Bimestrale Aprile/Maggio 2026




Numero 53 - € 9,90 Italia P.I. 10/04/2026
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Le cure vincenti contro gastrite, acidità e reflusso


Previene molti disturbi perché elimina le tossine più pericolose



ATTENTI ALLO STRESS
È il peggior nemico dei processi digestivi. Ecco come eliminarlo
LE SCELTE A TAVOLA
Le combinazioni alimentari e i menu che disin ammano subito la mucosa gastrica
BRUCIORI DI STOMACO
Tutti i rimedi verdi che vincono il dolore e ti donano sollievo immediato










































































































































































































































































Lo stomaco è uno straordinario alchimista, il signore del Fuoco digestivo che seleziona il cibo e lo trasforma in energia per la vita: è quindi l’organo che, più di altri, incontra nel modo più materiale possibile il mondo esterno, rappresentato prima di tutto dagli alimenti.
Scopriamo i segreti che racchiude




È lo stomaco che raccoglie il cibo proveniente dall’esofago ed è sempre lui che governa la digestione di proteine e carboidrati

Lo stomaco “smonta il cibo”, l’intestino lo “filtra”, il fegato lo assorbe. Così l’organismo si nutre ogni giorno. Gli antichi non erano a conoscenza della reale natura dei processi chimici che avvengono al suo interno, ma era già chiaro che lo stomaco è il “laboratorio” del corpo. in particolare la Scuola Medica Salernitana si è soffermata sul rapporto tra il buon funzionamento dell’apparato digerente e la salute dell’intero organismo.
L’organo principe dei processi digestivi
A livello fisiologico, lo stomaco occupa un posto centrale nel nostro corpo: è infatti collocato appena sotto il diaframma, fra esofago e intestino, ed è in contatto diretto con diversi altri organi, in particolare il fegato, il colon e il pancreas. Esso è collegato con l’esofago, che veicola il cibo dalla bocca e dalla faringe verso lo stomaco e termina con il cardias, una valvola che regola il passaggio del bolo alimentare






La sacca dello stomaco può essere suddivisa in più parti in base alle caratteristiche.




















































• Il FONDO, in alto, è la zona in cui sono prodotti i succhi gastrici.






• Il CORPO è la parte centrale dello stomaco, dove è conservato il cibo durante la digestione.






























• Poi c’è la PARTE FINALE dello stomaco che, attraverso particolari onde di contrazione (onde peristaltiche), spinge il chimo (sostanza liquida) verso il piloro e poi verso il duodeno.


La parola “stomaco” deriva dal greco “stomachos”.





In origine la parola greca significava “orifizio”, ed era un diminutivo di “stoma” (“bocca”).
• Il CANALE PILORICO è ricco di ghiandole che producono muco in grado di proteggere la parete gastrica dagli acidi usati nel processo di digestione. La sua zona superiore è chiamata piccola curvatura. Invece la zona su cui il piloro e il corpo poggiano è detta grande curvatura.

nella cavità gastrica. Lungo circa 25 cm e con la tipica forma a sacco, capace di accogliere in media 1300 centimetri cubici di sostanze fluide e di alimenti “semilavorati”, lo stomaco riceve e metabolizza tutto quello che giunge “da fuori”. Quest’organo presenta, al suo interno, un ambiente acido indispensabile per l’adempimento delle sue funzioni di metabolizzazione dovuto alla presenza dei succhi gastrici.
Le pareti interne del nostro stomaco sono molto robuste, perché devono resistere all’azione erosiva e corrosiva degli acidi digestivi che, come delle “forbici” chimiche, sono in grado di spezzettare i nutrienti che arrivano dall’esofago. Per evitare che questi succhi “digeriscano” anche le pareti dello stomaco, esistono, all’interno della mucosa stessa, piccole ghiandole, in grado di secernere un muco, una mucillagine protettiva che, creando un film isolante, difende la mucosa stessa e le pareti dall’effetto irritante e corrosivo dei succhi digestivi.













Non appena entra in bocca, il cibo inizia un “percorso avventura” attraverso l’apparato digerente. Quest’ultimo, oltre che dal canale alimentare, è composto da numerosi organi annessi (ghiandole salivari, fegato, cistifellea e pancreas). Vediamo nello specifico le diverse tappe che il cibo fa durante il suo lungo viaggio, la cui meta è quella della buona digestione.
Le sUe tre FUnZioni: accogLie, sMinUZZa e trasForMa
Nel processo digestivo lo stomaco svolge tre funzioni: funge da “deposito” dei materiali ingeriti, si occupa della demolizione e dello “sminuzzamento” dei cibi residui e infine procede a una serie di trasformazioni chimiche delle sostanze contenute negli alimenti. La funzione di deposito è assicurata dalla natura estensibile dello stomaco che può dilatarsi fino a una capienza di 4 litri. Dopo che tutto il cibo è stato immagazzinato, lo stomaco comincia a contrarsi, con movimenti detti “onde peristaltiche”. in alcuni punti le pareti dello stomaco si stringono fino ad assumere un calibro di pochi millimetri e il cibo viene “tritato”. Nell’ultima fase gli acidi e gli enzimi “aggrediscono” le molecole di cibo per trasformarle in sostanze utili.











tUtto Ha iniZio con La saLiva il primo momento della digestione avviene già nella bocca, dove i cibi vengono sminuzzati dai denti e umidificati dalla saliva, fino a diventare una poltiglia chiamata “bolo”. La saliva è ricca di enzimi digestivi, i quali aiutano a scindere il cibo in componenti più piccoli e assimilabili (cioè utilizzabili dal nostro organismo). L’amilasi salivare è il primo enzima che entra in azione, avviando la disgregazione del cibo nelle sue varie componenti.
La discesa deL BoLo neLL’esoFago il bolo scende quindi nello stomaco attraverso l’esofago. Le cellule dell’esofago sono lisce e costantemente irrorate da parte di speciali ghiandole con secrezioni utili a facilitare lo scorrimento del bolo alimentare verso il basso. Al termine dell’esofago, a livello dello stomaco, è presente una valvola, lo sfintere esofageo, che si rilassa quando il cibo deve entrare nella sacca dello stomaco e si richiude prontamente per evitare che il contenuto acido dello stomaco risalga lungo le pareti, aggredendo le cellule che non sono debitamente attrezzate contro un’aggressione chimica acida. il bolo resta nello






stomaco per un periodo che varia dalle 2 alle 4 ore durante le quali subisce numerose trasformazioni chimiche, grazie all’azione dei succhi gastrici. Dopo l’assorbimento la massa alimentare prende il nome di chimo.
inFine La tappa neLL’intestino il passaggio successivo prevede il trasferimento dei cibi semidigeriti dallo stomaco all’intestino, dove le sostanze nutritive vengono assorbite. Nella prima parte del tratto intestinale (intestino tenue) si completa la “digestione” delle sostanze nutritive contenute nei cibi, che sono ridotte alle componenti di base e quindi assimilate dal corpo, passando nel sangue tramite la parete intestinale. Nell’intestino crasso, la seconda porzione del canale intestinale, la digestione prosegue con il riassorbimento di acqua e sali minerali. Dopo l’assorbimento, la massa alimentare che non è stata digerita viene spinta verso il retto grazie ai movimenti peristaltici dei muscoli dell’intestino. Durante il passaggio, il chimo si compatta e si asciuga fino a trasformarsi nelle feci.









Un senso di vuoto che arriva dalla zona epigastrica, tra lo sterno e l’ombelico: questo è il metodo empirico più facile per capire quando lo stomaco è pronto per essere di nuovo riempito. Qui di seguito vi indichiamo i tempi necessari a digerire alcune pietanze tipo della nostra dieta.
teMpo 3 ore
• Pasta (80 g) con olio, pomodoro e parmigiano
• Panino (70 g) con prosciutto e formaggio
• Pizza margherita
• Insalata caprese con 50 g di pane
• Hamburger (200 g), insalata e 50 g di pane
• Insalata di riso (50 g) con tonno (scatola piccola), verdure e mezzo cucchiaio d’olio
• Spigola (200 g) al forno e patate (200 g)




• Cappuccino con 2 cucchiaini di zucchero, yogurt intero alla frutta, mela e brioche con marmellata
teMpo 5 ore
• Pasta al pomodoro, cotoletta alla milanese, mela e un bicchiere di vino
• Insalata di mare, frittura mista di pesce, 60 g di pan e un bicchiere di vino
• Pizza quattro formaggi, supplì, birra (33 cl)
• Pasta e fagioli, scamorza con melanzane grigliate, una fetta di crostata di frutta















Senza enzimi non riusciremo a digerire e ad assimilare gli alimenti in modo rapido e con un ridotto dispendio di energia. Gli enzimi sono sostanze prodotte dal nostro corpo (enzimi endogeni), ma anche dai vegetali e dagli animali, e agiscono come catalizzatori, cioè accelerano reazioni biologiche fondamentali per il nostro corpo. Operano combinandosi con una sostanza specifica per trasformarla in una sostanza diversa, attraverso una reazione chimica; questo è un processo fondamentale nella digestione e viene svolto dagli enzimi presenti nella saliva, nello



stomaco, nel pancreas e nell’intestino tenue. Essi contribuiscono a scindere i cibi nei loro costituenti di base, che possono quindi essere assorbiti e utilizzati dall’organismo. Ogni enzima agisce su determinate sostanze.
sono operai “speciaLiZZati”
Gli enzimi si sono specializzati nel tempo a riconoscere e “ridurre” ai minimi termini le diverse sostanze nutritive. La loro alta specializzazione fa sì che per una corretta digestione debbano agire un gran numero di enzimi e infatti, nel nostro corpo, ne
i principaLi
Possiamo distinguere tre grandi famiglie, per ciò che riguarda gli enzimi, laddove per famiglie ci riferiamo alla capacità da parte di questi gruppi di scindere determinate sostanze simili durante la digestione.
• AMILASI (O CARBOIDRASI)
Di questa famiglia fanno parte tutti gli enzimi che hanno la capacità di convertire gli zuccheri complessi in altri, più semplici. Sono quindi in grado di agire sui carboidrati, sugli amidi, ma anche sugli zuccheri del miele e della frutta. In base alla sostanza su cui operano si distinguono in: maltasi, alfa-galattosidasi (di cui fa parte la lattasi), pectinasi, cellulasi…
immunitario, a disintossicare l’organismo, a combattere le patologie infiammatorie e a prevenire i problemi cardiocircolatori. Di questa famiglia fanno parte la pepsina, presente nei succhi gastrici, che agisce a livello dello stomaco, mentre nel duodeno entrano in azione tripsina e chimotripsina, che consentono di assimilare il contenuto proteico degli alimenti.
LIPASI

• PROTEASI (O PEPTIDASI)
Servono a scindere le proteine che abbiamo mangiato (della carne, del pesce o delle uova…), scomponendole nei vari aminoacidi. Ma aiutano anche a rinforzare il sistema
sono stati censiti almeno 5.000. i processi enzimatici, così si chiamano, consentono di attivare altrettanti processi di tipo biochimico: ci sono enzimi adatti a demolire gli amidi e trasformarli quindi in zuccheri più semplici. Altri che invece sono in grado di aggredire gli zuccheri del latte, altri ancora si occupano del fruttosio e così via. il ruolo chiave degli enzimi è quello di essere dei “velocizzatori” di processi che, senza il loro contributo, avverrebbero in tempi molto più lunghi.

Il nome suggerisce il tipo di azione digerente di cui sono capaci, che è quello di scomposizione dei lipidi, cioè i grassi. Senza questo tipo di azione sui grassi sarebbe impossibile assimilare le vitamine liposolubili, come quelle A, D, E e K.
Hai La FeBBre?
Lo stoMaco soFFre












La temperatura corporea media è di 37 ° C. Se si ha la febbre e la temperatura aumenta troppo, la struttura degli enzimi si rompe, non funzionano più bene. Riportare la temperatura al suo range ottimale aiuterà a ripristinare la salute degli enzimi. Anche alcune condizioni di salute, come la pancreatite o l’infiammazione del pancreas, possono ridurre il numero e l’efficacia di alcuni enzimi.









































