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P R A T I C A
I MERAVIGLIOSI BURRO DI KARITÉ E OLIO D’ARGAN
IL BURRO DI KARITÉ E L’OLIO DI ARGAN SI RICAVANO DAI SEMI DI DUE PIANTE AFRICANE E DA SECOLI SI USANO PER LA BELLEZZA E LA SALUTE. HANNO PRODIGIOSE PROPRIETÀ ANTIAGE: FAVORISCONO LA FORMAZIONE DI ELASTINA E DI COLLAGENE, SOSTANZE CHE DANNO TONICITÀ ED ELASTICITÀ ALL’EPIDERMIDE. MANTENGONO LA PELLE IDRATATA, COMPATTA E SODA; RIDUCONO LE RUGHE, PREVENGONO LE SMAGLIATURE, CURANO INESTETISMI E DISTURBI DERMATOLOGICI. INOLTRE PROTEGGONO IL VISO, RENDONO PIÙ LUMINOSI I CAPELLI E RINFORZANO ANCHE LE UNGHIE. NEL LIBRO SPIEGHIAMO TUTTE LE LORO VIRTÙ, CON TANTE INDICAZIONI PRATICHE SU COME USARLI IN CASA PER EFFICACI TRATTAMENTI COSMETICI.
G U I D A
RIZA
I MERAVIGLIOSI BURRO DI KARITÉ E OLIO D’ARGAN
G U I D A P R A T I C A
I MERAVIGLIOSI BURRO DI KARITÉ E OLIO D’ARGAN SONO I PIÙ EFFICACI ELISIR DI GIOVINEZZA RIGENERANO LE CELLULE E TONIFICANO I TESSUTI SALUTE • Curano ferite e dermatiti • Alleviano i dolori articolari • Fluidificano la circolazione
PREVENZIONE • Migliorano le funzioni cerebrali • Evitano le smagliature • Spengono le infiammazioni
BELLEZZA • Proteggono dai raggi solari • Cancellano le rughe • Rendono luminosi i capelli
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I MERAVIGLIOSI BURRO DI KARITÉ E OLIO D’ARGAN I PIÙ EFFICACI ELISIR DI GIOVINEZZA PER LA PELLE RIGENERANO LE CELLULE E TONIFICANO I TESSUTI
RIZA
I MERAVIGLIOSI BURRO DI KARITÉ E OLIO D’ARGAN Editing: Giuseppe Maffeis Testi con la collaborazione di Nina Gigante Progetto grafico: Roberta Marcante Foto e illustrazioni: Fotolia, 123rf, Shutterstock © 2017 Edizioni Riza S.p.A. via Luigi Anelli, 1 - 20122 Milano - www.riza.it Tutti i diritti riservati. Questo libro è protetto da copyright ©. Nessuna parte di esso può essere riprodotta, contenuta in un sistema di recupero o trasmessa in ogni forma e con ogni mezzo elettronico, meccanico, di fotocopia, incisione o altrimenti senza il permesso scritto dell’editore. Le informazioni contenute nella presente pubblicazione sono a scopo informativo e divulgativo: pertanto non intendono sostituire, in alcun caso, il consiglio del medico di fiducia.
SOMMARIO
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INTRODUZIONE
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IL BURRO DI KARITÉ
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L’OLIO D’ARGAN
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GLI ALTRI ALLEATI
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INTRODUZIONE
Cosmetici naturali estratti dai semi
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l burro di karité e l’olio di argan sono sostanze naturali ricavate da piante originarie dell’Africa, usate da secoli dalle popolazioni locali per la cura della bellezza e della salute. Sono dei prodigiosi rimedi antiage, perché hanno la capacità di rigenerare le cellule e di favorire la formazione di elastina e collagene, le proteine che costituiscono la struttura dell’epidermide e le donano elasticità e tonicità.
Il burro di karité rigenera la pelle Il burro di karitè viene ricavato dai semi della Vitellaria paradoxa, un albero che cresce spontaneo in Africa Centrale. I suoi frutti assomigliano a prugne e al loro interno racchiudono uno o due noccioli. La lavorazione è ancora oggi in gran parte manuale: i semi vengono raccolti, selezionati e spelati, quindi essiccati (o tostati) e poi frantumati. Si ricava una pasta a cui viene aggiunta acqua; poi l’impasto viene bollito e filtrato. Al termine si ottiene una sostanza burrosa di colore giallognolo che viene impiegata pura, op-
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BURRO DI KARITÉ E OLIO D’ARGAN pure usata come ingrediente di prodotti cosmetici. La pianta è considerata sacra dagli indigeni, perché fonte di salute e giovinezza: infatti il burro ottenuto dai semi è un portentoso cosmetico per la pelle e i capelli, ma anche un rimedio per lenire indolenzimenti muscolari o per curare irritazioni e lesioni cutanee. Mantiene la pelle idratata, compatta e soda; inoltre previene le rughe, contrasta l’invecchiamento cellulare, combatte la formazione delle smagliature. Il burro di karitè si usa anche come cibo perché, grazie ai suoi contenuti in grassi “buoni”, è un nutrimento energetico e un utile condimento nella preparazione di piatti o di salse, con un delicato sapore.
L’olio di argan,“oro liquido” Un’altra sostanza preziosa che viene dall’Africa è l’olio di argan, estratto dai semi dell’Argania spinosa, albero che cresce solamente in una zona arida e semidesertica a sud del Marocco. Anche questa pianta è venerata dalle popolazioni locali come “albero della vita”; il suo olio costituisce un rimedio antichissimo per proteggere viso e capelli da sole e vento. La procedura per ricavare l’olio è lunga: si raccolgono i frutti, si elimina la polpa per realizzare i semi che poi vengono schiacciati e macinati. La pasta che si ottiene viene infine pressata per estrarre l’olio. Occorrono 100 chili di noccioli per produrre 1 litro di olio di argan, che viene chiamato “oro liquido”, per il suo valore e per le sue virtù. Viene da sempre usato dalle donne berbere per mantenere giovane e
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INTRODUZIONE bella la pelle del viso e di tutto il corpo. Si assorbe facilmente, senza ungere, così arriva a idratare e nutrire gli strati cutanei anche in profondità, tonificando l’epidermide e donando luminosità all’incarnato. Contiene antiossidanti che proteggono dai danni dovuti ai radicali liberi e dall’invecchiamento; rigenera, dona elasticità e previene le rughe. Serve anche per la cura delle unghie e della capigliatura; ha un effetto anti-crespo, rende setosi e lucenti i capelli che sono secchi e sfibrati. L’olio di argan ottenuto dai semi tostati viene adoperato anche a scopi alimentari. Ha un sapore simile alla nocciola e contiene acidi grassi benefici che servono a controllare il colesterolo “cattivo” e la pressione arteriosa.
Altri rimedi verdi per la bellezza Non solo burro di karité e olio di argan: anche altre piante ed erbe contengono principi attivi dotati di notevoli capacità cosmetiche e curative per la pelle. Un capitolo del libro sarà dedicato alla presentazione di diversi rimedi naturali che si possono impiegare in trattamenti di bellezza e per la salute. A partire da alcuni oli dagli effetti curativi: quello di borragine, del germe di grano, gli oli essenziali con cui fare massaggi. Un’altra sostanza dalle notevoli proprietà benefiche sull’epidermide è il gel di aloe, ma anche l’argilla, nelle apposite formulazioni e trattamenti, è molto efficace per la cura delle pelle e dei problemi dermatologici.
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IL BURRO DI KARITÉ
IL BURRO DI KARITÉ PRODIGIOSO ANTIAGE
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L’ALBERO SACRO DALL’AFRICA
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COME SI OTTIENE IL PRODOTTO DAL FRUTTO
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CHE SOSTANZE CONTIENE E CHE BENIFICI DÀ
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UNA GUIDA ALL’ACQUISTO
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COME SI PUÒ ADOPERARE
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TANTE RICETTE PER LA BELLEZZA 11
IL BURRO DI KARITÉ
L’ALBERO SACRO DALL’AFRICA Tanti nomi, una sola pianta
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l burro di karité è una sostanza ricavata dai semi della Vitellaria paradoxa, pianta della famiglia delle Sapotaceae molto diffusa in Africa. Nel mondo anglosassone è meglio noto come “Shea butter” (“burro di shea”, leggi “shi”), proprio perché la pianta da cui si ricava è anche detta Shea tree e deve la sua etimologia a “shíyiri” o “shísu” (i suffissi “-yiri” o “-su” vogliono dire albero, quindi letteralmente “albero dello shí”) nella lingua bambara del Mali. In questa lingua, “sii” (leggi “shi”) significa sacro. L’albero del karité è quindi “l’albero del sacro”. Il vegetale fu inizialmente classificato come appartenente alla specie del Butyrospermum parkii: letteralmente “seme di burro di Park”, da “spermum” (“seme”), “butyro” (a sua volta derivato da “butirro”, ovvero “burro”) e “parkii” dal cognome di Mungo Park, l’esploratore scozzese che per primo registrò l’esistenza della pianta durante una spedizione in Senegal. Non a caso, il termine inglese Shea butter con cui poi è diventato più noto, trasporta il suffisso indigeno “shi-” nella scrittura fonetica anglosassone “shea-”: in omaggio al suo primo scopritore anglo-
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PRODIGIOSO ANTIAGE fono, la “-i” autoctona finale diventa “-ea” (come in “sea”, “mare”, che si legge “sii”). Il nome italiano di karité è invece un calco dal francese, a sua volta coniato dal sostantivo “gharití” con cui venivano indicati la pianta e il burro nella lingua wolof del Senegal.
Cresce nel territorio di 19 Stati La pianta da cui si ricava il burro di karité è un albero africano indigeno, originario delle regioni equatoriali centrali del continente nero. Cresce spontaneamente nelle savane dell’Africa subsahariana (dal Senegal, Gambia e Guinea fino all’Africa centrale, attraverso il Mali, il nord della Costa d’Avorio, il Burkina Faso, il nord del Ghana, del Togo e del Benin e la Nigeria), coinvolgendo ben 19 Stati, da cui proviene l’intera produzione mondiale.
La quercia delle savane - La pianta del karité può raggiungere i quindici metri di altezza e il metro di diametro. La sua corteccia molto spessa, con fenditure verticali che disegnano placche rettangolari, è necessaria per proteggerla dai fuochi della savana. Nell’aspetto, ricorda un po’ la nostra quercia, con la sua forma tozza e la chioma verde scuro, sferica e molto ramificata, e le foglie, di forma allungata, raggruppate alle estremità dei rami. I fiori, profumatissimi, spuntano da dicembre a marzo, in ciuffi alle estremità dei rami privi di foglie in questo periodo dell’anno. Dai colori brillanti e vivaci, oscillano tra il giallo intenso e il verde scuro.
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IL BURRO DI KARITÉ
I frutti del karité Il karité è un albero molto longevo e può vivere fino a 200 anni. Comincia a produrre i primi frutti dopo 10-15 anni dal momento della piantagione, ma entra in piena produttività solo intorno ai 25 anni e raggiunge l’apice tra i 50 e i 100 anni. Da un karité si raccolgono mediamente dai 15 a 20 chili di frutti freschi l’anno, da cui si ricavano solo 3-4 kg di semi dai quali estrarre il burro. I frutti sono di forma ovoidale, sembrano delle grandi prugne o degli avocado (sono circa 5-8 cm di lunghezza e 3-4 cm di larghezza) e, di solito, impiegano 4-6 mesi a maturare. Proprio come un avocado, hanno una polpa carnosa e commestibile, dal sapore leggermente acidulo, ma,
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PRODIGIOSO ANTIAGE a differenza del frutto tropicale, la parte più preziosa è dentro il seme. Ogni frutto contiene, infatti, un seme (a volte due) lungo fino a 4 cm, di colore rosso scuro, dal guscio sottile e lucido. All’interno, c’è la cosiddetta “mandorla del karité”: una pasta biancastra o giallognola molto grassa e densa che, una volta trasformata, sarà il famoso “burro” dalle proprietà miracolose.
Già noto nell’antico Egitto Il burro di karité era conosciuto già nell’antico Egitto per le sue virtù straordinarie: pare, infatti, che Cleopatra ne portasse con sé carovane di anfore piene ovunque andasse, per assicurarsi una pelle morbida, ben protetta dal sole, nutrita e sempre splendente. Già gli antichi Egizi infatti attribuivano a questo prodotto proprietà emollienti per i capelli, protettive del derma nei confronti del sole e di eventuali scottature da eccesso di esposizione solare. A metà del XIV secolo, il sultano del Marocco chiese a Ibn Battuta, storico e grande viaggiatore, di intraprendere un viaggio in Mali: questi per primo annotò nel suo diario di esplorazione (1348) gli stretti legami tra le popolazioni indigene africane e questo magico burro, sottolineando come venisse ampiamente usato sia per scopi cosmetici che alimentari. Bisognerà tuttavia aspettare la fine del XVIII secolo perché l’albero e il suo miracoloso unguento che se ne ricava diventino noti in Europa.
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