www.riza.it SETTEMBRE 2026 n. 547 P E R I O D I C O M E N SI L E I SSN 24 9 9 - 04 18 ( O N L I N E )
È PIÙ FACILE DI QUELLO CHE PENSI
GUARIRE L’ANSIA
UNA VOLTA PER TUTTE Come uscirne senza psicofarmaci! Devi riscoprire lati di te e passioni che hai soffocato DA DOVE NASCE Non dipende dai traumi del passato ma dal tuo atteggiamento mentale
L’EDITORIALE DI MORELLI Autoguarigione: si attiva solo se smetti di ragionare sui tuoi disagi
COLESTEROLO I RIMEDI NATURALI PER ABBASSARLO
Riza psicosomatica è in edicola anche con:
La visione psicosomatica di Marta Monciotti psicologa e psicoterapeuta
TACHICARDIA
Per il cuore non è mai tardi: lui vuole vivere! Da una parte una vita spenta, abitudinaria e senza passioni. Dall’altra un cuore che di colpo si mette a correre. In mezzo c’è Marco, che teme sia ormai tardi per cambiare. Ma non è così, qualsiasi momento è perfetto per la vita
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eduto sulla poltrona del mio studio per la prima volta Marco inizia così: «Non so da dove cominciare, è la prima volta per me e mi sento il cuore in gola...». Queste sue prima parole, involontariamente, mettono subito al centro della scena il cuore e il suo battito. Marco in realtà è venuto in terapia perché si sente da tempo molto spento: percepisce le sue giornate come sempre uguali, il lavoro, anche se gli piace, gli sta stretto, la relazione con la compagna di una vita è ormai un po’ piatta, dorme di un sonno senza sogni da cui si sveglia senza energie. Solo di sfuggita mi accenna a quel suo cuore che da qualche mese ha delle palpitazioni: accelera senza motivo e lo mette in allarme. «Il suo cuore sta benone», lo ha rassicurato il medico, ma comunque continua a fare questi balzi e queste corse all’impazzata. «Sarà lo stress», si ripete Marco, senza immaginare che dentro quella tachicardia sia custodito un messaggio profondo e importante. La testa a posto, il cuore no Marco ha 45 anni, ma nel raccontarmi cosa gli piace fare compie un salto temporale: torna indietro di vent’anni, quando arrampicava, sfidava la roccia, e poi andava in moto e sentiva l’adrenalina della velocità. «Avevo una paura pazzesca nel fare certe pareti verticali, ma era anche un’emozione bellissima, mi esplodeva il cuore una volta su, mi si allargava tutto dentro!». Oggi invece tutto è diventato stretto: non c’è tempo, poi «sono cose da ragazzi quelle, ormai...». La moto l’ha venduta, la corda da arrampicata è in garage a prendere polvere e le giornate le passa in ufficio a fare un buon lavoro. sicuro, stabile, riconosciuto. Nella vita di Marco, insomma, sono scomparse le emozioni. Anche con la compagna la relazione ha perso vitalità: l’eros è più un compito che un piacere. «È sempre lei che prende l’iniziativa e a volte io mi devo sforzare, per non dirle sempre di no... Le voglio bene, andiamo d’accordo... Non litighiamo nemmeno!». In Marco c’è troppa ripetizione, stasi, sedentarietà, monotonia, e la tachicardia arriva per ricordargli che in lui c’è tanta vita che vuole esprimersi, battere, correre, emozionarsi, accendersi. Un pianto liberatorio Durante la terapia iniziamo a ascoltare questo cuore, a portare lì l’attenzione, a trasformare la palpitazione in immagini a
IL SIMBOLO Il battito segnala che ti stai allontanando troppo dal tuo ritmo
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roppo veloce o troppo lento: se vivi lontano dal tuo cuore e dal tuo ritmo naturale, qualcosa si ribella. La tachicardia, che si manifesta con palpitazioni, cuore in gola, cuore che sembra uscire dal petto, che corre all’impazzata, è un segnale importante da non sottovalutare. La prima reazione, quando si presenta con una certa frequenza, è correre a verificare lo stato di salute di quest’organo preziosissimo. Questo va bene, ma occorre anche osservare lo stato di salute del proprio mondo interno ed emotivo. C’è qualcosa nel nostro modo di essere e di vivere che non rispetta la nostra natura e il nostro ritmo, che si sta allontanando troppo dal nostro cuorecentro. Ed è lì che occorre tornare.
occhi chiusi. «È un tamburo che batte come un tuono... Nel petto, nella gola, addirittura nelle orecchie... Sembra un richiamo come quelli che usavano i guerrieri prima delle battaglie… Mi agita ma mi fa anche venire voglia di urlare, correre, diventare selvaggio». Questa parola, “selvaggio”, è la chiave che apre la porta a un altro lato di sé: «Mi fa pensare a un uomo antico, con lancia e scudo, vestito di pelli e con il corpo dipinto. Lo sento forte e libero... Selvaggio appunto. Non sa mai cosa lo aspetta ogni mattina, deve muoversi e fare per sopravvivere, deve esistere!». Su quest’ultima frase, inaspettatamente, Marco inizia a piangere: sono anni che non piange, non si commuove. Si è reso conto che da tempo “lui” non esiste più: c’è il lavoratore, l’adulto responsabile, quello che fa le cose che ci si aspettano da lui, che vive come vivono tutti. «Ma io non esisto più. Mi si spezza il cuore in questo momento…». Arriva il cambiamento La presa di consapevolezza è uno shock, ma invito Marco a stare con questo dolore, che forse è la prima emozione autentica che trova finalmente spazio dopo tanto tempo... Quella notte fa un sogno, dopo anni: «In uno scantinato abbandonato, trovo delle carcasse. Mi rendo conto che sono tutti gatti e sono stati tutti rinchiusi e abbandonati e così sono morti». Marco è sceso nelle profondità della sua psiche e lì si è accorto che i C O N T IN U A
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IL GIORNALE DELLE SOLUZIONI
IPOCONDRIA
Il MALATO
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sta male davvero
Soffrire per un disturbo è una condizione che può attirare comprensione e interesse. Ma se il disturbo non c’è? Le persone ipocondriache non sono manipolatrici, ma bisognose di attenzioni che inconsciamente credono di poter ricevere solo attraverso il dolore
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apita talvolta di soffrire, ma gli accertamenti medici non riescono a individuare una causa chiara dei nostri sintomi. Dolori, stanchezza, malesseri ricorrenti, sensazioni fisiche disturbanti o continui timori per la salute possono occupare una parte importante della nostra vita. In alcuni casi si tratta di condizioni mediche ancora non riconosciute; in altri, invece, il disagio sembra nascere da un dialogo complicato tra mente e corpo. È in questo ambito che si collocano i disturbi collegati all’ipocondria, una realtà psicologica poco
conosciuta e spesso fraintesa. Essere ipocondriaci non significa che stiamo fingendo deliberatamente o che il dolore sia inventato. Al contrario, chi soffre di questo disturbo vive una sofferenza autentica. Il problema è che il sintomo diventa inconsapevolmente il mezzo attraverso cui vengono espressi bisogni emotivi profondi, spesso difficili da riconoscere e comunicare in altro modo. Comprendere questo aspetto è il primo passo per guardare il problema con maggiore umanità e meno giudizio, sia che esso riguardi noi che altri. C O N T IN U A
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Quando la malattia DIVENTA UN’IDENTITÀ I
n alcune persone il problema non è soltanto il sintomo, ma il fatto che, con il passare del tempo, tutta l’identità finisce per organizzarsi attorno ad esso. Le conversazioni ruotano quasi esclusivamente intorno alla salute, le energie vengono investite nella ricerca di spiegazioni mediche e recitare il ruolo di malato diventa il principale modo di stare in relazione con gli altri. Questo processo avviene quasi sempre in modo inconsapevole. Quando accade, il sintomo smette di essere soltanto qualcosa che si ha e diventa “qualcosa che si è”. Per questo motivo il percorso di miglioramento non consiste soltanto nel ridurre il malessere, ma anche nel recuperare altre parti di sé: interessi, relazioni, desideri, capacità e progetti che potrebbero essere rimasti in ombra. Più la persona ritrova un’identità ricca e articolata, meno il sintomo ha bisogno di occupare tutto lo spazio della sua vita.
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IL TEMA DEL MESE
ANSIA la tua guida per uscirne davvero
ARRIVA QUANDO ALLA VITA MANCA QUALCOSA
Scopri cos’è e come superarla Ansia da sovraccarico Troppi impegni? Riaccendi la tua energia sognante
Ansia sociale Ritrova dentro di te la sicurezza che cerchi
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Ansia da prestazione Vivi l’adesso come esperienza, non come performance
Ansia senza motivo Rimetti al centro i desideri, le passioni e gli interessi
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A cura di Vittorio Caprioglio medico, psicoterapeuta Immagini: Alberto Ruggieri
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IL TEMA DEL MESE
ANSIA: COME USCIRNE
ANSIA SENZA MOTIVO
Rimetti al centro i desideri, le passioni e gli interessi PUÒ ESISTERE UN CIELO PERENNEMENTE SENZA NUVOLE? NON NELLA REALTÀ, AL MASSIMO IN UNA REALTÀ SIMULATA, UN TEATRINO IN CUI TUTTO È TROPPO PERFETTO PER ESSERE VERO. QUANDO VIVIAMO DENTRO QUELLO SPETTACOLO, L’ANSIA È COME IL BIMBO DELLA FAVOLA CHE DICE: “IL RE È NUDO”. FA CROLLARE TUTTO, MA IN QUESTO CROLLO PUÒ EMERGERE LA VERA VITA
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È tutto perfetto o... piatto e immobile? Non sei sempre uguale, sei un moto continuo, una metamorfosi. Se ti vedi sempre identico, ti ammali. L’ansia è l’onda che finalmente smuove la palude
IL SINTOMO CHIAVE Pensi che nella tua vita vada tutto bene, eppure hai un’ansia continua, come se ci fosse un pericolo imminente
Ho una vita bellissima... A parte l’ansia! La mia è una vita quasi perfetta: casa, lavoro, marito, figli, non ci sono nuvole. Nessun problema, tutti ci invidiano. Eppure da un anno ho attacchi d’ansia fortissimi che mi sconvolgono. Arrivano specialmente quando sono sola e siccome ho paura che si presentino da un momento all’altro, non vado più da nessuna parte da sola, nemmeno al lavoro. Mio marito mi accompagna ovunque, non so cosa farei senza di lui. LAURA
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LA MEDICINA NATURALE
PSICHE E NATURA
Tristezza di settembre: così la tieni lontana Ecco tutti i segreti naturali per combattere le sindromi da rientro, tipiche quando riprendono le normali attività dopo le vacanze
Ecco le spie da osservare • Nervosismo • Sbalzi d’umore • Ansia • Calo dell’energia • Difficoltà di concentrazione • Disturbi del sonno • Mal di testa • Dolori muscolari
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opo le vacanze, ritrovare il ritmo della quotidianità non è sempre semplice. Il ritorno agli impegni lavorativi richiede spesso un notevole sforzo di adattamento, sia dal punto di vista mentale che fisico. I giorni di relax hanno permesso di recuperare energie e staccare dalla routine, ma basta rientrare in città o riprendere le consuete attività perché possano comparire stanchezza, irritabilità, malinconia e una sensazione di affaticamento generale. È la cosiddetta sindrome
da rientro, un fenomeno molto diffuso che interessa ogni anno numerose persone. Pur non essendo una patologia, rappresenta una condizione di disagio psicofisico legata allo stress del ritorno alle responsabilità quotidiane, agli impegni professionali e alle inevitabili pressioni della vita di tutti i giorni.
Periodo delicato Riprendere la normale vita sociale, in ufficio come a scuola, significa tornare a confrontarsi con ritmi serrati, rela-
Guaranà & brahmi Per scacciare lo stress e trovare la concentrazione
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Il mix energetico Ricarica l’energia con Bacopa e vitamine
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no dei classici effetti della tristezza da rientro è un drastico calo di energie e di voglia di fare. Si può contrastare in modo dolce questo fenomeno grazie a un mix di ingredienti preziosi, tra cui: gli estratti di Bacopa, pianta che aiuta il rilassamento, favorisce le funzioni cognitive e la memoria; zinco e vitamina C per la protezione delle cellule dallo stress ossidativo e per la normale funzione del sistema immunitario, che può abbassarsi in presenza di depressione; vitamina B12, niacina, acido folico e vitamina B6 per ridurre stanchezza e affaticamento e infine carnitina, che aiuta a trasportare gli acidi grassi all’interno dei mitocondri, le centrali energetiche delle cellule. Una bustina al giorno di integratore può essere di grande aiuto in questo periodo.
opo le giornate di svago, riportare la mente e la concentrazione sul lavoro non è facile e rischia di richiedere molte energie salvo poi, nella giornata, sentirsi apatici, svogliati e assonnati. È una debolezza strisciante che scatena irritabilità, cattiva digestione e infiammazioni. Per supportare la memoria e le funzioni cognitive, riducendo l’ansia e migliorando la concentrazione, ci sono due rimedi da assumere in abbinamento. Il primo è il guaranà (Paullinia capuana), un rimedio adattogeno che agisce su tutto l’organismo, aumentandone l’energia e la capacità di sopportare gli sforzi. Il guaranà stimola il sistema nervoso, dando una lieve eccitazione, aumenta la capacità di attenzione e concentrazione mentale, accresce la resistenza alla fatica. Puoi associare il guaranà al brahmi, una pianta che, grazie ai suoi particolari alcaloidi, supporta la funzione del sistema nervoso e aiuta a mantenere uno stato di concentrazione e serenità anche durante periodi di intensa attività sul lavoro o nello studio. COME ASSUMERLI Prendi un integratore in capsule di guaranà la mattina: 300-450 mg al giorno. Aggiungi mezzo cucchiaino di brahmi in polvere da diluire in un frullato o in una bevanda una volta al giorno.
Le erbe del mese zioni, scadenze e aspettative. Questo “rientrare in gioco” richiede un importante dispendio di energie e può rendere più difficile la fase di transizione dal riposo all’attività. Per questo motivo le settimane successive alle vacanze possono risultare particolarmente impegnative per l’organismo, che, dopo un periodo dedicato al recupero e allo svago, può manifestare un senso di spossatezza e avere bisogno di un sostegno in più per ritrovare gradualmente vitalità ed equilibrio.
Calmano e allontanano l’ansia da rientro
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molte persone il ritorno di settembre procura veri e propri stati d’ansia, in vista dei mille impegni che piovono addosso dai primi giorni del mese. In questi casi la natura ci viene in soccorso con mix di erbe dall’azione calmante. Partiamo con tiglio, salice e passiflora, che favoriscono il rilassamento e migliorano la qualità del sonno; proseguiamo con ginestrino, che supporta il riequilibrio del sistema neurovegetativo, biancospino e lavanda, che calmano l’ansia e l’emotività eccessiva e finiamo con fico, che agisce sulle somatizzazioni di origine ansiosa, specie a livello digestivo. Miscele di questi principi si possono trovare in innovative soluzioni come lo spray sublinguale.
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