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Come superare le nostre paure

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RAFFAELE

MORELLI In questo periodo sono arrivate a Riza numerose email l’incertezza e tutti i disagi legati alla diffusione del coronavirus e alla necessità di rimanere chiusi in casa per settimane. Ma ci sono giunte anche tante email di lettori che raccontano come nei drammatici giorni del virus abbiano imparato a stare con se stessi, a vincere il timore del contagio e della solitudine. L’hanno fatto accogliendo le proprie emozioni e lasciando fare al timoniere che è dentro di noi e ci conduce a un porto tranquillo nel mare in burrasca. Per star bene è importante uscire dal labirinto del rimuginio, andare altrove con la mente, ritrovare le passioni. I consigli e le testimonianze che riportiamo nel libro ci dicono che i disagi si superano prendendosi cura di sé ed esplorando territori sconosciuti della nostra interiorità. Dentro di noi sono già all’opera le energie naturali che ci stanno preparando a rifiorire dopo la tempesta.

Come superare le nostre paure Soprattutto adesso!

di persone che chiedono consigli su come superare la paura,

Come superare le nostre paure Soprattutto adesso!

Vincere l’ansia, lo stress, l’incertezza di questi giorni e riprendere in mano la nostra vita

Edizioni Riza S.p.A. - Via Luigi Anelli, 1 - 20122 Milano - www.riza.it

RIZA

RIZA


Sommario Introduzione Ricordati di te. Così mantieni la rotta anche nella burrasca

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La Primavera sta sbocciando in noi, anche se c’è il virus

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Per uscire dalla paura non servono azioni mirate, ma immagini interiori

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“Potare” l’inutile è il segreto per favorire la rinascita

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L’ansia non si affronta con la forza, ma con l’accoglienza

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Non c’è mai nessun bivio da superare

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Il silenzio e i gesti quotidiani portano la tranquillità

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Riapri lo scrigno dei ricordi felici

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La paura non lascia tracce se fai spazio a oblio e creatività

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Qualcosa di unico è in te: il tuo porto sicuro

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Vinci l’angoscia del futuro se impari a non cercare risposte

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Star bene con se stessi vuol dire fare ciò che ci fa star bene 54 Le azioni senza obiettivo ottengono i risultati migliori 58 Paura e noia fanno ingrassare: combattile con piaceri e interessi

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La solitudine è l’incontro con le tue radici e col tutto

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Contro l’angoscia dell’abbandono, impara a trovare la giusta distanza

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La lontananza dall’amato attiva il sogno e il desiderio

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Genitori e figli: la convivenza è facile se cedi alla spontaneità 78 Impariamo dai bambini come risolvere i nostri problemi

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Lavare le mani è un rito di rigenerazione

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Non dobbiamo temere gli incubi

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Conclusioni Stare a casa: impariamo l’arte di vivere con noi stessi

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“Potare” l’inutile è il segreto per favorire la rinascita Ho 70 anni, vedova da due… un figlio grande e indipendente. In questi tempi di virus ho tagliato dalla mia vita tutto quello che sono riuscita a tagliare, tutto l ’inutile, il superato. Mi sento ringiovanita e sto bene con me stessa.

Veronica

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Tagliare i rami secchi e spegnere i lamenti: questo serve per tornare a fiorire

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osa vuol dire potare? Vorrei partire da una considerazione di Mencio, uno dei grandi alchimisti del Taoismo che disse: «Signore (per Signore intende il Tao) insegnami a potare, a potare dentro me stesso». Ma cosa vuol dire potare dentro me stesso? «Signore fai in modo che io tagli, mandi via, che poti i rami secchi che sono dentro la mia interiorità. Però insegnami a stare attento. Non vorrei che potando i rami secchi io potassi anche i germogli». Quindi Mencio si pone, 2500 anni fa, la domanda: come si riconoscono i germogli dentro di me dai rami secchi? Come faccio a distinguerli? Effettivamente, nel mare della nostra interiorità, noi non vediamo più che cosa è veramente nostro e che cosa abbiamo acquisito dall’esterno, dall’ambiente, e che non ci appartiene. Quelli sono i rami secchi, ma fatichiamo a vederli. Invece Veronica l’ha capito molto bene, perché quando i rami secchi cadono, quando hai potato, automaticamente arriva il benessere. «Mi sento ringiovanita - dice Veronica e sto bene con me stessa». Cosa consiglio, allora, di potare, soprattutto in un periodo difficile come questo? Facciamo un esempio. Mi arriva un brutto ricordo. Bene, immagino che il brutto ricordo si allontani da me. Sì, ma è un ricordo legato al rapporto con mio marito e allora penso: lui

mi ha fatto del male, soffro ancora adesso perché mi ha trattato così... Qui sta l’errore: potare non vuol dire allontanare il ricordo spiacevole, ma il commento. Sentire il dolore, se arriva naturalmente, ma non soffermarsi sul commento. Potare vuol dire allora, ad esempio, non lamentarsi più. Perché il lamento ci riporta sempre al passato, a qualcosa che è già accaduto. Ritornandoci sopra, dicendoci in modo illusorio “non doveva succedere”, noi non facciamo che prolungare il dolore. Se poi troviamo qualcuno che ascolta il nostro lamento (anche se in realtà ci ascolta soltanto per poi parlare di sé) noi prolunghiamo ancora di più la sofferenza. Potare vuol dire non lamentarsi continuamente della situazione, dei problemi che si stanno vivendo, dirsi come si dovrebbe essere o come

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“Potare” l’inutile è il segreto per favorire la rinascita

le cose sarebbero dovute andare. Mentre mi lamento, qualcosa dentro di me, il mio seme, la mia semenza, sta procedendo naturalmente a formare il me stesso che supera i problemi. Sta preparando la mia fioritura. Le mie convinzioni, i miei commenti, possono solo disturbare questo processo. Potare vuol dire essere nudi di fronte a se stessi, vuol dire accettare il proprio carattere e non volerlo cambiare.

NON LOTTARE CON TE STESSO

Potare vuol dire: io non ho in mente di migliorare, sono questa qua. Veronica l’ha capito benissimo. Potare vuol dire non voler neanche cambiare gli altri, cambiare il tuo compagno o la tua compagna, ma lasciarli così come sono. Potare vuol dire che a 30 anni, a 50 o a 80, io non voglio niente di più di ciò che ho adesso. Allora, via via che la potatura si svolge, mi accorgo che con me stesso non c’è più lotta, non c’è più battaglia. Veronica si è accorta di essere ringiovanita, perché i pensieri ripetitivi stancano. I pensieri che ci ripetiamo, i ragionamenti, il rimuginare, sono la materia principale da eliminare, i rami secchi da potare. Il noto psicologo e psicoanalista James Hillman l’ha sintetizzato bene, dicendo che quando tagliamo i rami secchi «non siamo noi ad andarcene, bensì una serie di atteggiamenti e di interpretazioni riguardanti il

Smetti di rimuginare Spazza via tutti i ragionamenti su come pensi di dover essere e come vorresti che andassero le cose. Non commentare quello che ti succede; accetta il tuo carattere e non tentare di cambiare te stesso oppure gli altri.

corpo e la mente che sono sopravvissuti al loro periodo di utilità. Ora, qualcosa ci obbliga a lasciarceli alle spalle. Non possono più sorreggerci, non perché noi siamo vecchi ma perché sono vecchi loro» (James Hillman, La forza del carattere, Adelphi, Milano, 2001).

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Star bene con se stessi vuol dire fare ciò che

ci fa star bene In questi giorni mi rendo conto che la gente non sa stare sola. Dopo un periodo di ricerca interiore, grazie ai suoi libri e alla rivista Riza psicosomatica, alla quale sono abbonata, ho scoperto la grande ricchezza che ho in me. Per me questo periodo è di grande sollievo interiore, anche se non lavoro. Ho capito che la ricchezza materiale non serve a nulla se non stai bene con te stessa. Grazie ancora per quello che fa per noi.

Sara

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Nella solitudine puoi riscoprire la grande ricchezza che è in te

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i fa piacere che Sara dica che, grazie alla solitudine, ha scoperto la grande ricchezza che ha in sé. Quando comprendiamo che l’isolamento imposto dal coronavirus ci dà l’occasione di scoprire che abbiamo dentro di noi capacità energetiche terapeutiche, allora arriva il sollievo. Sentite cosa dice Marie-Louise Von Franz, allieva di Jung: «Molti sono coloro che non possono sopportare l’idea di restare soli a lungo, poiché la sentono come una minaccia al loro equilibrio mentale. Ciò dipende in parte dall’incapacità di lasciare affiorare in sé l’inconscio, come “qualcosa” con cui si può entrare in rapporto. Il solo modo per vincere questa paura irrazionale è lasciare che l’inconscio si esprima. (...) L’unico modo per superare questo genere di panico consiste nell’accogliere la visione, qualunque essa sia, e nel lasciarle prendere una forma oggettiva. Allora non si è più soli, si ha un compagno interiore con cui parlare, si tengono con lui conversazioni

appassionate tutto il giorno, e ci si sente molto indaffarati». Cosa scopro di nuovo oggi in me? Questa è una bella domanda. Molti mi dicono: ci dia dei consigli pratici sulle cose da fare. E io parlo più volte di fare le cose con le mani, di fare cose creative, come disegnare, scolpire, scrivere… Però sono consigli generali, perché ciascuno ha la sua ricchezza, la sua attività preferita, le sue curiosità. Vi ricordate le volte in cui, magari da ragazzi, leggevate un romanzo che vi appassionava e non vedevate l’ora di tornare a casa per continuare a leggerlo? Ecco, ognuno ha il suo libro preferito.

SEGUI LE TUE ORME NATURALI

Secondo lo scrittore Vladimir Nabokov: «Sapere che si ha qualcosa di bello da leggere è una delle sensazioni più piacevoli della vita». Per qualcuno è un libro di storia antica, per qualcun’altra un libro che parla di amori romantici, per un altro un libro di guerra… Star bene con se stessi dipende moltissimo dalla capacità di seguire le proprie orme naturali. In questi giorni, vi faccio un altro esempio, un mio paziente mi ha scritto che ha trovato un grande sollievo nell’immedesimarsi nel ruolo di chef: «Studio come si preparano, per esempio, le crêpes suzette. Io che, si figuri, non avevo la minima idea di che cosa volesse dire cucinare, se non due uova o un piatto di pasta. Pensi che adesso indosso il grembiule da chef per cucinare. Metto gli ingredienti a frullare e preparo le crêpes. Le prime non sono venute tanto bene, ma via via sono migliorato sempre di più. L’altro giorno

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Star bene con se stessi vuol dire fare ciò che ci fa star bene

Non sei mai da solo Quando ci dedichiamo a fare quello che ci piace davvero non siamo soli: entriamo in rapporto con il nostro inconscio che diventa così un ottimo compagno per le nostre giornate.

ho fatto una torta al cioccolato di cui sono veramente soddisfatto. Lei non ci crederà, ma da quando ho incominciato a fare lo chef io non so più cosa sia l’ansia e sto veramente bene con me stesso. A ben pensare aveva proprio ragione William Blake quando scriveva che: “L’ape affaccendata non ha tempo per dolersi”. Mi sveglio al mattino mi lavo, faccio la barba, mi vesto e poi tac, comincio a dedicarmi ai fornelli e leggo libri di cucina per imparare… Ogni tanto mi arriva un pensiero che dice: ma cosa stai facendo? Il tuo lavoro è un altro. Ma io seguo i consigli che mi dà Riza e lo mando via, questo pensiero. Mi immergo totalmente nell’azione». Ecco, star bene con se stessi non è, come pensiamo noi, indagare i nostri stati psichici, chiedersi perché a volte sono aggressivo oppure cosa ho sbagliato nel passato… Niente affatto. È immergersi in azioni che sgorgano come novità da dentro di noi. Quando, con la curiosità di cui parlava il mio paziente, ci buttiamo a fare sempre meglio quello che ci

piace fare (nel suo caso le torte), allora ritroviamo la serenità. Stare bene con se stessi significa trovare l’azione in cui potersi immergere totalmente. Questo è un pensiero presente anche nel Taoismo, che parla di azioni che sgorgano spontaneamente. E ognuno ha le proprie. Ad esempio una mia paziente, Mirella, mi raccontava di come lei si prepara al mattino: come una ninfa che si appresta a fare un bagno con aromi, profumi e candele… «Durante questo bagno io mi immergo nella fantasia di essere una vera e propria odalisca di un altro tempo, di essere una cortigiana, la dama di una corte. Sa, da quando mi sveglio, ho in mente di preparare questo bagno, di prepararmi alla fantasia… Pensi che il problema del cibo, che prima mi assillava, è scomparso». Quindi star bene con se stessi, in questo periodo, significa compiere azioni che portano via la mente dalla paura del contagio. «Mentre prima guardavo sempre la televisione per avere aggiornamenti sul virus - mi racconta lo “chef” - adesso l’accendo per un attimo e appena sento notizie angoscianti, la spengo e mi rimetto a cucinare».

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Paura e noia fanno ingrassare: combattile con piaceri

e interessi In questi giorni non riesco a smettere di mangiare. Non metto la testa fuori di casa, sono in ansia e mangio. Ho valicato la soglia dell ’obesità . Che consigli può darmi?

Simone

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Dedicati alle tue passioni: quando crei con le mani stacchi la mente dall’ansia

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ante persone in questo periodo sono alle prese con problemi di alimentazione. Stare in casa, l’assenza di moto, la noia, la tristezza, la paura, a volte la presenza di un partner con cui condividere lo spazio ristretto malgrado le difficoltà nella relazione, tutto questo spinge a stati di frustrazione che vengono anestetizzati con il cibo. Tutto il piacere che non proviamo, in qualche modo, si sfoga con la fame. Gli studi sul cervello ci hanno insegnato che il centro della fame e il centro del piacere sono strettamente collegati. Se da tempo non proviamo passione, se non siamo più catturati da desideri e piaceri, rischiamo di buttarci sul cibo. Che la passione sia determinante per dimenticare la fame lo dimostrano i bambini quando giocano. Quante volte li abbiamo chiamati a tavola: «È pronto, dai vieni a tavola». «Ma mamma,

sto giocando!». Lì c’è la passione. Il divertimento e il gioco sono talmente forti che agiscono come un ormone che blocca il centro della fame. Quindi la soluzione è togliere il cibo dal centro dell’attenzione e appassionarsi alle cose che stiamo facendo. Quali? Una delle azioni più importanti per cancellare la fame emotiva è eliminare le cose inutili dalla casa. Una ricerca anglosassone ha messo in luce che chi toglie dagli armadi le cose in più, il superfluo, fa scattare un meccanismo di blocco della fame e quindi di dimagrimento. Quindi, onde evitare che il pensiero del virus venga sostituito dal pensiero del cibo, è importante ad esempio aprire tutti i cassetti ed eliminare tutto ciò che risulta inutile, ingombrante, superfluo. Sistemare la casa significa ripristinare il proprio spazio interno. Il filosofo Bachelard afferma che: «La casa

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Paura e noia fanno ingrassare: combattile con piaceri e interessi

è uno dei più potenti elementi di integrazione per i pensieri, i ricordi e i sogni dell’uomo. La casa travalica le contingenze: se mancasse, l’uomo sarebbe un essere disperso. Essa lo sostiene attraverso le bufere del cielo e le bufere della vita, è corpo e anima, è il primo mondo dell’essere umano». Quindi ogni volta che eliminiamo degli oggetti inutili dalla casa, eliminiamo anche dalla nostra mente pensieri che si sono accumulati e persistono in noi come parassiti. Pensieri di troppo. Molto spesso ingrassiamo proprio perché siamo fagocitati continuamente da un eccesso di pensieri, che diventano vere e proprie zavorre.

CERCA IL GUSTO DEL FARE

Dedichiamo allora molto tempo, in questi giorni, a rimettere a posto la casa. Questa è senza dubbio un’azione psicologicamente dimagrante, ma ciò che è veramente importante è riscoprire la passione. Cioè occorre trovare, in questi giorni in cui siamo in casa, il modo di vivere una passione. Ritagliare, sistemare fotografie,

dipingere, scrivere, curare le piante… Devono essere azioni che ci incantano. Dobbiamo creare dentro di noi una situazione simile a quella vissuta dai bambini che giocano. Sentirci incantati, svuotati, dedicati completamente a quello che stiamo facendo. Guardare film e seguire i programmi che ci piacciono serve per passare il tempo, ma ci fa rimanere passivi e inerti. Quindi può essere utile per un po’, ma alla lunga subentra inevitabilmente la saturazione e la noia, proprio perché siamo passivi davanti allo schermo. Allora prima o poi ci viene fame, perché la noia è un carburante del desiderio di cibo. Quindi è importante che la passione a cui ci dedichiamo ci porti a fare qualcosa di pratico, e specialmente che ci induca a fare con le mani: disegnare, costruire, impastare, cucinare, cucire... Quando stiamo compiendo azioni manuali che richiedono la nostra concentrazione e che ci appassionano, automaticamente stacchiamo il cervello dai pensieri, dalle preoccupazioni e dall’ansia. Non esiste altro che quello che stiamo facendo e il piacere di farlo.

Riscopri i tuoi talenti Cogli l’occasione per praticare attività creative che stavi trascurando per mancanza di tempo. Ricorda ciò che ti piaceva fare e ti risultava facile. È un tuo talento naturale, coltivalo ancora.

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