www.riza.it NOVEMBRE 2025 n. 537 P E RI O D I C O M E NS I L E I S S N 2499- 0418 ( O NL I NE )
TROPPI PENSIERI FANNO AMMALARE
COME SMETTERE DI PENSARE TROPPO Liberare la mente da preoccupazioni, rimpianti e rancori ci salva da ansia e stress
BASTA RIMUGINARE
Puoi riuscirci subito! Così ritrovi la gioia di vivere L’editoriale di RAFFAELE MORELLI Stiamo male perché abbiamo perso la nostra unicità Riza psicosomatica è in edicola anche con:
INFLUENZA I RIMEDI VERDI CHE FUNZIONANO
ECO PACK
Direttore responsabile: Raffaele Morelli Condirettori: Vittorio Caprioglio, Daniela Marafante Direttore generale: Liliana Tieger
A cura dell’Istituto Riza di Medicina Psicosomatica
Redazione: Giorgio Barbetta (caporedattore) Progetto grafico: Roberta Marcante Impaginazione: Stefania Bignami Comitato scientifico: Ervin Laszlo (presidente), Maria Ceriani, Emilio Minelli, Maurizio Cusani, Pietro Fornari, Maria Rita Parsi, Fiorenza Zanchi
NOVEMBRE 2025
HANNO COLLABORATO Testi: M. Battistutta, P. Fornari, C. Marazzina, M. Monciotti, M. Morelli, N. Morelli, T. Morelli, J. Procaccio Immagini: A. Ruggieri, Adobe Stock, Shutterstock Copertina: A. Ruggieri Direttore Pubblicità: Doris Tieger Responsabile amministrativo: Danila Pezzali Segreteria di Direzione: Daniela Tosarello Ufficio tecnico: Sara Dognini Ufficio abbonamenti: Maria Tondini REDAZIONE, AMMINISTRAZIONE, SERVIZIO ABBONAMENTI E PUBBLICITÀ: Edizioni RIza S.p.A. via L. Anelli 1, 20122 Milano, tel. 02/5845961 (8 linee r.a.) PUBBLICITÀ: Edizioni RIza S.p.A. via L. Anelli 1, 20122 Milano, tel. 02/5845960 e-mail: advertising@riza.it Stampato in Italia da: Rotolito S.p.A. Stabilimento di Cernusco Sul Naviglio (MI) Distribuzione per l’Italia e per l’estero: SO.DI.P SRL, via Bettola 18, 20092 Cinisello Balsamo (MI) Una copia € 4,50, arretrati € 9,00. Abbonamento annuale (12 numeri): Italia: € 36,00. Paesi europei: € 102,00. Altri Paesi: € 126,00. Oceania: € 219,00. Versamenti da effettuare sul C.C.P. n. 25847203, intestato a Edizioni Riza S.p.A., via L. Anelli, 1 - 20122 Milano. Autorizzazione del Tribunale di Milano n. 190 del 19-4-1980. ISSN 0394-9982 (PRINT) ISSN 2499-0418 (ONLINE)
www.riza.it info@riza.it (Edizioni Riza) rizapsicosomatica@riza.it (Riza psicosomatica) riza@riza.it (corsi Istituto Riza) abbonamenti@riza.it (abbonamenti) advertising@riza.it (pubblicità)
GARANZIA DI RISERVATEZZA PER GLI ABBONATI L’Editore garantisce la massima riservatezza dei dati forniti dagli abbonati e la possibilità di richiederne gratuitamente la rettifica o la cancellazione scrivendo a: Edizioni Riza - via L. Anelli, 1 20122 Milano. Le informazioni custodite nell’archivio elettronico Riza verranno utilizzate al solo scopo di inviare agli abbonati vantaggiose proposte commerciali (art. 13, d.lgs 196/2003 tutela dati personali).
Associato a:
n. 537 diretta da Raffaele Morelli
SOMMARIO A tu per tu
La medicina naturale
con Raffaele Morelli L’Editoriale Morelli risponde
4 10
Riza al tuo fianco Disagi interiori Disturbi psicosomatici Curarsi con i sogni Coppie e amori Raccontalo a Riza Prenditi cura di te
14 16 18 20 22 24
26
Il giornale delle Soluzioni PSICOSOMATICA L’armonia interiore tiene lontane le malattie
30
IMPOTENZA Un disagio che ti può portare verso il vero te stesso 90
Meditare con le immagini Impariamo dagli antichi Le tecniche dell’anima Colora il tuo mandala La via della saggezza
100 104 106 108 110
Quelli che chiami difetti possono diventare i punti di forza della tua unicità.
Incontri di gruppo in presenza Tutti i giovedì dalle ore 17.00 presso il Centro Riza di MIlano SCOPRIAMO LE NOSTRE RISORSE INTERIORI
38
Il tema del mese Come smettere di pensare troppo
La visione psicosomatica
INCONTRI CON RAFFAELE MORELLI
LE RELAZIONI Genitori anziani? Una risorsa, non un problema 34 BUONE ABITUDINI Sognare a occhi aperti fa bene a mente e corpo
74 80 84
Autoterapia
I codici della guarigione Rossella e la sua tartaruga hanno spento quell’eccesso di pensieri inutili
Corpo e salute Psiche e natura Alimentazione e benessere
44
Gli incontri terapeutici del giovedì con Raffaele Morelli sono workshop pratici dove vengono insegnate le tecniche fondamentali per ritrovare il benessere interiore. Interagendo direttamente con Raffaele Morelli sarà possibile ricevere consigli efficaci per affrontare i disagi esistenziali e i disturbi psicosomatici che a volte ci travolgono. Un approccio unico e originale, che cambierà per sempre il tuo modo di pensare. Per informazioni: Centro Riza di Medicina Naturale Tel. 02/5820793
L’editoriale Di Raffaele Morelli. raffaele.morelli@riza.it
I disagi? Sono un Non stiamo male per quello che ci è capitato, ma perché abbiamo rimosso ciò che ci rende unici: i disagi vogliono riportarlo alla luce. La psicologia lo dimentica, costringe le persone a ripercorrere il proprio dolore e così lo ricrea. La guarigione invece arriva quando ritrovi la tua immagine guida, la custode del tuo essere autentico
Q
Illustrazione di Alberto Ruggieri
uando una persona viene da me in psicoterapia - e come me fanno tutti gli psicoterapeuti di Riza - cerco di trovare che cosa c’è in lei di eccezionale, di diverso da tutti gli altri. gni fiore è unico e va accudito secondo le sue caratteristiche. Mai e poi mai penso che una persona starà meglio rivivendo il suo passato. Eppure molti psicoterapeuti ritengono che solo attraversando il dolore causato dai traumi, rivivendolo, si può guarire. Così molti pazienti passano mesi tra una seduta e l’altra a raccontare più e più volte quelli che chiamano i loro drammi. I grandi Maestri dell’Anima ci hanno invece insegnato che continuare a parlare di ciò che è accaduto cronicizza i disturbi. Sbagliamo profondamente quando vediamo i nostri disagi come causati da situazioni oggettive, perché in realtà l’anima sta cercando di partorire quel lato di noi sconosciuto che non abbiamo ancora visto. Inutili ragionamenti «Da un anno a questa parte - mi scrive Alessia - mi sono trovata in crisi e ho preferito chiedere aiuto a una psicologa che potesse supportarmi. Vede, il punto che ci tengo a esprimere non è tanto il fatto che ho 4
Riza psicosomatica
deciso, dopo 10 anni di matrimonio, di parlare al mio ex marito di ciò che ci stava succedendo come coppia, e non è neanche il malessere che percepivo costantemente negli ultimi anni di matrimonio finché la mia anima, come dice lei, mi ha condotto a parlare; infine non nemmeno il fatto che ora siamo separati, per fortuna in modo pacifico ognuno vive in case diverse, lui ha pure cambiato città per motivi di lavoro e abbiamo iniziato l’iter giuridico per ottenere la separazione e
IL BLOG DI MORELLI Cerca gli interventi e i video che ti aiutano a superare i piccoli e grandi problemi con te stesso e con gli altri: riza.it/raffaelemorelli.html
parto dell’anima
poi il divorzio. Vede, il punto non è neanche il mio passato di ragazza anoressica clinica per disturbi alimentari, con anche un ricovero, per poi pian piano uscirne. Il punto, ancora, non è nemmeno l’operazione al cuore a cui sono stata sottoposta in età adolescenziale, che mi ha donato una nuova vita a livello fisico, ma anche una cicatrice molto evidente che ormai mi appartiene e attraversa in verticale il mio petto. Il punto vero è che in questo ultimo anno di psicoterapia non ho fatto altro che parlare ripetutamente dei miei dolori, dal mio ex marito al mio papà, ai miei genitori, alla mia anoressia, alla cicatrice, al disagio fisico, ai miei amori, e così via. Ecco, rivedendo un suo video mi sono chiesta se fosse giusto in
psicoterapia soffrire sempre e di continuo. Quasi ogni seduta era un pianto a dirotto, dopo un’ora uscivo stremata; sono giunta dopo più di un anno a dire basta, adesso voglio prendermi una pausa perché non voglio pi soffrire. a psicologa non era d accordo perché, secondo lei, solo attraversando il dolore e rivivendolo che se ne esce. Non è che non voglio indagare il mio dolore, ma l’ho già fatto mille volte. Basta!». Spesso colleghiamo i disagi alle cause esterne e il dolore viene quasi sempre riempito di ragionamenti, di pensieri. Il mio lavoro mi ha insegnato che più si parla delle cose che sono successe e più si sta peggio, molto peggio, perché si chiama in campo l’energia del passato, che è morta. Molte volte, come è successo ad lessia, si finisce per riparlare di ciò che è già stato superato, dimenticando che il nostro Sé, con le sue risorse, ci aveva già portato alla guarigione. I dolori durano poco se cerchiamo dentro di noi la nostra unicità, che è fatta di immagini che non assomigliano a quelle di nessun altro. C O NT I NU A A P A G . 6
Novembre 2025
5
L’editoriale La psicoterapia non è il luogo in cui parlare dei traumi e riviverli, ma quello in cui cercare tutto quello che di misterioso c’è nella persona S E G U E
D A P A G . 5
Smetti di parlare di te Milena, dopo molti anni di psicoterapia, ha dovuto lasciare il suo psichiatra perché andava in pensione: le ha consigliato un nuovo terapeuta. Ma, racconta, «l’idea di dover ricominciare da capo, raccontargli gli eventi e le situazioni in cui ho vissuto i malesseri più grandi e profondi per tantissimi anni, proprio non mi andava. Sentivo che solo l’idea di doverli “riesumare” da dove erano stati “archiviati”, dove erano stati ben collocati là, in fondo, dal mio cervello, negli angoli più remoti dove dovrebbe collocarsi la vita passata, la sola idea, ripeto, mi faceva venire l’ansia, l’agitazione e pure il panico, gli stessi disagi che mi avevano fatto decidere di andare dallo specialista. Io però assumevo ancora i 10 mg di Sereupin, prescritti dal mio medico di famiglia. Un giorno di marzo del 2023, entrando in cartoleria, ho visto un suo libro e le riviste di Riza psicosomatica. Le ho comprate. Parlavano di come vincere ansia, disagi, depressione. Poi, non so come, apparentemente in un modo del tutto casuale o forse il mio é che me li ha fatti incontrare , ho visto i suoi video, che sono stati una vera e propria terapia psicologica, una rivelazione che mi ha aperto un mondo. o imparato da lei il perché la parte più profonda di noi ci manda i disagi e non perché siamo sbagliati, ma perché stiamo sacrifi cando una parte importante della nostra essenza, quella che ci caratterizza e che ci rende esseri unici e irripetibili. Ho cercato di imparare, attraverso le sue tecniche, ad ascoltare e ad accettare i disagi che continuavano (e continuano) ad arrivarmi senza collegarli ad una causa precisa e ho dimezzato da sola il farmaco, da 10 mg a 5 mg. Ora da 5 mg, sono passata a 2,5 mg e conto di eliminare anche quelli nel tempo». L’immagine che ti protegge La psicoterapia è il luogo in cui cercare tutto quello che di misterioso c’è nella persona, tutto quello 6
Riza psicosomatica
che non ha niente a che vedere con i disagi. È molto sbagliato vedere solo il disturbo, perché ogni essere vivente ha le sue caratteristiche e, come scrive Milena, «non stiamo male per quello che ci capitato ma semplicemente perché abbiamo rimosso ciò che ci rende unici e irripetibili». Perché faccio chiudere così spesso gli occhi ai miei pazienti? Quando una persona immagina, le sue fantasie non sono mai uguali a quelle di un altro, sono solo sue e, come i sogni, vivono fuori dal tempo, cioè dove riposa la nostra eternità. Ogni volta che immaginiamo siamo nell’eterno, dove vive il Sé e dove la cura arriva spontaneamente. Francesca (40 anni) ha sofferto di attacchi di panico e di ansia gli ultimi 5 anni della sua vita. Come ne è uscita? «Sono stata da un bravissimo psicoterapeuta del vostro gruppo - mi ha scritto in una mail - il uale non mi ha fatto pi parlare né dei genitori, né delle brutte cose che mi sono successe, ma in ogni seduta chiudevo gli occhi e immaginavo. Vedevo il mio animale guida, un corvo, che vegliava su di me, mi proteggeva la notte e ogni volta che l’ansia stava per arrivare immaginavo la sua presenza che mi rassicurava. Da quando c’è Mayo - così ho chiamato il mio corvo - ho ripreso a guidare la macchina, prendo anche l’autostrada, cosa che per me era impossibile, la notte dormo benissimo e la sessualità è scesa nuovamente in campo. Sto bene, sì, sto veramente bene! Rispetto a prima immagino e non penso più, anzi, come dite voi, non rimugino più». Immaginare, fantasticare, non è ricordare, ma inventare nuovi mondi. Dalla notte dei tempi tutti gli essere umani avevano animali e piante protettrici, mentre oggi ci rifugiamo nell’analisi del passato e negli psicofarmaci. Immaginare è il nostro sapere vivente, qualcosa di antico che ci abita da sempre, dove vive l’energia primordiale dell’anima. ■
Augura buon Natale e buon 2026 con RIZA Regala il benessere! Scegli un abbonamento: un dono che dura tutto l’anno
RIZA PENSERÀ A TUTTO, COMPRESI I TUOI AUGURI
Regala e regalati un abbonamento RIZA Per te, per i tuoi cari, amici o colleghi, scegli la rivista Riza più adatta MENSILI
1
Abbonamento a Dimagrire
37€
valore commerciale
di 97,20 12 numeri
2
L’agenda della felicità
La dieta dell’indice glicemico
Come riattivare il metabolismo in 5 mosse
Abbonamento a Salute Naturale
36€
valore commerciale
di 92,40 12 numeri
3
L’agenda della felicità
Le cure naturali per la salute degli organi
Glicemia alta. Come vincerla in modo naturale
Abbonamento a Riza Psicosomatica
36€
valore commerciale
di 90,40 12 numeri
L’agenda della felicità
Come ritrovare la calma interiore
Impara a prenderti cura di te (ogni giorno)
4
Abbonamento ad Antiage
36€
valore commerciale
di 107,20 L’agenda della felicità
12 numeri
Il mini digiuno ti fa dimagrire subito
Rigenera il cervello dopo i 50 anni
BIMESTRALI
5
6
Abbonamento ad Alimentazione Naturale
Abbonamento a Curarsi Mangiando
27€
27€
valore commerciale
valore commerciale
di 40,80
6 numeri
7
di 40,80
L’agenda della felicità
6 numeri
8
Abbonamento a Le ricette Perdi Peso
L’agenda della felicità
Abbonamento a Riza Relax
27€
27€
valore commerciale
valore commerciale
di 40,80
6 numeri
L’agenda della felicità
Abbonarsi è facile!
Chiama il numero: 02/5845961 Oppure invia un sms: 331/9656722 Manda una e-mail: ufficioabbonamenti@riza.it Collegati al sito: riza.it (area shop)
di 46,80
6 numeri
L’agenda della felicità
Per il pagamento: Bollettino di c/c postale n. 25847203 intestato a Edizioni Riza S.p.A. - Milano Carta di credito e paypal direttamente dal sito: riza.it (area shop) Bonifico bancario Iban: IT64D0623001624000030831452 Intestato a Edizioni Riza S.p.A. (Specificare la causale)
Morelli risponde Le email al direttore. raffaele.morelli@riza.it
Mi ha tradito, come posso
andare oltre la rabbia? Quando veniamo traditi può travolgerci un’ira che acceca. Quell’emozione ci aiuta a bruciare il passato e a uscire da una bolla di illusioni. Allora possiamo diventare autentici e trovare il nostro vero percorso
«P
er anni ho vissuto in una bolla - mi scrive Marta - pensavo fossimo una famiglia felice. Invece aveva un’altra! Ho sentito un dolore pazzesco, poi una rabbia indescrivibile. Ho cercato un amico che non vedevo da anni e ci sono andata a letto solo per vendetta. Non mi sono ricordata che lui nemmeno mi piaceva, non mi piace il suo odore… Ero così furibonda che ho pensato di fargliela pagare, ma non è servito a nulla, anzi è peggio. Ora sono passati mesi ma sto ancora male. Cosa devo fare?». Per prima cosa: quando arriva la rabbia, la sento, mi lascio invadere, la guardo, ma senza spiegazioni, senza ragionamenti, senza cause. Questo è il modo giusto di stare con se stessi. Ciò che emerge dentro di noi, il dolore, la rabbia, non va mai legato ad eventi esterni. Se colleghi la rabbia a lui, al tradimento, attivi un motore che si auto-alimenta. Ogni emozione che si presenta va sganciata dal passato e vissuta in modo “puro”: il passato è morto. L’emozione, il disagio, sono un appello al futuro. Il dolore ti rende vera Seconda cosa: pensiamo che le cose accadano contro di noi. Invece siamo noi che le facciamo diventare “contro”. Lui ti ha tradito? Prova a chiederti: e se il tradimento ti servisse per conoscere un’altra Marta, la Marta autentica? Se fosse necessario per farti smettere di recitare la parte della brava mogliettina nella famigliola felice? Non ti sei accorta che lui ti tradiva da anni! Vuol dire che non vivevi con lui, ma con una fantasia di matrimonio perfetto. Ma tu non sei nata per quella recita: senza il tradimento non l’avresti saputo. In 10
Riza psicosomatica
questa situazione, sai qual è l’unica cosa autentica? Il dolore che provi, la rabbia: loro sono autentici. Il resto sono fantasie che hai prodotto tu: la famiglia perfetta, l’orgoglio («come ha potuto farmi questo»), l’immagine pubblica («chissà cosa pensano gli altri»)... Tutte fantasie inutili. Le abitudini mentali ci fanno diventare delle figurine e ci tolgono pezzi di anima. Ma qualcosa di te non è la figurina! È per quel qualcosa che vivi. Ora, la rabbia è l’effetto del tradimento, o piuttosto il tradimento ti serviva per conoscere un’altra te stessa? Fai vivere un’altra te stessa Il dolore è evolutivo, per questo deve durare poco: il tempo necessario. Sai perché stai ancora male? Non per il tradimento, che in realtà ti ha liberato da una finzione e sta creando una donna dal ruolo di bambina che recitavi: stai male perché hai in mente la solita Marta, la Marta che fa la moglie perfetta. Ecco: stai male perché si è rotta quell’immagine cui eri tanto abituata e dici: «Com’è possibile? Come ha osato? E ora come faccio?». Guardi con gli occhi del passato. Sei andata addirittura a cercare un uomo nel passato, non ti sei neanche ricordata che non ti piaceva il suo odore! Come puoi fare l’amore con uno di cui non ti piace l’odore? Se resti catturata nel passato, se hai in mente solo la Marta che c’era, non puoi conoscere le tante Marta che ci sono. Guarda le cose diversamente: il dolore è un parto. È la rottura delle acque dell’anima che sta facendo la nuova Marta, che ti sta portando su un altro lato di te che tu non vedi. La verità è che possiamo conoscere e crescere soltanto attraverso le
L’ESERCIZIO
Invece di pensarci continuamente, scrivi cosa senti
Q
uando qualcosa ti fa soffrire, invece di rimuginarci sopra o di andare subito a parlarne con qualcuno, prova a scrivere cosa ti fa soffrire. Prendi un quaderno o un’agenda e descrivi quello che senti. Scrivi a mano, perché il gesto manuale ha già di per sé un effetto benefico e rilassante sulla mente. Stimola la creatività e allontana dai ragionamenti. Attenzione: non analizzare il motivo per cui soffri, o le colpe, ma semplicemente descrivi i tuoi sentimenti e le tue sensazioni, quello che stai provando in quel momento. È un’operazione che ti insegna a stare con le tue emozioni senza giudicarle, senza intervenire sulla base di convinzioni mentali, lasciando che l’anima faccia maturare nel buio le tue emozioni, come un seme che fiorirà quando è il tempo giusto. Impara a osservarti, a essere amico di te stesso, a non buttarti via in lamenti e chiacchiere inutili. Scrivere è un toccasana: è un atto liberatorio, che ci fa toccare corde profonde della nostra anima. È diverso dal ragionare, perché per descrivere quello che provi in quel momento devi osservarlo, devi trasformarlo in un’immagine. Pensare a un problema lo rende più sfuggente e complicato, scriverlo ti permette di afferrarlo e di bloccarlo.
ferite, altrimenti stiamo fermi. Ora la rabbia sta forgiando in te una nuova energia. L’importante è che tu smetta di farti dirigere dalle tue convinzioni, che inizi a guardare l’interno senza commenti e ad assecondare il processo naturale di cambiamento che è già cominciato e che la scoperta del tradimento, col relativo dolore, ha attivato. Bisogna lasciare al dolore il suo spazio, non lo si deve giudicare o collocare
nel passato o nel futuro, né legarlo alla persona che pensiamo lo abbia causato. È il nostro dolore e basta. Bisogna dirsi queste semplici parole: «Vieni dolore, finché vorrai resta con me, io non faccio niente, sto qui e basta». Quando si agisce così, si può comprendere una cosa fondamentale: nessuno sta male perché è accaduto qualcosa di esterno, ma perché resiste a ciò che è successo. ■ Novembre 2025
11
Il nuovo libro di Raffaele Morelli Molte persone vengono in psicoterapia per risolvere il problema del disagio che invade la loro interiorità. Pensano che l’ansia, la depressione o le ossessioni derivino da una vita sbagliata o da ferite inguaribili; ma ciò che realmente manca loro è il contatto con qualcosa di nascosto, di invisibile, che pure fa parte di noi. Nella nostra interiorità abita un sapere antico, qualcosa che agisce incessantemente e si prende cura di noi, anche quando non ce ne accorgiamo. Questa è l’anima.
DALL’11 NOVEMBRE IN LIBRERIA
R
IZA al tuo fianco LE DOMANDE DEI LETTORI E LE RISPOSTE DEGLI ESPERTI
Di Vittorio Caprioglio, Daniela Marafante, Chiara Marazzina e Andrea Nervetti
14
DISAGI INTERIORI DUBBI E CONFUSIONE Non sai se cambiare lavoro? Stai attenta solo a ciò che senti
20
COPPIE E AMORI VIVERE CON UNA RAGAZZA MADRE Lei è una donna forte, non ha bisogno che tu la sostenga o assista
16
DISTURBI PSICOSOMATICI COLITE Quando l’intestino dice “no” al posto tuo
18 CURARSI CON I SOGNI UN SOGNO IMPORTANTE L’inconscio parla: se lo ascolti entri nel mistero e trovi te stessa
22
RACCONTALO A RIZA Il mal d’amore dura poco se non lo alimenti tu
26
PRENDITI CURA DI TE NELLA FINE C’È UN INIZIO Il disagio è sempre l’invito a un nuovo viaggio
Novembre 2025
13
R
IZA al tuo fianco DISAGI INTERIORI
di Vittorio Caprioglio, medico psicoterapeuta
DUBBI E CONFUSIONE
Non sai se cambiare lavoro? Stai attenta solo a ciò che senti «D
a anni, ormai, svolgo un lavoro che non mi rende felice, in più mi assorbe mentalmente anche quando sono a casa, per il carico di responsabilità che mi sono presa per fare in modo che tutto funzioni al meglio. Con il tempo ho avuto problemi con alcuni colleghi svogliati che intralciavano i miei sforzi di miglioramento. Di recente ho avuto una proposta per un lavoro simile, ma in un ambiente piu stimolante e dove, anche se con sacrifici di orari, guadagnerei molto di più. Ecco allora il dilemma: resto a fare un lavoro sicuro e comodo, ma noioso e deprimente, o mi butto in qualcosa di piu stimolante ma insicuro? MI dia un consiglio». Marina
C
ara Marina, forse non sono queste le domande che ti dovresti fare. Nel senso che, in realtà, non c’è nessuno che, meglio di te, può “sentire” che strada prendere. Chiunque ti desse un consiglio finirebbe per scegliere secondo la propria sensibilità e non secondo quella di Marina. Quindi ascoltati, e soprattutto evita di tormentarti
14
Riza psicosomatica
a suon di domande o cercando consigli, perché è proprio questo atteggiamento che ora ti fa vedere tutto confuso. Semplicemente non pensare a nulla e aspetta che la scelta maturi dentro di te, solo sulla base di come ti fa sentire una prospettiva o l’altra. Al momento opportuno verrà a galla e sarà la decisione migliore in questa fase della tua vita.
L’INCONSCIO NON MENTE Il viso è un palcoscenico, le emozioni sono gli attori
«D
a qualche anno a questa parte ho un problema che riguarda un’espressione involontaria del mio viso. Mi succede quasi sempre quando sono in compagnia e devo parlare o esprimere la mia opinione: il mio labbro inferiore assume un’espressione che io non riesco a controllare, potrei dire che sembra un’espressione di disgusto, oppure è come se mi cadesse involontariamente qualcosa dalle mani e fossi preoccupata. A volte addirittura quando devo parlare le mie labbra si bloccano e non riesco a formulare bene le parole. Questo succede principalmente quando le persone mi guardano mentre parlo, infatti se la persona con cui converso non mi guarda in quel momento o, meglio ancora, se sono al telefono, il problema non si presenta. Può essere una reazione inconscia? Oppure è meglio che mi faccia controllare?».
Silvana
C
ara Silvana, devi tener presente che il volto è una sorta di palcoscenico su cui si presentano le nostre emozioni. Se tu osservi un bambino, che è il massimo della spontaneità, vedrai quante espressioni differenti si susseguono in un minuto sul suo viso. Il problema nasce quando, crescendo, impariamo a dissimulare ciò che proviamo in nome della “buona impressione” che vogliamo fare agli altri, oppure quando non vogliamo tradirci e facciamo di tutto per non lasciar trasparire ciò che proviamo. Io credo che il tuo problema stia proprio qui, nel voler proporre al mondo un’immagine di te che non corrisponde a ciò che provi per davvero: tra te e il tuo mondo interiore (o, se preferisci, inconscio) si è creata una distanza che ti suggerisco di colmare, magari facendoti affiancare da uno psicoterapeuta che ti aiuti a fare un percorso per ritrovare la naturalezza perduta.
STRESS E UFFICIO Colleghi molesti: inutile sopportare, meglio affrontarli
«L
avoro in un ufficio open-space con altre sei colleghe e a volte nell’ambiente c’è veramente troppo rumore. Inoltre una delle colleghe è perennemente arrabbiata con il mondo, con i parenti, con gli extracomunitari, con gli evasori fiscali e chi più ne ha più ne metta. Dalle 8 di mattina alle 17 di sera lei parla continuamente con livore e cattiveria di tutto e di tutti. A volte anche con espressioni volgari e sporche. Parla, parla, parla… Un incubo. Anche se non voglio assimilare il suo livore e metto in atto vari metodi per non sentirla, qualcosa entra nel mio cervello e mi rende infelice e stanca. Che fare?». Giulia
C
ara Giulia, comprendo che in una situazione simile non sia semplice estraniarsi. E a volte nel lavoro capita di incrociare soggetti “difficili” e gestirli è un problema. L’unica considerazione che posso proporti è di affrontare in modo il più possibile sereno la tua collega direttamente, esponendole il problema: a volte le persone non si rendono conto del fastidio che provocano ed è invece importante assi-
curarsi che ne siano consapevoli. In quest’operazione coinvolgerei le altre quattro colleghe che lavorano con te, in modo da far gruppo e affrontare insieme quello che è sicuramente un disagio anche per le altre. Non puoi evitare di affrontare la cosa, sarebbe come inviare alla tua collega molesta un messaggio di questo genere: “Continua pure così, noi comunque ti sopportiamo”. Sarebbe del tutto controproducente. ■ Novembre 2025
15
R
IZA al tuo fianco
DISTURBI PSICOSOMATICI di Daniela Marafante, medico psicoterapeuta daniela.marafante@riza.it
COLITE
Quando l’intestino dice “no” al posto tuo Spesso il corpo comunica ciò che non abbiamo il coraggio di ammettere con noi stessi. Ad esempio che ci sentiamo invasi e vorremmo reagire. Come è successo a Raffaella con la sua fastidiosa colite…
R
affaella arriva in psicoterapia per una forma di colite molto violenta. «Ho 30 anni - racconta - e fino a qualche mese fa vivevo da sola nel mio appartamento in periferia. Poi Carlo, il mio ragazzo, che di carattere è un po’ invadente, ha espresso il desiderio di stare più tempo con me e di fatto si è trasferito a casa
IL SIMBOLO
Uno sfogo che colpisce chi vuole apparire perfetto
L
a colite è il classico mal di pancia accompagnato da scariche diarroiche, spesso dolorose. Può essere causata da un’infiammazione del colon, da stress, disturbi d’ansia, spaventi, infezioni batteriche, virali o da parassiti. Rischiano di somatizzare a livello intestinale gli individui ossessionati dalle pulizie e dall’ordine. Oppure persone che, per un bisogno di controllo eccessivo, devono essere sempre puntuali, precise e coscienziose su tutto. Rigidità e poca capacità di adattamento rendono difficoltoso accettare ciò che non si è già sperimentato e ancor di più ciò che ci sembra scorretto. Aggressività e sessualità sono i terreni più a rischio perché, secondo questi soggetti, mettono in luce le parti di sé che ritengono più “sporche” e sbagliate.
16
Riza psicosomatica
mia». «Era la prima volta che condivideva i suoi spazi?», le chiedo. Subito sento che la paziente sta diventando piuttosto agitata e non mi guarda più negli occhi, come se si vergognasse di quello che mi sta dicendo. «Be’, sì… All’inizio ero contenta, mi sembrava tutto bello, ma poi sono emerse abitudini diverse e non avevo più tutto lo spazio di prima per me. È iniziato il disagio: mi è arrivata, ad aggravare la situazione, una fastidiosa colite che mi colpisce non appena mi sveglio al mattino. Il tempo di un bacio o una coccola frettolosa e devo correre in bagno. Un vero e proprio incubo! Io non voglio che accada, ma la colite è più forte di me, evidentemente ha delle opinioni tutte sue». Un conflitto nascosto La soluzione al suo disagio, spiego a Raffaella, sembra già contenuta proprio nella sua frase finale. La colite è un disturbo che ci mette di fronte a tutto ciò che a livello mentale non riusciamo ad affrontare. Nel suo caso, direi, le nuove condizioni di una vita a due e il conflitto interiore che le creano. Quando qualcosa non va e tuttavia non siamo pronti a cogliere e ad accettare come giusti i segnali del malessere e ad affrontare la situazione senza sentirci in colpa, il nostro corpo incarica qualcun altro, in questo caso l’intestino, di mettere le cose a posto. In questa circostanza lo fa con un disturbo dal forte impatto fisico ed emotivo: la colite. Le scariche sono i grumi emotivi che non vogliamo accettare. Ma attenzione, la colite non è
un giudizio su “convivenza sì o no”. Raffaella deve piuttosto valutare l’impatto che ogni cambiamento le crea e che non ha il coraggio di condividere con il suo compagno. Senza trattenersi, può parlargli delle sue abitudini, arrivare anche al litigio, se è necessario: non è lei la sola che deve risolvere le novità della convivenza, ma lo sono tutti e due. Pensieri sporchi «Ma dottoressa, le scariche non sono dunque “pensieri sporchi”?» chiede la paziente con un sospiro di sollievo. «Non mi devo vergognare?». «No Raffaella, i cosiddetti “bassi istinti” non sono cattivi: lo diventano se li rifiutiamo. Il colitico spesso è una persona che vuole sentirsi pulita, fuori e dentro, ordinata, corretta: le sue scariche diarroiche rappresentano un modo per far valere quelle parti che, per mantenere quella facciata con se stessa e con gli altri, è costretta a negare». «È proprio così: anch’io a volte ho pensieri e desideri “sporchi”, e ho sempre pensato che fossero sbagliati, da nascondere. Ora cercherò di farli uscire con un rapporto vero con il mio compagno». ■
L’ESERCIZIO
Avvolgi con la luce i lati “sbagliati” di te
Q
uando avvertite che il vostro intestino è “arrabbiato” e vuole liberarsi dalle cose “sbagliate” che contiene, provate a fare questo esercizio immaginativo: vi aiuterà ad accogliere ciò che non accettate e a “mescolare”, ad esempio, la rabbia con la serenità. Sdraiatevi in un angolo silenzioso o sedetevi su una poltrona comoda. Chiudete gli occhi, mettete le mani sulla pancia e immaginate che dentro di voi ci sia una lotta tra cose che la vostra coscienza ritiene brutte e sbagliate. Ora spostate una mano sulla vostra fronte e immaginate che al di sotto di lei si crei una luce calda e dolce che si sta muovendo verso la vostra bocca, poi verso la gola e via via: questa luce che vi dà pace e piacere arriva alla pancia. Qui incontra il grumo di “cose brutte” e quando le tocca, loro si fermano: sono curiose perché quella luce piace anche a loro e non le fa più sentire sbagliate. La luce le abbraccia, le coccola e loro smettono di lottare. Aprite gli occhi e godetevi il piacere che state provando nella vostra pancia e in tutto il corpo.
Novembre 2025
17
R
IZA al tuo fianco
CURARSI CON I SOGNI di Chiara Marazzina, psicologa e psicoterapeuta chiara.marazzina@riza.it
UN SOGNO IMPORTANTE
L’inconscio parla: se lo ascolti entri nel mistero e trovi te stessa «H
o fatto un sogno davvero strano. Sono a Pompei e cammino con un mio collega vestito da romano, ha l’alloro sulla fronte, sulla destra c’è la casa dei “Casti Amanti” e gli chiedo di entrare, ma lui risponde che non vuole. Poi la scena cambia e mi ritrovo in un tempio, ma non è un tempio romano: ha una doppia rampa di scale, assomiglia alla scalata delle piramidi Maya, io sono vestita da sacerdotessa e quando arrivo alla sommità c’è una statua, incassata
P
ompei è il simbolo di uno spazio interiore smarrito e riportato in vita. Il collega rappresenta invece un aspetto maschile, legato alla razionalità, alla cultura, alla tradizione. Il fatto che non voglia entrare nella casa dei Casti Amanti segnala una resistenza ad accedere a una dimensione erotico-affettiva o intima. Poi
18
Riza psicosomatica
nel muro, che assomiglia alla Dea Kalì, con tante braccia; mi avvicino per toccarla con la mano sinistra e vengo colpita da un fulmine che mi scaraventa a terra. Dalla statua comincia a sgorgare sangue che cade sulle scale e, dato che il pavimento è tutto intagliato, entra in quest’intaglio e fa apparire una grandissima iscrizione. Non leggo quello che c’è scritto, ma so che è una lingua che non conosco, non si tratta né del latino, né del greco. Poi mi sono svegliata». Sara
la protagonista lascia Pompei e sale verso qualcosa di più arcaico e selvaggio. Il tempio ricorda una piramide Maya, quindi un luogo di culto legato alla natura, alla morte, al sacrificio. Sara è vestita da sacerdotessa ed entra quindi nel ruolo di mediatrice tra conscio e inconscio: entra così in scena la sua parte femminile. La statua ricorda la Dea Kalì, che accompagna nel passaggio verso la morte, simbolo della distruzione dell’ego e della rinascita, ed è incassata nel muro, come se provenisse dalla roccia, cioè dalla materia originaria, dall’inconscio profondo. Le molte mani indicano potenza e azione molteplice. Quando Sara tocca la statua con la mano sinistra viene colpita da un fulmine, che è il portavoce di una rivelazione improvvisa, ma anche una scossa che la tocca profondamente. Vie-
ne scaraventata a terra: si tratta di una morte simbolica che porta a rinascere a nuova vita. Il sangue che sgorga è energia vitale, ma esprime anche una sorta di sacrificio sacro. Il pavimento inciso rivela che esiste un ordine profondo e nascosto nel caos apparente. La scritta che emerge non appartiene alla dimensione del conosciuto, questo indica che l’inconscio sta parlando a Sara con un linguaggio che non può essere compreso razionalmente. Cara Sara questo è un sogno importante: ti sta dicendo che puoi superare il tuo modo di essere razionale ed entrare nel mistero, in un cammino di riunificazione con componenti di te antiche e sconosciute. La scritta finale che non riesci a leggere è forse un messaggio da parte del tuo nucleo interiore che deve essere ancora decifrato dalla tua vita cosciente.
UN SOGNO DI CRESCITA Un treno fantastico ti accompagna verso il futuro
«I
n sogno sono su un treno quasi vuoto, ma mi accorgo che c’è anche una persona che conosco nella realtà, uno scrittore e curatore di mostre. A un certo punto penso che devo prendere una medicina che mi tiene in vita e capisco che anche lui deve prenderla. Glielo dico. Questa medicina si trova aprendo dei libri, dentro ci sono delle scatolette con le pastiglie. Poi qualcuno apre i finestrini del treno (un lato del treno è contro un muro) e da entrambi i lati entra la luce, si vede il paesaggio. Curiosa coincidenza: la mattina dopo, la prima mail che ricevo è il comunicato di una mostra, curata da lui, che parla di futuro». Ludovica
I
l treno, nei sogni, è spesso immagine del proprio percorso di vita: il fatto che questo sia quasi vuoto suggerisce che la protagonista lo compia da sola. Il personaggio conosciuto anche nella realtà, potrebbe incarnare le qualità della sognatrice, che sa scrivere e possiede conoscenze artistiche. La medicina che “tiene in vita” si trova nei libri: a livello simbolico significa che la guarigione, la vitalità psichica, viene dall’immaginario, dalla conoscenza, insomma dal nutrimento della mente e dello spirito. Le finestre che si aprono e lasciano entrare la luce
segnano un passaggio di coscienza: il treno prima era chiuso, aderente a un muro, improvvisamente si illumina e appare un paesaggio: da un punto di vista simbolico si tratta di un momento di ampliamento della coscienza, di rivelazione, del fatto che il percorso non è cieco, ma può aprirsi su nuove prospettive. Cara Ludovica l’apertura alla luce indica che la coscienza si sta ampliando, e la coincidenza della mail rafforza l’idea che la strada davanti a te richieda di coniugare il sapere antico con un movimento verso ciò che deve ancora venire. ■
LA SINCRONICITÀ
Un accordo segreto tra inconscio e mondo esterno
E
siste una coincidenza che Carl Gustav Jung ha chiamato “sincronicità”: accade quando un evento psichico interno (ad esempio un sogno, nel caso di Ludovica nella lettera qui sopra) si collega a un evento esterno (nel suo caso una mail che le arriva il mattino dopo) senza un collegamento oggettivo diretto, ma con un significato interiore condiviso tra i due eventi. La mail di cui parla Ludovica suggerisce di guardare avanti, muovendosi verso la propria evoluzione, ma attingendo al tempo stesso al passato (i libri, il sapere che cura). La sincronicità enfatizza e mette ancora più in luce il messaggio in codice che il profondo vuole dare alla sognatrice.
Novembre 2025
19
R
IZA al tuo fianco COPPIE E AMORI
di Daniela Marafante, medico psicoterapeuta daniela.marafante@riza.it
VIVERE CON UNA RAGAZZA MADRE
Lei è una donna forte, non ha bisogno che tu la sostenga o assista «D
opo tanto tempo che non mi capitava più, mi sono innamorato di una donna forte, coraggiosa, una ragazza madre. Ed è proprio questo aspetto che mi suscita qualche perplessità: lei e la suo bambina sono una coppia molto unita, hanno superato tante difficoltà e io non so che ruolo assumere. Lei è autonoma e in gamba, ma penso che prima o poi si aspetterà che io faccia da padre a una bimba che non l’ha mai avuto. E io, onestamente, non so se me la sento». Angelo
20
Riza psicosomatica
A
dire il vero Angelo, lei non ti sta chiedendo nulla. Finora, come tu stesso hai detto, si è dimostrata capace e disponibile nell’allevare da sola la sua bambina. Qualunque coinvolgimento tra te e la piccola avverrà in maniera del tutto naturale, come avviene sempre quando ci si affeziona a qualcuno. A metterti ansia non sono le sue aspettative, ma le tue, ossia il pregiudizio che una ragazza madre sia una vittima, una sprovveduta che ha bisogno di incastrare un uomo per farcela. Tranquillo: lei è in gamba e sa assumersi le sue responsabilità. E tu?
RELAZIONE O SIMBIOSI Nella coppia sana ognuno ha spazi di autonomia
«D
opo l’ultima disfatta sentimentale e due anni passati da sola, ci sono ricascata: lui è carino, romantico, disponibile a passare con me tutto il tempo libero; ma c’è un ma. Io ormai mi sono abituata a vivere da sola. Mi fa piacere che rimanga da me a dormire, ma l’indomani mattina sono altrettanto contenta di rimanere da sola e dedicarmi a me stessa, al mio gatto, alla musica, a tutte quelle piccole cose che mi hanno aiutato quando stavo male. Lui mi mette il muso e mi dice che non sono innamorata quanto lui». Aurora
T
u e lui siete a due livelli evolutivi differenti: lui tende alla simbiosi, tu hai conquistato l’autonomia. Lui da solo si sente a metà, tu da sola sei completa. Per te regredire a una posizione precedente sarebbe un sacrificio: glielo faresti pagare. A lui invece farebbe un gran bene imparare a riempirsi la vita anche di se stesso. Perciò dedicati a ciò che ti piace senza sensi di colpa. E chiediti se avere qualcuno che soffre quando tu non ci sei, non pareggi qualche vecchio conto rimasto aperto.
LUI HA PERSO IL LAVORO
Aiutalo a uscire dal ruolo di vittima «M
io marito ha perso il lavoro cinque mesi fa e da allora il nostro rapporto di coppia è andato in crisi. Lui è rancoroso, si è chiuso in se stesso e si arrabbia tutte le volte che provo a incoraggiarlo. Per fortuna io ho un lavoro che ci consente di andare avanti dignitosamente, ma lui si sente inutile, un mantenuto. Non so più come pormi: sono arrivata persino a sentimi in colpa al mattino quando vado in ufficio. In casa potrebbe darmi una grossa mano, ma appena provo a chiedergli qualcosa reagisce male. Finora sono stata dolce e comprensiva, ma non so fino a quando ce la farò». Danila
È
ora di scuoterlo e di spingerlo ad abbandonare il ruolo di vittima. Non è colpa tua se ha perso il lavoro, è una fortuna che tu l’abbia mantenuto. Parla con lui da adulta ad adulto, spiegagli il tuo disagio e il modo in cui potrebbe contribuire alla famiglia. Se da solo non ce la fa, dovrà farsi aiutare: la spirale autodistruttiva che si è innescata rischia di rovinare tutto. Non sempre la dolcezza paga, in questi casi la fermezza è più utile. ■ Novembre 2025
21
R
IZA al tuo fianco RACCONTALO A RIZA
di Andrea Nervetti, psicologo e psicoterapeuta andrea.nervetti@riza.it
Il mal d’amore dura poco se non lo alimenti tu Capita a tutti di soffrire per amore, ed è un dolore forte. Ma l’anima poi si ripara e va oltre. Se però rimani incatenato, vuol dire che ti sei aggrappato a un passato che non c’è più
IL DOLORE DI TIZIANA “Da quando mi ha lasciata continuo a soffrire””
«M
i chiamo Tiziana, ho 41 anni e da tre anni mio marito mi ha lasciata. Lo ha fatto nel modo peggiore, tradendomi con un’amica comune, facendosi scoprire e sparendo da un giorno all’altro. Non era certo una relazione felice, ma almeno avevo qualcuno. Io da allora non faccio che pensare di aver sbagliato tutto, di essere stata scartata, di non aver saputo tenere il mio uomo con me. D’altro canto mi chiedo come si possa dopo tanti anni insieme comportarsi come ha fatto lui: non è giusto, non merita la felicità che ora ha con la sua nuova compagna, mentre io sto così male. Da allora mi sono chiusa in me stessa: casa, lavoro, palestra, ceno da mia madre, poco altro. Le mie amiche hanno provato a farmi conoscere qualcuno, ma ho respinto tutti perché non voglio soffrire ancora. Io che amavo tanto vestirmi elegante, indosso quasi solo abiti scuri e mi accorgo di vivere come una reclusa, ma penso che Tiziana almeno così non attirerò altri aguzzini. Mi chiedo se tutto questo un giorno passerà».
N
ella vita esistono fondamentalmente due tipi di dolore psichico. Il primo è quello naturale: accadono eventi dolorosi e traumatici, stiamo male, a volte in modo molto intenso, ma poi il tempo e l’avanzare della vita leniscono il male e lo fanno tramontare. Poi esiste il dolore cronico, che non ha nulla di naturale, dipende dall’atteggiamento mentale e può durare molto a lungo, persino anni o addirittura decenni. Il tuo racconto, Tiziana, sembra appartenere a questa seconda categoria. Se c’è una cosa di cui sono certo è che tu oggi non soffri affatto perché lui ti ha lasciata, ma perché inconsapevolmente hai “deciso” di indossare i panni della donna tradita e abbandonata, facendo diventare un evento 22
Riza psicosomatica
doloroso, ma circoscritto nel tempo, una specie di “abito esistenziale” che si sta trasformando in una condanna a vita. Il passato non esiste Se rileggi con attenzione quanto hai scritto, dovresti accorgerti di due cose. La prima è che oscilli fra il dare la colpa a te stessa per non essere stata “capace” di tenere in piedi la relazione e l’accusare lui di aver avuto un comportamento squallido, per il quale non meriterebbe di essere di nuovo in coppia e felice. La seconda è che in qualche modo hai deciso di indossare i panni della martire, nella convinzione che quello che ti è capitato sia profondamente ingiusto e meriteresti quantomeno un
risarcimento, che però non arriva. Ancora una volta, tutto questo non ha a che vedere con quanto accaduto tre anni fa, ma con il personaggio che stai recitando ora e che ti sta impedendo di rinascere. Sei tu a tenerlo in vita e fino a che continuerai a ragionare su come sia potuto accadere, non farai che rivivere lo stesso momento dell’abbandono, in un eterno circolo vizioso di dolore. La resa è la soluzione Il vero problema, cara Tiziana, è che non ti sei arresa e finché questo non accadrà, continuerai a stare male; ma il dolore che provi non dipende certo dalla separazione, ma dal fatto che hai rinunciato a vivere e la tua anima non lo sopporta. Se vuoi tornare a star bene, occorre che al più presto ti liberi da una serie di convinzioni sbagliate che ti stanno logorando. La più pericolosa è ritenere che esista una giustizia in amore; per quanto possa sembrarci strano, non è così. I sentimenti vivono di vita propria, nascono e muoiono indipendentemente dalla nostra volontà e in tal senso non sono mai giusti o sbagliati e soprattutto non possiamo far nulla per trattenerli quando tramontano. Hai detto tu stessa del resto che il tuo non era certo un matrimonio felice e se questo è vero, con ogni probabilità sarebbe finito comunque. Lui si sarebbe potuto comportare in modo diverso, è vero, ma chi ti dice che tu avresti sofferto di meno? Non esistono “modi giusti” per lasciare qualcuno, il dolore arriva comunque e concentrarsi su questo ti ributta ancora una volta in un passato che ora non esiste più. Osare è tornare a vivere Come vedi, sono l’atteggiamento mentale che hai assunto in questi anni e le convinzioni disfunzionali che lo alimentano a perpetuare la paralisi che ti sta ingabbiando, non il fatto che lui ti abbia lasciata. Scrivi che “ho respinto tutti perché non voglio soffrire ancora”: o forse l’hai fatto proprio perché vuoi che quella sofferenza in cui ti sei identificata
continui? Nessuno ti sta imponendo di indossare per sempre quel lutto che simbolicamente vesti ogni giorno scegliendo solo abiti scuri e diventando in questo modo invisibile agli occhi degli altri. La tua anima rivuole i colori che indossavi, vuole essere vista e osare di nuovo, rischiare di nuovo, perché senza questo la vita perde ogni significato e si trasforma in un tran tran senza scopo che rende aridi. Nessuno verrà a salvarti o a restituirti ciò che è perduto; gettare alle tue spalle i pesi mentali che ti sei caricata da sola dipende solo da te. ■
L’ESERCIZIO
Perditi nelle tue sensazioni e poi ritrova tutti i colori
N
ei momenti di maggior sofferenza emotiva, prova a fare questo esercizio: invece di seguire i soliti ragionamenti, cerca un posto comodo, abbassa la luce, chiudi gli occhi e lascia che il dolore ti invada, senza opporti. Percepisci bene il dolore nel corpo, arrenditi completamente come se fossi in mare aperto, in balia delle onde. Stai così per un po’, fino a sentire che il dolore inizia pian piano a diminuire e solo a questo punto immaginati nell’atto di indossare il tuo vestito più bello e colorato. Come fossi davanti a uno specchio, guardati bene, osserva ogni dettaglio di te con quell’abito, fissalo bene nella mente e immagina di uscire di casa vestita così. Lascia che l’immaginazione segua il suo corso e divertiti a incrociare gli sguardi degli altri mentre ammirano la tua ritrovata eleganza. Prosegui fino a che sentirai un nuovo benessere, poi pian piano lascia che l’immagine sfumi e riapri gli occhi. Ripeti l’esercizio ogni volta che ne sentirai il bisogno.
Novembre 2025
23
R
IZA al tuo fianco PRENDITI CURA DI TE
di Salvo Noè Psicoterapeuta
NELLA FINE C’È UN INIZIO
Il disagio è sempre l’invito a un nuovo viaggio «M
i chiamo Barbara e ho 41 anni. Le scrivo perché sento il bisogno di trovare un punto d’appoggio e rimettere insieme i pezzi. Da qualche tempo vivo dentro una nebbia che non riesco più a dissipare. Tutto è cominciato con una storia finita, una relazione in cui avevo riposto molte aspettative, forse troppe. Mi ero illusa che sarebbe stato diverso. Invece mi sono ritrovata a sentirmi invisibile, respinta, svuotata. Ora non riesco più a capire chi sono senza quella persona. Non so se il dolore che sento è nostalgia, rabbia, o solo un grido sommerso che non riesco a decifrare. Faccio fatica a dormire. Mi isolo. Mi colpevolizzo. A volte mi sento come se stessi guardando la mia vita da fuori. Questa storia ha fatto crollare delle certezze interiori, ha smascherato delle fragilità che pensavo di aver superato. Ma sento che questo dolore, per quanto spaventoso, potrebbe essere una porta, un’occasione per guardarmi davvero, per capire da dove arriva questo vuoto che l’amore ha solo reso visibile». Barbara
24
Riza psicosomatica
C
ara Barbara, nel dolore che descrivi, in quella nebbia che ti avvolge e ti confonde, si cela l’ingresso in una dimensione più profonda della tua psiche, quella che non hai ancora incontrato davvero. La fi ne di una relazione è anche la fine di una versione di sé che ha smesso di funzionare. E ciò che ora senti come vuoto, è lo spazio che l’anima reclama per potersi finalmente esprimere. Le donne, più degli uomini, portano dentro un regno sotterraneo, antico, simbolico. Quando l’amore finisce, è come se una dea interiore venisse scacciata dal suo tempio, e allora tutto crolla. Ma non per distruggerti, per trasformarti. Il dolore che provi è reale. Ma è anche simbolico. Stai attraversando un varco. L’invisibilità che senti non è la tua realtà, ma il velo che ti separa da te stessa. E la voce che non sai decifrare è la tua anima che comincia a parlare nel suo linguaggio: immagini, sogni, sintomi, intuizioni senza logica. Ti suggerisco di non cercare subito una risposta chiara, razionale. Ti invito a restare un po’ nella nebbia. Perché è proprio lì che si compie la trasformazione. Fermati. Ascolta. Scrivi i tuoi sogni. Lascia che la tua psiche ti parli. Non chiederti solo: «Perché mi sento così?», ma: «Chi sta cercando di emergere dentro di me, attraverso questo dolore?». Se il disagio è l’inizio di un viaggio, allora tu sei sull’antica via del ritorno al Sé femminile, alla tua vera natura, non quella che si è adattata per essere amata, ma quella che non ha più bisogno di nascondersi per esistere. Non sei persa, Barbara. ■ Stai cominciando a ritrovarti.
PER ESSERE QUELLA CHE SEI, SEMPRE.
Integratore alimentare con complesso vitaminico (PP, B1, B2, B6, B12) ad attività pro-energetica, con Ubiqsome® e creatina, Ubiqsome® contiene Q10 Fitosoma®
Bustina Orosolubile
Flaconcino
1 bustina o flacone/die preferibilmente al mattino
• Senza glutine • Naturalmente privo di lattosio
IN TUTTE LE CONDIZIONI DI AFFATICAMENTO FISICO, MENTALE* E AUMENTATO FABBISOGNO ENERGETICO• www.eufortyn.it •Grazie alle vitamine PP, B2, B5, B6, B12 contenute in Eufortyn che contribuiscono al normale metabolismo energetico. Il ginseng* (tonico-adattogeno) contribuisce a ridurre le condizioni di stanchezza fisica e mentale. Ubiqsome® e Fitosoma® sono marchi registrati Indena S.p.A. Milano (Italia)
I codici della guarigione secondo il metodo RIZA di Michael Morelli psicologo
Rossella e la sua tartaruga hanno spento quell’eccesso di pensieri inutili
«S
ono sempre stata una persona che pensa troppo. Sono abituata ad avere la mente sempre attiva, anzi iperattiva. Mi sono accorta che facevo tutte quelle cose che voi sconsigliate: analizzavo ogni cosa che mi capitava, ripercorrevo le conversazioni e soprattutto passavo
il tempo a immaginare scenari possibili per prevedere ciò che sarebbe potuto capitare in futuro o
come questa o quella situazione si sarebbe potuta evolvere. Era come vivere con un frullatore sempre acceso in testa. Mi sentivo sempre stanca, svuotata, senza forze. La notte non riuscivo a dormire e se ci riuscivo mi svegliavo già stanca. Poi ho provato un esercizio che consigliavate su Riza. Ho chiuso gli occhi e ho immaginato un animale
che mi è sempre piaciuto e che mi trasmette molta tranquillità, la tartaruga marina. Guardarla muoversi con
calma nel mare mi ha fatto sentire una pace e una serenità che non provavo da anni. Da quel momento, quando la mia mente comincia a correre, io uso questo trucco: immagino la mia tartaruga e subito mi tranquillizzo. Una notte l’ho anche sognata: ero sulla spiaggia, guardavo il mare, vedevo la mia tartaruga che nuotava tranquilla e mi sentivo felice. Penso sempre tanto, sicuramente troppo, ma adesso so come trasformare quei pensieri che mi avevano reso la vita faticosa».
Rossella
26
Riza psicosomatica
L
a nostra epoca è segnata da un’epidemia: l’overthinking (ne parliamo a lungo questo mese). L’eccesso di pensieri ci toglie serenità, gioia, ci impedisce di vivere sereni e ci fa sentire sempre stanchi e stressati. Il pensiero è un’attività che inaridisce la psiche e il corpo. Nasce in genere dal tentativo della mente di controllare tutto, di avere tutto chiaro e nitido sotto il suo sguardo. Abbiamo una fede cieca nel razionalismo, nella logica, nel ragionamento e abbiamo dimenticato la saggezza naturale della nostra interiorità. Quando la mente è dominata solo dal pensiero perdiamo la naturale spontaneità della vita. L’eccesso di pensieri ci illude di proteggerci, ma in realtà ci intrappola. La mente tenta di prevedere ogni possibilità, ogni sfumatura, ogni rischio. Ma questa costruzione mentale fi nisce per imprigionarci. La vita ci chiede di utilizzare altri strumenti, più adatti del pensiero, per portare avanti il nostro viaggio.
Il vero nutrimento dell’anima
Agli antipodi dei pensieri ci sono le immagini. I pensieri definiscono, delimitano e finiscono per diventare statici, sempre uguali, consumando energia. Le immagini, invece, si trasformano, attivano la creatività, rapiscono l’attenzione e nutrono la psiche. La funzione immaginativa ci mette in contatto con noi stessi, con la parte più profonda e simbolica della nostra interiorità: là possiamo rigenerare quell’energia vitale che i pensieri disperdono. Soprattutto quando si tratta delle nostre immagini, quelle che ci appartengono e ci caratterizzano. L’anima di Rossella ha scelto
IN TE C’È UN’IMMAGINE CHE TI CURA MEGLIO DI UN FARMACO
per lei il simbolo della tartaruga marina: un essere distante dal suo modo di vivere, fatto di corse e pensieri incessanti. Mentre la sua mente corre in modo forsennato, la sua interiorità le ha offerto l’immagine di un animale antico, simbolo di lentezza e di longevità, che porta sempre la sua casa con sé, capace di chiudersi in se stesso, di custodire il contatto con la propria interiorità.
Ritrova il tuo centro silenzioso
La tartaruga è apparsa a Rossella anche in sogno. La spiaggia, ultima frontiera della terra, è il limite del conosciuto che si affaccia sugli abissi interiori. È lì che lei vede la tartaruga, creatura che vive tra due mondi: la terra e il mare, la coscienza e l’inconscio. L’animale la guida verso se stessa, verso quel lato
La psiche produce spontaneamente simboli che aiutano a stare in armonia con il proprio percorso e fanno uscire dai labirinti della mente profondo che prima le era precluso perché la cortina di pensieri e ragionamenti ne sbarrava l’accesso. E nessuno può vivere sereno, incontrare la felicità o sentirsi in armonia con sé, se non è in contatto con il proprio centro. ■
Novembre 2025
27
A grande richiesta
L’AGENDA DI RIZA! Per un 2026 ricco di benessere
“
Accanto a te c’è una porta, non la vedi ma è l’ingresso di una stanza dove abita il mistero. Chiudi gli occhi e varca questa porta, entri in un regno dove abita il sogno e l’immaginazione: qui non possono entrare i pensieri che ci tormentano. Quando il mistero entra nella tua vita, la felicità arriva spontaneamente Raffaele Morelli
”
Agenda settimanale con elegante copertina cartonata, preziose rifiniture e nastrino segnapagina. Dimensioni 12,5x18,5 cm
IN EDICOLA CON RIZA PSICOSOMATICA DAL 1° NOVEMBRE OPPURE IN REGALO A CHI SOTTOSCRIVE UN ABBONAMENTO
La puoi acquistare anche sul nostro sito www.riza.it Per informazioni telefona al numero 02.5845961 (Ufficio Abbonamenti)
IL GIORNALE
DELLE SOLUZIONI La tua guida al benessere quotidiano di Pietro Fornari medico, psicoterapeuta
30 PSICOSOMATICA
L’armonia interiore tiene lontane le malattie
34
38
LE RELAZIONI
BUONE ABITUDINI
Genitori anziani? Una risorsa, non un problema
Sognare a occhi aperti fa bene a mente e corpo Novembre 2025
29
IL GIORNALE DELLE SOLUZIONI
PSICOSOMATICA
L’armonia interiore
tiene lontane le malattie Il corpo è un ecosistema: risponde a come viviamo, a cosa pensiamo, a come trattiamo noi stessi. Essere in sintonia con la propria natura aiuta a mantenerci sempre in salute
S
iamo abituati a pensare alla malattia come a qualcosa che “ci capita”: per sfortuna, per predisposizione, per un colpo del destino. E certamente ci sono fattori che non possiamo controllare: la genetica, certi antichi traumi, l’ambiente in cui siamo cresciuti, le eredità invisibili che portiamo con noi. Tuttavia, il nostro stato di salute non è scritto
una volta per tutte: è un processo dinamico, vivo, plasmato ogni giorno dalle scelte che facciamo, dalle emozioni che tratteniamo o che esprimiamo, dallo stile di vita che abbracciamo, dal tipo di relazione che instauriamo con il nostro corpo e con la nostra interiorità. Anche chi ha una forte predisposizione familiare a una malattia può, con consapevolezza
e cura, mantenersi in salute per lunghi anni, o addirittura non sviluppare mai la patologia. Il corpo, infatti, non è un sistema meccanico ma un “ecosistema” integrato: risponde a come viviamo, a cosa pensiamo, a come amiamo. Tutto ciò che coltiviamo nella mente, nell’anima e nelle relazioni si riflette prima o poi sul piano fi sico. Per questo, parlare
I SEGNALI DA OSSERVARE
Ascolta i sussurri del tuo corpo prima che diventino urla
I
l corpo raramente ci avvisa in modo improvviso. Quasi sempre inizia con segnali lievi, sottili, intermittenti: un mal di testa che torna ogni lunedì, una stanchezza inspiegabile, un respiro corto nei momenti di tensione. Sono messaggeri gentili, che ci invitano ad ascoltarci prima che sia troppo tardi. Quando ignoriamo questi segnali, o li copriamo con farmaci e distrazioni, il corpo è costretto a urlare più forte, e spesso lo fa attraverso la malattia. Imparare ad ascoltare i sintomi minori non significa spaventarsi per ogni piccolo fastidio, ma affinare una sensibilità corporea e mantenere un dialogo costante con se stessi, in cui alcune sensazioni diventano un’informazione preziosa. Cosa mi sta dicendo questo malessere? In quale ambito della mia vita non mi sto rispettando? La prevenzione parte da qui: da un ascolto quotidiano e paziente.
3 0
Riza psicosomatica
SPAZI NOCIVI
Riconosci dove non stai bene e scegli di respirare aria nuova
O
di prevenzione non significa soltanto fare esami o evitare i rischi noti, ma soprattutto imparare ad abitare se stessi in modo più vicino alla propria natura profonda.
Costoso adattamento Ogni
volta che resistiamo troppo a lungo in una situazione che ci logora - un lavoro che ci svuota, una relazione tossica, un silenzio che pesa - il corpo registra. Progressivamente, in silenzio, fino a quando l’adattamento diventa troppo costoso. È in quel momento che possono comparire sintomi: mal di testa ricorrenti, disturbi digestivi, insonnia, dolori muscolari, stanchezza cronica e, a volte, malattie più complesse. Non vuol dire che “ci si ammala da soli” - un’idea colpevolizzante e pericolosa - si tratta piuttosto di comprendere che il corpo è un luogo di comunicazione continua. E spesso ci avverte quando qualcosa non
va. Ignorare i segnali, minimizzare, “tenere duro” spesso apre la strada a un logoramento interno. Il corpo ci parla attraverso i sintomi, ma anche tramite la stanchezza immotivata, l’irritabilità, la fame compulsiva, la perdita di entusiasmo. Ogni volta che siamo troppo lontani da noi stessi, che rinunciamo, che ci adattiamo a ruoli che non ci appartengono, qualcosa si irrigidisce. Per questo motivo, tra i comportamenti più protettivi per la salute c’è il coraggio di ascoltarsi, di fermarsi, di rivedere le proprie scelte. Il sintomo, in molti casi, arriva quando abbiamo smesso da tempo di abitare davvero la nostra vita.
L’antidoto necessario Uno dei
fattori più sottovalutati nella prevenzione è la “coerenza esistenziale”. Essere coerenti, in questo caso, significa vivere il più possibile in accordo con la propria natura e i C O NT I NU A
A
gnuno di noi vive a volte in contesti che lo spengono. Si tratta di ambienti fisici, come un ufficio carico di tensione, una casa disordinata e rumorosa, un quartiere soffocante. Più spesso, però, si tratta di ambienti relazionali o emotivi: un rapporto logorante, una famiglia che impone ruoli rigidi, un’amicizia fatta solo di giudizi. Questi “luoghi nocivi”, nel tempo, ci sottraggono energia vitale. E anche se non ci fanno ammalare subito, minano lentamente il nostro equilibrio psicofisico. La vera prevenzione parte anche da qui: imparare a riconoscere ciò che ci avvelena, anche se ci è familiare. Spesso restiamo in alcune situazioni per abitudine, senso di colpa o paura del cambiamento. Ma prendere le distanze da ciò che ci danneggia, gradualmente e con cautela, è un atto di cura. Non è necessario “rompere tutto” o scappare: basta iniziare a scegliere con maggiore consapevolezza dove vogliamo stare, con chi, in che modo. Ogni ambiente ha un impatto sul nostro corpo e sulla nostra psiche. Scegliere aria nuova, ogni volta che possiamo, è scegliere salute.
P A G .3 2
Novembre 2025
3 1
IL GIORNALE DELLE SOLUZIONI
PSICOSOMATICA
Un organismo che è in pace con se stesso può dedicare tutte le proprie risorse all’autoguarigione e alla vitalità e soprattutto evita di auto-sabotarsi S E G U E
D A
P A G . 3 1
propri tempi interiori. È vivere una vita che “ci somiglia”, in cui le energie non sono costantemente impiegate per fingere, trattenere, adattarsi a modelli lontani da ciò che siamo. Quando viviamo in disaccordo con la nostra essenza, il corpo si irrigidisce, le difese si abbassano, il sistema nervoso entra in uno stato di allerta cronica. Al contrario, quando siamo in sintonia con ciò che sentiamo - anche nelle difficoltà - l’organismo trova un suo equilibrio più stabile, una capacità più forte di rigenerarsi. Pensiamo, ad esempio, a chi per
anni ha nascosto la propria vocazione, o la propria identità, o i propri desideri, per aderire a ciò che la famiglia, la società, la cultura si aspettavano. Questo tipo di sforzo può diventare, col tempo, un terreno fertile per il malessere fisico. Non si tratta di cercare la felicità a tutti i costi, ma di ridurre la distanza tra ciò che si è e ciò che si vive.
Ecologia interiore Non serve
“pensare positivo” per guarire, così come non è vero che chi si ammala “non ha saputo gestire le emozioni”. La verità è più com-
PRESENZA A SE STESSI
Impara l’arte preziosa della manutenzione emotiva
A
nche il nostro mondo interiore ha bisogno di manutenzione regolare. Ma la nostra cultura ci spinge a occuparci delle emozioni solo quando scoppia qualcosa: una crisi, una malattia, un crollo o un tracollo. Eppure, le emozioni non elaborate si accumulano come polvere sotto il tappeto. Rabbia repressa, tristezza negata, paura mascherata da efficienza: tutto ciò resta nel corpo, nel sistema nervoso, nelle cellule. Imparare a fare manutenzione emotiva significa darsi il tempo, ogni tanto, di fermarsi e sentire, sentirsi. Di scrivere ciò che si prova. Di piangere quando serve. Di non aspettare il limite per prendersi cura di sé. È un atto di prevenzione potentissimo, perché permette di sciogliere le tensioni prima che si cristallizzino, di liberare energie prima che implodano. La salute non è solo assenza di sintomi, ma anche capacità di fluire con le emozioni senza esserne travolti. E questo si impara. Con dolcezza, ascolto e presenza a se stessi.
3 2
Riza psicosomatica
plessa: il corpo è parte di un sistema integrato, che coinvolge mente, cuore, relazioni, ambiente e perfino l’immaginario collettivo. Prevenire la malattia non significa solo rilassarsi o ridurre lo stress, ma costruire un’ecologia interiore più ampia: nutrire relazioni sane, esprimere ciò che si prova senza vergogna, riconoscere le proprie ferite, dare senso alla propria vita. L’approccio psicosomatico ci ricorda che siamo fatti di molti strati: biologici, energetici, emozionali, mentali, spirituali. Quando questi strati dialogano tra loro, l’intero sistema si armonizza. Per questo, l’ascolto del corpo non deve escludere il dialogo con la mente e il cuore. La vera prevenzione è integrazione. E ognuno di noi può trovare la propria strada verso questa unità profonda.
Fai pace con la vita Ci sono persone che sembrano attraversare la vita con più leggerezza, anche quando affrontano eventi duri e periodi ostici. Non si tratta di fortuna genetica, ma di un atteggiamento interiore: la capacità di accettare ciò che è, di accogliere la realtà senza combatterla costantemente, di fluire con i cambiamenti invece di irrigidirsi. Questo non significa passività o rassegnazione, ma piuttosto una
profonda fiducia nella vita come processo. Chi vive in questo stato di apertura tende a somatizzare meno, a recuperare più in fretta, a sviluppare meno infiammazioni croniche. Fare pace con la vita significa anche fare pace con se stessi, con la propria storia, con ciò che è andato come doveva e ciò che invece ha lasciato ferite. Questo tipo di lavoro interiore è forse la più potente
forma di prevenzione. Perché un corpo che non è costantemente in lotta può dedicare le sue risorse all’autoguarigione, all’adattamento, alla vitalità. Non possiamo eli-
minare ogni rischio, ma possiamo scegliere come vogliamo abitare questa esistenza. E il modo in cui lo facciamo incide, profondamente, ■ sul nostro benessere.
LA GUIDA PRATICA Le regole per non andare controcorrente e stare bene Ogni giorno fai spazio alla decompressione
Dai al corpo ciò che lo fa sentire a casa
Non aspettare la crisi per cambiare rotta
Anche se hai giornate piene, proteggi almeno 20-30 minuti al giorno per te. Non serve fare grandi cose, ma farle con intenzione. Ciò permette al sistema nervoso di contrastare lo stress cronico, che è tra le cause principali di infiammazione e vulnerabilità fisica. Falla diventare un’abitudine come lavarsi i denti: è altrettanto importante.
Il corpo ha bisogno di sentirsi visto, considerato e rispettato. Dormire e mangiare bene, indossare abiti comodi, prendere il sole, poter ridere spesso. Sono tutti gesti che parlano al corpo in un linguaggio che capisce perfettamente. Non basta “volersi bene” in astratto: bisogna fare bene al corpo, nei fatti. Ogni scelta che lo rispetta è prevenzione.
Il cambiamento è molto più efficace se arriva prima. Se senti che qualcosa non va, anche senza sapere esattamente cosa, fidati di quella sensazione. Non aspettare il sintomo per riconoscere che stai andando controcorrente. La saggezza del corpo lavora per gradi: se ascolti i primi segnali, puoi prevenire meglio.
Novembre 2025
3 3
IL GIORNALE DELLE SOLUZIONI
LE RELAZIONI
Genitori anziani?
Una risorsa, non un problema In una società che tende a scartare ciò che invecchia, valorizzare la relazione con i genitori anziani è fondamentale. Perché servono radici profonde per crescere forti
Q
uando i nostri genitori invecchiano, qualcosa dentro di noi cambia, a volte senza che ce ne rendiamo conto. Iniziamo a considerarli meno come persone e più come “ruoli”: i nonni, i babysitter, gli anziani da accudire, o, semplicemente, persone che non capiscono più il mondo di oggi. È un meccanismo mentale comprensibile, ma riduttivo. Non è solo la società a marginalizzare gli anziani; spesso siamo noi, nella quotidianità, a considerarli figure statiche e prevedibili. Eppure, ogni genitore ha dentro di sé un’intera esistenza da raccontare. Ha amato, sofferto, lavorato, scelto, lottato. Ha vissuto mille versioni di se stesso, molte delle quali noi figli non abbiamo mai conosciuto davvero. Riscoprire i nostri genitori come persone e non solo come simboli della nostra infanzia o come “funzioni familiari”, significa iniziare a vederli per ciò che sono ora: esseri umani completi, con pregi e difetti, intui-
3 4
Riza psicosomatica
APRI UN RAPPORTO IN DUE DIREZIONI
Crea un dialogo autentico attraverso delle domande sincere
M
olti figli adulti, pur desiderando avere un buon rapporto con i genitori anziani, finiscono per cadere in dinamiche unidirezionali. Parlano, decidono, informano, organizzano, con le migliori intenzioni ma senza davvero creare uno spazio di dialogo autentico. Eppure, porre domande vere può cambiare tutto. Non solo quelle pratiche («Hai preso le medicine?» o «Come stai oggi?»), ma domande affettive: «Cosa ti manca dei tuoi vent’anni?»; «Se potessi tornare indietro, cosa rifaresti allo stesso modo?”». Quando un genitore anziano si sente davvero interrogato per interesse genuino riemerge una parte viva di sé. Spesso racconta cose mai dette, oppure si illumina nel sapere che ciò che ha vissuto ha ancora valore per qualcuno. Anche domande semplici, fatte con attenzione, possono aprire varchi profondi. E non serve forzare: basta essere disponibili all’ascolto, senza fretta, con la pazienza di chi sa che ogni risposta è un dono.
zioni e limiti, nostalgia e curiosità. E quando ci apriamo a una relazione libera da schemi, possiamo anche sorprenderci. Quante volte un genitore anziano, con una frase inaspettata, ci rivela una saggezza che non gli avevamo mai attribuito? Oppure una fragilità che lo rende, improvvisamente, più vicino? È in questi piccoli momenti che il rapporto si trasforma: da dovere a incontro.
Uno scambio per tutti La nostra società, diversamente dal passato, pensa ai genitori anziani come a coloro che “hanno già dato”, come se la loro funzione si fosse esaurita nel crescere i figli. Ma la verità è che, se c’è spazio per un dialogo autentico,
anche nella vecchiaia può nascere molto di nuovo. Lo scambio non è unidirezionale: non è solo “noi che ci prendiamo cura di loro” o “loro che ci danno una mano con i nipoti”. Esiste una zona intermedia, viva e fertile, dove entrambi possiamo dare e ricevere. I genitori anziani hanno spesso uno sguardo più lento e più largo: uno sguardo che può aiutarci a interpretare diversamente il nostro tempo, le nostre ansie, i nostri ritmi forsennati. Ma anche noi, con la nostra energia, i nostri
strumenti nuovi, possiamo nutrire la loro quotidianità. Immaginiamo, ad esempio, un figlio che introduce il padre alla tecnologia non solo per necessità (“così puoi vedere le foto dei bambini”) ma per aprire mondi: podcast, documentari, incontri virtuali, corsi online. Oppure una figlia che condivide con la madre i suoi interessi spirituali o artistici, generando un terreno di scambio ricco e imprevisto. Non più un rapporto “da genitore a figlio” o “da figlio a genitore”, ma una relazione C O NT I NU A A P A G . 3 6
IL GESTO CHE UNISCE
Coltivate piccoli rituali assieme: fanno sentire a casa
N
on servono gesti grandiosi per creare intimità. Spesso è la ripetizione affettuosa di piccoli momenti a dare forma a una relazione significativa. I “rituali familiari” non devono essere solenni o elaborati: bastano azioni semplici, condivise con costanza e presenza. Preparare insieme una tisana quando ci si incontra, guardare una trasmissione televisiva alla stessa ora, leggere ad alta voce un libro, ascoltare canzoni di un tempo, sfogliare vecchi album fotografici commentando i ricordi. Questi momenti diventano, col tempo, veri e propri contenitori affettivi. Offrono stabilità, rendono prevedibile il tempo - soprattutto quando la memoria inizia a vacillare - e creano un senso di appartenenza reciproca. Anche nelle relazioni più difficili o distanti, un piccolo rituale può rappresentare un primo passo verso una nuova vicinanza. È nel quotidiano che si seminano i legami duraturi. E anche il tempo apparentemente vuoto, se condiviso con cura, può diventare sacro.
Novembre 2025
3 5
IL GIORNALE DELLE SOLUZIONI
LE RELAZIONI
Un rapporto maturo con i genitori anziani, specie quando la salute inizia a vacillare, riconcilia con le origini e prepara a vivere meglio il presente S E G U E
D A
P A G . 3 5
tra due persone in continua evoluzione. Uno degli aspetti più complessi del rapporto con i genitori anziani, poi, è confrontarsi con la loro crescente fragilità.
Fragilità e forza Può essere fisica, cognitiva, emotiva. A volte ci si sente impotenti, al-
tre volte si attiva un senso di fastidio, o persino di colpa. Ma quella fragilità, se accolta con cuore aperto, può diventare uno spazio di grande trasformazione per entrambi. Si tratta di riconoscere che anche la vulnerabilità ha un valore relazionale. Che anche nei momenti in cui sembrano meno lucidi, meno energici, meno presenti, possono ancora offrirci
una lezione di umanità profonda. Allo stesso tempo, anche i figli sono fragili. Magari lo nascondono meglio. Hanno le loro crisi, gli esaurimenti, le paure di fallire. E allora, cosa succede se iniziamo a mostrarci reciprocamente vulnerabili? Può emergere una forma nuova di scambio. Non è necessario che i genitori anziani siano forti per sostenere i figli. Spesso, basta che siano presenti con il loro sguardo autentico. Così, la relazione diventa più forte proprio là dove sembrava più fragile.
Conoscersi davvero C’è un momento in cui ci si accorge che i propri genitori stanno invecchiando rapidamente e che il tempo rimasto non è infinito. In quel momento può scattare qualcosa: un desiderio di conoscerli meglio, di andare oltre le interazioni abitudinarie, di capire chi sono davvero.
S E G U E
ACCOGLI L’IMPERFEZIONE, TUA E LORO
D A P A G . 3 7
Non conta risolvere antichi nodi, ma creare un rapporto autentico
A
volte ci avviciniamo ai genitori con la segreta speranza che qualcosa cambi, che si chiariscano questioni sospese, che finalmente “ci capiscano”. Ma il desiderio di avere un rapporto “risolto” può diventare un ostacolo. È importante, invece, accettare che alcune cose potrebbero non risolversi mai del tutto, e che va bene così. I genitori non sono tenuti a diventare ciò che avremmo voluto: sono ciò che sono, con il loro bagaglio, la loro storia, i loro limiti e misteri. E anche noi, del resto, siamo imperfetti, incompleti, in trasformazione. Accogliere l’imperfezione non significa rassegnarsi, ma smettere di lottare per un modello idealizzato. Significa dare valore a quello che c’è, invece di soffrire per quello che manca. Una madre che non ha mai saputo esprimere affetto a parole, può comunque comunicare amore con i gesti. Un padre emotivamente distante può, alla sua maniera, mostrare cura attraverso la presenza silenziosa. Accettare i propri genitori così come sono, e non come pensiamo che dovrebbero essere è, in fondo, una concreta forma di guarigione, che libera spazio dentro di noi.
3 6
Riza psicosomatica
LA GUIDA PRATICA Per anni abbiamo vissuto accanto a loro vedendoli come “i nostri genitori”. Ma cosa sappiamo davvero della loro giovinezza? Dei loro sogni interrotti? Dei dolori mai raccontati? Delle scelte fatte e non fatte? Spesso scopriamo che c’è un intero universo non esplorato, che ci riguarda anche da vicino. Perché le storie dei nostri genitori ci spiegano, indirettamente, anche chi siamo noi. Iniziare questo dialogo non è semplice. A volte c’è pudore, distanza emotiva, oppure la paura di riaprire vecchie ferite. Ma ci sono tanti modi per avvicinarsi: una vecchia foto da commentare insieme, un viaggio della memoria, una lettera mai spedita. Anche solo sedersi accanto e dire: «Vorrei sapere di più su di te». Questo tipo di tempo non è “perdere tempo”: è costruire senso. È un investimento affettivo che lascia tracce profonde, che può sanare malintesi, chiarire gesti del passato, aprire spazi di perdono.
Forti radici Stabilire un rapporto
nuovo con i propri genitori anziani non è solo un gesto affettuoso. È un modo per costruire radici inte-
Ascoltando i nostri genitori impariamo chi siamo noi Dedica tempo vero, senza secondi fini Spesso incontriamo i nostri genitori anziani nei ritagli di tempo, tra un impegno e l’altro. O li coinvolgiamo solo quando “servono”. Ma, per coltivare un rapporto vivo, dobbiamo offrire loro qualcosa di più: tempo autentico, libero da secondi fini. Anche solo un’ora di presenza piena, in cui non controlliamo il telefono.
Parla di te, non solo di loro
Nella relazione con i genitori anziani tendiamo spesso a mantenerci su un livello superficiale: notizie, aggiornamenti, cronaca familiare. Ma condividere qualcosa di nostro emozioni, dubbi, sogni, inquietudini - può aprire una via nuova, può attivare una risposta diversa da parte loro: non sempre risolutiva, ma autentica.
Fai spazio all’ascolto, senza fretta
L’ascolto vero è una pratica sempre più rara. A volte gli anziani raccontano una storia già sentita mille volte. Ma dietro quella storia c’è sempre qualcosa che cambia: una nuova sfumatura, un senso più profondo. Ascoltare può diventare anche per noi un’occasione di esercizio interiore: ascoltando i nostri genitori, impariamo anche ad ascoltare noi stessi.
riori solide, per abitare meglio se stessi e la propria storia. Quando sappiamo da dove veniamo possiamo andare avanti con maggiore libertà, meno rabbia, meno paura. Un rapporto maturo con i genitori, anche se imperfetto, anche se conquistato tardi, ha un potere trasformativo. Ci riconcilia con le nostre origini e ci prepara a vivere meglio il nostro presente. Anche nel dolore, anche nella perdita. Perché la vera eredità non è materiale, ma fatta di parole, di silenzi ascoltati, di carezze date con consapevolezza, di momenti vissuti pienamente. Inoltre, in una
società che tende a scartare ciò che invecchia, scegliere di valorizzare la relazione con i genitori è anche un atto culturale e simbolico. Significa affermare che ogni fase della vita ha un valore, che l’esistenza non si misura solo in termini di produttività. Gli anziani non sono “il passato che resiste”, ma una componente viva della continuità umana. E, quando il tempo finirà, ciò che resterà non sarà tanto ciò che si è fatto, ma ciò che si è condiviso. Le risate lievi, le conversazioni lente, gli sguardi profondi, i gesti semplici. È lì che si custodisce la traccia di una relazione viva. E da quelle tracce, anche dopo, può con■ tinuare a nascere vita. Novembre 2025
3 7
IL GIORNALE DELLE SOLUZIONI
BUONE ABITUDINI
Sognare a occhi aperti fa bene a mente e corpo Quando fantastichiamo possiamo accedere a un livello di realtà più ampio: quello simbolico, intuitivo, creativo. E anche il corpo riattiva la sua vitalità e sta meglio
S
ognare ad occhi aperti è un gesto profondamente umano, universale, ma spesso è ridotto a distrazione o a “vagabondaggio mentale”. Chi sogna a occhi aperti, nell’opinione comune, è un perdigiorno che costruisce castelli in aria e non ha i piedi per terra. In quei momenti di apparente assenza, invece, il nostro mondo interiore si mette in moto in modo silenzioso, ma potentissimo. I sogni a occhi aperti non sono fughe dalla realtà, ma piccole rivelazioni che parlano il linguaggio del desiderio, della visione, delle possibilità. Quando permettiamo alla mente di immaginare liberamente, stiamo dando spazio alla pa r te più autentica di noi, quella che cerca direzione, senso, coerenza con ciò che siamo. Pensiamo a un docente stanco che, tra una lezione 3 8
Riza psicosomatica
e l’altra, immagina di aprire un piccolo laboratorio di ceramica. O a una persona in pensione che fantastica su un viaggio in treno attraverso l’Europa. Non è banalità: è l’anima che si muove. Anche se non porta subito ad azioni concrete, immaginare ci orienta: è una bussola invisibile che ci aiuta a rimanere in contatto con la nostra parte più viva. Quella che, anche nel mezzo della routine, continua a chiedersi: «Dove sto andando?».
Il sogno è un motore Non
sognare mai a occhi aperti non è solo triste: può essere pericoloso per il nostro equilibrio mente-
LA TECNICA
Con le immagini dai voce al tuo desiderio interiore
S
pesso ci chiediamo: «Cosa voglio dalla vita?», ma raramente ci chiediamo: «Cosa mi fa vibrare, anche solo a pensarci?». Il desiderio autentico non nasce dalla testa, ma dal cuore e dal corpo. Prenditi cinque minuti ogni giorno per scrivere tutto ciò che ti emoziona, ti incuriosisce, ti attira, senza giudicarlo. Questo esercizio, chiamato anche free writing, è usato in molte terapie come strumento di contatto con il sé profondo. Non importa se i sogni sono irrealistici o “piccoli”: dar loro voce è già un atto di guarigione. Se vuoi, puoi iniziare ogni scrittura con una frase tipo: «Oggi, lascio che il mio sogno mi parli». Anche solo questo, può aprire uno spazio nuovo.
corpo. Una vita sen za visione tende a generare stagnazione psichica, che spesso si traduce anche in sintomi fisici. Al contrario, chi fantastica vive con maggiore energia e motivazione. Le neuroscienze ci mostrano che questo sognare, questo immaginare emotivamente coinvolto, attiva i circuiti della dopamina, neurotrasmettitore della motivazione e della ricerca, e stimola aree cerebrali legate al piacere, alla speranza e alla progettualità. Ma c’è anche la dimensione somatica: il corpo, quando ci sentiamo privi di direzione, si contrae, si chiude, si affatica. Quando invece immaginiamo
qualcosa che ci emoziona, si attiva la vitalità. In questo senso i sogni a occhi aperti sono veri e propri “regolatori ormonali” naturali. Ad esempio, una persona anziana che ogni giorno coltiva il sogno di scrivere la propria autobiografia, anche senza sapere se la pubblicherà mai, spesso mantiene maggiore lucidità, memoria, presenza. La “visione” attiva connessioni profonde tra mente e corpo, tra presente e futuro. E, in molte tradizioni olistiche, l’immaginazione è vista come un fuoco interiore: se non la alimentiamo, si spegne lentamente anche la salute.
Fare anima Viviamo in un mondo che ci chiede di essere
efficienti, concreti, “realisti”. Ma c’è un prezzo da pagare quando la razionalità prende il sopravvento su tutto: l’anima si inaridisce. L’immaginazione, invece, è il terreno fertile su cui l’anima cammina. Quando sogniamo ad occhi aperti, accediamo a un livello di realtà più ampio: quello simbolico, intuitivo, creativo. Lo psicanalista James Hillman parlava dell’importanza di “fare anima” attraverso le immagini, i miti, le storie interiori. I sogni a occhi aperti ci raccontano qualcosa che ancora non è accaduto, ma che ha il potere di nutrirci profondamente. Pensiamo a quanto sia comune, nei momenti difficiC O NT I NU A
Novembre 2025
A
P A G . 40
3 9
IL GIORNALE DELLE SOLUZIONI
BUONE ABITUDINI
Le ricerche delle neuroscienze mostrano che sognare a occhi aperti attiva i circuiti benefici della dopamina e stimola piacere, speranza e progettualità S E G U E
D A P A G . 3 9
li, rifugiarsi nell’idea di “un altrove”, un futuro possibile, una svolta. Non è illusione: è capacità simbolica. Questa funzione immaginativa ha anche un risvolto terapeutico. In alcune scuole di psicoterapia si usano tecniche per stimolare la visualizzazione attiva: si chiede al paziente di immaginare una scena, un futuro, un dialogo con una parte di sé, perché l’immaginazione smuove energie bloccate, apre strade che la mente logica non vede. In un mondo saturo di concretezza, sognare diventa un atto rivoluzionario.
Il disincanto Purtroppo, ci sono momenti in cui sognare a occhi aperti sembra impossibile. Quando la vita ci ferisce - con una perdita, una
LA TECNICA
Ecco come nutrire la tua immaginazione
L’
immaginazione, come un campo, ha bisogno di essere coltivata. Puoi farlo in mille modi: ascoltando musica che ti tocca il cuore, rileggendo i tuoi libri dell’infanzia, visitando un museo, camminando in un luogo nuovo, cucinando un piatto creativo. Anche spegnere il cellulare per un’ora e restare in silenzio è un atto immaginativo. Cerca piccoli rituali che risveglino la tua parte “sognante”: una candela accesa mentre scrivi, una tisana prima di disegnare, uno spazio simbolico che riconosci come tuo. Non serve molto: ciò che conta è l’intenzionalità. Coltivare l’immaginazione è come ricordare a se stessi che il mondo interiore merita cura, spazio e rispetto.
40
Riza psicosomatica
malattia, una delusione profonda - può accadere che smettiamo di immaginare. Tutto diventa piatto, funzionale, privo di luce. È ciò che chiamiamo “spegnimento emotivo” o disincanto. In questi stati, anche le cose che prima ci entusiasmavano sembrano lontane, irrilevanti. Il punto chiave è che la capacità di sognare, in realtà, non si perde: si ritrae. Resta sotto la superficie, in attesa di essere riattivata. Anche solo il desiderio di tornare a sognare è già un segnale positivo. Spesso, il recupero inizia da piccoli segni: un colore che ci attira, una frase che ci risuona, un gesto creativo fatto quasi per caso. Nella pratica terapeutica, uno dei primi passi è aiutare la persona a ricontattare ciò che la muoveva, anche in passato. E spesso si scopre che il “sogno”, seppur in forma diversa, è ancora lì: più silenzioso, ma vivo. È come un seme sotto la neve: invisibile, ma pronto a germogliare.
Alleanza con la vita Sognare non è solo immaginare ciò che non c’è, ma anche riconoscere ciò che potrebbe esserci. È un atto che ci connette con la nostra parte più vitale e creativa. In ogni fase della vita - anche in quelle segnate dalla malattia, dall’invecchiamento, dalla solitudine - il sogno può riaccendere il fuoco interiore. Non deve essere per forza qualcosa di grandioso. A volte, sognare significa solo desiderare un piccolo cambiamento, come coltivare
LA GUIDA PRATICA La meditazione visiva cambia l’atmosfera della tua vita Scrivi una lettera al te stesso del futuro
Crea una “vision board” emotiva
Fai una pausa creativa ogni giorno
Immagina di ricevere una lettera da te stesso tra cinque o dieci anni. Cosa ti direbbe quella persona? Che cosa avrà scoperto, capito, lasciato andare? Questo è un atto potente perché trasforma il sogno in dialogo. Non è solo una visualizzazione, ma una forma di “futuro narrato”, in cui ti permetti di sentire ciò che potresti diventare.
Ritaglia (da riviste o da internet) non solo foto di oggetti o luoghi che desideri, ma anche parole, colori, simboli, volti, atmosfere. Ascolta cosa ti fa vibrare anche solo guardandolo. Poi appendi il tutto in un luogo visibile, dove possa agire in silenzio sul tuo quotidiano. È una forma di meditazione visiva che, nel tempo, ti ricorda ciò che è importante per te.
La routine tende a schiacciare l’immaginazione. Per questo è essenziale inserire ogni giorno una breve “finestra di libertà” creativa. L’importante è che non abbia uno scopo produttivo. Deve essere solo per te, un tempo in cui puoi vagare con la mente, lasciare che le immagini emergano. Ciò riduce lo stress, aumenta la connessione con il sé profondo e riaccende il desiderio.
un giardino, imparare o scrivere una poesia, rivedere un amico. Ma in quel piccolo desiderio c’è una promessa: la vita continua a parlare con noi, e noi possiamo risponderle. In psicologia si parla di capacità di dare senso alla propria esperienza. Il sogno è una forma concreta di questa capacità. Quando immaginiamo una possibilità che ci emoziona, costruiamo un ponte tra il presente e un futuro che ha valore per noi. Coltivare sogni significa anche creare un’alleanza nuova con la vita. È un atto di speranza concreta, non ingenua. Un modo per dire: «Anche se non tutto dipende da me, posso ancora partecipare con presenza, con desiderio, con immaginazione». E questa partecipazione è, in sé, anche una forma di guarigione. ■
Novembre 2025
41
Regala e regalati i
RIZA Video Corsi
DI VITTORIO CAPRIOGLIO MEDICO, PSICOTERAPEUTA E DIRETTORE DELL’ISTITUTO RIZA
DI RAFFAELE MORELLI PSICHIATRA E PSICOTERAPEUTA
Vincere l’ansia
L’ansia non è una malattia cronica e si può superare molto più facilmente di quello che si crede. Dipende dal fatto che continuiamo a combattere un lato di noi che vuole emergere. Scopri l’atteggiamento mentale giusto per vincere l’ansia. Il videocorso è strutturato in 10 lezioni.
Come smettere di soffrire 89
€ a soli invece di 99 €
99
€ a soli invece di 129 €
Guarire dall’ansia. Le 8 regole pratiche I consigli, gli esercizi e le tecniche da utilizzare quando arriva l’ansia e per evitare di esserne travolti. Un videocorso per chi ha già seguito il precedente, ma anche uno strumento a se stante per chi vuole cominciare da qui a ritrovare la serenità. Il videocorso è strutturato in 8 lezioni.
DI ANDREA NERVETTI PSICOLOGO E PSICOTERAPEUTA
Crisi di coppia: problemi e soluzioni
Incomprensioni, tradimenti, continui litigi: sono queste le ragioni che mandano le coppie in crisi. Ma ogni crisi, se vissuta nel modo giusto, può diventare l’occasione di una trasformazione a soli e di una nuova vita. € Il videocorso è strutturato invece in 5 lezioni. di 69 €
49
95
€ a soli invece di 125 €
Il narcisista riconoscerlo e allontanarlo
TÀ
Per ritrovare la fiducia in te stesso devi imparare a riconoscere quell’energia che ti abita e che fa di te un essere unico. Così ti libererai dal peso dei giudizi altrui. Il videocorso è strutturato in 10 lezioni.
79
€ a soli invece di 99 €
VI NO
Autostima
Sono molti gli eventi che possono farci soffrire. Ma se il dolore dura a lungo è perché siamo noi che, anche inconsapevolmente, lo teniamo vivo. Scopri le regole per imparare a stare bene qualunque cosa accada Il videocorso è strutturato in 10 lezioni.
Ti è mai capitato di conoscere qualcuno che ti ha fatto sentire speciale? Una persona piena di attenzioni, ammirazione, cui hai concesso la tua fiducia, ma che col tempo è diventata più fredda, distaccata. Insomma, prima ti ha legata emotivamente a sé, e poi ha iniziato a manipolarti per i suoi scopi! Questa è la descrizione di un tipo di persone da cui stare alla larga: i narcisisti. Saperli riconoscere è fondamentale per € a soli non soffrire: questo videocorso ti aiuta invece a evitare e uscire da relazioni tossiche. di 89 € Il videocorso è strutturato in 5 lezioni.
69
DI MARTA MONCIOTTI PSICOLOGA E PSICOTERAPEUTA
DI R. MORELLI, V. CAPRIOGLIO E C. MARAZZINA
Superare i traumi emotivi
Impara a farti rispettare
Anche i traumi più gravi possono essere superati. Esistono codici che sono in grado di liberarci dal condizionamento del passato, e che ci insegnano a vedere che dentro di noi c’è l’energia e la a soli capacità di rinascere. € invece Il videocorso è strutturato di 79 € in 5 lezioni.
Cosa fare quando ci sentiamo inadeguati al lavoro, in famiglia o con gli amici. In questo percorso impara a riconoscere il tuo valore e tornare a essere a soli protagonista della tua vita. € invece Il videocorso è strutturato di 60 € in 5 lezioni.
59
45
Per informazioni: telefona al numero 02.58459641, scrivi un’email a:
videocorsi RIZA Guarire reflusso, gastrite e colite
Dimagrire senza dieta
DI FIORENZO BESANA GASTROENTEROLOGO E PSICOTERAPEUTA
DI FULVIO D’OSTUNI MEDICO PSICOTERAPEUTA
Bruciori, acidità, problemi intestinali hanno spesso alla loro origine emozioni trattenute. Per curare questi disturbi non basta curare il corpo, ma serve un approccio psicosomatico. Il videocorso è strutturato in 7 lezioni.
a soli
59 € invece
di 79 €
Impariamo a liberarci dall’idea che le diete siano solo un gioco di equilibrio tra diversi tipi di alimenti e comprendere che la psiche è un elemento decisivo per il dimagrimento. Il videocorso è strutturato in 5 lezioni.
Curarsi con le piante
Il videocorso è strutturato in 4 lezioni.
a soli
49 € invece di 69 €
a soli
45 € invece
di 60 €
LE MEDITAZIONI GUIDATE DI CHIARA MARAZZINA - PSICOLOGA E PSICOTERAPEUTA
Vincere lo stress Le meditazioni guidate da ascoltare dove e quando vuoi per smettere di pensare troppo e ritrovare la propria calma interiore, il proprio equilibrio e la propria serenità. Il videocorso è strutturato in 5 lezioni. a soli
4invece 5€ di 69 €
TÀ
VI NO
6 lezioni per donne che vogliono smettere di pensare troppo DI MARTA MONCIOTTI PSICOLOGA E PSICOTERAPEUTA
Le donne sopportano un carico mentale enorme. Questo è un percorso per evitare di rimuginare e liberarsi dai troppi pensieri. Il videocorso è strutturato in 6 lezioni.
La rabbia è un’emozione di fuoco, che può dominarci. Non bisogna soffocarla, né lasciarla esplodere, ma imparare a gestirla nel modo giusto. Così diventa un’alleata. Il videocorso è strutturato in 4 lezioni.
TÀ
DI V.CAPRIOGLIO E M. MORELLI, PSICOLOGO Il burnout è uno stato di malessere estremo che ci fa sentire stanchi, depressi e demotivati. Questo videocorso ti aiuterà a riconoscerne i segnali e a liberarti dalla tensione.
DI V. CAPRIOGLIO E D. DE PEDRINI
VI NO
Burnout: riconoscerlo, affrontarlo e superarlo
di 79 €
Come gestire la rabbia
DI CRISTINA MOLINA MEDICO ESPERTO IN FITOTERAPIA E OMEOPATIA La natura ci ha messo a disposizione tantissime piante che hanno la capacità di curare in modo dolce i disturbi più comuni. Impariamo a conoscerle e a sfruttarle per stare bene. Il videocorso è strutturato in 10 lezioni.
a soli
59 € invece
a soli
27€
Superare l’insonnia L’insonnia è un problema per molte persone. Ecco un percorso pensato per chi fatica ad addormentarsi o si sveglia nel cuore della notte. Il videocorso è strutturato in 5 lezioni.
a soli
27€
Vincere l’insicurezza È possibile superare il timore di non essere all’altezza, di non farcela. Questo percorso ti insegna a riacquistare la fiducia nelle tue capacità e a riconquistare sicurezza in te stesso. Il videocorso è strutturato in 5 lezioni.
a soli
69 € invece di 79 €
videocorsi@riza.it o vai su videocorsi.riza.it
a soli
27€
PER ACQUISTARLI O VEDERE I TRAILER INQUADRA IL QR CODE
IL TEMA DEL MESE
Impara a spazzare via i pensieri inutili e attiva subito le tue risorse interiori
44
Riza psicosomatica
A cura di Vittorio Caprioglio medico, psicoterapeuta Immagini: Alberto Ruggieri
COME SMETTERE DI PENSARE TROPPO I PASSI PER USCIRNE VIA LE PREOCCUPAZIONI ESCI DAI RIMPIANTI SPEGNI LAMENTI E RANCORI
...............................
pag. 58
....................................................
pag. 62
..............
pag. 66 Novembre 2025
45
IL TEMA DEL MESE
SMETTI DI PENSARE TROPPO
Così fai ripartire
una mente bloccata dai troppi pensieri
PENSARE E RIPENSARE A UN PROBLEMA CHE INVADE LA MENTE E NON RIUSCIRE A SMETTERE; RIMUGINARE SU UN EVENTO DEL PASSATO; PROGRAMMARE SENZA SOSTA TUTTO QUELLO CHE CI ASPETTA: QUANDO VIVIAMO DENTRO UNO DI QUESTI STATI LA VITA DIVENTA FATICOSA. ED È UNA FATICA INUTILE PERCHÉ NON VENIAMO A CAPO DI NIENTE. SCOPRI COME USCIRE DA QUESTO BLOCCO MENTALE
Q
uando c’è qualcosa che non va nella vita, o dobbiamo prendere una decisione complicata e siamo bloccati, o stiamo vivendo un momento difficile, siamo spesso preda di un automatismo che si può riassumere così: continuiamo a ragionarci sopra. È una reazione quasi scontata vista la cultura in cui siamo immersi, che fa della razionalità lo strumento principale per risolvere i problemi. E sicuramente il pensiero razionale è utilissimo in moltissimi campi, tranne in uno: il mondo interiore e i disagi psicologici ed emotivi. Qui pensare non ha alcun peso e valore, per un motivo molto semplice: il mondo interno non funziona secondo il principio di causa-effetto, ma attraverso analogie, simboli, energie
antiche che ci muovono nel profondo e verso le quali l’Io razionale, essendo molto in superficie, è del tutto impotente. E così, più la questione che ci ha bloccati è complicata, dolorosa e mette in campo veri e propri disagi come ansia, tristezza cronica e altri disturbi, più affrontarla con il pensiero si rivela controproducente. Iperattivi e immobili Ma c’è di più. L’eccesso di pensieri non è solo un modo sbagliato di affrontare i disagi emotivi, è addirittura, al giorno d’oggi, uno dei primi problemi che il mondo interiore si trova a vivere. Tanto che si è coniato un neologismo - overthinking - proprio per descrivere il fenomeno. Una tendenza diffusa a rimuginare che crea un vero e proprio
stato di sofferenza che si auto-alimenta, perché più ci pensiamo, più stiamo male, e più ricominciamo a pensarci. I pensieri ricorrenti sono di molti tipi diversi: a volte sono automatici e ansiogeni e riguardano gli impegni, le cose da fare e il nostro bisogno di apparire inappuntabili e di non sbagliare; altre volte assumono invece una tonalità depressiva o consolatoria, e allora sono i “grandi rimpianti”, quei tarli che ci trasciniamo per anni per una relazione finita male o una scelta sbagliata fatta in passato. O possono anche diventare pensieri rabbiosi, carichi di un rancore che sfocia in un lamento continuo nei confronti di torti che abbiamo subito e che ci avrebbero segnato, o per situazioni da cui non sappiamo come uscire. C O NT I NU A A P A G . 48
46
Riza psicosomatica
I 3 PENSIERI OSSESSIVI PIÙ COMUNI
Che aspetto hanno i tarli della mente I pensieri ossessivi e disturbanti sono molto diversi, ma i più frequenti si possono ricondurre ad alcune tipologie.
Preoccupazioni e perfezionismo «Devo prepararmi meglio»; «Devo sistemare le cose o sarà un disastro»; «Devo intervenire, devo risolvere». Si tratta di preoccupazioni per ciò che ci aspetta che producono ipercontrollo, eccesso di programmazione, l’ossessione nell’analizzare tutte le ipotesi, nel fare continui piani costellati da ansia di perfezione, dubbi sulla strada da prendere e difficoltà nel decidere. Questi pensieri danno luogo spesso a sensi di colpa e giudizi su di sé, come «Ora cosa pensaranno di me?»; «Perché ho agito così? Sono uno stupido!»; «Sbaglio sempre, non valgo niente».
A PAG. 58
Rimpianti e aspettative Tarli mentali che tornano periodicamente riguardo al passato («Ho sbagliato nel compiere quella scelta») o la tendenza a rivivere traumi o episodi cercando spiegazioni, e rimpiangendo di non aver fatto diversamente («Se avessi detto... Se avessi fatto...»).
A PAG. 62
Lamenti e rancori È la tendenza a individuare un aspetto della propria vita - il lavoro, la relazione, la vita famigliare - come “il proprio grande problema”, ciò che blocca la realizzazione di sé su tutti i piani, e a trasformarlo in un pensiero ossessivo. Questo produce una tendenza al lamento continuo, a volte anche rancori verso un “nemico” individuato come responsabile della situazione, ma soprattutto un blocco dell’azione: più viene rappresentata come “problema” da cui tutto dipende, più quella situazione diventa irrisolvibile, bloccando la persona nell’immobilità.
A PAG. 66
Dietro l’eccesso di pensieri e rimuginazioni si nascondono sempre paure o bisogni profondi che non riusciamo a guardare. Volgere lo sguardo all’interno è la chiave per uscirne Novembre 2025
47
IL TEMA DEL MESE
SMETTI DI PENSARE TROPPO
Avete presente la spuma del mare dopo una mareggiata? Sembra tutto sporco... Ma sotto quello strato, l’acqua è limpida, profonda e piena di vita. I pensieri sono il tuo lato più superficiale. Ma c’è un mondo più profondo. Ritrovalo: ti fa ripartire subito S E G U E
D A P A G . 46
Il rimuginare ossessivo, in tutti quesi casi, ci allontana da noi stessi, dalla nostra spontaneità, dagli istinti, dalle caratteristiche innate, che sono le uniche che possono indicarci una via d’azione e farci star bene. Giriamo a vuoto ma in realtà siamo immobili: è questo il vero problema. Ecco come uscirne Uscire dal pensare troppo è più semplice di quello che si pensa. Avete presente la spuma che si forma sul mare dopo una mareggiata? Le onde hanno sollevato il fondo e tutto sembra torbido e sporco. Ma non è così, quella è solo la superficie. Sotto c’è il mare limpido e profondo. I pensieri sono come quella spuma: solo superficie. Finché stai lì non puoi vedere niente e alla lunga ti senti perduto. Devi immergerti, cambiare prospettiva. Allora tutto si sblocca quasi per magia. Ogni
volta che rievochi un episodio del passato, ad esempio, stai ricreando la stessa chimica mentale di quell’episodio. Ecco perché rimuginare su ciò che è accaduto rende cronici i disagi. Quando siamo di fronte a un blocco dell’azione, la mente gira a vuoto come un motore in folle. Ma mentre i pensieri continuano a ridondare su ciò che non esiste più, in te c’è qualcosa che vuole evolvere, che vuole fiorire. Posizionandoti su questa tua identità più profonda tutto cambia e l’eccesso di pensieri sfuma. Allora, quando dici “c’è un problema che mi tormenta”, invece di insistere e ragionarci sopra, lascialo lì, in un angolo. E nello stesso momento, immagina scene di te in un altro tempo, in un altro modo di essere, in un altro stile. Un’altra versione di te. È un sapere innato quello che ci rende unici, ed è lì che si trovano le soluzioni. Solo quando il pen-
siero accetta di essere impotente, di non poter risolvere i problemi, un’energia più profonda scende in campo. «Sento il mio disagio e non lo commento, non ho soluzioni, percepisco la mia impotenza». Quando dici così stai chiedendo soccorso a qualcosa di primordiale, a una forza unica e irripetibile che ti caratterizza nel profondo. Quando lei occupa il tuo sguardo la mente si spegne e qualcosa ti riporta a casa. C’è un altro te al di là dei pensieri, c’è un altrove in cui stai bene. Sotto all’identità di superficie di cui sei prigioniero, legata al pensiero, a modelli, aspettative, giudizi, c’è un’identità profonda legata alla tua essenza, che ti abita e ti porta dove devi andare. La soluzione arriva solo quando smettiamo di pensarci troppo a lungo.
Per uscire davvero dal pensare troppo devi posizionarti su un altro lato della psiche, a contatto con la vastità del mondo interno e della tua essenza. E puoi farlo dando spazio alle immagini spontanee: sono un farmaco
48
Riza psicosomatica
T. Morelli
Mentre i pensieri continuano a ridondare su ciò che non esiste più, in te c’è qualcosa che vuole evolvere, che vuole fiorire
VIA D’USCITA
Cosa ti blocca? I pensieri. Cosa ti aiuta? Le immagini
R
imuginiamo e stiamo male perché stiamo troppo poco nel nostro “territorio sconosciuto”, cioè a contatto con le profondità del mondo interno, e al contrario siamo tutti rivolti solo all’esterno, al conosciuto, a un “reale” fatto di standard di comportamento e di modelli di come dobbiamo essere. E quindi di pensieri. Così diventiamo scontati, piatti, sempre uguali, e giriamo a vuoto tra mille ragionamenti inutili. Ma c’è tutto un mondo in noi, al di là dei fatti che ci accadono, e questo mondo vive di immagini. Le immagini sono il vero fondamento della psiche. Immaginare ti porta altrove, dove niente ti può turbare. Immaginare vuol dire uscire dal “tempo reale” e attivare la capacità sognante del cervello. La psiche ha bisogno del sogno e delle immagini quanto della realtà: troppa realtà ci fa ammalare.
Novembre 2025
i
49
IL TEMA DEL MESE
SMETTI DI PENSARE TROPPO
Una guida per non TI ACCORGI CHE L’ECCESSO DI PENSIERI TI STA FACENDO SOFFRIRE? CI SONO ATTEGGIAMENTI MENTALI NATURALI E SEMPLICI DA METTERE IN PRATICA. ECCO UN PERCORSO CHE TI AIUTA A RITROVARE IL VERO TE STESSO E LA TUA TRANQUILLITÀ INTERIORE
M
a c’è un modo per smettere di rimuginare? La prima cosa da sapere è che il turbinio di ragionamenti non può essere fermato con un altro sforzo mentale: un pensiero non può arrestare un altro pensiero. Più cerchiamo di non pensare, più il pensiero diventa cronico. Per disattivare il ragionamento è necessario invece esplorare altre funzioni mentali, disincagliare l’energia interiore dalla razionalità e convogliarla verso il corpo, l’immaginazione, la fantasia, cioè verso attività più naturali e nutrienti. I problemi si risolvono davvero quando allarghiamo lo sguardo e impariamo ad attingere a risorse più profonde, creative e innovative.
I ragionamenti rimbalzano nella mente, bloccando la capacità di trovare soluzioni. La via non è combatterli, ma attivare altre capacità più in linea con il mondo interno, in primo luogo percezione e immaginazione 50
Riza psicosomatica
rimuginare 1
BASTA COI PERCHÉ
Non cercare spiegazioni a quello che stai vivendo
«Non riesco a vivere una relazione duratura perché i miei genitori si sono separati quando ero piccolo»; «Non sono mai stato amato per cui non ho fiducia in me stesso»; «Ho vissuto una brutta esperienza e oggi ne sconto ancora gli effetti»; pensiamo di poter esorcizzare i disagi e le difficoltà emotive analizzandole, comprendendone le cause e le dinamiche soggiacenti. Ma è il primo grande errore da non fare. I disagi interiori non dipendono mai dall’esterno, anche se così sembra, ma dall’interno: ci sono lati di noi che devono emergere ed essere guardati e mandano i sintomi (paure, sfiducia, tristezza o appunto, eccesso di pensieri) per metterci sulla strada giusta. Occorre allora, per prima cosa,
2
abolire dal nostro vocabolario la parola “perché”: più la pronunciamo, più questa parola fissa dentro di noi l’idea che sia accaduto qualcosa che ci ha segnati per sempre. Non è così: non siamo un blocco di gesso vergine scolpito dalle esperienze che abbiamo vissuto. Dentro di noi c’è un’indole innata, un carattere, una radice che ci rende unici. E questa radice usa proprio gli eventi della vita, anche dolorosi, per svilupparsi. Per aiutarla in questo compito è utile ed efficace osservare ciò che si presenta dentro di noi istante per istante, senza fare alcun’indagine: semplicemente lasciarlo accadere. Ogni fenomeno interno è un momento di trasformazione, a patto che non lo fossilizziamo con ragionamenti e definizioni.
SMETTI DI OSTINARTI
Non sai come uscirne? Accogli l’impotenza e affidati
Fateci caso: le vere soluzioni arrivano quando ci si distrae dal problema per un po’. Invece, più un disagio emotivo è grande e apparentemente irrisolvibile, più il ragionamento è uno strumento inadeguato. Questo è l’altro grande errore da evitare: voler intervenire per sistemare le cose. Ci scervelliamo a lungo, ma nessuna soluzione si rivela decisiva: perché il pensiero si basa solo sul conosciuto, mentre i disagi ci portano in un lato sconosciuto di noi stessi, dove possiamo sentirci smarriti, ma dove ci sono anche energie vitali incredibili. Di fronte a una preoccupazione o un problema, non cercare la soluzione a tutti i costi, non
ostinarti a intervenire per mettere a posto le cose: le complichi. Anzi, è terapeutico accogliere l’impotenza e affidarti al flusso della vita. Prova a dire così: «Non ho soluzione, non so cosa fare, non vedo via d’uscita al mio stato attuale, cedo, mi arrendo». Se l’Io si arrende, un lato di te più profondo può intervenire. Le vere soluzioni provengono da circuiti cerebrali più profondi, inesplorati, sconosciuti, da territori mentali che possiedono una saggezza a cui la mente razionale non ha accesso. Intuito, abilità arcaiche, naturali e spontanee: all’improvviso si accende la luce là dove prima tutto appariva scuro. Allora l’inconscio può occuparsene per noi e fornirci le sue risposte.
Novembre 2025
51
IL TEMA DEL MESE
SMETTI DI PENSARE TROPPO
In ogni disturbo c’è un’immagine perduta che cerca di venire alla luce: falle spazio e guarisci LASCIA FLUIRE I PENSIERI
Così percepisci le emozioni nel corpo A volte ci vengono a visitare emozioni che ci fanno soffrire: rabbia, paura, tristezza, gelosia, sconforto e così via. Se, invece di accoglierle come parte di noi, cerchiamo di distogliere lo sguardo, ci stacchiamo da noi stessi. I pensieri che girano vorticosamente e a vuoto sono proprio il sintomo di questo distacco, come un motore non più collegato alle ruote. Inutile cercare di fermare quei pensieri: sono solo un fenomeno superficiale, come abbiamo visto nelle pagine precedenti. Bisogna invece rivolgerci al profondo che ci abita e lasciar fluire le emozioni nel corpo. Chiudi gli occhi, senti l’emozione che ti infastidisce nel corpo: dove compare più forte? Posa la mano in quel punto e lascia che la sensazione si espanda. Come ti fa sentire? È calda o è fredda? Che colore ha? Sostare nell’emozione pura è il modo migliore per farla diventare meno intensa e farla sfumare.
ALLARGA LA MENTE
Trasforma i ragionamenti in immagini Il pensiero delimita e definisce, le immagini e i simboli aprono a possibilità infinite. Se trasformi i pensieri in immagini, subito fai emergere nuove prospettive, favorendo la tua trasformazione. Prova allora, davanti a una situazione che ti provoca angoscia, paura o tristezza, a non limitarti a rimuginare, ma a chiederti: «Quale immagine potrebbe descrivere la difficoltà che sto vivendo?». Una relazione complicata, ad esempio, può richiamare l’immagine di un labirinto: «E cosa si fa quando ci si trova in un labirinto? Come posso attraversarlo?». La fantasia può partire in un percorso che fa emergere altre indicazioni. Come si esce da un labirinto? Non sbattendo la testa contro le pareti, ma, ad esempio, sollevandosi per vederlo nell’insieme. Immagina allora di salire su una mongolfiera o un ascensore: cosa vedi dall’alto? Che forma ha il tuo labirinto? Sei solo o c’è qualcuno che vaga come te? Vedi qualche personaggio misterioso? È un amico o un nemico? Prova a disegnare il tuo labirinto, trasformalo in un monile, cerca il significato dei labirinti nella storia, scopri i racconti che sono stati scritti, scrivine tu stesso uno... Vedrai che, molto rapidamente, il tuo rapporto con il “grande problema che ti assilla” sarà mutato: non lo vivi più con angoscia, come un intruso, ma come una parte importante di te, quasi un’avventura che può svelarti un segreto. Cosa ti regalerà oggi il tuo labirinto, quali parti di te scoprirai? È solo un piccolo esempio di quanto l’immaginazione sia potente nel ristrutturare la nostra percezione. Ogni immagine ci libera dalla pesantezza, ci allontana dall’identità di superficie e ci porta in un altro regno, al centro di noi stessi. I disturbi vanno trasformati in immagini: solo così si può guarire, facendo scendere in campo quell’energia “sognante” tipica dell’immaginario.
52
Riza psicosomatica
Prova a mettere, accanto ai pensieri che ti tormentano, l’immagine di un luogo in cui stai bene, o di un’azione che ami. Così allarghi lo spazio mentale e contatti subito altri stati interiori, vitali, sognanti ed efficaci
5 UN GESTO TI AIUTA
Sposta l’attenzione sul piacere e sulle azioni che ami fare L’eccesso di pensiero molte volte è il sintomo di un mancato utilizzo delle energie psicofisiche di cui disponiamo. Il ristagno di vitalità e creatività dà luogo a un’iperattivazione della ragione. Per questo vale la pena restituire al corpo e all’inconscio le energie che abbiamo sottratto loro: reinvestirle in attività che non sono logoranti come il ragionamento, ma nutrienti. Riportiamo nella nostra vita il piacere, il divertimento, l’entusiasmo: recuperiamo quelle azioni e quei contesti che ci donano benessere e leggerezza. È sufficiente porsi alcune domande: «Cosa mi piace fare? Cosa mi appassiona? Cosa mi fa sentire entusiasta? Quali attività mi incantano fino a farmi dimenticare di tutto il resto?». Non preoccuparti se sono azioni piccole o pensi siano una perdita di tempo: in esse si nasconde un nucleo di benessere che parla di te. Rimuginare non aiuta affatto a risolvere i problemi. Invece dedicare tempo al piacere e al divertimento è un modo per alimentare la psiche e il corpo con il carburante più adatto. Così sarà più semplice trovare soluzioni e risposte alle situazioni cui il pensiero non riesce a venire a capo.
Novembre 2025
53
IL TEMA DEL MESE
SMETTI DI PENSARE TROPPO / IL TEST
Ti perdi nei pensieri o C’È CHI DEVE PENSARE A TUTTO, PROGRAMMARE PER FILO E PER SEGNO OGNI IMPEGNO, E C’È CHI INVECE SI BUTTA A CAPOFITTO PER SENTIRE L’ADRENALINA. RISPONDI ALLE DOMANDE DEL TEST E SCOPRI COME SAI MUOVERTI TRA PENSIERI ED ISTINTI
1
Devi prendere una decisione importante
A. Fai una lista di pro e contro e ci pensi a lungo. B. Decidi sul momento, senza troppi calcoli. C. Segui ciò che senti dentro, anche se non è sempre logico.
2
Rimugini a lungo su qualcosa che è andato storto?
A. Spesso, non riesco a lasciar andare. B. Raramente, passo oltre in fretta. C. Qualche volta, ma poi ascolto quello che sento e vado avanti.
54
Riza psicosomatica
agisci d’istinto? 3
Sei a una cena e un amico ti prende in giro
A. Non rispondi, ma dentro di te vorresti reagire. B. Scatti e rispondi di getto. C. Valuti come ti senti e decidi se rispondere o lasciar correre con un sorriso.
6
Nella vita quotidiana...
A. Hai sempre un’agenda aggiornata. B. Non fai tanti programmi, cerchi di vivere alla giornata. C. Ti piace programmare un minimo, ma sai lasciare spazio a ciò che senti.
9
Devi affrontare qualcosa di nuovo
A. Studi tutto nei minimi dettagli. B. Ti butti e vedi come va. C. Ti ascolti e scegli se buttarti o no, senza paura del giudizio.
4
Ricevi un sovrappiù di lavoro imprevisto
A. Ti blocchi finché non hai analizzato ogni dettaglio. B. Reagisci subito, anche rischiando un errore. C. Ti affidi alla tua percezione e cerchi di gestire l’evento con calma.
7
Come ti comporti durante una discussione accesa?
A. Ti trattieni, analizzi ogni parola e argomento prima di parlare. B. Parli subito senza filtri per dire la tua. C. Ascolti e, se pensi che sia utile, rispondi
10
La frase che ti rappresenta di più
A. Meglio pensarci due volte che sbagliare. B. Prima agisco, poi penso. C. Seguo ciò che sento, senza paura di essere me stesso.
5
Un amico ti propone un viaggio improvviso per l’indomani
A. Dici che non puoi, dovresti prima organizzarti. B. Parti subito senza stare a pensarci troppo. C. Valuti se in quel momento ti senti di farlo.
8
Quando ti accorgi di aver sbagliato
A. Ti colpevolizzi e ripensi mille volte a come potevi fare meglio. B. Ti giustifichi dicendo “sono fatto così”. C. Accetti l’errore come parte di te, senza paura di mostrarti imperfetto.
CONTA LE TUE RISPOSTE, POI LEGGI IL TUO PROFILO NELLA PAGINA SEGUENTE
Novembre 2025
55
IL TEMA DEL MESE
SMETTI DI PENSARE TROPPO / IL TEST
Il mondo interiore ti dice cosa devi fare
56
MAGGIORANZA DI A
MAGGIORANZA DI B
MAGGIORANZA DI C
CONTROLLATO
IMPULSIVO
SPONTANEO
Chi appartiene a questo profilo ha bisogno di sentirsi preparato prima di agire. Pianifica, analizza, costruisce schemi e strategie per non farsi trovare impreparato. La sua forza è la capacità di prevedere, organizzare e mantenere il controllo: un vero e proprio architetto delle scelte. Tuttavia, questa attitudine può diventare un freno: più si pensa, più si rimanda, e spesso il rischio è quello di non muoversi mai o di vivere nel rimuginio. Il controllato teme l’imprevisto perché non gli piace non avere una risposta pronta. Sa programmare, ma fatica a lasciarsi andare.
Agisce subito, senza filtri, guidato però dall’esterno più che da ciò che sente dentro. Se qualcosa lo colpisce, risponde sul momento. È veloce, istintivo, energico, a volte anche travolgente. Questo lo rende molto diretto, ma anche poco riflessivo: rischia di reagire a ciò che accade intorno, più che di scegliere in base ai propri bisogni, di essere condizionato dagli stimoli del momento e dalle circostanze, senza fermarsi ad ascoltare il mondo interiore. La sua spontaneità può diventare fretta, e la sua energia può trasformarsi in scatti che non sempre portano al risultato migliore.
Si affida al sentire, non per reazione immediata né per calcolo, ma ascoltandosi. Agisce quando sente che è giusto, senza forzature e senza paura del giudizio altrui. Può scegliere di muoversi o di restare fermo, senza sentirsi in colpa. Sa percepire i propri stati interni e lasciarli fluire, non finge e non costruisce maschere. Non ha paura di sbagliare e considera l’errore parte della vita. È flessibile, sincero, sa stare nel presente senza controllare tutto né lasciarsi dominare dalle reazioni esterne.
Riza psicosomatica
a cura della Direzione Programmazione e Sviluppo
L’alleato naturale per il tuo fegato Le compresse dell’integratore alimentare Active Liver™ sono prodotte in Svezia e contengono estratti di piante officinali selezionate perché in grado di depurare, proteggere e rigenerare il fegato. A queste viene aggiunta colina, una sostanza che stimola la produzione della bile, contribuendo al metabolismo dei grassi e al mantenimento della funzionalità epatica. E ne basta una al giorno. ACTIVE LIVER™: L’INTEGRATORE PER IL FEGATO CHE NASCE DA UNA RICETTA SVEDESE ORIGINALE
La tradizione dell’azienda New Nordic è fondata su formule innovative a base di estratti vegetali di elevata qua-
lità, che tengono però conto delle conoscenze erboristiche che si sono consolidate nel tempo. In particolare, le compresse Active Liver™ sono state formulate partendo da una ricetta svedese originale, genuina e autentica. PERCHÉ UTILIZZARE ACTIVE LIVER™
• Aiuta a mantenere il fegato in salute. • Supporta il metabolismo dei grassi. • Migliora la digestione ed è l’integratore ideale dopo un eccesso alimentare e/o di alcolici. • Depura la ghiandola epatica. • Regala benessere all’organismo.
PEPE NERO Efficace in caso di steatosi, agisce in sinergia con la curcuma.
DISPONIBILE IN COMPRESSE E IN DELIZIOSE PASTIGLIE GOMMOSE
CURCUMA L’estratto dal rizoma di questa spezia protegge dalle malattie infiammatorie del fegato e ne favorisce la rigenerazione.
CARCIOFO È una pianta depurativa, migliora le condizioni di fegato e cistifellea, potenziandone le funzionalità. Si è rivelata utile contro il “fegato grasso”.
CARDO MARIANO Rigenera le cellule epatiche e sostiene il fegato, aiutandolo a eliminare scorie, tossine e i grassi in eccesso.
Active Liver™ è venduto in Farmacia
NEW NORDIC SRL – Telefono +39 02 89070845 – info@newnordic.it – www.newnordic.it
IL TEMA DEL MESE
SMETTI DI PENSARE TROPPO / LE STORIE
Taglia il groviglio delle e affidati agli istinti
DIETRO IL PENSARE TROPPO DI MARTINA SI NASCONDEVA L’OSSESSIONE DI CONTROLLARE TUTTO, E LA PAURA DI FAR EMERGERE LATI DI SÉ INASPETTATI. IN TERAPIA, GRAZIE A IMMAGINI E AZIONI SEMPLICI, HA RITROVATO L’ARMONIA
U
no dei casi più frequenti di “eccesso di pensieri” è quello ansioso e perfezionista, come abbiamo visto. Un sovraffollamento mentale che si attiva in automatico e non dà tregua. Fai mille calcoli per evitare i rischi, giudicando le tue azioni e soppesando ogni mossa. Un’ossessivo rimuginare che toglie piacere e spontaneità alla vita e la trasforma in una fatica perenne, dominata dalla paura. Come uscirne? Ritrovando l’aggancio con le immagini e con il fluire naturale della vita.
COS’È L’IPERCONTROLLO
Ti preoccupi per tutto perché temi di essere sbagliato
I
l bisogno continuo di prevedere, programmare e controllare tutto nasconde spesso una paura dei propri istinti, cioè il timore che qualcosa di sé esca dai binari e non si uniformi a un modello esterno di perfezione. È su questo che temiamo di venire giudicati. E non sono gli altri a giudicarci: il giudice, in realtà, è sempre interiore. È importante accorgersi di questo giudice interno che osserva e commenta, imparare a comprendere quali sono le regole che impone e i giudizi che emette. Uscire dalle maglie dell’iper-controllo significa quindi comprendere che il proprio modo di essere non è né giusto né sbagliato e non va giudicato; il tuo compito è riconoscere il tuo stile, cosa ti viene spontaneo e facile, senza fatica. Solo così potrai iniziare a fidarti e ad abbandonarti al flusso senza timore.
58
Riza psicosomatica
Una folla di pensieri Martina ha 30 anni e arriva in terapia per crisi di pianto e di rabbia che “vuole assolutamente eliminare”, come dice subito. Si descrive come una personna sempre molto attenta e corretta, ama le regole e sentirsi una brava ragazza agli occhi di tutti. Queste crisi incontrollate, arrivate nella sua vita da poco tempo, la spiazzano: la fanno sentire fuori luogo, osservata, giudicata e vuole a tutti i costi evitare che si ripresentino a “sporcare”, come lei dice, la sua vita. Le crisi sono “sbagliate” perché, in quei momenti, pensa e fa cose che non riconosce come sue: ma se invece queste “cose non sue” fossero la manifestazione di un lato di sé bandito e temuto? Mentre racconta di sé, emerge altro: un sovraffollamento di pensieri preparatori che non cessa mai. Per qualsiasi azione o situazione Martina attiva un processo mentale in cui analizza tutti i possibili scenari, le conseguenze, cosa può succedere, come dovrà comportarsi, cosa dire, non dire, fare, C O NT I NU A A P A G . 60
Pensare a tutto, controllare tutto, essere impeccabili... Ma da chi ci sentiamo giudicati? Per fortuna sono proprio le imperfezioni a renderci umani
preoccupazioni
Novembre 2025
59
IL TEMA DEL MESE
SMETTI DI PENSARE TROPPO / LE STORIE
Martina impara a lasciare che i pensieri scorrano come foglie portate dall’acqua di un fiume... E lei stessa inizia ad abbandonarsi alla vita, senza più dover controllare tutto S E G U E
D A P A G . 58
non fare, allo scopo di non sbagliare. Ma questo aumento del controllo non elimina la paure di sbagliare: la alimenta. In terapia, per la prima volta diventa consapevole che è questo il vero problema, non le crisi: questo processo mentale automatico le impedisce di compiere azioni spontanee e la immerge in continui ragionamenti angosciosi. Nell’acqua del fiume Ma cosa teme davvero? «Tutte le volte che da bambina o ragazzina facevo la monella ho subito la punizione del silenzio. Mia madre non mi parlava per giorni. Per evitare queste punizioni, che mi gettavano nell’angoscia, ho iniziato a controllarmi, a comportarmi bene, a non fare più la selvaggia e la pazza». Martina ha bisogno di recuperare questo suo lato selvatico se vuole ritrovare il suo modo di essere naturale. La parola chiave per lei in terapia diventa: fluire: Martina ha bisogno di lasciar scorrere i pensieri senza impaludarsi e di accogliere ciò che arriva come un flusso naturale. Inizia a farlo a occhi chiusi e così cominciano a comparire le immagini, soprattutto di acqua e di aria: immagina un fiume che scorre, portando con sé delle foglie e poi un vento, che crea vortici e mulinelli. Le viene suggerito di usare queste immagini
quando si accorge che i pensieri si stanno ingorgando: quando arrivano li guarda scorrere come acqua o portati dal vento e così impara a ripulire la mente. Una notte, durante la terapia, fa un sogno: sta camminando su un tronco adagiato sopra un fiume fangoso e cerca con grande sforzo di non cadere. A un certo punto scivola. Cerca di restare attaccata al ramo, finché si dice: «Lasciati andare nella corrente, inutile resistere ancora». Nel sogno si fa trascinare dal fiume senza paura, fino a finire su una spiaggetta. Ssi accorge di avere la pelle macchiata dal fango, come le chiazze di un animale e si sente bene. La pelle sporcata dal fango, il lasciarsi andare, l’essere come un animale: il sogno sembra indicare che Martina ha fatto un passaggio interiore profondo. E in effetti in terapia racconta di aver iniziato a muoversi nella sua vita in maniera più fluida: dice le cose che pensa, evita i programmi e prova a improvvisare. E mentre lo fa si accorge che ogni cosa è più semplice, spontanea e che «è molto più facile vivere, che pensare di vivere».
LA TECNICA DEL LASCIAR SCORRERE
I pensieri sono come foglie: falle portare dal fiume
L
a mente che continuamente fa programmi, pianifica e analizza è una mente iperattiva. Come si può rallentare questa continua corsa? La storia di Martina ci insegna una semplice tecnica: quando senti che l’ansia monta e ti spinge ad anticipare mentalmente tutto quello che ti aspetta, chiudi gli occhi e inizia a immaginare un fiume. Immagina le sue acque che procedono lentamente tra le anse, senza fretta... acque pulite, che lasciano vedere il fondo... e sulla loro superficie portano con sé foglie e rami raccolti qua e là... li trascinano via senza sforzo... immagina che i tuoi pensieri siano come quelle foglie... trascinate dal fiume... che lentamente vanno verso il mare... Continua a immaginare per qualche minuto, senza farti domande, solo seguendo il procedere delle foglie sulla superficie dell’acqua...
60
Riza psicosomatica
SONO PREZIOSI I GESTI CONCRETI
Le azioni giuste ti radicano al presente e forzano i blocchi mentali
S
appiamo che i pensieri di ipercontrollo partono automaticamente, come accade a Martina, la protagonista della storia di queste pagine. Ma anche quei pensieri (come tutto dentro di noi: emozioni, sensazioni e così via) per loro natura potrebberso scorrere e se ne andrebbero da soli, come le nuvole in cielo. È la mente che indugia, trattenendo i ragionamenti e non lasciandoli più andare, creando così degli ingorghi e dei circoli viziosi. Il trucco allora è rimuovere il blocco mentale e riaprirsi al fluire dei pensieri. Per farlo ci vengono in soccorso il corpo e il suo fare concreto. Quando sei concentrato su un’azione, anche molto semplice, la mente è tutta lì. Non servono grandi azioni, bastano i piccole gesti quotidiani. Mentre guidi, pieghi la biancheria, pulisci casa, cammini, lavi i piatti, fai quelle azioni restando presente e attento: fai caso ai tuoi movimenti, all’effetto che hanno, alle sensazioni fisiche che provi. Prova essere lì e basta, assaporando il fare del corpo e il vuoto della mente: ti riporteranno a casa
È molto più facile vivere che pensare di vivere: tenere tutto sotto controllo non è solo faticoso, è inutile. Quando ti lasci andare puoi trovare il tuo percorso Novembre 2025
61
IL TEMA DEL MESE
SMETTI DI PENSARE TROPPO / LE STORIE
Come uscire subito dalla e riaccendere il fuoco vitale
MARIA HA CREDUTO PER ANNI CHE UN’ANTICA DECISIONE LE AVESSE RUBATO LA FELICITÀ. HA VISSUTO CON UN TARLO, CHE ERA ANCHE UN ALIBI PER NON BUTTARSI NELLA VITA. FINCHÉ HA CAPITO CHE QUELLA SCELTA ERA STATA LA SUA FORTUNA!
U
n tipico stile di “pensare troppo”, molto diverso da quello incontrato nelle pagine precedenti, è quello colorato con i colori dell’autunno, della tristezza, della rassegnazione. È quello che possiamo chiamare il “grande rimpianto”: «Se avessi fatto… Se avessi detto… Se fosse andata diversamente... Ma ormai...». È un fantasma che si riaffaccia costantemente e assume molti volti: «Ho sbagliato lavoro»; «Ho sposato la persona sbagliata»; «Se solo avessi potuto fare una scelta diversa...»: che si tratti di un proprio errore o di un destino avverso, il coro di lamenti risuona senza sosta. Ma la verità è che per ognuno di noi non c’è altra vita che questa: solo qui, ora, possiamo estrarre da noi stessi le nostre caratteristiche uniche. Altrimenti restano inespresse. Pensare che una cicatrice indelebile ci impedisca di essere ciò che siamo è un’auto-illusione, un alibi mentale che creiamo quando abbiamo paura del nuovo e che ci tiene fermi nella rassegnazione. Nessuna
ferita è per sempre, come ha capito Maria, una lettrice che ci ha mandato questa bellissima lettera. Tutto si trasforma «Tutto muta, tutto si trasforma Maria inizia così la sua lettera alla redazione di Riza - e a volte le cose diventano ciò che non avresti mai immaginato. L’ho compreso a 51 anni. Per molti anni sono stata convinta che la causa di tutte le mie nevrosi e della mia infelicità fosse l’aver lasciato da giovane il paese dov’ero nata e dove torno ogni anno. Oggi mi rendo conto che la mia anima mi ha portata via da quella terra perché era ciò di cui avevo bisogno». Già in queste prime parole si fa strada una voce più autentica che capovolge la prospettiva comune: non è la perdita, reale o immaginaria, a ferire, ma la storia che costruiamo intorno al dolore. Ciò che sembrava perdita si può rivelare invece una separazione necessaria al proprio cammino evolutivo, un’opportunità di crescita, per chi è disposto ad aprirsi al nuovo. Cambiare prospettiva Continua Maria: «Ho cambiato prospettiva a seguito di una telefonata con il dottor Morelli. Ero in vacanza al paese, in preda alla mia solita inquietudine, e l’ho chiamato. Dopo aver ascoltato per l’ennesima volta la mia lamentela, Morelli, senza mezzi termini mi ha detto: “Maria, basta! Stai male perché torni nel vecchio; vai via da lì, perché lì C O NT I NU A A P A G . 64
62
Riza psicosomatica
palude dei rimpianti L’INSEGNAMENTO
Si piange una volta sola, e poi si può germogliare
V
i siete mai chiesti cosa significa la parola “rimpianto”? Significa “piangere due volte”, cioè non solo quando qualcosa ci ferisce, ma anche dopo e poi ancora e ancora. Ma l’unico pianto “sano” e giusto è il primo. Si piange una volta sola perché il passato non esiste più e ogni rimpianto accade in realtà nel presente: è un inganno che tiene in vita il dolore a distanza. Più ci aggrappiamo al rimpianto, più impediamo al nostro Sé di accedere alla vera luce del presente, che resta offuscata. Il dolore invece è come materiale di trasformazione, non un castigo. Il poeta Rilke invocava così la vita: «Dammi le mie difficoltà», non per restare vittima, ma per trasformare l’ostacolo in opportunità. James Hillman, a sua volta, ricorda che senza prove non emergono i talenti profondi. Se pianti le tue radici nel momento presente, il destino può solo germogliare su ciò che già sei.
“Se avessi detto... Se avessi fatto...”. L’idea di aver perso l’occasione ci può bloccare. Ma è anche una coperta sotto cui nascondersi. Ecco come uscirne e ritrovare la gioia di vivere il presente
Novembre 2025
63
IL TEMA DEL MESE
SMETTI DI PENSARE TROPPO / LE STORIE
Più sosti dentro abitudini ripetitive e una routine sicura, ma grigia, più il tuo lato vitale si spegnerà. È la sua lontananza che rimpiangi, non un’età dell’oro che non è mai esistita S E G U E
D A P A G . 62
continui a incontrare la tua parte vecchia, è per questo che stai male!”». Maria è scossa da queste parole: sono un invito a uscire dal campo già noto per incontrare la donna che sta diventando. Il ritorno ai luoghi familiari, infatti, può riaccendere vecchi schemi emotivi e mentali. Ed è un richiamo che va a segno, a giudicare da come prosegue il racconto di Maria. «Con le parole di Morelli nella testa ho iniziato a guardarmi intorno; per
IL MONDO INCONSCIO
Due sogni raccontano il passaggio verso il nuovo
I
n un altro brano della lettera di Maria compaiono delle immagini, in particolare due sogni davvero importanti: «Nel primo sogno sto rinvasando piante aiutata da mia cognata, che vive al nord; le facciamo uscire dai vasi per duplicarle. Nel secondo sogno immergo una bambina nel lavandino per lavarle il sedere, ma mi accorgo che non le ho tolto il pannolino: l’acqua è sporca e devo rimuoverlo per lavarla bene. Nel farlo sento che l’adulto e la bambina sono la stessa persona, cioè me». Il primo sogno mette in scena la possibilità di radicare se stessi in un contesto diverso. Il secondo mostra il rito della purificazione: il lavaggio richiede di togliere prima lo strato che copre, cioè che occulta la consapevolezza. Il sogno è un ponte: l’io infantile, che rimpiange il passato, non va eliminato, ma ascoltato e “ripulito” per far nascere il nuovo da ciò che è stato.
64
Riza psicosomatica
giorni ho osservato tutto, finché ho finalmente visto ciò che per anni non ho voluto vedere: qui tutto è come prima, poche le persone con cui ho ancora affinità di pensiero. Ma soprattutto ho compreso che sto qui non per piacere, non per dovere. L’idea che mi ero fatta dei miei legami è stata la mia zavorra». La consapevolezza dice: i legami possono diventare catene quando restano fondati sul “dovere” o sulla paura della solitudine, anziché su chi siamo ora. Ciò che ci tiene legati può impedirci di volare. Un ascolto profondo «Solo adesso riesco a dirmi: “Cosa ci faccio qui?”. Certo, le mie nevrosi non sono tutte sparite, ma adesso le guardo con occhi diversi. Fatico ancora ad andare in posti nuovi, sconosciuti. Questa mattina, ad esempio, stavo malissimo. Prima mi sono arrabbiata con me stessa, poi ho accolto ciò che provavo e mi sono messa a scrivere questa lettera: accetto le mie contraddizioni. Ma il cambiamento più grande è avvenuto nella mia relazione: non ho mai amato mio marito come adesso. Facciamo l’amore tutte le sere, corriamo addirittura il rischio che i nostri figli ci sentano, ma non riusciamo a resistere. Prima, invece, quando eravamo qui al paese, non facevamo altro che litigare; lo odiavo perché era diverso da tutti gli altri». La trasformazione non è un evento esterno e non è un processo lineare. Ciò che conta è affinare un ascolto più profondo: sentire cosa accade all’interno. Le nevrosi non spariscono all’improvviso, ma la luce che arriva è diversa: illumina gli angoli più nascosti, scioglie le paure silenziose, facendoci accogliere le contraddizioni. È come se il sé dicesse: “Non serve più fuggire da ciò che sei”, l’eros e la vitalità possono tornare a riscaldare il tuo cammino. Allora ti accorgi che ogni rimpianto è una porta, non una prigione. E solo quando ascolti il lato più profondo scopri che ogni scelta è un’opportunità, anche se il cambiamento ti fa paura.
L’ESERCIZIO UTILE
Spezzi il loop mentale se inizi a guardare lenella cose con... fantasia aria racconta sua mail due sogni
M Q
fatti in questo periodo di cambiamento uando rimuginiamo su ciò che è stato o non «Nel primo sogno di trapiantare piante è stato, diamo per scontato che la felicità aiutata da mia cognata che vive al nord; le dipenda dagli eventi esterni. Questo sguardo faccimo uascire dai vasi per duplicarle. Nel bloccato su convinzioni e identità rigide - “sono secondo sogno di immergere una bambina così a causa di quanto mi è accaduto” - in realtà ci in un lavandino per lavarle il culetto ma mi imprigiona. Per scioglierlo occorre guardare le cose accorgo che non le ho tolto il pannolino. da un altro punto di vista. Ecco un esercizio che usa L’acqua è sporca ma devo toglierle il l’immaginazione per attivare un altro sguardo. pannolino per lavarla bene. Nel sogno è come • Pensa alla tua situazione attuale, con tutto ciò se l’adulto e la bambina fossero la stessa che senti e temi. Poi, guarda la stessa scena da persona, cioè me». punti di vista opposti o estranei: un anziano, un Commento Ximporum quo vel ma dolorerro bambino, una donna antica, un animale magico... cone ni voluptiat. Osserva come cambia il racconto che fai di te stesso. Ecte nos voluptus, voluptiis mo quiae cum Da quel punto di vista alternativo (nonna, ipsuntint, endelia vendit et re conseni debis marziano, animale…), scrivi una frase che il volestios esti officab orepro eliquaepero idelis protagonista pronuncerebbe per descrivere la dolorem fugitia sum eni sit est vollestior aditis situazione. Porta con te quella frase e ogni tanto maio. Itas nobis duntiiscit et facepud itatibus rileggila e senti l’emozione che ti suscita. • Infine, quando il pensiero “se avessi fatto… se avessi detto…” si insinua nella mente, fai un gesto rituale scelto in anticipo: uno schiocco di dita, un suono, un tocco sulla guancia. È un piccolo trucco per interrompere il loop mentale e tornare al presente.
DA NON DIMENTICARE
Non sei ciò che ti è accaduto, ma un continuo mutamento Non sono gli eventi trascorsi a renderti infelice adesso, ma le opinioni sul passato che continui a trascinarti dietro, il tuo racconto sugli eventi. Il passato è la parte “morta” di noi; ciò che sei adesso non è più quello che eri ieri, perché sei un continuo mutamento. Collocare l’origine dei tuoi problemi nel passato significa renderli irrisolvibili, perché il passato non esiste più e quindi non si può cambiare. Può esserci la tempesta, ma l’albero fiorisce, è la sua natura: niente di ciò che ti è successo ha davvero intaccato il tuo nucleo, che conserva intatte tutte le sue potenzialità. Il tuo percorso è ancora davanti a te, anzi dentro di te. La crescita avviene ora. Tutte le possibilità sono qui.
Ogni giorno dì a te stesso: “Io sono un altro, e non ho nulla a che vedere con la mia storia”
Novembre 2025
65
IL TEMA DEL MESE
SMETTI DI PENSARE TROPPO / LE STORIE
Rompi la gabbia di
e ti apri al nuovo ogni giorno LAVORO, AMORE, RELAZIONI: POSSONO DIVENTARE CAMPI DI BATTAGLIA PER ANNI. E PIÙ CI LAMENTIAMO E COLTIVIAMO RANCORE, PIÙ RESTIAMO IMMOBILI. PER SPEZZARE L’INCANTESIMO BISOGNA RITROVARE IL SILENZIO INTERIORE: DA LÌ SI RIPARTE!
“Il mio problema mi tormenta, non riesco a pensare ad altro ”. Lavinia non fa che lamentarsi, ma non fa niente per cambiare. In terapia impara a chiedersi: chi mi chiama da dentro, e io non sto ascoltando? 66
Riza psicosomatica
lamenti e rancori «N
on sono felice perché…»; «Sarei felice, se non fosse per…». Quando il continuo tarlo mentale è costituito da lamenti astiosi, succede perché attribuiamo la colpa di ciò che non va nella nostra vita a un fatto esterno: problemi al lavoro, una relazione che non funziona, rapporti difficili in famiglia... Ecco che quel problema, quel “guasto” insopportabile sporca tutta la nostra esistenza, mette in secondo piano ogni altra gioia e ci fa accumulare sconforto e rabbia. E quel tarlo mentale ne crea un altro: «Non sarò felice finché non avrò risolto il mio problema». Ma dobbiamo crederci sul serio? Il caso di Lavinia ci aiuta a fare chiarezza. Astio senza fine Lavinia ha appena compiuto 50 anni, dei quali - sottolinea lei - ben 25 passati a fare l’insegnante nella stessa scuola. Il suo è un lamento continuo, astioso, che alterna fastidio e sfiducia verso il prossimo: «Non cambieranno mai, è inutile!». L’ambiente lavorativo è “pessimo”, i dirigenti “non capiscono niente” e i colleghi “sono stupidi”. È questo ingorgo di pensieri lamentosi a portare Lavinia in psicoterapia, anche perché iniziano a presentarsi episodi di cefalea, alternati a una fastidiosa stipsi. Secondo la
visione psicosomatica, un sintomo nasconde sempre un significato profondo. Nel suo caso, mal di testa e disturbo intestinale esprimono un meccanismo parallelo che si manifesta tanto in “alto” quando in “basso” cioè pensieri e scorie del metabolismo che si accumulano e non vengono espulsi. E ciò che resta bloccato dentro, intasa e crea dolore. Qual è la soluzione, allora, che metta d’accordo testa e intestino? Alte aspettative I lamenti di Lavinia, non a caso, non emergono al lavoro, dove tutto sommato tiene un profilo basso, ma fuori: con amici, familiari e con il compagno parlare male della scuola è il suo argomento preferito e va da sé che quel pessimo ambiente è causa della sua mancata realizzazione. Viene da chiedersi se Lavinia sia davvero la vittima innocente precipitata in un girone dantesco, oppure se ci sia qualcosa di non proprio corretto nel suo atteggiamento. In effetti dai racconti in terapia emerge che Lavinia ha aspettative altissime: avrebbe voluto il lavoro perfetto e soprattutto si sente impeccabile, di certo infinitamente migliore dei suoi colleghi. I greci parlerebbero di hybris, quella presunzione tracotante che porta chi la possiede a desiderare l’impossibile, spesso a caro prezzo. Come Icaro, che precipitò in mare volando troppo vicino al sole, nonostante i moniti del padre Dedalo. Più ci si ostina a raggiunC O NT I NU A A P A G . 68
L’INSEGNAMENTO
La felicità arriva se stai nelle cose senza giudizi Siamo abituati a vedere la felicità come qualcosa che otterremo solo quando avremo raggiunto determinati obiettivi, ad esempio risolvere un problema che ci assilla. Ma i disagi emotivi non sono “guasti da aggiustare” e questa mentalità non porta a nulla, anzi ci immobilizza. In realtà la felicità è uno stato del cervello che si attiva con un atteggiamento opposto: quando “stiamo nelle cose” della vita osservandole senza giudizi, senza dividerle in buone o cattive. Con le nostre interferenze impediamo al nostro nucleo di farci realizzare. E così ci condanniamo all’incompiutezza e all’infelicità. Occorre invece sospendere ogni lotta interiore, ogni fantasia di intervento: questo atteggiamento innesca energie impensabili e crea le condizioni migliori e più congeniali per noi.
Novembre 2025
67
IL TEMA DEL MESE
SMETTI DI PENSARE TROPPO / LE STORIE
Quando finalmente rompi la ruota dei pensieri ridondanti le tue energie tornano a disposizione e la vita cambia di colpo. E ti dici, come Lavinia: ma perché non l’ho fatto prima?! S E G U E
D A P A G . 67
gere una perfezione impossibile, più ci si condanna a tormento e frustrazione. Il contrappasso da pagare per chi va contro natura. Messaggi dell’inconscio La terapia consiste in primo luogo nel fare silenzio, perlomeno con gli altri: fermare tutte le parole che si riferiscono al lavoro. All’inizio la lamentela prosegue dentro di lei, ma tacendo con gli altri si accorge di quanto fosse invasiva e totalizzante. Da qui Lavinia arriva a una consapevolezza: «In tanti anni mi sono sempre lamentata, ma non ho mai fatto niente per cambiare qualcosa!». Non sarà che le due cose sono collegate? Lavinia inizia ad allontanarsi dal rimuginio ripetitivo e spontaneamente arrivano alcune operazioni di riordino: pulisce casa, apre armadi e cassetti pieni di oggetti inutili e li svuota. Compra piante da balcone e si prende cura di loro, osservandole senza pensare ad altro. Intanto l’inconscio le invia dei messaggi che rinforzano il bisogno di depurarsi e alleggerirsi. Sogna un bagno sporco che poi diventa pulito. E in terapia emerge l’immagine di una cascata che spazza via tutto ciò che incontra. Decide di portare questa immagine con sé come un amuleto, e la richiama quando i rancori per il suo lavoro tornano. Un giorno trova un annuncio per una consulenza e senza rifletterci risponde. Si chiede: «Lo sto facendo davvero?». Ma prima ancora di rispondersi ha già mandato una mail di dimissioni alla scuola: «Ci provo, cosa può succedermi di così terribile?». Dopo due mesi ripensa a quel gesto, mentre è nel nuovo lavoro, soddisfatta: «Ma perché non l’ho fatto prima?».
Ci lamentiamo ma non facciamo niente? Quando un “problema” dura a lungo è perché ci ragioniamo troppo. Solo dal vuoto, invece, può nascere qualcosa di nuovo 68
Riza psicosomatica
IL VERO FARMACO SEI TU
Così il silenzio interiore cura i danni dei lamenti
Q
uando lamentarsi e coltivare rancore verso un “nemico” o un problema diventa un automatismo, finiamo per bloccarci in un loop di pensieri ricorrenti che non solo ci fanno stare più male, perché rimangono in superficie e non si concretizzano, ma ci fanno perdere di vista ciò di cui abbiamo davvero bisogno per essere felici. Cosa fare, quindi? Come ha fatto Lavinia, occorre cercare il silenzio: uno spazio interiore dove tutte le credenze che abbiamo su noi stessi si annullano, dove non esistono i modelli di perfezione, dove non c’è posto per i ragionamenti. Questa operazione fa pulizia e ci orienta all’ascolto interiore, all’emergere di intuizioni, sensazioni utili. Non è immediato riuscirci, quindi alleniamoci tutte le volte che serve a bloccare i pensieri, a calmare la voglia di parlare, cercare consigli e rassicurazioni: fa la differenza.
DUE AZIONI IMPORTANTI
Fare pulizia e osservare la natura e i suoi cicli rallenta la mente Una delle prime cose che Lavinia, la paziente del racconto di queste pagina, fa grazie alla psicoterapia è, come abbiamo visto, sospendere il continuo parlare del “suo problema” con gli altri. Questo la aiuta a non farlo ridondare nella testa, creando un’eco che lo amplifica. Poi Lavinia trova un altro aiuto in azioni di riordino: fare pulizia di armadi o cassetti è un ottimo esercizio per far agire “fuori” un’azione di eliminazione del superfluo che opera anche sui pensieri. Molto importante per la paziente è anche l’osservazione della natura e, come il suo caso insegna, basta davvero poco, ad esempio coltivare piante. Ma può servire anche passeggiare in un parco o in un bosco osservando i ritmi naturali: spontaneamente la mente rallenta, armonizzandosi con l’ambiente. Attenzione: anche in momenti di sosta e silenzio può accadere che i pensieri ossessivi tornino: in questo caso non vanno respinti, ma accolti e osservati con distacco, proprio come se fossero un vento o una pioggia improvvisi: eventi naturali che affiorano, ma poi svaniscono.
Novembre 2025
69
IL TEMA DEL MESE
SMETTI DI PENSARE TROPPO
IN CONCLUSIONE
Grazie alle immagini spegni i pensieri inutili Il più grande antidoto all’eccesso di pensieri? Le immagini. Bucano la superficie e ti portano a contatto con il tuo essere più autentico
Q
ual è l’antidoto più efficace che abbiamo individuato per uno dei comportamenti più debilitanti del nostro tempo? Qualcosa di profondamente umano e a disposizione di tutti: l’immaginazione. 1. Siamo malati di esterno Siamo tutti convinti che esistano solo “fatti esterni”: misurabili, calcolabili, dotati di cause precise e conseguenze prevedibili. Ecco perché un disagio emotivo ci spiazza: riporta all’attenzione che c’è altro, un intero mondo che abbiamo messo da parte. L’overthinkig o eccesso di pensieri, la tendenza a rimuginare intorno a nuclei di ragionamenti circolari che tornano in automatico, parla infatti del fatto che ci siamo distaccati, come cultura e società del nostro tempo, dal mondo interiore. 2. La palude di pensieri Arriva la tristezza o l’ansia e subito la attribuiamo a qualcosa di esterno:
70
Riza psicosomatica
una relazione finita, un trauma dell’infanzia, l’eccesso di impegni, il lavoro che non va, come ci ha raccontato Lavinia (pag. 66), una delle “testimoni” di questo numero di Riza, o addirittura pensiamo di aver “sbagliato vita”, come credeva Maria (pag. 62). Ci ragioniamo sopra, pensiamo a strategie per uscire dal problema, e così entriamo ancora di più nella palude dei pensieri, in quell’acqua sporca che, come abbiamo ricordato, è solo un sottile strato di superficie.
La psiche sognante contiene farmaci e soluzioni che bloccano i pensieri che ti tormentano
3. Il ruolo delle immagini Ecco allora il ruolo dell’immaginazione: bucare la superficie, farci affacciare sulle nostre profondità interiori. È un modo diverso di usare i poteri della psiche, immediatamente a contatto con il mondo interiore, con l’inconscio. Non a caso i sogni sono popolati di immagini: perché le immagini appartengono a una psiche sognante, che non si perde in labirinti di pensieri, ma usa i simboli per portare alla luce emozioni e bisogni autentici. Smettere di pensare troppo vuol dire dare spazio all’immaginazione: a cosa somiglia quel disagio che provi? Che personaggio saresti se la tua vicenda fosse una favola? In che epoca ti immagini mentre sei di nuovo felice? Attenzione: non sono soluzioni all’acqua di rose, tutt’altro: sono le uniche che funzionano davvero. Perché noi non siamo affatti gli esseri razionali che pensiamo di essere: siamo più simili ai sogni. E solo i sogni ci possono davvero curare.
Gli incontri con Raffaele Morelli
In diretta online
Basta uno smartphone, un pc o un tablet per interagire con Raffaele Morelli ovunque tu sia
Mercoledì 19 novembre 2025
dalle 18.30 alle 20
“IMPARA A STAR BENE CON TE STESSO”
Mercoledì 17 dicembre 2025
dalle 18.30 alle 20
“I CODICI DELLA FELICITÀ”
Partecipa anche tu... Iscriviti ora! I posti sono limitati Costo di partecipazione
65€
a incontro
Prezzo speciale per gli abbonati di Riza
55€
OFFERTA SPECIALE
2 incontri a soli
100€
invece di 130 €
a incontro
Per informazioni e iscrizioni contattaci al numero 02/58459641 - eventi@riza.it
In tutte le edicole Le guide pratiche di RIZA
Allegati alle riviste Una pancia abbondante non è solo un problema estetico ma anche un rischio per la salute del cuore. In questa guida i nostri esperti ti consigliano come snellire il girovita.
Il fegato è un organo prezioso e instancabile, eppure lo stile di vita moderno lo mette in pericolo. I consigli migliori per mantenerlo in salute, vivere sani e più a lungo.
In edicola con Dimagrire
In edicola con Salute Naturale
L’Agenda della Felicità 2026 è una compagna di viaggio insostituibile. Giorno dopo giorno sa guidarti con pensieri e riflessioni che toccano le corde più profonde dell’anima.
In edicola con Riza Psicosomatica
Puoi anche ordinarle a Edizioni Riza - Tel 02/5845961 o direttamente sul sito www.riza.it (area shopping)
LA MEDICINA
NATURALE
Mantieni in forma il corpo e la mente
74
CORPO E SALUTE Scacco all’influenza con rimedi ed estratti verdi
80
PSICHE E NATURA Stop alla fame nervosa
84 ALIMENTAZIONE E BENESSERE Calcoli biliari. La dieta giusta li può prevenire
Novembre 2025
73
LA MEDICINA NATURALE
CORPO E SALUTE
SCACCO ALL’INFLUENZA con rimedi ed estratti verdi Prevenire e curare l’influenza è possibile con principi naturali che stimolano la reazione naturale del corpo e, al contempo, evitano un eccessivo indebolimento. Scopriamoli insieme
È
il grande classico dei mesi freddi: l’influenza, con il suo corollario di dolori, febbre, mal di gola e naso chiuso. Tutti i virus influenzali si trasmettono per via respiratoria, ossia inalando le goccioline di saliva emesse da un soggetto malato. Queste goccioline vengono disperse nell’ambiente soprattutto attraverso i colpi di tosse e gli starnuti o anche semplicemente parlando. Starnuti e colpi di tosse sprigionano nell’aria una quantità enorme di virus. Basti pensare che un solo starnuto libera fino a 40.000 goccioline che viaggiano alla velocità di 300 chilometri orari. Inoltre esistono all’incirca 260 virus responsabili del raffreddore e con un solo starnuto si disperdono nell’aria circa 10 mila germi. Un’altra modalità di trasmissione è quella che avviene toccando oggetti o superfici infettate dal virus e portando poi le mani alla bocca o al naso. I virus influenzali possono sopravvivere fino a 48 ore su superfici dure come le maniglie delle porte e fino a 12 ore su tessuti, abiti e banconote. Come contrastarli? La natura ci viene in soccorso, con una batteria di rimedi che proteggono e stimolano la reazione positiva del corpo.
74
Riza psicosomatica
IL DECOTTO
L’echinacea: efficace da prendere subito ai primi sintomi
P
er aiutare il corpo ad affrontare l’influenza, prova il decotto di radice di echinacea, da bere ben caldo, dolcificandolo con un po’ di miele. Oltre a migliorare il sapore della bevanda, il miele esercita un effetto lenitivo e lubrificante sulle mucose orali, che spesso in questi casi si presentano irritate e doloranti. Prepara il decotto mettendo un cucchiaio di radici secche di echinacea in una tazza d’acqua, porta a bollore e lascia cuocere per 10 minuti a fuoco basso. Poi filtra. Riscaldalo leggermente, in modo tale da berlo caldo e aggiungi un cucchiaino di miele. Scegli quello di manuka: è ancora più efficace. Puoi usare anche la tintura madre di echinacea: diluiscine 30 gocce in un bicchiere d’acqua tiepida e prendi questo rimedio 3 volte al giorno durante tutto il periodo in cui sei raffreddato.
ATTENUANO I RISCHI
Sambuco ed eleuterococco supportano le difese naturali dell’organismo
I
l sambuco (Sambucus nigra) è un grande classico delle terapie naturali antinfluenza. Ricco di flavonoidi e tannini, aiuta a placare le infiammazioni ed è utile per ridurre la sintomatologia acuta ma anche in caso di raffreddori cronici e sinusiti, come dimostra anche uno studio australiano della Griffith University. Secondo alcune ricerche, gli estratti di sambuco nero sono in grado di ridurre del 30% il periodo influenzale, di attenuare i sintomi, di rafforzare gli anticorpi e di inibire la crescita dei ceppi influenzali
UN BICCHIERE AL GIORNO
Zolfo e magnesio: così puoi disinfettare il respiro
A
nche magnesio e zolfo si rivelano efficaci contro i virus invernali. Una volta al giorno, a digiuno, bevi un bicchiere d’acqua minerale ricca di magnesio (depurativo e rivitalizzante) con un pizzico di fiori di zolfo: questa polvere, che trovi in erboristeria, disinfetta le vie respiratorie, combatte i batteri, purifica sangue e mucose e ha anche un’azione antiallergica. Continua la cura fino a miglioramento e, per renderla ancora più efficace, diluisci lo zolfo in una spremuta d’arancia, perché la vitamina C è in grado di potenziare la sua azione antinfiammatoria.
A e B. Si prende la tintura idroalcolica, nella dose di 30-50 gocce 3 volte al dì. Puoi anche usare l’integratore in compresse (1 o 2 al dì), proseguendo per almeno 8-10 giorni. In questo caso il sambuco è ottimo anche abbinato all’eleuterococco. Noto come “ginseng siberiano”, quest’ultimo è apprezzato per le sue proprietà tonicoadattogene, che aiutano a combattere la stanchezza fisica e mentale, migliorare la concentrazione e sostenere il sistema immunitario, grazie ai principi attivi presenti nelle sue radici.
NON DEVE MANCARE
Il ginseng rende più resistenti ai virus
È
importante in questo periodo dell’anno rinforzare il sistema immunitario. Il ginseng (Panax ginseng) è efficace per trattare l’influenza e i virus respiratori stagionali. Lo dimostra uno studio pubblicato sull’International Journal of Molecular Medicine. Rende l’organismo più resistente e ostacola l’espansione virale. Il ginseng, poi, supporta efficacemente anche l’umore abbacchiato provocato dalla malattia.
Novembre 2025
75
LA MEDICINA NATURALE
CORPO E SALUTE
Le vitamine che rinforzano il sistema immunitario Ecco un efficace programma di sostegno che ci permetterà di passare indenni i mesi più a rischio di malattie invernali
È
importante mettere l’organismo nelle condizioni di non essere attaccato, ma anche di avere una risposta adeguata al patogeno di turno. Come fare? Attraverso il nostro stile di vita possiamo aiutare le cellule dell’immunità e gli organi a essa collegati ad avere a disposizione tutte quelle molecole che sono loro indispensabili per svolgere il loro importante compito. È questa la base di un “programma di rinforzo”, che prevede anche il ricorso ad alcuni rimedi naturali che hanno un’azione immunoregolante sull’organismo.
DOPO I 50 ANNI
Non far scendere lo zinco: lo trovi a tavola
N
umerosi studi mostrano come una carenza di zinco, frequente dopo i 50 anni, favorisca un abbassamento delle difese immunitarie e quindi una predisposizione alle infezioni virali, incluse quelle del tratto respiratorio inferiore e il comune raffreddore. Lo zinco infatti è un oligoelemento fondamentale per la funzione delle cellule che si occupano proprio dell’immunità. Ecco perché è importantissimo non farsi mancare questo prezioso minerale, che puoi trovare in semi di zucca, noci, fagioli, lenticchie. Anche le alici ne sono ricche. Fonti adeguate sono anche il polipo o le seppie, ma lo trovi anche nella carne di tacchino. Lo zinco funziona ancora meglio se combinato con altro oligoelemento fondamentale per il sistema immunitario come il selenio, che puoi assumere mangiando due o tre noci del Brasile. Puoi trovare in commercio integratori a base di zinco e selenio: una loro carenza può infatti compromettere il corretto funzionamento del sistema immunitario e possono essere utili se hai superato i 60 anni e sei soggetto a frequenti raffreddori o influenze durante l’anno. Un loro supplemento è utile per prevenire tutte le infezioni virali.
76
Riza psicosomatica
Indispensabile vitamina C La prima vitamina cui si pensa quando si inizia a fare qualche starnuto è la vitamina C. Questa sostanza ha un ruolo di regolazione della risposta immunitaria e protegge le nostre cellule di difesa dall’attacco dei radicali liberi. In questo periodo dell’anno la trovi soprattutto in kiwi, arance, mandarini, pompelmi, uva, broccoli, cavolfiori, cavoletti di Bruxelles e prezzemolo. L’assunzione giornaliera raccomandata è di 1000 mg.
Perché far scorta di vitamina A Una carenza di vitamina A ti rende poco resistente alle infezioni. Al contrario la sua presenza aiuta a proteggere la mucosa che riveste le vie respiratorie e che funge da prima barriera agli attacchi esterni e permette un buon funzionamento delle cellule immunitarie. Sotto forma di retinolo la trovi negli alimenti di origine animale, come uova (il tuorlo ne è particolarmente ricco) e fegato. Sotto forma di provitamina A o betacarotene la trovi nei vegetali come patate, broccoli, carote e in questo periodo ne sono una fonte abbondante le zucche. Consuma sempre questi cibi con un filo d’olio, ne aumenterai l’assimilabilità.
Adesso serve anche la D Ne abbiamo fatto scorta durante le giornate al sole, ma la vitamina D tende a diminuire man mano che ci inoltriamo nell’autunno. Il suo ruolo a livello immunitario è fondamentale, in fase di prevenzione ma anche di cura. Alcuni studi hanno evidenziato che buone dosi di vitamina D a disposizione dell’organismo possono accelerare i tempi di guarigione. Se non la assumi già come contrasto all’osteoporosi, puoi scegliere integratori che te ne forniscano la giusta dose quotidiana o ricorrere ad alimenti rinforzati (spesso viene aggiunta a bevande vegetali). Tra gli integratori migliori si possono preferire quelli con estratti di luppolo e betulla, il primo un valido sostegno alle difese, la seconda ad azione battericida e antinfiammatoria. Assieme al rosmarino aumentano ulteriormente le loro proprietà.
LE FONTI
L’integratore naturale: punta sull’estratto di camu camu
È
un frutto spontaneo della foresta amazzonica con un’elevata concentrazione di vitamina C, che supera addirittura quella presente nelle arance. Lo trovi in polvere (da mescolare a frullati o cibi come lo yogurt) o in capsule. Altre fonti naturali sono l’acerola o la rosa canina, che trovi in compresse di estratto secco. Ovviamente la vitamina C è disponibile anche come integratore: preferisci quelli che prevedono più assunzioni durante la giornata (questa vitamina non resta a lungo disponibile nel corpo) oppure con un rilascio graduale. Novembre 2025
77
LA MEDICINA NATURALE
CORPO E SALUTE
Funghi, essenze e stile di vita: Rinforzano le difese, riducono le infiammazioni e prevengono le degenerazioni cellulari: basta poco per rimanere in salute
C
ompleta il tuo trattamento immunostimolante assumendo un concentrato di funghi medicinali: questi vegetali orientali, noti da secoli alla farmacopea cinese per le loro virtù antiossidanti e ricostituenti, hanno un’ottima azione antinfiammatoria e antivirale, soprattutto se utilizzati in sinergia. Chiedi in farmacia o in erboristeria un integratore che contenga soprattutto il ganoderma (Ganoderma lucidum) che, grazie al germanio di cui è ricco, consente un migliore impiego dell’ossigeno da parte di organi e tessuti e ti aiuta a respirare meglio,
e il maitake (Grifola frondosa), che rafforza le difese dell’organismo, riduce le infiammazioni e previene le degenerazioni cellulari. Prendi una capsula di estratto di funghi 2 volte al giorno, prima dei pasti, per cicli di 10 giorni. Vai avanti per 10 giorni al mese e così fino a primavera.
Gli oli essenziali sono alleati Una risorsa per alleviare i sintomi influenzali arriva anche dall’aromaterapia. Gola e naso infiammati traggono vantaggio dai vapori profumati e curativi, che si possono ottenere mettendo gli
Difese attive GANODERMA, L’IMMUNOSTIMOLANTE CHE AIUTA GLI ANTICORPI L’estratto di Ganoderma lucidum, noto anche come “fungo dell’immortalità”, è un rimedio fitoterapico con proprietà immunomodulanti e antivirali. Questo fungo orientale, oltre ad aiutarti a respirare meglio, stimola e sostiene l’attività delle cellule del sistema immunitario, contribuendo a potenziare la produzione di anticorpi, i “soldatini” che ci proteggono anche da raffreddore e influenza.
78
Riza psicosomatica
oli essenziali nell’apposito diffusore per essenze (5-7 gocce, non di più, per non appesantire l’aria). Ottimi anche i suffumigi, da arricchire anche con un cucchiaino di bicarbonato. Un’altra soluzione è versare gli oli essenziali nell’acqua del bagno, non troppo calda, e immergersi per una decina di minuti. Quelli più utili sono il benzoino e la cannella, che scacciano l’abbattimento e la debolezza, l’eucalipto e il timo, ottimi per naso chiuso, tosse e sinusite e la melaleuca, efficace contro il mal di gola ed eccellente da vaporizzare in casa.
non ti ammali per tutto l’inverno A TAVOLA E NON SOLO
Ecco le 3 regole per potenziare le tue difese Per sostenere la funzione immunitaria e aggirare il rischio delle malattie autunnali e invernali, è molto importante seguire alcune regole base. Eccole.
1
INTEGRA LA DIETA CON GLI ALIMENTI GIUSTI Cerca di ridurre i cibi industriali e privilegia la frutta di stagione (dove possibile con la buccia), gli ortaggi freschi, crudi o cotti e i cereali integrali, fonte di fibre preziose per mantenere l’organismo pulito e “reattivo”. Per far produrre al corpo cellule immunitarie, però, servono soprattutto più proteine: introducile con il pesce e le carni bianche (2-3 volte alla settimana), con lo yogurt, la ricotta, il tofu, i legumi e le alghe, da usare in cucina al posto del dado e del sale.
2
3
MUOVITI UN PO’ OGNI GIORNO Per non ammalarsi (e per restare giovani), bisogna mantenersi attivi sempre, in tutte le stagioni, secondo le proprie capacità: le ultime ricerche di neuro-immunologia confermano che lo sport e il movimento (basta camminare mezz’ora al giorno) sono in grado di migliorare l’attività dei granulociti neutrofili, una particolare famiglia di globuli bianchi che entrano in gioco in presenza di infezioni batteriche o fungine; la loro funzione è quella di bloccare e neutralizzare i potenziali “invasori” attraverso il meccanismo della fagocitosi, e cioè di ingerire i materiali estranei e di distruggerli.
CONCEDITI UN RIPOSO ADEGUATO Il sonno, in misura di almeno 6-7 ore per notte, è importante per ricaricare il sistema immunitario e per rielaborare le proteine che servono a costruire le cellule e i tessuti di difesa: è infatti scientificamente dimostrato che chi riposa male e non si concede mai pause (anche a livello mentale) ha le difese notevolmente più basse rispetto a chi riesce a dormire bene e a svegliarsi rigenerato. Prima di andare a letto, anche se fa freddo, spalanca la finestra della camera per mezz’ora: il ricambio d’aria ti fa dormire meglio e ossigena le cellule mentre riposi.
Novembre 2025
79
LA MEDICINA NATURALE
PSICHE E NATURA
Stop alla fame nervosa Può diventare un’ossessione che non si placa mai, quella per il cibo. Se anche tu tendi a piluccare tutto il giorno o a esagerare di notte, ecco i rimedi che fanno per te
N
ervosa, fuori pasto, notturna, insaziabile. E inspiegabile. Ci sono tanti aggettivi che ben descrivono l’insolito senso di fame con cui le donne devono fare i conti dopo i 40 anni. Spesso è proprio questo appetito fuori controllo il responsabile dei chili accumulati e delle diete fallite. Le ragioni di questo aumentato appetito sono varie. La fame può ad esempio essere dovuta a una dieta troppo ricca di carboidrati e zuccheri: se in passato questa abitudine alimentare non ti ha creato particolari
problemi, adesso ogni eccesso di zuccheri si traduce sicuramente in un senso di sazietà molto limitato nel tempo. Anche la componente emotiva gioca un ruolo fondamentale. Il cibo è una valvola di sfogo, un modo per vincere la noia, la stanchezza, l’irritabilità. Disturbi come la mancanza di sonno e gli sbalzi d’umore certamente peggiorano la situazione. Ma non è una battaglia persa. Esistono infatti rimedi naturali che svolgono un’azione mirata rivolta proprio ai fattori psicologici che mettono più a rischio.
La rodiola
L’escolzia
Riduce lo stress e la voglia costante di cibo
Placa la fame notturna e riduce i risvegli
Lo stress, la stanchezza e i momenti di tensione spesso sono tra le cause di un’alimentazione disordinata ed eccessiva. Per questo può essere utile affidarsi a piante che stimolano la capacità di reazione dell’organismo. Una di queste è la rodiola, di cui in fitoterapia si usa la radice. Nota per la sua versatilità come tonico vegetale, a livello cerebrale modula l’umore e lo risolleva, aiutando a riequilibrare l’appetito. Inoltre aumenta la serotonina, che riduce il desiderio ossessivo di carboidrati. Agisce anche sul tessuto adiposo stimolando gli enzimi che sciolgono i grassi. COME ASSUMERLA Si consiglia di assumere una compressa di rodiola al mattino per 2 mesi.
Questa pianta, chiamata anche papavero della California, svolge una preziosa azione antidepressiva e agisce sul sistema nervoso centrale favorendo il sonno e riducendo gli eventuali risvegli notturni. Questo effetto ansiolitico è dovuto alla presenza di alcaloidi benzilisochinolinici e benzofenantridinici, il principale dei quali è la protopina. Questa pianta è consigliata in particolare a chi soffre di fame notturna. COME ASSUMERLA Come estratto secco il dosaggio è 50-100 mg per capsula: se ne assume una la sera mezz’ora prima di coricarsi, con mezzo bicchiere d’acqua o una tazza di tisana. Sotto forma di tintura madre si assumono 40 gocce di escolzia la sera, sciolte in un bicchiere d’acqua, prima di coricarsi oppure, in caso di forte nervosismo, 30 gocce 2-3 volte al giorno.
80
Riza psicosomatica
La schisandra
La griffonia
Per chi mangia troppi cibi spazzatura
Non ti freni? Aumenta la serotonina naturale
La schisandra aumenta la resistenza allo stress tipico di chi continua a mangiucchiare per tutto il giorno perché si sente stanco e privo di energie. Anche chi ha accumulato chili nel corso degli anni a causa di un consumo frequente di alimenti dannosi può trarre beneficio dal suo impiego regolare, perché gli estratti di schisandra depurano e rigenerano le cellule della ghiandola epatica e attenuano la dipendenza dal cibo “spazzatura”. COME ASSUMERLA Si possono assumere le bacche essiccate, fino a 30 g al giorno: 1 presa quando hai un attacco di fame, masticandole a lungo. Oppure si acquista la schisandra in capsule e se ne prendono 1-2 al giorno, seguendo le indicazioni riportate sulla confezione.
I semi della Griffonia simplicifolia, una pianta tropicale della famiglia delle Leguminose, contengono 5-idrossitriptofano (5-HTP) il precursore endogeno della serotonina, coinvolta nella regolazione del tono dell’umore, dell’appetito e della sessualità. Diverse ricerche scientifiche recenti hanno dimostrato che un aumento dei livelli di serotonina (naturale o indotto da farmaci o prodotti naturali) porta a un innalzamento del tono dell’umore, a una diminuzione dell’appetito (contrastando la fame nervosa e, in particolare, l’eccessivo desiderio di carboidrati) e a un miglioramento della qualità del sonno in caso di insonnia. COME ASSUMERLA Assumine 1-2 capsule al dì, ogni giorno, per un mese, con acqua ai pasti. Non va assunta in gravidanza, durante l’allattamento e se si prendono psicofarmaci.
Novembre 2025
81
LA MEDICINA NATURALE
PSICHE E NATURA
Le tisane che spengono la voglia continua di cibo Sostanze rilassanti, antistress, antifame: sono alcuni dei doni preziosi delle tisane. Le puoi fare da solo in casa e ti aiutano contro gli eccessi alimentari
L
e piante anti fame nervosa possono essere assunte anche sotto forma di tisane da bere con regolarità e senza zucchero. Riempire lo stomaco con una tazza di acqua calda aromatizzata con le erbe è anche un’ottima strategia per contrastare gli attacchi di fame nervosa: per questo le tisane sono l’ideale come “spuntini” fuori pasto ma anche dopo aver finito di mangiare, oppure in sostituzione del dessert. Inoltre, le tisane sono solitamente a base di erbe ricche di fibre, che hanno un effetto diuretico e lassativo.
FIORI DI ARANCIO E LIQUIRIZIA tolgono la voglia di mangiare Fatti preparare dal tuo erborista una miscela a base di parti uguali di fiori d’arancio, radice di liquirizia, semi di fi nocchio e foglie di tè verde. Versa 2 cucchiaini del mix in 200 ml di acqua caldissima e lascia in infusione 5 minuti, filtra e servi subito. Puoi assumerne fi no a 4 tazze al giorno. Il mix che compone questa tisana è una preparazione ricca di principi attivi snellenti e anti fame, che non fornisce quasi calorie e che puoi gustare in ogni momento della giornata. Se soffri di ipertensione sostituisci la liquirizia con i semi di anice verde.
Il biancospino Così resisti agli attacchi di fame durante la dieta Un’altra pianta utile contro l’ansia che assale quando si segue una dieta dimagrante a causa della riduzione dell’apporto di zuccheri e carboidrati a cui l’organismo fa fatica ad abituarsi, è il biancospino in tintura madre. Questo rimedio va assunto dopo i tre pasti principali nella dose di 10-20 gocce in poca acqua.
82
Riza psicosomatica
Tiglio e scutellaria Ritrova calma e buonumore e il giusto rilassamento La Scutellaria racemosa cresce in Sudamerica e in particolare in Colombia e dalle popolazioni locali viene chiamata “alegria”, in quanto apporta un’immediata sensazione di benessere al nostro corpo. Da alcune ricerche è emerso che la scutellaria sarebbe in grado di indurre uno stato di calma che permette all’organismo stressato di rigenerare le proprie riserve di energia. Tutto questo si riflette positivamente anche sull’umore e sullo stato di rilassamento generale. COME ASSUMERLA La scutellaria si trova sotto forma di compresse da assumere per via sublinguale. Ne basta una al giorno, con poca acqua, fino a miglioramento dei sintomi.
Il tiglio argentato è una pianta nota da secoli per le sue proprietà sedative e antispastiche. Si tratta di una delle piante più indicate in caso di fame nervosa poiché contiene sostanze attive sul sistema nervoso, sull’apparato cardiovascolare e sulla muscolatura intestinale. Riduce l’ansia e migliora il sonno. COME ASSUMERLo Si assume sotto forma di tintura madre nella dose di una goccia per kg di peso corporeo. Il composto va assunto con acqua un quarto d’ora prima di colazione e di cena. Durante le crisi acute di ansia da stress abbina Tilia tomentosa a Valeriana officinalis in tintura madre (25 gocce di ognuna) da prendere al bisogno.
FINOCCHIO, ANICE E CARDAMOMO tengono a bada l’appetito
MELISSA, PASSIFLORA E ARANCIO per placare il pensiero ossessivo
Per preparare questa tisana che regala calma, allontana la fame nervosa e favorisce la digestione bisogna portare a ebollizione una tazza di acqua in un pentolino. Quando l’acqua bolle, si versa un pizzico di fi nocchio, uno di anice verde e un seme di cardamomo (non mischiare in questo caso le erbe ma tienile in sacchettini separati). Si tiene in infusione per una decina di minuti nel pentolino coperto. Si fa intiepidire e si beve dopo i pasti principali
Metti a sobbollire in mezzo litro d’acqua un cucchiaino o 2 di un mix di fiori d’arancio, melissa, passiflora ed eleuterococco (da farsi preparare dal proprio erborista di fiducia) in una tazza di acqua bollente. Lascia riposare 5-10 minuti. Quindi, fi ltra e bevi la tisana preferibilmente tiepida, meglio senza dolcificare.
Novembre 2025
83
LA MEDICINA NATURALE
ALIMENTAZIONE E BENESSERE
CALCOLI BILIARI
La dieta giusta li può prevenire Meno grassi e colesterolo, più fibre e verdure amare. Ecco le prime strategie per proteggere la colecisti dai fastidiosi “sassolini” e mantenere la bile fluida Quando si formano Se la bile è troppo ricca
di colesterolo o troppo povera di sostanze che la mantengono fluida e stabile, come sali biliari e fosfolipidi (acidi grassi), il colesterolo precipita e forma piccoli cristalli che, con il tempo, si aggregano fino a diventare veri e propri FAI SCORTA calcoli. È importante non trascurare il problema, soprattutto in caso di DI ACQUA BUONA Bere molta acqua fa bene alla predisposizione familiare. La bile salute, si sa, ma ancora di più se stagnante può infatti favorire la pensiamo ai problemi alla colecisti. crescita di batteri, con rischio di Per prevenire i calcoli va preferita infezioni. Va anche detto che se un’acqua leggera, con poco sodio, un calcolo ostruisce un dotto biuna bassa durezza e con poco calcoli biliari sono tra le maliare, possono comparire coliche residuo fisso. Un’acqua del genere lattie più comuni della cistifelmolto intense, nausea e vomito; aiuta l’organismo a purificarsi lea, un piccolo organo a forma di se invece il calcolo blocca il dotto e a restare in salute. sacchetto situato sotto il fegato, il cui pancreatico, il pancreas si infiamma. compito principale è immagazzinare e In questi casi si parla di pancreatite, una concentrare la bile prodotta da quest’organo condizione acuta o cronica che richiede semper digerire i grassi. In Italia interessano circa il 10pre l’intervento del medico. 15% della popolazione adulta, con una prevalenza maggiore nelle donne, soprattutto dopo i 50 anni: I nemici da evitare Prima di tutto è bene mangli ormoni femminili, in particolare gli estrogeni, tenere i livelli di colesterolo “cattivo” (LDL) nel sanaumentano la quantità di colesterolo presente nella gue nella norma (meno di 100 mg/dl e comunque bile. Nella maggior parte dei casi i calcoli restano non più di 129 mg/dl), perché se troppo rende la bile silenti per lungo tempo e vengono scoperti per caso densa e difficile da eliminare. Anche un’alimentacon un’ecografia. Quando si manifestano, possono zione troppo ricca di grassi saturi contribuisce a ralcausare sintomi fastidiosi come dolore addominalentare lo svuotamento della cistifellea, favorendo i le, nausea, digestione lenta e difficoltà a tollerare ristagni. Burro, insaccati, formaggi grassi, fritture i grassi. e cibi industriali sono pertanto tra i principali ali-
I
84
Riza psicosomatica
L’ESTRATTO DI CARCIOFO È UN TOCCASANA È una delle piante più usate per favorire la digestione dei grassi e stimolare lo svuotamento della cistifellea. Aiuta a rendere la bile più fluida e può ridurre il rischio di formazione di calcoli. Si assume in capsule (di solito 2-3 al giorno) o in estratto fluido non alcolico (20-25 gocce 2-3 volte al giorno, diluite in poca acqua), da sola o in combinazione con altre piante digestive come tarassaco o boldo.
menti da limitare. Meglio sostituirli con proteine leggere e grassi buoni, che non sovraccaricano fegato e colecisti. • Eccesso di alcolici: sovraccaricano il fegato, riducono la produzione di sali biliari e peggiorano il metabolismo dei grassi. • Eccesso di zuccheri semplici (dolci, snack, bibite): favoriscono l’aumento di peso e l’insulinoresistenza. Da preferire snack senza zucchero.
Digiuno e sovrappeso Oltre al colesterolo alto, occorre considerare anche abitudini alimentari e stili di vita che favoriscono i calcoli biliari. • Digiuni prolungati: rallentano lo svuotamento della cistifellea e favoriscono i ristagni di bile. • Diete yo-yo o dimagrimenti troppo rapidi: alterano la composizione della bile e aumentano la concentrazione di colesterolo, creando un terreno fertile per i calcoli. Come proteggere la colecisti Puoi farlo inserendo nella dieta quotidiana alcuni alimenti che non solo alleggeriscono la digestione, ma rendono la bile più fluida e aiutano la cistifellea a contrarsi meglio, prevenendo ristagni e calcoli. Li trovi di seguito. • Verdure amare (cicoria, radicchio, carciofi, rucola): stimolano la produzione e il deflusso della bile, mantenendola fluida. • Frutta ricca di vitamina C (agrumi, kiwi, fragole): favorisce l’eliminazione del colesterolo in eccesso.
• Cereali integrali e legumi: ricchi di fibre, tengono sotto controllo i grassi nel sangue e migliorano la motilità intestinale. • Pesce azzurro, noci e semi di lino e di chia: contengono Omega 3 che rendono la bile meno densa. • Olio extravergine d’oliva (a crudo e in piccole quantità): stimola delicatamente lo svuotamento della cistifellea e protegge le cellule del fegato.
I SEGNALI DEL CORPO
Cosa non devi trascurare 1. Dolori al fianco destro dopo pasti molto grassi possono essere campanelli d’allarme: se, dopo aver consumato formaggi, fritti o carne grassa, avverti dolore o senso di peso nella parte superiore destra dell’addome, non ignorarlo. Questo fastidio può indicare che la cistifellea fatica a svuotarsi o che si stanno formando piccoli calcoli. Non sempre è sintomo di urgenza, ma è un segnale utile per rivedere le abitudini alimentari. 2. Digestione lenta o gonfiore frequente: anche se non sempre si traducono in dolore acuto, sono segnali importanti che il metabolismo biliare e intestinale merita attenzione. Inserire pasti più leggeri e regolari, aumentare il consumo di fibre e muoversi dopo i pasti può aiutare a mantenere la cistifellea e il tratto digestivo in salute.
Novembre 2025
85
LA MEDICINA NATURALE
ALIMENTAZIONE E BENESSERE
Ricette veloci e menu
che mantengono fluida la bile TAGLIATELLE AL SALMONE Ricetta per 2 persone - Metti a lessare 120 g di tagliatelle integrali (se le usi fresche, cuocine 140 g) in una pentola con abbondante acqua leggermente salata. Intanto, taglia a tocchetti 200 g di salmone al naturale e scaldalo in padella con un filo d’olio per un paio di minuti. Scola la pasta e uniscila al salmone, spolverizzando con prezzemolo tritato e mescolando bene. Porta quindi in tavola unendo anche una presa di pepe nero, se piace, e qualche goccia di succo di limone.
NOTA Il salmone apporta Omega 3, che rendono la bile più fluida e proteggono il cuore. Il prezzemolo fresco e il limone sono una buona fonte di vitamina C utile contro il colesterolo, mentre il pepe nero svolge un’azione digestiva e bruciagrassi. Completa il pasto con 2-3 carciofi a porzione, ben puliti, lessati e conditi con un filo d’olio extravergine d’oliva.
ZUPPA DI CANNELLINI E RADICCHIO ROSSO Ricetta per 2 persone - In una pentola, fai scaldare 1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva e aggiungi 1 spicchio d’aglio schiacciato (facoltativo). Unisci 200 g di radicchio rosso tagliato a striscioline e lascia appassire per 3-4 minuti. Aggiungi 250 g di fagioli cannellini già lessati, 300 ml di brodo vegetale caldo e cuoci a fuoco medio per 10 minuti, mescolando di tanto in tanto. Servi la zuppa calda con un filo d’olio a crudo e prezzemolo fresco tritato.
NOTA Il radicchio rosso contiene principi attivi amari che stimolano la produzione e il flusso della bile, contrastando anche l’accumulo di colesterolo sulle arterie. Mentre i cannellini apportano fibre che migliorano la motilità intestinale e aiutano a mantenere la bile fluida.
86
Riza psicosomatica
2 menu su misura per te Puoi includerli nel tuo programma alimentare settimanale per due giorni a settimana durante tutto il mese di novembre. Inoltre, ti potranno servire da esempio per creare altre combinazioni di pasti utili nella prevenzione dei calcoli biliari da utilizzare nei giorni in cui non li segui.
MOUSSE DI AVOCADO E CACAO Ricetta per 2-3 persone - Taglia a metà un avocado maturo, elimina il nocciolo, ricava la polpa e frullala con un cucchiaio di cacao amaro in polvere e 1 cucchiaio di latte vegetale (o yogurt magro) fino a ottenere una crema liscia. Aggiungi 10 g di semi di chia, fonti di mucillagini che aumenteranno la consistenza della mousse. Versa la crema in 2-3 coppette e lascia riposare in frigo per almeno 30 minuti. Prima di servire, a piacere, completa con qualche fettina di frutta fresca di stagione o una spolverata di noci tritate.
NOTA L’avocado apporta grassi buoni che favoriscono la fluidità della bile e proteggono la colecisti, il cacao fornisce antiossidanti, mentre i semi di chia aggiungono fibre e Omega 3. Un dolce nutriente, senza zuccheri aggiunti, che soddisfa la voglia di dolce senza sovraccaricare la cistifellea. Puoi servirlo come merenda per un’occasione speciale oppure a colazione, completando con una bevanda calda, per esempio tè verde.
PRIMA DI COLAZIONE 1 bicchiere di acqua tiepida con 1 cucchiaio di succo puro di carciofo. COLAZIONE Mousse di avocado e cacao e tè verde. Come colazione alternativa, 30 g di fette biscottate integrali con un velo di marmellata di arancia amara, tè verde o caffè, 1 mela e 10 g di mandorle. SPUNTINO 125 g di yogurt magro con una presa di cannella. PRANZO Tagliatelle al salmone; un contorno di verdure di stagione o un’insalata verde. MERENDA 1 kiwi e 10 g di noci. CENA 150 g di petto di pollo a fettine da cuocere in padella con un filo d’olio; 200 g di tocchetti di patate lessate condite con 2 cucchiaini di olio EVO, prezzemolo e pepe; verdure di stagione abbondanti. PRIMA DI COLAZIONE 1 bicchiere di acqua tiepida con 1 cucchiaio di succo puro di carciofo. COLAZIONE Tè verde, 70 g di pane integrale a lievitazione naturale con 2 cucchiaini di crema di nocciole e cacao, 1 pera. SPUNTINO 1 arancia e 10 g di noci. PRANZO 60 g di quinoa da lessare e condire con 200 g di filetti di carote e sedano cotti in padella con 2 cucchiaini di olio extravergine d’oliva; 200 g di sogliola al vapore con un’insalata verde. MERENDA 125 g di yogurt magro con una presa di cacao amaro. CENA Zuppa di cannellini e radicchio rosso; 50 g di pane integrale a lievitazione naturale; 1 kiwi.
IL CONSIGLIO
L’antipasto che ti fa bene Inizia i pasti principali con una porzione di verdure crude, come insalata verde, radicchio, rucola o finocchio. Non solo preparano la digestione, ma apportano fibre e antiossidanti utili per proteggere la cistifellea e mantenere la bile fluida. Servile al naturale, condendole con un filo d’olio per assimilare le vitamine liposolubili
Novembre 2025
87
Le scuole di Formazione di Riza ISTITUTO RIZA DI MEDICINA PSICOSOMATICA
Scuola di Naturopatia Corso Triennale di Formazione Anno Accademico 2026 PER INFORMAZIONI E ISCRIZIONI: Tel. 02/5820793 - 02/58207920 - Fax 02/58207979 www.scuola-naturopatia.riza.it mail: scuolanaturopatia.milano@riza.it La Naturopatia è una disciplina che si ispira alla visione olistica di mente e corpo e rappresenta la sintesi dei metodi naturali al servizio del benessere e della qualità della vita. Oggi è ormai da tutti riconosciuta come sicuro coadiuvante della salute e del benessere e particolarmente utile per la prevenzione. Il naturopata, con le sue conoscenze professionali nelle tecniche di trattamento che si riallacciano alle grandi Tradizioni Orientali ed Occidentali, è un “operatore del benessere” le cui indicazioni si iscrivono nel quadro di una riconciliazione con le leggi della Natura.
NOVITÀ Lezioni in streaming
Il naturopata opera, in palestre, centri di fitness, centri Benessere, centri estetici, strutture termali/di balneazione, strutture per la terza età pubbliche/private, strutture per l’infanzia, presso studi medici, in ambienti propri. Attualmente in Italia non è ancora stata giuridicamente riconosciuta la figura professionale del Naturopata. Esistono però, delle leggi regionali (Lombardia, Toscana, Liguria, Emilia Romagna) già approvate e in attesa solamente di essere completate e rese operative che prevedono l’esistenza e il riconoscimento della figura professionale del naturopata e di scuole di Naturopatia idonee a formarlo. Il corso è rivolto a coloro che si avvicinano per la prima volta a questa realtà, dalla quale si aspettano l’apertura di nuovi sbocchi professionali. Ma è indicato anche a coloro che già svolgono un’attività come riabilitatori o fisioterapisti, infermieri, erboristi, operatori del settore estetico, personal trainer, insegnanti di ginnastica e di fitness. Il corso è composto da 9 weekend obbligatori all’anno (+ 3 seminari facoltativi) in diretta streaming, con un contatto diretto con i docenti, o comodamente seguibili in differita. Durante il triennio sono previste alcune sessioni pratiche (da programmare in rapporto ai DPCM) da svolgere in presenza. Per la partecipazione al corso è sufficiente un computer, un tablet o uno smartphone e una connessione a Internet (ADSL o rete cellulare). Secondo gli orientamenti della UE, nell’ambito del personale di assistenza della salute si apriranno nuove prospettive di lavoro, in particolare per coloro che sapranno utilizzare quelle metodiche legate ad un approccio “ a misura d’uomo” e lungo l’asse della visione psicosomatica.
88
Riza psicosomatica
FINR
FEDERAZIONE ITALIANA DEI NATUROPATI RIZA
Col patrocinio della Società Italiana di Medicina Psicosomatica
DIREZIONE DELLA SCUOLA E COMITATO SCIENTIFICO Dott. Raffaele Morelli Presidente dell’Istituto Riza e della Scuola di Naturopatia Dott. Vittorio Caprioglio Direttore dell’Istituto Riza e della Scuola di Naturopatia
QUANDO 24 GENNAIO 2026 COSTI E MODALITÀ DI PAGAMENTO La quota annuale di partecipazione al Corso, comprensiva dei seminari, del materiale didattico di base, della quota annuale di iscrizione alla Federazione Italiana Naturopati Riza, è di € 2.570, Iva inclusa
Pagabile anche in 10 comode rate mensili da euro 257 a tasso zero
I Corsi di Riza
Una mappa accurata degli incontri formativi di Riza per apprendere e applicare le tecniche psicosomatiche, per ritrovare e mantenere salute e equilibrio psicofisico
Arte di comunicare Migliorare il dialogo con se stessi e con gli altri
La dieta psicosomatica NUOVO METODO PRATICO Condotto da M. Bizzotto
Condotto da C. Barbanti Spesso ci accorgiamo che nelle nostre relazioni non riusciamo a esprimere ciò che vogliamo dire, così come ci rendiamo conto che la nostra emotività non è in sintonia con le parole che usiamo. In questa chiave va inserita anche la cosiddetta “psicologia del malinteso” che è una delle maggiori cause di litigio e di conflitto nelle relazioni interpersonali, in famiglia, sul lavoro, nella coppia.
• 8 novembre 2025
DATE (STREAMING)
Questo seminario affronta il problema del sovrappeso secondo l’ottica psicosomatica, perché dimagrire non è solo una questione di calorie da aggiungere o togliere al nostro regime alimentare, bensì un problema che va a toccare la persona nella sua totalità.
• 9 novembre 2025
DATE (STREAMING)
€ 121 IVA INCLUSA
€ 121 IVA INCLUSA
Il talento
Scopri la tua creatività nascosta!
Seminario di enneagramma
Condotto da M. Bizzotto
Condotto da M. Cusani
Ognuno di noi ha una sua natura, un suo talento. Ognuno di noi è speciale. Ci ammaliamo quando soffochiamo il nostro talento, quando vogliamo essere più massa che individui. Diventiamo depressi, ansiosi, infelici perché vogliamo essere dei cloni, esattamente uguali ai modelli che ci hanno formato e a cui troppo spesso ci uniformiamo.
L’Enneagramma è un sistema molto antico per la conoscenza e il perfezionamento di sé. È fondamentale per comprendere i propri e gli altrui automatismi comportamentali. Ma è estremamente utile anche per la relazione e la comunicazione con l’altro. Cercheremo in questo corso di iniziare all’utilizzo graduale di questo strumento diagnostico.
CITTÀ
DATE
Milano
• 8 novembre 2025 € 121 IVA INCLUSA
• 13 dicembre 2025
DATE (STREAMING) € 121 IVA INCLUSA
PER INFORMAZIONI: 02/58207920 - WWW.SCUOLA-NATUROPATIA.RIZA.IT Novembre 2025
89
La visione psicosomatica di Marta Monciotti psicologa e psicoterapeuta
IMPOTENZA
Un disagio che ti può portare verso il vero te stesso Il corpo non mente e a volte si ribella ai diktat mentali, a costo di causarci sofferenza. È proprio così che l’impotenza ci mostra che il modello di sessualità cui stiamo puntando non fa per noi
A
lessandro è alto e bello, ha lineamenti aristocratici, modi raffi nati e pacati che contrastano con i suoi venticinque anni: sembra un uomo d’altri tempi, arrivato da un’altra epoca. Anche quando espone il suo problema, riesce a celare l’imbarazzo e la delicatezza della cosa dietro termini tecnici e un tono distaccato. «Da ormai qualche anno soffro di deficit erettile secondario. Ho effettuato diverse visite specialistiche ed esami, ma i medici non hanno riscontrato un’evidenza organica che lo giustifichi. Per questo sono qui, per valutare se ci sia una componente psicologica che causa questa mia condizione». Fredda perfezione Parlare con Alessandro è come muoversi su una superficie liscia e fredda: lui appare sempre disponibile e aperto al dialogo, risponde alle domande, mi guarda in faccia, non c’è mai un tentennamento; ma si resta lì, su quella superficie perfetta e immobile. Le sue emozioni, celate e irraggiungibili. Alessandro è figlio unico e unico “erede” della vocazione di famiglia: madre, padre, zii, nonni, tutti hanno abbracciato professioni mediche o affi ni. A lui è toccato diventare dentista. Attualmente ha fi nito gli studi univer90
Riza psicosomatica
sitari e tramite i contatti familiari sta lavorando in diversi studi, al contempo frequenta un master per specializzarsi. Questa sfilza di informazioni personali, quasi tecniche, occupano lo spazio della prima seduta, come se Alessandro dicesse tutto di sé senza mai parlarne davvero. Quando entriamo nel discorso relazioni, emerge che ha sempre avuto successo con le ragazze. Lui sceglieva, tra le tante che lo corteggiavano, la più bella e popolare. Storie brevi e senza impegno, dove tutto funzionava anche a livello sessuale. Il problema è cominciato quando ha iniziato a fare sul serio: «Anna studiava per diventare biologa nutrizionista. Avevamo molto in comune, venivamo più o meno dallo stesso genere di famiglia. Uscite in ristornati chic, week-end nelle seconde case di famiglia. Qualche cena con i genitori a parlare del futuro e fare progetti ambiziosi. Ci dicevano che sembravamo una coppia da film! Tutto perfetto… Tranne che per la sessualità. Con lei non sono mai riuscito ad avere un rapporto completo. Nonostante fosse bellissima. E ad un certo punto abbiamo deciso di chiudere». Perdere la testa Da questo nuovo e piatto resoconto mi sorge una domanda: «Ti sei mai innamorato? Hai mai perso la testa per qualcuno?».
IL SIMBOLO Un grande “no” contro le maschere sbagliate
L’
energia maschile, che nel corpo si esprime a livello genitale tramite l’erezione, ha codici istintuali profondi che non possono essere traditi. Quando l’uomo perde il contatto con questi codici il suo corpo si ribella e può manifestarsi l’impotenza. Questa esperienza frustrante e dolorosa è spesso un grande “No” che non si è saputo dire in altro modo: no a una donna che non piace davvero, ma è teoricamente perfetta per noi, no ad un certo modo di vivere la sessualità, stereotipato e artifi ciale, no ad aspettative e ideali irraggiungibili, no a una mente che continua a controllare e imporre... No, infine, a una maschera che nasconde il vero volto dell’uomo, fatto di istinto, spontaneità, forza ma anche di intimità, ritmi giusti, libertà e fantasia.
Alessandro sembra quasi sorpreso, come se non ci avesse mai pensato: «Non credo. Ma non tutti sono inclini alle passioni intense». Decido allora di fare un salto indietro, alla sua infanzia: non per scandagliare il passato ma per provare a vedere che tipo era Alessandro, prima di indossare questa maschera di perfezione e distacco. Anche se sorpreso per il cambio di discorso Alessandro
riflette sulla domanda. Per la prima volta sembra non avere la risposta pronta: dice di avere pochi ricordi di quando era piccolo... Approfitto di questo piccolo varco e gli chiedo di chiudere gli occhi, per lasciar emergere un’immagine di sé, bambino. Dopo qualche istante riapre gli occhi, dice di aver avuto un ricordo, ma era già ragazzo, in una fase un po’ da “outsider”. In quel periodo si era appassionato a Oscar Wilde e alla figura del dandy. L’uomo bello, ribelle e irriverente nei confronti dei canoni borghesi l’aveva stregato. In quel momento emergono le prime emozioni profonde di Alessandro e l’atmosfera congelata della seduta cambia. Un’immagine antica era scesa in campo e ci stava mostrando un lato autentico ma nascosto di Alessandro: «Ero un matto», mi dice C O NT I NU A
Novembre 2025
A
P A G . 92
91
La visione psicosomatica
Lasciare spazio alle fantasie senza nessun giudizio è il primo passo per uscire dalla lotta con se stessi S E G U E
D A P A G . 91
con il primo sorriso autentico: «proprio fi ssato!». Oggi sembra essere rimasta solo una maschera superficiale e piatta, di quel ragazzo un po’ folle e appassionato. Serve un po’ di follia Alessandro riprende a leggere Wilde e le sue biografie e nelle sedute successive mi confida di avere delle nuove e “stravaganti” fantasie. Si immagina come un giovane uomo dell’Ottocento, ben vestito, un po’ arrogante e ribelle, che vive di notte e frequenta personaggi e contesti sopra le righe. In queste fantasie compaiono anche donne che lo sorprendono perché lontanissime dai suoi standard, che comprendono solo donne belle, algide, magre, eleganti e “senza sbavature”. Le donne che immagina invece sono piene di trucco e traboccano di curve, sono artiste folli e geniali e «sono per me provocanti come gatte selvatiche». Il linguaggio distaccato di Alessandro è soppiantato da un flusso di parole piene di eros, emozioni e dettagli. La maschera che lo avviluppa-
va sta cedendo e anche nella sua vita le cose iniziano a cambiare. Compaiono scatti di nervosismo e rabbia nei confronti delle richieste della famiglia, si annoia e spazientisce della sua solita vita; ha voglia di fare nuove esperienze e sembra travolto da una fame di vita incontrollabile. D’impulso ricontatta un vecchio amico del liceo e nel giro di poco iniziano a uscire insieme. Anziché frequentare i soliti locali chic e alla moda, si perde per ore in circoli dove mettono musica dal vivo, leggono poesie e fanno teatro. Alessandro mi racconta di sentire un’attrazione irrefrenabile per questi luoghi e per le persone che li frequentano, e un giorno dice di aver perso la testa per una donna. «Non è una ragazza, ma una donna. Ha 20 anni più di me. Non è oggettivamente bella, ma è viva e sensuale. Con lei mi si scatena una passione fisica e mentale che non ho mai provato prima. Dico e faccio cose che mai mi sarei sognato... Credo che non serva che glielo dica dottoressa, comunque... quando sono così libero e spontaneo, non c’è traccia di disfunzione erettile!». ■
L’ATTEGGIAMENTO GIUSTO
Fai dell’impotenza un’alleata che ti allontana dalle recite Ritrovare il proprio vero volto è indispensabile quando compaiono disturbi dell’erezione. Voler essere in un certo modo, aderenti alle aspettative della famiglia o della società, aderire a modelli di sessualità in voga, a ideali fisici irraggiungibili, ci obbliga a indossare una maschera e genera ansia e insicurezze profonde. La spontaneità e l’istinto, che sono il vero cardine della sessualità, vengono banditi e la vita erotica diventa una mascherata e un inferno prestazionale. L’impotenza va allora accolta e guardata come una guida: non è un segnale di poca virilità o inadeguatezza ma una voce profonda che vuole riavvicinarti a ciò che sei davvero. Iniziare ad ascoltare il proprio corpo, lasciare spazio alle fantasie senza nessun giudizio, assecondare il proprio stile e ritmo è il primo passo per uscire dalla frustrazione e dalla continua lotta con se stessi.
92
Riza psicosomatica
Lo shopping del mese
Il benessere mette radici
P
er preparare le nostre difese alle sfide dell’autunno si Inizia dall’intestino. Il nuovo Enterodefend combina Astragalo, che sostiene le naturali difese dell’organismo, a probiotici per l’equilibrio della flora intestinale e a un postbiotico che, secondo recenti studi, permette di ridurre l’incidenza e la sintomatologia dei disturbi stagionali. - Tel. 02/90781542 i Fitomedical info@fitomedical.com - www.fitomedical.com
Ritrova calma e benessere
L
enifren® Plus compresse è un integratore alimentare formulato con vitamine, minerali e principi vegetali. Le alterazioni del tono dell’umore si possono evidenziare con fenomenologie di tipo gastrointestinale, dermatologico, o influendo negativamente sulle condizioni generali di benessere. Melissa, Griffonia e Rhodiola, possono risultare utili per il normale tono dell’umore in presenza di alterazioni ascrivibili ai ritmi di vita frenetici o ad alimentazione non equilibrata.
i Biodelta info@biodelta.it - www.biodelta.it
Fai scorta di micronutrienti
La nuova tisana bio perfetta per l’autunno
E
a linea ayurvedica e biologica NamasTe® dà vita a: “Respiro del Bosco”,, tisana dal gusto unico ispirata al trend giapponese “Shinrin Yoku - bagno di foresta”, una pratica che invita a immergersi nell’atmosfera del bosco per ritrovare il proprio benessere psicofisico. Con le piacevoli note di germogli di pino, rosmarino, il gusto fresco di lemongrass e menta piperita.
ufortyn®, grazie alla presenza delle vitamine PP, B2, B5, B6 e B12 contribuisce al normale metabolismo energetico e alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento. Il Ginseng, grazie alla sua fisiologica attività tonico-adattogena, contribuisce a ridurre le condizioni di stanchezza fisica e mentale. Completano la formula Q10 ad alta solubilità e Creatina. Ubiqsome® e Fitosoma® sono marchi registrati Indena S.p.A. Milano.
i
Scharper www.eufortyn.it
L
i Pompadour www.pompadour.it
Sostieni il tuo sistema immunitario
Riequilibra il tuo microbiota intestinale
I
mmuniflor Mini Drink Forte è l’integratore che ci aiuta a rinforzare il sistema immunitario con un’azione urto, contrastando efficacemente gli attacchi degli agenti esterni. È un prodotto completo: ciascun mini drink racchiude ben 2000 mg di Papaya bio-fermentata, Vitamine C e D, Echinacea, Sambuco, Zinco, Miele di Manuka e Fermenti tindalizzati.
trath-B compresse, prebiotico 100% naturale a base di plv ed estratti vegetali, previene le alterazioni e protegge il tuo microbiota. Per un migliore assorbimento di minerali e vitamine, come supporto energetico, senza aumentare l’apporto calorico, e infine migliora le difese immunitarie. Preso prima dei pasti, riduce il senso di fame e favorisce la digestione.
- info@esi.it i ESI www.esi.it
- Tel. 039/6888736 i Lizofarm info@lizofarm.it - www.lizofarm.it
S
Novembre 2025
93
Sotto l’albero metti le box della salute RIZA Scegli tra queste proposte: ognuna ti arriverà in una bella confezione natalizia
BOX 1
I best seller di Raffaele Morelli La box contiene ✔ Il mio manuale di autoguarigione ✔ Le 10 regole del benessere ✔ Il manuale della felicità ✔ Le piccole cose che ti fanno stare bene
€
BOX 2
30
E inoltre...
valore commerciale
✔ L’agenda della felicità 2026
di € 61,40
Via infiammazioni e dolori articolari La box contiene ✔ Curare e vincere le infiammazioni ✔ Dolori articolari. Le nuove cure
✔ Come vincere la fibromialgia ✔ Stretching posturale
35
€
valore commerciale
di € 76 ,80
E inoltre... ✔ L’agenda della felicità 2026 ✔ Arnica crema gel
BOX 3
Il digiuno il miglior farmaco E inoltre... ✔ L’agenda della felicità 2026 ✔ Semi di Psillio ✔ Tisana gonfiore
La box contiene ✔ Il potere curativo del digiuno ✔ Via il grasso dalla pancia ✔ La cura dell’acqua è il miglior farmaco ✔ Camminare il miglior bruciagrassi
€
35
valore commerciale
di € 75,50
Per ordinarle vai sul nostro sito
www.riza.it Oppure segui le indicazioni sulla pagina seguente
BOX 4
Meditare il segreto del benessere La box contiene ✔ L’arte della meditazione ✔ Come smettere di pensare troppo
✔ Le tecniche di rilassamento ✔ Le 5 tecniche della longevità
€
39
valore commerciale di € 91,30
E inoltre...
✔ L’agenda della felicità 2026 ✔ Diffusore per ambienti ✔ Olio essenziale di lavanda
12 libri per 12 mesi di felicità
N OV
BOX 5
IT
Ma cosa c’è dentro? Ecco qualche indizio... • A gennaio ricomincia da te • A febbraio sperimenta la serenità • A marzo fai fiorire la tua unicità • Ad aprile trova le parole giuste • A maggio cogli rose senza spine • A giugno porta l’estate dentro di te
• A luglio fai un tuffo nel passato • Ad agosto viaggia su percorsi alternativi • A settembre apri la mente al nuovo • A ottobre liberati dall’inutile • A novembre scopri la luce oltre il buio • A dicembre regalati la felicità
In più, in omaggio... L’Agenda della felicità 2026
Un grande regalo 12 LIBRI A SORPRESA + L’AGENDA DELLA FELICITÀ
A SOLI
59
€
(valore commerciale € 146,00)
À
È un dono che in realtà ne contiene 12, ovvero 12 libri chiusi in altrettanti pacchetti da aprire uno per ogni mese dell’anno, così da rinnovare la gioia della sorpresa. Che sia un regalo che fai a te stesso o a chi vuoi bene questo “calendario del benessere” è pensato per arricchire le giornate con gesti e pensieri di calma, autostima e serenità, gli unici capaci di far germogliare la gioia di vivere.
A Natale regala Sul nostro sito www.riza.it
DIMAGRIMENTO
ALIMENTAZIONE
€ 9.00 invece di € 12.50
€ 9.00 invece di € 12.50
• Corso pratico per dimagrire • Perdi peso senza dieta • La magica dieta dell’indice glicemico • Prendi il magnesio e sei subito magra • Fai la prodigiosa dieta alcalina • Abbassa la glicemia e perdi peso subito • La depurazione che ti fa dimagrire • Il mini digiuno ti fa dimagrire subito • Come riattivare il metabolismo in 5 mosse • Le combinazioni alimentari bruciagrassi • Dimagrisci subito con la dieta proteica
CURE NATURALI
€ 9.00 invece di € 12.50 • Come vincere la fibromialgia • Abbassa subito il colesterolo • Il potere curativo dei probiotici • Come proteggere e rigenerare il cervello • Come vincere l’acidità di stomaco • Curare e vincere le infiammazioni • Le nuove cure per l’intestino • Attenti alle infiammazioni nascoste • Fegato grasso. Prevenirlo e curarlo
LONGEVITÀ
€ 9.00 invece di € 12.50 • Come potenziare il sistema immunitario dopo i 50 anni • Come star bene dopo i 60 anni • Menopausa felice • Ringiovanire dopo i 50 anni • Rinforza le ossa e ringiovanisci subito • Rigenera il cervello dopo i 50 anni • Restare giovani: le 5 regole d’oro • Artrosi le cure dopo i 60 anni • Come salvarsi da ictus e infarto • Le vitamine della longevità • La longevità dipende dall’intestino
• Le ricette con il limone • Le ricette senza glutine • La magica dieta salva stomaco • Via la ritenzione. Ci vogliono i piatti detox • La magica dieta salva fegato • Le ricette proteiche • La dieta giusta in menopausa • La dieta per vincere i dolori articolari • I piatti a basso indice glicemico
TECNICHE DI BENESSERE
€ 9.00 invece di € 12.50 • Manuale di riflessologia plantare • Yoga e meditazione • Stretching posturale • L’arte del Tai Chi Chuan • Chiropratica • Medicina cinese • Correggi la postura • Impara il pilates • Lo stretching che vince il dolore • Come vincere sciatica e lombalgia • Correggi la postura • L’arte della meditazione • Camminare ti allunga la vita
OFFERTA SPECIALE PER TE Box Talento La box contiene ✔ 4 guide pratiche ✔ Olio essenziale di limone ✔ Quaderno delle emozioni
a soli 30 € valore commerciale di 70 70,60 €
un libro RIZA scopri oltre 800 titoli
SOLO PER QUESTO MESE
Sconto del
COLLANA “IMPARIAMO A VIVERE”
30%
€ 9.00 invece di € 12.50 • Il passato non conta • Mai ragionare sui tuoi disagi • Non pensare, immagina • Fidati solo del tuo istinto • Ciò che cerchi è dentro di te • Sei molto più di ciò che credi • Smetti di criticarti • Cosa fare quando soffri • Libera la mente dai troppi pensieri • Basta soffrire per amore! • La felicità arriva senza lottare • Ciascuno è perfetto, ma non lo sa
SUI LIBRI
I LIBRI DI RAFFAELE MORELLI
€ 9.00 invece di € 12.50
PSICOLOGIA
9.00 invece di € 12.50 Come ritrovare la calma interiore
Impara a farti rispettare Liberati dalle dipendenze emotive
Impara a prenderti cura di te (ogni giorno) Come affrontare i cambiamenti
Come spazzar via rimpianti, rancori e troppi pensieri Come superare la paura di non essere all’altezza • Impara a vivere con leggerezza • Come guarire le ferite del passato • Le parole da dirsi per vivere bene • Come smettere di pensare troppo
• Lezioni di felicità • Le 10 regole del benessere • Non siamo nati per soffrire • Il manuale della felicità • Solo la mente ti fa dimagrire • Breve corso di autostima • Ama e non pensare • Le piccole cose che cambiano la vita • L’arte di essere felici • Non devi migliorare • Educhiamo i figli a essere se stessi • Come essere felici • Il sesso è amore • Fidati di te • Curare il panico • Come trovare l’armonia in se stessi • Scopri le tue risorse interiori • Il mio manuale di autoguarigione
Ordinare i libri è facile! Acquista on-line dal nostro sito WWW.RIZA.IT (AREA SHOP) oppure invia l’importo a:
EDIZIONI RIZA S.p.A. - Via Luigi Anelli 1 - 20122 Mil ano tramite: • carta di credito, direttamente dal sito shopping.riza.it • Paypal, direttamente dal sito shopping.riza.it • versamento sul c/c p. n. 25847203 intestato a Edizioni Riza S.p.A. (specificare la causale sul fronte del bollettino) • bonifico bancario IBAN: IT64D0623001624000030831452 (specificare la causale) Per anticipare la spedizione, si consiglia di inviare copia del pagamento a mezzo mail: ufficioabbonamenti@riza.it
CONSEGNA GRATUITA:
Invio a mezzo Corriere: Per ordini superiori a € 30,00 (consegna in 24-48 ore lavorative dal ricevimento della registrazione del pagamento. Sabato e Domenica esclusi) Per ordini inferiori a € 30,00, spedizione con corriere: € 6,00 (consegna in 24-48 ore lavorative dal ricevimento della registrazione del pagamento. Sabato e Domica esclusi) Invio a mezzo Posta ordinaria, senza minimo d’ordine (consegna in 15-20 giorni lavorativi dal ricevimento della registrazione del pagamento. Sabato e Domica esclusi)
Il nuovo libro di Michael e Thomas Morelli In questo libro, che intreccia psicologia, mitologia e scienza dell’evoluzione, Michael eThomas Morelli ci offrono uno sguardo nuovo sul nostro rapporto con la Natura e ci invitano a guardare agli animali come a veri“maestri di felicità”. Ciascun animale custodisce infatti una lezione: la cicala ci insegna l’arte della pazienza, l’ostrica a far tesoro delle nostre ferite, il castoro ci guida alla ricerca della nostra “casa interiore”, l’albatro ci ricorda la nostra unicità. Lasciandoci ispirare dal loro fascino antico e misterioso e dalle abilità innate di cui danno prova, ritroveremo in noi quella sapienza istintiva che ci appartiene da sempre ma da cui ci siamo allontanati.
IN LIBRERIA
Autoterapia
PER LA SALUTE DELLA MENTE L’UNICO FARMACO CHE TI SERVE DAVVERO SEI TU. FAI SILENZIO DENTRO DI TE E IL MONDO INTERNO TI REGALERÀ TUTTO CIÒ DI CUI HAI BISOGNO
Questo mese I periodi complicati e i momenti difficili capitano a tutti. Quando arrivano occorre sapere che proprio nel buio dell’anima si nasconde una luce che può cambiarci la vita
PAG.
100 PAG.
104
MEDITARE CON LE IMMAGINI Chiudi gli occhi e cerca il tuo tesoro
IMPARIAMO DAGLI ANTICHI C’è in te una bussola che guida il tuo cammino
PAG.
106 PAG.
108
LE TECNICHE DELL’ANIMA Impara il linguaggio segreto dell’anima
COLORA IL TUO MANDALA Non ascoltare nessuno e ritrovi la tua rotta
Novembre 2025
99
Autoterapia MEDITARE CON LE IMMAGINI di Chiara Marazzina, psicologa e psicoterapeuta
Chiudi gli occhi
e cerca il tuo
LA MAPPA DEL TESORO È UN’IMMAGINE CHE ATTRAVERSA MITI E RACCONTI, CI APRE AL MISTERO E CI RICORDA CHE SIAMO SEMPRE IN VIAGGIO. E LA META COINCIDE CON LA CONQUISTA PIÙ IMPORTANTE: NOI STESSI
I
mmaginare è un vero e proprio farmaco: le immagini infatti sono il linguaggio simbolico del mondo interno, a diretto contatto con la sorgente delle emozioni e delle caratteristiche innate che contraddistinguono ognuno di noi e lo rendono unico. Quando vivamo un conflitto con noi stessi o con gli altri, le immagini ci aiutano a ritrovare l’equilibrio e ci permettono di trasformare ogni ostacolo in un’occasione di crescita. Quando facciamo silenzio entriamo in contatto con parti di noi che di solito restano nell’ombra e grazie alle immagini ci permettiamo di guardarle; così spontaneamente si trasformano e ci fanno evolvere. La meditazione guidata In un luogo tranquillo, in cui sai che non verrai disturbato, mettiti comodo, chiudi gli occhi e respira lentamente per qualche minuto. Lascia che il corpo si rilassi e che la mente si svuoti. Immagina di trovarti all’aperto, in un luogo che non conosci, anche se in qualche modo ti sembra familiare... Può essere una radura silenziosa, o una spiaggia all’alba, un sentiero tra gli alberi... Guarda intorno a te… Osserva i dettagli, i colori, i suoni, le sensazioni... Mentre cammini lentamente, qualcosa attira la tua attenzione. Lì, davanti a te, adagiato sul terreno, c’è un rotolo antico... Ti avvicini… ti chini e lo prendi tra le mani. Senti la consistenza della pergamena: è ruvida, 100
Riza psicosomatica
fragile, segnata dal tempo. Con calma lo apri... Davanti a te appare una mappa... le linee sono irregolari, alcune spezzate, altre sbiadite… Ci sono simboli misteriosi, tracce che sembrano provenire da racconti antichi, da leggende dimenticate. Questa non è una mappa qualunque… È la tua mappa del tesoro. E non ti conduce a ricchezze materiali, ma al tesoro più prezioso: la scoperta di te stesso. Ogni segno è un indizio, ogni curva una scelta, ogni spazio vuoto un mistero da
tesoro colmare… Osserva bene la mappa… Mancano dei pezzi… Alcune parti appaiono cancellate... Eppure non hai paura: sai che il cammino si rivelerà passo dopo passo, man mano che procederai. Il viaggio non è già scritto: sarai tu a tracciarlo con le tue decisioni, con il tuo cammino… Porta ora lo sguardo sul centro della mappa… Lì, in profondità, c’è il simbolo del tesoro. È un forziere
Il mondo interno parla con le immagini: farsi guidare da loro permette di attivare specifiche aree del cervello che ci avvicinano alla soluzione dei problemi
colmo di luce… una luce che ti chiama, che ti appartiene… Quella luce sei tu, nella tua completezza, nella tua verità più profonda… Ora lascia depositare dentro di te tutte le sensazioni che hai provato, con la consapevolezza che potrai accedere a queste immagini tutte le volte che lo riterrai opportuno. Il viaggio è iniziato… La mappa è sempre con te…
Gira pagina per scoprire gli aspetti simbolici di questa immagine
Novembre 2025
101
Autoterapia MEDITARE CON LE IMMAGINI La mappa è il simbolo del viaggio che ognuno deve fare verso la realizzazione di sé
L
a mappa del tesoro è innanzitutto una chiamata a partire, un richiamo che parla a ognuno di noi. Non è mai un oggetto neutro: guardarla significa trovarsi già sul punto di mettersi in cammino. Ogni linea tracciata sulla pergamena è un sentiero interiore, ogni curva racconta una scelta, ogni crocevia somiglia ai momenti in cui la vita ci chiede di cambiare direzione. La mappa insegna che ciò che conta non è il punto d’arrivo, ma il movimento stesso: il cammino ci modella, ci trasforma, ci rivela. Il tesoro non è fatto di oro né di gemme, ma è la possibilità di riconoscere la nostra pienezza nascosta, di avvicinarci alla verità di ciò che siamo davvero. Le difficoltà sono preziose Come in ogni grande avventura, il percorso non è mai lineare. La mappa si mostra spesso frammentata, con parti mancanti, logorata dal tempo o segnata da tratti ormai illeggibili. Sta a chi la tiene in mano avere la forza di ricostruire ciò che non si vede, di immaginare le parti mancanti e di affidarsi all’intuito. È una prova che non concede
scorciatoie: se restiamo prigionieri dei nostri schemi, i segni si oscurano; se invece impariamo ad ascoltare, possiamo intravedere indizi persino nel buio. Proprio come gli eroi delle storie più antiche devono affrontare enigmi e ostacoli prima di avvicinarsi alla meta, anche chi segue la propria mappa deve accettare il rischio dell’imprevedibile, deve attraversare zone d’ombra e lasciarsi sorprendere da ciò che non conosce. La scoperta e la ripartenza Ogni volta che si trova un tesoro, il viaggio non si chiude, ma si rinnova. La mappa non indica un approdo definitivo: ci ricorda che siamo sempre in cammino, che ogni meta raggiunta è soltanto la soglia di un nuovo orizzonte. I territori che si aprono davanti sono sempre inesplorati, e ogni scoperta diventa la chiave che apre la porta a quella successiva. In questa continua trasformazione risiede la forza del simbolo: la vita non è un percorso concluso, ma un’avventura senza fine che conduce passo dopo passo verso la completezza del sé.
IL SIMBOLO
Una guida verso le ricchezze invisibili del mondo interno L’immagine della mappa del tesoro nasce nell’immaginario collettivo e attraversa miti, leggende e racconti di ogni tempo. È nelle epopee degli eroi greci che inseguono segni divini, nelle saghe medievali che parlano di cavalieri alla ricerca del Graal, nei racconti di pirati che solcano i mari inseguendo promesse di ricchezze. È nella storia degli esploratori che hanno tracciato nuovi confini del mondo,
102
Riza psicosomatica
spinti dal desiderio di oltrepassare il limite del conosciuto. In ogni epoca, la mappa è stata simbolo di un altrove da scoprire, guida invisibile verso ciò che è nascosto. È un archetipo universale che parla del coraggio di cercare e della necessità di perdersi per potersi ritrovare. La mappa del tesoro è l’immagine dell’uomo che esplora, che si interroga, che evolve, portato dal desiderio di dare forma al proprio destino.
Migliora la tua vita Leggi RIZA
Ecco le riviste in edicola Psicologia e benessere
Cure naturali e rimedi verdi
Alimentazione e dimagrimento
Puoi anche ordinarle a Edizioni Riza - Tel 02/5845961 o direttamente sul sito www.riza.it (area shopping)
Autoterapia IMPARIAMO DAGLI ANIMALI di Michael Morelli, psicologo
C’è in te una bussola che
guida il tuo cammino COME FANNO LE TARTARUGHE A RITROVARE DOPO ANNI LA SPIAGGIA IN CUI SONO NATE? O GLI UCCELLI A TORNARE QUANDO VIENE LA BELLA STAGIONE? NON HANNO IL GPS, MA QUALCOSA DI ANCORA PIÙ AFFIDABILE: L’ISTINTO. E L’ABBIAMO ANCHE NOI
104
Riza psicosomatica
A
lcuni animali compiono migrazioni straordinarie: percorrono migliaia di chilometri, senza mappe o GPS, e raggiungono infallibilmente la loro meta, sfidando la nostra comprensione. Gli esempi sono tantissimi. Le tartarughe marine tornano a deporre le uova sulla spiaggia dove sono nate: per orientarsi sembra che osservino la luna e le stelle. Gli uccelli migratori, come le rondini o le sterne artiche, attraversano oceani e continenti, sfruttando le stelle, il sole e forse persino i campi magnetici terrestri per orientarsi, nonostante le condizioni mutevoli del cielo. Anche le balene e le anguille compiono lunghi viaggi transoceanici, seguendo le antiche rotte dei loro antenati. Non sappiamo perché e come gli animali riescano a orientarsi in modo così preciso e infallibile nei loro spostamenti. Queste capacità di orientamento suggeriscono l’esistenza di abilità e saperi sconosciuti, di mappe interiorizzate, un patrimonio ancestrale
scritto nella biologia degli animali migratori, che li guida per i cieli, i mari e le terre del pianeta. I saperi innati Anche noi possediamo una sorta di bussola interiore, una guida nascosta che ci indica sempre il nostro “nord”. È quella voce sconosciuta che sa chi siamo davvero e dove dobbiamo andare, anche quando la mente è confusa e il mondo intorno ci distoglie dal nostro viaggio. Spesso le sirene esteriori - illusioni, convinzioni, consigli e pareri altrui - ci distraggono facendoci deviare dalla nostra rotta. Ma, come gli animali, anche noi siamo abitati da saperi non appresi, da capacità misteriose che si rivelano nei momenti di crisi, quando ci sentiamo persi. Se siamo disposti a spostare lo sguardo verso l’interno, a lasciarci guidare dal nostro Daimon - così James Hillman ha chiamato la guida interna di ogni individuo - allora ci verrà rivelata la strada da percorrere.
LA PRATICA
La felicità è lasciarsi condurre da una voce misteriosa
C
hiudi gli occhi e immagina di trovarti su un sentiero. È notte e intorno a te tutto è avvolto da una fitta oscurità. Provi una certa inquietudine. A un certo punto, scorgi in lontananza una stella che emana una luce intensa, tiepida e rassicurante. Inizi a camminare in direzione di quella stella, a seguirne la luce. E passo dopo passo senti che l’inquietudine va via via diradandosi mentre dentro di te sorge una calma sempre più profonda.
• Sembra che in Natura sia presente un istinto primordiale al ritorno alle origini. È così anche per l’uomo: siamo in viaggio verso le origini del nostro essere, il senso profondo della nostra esistenza. “Vivere è navigare”, scrisse il poeta portoghese Fernando Pessoa. La felicità non è una meta da raggiungere, ma il cammino che ci conduce verso la realizzazione della nostra unicità: un passo alla volta, via via sempre un po’ di più. Da soli non possiamo farcela, rischiamo di perderci a ogni ostacolo, a ogni bivio. Per questo dobbiamo lasciarci guidare dall’interno, da quella presenza saggia e benevola che sa dove condurci. Per comprenderne i segnali occorre liberare lo sguardo dai condizionamenti che ci allontanano dalla nostra meta ed essere pazienti.
Novembre 2025
105
Autoterapia LE TECNICHE DELL’ANIMA di Chiara Marazzina, psicologa e psicoterapeuta
Impara il linguaggio segreto dell’anima SCOPRI ISTANTE PER ISTANTE LA TUA STRADA; A TRACCIARLA È SOLO LA TUA ESSENZA, CHE OGNI GIORNO TI FA INCONTRARE CIÒ CHE TI È NECESSARIO PER ESTRARRE LE TUE CARATTERISTICHE UNICHE. E LO FA RIEMPIENDO DI SEGNALI LE TUE GIORNATE
C
i sono momenti in cui la vita sembra parlare un linguaggio segreto. Un dettaglio che cattura lo sguardo, un incontro inatteso, un sogno che resta impresso al risveglio, un pensiero improvviso che appare senza motivo: tutti questi piccoli frammenti sono come scintille, indizi che ci guidano lungo la strada. Carl Gustav Jung li chiamava sincronicità, quelle coincidenze significative che non possiamo liquidare come puro caso, perché sembrano intrecciarsi con ciò che stiamo vivendo dentro di noi. Questi segnali sono la trama invisibile che accompagna il nostro cammino: atmosfere che ci colpiscono, ricordi che riaffiorano senza preavviso, intuizioni che illuminano il buio. Sono magie sottili, come le briciole di pane lasciate da Pollicino, che indicano la direzione da seguire quando la mappa sembra incompleta o le strade si confondono. Imparare a riconoscerli significa entrare in dialogo con la propria mappa interiore, accettare che la vita non ci consegna un percorso già tracciato ma ci affida indizi, sparsi lungo il cammino, da raccogliere e ricomporre.
106
Riza psicosomatica
L’ESERCIZIO Ogni giorno il mondo interiore ci regala indicazioni e segnali decisivi: sta solo a noi coglierli 1. Preparazione Trova un luogo tranquillo. Siediti in una posizione comoda, chiudi gli occhi e fai tre respiri profondi. Porta la tua attenzione al corpo, lascia che le tensioni si sciolgano e senti di avere davanti a te una mappa invisibile, la tua mappa del tesoro. 2. Ascolta i segnali Immagina di sfogliare la mappa e inizia a prestare attenzione a tutto ciò che può indicarti una direzione. • Le sensazioni: ascolta ciò che il corpo ti comunica, tensioni, leggerezze, calore, gelo... • Le atmosfere: osserva l’energia dei luoghi che frequenti, il loro colore emotivo. Quali associazioni arrivano? • Le immagini e i ricordi spontanei: lascia che riaffiorino e considera che possono essere indizi. • I pensieri improvvisi: a volte un’idea inattesa è come una freccia sulla tua mappa. • Le intuizioni: piccoli lampi che arrivano senza logica, ma con chiarezza. • I desideri inattesi: non scartarli, sono tracce che indicano bisogni profondi. • I sogni: appuntali, perché sono il linguaggio notturno della mappa.
• Le coincidenze e gli incontri: presta attenzione a ciò che accade intorno a te, agli incroci che la vita ti propone. 3. Annota gli indizi Tieni un quaderno con te. Ogni giorno scrivi i segnali che emergono: una sensazione particolare, un pensiero, un incontro, un sogno. Non cercare di interpretarli: limitati a raccoglierli come pezzi di una mappa ancora incompleta. 4. Collega i punti Dopo qualche tempo, rileggi ciò che hai annotato sul tuo quaderno. Cerca connessioni, risonanze, ripetizioni. Scoprirai che i segnali, come linee invisibili, iniziano a delineare un percorso. La tua mappa comincerà a prendere forma. 5. Affidati al viaggio Ricorda che la mappa non è mai del tutto chiara, e non deve esserlo. Ciò che conta è imparare a cogliere i segni, a fidarti di loro e a seguirli. Più sarai aperto, più la mappa ti guiderà verso una maggiore consapevolezza, soprattutto ti porterà a completare l’arazzo sotterraneo della tua unicità.
Il significato Questa semplice tecnica ti aiuta a imparare a leggere la tua mappa interiore, a riconoscere i segnali che ogni giorno ti accompagnano e che troppo spesso passano inosservati. È un esercizio di ascolto e di apertura, per imparare a fidarti degli indizi che emergono spontaneamente dalla tua vita.
Novembre 2025
107
Autoterapia COLORA IL TUO MANDALA SEI IN VIAGGIO COME ULISSE
Non ascoltare nessuno e ritrovi la tua rotta P ossiamo immaginare la vita come il viaggio che Ulisse deve affrontare verso casa: occorre non perdere la rotta, sfruttare i venti favorevoli, affrontare le tempeste, evitare le insidie… Tra queste ci sono le sirene. Nei miti queste creature, molto dotate nell’arte della musica e del canto,
Come fare
In silenzio, in un momento di pausa, prendi dei colori (pennarelli, matite, ciò che preferisci) e sulla pagina accanto o su una sua fotocopia inizia a colorare seguendo il tuo estro. Non farlo con uno scopo, perditi semplicemente nel gesto. Quando hai terminato contempla per qualche minuto la tua opera, poi portala con te nelle tue attività quotidiane.
108
Riza psicosomatica
attiravano i marinai nella loro direzione con suoni melodiosi e ipnotici, facendoli schiantare contro gli scogli. Anche Ulisse le incontrò mentre faceva ritorno a Itaca, ma sopravvisse perché obbligò i suoi uomini a tapparsi le orecchie con la cera e si fece legare saldamente all’albero maestro...
Di sirene ne incontri quasi ogni giorno: sono le persone che, magari facendo leva sul senso di colpa o sull’insicurezza, ti influenzano, ti condizionano, fino a portarti a compiere scelte che tu non avresti mai fatto. Il vero problema è che tu presti loro troppa attenzione e finisci fuori strada. Mentre colori, allora, immagina di vestire i panni di Ulisse: fatti legare saldamente all’albero maestro della nave e ascolta le voci delle sirene, a volte ingannevoli e a volte affascinanti. Ciò che senti potrebbe esserti utile, ma prendi una decisione solo quando te ne sei allontanato: soltanto tu sai qual è la rotta più giusta per te.
Colorare un mandala nel silenzio e nella pace della propria casa, aiuta non solo a rilassarsi, ma anche ad accedere a energie interiori, ad aree del proprio nucleo che silenziosamente ci guidano ogni giorno. Scaccia via i brutti pensieri e ricongiunge con la propria naturale spontaneità.
Novembre 2025
109
Autoterapia LA VIA DELLA SAGGEZZA
Ovunque c’è un tesoro, c’è anche un serpente arrotolato attorno ad esso. Non ci si può avvicinare al Sé e scoprire il significato della vita, senza trovarsi a camminare inevitabilmente su una lama di rasoio. Bisogna correre il rischio di cadere nelle tenebre e nell’aspetto oscuro della personalità.
Marie-Louise Von Franz
110
Riza psicosomatica
VANILLE SAVAGE
Avvolgente e seducente TESTA: bergamotto e arancio CUORE: note di cocco e gelsomino FONDO: ambra, muschio vegetale e vaniglia
Nei nostri store e su erbaflor.com
I prodotti contengono naturalmente zuccheri.