RIZA La guida pratica per stimolare l’autoguarigione
RIFLESSOLOGIA RIFLESSOLOGIA PLANTARE
Il tocco delle mani è considerato da sempre un potente rimedio, perché ci dà benessere immediato e stimola le risorse profonde che curano l’organismo. La riflessologia, partendo dalla sapienza delle antiche medicine orientali, ha identificato le zone del corpo in cui scorrono le energie vitali e ha tracciato le mappe dei punti dell’epidermide collegati ad ogni organo e funzione fisiologica. Stimolando questi “punti riflessi” possiamo ristabilire l’equilibrio energetico e sanare i disturbi. In questo libro presentiamo i principi teorici della riflessologia e le indicazioni pratiche di base per i massaggi sui piedi, sulle mani e sulla schiena.
PLANTARE
I punti per rigenerare l’energia vitale degli organi
L’automassaggio che agisce sui dolori
I trattamenti per: ansia e stress, mal di schiena, gastrite e stipsi
Digitopressione per: artriti, cefalea, colon irritabile
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Edizioni Riza - Via Luigi Anelli, 1 - 20122 Milano - www.riza.it
Il massaggio facile delle mani e dei piedi che ognuno può praticare da solo
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La guida pratica per stimolare l’autoguarigione
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Riflessologia plantare Foto: 123rf, Fotolia, Shutterstock © 2019 Edizioni Riza S.p.A. via Luigi Anelli, 1 - 20122 Milano - www.riza.it Tutti i diritti riservati. Questo libro è protetto da copyright ©. Nessuna parte di esso può essere riprodotta, contenuta in un sistema di recupero o trasmessa in ogni forma e con ogni mezzo elettronico, meccanico, di fotocopia, incisione o altrimenti senza il permesso scritto dell’editore. Le informazioni contenute nella presente pubblicazione sono a scopo informativo e divulgativo: pertanto non intendono sostituire, in alcun caso, il consiglio del medico di fiducia.
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indice Introduzione Come stimolare i punti della salute.................................................... 7
Capitolo 1 Riflessologia: la tecnica per curarsi con i massaggi........................................ 11
Capitolo 2 I piedi: fondamentali per il nostro equilibrio e anche per il benessere........................................... 27
Capitolo 3 La mano: il contatto con gli altri e col mondo, il tocco che risana................................ 81
Capitolo 4 La colonna vertebrale: il nostro asse portante, collegato a tutto il corpo........................................127
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INTRODUZIONE
Come stimolare i punti della salute
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uando sentiamo un dolore o un disturbo in una parte del corpo, istintivamente portiamo la mano su quel punto, lo massaggiamo, lo comprimiamo con le dita o il palmo. E quest’azione ci dà sollievo. Fin dall’antichità, in ogni parte del mondo, gli uomini hanno usato tecniche di massaggio o di trattamento manuale a scopo curativo. In diverse culture l’imposizione delle mani è considerata un rito magico di guarigione, mentre la Medicina Tradizionale Cinese ha elaborato da secoli una teoria che spiega come l’azione su alcuni punti superficiali del corpo possa ristabilire la salute. Secondo questa concezione, il corpo è percorso da meridiani, lungo i quali scorre l’energia che dà vita. Questo concetto è stato rielaborato in Occidente all’inizio dello scorso secolo da un medico, William Fitzgerald, il quale aveva constatato che la pressione su alcuni punti del corpo dei suoi pazienti riusciva a ridurre il dolore. Sperimentò gli effetti del tocco in ogni area del corpo ed elaborò la “Terapia Zonale”, che sta alla base della riflessologia. Secondo tale teoria, l’organismo è percorso da dieci linee che collegano fra loro i vari organi e le altre parti del corpo. Trat7
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INTRODUZIONE
tando un punto collocato su una di queste linee si esercita influenza positiva sugli organi lungo lo stesso tracciato. Da qui hanno preso il via varie discipline, che hanno disegnato diverse “mappe” con i punti del piede o della mano (ma anche della schiena, del viso, delle orecchie…) in cui è “riflessa” una specifica parte del corpo. Secondo tali teorie, esercitando una pressione calibrata sui punti giusti possiamo riequilibrare i flussi energetici e stimolare le capacità di autoguarigione proprie dell’organismo. Si tratta di tecniche olistiche per eccellenza, cioè che considerano ogni porzione del nostro corpo come componente di un insieme unico e strettamente interconnesso. Se una parte di noi è “disturbata”, ne risente tutto il corpo e anche la psiche. Ma allo stesso modo, se stimoliamo con la pressione delle dita un punto preciso del nostro corpo, l’effetto positivo si ripercuote su un organo interno e anche, più in generale, su tutto il nostro essere, in modo da riottenere un benessere psicofisico diffuso.
Sulle mani, sui piedi e sulla schiena Nelle prossime pagine presenteremo le basi teoriche della riflessologia ma anche alcune indicazioni pratiche per un efficace utilizzo, almeno per quel che riguarda i suoi principi fondamentali. Parleremo in particolare della riflessologia plantare (quella più nota, che si esegue trattando i piedi), della riflessologia palmare (il trattamento delle mani) e della riflessologia praticata nelle zone della schiena, che si trovano lungo la colonna vertebrale. Riporteremo dunque le “mappe” dei piedi, delle mani e della schiena con l’indicazione dei punti che sono collegati ai vari organi. Forniremo anche alcune indicazioni sulle tecniche di base per eseguire i massaggi, precisando comunque che per di-
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Come stimolare i punti della salute
ventare operatori di riflessologia occorre seguire dei corsi appositi. In particolare per il trattamento delle aree relative alla colonna vertebrale è necessario rivolgersi a personale esperto e qualificato, perché si tratta di zone molto delicate e sensibili a causa del passaggio dei nervi spinali.
L’Autotrattamento per curarsi e rilassarsi Ma una caratteristica interessante e utile della riflessologia è che si può praticare anche come autocura, soprattutto quella palmare, che viene eseguita stimolando le mani, e in parte anche quella plantare. L’automassaggio dei punti riflessi delle mani e dei piedi (dove è possibile) è particolarmente efficace per ottenere un rilassamento generale, calmare le tensioni e spegnere lo stress. Il beneficio che si ricava è ancora maggiore se il massaggio viene eseguito usando gli oli essenziali più indicati o preferiti, diluiti in un olio vegetale. In questo modo l’autotrattamento riflessologico diventa una terapia completa per il proprio benessere e per la salute psicofisica.
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Riflessologia: la tecnica per curarsi con i massaggi Secondo questa disciplina, che si basa anche sulle antiche medicine orientali, tutte le parti del nostro corpo sono interconnesse tra loro. La riflessologia quindi ha studiato le linee attraverso cui scorre l’energia vitale e ha tracciato le mappe precise delle zone da trattare con la pressione delle dita per recuperare la corretta funzionalità di ogni organo, ottenere l’autoguarigione e il benessere psicofisico
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CAPITOLO 1
trattamenti utili per tutto l’organismo
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e tecniche di riflessologia (o terapia delle zone riflesse) sono diverse. La riflessologia plantare si basa su trattamenti ai piedi, ma esiste anche quella della mano o palmare, dell’orecchio o auricoloterapia, del viso o riflessologia facciale, e della schiena. Il presupposto comune a tutte queste discipline è che ogni parte del corpo rispecchi in sé la totalità dell’organismo. Alcuni punti particolari, i punti riflessi, collocati sui piedi, sulle mani, sul viso o sulla schiena, sono collegati a precisi organi e funzioni fisiche. I “recettori di pressione”, che si trovano nei punti trattati, permettono di inviare negli organi corrispondenti delle onde benefiche di energia che servono a riequilibrare le disfunzioni in atto. È importante ricordare che ogni organo è depositario di un’impronta energetica particolare, che riguarda non solo l’organo stesso, ma tutte le funzioni fisiche a cui è collegato. Ecco perché, quando si massaggia sul piede o sulla mano un’area riflessa collegata a una parte del corpo, l’azione non è solo diretta verso l’organo in questione, ma comprende l’intera sfera energetica a cui appartiene. Proprio in quest’ottica la terapia delle zone riflesse agisce non tanto per eliminare i sintomi del disturbo, quanto per riattivare le energie che si erano bloccate. In caso di disturbi psicofisici, ha lo scopo di favorire la salute “risvegliando” in modo non invasivo le risorse specifiche della persona. Così, grazie al ritrovato benessere, potrà riuscire a esprimere in pieno le proprie peculiari potenzialità. 12
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Riflessologia: la tecnica per curarsi con i massaggi
Esercitando una particolare pressione su specifici punti del corpo, si provoca un’azione benefica specifica sull’organo collegato ma anche una generale riarmonizzazione di tutto l’organismo. Questo si realizza perché, secondo le teorie energetiche, nel corpo esistono percorsi precisi in cui scorre l’energia vitale. Le aree riflesse dei piedi sono disposte in modo tale da formare una mappa completa del corpo: il piede destro corrisponde alla parte destra del corpo e il piede sinistro corrisponde alla parte sinistra. Ed è proprio il massaggio dei punti in cui si blocca l’energia, percepibili nel piede attraverso le sue aree “dolenti”, che permette di ripristinare la corretta circolazione energetica restituendo al corpo la sua naturale condizione di salute. In questo libro ci concentreremo in particolare su tre aree da trattare, estremamente sensibili a questa tecnica: i piedi, che rappresentano il nostro sostegno e punto di appoggio sulla terra; le mani, strumento di azione e di contatto con l’altro; la colonna vertebrale, il tronco che ci sostiene in ogni movimento. Ha origini antichissime - La cura dei disturbi fisici attraverso il tocco delle mani è una tecnica antica, che affonda le sue radici nella notte dei tempi. Nel 1979 fu rinvenuto nella necropoli di Sakkara, nella tomba di un medico egizio, Ankhmahor, un pittogramma datato intorno al 25002330 a.C. che raffigura la scena di un trattamento di riflessologia praticato sul piede e sulla mano. La tradizione taoista trova le origini della riflessologia nella tavola Zu Toi To, che raffigura un feto nella pianta del piede, metafora della stretta relazione fra piede e corpo umano, ispirata dalla leggenda che narra come l’impera13
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tore Hei (2400 a.C.) sia stato concepito da una nobile vergine che camminava a piedi scalzi sulle orme di un gigante. Nel 480 a.C. il grande maestro Mak Zi mise a punto la tecnica del massaggio del piede, chiamata “OnZon-Su” (cioè letteralmente “arte di massaggiare il piede”), e la approfondì anche a livello filosofico. Ma la tradizione del massaggio ai piedi è presente in molte culture in ogni parte del mondo. Da secoli le tribù degli indiani d’America, per esempio, si tramandano una forma di massaggio basato sui punti riflessi del piede. In particolare nella tribù Cherokee il trattamento del piede è ritenuto molto importante e fa parte di una cerimonia sacra. Il piede infatti è la parte del corpo che poggia direttamente sulla terra e quindi ci mette in contatto con le energie che la percorrono e che collegano l’uomo all’universo.
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Riflessologia: la tecnica per curarsi con i massaggi
L’uomo è come un albero… Secondo le tradizioni più antiche, l’albero è il simbolo della possibilità di mettere in relazione il cielo e la terra grazie alle radici che affondano nel sottosuolo, ai rami che si innalzano al cielo, al tronco che crea il legame tra i due mondi. L’uomo, simbolicamente, allo stesso modo dell’albero, ha le proprie radici nei piedi, che costituiscono la base su cui poggia e si regge. In natura le radici affondano nella terra e si nascondono alla vista, e tutta la vitalità che l’albero sembra realizzare nelle sue fronde scaturisce da quell’intreccio sotterraneo che sa estrarre dal terreno le sostanze necessarie al suo benessere. Così ogni individuo dovrebbe poter verificare che le proprie radici (piedi) siano sufficientemente stabili e valutare se nella dimensione intermedia del tronco (la colonna vertebrale) la linfa vitale non stia subendo interruzioni o deviazioni e che le fronde (il volto) siano realmente dirette verso la luce solare.
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CAPITOLO 1
Il padre della riflessologia nel mondo occidentale
Il dottor William H. Fitzgerald, otorinolaringoiatra americano, fondatore della Teoria Zonale, è riconosciuto da tutti come il padre della moderna riflessologia, nonostante oggi esistano tante e diverse scuole che insegnano questa tecnica. Egli partì dall’evidenza che le compressioni esercitate su specifiche aree del corpo (articolazioni, mani e piedi) permettevano di ottenere una riduzione del dolore, o addirittura anestesie di breve durata per piccoli interventi nel cavo orale. Così arrivò a teorizzare che il corpo fosse percorso da linee che collegavano tra loro vari punti e gli organi che erano attraversati da tali fasce. Grazie a un ampio e accurato lavoro di raccolta dei sintomi riferiti dai pazienti nel momento in cui esercitava la pressione sui vari punti, Fitzgerald notò che disturbi diversi per origine e natura apparivano collegati e dislocati su un unico “corridoio” ideale. Arrivò così a disegnare l’immagine del corpo diviso da dieci linee verticali, cinque per ogni lato, che lo percorrono interamente dalla testa fino alla punta delle dita dei piedi e delle mani. Ogni parte del corpo collocata in una zona determinata da queste linee è, quindi, collegata a un’altra tramite un particolare flusso energetico e le due parti possono interagire e influire l’una sull’altra (questo è, in pratica, il contenuto della sua Teoria Zonale). I suoi esperimenti iniziarono nel 1902 e nel 1917 pubblicò, con il dottor F. Bowers, il suo primo libro “Zone Therapy, or Relieving Pain at Home”. Sostenitori di questa tecnica furono i medici G. Starr White e Joseph Shelby Riley con la moglie Elizabeth e la terapista Eunice Ingham, che, spinta dalla curiosità e dalla vasta attività in cui era 16
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Riflessologia: la tecnica per curarsi con i massaggi
impegnata, decise di approfondire la Teoria Zonale. La Ingham intuì che il piede era per vari aspetti ancora più sensibile delle mani. Esplorando questa specifica parte del corpo, trovando punti sensibili e confrontandoli con l’anatomia dell’organismo, iniziò a tracciare la prima mappa circostanziata delle zone del piede in rapporto con gli organi. Così pose le basi della riflessologia plantare, che poi furono portate avanti anche da numerosi altri studiosi, che elaborarono ulteriormente questa tecnica.
In Europa e in Italia si è diffusa così Eunice Ingham nel 1938 pubblicò il suo primo libro, “Stories the Feet Can Tell”, seguito da “Stories the Feet Have Told”. Il metodo Ingham si diffuse nel mondo grazie agli allievi e ai nipoti Dwight C. Byers ed Eusebia Massenger (fondatori nel 1948 dell’Istituto Internazionale di Riflessologia). La riflessoterapia approdò in Europa attraverso due allieve dirette: Hanne Marquardt in Germania e Doreen Bayly in Inghilterra. In Italia è stata introdotta e divulgata negli anni recenti da Elipio Zamboni e da Erasmo Buzzacchi, allievi di Hanne Marquardt, e da Marco Lo Russo, allievo di Doreen Bayly. Ma oggi i seguaci di questa disciplina sono molto numerosi e molteplici le tecniche.
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