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Via la sindrome metabolica

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RIZA È a rischio 1 italiano su 5 e non lo sa La sindrome metabolica è una condizione a forte rischio Raddoppia la probabilità di subire infarto o ictus e di ammalarsi di diabete di tipo 2. Questo problema riguarda le persone che hanno un’elevata circonferenza addominale e altre due caratteristiche tra le seguenti: valori di trigliceridi, glicemia e pressione troppo alti e una quantità insufficiente di colesterolo buono. In questo libro spieghiamo come sapere se si è affetti da questo disturbo e come intervenire per prevenirlo e curarlo con la dieta corretta, l’esercizio fisico e i rimedi naturali.

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per la salute, di cui soffrono in molti senza saperlo.

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Edizioni Riza - Via Luigi Anelli, 1 - 20122 Milano - www.riza.it

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Via la sindrome metabolica CosĂŹ elimini diabete, ipertensione, colesterolo alto e grasso addominale

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Via la sindrome metabolica Foto: 123rf, Fotolia, Shutterstock © 2019 Edizioni Riza S.p.A. via Luigi Anelli, 1 - 20122 Milano - www.riza.it Tutti i diritti riservati. Questo libro è protetto da copyright ©. Nessuna parte di esso può essere riprodotta, contenuta in un sistema di recupero o trasmessa in ogni forma e con ogni mezzo elettronico, meccanico, di fotocopia, incisione o altrimenti senza il permesso scritto dell’editore. Le informazioni contenute nella presente pubblicazione sono a scopo informativo e divulgativo: pertanto non intendono sostituire, in alcun caso, il consiglio del medico di fiducia.

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Sommario

Capitolo 1

che cos’è la sindrome metabolica.................................6 Capitolo 2

fai attenzione al grasso addominale..................................24 Capitolo 3

come ridurre l’eccesso di colesterolo..............................56 Capitolo 4

mantieni bassa la glicemia ed eviti disturbi.......................................................88 Capitolo 5

se il sangue spinge troppo nelle arterie.............................................................116

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Capitolo 1

Che cos’è la sindrome metabolica

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CAPITOLO 1

Un insieme di sintomi che spiega l’aumento di malattie cardiache Tutti sappiamo bene che cosa siano l’ictus e l’infarto, ma ancora non ci è ben chiaro cosa si intenda per “sindrome metabolica”. Eppure con questo termine si descrive una situazione che è strettamente collegata proprio a infarti e ictus: è una condizione dell’organismo che predispone a gravi disturbi cardiocircolatori, ma non solo. Certo la definizione “sindrome metabolica” non aiuta a capire di che cosa si tratti. Anche la medicina ufficiale ha stentato, e stenta ancora, a identificarla con precisione, tanto che è stata chiamata con nomi diversi: sindrome X, sindrome da insulinoresistenza, sindrome dismetabolica, sindrome di Reaven, sindrome dell’obesità… Queste diverse definizioni sono la testimonianza degli sforzi scientifici metti in atto negli ultimi decenni per spiegare il forte aumento di patologie cardiovascolari ipotizzando che alla base vi sia una serie di fenomeni che appaiono collegati fra loro: l’obesità, la resistenza all’insulina (con la conseguente iperglicemia e diabete di tipo 2), l’eccesso di colesterolo e trigliceridi, l’ipertensione arteriosa. Gli studi si sono intensificati a partire dagli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso, quando le patologie cardiocircolatorie si dimostrarono in forte crescita. Si cominciò a ipotizzare che l’aumento di infarti e ictus fosse legato a una sindrome, cioè a un complesso di sintomi che concorrono a provocare una condizione tale da favorire malattie. 8

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Che cos’è la sindrome metabolica

Il significato del nome “Sindrome metabolica” è una definizione vaga che non spiega molto su questo fenomeno. “Sindrome” è un termine utilizzato in medicina per indicare non una malattia precisa, ma un complesso di sintomi, che caratterizza un determinato quadro clinico generale, una situazione patologica che non costituisce di per sé una malattia autonoma, ma spesso è legata a una serie di malattie, che ne sono la causa o la conseguenza. È una condizione clinica caratterizzata da una costellazione di disturbi, danni a organi o apparati, alterazioni di funzioni. L’aggettivo “metabolica” fa intendere che si tratti di un insieme di sintomi e disturbi che riguardano il metabolismo. Anche questo aspetto è abbastanza vago perché il metabolismo è un processo molto vasto e complesso. Infatti, come ci dice il dizionario, è “l’insieme di tutti i processi chimici che si svolgono nelle cellule e nei tessuti viventi e che ne determinano la formazione, la demolizione e il funzionamento”, oppure “il complesso di reazioni biochimiche di sintesi e di degradazione, che si svolgono in ogni organismo vivente e che ne determinano l’accrescimento, il rinnovamento, il mantenimento”. Detto in parole più semplici: il metabolismo è l’insieme dei meccanismi che ci consentono di estrarre i nutrienti dal cibo, di veicolarli nell’organismo e di trasformarli in nuove cellule o in energia. Quindi la sindrome metabolica fa riferimento a una serie di alterazioni nel modo di assimilare e di trasformare il cibo in sostanze nutrienti, che ci predispone a una serie di malattie.

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CAPITOLO 1

DIVERSE IPOTESI E definizioni Vari studiosi, indipendentemente l’uno dall’altro, hanno disegnato il quadro dei possibili fattoti concomitanti che potrebbero avere un ruolo ne danneggiare la circolazione, ponendo l’accento su aspetti diversi: diabete, insulinoresistenza, steatosi epatica, obesità, ipertensione, livelli elevati di colesterolo e trigliceridi. Nel 1998 l’Organizzazione Mondiale della Sanità formulò una prima definizione ufficiale della sindrome metabolica, ponendo come primo criterio per la diagnosi la presenza di diabete di tipo 2, oppure l’alterata glicemia a digiuno, l ridotta tolleranza al glucosio o l’insulinoresistenza. Oltre a questo, per diagnosticare la sindrome metabolica, secondo l’OMS è necessario che il soggetto abbia due delle seguenti caratteristiche: • obesità (con BMI, indice si massa corporea, superiore a 30, o rapporto vita-fianchi superiore a 0,9 per gli uomini e 0,85 per le donne); • trigliceridi oltre 150 mg/dl oppure colesterolo “buono” HDL inferiore a 35 mg/dl per le donne e 40 mg/dl per gli uomini; • pressione arteriosa oltre i valori di 140/90. Tali criteri sono stati rivisti e aggiornati successivamente da altre organizzazioni per la tutela della salute. In primo luogo, per definire più facilmente l’obesità, in particolar modo quella viscerale, si è indicato come criterio la misura della circonferenza del punto vita, che deve essere inferiore a 102 cm per l’uomo e 88 per le donne. In seguito altre istituzioni hanno ritenuto che per evitare la sindrome le misure devono essere ancora inferiori: 94 cm per i maschi e 80 per le femmine. In secondo luogo per valutare 10

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Che cos’è la sindrome metabolica

più facilmente l’insulinoresistenza si è indicato come metro di misura il valore della glicemia a digiuno. Quindi, in base agli aggiornamenti dell’International Diabetes Federation sono stati abbassati i valori di riferimento dell’OMS e definiti i nuovi criteri diagnostici, che riassumiamo nella sottostante tabella.

Criteri per la diagnosi della sindrome metabolica * • Circonferenza della vita superiore a 94 cm per gli uomini e 80 per le donne (il precedente criterio indicava 102 cm per l’uomo e 88 per la donna).

Altre 2 caratteristiche tra le seguenti: • Livello di trigliceridi oltre i 150 mg/dl. • HDL inferiore a 40 mg/dl per gli uomini e 50 mg/dl per le donne. Oppure trattamento farmacologico in atto per regolare i grassi nel sangue. • Pressione arteriosa oltre 130 mmHg per la massima e 85 per la minima, o trattamento farmacologico per abbassare la pressione. (In passato il limite era 140/90). • Glicemia a digiuno oltre i 100 mg/dl. (In passato il limite stimato era 110 mg/dl). * Criteri dell’International Diabetes Federation, più rigidi rispetto a quelli precedenti, sotto alcuni aspetti

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CAPITOLO 1

È un indicatore di rischio Non c’è ancora unanimità di valutazioni sulla definizione della sindrome metabolica e su quale sia il fattore principale che condiziona gli altri. In passato si tendeva a pensare che al centro ci fosse la mancata risposta dell’organismo all’insulina (insulinoresostenza) che provoca diabete ma anche alterazione dei meccanismi metabolici e di conseguenza maggiore rischio cardiovascolare. Ultimamente si tende a porre invece al centro dell’attenzione l’obesità, in particolar modo quella viscerale, che arriva ad alterare altri parametri fisiologici e quindi a provocare gravi disturbi alla circolazione. Nonostante queste diverse opinioni oggi si accetta generalmente che la diagnosi di sindrome metabolica serve per definire una condizione a forte rischio e per indicare quali sono gli interventi generali necessari per riportare la situazione entro parametri più accettabili. Diagnosticare la sindrome metabolica a un paziente significa in pratica sottolineare la necessità urgente di modificare lo stile di vita per evitare pericoli anche mortali; per riportare i valori alla normalità occorre subito modificare l’alimentazione, aumentare l’attività fisica, ridurre lo stress e, se necessario, assumere i medicinali per abbassare la pressione, o ridurre il colesterolo, o ancora per diminuire il livello della glicemia. L’importanza per la prevenzione - Al di là dell’uti-

lità diagnostica per il medico, il concetto di “sindrome metabolica” è dunque molto significativo per ognuno di noi, perché ci invita a tenere sotto controllo alcuni dati 12

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Che cos’è la sindrome metabolica

relativi alla nostra salute, anche quando non sono arrivati a causare direttamente una o più malattie. Infatti la pressione elevata, il colesterolo alto, la glicemia oltre i limiti non provocano immediatamente sintomi significativi, ma solo con l’andare degli anni e con l’innalzarsi dei livelli ancor più oltre i limiti. Avendo un quadro generale dei nostri parametri fisiologici possiamo intervenire per tempo, prima che vengano prodotti danni significativi agli organi e prima che diventi molto elevato il rischio di patologie cardiovascolari. Inoltre il concetto di “sindrome metabolica” ci fa capire ancora di più come la salute dipenda da un delicato equilibrio tra le funzioni del nostro organismo. Se si altera un meccanismo, danneggia a catena anche gli altri e a sua volta ne viene danneggiato. L’obesità favorisce l’ipertensione,, ma anche l’ipercolesterolemia e l’iperglicemia. A loro volta l’eccesso di glucosio e di colesterolo nel colesterolo facilitano l’accumulo di adipe, il quale è anche un fattore che provoca un’infiammazione generale nell’organismo. E tutti questi aspetti contribuiscono a minare attentare il cuore e la circolazione, portandoci sull’orlo di infarti ed ictus. Possiamo spezzare il circolo vizioso -

La cosa fondamentale è capire che si può porre termine a questo circolo vizioso, perché dipende solo in lieve misura dalla predisposizione genetica ma molto di più dalle nostre scelte di vita. Riequilibrando l’alimentazione, facendo più movimento e riducendo lo stress possiamo intervenire positivamente su tutti gli aspetti della sindrome metabolica: il peso corporeo, la pressione arteriosa, i livelli di colesterolo “cattivo” e di glicemia. 13

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CAPITOLO 1

Il micidiale “cocktail” che causa gravi rischi per la salute Per spiegare meglio i criteri diagnostici della sindrome metabolica rivediamo dunque i quattro maggiori fattori di rischio, che combinandosi fra loro possono danneggiare le arterie e il muscolo cardiaco fino al “punto di rottura”. Ricordiamo che coloro che presentano almeno tre di queste caratteristica sono affetti da sindrome metabolica. Un’abbondante circonferenza vita - Se il punto vita misura più di 102 cm per gli uomini o più di 88 per le donne (o secondo gli ultimi criteri più restrittivi 94 per gli uomini e 80 per le donne) indica obesità addominale.

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Che cos’è la sindrome metabolica

Ricordiamo che il punto vita va misurato dove la circonferenza e più stretta, poco sopra l’ombelico. L’eccesso di adipe addominale è un fattore di rischio maggiore per le malattie cardiache rispetto al grasso in altre parti. Livelli irregolari di grassi nel sangue - Un ecces-

so di trigliceridi (oltre i 150 mg/dl), o una carenza di colesterolo “buono” HDL (meno di 50 mg/dl per le donne e meno di 40 mg/dl per le donne) indica che è in atto una dislipidemia che favorisce l’aterosclerosi e quindi mette a rischio la circolazione. Un’elevata pressione arteriosa -

Quando la pressione massima è oltre i 140 mmHg e la minima supera i 90 (ma secondo criteri più rigidi anche quando supera i 130/85 mmHg) è già considerata pericolosa e tale da danneggiare il cuore e le arterie, favorendo l’aterosclerosi. La glicemia alta a digiuno -

Se il livello di glicemia nel sangue supera i 100 mg/dl significa che l’insulina è insufficiente o che il corpo non le obbedisce più. Quindi si corrono i rischi legati a un eccesso di glucosio ed è più probabile l’insorgenza del diabete di tipo 2.

Al centro di tutto c’è l’obesità Qual è il fattore di rischio prevalente fra quelli compresi nella sindrome addominale? Oggi si ritiene che possa essere l’obesità. Infatti è noto che l’eccesso di peso rappresenta un notevole fattore di rischio per le patologie car15

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CAPITOLO 1

diovascolari. In particolare, la circonferenza addominale, criterio basilare nelle definizioni di sindrome metabolica, ci dà una previsione sul rischio di subire infarti o ictus. Dagli studi risulta che ogni 5 cm di aumento del girovita oltre 94 cm nei maschi e 80 nelle femmine, comporta un incremento circa del 12% del rischio di patologie mortali al sistema cardiocircolatorio. Il grasso viscerale contribuisce all’aumento del rischio aterosclerotico e provoca insulinoresistenza, infiammazioni croniche e la produzione di sostanze che favoriscono emboli e trombi. L’obesità è inoltre già di per sé un elemento scatenante per gli altri fattori della sindrome metabolica, in un quadro composito di elementi di rischio che si rafforzano l’uno con l’altro. Non tutti i soggetti obesi comunque sviluppano la sindrome metabolica, perché dipende anche, in parte, da fattori genetici che predispongono al diabete e anche da fattori ormonali che influiscono sul metabolismo. Altri disturbi legati a questa sindrome -

Vari studi hanno dimostrato che la sindrome metabolica è una malattia sistemica, che colpisce diversi organi ed apparati e può determinare vari altri problemi fisici, oltre alle patologie cardiocircolatorie. Poiché altera la distroibuzione dei grassi nel corpo e il regolare flusso di sangue può favorire anche i seguenti disturbi: la steatosi epatica, le apnee notturne, l’iperuricemia, la sindrome dell’ovaio policistico, la disfunzione erettile e la malattia di Alzheimer. Inoltre secondo diversi studiosi la sindrome metabolica può creare condizioni favorevoli alla formazione di alcuni tipi di tumore. 16

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Che cos’è la sindrome metabolica

prevenzione e cura della sindrome Le strategie per ridurre i rischi provocati dalla sindrome metabolica puntano sul ridurre i parametri fisiologici entro valori accettabili.

Innanzitutto perdere peso Il primo obiettivo è una riduzione del peso e della circonferenza addominale. La meta finale è arrivare a portare entro misure più regolari il proprio BMI (Body Mass Index), o Indice di Massa Corporea (IMC). Ricordiamo che il BMI si calcola dividendo il proprio peso (in kg) per l’altezza al quadrato (in metri). Un BMI superiore a 30 indica obesità, fra 25 e 30 segnala sovrappeso, tra 18,5 e 25 denota normopeso.

Magro

Normale

fino a 18,5 da 18,5 a 25

Sovrappeso

Obesità moderata

Obesità grave

25 a 30

da 30 a 40

oltre 40

BMI (o IMC, Indice di Massa Corporea)

BMI =

peso (in kg) altezza x altezza (in metri)

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