RIZA
Bimestrale Dicembre 2017/Gennaio 2018 Numero 3 - € 9,90 Italia P.I. 11/12/2017
Nuovo
Poste Italiane S.p.A. - Sped. in Abb. Postale - D.L. 353/2003 (conv. in. L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, LO/MI
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DEPURA IL FEGATO VEDRAI CHE ENERGIA
DEPURA IL FEGATO VEDRAI CHE ENERGIA
E SPAZZI VIA LE TOSSINE PIÙ PERICOLOSE L’ORIGINE DEI DISTURBI EPATICI Le cause e l’interpretazione simbolica della malattie LA DIETA PER IL FEGATO GRASSO La steatosi si combatte a tavola con l’alimentazione giusta I NUOVI RIMEDI NATURALI Le piante e gli integratori che ripuliscono la bile e rimuovono il colesterolo IL PROGRAMMA DETOX I menu, i consigli, i cibi e i rimedi naturali per rigenerare il tessuto epatico GLI ALLEATI PIÙ POTENTI Tarassaco, curcuma, cardo mariano, ortica, carciofo e tè verde
PIÙ MAGRI, PIÙ SANI E PIÙ LONGEVI Un fegato pulito e attivo ti protegge da epatiti, stanchezza, sovrappeso, diabete e tumori
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SOMMARIO
ANATOMIA E FUNZIONI
Com’è fatto
6 Un grande lavoratore instancabile Un organo dalle molteplici funzioni
10 La centrale detox del tuo organismo Le sue grandi potenzialità
14 Un organo che si rigenera Quando si ammala
16 Le principali patologie che lo attaccano I sintomi della sofferenza
20 Le spie di un fegato “stanco”
I malesseri insospettabili
22 La stanchezza cronica: è un’avvisaglia? Cosa manda il fegato in panne
24 Attenzione all’abuso di medicinali
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Il polso della funzionalità epatica
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Metti a dieta il fegato grasso con questo menu
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Piante e integratori specifici per alleggerirlo
Le indagini per sapere se è in salute QUANDO NON FUNZIONA BENE
Quando è intossicato dai grassi Steatosi epatica: il nuovo killer silenzioso
Mangia mediterraneo Recupera la buona cucina e le buone abitudini
Cambia rotta a tavola
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Affidati alla natura I sassolini nella cistifellea
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Calcoli biliari: come evitarli
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Colesterolo alto: mette a rischio anche la salute del fegato
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Il programma per tenere pulite le arterie
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L’altro nemico insidioso La dieta che depura il sangue L’asse fegato-intestino Un microbiota malato rende la vita difficile alla ghiandola epatica LA GIUSTA ALIMENTAZIONE
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Questi sono quelli più “cattivi” Fai attenzione ai grassi saturi
Questi sono quelli “buoni”
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I più preziosi sono i grassi essenziali
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Pericolo fruttosio: lo zucchero più dannoso
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Le superstar della salute epatica
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Il programma che mantiene leggero il fegato
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Proteggilo dalle impennate di glicemia
È nocivo come l’alcol Gli alimenti amici Fai prevenzione a tavola Vivi a basso indice glicemico
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DEPURA IL FEGATO
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Va periodicamente disintossicato Rigenerare il fegato per non ammalarsi più
I principi di questa alimentazione
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Come organizzare un programma detox
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Il menu antitossine consigliato
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Cosa mangiare ogni giorno
Il rimedio popolare andino Il boldo aiuta il fegato a svolgere al meglio le sue funzioni
Un’umile erba dalle molte virtù Tutto il bene dell’ortica per eliminare le scorie acide PSICOSOMATICA
Le forze verdi detox Le gemme per la depurazione profonda
Un allenamento utile per il fegato
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Gli esercizi yoga che lo mantengono in forma e in salute
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GLI ALLEATI PIÙ PREZIOSI
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L’ortaggio terapeutico
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Il carciofo ripara i danni epatici
Un’erba benedetta
Uno scrigno di simboli L’organo che fabbrica energia
L’origine profonda dei disturbi epatici Il fegato svela la “mappa” delle nostre emozioni
Come proteggerlo ogni giorno Gli atteggiamenti che lo rinforzano
Le soluzioni pratiche Le tecniche psicosomatiche per prevenire i disturbi
Il cardo mariano lo mantiene giovane
Le straordinarie erbe amare Il tarassaco fa espellere le tossine
I cibi curativi I funghi sono nutraceutici a effetto disintossicante
La spezia più efficace La curcuma è di grande sostegno per il fegato appesantito
La bevanda più salutare Il tè verde: una medicina per la pulizia epatica
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Riza Speciale cita i nomi commerciali di prodotti fitoterapici, omeopatici o farmaci per completezza di informazione e per libera scelta della redazione. Le informazioni contenute nella presente pubblicazione sono a scopo informativo e divulgativo: pertanto non intendono sostituire, in alcun caso, il consiglio del medico di fiducia.
Il fegato
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UN ORGANO DALLE MOLTEPLICI FUNZIONI
LA CENTRALE DETOX del tuo organismo Uno dei suoi compiti principali è quello di liberare il corpo dalle tossine e dagli aggressori che più lo minacciano
UNO SCUDO CONTRO I BATTERI Il fegato svolge anche una funzione di “barriera” contro i microrganismi pericolosi. Numerosi studi, fra cui anche uno dell’ospedale Gemelli di Roma, attribuiscono a questo organo il ruolo di filtro nei confronti dei batteri minacciosi che arrivano dall’intestino, bloccandoli prima che finiscano nel circolo sanguigno.
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e cellule del fegato o epatociti, come abbiamo detto, hanno una vita media di 150 giorni; quest’organo quindi si rigenera continuamente. Gli epatociti a loro volta compongono i lobuli epatici, che sono dei microscopici laboratori, a forma esagonale, in cui confluisce il sangue venoso e la bile. Qui avvengono i processi biochimici che sono tra le funzioni del fegato. Questa ghiandola ricopre un ruolo metabolico di primo piano. Vi confluiscono le sostanze energetiche elementari assorbite a livello intestinale (glucosio, aminoacidi, acidi grassi) e il fegato provvede soprattutto al metabolismo del glucosio e dei lipidi, grazie anche alla bile, che serve appunto ad emulsionare i grassi per poterli rielaborare.
ESSENZIALE PER LA DIGESTIONE
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Trasforma gli zuccheri e i grassi dei cibi
Il fegato si occupa del metabolismo dei carboidrati, dei grassi e anche delle proteine; per cui, se lavora regolarmente, la digestione procede senza intoppi e l’organismo riceve i nutrienti di cui ha bisogno. In particolare il fegato svolge numerose funzioni relative allo stoccaggio del glucosio sotto forma di glicogeno (depositato nel fegato stesso o nei muscoli), oppure al contrario provvede a ricavare il glucosio necessario ottenendolo dal glicogeno o da altre sostanze presenti nel corpo. Il fegato interviene anche nella rielaborazione dei
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grassi, attraverso la sintesi del colesterolo e dei trigliceridi, ed ha un ruolo notevole nel metabolismo delle proteine. In molte di queste funzioni ha un compito importante la bile. Se il fegato non funziona bene, la produzione e la secrezione di bile possono rallentare. Ciò comporta la comparsa di sapore amaro in bocca, nausea e vomito, gonfiori addominali, diarrea, perdita di appetito, e a volte anche di coliti, gastriti, colon irritabile, reflussi e bruciori allo stomaco.
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Colesterolo
Immagazzina il glucosio
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Regola anche colesterolo e trigliceridi
Il fegato poi produce la bile che sovrintende alla sintesi del colesterolo e interviene nella produzione dei trigliceridi, fondamentali fonti di energia per la vita cellulare. Inoltre funziona come deposito di emergenza per la vitamina B12, il ferro e il rame. La bile serve anche a espellere la bilirubina, la sostanza che si produce nel sangue quando i globuli rossi vecchi o danneggiati sono scomposti per essere
scartati; la bilirubina viene trasportata dal sangue verso il fegato ed espulsa nell’intestino insieme al resto della bile. Se l’espulsione non funziona, la bilirubina (che ha un colore giallo-verdastro) si accumula nel sangue e si deposita nella pelle, provocando la colorazione giallastra, detta ittero, che è uno dei sintomi di disturbi epatici o biliari. La bile è anche il principale veicolo di eliminazione di sostanze tossiche e di farmaci, ma anche dell’eccesso di colesterolo. Quando il carico di colesterolo aumenta in maniera consistente, la bile non riesce a svolgere la sua funzione e i grassi tendono a cristallizzarsi formando dei calcoli nella cistifellea o nei dotti biliari.
IL FULCRO DEL RINNOVAMENTO Il fegato è tradizionalmente associato alla nostra capacità di rinnovarci: in un famoso mito greco, Prometeo ruba il fuoco dal carro del Sole per donarlo agli uomini, suscitando le ire di Zeus, che si vendica incatenando Prometeo nudo a una vetta del Caucaso. Qui un’aquila gli divora il fegato di giorno, ma il tormento non può mai avere fine perché di notte il fegato di Prometeo si rigenera.
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Elimina le sostanze nocive
Oltre a provvedere al metabolismo dei nutrienti e alla loro distribuzione nel corpo, il fegato demolisce e avvia all’espulsione varie sostanze nocive entrate nel corpo attraverso la bocca, le vie respiratorie e lo stomaco, soprattutto i cibi e i medicinali. Quest’ultima funzione è importante, perché ogni giorno il corpo viene a contatto con elementi tossici, provenienti da additivi alimentari, farmaci, fumo, alcol nonché l’inquinamento atmosferico. Il fegato rende queste sostanze solubili in acqua ed eliminabili attraverso le urine o con le feci. Provvede infatti a demolire molti composti nocivi e residui di medicinali. È affidata al fegato anche la conversione dell’ammoniaca (formatasi nel corpo per il metabolismo delle proteine) in urea, che viene espulsa dai reni.
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Come abbiamo accennato, fra le principali funzioni del fegato c’è quella di immagazzinare il glucosio, il principale carburante energetico delle cellule. Poiché l’introduzione del glucosio non è continua, visto che c’è un intervallo di tempo fra un pasto e l’altro, il fegato trasforma il glucosio in glicogeno e lo conserva nei propri tessuti. Ogni volta che si verifica un calo glicemico, il fegato riconverte il glicogeno in glucosio e lo immette nel torrente ematico.
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COSA MANDA IL FEGATO IN PANNE
attenzione all’abuso
di medicinali
L’eccesso produce scorie che rallentano l’attività epatica e può provocare un’intossicazione della ghiandola
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e analizziamo il rapporto tra far maci e fegato va subito detta una cosa fondamentale: quelli peri colosi per la ghiandola epatica sono molti di più rispetto a quelli in grado di curarla. Gran parte dei medicinali che assumiamo per i motivi più disparati sono smaltiti dall’organismo tramite le urine, dopo che il fegato li ha trattati e li ha resi idrosolu bili. Vengono espulsi in questo modo gli antibiotici, i tranquillanti, i contraccettivi, gli antifebbrili, gli antidepressivi, gli anabolizzanti e quasi tutti i farmaci più diffusi. Il fegato, quindi, è spes so costretto a lavorare per eliminare queste sostanze, con l’aggravante che la loro presenza può provocare lesioni alle cellule epatiche con cui entrano in contatto. Bisogna aggiun
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gere poi che un fegato intossicato da troppi farmaci può favorire la comparsa improv visa di gravi reazioni allergiche.
le sostanze che fanno male Il consumo di farmaci è aumentato del 23% negli ultimi dieci anni. Parallela mente è stato diagnosticato un aumento dei disturbi epatici del 16%. Non è un caso che spesso il peso tenda a aumen tare dopo essersi sottoposti a terapie far macologiche particolarmente “pesanti” (antibiotici, cortisone, ormoni ecc.) sia per l’effetto diretto che i farmaci possono avere sul metabolismo o sulla ritenzione, sia perché appesantiscono fortemente il lavoro del fegato. Del resto ciò non sor prende più di tanto. Il fegato è l’organo
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Non esagerare con il paracetamolo Il paracetamolo, un farmaco di uso comune come automedicazione per abbassare la febbre e alleviare i sintomi dell’influenza (anche dei più piccoli), se assunto in eccesso, può diventare uno dei “macigni” che alterano la funzionalità epatica. Infatti da alcune ricerche è emerso che il sovradosaggio di questa sostanza possa provocare danni alla ghiandola epatica. Per questo mo-
tivo, i ricercatori dell’Università di Liverpool hanno messo a punto un test capace di stabilire i danni riportati dal fegato per l’intossicazione da paracetamolo, spesso dovuta al desiderio di alleviare dolori ritenuti troppo pesanti. Al momento, comunque, casi di “overdose” da paracetamolo si sono registrati soprattutto negli Stati Uniti e in Germania.
che maggiormente risente dell’accumu lo di tossine causato dall’eccessiva as sunzione di farmaci, poiché è deputato a eliminare le scorie, attraverso reazioni chimiche che formano composti solubili, espulsi poi per via renale e/o intestinale.
Le epatiti da farmaci sono in aumento Un altro problema sono le reazioni ai me dicinali non prevedibili, dovute cioè alla sensibilità individuale (ovvero la capaci tà diversa di ciascuno di metabolizzare le sostanze di cui sono composti i farmaci): per esempio le epatiti provocate da alcu ni antinfiammatori e alcuni antibiotici. In alcuni casi, poi, bastano anche piccole quantità per provocare un danno epati co, mentre in altri è l’abuso a mettere a repentaglio la salute del fegato. In generale, per mantenere il fegato sano dovremmo limitare l’assunzione di far maci a basso dosaggio al massimo a una volta ogni due mesi: una ricerca statuni tense ha messo in luce che l’uso di antin fiammatori a cadenza mensile “inquina” la funzionalità epatica fino al 15%. Ecco gli effetti prodotti sul fegato da alcuni farmaci.
•Anticoncezionali: la pillola contraccet tiva a base di estroprogestinici può, in alcune donne, appesantire e sovraccari care l’attività della ghiandola epatica, che è chiamata a trasformare e ad attivare i due ormoni (estrogeni e progestinici di sintesi). •Antidepressivi: sono i più pericolosi anche a causa dei tempi lunghi di assun zione; gli psicofarmaci rappresentano il principale nemico chimico del fegato. •Altri farmaci: cortisonici, antipertensi vi come i calcio-antagonisti (farmaci con tro l’ipertensione) analgesici e antipiretici e l’amiodarone (usato per regolarizzare le aritmie cardiache) possono pesare sul fegato, rallentandone l’attività e metten done in crisi la funzionalità. n
Un dato preoccupante L’uso improprio dei medicinali oggi costituisce un dato allarmante non solo per gli effetti nocivi sul fegato. Va sottolineato per esempio come attualmente abusiamo degli antibiotici in situazioni in cui non sarebbero propriamente utili o eccediamo con il paracetamolo come antipiretico, anche quando si potrebbe farne a meno (se la temperatura è inferiore ai 38,5 °C).
•Antibiotici: se la causa non è da impu tarsi al consumo alcolico, a un’alimenta zione sregolata o a un’infezione da epa tite C, il fegato grasso può comparire in seguito all’assunzione prolungata di al cuni antibiotici, come le tetracicline ma anche amoxicillina e acido clavulanico.
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QUESTI SONO QUELLI “CATTIVI”
Fai attenzione
AI GRASSI SATURI In una dieta che mira ad alleggerire il lavoro epatico questi nutrienti vanno necessariamente ridotti
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ECCO COME SI RICONOSCONO I grassi saturi hanno quasi sempre una consistenza solida e un’origine animale; quelli insaturi invece sono più spesso liquidi (gli oli) e hanno un’origine vegetale .
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l nostro organismo ha bisogno di grassi: forniscono energia, aiutano l’assorbimento delle vitamine e di alcuni antiossidanti, sostengono la formazione cellulare. Ma non ne servono tantissimi; le linee guida per la salute raccomandano di limitarne il consumo entro il 20/25% delle calorie quotidiane. L’importante è non esagerare nel loro consumo e saper distinguere tra i diversi tipi di grassi. La prima e più importante distinzione è quella fra grassi saturi e insaturi; i primi sono più aterogeni, cioè facilitano anche l’insorgenza dell’aterosclerosi e sono i più pericolosi per il fegato. La ricerca ha evidenziato che le persone con accumuli di grasso nel fegato tendono a consumare più carne e altri alimenti ricchi di grassi saturi. Una dieta ricca di questi grassi aumenta inoltre il livello delle transaminasi e dell’infiammazione.
COME SONO FATTI I grassi saturi funzionano soprattutto da combustibile immagazzinato; si accumulano nelle cellule adipose del corpo e creano cuscinetti adiposi. Il loro compito è quello di fare da riserva energetica, ma se non vengono bruciati si accumulano e provocano la formazione di adipe. Hanno una struttura rigida e compatta, tutti gli atomi di carbonio e di idrogeno all’interno della catena sono legati fra loro con legami stretti e questo li rende poco inclini a interagire con le altre molecole.
SI TROVANO NEI CIBI ANIMALI I grassi saturi sono presenti soprattutto nei prodotti di derivazione animale. Sebbene sia sbagliato demonizzarli, poiché sono macronutrienti indispensabili per la nostra salute, devono però essere limitati
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MARGARINA: oli trasformati in grassi idrogenati in via di estinzione? in una dieta finalizzata all’alleggerimento del lavoro epatico. I grassi saturi allo stato naturale possiedono una consistenza solida o semisolida, come il burro. Si trovano soprattutto nei cibi di origine animale come carne e insaccati, formaggi, strutto... Non è vero che i grassi di origine animale sono sempre saturi: il salmone ad esempio contiene oltre il 70% di grassi insaturi, ed è un’ottima fonte di acidi grassi polinsaturi ed essenziali.
La margarina ha origine vegetale ma è tutt’altro che salutare. Un tempo veniva ricavata sempre dall’idrogenazione di oli vegetali, che attraverso questo tipo di lavorazione diventavano solidi o semisolidi. I grassi insaturi degli oli vegetali venivano trasformati in grassi idrogenati. Durante la reazione potevano anche crearsi acidi grassi trans, dannosi per la salute perché alzano i livelli di colesterolo LDL nel sangue e abbassano quelli di HDL. L’idrogenazione oggi è sempre meno usata dall’industria ma la margarina resta un prodotto ricco di grassi saturi pericolosi per il fegato. La maggior parte dei prodotti che troviamo in commercio sono il risultato di una mescolanza di grassi vegetali diversi con additivi ed emulsionanti.
I CIBI PIÙ A RISCHIO Tutti i cibi non contengono un solo tipo di grassi, ma proporzioni diverse di grassi insaturi e saturi; quelli saturi abbondano nei latticini (in particolar modo in burro, latte intero e formaggi), nella carne (soprattutto nelle parti con grasso visibile, nel lardo e nello strutto), ma anche in alcuni vegetali, come l’olio di cocco, l’olio di palma. La proporzione tra grassi saturi e insaturi contenuti negli alimenti è di circa 2:1 nei formaggi, 0.7:1 nelle carni e 0.2:1 nel pesce e negli oli vegetali.
di grassi di cui circa 1 saturi e 9 mg di colesterolo; nello scremato 0,3 g di grassi, di cui 0,2 saturi, e 3 mg di colesterolo. • I grassi saturi si trovano in molti formaggi: ad esempio in 100 g di grana ci sono 17 g di grassi saturi e 109 mg di colesterolo, nella stessa quantità di mozzarella 10 g di grassi saturi e 46 mg di colesterolo, per la ricotta, invece, 4,92 g di grassi saturi g e 31 mg di colesterolo.
BURRO, LATTE E FORMAGGI
SALUMI E CARNE ROSSA
• Il burro è uno degli alimenti più ricchi di lipidi: in 10 g di prodotto ci sono circa 8 g di grassi, di cui oltre la metà saturi, a cui vanno aggiunti 25 mg di colesterolo. • Anche il latte intero contiene quantità significative di grassi: in un bicchiere (125 ml) ci sono 4 g di grassi, di cui più della metà saturi, e 14 mg di colesterolo. I valori si abbassano nel latte in cui si riduce la parte lipidica: 125 ml di latte parzialmente scremato contengono 2 g
• I grassi saturi abbondano in particolare nei salumi. In 50 g di prosciutto cotto si trovano oltre 9 g di grassi, di cui 3 saturi; se si toglie il grasso visibile, la loro presenza si riduce a 2 g di grassi, di cui 0,7 saturi, mentre la quantità di colesterolo fornita è sempre di 36 mg. Invece 8-10 fette di salame contengono 15 g di grassi, di cui 6 saturi, e 45 mg di colesterolo. Un etto di mortadella apporta 12 g di grassi saturi e 129 mg di colesterolo. • Una fettina di carne bovina aggiunge al piatto circa 7 g di grassi, di cui più di 2 saturi, oltre a 46 mg di colesterolo. Il peso equivalente (50 g) in carne di maiale, contiene la stessa quantità di colesterolo ma meno grassi (6 g di cui 1,6 saturi). • Il pesce ha valori più bassi di grassi saturi. Un etto di acciughe apporta 2,6 g di grassi, di cui 1,3 saturi, e 61 mg di colesterolo. La stessa quantità di merluzzo contiene 0,3 g di grassi di cui 0,2 saturi e 3 mg di colesterolo; invece nel salmone gli acidi grassi saturi sono pari a 0,9 g ogni 100 g e il colesterolo è pari a 55 mg. ■
IL DIBATTITO SULL’OLIO DI PALMA Negli ultimi tempi si parla molto dell’olio di palma anche perché si ritiene che favorisca la formazione di placche aterosclerotiche. Infatti 100 grammi di olio di palma contengono 49 g di grassi saturi, ma di per sé quest’olio sarebbe anche ricco di sostanze che proteggono la salute, come carotenoidi, vitamina E e fitosteroli. Il problema è che il processo di raffinazione lo priva delle sue componenti benefiche.
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I PRINCIPI DI QUESTA ALIMENTAZIONE
Come organizzare un
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Il dISIntoSSIcante ePatIco Anche i centrifugati sono delle ottime bevande che possono sostituire una merenda, fornendo tutti i nutrienti di cui abbiamo bisogno. Un centrifugato adatto alla depurazione è fatto con mela e kiwi. Oppure prova ginger fresco (zenzero), carote, mela, finocchio. Hanno un ottimo effetto depurativo anche mela, sedano, finocchio.
Dai un taglio a grassi e proteine animali. Abbonda con i vegetali freschi di stagione
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li effetti benefici della dieta disintossicante sono immediati e facilmente visibili. Anche se esistono diverse versioni della dieta detox, a differenziarle sono soprattutto la durata e il tipo di alimenti consigliati o sconsigliati. Resta invece identica l’idea di base ovvero assumere una maggiore quantità di frutta e verdura di stagione riducendo al minino il consumo di quegli alimenti che non servono a produrre energia utile all’organismo. Ecco in sintesi i capisaldi di una dieta detox.
DEPURATI CON ERBE AMARE E CETRIOLI FRESCHI Melanzane, erbe amare come rucola, cicoria e radicchio e poi sedano, cetrioli
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sono i migliori alleati per aiutare l’organismo a liberarsi di scorie e tossine. Ortaggi dall’elevato potere saziante, le melanzane apportano poche calorie e stimolano la funzionalità intestinale, ma soprattutto hanno elevate proprietà depurative e diuretiche. Anche i cetrioli, mangiati in insalata insieme ai pomodori, costituiscono un ottimo contorno altamente drenante, mentre rucola e cicoria, ricche di principi amari detossinanti, possono essere consumate come antipasto.
TI SERVE IL BETACAROTENE, ANTIOSSIDANTE Fra i nutrienti protagonisti della dieta detox spiccano gli antiossidanti che si ricavano dal consumo di frutta, verdu-
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PRIMA DI INIZIARE
RICORDATI CHE...
• I succhi di frutta e di verdura fresca sotto forma di centrifugati o spremute fresche (non quelli confezionati) sono caldamente consigliati. L’ideale è consumarli a digiuno o 20-30 minuti prima di mangiare. • È utile bere almeno 2 litri d’acqua pura al giorno, e l’acqua con il succo di limone, che è un potente alcalinizzante.
• Il condimento consigliato per le insalate e i contorni è composto da succo di limone fresco oppure aceto di mele e olio extravergine di oliva di alta qualità. • Per dolcificare, usa il miele integrale bio in modiche quantità. • Se si lessano le verdure, usa poi l’acqua di cottura come consommè o per la preparazione di minestre ricche di sali minerali.
• Preferisci i legumi freschi e arricchisci le tue insalate con i germogli (di soia, ceci, lenticchie, erba medica e piselli): favoriranno la disintossicazione e ti forniranno preziosa energia. • Sono concessi 2 cucchiai di olio extravergine di oliva al giorno a crudo (non di più) per condire e cucinare. Si consiglia di ridurre al massimo l’uso del sale.
re e legumi. Andrebbero privilegiati in particolare i vegetali ricchi di vitamina C (arance, kiwi, limoni, pompelmi, fragole prezzemolo) e di caroteni (sono i vegetali gialli e rosso-arancioni come carote, pomodori, albicocche, zucca, pesche, mango ecc.). Una piccola insalata di carote crude gustata come antipasto, una volta al giorno, regola l’attività della ghiandola epatica e contribuisce a ridurre i livelli di colesterolo nel sangue.
ZENZERO E LIMONE: DUE INGREDIENTI ESSENZIALI Lo zenzero fresco è un eccellente stimolatore dei processi digestivi. Abbinalo al succo di limone fresco in una bevanda depurativa da consumare tutte le mattine a digiuno. Per preparare il succo allo zenzero versa nell’estrattore un limone bio con la buccia e un pezzo di radice di zenzero con la buccia. Unisci mezzo bicchiere d’acqua e mescola bene.
LA TISANA DOPO CENA Tè rooibos
L’ACIDO LIPOICO TI AIUTA A RIGENERARLO L’acido lipoico o alfa-lipoico è efficace per proteggere il corpo dallo stress ossidativo. È uno spazzino di radicali liberi lipidici e proteici (contrasta l’ossidazione dei grassi e quella delle proteine), difendendo sia dai radicali liberi intracellulari sia da quelli esterni alla cellula. Inoltre ha la capacità di rigenerare gli altri antiossidanti: vitamina C, vitamina E, coenzima Q10. L’acido alfa-lipoico è inoltre un potente promotore del glutatione, altro importante antiossidante intracellulare. Grazie alle sue proprietà questa sostanza rigenera il fegato e riduce i danni provocati dall’alcol e dalle patologie epatiche. A tavola lo trovi in patate dolci, broccoli, spinaci, lievito, barbabietole. ■
Dopo cena sorseggia una tisana depurativa scegliendo fra queste proposte: una miscela di karkadé, bacche di rosa canina, bardana e fiori di sambuco; una miscela di rooibos, anice stellato, finocchio, menta; una miscela di malva e liquirizia. La dose è sempre di un cucchiaio del mix in una tazza di acqua bollente.
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