Skip to main content

Rigenera il fegato

Page 1

RIZA Edizioni Riza S.p.A. - Via Luigi Anelli, 1 - 20122 Milano - www.riza.it

RIZA COVER FEGATO SCELTA.indd 1

Rigenera il FEGATO

Il fegato è uno degli organi più importanti per garantirci una vita lunga e sana. Tra i suoi compiti vi è quello di estrarre dai cibi che mangiamo l’energia che ci serve per la nostra vita di ogni giorno. Questa ghiandola, che funziona come un grande filtro, è in grado anche di eliminare dal nostro organismo le tossine e le sostanze potenzialmente pericolose per la nostra salute. Il fegato è capace di rigenerarsi di continuo ma per conservare questa sua straordinaria capacità è necessario prenderci cura del suo benessere con i cibi giusti, con i rimedi naturali che lo depurano e con gli atteggiamenti mentali che ci alleggeriscono dallo stress.

RIZA

Rigenera il FEGATO

Depuralo bene: previeni le malattie più gravi Così ti ricarichi subito di energia, digerisci meglio, rinforzi il sistema immunitario e perdi peso

LA DIETA GIUSTA

I cibi indispensabili, i programmi su misura e le ricette detox che lo disintossicano

LE CURE VERDI

Le piante, le radici e le tisane per tenere lontano la steatosi e le infiammazioni

I CONSIGLI PSICOLOGICI

Come gestire rabbia, ansia ed emozioni che possono stressare la ghiandola epatica

25/10/19 16:30


Sommario

Il sovrano dell’energia

6

Una ghiandola capace di rinnovarsi

8

La lettura psicosomatica L’organo e i suoi significati 30 Per gli antichi era sede della forza vitale

32

Ti fai il fegato amaro o esprimi quello che senti?

40

Le scelte giuste da compiere a tavola 42 I disturbi del fegato

14

I nutrienti indispensabili

44

Il carciofo: l’ortaggio amico del fegato

46

Steatosi: un accumulo di grasso

16

Alcol e fumo: i suoi grandi nemici

Le erbe amare disintossicano la ghiandola epatica

48

22

I campanelli d’allarme Ecco a cosa fare attenzione

Lo zenzero è un vero cibo-medicina

52

26

Al tuo fegato serve aiuto? Fai questo test!

Le 5 regole d’oro da seguire a tavola

56

28

Ecco gli alimenti da evitare

58

4

004-005 Sommario.indd 4

25/10/19 14:33


L’atteggiamento mentale fa la differenza 84 I comportamenti da coltivare

I programmi su misura per te

60

Le tue 24 ore detox

62

Organizza così un weekend anti-tossine

64

Una settimana per snellire il fegato

66

Rimedi verdi Gli amici naturali sui quali contare

86

Le ricette per stare bene

84

Antipasti Primi Secondi Contorni Dolci

94 100 106 112 118

Rigenera il FEGATO EDIZIONI RIZA S.p.A Via Luigi Anelli, 1 - 20122 Milano www.riza.it - info@riza.it

68

Il cardo mariano aiuta a rigenerare le cellule del fegato 70 Il tarassaco è il grande spazzino delle scorie epatiche 72 La bardana. La sua efficacia la leggi sul viso

74

Il boldo. Dal Cile la pianta ad azione antiage

76

Scegli la cura più adatta a te

82

Immagini: Adobe Stock, 123rf, Shutterstock Stampato in Italia da: Rotolito S.p.A. Stabilimento di Cernusco Sul Naviglio (MI) Distribuzione per l’Italia: So.Di.P “Angelo Patuzzi” S.p.A., Via Bettola 18, 20092 Cinisello Balsamo (MI) Tutti i diritti riservati. Questa pubblicazione è protetta da copyright ©. Nessuna parte di essa può essere riprodotta, contenuta in un sistema di recupero o trasmessa in ogni forma e con ogni mezzo elettronico, meccanico, di fotocopia, incisione o altrimenti senza il permesso scritto dell’editore. Le informazioni contenute nella presente pubblicazione sono a scopo informativo e divulgativo: pertanto non intendono sostituire, in alcun caso, il consiglio del medico di fiducia.

5

004-005 Sommario.indd 5

28/10/19 12:09


I disturbi epatici

STEATOSI:

un accumulo di grasso ATTENZIONE AL GIROVITA: LE MISURE DA RISPETTARE La presenza di grasso intorno al fegato è “tradita” dalla misura della circonferenza addominale. Nelle donne la soglia di attenzione è posta a 80 cm, mentre l’allerta è sopra gli 88, negli uomini i rischi iniziano a salire dopo i 94 cm e aumentano sensibilmente oltre i 102 cm. Per identificare meglio la localizzazione del grasso corporeo, i medici utilizzano anche un indice chiamato Whr (“waist-to-hip ratio” ossia “rapporto vita-fianchi”), che viene calcolato dividendo la circonferenza della vita per la circonferenza dei fianchi. Un valore maggiore di 0.90 per gli uomini e di 0.85 per le donne segnala sovrappeso addominale.

Questa condizione segnala un rischio più alto di soffrire di patologie cardiovascolari ed evitarla ha effetti positivi sulla funzionalità cerebrale

Q

uando i trigliceridi si accumulano in eccesso nelle cellule epatiche può manifestarsi un disturbo che prende il nome di steatosi epatica, o “fegato grasso”, condizione che nel tempo può portare al “soffocamento” e alla necrosi di molte cellule dell’organo, anche perché la steatosi è un disturbo silenzioso e non è facile accorgersene finché la patologia non è avanzata. Nella maggior parte dei casi, però, è possibile intervenire per tempo, correggendo le abitudini dannose che ne hanno favorito la comparsa. Si può evitare così che la steatosi subisca un’evoluzione, fino a degenerare in una cirrosi epatica.

16

014-029 Patologie.indd 16

28/10/19 12:12


COSA LA DETERMINA

La dieta ha un ruolo decisivo Tra le principali cause di steatosi vi è un’alimentazione squilibrata, troppo ricca di zuccheri e grassi (soprattutto se associata al consumo di alcol); questo disturbo è collegato anche al sovrappeso e all’obesità, oppure a condizioni fisiche particolari come il diabete e l’ipertrigliceridemia. In una dieta sana, i grassi non dovrebbero superare il 30% del totale delle calorie assunte attraverso il cibo. In particolare andrebbe ridotto il consumo di grassi saturi, di cui sono ricchi, oltre alla carne (in special modo quella rossa), anche i formaggi e il burro. Questi grassi, se in eccesso, sono i più pericolosi per la salute e possono provocare gravi problemi non solo alla ghiandola epatica, ma soprattutto alla circolazione e all’apparato cardiovascolare. Ma va tenuto sotto controllo anche il consumo di carboidrati e di proteine. Nel primo caso bisogna privilegiare quelli complessi, rappresentati dai cereali integrali, e nel caso delle proteine non bisogna esagerare nel consumo di quelle di origine animale.

La steatosi si verifica quando l’accumulo di grasso nel fegato supera il 5% del peso dell’organo.

UNA CONDIZIONE SPESSO SILENTE I sintomi di questa malattia spesso non sono molto evidenti, per questo è difficile rendersi conto della sua presenza. Eppure qualche segnale c’è: una digestione faticosa, dolori ricorrenti e una tendenza dell’intestino alla stitichezza possono segnalare che il fegato sta soffrendo per uno stato di

accumulo di lipidi, di frequente accompagnato anche da disturbi alle vie biliari e dalla presenza di piccolissimi sassi nella colecisti. In genere, tuttavia, ci si accorge di avere il “fegato grasso” quando c’è qualcosa che non va negli esami del sangue; ad esempio quando i valori delle transaminasi o di Gamma Gt sono alterati. Il fegato grasso diviene quindi evidente all’indagine medica con un’ecografia. Quando è presente questa condizione, nell’ecografia il fegato appare più “brillante”: a renderlo lucido è proprio l’eccesso di tossine e di grassi che si sono accumulati. Altri strumenti di indagine sono Tac, risonanza magnetica o, in casi gravi, biopsia epatica. Se si riscontra la presenza di steatosi epatica, la strategia migliore è quella di cambiare immediatamente il proprio stile di vita. La steatosi, infatti, è assolutamente reversibile: si tratta allora di seguire una corretta alimentazione e di svolgere attività fisica, in modo da ridurre gli accumuli di grasso e liberare il fegato dal peso che lo opprime, agevolando le sue funzioni.

17

014-029 Patologie.indd 17

28/10/19 12:12


La lettura psicosomatica

PER GLI ANTICHI

era sede della forza vitale La ghiandola epatica è tradizionalmente associata alle manifestazioni più evidenti della nostra energia interiore, ovvero la rabbia, il coraggio e una grande forza d’animo

l’oRGano alCHeMiCo Il fegato è il responsabile del processo di distillazione e di distribuzione delle molecole preziose, a partire dalla materia grezza: in questo senso è creatore. Così come l’alchimista puntava a ottenere oro dalla materia grezza, così il fegato, vero “Re della materia”, è quasi un alchimista organico. È in virtù del sapiente intervento epatico che il “piombo” della materia può subire l’ultima trasformazione per diventare sangue, simbolo di vita, ma anche di coscienza.

I

n medicina psicosomatica, il fegato è l’organo che più ha a che fare con la formazione e l’espansione dell’energia vitale. Se per molti il cuore è il luogo della decisione, della personalità e, quindi, ciò che è posto al di sotto del cuore si collega di più all’istinto, il fegato può essere definito come un cuore più basso, più profondo e ricco di passione. Il cuore, da cui deriva etimologicamente la parola “coraggio”, ha il compito di raccogliere e coordinare quella forza che, attraverso il sangue, raggiunge tutto il corpo, ma il fegato ha il ruolo di produrla e accumularla. La ghiandola epatica è un deposito, una fabbrica di energia. Anche i miti, le tradizioni e i modi di dire popolari hanno saputo cogliere l’essenza profonda della funzione del fegato nel nostro corpo: trasformare e accumulare l’energia. Infatti tradizionalmente e simbolicamente il fegato è sempre

32

030-041 Psicosomatica.indd 32

25/10/19 14:54


QUaLItÀ PRIMaVeRILI

Esprime la capacità di rinascere sempre Un richiamo al sole Il fegato è un sole, che incarna un’energia vitale e ordinatrice, in grado di rischiarare le tenebre e di bruciare, generando forza vitale.

L’

associato alle manifestazioni di energia più evidenti: la rabbia e il coraggio. Si dice infatti “rodersi il fegato” come metafore della prima, mentre con “avere del fegato” ci si riferisce al secondo. Quest’organo è stato rappresentato come simbolo degli istinti più profondi dell’uomo, ma anche di forza d’animo e di audacia. Aveva sicuramente fegato uno dei più significativi eroi della mitologia greca, il titano Prometeo, che sfidò Zeus, portando sulla terra il fuoco, fino ad allora in possesso solo degli dei, per donarlo agli uomini. Il dio si vendicò facendo incatenare Prometeo a una roccia sulle montagne del Caucaso, dove un’aquila di giorno gli divorava il fegato che di notte gli si riformava, di modo che il dì seguente potesse rinnovarsi il supplizio. In questo mito troviamo rappresentata l’idea del coraggio in riferimento al fegato, ma nello stesso tempo

apparente inesauribilità del fegato, dovuta alla capacità di rigenerazione delle sue cellule, l’ha reso simbolo di rinnovamento. Per questa vitalità, il fegato è stato anche collegato alla primavera, periodo in cui la natura ci dona le più importanti piante epatoprotettrici, come il tarassaco, la bardana, l’erica ecc. La capacità del fegato di rinnovare la linfa vitale veniva associata dagli antichi Cinesi, grandi fisiologi e simbolisti, all’elemento Legno, correlato proprio alla primavera e alla rinascita. Per “legno” si intende l’albero verde, che simboleggia le funzioni “attive”, ossia in fase di crescita, la germogliazione, quella che riprende proprio al termine dell’inverno.

anche la sua prodigiosa capacità di autorigenerazione. Secondo l’antica medicina greca il fegato era una sorta di canalizzatore di emozioni forti come rabbia, frustrazione, invidia e risentimento. Nella medicina cinese il fegato simboleggia il punto iniziale da dove partono la nostra energia e la nostra capacità di prendere le decisioni. Anche nella cultura araba, così come in quella persiana, il fegato è simbolo di coraggio e forza d’animo.

33

030-041 Psicosomatica.indd 33

25/10/19 14:54


l’alimentazione giusta

Grassi buoni: il potere degli Omega 3 Al fegato i grassi in eccesso fanno male, ma gli Omega 3, grassi essenziali che possiamo procurarci con l’alimentazione, sono molto utili. È stato dimostrato che una dieta che li contenga in abbondanza e, quando serve, una loro integrazione, contrasta la steatosi epatica. Molto utile il DHA, un Omega 3 particolarmente attivo, dalle proprietà antinfiammatorie. Pesce azzurro, salmone selvaggio, semi di lino e di chia, ma anche alimenti arricchiti con questi acidi grassi essenziali sono quindi benvenuti in una dieta salva-fegato.

I NUtrIENtI

G

indispensabili

li alimenti possono essere una vera e propria medicina per il fegato, perché grazie a loro facciamo scorta di alcuni nutrienti fondamentali per la sua salute. Scopriamo insieme quali sono le sostanze che fanno bene alla ghiandola epatica. • Le fibre, soprattutto quelle solubili, sono un toccasana per il fegato in quanto consentono di assorbire meno zuccheri e grassi. Inoltre, sono utili nella prevenzione di diabete, sovrappeso e ipercolesterolemia. Le trovi nelle verdure, in orzo e avena, nei cereali e derivati di tipo integrale, nei legumi e nella frutta (da consumare con moderazione e se bio con la buccia, quando commestibile). Tra le fibre ricordiamo anche l’inulina, solubile ed efficace per com-

battere i disturbi epatici che si manifestano con gonfiori, bruciori di stomaco e cattiva digestione. Questa fibra si trova nei carciofi e nella radice delle cicorie (usate un tempo per fare un sostituto del caffè). È inoltre disponibile in polvere, da impiegare come ingrediente aggiunto nei prodotti da forno (nella quantità di 10 g di inulina ogni 100 g di farina). • Le vitamine: di particolare importanza per il fegato sono quelle del gruppo B. Presenti nei cereali integrali, nelle verdure a foglia verde, nei legumi e nella frutta oleosa, questi nutrienti contribuiscono alla produzione di glutatione, un agente chiave per la protezione del fegato dalle tossine. Sono assolutamente necessarie anche la E e la C che, secondo numerosi studi scientifici,

44

042-059 Alimentazione.indd 44

25/10/19 15:08


L’INOSITOLO

Uno zucchero che... fa bene

L’

migliorano le condizioni del fegato, depurandolo da scorie e tossine. Le trovi nella frutta oleosa, nell’olio extravergine d’oliva, nelle olive, nelle verdure e negli agrumi. • I sali minerali sono un’aiuto prezioso per il fegato. Un’azione particolarmente detox la possiede lo zolfo, che si trova in cavoli e famiglia, ma anche in aglio e cipolla. Lo zolfo inoltre stimola la corretta produzione della bile. Ottimi anche calcio, potassio e magnesio. • Gli antiossidanti: rigenerano e depurano la ghiandola epatica, proteggendola dallo stress ossidativo. È facile identificarli: molti sono pigmenti che danno colore a frutta e verdura. Ottima una dieta colorata, che punta soprattutto su giallo, rosso e verde.

inositolo è, dal punto di vista chimico, molto simile al glucosio, uno zucchero quindi, ma buono per il fegato. È conosciuto anche con il nome di vitamina B7: in realtà questa denominazione è impropria, dal momento che le vitamine sono in senso stretto quelle che dobbiamo procurarci con l’alimentazione, mentre una parte di inositolo il nostro corpo è in grado di sintetizzarla autonomamente (e lo fa proprio a livello del fegato, ma anche dei reni). L’inositolo ha un forte potere depurativo: in particolare aiuta a eliminare anche sostanze difficili come i metalli pesanti e micotossine. Tali sono le sue proprietà che viene spesso utilizzato nelle disintissicazioni alimentari. Se vuoi garantirti una buona quantità di inositolo, la tua dieta deve comprendere alimenti come il pompelmo, le noci, ma questa sostanza è anche nelle prugne secche, nel grano integrale e nei fiocchi d’avena e in quantità inferiori anche nelle banane e nelle arance. Lo puoi trovare anche come integratore in capsule, in farmacia. È sempre meglio sentire il parere del proprio medico curante, prima di assumerlo.

45

042-059 Alimentazione.indd 45

25/10/19 15:09


Rimedi verdi

Il cardo mariano

aiuta a rigenerare le cellule del fegato Grazie alla presenza di silimarina, questa pianta è uno dei migliori estratti epatoprotettori perché stimola nascita di nuovo tessuto

N

ei luoghi incolti, dal terreno secco e roccioso di tutta l’area mediterranea, ci si imbatte facilmente nel cardo mariano. I suoi fiori di color porpora acceso sono circondati da squame spinose. Il Silybum marianum, questa la sua denominazione botanica (dal greco “cardo latteo” e da marianum, riferito a Maria), appartiene alla famiglia delle Asteracee, e il suo nome così spirituale (è detto anche “cardo benedetto” o “cardo della Madonna”) farebbe riferimento alla credenza popolare secondo la quale le macchie bianche che ricoprono le sue foglie sarebbero le gocce del latte della Madonna, cadute mentre allattava il Bambin Gesù.

Già noto agli antichi La medicina tradizionale cinese attribuiva al cardo mariano, in quanto tonificante del fegato, anche un’azione energizzante su circolazione e muscoli. Nell’antica Grecia l’infuso di cardo mariano era usato come sedativo della tosse, mischiato al miele. Ne parlano nelle loro opere sia Teofrasto nel IV secolo a.C., sia il naturalista Plinio il Vecchio, che nel I secolo a.C. scriveva di infusi e succhi di cardo mariano, da utilizzare proprio per la cura dei disordini biliari. La conoscenza delle sue proprietà curative venne approfondita a partire dal Quattrocento. Ma è relativamente recente la scoperta nel cardo mariano di alcune sostanze epatoprotettrici, che si sono mo-

da sapere Il cardo mariano è sconsigliato in caso di gravi ostruzioni delle vie biliari. Va utilizzato sotto indicazione medica in caso di ipertensione. È bene inoltre verificare le possibili interazioni con altri farmaci (in particolare con l’aspirina). Può generare reazioni allergiche in persone sensibili alle Asteracee.

70

068-083 Rimedi verdi.indd 70

25/10/19 16:39


Come assumerlo

Estratto secco, tintura o decotto strate particolarmente efficaci nelle patologie epatiche da intossicazione alcolica e nelle intossicazioni da funghi. Se nel carciofo la protagonista è la cinarina, nel cardo mariano la sostanza responsabile della sua attività benefica sul fegato, tanto apprezzata in fitoterapia, è la silimarina. Questa sostanza, essendo un mix di principi attivi di natura flavonoidica, stimola un enzima in grado di contrastare i radicali liberi. Non solo, favorisce anche l’azione del glutatione, un enzima importantissimo in grado di ridurre l’ossidazione e di combattere i radicali liberi di tutto l’organismo. Il suo impiego come epatoprotettore nelle intossicazioni acute da sostanze tossiche e nelle insufficienze epatiche in seguito a cirrosi o epatiti dipenderebbe, invece, dal fatto che sempre la silimarina facilita l’inibizione dei legami tra alcune sostanze tossiche e le membrane degli epatociti, e stimolerebbe l’eliminazione biliare e renale.

La prova della scienza Numerosi sono gli studi europei che hanno individuato in questa erba “benedetta”, precisi effetti farmacologici: il cardo mariano agevola il processo di rigenerazione del fegato, facilitando la produzione di nuove cellule; stimola la sintesi proteica e la rigenerazione del parenchima epatico; protegge da sostanze tossiche chimiche; ha un effetto antiossidante, in grado di prevenire e contrastare la degradazione dei lipidi e la distruzione delle membrane cellulari. Secondo l’uso tradizionale, questa pianta può essere sfruttata principalmente in caso di steatosi, intossicazione epatica, dispepsia (problemi digestivi), ma anche in situazioni più serie, ovviamente sotto controllo medico.

C

ome rimedio epatoprotettore del cardo mariano si usano i semi essiccati per tisane e decotti, si trova poi come estratto secco in capsule o compresse, le cui dosi variano a seconda del tipo di disturbo da trattare e delle concentrazioni di principi attivi nel rimedio (è opportuno controllare sulla confezione la corretta posologia) oppure come tintura madre. Decotto - Un modo per beneficiare dei suoi effetti disintossicanti ed epatoprotettori è il decotto di semi. Per prepararlo, versa un cucchiaino di semi di cardo mariano in una pentola con 500 ml di acqua, far bollire qualche minuto. Spegni il fuoco, copri con un coperchio e lascia in infusione cinque minuti. Una volta filtrato, consumalo 1-2 volte al giorno, lontano dai pasti. Sono disponibili tisane ad azione depurativa che lo affiancano ad altre piante utili, come il carciofo o il tarassaco. Estratto secco - L’estratto di cardo mariano è disponibile in capsule o compresse. Il cardo può essere associato anche ad altri estratti dall’azione protettiva per il fegato. Tintura madre - La dose generalmente consigliata è di 20 gocce, 3 volte al dì (in caso di patologie croniche del fegato meglio evitare i preparati a base alcolica e sostituirli con preparati a base di estratto secco). 71

068-083 Rimedi verdi.indd 71

25/10/19 16:39


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Rigenera il fegato by Edizioni Riza - Issuu