LA MIRACOLOSA
DENTRO IL GUSCIO CHE RACCHIUDE LA FRUTTA SECCA SONO NASCOSTI ALIMENTI DAVVERO PREZIOSI PER LA NOSTRA SALUTE: GRASSI BUONI CHE PROTEGGONO IL CUORE, VITAMINE E NUTRIENTI CHE DANNO ENERGIA, FIBRE CHE AIUTANO L’ATTIVITÀ INTESTINALE. CONSUMATI NELLA GIUSTA DOSE, QUESTI FRUTTI AIUTANO ANCHE A MANTENERE LA LINEA E IN PIÙ DANNO BUONUMORE, STIMOLANO IL CERVELLO, COMBATTONO L’INVECCHIAMENTO. QUESTE SONO SOLO ALCUNE DELLE PROPRIETÀ POSSEDUTE DA NOCI, NOCCIOLE, MANDORLE, ARACHIDI, PISTACCHI, ANACARDI E PINOLI, MA OGNUNO DI ESSI HA ANCHE VIRTÙ PROPRIE PARTICOLARI, CHE POTRETE CONOSCERE DETTAGLIATAMENTE IN QUESTO LIBRO.
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G U I D A P R A T I C A
RIZA
FRUTTA SECCA
LA MIRACOLOSA FRUTTA SECCA
LA MIRACOLOSA
G U I D A P R A T I C A
FRUTTA SECCA ABBASSA IL COLESTEROLO, REGOLA L’INTESTINO, MANTIENE GIOVANI LE CELLULE E SPEGNE L’ANSIA SALUTE • Le noci abbassano la pressione • Le arachidi sono antiossidanti • Le nocciole rinforzano le ossa
PREVENZIONE • Gli anacardi proteggono il cuore • I pistacchi limitano la glicemia • Le noci potenziano i muscoli
BENESSERE • Le mandorle alzano l’umore • Le noci stimolano la mente • I pinoli danno energia
RIZA 03/11/16 17:31
LA MIRACOLOSA
FRUTTA SECCA ABBASSA IL COLESTEROLO, REGOLA L’INTESTINO, MANTIENE GIOVANI LE CELLULE E SPEGNE L’ANSIA
RIZA
LA MIRACOLOSA FRUTTA SECCA Testi di Francesca Martucci Editing: Giuseppe Maffeis Progetto grafico: Roberta Marcante Foto e illustrazioni: Fotolia, 123rf © 2016 Edizioni Riza S.p.A. via Luigi Anelli, 1 - 20122 Milano - www.riza.it Tutti i diritti riservati. Questo libro è protetto da copyright ©. Nessuna parte di esso può essere riprodotta, contenuta in un sistema di recupero o trasmessa in ogni forma e con ogni mezzo elettronico, meccanico, di fotocopia, incisione o altrimenti senza il permesso scritto dell’editore. Le informazioni contenute nella presente pubblicazione sono a scopo informativo e divulgativo: pertanto non intendono sostituire, in alcun caso, il consiglio del medico di fiducia.
SOMMARIO
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LE NOCI
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LE MANDORLE
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I PISTACCHI
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LE ARACHIDI
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LE NOCCIOLE
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I PINOLI
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GLI ANACARDI
LA FRUTTA SECCA
LE NOCI PER IL CORPO E LA MENTE
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DALL’HIMALAYA AL SOLE DELLA CALIFORNIA
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L’ALBERO: IL GIGANTE BUONO
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ALTRI TIPI DI NOCI
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CARBURANTE PER CUORE E CERVELLO
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SI TROVANO ANCHE IN FORME INSOLITE
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IN COSMETICA E IN FITOTERAPIA
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GUIDA ALL’ACQUISTO 7
LA FRUTTA SECCA
DALL’HIMALAYA AL SOLE DELLA CALIFORNIA Gli alberi di noce nel mondo
L
a pianta di noce da frutto, anche noto come noce bianco, appartiene alla numerosa famiglia delle Juglandaceae e rappresenta la varietà di noce più conosciuta e più coltivata al mondo. Gustate al naturale, fresche o secche, aggiunte alle preparazioni più svariate e protagoniste di impareggiabili rimedi di bellezza, le noci sono tra gli alimenti più utili alla salute del corpo e al benessere dello spirito tra quelli offerti dalla natura. Nato nel cuore dell’Asia Centro-Meridionale, l’albero del noce fu importato in Europa dai coloni greci tra il VII e il V secolo a.C. e raggiunse il continente americano solo molto tempo dopo, nel XVII secolo, grazie ai coloni inglesi. Da allora, le coltivazioni di noci non hanno fatto che ampliarsi e moltiplicarsi: attualmente il più grande produttore mondiale di noci è la Cina, seguita dall’Iran, dagli Stati Uniti e dalla Turchia, che detiene invece il primato europeo. L’Italia copre unicamente il 3% della produzione mondiale e riesce a soddisfare solo il 20% del fabbisogno nazionale di noci: il restante 80% viene importato
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LE NOCI principalmente da Stati Uniti, Cile e Francia. È però proprio nel nostro Paese che viene coltivata una delle varietà più pregiate di noci al mondo: la famosa noce di Sorrento.
Il re dell’Olimpo - Nell’antichità il noce era considerato un albero sacro agli dei, molto probabilmente per il suo aspetto maestoso e perché, altezzoso come una divinità, cresce lontano da altre specie arboree. Tale era il carattere divino associato all’albero che ai tempi di Catullo i suoi frutti venivano denominati Jovis glandes, “ghiande di Giove”, e associati alla virilità e alla fertilità. Il positivo valore simbolico attribuito dai Romani non è stato scalfito dal trascorrere dei secoli: ancora agli inizi del XX secolo si usava offrire noci ai matrimoni in luogo dei moderni confetti, e si
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LA FRUTTA SECCA piantava un noce alla nascita di ogni figlia femmina come augurio di prosperità; una volta che la bambina fosse diventata adulta l’albero avrebbe poi fornito il legno necessario a costruirle il letto nuziale.
Fu più forte del vulcano - Una delle prime prove del consumo alimentare di questi frutti presso l’antica civiltà romana è stata portata alla luce dagli scavi archeologici di Ercolano, città sepolta dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. I recipienti di terracotta di un’antica “hostaria” ercolanese hanno infatti rivelato al proprio interno delle noci, carbonizzate. Gli abitanti dei comuni vesuviani dunque compravano e consumavano questi frutti, e sicuramente li gradivano molto, tanto da rappresentarli anche negli affreschi delle loro eleganti abitazioni: lo dimostrano i dipinti che decorano le pareti della Villa dei Misteri di Pompei, anch’essa seppellita dalla furia del Vulcano e riportata alla luce dagli archeologi.
Dal mallo l’inchiostro di Leonardo - Il mallo della noce, vale a dire la buccia verde che avvolge il seme, è un potente pigmento naturale utilizzato in diversi campi, dalla cosmetica al restauro. Dal mallo dell’allbero di noce nera (botanicamente classificata come Juglans nigra), in particolare, si estraeva già anticamente un inchiostro particolarmente resistente, famoso per essere stato utilizzato da molti grandi artisti, tra i quali Leonardo da Vinci e Rembrandt. Ancora oggi questo inchiostro viene usato per dipingere, macchiettare e donare alla carta un suggestivo effetto “vintage”.
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LE NOCI
L’ALBERO: IL GIGANTE BUONO Simbolo di forza e bellezza Il noce è un albero dall’aspetto maestoso ed elegante che viene coltivato non solo per i suoi gustosi frutti, ma anche per il suo legno pregiato. È un albero che presenta una chioma molto ampia e può raggiungere anche i 30 metri di altezza, per questo è fondamentale che abbia a disposizione molto spazio per crescere al meglio: la distanza minima consigliata da altre piante o edifici è di almeno 10 metri. A parte questo, però, il noce non ha particolari esigenze ambientali: certo, soffre l’esposizione al vento forte e i bruschi cambi di temperatura - le improvvise gelate tardive, ad esempio, possono danneggiarne la fruttificazione - ma vegeta senza problemi fino a circa 1.000 metri di altitudine e resiste bene ai freddi invernali. I terreni fertili, freschi e privi di ristagni di acqua rappresentano la base ideale per il suo sviluppo.
La fioritura avviene in primavera - Il noce è una pianta monoica, che presenta cioè sia fiori maschili che fiori femminili. La fioritura avviene in aprile-maggio, e l’impollinazione avviene per mezzo del vento.
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LA FRUTTA SECCA I fiori maschili si raggruppano in infiorescenze pendule, lunghe 10-15 cm, e sbocciano sui rami dell’anno precedente prima della comparsa delle foglie. Dapprima verdi, ben presto anneriscono e infine cadono a terra. I fiori femminili schiudono più tardivamente e si formano all’ascella delle foglie terminali dei nuovi germogli. Crescono in gruppi di 2-4 sull’apice dei rami dell’anno in corso e, una volta fecondati, diventano frutti che maturano in autunno.
Le profumate foglie - Le foglie del noce sono caduche e raggruppano da 5 a 9 foglioline lisce e ovali che stropicciate fra le dita emanano un gradevole profumo. Sono ricche di tannini, cioè di sostanze dalla leggera azione insetticida ed erbicida: per questo sul suolo che circonda gli alberi di noce non crescono altre specie vegetali, né arboree né erbacee.
I frutti, scrigni di salute - L’albero del noce produce drupe, cioè dei frutti carnosi di forma sferica composti da una parte esterna, il mallo, che a maturità si spacca e libera l’endocarpo, ovvero la noce. A sua volta la noce è composta da due valve legnose all’interno delle quali cresce il gheriglio, la parte commestibile del frutto ricca di preziose sostanze nutritive. La raccolta delle noci ha luogo tra settembre e ottobre: può avvalersi dell’uso di scuotitori e raccattatrici meccanici oppure essere fatta manualmente, battendo i rami con lunghe pertiche e raccogliendo i frutti in ampie reti appositamente distese sul suolo. Pochi giorni dopo la raccolta il mallo si secca e si stacca facilmente dal guscio; a quel punto i frutti ven-
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LE NOCI gono fatti gradualmente essiccare fino a che l’umidità non abbia raggiunto il 4-5%. Il quantitativo di noci prodotto da ogni pianta può variare di molto da esemplare a esemplare, ma in media un grosso noce può regalare fino a 2 quintali di frutti.
Pregiate varietà italiane ed estere L’albero del noce esiste in un ampio numero di varietà che donano ogni anno, tra settembre e novembre, frutti dalle eccezionali proprietà organolettiche, da consumare sia freschi che secchi. Ecco degli esempi.
La noce di Sorrento, la più famosa - Originaria della penisola sorrentina ma diffusa anche in altre aree della Campania, è tra le più pregiate varietà di noci del mondo. Ha un guscio così liscio, tenero e sottile che basta una leggera pressione per romperlo. Il gheriglio, poco oleoso e di colore crema, si estrae facilmente integro e si conserva molto a lungo.
La noce bleggiana, dal gusto speziato - Coccolato dal clima mite e soleggiato dell’Altopiano del Bleggio, in Trentino, questo piccolo frutto dall’insolita forma allungata è caratterizzato da un gusto deciso e da una tipica nota speziata.
La noce feltrina, perfetta per i dolci - Tipico della zona del bellunese, questo frutto dal guscio ovoidale è rinomato per le sue caratteristiche organolettiche e si presta in particolar modo alla preparazione di
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LA FRUTTA SECCA dolciumi, ma è apprezzato anche come accompagnamento a formaggi e piatti salati. Viene usato anche per preparare antipasti, liquori (il nocino), primi piatti, dolci caramellati o gelati.
La noce Franquette, un gusto impareggiabile - È il grosso frutto ovale di una famosissima cultivar (cioè una varietà di selezione francese. La noce Franquette presenta un guscio particolarmente duro che custodisce al suo interno un gustosissimo gheriglio.
La noce Hartley, la più venduta - Conosciuta anche come “oro della California”, questa noce è la capostipite delle varietà americane ed è oggi la più commercializzata sul mercato mondiale. I frutti sono molto grossi e hanno la base piatta.
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LE NOCI
ALTRI TIPI DI NOCI I frutti del pecan, ricchi di calorie Queste particolari noci sono il frutto dal pecan (Carya illinoensis), un albero tropicale appartenente, proprio come il noce comune, alla famiglia delle Juglandaceae. È coltivato principalmente negli Stati Uniti, in Brasile, in Israele e in Australia; anche l’Italia vanta piccole coltivazioni di noci pecan nel Sud Italia. La coltivazione di questo albero può dirsi recente, poiché risale solo alla metà dell’Ottocento. Le noci pecan esistono in circa 500 varietà e sono in assoluto i frutti a guscio con il più alto contenuto di calorie (circa 700 ogni 100 grammi). Caratterizzate da un gusto pieno e cremoso che le rende particolarmente appetitose, queste noci sono ricche di acidi oleici preziosi per la cura delle malattie coronariche; esse rappresentano, inoltre, un’ottima fonte di fenoli, potenti antiossidanti capaci di contrastare i radicali liberi responsabili dell’invecchiamento precoce e di numerose malattie. Fra questi è presente in buone quantità l’acido ellagico, una sostanza che secondo alcuni studi scientifici sarebbe in grado di impedire ad alcune sostanze cancerogene di legarsi al DNA delle nostre cellule.
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