenze tra Ferdinand Hodler e Filippo Franzoni. 122 Mostre. L’arte di Angelo Giorgetti cattura l'attimo fuggente.
Rubriche 10 Appuntamenti 128 Motori
Maggio 2025 TM · 7
sommario digitale / maggio 2025
Cover story L’incertezza e la volatilità create dalle decisioni di Trump sono molte, come navigare sereni?
Eureka La sezione dedicata all’innovazione, alla tecnologia e al Venture Capital.
Cultura I protagonisti del grande mondo dell’arte, della cultura e del lifestyle.
Opinionisti Le voci degli esperti che accompagnano i lettori con costanza.
Finanza Riflettori accesi su indipendenti, banche e asset management.
Eventi La sezione web-only dedicata a pre e post eventi.
Economia Tutti gli articoli dedicati all’analisi di temi economici dalle aziende alla consulenza.
Osservatorio La rubrica di approfondimento finanziario si amplia.
Speciali La sezione dedicata a tutti gli Speciali degli ultimi mesi.
CHOPARD Alpine Eagle 41 XP CS Platinum Chopard arricchisce la propria collezione sportiva Alpine Eagle con una declinazione in platino che riprende le proporzioni equilibrate della cassa ultrapiatta “41XP”, abbinata a un bracciale dalle linee rivisitate. Il quadrante ombré di colore blu “Sfumature di Ghiaccio” è ispirato alla tavolozza di colori dei ghiacciai alpini.
La perfetta guida dell’internauta. Un vivace dialogo è iniziato, da un lato Ticino Management cartaceo dall’altro suo fratello minore digitale, l’obiettivo? Che siano sempre più connessi. Tra l’uscita di un’edizione e la successiva tutti gli articoli del cartaceo saranno pubblicati a cadenza regolare, insieme a contenuti studiati appositamente per essere nativamente digitali.
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appuntamenti
di Mirta Francesconi
Fernand Léger, La Baigneuse, olio su tela, 1932, 97,2 x 130,6 cm, Musée national Fernand Léger, Biot. In dialogo con gli artisti che ha ispirato al Musée du Luxembourg di Parigi.
© GrandPalaisRmn / Gérard Blot © Adagp, Paris, 2025
Milano Casorati
Parigi Tous Léger! Per Fernand Léger (1881-1955), artista fondamentalmente ottimista, la pittura era un modo per rendere omaggio alla vita e allo stesso tempo testimoniare i profondi cambiamenti sociali del suo tempo, sia critico che affascinato dalle rivoluzioni tecnologiche e meccaniche. Un’opera che fa un uso gioioso del colore, vitale e terapeutico, riecheggiato dall’allestimento della mostra in corso al Musée du Luxembourg di Parigi, che mette in dialogo opere di Léger, con oltre trenta lavori di artisti dell’avanguardia europea e americana dagli anni ’60 a oggi. In particolare viene evidenziato il forte legame storico e artistico con la generazione che lo ha immediatamente seguito: i Nuovi Realisti. Lanciato nel 1960 dal critico d’arte Pierre Restany, che si dice abbia battezzato il movimento proprio rubando l’espressione a Léger, di cui era fervente ammiratore, il gruppo riuniva artisti come Arman, César, Raymond Hains, Yves Klein, Martial Raysse, Daniel Spoerri e Niki de Saint Phalle che, ispirati dagli oggetti di uso quotidiano, dall’estetica della strada e dalla società del dopoguerra, si lanciavano in un’appropriazione poetica della realtà. Se il rapporto con l’oggetto occupa un posto centrale, la mostra affronta anche altri temi, tra cui la rappresentazione della società del tempo libero, l’arte nello spazio pubblico e la costruzione di un’arte accessibile a tutti e al passo con i tempi, 10 · TM Maggio 2025
nonché i processi creativi e l’importanza del lavoro collettivo. Ma in Léger si può vedere anche un precursore della Pop Art americana nonché di artisti emergenti negli anni Settanta e Ottanta come Gilbert & George a Londra e Keith Haring a New York. Così, al di là del proficuo dialogo che può esistere tra forme e idee, questa mostra intende illustrare, ancora una volta, la modernità, la multidisciplinarietà e la portata visionaria dell’opera di Fernand Léger. Musée du Luxembourg Fino al 20 luglio 2025 Photo Credit: Matteo De Fina. © Felice Casorati by SIAE
Felice Casorati (Novara 1883 - Torino 1963) è uno stato dei protagonisti dell’arte italiana del Novecento. Nonostante la sua opera sia spesso associata al realismo magico, non ha mai aderito integralmente a nessuna corrente, attingendo liberamente ai maggiori movimenti artistici della sua epoca, a cui ha saputo sovrapporre il suo tocco e la sua sensibilità artistica originale, intrisa di classicità e sempre caratterizzata da un grande rigore formale. Ne risultano opere affascinanti e personalissime, che hanno conquistato pubblico e critici. Realizzata in collaborazione con l’Archivio Casorati, la retrospettiva vuole trasportare i visitatori nell’universo poetico dell’artista, invitandoli a immergersi nei suoi ambienti, tra le figure pensose e malinconiche, emblemi riflessivi di un’umanità partecipe e di una profonda filosofia esistenziale. Esposte un centinaio di opere fra dipinti su tela e tavola, sculture, opere grafiche della stagione simbolista, bozzetti per scenografie di opere realizzate per il Teatro alla Scala (frutto della passione di Casorati per la musica), tutte di assoluto rilievo e raffinata qualità, inclusi pezzi raramente mostrati al pubblico. Arricchita da un sapiente allestimento nelle preziose sale del Palazzo Reale, la rassegna non solo offre una rilettura complessiva del lavoro dell’artista, dagli esordi a inizio Novecento fino agli anni ’50, ma permette di approfondirne il legame con Milano, città a lui particolarmente cara per il suo ruolo di crocevia artistico e culturale. Palazzo Reale Fino al 29 giugno 2025
L’elegante malinconia pensosa di Felice Casorati, Raja,1924-25, tempera su tavola, 120 x 100 cm, Collezione privata. In mostra a Milano, a Palazzo Reale.
Félix Vallotton, La blanche et la noire, 1913, olio su tela, Kunst Museum Winterthur, Hahnloser/Jaeggli Stiftung, fra i capolavori dell’artista losannese di cui ricorre un secolo dalla scomparsa.
Winterthur Félix Vallotton Illusioni perdute Nell’ambito del programma che vede diverse istituzioni svizzere rendere omaggio a Félix Vallotton (1865-1925) a un secolo dalla sua scomparsa, il Kunst Museum Winterthur gli dedica un’importante retrospettiva. Nelle due sedi di Reinhart am Stadtgarten e Villa Flora sono esposte oltre centro opere che offrono una panoramica su tutte le fasi, i generi e le tecniche dell’artista losannese: pittura, incisione su legno, scultura e disegno. Concepita intorno al tema delle Illusioni perdute, in riferimento all’omonimo romanzo di Honoré de Balzac, la mostra illustra come l’arte di Vallotton sia un riflesso critico della società, osservata con precisione. Questo è evidente prima nelle sue xilografie e poi nei suoi dipinti. Le nature morte, i paesaggi, i ritratti e i nudi sfidano l’apparenza del reale e del presunto vero, con un’illusione voluta e ricercata. Dell’artista losannese il Kunst Museum Winterthur possiede una delle più grandi collezioni al mondo: oltre duecento opere - dipinti, disegni, xilografie e sculture tra cui lavori importanti come La blanche et la noire (1913) e Coucher de soleil, ciel orange (1910), che segnano l’inizio della famosa serie dei tramonti dell’artista. Il museo deve questa importante collezione di opere a Hedy e Arthur Hahnloser, che sono stati tra i primi collezionisti svizzeri di Vallotton. In particolare, nel corso degli anni nacque una stretta amicizia fra lui ed con Hedy, i due si visitarono e si scrissero regolarmente e fu lei, a realizzare la prima biografia dell’amico, dopo la sua perdita. Kunst Museum Winterthur Reinhart am Stadtgarten & Villa Flora Fino al 7 settembre 2025
Mendrisio Una storia di arte e di poesia Il Museo d’arte Mendrisio dedica una mostra al dialogo tra il gesto artistico e la parola degli scrittori, curata da Simone Soldini: Arcangeli, Bertolucci, Biamonti, Isella, Orelli, Sereni, Tassi, Testori otto tra i maggiori letterati italiani della seconda metà del Novecento che, alla loro ricerca letteraria, hanno affiancato una riflessione sul lavoro di pittori e scultori. Tutti e otto hanno collaborato con giornali, riviste, cataloghi: chi votato maggiormente a una
vera e propria critica d’arte, chi invece assumendo i panni del conoscitore rimanendo fedele al proprio terreno letterario. Tutti e otto erano legati alle tecniche tradizionali: pittura e scultura; tutti e otto, salvo Biamonti, condividevano medesima area geografica, dalla Lombardia all’Emilia, e radici romaniche; tutti e otto coltivavano amicizie con artisti contemporanei della regione padana: Morlotti, Francese, Afro, Della Torre, Valenti, Melotti, Ruggeri, Moreni, Mandelli, Dobrzanski, con uno sguardo però sulle dovute eccezioni come Burri o Leoncillo, Guttuso o Guccione, e un altro rivolto ai “fari” di riferimento del tempo fuori dall’Italia: Bacon, Giacometti, Sutherland, De Staël, Fautrier, Wols, Klee, Hartung, Varlin, Mušič, fino ai Neuen Wilden testoriani. Accomunati dalla ricerca di un ‘rispecchiamento’ tra poesia e pittura, questi otto letterati, nonostante le rispettive peculiarità, rappresentano insieme lo specchio di un tempo, grazie anche ai legami di amicizia fra di loro e all’interesse, che spesso li univa, per gli stessi artisti. Museo d’arte Mendrisio Fino al 6 luglio 2025
Graham Sutherland, Conglomerato I, 1970, olio su tela, 110 x 95 cm, Collezione privata The estate of Graham Sutherland, fra i protagonisti del dialogo fra arte e poesia al Museo d’arte di Mendrisio. Maggio 2025 TM · 11
opinioni / l’esperto di tecnologia
Il crollo del 28 aprile Il blackout che ha interessato Spagna, Portogallo e una piccola parte della Francia ha diverse potenziali spiegazioni, ma non è certo stato un unicum storico. Ettore Accenti, esperto di tecnologia. A lato, il 28 aprile 2025 alle ore 12:33 si è verificato in 15 secondi il crollo dell’energia in rete equivalente al fermo di un numero di centrali elettriche della potenza installata totale pari a 15 GW, pari al 60% della domanda elettrica nazionale, impossibile da compensare da parte della rete internazionale collegata e provocando un blackout totale.
A
poche ore dalla consegna di un nuovo brillante contributo sul disordinato sviluppo tecnologico degli ultimi anni, ecco le agenzie ‘battere’ un evento straordinario: un blackout senza precedenti ha spento la rete elettrica in gran parte della Spagna, del Portogallo e di alcune aree del sud della Francia il 28 aprile 2025. Come sempre in casi del genere, ci vorrà tempo per conoscere tutti i dettagli, e assisteremo probabilmente a un rimpallo di responsabilità tra le autorità coinvolte. Desidero condividere con i miei lettori alcune riflessioni sulle vulnerabilità delle reti elettriche, un argomento che studio da quando, al quarto Anno di ingegneria elettrotecnica, ne appresi il funzionamento nel corso di centrali elettriche. Ho dedicato numerosi articoli e capitoli nei miei libri all’energia, analizzando casi storici di 12 · TM Maggio 2025
blackout, come quello statunitense del 9 novembre 1965 o quello italiano del 28 settembre 2003, e dei loro molti danni. La natura delle Reti elettriche: sicurezza e fragilità. Una rete elettrica, tanto più estesa, offre maggiore sicurezza nella fornitura di energia, grazie alla possibilità di compensare i carichi tra diverse fonti. Tuttavia, se una serie di guasti perturba l’equilibrio tra energia prodotta e consumata, l’intera rete può collassare, come accaduto il 28 aprile 2025 nella penisola iberica, con riflessi anche in Francia. Il compito dei gestori delle reti è ottimizzare le fonti di energia, centrali termiche, idroelettriche, nucleari o rinnovabili, per minimizzare il costo del chilowattora e garantire la continuità della fornitura. Questo richiede una conoscenza approfondita dell’andamento storico dei consumi e la capacità di prevedere il momento
di picco della domanda. Se questo picco non viene soddisfatto, la rete rischia il blackout. Un esempio critico si verifica quando una centrale riceve una richiesta di energia superiore alla sua capacità: il sistema interpreta la situazione come un corto circuito e si spegne. Le reti interconnesse, nate quasi un secolo fa, sono state progettate per compensare i carichi tra centrali. Negli anni Cinquanta, le centrali a gas furono introdotte per la loro rapida attivazione, a differenza delle centrali a carbone o nucleari, più lente nel rispondere alle variazioni di domanda. Tuttavia, l’integrazione recente di rinnovabili come solare ed eolico ha complicato la gestione. Queste fonti, dipendenti da condizioni ambientali imprevedibili, possono generare eccessi di energia che richiedono la riduzione o lo spegnimento di altre centrali, come quelle a gas, per mantenere l’equilibrio. Blackout storici: lezioni dal passato. Per comprendere l’evento del 2025, è utile ricordare due blackout. Quello del 9 novembre 1965, un guasto alla centrale idroelettrica delle cascate del Niagara provocò un effetto domino: altre centrali, incapaci di sostenere il carico, si spense-
ro per sovraccarico in appena 12 minuti. New York, gran parte del Nord-Est degli Stati Uniti e parte del Canada rimasero al buio, con fabbriche, treni e metropolitane fermi e milioni di persone nel panico. In Italia, il 28 settembre 2003, un cortocircuito causato dal contatto con un albero di una linea ad alta tensione in Svizzera, che esportava energia verso l’Italia, innescò il blackout nazionale. Un errore di comunicazione tra il gestore svizzero e quello italiano aggravò la situazione, impedendo un rapido ripristino. Le centrali italiane, vedendo carichi insostenibili, si spensero, lasciando il Paese senza energia per oltre 24 ore. Nessuna centrale poteva essere riavviata senza prima ridurre i carichi, paralizzando l’intera nazione. Il 28 Aprile 2025. È il blackout che ha colpito la Spagna continentale, il Portogallo e alcune aree del sud della Francia (in particolare l’Occitania e la zona di Perpignan) intorno alle 12:30, causando il collasso totale della rete elettrica iberica. Secondo il premier spagnolo Pedro Sánchez, alle 12:33 si è registrata una caduta di 15 GW in cinque secondi, pari al 60% della domanda elettrica nazionale, portando il sistema al collasso. Le conseguenze sono state immediate: metropolitane evacuate a Madrid, Barcellona, Valencia e Siviglia; treni fermi; aeroporti come in tilt, con voli cancellati o ritardati; semafori spenti, causando caos nel traffico; e interruzioni delle reti telefoniche e internet. Le centrali nucleari spagnole (cinque con sette reattori) hanno sospeso la produzione per motivi di sicurezza, affidandosi a generatori diesel per il loro raffreddamento. In Portogallo, circa 750mila utenti su 6,5 milioni hanno recuperato l’elettricità entro sera, mentre in Spagna il ripristino ha raggiunto il 99,16% entro le 6:00 del 29 aprile. Il blackout ha avuto un impatto limitato in Francia, dove la rete è stata disconnessa automaticamente da quella iberica tra le 12:38 e le 13:30, limitando le interruzioni a pochi minuti in alcune aree. La rete francese, alimentata da 56 centrali nucleari, ha dimostrato maggiore resilienza grazie ai suoi sistemi di sicurezza. Un Mistero. Le cause esatte del blackout restano ignote, ma diverse ipotesi sono state avanzate. Inizialmente, si è sospettato un attacco informatico. Tuttavia, Red Eléctrica, il gestore spagnolo, e l’Agenzia europea per la sicurezza informatica (Enisa) hanno escluso questa ipotesi, puntando
Novità non nuove Proprio perché la storia è solita ripetersi, ecco i due grandi blackout che spensero le reti elettriche in grandi aree mettendo nel panico milioni di persone per molte ore e creando danni immensi. Sopra. Il 9 novembre 1965 il guasto della centrale idroelettrica delle cascate del Niagara innescò il fermo di una serie di centrali e rimasero al buio New York con gran parte del NordEst degli Stati Uniti, oltre che una parte del Canada. Sotto. Il 28 settembre 2003 un cortocircuito causato invece da un albero caduto su una linea ad alta tensione in Svizzera innescò il fermo di tutte le centrali elettriche in Italia e per il ripristino dell’intera rete nazionale occorsero decine di ore con gravi danni, oltre che disagi, per l’intero Paese.
su un guasto tecnico, un sovraccarico che ha generato un effetto a cascata. Un’altra ipotesi, proposta dall’operatore portoghese Ren, riguardava un ‘raro fenomeno atmosferico’ (vibrazione atmosferica indotta) legato a variazioni estreme
«Il compito dei gestori delle reti è ottimizzare il mix energetico per minimizzare il costo del kWh e garantire la continuità della fornitura anche nei momenti di picco della domanda. Il blackout è spesso il fallimento di questo delicato equilibrismo» di temperatura. Tuttavia, l’Agenzia meteorologica spagnola (Aemet) l’ha smentito. Un’ulteriore pista suggerisce un incendio sul monte Alaric, in Francia, che avrebbe danneggiato una linea ad alta tensione tra Perpignan e Narbona, ma manca una conferma ufficiale. Un elemento d’interesse è il ruolo delle rinnovabili, di cui la Spagna è leader in Europa. L’intermittenza di solare ed eo-
lico può causare squilibri, soprattutto se la produzione o eccede la domanda o cala improvvisamente. Cinque giorni prima del blackout, la raffineria Repsol di Cartagena aveva subito un’interruzione per un guasto elettrico, suggerendo possibili instabilità pregresse nella rete. Lezioni per il futuro. Quello di oggi, uno dei peggiori nella storia europea, ricorda il collasso italiano del 2003 e sottolinea la fragilità delle reti interconnesse. La dipendenza crescente da rinnovabili richiede sistemi di gestione e bilanciamento più sofisticati. Inoltre, l’evento evidenzia la necessità di investire in infrastrutture e protocolli di emergenza più rapidi. Il premier Sánchez ha annunciato una commissione d’inchiesta per chiarire le responsabilità, mentre il Portogallo ha dichiarato lo stato d’emergenza energetica. La normalizzazione completa potrebbe richiedere giorni, specie per i trasporti. In attesa di risposte certe, si può trarne una lezione: anche le reti più avanzate non sono immuni da collassi. La sfida per il futuro sarà integrare le innovazioni tecnologiche, come l’Ia, con una pianificazione che tenga conto delle crescenti complessità del sistema energetico globale. Maggio 2025 TM · 13
opinioni/lo studio legale
Se mi chiamassi Berlusconi? Il cambio di nome in Svizzera non può essere autorizzato solo per facilitare un avanzamento sociale o economico (grazie alle virtù dell’“effetto halo”).
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mmaginate, come è successo a me, di accendere la radio e sentire il signor Berlusconi dare le previsioni del tempo. Sicuramente la vostra attenzione si accenderebbe e le informazioni sui movimenti dell’anticiclone delle Azzorre assumerebbero un suono particolare. Nel mondo della percezione pubblica, il cognome che si porta può essere più potente di un diploma, di un curriculum e perfino di un dottorato in climatologia. E il nostro meteorologo Daniele Berlusconi è probabilmente partito nella sua carriera con una interessante nuvola di attenzione tutta intorno, che non avrebbe avuto se si fosse chiamato Bernasconi o Rossi. È il meraviglioso effetto halo (in italiano alone): il meccanismo mentale per cui un solo elemento - come un cognome famoso - fa brillare tutto il resto, anche se non ha nulla a che vedere. Se ti chiami Berlusconi, con ogni probabilità gran parte della gente automaticamente ti vedrà inizialmente carismatico, intraprendente e potenzialmente di successo. Questo effetto psicologico è spesso potente ed efficace nelle fasi iniziali di una carriera e può giocare (più o meno inconsapevolmente) un ruolo nelle assunzioni e, più in generale, nei rapporti sociali e anche in quelli d’affari. Per citare un esempio internazionale, Ivanka Trump, dopo un esordio da modella, è diventata una figura pubblica di successo nel mondo della moda e del business, con un suo brand, anche sicuramente grazie al suo cognome che, evocando il potere economico e mediatico, ha creato attorno a lei un’aura di competenza imprenditoriale e di autorità. Attenzione però: l’effetto halo può anche funzionare al contrario. Chi disapprova Donald Trump può giudicare Ivanka 14 · TM Maggio 2025
negativamente, anche senza conoscerla e senza particolari motivi. Questo si chiama effetto horn (corno), cioè l’opposto dell’effetto halo, che ha ad esempio condotto il colosso Intel, che aveva acquisito McAfee, dopo vari scandali legati al fondatore della celebre azienda antivirus, a rimuoverne il nome per proteggere la reputazione del prodotto informatico, ribattezzandolo Intel security. Questi più o meno inconsci condizionamenti determinati da un nome possono spingere le persone a richiedere di cambiare il proprio, pratica più diffusa di quanto si possa pensare: solo in Ticino circa 140 persone ogni anno chiedono ufficialmente di modificare il proprio nome o cognome per le ragioni più diverse. A volte perché troppo esotico o difficile da pronunciare, altre ancora per cercare maggiore integrazione o per consolidare rapporti familiari. Così una giovane zurighese che nel 2022 richiese di acquisire il cognome del padre, che si era lasciato con la madre quando la bambina aveva solo due anni per trasferirsi in Serbia. Le ragioni addotte erano che il cambio di nome avrebbe rafforzato ulteriormente il suo rapporto personale con il padre, la sua famiglia in Serbia e le sue origini. Inoltre, visto che quello del padre era un cognome di alto livello sociale in Serbia, il suo uso avrebbe facilitato l’avanzamento economico e sociale della richiedente, in particolare in patria, dove avrebbe voluto trasferirsi. Il cambio di nome avrebbe così favorito il suo ulteriore sviluppo personale e aumentato la sua autostima e la fiducia in sé stessa. Per contro, l’uso del cognome attuale avrebbe condotto a svantaggi, soprattutto in Serbia. Con una recente sentenza (Dtf 5A_126/2024) il Tribu-
Fabio Nicoli, avvocato e notaio, partner studio legale Barchi Nicoli Trisconi Gianini, Lugano.
nale federale ha negato alla richiedente la possibilità di questo cambio di nome, sottolineando come, né singolarmente né nel loro complesso, i motivi addotti giustificavano un cambio di nome ai sensi dell’art. 30 cpv. 1 del codice civile svizzero, che richiede l’esistenza di “motivi degni di rispetto”. Nella sentenza si legge che l’asserita elevata posizione sociale del cognome del padre non costituisce da sé una ragione sufficiente per cambiare il nome. E neppure il fatto che la ragazza stesse prendendo piede tra i social quale influencer utilizzando il cognome paterno accanto al suo. Il tribunale le ha imputato di non avere neppure saputo spiegare e dimostrare come l’uso di un cognome illustre l’avrebbe in concreto facilitata nel proprio sviluppo economico, sociale e di altro tipo. Un’opinione contraria comprometterebbe la funzione di identificazione e il principio dell’immutabilità del nome. Determinante per l’Alta corte è quindi stato il fatto che la richiedente aveva trascorso tutta l’infanzia e la gioventù con la mamma e in Svizzera. La giovane influencer dovrà quindi farsene una ragione. In questo esercizio le servirà forse ricordare che l’effetto halo è probabilmente una scorciatoia, ma non un garanzia di qualità e di successo. Un nome non può sostituire la sostanza e può anzi generare eccessive aspettative positive. Così, se delle previsioni sbagliate del nostro meteorologo Berlusconi ci rovinassero la grigliata estiva, la nostra irritazione nei suoi confronti rischierebbe di essere ancora maggiore.
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opinioni/l’economista
L’iniziativa e i contribuenti Far quadrare i conti per comuni e cantoni è sempre più impegnativo, un polmone finanziario di crescente rilevanza è l’arrivo di contribuenti molto facoltosi. Ma quanto durerà?
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l piano di risparmi della Confederazione cade proprio in un momento in cui cantoni e comuni stanno preparandosi a presentare i rispettivi preventivi per il 2026 che non promettono nulla di buono. Lo dimostra anche la reazione del Canton Ticino che ha formulato un chiaro no, perfino un poco arrabbiato, alle proposte di Berna. Cantone che comunque sta cercando, a sua volta, di ribaltare oneri e spese sui comuni, che quindi non si mostrano meno alterati. D’altro canto, le previsioni congiunturali non sono per niente ottimistiche e rendono ancora più difficile trovare il bandolo dell’intricata matassa. Non sorprende perciò il fatto che alcuni sindaci dei maggiori comuni ticinesi abbiano detto di dover contare sull’arrivo di contribuenti facoltosi per dare un sostegno corposo alle loro finanze. Lo ha fatto anche Lugano che, accanto allo sforzo per risparmiare 10 milioni di franchi (su un totale di spese di 497 milioni), deve già fare i conti con un debito pubblico vicino al miliardo di franchi. Debito sicuramente in aumento, oltre i 200 milioni già considerati, visto il ricco programma di investimenti che dovrà finanziare. Ci si può quindi chiedere fin quando questo arrivo di contribuenti facoltosi, provenienti soprattutto dal nord, potrà continuare, e fin quando si potrà ancora contare sugli effetti di questo nuovo ‘marketing territoriale’. Discorso, questo, che non è certo nuovo in Svizzera ed è all’origine anche della cosiddetta concorrenza fiscale fra cantoni. Tendenza favorita dal sistema fiscale svizzero, che concede ai cantoni un’ampia autonomia, soprattutto nella fissazione delle aliquote di imposizione. Il tema è già stato affrontato anche per gli utili e i capitali delle società e ora 16 · TM Maggio 2025
si estende alle persone fisiche. Se ne era parlato in occasione dell’imposta sugli utili delle multinazionali, già decisa in Svizzera, ma che probabilmente non verrà applicata a livello internazionale. Per vedere quale sia oggi (2024) la situazione è utile dare un’occhiata alle cifre (e alla relativa cartina geografica) pubblicate dall’Amministrazione federale delle contribuzioni. Da essa appare chiaro che i cantoni (e i comuni) più favorevoli sono quelli della Svizzera centrale che da anni praticano il citato marketing, in questo caso fiscale. Su tutti emerge il Zugo, che è
«Nonostante i tempi ancora lunghi prima della votazione sull’iniziativa dei giovani socialisti, i possibili effetti di questa novità già si vedono. C’è infatti chi risiede in Svizzera che sta già valutando la possibilità di lasciare il Paese» anche quello che beneficia maggiormente della vicinanza con il centro economico più importante, cioè Zurigo, seguito dai vicini di Lucerna, Svitto, Uri e Unterwalden. Secondo la rivista Bilanz, 67 delle 300 persone più ricche in Svizzera vivono in questi cantoni e lo fanno per vari motivi, dalla tranquillità, al paesaggio, all’accoglienza, ma soprattutto per una fiscalità molto favorevole e un’amministrazione pubblica semplice ed efficiente. Anche questo paradiso fiscale sta però oggi correndo un grosso rischio, come del resto tutta la Svizzera: quello creato da un’iniziativa dei giovani socialisti che vorrebbe creare un’imposta di successione e
Ignazio Bonoli, economista.
donazione, a livello di Confederazione, a carico delle persone fisiche. Tale imposta colpirebbe le eredità e le donazioni a partire da 50 milioni di franchi con una aliquota del 50%, cioè 25 milioni. Nonostante i tempi ancora lunghi prima della votazione popolare, i possibili effetti di questa novità già si vedono. C’è infatti chi risiede in Svizzera e, all’annuncio della riuscita di questa iniziativa (numero di firme sufficiente), valuta la possibilità di lasciare il Paese. Non solo, ma è in diminuzione anche il numero di persone facoltose che pensano di trasferirsi in Svizzera. Ma anche senza questi esodi, secondo le valutazioni dell’Afc, i previsti 6 miliardi di gettito di questa nuova legge si ridurrebbero tra i 100 e i 650 milioni, a causa degli effetti indiretti sul gettito delle imposte in vigore sul reddito e la sostanza, effetti che danneggerebbero i cantoni, soprattutto quelli centrali. Nel 2021, a Svitto risiedevano oltre 300 persone con sostanza superiore a 50 milioni di franchi, a Zugo ben 250, a Lucerna 150 e in Nidvaldo un centinaio. In poche parole il ‘modello di accoglienza’ svizzera potrebbe subire un colpo fatale. Un modello che ha già sollevato anche parecchie critiche, accusato di aver provocato un’eccessiva urbanizzazione, un’esagerata presenza di stranieri, un aumento dei prezzi e altro ancora. Effettivamente, soprattutto all’inizio, si è esagerato, con le celeberrime ‘bucalettere’, ma poi il fenomeno si è via via attenuato, mentre è aumentata la concorrenza di parecchi paradisi fiscali nel mondo intero, che hanno favorito una grande mobilità dei capitali e dei loro proprietari.
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opinioni/il consulente legale
Un cittadino trasparente Si va verso l’introduzione di un registro centralizzato di tutti i patrimoni dei soggetti fiscali dell’Ue, passati ai raggi X insieme ai controlli su transazioni in contanti e valori detenuti all’estero.
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e esperienze passate comprovano che quanto viene deciso a livello Ue nell’ambito della cosiddetta lotta al riciclaggio viene regolarmente, in una forma o nell’altra, adottato anche in Svizzera. Una certa preoccupazione dovrebbe sollevare la struttura di cui si è dotata e gli scopi che intende perseguire la nuova autorità europea denominata Amla (Anti Money Laundering) che ha sede a Francoforte e che dovrebbe essere dotata (nota bene, in aggiunta alle organizzazioni nazionali che continuerebbero a sussistere) di almeno 500 collaboratori. Dietro gli scopi usuali di combattere il riciclaggio di denaro e la criminalità in campo finanziario, la nuova autorità dovrebbe essere investita del potere di localizzare a livello europeo tutti i patrimoni, al fine in un secondo tempo di servire quale substrato fiscale e di essere confiscati in una forma o nell’altra. Che questi propositi potrebbero divenire realtà è stato dimostrato dalla proposta avanzata dal Fondo Monetario Internazionale (Fmi) durante la crisi finanziaria del 2008/2009 di imporre un’imposta unica sul patrimonio del 10%. L’idea è stata ripresa nel 2013 in un documento del Fmi nell’ambito del Fiscal Monitoring con la menzione che una simile proposta potrebbe essere utile per ridurre i debiti pubblici dei paesi dell’Ue. Dopo l’abolizione del segreto bancario (in Svizzera nei confronti dei residenti esteri), l’introduzione (anche per la Svizzera) dello scambio automatico di informazioni in materia fiscale (Aia) e di imposte alla fonte (in Svizzera vigenti da anni), ora l’intenzione a livello europeo è di introdurre l’elenco dei patrimoni personali delle persone fisiche e giuridiche 18 · TM Maggio 2025
dell’Ue in un apposito registro, che dovrebbe servire a creare strumenti comuni all’Unione europea al fine impedire la delocalizzazione di patrimoni verso paesi più favorevoli al contribuente. Nell’Amla verrebbero centralizzati tutti i dati raccolti dai registri nazionali come relazioni bancarie, partecipazioni azionarie e simili o proprietà immobiliari. L’autorità europea disporrebbe del potere di sanzionare penalmente le mancate comunicazioni, di bloccare operazioni bancarie, richiedere documenti e incaricare le autorità penali e doganali di condurre perquisizioni domiciliari, il tutto allo scopo di creare il substrato per future imposizioni fiscali, ad esempio, per ridurre il debito pubblico. Questa raccolta di dati costituisce il primo stadio per l’acquisizione di mezzi finanziari atti a permettere ai governi di coprire i propri debiti confrontati con la crescita dell’onere per interessi. In tal modo c’è da temere che vengano emanate imposte una tantum sulla ricchezza o che venga imposta la concessione di prestiti a copertura dei costi per il riarmo. In aggiunta a questa misura, le previsioni vanno nella direzione di limitare le transazioni con contanti all’importo massimo di 10mila euro. Dovendo per importi superiori passare tramite l’impiego dei conti bancari, questi ultimi sarebbero soggetti all’introduzione a livello europeo di un’imposta sulle transazioni finanziarie. Se uno o più soggetti aventi diritto economici non potessero essere individuati, transazioni di persone giuridiche che superano l’importo netto di 10mila euro non potrebbero essere effettuate dagli organi soggetti alle prescrizioni legali contro il riciclaggio di denaro. Il registro europeo dovrebbe essere integrato da re-
Stelio Pesciallo, avvocato e notaio presso lo Studio 1896, Lugano.
gistri nazionali per documentare valori superiori a 200mila euro con facoltà di ridurre questo limite. In questi registri andrebbero indicati barche, auto, orologi, gioielli, opere d’arte e simili. A loro volta le transazioni con criptovalute verrebbero sottoposte a regolamentazioni e verrebbe creato un euro elettronico (Cbcd). Persone attive a livello internazionale residenti in paesi dell’Ue vengono obbligate a dichiarare anche valori tenuti all’estero. La raccolta dei dati verrebbe effettuata dalle relative autorità dei singoli paesi dell’Ue e trasmessi da queste ultime all’entità di raccolta centrale (Amla), rispettivamente quest’ultima avrebbe diritto ad accedere agli stessi. Inoltre le autorità europee avrebbero diritto di accedere a tutti i registri nazionali di stato civile e simili, a registri sulle assicurazioni sociali, a registri sui detentori di armi, su dati finanziari di ogni genere, su dati doganali e sui registri riportanti i movimenti personali da un paese all’altro. L’Ue vuole inoltre rendere possibile l’accesso ai registri patrimoniali oltre alle autorità anche a persone che si avvalgono di interessi ritenuti legittimi, quali i giornalisti, organizzazioni della società civile, le Ong, gli istituti accademici, assicurazioni e organizzazioni internazionali quali l’Ocse, il Gafi e l’Onu. La data di introduzione del registro europeo non è ancora conosciuta, ma è da prevedere possa avvenire non prima del 2026, in quanto sono ancora chiarite tutte le tematiche tecniche, giuridiche e politiche.
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opinioni/lo studio legale
L’alternativa dell’arbitrato Alternativa ai tribunali statali per la risoluzione delle controversie, la procedura arbitrale offre una serie di vantaggi che meritano di essere considerati, specialmente in contesti internazionali. Sopra, l’Avv. Luca Castiglioni, autore di questo contributo. Associato dello Studio Bär & Karrer (Lugano), è specializzato in contenziosi nazionali e internazionali.
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’arbitrato è uno strumento giuridico per la risoluzione di controversie civili e commerciali alternativo alla giustizia ordinaria dei tribunali statali, che in Svizzera ha una lunga tradizione. Questo strumento non deve essere confuso con altri metodi di risoluzione alternativi di una controversia, come ad esempio la mediazione, la conciliazione o la perizia di un arbitratore. A differenza di questi, l’arbitrato prevede la nomina di uno o più arbitri - indipendenti e imparziali - che agiscono sostanzialmente quali giudici privati e, al termine della procedura, emettono una decisione (un “lodo arbitrale”) vincolante, equiparabile a una sentenza emessa da un tribunale statale. Anche se non si può sostenere in maniera categorica che l’arbitrato sia preferibile alle procedure giudiziarie statali a priori, è opportuno considerare nella scelta del metodo di risoluzione di una potenziale controversia (per esempio, nell’ambito della stesura di una clausola compromissoria in un contratto) i vantaggi che la procedura arbitrale offre e che vengono 20 · TM Maggio 2025
qui brevemente riassunti, senza pretesa di completezza. Uno dei principali punti di forza dell’arbitrato è la sua confidenzialità. A differenza delle udienze davanti ai tribunali statali, che sono generalmente pubbliche, i procedimenti arbitrali si svolgono a porte chiuse, garantendo che informazioni sensibili o strategiche rimangano riservate. Per le aziende, in particolare, questa privacy rappresenta un vantaggio significativo. Inoltre, l’arbitrato consente una grande flessibilità procedurale. Le parti possono decidere insieme molti aspetti del processo, come la scelta degli arbitri, le regole applicabili e persino la lingua del procedimento. Questo grado di personalizzazione non è disponibile davanti ai tribunali statali, dove le regole sono standardizzate. In controversie internazionali, non è inoltre da sottovalutare l’aspetto della neutralità del tribunale arbitrale scelto rispetto alle parti e ai loro governi. In maniera elegante e pragmatica, l’arbitrato permette generalmente di evitare di essere trascinati in un contenzioso di
fronte ai tribunali statali della parte avversa. Un altro punto a favore è la possibilità di selezionare arbitri esperti nella materia specifica oggetto della disputa. Mentre i giudici dei tribunali statali possono avere competenze generali, un arbitro può essere scelto proprio per la sua conoscenza in settori come il diritto commerciale internazionale o questioni tecniche complesse. In termini di tempistiche, la durata dei procedimenti arbitrali è usualmente più breve rispetto ai procedimenti ordinari e i mezzi di impugnazione del lodo sono limitati (salvo diverso accordo tra le parti, l’unico grado di giudizio è il Tribunale federale, davanti al quale possono essere portate solo determinate censure). Questa celerità della procedura ha, in ultima analisi, un impatto rilevante anche sui costi a carico delle parti. Infine, un aspetto cruciale è rappresentato dalla forza esecutiva delle decisioni arbitrali. Grazie alla Convenzione di New York del 1958 (RS 0.277.12), i lodi arbitrali resi in Svizzera possono trovare riconoscimento e dispiegare i loro effetti in oltre 160 Paesi. Questo garantisce una facilità di esecuzione a livello internazionale che le sentenze dei tribunali statali non sempre offrono. In conclusione, a dipendenza delle circostanze concrete del caso specifico, l’arbitrato in Svizzera rappresenta una valida alternativa ai tribunali statali, soprattutto per le parti (internazionali e non) alla ricerca di efficienza, competenza e riservatezza.
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opinioni/l’esperto di blockchain
Il futuro del denaro Non se ne parla mai molto, ma il mondo finanziario è ormai prossimo a entrare in una fase di ripensamento di molti dei suoi equilibri. Cosa cambierebbe nella sostanza? Nulla.
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ra i cambiamenti più importanti degli ultimi trent’anni c’è l’avvento dell’economia digitale e globalizzata. Grazie a internet, si è finalmente potuto scrivere e leggere contenuti generati da utenti di tutto il pianeta, oltre ai canali ufficiali e ai media tradizionali. L’informazione si è democratizzata e decentralizzata. Mancava però un tassello: il denaro. Finché aziende come PayPal non hanno dato all’intero movimento di Internet uno scopo aggiuntivo: il commercio. I siti web si trasformarono da un giorno all’altro da vetrine a centri di profitto e di dati. Il trading poteva essere effettuato 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e il mondo ha conosciuto per la prima volta l’idea del denaro digitale e di un mercato globale sempre più aperto e liquido. Il marketing totale richiede la piena liquidità dei flussi di dati e di denaro. Siamo già a questo punto? Nel 2023 PayPal ha introdotto la sua prima stable-coin, ancorata al dollaro americano (chiamata Pyusd), e nel 2024 la moneta è stata aggiunta a Solana, un’altra blockchain, oltre ad Ethereum. La moneta è disponibile per il mercato statunitense e questa decisione ha portato oltre 300 milioni di wallet su chain, e ha raggiunto una capitalizzazione di mercato di oltre 1 miliardo di dollari in sole tre settimane. Mentre un tempo era necessario avere un conto bancario per usare PayPal (cioè per comprare e vendere qualsiasi cosa online), una moneta basata sulla blockchain apre nuovi punti di accesso all’economia globale. Il Pyusd, infatti, è scambiabile con altre criptovalute e funziona esattamente come una di esse. L’aggiunta di Solana, che è stata progettata per garantire un’elevata velocità e sicu-
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rezza, consente a PayPal di competere, ad esempio, con la rete VisaNet, testa a testa. Il settore finanziario è pronto per essere sconvolto? Si assisterà a una sorta di Guerre Stellari, in cui i giganti della finanza dovranno difendere i loro regni e lottare per conquistare nuovi territori, svelati dalle tecnologie esponenziali? Ecco cosa ne pensa Tom Rieder, imprenditore seriale e amministratore delegato di Tokengate, una piattaforma che
Tom Rieder, imprenditore seriale e Ceo di Tokengate.
consente servizi di tokenizzazione, ad esempio per asset del mondo reale (Rwa) o strumenti finanziari. Tokengate è un attore importante nel distretto di Zug e nell’intera scena globale della blockchain. «Soprattutto per le transazioni transfrontaliere, ci sono molti intermediari e filtri. Tecnologie come la blockchain rendono le transazioni finanziarie prive di attrito. Il potenziale e le capacità tecnologiche sono qui. Tuttavia, abbiamo il vec-
Francesco Pagano, azionista di Tokenance, Senior Partner di Jakala, Contributor de Il Sole 24 Ore.
chio sistema bancario e finanziario, che funziona ancora e vuole mantenere intatti i propri interessi e le proprie commissioni. Una rivoluzione finanziaria non avverrà immediatamente», afferma Rieder. «Il settore finanziario, per definizione, è un labirinto di regolamenti, che differiscono a livello di mercato e di nazione. La regolamentazione è fondamentale. C’è bisogno di leggi forti contro il riciclaggio e va sradicata la criminalità su larga scala. Il punto principale, tuttavia, della finanza decentralizzata (DeFi) è l’inclusione. Dobbiamo occuparci di coloro che oggi non hanno un conto bancario e non hanno la possibilità di partecipare all’economia globale, poiché il sistema tradizionale (Web2) non può permettersi di farli entrare. Vanno ridotti gli ostacoli e i costi; è ovvio che vi sia bisogno di fiducia e sicurezza, ma anche che tutti possano prendervi parte», sottolinea Rieder. Guardando al caso del Pyusd, una stablecoin potrebbe essere un buon ponte tra il mondo della finanza tradizionale e quello della nuova finanza. Favorirà l’adozione degli asset digitali grazie alla sua minore volatilità, soprattutto se legata al dollaro americano. Ma ha anche tutti i vantaggi delle crypto: sicurezza, trasparenza, accesso, interoperabilità con le catene e i token più importanti, perfetta per le micro-transazioni e programmabilità, rendendo il trading quasi come una commodity, quindi aperto a chiunque abbia una connessione a Internet. PayPal e i nuovi operatori finanziari
P T P
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digitali uccideranno le banche tradizionali? «Le banche commerciali sono nate come consulenti locali, al servizio della comunità e con piena fiducia nei confronti dei clienti. Hanno un ruolo centrale nella nostra società, che è quello della vicinanza, grazie ai loro punti vendita. Le nuove banche hanno un vantaggio molto convincente, ovviamente, ma devono conquistare la fiducia degli appassionati e delle istituzioni. Alla fine, la fiducia rimane l’unica moneta, per così dire, che ogni istituzione finanziaria deve ottenere, proteggere e alimentare. In futuro ci sarà spazio per piattaforme finanziarie innovative, soprattutto per i casi d’uso in cui gli utenti sono disposti ad avere il controllo e non hanno bisogno di aiuto. Questi servizi diventeranno delle commodity. Ma cose come la Gestione patrimoniale, la consulenza fiscale, l’eredità e gli investimenti continueranno ad avere bisogno di assistenza e, probabilmente, di quel tocco umano di cui tutti abbiamo bisogno per gestire il nostro patrimonio e dare forma al nostro futuro», osserva Rieder. La finanza di base, che è anche ciò di cui la periferia del mondo ha più urgen-
temente bisogno, sarà esternalizzata alle macchine, con commissioni pari a zero. Le banche tradizionali si adegueranno e si concentreranno sui servizi a valore aggiunto. Le nuove banche dovranno superare gli stress test delle autorità di
«Le nuove banche hanno un vantaggio competitivo molto convincente, ma devono ancora conquistarsi la fiducia di appassionati e istituzioni. Alla fine, la fiducia rimane l’unica vera ‘moneta’ che ogni istituzione finanziaria deve guadagnare, proteggere e alimentare» Tom Rieder, Ceo di Tokengate
regolamentazione per poter mangiare al tavolo degli adulti. La tecnologia sarà al servizio di un’economia che ha bisogno di una maggiore liquidità dei dati e dei flussi di denaro. La stessa domanda di prima: ci siamo
già? Cosa si aspettano gli esperti? «I prossimi anni saranno critici, quindi non siamo ancora a quel punto. Tuttavia, i segnali indicano che potremmo arrivarci entro cinque anni. Le banche tradizionali stanno sperimentando nuovi strumenti. Nuovi operatori stanno ottenendo le necessarie licenze bancarie. I mercati stanno lentamente aumentando la loro fiducia nell’arena digitale e la cultura e l’alfabetizzazione stanno migliorando. Il futuro del denaro è a pochi anni di distanza da noi e ha il sapore che il denaro ha sempre avuto, fin dalla sua invenzione: fiducia e inclusione», conclude Rieder. Il denaro è un formidabile strumento di abilitazione e di liberazione delle risorse. In un mondo in cui ogni dato e numero sarà tracciato, è fondamentale assicurarsi che i circuiti di pagamento siano sicuri, trasparenti e adatti al macro e al micro. Le banche tradizionali hanno una naturale preferenza per i macro bacini di profitto. La tecnologia può invece monetizzare il micro, sbloccando la più grande opportunità economica della storia dell’umanità: la vita, i desideri e i dati delle persone. Tutte e tutti.
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a cura di Federico Introzzi
E fu la tempesta
Muoversi nell’attuale contesto di mercato può rivelarsi particolarmente difficoltoso per imprese e investitore, con colpi di scena nell’ordine delle ore, tra tensioni geopolitiche, volatilità finanziaria ed incertezza economica. Gli Stati Uniti sono al centro del ciclone, e si moltiplicano le manifestazioni di dissenso tra avversari e alleati storici. Quale ruolo per Svizzera ed Europa?
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urbolenze chiamano incertezza, che a sua volta è solita generare volatilità, che nella maggior parte dei casi si trasforma in perdite potenzialmente importanti, salvo strategie, anche sofisticate, utili per correre ai ripari, o salvare il salvabile. Se questo è un possibile scenario finanziario, la nuova stagione di erraticità e ripensamenti inaugurata a Washington certamente non aiuta nemmeno in termini più reali e concreti, con decisioni d’investimento delle imprese sino a pochi mesi fa considerate brillanti, divenute rapidamente un boomerang nel caso di alcuni, o ben più discutibili nel caso di altri. Si è dunque chiusa un’epoca, quella della Pax Americana, e stanno infine arrivando le invasioni barbariche? I parallelismi con la Pax Augustea prima e Romana poi, sono numerosi e sotto certi
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aspetti, a dipendenza di come la si voglia considerare, la prima o la seconda, anche un po’ inquietanti rispetto al presente. Quella di cui si fece garante Augusto nel 29 a.C., al termine di tre lustri di guerra civile scoppiata in seguito all’assassinio del suo illustre zio, Giulio Cesare, è del resto una lunghissima epoca d’oro che contraddistinse Roma, e lo fa ancora oggi nell’immaginario collettivo, consacrandone la grandezza di cui ha goduto nei secoli. A chiuderla, nel 180 d.C., la morte per peste (antonina) di Marco Aurelio, che aprì una nuova incerta e tribolata fase. Per primo, nel 293 Diocleziano tentò di dividere ordinatamente l’Impero in quattro grandi regioni, poi nel 395 Teodosio ne sancì la reale divisione tra Occidente e Oriente, e infine nel 476 cadde il primo di questi, chiudendo una lunga parentesi che tanto ha dato alla storia del mondo.
I due secoli esatti che durò la Pax Romana evidentemente non sono stati privi di conflitti o problemi, ma la caratteristica dominante per tutte le areee d’influenza dell’Impero fu una sostanziale pace duratura nel tempo, nonostante il succedersi di tre diverse dinastie imperiali, in ordine cronologico: 85 anni di Giulio-Claudii (5 imperatori), 30 anni di Flavii (solo 3), e altri 85 di Antonini (altri 5). Soprattutto in coincidenza dei due passaggi di testimone si aprirono brevi fasi tormentate di profonda incertezza, con rapidi cambi di casacca, tutti rientrati in buon ordine per ristabilire l’iniziale Pax Augustea. Indiscutibilmente il modesto numero di imperatori, 13 in 200 anni, dunque una media di 15 anni di regno, con Augusto da solo a quasi 40, racconta molto delle cause di tali successi inediti nella storia dell’uomo, e con rare analogie.
«Oro e franco godono entrambi di un ‘effetto scarsità’ che ne sta spingendo il prezzo. La domanda di oro dipende dalle Banche Centrali non allineate che ne fanno incetta, rievocando le parole di Jp Morgan: l’oro è denaro, tutto il resto è credito. Evidentemente in molti lo stanno pensando» Giovanni Castellino, Institutional Business Development di Pkb Private Bank
Aree d’influenza dei quattro imperatori del 69 d.C. Emesa Syria
Britannia Belgica Lugdunensis Aquitania Narbonensis
Raetia Noricum Pannoia
L’Impero nel 69 d.C Stati e popoli clienti Provincia romana Area d’influenza di Servio Sulpicio Galba Area d’influenza di Marco Salvio Otone Area d’influenza di Aulo Vitellio Area d’influenza di Tito Flavio Vespasiano
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Evolve il contesto Miglioram. =>
Variazione attesa delle condizioni di business a 3 anni secondo i Cfo (in %)
<= Deterioram.
La prima fase critica d’incertezza, seppur fulminea, fu il cambio di dinastia tra coloro che avevano fondato l’Impero, la dinastia Giulio-Claudia, e quella Flavia. Nel biennio 68-69, dunque con la morte di Nerone, a succedersi sul soglio imperiale furono ben 5 imperatori o aspiranti tali, prima che Vespasiano riprendesse le redini dell’impero, garantendo un altro decennio di pace e stabilità. Il 69 d.C. è intanto divenuto noto alle cronache quale l’anno dei quattro imperatori, con l’altrettanto celebre infelice terzezzo di Galba, Otone, e Vitellio, che salvo di nome non hanno certo potuto lasciare il segno. Cosa rese possibile questa pace miracolosa, al netto di un indispensabile pizzico di fortuna? Un ciclo agricolo, e dunque economico, particolarmente positivo, grazie a un clima favorevole, e temperature insolitamente miti di decennio in decennio. Dopo i bagni di sangue del I secolo a.C., la pace aveva anche ripopolato vaste aree agricole in Italia e non solo, mentre l’annessione dell’Egitto all’Impero a opera di Augusto aveva garantito un generoso granaio cui attingere nelle brevi fasi climaticamente avverse. L’assenza di carestie e siccità in Asia aveva alleggerito invece le future pressioni delle tribù nomadi a spingersi fuori dalle loro regioni di origine, e spingere contro i confini romani. Un erario pubblico in salute, e costanza nel gettito fiscale, dunque la stabilizzazione dell’esercito e della sicurezza interna, avevano favorito il commercio e la formazione di distretti economici specializzati, con il Mediterraneo (e i suoi numerosi affluenti) quale piattaforma privilegiata di scambio, anche grazie al contributo del generale repubblicano Pompeo Magno, che nel lontano 69 a.C. l’aveva ripulito di qualunque forma di pirateria. Da ultimo, nonostante tutti i vizi di una corte pur sempre imperiale, quello che si potrebbe definire ‘buon governo’, retto da certezza e prevedibilità del diritto. Oggi, o forse già da tempo, il disimpegno degli Stati Uniti dagli affari globali, anche per via di oggettivi nodi economici e finanziari tuttora da sciogliersi, e dopo solo tre quarti di secolo, potrebbe aver già sancito la fine della Pax Americana, e l’inizio di quella che nel III secolo, all’estinguersi della quarta dinastia imperiale, i Severi, si definisce anarchia militare? L’inizio era l’entusiasmo. Quanto si è verificato negli ultimi mesi, dalle settimane precedenti l’elezione del nuovo
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■■ Miglioramento - deterioramento % a marzo ■■ Miglioramento - deterioramento % ad aprile Fonte: Deloitte Cfo Survey 2025
Presidente degli Stati Uniti, dunque durante una campagna elettorale delle più feroci, al concludersi dei primi 100 giorni di governo, se non fosse vero, quanto meno farebbe sorridere. Se nel caso di Aristotele l’inizio era la meraviglia, in questo caso era l’entusiasmo, collettivo, termine etimologicamente anche molto calzante. Ma poi? «A fine 2024 le aspettative che i mercati scontavano guardando
Dopo anni di pace garantiti dai Giulio-Claudii, nel 69 d.C. si aprì una breve fase di forte instabilità, durata pochi mesi, con il succedersi di ben quattro imperatori. Analogamente, nelle ultime settimane il quadro macro economico e di business a livello globale si è inaspettatamente deteriorato, nel post Liberation Day. Non è chiaro però cosa sia accaduto. Maggio 2025 TM · 25
«Considerando il differenziale di tasso tra dollaro e le altre valute, con una Fed molto cauta, e le altre ben più accomodanti, le sue attuali valutazioni sarebbero giustificabili solo in presenza di un forte deterioramento del quadro macro americano. A medio termine dovrebbe invece tornare a deprezzarsi» Elena Guglielmin, Cio di Ubs Wealth Management
Prospettive economiche della Svizzera
Liberation Day -84 Pp
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■ Variazione netta rispetto alla rilevazione precedente
2020
Pandemia -58 Pp
Shock del franco -79Pp
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Eur. Crisi -99Pp 2009
<= Negativo
Positivo =>
Variazione (%)delle aspettative a 12 mesi secondo i Cfo rispetto all’ultima analisi
Saldo netto
Fonte: Deloitte Cfo Survey 2025
La dimensione corporate 69% 53% 41%
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■ Positivo ■ Negativo
H1 2025 (III)
H1 2025 (IV)
H2 2024
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Q3 2015
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<=Pessimismo Ottimismo=>
Quota di Cfo pessimisti od ottimisti sulle prospettive dell’azienda a 12 mesi
Saldo netto
Fonte: Deloitte Cfo Survey 2025
Se la Svizzera si conferma ancora una volta, e ancora più di prima un Paese rifugio, ed estremamente sicuro, il quadro a livello internazionale e le previsioni delle imprese si fanno particolarmente fosche. La forte incertezza legata al cambio annunciato ma non ancora confermato di politica commerciale della prima economia del mondo sta giocando un ruolo determinante. 26 · TM Maggio 2025
al nuovo anno erano particolarmente rosee, all’insegna del buon governo, di cospicui tagli alle tasse, meno burocrazia, e un’aggressiva deregulation. Non indifferente, era atteso il supporto di una Fed disponibile a tagliare i tassi di 100 bp, e di un settore tecnologico molto tonico, grazie alle mirabolanti promesse dell’Ia. Il Liberation Day, l’annuncio dei dazi il 2 aprile alla Casa Bianca, ha riportato tutti bruscamente alla realtà, ma erano state le
premesse delineate in precedenza, e dunque le decisioni d’investimento, a essere irrealistiche», esordisce così Giovanni Castellino, Institutional Business Development di Pkb Private Bank. Problema nel problema, cos’è stato annunciato, e poi cos’è concretamente successo? Nessuno lo ha ancora capito a distanza di oltre un mese, il che aggrava il problema. «A prescindere da che si possa considerarla folle, la nuova fase in cui è entrata la politica commerciale della prima economia mondiale, dopo essere stata ventilata per mesi, poi urlata, twittata, negata e infine anche rimandata, sta avendo un unico inequivocabile risultato: congelare tutto. Questa profonda incertezza, che sta colpendo tutti gli agenti economici, inevitabilmente spinge a rimandare la presa di qualunque decisione, specie da parte delle imprese, il che porta l’intero sistema a fermarsi. Per quanto possa essere alta e ingiusta la pressione fiscale, ad esempio, è quanto meno un dato di fatto con cui convivere e sulla base del quale valutare possibili investimenti, cosa che invece è attualmente impossibile», rileva Mario Cribari, responsabile ricerca di BlueStar Investment Manager. Se dunque l’economia reale, e ancora più in generale il sistema, sta aspettando Godot, i mercati finanziari fanno esattamente l’opposto, ballano. «Le mezze decisioni di Trump incontreranno un importante argine, i cui principali garanti sono il suo Segretario al Tesoro, Scott Bessent, che da uomo d’affari navigato si adopererà per emendare gli attuali annunci sulle tariffe, e Jerome Powell, che non ne finanzierà i relativi costi. Sin tanto però che l’architettura e le logiche del sistema commerciale mondiale non riusciranno a tornare a imporsi e prevalere, per quanto sia probabile che questo accada molto prima di quanto molti prevedano, il problema sarà anche finanziario, con grosse turbolenze e tanta volatilità sui mercati», nota Oliver Buomberger, Coo e Deputy Ceo di Saxo Bank Switzerland. Al netto però di singoli episodi, e negli ultimi anni molti se ne sono verificati, a fiorire dovrebbe essere una nuova consapevolezza. «Qualcosa è cambiato, e non è più un’eccezione, l’incertezza è la nuova normalità, in più d’un ambito. Gli scenari estremi, i cosiddetti ‘cigni neri’, sono oggi una componente naturale di un mondo multipolare, frammentato e imprevedibile. Se dunque questa è una ragionevole
«L’incertezza è la nuova normalità. Gli scenari estremi, i cosiddetti ‘cigni neri’, sono oggi una componente naturale di un mondo multipolare, frammentato e imprevedibile. La più logica conclusione è incorporare nelle strategie d’investimento la volatilità quale elemento strutturale» Aleksandra Milan Cortegiano, Director Investment Funds di Valeur Group
Commerciare con chi?
Commerciare con chi?
All’interno e tra blocchi contrapposti
Differenza tra e intra blocchi contrapposti
110 100 90 80 70 60 50
Intra est e ovest Tra est e ovest
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Gen 18 Lug 18 Gen 19 Lug 19 Gen 20 Lug 20 Gen 21 Lug 21 Gen 22 Lug 22 Gen 23 Lug 23 Gen 24 Lug 24
premessa, la più logica conclusione è incorporare nelle strategie d’investimento la volatilità quale elemento strutturale, e non un semplice imprevisto o errore da correggere», mette in evidenza Aleksandra Milan Cortegiano, Director Investment Funds di Valeur Group. Le conseguenze di questa serie di piccoli ma fondamentali cambiamenti, soprattutto in prospettiva, presto si riveleranno essere dirompenti su molti degli equilibri passati, ma nell’immediato difficili da catturare. «Nel suo recente Outlook 2025, il Fondo Monetario si è trovato a dover elaborare tre diversi scenari: pre (dazi) e post (moratoria) 2 aprile, e post 9 aprile (dazi alla Cina). Intanto la crescita attesa del Pil mondiale è stata tagliata dal 3,2% all’attuale 2,8. Tra rinvii, esenzioni e inasprimenti di quanto già annunciato, il livello d’incertezza ha superato i limiti di guardia, in più d’un senso. Se inizialmente a preoccupare negli Stati Uniti erano due fondamentali deficit, quello statale e quello commerciale, ora sono raddoppiati, aggiungendosene un terzo, cognitivo sulle facoltà del decisore, e un quarto, di fiducia. Ed è questo il peggiore: nessuno sa più se e quanto fidarsi del Paese che ha rappresentato sino a ieri l’ancora dell’ordine mondiale occidentale», prosegue il responsabile di Pkb. L’epicentro. Per quanto non si possano attribuire le cause di tutti i mali a un’unica persona, almeno una parte dei tanti problemi che caratterizzano l’attualità hanno un padre e una poltrona facilmente identificabili. Ma se sul padre poco si può, sulla poltrona? «L’architettura del commercio mondiale è da qualche settimana soggetta a pressioni inedite, che oltre a generare incertezza economica e volatilità finanziaria, sta anche spingendo molti commentatori a tratteggiare scenari forse troppo audaci. Quello che si tende a dimenticare è che, per quanto centrale, Trump non può annullare le forze economiche in gioco, non sarà il mondo a essere pesantemente danneggiato dal suo operato, ma gli Stati Uniti. In quanto democrazia funzionante, diversamente dalla Cina o dalla Russia, le decisioni del presidente hanno un respiro molto breve, e questi sarà ‘punito’ se non dal suo partito, alle elezioni di metà mandato», evidenzia il Coo di Saxo. L’ultimo arrivato a Washington è del resto particolarmente evidente si sia posto in una situazione molto complicata da tenere, e a quale costo? «A pagarne
Ucraina
Media 2018-21 Ucraina Media 2022-24
Fonte: World Trade Organization 2024
Fonte: World Trade Organization 2024
L’impatto degli scontri tra blocchi contrapposti Alcuni scenari di frammentazione finanziaria globale (var. Pil rispetto alle attese) 0% -2%
Scenario 1 Framm. contenuta
Scenario 2 Framm. moderata
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Scenario 3 Framm. elevata
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-3.6% -4.5% Impatto simile alla-4.6% Crisi del 2008
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Scenario 4 Framm. molto elevata
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Effetto doppio rispetto alla pandemia
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-10.5%
-12% ■ Ovest ■ Est ■ Neutrali ■ Mondo Fonte: Wef 2025
le spese per primi saranno paradossalmente gli stessi elettori di Trump e, in uno scenario di stagflazione o recessione, i titoli ciclici e tecnologici dell’economia americana. Sono politiche inflative localmente, e deflative all’estero, il che lascia a Cina ed Europa più ampio margine di risposta, mentre rende meno probabile un intervento in soccorso da parte della Fed, a meno che non si assista a un precipitare degli eventi, o chiare avvisaglie di reces-
In caso di crisi e scontro tra blocchi contrapposti solitamente a pagarne le conseguenze sono i Paesi neutrali, la cui neutralità rischia di non essere particolarmente apprezzata da nessuno dei contendenti. Per quanto siano scenari improbabili ed estremi, il polarizzarsi delle posizioni tra Paesi ideologicamente antagonisti potrebbe avere un certo peso nel futuro del commercio mondiale. Maggio 2025 TM · 27
«Berna dovrebbe lavorare su come diminuire la burocrazia, che è solo aumentata, e sull’ampliamento degli accordi di libero scambio. Questo faciliterebbe ad esempio la diversificazione dei mercati di esportazione delle imprese, riducendo la dipendenza dagli attuali» Riccardo Braglia, Imprenditore ed Executive Chairman del Gruppo Helsinn
Volano incertezza e volatilità Andamento degli indici di riferimento post Liberation Day Indice di incertezza (geopolitica) globale Vix (volatilità finanziaria) Index Indice di incertezza della politica commerciale globale (dx)
1200 1000 800 600 400
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(Index) 500 450 400 350 300 250 200 150 100 50 0
sione, quando dunque sarebbe comunque tardi. In caso di accordi tangibili si potrebbe poi verificare un recupero relativo dei listini, con l’eventualità di passare nuovamente da un’allocazione irrealistica all’altra, ‘rincorrendo’ il gregge» commenta il responsabile di BlueStar. Qualora anche non fosse una questione democratica, o se anche continuasse ad avere l’appoggio dell’elettorato, le posizioni assunte da Trump sarebbero economicamente sostenibili per ben poco tempo. «A bollare come ‘insostenibile’ l’attuale scontro a suon di dazi con la Cina, durante un incontro a porte chiuse con gli investitori, sarebbe stato lo stesso Bessent, al tempo stesso moderatamente ottimista sulla possibilità di stringere un accordo, e stemperare le tensioni. I primi incontri si sono già tenuti, e altri seguiranno in più direzioni. Lo dimostra il recente entusiasmo mostrato dal Vicepresidente Vance, al termine di un vertice con il Primo ministro indiano Modi, che ha gentilmente invitato il Paese a incre-
Fonte: Imf IV-2025
E le imprese? A livello di mercati finanziari il mese di aprile è stato vissuto come uno psicodramma collettivo, culminato con qualche schiarita all’orizzonte, in vista di un’estate particolarmente calda. Ma le imprese invece, cosa stanno passando? «Avere contro la geopolitica, i mercati finanziari, e anche le valute certo non facilita l’opera delle imprese esportatrici, svizzere e ticinesi, pur rimanendo un Paese attrattivo. In termini fiscali il Ticino è competitivo rispetto a molti stati europei, con un’imposizione sugli utili che parte dal 14,6%. Le imprese innovative possono poi contare su ulteriori sgravi, ad esempio tramite ‘patent box’ e deduzioni generose (sino al 50%) per le attività di ricerca e sviluppo tramite il fondo dell’innovazione. Se il Cantone offre ulteriori incentivi alle Start up innovative, la Svizzera garantisce un sistema fiscale chiaro e prevedibile», rileva l’imprenditore, Riccardo Braglia. La fiscalità è però solo una di diverse componenti che fanno il successo o l’insuccesso di un’azienda. «Berna dovrebbe lavorare su come diminuire la burocrazia, che nell’ultimo decennio è solo aumentata, e sull’ampliamento degli accordi di libero scambio. Questo faciliterebbe ad esempio la diversificazione dei mercati di esportazione, riducendo la dipendenza dagli attuali. Le imprese dovrebbero però continuare a investire in ricerca, monitorando da vicino l’evolvere del
28 · TM Maggio 2025
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Tutti gli indicatori di incertezza sono schizzati alle stelle a poche ore dal Liberation Day, con l’annuncio di nuove tariffe, rimandate, e poi...
Capex Intenzioni d’investimento delle imprese in forte calo Index 40
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Future Capex Expectations Tracker (global) Fonte: Goldman Sachs IV-25
quadro internazionale, puntando su progetti e prodotti competitivi», nota Braglia. Le imprese sono però anche formate da persone, che oltre a eseguire prendono decisioni, e rischiano di essere influenzate dal deteriorarsi del sentiment di mercato. «In momenti di difficoltà e forte stress gli imprenditori devono rimanere focalizzati sul loro core-business, disinvestendo dalle attività secondarie, e confermando i valori della propria mission. Nel mio caso questi sono sempre stati la qualità del prodotto e del servizio, il rispetto nei confronti dei collaboratori, le persone che animano l’azienda, oltre all’attenzione verso i fornitori e i clienti. Altrettanto fondamentale è l’integrità etica rispetto alla legge e alle istituzioni, trovando la forza nei valori della famiglia», conclude l’imprenditore.
«Non solo come Piazza finanziaria, ma anche come Paese rifugio, la Svizzera si sta ritagliando un ruolo strategico chiave. Il franco non è più solo un asset sicuro, ma anche un indicatore importante di credibilità sistemica, proprio grazie al suo ruolo tecnico, non politicizzato» Alida Carcano, Founding Partner di Valori Asset Management
Scontro atlantico
Incertezze normative
Aumenti tariffali Usa sull’Europa (in pp)
Indici di incertezza attesa per settore 28
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Fonte: Goldman Sachs IV-25
Fonte: Goldman Sachs IV-25
Reazione a eventi geopolitici
Reazione a eventi geopolitici
Performance indici post evento (%)
Performance indici post evento (%)
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Deb. sovr. e val.
Monetaria
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Norvegia
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Sicurezza Spesa govern.
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■ Reciproche al 10% ■ Beni critici ■ Automotive ■ Acciaio/all. e derivati
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■ Dati aprile, media a 3 mesi Picco pre-2025, media a 3 mesi Media storica (1985-2024)
Prog. assistenza
mentare gli acquisti di prodotti statunitensi. Similmente, c’è ottimismo anche di trovare un’intesa con il Giappone dopo le recenti tensioni», chiosa Elena Guglielmin, Cio di Ubs Wealth Management. A uscire ringalluzzita dallo scontro, anche essendo disponibile a pagarne parte del costo, è del resto già nell’immediato Pechino. «Al netto del clima recessivo, e di palpabile sfiducia nei confronti degli Asset statunitensi, la Cina ha dimostrato tutta la sua forza e profondità strategica, mettendo in campo contromisure efficaci e immediate, dopo essersi nel corso del tempo resa meno dipendente dal mercato americano. Entro 6-9 mesi, la Fed sarà costretta a tagliare i tassi nonostante l’aumento dell’inflazione, con dunque una minor crescita economica, e una riduzione degli utili aziendali. Il Liberation day ha inizialmente causato un incremento dei prezzi per i consumatori, salvo poi aver sospeso tali tariffe per 90 giorni. E ora si aspetta», rileva Alida Carcano, Founding Partner di Valori Asset Management. Nel concreto. Se a essere sbagliate sono le decisioni, oltre alle motivazioni che le giustificherebbero, a essere peggio sono le modalità con cui queste vengono comunicate. «Andando oltre la retorica politica, gli effetti economici di un dazio sono noti. Sono imposte su consumatori e produttori, che spingono i prezzi e diminuiscono l’efficienza delle imprese, con attualmente un impatto negativo stimato sul Pil americano di 1 punto percentuale. Ma come sottolinea Krugman il problema è un altro, è l’incertezza che generano a scatenare le recessione, non altro. Nessuno investe se non sa cosa accadrà a pochi mesi», constata Aleksandra Milan Cortegiano, di Valeur Group. Nonostante gli effetti siano abbastanza discussi in letteratura, potenzialmente ogni evento è diverso dall’altro, e in questo caso le peculiarità non mancano. «Non esistono molti precedenti storici di recessioni indotte da dazi, mancano dunque diagnosi e terapie efficaci. A essere determinante è anche se la recessione sia accompagnata da una crisi finanziaria, che complicherebbe molto tempi e costi della sua uscita. Sono diversi i paradossi in cui siamo incappati, dovevano essere la panacea, rimpinguando le casse dello Stato, riducendo il disavanzo commerciale, e ricostituendo la capacità produttiva perduta. Si discute ora di una recessione. A prescindere da questo, che vi fosse
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■ S&P ■ Ftse (medie storiche post ‘45) Fonte: Imf IV-25
qualche problema logico alla radice era evidente, ridurre il deficit commerciale implica anche contrarne il relativo gettito, invece ricostituire le capacità manifatturiere richiede anni, e molte risorse, umane oltre che finanziarie. Se una parte importante dell’elettorato si dichiara favorevole all’idea, non sono in molti quelli disposti a ‘tornare in fabbrica’», precisa Castellino. Alla base di tutto, da qui le difficoltà crescenti, c’era forse l’idea balzana che
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■ S&P ■ Ftse (post invasione Kuwait, ‘90) Fonte: Imf IV-25
Tutti i rischi di cambio di politiche sono stati assorbiti dall’incertezza commerciale, paradossalmente allo stato attuale è molto improbabile cambi altro, e gli indicatori tematici hanno ritracciato al di sotto della media storica. Nonostante l’incertezza attuale secondo i precedenti i mercati sono comunque destinati a rimbalzare, a distanza di qualche mese, al ritorno del sereno. Maggio 2025 TM · 29
«Un abbassamento delle valutazioni del dollaro non equivale a una perdita del suo status di riserva globale, ed è sufficiente guardare indietro di pochi anni. Quando l’euro/dollaro era a 1,60 e la sterlina a 2,10 nessuno metteva in discussione il biglietto verde. Nonostante tutto, il contesto non è così cambiato» Geoff Yu, Emea Market Strategist di Bny
La risposta dei Governi Mix delle politiche monetarie e fiscali per Paese (dati 2022-24)
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Variazione politica fiscale, 2022-24 Fonte: Imf IV-2025
Volano i rendimenti Variazione dei rendimenti dei sovrani a 10y rispetto a IX-2024 (in bp) 100 80 60 40 20 0 -20 -40 Set. 2024
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Nov. 2024 Francia
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Mar 2025.
Apr. 2025
Usa
Fonte: Unctad
Il policy mix degli ultimi anni messo in campo dai singoli Paesi è molto vario e modulato, con analogie per area geografica, ma anche importanti differenze. I Paesi frugali si confermano molto ligi alla disciplina fiscale, ma la Germania ha infine rotto i ranghi con l’annuncio storico della fine del pareggio di bilancio, e l’inizio di importanti investimenti pubblici dal 2025. 30 · TM Maggio 2025
nessuno si sarebbe opposto, e tutti sarebbero immediatamente scesi a miti consigli, ‘baciando la pantofola’. Che non fosse pretendere troppo? «Sanzionare i fattori di produzione mina la competitività delle imprese, in questo caso americane che importano semilavorati dalla Cina, le quali in più si trovano ora soggette a dazi reciproci, che stanno mandando fuori mercato l’export americano, ad esempio dei semi di soia, il che costerà
diversi miliardi di sussidi agricoli a Washington. A tendere, la situazione non può che peggiorare, e si arriverà a una recessione; le aziende non investono, e dunque si verificherà un crollo della crescita. I siti produttivi si sposteranno dalla Cina, approdando negli stati limitrofi e vanificando l’obiettivo iniziale. È noto che i dazi non proteggano le industrie, ma ritardino solo l’inevitabile, al suon di generose sovvenzioni pubbliche, ossia altri costi. Il deficit si amplierà, la spesa per interessi si gonfierà lentamente, a patto che Pechino non intervenga sul mercato, disfandosi di centinaia di miliardi di dollari di Treasury, che equivarrebbe al caos», sottolinea Buomberger. Ma nell’immediato cosa dovrebbe succedere? Cosa è lecito attendersi? «Il tono più conciliante della Casa Bianca dovrebbe essere prodromico a trovare degli accordi, scongiurando lo scenario peggiore. Escludendo la Cina, l’aliquota media ponderata dovrebbe assestarsi tra il 10 e il 15%, con Canada e Messico esenti. I continui colpi di scena contribuiranno a tenere molto alta la volatilità nei mercati finanziari, ma un approccio più costruttivo per trovare soluzioni dovrebbe aiutare ad abbassare i toni, e risolvere le controversie», evidenzia il Cio di Ubs. Intanto i mercati. I dazi, pur essendo ancora in larga misura solo minacciati, hanno avuto dunque un ruolo decisivo nel seminare incertezza economica tra le imprese. Il riflesso è stato però ancora più incisivo a livello di indici, con rari eguali nella storia. «Nei primi quattro mesi dell’anno le prospettive finanziarie e gli equilibri dei mercati sono cambiati radicalmente. Nel primo bimestre c’era ancora nell’aria l’entusiasmo post-elettorale, pur in assenza di basi o dati concreti, puntando tutto sulle aspettative. Il 2 aprile tutto è cambiato, gli scenari sono saltati, e in due giorni è stata registrata una perdita aggregata globale di 6,6 trilioni di dollari. Lo S&P 500 e il Dow Jones hanno corretto di oltre il 10%, il Nasdaq di quasi il doppio, del 19%. È aumentata l’incertezza, e gli asset statunitensi hanno iniziato a perdere la fiducia degli investitori», nota l’esperta di Valori. Allontanando l’obiettivo, e guardando a un arco temporale più ampio, le evidenze però aumentano, e anche i moniti a quanto stia davvero accadendo. «Non si può più parlare di semplice volatilità, ma di un vero e proprio cambio di para-
«La diversificazione negli ultimi anni ha pagato malissimo perché fallace ne è stata l’applicazione: l’eccessiva dominanza degli indici americani, a loro volta sovrappesati su pochissimi titoli, tecnologici. Situazione aggravata dal crescere dei prodotti passivi» Mario Cribari, Responsabile ricerca di BlueStar Investment Manager
Debito quanto mi costi Costo del servizio del debito del Governo centrale (in % del Pil) 5 4 3 2 1
Economie avanzate
Mercati Emergenti Stati Uniti
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0 2000
digma. Negli ultimi mesi asset rischiosi, dollaro e Treasury, dunque tre pilastri degli equilibri finanziari mondiali, sono scesi insieme. Un evento raro, con soli sei casi dal 1970. Il mercato sta riprezzando l’eccezionalismo americano, e abbondano le analogie con il periodo 2000-2004, l’inizio di una discesa costante del dollaro. Da inizio anno, il Dxy è in calo del 9%, lo S&P 500 del 13, e i rendimenti dei Treasury stabilmente sopra il 4,8%. A crescere è però una percezione diffusa tra gli investitori che gli Stati Uniti non siano più quelli di prima, e che molte certezze debbano essere rivalutate, in primis il dollaro. Invece di rafforzarsi, come storicamente è sempre successo durante le crisi, si sta svalutando», riflette l’esperta di Valeur. Passata la tempesta, sta ora tornando il sereno. O almeno così sembrerebbe in superficie, sulle ali di confortanti aspettative, seppur temporanee. «Il picco di volatilità registrato in aprile, a seguito delle annunciate decisioni di Trump, ha scatenato dapprima un’impressionante correzione degli indici azionari, che hanno poi recuperato una parte delle perdite nelle settimane successive, sulla scia di possibili schiarite all’orizzonte in ambito di negoziati commerciali in corso. La stagione degli utili dovrebbe contribuire a ridare fiducia ai mercati, almeno nel breve periodo, per quanto l’azionario statunitense continui a scambiare sotto i livelli di inizio anno», rileva Guglielmin. Il breve periodo. A fronte di tutti questi chiari di luna, tra illusioni e pie speranze, una prima concreta domanda che in molti si fanno è: che fare nell’immediato della burrasca? Pur senza rievocare il keynesiano ‘nel lungo periodo saremo comunque tutti morti’. «Come recita un noto adagio anglosassone, ‘rincorrendo i minimi e i massimi si rischia di essere sempre dalla parte sbagliata del mercato’. È ancora troppo presto per capire cosa succederà, per quanto stringere 100 accordi commerciali in 100 giorni sia sempre più irrealistico, la speranza è di farlo almeno con tutti i Partner più importanti, al costo di qualche ulteriore retromarcia, e un incentivo dovrebbe arrivare dal bassissimo gradimento attribuito ora al Presidente. In tale contesto l’invito è a voler privilegiare portafogli equilibrati, incentrati su titoli di qualità, e ancora meglio se aziende con un buon pricing power. I settori più difensivi, ad esempio i consumi domestici, dovrebbero uscirne
Paesi in via di sviluppo Cina
Fonte: Imf IV-2025
Lo stato dell’arte di diversi Stati Metriche a confronto di finanza pubblica delle principali economie Rapporto debito pubblico/Pil
Stati Uniti Unione Europea Germania Francia Regno Unito Giappone Cina
2000 55.6 66.5 59.3 59.5 28.3 135.4 23.0
2023 122.3 81.7 63.6 110.6 97.6 266.0 83.6
Avanzo o disavanzo di bilancio in rapporto al Pil (%) 2000 +2.3 –1.2 –1.6 –1.3 +1.4 –7.6 –2.8
2023 –6.3 –3.5 –2.5 –5.5 –4.4 –4.6 –5.8
Quota di debito del Governo centrale detenuta da investori esteri (%) 2023 23.3 42.8 45.2 51.0 31.0 13.5 3.0
Fonte: Cfa Research
avvantaggiati, pur nella consapevolezza che oggi il commercio internazionale è ampiamente costituito da semilavorati», mette in evidenza il responsabile di Pkb. Forti delle esperienze pregresse, e senza bisogno di risalire di troppi mesi, alcuni insegnamenti seppur elementari potrebbero essere facilmente colti. «La diversificazione, specie in ambito azionario, negli ultimi anni ha pagato malissimo, non perché il principio sia sbagliato, ma perché
Un confronto tra Stati evidenzia significative differenze a livello di finanza pubblica, con curiose divergenze sull’andamento dei conti pubblici tra grandi Paesi. Negli ultimi vent’anni il debito è comunque esploso in quasi tutte le economie, accomunando Paesi sviluppati ed emergenti, trend ancora più preoccupante. Volano i costi del servizio di questo debito. Maggio 2025 TM · 31
«Si tende a dimenticare che Trump non può annullare le forze economiche e commerciali in gioco, a esserne danneggiati saranno gli Stati Uniti. In quanto democrazia funzionante, le decisioni del Presidente hanno un respiro molto breve, e questi sarà ‘punito’» Oliver Buomberger, Coo e Deputy Ceo di Saxo Bank Switzerland
Ballano le valute Deprezzamento/apprezzamento relativo rispetto al dollaro per moneta (in %) 15 10 5 0 -5 -10 ZAF
AUS
IDN
TUR
KOR
CHL
ETH
BRA
EGY
MEX
CHN
■ 16-X-24 - 16-I-25 ■ 17-I-25 - 8-IV-25
MYS
CAN
SGP
COL
ISR
IND
GBR
DZA
HUN
HKG
MAC
PER
PHL
DNK
EA
ROU
CZE
POL
CHE
NGA
-15
Var. cumulativa
Fonte: Imf IV-2025
Debiti sovrani europei
Treasury da collocare
Collocamenti netti per anno (mld eur)
Per anno di emissione e duration (usd mld)
1,000 800 600 200 −200
25
23
21
19
17
15
13
11
09
2007
−600
400
200
−1,000
■ Bce ■ Collocamento netto Collocamenti netto netto
Fonte: Imf IV-25
È ormai qualche mese che prosegue il trend discendente del dollaro, che perde sistematicamente in vigore rispetto a tutte le principali valute, le prospettive non sono delle più rosee nemmeno a medio termine. Problema nel problema i collocamenti di Treasury nei prossimi mesi e anni sono dei più notevoli con una duration media sempre più bassa, che complica i piani. 32 · TM Maggio 2025
600
0 anni 0–2
2–5 5–10 10–20 ■ 2024 ■ 2025
20–30
Fonte: Imf IV-25
fallace ne è stata l’applicazione: l’eccessiva dominanza degli indici americani, a loro volta sovrappesati su pochissimi titoli, tecnologici. Situazione aggravata dalla crescita della quota di mercato dei prodotti passivi. I dubbi sul Paese, e gli indici statunitensi comunque molto alti rispetto alla media storica, invitano a guardare altrove, all’Europa o agli Emergenti, con il value che potrebbe recuperare terreno sul growth. Analogamente in ambito obbliga-
zionario e valutario», sentenzia Cribari. Pur sempre nella pia speranza che l’impasse commerciale in un modo, o anche nell’altro, si risolva. Non sapere è comunque peggio. «Aspettando che il sistema torni di prepotenza ad affermare le sue regole, le leggi fondamentali della politica d’investimento restano valide, pur in presenza di qualche leggero adeguamento visto l’inedito contesto. Un leggero aumento della liquidità, non reinvestendo i dividendi, potrebbe essere un accorgimento tattico, al pari di una maggiore ponderazione in altre regioni, Sud-Est asiatico, Scandinavia e Svizzera, o più in generale verso economie stabili, con Governance affidabili e istituzioni funzionanti», rileva il Coo di Saxo. Come sempre accade, il rischio è di passare da un estremo all’altro. «L’economia mondiale, nonostante lo shock iniziale si riassesterà su un nuovo equilibrio, e i mercati torneranno a crescere, in concomitanza con il rifiorire della fiducia. Nonostante le difficoltà, il tecnologico rimane interessante, e la filiera dei semiconduttori sta comunicando buoni risultati, e domanda stabile. Nell’immediato, una strategia basata sugli Hedge Fund è in grado di proteggere dai ribassi, adattandosi autonomamente al quadro macroeconomico, mentre l’orientamento all’alpha, e i fondi multi-strategy proteggeranno la performance dalla volatilità. Le strategie macro dovrebbero generare invece rendimenti positivi. Tutto questo nella consapevolezza dei rischi specifici, tra cui illiquidità e scarsa trasparenza», eccepisce il Cio di Ubs. Qualche breve certezza di cui tener conto anche in termini di strategia, in presenza di diverse valide alternative possono essere dunque così riassunte. «Abbandonati i punti fermi del pre-2025, le nuove priorità di cui tener conto dovrebbero essere altre. Un ruolo chiave dovrebbero ricoprirlo gli investimenti a bassa volatilità, dunque obbligazionario a brevissimo, o strategie market neutral che evitano di prendere esposizioni troppo importanti; di pari passo a beni rifugio autentici, dunque oro fisico e real estate, infrastrutture e arte. La diversificazione del portafoglio dovrebbe essere interpretata in maniera ancora più radicale, non solo in termini di asset class, ma anche per geografia, valuta e giurisdizione delle singole posizioni, oltre all’esposizione verso economie indipendenti, in grado di offrire maggiori
«La Svizzera si trova innanzi a un crocevia: da un lato gli Stati Uniti con un importante deficit di capitale, e l’Europa, con un significativo surplus, potrebbe dunque giocare un ruolo di primo piano. Il franco continuerà a guadagnare sul dollaro, e ci vorrà tempo perché ne perda sull’euro» Norman Villamin, Group Chief Strategist di Union Bancaire Privée
Il debito americano Evoluzione del debito federale negli anni (in % Pil) 4% 0% -4% -8% -12% -16% 1950
1960
1970
1980
1990
■ Deficit di bilancio
2010
2000
2020
■ Surplus di bilancio
Fonte: Cfa Research policy center
Chi sono i fortunati? Detentori dei Treasury per totale (sx) e per singola area (dx) 40
2500
35 2000
30 25
1500
20 1000
15 10
500
■ Inv. domestici (sx) ■ Inv. stranieri (sx)
Totale (sx) Giappone (dx)
Ue (dx) Cina (dx)
2024
2022
2020
2018
2016
2014
2012
2010
2008
2006
2004
2002
0
2000
5
Mld usd
Trl. usd
certezze, com’è il caso della Svizzera o dell’India, di Singapore o di alcuni stati del Golfo», chiarisce Milan Cortegiano. Accettata una nuova strategia, e una rivisitazione alla radice del processo d’investimento, si deve però poi essere in grado di rispettare tali conclusioni. «È sempre fondamentale non lasciarsi trascinare dal market sentiment o dalle fluttuazioni giornaliere dei titoli, ma rimanere disciplinati. La reazione dei mercati a inizio aprile è stata molto impulsiva, non ha tenuto conto dei fondamentali delle singole aziende, mentre in un contesto di forte incertezza è la qualità il principale fattore distintivo. Si dovrebbe infatti puntare su aziende solide, con bilanci stabili, e robusta generazione di cassa, il che consente solitamente di adattarsi rapidamente ai cambiamenti di mercato, rafforzandone la competitività», rileva Carcano. In tale contesto incerto, pur brillante che sia la strategia, il rischio è destinato a rimanere a lungo un fattore critico di successo. «La sua corretta gestione dovrebbe assumere un ruolo prioritario, gli equilibri mondiali continueranno a evolvere nell’arco dei prossimi mesi, e si assisterà a nuovi picchi di volatilità. Gli investitori dovrebbero dunque implementare una solida gestione del rischio incentrata su allocazioni in liquidità, riducendo il dollaro americano. L’oro e selezionate strategie di Hedge Fund avrebbero il duplice ruolo di garantire flessibilità, oltre a consentire di cogliere eventuali opportunità, allorquando all’orizzonte dovessero presentarsi schiarite non solo finanziarie, ma anche geopolitiche», evidenzia Norman Villamin, Group Chief Strategist di Union Bancaire Privée (Ubp). Si salvi chi può? In un contesto non solo d’investimento particolarmente contrastato, al netto di brillanti strategie, in molti potrebbero esigere maggiori sicurezze, e dormire sonni più tranquilli. Ma anche in questo caso la situazione è in evoluzione. «Al netto di una perdurante volatilità, acquisti graduali di azioni rispetto a singoli titoli sottovalutati dovrebbero diminuire i rischi, specie se uniti a strategie di conservazione del capitale. A fronte degli attuali rendimenti elevati, crediamo inoltre che i Treasury possano apportare diversificazione ai portafogli e ci aspettiamo che registrino buone performance nel caso di un rallentamento della crescita statunitense», precisa Guglielmin. Se i beni rifugio stanno però cambiando
0
Ue + Uk (dx) Paesi exp. di petrolio (dx)
Fonte: Federal Reserve 2025
pelle, anche altre definizioni vivono momenti di difficoltà. «Il termine ‘tasso d’interesse privo di rischio’ non ha più un’accezione meramente creditizia, ma ha una valenza sempre più politica, in particolare di resilienza istituzionale dei singoli Paesi. Da qui la corsa del franco svizzero, oltre al caro vecchio metallo giallo, o delle obbligazioni canadesi e norvegesi. Gli istituti bancari europei potrebbero trarne vantaggio, a patto di sciogliere qualche nodo
Quasi un quarto della fantasmagorica cifra di 40 trilioni di dollari, il debito federale americano, sono in mano a investitori stranieri, che per una e mille ragioni potrebbero anche decidere di farne ‘altro’, o di usarlo a loro volta quale sensibile arma di ricatto nei confronti di una Amministrazione molto poco riconoscente anche nei confronti di storici alleati. Mossa saggia? Maggio 2025 TM · 33
Il dominio del dollaro Quote del biglietto verde rispetto alle altre valute in alcuni ambiti critici In % del totale
In miliardi di usd
100 90 80 70 60 50 40 30 20 10 0
90 80 70 60 50 40 30 20 10 0
58% 48%
22%
20% 5%
6%
7%
2%
Riserve estere globali
4%
4%
Fatturazione dell’export globale
88
31 13
17 7
Quote di transazioni forex giorn.
■ Usd ■ Eur ■ Gbp ■ Jpy ■ Rmb Fonte: Wef 2025
Il regno del dollaro Evoluzione delle riserve valutarie in valuta forte, e detentori dei Treasury (% tot) 40%
72%
35%
68%
30%
64%
25%
60%
20%
56%
15%
52%
Quota di riserve globali in usd
2023
2021
2019
2017
2015
2013
2011
2009
2007
2005
2003
2001
1999
1997
1995
10%
Quota di debito federale di investitori esteri
Fonte: Cfa Research 2025
Il dollaro almeno per il momento regna ancora incontrastato, nonostante siano anni che perde lentamente peso in termini di pervasività delle riserve estere.
e riserva ancora nell’aria, ad esempio in termini di sfide normative e di riassetto», sintetizza Buomberger. Il ritorno di fiamma dell’interesse verso tali asset qualche seria inquietudine dovrebbe però sollevarla. «È l’equivalente di valutare un’assicurazione sulla casa, ad alluvione consumata. Dovrebbero infatti far parte per prassi di un portafoglio equilibrato attribuendogli quella stabilità necessaria ad affrontare con più serenità le crisi sempre possibili. Oro e franco godono entrambi di un ‘effetto scarsità’ seppur per ragioni diverse, che ne sta spingendo il prezzo, con però qualche rischio. Con un franco ormai prossimo ai massimi del 2011 contro dollaro, la Bns potrebbe essere stimolata ad agire, mentre nel caso dell’oro stanno contribuendo massicciamente a spingerlo diverse Banche Cen34 · TM Maggio 2025
trali, tanto che nei primi 4 mesi dell’anno ha già registrato un incremento di prezzo del 26%, dopo i record del 2024. Del resto, stando alle parole di Jp Morgan: l’oro è denaro, tutto il resto è credito. E considerando il quadro geopolitico devono essere in tanti ad averlo pensato», eccepisce Castellino. Dunque, un ennesimo ritorno al passato, semplicemente passando per un salto carpiato, o una breve parentesi storica di facile ottimismo? «Nell’era post-Bretton Woods il sistema monetario mondiale era imperniato sull’oro, legato al dollaro, e con cambi fissi tra le altre principali valute. Nel 1971 Nixon pose fine alla convertibilità dollaro/oro, ma fu necessario attendere il 1989 e la fine della Guerra Fredda per lasciare scivolare l’oro nelle retrovie, promuovendo il dollaro stesso e i Treasury. Il riassetto in corso sta invertendo il trend, facendo riaffiorare di prepotenza il metallo giallo, che entro gli inizi del 2026 dovrebbe raggiungere quota 4mila dollari l’oncia. La ricostituzione delle scorte e la svalutazione del dollaro dovrebbero garantire un trend
di lungo periodo opposto ai due asset», riflette l’esperto di Ubp. Rex fuit. Il lungo regno del dollaro americano è un retaggio che arriva da lontano, da prima della Seconda guerra mondiale, poi andato consolidandosi sulle ali della ricostruzione post-bellica, europea ma non solo, e all’ombra del Generale Marshall. «Nell’arco di poco più di mezzo secolo molto è cambiato. È il 1971 quando il segretario al Tesoro John Connally rimarcò una svolta storica, asserendo: ‘il dollaro è la nostra moneta, ma è un vostro problema’. Era appena saltata la convertibilità con l’oro, ma sopravvisse il suo ruolo egemone, anche a fronte di una geniale mossa diplomatica di Henry Kissinger: in cambio di protezione militare, il petrolio saudita sarebbe stato scambiato solo in dollari. Erano nati i petrodollari, che gli avrebbero garantito centralità per i decenni successivi. Oggi Trump offre una nuova chiave di lettura, che sta minando tali certezze, ‘il dollaro è la nostra moneta, e il nostro problema’, in quanto la sua forza danneggerebbe l’industria americana, e alimenterebbe il deficit commerciale», chiarisce Milan Cortegiano. Si tende però spesso a dimenticare che determinate decisioni hanno effetti duraturi nel tempo, che a distanza di anni possono rivelarsi sorpredenti, al pari di un tasso di crescita annuale composto. «Gli attuali squilibri che si stanno verificando negli Stati Uniti superano quanto verificatosi nel 1971, e poi nel 1985, la svalutazione del dollaro contro yen e marco. Oggi a ‘svalutarsi’ è però anche la fiducia nel Paese da parte di avversari e alleati, che mette in mora il ruolo del dollaro e degli asset denominati tali quali reali beni rifugio, da qui le quotazioni straordinarie che sta raggiungendo l’oro, e non solo. Il percorso verso un nuovo equilibrio richiederà però degli anni, con nuovi picchi di volatilità, a fronte di squilibri globali ben più marcati che in passato, e senza facili alternative», prosegue Villamin. Del resto, cosa c’è oggi a giustificare determinate scelte, se non l’ortodossia degli ultimi decenni? «Limitandosi a guardare ai fondamentali, il dollaro è fortemente sopravvalutato, da anni. Questo è reso possibile da un’illimitata fiducia dei mercati verso il Tesoro, e la Fed. Il 2 aprile è stato però l’equivalente di un embargo ai danni del resto del mondo, alleati inclusi, e ora forse i due terzi dell’economia mondiale hanno deciso di fare qualcosa,
alzando la voce e guardando altrove. A muoversi per prima, archiviando molti preconcetti, dovrebbe essere l’Europa, che oltre all’arroganza riceve sempre meno dagli Stati Uniti, e non abbastanza per continuare a giustificare certe abitudini», rileva il responsabile di BlueStar. Evidentemente, non tutti i Paesi e non tutte le valute sono uguali, e in grado di adottare certe decisioni, impopolari o azzardate. «Molte posizioni sono in fase di rivalutazione, è vero, ma un abbassamento delle valutazioni non equivale a una perdita del suo status, ed è sufficiente guardare indietro di pochi anni. Quando l’euro/dollaro era a 1,60 e la sterlina a 2,10 nessuno metteva in discussione il biglietto verde. Nonostante l’attuale contesto sia diverso dai passati, durante le ultime fasi di elevata volatilità ci sono comunque stati acquisti di dollari dall’estero, specie dagli Emergenti, oltre che di Treasury con duration superiore a 10 anni. Il dollaro può, a dipendenza dei casi, essere un rischio o un rifugio, dipende rispetto a cosa, qual è dunque l’esposizione opposta. Sfortunatamente però continuano a non esserci chiare alternative», riferisce Geoff Yu, Emea Market Strategist di Bny. Ma quanto pesano i dubbi politici rispetto a quelli economici? «Se si considera il differenziale di tasso tra il dollaro e le altre valute, con una Fed molto cauta nei confronti di tagli, e le altre ben più disponibili, le sue attuali valutazioni sarebbero giustificabili solo in presenza di un forte deterioramento del quadro macro americano. A condizione evidentemente che non aumenti di nuovo l’incertezza politica e istituzionale, specie nei confronti di Powell. A medio termine, il dollaro dovrebbe invece tornare a deprezzarsi, a fronte di un rallentamento della crescita e dell’appesantirsi dei deficit gemelli. Per intanto le transitorie fasi di rafforzamento dovrebbero essere colte per ridurre tali posizioni, a vantaggio di euro, yen, sterlina inglese, dollaro australiano, o franco svizzero», rileva il Cio di Ubs. L’arrocco. Spesso in passato, il passaggio di potere tra imperi egemoni era rimarcato anche dal cambio della valuta regionale di riferimento, come nel caso della dracma ateniese, dello shekel cartaginese, o del denario romano. Il dollaro non è certo stato immune. «Siamo davanti a un nuovo bivio storico, che ricorda molto la transizione tra Impero britannico e Stati Uniti di inizio Novecento, quando a im-
La fine dell’impero
Cercansi alternative
Motivazioni per l’abbandono del dollaro
Ma chi potrebbe sostituire il dollaro?
Calo % dell’economia Una valuta digitale americana rispetto lo soppianterà all’economia mondiale
5% 13%
30%
28%
2%
11%
12%
6% Dubbi sulla affidabilità creditizia del Governo federale
7%
39%
12%
24%
11% Le tensioni geopolitiche riducono il numero di stati che vogliono usare il dollaro
Dubbi sulla volontà della attuale Amministrazione nell’onorare i debiti
Fonte: Cfa Research 2025
■ Una valuta digitale ■ Sistema multi valuta ■ Euro ■ Valute forti (ex. gold) ■ Nuove iniziative monetarie regionali ■ Renminbi ■ Altro ■ Non sa Fonte: Cfa Research 2025
Chi ha i Treasury?
Ma quali riserve?
I principali detentori al mondo
Allocazione a livello globale (% totale)
Paese
Mld usd
% del deb. totale
Giappone
1117.7
3.21%
Cina
780.2
2.24%
Regno Unito
741.5
2.13%
Lussemburgo
384.2
1.10%
Canada
374.8
1.08%
Isole Cayman
319.4
0.92%
Belgio
318
0.91%
Irlanda
308
0.88%
Francia
307.2
0.88%
Svizzera
287.1
0.82%
Fonte: Cfa Reserach
porsi sulla sterlina era stato gradualmente e pacificamente per l’appunto il dollaro. In questo caso, invece, lo scontro in atto è con la Cina, il che eleva la tensione non più a semplice disputa commerciale. Gli investitori stanno valutando di conseguenza delle alternative, scalfendo l’invulnerabilità del biglietto verde e dei Treasury, a vantaggio di yen, franco e oro, privilegiandone dunque resilienza e credibilità», precisa l’esperta di Valeur. Le posizioni da cui muove il biglietto verde rimangono però invidiabili, oltre che sostanziali nei confronti di qualunque altra. «Rappresenta il 60% delle riserve valutarie mondiali, è per ironia anche il perno degli scambi commerciali, ma soprattutto sottende al 90% delle transazioni sul mercato dei cambi, il che consente agli Stati Uniti di mantenere quel ‘privilegio esorbitante’ di cui ora si lamentano. Già nel 2023 i Brics avevano iniziato a discutere di una possibile valuta comune, in gergo R-5, e già a novembre erano stati minacciati da Trump di dazi al 100% se le discussioni fossero proseguite. Il problema di fondo è che l’unico
2% 2%
2% 4%
5% 6% 59% 20%
■ Usd ■ Eur ■ Jpy ■ Gbp ■ Cad ■ Aud ■ Chf ■ Altro Fonte: Cfa Research 2025
Ma quali sono le ragioni per cui il dominio del dollaro dovrebbe cessare, e quali le realistiche alternative al momento a disposizione degli investitori e dei Paesi?
punto condiviso da questi cinque Paesi, in aggregato economicamente competitivi, è l’avversione al dollaro, e non una comunanza d’intenti indispensabile ad andare oltre», sottolinea il responsabile di Pkb. A fare la differenza, e accelerare il processo, pur in assenza di alternative sarebbe un solo drammatico e dunque improbabile evento. «Laddove l’indipendenza della Fed fosse messa in gioco, la situazione precipiterebbe in tutti i sensi, sia in termini di fiducia degli investitori esteri, sia di condizioni macro americane, in uno scenario simil-turco, con Trump quale nuovo Erdogan. Discutere di fantasiosi accordi formali come quello fatto filtrare ‘di Mar-a-Lago’ certo non è d’aiuto in termini di credibilità, per quanto con metodi più diplomatici forse qualche soluzione si sarebbe anche poMaggio 2025 TM · 35
tuta raggiungere. Intanto il dollaro di Paesi rifugio. Se dunque di asset poco suo ruolo tecnico. In una fase storica in cui le valute sono sempre più utilizzate indebolisce, come voluto, seppur per le rischiosi non se ne contano molti, quali come strumenti politici, in primis il dolragioni sbagliate. Le valute su cui diveraree geografiche potrebbero offrire un laro, essere sino in fondo neutrali ha i suoi sificare sono le principali, cui affiancare polivalente rifugio? «Le imprese svizvantaggi», prosegue Carcano. il renmimbi, e alcune emergenti, quelle zere potrebbero risultare molto colpite Non è però solo rose e fiori, qualche delle principali economie asiatiche e sud dai dazi annunciati. L’attuale aliquota complicazione è certamente ancora in americane», nota Cribari. del 10% sull’export verso gli Stati Uniti Oltre domani. Lanciando proverbial- potrebbe essere aumentata al 31% così arrivo. «Per quanto rimettere in discussione lo status del dollaro sia prematuro, come potrebbe essere tolta, o rivista, mente il cuore oltre l’ostacolo, dunque le economie con forti avanzi commerciali fluttuazioni che creano instabilità imspingendosi un po’ oltre le attuali diffistanno anticipando i futuri riequilibri. Il portante anche per le piccole e medie coltà, cosa fare e come muoversi? «Non ci Presidente della Bns, Schlegel, ha già diimprese esportatrici. Si tratta di decisioni sono ancora informazioni sufficienti che chiarato che il Paese risentirà più di altri del tutto ingiustificate, ragion per cui la giustifichino decisioni troppo decise, per dei dazi, ciò significa minori eccedenze da nostra diplomazia è all’opera per trovare quanto i rischi si siano già ampiamente riciclare in altre valute, e una maggiore invelocemente soluzioni concrete», comdefiniti e abbiano ora un nuovo peso. Se clinazione a investire nazionalmente per menta l’imprenditore Riccardo Braglia. si prende in considerazione lo S&P 500, compensare i rischi esterni. Nel primo Se a uscire devastati da questa recente chi avesse investito a inizio anno al chiutrimestre sono aumentati gli elementi dersi del quarto mese sarebbe stato ancora positivi nei confronti dell’euro, con una in attivo, ma chi gestisce portafogli deve riduzione degli hedging valutari e una riguardare oltre. La sfida è comprendere presa degli investimenti svizzeri nell’Euquale sarà il risultato della ridefinizione rozona», rileva l’esperto di Bny. dei fondamenti stessi della fiducia dei Clientela Ch Trovarsi esattamente e sempre mercati, dunque stabilità, regole e Ch G-Sib al centro presenta diversi pro (e coerenza politica. In questo senso, qualche contro), a patto di avere adottare strategie flessibili e atUs G-Sib le capacità di intercettare quelli tive potrà sicuramente offrire Clientela Eur. giusti. «La Svizzera si trova inuna marcia in più alle perfornanzi a un crocevia, con da un mance, e maggiore serenità», Altre G-Sib lato gli Stati Uniti con un imrileva l’esperta di Valeur. portante deficit di capitale, e Anche in questo caso, rel’Europa, con un significativo gione per regione, settore Eur. G-Sib surplus, potrebbe dunque gioper settore, la situazione care un ruolo di primo piano potrebbe rivelarsi molto diAltra clientela già da quest’anno. Il franco conversa, e i rischi mal distribuiti. Jp G-Sib tinuerà a guadagnare terreno sul «Nonostante la burrasca, molte dollaro, e ci vorrà qualche tempo aziende europee hanno dimoperché ne perda rispetto all’euro, strato un’invidiabile resilienza degli Uk G-Sib Jp Clientela almeno fintanto che la svolta storica utili, e opportunità si vedono anche Clientela Uk di Berlino, la fine del vincolo di bilancio, nel credito del finanziario europeo, meno e gli investimenti degli altri Stati membri, colpito dagli shock tariffari. Per il lungo non avranno dato fiato al Pil. Laddove gli periodo sarà importante ribilanciare sforzi di bilancio dovessero spingersi oltre temporaneamente fuori dagli Stati Uniti, I flussi di dollari tra Paesi e istituzioni la Difesa, ad esempio in infrastrutture, riducendo l’esposizione al dollaro, e prifinanziarie primarie sono frequenti e l’Europa avrebbe anche la possibilità di vilegiando franco e yen, con una comquotidiani, con volumi straordinari. colmare quel gap competitivo degli ultimi ponente del 5-10% di oro. Seppur con Tutti vogliono ancora dollari, ma per anni con gli Stati Uniti. Questo rendequalche importante condizione, l’Europa quanto andranno avanti? rebbe possibile all’euro di tornare a 1,20 dovrebbe essere un’area strategica su cui sul dollaro», conclude Norman Villamin. puntare, e dove l’impatto delle tariffe sarà Il quadro internazionale si conferma più leggero. La minor crescita struttufuga in avanti sono gli Stati Uniti, a dunque essere incerto e molto contrarale europea è la miglior garanzia al non uscirne fortemente rafforzato, seppur non stato, se si sta assistendo alla nascita di formarsi di bolle, a cui si aggiunge un in termini economici, è il Vecchio Conuna nuova filosofia d’investimento, al contesto politico sufficientemente stabile. tinente. Confederazione in testa. «Non contempo si cercano nuove certezze, poÈ essenziale rimanere selettivi e flessibili, solo come Piazza finanziaria, ma anche litiche, morali e finanziarie. Il dollaro era con lucidità e prudenza nelle decisioni, come Paese rifugio, la Svizzera si sta ribandiera di tali valori, fondanti di un Ocprivilegiando sempre la qualità di protagliando un ruolo strategico sempre più cidente che negli ultimi anni è andato via dotti e posizioni rispetto alle dinamiche importante specie per chi cerca stabilità. via scomparendo. Avviato tale processo, al di mercato, arrivando ben preparati al 9 Il franco non è più solo un asset sicuro, costo di sforzi e costi immani, sarà molto luglio, data in cui terminerà la moratoria ma anche un indicatore importante di difficile tornare indietro. ❏ sui dazi», riflette il Partner di Valori. credibilità sistemica, proprio grazie al 36 · TM Maggio 2025
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economia/centri culturali
Spalancare le porte del teatro d’opera © GTG / Fabien Bergera
Anche la prestigiosa tradizione del Grand Théâtre de Genève non costituisce da sola garanzia di un futuro: determinante una strategia che permetta di aprirsi a nuovi pubblici, unendo alla grande qualità scelte e formati originali, in dialogo con l’attualità e con altre discipline artistiche, per accendere l’interesse anche in chi è intimidito dall’immagine inaccessibile del teatro d’opera.
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a quasi un secolo e mezzo, lo splendido edificio del Grand Théâtre domina Place de Neuve a Ginevra. Casa del suo teatro d’opera e della sua compagnia di balletto, è il palcoscenico artistico più grande della Svizzera. Grande non solo in dimensioni, ma anche per qualità: nel 2020, poco dopo l’arrivo del nuovo direttore generale Aviel Cahn, è stato nominato miglior teatro d’opera d’Europa da Opernwelt, testata leader del settore. Eppure anche un’istituzione culturale di tale tradizione e prestigio, si confronta a 360 gradi con le sfide del presente: tanto strutturali e gestionali, quanto a livello di audience e programmazione artistica. Votata a larga maggioranza dal Consiglio municipale l’anno scorso, la revisione dello Statuto della Fondation du Grand Théâtre de Genève (Fgtg), che dal 1964 gestisce il teatro sotto forma giuridica di fondazione di utilità pubblica comunale, si delinea come svolta epocale,
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imprescindibile per allinearsi alle buone pratiche di governance attuali, insieme all’introduzione del principio del datore di lavoro unico in grado di armonizzare l’intreccio di regimi occupazionali (con contratti di diritto privato per i membri della direzione generale e il personale artistico, mentre personale amministrativo e tecnico fanno capo all’amministrazione comunale), che hanno reso la gestione delle risorse umane estremamente complessa. Un passo fondamentale anche per l’attuazione degli accordi raggiunti con il Cantone di Ginevra che, con l’entrata in vigore nel 2024 della nuova Legge per la promozione della cultura e della creazione artistica (Lpcca), assume un ruolo più centrale nella politica culturale dell’intero territorio e intensifica la sua partecipazione finanziaria riequilibrando, nel caso del Grand Théâtre de Genève, il contributo sinora preponderante della Città a un’istituzione a vocazione internazionale. «Va però considerato che
ogni centesimo investito in cultura contribuisce all’economia della regione. Gli stipendi si traducono in tasse, le nostre produzioni ci portano a collaborare con partner locali, chi viene a teatro soggiorna negli alberghi, frequenta ristoranti e altre destinazioni turistiche, fa acquisti sul territorio, … inoltre diamo anche un importante contributo all’occupazione culturale. E poi, naturalmente, una città che voglia essere internazionale ha bisogno di un’offerta culturale di qualità e variata. Avere un teatro dell’opera e un balletto contribuisce all’attrattiva di Ginevra come luogo in cui vivere e per chi ci raggiunge dal mondo intero», sottolinea Aviel Cahn. Attualmente, il 43% delle sovvenzioni del Grand Théâtre de Genève, è di mano pubblica, il 27% proviene da sponsorizzazioni e partnership, il 24% dalla vendita di biglietti e il 10% da altre fonti, quali entrate pubblicitarie, coproduzioni, ecc. La percentuale predominante di entrate proprie della Fondazione la espone al rischio di fluttuazioni esterne e di decisioni al di fuori del suo controllo. «Lo squilibrio tra i finanziamenti pubblici e le entrate proprie aumenta quando i costi strutturali crescono in linea con l’inflazione e gli aumenti salariali dei dipendenti. Inoltre, le sovvenzioni non tengono il passo con i costi di affitti, assicurazioni ed energia, oltre che con l’aumento generale dei costi operativi, compresi quelli informatici», evidenzia di Direttore generale. Nato a Zurigo nel 1974, con una solida formazione musicale, un dottorato in Legge e un brillante percorso internazionale che da Pechino passando da Finlandia e Fiandre lo ha portato sulle rive del Lemano, Aviel Cahn ha saputo immediatamente
© GTG / Nicolas Schopfer
«Quando sono arrivato al Grand Théâtre de Genève nel 2019, sapevo di confrontarmi con un’istituzione di altissimo livello ma un po’ letargica, bisognosa di rinnovare un pubblico che invecchiava e, al contempo, di rinnovarsi, trovando maggior slancio creativo e andando oltre la Svizzera francese» Aviel Cahn, Direttore generale del Grand Théâtre de Genève
Il GTG nella spesa di Ginevra in Cultura, sport e tempo libero
8,1
Altre entrate proprie
1,96
Mecenati e partner
8,78
Totale entrate proprie
18,75
Sovvenzioni Fondo comunale
2,5
Sussidi Città Ginevra
11,33
9.9
Sussidi Cantone Ginevra
0,120
Totale Fondi pubblici
13,95
Totale Entrate GTG
32,69
99.7 85.7 65.1 50
51.8
44.8
43
25
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Budget 2024/25, in mio CHF Biglietteria e tasse
100
75
La prevalenza delle entrate proprie
o
Budget 2024 Città di Ginevra, in mio. Chf
Te a
farsi promotore dell’approccio innovativo necessario affinché il Grand Théâtre de Genève possa continuare a costituire un fiore all’occhiello per la sua città e la sua regione. Mentre la nicchia dei melomani si sta assottigliando, la grande sfida per un’arte colta come la lirica è infatti democratizzarsi e intercettare nuovi pubblici. «Quando sono arrivato nel 2019, sapevo di confrontarmi con un’istituzione di altissimo livello ma un po’ letargica, bisognosa di rinnovare un pubblico che invecchiava e, al contempo, di rinnovarsi, trovando maggior slancio creativo. Da una parte si è trattato di andare oltre l’orbita della Svizzera francese, con una programmazione innovativa e originale, in grado di mettere in dialogo l’opera con altre discipline artistiche, come cinema, teatro, moda e arte contemporanea. Al contempo, ci siamo proiettati a livello internazionale grazie a coproduzioni con importanti teatri e partner. Il vantaggio di essere un ‘teatro di stagione’ - non così frequente in Svizzera - dunque di non proporre una programmazione di repertorio ma di realizzare di stagione in stagione nuovi spettacoli, ci permette di proporre produzioni più ricche e impegnative dal punto di vista tecnico e dell’allestimento, non essendo necessario cambiare continuamente la scena perché si rappresentano opere diverse in parallelo. E di fare scelte più sorprendenti. Non meno importante è spalancare le porte di questo splendido edificio, renderlo più dinamico e invitare il pubblico a viverlo», spiega il Direttore generale del Gtg. È stato inaugurato un ristorante, che era sempre mancato. Ma, soprattutto, Aviel Cahn ha lanciato una nuova linea di programmazione, La Plage, proponendo attività inaspettate e variegate attorno agli spettacoli e ai temi delle stagioni per coinvolgere pubblici di età, interessi e provenienze diverse. Nel corso della stagione La Plage offre oltre cento eventi, con format che spaziano dai Brunch musicali all’Apéropéra, un’anteprima décontractée delle produzioni in cartellone accompagnate da un aperitivo nel foyer, alle Late nights, serate di musica contemporanea ed elettronica, ai dibattiti Duels su temi di attualità legati alla programmazione. Non mancano proposte educative per i più piccoli, sin dai tre anni. Questa logica di apertura ha però dovuto confrontarsi con le chiusure della pandemia che hanno rallentato le tempistiche e anche dopo il ritorno alla norma-
Fonte: Ville de Genève, Budget 2024
Convenzione finanziamento Città GE alla FGTG, 2021/24
Entrate della FGTG Budget 2024/25, in mio. Chf
Spese della FGTG Budget 2024/25, in %
Tot. Spese Gestione corrente 19,58 mio. Chf 59,8%
1,96
16% 11,33
8,78 Tot. 32,69 mio Chf
8,01
2,5 0,12
■ Sovvenzioni Città Ginevra ■ Sovvenzione Associazione dei Comuni di Ginevra ■ Sovvezioni cantonali DIP ■ Entrate biglietteria ■ Mecenati e sponsor ■ Altre entrate artistiche Fonte: Convenzione finanziamento Città GE alla FGTG, 2021/24
lità non è stato facile vincere la riluttanza del pubblico a frequentare grandi eventi pubblici in spazi chiusi. «Ma il lavoro svolto sta dando i suoi frutti: il Grand Théâtre inizia a essere percepito in modo diverso e gli eventi di La Plage fanno sempre il tutto esaurito. Rimane la grande sfida di conquistare le nuove generazioni. È molto più facile con il balletto, un’ora e mezzo di spettacolo fruibile anche senza essere intenditori, mentre un’opera può
25% Tot. Spese Produzione 13,15 Mio Chf 40,2%
Tot. 32,72 mio Chf
41%
18%
■ Gestione corrente: spese personale ■ Gestione corrente: altre spese ■ Produzione: personale ■ Produzione: altre spese Fonte: Convenzione finanziamento Città GE alla FGTG, 2021/24
Con la nuova Legge per la promozione della cultura e della creazione artistica, il Canton Ginevra assumerà un ruolo più centrale nella politica culturale del territorio, anche in termini di finanziamenti. Finora preponderanti per il Gtg le sovvenzioni municipali, inclusa messa a disposizione dell’edificio e di parte del suo personale. Le entrate proprie del Gtg coprono invece con un buon margine i costi artistici. Maggio 2025 TM · 39
© Carole Parodi
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Sopra, l’incontro fra opera e tango in María de Buenos Aires di Astor Piazzolla e Horacio Ferrer, per la regia di Daniele Finzi Pasca in coproduzione con il Grand Théâtre Genève (novembre 2023). Sotto, momento forte della stagione 2024/25, che con il tema guida “Sacrificio” si concentra su azioni eroiche di individui straordinari, in particolare donne, contro sistemi di oppressione: l’opera Fedora di Umberto Giordano, tornata al Gtg a 120 di distanza, interpretata da un Roberto Alagna e una Aleksandra Kurzak decisamente ispirati.
© Carole Parodi
durare tre, quattro, cinque ore e richiede una certa preparazione per capire la storia e apprezzare lo spettacolo. Se non sono grandi nomi come La Traviata o un Nabucco è raro fare il soldout. E, soprattutto, difficilmente i giovani sono interessati alla formula dell’abbonamento. Oggi abbiamo 3mila abbonati, rispetto ai 5 o 6mila di 10-15 anni fa. Persino fra chi fa parte della cerchia dei nostri “Amis”, c’è chi preferisce sostenerci con una membership, ma non è interessato all’intera stagione», commenta il direttore generale. Per tradizione una stagione prevede otto produzioni di opera lirica, cui si sommano quelle speciali dedicate ai più piccoli, e tre di balletto. Queste ultime, andando successivamente in tournée nel resto della Svizzera, in Europa e anche oltreoceano, sono molto redditizie se non in termini di ritorno economico, dove l’obiettivo è chiudere in pareggio, per visibilità e prestigio. Diretta dal 2022/23 da Sidi Larbi Cherkaoui, la compagnia di balletto conta 22 elementi. Più raro invece che ad andare in trasferta sia l’opera, tranne le coproduzioni che però vengono portate in scena dai teatri partner con le loro orchestre e i loro interpreti, dunque con un minor impatto a livello di immagine. Privo di una propria formazione strumentale, il Grand Théâtre de Genève si appoggia alla rodata collaborazione con l’Orchestre de la Suisse Romande come partner musicale, mentre impiega un proprio coro d’opera di 40 elementi. Una soluzione che lascia la libertà, in caso di produzioni particolari
Aires di Astor Piazzolla con la regia di Daniele Finzi Pasca: un’opéra-tango che incrocia spirito erudito e popolare, tradizione e modernità, canzone, teatro e danza, vecchio e nuovo mondo. Presentata nel novembre 2023, ha visto il ritorno del creativo ticinese sul palco ginevrino dopo averne aperto la stagione del 2019, quella del debutto di Aviel Cahn, con lo straordinario Einstein on the beach (che sia il seme della spiaggia-plage?) di Philipp Glass e Bob Wilson. La prossima stagione 2025/26 concluderà l’era di Aviel Cahn, che si appresta a partire alla volta della Deutsche Oper Berlin, un incarico prestigioso che sottolinea l’eccellenza del lavoro qui svolto. Che Grand Théâtre de Genève vorrebbe lasciare al suo successore? «Spero di trasmettergli un teatro efficiente, ben posizionato, finanziariamente solido e che abbia la prospettiva di svilupparsi ulteriormente. Nell’immediato dobbiamo prepararci per un anno fuori le mura: dopo la ristrutturazione della facciata e degli interni tra il 2016 e il 2019 che ha preceduto il mio arrivo, alla mia partenza sarà invece la macchina scenica a essere completamente rinnovata. L’obiettivo è rendere questi impianti risalenti al 1962, dunque in funzione da quasi 60 anni, più sicuri e metterli a norma, utilizzando una tecnologia elettromeccanica allo stato dell’arte e meno costosa per l’operatore. Inoltre ne approfitteremo anche per altri interventi complementari, ad esempio di miglioria dell’acustica», anticipa il direttore generale. Cantone, Città, Fondo intercomunale e Fgtg sosterranno l’operazione con un credito di circa 46 milioni di franchi. Termine previsto per il febbraio 2027: ma la programmazione annuale non si fermerà e verrà nel frattempo ospitata dal Bâtiment des forces motrices. Che potrebbe rappresentare un’ulteriore occasione per uscire dalla propria confort zone e incontrare nuovi pubblici, come spesso accade in queste occasioni (abbiamo portato l’esempio della Tonhalle nell’edizione di Febbraio), se sfruttate con intelligenza.
come l’opera barocca, di invitare orchestre specializzate. Sempre in una logica di democratizzazione, molto interessante come punto di ingresso nel mondo della lirica è anche la formula ibrida dell’opéraballet: «Dopo aver esordito nel 2019 con Les Indes galantes di Rameau, in pratica ogni stagione ne prevede una: abbiamo proseguito con Atys di Lully, Idoménée di Mozart, …», elenca Aviel Cahn. Fra i riusciti esempi di contaminazione proposti dal Gtg piace ricordare María de Buenos
Susanna Cattaneo
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Džʧɤ˷ʧڑǸ̇ͅʹڑΤǸͅɆʧڑɤ˷ڑʧͣɆʧʹʧڑǸ˰ڑʧʊ˓ʧǸʧǸڑɒʧڑǸ˓ʹͅʧڑ ʧ˷Τɤͣʹʧʹ̇ͅʧڑɆʔɤڑɒǸڑǸ˷˷ʧڑɆʧڑɒǸ˷˷̇ڑʅʧɒɆʧǸԱ ȿǸ˷ɆǸͣɤ˰̻ʧ̇˷ɤռɆʔ
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Una vocazione da sviluppare Qualità dei prodotti, artigianalità e durability; rispetto di paesaggio e culture ospitanti fanno di Lusso e Turismo due settori ‘naturalmente’ vocati alla sostenibilità, in grado di assumere un ruolo pionieristico nella definizione di buone pratiche e business model responsabili, per soddisfare requisiti normativi sempre più stringenti e gli imminenti obiettivi di sviluppo.
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entre il conto alla rovescia per raggiungere gli obiettivi fissati dall’Agenda 2030 dell’Onu segna il simbolico -5, i bilanci provvisori possono prestarsi a letture anche diametralmente opposte. Più immediati da verificare quelli climatici, almeno se ci si attiene a emissioni e riscaldamento, decisamente più sfuggenti quelli sociali. La crescente influenza esercitata dai rating Esg sulla fiducia di investitori e consumatori, che ha fatto della sostenibilità un fattore di competitività da cavalcare volenti o nolenti, si scontra oggi però con le priorità avanzate da uno scenario globale di forti tensioni geopolitiche e nuove sfide economico-commerciali. Se non stupisce il dietrofront dell’era Trump 2.0 e l’impegno della Cina va invece letto nelle logiche di chi ben sa come sia necessario allinearsi quando la clientela occidentale delle sue aziende è chiamata a comprovare la conformità delle proprie supply chain, a porre più interrogativi è che qualche concessione si sia reso conto di doverla fare anche il Vecchio mondo, onde rendere più sostenibile la stessa sostenibilità in un tessuto fatto quasi esclusivamente di medie e, soprattutto, piccole e micro imprese che rischiano di trovarsene paralizzate. Così il 2025 si è aperto con la presentazione del pacchetto Omnibus, volto a ridurre l’onere normativo e la complessità dei
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regolamenti sulla rendicontazione non finanziaria e la due diligence per i paesi membri Ue. Di segno opposto, l’entrata in vigore, proprio quest’anno, di norme settoriali come quelle sulla gestione dei rifiuti tessili, industria fra le più inquinanti e opache, lascia sperare che non sia la prima mossa di un’inversione di rotta. Tuttavia la frenata potrebbe non esser priva di conseguenze se già in precedenza era evidente come per rispettare le scadenze del 2030 - e del 2050 - fosse fondamentale accelerare l’attuazione delle politiche già approvate, investendo per tradurle in cambiamenti strutturali e adottando modelli di produzione e consumo innovativi, oltre a migliorare il monitoraggio stesso dei progressi, che richiede a sua volta dati e strumenti di riferimento più accurati. A livello internazionale, l’occasione per fare il punto della situazione sarà data dall’High-Level Political Forum on Sustainable Development, a metà luglio a New York, principale piattaforma di verifica degli impegni assunti dagli Stati (193 i partecipanti) con l’adozione dell’Agenda 2030 . Altri tre importanti momenti di confronto saranno la Conferenza delle Nazioni Unite sugli oceani (Nizza, giugno), la Conferenza internazionale sul finanziamento dello sviluppo (fine giugno, Siviglia), e il Vertice mondiale per lo sviluppo sociale (Qatar, novembre).
In questa introduzione allo “Speciale Sostenibilità” primaverile di Ticino Management, si è voluto approfondire l’approccio di due settori, lusso e turismo - entrambi molto svizzeri - che alla sostenibilità sono legati a doppio filo, fra sfide e opportunità.
Un lusso non esclusivo
È facile immaginare che la sostenibilità sia radicata nel lusso, dai gioielli realizzati con materiali preziosi che vengono custoditi e tramandati di generazione in generazione, ai marchi che utilizzano materiali riparabili di alta qualità avvalendosi di artigiani in comunità qualificate. Ma dietro le apparenze i brand del lusso devono affrontare numerose sfide, come spiega Amy Nelson-Bennett, Ceo di Positive Luxury, leader mondiale nel supportare i marchi del lusso nel loro percorso Esg: «Dalle catene di approvvigionamento opache dell’alta gioielleria, alla dipendenza del Beauty di lusso dai materiali naturali, ai problemi di DE&I (Diversità, Equità e Inclusione), ai rifiuti di imballaggio e alla tracciabilità. La moda deve occuparsi di rifiuti e circolarità, oltre a questioni di approvvigionamento responsabile, diritti umani e schiavitù moderna. La supply chain e i materiali pericolosi rappresentano una sfida particolare per il design, dove fino all’80% dell’impatto ecologico di un prodotto è
legato alla fase di progettazione. E tutti i settori, ineluttabilmente, devono affrontare le minacce del clima. Investire in sostenibilità aiuterà a mitigare molte di queste sfide, costruendo un’azienda più resiliente», afferma Amy Nelson-Bennett. In qualità di società di consulenza globale, Positive Luxury supporta aziende del lusso di diversa maturità: dai marchi giovani con la sostenibilità al centro del loro business model ad aziende storiche che stanno modificando le loro pratiche commerciali per operare in modo più responsabile. «Ci sono sia brand di nicchia che grandi Maison che stanno facendo un lavoro stimolante. Determinanti non sono infatti le dimensioni dell’azienda, ma la leadership strategica. I marchi indipendenti hanno in genere un processo decisionale più snello grazie alla loro struttura manageriale, che può tradursi in una risposta più rapida allo sfruttamento del valore delle pratiche sostenibili, ma i grandi gruppi dispongono di maggiori risorse finanziarie e di personale, il che offre l’opportunità di un impatto maggiore», precisa la Ceo di Positive Luxury. Al contempo, a causa della crescente complessità del panorama normativo per le aziende che operano in più aree geografiche può essere complesso orientarsi. «Trovare un equilibrio fra legislazione, domanda dei consumatori, incertezza economica, ritorno sugli investimenti e tutela dei profitti può influenzare il ritmo di adozione, ma siamo convinti che chi si impegna a favore della sostenibilità raccoglierà i frutti nel lungo periodo», sottolinea l’esperta. Ma, in un settore come quello del lusso, dove la percezione del pubblico è così importante, come garantire che la sostenibilità sia perseguita con autentica convinzione e non solo per calcolo? «I consumatori più attenti si informano sulla veridicità delle affermazioni delle aziende prima di acquistare e percepiscono la discrepanza fra prezzi e qualità. È pertanto fondamentale essere trasparenti, fornendo dati verificabili e credibili. Ed essere onesti sul punto in cui ci si trova nel proprio percorso. Chi sa farlo e comunicarlo bene, con una narrazione coinvolgente e brillante come tipico dei brand del lusso, costruirà il valore del marchio, la fedeltà e l’advocacy a lungo termine. Chi invece ha una convinzione genuina ma una scarsa applicazione strategica, avrà difficoltà a dimostrare le proprie azioni, il che potrebbe indurre i consumatori a
«Se storicamente il settore del lusso ha protetto il proprio know-how, inizia a emergere la consapevolezza che la creazione di valore sostenibile a lungo termine richiede la disponibilità a collaborare su iniziative a livello di settore che migliorano la trasparenza. Non solo tra i marchi, ma anche tra i marchi e i loro fornitori e partner» Amy Nelson-Bennett, CEO di Positive Luxury
Mercato del lusso: aree geografiche e categorie di prodotto Vendite Retail 2023 Usd (mld)
2019-2023 Cagr % Cina
18 6
Usa Europa
45
Pelletteria
82
Gioielleria
97
2
Corea del Sud
12
8
2019-2023 Cagr %
Giappone
4
23
Eau
3
5
Altro
3
60
Vendite retail 2023, Usd (mld)
Beauty
6
Wellness
6
Orologi
5
Viaggi
5
Home décor
5
Abbigliamento
3
8
79
8
56 20 42 239 20-25 147
Fonte: BoF–McKinsey State of Luxury 2025
Artefici del cambiamento Positive Luxury è il principale esperto di sostenibilità per l’industria globale del lusso. Attraverso progetti di consulenza su misura, con un approccio positivo di nome e di fatto, da 15 anni si impegna ad aiutare le aziende a ridefinire i modelli di business e a ricostruire la fiducia dei consumatori, guidando la trasformazione del settore. Poiché ogni ecosistema è completamente diverso, la sua Metodologia Butterfly offre un insieme di strumenti e servizi che possono essere configurati in base alle sfide e alle esigenze specifiche per raggiungere il maggior numero di Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Oss) delle Nazioni Unite. La grande farfalla blu che ora prospera dopo essere stata quasi estinta, battezza anche il suo programma di certificazione Butterfly Mark, diventato riferimento assoluto nel settore. «Il nostro quadro di riferimento si basa su accordi, quadri e standard internazionali. Esg+2.0 è allineato alla rigorosa Csrd adottata dall’Ue e ai quadri di riferimento per la divulgazione come Gri, Sasb, Tcfd e Tnfd, nonché agli Oss dell’Onu. Una volta ottenuta la certificazione Butterfly Mark, sono chiamate a confermarla periodicamente e ogni volta a migliorare il loro punteggio, una richiesta che simboleggia il progresso rispetto alla perfezione, il lavoro difficile rispetto alle vittorie facili e la trasformazione di cui i consumatori possono fidarsi. Con un approccio positivo di nome e di fatto, oggi Positive Luxury lavora con oltre 170 brand del lusso in tutto il mondo, facendone dei “Real Changemakers” che possano ispirare il cambiamento anche al di fuori della nicchia del lusso.
Maggio 2025 TM · 45
Decarbonizzazione per l’industria della moda: un duplice risparmio in termini di emissioni e di costi Costo di abbattimento, USD / tCO2
Curva dei costi marginali di abbattimento (MACC) per i grandi operatori della moda
0
Collaborazione con fornitori: Innovazione materiali: leve di efficienza energetica poliestere riciclato
Collaborazione con i fornitori: elettricità da rinnovabili
Innovazione materiali: cotone organico e riciclato
Potenziale di abbattimento, kt CO2e abbattute / anno Fonte: BoF-McKinsey State of Fashion 2025
Moda: rincorsa obiettivi 2030
% Riduzione richiesta intensità emissioni Scope 3
Riduzione annua intensità emissioni Scope 3 nell'industria della moda, per marchio –20
–15
–10
% “estremamente rilevante” per clienti Uhnwi, Hnwi e aspirazionali
Obiettivo di riduzione
Globale
■ <30% ■ 30–39% ■ 40–49% ■ ≥50%
Cina
50 72
Giappone
60
Usa
% –5
0
Influenza della sostenibilità dei brand sulle decisioni di acquisto
56
Francia
46
Sud Corea +10 +5
0
–5
% Variazione annua storica intensità emissioni Scope 3
Fonte: McKinsey
sospettare l’azienda di greenwashing. Per questo sono indispensabili strumenti che mostrino i progressi misurabili e verificati in modo indipendente che le aziende stanno compiendo, offrendo una maggiore credibilità al marchio», suggerisce Amy Nelson-Bennett. La sostenibilità non può dunque essere considerata una meta, raggiunta una volta per tutte, ma è un viaggio perenne. E che non si può fare da soli: il cambiamento climatico, la perdita di biodiversità e la disuguaglianza sociale sono problemi sistemici che nessun marchio può risolvere da sé. «Se storicamente il settore del lusso ha protetto il proprio know-how, sta iniziando a emergere la consapevolezza che la creazione di valore sostenibile a lungo termine richiede collaborazione. Non solo tra i marchi, ma anche tra i marchi e i loro fornitori e partner. La sostenibilità, per sua natura, trascende la competizione. Abbiamo riscontrato una crescente disponibilità da parte dei brand del lusso a condividere le migliori pratiche e a collaborare su iniziative a livello di settore che migliorano la trasparenza. 46 · TM Maggio 2025
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–10 –15 –20 Eau
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Fonte: BoF–McKinsey State of Fashion 2025
La comunità di Real Changemaker di Positive Luxury ne è una testimonianza: stanno trasformando le loro attività per il bene di tutti e comunicano autenticamente i loro progressi attraverso il Digital Butterfly Passport», conferma la Ceo di Positive Luxury. Non si può però tacere che il mercato del lusso stia affrontando un periodo complesso: il difficile contesto geopolitico, cui si sommano l’aumento dei prezzi, la contrazione della domanda cinese, il fenomeno del “luxury shame”, l’elevato turnover dei vertici aziendali… Già in contrazione lo scorso anno, le vendite globali potrebbero farne ulteriormente le spese con un impatto anche sull’impegno delle aziende nella sostenibilità, che in fondo sempre un investimento è. «In tempi difficili, è facile ricadere nel vecchio schema della riduzione dei costi. Ma investire in sostenibilità avrà molti vantaggi a lungo termine o nascosti, proteggendo l’azienda e rendendola più resiliente nel lungo periodo. Se ai brand venisse presentata l’opportunità di ridurre gli sprechi, i costi e i rischi con un’attività
La domanda di prodotti sostenibili è in aumento tra i clienti della moda di lusso, ma solo un terzo dei brand raggiungerà i suoi obiettivi 2030 mantenendo i ritmi attuali del proprio programma di transizione. Tuttavia, proprio l’implementazione di leve di sostenibilità può portare a un’efficienza dei costi.
che al tempo stesso stimola la resilienza, l’innovazione e il vantaggio competitivo, la ignorerebbero? Perché è questo che fa la sostenibilità», evidenzia Amy Nelson-Bennett. Se le politiche protezionistiche statunitensi rischiano di inasprire ulteriormente il contesto, come avverte il report sul settore dei beni di lusso globale di Bernstein che ha appena rivisto le sue stime per il settore nel 2025, tagliandole dal +5% al -2%, ecco che la sostenibilità potrebbe essere la parola d’ordine, considerato come la resilienza dipenderà sia dalla capacità di adattarsi ai nuovi trend di consumo - di cui la sostenibilità ambientale e sociale fa parte in prima linea - sia dall’efficienza operativa e dalla struttura dei costi - dunque sostenibilità economica.
Accogliere con responsabilità
Indubbiamente la natura è fra le risorse primarie della Svizzera e fra i motivi principali per cui molti ospiti la visitano. Allo stesso tempo, ben il 4,2 % della popolazione attiva lavora nel settore del turismo, che nel 2023 ha generato un fatturato di circa 46,6 miliardi di franchi e un valore aggiunto di 20,7. Indispensabile, per preservare questo patrimonio, un approccio rispettoso alle risorse. «L’agenda politica a livello federale riflette proprio questo obiettivo di turismo sostenibile, da un lato con la Strategia per uno sviluppo sostenibile 2030 e dall’altro con la Strategia del turismo, di cui è uno dei cinque capisaldi», conferma Romy Bacher, Responsabile della sostenibilità per la Federazione svizzera del turismo (Fst). Per assicurare lo sviluppo coordinato indispensabile a garantire che la sostenibilità rimanga uno dei principali fattori di posizionamento della Svizzera, nel 2022 la Fst, insieme ai principali attori del settore, ha istituito il Centro di competenza per la sostenibilità (Kona). In linea con la definizione dell’Organizzazione Mondiale del Turismo per cui sostenibile è il turismo che
tiene “pienamente conto dei suoi impatti economici, sociali e ambientali attuali e futuri, rispondendo alle esigenze dei visitatori, dell’industria, dell’ambiente e delle comunità ospitanti”, il Kona copre la sostenibilità in tutte e tre le sue dimensioni, andando oltre la prospettiva ecologica. Grazie all’esperienza maturata, offre un interessante sguardo di insieme sullo status quo. «Molte aziende turistiche stanno già attuando diverse misure di sostenibilità. Altre, invece, sono ancora agli inizi. Si notano anche contrasti geografici: un hotel per seminari in città spesso si occupa di temi di sostenibilità diversi rispetto a una locanda in campagna. Queste grandi differenze tra le singole aziende e le regioni dimostrano quanto sia importante un approccio individuale, a livello aziendale», osserva Romy Bacher. Spesso, come primo passo, è necessario sensibilizzare e, in particolare, spiegare cosa significhi “sostenibilità” nella pratica. «Dimostriamo che esistono moltissime opzioni e che anche piccoli passi possono essere un inizio importante. Attraverso la nostra piattaforma le aziende turistiche che necessitano di sostegno possono trovare il partner giusto per prodotti e servizi sostenibili. Ciononostante, ogni azienda deve essere consapevole che l’attuazione pratica della sostenibilità richiede un investimento in termini di personale, tempo e denaro per poter trarne vantaggio a medio e lungo termine», sottolinea l’esperta. In compenso, un’azienda che investe in sostenibilità non solo è attraente per gli ospiti sensibili al tema, ma anche come datore di lavoro, il che in tempi di carenza di personale qualificato è fondamentale per attirare candidati qualificati e fidelizzarli a lungo termine. E, in generale, le aziende che si sottopongono a costanti verifiche ed evolvono sono più orientate al futuro, più competitive e più resistenti. Diversi studi di mercato dimostrano che l’interesse e la domanda di offerte turistiche sostenibili sono in costante aumento. I viaggiatori sono sempre più disposti a modificare le proprie abitudini per sostenere l’ambiente. «I turisti si aspettano maggiori informazioni e trasparenza su come le aziende affrontano le sfide ambientali e sociali. È però fondamentale anche responsabilizzare gli ospiti. Pertanto una comunicazione efficace gioca un ruolo importante. A sostegno abbiamo anche elaborato, in collaborazione con la Scuola universitaria
«Molte aziende del turismo svizzero stanno già attuando misure di sostenibilità, altre sono agli inizi. Si osservano anche contrasti geografici: un hotel per seminari in città spesso si occupa di aspetti diversi dalla locanda in campagna. Grandi differenze che dimostrano l’importanza di un approccio individuale» Romy Bacher, Responsabile Sostenibilità per la Federazione svizzera del turismo
Swisstainable: adesione delle regioni Numero di partecipanti al programma per regione, suddivisione livelli e % del totale 14,5% n=325 12% n=268
■ Livello I – committed ■ Livello II – engaged ■ Livello III – leading 11,7% n=261
11,6% n=260 8,8% n=197
Regione Regione di Berna Grigioni
Lucerna/ Regione Lago di Zurigo Lucerna
Vallese
8,4% n=189
7,6% n=171
7,2% n=162
Regione Svizzera Ticino Vaud orientale/ Liechtenstein
5,6% n=125
4,0% n=90
Regione Basilea
3,4% n=76
3,0% n=67
2,1% n=48
Ginevra Regione Jura & Regione Argovia- Tre Laghi Friburgo Soletta
Fonte: Swisstainable - FST, dati maggio 2025
Swisstainable: adesione per livelli Evoluzione delle adesioni, livelli I, II, III 2.300 2.100 1.900 1.700 1.500 1.300 1.100 900 700 500 300 100 0 1 T1 T1 T1 T T1 23 22 25 21 24 20 20 20 20 20 ■ Livello I – committed ■ Livello II – engaged ■ Livello III – leading Fonte: Swisstainable - FST, dati maggio 2025
professionale di Lucerna (Hslu) e Svizzera Turismo, un toolbox che assiste le aziende turistiche», racconta la responsabile Sostenibilità della Fst. Fra i diversi progetti nazionali seguiti dal Kona, fiore all’occhiello è Swisstainable, un programma che mira a supportare gli operatori turistici nel loro sviluppo sostenibile e a valorizzarne gli sforzi. Dal lancio nel 2021, oltre 2.200 operatori lungo l’intera catena del valore turistica nazionale hanno aderito al programma:
Swisstainable: adesione per categoria in %, per tipologia di operatore turistico 2,1 2 2,9 4,6
11,1 38,5
6,5 9 11,3
12
■ Hotel ■ Gastronomia ■ Sistemazioni non alberghiere ■ Agent/Tour operator ■ Organizzazioni turistiche ■ Leisure ■ Ferrovie di montagna ■ Sport ■ Eventi ■ Altro Fonte: Swisstainable - FST, dati maggio 2025
Grande successo per Swisstainable, il programma dedicato allo sviluppo sostenibile della Svizzera come destinazione turistica. Dal lancio nel 2021, oltre 2.200 operatori del settore hanno aderito.
hotel e camping, ristoranti, impianti di risalita, compagnie di navigazione e altri operatori di trasporto pubblico, istituzioni culturali, operatori del tempo libero, Maggio 2025 TM · 47
Il ruolo delle considerazioni etiche nella scelta degli hotel 5 stelle 508 intervistati, residenti in Svizzera, con almeno una notte in 5 stelle nel 2022 o 2023 Impatto sull'economia locale
Cresce la preferenza per i viaggi ecostenibili, ma quelli di lusso includono ancora spesso pratiche non sostenibili, evidenziando una dinamica complessa.
Impegno sulle questioni scoiali Impegno sulle questioni scoiali Equità verso fornotori Trasparenza ed equità prezzi Impegno tutela ambiente Trattamento dipendenti 0
30
60
90
■ Estremamente rilevante ■ Rilevante ■ Abbastanza rilevante ■ Neutro ■ Non particolarmente rilevante ■ Non rilevante ■ Per nulla rilevante Fonte: HES-SO Valais-Wallis, Green luxury, a paradox?, 12.2023
Criteri scelta hotel 5 stelle di lusso 508 intervistati, 3 fattori più importanti Cucina gourmet
43%
, Design interno ed esterno
42%
Offerta wellness esclusiva
37%
Servizio personalizzato
34%
Comodità location
34%
Interesse location
29%
Paesaggio
27%
Sostenibilità
16% 14%
Varietà attività ed esperienze Tecnologia all'avanguardia Membership benefits Reputazione del brand
12% 8% 4%
Fonte: HES-SO Valais-Wallis, Green luxury, a paradox?, 12.2023
uffici turistici, ecc. «I vantaggi spaziano dalla competitività all’attrattiva sul mercato del lavoro, fino a una maggiore visibilità grazie a misure di marketing. Per assicurare un contributo importante allo sviluppo sostenibile del turismo svizzero è fondamentale che ogni azienda partecipante si sottoponga a puntuali verifiche e prosegua nel suo impegno», evidenzia Romy Bacher. Anche il Ticino è in prima linea, con 163 aziende accreditate. Complementarmente un’iniziativa cantonale come Ticino Ticket, un’offerta di mobilità pubblica gratuita unica nel suo genere per chi pernotta in strutture turistiche
© Svizzera Turismo - Photo André Meier
Per un turismo svizzero sostenibile Dal 2022 sotto l’egida della Federazione svizzera del turismo, il Centro di competenza per la sostenibilità (Kona) promuove attivamente lo sviluppo sostenibile come centro di contatto e mediazione nazionale. Con il sostegno dell’intero settore turistico, in particolare dei membri chiave della Fst (associazioni turistiA bordo... di un incontro di Swisstainable. che), il Kona realizza diversi progetti nazionali nei campi della creazione di reti, della creazione di strumenti e della misurazione dell’impatto. L’obiettivo è quello di unire le forze lungo l’intera catena del valore del turismo e di promuovere lo scambio di esperienze e conoscenze tra gli attori del turismo nel campo della sostenibilità. Il centro di competenza collabora strettamente e costantemente con partner quali Svizzera Turismo, le associazioni, le organizzazioni turistiche regionali e locali e gli istituti di formazione, al fine di sfruttare le sinergie e unire le forze ai vari livelli del settore turistico. Quadro di riferimento, le condizioni quadro politiche, quali gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 (Sustainable Development Goals) a livello globale e la Strategia per uno sviluppo sostenibile 2030 e la Strategia del turismo a livello nazionale.
della regione, conferma come la sostenibilità sia centrale nella strategia di Ticino Turismo e delle quattro Organizzazioni turistiche regionali. Nel suo quarto anno di attività, il Kona può ormai vantare numerosi altri progetti avviati e realizzati con successo: due edizioni delle Sustainable Tourism Days con 300 esperti, nove “Best Tourism Villages by Un Tourism” e quasi 2.200 aziende che attestano la loro accessibilità tramite l’iniziativa Ok:Go in Svizzera. Per continuare a sostenere al meglio gli operatori turistici nella trasformazione sostenibile, una sfida sarà quella di rendere misurabili i progressi del turismo nello sviluppo sostenibile. «Per creare una base comune e ottenere dati comparabili è fondamentale il coordinamento con i diversi partner del settore turistico e le autorità pubbliche. Ma siamo fiduciosi: nel nostro scambio quotidiano, vediamo che il tema è stato recepito lungo tutta la catena del valore turistica», conclude la Responsabile della sostenibilità per la Fst. Se non può che rallegrare il record di 42,8 milioni di pernottamenti in Svizzera nel 2024, per gestire l’impatto ambientale dell’arrivo degli ospiti, per la metà circa provenienti dall’estero, oltre alla promozione della mobilità sostenibile, Svizzera Turismo punta su flussi turistici equilibrati, durante tutto l’anno e soggiorni più lunghi. Già fra le destinazioni turistiche più sostenibili, sembra nella miglior posizione per approfittare ulteriormente delle tendenze del settore: turismo rigenerativo, crescente attenzione verso esperienze personalizzate, eco-friendly e che valorizzano la cultura locale, ritorno del treno come mezzo di trasporto a basso impatto per lunghi spostamenti. Con il vantaggio di essere trasversale alle diverse categorie, dal camping che fa del soggiorno nella natura la sua Usp al cinque stelle che, con una clientela internazionale che pesa più in termini di CO2, controbilancia confezionando delle luxury experience a km zero conformi ai più alti standard di sostenibilità ambientale, sociale e culturale. Susanna Cattaneo
48 · TM Maggio 2025
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speciale
Sostenibilità
Valcambi
Valori preziosi, di cui prendersi cura Cosa significa essere sostenibili per un’azienda industriale? Significa processi produttivi ineccepibili per l’ambiente, per le persone, per il prodotto. Significa estendere il concetto di attenzione ai consumatori e a tutti gli stakeholder dell’impresa. Un mantra per Valcambi.
V
alcambi è tra i leader mondiali nel trattamento dei metalli preziosi. La nostra produzione industriale si può sintetizzare come “trasformazione di materia prima preziosa - oro, argento, platino e palladio”. Per chi vede Valcambi da fuori, il primo fattore a colpire è l’alto valore dei prodoti finiti, ma la sostenibilità è anch’essa un valore per la nostra impresa, una delle più attente del settore alle tematiche Esg. Valcambi, non da oggi o ieri - cioè da quando il concetto di sostenibilità è diventato una ‘moda’ - opera con strettissimi protocolli per garantire sia una produzione sostenibile, sia che la sostenibilità dei processi aziendali abbia concrete ricadute sociali, ambientali e culturali. Partiamo da un fatto puntuale. Valcambi pubblica annualmente un rapporto, con il quale comunica la propria attenzione certificata, sottoposta cioè a vari audit da parte di istituzioni terze qualificate, alle tematiche della sostenibilità. Il rapporto è redatto, fin dal 2013, secondo lo standard Global Reporting Initiative (Gri) per consentire agli esperti di settore e alle nostre controparti una rapida identificazione dei parametri che sono di loro maggiore interesse. Inoltre, dal 2012 Valcambi pubblica un rapporto sulle pratiche di approvvigionamento responsabile, anche questo certificato da un ente indipendente. In questi rapporti, l’azienda è sempre risultata perfettamente conforme alle regolamentazioni e alle leggi nazionali, dell’Ue e degli enti regolatori mondiali. Sostenibilità per Valcambi è la certezza di una supply chain al di sopra di ogni possibile dubbio. Le capacità e tecnologie di tracciamento della provenienza delle materie prime che servono al nostro lavoro sono basate sulla scienza.
50 · TM Maggio 2025
Simone Knobloch, Chief Operation Officer di Valcambi SA, a Balerna.
Siamo orgogliosamente i primi ad aver sviluppato un metodo che ci permette di conoscere non soltanto l’origine della materia prima a livello geografico, ma addirittura di stabilire la miniera di provenienza o le diverse aree della stessa concessione mineraria con caratteristiche geologiche simili. Un metodo sviluppato internamente e validato in collaborazione con eminenze scientifiche come la Prof. Barbara Beck delle Università di Ginevra e Losanna, presentato in contesti internazionali e già riconosciuto da importanti clienti che ritengono le metodologie di tracciamento di Valcambi superiori a ogni altra sul mercato. Sostenibilità significa collaboratori formati e accuditi in quanto professionisti e in quanto persone. Sostenibilità significa fall out culturale e concreto sulla socialità più vicina alla nostra società. Per esempio, Valcambi collabora attivamente con il comune di Balerna, dove è insediata, e lo aiuta nelle sue iniziative. Per noi essere cittadini responsabili significa aiutare dove e quando possibile.
La nostra missione è quella di essere un’azienda industriale responsabile e di dare soddisfazione ai nostri stakeholder - collaboratori, clienti, fornitori, azionisti. Abbiamo il dovere di rispettare ogni normativa e legislazione nella maniera più meticolosa. È quello che facciamo. Senza troppi giri di parole, noi agiamo e dopo aver agito chiamiamo enti terzi a certificare che le nostre azioni sono state impeccabili e hanno avuto una ricaduta positiva su tutti i nostri stakeholder. Nel 2004, l’Onu con il rapporto “Who Cares Wins” ha gettato le basi per quello che poi sarebbero diventati i gli Esg (Environmental, Social e Governance), i tre criteri fondamentali per valutare la sostenibilità e l’etica sociale di un’azienda o di un investimento. Ci siamo chiesti se dopo oltre vent’anni quel rapporto potesse essere ancora valido. La risposta che si è data Valcambi è sì. Ma la nostra convinzione è che le società saranno sempre più sostenibili solo se tutte le diverse parti interessate contribuiranno a un mondo migliore. Il Global Compact ha stabilito vari principi ma spetta a ciascuna organizzazione tradurli in azioni concrete, come Valcambi si è impegnata a fare, per essere fieramente una società sostenibile verso l’ambiente, i suoi collaboratori, clienti, fornitori e azionisti. Le nostre parole chiave sono state e sono ancora ‘prendersi cura’.
speciale
Sostenibilità
ZUTRE
Tecnologia per moda e ambiente Ribaltare le dinamiche che alimentano l’overproduction della fashion industry e la sua impronta ambientale, usando tecnologia all’avanguardia per guidare le persone a scelte consapevoli e mirate. Invitando a prendersi cura di sé e del pianeta, con stile.
F
rivola all’apparenza, industria la moda lo è a tutti gli effetti e di quelle dall’impronta più pesante: alta intensità di emissioni, elevatissimo consumo idrico, inquinamento chimico, sfruttamento sociale… un impatto esploso con i ritmi della fast fashion. Dell’immensa mole di capi prodotti ogni anno, si calcola che decine di milioni di tonnellate si riversino in discariche come quella del deserto di Atacama in Cile o le ghanesi, ma non ne mancano di ben più vicine. Se da gennaio in tutti gli Stati membri dell’Ue è entrato in vigore l’obbligo di raccolta differenziata dei tessuti, che introduce anche la Responsabilità Estesa del Produttore per spingere a progettare soluzioni più sostenibili dall’origine, l’opacità della filiera e le difficoltà poste da materiali sintetici difficilmente trattabili non agevolano il compito. Forte dell’esperienza pluridecennale in gestione, recupero e valorizzazione di rifiuti speciali non pericolosi dell’industria pesante, Giuseppina Li Vigni intende mettere il suo know-how a servizio della moda. Dopo esser riuscita nell’impresa di creare le sue società di consulenza, intermediazione e shipping, LVG (una basata a Lugano e una a Genova, sua città natale), raggiungendo risultati cui realtà molto più strutturate non arrivano - sfida nella sfida con un team prevalentemente femminile -, vuole ora rivolgersi anche a un mondo che è stata la sua prima aspirazione di ragazza, quando sognava di diventare stilista. Se a 19 anni, non avendo superato la prova di ingresso alla Marangoni, ha dovuto scegliere altri percorsi di studi e si è trovata catapultata nel settore hightech dell’elettronica, con l’occasione di cresce-
re all’interno di aziende leader prima di mettersi in proprio, il destino sembra aver intrecciato molto abilmente i fili della sua vita per permetterle oggi alla Marangoni di entrarci grazie alla collaborazione per il progetto della sua NewCo, ZUTRE. «Su tecnologia, ambiente e persone, i tre valori alla base di LVG, si fonda anche questa nuova avventura. ZUTRE nasce come invito a esprimere il meglio di sé prendendosi cura della propria persona e del mondo… a partire dal proprio guardaroba. Se infatti con LVG stiamo anche esplorando soluzioni per riciclare
Giuseppina Li Vigni, fondatrice di ZUTRE, NewCo di LVG (lvgsolutions.ch).
coinvolgente. Come il più abile personal stylist il sistema sarà in grado di tener conto di un’ampia gamma di preferenze personali e di tutte le variabili che entrano gioco quando si acquista un capo, dalle occasioni di utilizzo a ciò che già si possiede nel guardaroba, dove solitamente rimane inutilizzata almeno metà dei capi. «Sarà così possibile evitare il classico doppione e contrastare i resi che gravano sull’e-commerce, acquistando capi davvero utili e che ci calzano a pennello. E questo ovunque ci si trovi, quando ® si desidera, in maniera semplice e divertente. Componenti sintetizzate dal logo, con la U che richiama l’anta di un armadio, ma anche un volto sorridente», prosegue Giuseppina Li Vigni, affiancata da Claudia Beldon, Chief Innovation Officer di ZUTRE. Riuscire a smuovere le abitudini anche di una minima percentuale di centinaia di milioni di consumatori avrebbe un enorme ritorno in termini di sostenibilità. Un progetto dal significato davvero speciale per Giuseppina Li Vigni, tanto da averlo battezzato anagrammando i nomi dei suoi genitori, Nunzio e Teresa. Un simbolico passaggio generazionale, per contribuire al futuro del pianeta e dei giovani che dovranno coltivarlo meglio di chi l’industria del fast fashion l’ha incentivata.
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gli scarti tessili, si tratta di progetti che richiedono competenze multidisciplinari e importanti investimenti in R&D, i cui tempi di realizzazione oggi non sono ancora prevedibili. Per iniziare da subito a ridurre la produzione di rifiuti in un’ottica futura, con ZUTRE metteremo invece a disposizione dei consumatori e dell’intera filiera strumenti concreti che favoriscano scelte consapevoli e diffondano una cultura che combatta la compulsività degli acquisti», anticipa Giuseppina Li Vigni, che sta collaborando anche con l’Istituto sistemi informativi e networking (ISIN) della SUPSI sugli aspetti più disruptive del progetto, che coniuga intelligenza artificiale, sostenibilità, praticità d’uso e una non meno importante componente emozionale in un’esperienza altamente
Per informazioni: ZUTRE SA Via Balestra 7 6900 Lugano info@zutre.com Maggio 2025 TM · 51
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Sostenibilità
EgoKiefer
Infissi per il pianeta
A
nche il lessico informatico se ne è appropriato, a conferma della loro funzione cardinale: porte e finestre nel mondo digitale indicano i punti di comunicazione per il traffico dati e, rispettivamente, gli elementi grafici dell’interfaccia utente che mostrano contenuti. Nondimeno, anche nell’era dell’iperconnessione virtuale, rimangono due elementi architettonici essenziali nel mondo reale, per funzione pratica ed estetica. Grazie ai continui perfezionamenti, i serramenti sono oggi prodotti high-tech, in grado di soddisfare i massimi requisiti a livello di design, sicurezza e ambientali, con un effetto virtuoso sulle prestazioni energetiche degli edifici. «Il giusto isolamento impedisce infatti che il calore venga disperso nei mesi freddi e assicura che gli spazi interni rimangano freschi in estate. L’energia guadagnata nel corso della vita del serramento, in media 30-35 anni, supera ormai notevolmente l’impatto ambientale legato alla produzione e allo smaltimento. I vantaggi sono duraturi e molteplici, infatti l’efficienza energetica garantita da una casa ben isolata significa non solo minori emissioni e maggior confort abitativo, ma anche minori costi di esercizio e indipendenza dalle fluttuazioni dei prezzi dell’energia», osserva Peter 52 · TM Maggio 2025
Müller, Direttore del Centro vendita a Bedano di EgoKiefer, leader svizzero per porte e finestre. Con 400 dipendenti, 9 sedi, una rete di 350 partner specializzati e il suo servizio di manutenzione copre capillarmente il territorio: «Questa sinergia è fondamentale: con le nostre sedi seguiamo la clientela aziendale e partecipiamo ai capitolati pubblici, nostro pane quotidiano, distribuendo invece in base a volume e tipologia del lavoro le richieste dei privati ai nostri partner specializzati, che possono realizzare anche gli altri interventi di lavori accessori. In Ticino, ad esempio, con un partner come la falegnameria Trippel collaboriamo da oltre 40 anni. Infine, il nostro Ego®ServiceTeam provvede a tutti i servizi di manutenzione, riparazione e trasformazioni post vendita, contribuendo al prolungamento della durata utile dei prodotti e al risparmio di risorse preziose. Grazie a questo particolare modello a tre pilastri, siamo sempre raggiungibili nel raggio di 20 km. Il che costituisce già di per sé una garanzia di sostenibilità, con tragitti brevi e minori emissioni, unitamente all’organizzazione delle consegne just in time per procedere direttamente alla posa dei serramenti in cantiere senza trasporti intermedi per lo stoccaggio in magazzino», spiega il Direttore del Centro vendita EgoKiefer di
© Nicola Roman
© Nicola Roman
Insostituibili per mettere in comunicazione spazi interni ed esterni, privato e pubblico, le porte e le finestre sono centrali anche per le prestazioni energetiche degli edifici e la riduzione delle emissioni di CO2. Precursore, il leader svizzero EgoKiefer si impegna nel miglioramento costante della sostenibilità dei suoi serramenti e servizi, anche grazie alla sua capillare rete sul territorio.
Sopra, nel progetto residenza “al Sasso” a Lumino (Michele Arnaboldi Architetti) sono state installate 64 finestre EgoKiefer Ego®Allstar in legno/alluminio, in collaborazione con il partner Alfa Pro La Falegnameria.
Bedano, che conta oltre 30 collaboratori. Nel suo grande showroom, è possibile visionare l’ampio assortimento di materiali e toccare con mano l’alta qualità di finestre e porte, accompagnati da un consulente previo appuntamento. Fondata nel 1932, in oltre 90 anni di storia EgoKiefer si è costantemente adeguata alle condizioni del mercato, cercando nuove soluzioni tecniche e altrettanto ha fatto in tema di sostenibilità, in tutte e tre le sue dimensioni - ecologica, economica e sociale. Una sensibilità parte del suo DNA, oggi ulteriormente comprovata dalle principali certificazioni del settore, ormai imprescindibili per dimostrare l’impegno affidandosi a un sistema di valutazione obiettivo. Ad esempio, la norma ISO 14001 attesta agli stakeholder che l’azienda attua una gestione ambientale efficace ed efficiente. Inoltre tutti i prodotti di EgoKiefer soddisfano i criteri di efficienza energetica e comfort termico Minergie, con un valore
Sacha Battipaglia, Responsabile rivendita Centro vendita EgoKiefer a Bedano
Gianluca Lamantia, Responsabile servizio Centro vendita EgoKiefer a Bedano
di isolamento termico molto basso, inferiore a 1,0 W/m2K. «In aggiunta abbiamo appena ricevuto anche il Certificato Eco 2 per i nostri serramenti in PVC Ego®Allround: se in passato questo materiale era considerato inquinante, oggi addirittura il nostro prodotto risulta più sostenibile dei serramenti in legno/alluminio e in legno. E, come per tutte le nostre finestre, siamo in grado anche di riciclare i componenti in PVC, triturati e preparati per essere riutilizzati nella struttura interna dei nostri futuri serramenti», illustra Peter Müller. Pensare che proprio EgoKiefer ha prodotto nel 1957 la prima finestra in PVC della Svizzera. EgoKiefer è già riuscita a risparmiare 14mila tonnellate di emissioni di CO2, ad esempio sostituendo alcuni materiali in alluminio e vetro con varianti più ecologiche, realizzate con energia rinnovabile, oppure grazie a puntuali misure ingegneristiche come la riduzione di 1 mm dello spessore delle tre lastre di vetro nelle finestre isolanti. «Con le 15 nuove Environmental Product Declarations (EDP) ormai il 60% dei nostri ricavi proviene da prodotti di cui possiamo documentare l’impronta ambientale, aiutando i nostri clienti a rispettare le normative, a ridurre le emissioni dei loro edifici e a soppesare le scelte di investimento, ad esempio fornendo tutte le informazioni necessarie sui serramenti originali, anche a decenni dalla posa, per valutare nell’ambito di una ristruttura-
René Mariano, Responsabile vendita Centro vendita EgoKiefer a Bedano
zione se optare per una sostituzione integrale o del solo vetro», sottolinea Peter Müller. Arrivato in Ticino negli anni ’90, lui stesso è figlio di un falegname che era partner di EgoKiefer nel Canton Argovia. «Dicono che i collaboratori di EgoKiefer abbiano il sangue arancione, colore del logo. Alcuni sono in azienda da oltre quattro decenni e la media è di
Da sinistra, Ego®Allround in PVC, Ego®Allstar in legno/alluminio ed Ego®Allround in PVC/alluminio.
13 anni, molto elevata nel nostro settore. EgoKiefer attribuisce grande importanza al suo capitale sociale, come dimostrano i diversi benefit, a partire dalla previdenza, in linea con quanto già a inizio anni ’40 aveva stabilito il fondatore Ernst Göhner. Da quest’anno, a conferma della fiducia che nutriamo nei nostri collaboratori e dell’attenzione al loro benessere è stato introdotto il flexoffice, con orari più flessibili e la possibilità di lavorare da casa al 20%. Inoltre, condividendo suggerimenti e best practice sulla sicurezza in tutti i siti, abbiamo contribuito alla riduzione
Peter Müller, Direttore del Centro vendita EgoKiefer a Bedano
del 18% degli incidenti sul lavoro per milione di ore lavorative della nostra casa madre Dovista e si punta ora ad azzerarli», conclude Peter Müller. In Dovista, grande gruppo danese (oltre 7.200 collaboratori) leader nell’offerta di finestre in Scandinavia ed Europa, di cui è entrata a far parte nel 2021, EgoKiefer non ha trovato soltanto un volano di competitività che ha permesso di ottimizzare i costi di produzione senza compromessi sulla qualità, ma un perfetto allineamento di valori, che si concretizza anche nella condivisione di una strategia di sostenibilità pionieristica. Rimasta marchio indipendente sul mercato svizzero, dove continua a svolgere tutte le sue attività di R&D, EgoKiefer condivide con la casa madre il traguardo di ridurre entro il 2050 le emissioni di CO2 del 90% rispetto al 2021 (Scope 1, 2 e 3), approvato dalla Science Based Targets initiative (SBTi). Un impegno a beneficio anche di tutti i professionisti delle costruzioni e dei promotori immobiliari che con i loro edifici ambiscono a contribuire al benessere del pianeta, insieme a quello di chi lo abita.
EgoKiefer SA Via ai Gelsi 15 6930 Bedano egokiefer.ch Maggio 2025 TM · 53
speciale
Sostenibilità
AutoPostale
© Phil Schneiter
Il motore verde del gigante giallo
Principale azienda del trasporto pubblico su strada in Svizzera, AutoPostale vuole guidarne la svolta verso la mobilità sostenibile con la conversione a sistemi di propulsione alternativi della sua flotta di 2.300 veicoli entro il 2035. Un impegno inscritto nella strategia climatica della Posta. In Ticino si parte da Bellinzona, con l’entrata in servizio questo maggio dei primi sei bus elettrici.
C
on una rete di 950 linee che si estende per oltre 17.600 km, AutoPostale è la principale azienda del trasporto pubblico su strada in Svizzera. Il 2024, anno in cui ricorreva il centenario del suo iconico corno, ha fatto registrare un esercizio record con 183 milioni di passeggeri trasportati percorrendo complessivamente 140 milioni di chilometri, l’equivalente di dieci giri del mondo al giorno. «Per contribuire a garantire un avvenire sostenibile alle generazioni future e per soddisfare le aspettative della società, abbiamo stabilito di convertire alla propulsione elettrica l’intero parco veicoli nazionale entro e non oltre la fine del 2035, utilizzando solo energia proveniente da fonti rinnovabili», dichiara Alex Malinverno, Responsabile mercato e clienti sud di AutoPostale SA. Un impegno che si inscrive nella strategia climatica della Posta, sul cui bilancio climatico, con attualmente ancora 130mila tonnellate di emissioni annue dirette di CO2, AutoPostale incide in modo preponderante. Allo stesso tempo, in qualità di colonna portante della mobilità nella dimensione urbana e rurale, AutoPostale può giocare un ruolo essenziale nell’aiutare i cantoni a raggiungere i loro obiettivi ambientali, in
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linea con le disposizioni vincolanti sancite dalla Legge sulla protezione del clima. E, a parti invertite, sul sostegno di Confederazione, cantoni e comuni è fondamentale poter contare quando ci si confronta con una sfida come la conversione di una flotta di veicoli pesanti di tale ampiezza. «Dalla pianificazione all’entrata in servizio di una linea di autobus convertita alla mobilità elettrica ci vogliono due anni circa. Lo studio preliminare richiede in media un anno: in base al numero di veicoli, si valuta se procedere a tappe o se elettrificare subito l’intero deposito e si stimano gli investimenti necessari, ingenti quando è necessario aumentare la potenza del trasformatore per poter ricaricare un ampio parco veicoli. Imprescindibile è la collaborazione con le aziende elettriche locali per predisporre l’infrastruttura e capire dove ubicare eventuali punti di ricarica aggiuntivi per rifornimenti occasionali. Sulla base di questa analisi, viene poi sottoposta al committente un’offerta definitiva. Dopo la sua approvazione, si mette a concorso l’attribuzione dei lavori di installazione e la comanda dei veicoli. A seconda della complessità dei lavori va calcolato un altro anno circa per la realizzazione e l’attivazione del servizio elettrico», illustra Alex Malinverno.
Un iter che ha seguito anche Bellinzona, dove proprio questo maggio cominciano a circolare i primi autopostali elettrici del Ticino, nella bella livrea voluta dalla Città, che è una delle poche in Svizzera il cui trasporto pubblico urbano (TPB) è affidato ad AutoPostale, prevalentemente attiva sulle tratte regionali. «È la prima delle 82 linee del Canton Ticino a lanciarsi nella transizione. Entro la fine dell’anno prossimo, abbiamo altri tre progetti già approvati da mettere in servizio: 7 bus elettrici nel Luganese, 5 nel Mendrisiotto e altri 4 nel Bellizonese, che punta a elettrificare il suo intero parco di 30 autopostali del TPB entro il 2028. Attraverso queste prime esperienze, l’augurio è anche di poter essere utili alle altre imprese dell’Unione Trasporti Pubblici e Turistici Ticino (UTPT)», anticipa Alex Malinverno, che dell’associazione è presidente. Ad agosto, i sei nuovi bus elettrici bellinzonesi saranno in trasferta al Locarno Film Festival, fra i principali partner in Ticino di AutoPostale, così da contribuire al bilancio climatico della manifestazione. Fra le diverse forme di propulsione alternative, prima di optare per le batterie elettriche, AutoPostale ha testato anche la tecnologia a celle combustibili alimen-
tata a idrogeno. Ma, al di là di un’eccezione come il comune argoviese di Brugg, dove si sono create le condizioni per una sperimentazione, pur fornendo risultati positivi sul piano ambientale questa opzione non risultata ancora competitiva sia dal punto di vista economico, con prezzi superiori ai veicoli diesel ed elettrici, sia logistico, in assenza di una rete di distributori. Occorre inoltre verificare che l’idrogeno sia prodotto da fonti rinnovabili. «Partecipando a convegni e collaborando a progetti innovativi con istituzioni universitarie, continuiamo a monitorare anche altri nuovi sviluppi, come quelli sui carburanti sintetici che potrebbero offrire una soluzione per i veicoli a pianale rialzato che rappresentano il 10% del nostro consumo di diesel. Tuttavia al momento il motore elettrico a batteria rappresenta di gran lunga la tecnologia più efficiente, economica e con le maggiori garanzie per il futuro. Sono ormai disponibili modelli di diversi produttori fra cui mettere a concorso le forniture: una concorrenza che garantisce la nostra imparzialità, come azienda della Confederazione, e il miglior rapporto fra prezzo e qualità», precisa Alex Malinverno. Attualmente gli autopostali elettrici costano ancora circa il doppio dei modelli a diesel paragonabili, ad esempio per un classico 12 metri siamo a 600mila contro circa 350mila Chf. Per contro, i costi di riparazione e manutenzione sono nettamente inferiori. A livello di rifornimento, se oggi per 100 km in elettrico si sborsa circa il doppio, il divario è destinato a chiudersi con il venir meno dello sgravio dell’imposta sugli oli minerali per i carburanti impiegati nel trasporto pubblico, già soppressa per le linee urbane, che nei prossimi anni verrà a cadere anche per le linee regionali. La vita media dei veicoli diesel ed elettrici è già pari, 12 anni circa, ma nel medio termine ci si attende un significativo aumento della capacità delle
«Quella di Bellinzona è la prima delle 82 linee di AutoPostale in Ticino a lanciarsi nella conversione a propulsioni alternative, con la messa in servizio questo maggio dei primi sei bus elettrici. Attraverso queste esperienze, l’augurio è anche di essere utili alle altre imprese del trasporto pubblico cantonale» Alex Malinverno, Responsabile mercato e clienti sud di AutoPostale SA
batterie, che incrementerà l’autonomia e la redditività degli autobus elettrici. Oltre alle emissioni di CO2 diminuiscono anche quelle foniche, a beneficio sia delle località attraversate che del confort di passeggeri e conducenti, accresciuto anche dallo stile di guida più fluido, improntato al maggior risparmio possibile di energia, senza gli strappi delle marce e con minori vibrazioni dei veicoli. L’autonomia media è di circa 250 km con un’unica ricarica giornaliera. Anche sui più impegnativi tracciati montani, in discesa si può recuperare molto. «Uno degli obiettivi è cercare di ricaricare i veicoli esclusivamente in deposito, la notte, evitando le ricariche occasionali intermedie, per le quali esistono diverse soluzioni, come il pantografo che, calato dall’alto sul veicolo, consente ricariche ad alta potenza in breve tempo, ma spesso problematiche a livello di domande di costruzione. È dunque necessaria un’attenta pianificazione, che garantiamo con un tool sviluppato internamente da AutoPostale, in grado di tenere in considerazione diversi parametri tra cui il dislivello lungo la linea, la capacità della batteria o le temperature che ne influenzano la resa e così via, permettendo di arrivare a fine corsa con sufficiente carica per rientrare in deposito», conclude
il Responsabile mercato e clienti sud di AutoPostale. Attualmente sono un centinaio gli autopostali già a trazione elettrica. La conversione nell’arco del prossimo decennio dei restanti 2.200 sarà il motore verde della strategia “Posta di domani”: dal 2040 il gigante giallo punta a un impatto climatico zero in tutta l’azienda, inclusa la catena di creazione del valore, e già entro il 2030 vuole azzerare l’impatto climatico del proprio esercizio, conformemente alle disposizioni della Science Based Targets Initiative, rimuovendo dall’atmosfera e immagazzinando le emissioni residue che non potranno essere evitate attraverso il rimboschimento e una gestione forestale sostenibile, la conversione in carbone vegetale o il ricorso a impianti tecnologici.
Per approfondire la mobilità sostenibile di AutoPostale:
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speciale
Sostenibilità
Alpuriget
Ecologica in profondità
Con un parco mezzi all’avanguardia cui sta per aggiungere un nuovo gioiello, Alpuriget festeggia 35 anni di attività guidati dall’impegno per offrire servizi sempre più efficienti e diventare leader di sostenibilità, oltre che nella pulizia e ispezione di canalizzazioni, aspirazione e pompaggio inerti.
I
n coincidenza con il 35esimo anniversario, Alpuriget si prepara ad accogliere nella sua flotta il nuovissimo super camion 5 assi cisterna: un investimento che conferma come l’obiettivo primario dell’azienda sia fornire servizi tecnologicamente sempre più efficienti, avanzati e a ridotto impatto ambientale. Un aspetto al quale il proprietario, Roberto Puricelli, è particolarmente sensibile, sin dalla sua precedente esperienza nell’azienda di famiglia che del riciclo dei materiali di scarto ha fatto la sua missione. Così, da quando costituendo Alpuriget nel 1990 si è lanciato nei servizi di manutenzione, risanamento e ispezione di canalizzazioni stradali e private, ha sempre avuto un occhio di riguardo nell’acquisto di mezzi ecologici: «Nel 2002 abbiamo portato in Ticino il primo camion cisterna con il sistema di riciclo dell’acqua. Attualmente ne abbiamo 7 nella nostra flotta di 30 veicoli. Quello che sta per arrivare alza ulteriormente il livello delle prestazioni garantite nelle operazioni di scavo a risucchio e pompaggio di materiali inerti, tanto che il costruttore ha voluto presentarlo ad aprile alla fiera Bauma di Monaco, evento mondiale di riferimento per le macchine edili. Non solo monta compressori ancora più potenti ed ecologici, ma all’interno della cisterna sono installati 54 mq di filtri speciali per trattenere le polveri, permettendo ai nostri operatori di lavorare nella massima sicurezza in luoghi chiusi come gallerie, cantine, solai o silos. Caratteristiche che lo rendono perfetto per gli impieghi più esigenti in ambito industriale e nell’edilizia, con la possibilità di aspirare anche da superfici di grandi dimensioni
Roberto Puricelli, proprietario e direttore di Alpuriget, a Riva San Vitale.
grazie a tubazioni lunghe fino a 200 metri», descrive Roberto Puricelli. La sostenibilità è d’altronde inscritta nel core business dell’azienda: la gran parte dei rifiuti trattati, costituiti da fanghi e liquami cementizi o provenienti da canalizzazioni, viene processata nell’impianto fisso aziendale conferendo il residuo a una discarica specializzata. Motivo di grande orgoglio, gli impianti mobili di chiarificazione e disinfezione dell’acqua certificati dal Cantone, che permettono di aspirare l’acqua sporca del lavaggio di pozzetti o gallerie stradali e, grazie al sistema di riciclo, rilasciare acqua chiarificata con le migliori caratteristiche organolettiche possibili. L’uso d’acqua industriale non potabile nello svolgimento delle attività aziendali consente a sua volta di contenere i costi salvaguardando una risorsa preziosa. Al contempo, l’azienda è particolarmente attenta al benessere dei suoi collabo-
ratori, a 360 gradi. Una sensibilità che si conferma anche nel radicamento sul territorio, sia in termini di precedenza ai fornitori ticinesi sia nel sostegno a iniziative ed eventi locali. Sulla scia dell’edilizia ecologica, un altro servizio di Alpuriget che raccoglie crescenti richieste è il soffiaggio di substrato colturale per la realizzazione di giardini estensivi su tetti piani, in alternativa alla ghiaia. «Questo tipo di copertura offre molti vantaggi per l’uomo e la natura a costi contenuti. Gli inverdimenti estensivi permettono di trattenere l’acqua piovana riducendo l’impatto delle precipitazioni più intense e il rischio di allagamenti, abbattono le polveri, mantengono più bassa la temperatura all’interno e all’esterno degli edifici, migliorando il microclima presente sul tetto e anche la durata dell’impermeabilizzazione, protetta dagli influssi atmosferici. Il tutto a vantaggio anche del valore dell’edificio», evidenzia Roberto Puricelli. Già certificata ISO 9001:2015, per avere un quadro ancor più preciso del proprio impatto ambientale, sociale ed economico, l’anno scorso Alpuriget ha realizzato il suo primo rapporto di sostenibilità, ottenendo la dichiarazione di conformità rilasciata dalla Cc-Ti. All’orizzonte anche una nuova sede di proprietà, su progetto dell’Arch. Mario Botta, che assicurerà la massima efficienza di energia e consumi e anche cura del confort di spazi e servizi. Non mancheranno nuovi impianti per il conferimento e la depurazione delle acque, il tutto permettendo di conquistare ulteriori punti in materia di sostenibilità.
Via Industria 7 6826 Riva San Vitale info@alpuriget.ch Tel: +41 91 630 55 57
speciale
Sostenibilità
Funicolare Monte Brè
© FMB / Milo Zanecchia
In vetta alla natura Un turismo che valorizza l’ambiente e il territorio, con cui vive in simbiosi perfetta: sempre più sostenibile e inclusiva con le nuove carrozze panoramiche, la Funicolare Monte Brè porta ad assaporare le bellezze naturali sulla vetta più soleggiata della Svizzera, offrendo un’esperienza di viaggio immersiva.
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e dal 1908, anno in cui la Funicolare Monte Brè è entrata in funzione, le tecnologie al servizio della sostenibilità si sono evolute in modo significativo, sin dalle origini questo sistema di trasporto si è distinto per il suo basso impatto ambientale e per il profondo rispetto del paesaggio in cui si inserisce e che consente di ammirare. «Grazie alla trazione a fune e alla configurazione a va e vieni con contrappeso, il consumo energetico è ottimizzato. Nel corso degli anni abbiamo investito nell’efficientamento dell’impianto, introducendo motori elettrici ad alto rendimento, sistemi di illuminazione a LED e tecnologie per il monitoraggio dei consumi. Attualmente, l’energia utilizzata proviene al 100% da fonti rinnovabili certificate, in collaborazione con il nostro partner AIL», sottolinea l’ingegner Roberto Ferroni, direttore della società Funicolare Monte Brè (FMB). Dopo l’installazione dei pannelli fotovoltaici avvenuta nel giugno 2023, lo scorso 15 febbraio - in concomitanza con la riapertura stagionale - le nuove carrozze hanno preso il posto delle storiche vetture che, in 40 anni di onorato servizio, hanno percorso oltre 1,2 milioni di km, testimoniando una lunga tradizione di affidabilità e legame con il territorio. «Con un design che richiama il passato, queste moderne carrozze panoramiche guardano al futuro: offrono un’esperienza di viaggio ancora più sicura e accessibile, sono progettate secondo i più moderni standard
ambientali e costruite con materiali innovativi. Le ampie vetrate e il tetto panoramico permettono di godere di una vista a 360° su Lugano e sulle vette alpine circostanti. A breve saranno completamente accessibili anche a persone con disabilità motorie, rendendo il turismo al Brè più inclusivo, grazie agli interventi di ammodernamento - attualmente in fase di completamento - realizzati dai nostri tecnici e ingegneri per adeguare le stazioni agli standard della Legge Disabili», aggiunge con orgoglio il Direttore. La nuova configurazione delle carrozze risponde anche alle esigenze dei più sportivi, facilitando il trasporto delle mountain bike. Una delle tante attività praticabili in vetta, in ogni stagione e per tutti i gusti: sentieri escursionistici a piedi o in bicicletta, aree pic-nic, visite guidate al caratteristico e apprezzato borgo, fotografia naturalistica, serate di osservazione astronomica. I punti di ristoro valorizzano i prodotti locali, contribuendo a un’offerta enogastronomica attenta alla sostenibilità. La Funicolare Monte Brè aderisce al programma Swisstainable, promosso da Svizzera Turismo (ST), impegnandosi attivamente a promuovere un turismo responsabile, rispettoso delle risorse e dell’ambiente. Collabora inoltre con l’Ente Turistico del Luganese per sostenere un approccio sostenibile alla montagna, e
Roberto Ferroni, Direttore della società Funicolare Cassarate-Monte Brè.
con la Città di Lugano per offrire risalite gratuite alle scuole elementari dirette all’Aula del Bosco, dove si tengono giornate educative a contatto con la natura. «Sosteniamo anche iniziative in qualità di sponsor, incentivando l’uso del trasporto pubblico per raggiungere la stazione di partenza. Eventi come Walking Lugano o Ladies Run si inseriscono pienamente in questa visione, proponendo giornate a impatto quasi zero», precisa l’ing. Ferroni. Il crescente interesse verso un turismo sostenibile ha premiato anche il Monte Brè con un aumento significativo di visitatori locali e svizzeri. «La nostra destinazione si è rivelata ideale per chi cerca esperienze autentiche, all’aria aperta e a misura d’uomo. Il concetto di slow tourism si adatta perfettamente alla nostra realtà: una salita lenta, panoramica e senza stress, che permette in pochi minuti di riscoprire il piacere della contemplazione», conclude il Direttore. Un’ulteriore motivazione che rafforza l’impegno della FMB verso un turismo che valorizza l’ambiente e il territorio. Maggio 2025 TM · 57
BancaStato Swiss Architectural Award
© JAG Studio & Al Borde
Sostenibilità
Al Borde, Learning Viewpoint, Mirador aula, foresta protetta del Cerro Blanco, Guayaquil (Ecuador), 2021-2022. © JAG Studio & Al Borde
speciale
Un’architettura profondamente radicata nel territorio, capace di entrare in risonanza con le comunità locali e di reinterpretarne tecniche e materiali: premiando il collettivo ecuadoriano Al Borde, il BancaStato Swiss Architectural Award 2024 si conferma un osservatorio privilegiato sugli approcci progettuali in grado di rispondere alle sfide ambientali e sociali del costruire.
Oltre l’estetica, visioni profetiche
A
ffrontare i problemi dell’abitare e dell’ambiente per trovare un equilibrio capace di rispondere alle sfide delle società odierne: un compito che sollecita l’architettura tanto da una prospettiva estetica, quanto etica ed ecologica. Una progettualità in grado, con sensibilità e processi innovativi, di reinterpretare il rapporto fra soggetto e spazio, in una nuova sintesi fra tecnica, cultura e natura. Muovendo alla ricerca dei talenti emergenti sulla scena internazionale, è spesso nei contesti più svantaggiati che lo Swiss Architecture Award li ha trovati. «Attraverso il lavoro dei tanti architetti vincitori e partecipanti alle nove edizioni del premio abbiamo scoperto come all’interno della complessità del vivere odierno siano spesso proprio i paesi più poveri a offrire le indicazioni più ricche. Quelli costretti per necessità a operare con una sostenibilità non soltanto nominale, ma reale. Da questo punto di vista possiamo 58 · TM Maggio 2025
dire che lo Swiss Architecture Award sia un riconoscimento ‘profetico’, nel senso che va a insignire non le grandi forme opulente o le ricerche un po’ cerebrali a cui ci ha abituato la società dei consumi e del progresso tecnologico sfrenato, ma progetti che muovendo dalla necessità umana del vivere collettivo sviluppano soluzioni esemplari. Un perfetto corollario dello spirito dell’Accademia di architettura dell’Università della Svizzera italiana, che sin dall’inizio ha scelto di concentrarsi sulle ragioni fondanti del fare architettonico», osserva Mario Botta, presidente Fondazione Teatro dell’architettura, promotrice del premio. L’America latina, che già era stata preziosa fonte di ispirazione con il paraguaiano Solano Benitez, incoronato dalla prima edizione del 2007-08, torna a esserlo con il collettivo ecuadoriano Al Borde, vincitore della nona, la cui premiazione si è tenuta l’8 maggio. Il loro nome significa “al limite” perché, come
loro stessi dichiarano, «Siamo specialisti nel fare ciò che non sappiamo fare», che non vuole essere un’ammissione di incompetenza, ma l’attitudine di chi operando fuori dalla sua confort zone supera i propri limiti per scoprire nuove opzioni. Nulla è acquisito: ogni progetto diventa l’occasione per calarsi nelle specificità di un diverso contesto e delle sue dinamiche, interpretando le esigenze della committenza e le caratteristiche del luogo con un approccio partecipativo, ogniqualvolta possibile utilizzando tecniche, materiali e maestranze locali, contribuendo così anche alla redistribuzione delle risorse nelle comunità coinvolte. Ad esempio, la Biblioteca comunitaria Yuyarina Pacha (2023-24) - fra i tre progetti che ogni partecipante è tenuto a presentare per concorrere - riprende il valore pragmatico delle pratiche ancestrali locali, adattandole alle esigenze contemporanee: la struttura principale è stata realizzata in chonta, una specie di palma dell’Amaz-
© JAG Studio & Al Borde
zonia, alla quale per generazioni gli abitanti della regione si sono affidati per le loro costruzioni, poiché la struttura può essere ancorata direttamente al terreno senza la necessità di impermeabilizzarla. «Ma in concorso abbiamo anche portato l’esempio di un progetto dove invece ci siamo trovati a costruire un’installazione nella sede della Triennale di Architettura di Sharjah, negli Emirati Arabi Uniti, un contesto in cui tutto è a portata di mano: cosa significa essere locali in un caso del genere? Pensare in termini di economia degli sforzi ci consente di ricercare la massima efficienza, trasformando le materie prime in elementi architettonici e, così riducendo al minimo l’energia utilizzata nella produzione, nella trasformazione e nel trasporto dei materiali. Ecco che quando abbiamo scoperto che l’Autorità locale per l’elettricità, l’acqua e il gas aveva accumulato un centinaio di pali di legno dismessi dalla sua rete, ce ne siamo serviti per la struttura del nostro Raw Threshold Pavillon, usando poi stuoie di palma, ampiamente disponibili in loco, per creare l’ombra. Due materiali che quando verrà smontata potranno trovare un altro impiego e, infine, degradandosi chiuderanno il ciclo della loro vita in armonia con la natura», ha spiegato David Barragán. Presenti tutti insieme come di rado accade all’estero, i quattro membri fondatori - al suo fianco Pascual Gangotena, Maríaluisa Borja ed Esteban Benavides, che a breve saranno anche alla Biennale di Venezia - si sono dimostrati entusiasti. Già il solo fatto di entrare nella rosa dei trenta finalisti rappresenta un grande riconoscimento, dato che al premio non ci si candida ma si viene selezionati da un comitato di advisor di grande rilevanza internazionale. Sono loro a scrutare quanto si muove - si costruisce - all’orizzonte, portando con cadenza biennale a Mendrisio le espressioni più interessanti dell’architettura contemporanea emergente (sotto i 50 anni) da tutto il mondo, 17 paesi quest’anno. Un premio che orgogliosamente la Fondazione Teatro dell’architettura mantiene in Ticino - organizzando qui la cerimonia e la mostra che mette il visitatore davanti ai tre progetti presentati da ogni partecipante (fino al 5 ottobre) - ma che vuole farsi garante di una sensibilità e di una qualità svizzere nell’approccio alla disciplina riunendo nella sua prestigiosa giuria, presieduta da Mario Botta, anche
i rappresentanti dei Politecnici federali, le altre due scuole di riferimento nazionali per l’architettura. Una sinergia resa possibile dal sostegno di Charles Kleiber, già Segretario di Stato per l’Educazione e la Ricerca e figura chiave nello sviluppo del sistema accademico svizzero, scomparso lo scorso 14 gennaio. «Insieme al generoso compenso di 100mila franchi, il vincitore riceve anche l’invito a condurre un atelier progettuale
il territorio non si dimostra ‘unicamente’ con l’attività bancaria, ma anche, tra i molteplici aspetti, con una fitta politica di sostegno a realtà, progetti ed eventi che vi creano ricchezza culturale. Fra questi, il BancaStato Swiss Architectural Award sottolinea anche la nostra sensibilità verso la sostenibilità, del cui sviluppo BancaStato ambisce a diventare un punto di riferimento per il territorio, nonché la nostra attenzione alle giovani generazioni
In primo piano, i fondatori del collettivo Al Borde, vincitore del BancaStato Swiss Architectural Award 2024: da sinistra, Pascual Gangotena, Esteban Benavides, David Barragán e Maríaluisa Borja. Al centro, l’Arch. Mario Botta, Presidente della Fondazione Teatro dell’architettura Mendrisio e, dietro da sinistra, Riccardo Blumer, che ne è Direttore, con Nicola Navone, Segretario del premio, e, a destra, Nicola Guscetti, Membro della Direzione generale di BancaStato. © Ti-Press / Samuel Golay
con gli studenti dell’Accademia, che già più volte ha dato poi origine a incarichi più lunghi, pensiamo a Solano Benitez, Diébédo Francis Kéré, Bijoy Jain, Junya Ishigami o Elisa Valero. Un interscambio teorico e culturale che costituisce una linfa molto importante per gli studenti, ai quali vogliamo portare il meglio delle nuove tendenze che, sotto l’apparentemente semplice etichetta di ‘sostenibilità’, toccano in realtà le ragioni più profonde - intellettuali, culturali e spirituali - che sorreggono la nostra professione», sottolinea Mario Botta. Quest’anno il premio include anche un’opera dell’artista bleniese Flavio Paolucci: L’uomo crea confini. La natura cammina dentro e fuori dai confini (2025). Un ulteriore gesto con cui la Fondazione intende valorizzare il legame con il Ticino. Legame ribadito anche dal sostegno di BancaStato, per la prima volta sponsor principale del premio e già confermata per le due successive edizioni. «Il nostro tradizionale legame con
e ai nuovi approcci che portano con sé. Inoltre questo premio riflette fortemente i valori di qualità, impegno e visione che il nostro istituto condivide», evidenzia Nicola Guscetti, Membro della Direzione generale di BancaStato e responsabile dell’Area Private Banking e Gpe. Pronto a festeggiare nel 2027 la decima edizione, il BancaStato Swiss Architectural Award si pone come un osservatorio privilegiato dei fermenti dell’architettura contemporanea nelle sue espressioni più innovative e promettenti, portando da ogni angolo del pianeta a Mendrisio i protagonisti di questa evoluzione della disciplina: esempi ‘profetici’, come Al Borde, di nuove pratiche e visioni, in grado di contribuire a migliorare la qualità dei progetti architettonici e dell’umano vivere con attenzione alla responsabilità ambientale e sociale, per costruire un cambiamento positivo e duraturo. Susanna Cattaneo Maggio 2025 TM · 59
eureka /l’imprenditore
Costruire con una prospettiva olistica Una storia di successo iniziata nel 1808 con il mastro muratore Johann Ulrich Zindel e oggi giunta all’ottava generazione con Andreas Zindel. Orgoglioso di proseguire nell’approccio pionieristico dei suoi antenati al mondo delle costruzioni, portando una rinnovata concezione di leadership e con soluzioni olistiche per plasmare il futuro ecologico dell’edilizia.
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i è sempre stato chiaro che un giorno avrei voluto rilevare l’azienda di famiglia. Già da bambino ero affascinato dall’industria delle costruzioni e dall’imprenditorialità. Mi colpiva come un’idea, un progetto, si trasformasse improvvisamente in qualcosa di reale, destinato a durare nel tempo. Ciò che mi ispira tuttora è proprio la creazione di valori visibili e il fatto che non si sia mai soli in questo processo. Lavorare con gli altri - siano dipendenti, partner o clienti - impegnandosi insieme per raggiungere un obiettivo e creare qualcosa che non sia solo funzionale, ma che ti renda anche orgoglioso: è questo a gratificarmi immensamente. Non ho mai avuto dubbi. Certo, le sfide non mancano, ma sapevo di essere pronto ad assumermi le mie responsabilità, con il cuore, la mente e pieno impegno. Il mio percorso nel settore è stato pianificato consapevolmente da un lato, ma anche fortemente influenzato dal mio ambiente familiare dall’altro. Ho capito subito che è possibile gestire con successo un’impresa di costruzioni solo se si comprendono sia gli aspetti tecnici che quelli commerciali. Per questo, durante la formazione mi sono concentrato su entrambi, con l’obiettivo di parlare la lingua di ambedue i mondi. Anche l’esperienza al di fuori dell’azienda di famiglia è stata preziosa. Conoscere altre culture e stili di gestione ha ampliato i miei orizzonti e mi ha permesso di avere una visione più obiettiva di Zindel United. Ho potuto assumere presto ruoli di leadership, inizialmente nello sport, imparando cosa significhi assumersi responsabilità, motivare le persone e lavorare insieme per un obiettivo comune.
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«Raccogliere l’eredità di un’azienda di famiglia di oltre due secoli comporta una grande responsabilità. Non si rilevano solo cifre e strutture, ma anche valori, convinzioni e storie. Desidero continuare a sviluppare ciò che i miei antenati hanno costruito, con rispetto per le radici e coraggio per il futuro» Andreas Zindel, CEO di Zindel United, VIII generazione
Grande importanza ha anche il “learning by doing”. Come imprenditore non si finisce mai di imparare. Ogni giorno mi chiedo: a che punto sono? In cosa posso migliorare? Raccogliere l’eredità di un’azienda di famiglia di oltre due secoli comporta una grande responsabilità. Non si rilevano solo cifre e strutture, ma anche valori, convinzioni e storie. Il rispetto per tutti coloro che mi hanno preceduto è pro-
fondamente radicato in me. Non ne sono intimorito, ma mi avvicino a questa eredità con umiltà. Perché ci si rende conto di far parte di qualcosa che va ben oltre sé stessi. Voglio continuare a sviluppare ciò che i miei antenati hanno costruito, apportando nuove idee e una chiara visione. Mio padre e mio nonno hanno plasmato l’azienda con grande impegno, lungimiranza e senso del dovere. Ma facevano anche parte di altre generazioni, con condizioni quadro e priorità diverse. Anche la concezione della leadership era diversa. Oggi abbiamo bisogno di più dialogo, più partecipazione e più fiducia nei team. Il mio compito è quello di contribuire attivamente a questo cambiamento. La fiducia è fondamentale anche per un passaggio generazionale di successo. Nel nostro caso, è stata palpabile fin dall’inizio, in entrambe le direzioni, e questa è stata una chiave molto importante per una transizione senza problemi. Un altro fattore importante è stata la comunicazione aperta, onesta e concreta, soprattutto nei momenti di divergenza di opinioni. Abbiamo cercato il dialogo fin dall’inizio e su base regolare: su valori, obiettivi e aspettative. Questo ci ha permesso di prepararci al cambiamento per diversi anni, di dargli forma insieme e attuarlo passo dopo passo - con chiarezza, ma anche con spazio per lo sviluppo individuale. La sfida più grande per me è invece stata ridefinire la vicinanza ai dipendenti. Mio padre e mio zio avevano una forte presenza operativa, l’azienda era più piccola, le strutture più dirette e i dipendenti avevano un contatto quasi quotidiano con la famiglia proprietaria. Oggi Zindel United è cresciuta notevolmente, abbiamo una struttura molto più decentrata, 450 dipendenti e io sono l’unico rappre-
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La testimonianza dell’imprenditore A partire da questa edizione, la rubrica di Ticino Management che raccoglie la testimonianza diretta di un imprenditore è lieta di annunciare la collaborazione con lo Swiss Venture Club (SVC), rete di riferimento delle Pmi svizzere. Ad alternarsi, saranno i finalisti delle diverse edizioni regionali del Prix SVC. Da chi, lanciatosi in prima persona, può oggi condividere il racconto di un’esperienza imprenditoriale di successo, a chi ha raccolto con non minor determinazione il testimone delle generazioni precendenti. Come Andreas Zindel, autore di questo primo contributo, ottava generazione alla testa di Zindel United di Maienfeld (GR), vincitrice del Prix SVC Ostschweiz 2024, specializzata in soluzioni globali per l’edilizia. All’insegna di un futuro ecologico.
sentante della famiglia con responsabilità operative. Non posso più essere presente in loco con la stessa frequenza e intensità, anche se per me rimane molto importante. Questo cambiamento nella concezione del mio ruolo ha dovuto essere riconosciuto dai dipendenti, ma anche da me stesso: la vicinanza e la presenza passano oggi da una buona leadership, incontri autentici, valori condivisi. Del mio ruolo di Ceo ho una visione olistica: si tratta di mantenere uno sguardo d’insieme e allo stesso tempo di unire i fili giusti, di riconoscere tempestivamente gli sviluppi e portare avanti l’azienda in modo strategico. Mi considero anche un coach: bisogna sostenere le persone, motivarle, riconoscere il potenziale e svilupparle ulteriormente. Cerco di mantenere il giusto equilibrio: abbastanza vicino per capire cosa sta succedendo, ma con il distacco sufficiente per tenere d’occhio il quadro generale. Il mio lavoro quotidiano è un misto di pianificazione strategica e di supporto operativo selettivo. A seconda dell’argomento e della fase, a volte approfondisco, a volte lascio deliberatamente più spazio.
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La visione di Zindel United è: “Le nostre idee ispirano le persone, conservano le risorse e diventano soluzioni olistiche per le generazioni”. Alla sua base quattro assunti fondamentali. In primo luogo, vogliamo ispirare le persone attraverso collaborazioni autentiche, soluzioni ben studiate e un valore aggiunto tangibile. Secondo: vogliamo svolgere un ruolo pionieristico nell’utilizzo responsabile delle risorse naturali, come legno e ghiaia. Terzo: ragioniamo in termini di soluzioni olistiche: non conta solo il miglior risultato individuale, ma l’insieme ottimale - per il progetto, per il cliente, per tutti i soggetti coinvolti. Combiniamo pianificazione, esecuzione e materiali per creare soluzioni sostenibili, funzionali e ben studiate. Quarto: le nostre soluzioni devono durare per generazioni. Questo richiede i più alti standard di qualità insieme alla capacità di adattare gli spazi alle mutevoli esigenze delle generazioni future, senza demolire tutto e ricostruire. Questa visione è la nostra bussola. La portiamo avanti con convinzione, lungimiranza e l’ambizione di contribuire attivamente a plasmare il futuro dell’edilizia.
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eureka/ innovazione
Il fascino di trasformarsi L’innovazione viene spesso confusa come l’inseguimento di mode digitali, mentre in realtà è la via maestra per trovare soluzioni nuove, a problemi di lunga data. Jana Ghezzi, Managing Partner di InnoSource Ventures. A lato, l’evoluzione dei costi documentali promessa da AiDock.
Elaborazione documentale Rapporto tra costo di elaborazione del singolo file, e quantità trattate
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Quantità dei file elaborati Fonte: AiDock 2025
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nnovare non è più un’opzione: è una necessità strategica. Negli ultimi anni, la spinta verso l’innovazione si è trasformata in un fenomeno trasversale che attraversa imprese, istituzioni e cittadini. È diventata il motore silenzioso che ridefinisce mercati, modelli operativi e aspettative dei consumatori. Il mondo delle Start up ha avuto un ruolo centrale in questa trasformazione. Con la loro agilità, queste realtà riescono a sviluppare soluzioni mirate a problemi specifici, spesso con risorse limitate, ma un approccio è pragmatico: testare, adattare, scalare. Questo dinamismo ha contaminato anche l’approccio dell’impresa tradizionale, che osserva con interesse. Tuttavia, per le aziende strutturate, l’adozione dell’innovazione non avviene mai in modo radicale. Le società mature operano con equilibri complessi, dove ogni cambiamento deve essere calibrato, validato e integrato in un’architettura costruita in anni, decenni, di attività. Ed è qui che le soluzioni creative fanno la differenza: non serve rivoluzionare tutto per generare valore, ma identificare leve 62 · TM Maggio 2025
strategiche dove anche un’innovazione incrementale può dare risultati concreti. Un esempio efficace è AiDock, una Start up che ha sviluppato una tecnologia basata sull’Ia per automatizzare la gestione dei documenti nella logistica e nelle operazioni doganali. In un settore dove la burocrazia rappresenta ancora oggi un collo di bottiglia, AiDock consente alle aziende di velocizzare i processi, ridurre gli errori umani e liberare risorse. Non si tratta di una trasformazione radicale dell’intera supply-chain, ma di un intervento chirurgico su un punto critico. In un sistema logistico complesso, Aidock si concentra esclusivamente su una parte specifica: la gestione e il controllo dei documenti, generando efficienza, competitività e quindi ritorno sull’investimento. Questa innovazione, infatti, non stravolge l’intero sistema, ma lo ottimizza. Secondo i dati forniti da AiDock, l’adozione della tecnologia consente una riduzione progressiva del costo per file al crescere dei volumi processati. In particolare, oltre i 10mila documenti, i risparmi diventano significativi, renden-
do l’automazione non solo efficiente, ma anche economicamente vantaggiosa. Ma l’impatto dell’innovazione non si limita al mondo corporate. Sta ridefinendo il quotidiano, e spesso a una velocità maggiore, con lo sviluppo tecnologico a fare da traino, dalla mobilità elettrica all’agricoltura rigenerativa, all’e-banking. In particolare, il settore medicale sta vivendo una rivoluzione silenziosa ma di portata storica. Un caso emblematico è quello di RedDress, un’azienda che ha sviluppato una tecnologia avanzata per la cura delle ferite croniche, in particolare quelle causate dal diabete, utilizzando il plasma autologo del paziente. Fino a poco tempo fa, lesioni di questo tipo erano considerate difficili, se non impossibili, da guarire. Oggi, grazie a un approccio che combina biotecnologia e design terapeutico, RedDress sta offrendo una nuova speranza a migliaia di pazienti. Il vero fascino dell’innovazione, dunque, non risiede solo nella tecnologia, ma nella capacità di risolvere problemi reali. È questo che la società sta finalmente comprendendo: innovare non significa inseguire mode digitali, ma trovare soluzioni più efficaci, a sfide antiche. Ed è proprio qui che società come InnoSource Ventures si inseriscono, facendo da ponte tra chi crea innovazione e chi è pronto a implementarla, per generare un impatto. In un mondo dove il cambiamento è la nuova costante, la creatività applicata non è più un vantaggio competitivo. È la base per rimanere rilevanti e costruire il futuro.
Valter Longo
Dieta mima - digiuno: per una vita sana e lunga Lugano 30.06.2025 18:30 -19:30
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eureka /innovazione
L’artificiale che verifica l’originale Algoritmi e computer vision possono contribuire a rendere più sicuro, trasparente e obiettivo il processo di autenticazione delle opere d’arte, affiancandosi agli esperti.
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© DeBrécy Trust
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ondata prima dell’attuale boom dell’Intelligenza artificiale, Art Recognition è stata la prima azienda a offrire un servizio di autenticazione di opere d’arte tramite Ia. Il suo sistema applica tecniche di apprendimento automatico e computer vision. In particolare, utilizza due tipi di reti neurali per catturare le caratteristiche chiave di un artista: una rete neurale convoluzionale (Cnn), tradizionalmente adottata per la classificazione delle immagini, e un Vision Transformer (Swin), un’avanzata architettura di deep learning, alla base anche di applicazioni come ChatGpt, che permette di raccogliere informazioni chiave dall’intera superficie delle immagini incrementando esponenzialmente i parametri considerati e la capacità predittiva. Art Recognition è stata all’avanguardia ad adattarla al suo scopo. «Inoltre, la nostra tecnologia è in grado di rilevare i falsi digitali prodotti dalla GenAi. Il database di training include infatti sia autentici che immagini sintetiche generate dall’Ia», sottolinea Carina Popovici. Dottorato in fisica delle particelle a Tubinga, poi impiegata come gestore dei rischi per un importante istituto bancario a Zurigo, ma anche appassionata d’arte, quando si è resa conto che non esistevano ancora soluzioni digitali che rispondessero alla piaga dei falsi, si è messa ‘all’opera’. «Abbiamo iniziato a sviluppare la tecnologia alla base di Art Recognition a inizio 2019 con l’obiettivo di contribuire a un mercato dell’arte più trasparente e oggettivo
attraverso la scienza. In particolare, la collaborazione con l’Università di Tilburg, nei Paesi Bassi, ci ha permesso di ottenere una sovvenzione da Eurostars, il programma di finanziamento per le Pmi della rete Eureka. Abbiamo così potuto sviluppare la nostra tecnologia senza la pressione immediata di cercare investitori. Fra gli altri partner accademici, lavoriamo anche a stretto contatto con Innosuisse», prosegue la fondatrice di Art Recognition, oggi affiancata da un team di tre storici dell’arte, due sviluppatori di Ia, un client relationship manager, un assistente marketing, il direttore finanziario e tre illustri consulenti. In sei anni ha analizzato 500 opere per un centinaio di clienti, principalmente basati in Europa. Non solo collezionisti privati, ma anche un numero crescente di gallerie e case d’asta di piccole e medie dimensioni. I vantaggi sono anche pratici: poiché il processo di autenticazione richiede solo una fotografia in alta riso-
Sarà un Raffaello? Non tutti i sistemi di autenticazione Ia rispondono allo stesso modo. Per Art Recognition, che considera un’ampia serie di parametri, non basta la somiglianza con il volto della Madonna Sistina di Dresda (sopra) a fare di quella del Tondo di Brecy un originale.
luzione dell’opera, non è necessario sostenere spese di trasporto e assicurazione per spedirla all’esperto del caso, spesso all’estero, e anche le tempistiche sono snelle. Si può scegliere tra un Certificato di autenticità, che esprime un giudizio netto (“autentico” o “non autentico”) oppure un Rapporto di autenticità più dettagliato, che include un punteggio di probabilità e ulteriori informazioni. Comprensibile però che gli storici dell’arte possano sentirsi minacciati. Se per autenticare un’opera è prassi servirsi di metodi scientifici come la spettroscopia e l’analisi a raggi X, l’idea invece che una macchina possa sostituirsi a conoscenze e sensibilità maturate in anni di studio e ricerche non può che spingere sulle difensive. «Tuttavia non intendiamo sostituire le competenze degli esperti, che sono anzi preziose per noi, ma integrarle a un’analisi obiettiva e basata sui dati. Sono fermamente con-
vinta che entrambi gli approcci debbano completarsi a vicenda per migliorare la trasparenza e l’affidabilità dell’autenticazione. Non si può infatti tacere che ci sia un problema nel panorama attuale, che concentra un’immensa quantità di potere nelle mani di pochi specialisti ed è troppo soggettivo», sottolinea la Ceo di Art Recognition. Paradigmatico è stato il caso di Niels Büttner, professore di storia dell’arte medievale e moderna presso l’Accademia di Stato di Belle Arti di Stoccarda. Dopo essersi scagliato in un articolo dai toni veementi contro Art Recongition, che aveva messo in dubbio l’autenticità di uno dei dipinti più famosi della National Gallery, il Sansone e Dalila di Rubens, ha dovuto ricredersi. Dal dialogo lanciato da Carina Popovici è nato addirittura un progetto di collaborazione per autenticare la versione del Ritratto di Don Diego Messía Felipe de Guzmán conservata alla Fondazione Santander di Madrid, oggetto di grande dibattito tra gli specialisti. Se l’intelligenza artificiale può ridurre il potenziale di pregiudizi umani e migliorare l’affidabilità complessiva dei risultati dell’autenticazione, bisogna però essere consapevoli che anche i dati potrebbero veicolare bias e falsi positivi. «La complessità dei modelli di Ia richiede un esame rigoroso e la convalida della comunità scientifica prima di essere utilizzati come strumento di mercato», avverte l’esperta. Eloquente l’esempio della Madonna del Tondo di Brecy giudicata a inizio 2023 dal sistema di Ia dell’Università di Bradford al 95% opera di Raffaello. Secondo Art Recognition invece non lo sarebbe con la probabilità dell’85%. Una discrepanza che deriva dai diversi principi operativi dei due sistemi: «L’Ia di Bradford si concentra sul riconoscimento facciale, addestrata su serie di dati di volti. Ha quindi riscontrato una forte somiglianza con la Madonna Sistina di Dresda, che però non è sorprendente, considerato lo standard di
Due esempi della capacità dell’Ia di Art Recognition di intervenire su opere controverse: l’Autoritratto di van Gogh della Galleria nazionale di Oslo, che ha valutato autentico al 97%, e il Ritratto di Don Felipe de Guzmán della Fondazione Santander di Madrid, al 79%.
«Sono fermamente convinta che l’Ia e le competenze degli storici dell’arte debbano integrarsi per migliorare la trasparenza e l’affidabilità dell’autenticazione. Non si può infatti tacere che ci sia un problema nel panorama attuale, che concentra un’immensa quantità di potere nelle mani di pochi specialisti ed è troppo soggettivo» Carina Popovici, Ceo e cofondatrice di Art Recognition
bellezza idealizzata comune agli artisti di quel periodo. L’attribuzione manca dunque di fondamento scientifico e non è supportata dallo studio stesso. La nostra tecnologia esamina invece una moltitudine di attributi visivi, tra cui la tavolozza dei colori, la texture e la composizione», chiarisce Carina Popovici. Le fotografie di alta qualità utilizzate provengono da un’ampia gamma di piattaforme affidabili, tra cui collezioni museali ad accesso libero, archivi istituzionali, pubblicazioni accademiche e, quando necessario, archivi di immagini con licenza, nonché opere d’arte digitali generate dall’Ia nello stile dell’artista. «Il numero necessa-
rio varia in modo significativo, a seconda della produzione di quell’artista. Sebbene lavorare con set di dati limitati sia una delle principali sfide del settore, il nostro team di sviluppo ha creato un modulo specializzato che consente un’analisi affidabile, anche nei casi di artisti con un’opera ridotta, come Vermeer o Leonardo da Vinci», specifica la fondatrice di Art Recognition.
Con l’ascesa della Gen-Ai che sta ridisegnando l’espressione creativa, l’autenticazione si confronterà con sfide sempre più complesse. Agilità, rigore scientifico e una profonda conoscenza del mondo dell’arte e del machine learning saranno fondamentali per mantenere la leadership, cui nel caso di Art Recognition contribuisce senza dubbio anche l’ubicazione in Svizzera, hub di innovazione quanto centro del mercato globale dell’arte. Susanna Cattaneo Maggio 2025 TM · 65
eureka/digitale
Curatori nell’era dell’Ia Sin tanto che mancavano, erano i dati il centro di tutto. Non averli significava molto. Oggi che invece abbondano, non servono a nulla, a meno di saperli leggere e comprendere.
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anno detto: “Senza dati, sei solo un’altra persona con un’opinione”. Ed era vero. Almeno sin tanto che i dati erano pochi e molto difficili da raccogliere. Avere accesso ai dati significava appartenere a un’élite. Oggi è l’opposto: i dati sono ovunque. Gratis, accessibili, apparentemente democratici. Ma non per questo anche utili. Nell’epoca dell’abbondanza delle informazioni, il vero rischio è perdersi. Chi lavora con i dati sa che il problema non è più raccoglierli, ma filtrarli. Capire cosa ignorare. Isolare i segnali nel rumore. Per farlo serve un filtro. Un pensiero. Un’opinione. La vera competenza oggi non è avere i dati, ma saperli leggere, e farlo correttamente. E per “dato” non si deve intendere solamente una metrica o un numero definito e delimitato. Il dato è tutto ciò che viene prodotto senza una direzione: un contenuto generato, un’analisi automatica, e molto altro. Il mondo oggi è pieno di output, ma affamato di senso. Il compito non è sommare, ma interpretare. Decidere dunque cosa ha valore e cosa no. E questo non è un compito neutro. Interpretare è un atto creativo, culturale, identitario. Serve un’estetica, una visione, uno stile. Non è una riflessione teorica. Secondo il report High Performance Ai della Mit Technology Review, il 74% dei manager afferma che la vera sfida non è l’accesso ai dati, ma la loro trasformazione in valore. L’abbondanza senza discernimento crea paralisi, non progresso. Nel mondo della comunicazione e del 66 · TM Maggio 2025
marketing questo si vede con ancora maggiore forza. Oggi i contenuti li produce l’Intelligenza Artificiale: articoli, immagini, headline, persino loghi. L’automazione ha cambiato le regole del gioco. Non serve più ‘creare’, almeno non nel senso più tradizionale del termine. Ma allora che ruolo resta alle persone? A chi lavora nella comunicazione, nel design, nella strategia? Uno nuovo. E ben
più importante. Il futuro non è dei creator. È dei curator. Di chi sa selezionare, ordinare, rifinire. Di chi trasforma contenuti indistinti in messaggi coerenti, riconoscibili, autentici. Anche qui, i dati lo confermano. Le aziende che performano meglio nell’adozione dell’Ia non si limitano a produrre di più: investono nella cultura del dato, nella capacità critica delle persone, nella formazione di profili ibridi che fungano da ponte tra tecnologia e decisione. Figure che non generano, ma che invece orchestrano. Non fanno rumore: indicano la direzione.
Florian Anderhub, fondatore e Chief Vision Officer di Ander Group.
Ogni volta che una nuova tecnologia abilitante ha fatto la sua comparsa, dalla stampa a internet, per poi arrivare anche all’Ia, si è gridato alla fine degli intermediari. Ma più cresce l’accesso, più serve orientamento. In questo contesto, il valore del professionista non è più nell’esecuzione rapida, bensì nella profondità culturale. Nella sua capacità di leggere il contesto, riconoscere i pattern, individuare le priorità. Servono dunque competenze. Esperienza. Un punto di vista. Una visione critica, non automatica. Non è solo questione di tool. È questione di cultura. Un tempo la comunicazione era un flusso che partiva dalla mente e finiva sul foglio. Oggi il flusso parte dalla macchina. E finisce nella mente di chi sa leggere, interpretare, scegliere. Solo dopo dovrebbe prendere vita in una forma concreta di risultato. Le aziende che vogliono distinguersi devono capirlo. Non basta produrre contenuti. Serve senso. Serve intenzione. Serve una visione che attraversi il dato, lo ripulisca, lo modelli. E gli dia voce. In un mondo che parla troppo, chi sa cosa dire e come dirlo ha un vantaggio enorme. E chi ha il coraggio di farlo con coerenza, ogni giorno, costruisce valore. Anche (e soprattutto) nell’era dell’Intelligenza Artificiale. Perché la vera intelligenza non è quella artificiale. È quella di chi sa comprendere e orientare.
eureka/ innovazione
Non talento, ma cultura Evolvono costantemente le competenze richieste dalle imprese, ma molto meno la cultura e il contesto organizzativo in cui queste dovrebbero essere applicate. Un paradosso? Gap di competenze? Quota di occupati che vede un problema Gap di competenze nel mercato del lavoro
170 mln di
nuovi posti di lavoro
46%
Normative datate o troppo rigide
39%
Incapacità di attrarre giovani talenti Assenza di dati o infrastrutture tecniche
1,090 mln di posti
37%
di lavoro stabili ma in rapida evoluzione
32%
Poca attrattività della mia azienda Scarsità di investimenti
26%
Non comprensione di nuove opportunità
25%
27%
Fonte: Wef 2025
o evidenzia il Future of Jobs Report 2025, il 63% dei datori di lavoro identifica il divario di competenze come la principale barriera alla trasformazione aziendale. Le aziende cercano competenze aggiornate, flessibilità, attitudine al cambiamento. Eppure, nel momento in cui devono valorizzare quel talento, spesso si scontrano con un ostacolo invisibile ma potente: una cultura organizzativa che frena l’apprendimento invece di favorirlo. Ma qui sorge il paradosso: le aziende cercano skill future in un contesto aziendale ancora ben ancorato al passato. Il contesto. Il report del Wef fotografa un mondo in accelerazione, in cui: - Il 39% delle competenze richieste oggi sarà obsoleto entro il 2030; - Serviranno 170 milioni di nuovi ruoli, mentre 92 milioni verranno riassegnati. La crescita netta sarà di 78 milioni di posti di lavoro, ma solo per chi saprà evolversi. E le competenze più richieste? - Tecnologiche: Intelligenza Artificiale, analisi dati, sicurezza informatica; - Soft: pensiero analitico, creatività, 68 · TM Maggio 2025
N. di posti di lavoro in evoluzione al 2030
63%
Resistenza della cultura al cambiamento
L
L’occupazione
92 mln di
posti persi Fonte: Wef 2025
leadership, resilienza. Le tendenze tecnologiche stanno del resto alimentando l’aumento dell’importanza di alcune professioni. La formazione spesso fallisce. Il vero ostacolo non è il budget. Il termine lifelong learning è oggi ampiamente utilizzato, celebrato nei piani strategici e inserito nei documenti Hr. Tuttavia, nella pratica quotidiana, rischia spesso di rimanere un concetto astratto, e poco vissuto. La formazione, per essere davvero efficace nel contesto attuale, deve prima di tutto essere continuativa, poiché il mondo del lavoro evolve a un ritmo che rende obsoleta ogni conoscenza troppo velocemente. Deve inoltre essere radicata nell’esperienza concreta del fare, dell’interazione tra colleghi, della risoluzione di problemi reali, piuttosto che confinata in percorsi formali e scollegati dal contesto operativo. In quest’ottica, offrire corsi o piattaforme digitali non è sufficiente. Senza una leadership capace di educare, senza spazi, mentali e fisici, pensati per stimolare la crescita, e senza tempi riconosciuti e protetti per lo sviluppo personale e
Francesca Prospero Cerza, fondatrice di coworkingbar.ch, spazi di lavoro per professionisti in viaggio dove il business incontra il leisure. A lato, l’evoluzione del mercato del lavoro si scontra spesso anche con limiti oggettivi dei collaboratori.
professionale, anche le migliori iniziative formative rischiano di non lasciare traccia. Le dinamiche di controllo, la pressione sulla produttività immediata, l’assenza di rituali di crescita condivisi: tutto questo rende l’apprendimento un lusso, non una priorità. E i dipendenti, anche quelli con maggior potenziale, smettono di imparare o peggio, imparano altrove. Workplace Coordinator. Come evidenziava il Report 2023, una nuova funzione è già nata per rispondere a questa evoluzione: il Workplace Coordinator. Si tratta di una figura che progetta ambienti di lavoro flessibili, inclusivi, abilitanti. Coordina spazi condivisi, facilita la collaborazione tra team ibridi e promuove contesti che stimolano la formazione continua. Un segnale chiaro: lo spazio di lavoro diventa infrastruttura strategica per lo sviluppo umano e organizzativo. In questo scenario, vale forse la pena domandarsi: quali spazi, rituali o dinamiche aziendali stanno realmente sostenendo l’apprendimento nelle organizzazioni? E quali silenziosamente frenando? A volte, uscire dai confini fisici e simbolici dell’ufficio tradizionale non è solo una risposta operativa. È un atto culturale, una scelta che apre margini inediti di ascolto, connessione e trasformazione. E forse proprio lì, in quella soglia tra il conosciuto e il possibile, può nascere la desiderata cultura dell’apprendimento.
eureka/associazioni studentesche
Sospettati ricercati in rete La pubblicazione online di foto di ricercati ignoti da parte delle polizie cantonali si è dimostrata efficace in diversi contesti, ma solleva importanti interrogativi di natura giuridica, etica e sociale.
L
a ricerca tramite Internet è uno strumento del diritto processuale penale svizzero utilizzato per rintracciare persone sospettate di un reato la cui identità è sconosciuta. Si basa sulla pubblicazione online di foto per coinvolgere attivamente la popolazione nell’identificazione. Questo strumento, divenuto sempre più frequente negli ultimi anni, solleva oggi interrogativi di natura giuridica, etica e sociale. Nel 2013, la Conferenza svizzera dei Ministeri pubblici (Cmp) ha introdotto una raccomandazione nota come “modello a tre fasi”. Inizialmente, le persone sospettate vengono invitate a costituirsi sotto minaccia di pubblicazione della propria immagine in forma pixelata. Se non collaborano, queste immagini vengono caricate sul sito web della Polizia cantonale. Infine, in caso di mancata risposta, si procede con la pubblicazione non pixelata. Le immagini vengono successivamente rimosse se l’identificazione ha successo. Questa procedura rappresenta una misura coercitiva e implica un’ingerenza nei diritti fondamentali, in particolare nella sfera privata e nella protezione dei dati personali. Ogni limitazione dei diritti fondamentali richiede una base legale chiara e sufficiente (art. 36 cpv. 1 Cost.), come stabilito anche dall’art. 197 cpv. 1 lett. a del Codice di procedura penale (Cpp). Sulla legittimità della misura, il dibattito è acceso. Alcuni sostengono che gli articoli 211, 210 cpv. 1 e 74 del Cpp forniscano una base legale sufficiente per la ricerca tramite Internet. Altri, invece, criticano la mancanza di precisione normativa e chiedono l’introduzione di una base giuridica chiara e uniforme a livello federale, al fine di tutelare sia le persone coinvolte sia le autorità in caso di conte-
stazioni. Attualmente, alcuni cantoni hanno regolamenti specifici, mentre altri ne sono privi. Inoltre, la raccomandazione della Cmp non ha valore legale vincolante, in quanto non è una norma astratta e generale e la Conferenza svizzera dei Ministeri pubblici non è un organo legislativo.
«Invitare una persona a costituirsi per evitare la pubblicazione del proprio volto può rappresentare una forma indiretta di pressione che mina il diritto al silenzio e all’autodifesa. Si tratta di una sorta di “minaccia istituzionale” che solleva dubbi sulla compatibilità con lo Stato di diritto»
Un’altra questione delicata riguarda la presunzione d’innocenza e il principio del nemo tenetur, secondo il quale nessuno è obbligato ad autoincriminarsi. Invitare una persona a costituirsi per evitare la pubblicazione del proprio volto può rappresentare una forma indiretta di pressione che mina il diritto al silenzio e all’autodifesa. Si tratta di una sorta di “minaccia istituzionale” che solleva dubbi sulla compatibilità con lo Stato di diritto. Inoltre, esiste il rischio concreto che le immagini, una volta pubblicate, permangano nel web anche dopo la loro rimozione dai canali ufficiali. Chiunque può scaricarle, archiviarle e condividerle, con il rischio di generare un effetto gogna. Il
Giulia Rizzello, Membro del Direttivo del Circolo Giovani Giuristi Zurigo.
paragone con la pena del “pilastro della vergogna” nel Medioevo, dove i colpevoli venivano esposti alla pubblica umiliazione, appare calzante. Anche allora lo scopo era la punizione, l’umiliazione e la deterrenza. Tuttavia, nel sistema giuridico moderno svizzero, la pena di pubblico ludibrio non è ammessa e non trova spazio nel Codice penale. La prima ricerca tramite Internet è avvenuta nel 2007 a Lucerna, con la pubblicazione delle immagini di cinque sospetti per disordini in uno stadio. Tre si sono costituiti spontaneamente e due sono stati identificati grazie alla popolazione. Nel 2010, sempre a Lucerna, altre immagini sono state pubblicate dopo il fallimento delle indagini tradizionali, portando all’identificazione di 21 persone. Casi simili si sono verificati anche in altri cantoni. In conclusione, la ricerca tramite Internet si è dimostrata efficace e utile in diversi contesti, ma allo stesso tempo espone le persone coinvolte a gravi rischi di stigmatizzazione e violazione dei diritti fondamentali. Senza una base legale chiara e coerente a livello federale, il bilanciamento tra efficacia investigativa e tutela dei diritti individuali rimane problematico. Per evitare abusi dell’autorità e garantire un uso corretto e proporzionato di questo strumento, è necessario un intervento legislativo nazionale urgente che ne disciplini chiaramente limiti, modalità e garanzie, poiché l’art. 211 Cpp, attuale base giuridica, non è sufficientemente chiaro per soddisfare i requisiti per una limitazione ammissibile dei diritti fondamentali ai sensi dell’art. 36 cpv. 1 Cost. Maggio 2025 TM · 69
eureka/innovazione
Alimentare la fusione Il nucleare disseterà un mondo sempre più assetato di energia, non si discute mai però di chi dovrebbe alimentare la fusione nucleare... ed esiste un bel buco nella catena di fornitura.
O
ggi, nel mondo, esistono alcune decine di start up nel settore della fusione nucleare e, secondo la Fusion Industry Association, molte di queste aziende sono state fondate negli ultimi dieci anni. La maggior parte è situata legalmente, nell’ordine, negli Stati Uniti, in Europa, Cina, Giappone e Canada. Si tratta certamente di un trend significativo, tuttavia esiste un potenziale problema futuro secondo Charlie Jerrott, fondatore di Hexium, una società statunitense che ha l’obiettivo di risolvere i diversi nodi che sorgeranno nell’ambito del ‘carburante’ per la fusione. Infatti, per produrre il trizio, uno degli ingredienti chiave della fusione, serve un isotopo specifico del litio, che oggi è estremamente raro. E che con lo sviluppo nei prossimi decenni di questa tecnologia, sicura e sostenibile, diventerà prevedibilmente sempre più richiesto. Jerrott, che lavorava nella start up Focused Energy, ha raccontato a TechCrunch che si è “reso conto che nessuno stava lavorando su questa parte della catena di approvvigionamento. Ci sono un sacco di aziende che fanno fusione. Ma non c’è una sola azienda che stia producendo il carburante indispensabile per tutte queste”. Hexium, che stava già lavorando in tale ambito, seppur in modalità stealth, è uscita recentemente allo scoperto annunciando un finanziamento da 8 milioni di dollari. Il round è stato guidato da MaC Venture Capital e Refactor, con la partecipazione di Humba Ventures, Julian Capital, Overture Vc e R7 Partners. La tecnologia chiave di Hexium si basa su un metodo sviluppato decenni fa, che utilizza laser per separare gli isotopi del litio, denominato Avlis (Atomic Vapor
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Laser Isotope Separation). Tale metodologia fu studiata e messa a punto dal Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti ancora negli anni Ottanta per separare gli isotopi dell’uranio, ma successivamente, con la fine della Guerra Fredda, venne “abbandonato”. E tonnellate di combustibile nucleare invasero il mercato, provenienti da vecchie scorte di uranio a uso militare, prevalentemente sovietico. Dunque, Hexium ha deciso di recuperare tale metodologia e adattarla alle esigenze per la produzione del carburante per la fusione nucleare.
«Quello della fusione nucleare è certamente un trend significativo, tuttavia esiste un potenziale problema futuro secondo Charlie Jerrott, fondatore di Hexium, una società statunitense che ha l’obiettivo di risolvere i diversi nodi che sorgeranno nell’ambito del ‘carburante’ per la fusione» La start up di Jerrott si concentrerà su due isotopi: litio-6 e litio-7. Per separarli, l’azienda utilizzerà i laser: quando colpiscono un atomo di litio-6 questo si ionizza. L’atomo ionizzato verrà condensato in forma liquida e sarà confezionato per venderlo. Questo sarà poi utilizzato dai clienti sia per generare trizio che per proteggere i propri reattori pilota e commerciali dalle radiazioni dannose. Mentre il litio-7 rimasto verrà venduto agli operatori delle centrali nucleari convenzionali, che usano quell’isotopo come additivo protettivo nell’acqua di raffreddamento.
Alessandro Beggio, Ceo e fondatore di Vector Wealth Management.
Nel corso del prossimo anno, Hexium userà i fondi raccolti per costruire e far funzionare un impianto pilota. Se tutto andrà bene, la start up replicherà il design in modo modulare per produrre da decine a centinaia di chilogrammi di litio-6. «Non dobbiamo costruire un impianto grande come un Costco o uno stadio», ha fatto sapere Hexium. «Possiamo farlo in uno spazio grande quanto uno Starbucks, ottenere già buoni risultati economici su piccola scala, e poi semplicemente moltiplicare il processo». Secondo la maggior parte degli esperti, le centrali commerciali di fusione nucleare su larga scala potrebbero diventare realtà tra il 2040 e il 2050, a seconda del ritmo dei progressi tecnologici, normativi ed economici. Un’analisi del Mit ha messo in evidenza che l’energia da fusione potrebbe aumentare il Pil globale di 68 trilioni di dollari in uno scenario conservativo, o fino a 175 trilioni in uno scenario più aggressivo. Questo impatto sarebbe particolarmente significativo in regioni come il sud dell’Asia e l’Africa, dove la domanda di elettricità è destinata a crescere notevolmente entro la fine del secolo. Tra le iniziative più interessanti, si può citare Eurofusion, un consorzio di ricerca europeo che coordina e finanzia la ricerca sulla fusione nucleare. Il suo obiettivo principale è proprio portare l’energia da fusione dalla fase sperimentale alla realtà commerciale, coinvolgendo più di trenta organizzazioni di ricerca e università in ventisei Paesi europei, compresa la Svizzera.
AKADEMY SUMMER CAMP
Where to grow your skills in financial markets and commodity
Un percorso unico per il tuo futuro nel mondo della finanza! Con il Matherika Summer Camp, avrai l’opportunità di seguire un percorso esclusivo, progettato per formare i migliori talenti e offrirti concrete opportunità di crescita. Gli studenti possono cogliere l'opportunità di essere selezionati per uno stage presso Matherika Group e i suoi partner industrial.
Località
Periodo
Programma
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Svizzera
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Contattaci per saperne di più: akademy@matherika.com www.matherika.com/it/akademy | Matherika Akademy |
per partecipante fino al 16/05 *La quota comprende 5 notti di alloggio, colazione, pranzo, e tutto il materiale didattico.
@matherikagroup_akademy
finanza /analisi regionale
Crescere in agilità Quali sono le dinamiche che animano una realtà di medie dimensioni attiva nell’edilizia? Quali gli equilibri logistici e finanziari che ne consentono il buon funzionamento? Se l’allentamento monetario sta facendo ripartire la domanda privata, le difficoltà si sono solo spostate.
P
er quanto possa sembrare sorprendente, dato il settore e i profili molto tecnici che inevitabilmente vi gravitano intorno, sono flessibilità ed agilità quelle che in determinati ambiti anche le imprese dell’edilizia e delle costruzioni ricercano, soprattutto in ambito bancario. Ed è proprio qui che avere un partner bancario di un certo tipo può fare davvero la differenza. «Siamo un’azienda di famiglia, giunta alla quarta generazione, da quando negli anni Quaranta mio nonno si trasferì quale semplice carpentiere in Svizzera interna. All’interno del nostro mercato, che si concentra nel Sottoceneri, negli anni siamo diventati un attore importante, con circa 70 collaboratori e attualmente 15 cantieri attivi. Quello che cerco e apprezzo in un istituto di credito è la snellezza delle procedure, e l’agilità nell’arrivare all’obiettivo prefissato, sia esso un credito di costruzione, un leasing, un’ipoteca privata… Non è il solo prezzo l’unico elemento determinante al fine di una decisione, ma gli altri », asserisce Stefano Riva, direttore di Riva Costruzioni. Del resto come è noto all’industria bancaria non è richiesta particolare in-
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ventiva, e non da pochi anni. Eppure esistono tempi tecnici, solitamente complessi da comprimere. «È la particolarità di Raiffeisen, di cui noi qui a Mendrisio siamo tra le banche principali del Ticino
«All’interno del nostro mercato negli anni siamo diventati un attore importante, con circa 70 collaboratori e attualmente 15 cantieri attivi. Quello che cerco e apprezzo in un istituto di credito è la snellezza delle procedure, e l’agilità nell’arrivare all’obiettivo prefissato» e tra le prime 20 in Svizzera, quella di accorciare i tempi di reazione e di risposta alle richieste dei clienti. Infatti, vista la nostra struttura, la maggior parte delle decisioni vengono prese a livello locale, iniziando dalla richiesta di credito, alla valutazione fino alle decisione ed erogazione. All’interno di una filiale con circa 70 collaboratori, e in un territorio piccolo
Sopra da sinistra: Stefano Riva, direttore di Riva Costruzioni, e il cantiere di Stabio.
come può essere il Mendrisiotto è tutto più facile; Riva costruzioni collabora con noi da quasi vent’anni, è nostro cliente a livello corporate e personale, e conoscersi, avere fiducia e stima reciproca, fa ancora la differenza», rileva Christian Perucchi, Vice Direttore e Responsabile clientela aziendale di Banca Raiffeisen Mendrisio e Valle di Muggio. Ma quali sono le esigenze finanziarie di un’impresa di costruzioni? «Dipende dai casi, ma sicuramente il leasing di una parte delle attrezzature tecniche, il cosiddetto ‘inventario’, è uno dei principali servizi per cui ci rivolgiamo a Raiffeisen. Cerchiamo di rimanere al passo con il mercato in termini tecnologici, dunque in molti casi ha senso accendere un leasing su un prodotto particolarmente costoso, non impiegando la nostra liquidità, e spalmandone il costo nell’arco di 3-7 anni, ammortizzandolo a quote costanti. La tecnologia nel nostro settore si traduce quasi sempre in tempo risparmiato,
dell’ordine di giorni o settimane. Basta pensare che mediamente il 60% del costo di costruzione è da attribuire alla manodopera. Riuscire a chiudere il cantiere in anticipo, anche soltanto di qualche giorno, può fare la differenza, sbloccando prima uomini e mezzi», prosegue Riva. Una soluzione di questo tipo presenta del resto più di qualche vantaggio, e da entrambe le parti. «Il leasing è l’ideale in questi casi dal momento che il possesso del bene non è l’aspetto principale ma più rilevante è il suo impiego. Il leasing in questo senso offre una serie di vantaggi, fra i quali, oltre a preservare la liquidità, vi è quello di avere sempre un parco industriale aggiornate alle tecnologie più innovative. Altro aspetto importante è quello di facilitare la ripartizione del costo sui singoli cantieri», nota il consulente. Una modalità dunque interessante, da prendere in considerazione in più d’un caso, pur senza esagerare. «Come spesso accade si tratta di trovare il giusto mix, dosando bene le risorse disponibili. Per quanto spalmati nel tempo e ben pianificabili si tratta comunque di costi, potenzialmente importanti, il che impone alle imprese del nostro settore di non stare mai ferme, ‘aspettando’ delle committenze. In questo momento sto lavorando alla pianficazione del 2027, il che consente di quantificare anche i ricavi, e di essere sempre in equilibrio, a patto di rispettare le tempistiche di conseguenza. I ritardi, quali che ne siano le cause, sono costosi e spesso incidono sulla pianificazione di diversi cantieri», chiarisce l’imprenditore. Ampliando il ragionamento nel caso di un’azienda di costruzioni il fabbisogno finanziario può essere però più ampio e diversificato. «In più d’un caso», evidenzia Perucchi», abbiamo concesso il credito di costruzione per un immobile e finanziato poi gli acquirenti finali. Per noi la puntualità e l’affidabilità giocano in questo senso un ruolo sempre più importante, motivo per il quale collaboriamo con partner che ci garantiscano il buon andamento delle operazioni». Dunque, puntualità e precisione, che in questo ambito sono sinonimo di qualità, oltre che flessibilità, non solo mentale. «Non ci possiamo permettere di stare fermi, dunque bisogna essere sempre pronti a rispondere a inconvenienti o contrattempi anche con creatività. Mediamente impieghiamo 4-5 persone per cantiere, per un totale di 15 siti attivi, di
«La principale sfida cui siamo confrontati rimane quella di diversificare l’offerta di servizi bancari. Dunque, sì credito ipotecario e di costruzione, ma è necessario concentrarsi nello sviluppare anche corporate e investimenti. Sono molti i progetti su cui stiamo lavorando» Christian Perucchi, Responsabile clientela aziendale di Banca Raiffeisen Mendrisio e Valle di Muggio
Crescono le scorte Se il costante allentamento della politica monetaria da 70 parte della Bns, e non solo, 60 sta facendo particolarmente 50 bene al settore delle costru40 zioni, a livello di congiun30 tura globale la situazione si sta facendo più... incerta. 20 01/18 01/19 01/20 01/21 01/22 01/23 01/24 01/25 Dopo i pessimi dati regiRaiffeisen Purchasing Manager Index delle Pmi procure.ch Purchasing Manager Index strati dagli indici Pmi di Fonte: Raiffeisen 2025 marzo (47,9), in aprile il dato è fortemente migliorato, riportandosi in area espansione, a 50,9. Trend comune all’Eurozona, ma facilmente spiegabile dal forte aumento delle scorte, nella finestra utile a evitare almeno per il momento gli aumenti delle tariffe negli Stati Uniti. Stando a un sondaggio straordinario condotto da Raiffeisen sulle Pmi elvetiche che esportano in Nord America, circa il 70% del campione prevede un ulteriore inasprimento, rispetto a quanto annunciato, dei dazi, e nessuno si aspetta una normalizzazione dei rapporti prima del 2027. Il mercato globale è dunque destinato a ricoprire un ruolo di assorbimento ancora maggiore, dovendo compensare, seppur anche parzialmente, il ‘danno’ riportato negli Stati Uniti. Il polso delle Pmi svizzere
solito per conto di altri, ma in alcuni casi siamo anche clienti di noi stessi. Questo genere di progetti risulta l’ideale con nostre operazioni immobiliare per ammortizzare eventuali scompensi, dosando uomini e mezzi rispetto a eventi di forza maggiore che possono sempre accadere. È questa costante necessità di flessibilità che rende il mio lavoro incredibilmente bello e vario, si tratta di gestire un’azienda in termini finanziari, ma anche di seguire in prima persona cantieri, di contrattare con i committenti e di incontrare le banche, negoziare con i fornitori e trovare nuovi clienti», sintetizza Riva. Il tutto calato in una fase congiunturale
molto particolare. «Sino a pochi mesi fa il mercato immobiliare aveva subito un rallentamento dovuto alla stretta monetaria e alle incertezze geopolitiche. Ora stiamo nuovamente assistendo a una evoluzione positiva che vede privati e aziende ritornare a ricercare capitali per investimenti. Ma la principale sfida cui siamo confrontati rimane quella di diversificare l’offerta di servizi bancari. Dunque, sì credito ipotecario e di costruzione, ma anche corporate e investimenti. Sono molti i progetti su cui stiamo lavorando», conclude il consulente. Achille Barni Maggio 2025 TM · 73
finanza/banche
Lugano? È solo l’inizio Una presenza storica della Piazza luganese emerge da una lunga fase di rinnovamento, con una squadra relativamente giovane e competenze sempre più allineate con Ginevra. La forza sta però nella motivazione derivante da un progetto di crescita ambizioso, ma fattivo.
1969
Edgar de Picciotto fonda la Compagnie de Banque et d’Investissemtns (Cbi)
T
1990
1985
74 · TM Maggio 2025
2002
Acquisizione di American Express Bank, Cbi cambia il nome in Union Bancaire Privée (Ubp)
anto tempo fa, e diversi secoli sono ormai passati, qualcosa del tutto inaspettato successe in Portogallo. La ruota della storia tornò dunque a muoversi, una famiglia di mercanti approdò nel 1630 nel Mediterraneo centrale, in Toscana, poi in Grecia, infine nell’odierna Siria. Ai traffici mercantili se ne affiancarono presto di diplomatici, con relazioni d’alto livello con oltre 40 Stati europei dell’epoca, assumendo ruoli prevalentemente di rappresentanza, come d’uso nella seconda metà del XVIII secolo. È però nel 1954 che il destino della famiglia de Picciotto si intreccia con la Svizzera, che è dove 15 anni più tardi Edgar, dopo una lunga militanza in Société Bancaire de Genève, fonda a Ginevra la Compagnie de Banque et d’Investissements (Cbi), poi ribattezzata nel 1990 Union Bancaire Privée (Ubp). Sin dalle origini è stata una storia di grandi successi e forti passioni, vissute sulla scena internazionale, con poco meno di 20 acquisizioni realizzate in 35 anni, che ne hanno fatto un protagonista, ancora interamente privato e in mano alla famiglia, del settore, con circa 150 miliardi di franchi di gestito, un bilancio di oltre 40 miliardi, uffici in 25 Paesi e oltre 2mila collaboratori. «La presenza di Ubp a Lugano ha ormai dello storico, come tipico del Dna
Ottenimento della licenza Lps per il mercato italiano
Acquisizione di Discount Bank and Trust Company
Fondazione della filiale di Lugano
del nostro istituto è frutto di acquisizioni che si sono susseguite con costanza nel corso degli anni, e questo ci rende a tutti gli effetti una succursale nella banca. In termini di operatività lavoriamo a stretto contatto contatto con la sede centrale di
«Crescere per acquisizioni, le ultime delle quali sono state quelle di Société Générale Private Banking Svizzera e SG Kleinwort Hambros nel Regno Unito quest’anno, può portare a una relativa diluizione della cultura aziendale. Tuttavia, siamo una banca privata dai forti valori familiari, e a nostra volta siamo un team affiatato che crede fortemente nel progetto di crescita portato avanti a Lugano»
Ginevra, seguiamo la clientela locale e in parte internazionale direttamente da Lugano, dove nell’ultimo lustro abbiamo affrontato un delicato processo di rinnovamento. Recentemente abbiamo acquisito diverse figure chiave, strumentali al progetto, come Andrés Castro, che è entrato a far parte della Banca nel 2021
2011
2012
Acquisizione della succursale svizzera di Abn Amro
in qualità di Responsabile del mercato latinoamericano di Ubp Lugano, Waldo Alvarez-Santullano, che si è unito al team lo scorso marzo come Senior Relationship Manager e Co-Responsabile del Wealth Management per la filiale, e Daniel Sacerdoti, Senior Relationship Manager che ci ha raggiunto il mese scorso. Con un team di 26 persone, è ora tempo di consolidare la posizione e tornare a occuparci quasi esclusivamente del business, pur rimanendo attenti a nuove potenziali opportunità», esordisce così Franco Tirotta, responsabile Ubp Lugano e mercato Italia Wealth Management di Union Bancaire Privée. Consolidare ciclicamente è dunque una buona prassi, per ripartire più lanciati di prima con energie rinnovate. «Crescere per acquisizioni, le ultime delle quali sono state quelle di Société Générale Private Banking Svizzera e SG Kleinwort Hambros nel Regno Unito quest’anno, può portare a una relativa diluizione della cultura aziendale. Tuttavia, siamo una banca privata dai forti valori familiari, e a nostra volta siamo un team affiatato che crede fortemente nel progetto di crescita portato avanti a Lugano. In questi anni, la nostra credibilità all’interno del Gruppo si è ulteriormente rafforzata, e Lugano è una sede per noi molto importante, che cresce e regala importanti soddisfazioni»,
prosegue il responsabile. Riuscire a ottenere risultati operando in un mercato complesso, locale e internazionale, e in un contesto d’investimento quanto meno delicato non è mai scontato. «Dalla nostra abbiamo una serie di carte che se ben giocate possono rivelarsi decisive. Siamo una banca dal sapore imprenditoriale, di dimensioni non eccessive, e dove comanda il business, il che ad esempio consente di prendere decisioni velocemente, essendo molto vicini agli operativi. Io stesso seguo ad esempio personalmente dei clienti. Abbiamo un team relativamente giovane, e rinnovato, negli ultimi anni abbiamo aggiornato processi e strutture interne, abbiamo un’ottima reputazione, e soprattutto siamo a Lugano. Rimaniamo una Piazza meglio attrezzata di quanto non si creda, a pochi passi da un mercato immenso e dalle opportunità enormi, a cui continuiamo ad avere molto da dare, in primis stabilità e sicurezza, pur dovendo rispettare tutte le normative che ci vengono imposte, a partire dalla Crd6. Si tratta di saper trovare la giusta chiave per un mercato complesso, reso ancora più interessante dai cambi dei regimi fiscali in atto, che rendono Milano la protagonista del momento», sottolinea Tirotta. Nonostante Lugano sia stata una Piazza tradizionalmente concentrata sulla vicina Repubblica, esistono comunque felici eccezioni. «Storicamente la nostra sede ha sempre potuto contare su un book ben diversificato, in parte proprio grazie alle acquisizioni degli anni passati, a partire da Abn Amro. Seguiamo da qui Grecia, Turchia, Italia, e soprattutto stiamo sviluppando costantemente il Sud America, con acquisizioni di personale e clientela. Evidentemente veniamo supportati da Ginevra, dove si trovano i desk dedicati, ma abbiamo sviluppato delle competenze locali specifiche. Sebbene si tratti certamente di strumenti interessanti di diversificazione del portafoglio, che crescono organicamente nel tempo, l’Italia rimarrà il nostro mercato di riferimento anche in futuro», riflette il responsabile. La Piazza luganese esce del resto da anni complicati, con i fasti di un tempo sempre più lontani, ma anche con una resilienza a tratti sorprendente. «Si è soliti dare Lugano per spacciata e da diverso tempo, ma la realtà smentisce questa vulgata. Dobbiamo concentrarci su altri mercati, più di nicchia, com’è il caso di Ubp, ma non si può ignorare il Nord
«Siamo una banca dal sapore imprenditoriale, di dimensioni non eccessive, e dove comanda il business, il che consente di prendere decisioni rapide, essendo vicini agli operativi. Abbiamo un team giovane, e rinnovato, negli ultimi anni abbiamo aggiornato processi e strutture, abbiamo un’ottima reputazione, e siamo a Lugano» Franco Tirotta, Responsabile Ubp Lugano e mercato Italia Wealth Management di Union Bancaire Privée
Non solo acquisizioni Evoluzione degli utili del Gruppo ginevrino (in mln di franchi) 260
195
130
65
0
2020
2021
2022
2023
2024
■ Utili del Gruppo Ubp Fonte: Ubp 2025
La presenza globale Sono oltre 25 i Paesi presidiati dal Gruppo ginevrino
Istanbul Isole Bermuda
Tel Aviv
Dubai
Shanghai Hong Kong
Londra Bruxelles Francoforte Jersey Singapore Zurigo Parigi Lugano Ginevra Milano Monaco Madrid Johannesburg Lisbona
Tokyo Hainan
Melbourne
Fonte: Ubp 2025
Italia, che negli ultimi anni ha comunque visto importanti afflussi. Così come noi dobbiamo diversificare, così devono farlo anche i clienti, o potenziali tali, ed è solitamente questo l’inizio di nuove relazioni: diversificare il rischio Paese e valuta. Abbiamo delle competenze non scontate in Italia, e negli anni abbiamo sviluppato una buona rete di Family Office che sono oggi un driver importante
La crescita del Gruppo è sempre stata trainata da una costante serie di acquisizioni di altre realtà, che ha sostenuto uno sviluppo organico del business. Può oggi contare su un bilancio sano, e una presenza globale sempre più marcata, che ne fa una banca privata, di medie dimensioni, ma dall’animo ancora familiare, dunque flessibile il giusto. Maggio 2025 TM · 75
La sede luganese dell’istituto, una presenza ormai storica a Lugano, essendo sulla Piazza dal 1985.
di crescita di masse e nuova clientela. Cresciamo dunque a livello locale, ma anche nazionale con gli asset più che triplicati dal 2010», nota Tirotta. Le difficoltà riscontrate dalla Piazza negli ultimi lustri non sono del resto un unicum, ma una tendenza condivisa in generale, seppur più attenuata, dall’industria finanziaria svizzera, e oltre. «Ho iniziato il mio percorso professionale con 10 anni di Ubs Lugano, spaziando in diverse funzioni, per poi concentrarmi sul Wealth Management International non Italia, ma Eastern Mediterranean Middle East Africa, in particolare su Grecia, Turchia, ed Est Europa. Competenze che ho portato in Ubp Lugano, pur essendo mercati in cui la banca era già attiva all’epoca. I 2008 sono stati gli anni della crisi di Ubs, il 2020 ha aperto una fase inedita, mentre i crolli borsistici del 2022 hanno richiesto oltre 18 mesi per essere riassorbiti. Abbastanza sorprendentemente, invece, il 2015 e la caduta del segreto bancario hanno inaugurato una fase di rinnovamento, abbiamo perso masse, soprattutto della clientela più piccola e meno sofisticata, ma ne abbiamo attratte di nuove, patrimoni più importanti che in noi trovano preziose competenze non comuni in Italia», rileva il responsabile. 76 · TM Maggio 2025
Se evolve rapidamente lo scenario internazionale, anche a livello locale le variabili di cui tener conto sono molteplici. «Lugano è una Piazza piccola, ma complessa. Bene o male tutti si occupano dello stesso mercato e propongono servizi comparabili, è difficile far uscire le persone dalla loro comfort zone o trovare profili disposti a intraprendere nuove sfide, il che complica il compito di chiunque non sia disposto a scendere a determinati compromessi. Noi come Ubp abbiamo da poco terminato un’importante fase di rinnovamento, ma restiamo aperti a nuove opportunità su tutti i nostri mercati. Ad esempio, stiamo esaminando con attenzione il segmento degli External Asset Manager, di cui il Ticino è ricco, pur mantenendo un approccio selettivo», precisa Tirotta. Del resto è uno dei principali punti di forza della Piazza, da una prospettiva bancaria non più così consistente come anni fa. «Anche senza entrare nel merito di vere acquisizioni di strutture o persone, per un istituto come il nostro sono un’importante leva di crescita. Il nostro book ha superato ampiamente i 15 miliardi di franchi, affiancando a controparti storiche il frutto delle recenti acquisizioni della banca. Servizi e processi, centralizzati su Ginevra, sono stati da poco rivisti e migliorati, con ad esempio un Advisory dedicato. Analogamente dovrebbe fare la Piazza, in cui sopravvive un’atavica necessità di dinamicizzarsi, e tornare agile in
vista di nuove sfide. In questo dovrebbe arrivare un ‘aiuto’ dal rinnovo delle autorizzazioni di Finma entro il biennio», commenta il responsabile. Le sostanziali differenze stanno però spesso nei piccoli dettagli, quelli che apparentemente potrebbero passare sotto silenzio. «Il fatto che io continui a gestire il mio book di clienti - sono del resto approdato in Ubp quale banker - penso dica molto dell’approccio che l’istituto conserva. Il management rimane vicino al business, e io stesso vivo quotidianamente i cambi di strategia che chiedo ai miei collaboratori. Sono il primo a dare l’esempio e a calare sul terreno la strategia, come nel caso del passaggio generazionale che sta attraversando la nostra clientela. Quando ne parlo, so di cosa parlo e quali siano le difficoltà, avendolo già fatto con il 90% dei miei clienti. Affiancarvi la componente più manageriale richiede tempo, energie, e sacrifici, che all’interno di un progetto di squadra in cui credo sono ben felice di profondere», evidenzia il responsabile. Sacrifici sì, ma anche grandi soddisfazioni, dunque la migliore delle possibili motivazioni. «Mantenere il contatto diretto con la clientela aiuta a capire molte dinamiche, e dove vada il vento, che in una realtà delle nostre dimensioni è fondamentale. Il piacere di lavorare in questo istituto deriva del resto dalla consapevolezza di essere apprezzato per quello che faccio, discorso che potrebbe essere esteso all’intera squadra, e dopo esserci costruiti una certa credibilità, grazie anche al margine di manovra che Ginevra ci concede. Le migliori soddisfazioni derivano dai clienti e in molti casi dai loro figli, ma oltre a questo abbiamo il privilegio di poter portare avanti un reale progetto di crescita e sviluppo per la nostra sede, che a sua volta richiede un investimento importante, ma ha molte declinazioni a partire dal plasmare un team giovane, competente e agguerrito», conclude Franco Tirotta. Per crescere in una Piazza complessa come quella luganese, e in un mercato irto di difficoltà come quello italiano, oltre a strategie e progetti ambiziosi, bisogna avere solide competenze in grado di fare la differenza. Procedere per acquisizioni è sicuramente una strada, a patto di prestare la dovuta attenzione ai molti rischi di cui è certo costellato il percorso. Federico Introzzi
Advertorial
Escapade di primavera Esperienze esclusive per vivere appieno il fascino della costa ligure. Un’avventura emozionante tra borghi pittoreschi, suggestivi tramonti e bontà enogastronomiche.
© xxx
Cinque Terre in elicottero e in barca
© Xxxx
Le Cinque Terre e il Golfo dei Poeti, dove il blu del mare e del cielo sembrano fondersi. A far da cornice i colori delle tipiche case e l’armonia dei vigneti.
Partenza da Lugano
La Wine Experience di Cantina Marinella
S
orvolare le scogliere a picco sul mare delle Cinque Terre a bordo di un elicottero, per poi atterrare e imbarcarsi su uno yacht privato ed essere condotti attraverso le acque cristalline del Golfo dei Poeti. Non è un sogno ma l’essenza di un’escapade di lusso che unisce l’eleganza del volo panoramico alla tranquillità di una crociera esclusiva, alla scoperta di borghi incantevoli, calette nascoste e cantine pregiate.
A bordo di un elegante gozzo, avvicinandosi al piccolo Arcipelago Spezzino, si fa rotta verso la caratteristica Portovenere dove, fra la costa frastagliata e le grotte rocciose, si può ammirare la suggestiva Chiesa di San Pietro. E solcando la Baia di Monesteroli, ci si ritrova tra le più belle insenaturae nascoste. Con soste per nuotare in acque limpide e assaporare vini pregiati accompagnati da focaccia ligure e altre prelibatezze.
• Transfer in elicottero • Tour privato in barca • Esplorazione dei borghi • Nuotate e snorkeling • Percorso tra i vigneti • Tappe eno-gastronomiche Sono solo alcune delle tante possibili esperienze su misura per abbandonarsi al fascino della costa ligure, assicurandosi il comfort e l’esclusività di servizi di alto livello. E, per chi cerca un’avventura raffinata tra cielo e mare, qui prendono vita ricordi memorabili.
Per informazioni: Air-Dynamic air-dynamic.com information@air-dynamic.com
Maggio 2025 TM · 77
finanza/wealth management
Diritto di scelta Il costo medio dei servizi bancari è da qualche anno che va abbassandosi, ma bisogna essere pronti a cogliere le opportunità che il mercato offre, scegliendo cosa e dove. Un conto privato elementare
Un conto multi-valuta
Costi a confronto per tipologia di banca
Costi a confronto per tipologia di banca
Dati in Chf al febbraio 2024
Average price per month in CHF
Min. price per month in CHF
Max. price per month in CHF
Dati in Chf al febbraio 2024
Prezzo medio mensile
Prezzo minimo mensile
Prezzo massimo mensile
B. digitali
0
0
0
B. digitali
0
0
0
B. cantonali
2.4
0
13.5
B. cantonali
1.7
0
5.0
Grandi banche
4.6
0
13
Grandi banche
4.3
3
6.0
Altri istituti
3.6
0
7
Altri istituti
3.3
0
7.5
Media
2.5
0
13.5
Media
2.0
0
7.5
Fonte: Alpian 2025
Fonte: Alpian 2025
Questioni d’investimento Fee per un conto in valuta estera, e mandato d’investimento discrezionale Dati II-2024 in Chf
Costo medio annuo Costo minimo annuo Costo massimo annuo per 150k Chf per 150k Chf per 150k Chf
B. digitali
0.67%
0.49%
0.75%
FinTech
0.58%
0.38%
0.90%
Grandi banche
1.27%
0.75%
1.75%
Altri istituti
1.07%
0.50%
1.35%
B. cantonali
1.14%
0.75%
1.50%
Media complessiva
1.05%
0.38%
1.75%
Fonte: Alpian 2025
I
n Svizzera, dove le banche sono diverse almeno come i suoi dialetti, sapere cosa si paga veramente per i servizi bancari di cui si beneficia ha molti tratti di un enigma. Mentre le promozioni appariscenti e le offerte ‘gratuite’ catturano l’attenzione, il costo reale si nasconde tra le molte righe e parole. Un recente studio comparativo su 71 banche e intermediari finanziari svizzeri getta una nuova luce su quanto i clienti 78 · TM Maggio 2025
pagano effettivamente e su quanto ricevono in cambio. L’analisi si è concentrata sui servizi fondamentali: conti privati, conti multivaluta, cambi, prodotti di risparmio e mandati d’investimento discrezionali. I risultati? Prezzo e qualità dei servizi variano in modo significativo, e talvolta imprevedibile, da un istituto all’altro. Un conto privato di base. La prima buona notizia è che la digitalizzazione sta chiaramente riducendo i costi bancari di
Victor Cianni, Cio di Alpian Bank. A lato, i risultati emersi da un confronto tra i costi di gestione di un semplicissimo conto risparmio in valuta locale o multi-valuta evidenziano una serie di dati che spesso si tende a sottovalutare. Remunerazione della raccolta? 0.
base. Delle 71 banche incluse nell’analisi, 33 offrono ora un conto privato gratuito in franchi. Si tratta di un notevole miglioramento rispetto agli anni precedenti. Il costo medio mensile tra tutti i fornitori rimane basso, circa 2,50 franchi, ma può crescere fino a 13,50 a seconda dell’istituto. Le banche più grandi generalmente applicano costi maggiori, mentre le banche digitali hanno eliminato queste commissioni. Si può discutere se una media di 2,50 franchi mensili sia alta o bassa. Gli ottimisti potrebbero obiettare che è relativamente bassa rispetto alla maggior parte degli abbonamenti ad App, social, servizi di streaming... I pessimisti potrebbero far notare che si tratta comunque di 30 franchi all’anno. Una cosa è certa: ci sono alternative tra cui scegliere. A più valute. I conti multivaluta, in particolare per euro, dollari e sterline, non sono universalmente disponibili. Una banca su due non li offre affatto. Per quelle che lo fanno, il costo medio è di 2 franchi per valuta al mese. Solo 16 banche offrono questi servizi a costo zero, anche in questo caso prevalentemente istituti digital-first. Un primo costo occulto. Il mercato dei cambi rimane opaco per la clientela retail. Delle 71 banche esaminate, solo 32 si sono dimostrate trasparenti sui costi di conversione. Il markup medio era dell’1,69%, il che significa che un cambio di 10.000
È quando a subentrare sono più valute, e soprattutto il cambio delle stesse, che le acque diventano molto più torbide, e la chiarezza sparisce dai monitor, tra molte righe di contratti spesso non particolarmente evidenti da comprendere. Si conferma essere, insieme ai mandati discrezionali, un ambito molto efficientabile.
franchi in euro poteva costare al cliente 170 franchi. Per contro, le piattaforme Fx specializzate e alcuni fornitori digitali hanno applicato tariffe inferiori all’1,0%, con i più competitivi pari allo 0,20. Modesti rendimenti. In un’epoca di inflazione modesta e di bassi tassi della Bns, la maggior parte dei residenti in Svizzera continua a guadagnare poco sui propri risparmi. Il tasso d’interesse medio per un deposito di 150mila franchi è di appena lo 0,15%. Alcuni offrono lo 0%, mentre altri fino allo 0,50. I pagamenti mensili degli interessi sono rari e molti conti impongono restrizioni. I dati rivelano un problema intrinseco per i risparmiatori: più alto è l’importo del conto di risparmio, più bassi tendono a essere i tassi e più forte è l’effetto delle restrizioni. Un’offerta di nicchia. I conti di risparmio in euro e in dollari restano poco diffusi. Solo 18 banche offrono conti fruttiferi in euro e solo 7 lo fanno in dollari. Il tasso medio si aggira intorno allo 0,20%, con poche banche che offrono alternative competitive. Per i privati con grandi importi in valuta estera, l’opportunità di guadagnare interessi rimane limitata. I mandati. I servizi d’investimento presentano le maggiori disparità sia nei prezzi che nei risultati. I mandati discrezionali, in cui la banca gestisce il portafoglio del cliente, hanno costi che vanno dallo 0,38 all’1,75% annuo, con una media dell’1,05%. Solo 14 istituti applicano tariffe inferiori all’1%. Mentre le piattaforme digitali e FinTech offrivano le commissioni più basse, le banche tradizionali tendevano a includere l’accesso a consulenti e servizi aggiuntivi. Per quanto riguarda la performance, il quadro è eterogeneo. Secondo i dati di Performance Watcher, una piattaforma indipendente di benchmarking, il rendimento netto medio dei portafogli bilanciati tra dicembre 2022 e febbraio 2025 è stato del 12,57%. I portafogli del primo quartile hanno ottenuto invece un
Questione valutaria Confronto tra costi totali del cambio di valute (in %) Dati II-2024 in Chf
Average bid/ask Min bid/ask spread Max bid/ask spread spread incl. margin incl. margin incl. margin
Piattaforme forex
0.009
0.008
0.011
B. digitali
0.008
0.002
0.020
Grandi banche
0.035
0.023
0.052
Altri istituti
0.035
0.024
0.047
Banche cantonali
0.043
0.024
0.061
Media complessiva
0.033
0.002
0.061
Fonte: Alpian 2025
Questione di remunerazione Confronto tra i rendimenti della liquidità di un elementare conto risparmio Media annua per risparmi di 150k Chf
Min. annuo per risparmi di 150k Chf
Max annuo per risparmi di 150k Chf
B. digitali
0.16%
0.00%
0.50%
Grandi banche
0.14%
0.02%
0.40%
Altri istituti
0.10%
0.03%
0.17%
B. cantonali
0.17%
0.05%
0.30%
Media complessiva
0.15%
0.00%
0.50%
Dati II-2024 in Chf
Fonte: Alpian 2025
«Per i clienti, soprattutto quelli mass affluent, il messaggio è chiaro: non prendere per oro colato i prezzi della propria banca. Sia che si tratti di risparmiare, spendere o investire, il confronto delle opzioni può avere un impatto significativo sui risultati finanziari. Nel 2025, fare banca con saggezza è più di una scelta: è una strategia» rendimento pari o superiore al 14%, ma senza considerare i costi non è un dato particolarmente rilevante. Il costo reale dell’attività bancaria. Per un tipico residente svizzero che ha un capitale di 250mila franchi, suddivisi tra conto privato, risparmi, cambi e un mandato d’investimento di 100mila franchi, il costo bancario medio annuo è di 1.274 franchi. Questo comprende: 30 franchi per il conto privato; 24 per l’accesso multivaluta; 170 di costi di cambio
per la conversione di 10mila euro; 1.050 di commissioni d’investimento; 225 di interessi di risparmio allo 0,15%. Per contro, i fornitori più a buon mercato offrono: 0 franchi di spese di conto e multivaluta; 20 di costi di cambio; 525 di interessi di risparmio allo 0,35%; e soli 750 franchi di commissioni. Il rendimento totale atteso, al netto dei costi, sarebbe di 772 franchi annui. Conoscere i costi, massimizzare il valore. L’analisi conferma che le banche svizzere operino con modelli di prezzo e di servizio molto diversi. Mentre alcune continuano ad affidarsi a strutture obsolete e a commissioni nascoste, altre si stanno innovando, offrendo soluzioni a basso costo e ad alta trasparenza. Per i clienti, soprattutto quelli del segmento mass affluent, il messaggio è chiaro: non prendere per oro colato i prezzi della propria banca. Sia che si tratti di risparmiare, spendere o investire, il confronto delle opzioni può avere un impatto significativo sui risultati finanziari. Nel 2025, fare banca con saggezza è più di una scelta: è una strategia. Maggio 2025 TM · 79
finanza/wealth management
L’attività cross-border Il trend assunto dalla regolamentazione svizzera ed europea in ambito di servizi finanziari è una realtà di cui è tempo di prendere atto, attrezzandosi di conseguenza. Patrimoni Cross-border
Patrimoni Cross-border
Piazze di gestione per AuM (trl usd 2023)
Crescita dell’AuM per Piazza (in %)
Principale mercato di riferimento Svizzera 10% 7% 7%
8% 6%
9%
7%
4% 4% 3% Svizzera Hong Singapore Stati Kong Uniti
4% 3% Uk
Uae
■ Crescita 2022-2023 ■ Crescita attesa 2023-2028 Fonte: Oliver Wyman 2024
O
rmai da diversi anni la prestazione di servizi finanziari oltre i confini nazionali elvetici, la cosiddetta attività cross-border, è soggetta a molte limitazioni. Le autorità di vigilanza dei mercati hanno di fatto posto in essere regole che rendono proibitive molte attività svolte sul territorio (in presenza o a distanza) da parte di società e consulenti esteri. Le regole che governano l’attività cross-border sono diverse da nazione a nazione, e per una realtà come la Piazza finanziaria svizzera, che da decenni attira capitali e risparmiatori da tutto il mondo, questo richiede un’attenzione costante ai limiti che occorre rispettare quando ci si trova a fornire un servizio finanziario a clienti fiscalmente residenti all’estero. Fortunatamente esistono numerosi ‘manuali cross-border’ che i gestori patrimoniali indipendenti membri dell’associazione svizzera dei gestori patrimoniali (Asg/Vsv) possono utilizzare per definire e valutare il proprio tipo di offerta, le attività di promozione dei propri servizi e la modalità di comunicazione con i propri
80 · TM Maggio 2025
2.7
Hong Kong
2.3
Europa Occidentale Apac e Giappone
Singapore
1.7
Apac e Giappone
Stati Uniti
1.5
America Latina
Uk
1
Europa Occidentale
Uae
0.8
Medio Oriente e Africa
Fonte: Oliver Wyman
clienti e con quelli potenziali. Per i gestori patrimoniali svizzeri, che da un lato non beneficiano dei vantaggi offerti ai competitor europei dalle direttive comunitarie, e dall’altro lato soffrono dell’assenza di accordi bilaterali fra Svizzera e Unione Europea, il futuro si preannuncia sempre più complesso. Saranno infatti sempre più numerosi i limiti e i vincoli che andranno rispettati per non incorrere in reati di abusivismo finanziario. Allo stato attuale risulta difficile immaginarsi un’inversione di tendenza. È per queste ragioni che molto probabilmente si renderà necessario prevedere nuovi modelli di business valutando anche alleanze o sinergie. Se da un lato sarà fondamentale consolidare e accrescere il portafoglio clienti lavorando anche sulle future generazioni (che nei prossimi anni erediteranno enormi somme di denaro), dall’altro lato, proprio considerando i limiti delle attività cross-border, sarà importante valutare l’opportunità di offrire i propri servizi anche attraverso sedi e presenze direttamente all’estero. Anche se alcuni attori della Piazza han-
Claudio Mellini, Ceo e Partner di Capitalsuite. A lato, la Gestione di patrimoni cross-border è un’attività che vede protagoniste poche grandi Piazze a livello mondiale, che nei prossimi anni continueranno a fare bene. Diversi i nodi da sciogliere.
no già optato, con alterne soddisfazioni, per la libera prestazione di servizi, bisogna ricordare che gli organismi di vigilanza esteri preferiscono decisamente la stabile organizzazione. Ovviamente le procedure autorizzative estere sono di norma lunghe, costose e complesse. E l’ottenimento della licenza rappresenta solo l’inizio di un percorso molto impegnativo. Un personale auspicio è che si possano trovare modelli di business che possano in futuro essere condivisi anche da quelle società di gestione che in Svizzera possono mantenere una totale indipendenza ma che sull’estero farebbero fatica, per svariate ragioni, a creare e gestire una struttura propria. I gestori patrimoniali svizzeri che già hanno una stabile organizzazione in Italia, ad esempio una Sim di gestione o di consulenza, dovrebbero essere visti non solo come risposta concreta ai vincoli imposti all’operatività cross-border, bensì anche quali piattaforme aperte ad alleanze, collaborazioni e sinergie con altri operatori. Questo nella convinzione ferma che solo attraverso modelli condivisi e approcci legali solidi sia possibile affrontare con successo le sfide del mercato europeo. Da qui dovrebbe emergere dunque la disponibilità, com’è il nostro caso, a valutare potenziali collaborazioni o progetti con altri operatori, rispettando le normative nazionali italiane.
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Osservatorio
di Federico Introzzi
Pronti al tonfo Al chiudersi di febbraio e con l’inizio della quaresima le preoccupazioni e i pensieri di molti erano ancora concentrati su altro, e il Liberation Day restava lontano.
I
l mercato svizzero dei fondi d’investimento ha iniziato l’anno, almeno nel primo bimestre, all’insegna del sereno, senza registrare eccessivi scossoni, e tenendo dietro all’andamento dei mercati internazionali e dei listini. Le masse in gestione si sono riportate su livelli più che significativi, avvicinandosi rapidamente agli 1,65 trilioni di franchi, ulteriore traguardo per l’intera industria, che negli ultimi anni ha continuato a macinare nuovi record, complice anche l’eccellente performance delle borse. Mese su mese, dunque febbraio 2025 rispetto a gennaio, la progressione dell’intero comparto è di poco superiore a 7,3 miliardi, con una raccolta invece leggermente superiore, a 8,31 miliardi, indice del fatto che le performance di mercato non siano state delle migliori, ma al tempo stesso anche che nonostante la situazione molto fluida sopravviva una certa fiducia da parte degli investitori. In termini di raccolta, dunque ancora a febbraio, l’interesse è rimasto concentrato sui fondi obbligazionari, per un totale superiore a 4,47 miliardi di new money, e un ulteriore 2,28 miliardi sui monetari, che continuano a trascinare il comparto. Meno brillanti gli azionari, comunque in positivo di 889 milioni. Fermi al palo alternativi e immobiliari. Evidentemente all’alba del 28 febbraio non c’era ancora nell’aria la sorpresa del 2 aprile, e di quanto sia poi seguito in termini di listini, che hanno aperto una stagione probabilmente lunga di ulteriore volatilità, a fronte di sfide per il commercio mondiale potenzialmente inedite per portata e implicazioni, ancora maggiori rispetto alla stagione pandemica. Prosegue il rafforzamento del franco, e anche dell’euro, rispetto a un biglietto verde che mostra più di un mal di pancia, anche a fronte di sensibili manipolazioni cinesi sul mercato secondario dei titoli del debito statunitense.
Il mercato svizzero dei fondi (Dati Morningstar in mln di franchi) Categoria fondi
Asset under Management II-2025 I-2025
Var.
Sottoscrizione al netto dei riscatti
Fondi azionari
777.336
778.287
-0,951
889,9
Fondi obbligazionari
428.626
422.295
6.331
4.479,7
Fondi misti
168.785
169.566
-0.781
-225,7
Fondi mercato monetario
176.255
172.612
3.643
2.283,5
Fondi immobiliari
38.367
38.375
-0,008
-2,8
Materie prime
38.352
38.104
0,248
285,3 -4,0
Investimenti alternativi
6.352
6.236
0,116
Altri fondi
5.290
6.504
-1,214
13,7
1.639,364
1.632,006
7.358
8.319,7
Totale mercato
Raccolta per Asset class (in milioni di franchi) 1 mese
3 mesi
6 mesi
1 anno
Obbligazionari
4.479,7
257,3
-7.500,2
-7.452,9
Misti
-225,7
-2.894,0
-5.301,9
-7.513,2
Materie prime
285,3
-583,1
-993,6
-1.913,6
Immobiliari
-2,8
-168,7
-315,9
-493,3
Altro
13,7
-0,6
-481,5
-520,0
Alternativi
-4,0
-947,5
-1.656,9
-3.170,2
Monetari
2.283,5
1.635,1
4.025,2
17.698,7
Azionari
889,9
3.665,5
-2.906,9
-9.013,2
Osservatorio 4.0 Caro lettore, L’Osservatorio sta infine sfondando la famosa terza dimensione, l’online, per essere sempre più completo e aderente all’evoluzione vorticosa dei mercati finanziari, tenendo il passo. Una parte dei contributi dei numerosi Partner che da anni contribuiscono alla sua ricchezza, e che molti apprezzano, inizieranno a essere web-only, specie per quelle tematiche molto più ‘liquide’. Buona meta-lettura
FI
L’Angolo dell’investitore: (Tech, Health, Real Estate; Isin): ▲ Cap Gemini
▲ United Health
▲ Gecina
▲ Computacenter
▲ Merck & Co
▲ British Land
▲ Infineon
▲ Novartis
▲ Merlin Properties
(FR0000125338)
(GB00BV9FP302) (DE0006231004)
(US91324P1021) (US58933Y1055)
(CH0012005267)
(FR0010040865) (GB0001367019) (ES0105025003)
Maggio 2025 TM · 83
osservatorio/strategie
Coprirsi ma crescere In un periodo di mercati volatili e calo dei rendimenti, gli Hedge Fund offrono diversificazione e il potenziale per rendimenti migliori e protezione dai ribassi. Confronto dei 5 mesi migliori
Confronto dei 5 mesi peggiori
Performance di portafogli analoghi (in %)
Performance di portafogli analoghi (in %) 0%
28% 26.9
-1.5
24%
5%
20%
18.9 16.8
16%
17.3 14.4
11.7
12%
0%
14.1 12.2
-15.8 20%
4.6
-4.4
-8.4
15%
11.1
-3.2
-4.0
10%
8.1
8% 4%
14.2
-4.8
-14.9
-14.4 -17.1
-19.2 -21.1
XI-22
V-09
IX-24
25%
IX-11 IX-22 Media 5 mesi peggiori ■ Portafoglio analogo al Golden Dr. ■ Msci Golden Dragon Net Usd
IV-09
IX-07 Media 5 mesi ■ Portafoglio analogo al Golden Dr. migliori ■ Msci Golden Dragon Net Usd Fonte: Pictet Am
X-08
IX-08
I-08
Fonte: Pictet Am
I dati congiunturali Indicatori principali del business cycle per regione (var. a 6 mesi) 4 3 2 1 0 -1 -2 -3 -4 -5
I-2012
I-2014
I-2016 Usa
I-2018 G20
I-2020
I-2022
I-2024
Giappone
Fonte: Pictet Am, Oecd, dati I-2025
A
fronte dell’attuale delicatissima fase di mercato, gli hedge fund sono tornati saldamente nel radar degli investitori per tre motivi fondamentali. Innanzitutto, i fondi del mercato monetario a basso rischio non sono più in grado di soddisfare pienamente le esigenze di rendimento degli investitori. I tassi d’interesse hanno raggiunto il picco massimo e sono ora in traiettoria discendente, so84 · TM Maggio 2025
Steve Huguenin-Virchaux, responsabile Client Portfolio Manager strategie Total Return di Pictet Am. A lato, la forte incertezza sta facendo raffreddare molto in fretta il sentiment delle imprese. Questo dovrebbe riportare al centro il ruolo degli Hedge Fund in un portafoglio.
prattutto nell’Eurozona e in Svizzera. Ciò finirà per spingere i rendimenti a livelli troppo bassi per numerosi investitori in cerca di guadagni. Il rendimento reale delle obbligazioni svizzere a 10 anni, ad esempio, è già in territorio negativo. Gli hedge fund possono entrare in gioco per rimpiazzare questo rendimento grazie alla loro capacità di accedere a un’ampia varietà di asset class e strumenti, di utilizzare la leva finanziaria e di combinare
posizioni long e short, nonché alla loro capacità di contrastare la volatilità. In secondo luogo, dopo due anni in cui i mercati azionari hanno reso circa il 20%, ci sono segnali di un possibile declino di questo rally in alcune regioni, per lasciare spazio a una correzione, già iniziata negli Stati Uniti. Gli investitori stanno cercando di sostituire il beta nel tentativo di proteggersi. Gli hedge fund offrono un modo per scambiare l’esposizione diretta al mercato con prodotti in grado di offrire sia protezione dai ribassi che rendimenti. Il mercato azionario è diventato più volatile e i rendimenti più diversificati, poiché le azioni di diverse aziende non si muovono più in sincronia tra loro. La correlazione tra singole azioni all’interno del mercato statunitense è al livello più basso degli ultimi 25 anni, mentre la dispersione dei rendimenti è ai massimi. Il quadro è simile in Europa. Un contesto di questo tipo crea opportunità molto favorevoli per le strategie long/short. Una maggiore dispersione dei rendimenti aumenta le opportunità di relative value su cui gli investitori possono capitalizzare. Infatti, negli ultimi 25 anni, gli hedge fund hanno offerto l’alfa più elevato (extra-rendimento rispetto al tasso privo di rischio) durante periodi di elevata dispersione e bassa correlazione tra i titoli. In terzo luogo, si è verificata una no-
Contestualmente al calo dei tassi d’interesse, e dopo un biennio di relativa tranquillità, le M&A dovrebbero presto ritrovare slancio.
Tassi d’interesse Evoluzione dei tassi di riferimento per area (attuali e attesi in %) % 6.0 5.0
tevole ripresa nelle attività societarie, comprese le M&A, quotazioni, scissioni di controllate e quotazioni secondarie. Ciò è un riflesso delle prospettive di deregolamentazione (da parte di un’amministrazione statunitense pro-business, ma anche in Europa), dei bilanci societari ricchi di liquidità e della pressione sugli sponsor del private equity a impiegare capitale. Si stima che gli accordi di M&A annunciati a livello globale siano aumentati del 25% nel 2024 (pari a 4.500 miliardi di dollari) e si prevede che quest’anno raggiungeranno i 6,7 trilioni. Tali contratti sono alla base delle strategie event driven, che possono scegliere tra i vincitori e i perdenti in qualsiasi transazione. Soddisfare le esigenze degli investitori. Il calo dei tassi d’interesse, l’acuita volatilità del mercato e le correlazioni instabili tra le asset class rendono meno interessanti le tradizionali allocazioni long in obbligazioni o azioni. È qui che entrano in gioco gli hedge fund, grazie all’utilizzo di una gamma di tecniche di investimento e di gestione del rischio volte a controllare la volatilità e offrire rendimenti indipendenti dal ciclo di mercato. I vantaggi della diversificazione possono essere ottenuti principalmente in due modi, a seconda del tipo di hedge fund. Alcuni fungono da diversificatori perché i loro rendimenti mostrano una correlazione minima o nulla con quelli di azioni e obbligazioni. In questa categoria si trovano strategie multi-strategy e market neutral. I dati mostrano nettamente che, negli ultimi cinque anni, gli investitori avrebbero ottenuto rendimenti rettificati per il rischio maggiori e uno Sharpe ratio migliore sostituendo parte del loro tradizionale portafoglio (60% azionario, 40% obbligazionario) con un’allocazione in un macro multi-strategy. Altre strategie possono fungere da sostituti, rimpiazzando una parte degli investimenti azionari di un portafoglio e migliorando il profilo rischio-rendimento, un aspetto che potrebbe interessare gli investitori preoccupati per le valutazioni tirate o quelli che cercano un’alternativa meno volatile all’esposizione diretta. I fondi azionari direzionali long/short
4.0 3.0 2.0 1.0 0.0 -1.0
20
21
22
23
24
Tasso della Fed statunitense (tasso superiore) Tasso bancario del Regno Unito
25
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Tasso sui depositi nell'Eurozona Tasso guida svizzero
Fonte: Pictet Am al III-25
Merger & Acquisitions Operazioni annue a livello globale (dati in trl. usd) 9 8 7 6 5 4 3 2 1 0
15
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E
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e
25
20
■ Deal annui Fonte: Pictet Am
rientrano in questa categoria in quanto mirano a offrire rendimenti simili a quelli dei mercati azionari, ma con una minore volatilità e perdite limitate. L’approccio flessibile e l’ampio mandato consentono
«I tassi d’interesse hanno raggiunto il picco massimo e sono ora in traiettoria discendente, nell’Eurozona e soprattutto in Svizzera. Ciò finirà per spingere i rendimenti a livelli troppo bassi per numerosi investitori in cerca di guadagni» generalmente ai gestori di beneficiare delle oscillazioni dei prezzi di mercato e del sentiment. Per migliorare il profilo rischio/rendimento di un’allocazione obbligazionaria si possono utilizzare anche fondi azionari market neutral o fondi multi-strategy. Sempre più investitori ne stanno pren-
dendo atto: secondo un recente sondaggio di Goldman Sachs, gli hedge fund sono la strategia più ricercata dagli investitori e superano sia le strategie long-only sia gli asset privati. È probabile che i tassi d’interesse in calo, le elevate tensioni geopolitiche, l’incertezza legata ai dazi commerciali, le turbolenze politiche e le valutazioni tirate portino il mondo ad assistere a un periodo prolungato di maggiore volatilità e di correlazioni instabili tra le principali asset class. Gli investitori dovranno quindi diversificare i loro portafogli e introdurre investimenti che offrano un elemento di conservazione del capitale, pur mantenendo la possibilità di beneficiare di eventuali sorprese positive. Gli hedge fund sono in una buona posizione per soddisfare questa esigenza, poiché in grado di capitalizzare le numerose opportunità long e short in tutto il mondo e agire come un valido diversificatore di un portafoglio azionario e obbligazionario, con in più il potenziale per migliorare i rendimenti rettificati per il rischio nel corso del ciclo economico. Maggio 2025 TM · 85
osservatorio/tematici
Investimenti longevi Il costante allungamento dell’aspettative di vita e il conseguente invecchiamento della popolazione mondiale oltre a essere un problema, spalanca molte opportunità.
© Sajad Nori / Unsplash
Luca Henzen, Derivatives Analyst Cio di Ubs Global Wealth Managemen. A lato, la quota di popolazione over 65 è destinata ad aumentare rapidamente nei prossimi anni, con tutte le conseguenze del caso.
Sempre più vecchi Aumento del numero di persone over 65 al mondo (mln di unità) 1.800
1.350
900
450
0 1990 1994 1998 2002 2006 2010 2014 2018 2022 2026 2030 2034 2038 2042 2046 2050 2054 ■ Africa ■ Asia ■ Europa ■ Nord America ■ Oceania ■ Sud America Fonte: Onu, World Population Prospects 2024
L
a longevità racchiude temi legati all’allungamento della vita. Con l’aumento della popolazione anziana e i cambiamenti demografici, la base clienti di molti settori evolve, rimodellando la domanda e creando nuovi segmenti economici. Il settore sanitario sarà il principale motore della longevità, favorito dalla crescente necessità di rispondere ai bisogni di una popolazione che invecchia. Anche settori legati al 86 · TM Maggio 2025
mercato dei consumatori, dei servizi finanziari e immobiliari ne beneficeranno, sebbene alcuni siano ancora nelle prime fasi di adattamento. Tendenze globali. Nel 2024, 830 milioni di persone avevano almeno 65 anni, ossia il 10% della popolazione mondiale. Secondo l’Onu, saliranno a 1 miliardo nel 2030 (12%) e a 1,6 miliardi nel 2050 (16%). Nord America ed Europa guidano questa tendenza, con quasi il 20% della
popolazione over 65. Entro il 2050, una persona su quattro potrebbe avere almeno 65 anni. L’invecchiamento rapido è visibile anche in Asia e America Latina, dovuto a calo della fertilità e all’aumento della speranza di vita. Il tasso di fertilità globale si è dimezzato dal 1950, con 2,25 nascite per donna nel 2023 e una previsione di 2,1 entro la fine degli anni 2040. Nei Paesi sviluppati, la fertilità è diminuita con la ricchezza, e nel 2050 gli over 65 saranno il doppio dei bambini sotto i cinque anni. L’aspettativa di vita globale salirà a 77,4 anni nel 2050 (dai 73,3 nel 2024). Tuttavia, il divario tra Paesi resta ampio: in quelli meno sviluppati è di sette anni inferiore alla media, a causa di mortalità infantile, materna, conflitti e malattie. Fattori chiave della longevità. I progressi medici (antibiotici, vaccini, tecniche chirurgiche) hanno ridotto la mortalità e permesso di gestire molte malattie croniche. L’accesso a cure di qualità consente diagnosi precoci e trattamenti tempestivi, riducendo i rischi di mortalità. I Paesi con maggior spesa sanitaria hanno una quota più alta di over 65. Le iniziative di salute pubblica (igiene, vaccinazioni) hanno prevenuto epidemie e aumentato la speranza di vita. Anche le scelte di vita (dieta sana, attività fisica, benessere mentale) sono cruciali. Abitudini salutari prevengono malattie croniche, mentre fumo e alcol riducono
Sempre più longevi Aumento dell’aspettativa di vita mondiale (età per area geografica) 90
75
60
45
30
1955 Africa
1965 Asia
1975 Europa
1985
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2005
Nord America
2015 Oceania
2025
2035
2045
Sud America
2055 Globale
Fonte: Onu, World Population Prospects 2024
Ma a quale prezzo? Correlazione tra quota di over 65 e spesa sanitaria in % del Pil (dati 2019) Spese sanitarie in % del Pil
l’aspettativa di vita. Lo status socioeconomico ha pure un impatto significativo: chi ha redditi più alti vive più a lungo grazie a migliori condizioni e accesso alle cure. Anche l’ambiente (aria e acqua pulite) gioca un ruolo importante. Le implicazioni. L’allungamento della vita comporta la necessità di risparmiare di più per la pensione e di pianificare meglio la sicurezza finanziaria. Crescono i bisogni di prodotti finanziari, pensioni, assicurazioni e assistenza sanitaria. Aumenta anche la domanda di soluzioni abitative adatte, tecnologie per l’accessibilità e servizi per la terza età. I Governi dovranno riformare sistemi previdenziali e sanitari, mentre le aziende dovranno adattare prodotti e servizi. Le scelte abitative e di stile di vita evolveranno: molti cercheranno di invecchiare nella propria casa, aumentando la domanda di modifiche domestiche e tecnologie smart. Le convivenze multigenerazionali potrebbero diventare ben più comuni, mentre il mercato delle comunità per anziani e delle strutture assistenziali è destinato a espandersi molto. I consumatori daranno sempre più priorità al benessere, ai viaggi e all’apprendimento permanente, spostando la spesa dai beni materiali alle esperienze. A livello macro, Governi e aziende dovranno adattarsi ai cambiamenti economici e sociali portati dall’invecchiamento della popolazione. I sistemi pensionistici potrebbero richiedere riforme, le politiche sanitarie dovranno essere adeguate e i settori che si rivolgono prevalentemente alle generazioni più anziane hanno buone prospettive di crescita. Anche le relazioni intergenerazionali, la pianificazione urbana e le dinamiche del mercato del lavoro saranno significativamente influenzate dal crescente numero di persone che vivono sempre più a lungo. Le opportunità. Le prospettive d’investimento si distinguono tra settori ‘driver’ che allungano le aspettative di vita e i settori ‘beneficiari’ che rispondono ai bisogni di una popolazione più anziana. Nei primi ci sono il settore farmaceutico, MedTech e quello legato ai servizi sanitari, fondamentali per ridurre le malattie legate all’età. Tra i beneficiari: i beni di consumo e tempo libero, servizi finanziari (pianificazione della pensione, assicurazioni), e l’immobiliare (case di cura, residenze per anziani). L’opportunità d’investimento nella lon-
0,18 Stati Uniti 0,14 Svizzera Unione Europea Giappone
0,09 Cina 0,05
0,00
0,00
0,08
Fonte: Onu, World Population Prospects 2024
0,15
0,23
0,30
% della popolazione 65+
gevità evolverà da oggi e nel prossimo decennio. Inizialmente, l’innovazione terapeutica nei settori biofarmaceutico e dei dispositivi medici consentirà di aumentare sia la durata che la qualità della vita. In particolare, i progressi nelle terapie per le malattie metaboliche e in oncologia dovrebbero guidare i maggiori incrementi nella longevità. Anche i dispositivi medici, in particolare per diabete e cardiologia, avranno un ruolo chiave. Nel tempo, però, la domanda di prodotti e servizi per anziani in senso molto più ampio crescerà, favorendo settori come sanità, immobiliare, servizi finanziari e legati ai consumi. Sfide e opportunità future. L’invecchiamento della popolazione pone sfide importanti per la sostenibilità dei sistemi sanitari e pensionistici, ma offre anche opportunità di crescita per chi saprà innovare. L’adozione di tecnologie digitali in sanità, la prevenzione, la medicina personalizzata e la telemedicina saranno fattori chiave per migliorare la qualità della vita e contenere i costi. Le aziende che sapranno rispondere ai
Cresce l’aspettativa di vita delle persone in tutti i Paesi del mondo, senza particolari colpi di scena, ma la vera domanda è: a quale costo questo è reso possibile? Le conseguenze di questo fenomeno saranno sempre più decisive.
bisogni di una popolazione più longeva – sia in termini di salute, sia di servizi finanziari, immobiliari e consumer – potranno beneficiare di una crescita superiore alla media. La diversificazione geografica sarà importante, poiché i tassi di invecchiamento e le dinamiche di mercato variano tra aree sviluppate e mercati emergenti. In sintesi, la longevità rappresenta una delle tendenze strutturali più importanti dei prossimi decenni, con profonde implicazioni per investitori, aziende e società. Le opportunità di crescita si concentreranno inizialmente nei settori sanitari e si estenderanno progressivamente a tutti i comparti che sapranno rispondere ai bisogni di una popolazione globale sempre più longeva. Maggio 2025 TM · 87
osservatorio/immobiliare
Corre il mattone Il mercato immobiliare è tornato a offrire interessanti opportunità sia nei grandi agglomerati urbani, sia nelle regioni di frontiera, come il Ticino. Meglio muoversi subito. Bene il mattone Confronto tra decennale federale (rend. %) e mercato immobiliare svizzero 1,6
600
Arthur Jurus, Head Investment Office Private Bank di Oddo Bhf Switzerland. A lato, è tornato a crescere il mercato immobiliare dopo una breve sosta.
1,2 525
0,8 0,4
450
0 -0,4
375
-0,8 -1,2
V-2015
X-2016
III-2018
VIII-2019
Swiit Real Estate Index (dx)
I-2021
VII-2022
XII-2023
IV-25
300
Titolo governativo svizzero 10Y (sx)
Fonte: Oddo Bhf Switzerland
I
l mercato immobiliare residenziale svizzero affronta il 2025 con un nuovo slancio. Dopo diversi anni segnati dall’aumento dei tassi d’interesse e dal rallentamento dei prezzi, la tendenza è nuovamente al rialzo, sostenuta dal miglioramento delle condizioni finanziarie, da una domanda solida e da un’offerta ancora limitata. Questa evoluzione riguarda l’intero Paese, ma assume un interesse particolare per il Ticino. Nel 2024, i prezzi degli immobili residenziali in Svizzera sono aumentati del 2,4%. Per il 2025 si stima un incremento del 3-4%. Questo recupero è sostenuto dal forte ritorno della domanda, favorito dal calo dei tassi ipotecari e da solidi fondamentali economici. Negli ultimi dieci anni, i prezzi degli appartamenti sono aumentati del 33%, mentre quelli delle case del 35, e questo trend potrebbe intensificarsi nei prossimi mesi. Le grandi città, come Ginevra e Zurigo, continuano a registrare una forte pressione sui prezzi, al pari delle regioni turistiche, come i Grigioni. Anche l’ambiente finanziario sta mi88 · TM Maggio 2025
gliorando, con la Bns che dovrebbe riportare il tasso guida allo 0% entro l’estate. Questo abbassamento sta già portando a una forte riduzione dei tassi ipotecari: i mutui fissi a 10 anni si negoziano sotto l’1,5% e i prestiti Saron ad ancora meno. L’acquisto di un immobile diventa dunque più interessante. Nel 2024, possedere la propria abitazione permetteva di risparmiare circa il 17% rispetto al costo di un affitto equivalente. Oggi di un buon 30%. Offerta insufficiente, domanda in crescita. Il mercato degli affitti, dal canto suo, rimane sotto pressione. La crescita demografica, con un’immigrazione netta prevista di 70mila persone nel 2025, combinata con una costruzione insufficiente di nuove abitazioni (5400 unità mancanti all’anno tra il 2020 e il 2023), alimenta l’aumento dei canoni di locazione. Questi ultimi dovrebbero crescere di almeno il 3% nel 2025. Anche la diminuzione del tasso di riferimento avrà solo un impatto limitato sui nuovi contratti. Potenziale territoriale. Il Ticino, e Lugano in particolare, occupano una posizione speciale nella mappa immobiliare
svizzera. Storicamente più accessibile rispetto ai grandi centri urbani, la regione sta vivendo da anni una netta rivalutazione del proprio patrimonio immobiliare. A Lugano, la domanda rimane dinamica, sostenuta da un afflusso di nuovi residenti svizzeri e stranieri, attratti dalla qualità della vita, dalla vicinanza all’Italia e da un ambiente fiscale favorevole. Il mercato è inoltre sostenuto da una clientela internazionale alla ricerca di residenze in un contesto naturale privilegiato. I prezzi degli appartamenti a Lugano dovrebbero aumentare tra il 2,5% e il 3,5% nel 2025, confermando la solidità del mercato ticinese. Anche il mercato degli affitti si mantiene vivace, con aumenti stimati tra il 2% e il 3%, offrendo rendimenti interessanti per gli investitori. Lugano beneficia inoltre di investimenti nelle infrastrutture di trasporto e di una dinamica economica che ne rafforza l’attrattività. Questo contesto crea uno squilibrio favorevole ai proprietari, in cui la relativa scarsità dell’offerta alimenta una progressiva rivalutazione degli immobili. Mentre tutta la Svizzera entra in una fase di consolidamento e ripresa del residenziale, Lugano e il Ticino si distinguono come mercati promettenti, equilibrando accessibilità, qualità della vita e prospettive di rendimento interessanti. In questo contesto di tassi storicamente bassi e di domanda strutturalmente forte, investire oggi nella regione appare non solo una scelta sicura, ma anche un’opportunità da cogliere prima che dopo.
osservatorio/alternativi
Il ruolo dei privati Al crescere della volatilità e delle tensioni geopolitiche torna di prepotenza il ruolo che i mercati privati potrebbero assolvere: stabilizzare i portafogli d’investimento. Il Private Equity Accordi stretti a livello globale per anno e settore (per valore in usd mld) 3,064 112 143 235 432 568
1,643 1,682 56 1,545 75 124 111 1,301 70 46 122 1,194 52 127 118 134 45 232 210 109 116 751 242 49 111 131 193 86 352 368 129 295 134 287 304 252 353 410 434 395 297 294 823 1,450
287
267
273
358
345
421
2015
2016
2017
2018
2019
2020
2021
2,383 75 168 175 280 359 680
■ Finanza
1,796 77 117 149 215 263 535
647 2022
2,048 71 135 208 217
■ Industria e materie prime ■ Halute ■ Energia
337
■ Beni di consumo
525
■ Tecnologia
e servizi (B2C)
■ Beni di consumo e servizi (B2B) 439
554
2023
2024
Fonte: McKinsey 2025
G
li investitori sono inquieti e hanno buone ragioni per esserlo. Le ‘4D’ stanno riplasmando la macroeconomia (decarbonizzazione, deglobalizzazione, demografia e digitalizzazione) e se il processo non mostra di rallentare, non è nemmeno chiara quale sia la destinazione. Rispetto alla normalità, però, oggi chi sa adattarsi potrebbe trovare maggiori opportunità, a patto di cercarle. Il nuovo mondo. Dopo un breve rally di mercato post-elettorale, è tornata la volatilità. Il Cboe Volatility Index (Vix), oscilla tra 15 e 20, segnalando un’elevata incertezza. Pur non essendo necessariamente un problema, riflette un ambiente d’investimento meno favorevole. Come ha recentemente commentato un Cio, la geopolitica non è più un rischio ‘di sinistra’. I conflitti armati e le tensioni commerciali richiedono una rivalutazione delle strategie di investimento. La diversificazione è essenziale. Sempre più spesso significa ridurre l’esposizione ai mercati pubblici e rivolgersi a quelli privati. La privatizzazione. I mercati privati of-
Mathias Niederhauser, Managing Director di Petiole Am. A lato, i mercati privati continuano a dimostrarsi un’asset class vitale.
frono vantaggi interessanti. Pur essendo meno liquidi, gli investitori a lungo termine possono beneficiare di rendimenti migliori. Liberi dai cicli di rendicontazione trimestrale, i team di gestione possono concentrarsi su strategie a lungo termine. Oggi più che mai, alcuni asset privati selezionati possono aiutare a contrastare la volatilità dei mercati pubblici. Ma l’accento va posto su ‘selezionati’. Il segreto sta tutto nell’individuare asset sottovalutati... Un recente sondaggio di Adams Street mostra che gli investitori sono attenti al rischio geopolitico, ma rimangono ottimisti sui privati. Due terzi prevedono di aumentare gli impegni nei confronti degli attuali gestori e oltre la metà prevede di aggiungere nuove relazioni. Il Private Equity. Sta uscendo da un periodo di turbolenza. Nel 2024, l’S&P 500 ha sovraperformato gli asset privati per la terza volta negli ultimi quattro anni. A spingerlo sono state le conseguenze dei rialzi dei tassi del 2022-2023. Ma nel lungo periodo il Pe ha sovraperformato, e come dimostra McKinsey si sta già riprendendo dallo shock dei tassi d’interesse.
È un segmento variegato, composto anche da credito, infrastrutture e asset reali. Il credito privato, in particolare, ha resistito bene: il 55% degli investitori in un sondaggio Amundi lo ha indicato come il principale interesse per gli asset privati. L’imperativo del valore. Un panorama in evoluzione richiede nuovi approcci. Nel periodo 2010-2022, Stepstone Group ha rilevato che il 61% del rendimento del Pe è derivato dalla leva finanziaria e dall’espansione dei multipli. In futuro, il successo dipenderà meno dall’ingegneria finanziaria e più dalla creazione di valore: miglioramenti operativi, pivot strategici e creazione di team ad alte prestazioni. In tempi di volatilità, questo approccio è irrinunciabile. L’esperienza. Se la volatilità dovesse persistere o la recessione colpire, l’investimento diventerà un esercizio più sfumato. In un gioco a somma negativa, è più difficile parlare in termini di industrie, perché il successo è distribuito in modo non uniforme. Lo stesso vale per gli investimenti privati: non è sufficiente dire ‘le prospettive sono positive’. Sempre stando a McKinsey è infatti probabile nel tempo la dispersione dei rendimenti dei fondi specializzati aumenti. Sarà dunque sempre più indispensabile selezionare i gestori con cui collaborare, puntando sulla loro esperienza distribuita su più cicli economici, che abbiano dunque già dimostrato resilienza e adattabilità, in grado quindi di allineare scelte d’investimento e obiettivi finanziari. Maggio 2025 TM · 89
osservatorio/alternativi
Il Private growth equity È un segmento molto spesso trascurato, per vecchi pregiudizi che oggi non hanno più molto senso. Il mercato è cambiato, ma è bene fermarsi un attimo per capirlo. Il Power law upside Crescita delle valutazioni dei titoli dal loro acquisto (dati mld usd; XII-2024) 500 100 Meta Alibaba
Valutazione di mercato
1.000+
Brian Kelly, Investment Specialist di Baillie Gifford. La crescita delle valutazioni dei titoli ‘giusti’ può fare la vera differenza in portafoglio.
40 30
Space X
Alphabet
20 Amazon 10
Palantir Tesla Inc Mercado Libre
Asml 1996
2005
2007
Pdd Holdings
Netflix Airbnb
2012
Spotify 2016
Stripe
Epic Games Snow flake
Nvidia
2015
Dataricks
2018
2020
Fonte: Bloomberg, dall’anno di acquisto del titolo da parte di Baillie Gifford
A
d oggi, le principali aziende private growth sono monopoli naturali con grandi opportunità di crescita e profondi vantaggi competitivi. Molte crescono del 30-60% annuo e alcune sono tra le 50 aziende più grandi del mondo. Questo è sintomatico del forte cambiamento che si è verificato nel panorama in evoluzione degli investimenti growth. Tradizionalmente, le società con valori di mercato compresi tra i 500 milioni e poche decine di miliardi di dollari venivano quotate in borsa, consentendo a molti di partecipare alla loro corsa verso valutazioni da centinaia di miliardi. Oggi molto è cambiato, questa ‘corsa’ è diventata in gran parte riservata a pochi investitori, in quanto le aziende scelgono di rimanere private molto più a lungo. Questo cambiamento ha creato un vasto e crescente mercato di aziende ‘notevoli’, che conta oltre 1.500 unicorni con un valore di mercato complessivo superiore ai 5 trilioni di dollari. Ecco una nuova asset class nell’ambito degli investimenti di Private Equity: il private growth. 90 · TM Maggio 2025
A lungo negletto. Finora il private growth equity è stato ampiamente trascurato a favore dei tradizionali investimenti in buyout o venture capital. Ciò ha portato a trascurare un asset class che dal 2010 ha sovraperformato tutte le altre, comprese le azioni quotate. Perché? Gli investitori spesso trascurano la possibilità che la crescita esponenziale possa continuare anche dopo che le aziende sono diventate più grandi e meno rischiose. In generale, il cervello umano sottovaluta il potere della crescita esponenziale. Se si potesse piegare un foglio di carta 42 volte, sarebbe abbastanza spesso da raggiungere la luna. Le aziende private che crescono costantemente almeno del 30% all’anno possono fare lo stesso. Questa crescita non è guidata dal Pil, ma da un ottimo prodotto, da un mercato in crescita e dal loro management. Un’altra critica è che il private growth sia una bolla, a giudicare dalle dimensioni delle aziende più grandi. Questo non tiene conto dell’ampiezza delle opportunità. Da un lato, alcune aziende sono molto grandi. Ma le loro dimensioni oggi ri-
flettono l’evoluzione delle grandi società pubbliche negli ultimi 20 anni. Un fenomeno che si definisce ‘power law upside’. Nel 2004, la più grande società al mondo, General Electric, aveva un valore di mercato di 380 miliardi di dollari. Alla fine del 2024, la più grande azienda del mondo, Apple, aveva un valore di mercato di 3,5 trilioni e 10 aziende erano valutate oltre il trilione. Prima del 2018, solo una società era stata valutata più di 1.000 miliardi e solo per poche ore, PetroChina. Il limite massimo delle dimensioni delle aziende è 10 volte superiore oggi rispetto a soli 20 anni fa. E i leader di domani potrebbero essere ancora più grandi. Fuori dall’arena. Rimanere private più a lungo significa che le aziende possono selezionare con cura gli azionisti che hanno un orizzonte temporale tale da sostenere la loro crescita futura e l’esperienza di possedere aziende in fase di espansione. Al contrario, gli azionisti dei mercati pubblici hanno obiettivi e tempi diversi, il che può spingere a concentrarsi sui flussi di cassa correnti e sul breve termine. Avere azionisti allineati permette al management di fare investimenti più audaci e a lungo. Ad esempio, rinunciando a ricavi di breve termine per concentrarsi su qualcosa di ‘più grande’, come fa SpaceX che carica i razzi solo con i propri satelliti Starlink invece di offrire strutture di lancio a società concorrenti. O possono concentrarsi su acquisizioni per consolidare la loro leadership di mercato, come nel caso di Databricks e Mosaic.
La corsa dei passivi Evoluzione dell’AuM e della quota di mercato dei passi negli Usa (mld usd) 70%
5.000 3.750
53%
2.500 1.250
35%
0 -1.250
18%
-2.500 -3.750 -5.000 2011 2012
2013
2014
2015
Attivo
2016
2017
Passivo
2018
2019
2020
2021
2022
2023
2024
0%
Quota di mercato passiva
Fonte: Bloomberg al 31-XII-24
Questione di rendimenti Dispersione dei rendimenti annui nel non quotato (in %) 120% 90% 60% IRR
Oltre alla possibilità di scegliere i propri investitori, le borse non supportano più le Ipo di piccole società senza profitto. Storicamente, i fondi comuni d’investimento attivi negli Stati Uniti hanno guidato la domanda di Ipo di società minori, ma nell’ultimo decennio quasi 3mila miliardi di dollari di questi fondi sono stati allocati su prodotti indicizzati, causando un calo della domanda di Ipo. Pertanto, è più sensato che le aziende continuino a crescere nel privato, fino a quando non saranno redditizie o non avranno raggiunto una scala sufficiente alla loro Ipo. Le perdite. Quando una Start up diventa un’azienda in crescita, ha già superato tre fondamentali ostacoli: l’adattarsi del prodotto al mercato; il formarsi del team giusto e l’approssimarsi della redditività. Lo studio dei tassi di perdita a partire dal 1987 mostra che solo una società su quattro nella categoria delle private growth ha reso meno dell’investimento iniziale. Nel caso del capitale di rischio precedente, la percentuale sale a due aziende su tre. Le imprese di questo specifico segmento di mercato hanno anche già dimostrato la loro capacità di sopportare fasi molto intense, emergendo più snelle e strategiche. Nel 2022 a fronte dei significativi crolli degli indici i round di finanziamento e le Ipo di tutte queste aziende si sono pressoché congelati, questo ha portato a due anni di distruzione creatrice, come l’avrebbe definita l’economista Schumpeter. Molte hanno chiuso, ma le sopravvissute ne sono uscite rafforzate, tagliando i costi, e abbassando le valutazioni. Nessuna azienda lo dimostra meglio di Stripe, che ha aumentato i ricavi di sei volte dal 2019 e del 50% dal 2022, nonostante i 1.000 licenziamenti del 2022 e il taglio del 50% della valutazione, ed è diventata redditizia a fine 2024. Ingredienti del successo. Questo genere di aziende ha essenzialmente bisogno di talenti, strumenti e decisioni per ottenere una crescita trasformativa. I leader e i product manager di ieri sono i fondatori e i dirigenti di alto livello di oggi. Il manuale per scalare in modo efficace, finanziare in modo efficiente e gestire persone e partnership è ormai noto. Strumenti migliori rendono più facile la scalabilità. Le aziende non hanno più bisogno di creare team per gestire dati, finanza, risorse umane o pagamenti. Possono collegarsi a soluzioni di terze parti. Diventare redditizie. L’attenzione alla
30% 0%
-30% -60%
2010 2011 2012
2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 2021 2022 2023 2024 15Y IRR Growth equity
■ Mercati privati tutti: rendimento max e min
Fonte: Pitchbook 2024
redditività segna un cambiamento radicale rispetto al 2020-2022. Oggi, molte aziende in fase di crescita intraprendono un ultimo round di finanziamento per raggiungere la scala che porta alla redditività. Una volta tagliato questo traguardo, il rischio di fallimento si riduce molto e si aprono le porte dell’Ipo. Del resto, è ormai noto che nei mercati privati crescita dei ricavi e redditività possono coesistere. Aggiungere valore. Ciò di cui queste aziende hanno più bisogno sono azionisti di lungo termine che le sostengano e le preparino alla vita pubblica. Molti fondatori non hanno di queste esperienze e gli investitori possono aiutare e facilitare. I rischi di arrivare impreparati al grande traguardo dell’Ipo sono tanti e importanti, anche soltanto in termini di strutture di Governance inefficaci, ed è qui che questi inventori possono farsi sentire. Il trilione. Le prospettive per l’intero segmento sono però entusiasmanti. Si prenda ad esempio SpaceX, un’azienda privata valutata oltre 350 miliardi di dollari in grado di collegare a Internet chiunque nel mondo attraverso i suoi 7mila satelliti
Il mercato dei prodotti passivi continua a crescere, ma spesso le migliori opportunità si trovano nel non quotato, dove invece esperienza e agilità sono le risorse chiave. Il Growth Equity si distingue tra molti.
Starlink, con un potenziale di ricavi per centinaia di miliardi di dollari. O anche ByteDance, proprietaria di TikTok, è valutata 300 miliardi di dollari nonostante generi ricavi simili a Meta e cresca più rapidamente. Sia SpaceX che ByteDance sono tra le 40 aziende più grandi del mondo. Oppure Databricks, con un valore di mercato di 62 miliardi di dollari, che sta diventando la soluzione cloud per i dati preferita in un mondo abilitato dall’Ia. Ognuna di queste aziende potrebbe, in teoria, avvicinarsi a una valutazione di mercato di 1 trilione e generare rendimenti esponenziali. Investire in queste aziende richiede un orizzonte temporale lungo, ma dovrebbe essere un’opportunità importante per i più pazienti. Maggio 2025 TM · 91
osservatorio/obbligazionario
Ammortizza la volatilità Prodotti passivi, ma di reddito fisso, possono ancora giocare un importante ruolo a livello di portafoglio, nonostante le ottime performance dei mercati azionari degli ultimi anni. Joao Saraiva, Senior Investment Analyst di Vanguard Europe. In presenza di volatilità il reddito fisso (meglio hedgiato) si conferma essere un elemento stabilizzante.
Profili di rendimento asimmetrici Andamento degli spread dell’High Yield broad market (spread to worst, in bp) 4000bps 3500bps 3000bps
Broad market spreads Long-term average 532bps
2500bps 2000bps 1500bps 1000bps 500bps ’96
’98
’00
’02
’04
’06
’08
’10 BB
Hy Index
’12 B
’14
’16
’18
’20
’22
’24
CCC
Fonte: Jp Morgan Am
Obbligazionario: i risultati dell’hedging valutario Asset class
Volatilità
Max ribasso Rend. cumul.
Sharpe r. (y)
Alternativi
PE globale Materie prime
26,27 16,36
-82,76 -56,89
402,19 -7,98
0,43 0,06
Azioni
Eurozona Emergenti Apac dev. ex-Jap Stati Uniti Globali all cap
22,81 20,88 20,56 17,36 17,32
-64,66 -65,24 -63,98 -55,28 -58,59
179,57 308,76 340,27 594,46 401,65
0,34 0,43 0,46 0,63 0,54
Bond
Corp Usa Agg. globale Gov. americano Agg. americano
6,15 5,80 4,47 4,14
-16,94 -19,73 -13,52 -14,53
131,21 59,93 73,58 89,75
0,69 0,42 0,62 0,77
Bond Hedged
HY globale Corp. globale Agg. Globale Gov. globale Duration br. glob.
7,36 4,65 3,19 3,18 0,90
-32,54 -15,06 -11,70 -10,88 -2,79
315,62 125,71 101,89 95,53 66,77
0,98 0,87 1,08 1,03 2,76
Fonte: Bloomberg Vanguard. Dati usd V-2004 - XII-24. Rend. settimanali annualizzati. Sharpe ratio con rend. risk-free zero.
D
opo anni di rendimenti superiori al 20% annuo per l’azionario americano, alcuni investitori hanno cominciato a chiedersi se sia ancora opportuno investire in obbligazioni. A livello di portafoglio, e alla luce dell’attuale contesto di
92 · TM Maggio 2025
mercato, potrebbero esserci giustificati motivi di ottimismo per chi investe in questa classe di attivo. Qualche turbolenza. I mercati azionari hanno registrato performance straordinarie negli ultimi tempi. Tuttavia i prezzi dei titoli, in particolare dei tecnologici ame-
ricani, riflettono scenari ideali, in altre parole hanno poco spazio per assorbire eventuali sorprese che offuschino le attuali prospettive ottimiste. Visti i recenti annunci sul fronte americano e le giravolte che alcuni di essi hanno provocato sui mercati, l’accentuata volatilità potrebbe diventare una costante nel 2025. A fine gennaio si è già avuto un assaggio della velocità con cui sviluppi inattesi possono innescare volatilità sui mercati azionari. L’annuncio da parte della società cinese DeepSeek della sua nuova soluzione nel campo dell’Intelligenza Artificiale ha provocato un crollo dei titoli delle società tech americane concorrenti. Successivamente, a febbraio, le prospettive di nuovi dazi degli Stati Uniti e dei suoi partner commerciali hanno creato turbolenza sui mercati. Siccome i negoziati sui dazi sono in corso persistono interrogativi di cui ancora non si conosce la risposta. In questo contesto contrassegnato da episodi di volatilità e da timori di flessioni dei mercati, esposizioni obbligazionarie ad ampia diversificazione rappresentano uno degli strumenti più efficaci per mettere al riparo i portafogli e mitigare il rischio di ribassi. L’obbligazionario. Nello scenario di accresciuta volatilità, è importante ricordare il ruolo che le obbligazioni rivestono all’interno dei portafogli. L’obbligazionario globale con copertura valutaria in particolare può dimostrarlo. Le esposizioni obbligazionarie in gene-
Ritorna il reddito fisso Etf obbligazionari quotati dentro e fuori gli Stati Uniti (in trl usd) 3.0 2.47
AUM (trl usd)
2.5
2.17
2.0 1.44
1.5 1.0 0.5 0.0
0.61
0.39
0.45
2014
2015
2016
0.89
0.79
2017
2018
Resto del mondo 0,68 Trl
1.77
1.58
1.12 Stati Uniti 1,8 Trl
2019
2020
2021
2022
2023
2024
■ Resto del mondo ■ Stati Uniti Fonte: Jp Morgan Am
La Gestione dietro ai passivi Campionamento ed efficientamento degli indici (n. titoli in portafoglio) ■ Peso nel fondo (sx) ■ Peso nell’indice (asse sx)
54,08% 52,01%
16.545
50%
14.000 12.000
40% 6.793
30%
22,85%
20% 10% 0%
22,14%
Treasury -641
10.000
1.716
Societari -9.752
1.239
6.302 12,41%
1.908 1.267
Titoli nel fondo (dx) Titoli netti nel fondo
18.000 16.000
12,87%
5.658 10,66%
Governativi
12,98%
Cartolarizzati
8.000 6..000
N. di titoli
60% Ponderazione elementi
rale registrano minore volatilità rispetto a quelle azionarie. L’obbligazionario globale con copertura del rischio di cambio si distingue in modo particolare su questo fronte: ad esempio negli ultimi 20 anni la sua volatilità è stata intorno al 3% annuo, in netto contrasto con il dato di oltre il 16% di volatilità dell’azionario e degli investimenti alternativi. La minore volatilità è un aspetto importante viste le sue implicazioni in termini di protezione dai ribassi. L’azionario ha messo a segno rendimenti assoluti superiori a quelli dell’obbligazionario negli ultimi anni ma molto più marcata è la differenza fra le due classi di attivo in termini di resistenza nei ribassi. Ad esempio, nell’arco dell’ultimo ventennio i ribassi per l’azionario americano e quello globale sono stati pari rispettivamente a ben -55% e -58%, mentre il massimo ribasso per l’obbligazionario globale con copertura valutaria è stato del -12%. Per gli investitori che ricercano modalità per ridurre il rischio di ribasso, le proprietà di ammortizzazione offerte dall’obbligazionario globale con copertura valutaria possono essere interessanti. In termini di rendimento corretto per il rischio il comparto ha infatti battuto gran parte delle altre classi di attivo, eccetto l’obbligazionario con duration breve. Oltre a fungere da ancoraggio per i portafogli, le analisi indicano che l’obbligazionario gode di prospettive favorevoli. Il contesto di tassi più alti sembra ormai destinato a perdurare e pertanto si prevede per l’obbligazionario rendimenti a lungo termine più prossimi ai livelli osservati nei primi anni Duemila. In tale scenario è probabile che i rendimenti obbligazionari derivino più dalle cedole consistenti reinvestite a tassi più alti che dagli incrementi dei prezzi dei titoli. Gestire strategie passive. In diversi pensano che i gestori di portafogli indicizzati si limitino a impostare la strategia, ma spesso non è così; non basta. In realtà, gestire fondi indicizzati ed Etf obbligazionari richiede competenze d’alto livello. Una chiara illustrazione delle capacità che servono e che svolgono un ruolo importante nel mantenere i costi bassi per gli investitori è fornita dalle tecniche di campionamento che alcuni gestori di portafogli indicizzati impiegano. Per il gestore di un fondo che replica un indice, detenere tutti i titoli che compongono un benchmark obbligazionario
4.000 2.000 0
Titoli nell’indice (dx) -4.586
-4.419
Fonte: Bloomberg al XII-24 (dati Van. Global Agg. bond Ucits Etf; Bloomberg Global Agg. float adj. scaled index)
spesso è impossibile, impraticabile o è un approccio inefficace in termini di costi. Attraverso il campionamento, i gestori mirano a ottenere esposizioni che rispecchiano le caratteristiche e la performance dell’indice benchmark senza incorrere in inutili costi di transazione che possono erodere i risultati di lungo termine. Per gli Etf, l’obiettivo principale è replicare la performance del benchmark con il minore tracking error possibile. L’universo obbligazionario globale comprende decine di migliaia di singoli titoli e offre un esempio calzante. Quando si cerca replicare il Bloomberg Global Aggregate Float Adjusted and Scaled Index, è buona prassi includere nel portafoglio circa un terzo degli oltre 30mila titoli che compongono l’indice. Anche se il Vanguard Global Aggregate Bond Ucits Etf detiene solo un terzo dei titoli del benchmark, questi titoli rappresentano quasi due terzi di quell’universo in termini di capitalizzazione di mercato. L’abilità del gestore sta dunque nel replicare fedelmente i pesi dell’indice sottostante, pur detenendo solo una porzione
La creazione di un Etf, anche obbligazionario, cela una serie di tecniche non banali tali da rendere il prodotto economico ed efficiente, a partire dal corretto campionamento dell’indice di riferimento.
dei titoli che compongono quell’indice. Lo si fa focalizzandosi su specifiche emissioni dopo averne valutato caratteristiche quali liquidità, qualità creditizia, scadenza e altri importanti fattori, riducendo al minimo i costi di transazione. Queste tecniche di campionamento fungono anche da strumento di gestione della liquidità che è di vitale importanza in periodi di turbolenze sui mercati. Anche quando un fondo comprende un numero di titoli molto inferiore a quello dell’indice, i gestori possono rifletterne fedelmente le caratteristiche di rischio fondamentali come duration, rischio di credito e rendimento per replicarne la performance, mantenendo costanti i tracking error nei diversi cicli e contesti di mercato. Maggio 2025 TM · 93
osservatorio/strategie
Dal brivido all’influenza C’è voluto molto poco a rivalutare l’effetto Trump sui mercati finanziari, meno di 100 giorni. Da una fase troppo euforica, a una eccessivamente pessimista. Cosa è bene fare ora? Giovanni Miccoli, Cio di Colombo Wealth. A lato, 75 anni di S&P 500.
Massimo ribasso e Total Return annuo dello S&P 500 Anno
DD
TR
Anno
DD
TR
Anno
DD
TR
Anno
DD
TR
1950 1951 1952 1953 1954 1955 1956 1957 1958 1959 1960 1961 1962 1963 1964 1965 1966 1967 1968
-14.0 -8.1 -6.8 -14.8 -4.4 -10.6 -10.8 -20.7 -4.4 -9.2 -13.4 -4.4 -26.9 -6.5 -3.5 -9.6 -22.2 -6.6 -9.3
30.8 23.7 18.2 -1.2 52.6 32.6 7.4 -10.5 43.7 12.1 0.3 26.6 -8.8 22.6 16.4 12.4 -10.0 23.8 10.8
1969 1970 1971 1972 1973 1974 1975 1976 1977 1978 1979 1980 1981 1982 1983 1984 1985 1986 1987
-16.0 -25.9 -13.9 -5.1 -23.4 -37.6 -14.1 -8.4 -15.6 -13.6 -10.2 -17.1 -18.4 -16.6 -6.9 -12.7 -7.7 -9.4 -33.5
-8.2 3.6 14.2 18.8 -14.3 -25.9 37.0 23.8 -7.0 6.5 18.5 31.7 -4.7 20.4 22.3 6.1 31.2 18.5 5.8
1988 1989 1990 1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006
-7.6 -7.6 -19.9 -5.7 -6.2 -5.0 -8.9 -2.5 -7.6 -10.8 -19.3 -12.1 -17.2 -29.7 -33.8 -14.1 -8.2 -7.2 -7.7
16.6 31.7 -3.1 30.5 7.6 10.1 1.3 37.6 23.0 33.4 28.6 21.0 -9.1 -11.9 -22.1 28.7 10.9 4.9 15.8
2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 2021 2022 2023 2024 2025
-10.1 -48.8 -27.6 -16.0 -19.4 -9.9 -5.8 -7.4 -12.4 -10.5 -2.8 -19.8 -6.8 -33.9 -5.2 -25.4 -10.3 -8.5 -18.9
5.5 -37.0 26.5 15.1 2.1 16.0 32.4 13.7 14 12.0 21.8 -4.4 31.5 18.4 28.7 -18.1 26.3 25.0 ??
Fonte: Bloomberg 2025
D
i fronte alla possibilità di una recessione negli Stati Uniti, il panorama economico mondiale è rimodellato dalla volatilità. La gestione dei portafogli richiede dunque una chiara comprensione dei fattori sottostanti che contribuiscono all’incertezza e un approccio attivo. Rimanere seduti immobili dietro la finestra in attesa che passi la tempesta non è una strategia di successo. Gli investitori devono rimanere vigili e agire tempestivamente. È fondamentale valutare cosa viene prezzato dai mercati, quanto sia ragionevole tale prezzo e le implicazioni. Storicamente, l’economia statunitense è stata soggetta a volatilità, spesso innescata da eventi esterni. Oggi, tuttavia, gran parte dell’incertezza deriva dalle decisioni dell’Amministrazione Trump sulla politica commerciale degli stessi Stati Uniti.
94 · TM Maggio 2025
In passato politiche commerciali restrittive, come lo Smoot-Hawley Tariff Act del 1930, hanno aggravato la Grande Depressione, oggi le tariffe hanno il potenziale di interrompere le catene di fornitura, ridurre il commercio globale e aumentare i costi per i consumatori. Queste perturbazioni arrivano in un momento in cui la crescita economica americana sta rallentando, passando da oltre il 3% al 2,4% nel quarto trimestre del 2024, e addirittura arrivata a una contrazione del -0,3% nel primo trimestre di quest’anno, mentre l’Eurozona ristagna e la Cina rimane al di sotto del 2%. Tuttavia, le recessioni indotte dalle politiche non sempre rispecchiano i rallentamenti economici naturali. In effetti, gran parte della reazione iniziale del mercato all’aumento delle tariffe è stata guidata da aspettative euforiche, note come ‘Trump Bump’. Nel
corso del tempo, il mercato si è adattato per trovare un equilibrio più realistico. Escalation commerciale e inflazione. Anche se un’escalation dei conflitti commerciali avrà senza dubbio un impatto sull’inflazione statunitense, nella pratica potrebbe non essere così grave. Le tariffe sono rivolte principalmente alle merci, il che significa che mentre i prezzi di alcuni prodotti potrebbero aumentare, i servizi, una parte significativa dell’economia, rimangono inalterati. Ciò contribuisce a limitare gli effetti inflazionistici più ampi. Inoltre, non tutti gli aumenti dei prezzi saranno trasferiti ai consumatori, poiché gli importatori potrebbero assorbirne parte. Le trattative commerciali in corso suggeriscono anche la possibilità di un’inversione o di una riduzione delle tariffe, riducendo ulteriormente la probabilità di un’inflazione elevata e prolungata derivante unicamente dalle tariffe. Nonostante questi fattori, il rischio di inflazione rimane, soprattutto nel breve periodo. Tuttavia, è improbabile che questa situazione si traduca in una recessione su larga scala per gli Stati Uniti. Sebbene le tensioni stiano rallentando la crescita, è probabile che si assisterà a una semplice frenata, e non una vera recessione. La resilienza dell’economia statunitense, in particolare la sua struttura a forte componente di servizi, dovrebbe continuare a tamponare gli effetti più ampi delle perturbazioni commerciali. Tali perturbazioni causate dalle politiche dell’amministrazione statunitense, insieme al potenziale di recessione degli Stati Uniti, hanno già avuto effetti pro-
fondi sui mercati. Capire come si comportano le varie asset class durante le recessioni e i periodi di maggiore volatilità è fondamentale per destreggiarsi. Lezioni dalla storia. L’analisi delle perturbazioni commerciali e delle crisi economiche del passato può offrire spunti di riflessione. Storicamente, istituzioni ‘estrattive’ e politiche protezionistiche hanno spesso portato alla stagnazione. Sia l’Impero Romano che l’Impero Britannico hanno affrontato sfide interne quando le loro politiche commerciali sono diventate più incentrate sul beneficio dell’élite piuttosto che sulla promozione di una crescita su larga scala. Come ha sottolineato Milton Friedman, il libero scambio è essenziale per la stabilità e la crescita economica a lungo termine. Oggi l’economia globale richiede nuove strategie per adattarsi alle politiche commerciali e alle perturbazioni economiche. Un buon esempio è rappresentato da settori come la tecnologia e le energie rinnovabili, che stanno ridefinendo le tradizionali narrative di crescita. Questi settori spesso superano i settori ciclici in tempi di incertezza. Comprendere questi cambiamenti è fondamentale per gli investitori di lungo periodo, che possono così posizionare efficacemente i propri portafogli in periodi di volatilità. Comportamento delle asset class. Nelle prime fasi di una recessione, i titoli azionari subiscono generalmente dei cali, soprattutto nei settori vulnerabili alle tariffe e alle interruzioni della catena di fornitura. I settori ciclici, come i beni di consumo discrezionali e i materiali, sono i più colpiti, mentre i settori difensivi come la sanità, i servizi di pubblica utilità e i beni di prima necessità tendono a registrare performance migliori. Tuttavia, anche i settori difensivi possono subire flessioni nei periodi di maggiore volatilità, quando il sentiment generale si raffredda. Nonostante alcune correzioni al ribasso, i livelli di valutazione delle azioni rimangono elevati, a indicare che i titoli sono ancora prezzati per la crescita. Anche se esiste il rischio di una recessione indotta da tali politiche, i titoli azionari possono continuare a essere sostenuti da forti aspettative di crescita degli utili, almeno nel breve periodo. Beni rifugio: Oro e titoli di Stato. Il metallo giallo è da tempo considerato un bene rifugio in tempi d’incertezza economica e politica e continua a consolidare il
Il Trump Bump Crescita trimestrale del Pil di alcuni Paesi (dati dal V-2022 in %) 5,0
3,5
2,0
0,5
-1,0
Stati Uniti
Cina
Eurozona
Svizzera
Fonte: Bloomberg
Pressione sui prezzi Variazione annua dell’inflazione per Paese (in %) 12,0
9,0
6,0
3,0
0,0 XI-2022
III-2023
VII-2023
XI-2023
Stati Uniti
Eurozona
III-2024
VII-2024
XI-2024
III-2025
Svizzera
Fonte: Bloomberg
suo ruolo di copertura contro la volatilità, la svalutazione monetaria e l’inflazione. Allo stesso modo, i Treasury statunitensi hanno storicamente ottenuto buoni risultati durante le recessioni e continueranno a svolgere un ruolo fondamentale nei portafogli. I Treasury offrono agli investitori un certo grado di stabilità, soprattutto quando le azioni sono più volatili. Inoltre, l’investimento in obbligazioni di alta qualità e in azioni a grande capitalizzazione con bilanci solidi può contribuire a stabilizzare i portafogli in periodi di incertezza. Questi asset sono in genere più resistenti e meno volatili e offrono rendimenti costanti anche in periodi di rallentamento economico. Gli ultimi 75 anni. Una prospettiva storica dello S&P 500 offre importanti indicazioni su come il mercato ha reagito a precedenti periodi di volatilità, come quelli guidati da interruzioni del commercio globale, recessioni e inflazione. Pur limitandosi a osservare drawdown massimi e rendimenti totali annuali, dai dati emergono interessanti informazioni, utile a capire alcuni fenomeni presenti,
Dopo l’euforia iniziale sul miracolo economico che le politiche Maga avrebbero portato, un bagno di realtà.
oltre alla potenziale performance dei mercati in diversi contesti economici. È però solo rimanendo attenti, attivi e disciplinati, che gli investitori possono non solo navigare attraverso una potenziale recessione, ma anche posizionarsi per emergere con portafogli più resistenti. La diversificazione rimane fondamentale, soprattutto in tempi di incertezza. Ci si dovrebbe concentrare su asset di qualità, assicurarsi che il portafoglio rifletta i rischi a breve e a lungo termine e investire strategicamente in settori in crescita, come la tecnologia e le rinnovabili. Capitalizzare sui settori difensivi, fare leva su beni rifugio come l’oro e mantenere bilanci solidi aiuterà a gestire i rischi posti dall’aumento della volatilità. In questo periodo di incertezza, sapere cosa fare, ed eseguire tali strategie con disciplina, è la chiave per navigare con successo, mantenendo la rotta. Maggio 2025 TM · 95
osservatorio/wealth management
Opportunità e rischi tematici Quello degli investimenti tematici è un settore interessante, ma anche potenzialmente molto rischioso, specie nel lungo periodo. La Gestione attiva gioca ancora un ruolo. Francesca Volpato, Advisor di Lagom Family Advisors. A lato, è vero che alcuni comparti negli ultimi anni sono andati molto forte, ma è pur vero che anche l’azionario globale è cresciuto moltissimo. Cosa è meglio?
Investimenti a confronto Total return annualizzato (in %) dal 2020 al 2024 Msci Acwi Semiconductor Ftse Diversity and Inclusion Index Sp Global Water iStoxx Automation&Robotic iStoxx Ageing Population Ndq Global Ai & Big Data Nas Ise Cyber Security S&P Global Clean Energy Nasdaq 100 Msci Acwi 0%
8%
15%
23%
30%
Fonte: Bloomberg
L
a diversificazione di portafoglio rappresenta uno dei principi cardine dell’investimento finanziario e si realizza distribuendo il capitale tra diverse asset class, settori, aree geografiche e strumenti, al fine di ridurre il rischio complessivo e mitigare l’impatto negativo di eventuali perdite su singoli investimenti. L’asset allocation tematica rappresenta una modalità specifica di diversificazione; l’investitore seleziona temi strutturali e di lungo termine che si ritiene possano guidare la crescita economica futura. Negli ultimi anni, l’asset allocation tematica si è affermata come una delle strategie più discusse tra analisti e investitori. L’obiettivo è identificare i cosiddetti megatrend in grado di generare tassi di crescita e performance di mercato superiori alla media. Si tratta di tratta di tendenze fortemente influenzate dall’accelerazione del cambiamento tecnologico, dalla crescente importanza della sostenibilità, oltre che, per esempio, da urbanizzazione e frammentazione geo-economica. Lo scopo principale di questo tipo di strategia è 96 · TM Maggio 2025
investire in azioni i cui rendimenti siano influenzati da forze strutturali di cambiamento, indipendenti rispetto al ciclo economico. Si tratta di trasformare i megatrend tecnologici, ambientali e sociali di lungo termine in opportunità di investimento. Pictet Asset Management, tra i pionieri dagli anni Novanta delle strategie azionarie tematiche quale alternativa ai tradizionali portafogli azionari regionali e globali, ha identificato negli ultimi 30 anni alcune aree tra le più dinamiche dell’economia globale: robotica, energia pulita e acqua. McKinsey Global Institute ha individuato “big arenas of competition”, categorie di industrie destinate a guidare i cambiamenti futuri e a trasformare il panorama societario globale. Tra i settori più promettenti figurano l’Intelligenza Artificiale, la sicurezza informatica, la mobilità aerea del futuro, i farmaci per l’obesità e la robotica. Secondo McKinsey, questi settori potrebbero generare profitti tra i 2 e i 6 trilioni di dollari entro il 2040, con 18 temi in grado di rimodellare l’economia globale e generare ricavi tra i 29 e
i 48 trilioni nello stesso arco temporale. Ubs, tra i “longer term investment themes”, concentra l’attenzione su alcune fondamentali tendenze globali: crescita demografica, invecchiamento e urbanizzazione. Temi come ‘Invecchiare in modo confortevole’, ‘Rivoluzione alimentare’, ‘Diversità e uguaglianza’ e ‘Transizione energetica’ sono considerati motori di crescita di lungo termine. Secondo le Nazioni Unite, la popolazione mondiale è destinata a crescere da 8 a quasi 10 miliardi di persone entro la fine del secolo, con una quota sempre maggiore di persone che vivranno in aree urbane e con una popolazione anziana in costante aumento. Queste dinamiche aprono opportunità per settori come sanità, servizi finanziari, industria alimentare ed energia. Julius Baer adotta una filosofia d’investimento tematica “Next Generation”, focalizzata su tendenze di lungo periodo come Digital Disruption, Energy Transition, Feeding the World, Future Cities e Future Health. L’approccio mira a cogliere i cambiamenti strutturali e a lungo termine, offrendo vantaggi di diversificazione rispetto a portafogli tradizionali e puntando a rendimenti superiori. Integrare asset tematici in un portafoglio ben diversificato consente di posizionarsi su questi trend e potenzialmente di migliorare la performance, ma espone anche a rischi specifici legati alla natura spesso concentrata e settoriale di questi
Si conferma un’asset class dal fascino intramontabile, con pionieri che si distinguono da decenni nel settore, è però anche vero che esiste un rischio concreto di ‘moda’. Semplici bolle momentanee, che di crescita strutturale non hanno molto.
Etf tematici AuM annuo del segmento (in mld eur, solo veicoli domiciliati in Europa) 40
30
20
temi. Per questa ragione, l’asset allocation tematica dovrebbe rappresentare una componente complementare della strategia generale e affiancare investimenti più tradizionali così da bilanciare volatilità e rendimento atteso. Ma la selezione tematica rappresenta davvero una strategia vincente? Il fascino dei megatrend è indiscutibile; tutti vorrebbero individuare la prossima Microsoft, Amazon o Nvidia. Meno evidente, però, è se questa tipologia d’investimento consenta effettivamente di battere il mercato. I dati recenti suggeriscono che pochi temi riescono a superare in modo consistente indici globali come l’Msci World o, per i temi più tecnologici, il Nasdaq. Nel periodo 2020-2024, pochissimi temi hanno fatto meglio dell’indice globale. Non è quindi evidente l’efficacia e la capacità di una strategia basata sulla selezione tematica di sovraperformare. Un’eccezione significativa, di recente, è stata rappresentata dai semiconduttori, che nel periodo 2020-24 hanno registrato una crescita annua del 25%, superando sia l’Msci World (11%) sia il comparto tecnologico nel suo complesso (20%). I titoli del segmento rappresentano oggi circa il 27,5% dell’indice Msci World It, confermando il ruolo centrale di questo settore nella crescita tecnologica globale. Nel 2024, gli Etf tematici domiciliati in Europa hanno registrato il primo anno di deflussi netti in un decennio, segno di un raffreddamento dell’interesse dopo il boom post-Covid. Questo calo di interesse è stato particolarmente evidente in ambito sostenibilità, per esempio nella transizione energetica, mentre altri, quali Intelligenza Artificiale, FinTech, big data e robotica, hanno sovraperformato nettamente le azioni globali, beneficiando del boom dell’Ia. La natura degli investimenti tematici comporta rischi elevati. Secondo uno studio Morningstar, solo il 5% dei fondi tematici esistenti a metà 2009 è riuscito a sopravvivere e a sovraperformare un benchmark azionario globale nei successivi
10
0 Q1 2020
Q3 2020
Q1 2021
Q3 2021
Q1 2022
Q3 2022
Q1 2023
Q3 2023
Q1 2024
Q3 2024
■ Reali ■ Social ■ Technology Fonte: MorningStar
Esperimenti di successo, per quanto? Tasso di successo rispetto all’azionario globale di fondi tematici (in % tot) 100
75
50
25
0
1 anno
3 anni
5 anni
10 anni
15 anni
■ Sovraperformance ■ Sottoperformance ■ Chiusi Fonte: MorningStar Research
15 anni. Inoltre, il 68% dei fondi tematici lanciati nello stesso periodo è stato chiuso entro la metà del 2024, evidenziando un alto tasso di abbandono e la difficoltà di individuare trend vincenti nel lungo
«Il fascino dei megatrend è indiscutibile; tutti vorrebbero individuare la prossima Microsoft, Amazon o Nvidia. Meno evidente, però, è se questa tipologia d’investimento consenta effettivamente di battere il mercato. I dati recenti suggeriscono che pochi temi riescano a farlo» periodo. Gli investimenti tematici possono in alcuni casi sì offrire rendimenti superiori all’Msci World, ma sono anche caratterizzati da elevata volatilità e rischio di insuccesso nel lungo periodo. Una domanda chiave per l’investitore, nel processo di asset allocation, è quindi se sia preferibile puntare su settori di nic-
chia, su prodotti a focus tecnologico più ampio, o su un mix di entrambi. Il mercato offre oggi una vasta gamma di strumenti che consentono di investire in modo capillare su molteplici tematiche, permettendo una diversificazione più mirata. Tuttavia, la scelta tra specializzazione tematica e approccio generalista va calibrata in base agli obiettivi di rischio/ rendimento e all’orizzonte temporale dell’investitore. L’asset allocation tematica rappresenta una frontiera interessante e potenzialmente redditizia, ma non priva di sfide. Se da un lato i megatrend offrono opportunità di crescita e diversificazione, dall’altro la capacità di sovraperformare gli indici di mercato è tutt’altro che scontata. Il successo dipende dalla selezione, dal timing e dalla capacità di integrare queste strategie in un portafoglio ben bilanciato. In un contesto di mercato sempre più complesso, la combinazione tra visione tematica e approccio tradizionale può offrire agli investitori la flessibilità necessaria per affrontare le sfide e cogliere le opportunità del futuro. Maggio 2025 TM · 97
osservatorio/strategie
Ripensare le alternative A fronte dello sgonfiarsi dei rendimento delle obbligazioni svizzere, la scelta del gestore non dovrebbe essere di assumersi ulteriori rischi, ma valutare altre opzioni.
N
egli anni che hanno preceduto la pandemia, i mercati hanno operato in un contesto di rendimenti nulli o negativi. La Bns ha mantenuto per anni il suo tasso di riferimento a -0,75%, con l’obiettivo di indebolire il franco svizzero e sostenere l’economia. Parimenti i titoli di Stato e le obbligazioni societarie di alta qualità in tutta Europa hanno spesso offerto rendimenti molto bassi o negativi, riflettendo l’orientamento più ampio della politica monetaria e le basse aspettative di inflazione. In questo periodo, gli investimenti fruttiferi privi di rischio, i titoli di Stato, si sono letteralmente trasformati in investimenti di rischio privi di interesse. Nel post pandemia l’inflazione ha subito un’impennata, spingendo a una stretta monetaria molto aggressiva nel tentativo di ripristinare la stabilità dei prezzi e tornare all’obiettivo del 2%. Ne è derivato un aumento delle curve dei rendimenti su entrambe le sponde dell’Atlantico. Oggi negli Stati Uniti e nel Regno Unito i tassi di interesse a lungo termine superano ancora il 4%, mentre nell’Eurozona oscillano tra il 2,5% e il 3,5%. Questi livelli rappresentano una differenza significativa rispetto al decennio precedente. L’aumento del differenziale è in gran parte dovuto alla crescita più forte degli Stati Uniti e a un inasprimento più aggressivo, rispetto al Vecchio Continente. A questo si aggiunga il persistere di elevati deficit fiscali, che stanno spostando l’attenzione degli investitori verso gli asset reali. Questa dinamica sottolinea il crescente scollamento tra i mercati del debito sovrano e la più ampia propensione al rischio. Al contrario, la Svizzera si distingue come un’eccezione: si torna al punto di partenza, con inflazione bassa, tassi d’in-
98 · TM Maggio 2025
teresse bassi e la necessità di ripensare le strategie d’investimento tradizionali. L’intera curva dei rendimenti dei governativi svizzeri è scesa al di sotto dell’1%, con alcune scadenze che sono tornate in territorio negativo. Le ragioni di questo caso eccezionale sono tanto varie quanto note e probabilmente continueranno in futuro. Oltre ai dati di inflazione a lungo termine più bassi e allo status di bene rifugio, la politica fiscale è probabilmente il fattore decisivo per il momento. Negli Stati Uniti, negli ultimi anni si è assistito a una vera e pro-
«Nella ricerca di alternative al reddito fisso, è necessario assumersi dei rischi per generare un rendimento interessante, ma questi dovrebbero essere assunti principalmente nell’ambito degli asset reali, in quanto è realistico attendersi che nei prossimi anni questi ultimi supereranno le performance degli asset nominali» pria corsa alla spesa fiscale, che ha portato da un lato a un deficit strutturale e dall’altro a un aumento del rapporto debito/Pil a oltre il 120%. Anche il nuovo Governo tedesco sembra intenzionato ad attuare questo tipo di stimolo. Ciò probabilmente manterrà alta la pressione inflazionistica rispetto alla Svizzera, dove il freno al debito gode di ottima salute. Qualunque gestore di un portafoglio multi-asset con una valuta di riferimento svizzera, si trova di fronte a un’enorme sfida quando una delle principali asset
Thomas Wille, Cio di Copernicus Wealth Management.
class, il reddito fisso, offre un rendimento nominale così basso. Nella ricerca di alternative, è necessario assumersi dei rischi per generare un rendimento interessante, ma questi dovrebbero essere assunti principalmente nell’ambito degli asset reali, in quanto è realistico attendersi che nei prossimi anni questi ultimi supereranno le performance degli asset nominali in un portafoglio multi-asset diversificato. Ecco dunque tre asset class alternative, e al tempo stesso competitive: Materie prime. Soprattutto oro e argento. Con l’indisciplina fiscale imperante, gli investitori continueranno a cercare di passare dagli asset nominali a classi di asset reali sicuri, che non sono infiniti. Mentre i Governi che emettono valute fiat e possono aumentarne l’offerta, l’oro non offre questa flessibilità. La sua offerta fissa significa che non può essere creata su richiesta: una differenza fondamentale che sottolinea il suo ruolo di riserva di valore piuttosto che di strumento politico; Hedge Fund. Sono un elemento di diversificazione, la cui sfida è l’implementazione, in quanto la selezione è cruciale e la due diligence professionale è necessaria per generare il rendimento desiderato; Mercati Privati. A partire da credito e infrastrutture. Secondo l’esperienza, il fattore decisivo è la scelta del partner con cui effettuare questi investimenti, in quanto il gestore dipende dalla competenza del suo gestore, e a dipendenza del profilo di rischio del cliente si dovrebbe valutare l’alternativa migliore, spingendosi però in termini di asset allocation ben oltre il 3-5%, ma verso il 10% e oltre.
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M
entre l’economia globale cerca un nuovo equilibrio tra crescita moderata e transizione sostenibile, l’industria del lusso continua a brillare. Facendo leva sulle rispettive eccellenze, l’orologeria svizzera e il design italiano marciano valorosi. Le due annuali vetrine internazionali più importanti – Watches and Wonders a Ginevra e il Salone del Mobile di Milano – hanno offerto una chiara fotografia della direzione in cui si muove l’alto di gamma: meno eccessi, più contenuto, attenzione crescente a materiali, funzionalità e identità culturale. Orologi. Nel 2024 le vendite dei segnatempo di valore superiore ai 50mila franchi svizzeri sono cresciute dell’84%. E dei 400 marchi dell’industria, quattro (Rolex, Cartier, Omega e Patek Philippe) generano da soli oltre il 52% dei ricavi. Rolex continua a dominare il mercato, con un fatturato stimato di 10,6 miliardi di franchi svizzeri (Cfr. Morgan Stanley, in collaborazione con LuxeConsult). Il trend è razionalizzare per valorizzare. I principali player hanno ridotto il numero di novità, puntando su evoluzioni misurate dei modelli più amati. L’obiettivo? Proteggere la coerenza di marca e rafforzare il valore nel tempo, in un contesto in cui l’orologio è
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102 · TM Maggio 2025
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sempre più percepito anche come asset da investimento. Design. L’abitare è mobile e sostenibile. A Milano, il Salone del Mobile ha celebrato l’equilibrio tra forma e funzione, estetica e responsabilità. Il settore dell’arredo si conferma come punta di diamante di una produzione che esporta un saper fare senza eguali, ma anche come laboratorio di sperimentazione per materiali bio-based, lavorazioni low-impact e design rigenerativo. La direzione è chiara: i marchi vogliono essere presenti oltre il prodotto, costruendo veri e propri ecosistemi estetici. E così, brand come Flexform, Molteni&C o Minotti si fanno ambasciatori di un lifestyle che mescola esclusività, funzionalità e visione ambientale. Il successo di eventi come Watches and Wonders e il Salone del Mobile va letto anche in chiave macroeconomica. L’alto di gamma resta un comparto ad altissimo valore aggiunto, capace di attrarre consumatori globali, di resistere alle pressioni inflazionistiche e di innovare lungo le catene del valore. In un momento in cui gli investimenti cercano rifugi sicuri e le identità di brand diventano àncore di fiducia, l’orologeria e il design d’autore dimostrano di essere non solo espressioni di bellezza, ma anche indicatori sensibili della salute economica e della trasformazione industriale in atto.
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Audace per vocazione l’essenza. L’anima avanguardista del brand è pronta ad essere traghettata nel futuro. A dirlo è Julien Tornare, dallo scorso autunno al timone di Hublot. Con una esperienza trentennale nel settore, Julien Tornare ha contribuito alla sua evoluzione, segnando un corso nuovo per vari marchi, tra cui spicca Zenith. Sotto la sua guida, Hublot ha spinto i confini dell’orologeria con materiali innovativi, design audaci e una presenza in costante crescita nei mercati emergenti. Con Tornare, abbiamo parlato del futuro del settore, delle strategie del marchio e del ventesimo anniversario dell’iconico Big Bang.
Julien Tornare, Ceo di HUBLOT
L
a proposta disruptive è stata evidente fin dall’inizio. E quell’attitudine di Hublot ad esplorare nuove frontiere dell’orologeria, impressa al marchio dal suo fondatore Carlo Crocco, potenziata negli anni da Jean-Claude Biver, e coltivata da Ricardo Guadalupe, ancora oggi ne rappresenta
104 · TM Maggio 2025
Come vede l’evoluzione del mercato dell’orologeria di lusso nei prossimi anni e quale sarà il ruolo di Hublot in questo contesto? I consumatori richiedono chiarezza e autenticità. L’identità del marchio sarà sempre più importante. Per Hublot, questo significa meno edizioni limitate ‘volute a tutti i costi’, più attenzione ai modelli emblematici e alla coerenza stilistica, una narrazione forte e riconoscibile. Qual è l’identikit del cliente del lusso? È più giovane e globale. È informato grazie ai social e alla tecnologia ed è interessato tanto alla storia e all’artigianalità quanto all’innovazione e alla sostenibilità. È quindi fondamentale parlare il linguaggio delle nuove generazioni, senza perdere i valori tradizionali.
Il Big Bang, segnatempo iconico, quest’anno festeggia i suoi primi vent’anni. Con quali novità è celebrato questo traguardo? Il successo di Hublot è stato costruito sulla creatività, connotata sempre dall’audacia. E con audacia abbiamo racchiuso passato, presente e futuro in una capsule Big Bang 20th Anniversary di cinque orologi. Le casse di questi modelli celebrativi riprendono l’iconica struttura a strati del 2005, con anse strette, lunetta zigrinata e pulsanti rettangolari con punte in caucciù. Ma il cuore pulsante è decisamente contemporaneo: movimento cronografico automatico Unico, visibile attraverso un fondello con rotore commemorativo in oro 22 carati. I quadranti con texture ispirata alla fibra di carbonio uniscono il fascino dei Big Bang originali alla funzionalità moderna del Super-LumiNova, che garantisce leggibilità assoluta anche al buio. Il cinturino, con l’iconico motivo a losanghe, è facilmente intercambiabile grazie al sistema One Click, una delle tante innovazioni siglate negli anni da Hublot. Un approccio innovativo che ha riguardato anche i materiali: tra cui la ceramica. Il Big Bang 20th Anniversary Red Magic, in ceramica rosso vivido, rende protagonista questo materiale estremamente difficile da produrre, che ben rappresenta la capacità innovativa di Hublot. Di questo modello carismatico sono stati realizzati solo 100 pezzi. Non meno affascinanti sono le edizioni in Titanium Ceramic e King Gold Ceramic, rispettivamente limitate a 500 e 250 pezzi, che rivisitano con eleganza l’originaria combinazione di materiali: acciaio, oro, ceramica e caucciù. Aqueste versioni si aggiunge l’All Black, forse la più iconica per i cultori del marchio, un segnatempo total black in edizione limitata di 500 pezzi, capace di sedurre grazie al fascino misterioso e quasi invisibile dei dettagli. Qual è la sua visione per il futuro delle collaborazioni di Hublot con atleti e celebrità, come quella con Novak Djokovic? Il rapporto con le celebrities fa parte della storia di Hublot. Contribuisce a sviluppare quella dimensione
emozionale che per Hublot è molto importante. La lista degli ambasciatori del marchio annovera tra gli altri, in ambito musicale, i Depeche Mode, mentre dall’artista Takashi Murakami al pianista Lang Lang è evidente il nostro legame con l’arte; altrettanto caratteristico è il legame con lo sport (dalla collaborazione con il velocista Usain Bolt alla vicinanza con Novak Djokovic da cui è già scaturita la prima creazione congiunta). Quanto all’arte, pensiamo di creare una galleria d’arte nella nuova ala del nostro stabilimento, attualmente in costruzione. Guardando avanti? L’industria orologiera svizzera, radicata nella tradizione, ha sempre beneficiato di iniziative coraggiose da parte di marchi come Hublot. Hublot è stato costruito su questa audacia, prima che altri vi si ispirassero. Oggi, sono convinto che il mio compito è preservare questo Dna dirompente ed evitare qualsiasi standardizzazione del marchio. Hublot deve continuare a sorprendere, ad innovare. Se si omologasse, perderebbe la sua essenza.
SOPRA HUBLOT Big Bang Unico Water Blue Sapphire. La cassa in vetro zaffiro colorato mette in valore il lavoro su materiali avanzati e sperimetali che caratterizza il brand. È alimentato dal movimento Unico, il primo calibro prodotto in-house dal brand. In edizione limitata a 50 pezzi NELLA PAGINA ACCANTO HUBLOT Big Bang Tourbillon 20th anniversary Red Magic e Big Bang 20th Anniversary Limited Edition King Gold Ceramic Maggio 2025 TM · 105
AltA gAmmA speciale collezioni 2025
STILE in movimento
Prodezze anche estetiche
A SINISTRA VACHERON CONSTANTIN Les Cabinotiers Solaria Ultra Grand Complication – La Première: l’orologio da polso più complicato mai realizzato, con 41 complicazioni IN ALTO E QUI SOTTO GIORGETTI E MASERATI Due icone per una collezione di interior design e una Grecale one-off personalizzata ‘Maserati Fuoriserie’
106 · TM Maggio 2025
AltA gAmmA
Materialità sartoriale
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dodici anni dalla sua creazione, il marchio Bentley Home ha presentato a Milano la sua nuova collezione. L’abbiamo scoperta e ‘provata’ con Ben Saltmer, Product & Lifestyle Design Manager Bentley Motors. Bentley evoca movimento. E infatti ci stiamo muovendo. Ma a piedi. Tra divani, scrivanie, librerie, vasi e arredi outdoor... In che relazione si pongono ‘automotive’ e ‘home’? Ognuno dei nuovi pezzi che ci circondano è stato progettato in collaborazione tra Bentley Motors, che ha la sua storica sede a Crewe, nel Regno Unito, e Bentley Home, con sede a Forlì. Le due realtà incarnano gli stessi valori progettuali, dalla superficie dinamica al dettaglio armonioso, dall’effetto cocoon alle firme iconiche. L’estetica di Bentley Home è ispirata al marchio piuttosto che al veicolo, ma alcuni spunti automobilistici sono visibili nel nostro lavoro di progettazione. L’aspetto estetico si integra con l’esperienza tattile. La nuova collezione Home è una gamma ampliata di interni e accessori, realizzati con materiali introvabili altrove, per rispondere alle esigenze di una clientela raffinata. Nuovi, rari e preziosi materiali naturali, combinati con un’estrema personalizzazione. Lussuosa creatività per la vita open air... Da molti anni lavoriamo a un’offerta per l’outdoor dining. La collezione picnic ‘Hyde’ è il risultato di ore di ricerca e sviluppo e siamo entusiasti di presentarla al Salone del Mobile 2025 di Milano. L’Atelier Bentley Home offre un esclusivo ambiente esterno per pre-
Ben Saltmer Product & Lifestyle Manager Bentley Motors
sentare la nuova collezione. La palette di colori verde bosco e arancione bruciato, che caratterizza l’intera collezione per esterni, è audace e sofisticata e perfettamente in linea con la nostra visione contemporanea. L’artigianalità, unita alla praticità, definisce l’estetica dei nostri arredi per esterni sia per i nuovi pezzi ‘Solstice’ che per Hyde, celebrando la convivialità, il design senza tempo e l’eleganza. Per l’interno o per gli spazi e i momenti open air, una gamma raffinata che celebra la materialità e la migliore artigianalità globale in tutte le sue forme.
A SINISTRA BENTLEY HOME Hyde è la prima collezione da picnic del marchio, presentata alla Design Week di Milano 2025 SOTTO BENTLEY HOME tavolo Fenton (design Francesco Forcellini)
Maggio 2025 TM · 107
interview DESIGN
speciale collezioni 2025
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interview WATCHES
speciale collezioni 2025
Orologi sempre di corsa
Antoine Pin, Ceo di TAG HEUER
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a 165 anni, TAG Heuer continua a dimostrare un puro spirito orologiero d’avanguardia e un impegno nell’innovazione con tecnologie rivoluzionarie che hanno incluso, tra le altre, il pignone oscillante per i cronometri meccanici nel 1887, il Mikrograph nel 1916 per aumentare la precisione di lettura, i primi cronografi automatici lanciati sui mercati internazionali - con il movimento Calibre 11 - nel 1969, e il primo
smartwatch svizzero di lusso, l’orologio TAG Heuer Connected, nel 2015. Oggi, la collezione principale del marchio è costituita da tre famiglie iconiche progettate da Jack Heuer - TAG Heuer Carrera, TAG Heuer Monaco and TAG Heuer Formula 1- ed è completata dalle linee contemporanee TAG Heuer Aquaracer e TAG Heuer Connected. Il marchio continua a costruire sulla sua eredità di audace innovazione, resilienza e alte prestazioni. Recentemente TAG Heuer ha annunciato il ritorno come cronometrista ufficiale della Formula 1. Cosa rappresenta questa partnership per il marchio? La Formula 1 è parte integrante del Dna di TAG Heuer. Tornare come cronometrista ufficiale ci permette di riaffermare la nostra eredità nel mondo delle corse e di connetterci con una nuova generazione di appassionati. Questa collaborazione non è solo una strategia di marketing, ma un impegno autentico verso l’innovazione e la precisione. Con l’aumento della visibilità grazie alla Formula 1, prevedete un incremento della produzione? Preferiamo adottare un approccio cauto. Anche se la domanda potrebbe aumentare, è fondamentale mantenere l’esclusività e la qualità dei nostri prodotti. Non vogliamo compromettere questi valori fondamentali per inseguire volumi di produzione più elevati. Quali sono le principali novità che TAG Heuer presenta quest’anno? Abbiamo introdotto diverse novità, tra cui il ritorno della collezione TAG Heuer Formula 1 con il rivoluzionario Calibre TH50-00 Solargraph. Inoltre, il TAG Heuer Monaco Split-Seconds Chronograph | F1® rappresenta un tributo alla nostra eredità nel cronometraggio sportivo. Questi modelli combinano design innovativo e tecnologia avanzata, riflettendo la nostra filosofia di spingere sempre oltre i limiti. Come vede il futuro di TAG Heuer nel contesto dell’orologeria di lusso? Il nostro obiettivo è creare orologi che suscitino emozioni autentiche. In un mondo sempre più digitale, crediamo che l’orologio meccanico debba rappresentare qualcosa di più di un semplice strumento: deve essere un’espressione di personalità e passione. Continueremo a innovare, mantenendo viva la nostra eredità e connettendoci con i nostri clienti attraverso storie significative e prodotti memorabili.
A SINISTRA, TAG Heur Monaco Split-Seconds Chronograph I F1® Automatico, 41 mm. Ceramica. In soli 10 pezzi, il segnatempo più complesso della Maison
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Light DESIGN
speciale collezioni 2025
Vederci chiaro
DALL’ALTO IN SENSO ORARIO FONTANAARTE Syphony (Bertrand Lejoly design) PANERAI Luminor Marina PAM03312 GALLOTTI&RADICE Simpòdio W (Pinuccio Borgonovo design)
Maggio 2025 TM · 109
AltA gAmmA speciale collezioni 2025
interview DESIGN
L’arte di fare ordine
Giuseppe Mauro e Mattia Cimadoro, alla guida di DORDONI STUDIO
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he cosa è trendy? All’indomani del Salone del Mobile.Milano con la sua galassia di oggetti, collezioni e proposte di stile, stabilirlo è arduo. Certo è che il decorativismo eccessivo, caratterizzato da ornamenti ridondanti e ambienti sovraccarichi, ha ceduto il passo a un design più sobrio e raffinato. Tratti decisi, superfici scanalate, materiali naturali e forme organiche assicurano un’esperienza tattile e visiva più sofisticata. Un approccio generatore di spazi dinamici, eleganti e dall’atmosfera accogliente. A volerla definire, è una tendenza che privilegia la sottrazione come principio creativo.
110 · TM Maggio 2025
Lontano dagli eccessi decorativi, il design per sottrazione abbraccia la semplicità, offrendo soluzioni che rispondono alle esigenze di una società sempre più orientata alla sostenibilità e alla chiarezza. È in questa cornice che trova la sua perfetta collocazione la filosofia progettuale di Dordoni Studio, guidato da Mattia Cimadoro e Giuseppe Mauro. Al Salone di quest’anno i due designer sono stati presenti con nuove creazioni siglate per Porro, Foscarini e Amini. Qual è il vostro approccio concettuale e stilistico? Cerchiamo di eliminare il superfluo per mettere in risalto la funzione e l’identità dell’oggetto, mantenendo sempre un dialogo coerente con l’azienda committente. Qual è stata la vostra visione per le novità presentate al Salone del Mobile 2025? Con Porro abbiamo sviluppato il sideboard Twin, un mobile che nasce dall’intersezione di due volumi distinti ma armoniosamente connessi. L’uso del frassino tinto nero e degli specchi crea giochi prospettici che conferiscono leggerezza e dinamismo all’oggetto. Un oggetto che si ricollega alla tradizione artigianale, della lavorazione del legno, che da sempre contraddistingue Porro e che, nell’anno in cui l’azienda festeggia i suoi primi 100 anni, abbiamo ritenuto giusto mettere in valore. In generale, è compito del designer comprendere profondamente l’identità dell’azienda committente e tradurla in prodotti coerenti. È un lavoro di ascolto e interpretazione, nel quale la creatività si mette al servizio della visione aziendale per creare oggetti che ne riflettano i valori e la filosofia.
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Nell’anno di Euroluce, avete acceso la vostra creatività per Foscarini... Abbiamo progettato Etoile, una reinterpretazione contemporanea del lampadario classico. Scegliendo di eliminare lo scheletro centrale e i bracci, ci siamo concentrati sul vetro come elemento principale. Il risultato è uno chandelier in cui i volumi cilindrici si dispongono in composizioni che al decoro tradizionale sostituiscono una più sobria eleganza, diffondendo una luce morbida e avvolgente. Quali sono le novità nella collaborazione con Amini? Con Amini abbiamo esplorato il mondo dei tappeti, creando disegni che uniscono tradizione e contemporaneità. Nell’intento di realizzare pezzi che si integrino armoniosamente negli spazi abitativi moderni, rispettando al contempo l’identità e la storia del marchio. Spazi abitativi che oggi sono sempre più eclettici, per andare incontro a nuove modalità di vivere, di lavorare e quindi di abitare... Il design deve rispondere agli stili di vita del momento e alle conseguenti necessità o preferenze, per esempio quelle collegate all’home working, sempre più diffuso. Progettiamo dunque oggetti versatili che si adattano a spazi multifunzionali, mantenendo sempre un equilibrio tra estetica e funzionalità, tra innovazione e tradizione, convinti che il design possa evolversi per rispondere alle esigenze contemporanee senza perdere la propria identità. In che modo l’eredità di Rodolfo Dordoni influenza il vostro approccio al design? Abbiamo lavorato con lui per vent’anni. Il suo insegnamento è per noi fondamentale. Portiamo avanti una visione del design che unisce sobrietà e misura, con un linguaggio chiaro ed essenziale. Questo si riflette in tutti i nostri progetti. Tra continuità e contemporaneità.
NELLA PAGINA ACCANTO PORRO Madia Twin IN QUESTA PAGINA, IN ALTO AMINI RD Field E IN BASSO FOSCARINI Etoile (tutto di Dordoni Studio design)
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interview WATCHES
speciale collezioni 2025
Lusso democratico
Niels Eggerding, Ceo di FRÉDÉRIQUE CONSTANT
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on una complicazione da collezione, e a ventuno anni dal lancio del suo primo calibro di Manifattura, interamente sviluppato e assemblato in-house, l’azienda ginevrina fondata nel 1988 da Aletta e Peter Stas, propone novità in linea con la propria filosofia: rendere l’alta orologeria più inclusiva. Quali sono le principali novità che Frédérique Constant presenta quest’anno? Siamo entusiasti di presentare tra l’altro il nostro nuovo Classic Perpetual Calendar Manufacture. Un segnatempo che rappresenta un’evoluzione significativa per il nostro marchio, combinando un design raffinato con un movimento di manifattura aggiornato, il calibro FC-776, che offre una riserva di carica di 72 ore.
FRÉDÉRIQUE CONSTANT, Il nuovo Classic Perpetual Calendar Manufacture ospita il 34° calibro sviluppato internamente dalla Manifattura di Ginevra, ovvero il calibro di Manifattura FC-776 dotato di una riserva di carica di tre giorni. Questo modello adotta una nuova cassa da 40 mm. (in acciaio lucido), ha cinturino in alligatore e sfoggia un quadrante realizzato in uno dei colori preferiti dai collezionisti, il salmone 112 · TM Maggio 2025
Come si inserisce questa novità nella strategia a lungo termine del marchio? È coerente con la volontà dell’azienda di offrire sempre di più ai collezionisti, senza mai perdere di vista le proprie radici e la propria storia. Frédérique Constant, che è indipendente e a conduzione familiare fin dalla sua fondazione, si è sempre distinta per la sua determinazione a rendere l’alta orologeria Swiss Made accessibile al maggior numero possibile di persone. Il nuovo calibro FC-776 è il 34° movimento sviluppato internamente, testimonianza del nostro impegno nell’innovazione e nella qualità. Un risultato per noi notevole, se si considera che il marchio è relativamente giovane. In un mercato dell’orologeria sempre più competitivo, come si posiziona Frédérique Constant? L’azienda, che oggi è un gruppo internazionale e una manifattura integrata, si connota per l’offerta di orologi di alta qualità a prezzi accettabili. La nostra missione è democratizzare l’alta orologeria, senza compromettere la qualità o il design. Continueremo a investire in ricerca e sviluppo per offrire prodotti innovativi che rispondano alle aspettative dei nostri clienti. È interessante notare - se si parla di clienti che sempre più i giovani si interessano all’orologeria e alle grandi complicazioni. In una fase particolare per l’alta orologeria, proposte di valore e creatività sono due elementi fondamentali. Noi continueremo ad innovare.
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© Joel Von Allmen
Un girotondo
DALL’ALTO IN SENSO ORARIO, PHILIPPE PLEIN King Phantom Venom (in edizione limitata), HERMÈS MAISON Tavolino d’appoggio Pivot (designer Tomás Alonso) LOUIS VUITTON Objets Nomades HERMÈS, Arceau Le Temps suspendu
Maggio 2025 TM · 113
Fashion DESIGN
speciale collezioni 2025
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Trame PARALLELE
Il potere della forma
DALL’ALTO, IN SENSO ORARIO FLEXFORM Oasis (Antonio Citterio design) IWC Schaffhausen Ingenieur Automatic 35 ROGER DUBUIS RDDBEX1174 Grande Complication MINOTTI Libra
114 · TM Maggio 2024
© Paola Pansin
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Sognando di dormire
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a crescente propensione al comfort e al lusso funge da fattore trainante per la crescita del mercato di letti e materassi di alta qualità. A questo si aggiungono alcune dinamiche su scala internazionale, dall’aumento dell’urbanizzazione all’aumento del reddito disponibile pro capite e del numero di strutture alberghiere in molti paesi in via di sviluppo del Medio Oriente e dell’Asia. Una tendenza alla quale i produttori rispondono con prodotti di ultima generazione. François Pugliese, direttore e proprietario di Elite fa leva su innovazione e qualità. Dormire bene non è una questione di fortuna... Una convinzione che ha spinto Jules-Henri Caillet, nel 1895, ad avviare, sulle rive del Lemano, la sua azienda. Un’azienda, Elite, che da allora ha continuamente innovato, mettendo a punto prodotti di elevata qualità: l’acquisizione del brevetto per l’assemblaggio dei materassi a molle, nel 1946, è stata una vera e propria rivoluzione, mentre nel 1969 ha brevettato l’originale Boxspring, che evita l’effetto “trogolo” dei materassi tradizionali. Una Casa che non ha mai ceduto alle sirene dell’industrializzazione di massa, preferendo perfezionare il proprio know-how di generazione in generazione. Con un approccio ‘sostenibile’... Sono letti 100% Swiss Made, ancora progettati e realizzati con precisione ad Aubonne. Sono stati fatti progressi tecnici e tecnologici, ma i metodi sono rimasti gli stessi. Ogni letto, ogni rete e ogni materasso continuano a essere realizzati interamente a mano con
ELITE Home Collection ‘CONTEMPORANEA’ Letto Chloé
François Pugliese, direttore e proprietario di Elite materiali nobili e naturali per offrire un comfort duraturo. Questo impegno per la qualità e la sostenibilità è stato riconosciuto nel 2011 con l’assegnazione del marchio europeo Ecolabel: una certificazione esigente che garantisce una composizione priva di composti organici volatili, una produzione responsabile e una longevità eccezionale. Trapuntatori, tappezzieri, falegnami, consulenti e addetti alle consegne sono tutti parte integrante della catena del valore di Elite. Insieme, perpetuano un impegno: la promessa di un buon sonno.
interview DESIGN
speciale collezioni 2025
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interview DESIGN
speciale collezioni 2025
Eleganza architettonica
Alexander Stuhler, Industrial Designer per Gaggenau
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n piacere, non solo per chi mangia! Con funzionalità avanzate che semplificano la preparazione dei pasti e migliorano l’efficienza energetica, la nuova generazione di elettrodomestici intelligenti combina tecnologia all’avanguardia con design elegante, rendendo la cucina più accessibile e piacevole per tutti. Un nuovo design che racchiude la funzionalità in un’estetica raffinata. Che cosa lo caratterizza? La serie Gaggenau Expressive comprende forni, forni a vapore, forni a microonde, macchine per
caffè espresso completamente automatiche, scaldavivande e cassetti sottovuoto che sono stati ridisegnati esteticamente all’esterno, ma anche all’interno. Il forno offre metodi di riscaldamento fino a 300 °C, programmi automatici ampliati e nuove modalità di riscaldamento come Airfry. Un sensore di temperatura al cuore con diversi punti di misurazione, l’autopulizia pirolitica e l’apertura automatica della porta garantiscono un’esperienza di cottura precisa e comoda. I nuovi forni a vapore combinano una tecnologia all’avanguardia con una versatilità ineguagliabile e un’estetica purista. Grazie al controllo preciso dell’umidità, del calore e del grill, consentono di ottenere risultati eccellenti, che si tratti di piatti sous-vide, arrosti succulenti o dessert raffinati. Anche alimenti delicati come verdure e pesce mantengono forma, colore e sostanze nutritive. Non solo cucina ad alti livelli, ma anche caffè per intenditori... Le nuove macchine per caffè espresso completamente automatiche permettono di gustare il caffè in modo perfetto, sia nella modalità classica che consente di risparmiare tempo, sia nella nuova modalità professionale per baristi. Grazie a funzioni speciali come l’asciugatura, la cottura delicata e i programmi automatici, cucinare diventa un’esperienza magistrale nella propria cucina.
SOTTO I forni e, al centro, la macchina per caffè della serie Gaggenau Expressive
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DALL’ALTO BAXTER Maya (Design Baxter P) BVLGARI, una serie da record, con Octo Finissimo Ultra Tourbillon oggi il più sottile tourbillon al mondo MINOTTI side table Nastro (Giampiero Tagliaferri Design) MOLTENI&C Emile (Design: Christophe Delcourt) CARTIER, nuovo Tank à Guichet
analogie SQUADRATE
speciale collezioni 2025
cultura /mostre
Kunsthaus Zürich, Deposito Confederazione Svizzera, Ufficio federale della cultura, Fondazione Gottfried Keller, Berna, 1965
Senza volerne celare le diversità, i momenti di convergenza fra le traiettorie umane e professionali di Ferdinand Hodler e Filippo Franzoni, rivelate dalla mostra del MASI Lugano, contribuiscono a una rilettura dell’opera del pittore ticinese come il maestro simbolista, grande interprete del paesaggio - evidenziando la qualità e l’innovazione delle sue soluzioni formali e compositive, così come la sua partecipazione alla nascente scena artistica nazionale.
Analogie rivelatrici
E
x aequo lo sono stati in senso letterale una volta, nel 1895, quando con il Lago di Ginevra visto di sera da Chexbres e Delta della Maggia si aggiudicarono pari merito il secondo posto al Concours Calame, che Ginevra dedicava a cadenza biennale alla pittura paesaggistica. Rispondendo alla richiesta di presentare “un quadro di paesaggio, raffigurante un lago svizzero, con in primo piano la spianata di un greto, rocce, terreni, mura, costruzioni, ecc.”, Ferdinand Hodler e Filippo Franzoni vivevano uno dei principali momenti di tangenza dei loro percorsi, testimone tanto della loro ricerca stilistica, quanto dello sviluppo della moderna scena arti-
stica svizzera, che sia come concorrenti in questo caso, sia in veste di giurati e membri di commissioni e associazioni nazionali, li vide in prima linea. Due dipinti che sono anche uno dei fulcri nel raffronto dialogico proposto dalla mostra, in corso fino al 10 agosto, con cui il MASI Lugano vuole finalmente rivendicare l’importanza del pittore ticinese, che se a Brera si era formato negli stessi anni di Giovanni Segantini e Medardo Rosso e, successivamente, in patria raccolse il consenso di colleghi e critica, oggi al di fuori della Svizzera italiana è ormai poco conosciuto. E pensare che fu l’unico ticinese a entrare nella prestigiosa collezione dell’industriale solettese Oscar
Miller, magnate della carta, fra i primi ad acquistare lavori di artisti svizzeri dell’epoca, del calibro di Hodler, affiancato dagli altri protagonisti di quella stagione di innovazione, come Cuno Amiet, Giovanni Giacometti, Albert Trechsel o Albert Welti. Accostare nome e opera di Filippo Franzoni a quelli del maestro indiscusso della moderna arte elvetica nonché fra i maggiori interpreti del simbolismo europeo, potrebbe sembrare velleitario. Ma l’obiettivo non è proporre paragoni per individuare puntuali influenze reciproche, né il visitatore deve temere di trovarsi davanti a un esercizio didascalico-dimostrativo. Al contrario, senza forzature, le
Comune di Chiasso, deposito della Confederazione svizzera, Ufficio federale della cultura, Berna
In questa pagina, i due paesaggi con cui Filippo Franzoni e Ferdinand Hodler si classificano entrambi secondi al Concours Calame del 1895: Delta della Maggia del pittore ticinese e, sopra, Lago di Ginevra di sera visto da Chexbres del maestro svizzero.
118 · TM Maggio 2025
Kunsthaus Zürich 1912
Kunsthaus Zürich, deposito Canton Zurigo, 1917
II temperamento di Hodler emerge chiaramente dall’autoritratto del 1892. Sopra, uno fra i dipinti realizzati in Ticino l’anno successivo, centrali nella sua evoluzione espressiva: Sulle rive della Maggia di sera,1893, olio su tela. Sotto, altrettanto evidente il carattere introspettivo di Franzoni (Autoritratto, 1903-05 ca, olio su tavola, Collezione Città di Locarno) che si riflette negli ultimi esiti della sua ricerca, come in questo Sottobosco con sorgente e nudi (Monte Verità), 1900-1903 circa, olio su tela, Collezione della Città di Locarno).
cinque ampie sezioni cronologico-tematiche che compongono la mostra, curata con sensibilità e competenza da Cristina Sonderegger, fanno emergere le assonanze fra i due artisti senza negarne la profonda diversità, che d’altronde già ne connota origini e formazione: proveniente da una famiglia borghese di idee liberali, formatosi all’Accademia di Brera negli anni della Scapigliatura lombarda, Filippo Franzoni (Locarno 1857 - Mendrisio 1911), in particolare legato alla madre, nobildonna cresciuta nel clima intellettuale a Milano; di modeste origini e presto orfano Ferdinand Hodler (Berna 1853 - Ginevra 1918), che dopo l’apprendistato presso il vedutista Ferdinand Sommer, si stacca velocemente dalla produzione seriale di immagini turistiche confrontandosi a Ginevra con la grande tradizione paesaggistica del cui rinnovo sarà il capofila. Ma sono proprio le divergenze fra due retroterra culturali estranei, nonché fra due personalità diametralmente opposte - l’uno affermato e sicuro di sé, l’altro tormentato e introspettivo (basta guardare gli autoritratti per averne la riprova) - a rendere ancor più significative le alterne convergenze. Se nella prima sezione che si concentra sui rispettivi esordi (presentando sulla sinistra dello spazio espositivo le opere di Franzoni, a destra quelle di Hodler, che poi a ogni sezione si scambiano di
lato, come due mostre in una) le differenze non possono che essere evidenti, si denota però già una prima analogia nella costruzione del paesaggio, con Hodler che precocemente, in Alpenlandschaft (Das Stockhorn) del 1882-83, manifesta l’attenzione all’ordine, al ripetersi delle forme, al rispecchiarsi degli elementi nella superficie dell’acqua e alle simmetrie caratteristiche della sua cifra. Dirimpetto, il grande olio Tombe romane a Concordia
realizzato dal pittore ticinese nel 1887, quando recandosi a esporre a Venezia ritrae il sito archeologico di Sepolcreto dei militi presso Portogruaro, presenta una simile impostazione nella stratificazione di bande orizzontali ed elementi che si ripetono in un gioco di specchiature tra acqua, terra e cielo. Proprio con questo quadro Franzoni varca per la prima volta il Gottardo, presentandolo nel 1890 all’Esposizione Nazionale Svizzera di Belle
Maggio 2025 TM · 119
Una stagione di inediti La prima parte della stagione del MASI Lugano si completa con altre due mostre che sempre all’arte svizzera guardano, testimoniando la volontà di proporre una programmazione diversificata e dinamica, in grado di attirare pubblici anche molto distanti fra loro. La ricerca sulla fotografia, che già in passato ha portato alla Louisa Gagliardi, Green Room, 2023, pittura riscoperta di preziosi archivi gel e inchiostro su Pvc, Ringier Collection. d’artista, prosegue nel 2025 con Eugenio Schmidhauser. Oltre il Malcantone, prima mostra dedicata da un’istituzione museale al fotografo ticinese (Seon, 1876 - Astano, 1952), a Palazzo Reali fino al 12 ottobre. Grazie alla collaborazione con l’Archivio di Stato del Canton Ticino, il percorso presenta circa 90 opere fotografiche tra stampe new print e vintage: una documentazione vasta, che mette in luce il lavoro di un artista che ha fortemente modellato l’immaginario del Ticino di inizio secolo, contribuendo a promuoverne il turismo con modalità innovative, al contempo instaurando anche un’intima relazione con il territorio e i suoi abitanti, in particolare nel Malcantone. Parte della mostra anche un nucleo inedito di fotografie artistiche, che svela aspetti sconosciuti e di grande valore, del lavoro di Schmidhauser. Molto più sperimentale Many Moons, il percorso sviluppato su misura per lo spazio ipogeo del LAC da Louisa Gagliardi, alla sua prima personale in un museo svizzero. Classe 1989, si è affermata fra le interpreti più interessanti della scena elvetica contemporanea. Nel solco di correnti storiche come il surrealismo, la metafisica e il realismo magico, i suoi lavori, in cui unisce tecniche pittoriche tradizionali e tecnologia digitale, indagano il significato dell’identità, le trasformazioni sociali e il rapporto tra individuo e ambiente, sollevando inquietanti interrogativi sulla nostra epoca iperconnessa. Per l’occasione Louisa Gagliardi ha creato due nuovi cicli pittorici monumentali e una serie di sculture. Da scoprire fino al 20 luglio. © The Artist. Foto: Stefan Altenburger Photography, Zürich
Arti di Berna a cui partecipa anche Hodler con quattro opere. Allo stesso modo, nella seconda sezione, che propone uno spaccato sulla ritrattistica, sono evidenti le analogie nella sequenza di piani spaziali definiti nettamente dalla sintassi di zone di colore en aplat, che accomuna l’hodleriano Ritratto di donna sconosciuta (La Convalescente), 1885 circa, al Ritratto della madre,1891, che è fra i capolavori di Franzoni per sintesi formale. Parlare di “sodalizio artistico” come propone il sottotitolo della mostra è forse eccessivo. Tuttavia non mancarono reciproche attestazioni di stima e non è remota l’ipotesi che, in occasione del soggiorno in Ticino nel 1893 di Hodler, i due non solo si siano incontrati ma abbiano anche dipinto fianco a fianco sulle rive della Maggia. Il viaggio è poco documentato, ma il commosso biglietto di 120 · TM Maggio 2025
condoglianze scritto a Franzoni due anni più tardi, alla scomparsa della madre, lascia presupporre che il pittore ginevrino l’avesse conosciuta di persona. Di sicuro per entrambi gli artisti quel 1893 fu un anno cruciale: se nei paesaggi ticinesi, che Hodler un paio di settimane più tardi presenta con successo a Ginevra, si coglie l’anticipazione delle innovazioni tematiche e compositive della sua opera simbolista matura, per il ticinese, con il rientro da Milano, è il momento che segna l’inizio dell’integrazione nella scena artistica svizzera, che sempre più lo vedrà esporre Oltregottardo e assumere incarichi fra cui, nel 1901, la presidenza della sezione ticinese della Società svizzera dei pittori, scultori, architetti. I loro percorsi professionali e umani tornano a incrociarsi più volte nella nascente scena artistica elvetica, come attesta anche la
fotografia che li immortala seduti uno accanto all’altro, nell’aprile 1897, a un incontro della Società di Pittori e Scultori svizzeri nel giardino della Wettsteinhäuschen di Basilea. Mentre però Hodler progressivamente distilla forme e colori, sublimando nello ieratismo delle sue monumentali rappresentazioni simboliste l’essenza eterna della natura, Franzoni negli ultimi dipinti a tema mitologico si addentra in una ricerca sempre più introspettiva, nutrito dalla frequentazione del Monte Verità, ma anche oppresso da condizioni di vita e salute sempre più difficili, spingendosi in direzione di una trasfigurazione visionaria prossima all’astrazione. Laddove tutto in Hodler si precisa, in Franzoni forme e colori, elementi naturali e figure umane si impastano fino a confondersi. Ricoverato all’Ospedale psichiatrico di Mendrisio nel 1909, due anni più tardi vi conclude la sua parabola di vita per cause tuttora ignote, quando Hodler è nel pieno della carriera, in quello stesso anno con una grande retrospettiva che fa tappa a Colonia, Francoforte Berlino e Monaco. Sul 1911 si chiude anche il percorso della mostra, che presenta un corpus di 80 dipinti realizzati dai due artisti sull’arco di quattro decenni. In particolare, dalla vastissima produzione di Hodler sono stati selezionati da importanti collezioni pubbliche e private svizzere i paesaggi più rappresentativi della sua ricerca più intima, inclusi i sei realizzati a Locarno. Fra le opere di Franzoni, molte prestate dalla Città di Locarno che ha anche contribuito ad alcuni restauri in vista di questo progetto espositivo, da menzionare è anche una recente acquisizione del MASI, Dopo il temporale (1898), fra le poche tele di dimensioni monumentali dell’artista ticinese, che cela in realtà l’originale di Arcobaleno, una cui copia in formato ridotto era fra le due opere di Franzoni entrate nella collezione di Oscar Miller. Se era dal suo arrivo al MASI nel 2018 che il Direttore Tobia Bezzola cullava il desiderio di restituire a Filippo Franzoni la sua statura, la scelta di non puntare su una mostra monografica sembra rivelarsi quella giusta per contribuire a una rilettura della sua opera grazie al contrappunto stabilito con Hodler, che conferma qualità artistica, forza innovativa e respiro internazionale del ticinese. Susanna Cattaneo
MEET THE EXPERT L’impegno sociale come fattore strategico di successo nella gestione aziendale. Evelyn Heusser Ghidinelli
Responsabile per la Svizzera italiana, SOS Villaggi dei Bambini Svizzera
Ma 10.06.2025 18:00 - 19:15 Online, registrazione obbligatoria
TICINO
cultura/arte/mostre
Ispirate istantanee Dal fermento giovanile della Parigi degli “Anni folli” alla maturità nel Ticino del Dopoguerra, Angelo Giorgetti (1899-1960) coglie con luminosa freschezza l’attimo fuggente. Un nome che la Pinacoteca Züst riporta all’attenzione, confermandosi punto di riferimento per la valorizzazione del patrimonio artistico del territorio, come testimonia anche il riallestimento della sua collezione.
P
iacevole consuetudine, le mostre primaverili della Pinacoteca Züst di Rancate sono accomunate dallo spirito della riscoperta. Progetti di ricerca che recuperano dalle maglie della storia artisti del territorio i cui nomi, pur a loro tempo affermati spesso ben oltre i confini cantonali, sono ormai sconosciuti al grande pubblico. Questa volta, mettendosi sulle tracce di Angelo Giorgetti (1899-1960), ha preso le mosse da Milano verso Lugano e Parigi, tornando in Ticino e toccando anche Zurigo e la Val Poschiavo, il viaggio della curatrice Simona Ostinelli, insieme all’affiatato team della Pinacoteca coordinato dalla collaboratrice scientifica Alessandra Brambilla e guidato dai preziosi suggerimenti di Mariangela Agliati Ruggia, ancora direttrice in fase di ideazione. Una vita, quella di Angelo Giorgetti, relativamente breve ma vissuta con grande passione. Quella per l’arte in primis, una vocazione seguita con ostinazione: per il padre Mario, impegnato politicamente nelle fila dei liberali ticinesi e direttore del Credito Svizzero a Milano, dove Angelo nasce, poi rientrato in patria a guidarne la filiale luganese, è difficile accettare le 122 · TM Maggio 2025
All’origine della mostra dedicata ad Angelo Giorgetti, in corso fino al 7 settembre, l’incontro fra il nipote Luca e la Pinacoteca Züst. Sopra, un’istantanea della quotidianità locarnese di Piazza Grande a metà anni ’50 (tempera su tela, Collezione Famiglia Giorgetti, Lugano). Sotto, l’amatissimo figlio dell’artista, Michelangelo (1955 ca, olio su tavola), spesso protagonista dei suoi dipinti, come la moglie Jolanda.
aspirazioni del figlio, che dopo le prime lezioni del pittore Aldo Carpi e dello scultore Adolfo Wildt, nel 1924 decide di trasferirsi a Parigi, dove finisce per trattenersi 15 anni, non senza periodici ritorni, sempre attento alla scena artistica locale. Quello definitivo è nel 1939, quando la Seconda Guerra mondiale pone fine al fermento degli “Anni folli” che Angelo, amante della danza e dell’equitazione, ha sicuramente assaporato a Montmartre, dove abitava, malgrado le ristrettezze economiche che per sostentarsi lo vedevano affiancare l’attività di disegnatore tessile ai corsi dell’Académie Julian e alle partecipazioni ai Salons. Nella capitale francese i giovani talenti emigrati dalla Svizzera italiana potevano almeno contare sul sostegno dell’Associazione Pro Ticino, presieduta dall’architetto Giuseppe Franconi, anche lui arrivato nel 1924 con la moglie Elsa Franconi-Poretti (1895-1995), una figura davvero unica nel panorama delle donne attive professionalmente nel Ticino del primo Novecento. Docente, giornalista, scrittrice e politica luganese, viene evocata in mostra dallo spezzone di un’intervista da lei rilasciata nel 1993 al nipote Enzo Pelli per la Radiotelevisione svizzera, in cui alle sue spalle figura il ritratto che ritroviamo anche esposto, dedicatole da Angelo per gratitudine al supporto ricevuto a Parigi. Il suo ritorno in patria non è amaro, anzi coincide con un momento felice sia professionalmente che sentimentalmente per il Giorgetti: a Lugano, il Circolo ticinese di cultura gli dedica la prima personale e a ottobre soggiorna al Villaggio degli artisti dell’Esposizione nazionale di Zurigo dove incontra Jolanda Lanfranchini, futura moglie e madre dell’amatissimo figlio Michelangelo, entrambi poi spesso protagonisti dei suoi ritratti, genere fra i suoi prediletti. È sempre lei a portare nell’orizzonte del marito anche gli
Trait d’union fra gli anni parigini di Angelo Giorgetti (in foto) e il rientro in patria, il Ritratto di signora in giallo (1940) che appartiene alla Collezione di famiglia, come il paesaggio In riva al lago (anni ’40). La dimostrazione di come, cimentandosi nei diversi generi, l’artista sapesse cogliere con immediatezza ed equilibrio compositivo l’attimo fuggente.
splendidi paesaggi engadinesi nelle estati trascorse ad Alp Grüm dove, proveniente da una famiglia di albergatori e ristoratori dei Grigioni, Jolanda gestisce il Belvedere. La bellezza della natura incontaminata di laghi, montagne e dei ghiacci del Piz Palü vanno così ad affiancare le vedute cittadine e i casolari in pietra dipinti fra Lugano, Locarno e le valli della regione. Le partecipazioni a concorsi pubblici e gli affreschi per chiese e cappelle testimoniano invece la ricerca di occasioni di guadagno in un periodo in cui in Ticino era difficile vivere di sola arte. Nudi, nature morte, sculture e mosaici confermano la volontà di cimentarsi nei più disparati generi, raggiungendo risultati interessanti e originali (“Ho sentito molti consigli, ma non ne ho seguito nessuno, per conservarmi il pregio di essere nuovo” dichiarava l’artista). Mantenutosi fedele al realismo figurativo - rimasto fra i pochi autentici pittori en plein air della sua epoca, al lavoro per piazze, vie, parchi e rive con il suo cavalletto - Angelo Giorgetti si distingue per vigore, freschezza e spontaneità della sua mano, guidata dalle doti di osservatore acuto, capace di cogliere, pur nell’immediatezza della sua esecuzione, anche il particolare e di sorvegliare l’equilibrio compositivo di luci, ombre e volumi. Un cronista del proprio tempo, che fosse la cosmopolita Parigi delle avanguardie o il lento fluire della quotidiana vita locale. L’allestimento ideato dagli architetti Martino Petroli e Rolando Zuccolo ha il merito di ben sintetizzare l’eterogeneità della produzione di Angelo Giorgetti, in particolare sfruttando l’ampia Sala delle Capriate per cadenzare attorno a un’asse centrale una serie di sezioni tematiche complementari che guidano il visitatore nel percorso di (ri)scoperta, presentando quarant’anni di attività di Angelo Giorgetti grazie alle opere provenienti dal
fondo degli eredi, da collezionisti privati e dal Masi di Lugano. A offrire l’occasione di realizzare la mostra, in programma fino al prossimo 7 settembre, l’incontro fra la Pinacoteca Züst e Luca Giorgetti, nipote di Angelo che, pur non avendo mai conosciuto il nonno, è cresciuto fra le sue opere e le sue memorie, profondamente affascinato dal coraggio e dall’indipendenza di spirito di quel giovane, pronto a inseguire la sua aspirazione anche contro il volere dei genitori, trasferendosi in una Parigi dove non aveva agganci. A 65 anni dalla scomparsa, questa mostra e il bel volume che la accompagnano gli rendono un sentito omaggio, compiendo anche il sogno che il figlio Michelangelo, padre di Luca, non ha fatto in tempo a realizzare. In questa occasione, è stata anche riallestita una parte della collezione permanente, con sezioni dedicate ai più recenti acquisti e donazioni che, insieme a qualche deposito a lungo termine, continuano ad arricchire il patrimonio originario lasciato da Giovanni Züst nel 1966, in particolare alimentate dall’attività di ricerca ed espositiva. Un’attestazione di come la Pinacoteca di Rancate sia ormai un punto di riferimento per chi vuole affidare opere
di artisti di origini ticinesi attivi fra Sei e Novecento a chi sappia custodirle, valorizzarle e possa condividerle con il territorio. Incoraggiante riscontrare anche numerose presenze femminili, come Giovanna Béha-Castagnola, Regina Conti, Irma Giudici Russo, Anita Nespolio o Rosetta Leins. Se questo è il presente della Pinacoteca, al suo futuro si getta uno sguardo con la presentazione, nella sala all’ingresso, del progetto ideato dal gruppo interdisciplinare capitanato dallo Studio Pessina Architetti (Lugano-Zurigo), vincitore del concorso pubblico per la ristrutturazione e l’ampliamento della sede, necessari per rispondere alle odierne esigenze museali, a ormai quasi sessant’anni dall’inaugurazione dell’edificio, nel rispetto del contesto urbanistico del nucleo di Rancate e dell’intervento di Tita Carloni. Avvio dei lavori previsto nella primavera del 2027. Susanna Cattaneo Maggio 2025 TM · 123
lifestyle/auto/curve iconiche
Il fascino vintage va a concorso
Nel cuore dell’Emilia, terra di motori e di passione, si rinnova in giugno l’appuntamento con la Vernasca Silver Flag, evento di spicco nel panorama motoristico internazionale. L’edizione 2025 celebra il cinquantenario del 1975, un anno irripetibile per il motosport tricolore che si aggiudicò la vittoria assoluta dei principali titoli mondiali.
I
l calendario degli eventi motoristici che, di anno in anno, accompagnano l’arrivo della bella stagione è ricco di appuntamenti. Dalle grandi gare di regolarità, Mille Miglia in testa, fino ai piccoli raduni di paese, passando per quelli a numero chiuso in località molto esclusive, senza dimenticare i concorsi di bellezza, oggi sempre più apprezzati. Ce n’è per tutti i gusti e tutte le tasche; alcuni eventi vengono organizzati da gruppi di semplici appassionati, altri vedono persino attivarsi l’interesse delle case automobilistiche che ne intuiscono il poten124 · TM Maggio 2025
ziale commerciale. Un panorama davvero variegato e vivace, quindi. E poi c’è la Vernasca Silver Flag, un evento a parte, qualcosa di diverso, unico nel suo genere. Qualcuno l’ha definita la “Goodwood italiana” paragonandola alla spettacolare manifestazione famosa in tutto il mondo, che si svolge in Inghilterra due volte l’anno, sotto l’egida di Lord March. Ma qui siamo in Emilia, provincia di Piacenza, terra di motori per eccellenza, dove la Silver Flag, nasce a metà degli anni Novanta come rievocazione della gara in salita or-
ganizzata dall’Automobile Club Piacenza che si svolgeva tra due borghi della Val d’Arda, Castell’Arquato e Vernasca e che terminò la sua storia agonistica nel 1972. Anche nella versione rievocativa di oggi è rimasta intatta la forte connotazione
Collezionisti e appassionati di tutto il mondo si danno appuntamento una volta all’anno, in giugno, tra le colline della Val d’Arda, per l’evento che vede protagoniste automobili che hanno fatto la storia delle corse.
“piacentina” grazie alla regia e alla perfetta organizzazione del Cpae (Club Piacentino Automotoveicoli d’Epoca) di cui il presidente Claudio Casali è il vero deus ex machina (vedasi intervista nella pagina accanto) e che puntualmente ogni anno riesce a rinnovare il fascino e l’interesse dei collezionisti e degli appassionati. La definizione ufficiale della manifestazione parla di “concorso dinamico di restauro e conservazione per vetture storiche da competizione” e già si capisce come l’aver riservato la partecipazione alle sole macchine da corsa ne definisce il carattere unico. Ma solo andando ad assistere di persona ci si rende effettivamente conto di che cosa si tratta. Già dal venerdì pomeriggio nel paddock alle porte del borgo medioevale di Castell’Arquato si possono ammirare gli stand dei partecipanti con le loro vetture che sfileranno per tre volte (due sabato e una domenica) sotto l’arco della partenza per poi percorrere, in modalità non competitiva, circa 9 chilometri del tracciato originale fino a Vernasca. Dalla piccola vettura sport portata con il carrello dal singolo appassionato, alle incredibili vetture di Formula 1 fino alle vetture da rally che hanno partecipato al Campionato Mondiale e che arrivano con strutture di assistenza professionale.
Ogni anno gli organizzatori dedicano l’edizione a un tema preciso che traccia il connotato della manifestazione, Lancia, Abarth e Fiat ma anche le vetture francesi nella bellissima edizione “Vitesse en Bleue” del 2018, hanno dominato la scena delle recenti edizioni. Quest’anno il tema sarà il cinquantenario del 1975, anno di vittorie irripetibili per il motorsport tricolore. Il cuore degli appassionati batterà davvero molto forte. Ho assistito a diverse edizioni da spettatore e conservo molti ricordi indelebili di momenti vissuti da vicino. La stupenda livrea della Lancia Stratos e lo sguardo pensieroso di Sandro Munari, la rossa Alfa Romeo Zagato e la risata di Arturo Merzario, l’urlo del 12 cilindri della Matra di Formula 1 portata dal famoso collezionista monegasco. E poi, le cattivissime Porsche 911 da corsa che non mancano mai e le rare Maserati da Gran Premio, presentate direttamente dalla Casa madre, sponsor della manifestazione. E ancora, quella meravigliosa Abarth 1000, lontana parente da corsa
della Fiat 850 coupé, che mi è rimasta nel cuore… sono davvero tante le fotografie che mi porto dietro. Ma quest’anno sarà per me decisamente speciale, perché avrò il piacere di partecipare – come una delle vetture staffetta che partono tra un gruppo di partecipanti e l’altro – con una Porsche 911 RS 964 (foto in basso a sinistra), iconica versione ‘da corsa’ della celebre coupé di Stoccarda, costruita in soli duemila esemplari. Sarà per me un grande onore anche perché questa vettura ha solcato gli autodromi italiani ed europei negli anni ’90 guidata dal compianto gentleman driver e collezionista Gianni Zenoni che ho avuto il piacere di conoscere. Come per tutti i partecipanti, saranno momenti di immersione totale nella passione motoristica più pura, in un clima che richiama le radici essenziali del motorismo sportivo, che profuma di benzina a 100 ottani ma con i colori delle colline emiliane intorno e con il sapore di quel pane e salame che solo da quelle parti si può gustare.
Alle porte del suggestivo borgo medievale di Castell’Arquato, si preparano le auto che, per tre volte nell’arco di due giorni, percorreranno in modalità non competitiva un tracciato di poco meno di dieci chilometri.
Si vivranno due giorni intensi nell’attesa di quei pochi secondi in cui si passa sotto l’arco della partenza virtuale e della presentazione della vettura sotto lo sguardo degli spettatori assiepati ai lati e seduti nella tribuna allestita appositamente. Due giorni di adrenalina, interrotti solo dalla cena ambientata nella corte del castello medioevale che, da sola, varrebbe il viaggio. Passeranno in un lampo naturalmente e rimarrà solo la voglia di tornare l’anno prossimo per riprovare la magia di quanto di più coinvolgente e allo stesso tempo esclusivo, un appassionato di motori d’epoca possa desiderare. Perché forse, in fondo in fondo, Goodwood è un po’ una Silver Flag all’inglese! Marco Betocchi Maggio 2025 TM · 125
Vernasca Silver Flag 2025: al cuore pulsante della passione
D
al 13 al 15 giugno 2025, la Val d’Arda tornerà a risuonare del rombo di motori storici grazie alla 29ª edizione della Vernasca Silver Flag. Abbiamo incontrato Claudio Casali, presidente del Club Piacentino Automotoveicoli d’Epoca (Cpae) e ideatore della manifestazione, per scoprirne le particolarità e le novità dell’edizione di quest’anno. Qual è il valore di un evento come la Vernasca Silver Flag oggi? La Vernasca Silver Flag è molto più di una semplice rievocazione storica. È un concorso dinamico di restauro e conservazione per vetture storiche da competizione che celebra la passione per l’auto-
Nel borgo di Castell’Arquato durante la tre-giorni della manifestazione, il sabato sera, si tiene la cena di gala.
mobilismo e la cultura motoristica. Ogni anno, appassionati e collezionisti da tutto il mondo si riuniscono per condividere storie, esperienze e, soprattutto, per vedere in azione auto che hanno fatto la storia delle corse. Si registrano presenze svizzere tra i partecipanti? Assolutamente sì. La Svizzera ha sempre avuto una forte rappresentanza alla Vernasca Silver Flag. Stiamo lavorando per rafforzare ulteriormente il “collegamento” con la Svizzera, anche attraverso una collaborazione con il Museo dei Trasporti di Lucerna. Stiamo discutendo infatti la possibilità di esporre da 126 · TM Maggio 2025
noi – nel 2026 – una vettura Monteverdi, uno dei pochi costruttori svizzeri di auto Gran Turismo degli anni ‘60, attualmente curata dal museo. Inoltre, il museo possiede un’Alfa Romeo 8 cilindri del 1931, la stessa con cui Enzo Ferrari vinse la sua ultima gara come pilota nella Bobbio-Penice, prima di dedicarsi completamente all’attività imprenditoriale. Cosa possono aspettarsi i visitatori dell’edizione 2025? L’edizione 2025 sarà dedicata ai “Campioni del Mondo”, in occasione del 50° anniversario di un anno memorabile per il motorsport italiano: la vittoria di Ferrari nel Campionato del Mondo di F1 con Lauda, di Alfa Romeo nel Campionato
del Mondo Marche con le 33 TT12, di Lancia nel Campionato del Mondo Rally con la Stratos e di Fiat nel Campionato Europeo Rally con la 124 Abarth. Sarà un’opportunità imperdibile per celebrare questi successi e ammirare da vicino le vetture che hanno fatto la storia. Quali sono i numeri significativi dell’edizione 2025? Quest’anno, abbiamo ricevuto oltre 200 iscrizioni, ma per motivi logistici e di sicurezza, possiamo accogliere circa 150 vetture. La selezione è sempre difficile, ma ci permette di garantire un’esperienza di qualità sia per i partecipanti che per il pubblico. Durante i tre giorni dell’evento, distribuiamo circa 2.500 pasti e la cena di gala del sabato sera nella piazza medievale di
Castell’Arquato vede la partecipazione di oltre 600 persone. Andando a ritroso: come è nata la Vernasca Silver Flag? La manifestazione è nata nel 1995, quando Pietro Silva ed io abbiamo immaginato una formula per riportare in auge la storica gara di velocità che si svolgeva su questo tracciato tra il 1953 e il 1972. All’inizio, partecipavano solo 15-20 vetture, ma con il tempo l’evento è cresciuto, attirando appassionati da tutta Europa e poi anche da altri continenti. Quali sono le caratteristiche uniche della Vernasca Silver Flag? A differenza di molte altre manifestazioni, è un concorso dinamico, senza cronometro. Le vetture vengono valutate da una giuria di esperti, che quest’anno sarà presieduta da Thierry Boutsen, ex pilota di Formula 1. I premi vengono assegnati in base alla qualità del restauro, alla conservazione, all’eleganza e alla storia sportiva delle auto. È un’opportunità unica per vedere queste vetture in movimento, su un percorso di quasi 10 km che parte da Castell’Arquato e arriva a Vernasca, attraversando paesaggi mozzafiato. Qual è l’impatto economico oltre che culturale dell’evento sulla regione? La Vernasca Silver Flag ha un impatto significativo sul territorio. Durante l’evento, le strutture ricettive della zona registrano il tutto esaurito, con circa 400-500 notti prenotate solo dai partecipanti. Inoltre, coinvolgiamo circa un centinaio di volontari, tra cui vigili del fuoco e personale di sicurezza, che contribuiscono al successo della manifestazione. È un’occasione per promuovere la cultura, la storia e le eccellenze enogastronomiche della Val d’Arda. Ci sono eventi simili con cui siete gemellati? La Vernasca Silver Flag è un evento unico nel suo genere. Sebbene esistano altre manifestazioni simili, come Ollon-Villars in Svizzera, la nostra è stata pioniera in Italia nel proporre un concorso dinamico di restauro e conservazione. Nel corso degli anni, abbiamo ispirato la nascita di eventi analoghi, ma la nostra formula, che unisce passione, storia e spettacolo – mi permetta di dirlo – rimane inimitabile! Simona Manzione
15 - 16 OTTOBRE 2025 | Teatro degli Arcimboldi Milano
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lifestyle/motori
Una sferzata di energia Chi pensa ancora che le auto elettriche non possano essere estremamente sportive e performanti? Ecco tre modelli davvero scalpitanti, ognuno nel suo segmento: pista, fuoristrada o giungla urbana… Dinamiche, anche nei tempi di ricarica rapida.
Audi RS etron GT Performance Audi RS etron GT Performance Con 925 cavalli e una coppia di 1.027 Nm la rinnovata berlina-coupé elettrica Audi Rs e-tron Gt Performance è il modello più potente di sempre della casa dei quattro anelli e ha eguagliato la Ferrari Sf90 Stradale nei test di accelerazione 0-100 km/h in 2,5 secondi! A rendere possibile un dato del genere è il lavoro svolto dai tecnici Audi sull’aggiornamento del powertrain. La batteria è stata rivista con una capacità netta di 97 kWh e i due motori elettrici, uno per assale, sono stati profondamente modificati. Quello posteriore, dominante nella spinta, ora adotta diverse componenti prese direttamente dalla nuova Audi Q6 e-tron, mentre quello anteriore utilizza una rinnovata elettronica di potenza. A tenere a bada tanto fermento provvede un’elettronica tarata a puntino, che permette alla potenza di essere erogata in maniera dinamica dai due motori, in funzione di diversi parametri, come l’angolo volante, 128 · TM Maggio 2025
la velocità e i movimenti della scocca. Il risultato è una velocità di percorrenza in curva elevatissima e una velocità di uscita ancor più impressionante, il tutto condito da tanto, tanto grip. Merito anche di un assetto molto tecnologico: su entrambi gli assi lavorano sospensioni pneumatiche attive capaci di compensare il rollio della vettura in curva e di sollevarla di 4 cm quando si apre la portiera per facilitare la salita e la discesa dall’auto. Nel complesso, quindi, risulta insospettabilmente comoda se si viaggia nelle modalità più tranquille, ma veloce e precisissima in modalità più sportive. Il tutto, nonostante un peso di marcia che supera le 2,3 tonnellate. Una nota a parte meritano i freni carboceramici optional con dischi da 420 mm e pinze anteriori a 10 pompanti, instancabili e permettono di risparmiare 30 kg sul peso delle masse non sospese. Marginali, invece, i ritocchi al design della vettura, con prese d’aria nella parte
anteriore più grandi, così come cresce nelle dimensioni l’estrattore posteriore, ora costituito da due elementi separati da un inserto catarifrangente che d’ora in avanti rappresenterà un vezzo stilistico su tutte le nuove Rs di Audi. Restano invece quasi del tutto identici gli interni: sempre pratici e tecnologici, dall’alto livello di qualità percepita. La gamma della nuova elettrica sportiva di Audi si apre con la S e-tron Gt da 680 cavalli e 609 km di autonomia, per un prezzo di Chf 129.900.-. Un gradino sopra si posiziona la Rs e-tron Gt da 856 cavalli e 597 km di autonomia con un costo di Chf 152.900.-. Al top la Rs e-tron Gt Performance da 925 cavalli e 585 km di autonomia a un prezzo di Chf 165.900.-.
Mercedes G 580 con EQ Technology L’iconica Mercedes Classe G, che sta per “Geländewagen”, diventa anche puramente elettrica, con ben 587 Cv, 1.165 Nm di coppia, quattro motori uno per ruota - e un’enorme batteria da 116 kWh. Ma è ancora un fuoristrada a tutti gli effetti, in alcuni casi persino più performante rispetto al modello benzina o diesel. Con una profondità massima di guado di 85 cm, quasi 15 cm in più rispetto alle G 550 e G 63, può scalare pendenze laterali fino a 35 gradi e offre quasi 25 cm di altezza libera dal suolo tra gli assi. Affronta facilmente anche terreni accidentati grazie all’angolo di avvicinamento di 32 gradi, all’angolo di partenza di 30,7 gradi e all’angolo di ribaltamento di 20,3 gradi. Una funzione chiamata “G-Turn” è il gergo del marketing che indica la capacità del veicolo di ruotare sul posto. Sono inclusi il bloccaggio virtuale del differenziale, reso possibile dal torque vectoring, e gli ammortizzatori adattivi regolabili. C’è anche una funzione G-Steering per ridurre significativamente il rag-
Mercedes G 580 con EQ Technology gio di sterzata e tirarsi fuori da situazioni difficili. La batteria può essere caricata fino a 200 kW: con una connessione a corrente continua servono circa 32 minuti per passare dal 10 all’80%. Immediatamente familiare, mantiene la forma squadrata e lo stile robusto del modello a benzina o diesel, ma con una griglia chiusa e un contorno illuminato. In listino a partire da Chf 162.900.-
All-Electric Mini Countryman SE Da sempre la Mini Countryman rappresenta un mix interessante tra la sportività di una compatta e la versatilità di un Suv, a cui la nuova versione elettrica John Cooper Works (Jcw), con 15 cm in più per una lunghezza di 4,45 metri, si avvicina ulteriormente. Questo aumento di stazza si riflette sia nella presenza su strada, sia nella maggiore abitabilità interna. Con-
vincente il design, dal frontale con la firma luminosa dei fari full Led, al posteriore ampliato, al profilo laterale con cerchi da 20 pollici, freni sovradimensionati e una generale sensazione di robustezza che la rende immediatamente riconoscibile. All’interno, l’aumento delle dimensioni si traduce in un abitacolo decisamente spazioso, eccellente abitabilità anche per i passeggeri più alti e un bagagliaio da 505 a 1.500 litri abbattendo i sedili posteriori. Uno dei punti di forza è certamente la tecnologia, con un’ampia gamma di funzionalità e il nuovo display circolare Oled che domina la plancia. Curati nel dettaglio i materiali. La versione John Cooper Works oggetto del nostro Testdrive ha dimostrato un’agilità, una dinamica e una gestione della potenza ancora più straordinaria, grazie anche al tasto Boost sul volante che per breve tempo eroga immediatamente la potenza massima di 313 Cv e la trazione All4 offre trazione e aderenza su qualsiasi fondo stradale. La ricarica rapida da 10 a 80% avviene in mezz’ora e l’autonomia totale è tra 432 e 462 km a seconda delle condizioni atmosferiche e lo stile di guida. In listino a partire da Chf 53.800.Claus Winterhalter
All-Electric Mini Countryman SE Maggio 2025 TM · 129
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