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Rigenera il cervello

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Il cervello ha potenzialià inesplorate e capacità che spesso non esprimiamo in pieno; per farlo dobbiamo prima di tutto liberarci dalle “gabbie” in cui lo abbiamo imprigionato: le abitudini, gli schemi e i pensieri ripetitivi. Per arrivare a manifestare le nostre vere abilità mentali e i nostri talenti non servono difficili esercizi di memoria o di ragionamento, ma occorre creare nuove connessioni neuronali con gli stimoli giusti: le novità, la fantasia, le immagini, il silenzio, le parole adatte. In questo libro suggeriamo gli atteggiamenti e gli stili di vita più utili per “riattivare” il cervello, ma anche i cibi per nutrirlo correttamente, i rimedi naturali che aiutano la concentrazione e gli esercizi fisici che allenano anche i neuroni.

Rigenera il cervello

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Rigenera il cervello Gli atteggiamenti mentali, le abitudini di vita, i rimedi naturali e i cibi che stimolano le capacità cerebrali, la memoria e la lucidità

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Edizioni Riza - Via Luigi Anelli, 1 - 20122 Milano - www.riza.it

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RIGENERA IL CERVELLO Gli atteggiamenti mentali, le abitudini di vita, i rimedi naturali e i cibi che stimolano le capacitĂ cerebrali, la memoria e la luciditĂ

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Rigenera il cervello Testi a cura di Patrizia Peri Editing: Giuseppe Maffeis Grafica di copertina: Roberta Marcante Foto: 123rf, Fotolia © 2017 Edizioni Riza S.p.A. via Luigi Anelli, 1 - 20122 Milano - www.riza.it Tutti i diritti riservati. Questo libro è protetto da copyright ©. Nessuna parte di esso può essere riprodotta, contenuta in un sistema di recupero o trasmessa in ogni forma e con ogni mezzo elettronico, meccanico, di fotocopia, incisione o altrimenti senza il permesso scritto dell’editore. Le informazioni contenute nella presente pubblicazione sono a scopo informativo e divulgativo: pertanto non intendono sostituire, in alcun caso, il consiglio del medico di fiducia.


Sommario Introduzione Il cervello evolve sempre e cresce con noi ........................................................ 7 Capitolo 1 Il cervello ha potenzialità inesplorate ................................................................ 11 Capitolo 2 Gli atteggiamenti per far emergere le risorse mentali.................................................... 31 Capitolo 3 I rimedi naturali piÚ efficaci per i nostri neuroni ................................................ 81 Capitolo 4 Ecco i cibi che nutrono la mente ........................................... 99 Capitolo 5 L’esercizio fisico allena anche le cellule cerebrali ................................... 129


Introduzione

Il cervello evolve sempre e cresce con noi Una delle idee più diffuse nell’epoca moderna è quella che il cervello sia destinato inevitabilmente a perdere parte delle proprie capacità con l’avanzare dell’età. È un’opinione doppiamente sbagliata, perché non tiene conto delle funzioni profonde del cervello e neppure del reale funzionamento della struttura cerebrale, come è emerso dalle ricerche delle neuroscienze. Partiamo dal presupposto che il cervello agisce sempre per il nostro meglio; se con l’avanzare degli anni qualche sua funzione rallenta, significa che essa non era più funzionale al nostro benessere. Continuiamo a crescere, a ogni età, e con noi evolve il nostro cervello, con una missione: portarci a realizzare la nostra essenza più vera, quella unicità che ci caratterizza dalla nascita. Nel corso degli anni, quindi, il cervello si lascia alle spalle ciò che non serve a questo scopo: si alleggerisce dai pesi superflui, come tanti ricordi che intasano la mente. Perderli per strada significa dunque creare spazi nuovi per altre funzioni che ci servono di più in 7


Intoduzione

quella fase della nostra vita. Se i ricordi scivolano via è dunque un segno di maturazione e non di decadenza. Il vero saggio non si fa intrappolare nella memoria, non retrocede verso ciò che è stato, ma è sempre intento a vivere il presente. E la saggezza, come sapevano bene gli antichi, si raggiunge solo con il passare degli anni.

Gli stimoli giusti per i neuroni Un’altra convinzione fortemente sbagliata, ma molto comune, è che per potenziare il cervello e avere una piena efficienza mentale dobbiamo “gonfiarlo” di nozioni, sottoporlo a sforzi mnemonici e di ragionamento. Invece più che i ragionamenti continui e il sovraccarico di dati, al nostro cervello servono la leggerezza, le novità, gli spazi liberi, il silenzio. L’eccesso di informazioni e l’accumulo di pensieri non facilitano le attività mentali, anzi, spesso le rallentano. È necessario invece eliminare i blocchi che impediscono al cervello di ampliare i suoi orizzonti e di sviluppare le sue funzioni. Lo limitano soprattutto le abitudini, i comportamenti ripetitivi e schematici, quelli che ingabbiano le nostre capacità e intrappolano i nostri talenti e la nostra originalità. Bisogna invece offrire al cervello tutto ciò di cui ha bisogno per attivare pienamente le sue capacità e funzioni. È questo il tema del libro, che propone un percorso di rigenerazione della mente; si parte proprio dalla necessità di togliere di mezzo le convinzioni, gli atteg8


Il cervello evolve sempre e cresce con noi

giamenti e i modi di dire con i quali, senza rendercene conto, “autosabotiamo” il nostro cervello. Questo è il primo passo per cominciare a risvegliare le capacità cerebrali rimaste assopite. Il secondo passo consiste nel fornire al cervello gli stimoli che moltiplicano le sue abilità; occorre coltivare la curiosità, cercare le novità, usare la fantasia. Solo così possono emergere aspetti della realtà che avevamo trascurato e capacità che non conoscevamo. Per l’efficienza del cervello è importante anche il cibo che mangiamo: troppi grassi e zuccheri “soffocano” i neuroni. Allo scopo di spegnere la fatica mentale e aumentare la lucidità e la concentrazione risulta poi efficace l’uso di diversi rimedi naturali. Infine, per tenere davvero allenata la nostra mente e ossigenarla è fondamentale l’esercizio fisico. Si dimostrano utili anche le tecniche di rilassamento e di meditazione, che influiscono sulla chimica cerebrale e mettono ordine nel turbinio dei pensieri. Le neuroscienze hanno dimostrato infatti che il nostro cervello è in grado, con gli stimoli giusti, di modificare la propria struttura per adattarsi alle necessità. Le aree cerebrali possono modellarsi nel corso della vita: questa capacità si chiama plasticità neuronale. Inoltre è stato dimostrato che, a differenza di quello che si credeva un tempo, il corpo può continuare a produrre neuroni anche da adulti e da anziani. Tali ricerche scientifiche attestano che il cervello è in continua evoluzione, a qualsiasi età; dimostrano anche che sta a noi adottare gli accorgimenti corretti affinché questa crescita non venga ostacolata. 9


Capitolo 1

Il cervello ha potenzialità inesplorate La scienza ha dimostrato che la struttura cerebrale ha capacità di evoluzione che non sfruttiamo in pieno. Per farlo dobbiamo liberarci delle “gabbie” mentali: le abitudini, i pensieri superflui, i ragionamenti ossessivi. Gli stimoli giusti consentono di far emergere le vere e speciali virtù del nostro cervello


Capitolo 1

La mente è più ampia di quello che crediamo “Il cervello è più ampio del cielo”, scriveva la scrittrice statunitense Emily Dickinson. È, questa, una delle immagini poetiche che meglio riassume l’infinita potenzialità dell’attività cerebrale. Una potenzialità enorme all’interno di un organo che ha funzioni per gran parte ancora ignote, anche se ogni giorno nuove scoperte aprono spiragli di comprensione. Il denominatore comune di queste scoperte è il seguente: il cervello non rimane uguale a se stesso nel corso della vita. Contrariamente ad altri organi, che subiscono un processo di invecchiamento e perdita di funzione, il cervello – se non è afflitto da problemi che ne compromettono il funzionamento – può continuare ad evolvere insieme a noi. Si nutre dei nostri alimenti, che possono concorrere a tenerlo in forma, ma non solo di questi: si ciba delle nostre abitudini e dei nostri stessi pensieri, trasformandosi di conseguenza. La teoria di un cervello in continua evoluzione è una conquista abbastanza recente, per i tempi della scienza. Le prove riferite a questa capacità di evolvere e riorganizzarsi, anche se ipotizzate in precedenza, sono giunte tra il 1990 e il 2000 quando l’allora Presidente degli Stati Uniti d’America George Bush indicò la decade che ci separava dalla fine del secolo come “de12


Il cervello ha potenzialità inesplorate

cennio del cervello”, affermando che “le neuroscienze sono l’unico settore della ricerca in grado di produrre nuove conoscenze” e sostenendo così con fondi pubblici i centri di ricerca più avanzati in questo settore. Quei dieci anni sono stati ricchi di scoperte. Sono stati addirittura rivoluzionari per le discipline che si occupano del cervello. Ma non sono stati sufficienti e quindi, pur facendoci fare un salto in avanti che non ha avuto precedenti nella storia della ricerca, non hanno risolto il problema della piena comprensione delle funzioni cerebrali. Anzi, le scoperte hanno posto nuove domande, alimentando ulteriormente la curiosità di esperti e persone comuni circa ciò che avviene all’interno della nostra testa.

Un supercomputer come il cervello? A partire dal 2013 tanto l’Unione Europea quanto gli Stati Uniti hanno varato piani di ricerca per affinare la comprensione dei meccanismi cerebrali, seguendo strade diverse. Gli europei, con il progetto Human Brain Project, hanno puntato ad ottenere un supercomputer in grado di replicare con precisione le funzioni cerebrali entro il 2020. Gli americani hanno invece deciso di approfondire ulteriormente le conoscenze biologiche, con il progetto Brain Initiative, voluto direttamente dall’ex presidente Barack Obama.

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Capitolo 1

Miliardi di neuroni e connessioni Probabilmente pensare di fare piena luce sull’insieme delle funzioni e dei processi cerebrali è troppo ambizioso. Ma esiste un dato che serve a dare l’idea della complessità della missione: nel cervello umano ci sono 100 miliardi di cellule cerebrali. Non è tutto: sono centomila miliardi le sinapsi, ovvero i collegamenti tra i vari neuroni. Ognuno di questi collegamenti concorre nell’elaborare un’azione, un’idea, uno stato d’animo e così via. Inoltre noi oggi sappiamo che esiste la possibilità di incrementare il numero di neuroni attraverso le pratiche di vita. Così come è possibile organizzare collegamenti diversi tra neuroni: ponti che consentono di elaborare nuove idee, ma anche di sostituire parti di cervello danneggiate.

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Il cervello ha potenzialità inesplorate

Si trasforma in base alle necessità La caratteristica del cervello che ha attirato le maggiori attenzioni negli ultimi anni è la cosiddetta “plasticità cerebrale”, che può essere definita come la capacità del cervello di riorganizzare le sue funzioni e di cambiare la propria struttura in seguito ad un danno, un trauma o anche solo alla necessità di riadattarsi. Così descritto pare un dato semplice, ma in realtà è un aspetto denso di incredibili possibilità, anche se finora non ne sono stati compresi pienamente i meccanismi e soprattutto non ne vengono sfruttate le potenzialità.

Casi incredibili di plasticità neuronale - Un esempio formidabile delle capacità di trasformazione e di adattamento del nostro cervello è stato presentato l’11 gennaio 2016 nel corso di un convegno internazionale di neuroscienze. In quell’occasione una coppia di genitori, Roberto D’Angelo e Francesca Fedeli, ha portato una toccante testimonianza che si riferiva alle vicende del loro figlio, Mario. A soli 10 giorni di vita, il neonato era stato colpito da un infarto cerebrale che aveva annullato le funzioni di un intero emisfero cerebrale, con conseguenze che potevano essere catastrofiche. Invece Mario, a due anni e mezzo, era un bambino attivo e sorridente, con una capacità motoria e di linguaggio identica a quella dei suoi coetanei. Questo caso limite, che ha suscitato l’interesse dei neuroscienziati di tutto il mondo, esprime in maniera evidente quali possono essere le incredibili capacità 15


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adattive dei nostri neuroni. Che cosa è accaduto nel cervello di Mario? Stimolati dalla rieducazione, i neuroni si sono riorganizzati; l’emisfero cerebrale rimasto si è riadattato per poter immagazzinare ed elaborare gli stimoli provenienti dall’esterno e per rispondere con adeguati movimenti, affidando questi compiti a cellule neuronali che normalmente sarebbero state adibite ad altro. I genitori del bimbo, i terapeuti e gli esperti hanno stimolato costantemente il cervello per consentire, passo dopo passo, il recupero delle sue funzioni. Così facendo hanno restituito a Mario la possibilità di condurre una vita normale e non dimezzata.

I neuroni sanno cambiare funzione - Il caso di Mario è unico e ha avuto un esito tanto positivo perché la plasticità cerebrale nei bambini si esprime alla massima potenza, mentre negli adulti è più lenta. Ma anche le esperienze fatte in età avanzata possono modificare struttura e funzioni del cervello. Per esempio, se a seguito di un ictus si perde il senso della vista, lentamente l’area che prima doveva elaborare le immagini imparerà a comprendere i messaggi uditivi e quelli tattili, migliorando la capacità di interpretare i suoni e il riconoscimento degli oggetti. Non solo: in alcuni casi la paralisi di un arto dovuta a un ictus è stata superata stimolando il cervello, che ha delegato le capacità motorie ad aree diverse da quelle lesionate. Esistono diversi esempi documentati nella letteratura medica, e non rappresentano ormai più una sorpresa. 16


Il cervello ha potenzialità inesplorate

Le abitudini, gabbia della mente A questo punto si pone un problema: noi, come e quanto sfruttiamo la nostra plasticità cerebrale? Dato che possiamo contare su un alleato in grado di adattarsi a infinite possibilità, come utilizziamo queste capacità per migliorare la nostra esistenza e per concretizzare le nostre possibilità e le nostre caratteristiche? Questa è una domanda cruciale perché gli scienziati hanno appurato che il cervello ha bisogno di essere nutrito di adeguati stimoli, per poter funzionare al meglio. Ma siamo sicuri che gli stiamo offrendo tutti gli spunti di cui ha bisogno per mantenersi lucido ed efficiente a ogni età? Se il cervello viene ingabbiato in una vita fin troppo regolare e monotona, finirà presto con l’adagiarsi su funzioni standard, in “modalità risparmio”. Considerando che la natura non ama sprecare inutilmente energie, l’intero organismo farà in modo di entrare in una sorta di routine perfettamente adattata a un minimo dispendio energetico. L’esistenza si incanala in un binario, dal quale risulta sempre più difficile uscire. Un binario che ci pone di fronte sempre lo stesso panorama, fino a farci perdere di interesse per ciò che possiamo vedere attorno a noi. Il risultato può essere doppiamente negativo. Nel breve periodo perdiamo la capacità di reagire prontamente a un qualsiasi imprevisto (un treno che non parte, un guasto alla automobile o a un elettrodomestico...). Saremo quindi costretti a mettere in moto dei processi di adattamento che faranno fatica ad avviar17


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si proprio perché la vita sempre uguale ha indebolito questa facoltà. La richiesta di energie per superare l’impasse sarà quindi sproporzionata e lo stress giungerà a livelli di guardia, anche se il problema potrebbe essere facilmente risolvibile.

Lo stimolo migliore sono le novità - Ma gli effetti peggiori si hanno nel lungo periodo: se non diamo al cervello la possibilità di nutrirsi di stimoli, perderemo mano a mano la normale efficienza delle cellule che lo compongono. Lentamente ma in maniera progressiva, verranno meno alcune funzioni come la memoria e la capacità di concentrazione, la vitalità, la volontà. Le abitudini radicate ci impediscono di sperimentare, di aprire nuove vie nell’esplorazione di noi stessi. Solo con la curiosità si possono trarre nuove energie vitali e solo con queste si possono scoprire, in qualsiasi momento della vita, delle attitudini, delle abilità che possono rendere la nostra esistenza più piena, arrivando a realizzare quelle che sono le nostre caratteristiche peculiari, personali e uniche.

Non rinchiuderti nella “comfort zone” - Abbiamo la tendenza a rimanere in quella che viene definita la nostra “comfort zone”, cioè in una condizione di routine, di abitudini consolidate in cui ci sentiamo a nostro agio, senza rischi o minacce. Percorriamo le strade che già conosciamo, compiamo le azioni che ci sono consuete, frequentiamo le persone già note, da cui sappiamo cosa aspettarci. Si sta bene nella 18


Il cervello ha potenzialità inesplorate

“comfort zone”, ci si sente rassicurati, ma questa apparente tranquillità può diventare una trappola. L’appagamento immediato è infatti solo parziale e ti impedisce di sfruttare in pieno tutte le tue potenzialità, anche mentali, perché non dai loro modo di esprimersi, sperimentando strade nuove. Perdi la capacità di realizzare qualcosa di significativo e di personale.

Rischi di non esprimere la tua unicità - Se rimani costantemente nella tua “comfort zone”, resti uguale a tutti gli altri, ti muovi nella stessa direzione verso cui vanno tutti. Se vuoi avanzare nella strada che ti porta a realizzare te stesso e a manifestare le caratteristiche che sono solo tue, esci dalla palude della routine. Altrimenti rischi di restare fermo sempre nello stesso punto.

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