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dipendono dal nostro atteggiamento mentale; per ritrovare la gioia di vivere occorre affidarci alle risorse interne che ci guidano alla felicità. Ecco le 5 mosse per attivare le tue capacità innate: • quando prendi una decisione, ascolta il tuo intuito; • usa le capacità creative, che vengono da dentro; • non sforzarti di cambiare: diventeresti come tutti; • no ai rapporti che ti impediscono di essere te stesso; • libera la mente dai pensieri che ti condizionano.
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Molti dei disagi che ci troviamo ad affrontare
5 SEGRETI DELLA FELICITÀ
VITTORIO CAPRIOGLIO
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i segreti della felicità Impara a non tormentarti più e la gioia di vivere arriva spontaneamente • SCOPRI COME FARE LE SCELTE GIUSTE PER TE • SMETTI DI LOTTARE CONTRO TE STESSO • EVITA LE RELAZIONI CHE TI CONDIZIONANO
Edizioni Riza S.p.A. - Via Luigi Anelli, 1 - 20122 Milano - www.riza.it
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• COLTIVA LE TUE CAPACITÀ CREATIVE • SVUOTA LA MENTE DAI BRUTTI PENSIERI
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I 5 segreti della felicità Testi di: Vittorio Caprioglio Immagine di copertina: Alberto Ruggieri © 2020 Edizioni Riza S.p.A. via Luigi Anelli, 1 - 20122 Milano - www.riza.it Tutti i diritti riservati. Questo libro è protetto da copyright ©. Nessuna parte di esso può essere riprodotta, contenuta in un sistema di recupero o trasmessa in ogni forma e con ogni mezzo elettronico, meccanico, di fotocopia, incisione o altrimenti senza il permesso scritto dell’editore. Le informazioni contenute nella presente pubblicazione sono a scopo informativo e divulgativo: pertanto non intendono sostituire, in alcun caso, il consiglio del medico di fiducia.
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Sommario Introduzione
Se ti liberi dai modelli e dai condizionamenti ritrovi la gioia di vivere..............................................7 Capitolo 1
Per fare le scelte giuste affidati alle intuizioni..............................................11 Capitolo 2
Smetti di lottare contro te stesso........................................................41 Capitolo 3
Non lasciarti intrappolare dalle relazioni..........................................................67 Capitolo 4
Esercita la creativitĂ , cosĂŹ rigeneri il cervello............................................93 Capitolo 5
Il vuoto e il silenzio attivano le risorse che sono dentro di te.............................................121
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Introduzione
Se ti liberi dai modelli e dai condizionamenti ritrovi la gioia di vivere Molti dei problemi, delle sofferenze, delle preoccupazioni e dei disagi che ci troviamo a dover affrontare nella vita dipendono dal nostro atteggiamento mentale. L’omologazione, il voler essere come tutti gli altri, i modelli di perfezione, l’ostinazione e l’unilateralità ostacolano la spontaneità e la naturalezza del nostro mondo interno; quindi ci impediscono di realizzare la nostra vera natura. A seconda del nostro modo di osservare le cose, possiamo vedere gli eventi che ci accadono come tormenti insormontabili o invece come opportunità di crescita. La nostra vita può cambiare sostanzialmente se impariamo ad affrontare cinque situazioni fondamentali da cui dipende la nostra felicità o, all’opposto, il senso di inadeguatezza: l’indecisione, i conflitti interiori, le relazioni tormentate, le abitudini mentali e l’eccesso di pensieri opprimenti. 7
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Introduzione
Nelle pagine di questo libro abbiamo esaminato queste cinque situazioni, allo scopo di indicare qual è l’atteggiamento mentale più utile per attingere alle nostre risorse naturali nelle varie occasioni. Indipendentemente da ciò che accade all’esterno di noi, occorre dare retta alla guida interiore che sa sempre cos’è meglio per il nostro benessere. 1. Come fare le scelte giuste - Quando dobbiamo prendere una decisione importante rischiamo di andare in crisi. Le scelte obbligate ci fanno sentire incerti e insicuri, ci tolgono la fiducia in noi stessi e ci impediscono di avanzare nella vita. Ma l’indecisione non è una debolezza, bensì una voce interna che vuole condurci altrove, attirare la nostra attenzione verso altri percorsi che non abbiamo considerato o farci ritrovare l’intuito che abbiamo dimenticato. 2. Non lottiamo contro noi stessi - Spesso ci tormentiamo, lottiamo con noi stessi, ci ripetiamo che non andiamo bene, che non valiamo niente; ci sentiamo sbagliati e vorremmo essere diversi. Ci critichiamo e ci giudichiamo perché guardiamo noi stessi con occhi esterni e valutiamo la nostra unicità seguendo i canoni della normalità, del banale. 3. Stop alle relazioni nocive - I rapporti con gli altri possono essere fonte di grandi gioie così come di grandi dolori. Se ci facciamo condizionare dagli altri, se cerchiamo costantemente la loro approvazioni e se siamo sempre pronti a sacrificarci per amici, parenti o per il partner, siamo destinati a soffrire. Le relazioni felici, che si tratti di rapporti familiari, di amicizia, d’amore o di lavoro, devono essere fondate sull’indipendenza, sulla libertà e sulla spinta all’autorealizzazione. 8
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Se ti liberi dai modelli e dai condizionamenti ritrovi la gioia di vivere
4. Coltiviamo le capacità creative - La creatività è una funzione costitutiva della vita interiore. Troppo spesso escludiamo completamente questa dimensione dalla nostra esistenza per dare spazio unicamente alle azioni e ai pensieri ripetitivi, alle abitudini, alla routine. Così finiamo per diventare aridi, per spegnerci, rischiando di andare incontro a stati di profonda frustrazione, scontentezza e insoddisfazione. La creatività è l’energia che alimenta il cervello e la psiche; dedicare del tempo all’immaginazione, alle novità e alle intuizioni significa trovare soluzioni inattese e mantenere giovane il cervello. 5. Facciamo il vuoto nella mente - Siamo pieni di pensieri, di ideali, di progetti, di ricordi e di illusioni; se vogliamo liberarcene e riavvicinarci alla nostra essenza naturale dobbiamo far posto dentro di noi al Nulla, affidarci al Vuoto. Nel nostro profondo, nel buio e nel silenzio, germoglia la pianta che siamo destinati ad essere. Accedere all’energia seminale che sgorga dalla mente vuota significa attivare le risorse che permettono di realizzare la propria unicità. Attraverso una serie di riflessioni, di esempi, di tecniche immaginative e di esercizi pratici, nelle prossime pagine indichiamo come fare a riconoscere e a seguire le nostre inclinazioni, che spesso sono contrastate dal giudizio che diamo di noi stessi. Se distogliamo lo sguardo dall’esterno, dalla crosta superficiale di noi stessi, se sospendiamo gli sforzi inutili con cui teniamo in piedi le strutture mentali che ingombrano e appesantiscono la psiche, potremo esplorare e attivare le nostre capacità innate, le nostre passioni, i nostri talenti e le risorse interne che ci guidano spontaneamente verso la felicità. 9
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Capitolo 1
Per fare le scelte giuste affidati alle intuizioni Quando ci sentiamo bloccati di fronte a una scelta che ci appare difficile è inutile tormentarsi con ragionamenti continui sulle varie alternative, o chiedere consigli ad amici e parenti. Non servono la fretta e il decisionismo: l’incertezza è una risorsa e un segnale che viene dal profondo. Dobbiamo imparare a far tacere il rimuginio mentale e affidarci alle nostre intuizioni e all’istinto. In tutti noi abita una saggezza naturale che in ogni situazione sa guidarci sulla via giusta per realizzare noi stessi e la nostra unicità
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Capitolo 1
Cosa fare di fronte a una decisione difficile? Decidere, a volte, può essere un tormento. Questo avviene soprattutto quando vogliamo affrontare le scelte quotidiane o i dubbi esistenziali di fretta e con urgenza, pensando e ripensando alla decisione da prendere, valutando la situazione sotto ogni punto di vista. La classica analisi costi-benefici rischia di diventare una gabbia in cui ci rinchiudiamo, che ci impedisce di avere uno sguardo lucido e di capire ciò che vogliamo realmente. È difficile fermarsi quando ci si trova di fronte a un’impasse, è frustrante sentirsi impotenti, non sapere cosa fare, come agire. L’indecisione ci fa sentire in trappola e il senso di impotenza col tempo si trasforma in rabbia e in tristezza. I bivi che tutti incontriamo nella vita possono aprire crisi anche molto profonde in cui critichiamo noi stessi perché non accettiamo la nostra indecisione: ma così ci sentiamo ancora più incapaci di riconoscere quale direzione intraprendere. La nostra cultura è fortemente improntata sul decisionismo. Il processo che la psicologia americana moderna chiama “decision making” viene associato a caratteristiche di personalità quali la determinazione, la risolutezza, la forza di volontà, la lucidità. Secondo questa visione, il successo e l’autoaffermazione sono risultati che può ottenere solo chi è in grado di scegliere in fretta, senza titubanze, chi sviluppa buone capacità di valutazione delle situazioni e di decisione razionale, a mente fredda. Proprio per questo, secondo questo sistema mentale, sono invece visti come negativi, e considerati indici di debolezza, il dubbio, l’incertezza, il non sapere cosa fare. 12
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Per fare le scelte giuste affidati alle intuizioni
Ma decidere non è sempre facile, e prima o poi capita a tutti di incappare in un blocco decisionale, in un dilemma apparentemente insolubile. Quanto più avremo demonizzato e temuto l’incertezza, tanto più ci sentiremo fragili e insicuri di fronte a una decisione importante. L’infallibilità della logica e dell’analisi è un mito della nostra epoca, l’eccesso di ragionamento rischia di amplificare la tensione interiore e di chiuderci in un labirinto senza via d’uscita, fatto di continue valutazioni, opzioni e pensieri. Il calcolo e l’analisi costi-benefici ci possono dare una visione razionale della situazione, ma affidarsi esclusivamente alla ragione significa prendere una decisione in modo standard, omologato a quello di tutti, ignorando del tutto le nostre esigenze e le nostre caratteristiche di individui unici.
I dubbi sono risorse
Il dubbio svolge una funzione interiore molto importante per la nostra psiche: distoglierci dalle opzioni prestabilite, consuete e convenzionali per portarci ad ampliare il campo decisionale e cogliere soluzioni creative, innovative e originali. Il verbo “decidere” deriva dal latino e significa “tagliare”, “risolvere”, “definire”. La sua dimensione è quella dell’azione e della distinzione netta fra una strada e l’altra. Proprio questo suo carattere perentorio fa sì che spesso ne siamo spaventati: inevitabilmente prendere una decisione implica rinunciare ed escludere tutte le altre possibilità, magari in modo definitivo. Così iniziamo a dirci: «Qual è la strada giusta?», «E se poi me ne pento?», «Se sto sbagliando potrò tornare indietro?», «Cosa mi aspetta e a cosa rinuncio?». Anche se ci fanno 13
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Capitolo 1
tanta paura, i dubbi sono naturali e utili perché ci portano a prendere tempo, a procedere con calma e con prudenza nell’imboccare una strada invece di un’altra. L’indecisione non è una debolezza, ma una risorsa, uno stato interiore che ci concede il tempo di attingere alla nostra saggezza profonda e di lasciar maturare dentro di noi soluzioni creative e originali. Il problema nasce quando i dubbi diventano motivi di ansia e stress: più cerchiamo di vederci chiaro e di valutare la situazione in modo lucido e più ci sentiamo paralizzati. Ed ecco allora che prendono forma dentro di noi il senso di colpa e di inadeguatezza perché non riusciamo a decidere, perché non siamo determinati, non sappiamo ciò che vogliamo, non siamo sicuri di noi stessi. Il decisionismo nasconde fragilità - Vorremmo tutti essere decisionisti, privi di dubbi, pronti a buttarci in ogni situazione e sapere sempre cosa fare. La società esalta acriticamente le persone “superdecise”. Ma in realtà il decisionismo è spesso solo una maschera che si indossa per nascondere le proprie insicurezze agli altri, e soprattutto a se stessi: nessuno è fragile come chi non incontra e non riconosce le proprie fragilità. Inoltre, chi sa sempre cosa fare tende a utilizzare sempre gli stessi schemi di comportamento, ripetitivi e prevedibili, e si illude di poter esercitare un controllo sul corso degli eventi, che invece sono del tutto imprevedibili e inaspettati. Ce lo ricorda il tragediografo Euripide nelle Baccanti: «Gli dei ci creano tante sorprese: l’atteso non si compie, e all’inatteso un dio apre la via». Confidare esclusivamente nella gamma ridotta di opzioni che il pensiero cosciente ci può 14
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Per fare le scelte giuste affidati alle intuizioni
offrire, vuol dire escludere dal panorama della decisione da prendere le soluzioni creative, innovative e risolutive. In contrasto rispetto al mito decisionista della società occidentale moderna ci sono fenomeni come gli oroscopi, i tarocchi, i veggenti che sono oggi molto diffusi. Se da una parte la nostra cultura esprime la volontà di decidere con lucidità attraverso un processo razionale, dall’altra avverte l’esigenza di abbracciare metodi occulti, magici, che allentino le maglie della razionalità, creando un varco verso un territorio in cui la vita possa assumere un significato più profondo, in cui si possa entrare in contatto con temi ancestrali e archetipici quali il destino, la fortuna, la profezia. Fin da tempi remoti l’uomo ha affidato i propri dubbi a realtà superiori. Tra queste possiamo citare ad esempio l’oracolo di Delfi che, nel mondo greco antico, soccorreva allo stesso modo una fanciulla che aveva dei dubbi sulla sua vita sentimentale e un generale che voleva sapere come schierare l’esercito in battaglia. Comune a tutte le tradizioni antiche era una visione simbolica e sincronica dell’Uomo e dell’Universo che si basava sui nessi invisibili e misteriosi che congiungono tutte le cose. Gli Antichi si affidavano agli dei - Nell’Antichità, le donne e gli uomini, quindi, quando avevano un dubbio o dovevano prendere decisioni importanti, si rivolgevano agli oracoli, agli spiriti, agli dei. Si affidavano a una forza superiore che ritenevano capace di vedere oltre le apparenze, di scrutare al di là dei limiti umani e di conoscere il futuro. Alcuni residui di queste pratiche sono ancora oggi presenti nei tarocchi, nell’oroscopo, nei veggenti, nell’I-Ching. Questo tipo di atteggiamento appare a noi moderni superstizioso e primitivo. Tuttavia possiamo trarre un insegnamento prezioso dai nostri Antenati. 15
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