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I rimedi verdi contro
i tumori
Le sostanze naturali che bloccano le cellule nocive
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I rimedi verdi contro i tumori Editing: Giuseppe Maffeis Copertina: Roberta Marcante Foto: 123rf, Fotolia © 2015 Edizioni Riza S.p.A. via Luigi Anelli, 1 - 20122 Milano - www.riza.it Tutti i diritti riservati. Questo libro è protetto da copyright ©. Nessuna parte di esso può essere riprodotta, contenuta in un sistema di recupero o trasmessa in ogni forma e con ogni mezzo elettronico, meccanico, di fotocopia, incisione o altrimenti senza il permesso scritto dell’editore. Le informazioni contenute nella presente pubblicazione sono a scopo informativo e divulgativo: pertanto non intendono sostituire, in alcun caso, il consiglio del medico di fiducia.
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Sommario
INTRODUZIONE
Le “armi” naturali prevengono e contrastano il male del secolo....................................... 7
1 L’ultima scoperta:
l’umile pianta che combatte il cancro ............... 13
Come si forma il tumore
2 e come si può fermare............................................... 31 L’alimentazione: arma
3 fondamentale contro il cancro.............................. 57 4 Gli alleati verdi
che aiutano a bloccare il cancro......................... 119
5 Prevenzione mirata:
per uomini, donne e per chi è sedentario....... 139
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Introduzione
Le “armi” naturali prevengono e contrastano il male del secolo
S
pesso nei confronti del cancro abbiamo un atteggiamento fatalista, come se l’ammalarsi di tumore fosse già scritto nel Dna di una persona e quindi non si potesse evitare. Invece non è così. Secondo gli studiosi solamente una piccola parte dei casi di malattie neoplastiche (attorno al 5%) è dovuta a fattori genetici che non si possono annullare. Anche nel caso in cui tra i fattori ereditari siano presenti mutazioni che predispongono a specifiche forme tumorali (come alcune mutazioni nei geni BRCA per il cancro al seno) non è detto che poi il tumore si sviluppi davvero. Occorre infatti che ci siano le condizioni necessarie affinché il tumore possa attecchire. E su questo possiamo intervenire, facendo sì che tali condizioni non si creino. I ricercatori a questo proposito usano un paragone molto significativo: le cellule cancerose iniziali sono come dei semi buttati in un terreno. Per poter crescere e propagarsi hanno bisogno di luce, di acqua e di sostanze nutritive. Altrimenti muoiono o restano “dormienti” e innocui. L’acqua e il nutrimento alle cellule cancerose lo forniamo noi, involontariamente, con l’alimentazione sbagliata e le abitudini nocive (il fumo in primo luogo). 7
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Dunque, anche se non siamo in grado di cambiare il nostro patrimonio genetico e anche se nel nostro corpo ci sono i “semi” di possibili tumori, abbiamo la possibilità di evitare di ammalarci e possiamo combattere efficacemente le cellule tumorali prima che diventino davvero pericolose. Mangiando gli alimenti giusti, tenendo sotto controllo il peso, smettendo di fumare e praticando un leggero esercizio fisico blocchiamo sul nascere 7 possibili tumori su 10.
Sfruttiamo i nostri alleati verdi Il cancro dunque si può evitare e combattere, sfruttando bene gli strumenti che la natura ci mette a disposizione. Negli ultimi anni sono sempre più numerosi gli studi scientifici a dimostrazione del fatto che molti vegetali contengono sostanze protettive per l’uomo, in grado di aiutarci a bloccare lo sviluppo dei tumori in ognuna delle sue diverse fasi. Tutti questi studi sottolineano l’importanza di una sana alimentazione, basata soprattutto sui vegetali, per combattere i tumori. La più nota ricerca degli ultimi anni a questo proposito è il famosissimo “Chine study”, di T. Colin Campbell, il cui testo è diventato un best seller internazionale e un punto di riferimento. Questa vastissima ricerca, documentata con una serie impressionante di dati, dimostra tra l’altro che un’alimentazione fondata soprattutto su frutta e verdura, con un basso tenore di proteine, è il migliore scudo protettivo contro i tumori. Allo stesso risultato sono arrivati molti altri ricercatori. Uno tra i più noti è Richard Béliveau, illustre biochimico e ricercatore canadese specializzato negli studi sul tumore, 8
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Introduzione
coautore del libro “L’alimentazione anti-cancro”, in cui parla degli effetti antitumorali di numerosi alimenti vegetali e di varie sostanze naturali. Anche il professor Umberto Veronesi (che tra l’altro ha scritto la prefazione del libro di Béliveau) è un sostenitore dell’alimentazione vegetariana come prevenzione dei tumori. Molti altri studiosi sono arrivati alle stesse conclusioni, soprattutto sulla base degli studi epidemiologici dai quali è risultato che là dove è più diffusa una dieta a base di frutta e verdura sono meno frequenti i casi di tumore. Le ragioni per cui i vegetali ci possono essere di grande aiuto contro il cancro sono sostanzialmente due. In primo luogo i nutrienti di origine vegetale corrispondono meglio alle esigenze biologiche del nostro organismo e quindi non alterano i nostri equilibri fisiologici. Così non si vengono a creare le condizioni di squilibrio che invece permettono alle cellule tumorali di attecchire e di proliferare: sovrappeso, infiammazioni, eccesso di tossine e di colesterolo, alterazione del pH naturale. Tutte alterazioni che invece vengono facilitate dal tipo di alimentazione più diffusa nei Paesi del benessere, ricca di carne rossa, di grassi, di zuccheri e di farine raffinate. In secondo luogo, ma altrettanto importante, è il fatto che mangiando frutta e verdure assimiliamo le sostanze protettive che le piante stesse hanno creato nel corso della loro evoluzione per proteggersi dai rischi ambientali e dai possibili “aggressori” interni o esterni. Questi principi attivi hanno un effetto protettivo anche sul nostro corpo; tra questi ricordiamo ad esempio gli antiossidanti naturali che difendono le molecole dai possibili danni ossidativi e servono a contrastare le mutazioni del Dna che danno avvio ai processi di formazione dei tumori. 9
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Le ultime scoperte scientifiche I ricercatori scoprono continuamente nelle piante dei composti naturali che possono servire a combattere diverse malattie e in particolare il cancro. Uno degli esempi più recenti è la scoperta delle proprietà antitumorali di un umile albero, il Prunus spinosa, diffuso soprattutto nel Molise. Questa notizia, di cui parliamo all’inizio del libro, ci offre l’occasione per fare il punto sui nostri alleati naturali nella lotta contro le neoplasie. Parleremo dunque dei fattori che favoriscono lo sviluppo dei tumori e di quelli che invece li ostacolano. Spiegheremo quali sono i cibi anticancro più efficaci e come agiscono. Elencheremo anche i rimedi naturali più utili nella prevenzione dei tumori e nell’affiancare le terapie oncologiche. Presenteremo anche le statistiche più recenti sulla diffusione del cancro, le differenze fra i sessi nelle varie forme tumorali e quindi i consigli specifici per gli uomini e per le donne nella prevenzione della malattia.
Conoscere aiuta a prevenire Lo scopo del libro è dimostrare soprattutto che i tumori si possono evitare. Non è un’utopia salutistica, ma una certezza supportata dalle ricerche scientifiche e dall’esperienza emersa dai casi concreti. Ma non tutti ancora sono abbastanza informati e convinti dell’efficacia della prevenzione naturale contro il cancro. Molte persone ritengono ancora che ammalarsi di tumore sia inevitabile quando è “segnato” nei cromosomi. Questa convinzione - che è sbagliata - induce all’immobilismo e 10
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Introduzione
alla passività. Invece la consapevolezza di avere nelle nostre mani la possibilità di evitare la malattia ci porta più facilmente a correggere le abitudini nocive e ad adottare i rimedi naturali efficaci per tenere lontani i tumori. Si tratta soprattutto di seguire uno stile di vita più coerente con le reali esigenze del nostro organismo e di sfruttare le sostanze verdi più utili alla nostra salute. È provato infatti che i principi attivi contenuti in molti vegetali possono agire efficacemente nel prevenire le patologie neoplastiche e nel combattere le cellule tumorali. Possono essere utili anche per affiancare le terapie della medicina ufficiale, allo scopo di ridurre le conseguenze dovute ai trattamenti di chemioterapia e radioterapia sui pazienti oncologici. Le “barriere” tra medicina ufficiale e terapie naturali non hanno senso di esistere, se l’obiettivo comune è agire per la salute e il benessere della persona.
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Capitolo 1
L’ultima scoperta: l’umile pianta che combatte il cancro
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Capitolo 1
Un albero “magico” che difende dal male Una pianta antica, che potrebbe servire a chi è colpito da tumore per guardare al futuro con maggior serenità. Si tratta del Prunus spinosa, detto anche prugnolo, e in particolare della varietà “trigno” la cui area geografica d’elezione è l’alta e media valle del fiume Trigno, che scorre tra l’Abruzzo e il Molise. In passato quest’albero era considerato magico e si credeva nella sua capacità di proteggere da fulmini e incendi le case davanti alle quali veniva piantato. E ora la scienza ha scoperto un fondamento scientifico al suo potere protettivo, dal momento che lo ha candidato alla difesa del nostro organismo dai tumori.
Una scoperta tutta italiana - La ricerca che fa di questo arbusto spinoso un antitumorale è italiana ed è il frutto di una collaborazione tra l’Istituto superiore di sanità (Iss), la Società italiana di medicina biointegrata (Simeb) e un’azienda che si occuperà di immettere l’estratto, opportunamente trattato, in commercio. Non un farmaco, per ora, ma un integratore sul quale sono già stati fatti i test di tossicità e che ha anche il grande vantaggio, a fronte di un risultato importante comprovato dall’Iss, del prezzo assolutamente accessibile. La ricerca sugli effetti antitumorali del Prunus è stata condotta dalla dottoressa Stefania Meschini con la collaborazione della dottoressa Maria Condello ed Evelin Pellegrini, all’Istituto superiore della sanità di Roma. 14
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L’ultima scoperta: l’umile pianta che combatte il cancro
Perché il Prunus? La scelta la spiega il dottor Franco Mastrodonato, presidente della Simeb, è stata dettata dalle caratteristiche più evidenti dei frutti del Prunus, di un bel viola scuro. «Questo - spiega il dottor Mastrodonato - ci ha immediatamente fatto pensare alla presenza di flavonoidi e ci ha fatto nascere l’idea di verificare la loro bontà ed efficacia dal punto di vista terapeutico». I flavonoidi sono una famiglia di sostanze diverse che hanno dimostrato possedere un’elevata capacità antiossidante. Di questo grande gruppo fanno parte anche i pigmenti che danno alla frutta e alla verdura il loro colore, che va dal rosso al blu. L’indizio cromatico delle drupe del Prunus è stato dunque il punto di partenza della ricerca che si è
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Capitolo 1
L’infuso contro la diarrea - L’infuso di fiori di prugnolo, da preparare con un cucchiaino di fiori per tazza d’acqua bollente, è indicato in caso di diarrea e stimola anche i processi digestivi. Lo sciroppo con i frutti - Anche dalla cottura dei frutti (ben maturi) si può ottenere un rimedio contro la diarrea. Si tratta di una delle modalità più antiche dell’utilizzo di questa pianta. Lo sciroppo si prepara facendo bollire mezzo chilo di frutti denocciolati con un bicchiere d’acqua e zucchero. Lasciando sul fuoco si ottiene uno sciroppo rosso che si raddensa con l’evaporare dell’acqua: prima di assumerlo è necessario filtrarlo con un panno ben pulito.
Anche l’omeopatia usa il Prunus Dalla tintura madre di Prunus spinosa, si ottiene un rimedio omeopatico che ha la sua azione specifica su testa, occhi, vie urinarie e cuore. La tipologia del soggetto che trae giovamento da questo rimedio è triste, ansioso e generalmente di cattivo umore, capace di diventare gioioso, invece, quando assume il rimedio. L’omeopatia presenta, rispetto ai rimedi fitoterapici una gamma diversa di disturbi da curare. Il Prunus viene usato per il trattamento dalle nevralgie, anche molto intense, dei dolori oculari che danno un senso di oppressione respiratoria, dell’herpes oftalmico e del glaucoma. A livello del sistema urinario serve per il trattamento della stenosi uretrale, con forte bruciore durante la minzione. 28
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L’ultima scoperta: l’umile pianta che combatte il cancro
Il prugnolo in cucina Marmellata Ingredienti: 500 g di frutti di prugnoli selvatici; 500 g di pere; 300 g di zucchero; una busta di gelificante (pectina). Lava i frutti, togli i noccioli, ricoprili con acqua e cuoci a fuoco lento per 4 minuti. Setacciali e raccogli l’acqua di cottura. Sbuccia le pere, tagliale a fettine e mettile nell’acqua di cottura dei prugnoli, aggiungi la purea di prugnoli e cuoci per 5 minuti. Unisci zucchero e pectina, porta a ebollizione e, mescolando, cuoci per altri 3 minuti. La gelatina è pronta quando, facendone cadere un poco su un piatto, tende ad addensarsi. Riempi i barattoli di vetro preriscadati fino a 1 cm sotto il bordo e chiudili. Liquore di prugnoli Ingredienti: 400 g prugnoli ben maturi e integri; 50 g zucchero bianco; 400 g di alcol a 90°; 3 chiodi di garofano. Pulisci i frutti senza bagnarli e ponili in un vaso di vetro con lo zucchero, i chiodi di garofano e l’alcol. Chiudi e poni al sole per una settimana. Poi fai riposare in cantina per 6 settimane. Filtra, imbottiglia e lascia riposare per 6 mesi.
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