Indice
• Prefazione......................................................................pag. 7 • Introduzione. ............................................................... pag. 11 • Il dimagrimento come percorso di trasformazione e rigenerazione. ................................ pag. 17 Perché le solite diete non funzionano............................ pag. 18 Perdere peso non è solo questione di calorie..................pag. 22 Le cause profonde per cui si ingrassa.............................pag. 24 Gli indici e i segnali del sovrappeso...............................pag. 28 Dimagrire davvero: come funziona il nostro metodo.....pag. 33 • La depurazione è il primo passo..................................... pag. 41 Liberati dalle tossine e cominci a dimagrire...................pag. 42 Come depurarsi efficacemente...................................... pag. 49 Il drenaggio omeopatico per disintossicarsi....................pag. 54 • La giusta alimentazione per dimagrire davvero. ............ pag. 59 I limiti delle diete ipocaloriche..................................... pag. 60 Imparare a mangiare in modo bilanciato...................... pag. 66 Dimagrire usando l’indice glicemico.............................pag. 74 Per perdere peso tieni d’occhio il pH.............................pag. 83 Tornare a un’alimentazione più naturale....................... pag. 90 Anche le intolleranze fanno ingrassare.......................... pag. 99 5
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• Quando il sovrappeso nasce dalle emozioni. ..............pag. 109 Il bisogno di mangiare non è solo fisico....................... pag. 110 La “fame nervosa”....................................................... pag. 116 • Come il cervello influisce sul peso. .............................. pag. 123 I sacrifici non fanno dimagrire.................................... pag. 124 Un approccio diverso: il legame mente-corpo.............. pag. 132 • Faticare troppo non serve a perdere peso. .................... pag. 139 Attività fisica, ma senza sforzi pesanti..........................pag. 140 Avere passioni nuove aiuta a dimagrire.........................pag. 147 • Sei sulla buona strada verso il dimagrimento?.............pag. 151 Guardiamo “oltre” l’ago della bilancia......................... pag. 152 Osserviamo i cambiamenti che avvengono...................pag. 155
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Introduzione
L’
obesità e il sovrappeso sono problemi globali; una pandemia partita dal cuore dell’Occidente agiato e poi diffusa in tutto il mondo. Negli Usa il 60 per cento della popolazione è in sovrappeso; l’Europa (Italia compresa) si avvicina ormai a questi dati. I Paesi emergenti si stanno rapidamente adeguando ai modelli occidentali, dopo aver stravolto millenarie ed equilibrate culture alimentari. Il risultato è che in ogni continente la popolazione benestante sta ingrassando a ritmi impressionanti. Le ragioni di questo fenomeno sono legate ai cambiamenti produttivi, economici, sociali e culturali che hanno radicalmente mutato lo stile di vita dalla metà del secolo scorso. La trasformazione dell’agricoltura e della zootecnia da attività tradizionali e territoriali in realtà industriali sovranazionali ha creato un costante surplus di cibo che deve essere consumato, perché non si arresti la macchina produttiva. Mai nel corso della storia gli uomini hanno avuto a disposizione tanto cibo e mai sono stati invitati a consumarlo con tanta “insistenza”. Si pensi a quanta pubblicità dedicata ai prodotti alimentari ci bombardi ovunque. Fin da piccoli siamo indotti a consumare cibo ben oltre il necessario. E si tratta di alimenti modificati in base alle esigenze della produzione industriale e dell’immediato consumo: trattati, arricchiti, conservati, precotti e pronti all’uso. Il tutto si traduce in un fiume di cibi ipercalorici e squilibrati che inonda le tavole di miliardi di persone, per lo più sedentarie e ossessionate dalla fretta. Questi fenomeni possono spiegare il diffondersi globale dell’obesità, ma non 11
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sono sufficienti a comprendere davvero perché il nostro rapporto con il cibo sia tanto peggiorato, proprio in un periodo in cui le condizioni di vita medie sono indiscutibilmente migliorate. Ma perché ciò è accaduto?
Nessuno ci insegna ad alimentarci correttamente C’è un primo dato di fatto da considerare: nessuno ci insegna come alimentarci in modo adeguato. Quando nasciamo abbiamo tutto ciò che ci serve e in modo perfettamente bilanciato, come solo Madre Natura poteva offrirci: il latte materno. Poi, crescendo, cominciamo a ereditare le scelte alimentari effettuate più o meno consapevolmente dai nostri familiari. Sin da piccoli ci ritroviamo a mangiare quello che la nostra famiglia d’origine mette sulla tavola, frutto di conoscenze, credenze, abitudini o mode. Quando iniziamo ad andare all’asilo o a scuola le cose non cambiano di certo: l’alimentazione viene omologata a quella di tutti gli altri. Per poter mangiare qualcosa di diverso, il bambino deve stare male, deve essere allergico o intollerante o malato. Non è assurdo tutto ciò? Successivamente la scuola non prevede l’alimentazione come materia di apprendimento pratico, se non in istituti superiori specialistici o in facoltà universitarie di indirizzi scientifici. Dai libri e dai giornali i giovani non imparano molto sulla corretta alimentazione, se non qualche dato nozionistico e comunque incentrato sulla solita “piramide alimentare”, come se quest’ultima fosse sacrosanta e indiscutibile (e invece, come vedremo, molti problemi nascono proprio da qui). Poi da adulti diventiamo succubi delle tendenze di moda e dei nostri piaceri. Chi è in sovrappeso e vuole dimagrire però troverà sulla propria strada altri “insegnanti” in fatto di alimentazione: i dietologi, molti dei quali, loro e nostro malgrado, si rivelano spesso cattivi maestri, in quanto non insegnano a mangiare bene, in modo sano, bilan12
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Introduzione
ciato, ma spronano solamente a ridurre le calorie, a mangiare di meno. Una volta raggiunto l’obiettivo della perdita di peso (se lo si raggiunge…), ne sappiamo come prima.
Abbiamo un rapporto conflittuale con il cibo Scopo di questo libro (così come dei corsi e degli incontri che teniamo al Centro Riza) è proprio quello di cercare di trasmettere le conoscenze fondamentali in campo alimentare, sia quelle tradizionali sia quelle provenienti da nuove acquisizioni più recenti e moderne, per imparare a mangiare bene, in modo naturale, senza squilibri, eccessi o penose restrizioni, ritrovando i propri “gusti autentici”. Un secondo aspetto riguarda il fatto che oggi, anche a causa di tutto il bombardamento mediatico in fatto di alimentazione, la maggioranza delle persone ha un rapporto conflittuale con il cibo, costantemente combattuto tra “resistere” o “cedere” ai piaceri culinari, tra i “cibi sì” e i “cibi no” o ancora tra il bisogno ossessivo di mangiare e i sensi di colpa che sopraggiungono dopo. Trascorse ormai le epoche in cui ci si procurava a fatica il nutrimento per sopravvivere, ora il cibo serve per soddisfare altri bisogni, non solo fisici. Oggi non soffriamo per la fame, ma a causa di stress, paure, frustrazioni e insoddisfazioni. Seppelliamo i dolori fisici sotto montagne di medicinali e allo stesso modo usiamo gli alimenti come analgesici per i “dolori dell’animo”. Ricorriamo al cibo come compensazione ai problemi della vita, senza affrontarne i reali motivi, nello stesso modo in cui la medicina ufficiale spesso si ferma alla sedazione del sintomo, senza risolverne le cause. Date queste premesse, s’intuisce perché le diete e tutti i metodi dimagranti si rivelano spesso fallimentari, soprattutto a lungo termine. Riuscire a dimagrire va oltre il semplice e “freddo” calcolo calorico, perché il mondo emotivo e gli stati d’animo hanno il 13
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loro “peso” nel fare ingrassare. L’essere umano non è equiparabile al motore di un’automobile, come le diete ipocaloriche vorrebbero farci credere. Oltretutto tali diete non tengono conto di altri aspetti fisiologici che sono determinanti nel provocare il deposito di grassi nel corpo, come le infiammazioni, i picchi glicemici e l’acidificazione dei tessuti. Per esempio, possiamo anche restringere le calorie, ma se queste provengono per la stragrande maggioranza da carboidrati “rapidi” (ad alto indice glicemico) il peso stenterà a scendere. Oppure se limitiamo le calorie, come fanno le solite diete, ma introduciamo tutti i giorni cibi acidificanti o ricchi di sostanze irritanti e infiammanti, l’organismo tenderà a trattenere e accumulare liquidi e grassi. Come se ciò non bastasse, è opportuno ricordare che i programmi alimentari particolarmente rigidi o drastici possono avere conseguenze nocive per la salute (carenze nutrizionali, osteoporosi, insufficienza renale ecc.). Quindi parlare ancora di “dieta da 900 kcal” o “1200 kcal” nel 2012 ha poco senso, perché ci sono tanti altri aspetti dell’alimentazione che bisogna conoscere e fare propri, come illustreremo in questo libro. Quindi, per dimagrire e stare bene le diete rigide non servono. E, per dirla tutta, non servono neanche le anfetamine, gli psicofarmaci per sedare la fame nervosa, i palloncini nello stomaco, gli interventi di bypass, i diuretici, i lassativi e tutti i drastici interventi fisici. Anche questi altri metodi dimagranti non solo risultano fallimentari a lungo termine, ma addirittura possono avere effetti devastanti per l’organismo e la salute.
Il modo naturale per raggiungere e mantenere il peso forma Che fare allora? Secondo l’approccio olistico esiste un modo più “naturale” per raggiungere e mantenere il peso forma ed è quello che in queste pagine vorremmo farvi conoscere. Un metodo che 14
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Introduzione
consiste nel tenere conto del sovrappeso come di un problema complessivo, che coinvolge l’intera persona, nei suoi aspetti fisici ed emotivi. L’approccio è globale perché tiene conto dei segnali fisici (gonfiore, senso di pesantezza ecc.), considerandoli però in un’ottica più ampia, ossia non limitata alla sola misurazione del peso o della massa grassa, ma considerandoli come segnali della necessità dell’organismo e quindi dell’intera persona di ripulirsi, di disintossicarsi e quindi di rinnovarsi, di cambiare. È globale perché ripulisce il corpo dalle tossine che, volenti o nolenti, introduciamo (a causa dell’alimentazione disordinata, dei farmaci, degli additivi alimentari artificiali, dello smog ecc.) o produciamo (a causa dello stress) e parallelamente ripulisce la mente dai pensieri e dagli stati d’animo che più appesantiscono la vita (le tensioni, i nervosismi o anche l’idea stessa di “mettersi a dieta” o di “fare sacrifici” per stare meglio). L’uso dell’omeopatia o dei rimedi naturali fa il nostro gioco in questo percorso, in quanto favorisce proprio il drenaggio e il rinnovamento sia sul versante biologico sia su quello psichico-emotivo, senza appesantire l’organismo di inutili scorie. Fondamentale è poi naturalmente correggere il tipo di alimentazione. A questo aspetto vengono dati ampio spazio e importanza nel nostro metodo, ma in una chiave nuova, cercando da una parte di integrare le più recenti conoscenze nutrizionali (bilanciamento dei nutrienti, indice glicemico ecc.) con quelle tradizionali e, dall’altra, di rendere il rapporto col cibo più fluido e “naturale”.
Dimagrire e stare bene senza patire la fame Ciò significa, da una parte, imparare una volta per tutte a mangiare bene (che non vuol dire affatto rinunciare ai propri piaceri), dall’altra riconoscere che dentro di noi ci sono sì “fabbisogni” (di energie, calorie, vitamine ecc.), ma anche “bisogni” (di dolcezza, 15
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soddisfazione nella vita, rilassamento, amore ecc.) che andranno canalizzati e soddisfatti non aprendo il frigo o la dispensa, ma su versanti più consoni. Così l’approccio al percorso di dimagrimento è globale, perché punta a rimetterci “in linea” anche con le nostre emozioni, cercando di conoscerle e “riconoscerle”, per liberarci una volta per tutte da certi automatismi acquisiti, come quello di usare il cibo a scopo consolatorio o compensatorio. Queste sono le premesse fondamentali per far sì che possiamo cominciare a sgonfiarci e a sentirci più leggeri sia fisicamente sia emotivamente. Attraverso il percorso di dimagrimento psicosomatico che proponiamo presso il Centro Riza, moltissime persone hanno potuto sperimentare che possono dimagrire e stare bene senza patire la fame né compiere sforzi sovrumani. Sono dimagrite migliorando il loro rapporto col cibo: imparando ad alimentarsi in modo sano, equilibrato, senza rinunciare ai piaceri culinari, depurando periodicamente il proprio organismo con l’aiuto di rimedi naturali. Ma soprattutto hanno migliorato il loro rapporto con la vita stessa; perché il sovrappeso è una condizione che segnala il bisogno e l’urgenza di un cambiamento profondo, di una svolta. Dimagrire, quindi, non significa semplicemente buttare giù un po’ di chili in eccesso, ma iniziare un percorso di rigenerazione di sé, sia fisico che emotivo, psichico, interiore. Il vero cambiamento che incoraggiamo nelle persone che si rivolgono a noi consiste nel mutare atteggiamento mentale. Questo può fare davvero la differenza fra una semplice dieta e un modo per sentirsi meglio, in salute e in sintonia con se stessi.
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