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Antinfiammatori naturali

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Gli antinfiammatori naturali

Quando una parte del corpo è infiammata, per un’infezione, una lesione o un agente irritante, tendiamo a spegnere i disturbi con i medicinali. I farmaci antinfiammatori sono quelli più comuni e usati, per il loro effetto antidolorifico. Ma agiscono sui sintomi e non alla radice del problema; il disturbo ritorna e il frequente uso di farmaci può causare effetti collaterali. Un’alternativa efficace è costituita dai rimedi naturali, che agiscono anche contro l’infiammazione cronica, chiamata “killer silenzioso”. Nel libro spieghiamo quali sono i cibi adatti a spegnere i focolai che disturbano il corpo e tutti gli alleati verdi più utili in ogni situazione, per “sfiammare” l’organismo senza provocare danni.

Gli antinfiammatori

naturali Ecco i rimedi verdi che curano e tolgono il dolore senza intossicarti

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Edizioni Riza - Via Luigi Anelli, 1 - 20122 Milano - www.riza.it

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Gli antinfiammatori

naturali Ecco i rimedi verdi che curano e tolgono il dolore senza intossicarti

RIZA


Gli antinfiammatori naturali Testi a cura di Patrizia Peri Editing: Giuseppe Maffeis Copertina: Roberta Marcante Foto: 123rf, Fotolia © 2017 Edizioni Riza S.p.A. via Luigi Anelli, 1 - 20122 Milano - www.riza.it Tutti i diritti riservati. Questo libro è protetto da copyright ©. Nessuna parte di esso può essere riprodotta, contenuta in un sistema di recupero o trasmessa in ogni forma e con ogni mezzo elettronico, meccanico, di fotocopia, incisione o altrimenti senza il permesso scritto dell’editore. Le informazioni contenute nella presente pubblicazione sono a scopo informativo e divulgativo: pertanto non intendono sostituire, in alcun caso, il consiglio del medico di fiducia.


SOMMARIO INTRODUZIONE Spegnere l’infiammazione senza danni al corpo .............................................. 7 Capitolo 1. Gli stati infiammatori continui e nascosti: un killer silenzioso .................................................. 14 Capitolo 2. Spegni i focolai correggendo la tua alimentazione .......... 42 Capitolo 3. Usa i rimedi verdi: non danno effetti collaterali.......................... 72 Capitolo 4. Come curare gli organi infiammati ........................................ 124


INTRODUZIONE

Spegnere l’infiammazione senza danni al corpo Il nostro organismo è dotato di potenti e complessi strumenti di autodifesa, tra i quali anche l’infiammazione, chiamata flogosi in termini medici. Quando una parte del corpo è colpita da un microrganismo nocivo, da una sostanza irritante, da un corpo estraneo o da una lesione, allora scatta un meccanismo complesso di intervento, che mette in atto un’infiammazione della zona interessata. Entrano in azione soprattutto le difese immunitarie, ma il processo flogistico è molto più complesso, coinvolge diverse sostanze ed ormoni. L’allarme è attivato soprattutto dalle prostaglandine, molecole mediatrici dell’infiammazione; immediatamente nella zona interessata accorrono gli anticorpi (globuli bianchi e macrofagi che “mangiano” le sostanze estranee), si creano nuovi vasi sanguigni per meglio irrorare la zona e facilitare gli scambi. I risultati di questo processo sono evidenti: la parte del corpo interessata si arrossa, si gonfia, diventa più calda (perché il calore facilita l’eliminazione dei germi) e in molti casi compare anche il dolore. È un normale e comune intervento di autodifesa, che ci permette di far fronte a piccoli e grandi pericoli: da una lieve ferita a un infarto. Senza l’infiammazione ognuna di queste situazioni potrebbe diventare pericolosa per la nostra stessa 7


INTRODUZIONE. Spegnere l’infiammazione senza danni al corpo

sopravvivenza. In generale quando soffriamo di un disturbo il cui nome termina col suffisso “ite” (laringite, cistite, rinite, artrite..), significa che questa parte del corpo è in preda a un’infiammazione di questo tipo. Li definiamo disturbi, ma sono in realtà delle reazioni benefiche che hanno come fine la nostra stessa salute.

Il “killer silenzioso” L’infiammazione si manifesta in varie fasi: dapprima si “affronta il nemico”, poi si provvede alla ricostruzione dei tessuti danneggiati e si asportano tutti i residui. Se ogni cosa funziona come dovrebbe, a conclusione del processo il pericolo è superato, il tessuto è stato ricostruito e “ripulito”. La zona del corpo si sfiamma, si sgonfia e torna alla temperatura normale. La fase di infiammazione acuta è superata e l’organismo torna alla normalità. Ma non sempre tutto si risolve senza lasciare tracce. Talvolta lo stato infiammatorio non si spegne completamente e rimane attivo costantemente, sia pure a un minore grado di intensità. È quella che viene chiamata infiammazione cronica, o di basso livello: una situazione di flogosi continua, molto pericolosa soprattutto perché non presenta sintomi evidenti, ma può di colpo sfociare in malattie preoccupanti. È stata infatti definita “il killer silenzioso” perché secondo molte ricerche è la causa profonda di alcune delle patologie più diffuse e più gravi della nostra epoca, tra cui ad esempio aterosclerosi, ictus, infarto, ipertensione, diabete di tipo 2... Questo perché la condizione di infiammazione permanente finisce per indebolire i tessuti, renderli più vulnerabili e pro8


Gli antinfiammatori naturali

vocare microlesioni, le “crepe” da cui partono i processi patologici. Succede ad esempio nell’aterosclerosi: è l’infiammazione delle pareti delle arterie a favorire l’infiltrazione del colesterolo e la sua ossidazione, dando origine alle placche che possono provocare patologie cardiocircolatorie.

Un disturbo diffuso e pericoloso Un’infiammazione cronica, quella che è in effetti più pericolosa per la salute, è dovuta sostanzialmente al fatto che la minaccia per l’organismo è sempre presente, sia pure in forma meno evidente. Questo può avvenire perché la causa che aveva scatenato l’infiammazione cronica non è stata debellata del tutto, oppure perché si sono creati dei fattori che mantengono

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INTRODUZIONE. Spegnere l’infiammazione senza danni al corpo

uno stato di costante allarme; così si attivano le prostaglandine proinfiammatorie e il sistema immunitario rimane in allerta; di conseguenza la parte è arrossata, riscaldata e tumefatta, in forma lieve ma continua. È una situazione che apre la strada a malattie che possono colpire tutte le parti del corpo, ma soprattutto l’intestino, le articolazioni e la circolazione sanguigna. L’infiammazione cronica è purtroppo diffusa nella popolazione e in particolare nei Paesi occidentali, perché è dovuta anche a stili di vita e abitudini alimentari molto comuni. I cibi ricchi di zuccheri, le farine iper-raffinate e i grassi nocivi finiscono per depositare nel corpo tossine che stimolano per reazione gli ormoni infiammatori. Si viene a creare così uno stato di flogosi permanente. Anche il diffondersi del sovrappeso e dell’obesità, favoriti dalle diete scorrette e dalla sedentarietà, è un fattore che promuove gli stati infiammatori cronici; le cellule adipose infatti non sono inerti e passive, ma producono esse stesse delle citochine proinfiammatorie che accendono focolai nel corpo o aumentano quelli già esistenti.

I rischi dei farmaci antinfiammatori Gli stati infiammatori, sia acuti che cronici, sono comunque in netto aumento nella popolazione e ci colpiscono con sempre maggiore frequenza. Qual è la nostra reazione abituale quando ci troviamo alle prese con un’infiammazione in atto? Se è acuta e si manifesta in modo evidente attraverso il dolore o sintomi specifici, di solito facciamo subito ricorso a medicinali che “spengono” in 10


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fretta i sintomi, senza preoccuparci delle possibili conseguenze a lungo termine. Nelle farmacie e parafarmacie si trovano tantissimi prodotti di sintesi dall’effetto antinfiammatorio. Ne facciamo un uso abituale e frequente, anche solo al primo accenno di disturbo. L’efficacia di questi medicinali dipende dal fatto che essi inibiscono in modo generico le prostaglandine; ma non tutte queste molecole sono davvero “aggressive” e infiammatorie, dal momento che alcuni tipi di prostaglandine svolgono funzioni protettive nei confronti dell’organismo. Gli antinfiammatori di sintesi neutralizzano anche queste molecole “buone” e ci privano di un meccanismo di difesa, aumentando di conseguenza il rischio di contrarre malattie. Tali farmaci spengono il sintomo sul momento, ma non risolvono il problema alla radice; in questo modo il disturbo ricomparirà di nuovo e ancora una volta assumeremo dei medicinali per cancellare i sintomi. Così si crea un circolo vizioso che determina un abuso di sostanze medicinali, aumenta il rischio di assuefazione di effetti collaterali nocivi. I farmaci antinfiammatori più diffusi e comuni sono i cosiddette FANS (acronimo di Farmaci antinfiammatori non steroidei) i quali agiscono appunto bloccando le prostaglandine. Oltre a questa azione, molti di essi sono formulati in modo da ridurre dolore e febbre. Vengono assunti dunque spesso contro mal di testa, mal di schiena, mal di denti, stati febbrili, dolori mestruali, contratture... Se ne fa quindi un consumo massiccio, ma alcuni di essi agiscono negativamente sulle mucose; le conseguenze dell’abuso possono essere disturbi gastrici, ulcere, ipersensibilità a determinate sostanze, problemi ai reni o al fegato. 11


INTRODUZIONE. Spegnere l’infiammazione senza danni al corpo

Le cure alternative naturali Si può evitare un ricorso massiccio ai medicinali antinfiammatori, usandoli solo quando sono effettivamente necessari e ricorrendo perlopiù a rimedi naturali che riequilibrano le condizioni dell’organismo e aiutano a contrastare sia le infiammazioni acute che quelle croniche. Esistono infatti molti alleati verdi che possono essere d’aiuto per ridurre i disturbi dovuti agli stati flogistici. Essi hanno un effetto più mirato sulle cause profonde dell’infiammazione e soprattutto non provocano effetti collaterali. In questo libro analizzeremo dunque le cause e le manifestazioni dei vari tipi di infiammazione, sia quelle acute che quelle croniche. Esse sono dovute a diversi fattori, tra i quali rientrano anche l’alimentazione e gli stili di vita.

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Gli antinfiammatori naturali

È necessario dunque agire anche su questi fronti per prevenire e ridurre i focolai dannosi. In primo luogo è importante seguire un’alimentazione adeguata, evitando i cibi che possono non solo infiammare l’apparato gastrointestinale ma anche stimolare l’attività delle molecole proinfiammatorie in tutto il corpo. È opportuno ricorrere dunque a una dieta “sfiammante”, basata su alimenti che proteggono le mucose e leniscono i tessuti. Parleremo anche dei rimedi verdi veri e propri: piante, erbe e spezie da usare contro le infiammazioni. Le cure fitoterapiche agiscono sui meccanismi fisiologici dell’infiammazione, sanando gli squilibri in atto, senza intaccare gli organi. Molti di questi rimedi naturali possono essere inseriti anche nella dieta quotidiana, per godere dei loro principi attivi anche quando non è in corso un’infiammazione evidente, ma a scopo preventivo. È un vantaggio notevole per la nostra salute perché in questo modo possiamo non solo calmare un dolore momentaneo e passeggero, ma soprattutto evitare di dovere in futuro fare i conti con problemi di salute più pesanti.

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1.

GLI STATI INFIAMMATORI CONTINUI E NASCOSTI: UN KILLER SILENZIOSO

Se una parte del corpo si infiamma, significa che è colpita da una minaccia e l’organismo si sta difendendo; quando il rischio non viene debellato e l’infiammazione diventa cronica e senza sintomi, può provocare malattie gravi


Gli antinfiammatori naturali


1. Gli stati infiammatori continui e nascosti: un killer silenzioso

Da meccanismo di difesa a minaccia per la salute Negli ultimi anni molte ricerche si sono concentrate sulle origini e sugli effetti delle infiammazioni, identificate come le possibili cause delle patologie più gravi e più diffuse nella nostra epoca. Ma per capire il problema, e per affrontarlo efficacemente, occorre distinguere fra i vari tipi di infiammazione (che in termini medici si chiama flogosi). Quando si parla di infiammazione pensiamo generalmente a una situazione in cui una parte del corpo è gonfia, arrossata, calda e dolorante, come nel caso di una gengivite, di un’artrite o una faringite... Tutti i disturbi il cui nome termina col suffisso “ite” sono infatti collegati a un’infiammazione. Infiammazione acuta - In questi casi però l’infiammazione non è la causa del problema, ma la conseguenza; se una parte del corpo si infiamma significa infatti che è in atto una reazione di difesa contro un pericolo, che può essere costituito da un agente esterno oppure da un fattore interno. L’infiammazione è infatti una strategia attivata dall’organismo per eliminare virus o batteri, per reagire a una ferita, a uno sforzo eccessivo, oppure anche alla presenza di un corpo estraneo. Scatta la situazione di allerta; aumenta l’afflusso sanguigno e vengono richiamate sul posto tutte le armi difensive: gli anticorpi che attaccano i bacilli nocivi, le cellule addette 16


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alla riparazione dei tessuti e i meccanismi di eliminazione dei “detriti”. Si creano nuovi vasi sanguigni, si gonfia la matrice intercellulare, si formano sostanze per la ricostruzione, si innalza la temperatura locale (per eliminare i microrganismi nocivi). È un fenomeno che dovrebbe avere una durata contenuta ed essere localizzato in una parte limitata del corpo. In questi casi si parla di infiammazione acuta; se tutto va bene, il nostro sistema difensivo e ricostruttivo porta a normalizzare la situazione, senza altre conseguenze. È uno strumento fondamentale per la nostra salute, senza il quale anche una ferita banale potrebbe diventare un rischio anche mortale.

Come avviene l’infiammazione Ecco in sintesi cosa accade quando si scatena l’infiammazione a seguito del contatto con un agente irritante, con un microrganismo nocivo oppure per un danno a un tessuto. La reazione avviene in varie fasi successive. Il primo segno è il calore - Il rialzo della temperatura della zona interessata è dovuta al fatto che viene immediatamente aumentata l’irrorazione sanguigna. I vasi sanguigni accrescono il loro calibro per permettere al sangue di far affluire mediatori, anticorpi e sostanze necessarie alla risoluzione del danno. L’allerta viene mandata da sostanze come l’istamina (che interviene nelle primissime fasi dell’infiammazione) e vi è la produzione di citochine che regolano la risposta dell’organismo. 17


1. Gli stati infiammatori continui e nascosti: un killer silenzioso

Compaiono arrossamento e gonfiore - L’afflusso di sangue determina anche un secondo segnale evidente, ovvero l’arrossamento della parte. Si può verificare anche un gonfiore dovuto al fatto che i vasi sanguigni diventano più permeabili, per permettere la fuoriuscita di liquido plasmatico. Questo contiene globuline che neutralizzano le tossine presenti e proprio questo liquido consentirà di trasportare gli agenti dannosi ai linfonodi perché vengano eliminati. La parte viene “messa a riposo” - Mentre si provvede a far rientrare il problema, viene ridotta la funzionalità della parte colpita dal danno, che viene in qualche modo “messa a riposo”, totale o solo parziale. Se ad esempio si tratta di un’articolazione (come la caviglia), potrebbe subentrare una limitazione alle sue possibilità di movimento, se è un organo questo potrebbe non svolgere appieno il proprio compito. Verso la guarigione - Un ruolo chiave nella risoluzione dell’infiammazione lo hanno i macrofagi, cellule che “mangiano” (il loro nome in greco deriva dal verbo mangiare) le sostanze estranee, favorendo la guarigione. A questo punto avviene la riparazione o la rigenerazione del tessuto coinvolto, ad opera di altre cellule che producono le sostanze necessarie a tale scopo. Il dolore? Non sempre… - Un processo infiammatorio è spesso accompagnato dal dolore, quando il gonfiore o il meccanismo di risposta dell’organismo comporta una stimolazione delle terminazioni nervose. 18


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Ma il dolore non è sempre presente. Nell’infiammazione cronica, quella di basso livello che descriveremo più avanti, non si ha alcun dolore localizzato. Aumenta la proteina C-reattiva - Quando è in atto un’infiammazione nel nostro organismo viene prodotta una speciale proteina, che prende il nome di proteina Creattiva. Se negli esami del sangue il suo valore è elevato, allora sicuramente è presente una flogosi, anche se non è possibile dire dove. I valori normali di proteina C-reattiva sono inferiori a 5 mg per litro di sangue. Un altro indicatore significativo della presenza di uno stato infiammatorio è la VES (Velocità di eritrosedimentazione), cioè la velocità con cui i globuli rossi si separano dal plasma.

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