Skip to main content

La dieta dell'anguria

Page 1

Tutti apprezzano il sapore e la freschezza dell’anguria, ma pochi ne conoscono a fondo le proprietà salutari. È ricca non solo di acqua e zuccheri, ma anche di vitamine, minerali e sostanze benefiche per l’organismo. Consumare questo frutto, simbolo dell’estate, serve anche a dimagrire, perché depura, elimina i ristagni liquidi, favorisce la diuresi, spegne la fame e la voglia di dolci. Nel libro presentiamo una dieta che consente di eliminare il sovrappeso grazie a spuntini e piatti a base di anguria, con una serie di ricette rinfrescanti, colorate, nutrienti e snellenti. Per completezza parliamo anche del melone, “il fratello minore” del cocomero, anch’esso utile per il dimagrimento e per la salute, protagonista di tanti piatti deliziosi e leggeri.

La dieta dell’Anguria

RIZA

La dieta dell’Anguria Perdi peso col frutto più fresco dell’estate: diuretico, poco calorico, ricco di vitamine. I menu per dimagrire rapidamente e le ricette per gustarla in mille modi

RIZA cover La dieta dell anguria.indd 1

RIZA

Edizioni Riza - Via Luigi Anelli, 1 - 20122 Milano - www.riza.it

26/06/17 17:25


La dieta dell’Anguria Perdi peso col frutto più fresco dell’estate: diuretico, poco calorico, ricco di vitamine.

RIZA


La dieta dell’anguria Testi a cura di: Simone Zeni Editing: Giuseppe Maffeis Copertina: Roberta Marcante Foto: 123rf, Fotolia © 2017 Edizioni Riza S.p.A. via Luigi Anelli, 1 - 20122 Milano - www.riza.it Tutti i diritti riservati. Questo libro è protetto da copyright ©. Nessuna parte di esso può essere riprodotta, contenuta in un sistema di recupero o trasmessa in ogni forma e con ogni mezzo elettronico, meccanico, di fotocopia, incisione o altrimenti senza il permesso scritto dell’editore. Le informazioni contenute nella presente pubblicazione sono a scopo informativo e divulgativo: pertanto non intendono sostituire, in alcun caso, il consiglio del medico di fiducia.


SOMMARIO INTRODUZIONE. La regina dell’estate: fresca, salutare e anche dimagrante ........ 7 1. Una pianta antica, con tanti nomi e diverse varietà ...................................................... 10 2. È buona e fa bene: ricca di sostanze utili alla salute ............................. 30 3. Come perdere peso sfruttando i pregi dell’anguria .....................50 4. Gustala in tanti modi: antipasti, primi, secondi e frullati ..................................... 68 5. Porta in tavola anche il melone, fratello minore dell’anguria ........................... 96 6. Aggiungi colore e sapore ai tuoi piatti col frutto arancione ........................................... 120


INTRODUZIONE

La regina dell’estate: fresca, salutare e anche dimagrante L’anguria (o cocomero, o melone di acqua, come viene chiamata nelle diverse parti d’Italia) è un frutto gradito a tutti per il suo sapore e la freschezza, ma non molti ne conoscono e ne apprezzano le virtù salutari. Comunemente si pensa che contenga solamente acqua e zucchero, ma non è affatto così; la sua polpa è ricca anche di vitamine e sali minerali, e in più racchiude due sostanze particolarmente utili all’organismo. La prima è la citrullina, un nome curioso che deriva proprio da quello dell’anguria, botanicamente chiamata Citrullus lanatus. La citrullina nel nostro corpo contribuisce allo svolgimento di tante funzioni preziose. Serve a proteggere il sistema circolatorio, potenzia l’energia muscolare ed è anche afrodisiaca. L’altra sostanza particolarmente salutare presente nell’anguria è il licopene, che dà il colore rosso alla polpa. È un potente antiossidante, particolarmente utile per combattere l’invecchiamento, le malattie cardiovascolari e anche alcune forme tumorali. Basterebbero questi contenuti per dimostrare l’utilità di consumare anguria in abbondanza, ma i benefici che si 7


INTRODUZIONE. La regina dell’estate

possono ricavare da questo gustosissimo frutto sono anche altri. L’anguria può infatti essere considerata anche una preziosa alleata per la perdita di peso. Lo è per una serie di motivi. In primo luogo aiuta a depurare l’organismo e ad eliminare la ritenzione idrica, perché favorisce la diuresi, che serve per “liquidare” le tossine. Fornisce energia grazie agli zuccheri e appaga l’appetito con poche calorie, perché contiene nutrienti e vitamine, che attivano il metabolismo e attenuano la fame nervosa. Una dieta a base di anguria quindi è perfetta nei mesi estivi perché, oltre a essere un frutto di stagione, è anche idratante e rinfrescante. Placa la sete anche della nostra pelle, che ha bisogno di liquidi per difendersi dai raggi solari. In più la polpa dell’anguria contiene sali minerali che vengono a compensare quelli che perdiamo in seguito alla sudorazione. Sono tutte ragioni per approfittare della bontà dei cocomeri per appagare non solo il gusto ma anche la voglia di smaltire i chili di troppo.

Programma gustoso e dimagrante Vi proponiamo una dieta di due settimane studiata per favorire un dimagrimento netto e duraturo. Questo programma prevede per il primo giorno di mangiare solo anguria, e di bere molta acqua; serve per avviare la disintossicazione e l’eliminazione delle scorie, che è la premessa indispensabile per perdere peso effettivamente. Nei giorni successivi si mangiano anche altri cibi, che servono per completare l’apporto di nutrienti, senza innalzare troppo 8


La dieta dell’anguria

l’introito calorico. L’anguria comunque è predominante, sia da sola per gli spuntini, che insieme a proteine, fibre e cereali integrali, come sostituto di un pasto. Al termine delle due settimane di questo regime alimentare si perdono dai 3 ai 5 kg di peso, si “asciugano” le gambe e l’addome. Si può continuare poi a mantenere il peso forma per tutta l’estate inserendo nella dieta quotidiana almeno uno spuntino a base di anguria oppure un “minipasto” che comprenda anche la polpa di cocomero. È possibile infatti preparare numerosi piatti appetitosi e nutrienti sfruttando le qualità e il sapore di questo delizioso frutto, come dimostrano le numerose ricette che abbiamo descritto nel libro.

Col melone un’accoppiata ideale A completare la trattazione dell’anguria non potevano mancare i riferimenti anche al melone, il “fratello minore” del cocomero, a cui è apparentato anche per la stagionalità e per l’appartenenza alla stessa famiglia botanica. Anche il melone è ricchissimo di sostanze nutrienti e salutari e anch’esso si presta per dare una mano a chi vuole perdere peso. Nel libro parliamo dunque anche del gustoso frutto dalla polpa arancione e spieghiamo perché e come lo possiamo sfruttare per eliminare il sovrappeso. Riportiamo anche una dieta settimanale a base di melone, che può essere aggiunta o alternata a quella dell’anguria, per un dimagrimento ancora più completo e ricco di gusto.

9


1.

UNA PIANTA ANTICA, CON TANTI NOMI E DIVERSE VARIETÀ

Il termine scientifico è Citrullus lanatus, ma l’anguria viene chiamata anche cocomero, oppure “melone di acqua” o con altri nomi, secondo la regione; sono differenti anche i tipi di frutto, per dimensione, colore della buccia e della polpa


La dieta dell’anguria


1. Una pianta antica, con tanti nomi e diverse varietà

Un grande frutto, non solo per dimensione Simbolo dell’estate, l’anguria (nome scientifico Citrullus lanatus) è una pianta annuale della famiglia delle Cucurbitacee, proveniente in origine dall’Africa tropicale. Oltre al voluminoso frutto tondeggiante ovale o rotondo (che può raggiungere normalmente il peso di diversi chili), l’anguria è caratterizzata da un fusto erbaceo rampicante, ampie foglie ricoperte da peluria con tre lobi, fiori maschili e femminili. Il suo frutto, tendenzialmente di polpa rossa, ma talvolta anche bianco, giallo o arancio, è, come per le altre Cucurbitacee (dal melone al cetriolo), un peponide, ovvero una falsa bacca munita di un pericarpo (ovvero di una buccia esterna) relativamente duro e di un mesocarpo (ovvero di una parte interna) fibroso o succoso, nonché ricco di semi. Esistono in natura molteplici varietà d’anguria che, ad oggi, sono diffuse in buona parte del globo. In Italia viene coltivata in grandi quantità lungo tutta la penisola e assume nomi diversi di regione in regione. Diuretica e ricca di elementi benefici - Nonostante contenga notoriamente un discreto quantitativo di zuccheri (8%), in particolare di fruttosio, l’anguria ha molte proprietà benefiche che la rendono uno degli spuntini preferiti durante i mesi più caldi. Questo frutto è infatti costituito per il restante 92% di acqua, che non solo protegge la pelle durante l’esposizio12


La dieta dell’anguria

ne ai raggi UV, ma diventa un alleato concreto della nostra linea stimolando la diuresi. Infine una buona quantità di magnesio e di vitamina B6, ma anche di potassio, fosforo, manganese, fluoro, rame, selenio, sodio, calcio, nonché di vitamine A, B1 (tiamina), B2 (riboflavina), B3 (niacina), B5, C, E e J, rende l’anguria l’alimento perfetto per acquistare energia, rafforzare il sistema immunitario e regolare la pressione, quindi per sentirsi meno spossati durante l’attività fisica estiva.

È raffigurata nelle tombe egizie L’anguria ha origini decisamente antiche. Secondo il celebre esploratore del Continente Nero David Livingstone, la pianta del cocomero cresceva florida nel deserto del Kalahari, con il nome di “tsamma”, assumendo sin dalle sue origini un fondamentale ruolo di grande riserva d’acqua in un ambiente tanto arido. Oltre alla sua presenza spontanea, non è del tutto certo il periodo a cui risale la prima coltivazione di anguria, ma certamente abbondanti raccolti avvenivano nell’Antico Egitto, come testimoniato dai numerosi geroglifici, alcuni dei quali presenti nelle tombe, a testimonianza di come questo frutto fosse parte essenziale del corredo funebre dei faraoni, annoverato tra i cibi da portare nell’aldilà. La mitologia egizia affermava infatti che il cocomero provenisse dal seme del dio Seth. Anche nella Bibbia si parla di anguria, quando gli Ebrei, stremati nei pressi del deserto del Sinai, rimpiangevano i succosi frutti mangiati proprio in Egitto. Nella civiltà gre13


1. Una pianta antica, con tanti nomi e diverse varietà

ca poi l’anguria veniva indicata con lo stesso nome del cetriolo, proprio come avvenne nel mondo latino fino a Virgilio, mentre pare che Plinio con il termine “cucumis” si riferisse esclusivamente al cocomero. Nel X secolo d.C. il frutto era già coltivato in Cina, oggi primo produttore ed esportatore mondiale; mentre nel XIII secolo venne introdotto in buona parte d’Europa grazie all’invasione moresca.

Angurie da record Benché i supermercati ci abbiano ormai abituato di recente anche ad angurie di dimensioni sempre più ridotte, questo frutto può arrivare a dimensioni e peso piuttosto elevati. Inoltre le eccezioni non sono rare e spesso i cocomeri superano anche gli standard più alti. È il caso di quello coltivato dall’Azienda Agricola Bartoli Sauro e Gabriele di Novellara, in provincia di Reggio Emilia. Nel 2013, con un’anguria di 148 kg prodotta nel 2012, questa impresa italiana è stata premiata al Circus Circus Hotel di Las Vegas dal presidente dell’associazione internazionale Great Pumpkin Commonwealth, entrando così tra i Guinnes World Record. Un’altra anguria eccezionale è il “Cocomero Re”, così com’è stata ribattezzata: una sola pianta che nel 2016 ha prodotto 131 frutti in un unico raccolto. Ma niente OGM: si tratta di una creazione degli esperti della società cinese Zhengzhou Research Seedling Technology, avvenuta durante uno studio sulla produttività e gli sprechi.

14


La dieta dell’anguria

Da quanto si apprende da “Il ramo d’oro” di James Georg Frazer, tra gli Tzawa, gruppo etnico dell’Africa meridionale (diffuso tra il Sudafrica e il Botswana), la pianta era considerata sacra e le sue foglie ritenute rimedi purificanti. Presso questa popolazione, per poter consumare un nuovo raccolto, è necessario ancora oggi purificarsi all’inizio del nuovo anno, in un giorno stabilito dal capo tribù. In tale data i maschi adulti devono ottenere dalle foglie un succo che applicano successivamente agli alluci e all’ombelico, per poi recarsi a casa e ungere ogni membro della famiglia dello stesso liquido.

Anguria o cocomero? I nomi “anguria” e “cocomero” si riferiscono allo stesso frutto. Il termine italiano più appropriato è cocomero, perché ripete uno dei nomi botanici usato per indicare la pianta: Cucumis citrullus. Anguria, benché oggi sia forse il nome più usato, è il termine più utilizzato in tutta l’Italia settentrionale, cui si aggiungono diverse varianti dialettali. Questo nome, stando anche all’Accademia della Crusca, è una variante veneta che deriva dal termine tardo greco “angóurion”, ossia cetriolo, una parola con cui viene ancora oggi indicato il cocomero in alcune aree d’Italia. Il nome cocomero è usato spesso nell’Italia centrale e talvolta anche al Sud; ma nell’Italia meridionale il termine più usato è “melone d’acqua”, oppure “mellone d’acqua”; questa specificazione serve per distinguere il cocomero dal “mellone di pane”, ovvero il classico melone arancione che 15


1. Una pianta antica, con tanti nomi e diverse varietà

tutti conosciamo. La parola deriva dal francese “melon d’eau”, e ha l’esatto corrispettivo in tedesco (Wassermelone) e in inglese (watermelon). Ma oltre a queste tre denominazioni principali, in alcune zone d’Italia l’anguria viene chiamata con altri nomi. La Sardegna spicca per abbondanza di nomi ed in alcune aree dell’isola il frutto viene chiamato “síndria”, termine catalano di origine araba, o “sandía”, termine spagnolo con origini arabe e sanscrite. Troviamo poi altre decine di varianti dialettali italiane, dalla “pateca” in Liguria (che deriva dalla parola francese “pastèque”, a sua volta di origine portoghese e ancor prima dall’arabo) al “cetrone” in Abruzzo (sempre dal latino); dal “sarginesco” del Salento (dall’etimologia incerta) allo “zipangolo” (“zipangulu”, “zuparacu”) della Calabria, che, secondo gli studi di Gerhard

16


La dieta dell’anguria

Rohlfs, deriva dal greco. Da notare, come dicevamo, che in alcune zone d’Italia la parola cocomero e le sue varianti dialettali stanno a indicare il cetriolo; dal “cocùmar” della provincia di Pavia al “cocomber” di quella di Mantova; ma varianti simili si trovano in Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Piemonte, Abruzzo, Sicilia e Sardegna. Molte sagre dedicate al frutto - A testimonianza della popolarità dell’anguria in tutto il mondo, oltre alla presenza di tantissime denominazioni diverse, abbiamo anche molte sagre. In Italia si celebra questo frutto, soprattutto nelle zone tipiche di produzione, con menu dedicati, musica e attività per grandi e piccini. Anche nel resto del mondo l’anguria viene celebrata con festival e manifestazioni dedicate. Negli Stati Uniti d’America gli appuntamenti non si contano e sono spesso accompagnati da alcuni concorsi. Si va da quelli di scultura, in cui buccia e polpa diventano materiale da plasmare, alle competizioni per l’anguria più grossa, oppure a chi ne mangia di più in un tempo prestabilito. In alcuni casi si gareggia a spaccare l’anguria con bastoni, o anche addirittura con la propria testa. Anche cocomeri non commestibili - Esiste anche un piccolo frutto spinoso, conosciuto come “Cocomero asinino” (Ecbalium elaterium), ma anche più semplicemente come cocomero selvatico, che non è assolutamente commestibile. Singolare la quantità di nomi che questo piccola variante annovera nei dialetti italiani. 17


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
La dieta dell'anguria by Edizioni Riza - Issuu