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Le regole del benessere

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Raffaele Morelli

le regole del benessere

Dieci semplici mosse per far emergere la nostra vera natura e realizzarci ogni giorno

RIZA

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Le regole del benessere A cura di Davide Mosca Grafica di copertina: Roberta Marcante © 2018 Edizioni Riza S.p.A. via Luigi Anelli, 1 - 20122 Milano - www.riza.it Tutti i diritti riservati. Questo libro è protetto da copyright ©. Nessuna parte di esso può essere riprodotta, contenuta in un sistema di recupero o trasmessa in ogni forma e con ogni mezzo elettronico, meccanico, di fotocopia, incisione o altrimenti senza il permesso scritto dell’editore.

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Indice prefazione • Realizzarsi significa seguire la propria natura......................7 prima regola • Distruggi la tua identità fittizia............................................13 seconda regola • Ascolta il corpo: ti indica la strada giusta...........................25 terza regola • Abbi fiducia nell’energia che ti fa crescere.........................41 quarta regola • Nasconditi: nel buio il tuo seme si sviluppa.........................55 quinta regola • Resta sempre centrato su te stesso....................................69 sesta regola • Rivolgi lo sguardo verso l’interno, non all’esterno...............81 settima regola • Immergiti completamente in quello che fai.........................95 ottava regola • Fai come l’acqua: è mutevole, scorre e si adatta...............109 nona regola • Arrenditi, così riuscirai a realizzarti...................................125 decima regola • Trasforma i pensieri in immagini.......................................139

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prima regola

Distruggi la tua identità fittizia In ciascuno di noi c’è un nucleo profondo che sta costruendo ininterrottamente l’essere che siamo, se non lo disturbiamo con le nostre errate convinzioni. Per realizzarti devi partire dal vero te stesso, non dal te stesso che ti sei messo in testa.

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Distruggi la tua identità fittizia

Lasciati trasformare da bruco in farfalla

P

er stare bene non dovete puntare alla luna, ma guardare le lancette dell’orologio. Che cosa intendo? Quando vi arriva un disagio controllate l’ora. «Sono le dieci e trenta minuti e sta arrivando l’ansia: io l’accolgo, la percepisco, e mi lascio distruggere dall’ansia». Distruggere è la parola giusta, perché l’ansia vuole distruggere la vostra identità presunta. Immagina l’ansia come un’energia antica, profonda e inesorabile che intende disintegrare la tua identità di facciata e far emergere quello che sei realmente. Nessuno può realizzarsi in un’identità fittizia, eppure quasi tutti ci provano. Accettano di vestire i panni cuciti loro addosso dagli altri, da una mentalità standard o dalla società, e credono così di poter conquistare una serie di traguardi e nel contempo di star bene, ma non è tecnicamente possibile, perché se non sei a tuo agio non puoi svilupparti al meglio. I disagi sono pertanto essenziali: arrivano perché senza di loro non riusciresti a scrollarti di dosso modi d’essere artificiali e una forma mentis depistante. Il carapace è la protezione che avvolge alcuni cro14

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Prima regola

stacei e il guscio delle testuggini. Il carapace ha a che fare con forme primordiali di vita e rappresenta un mistero, uno fra i tanti del regno animale e della natura in generale. Anche i bachi da seta - il cui bozzolo è concettualmente affine al carapace compiono operazioni primordiali. Le azioni primordiali sono quanto mai vicine all’essere com’era agli esordi, e com’è ancora sotto il velo dell’evoluzione. Quest’essere non si è certo perduto, ma sta agendo anche in questo momento. C’è qualcosa dentro di me che sta agendo. Qualcosa dentro di te. Non dimenticarlo mai. Non credo esista presa di coscienza più importante. Il granchio, in certe stagioni, fa la muta. Abbandona il carapace! È come se buttasse via il corpo. Lo butta via, e “nasce” un granchio più morbido, più sottile, più tenero, di colore verde in certe specie. C’è un granchio nel granchio, ricordalo. Quello che conosci di te stesso è il carapace morto. L’identità a cui sei affezionato o con cui ti scontri ogni giorno è il vecchio carapace, da cui non ti vuoi staccare. L’ansia è la forza vitale del granchio che deve venire alla luce. Mai, mai, mai interferire con ciò che capita dentro di noi! L’ansia è vera, non la tua identità posticcia. A volte l’ansia è l’unica cosa vitale che hai a disposizione: è spontanea, naturale, funzionale al tuo progetto segreto. Non ha bisogno del tuo pensiero o del tuo 15

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Distruggi la tua identità fittizia

ragionamento per evolvere. Ha bisogno della tua presenza per aprirsi come il guscio della noce, lasciandoti in dote il gheriglio, la preziosa energia che contiene al suo interno: «Guarda, adesso alle cinque e venticinque sta arrivando l’ansia».

Fai agire l’intelligenza innata - Molti altri animali mutano. Il serpente si rifà tutta la pelle. Perfino il letargo è una specie di muta, perché dormendo si esce dalla propria vecchia identità. L’intera vicenda del baco da seta è una storia di metamorfosi. Già prima di diventare maturo e rinchiudersi nel bozzolo compie tre o quatto mute, per non parlare di ciò che accade in seguito. Ma partiamo dal bruco. Si nutre delle foglie del gelso e a un certo punto si imprigiona. Emette una bava con cui tesse un bozzolo, diventando una specie di mummia vivente. L’anima agisce allo stesso modo: si fonda infatti su un principio trasmutativo che ci fa evolvere di continuo, estraendo dal nostro interno il potenziale che ci caratterizza nell’intimo. Stiamo male ogniqualvolta non siamo seduti sui processi trasformativi, ogniqualvolta ci opponiamo, ogniqualvolta siamo fuori da noi stessi. Ce ne accorgiamo dal fatto che parliamo di cose inutili, facciamo cose futili, ripetiamo gesti meccanici, ci sentiamo fuori posto, rimuginiamo, 16

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Prima regola

pensiamo al passato e al futuro senza guardare il presente... I bozzoli sembrano mummie, morti mummificati, ma a un certo punto ecco il miracolo. Dal guscio bianco ecco uscire all’improvviso un’esplosione di colori... I bruchi bucano l’involucro: si forma una sorta di forellino in superficie e da lì esce la farfalla. Ed esce proprio nel momento più opportuno, quando la stagione è la più adatta, sotto la guida di un istinto superiore. Questa intelligenza agisce anche dentro di noi, ed è parte della stessa energia che governa l’universo. Per questo i fenomeni psichici e la realtà esteriore sono intimamente collegati: se impari a stare con la tua anima, ad assecondarla, la realtà esterna muterà di conseguenza. Ecco perché per realizzarti devi partire dal vero te stesso, non dal te stesso che ti sei messo in testa. I principi di mutazione e di trasformazione avvengono anche senza di te. Tu puoi ostacolarli, rallentarli, sabotarli, ma non puoi impedire che accada ciò che deve accadere. Questi processi non dipendono dalla tua volontà, ma dipendono da quel te nascosto che prepara lo sviluppo, ossia dal tuo nucleo interno. Quindi fai come il granchio che, buttando via il carapace, sta formando un nuovo granchio; fai come il serpente che durante la muta elimina la vecchia pelle; fai come il bruco che rinchiudendosi prepara la farfal17

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Distruggi la tua identità fittizia

la. Allo stesso modo tu evolvi se non ti attacchi alla vecchia pelle in cui scioccamente ti identifichi. Ed evolversi è sempre sinonimo di realizzarsi, perché è a questo che punta il tuo nucleo.

«Io non so chi sono» - Quello che sei davvero non è mai ciò che credi di essere. Perciò comincia a dirti: «Io non so chi sono. Io non so dove vado». L’idea che ti sei fatto di te è il carapace che l’anima ti spinge inesorabilmente a gettare via, perché è continuamente superato - peso morto, pelle vecchia, incrostazione superflua. Il lavoro profondo è eliminare l’idea di te e aspettare qualcosa che arriva dal nulla e che non sai cos’è. Questo in ultima analisi è tutto ciò che dobbiamo fare. L’unica e vera svolta possibile. Poi le cose si mettono in cammino da sole, anzi sono già in cammino: sei tu che non le vedi perché guardi fisso il vecchio carapace. Molte persone vengono da me e affermano con forza, quasi fosse un attestato di cui vantarsi: «Io so qual è il mio problema». Bene, questo è il primo indizio che mi permette di capire che sono completamente fuori strada. «Il mio problema è la rabbia, il lavoro, la dipendenza...». Non è così, semmai la dipendenza è quello che hai scelto come problema! È un’idea che ti sei messo in testa tu. Gran parte della nostra quotidianità è composta di 18

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Prima regola

incombenze che costruiamo, ma la maggior parte di queste non serve davvero al nostro bene. Le recite che fai, le finzioni che allestisci, i rapporti che rappezzi, i programmi che stili minuziosamente, i sofismi che imbastisci, non servono a nulla: mentre tu ti occupi di questi incarichi faticosi, mentre sei impegolato nei presunti miglioramenti, mentre ti divincoli nella ragnatela delle illusioni, c’è qualcosa che crea e ricrea quello che sei. Il vero lavoro è buttar via: per prima cosa ciò che credi di essere, poi le acquisizioni esterne. La persona in cui ti identifichi l’hai creata tu, non esiste. Fin dagli albori, la natura si sviluppa da un guscio. Per esempio non c’è un seme che non abbia un guscio... La forza che crea il mondo si nasconde in un guscio. Ecco perché ci sono i tabernacoli nelle religioni. Quindi nasconditi, non dirti come sei, cosa va bene e cosa no. «Io non so chi sono e non voglio saperlo. Voglio prendere atto di ciò che emerge di volta in volta». Ogni giorno hai a che fare con il principio trasmutativo, solo che non te ne rendi conto. Per esempio le donne lo attivano quando si truccano, quando si vestono, quando vogliono essere desiderabili per un uomo: in quei momenti trasmutano naturalmente. Ogniqualvolta siamo presenti a un’azione che sentiamo nostra, attiviamo il principio trasmutativo. 19

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