RIZA
Bimestrale Febbraio/Marzo 2018 Numero 4 - € 9,90 Italia P.I. 10/02/2018
Nuovo
Poste Italiane S.p.A. - Sped. in Abb. Postale - D.L. 353/2003 (conv. in. L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, LO/MI
Speciale
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COME VINCERE I DOLORI ARTICOLARI
COME VINCERE I DOLORI ARTICOLARI GUARIRE DA ARTROSI E OSTEOPOROSI LE CURE PIÙ INNOVATIVE Le ultime ricerche e le terapie all’avanguardia contro l’artrite reumatoide LA DIETA E I CIBI ANTIARTROSI I menu completi, gli alimenti alleati e le ricette che rigenerano le cartilagini I SINTOMI DA MONITORARE Il test: scopri i segnali spia delle articolazioni a rischio OSSA FORTI A TUTTE LE ETÀ I benefici della vitamina D e del movimento GLI INTEGRATORI Quando servono, quali scegliere e come usarli
LA PREVENZIONE SENZA FARMACI Le migliori strategie: dall’alimentazione, all’attività fisica, alla fisioterapia, ai massaggi
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SOMMARIO
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La prevenzione sconfigge l’artrosi I fattori di rischio su cui agire subito LE SOLUZIONI: COSA C’È DI NUOVO La cura comincia a tavola
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Il pool verde per le articolazioni stanche e arrugginite
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MANTIENI ELASTICHE
La dieta sana che spegne il dolore
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I più efficaci antidolorifici naturali I migliori antiruggine Le cure antiaging per le cartilagini
Massaggi, fanghi e fisioterapia
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Terapie dolci per ritrovare la flessibilità
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Quale attività sportiva è meglio scegliere
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Muoversi senza farsi male Dolori addio con la ginnastica Gli esercizi che sciolgono le giunture bloccate
LE ARTICOLAZIONI ARTRITE: COS’È E LE CAUSE
Come sono fatte le articolazioni
6 Un miracolo di ingegneria biologica Le malattie più comuni
10 Artrite e artrosi non vanno confuse ARTROSI: COS’È E LE SUE RADICI
Le origini della malattia
12 Artrosi: un problema dei tempi moderni Le articolazioni più colpite
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Quando le articolazioni bruciano L’artrite è una malattia infiammatoria
Come si cura I farmaci biologici hanno rivoluzionato la terapia
Le soluzioni verdi
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Gli analgesici che rispettano lo stomaco
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La dieta che riduce i marcatori dell’infiammazione
Il cibo è medicina
16 Attacca soprattutto colonna, anca, mani e ginocchia
Tutte le cause possibili
20 Non è solo una questione di età I periodi più critici
24 In menopausa il rischio aumenta: ecco perché
Le origini psicosomatiche
26 Quando la rigidità nasce nella psiche Come si fa la diagnosi
32 Gli esami principali consigliati
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I farmaci usati comunemente La chimica produce spesso effetti collaterali
Il test di autovalutazione Qual è il tuo rischio di soffrire di artrosi: alto, basso o medio?
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PROTEGGERE E RINFORZARE LE OSSA
Le caratteristiche del nostro scheletro
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Le ossa sono l’impalcatura “viva” del nostro corpo
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Come cambiano nelle varie età della vita
Il loro sviluppo nel tempo
L’OSTEOPOROSI: UN DISTURBO CHE SI PUÒ PREVENIRE
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Colpisce milioni di persone nel mondo Osteoporosi: quando le ossa diventano “di vetro”
DIETA E INTEGRATORI: IL CALCIO, IL NUTRIENTE PIÙ PREZIOSO
Le parti del corpo maggiormente colpite
Il minerale che le rende inossidabili
Vertebre, femore e polso: i punti deboli
Chi rischia di più I fattori da prendere in considerazione
Stai attento ai segnali L’assalto silenzioso alle nostre ossa
Gli esami da fare Le indagini mediche per diagnosticarla
Il percorso terapeutico standard Le diverse strategie per evitare fratture ossee
Previeni la decalcificazione ossea Gioca d’anticipo: ecco le mosse vincenti
La lettura psicosomatica Le ossa: un ponte mobile fra noi e la libertà
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Il calcio è essenziale per ossa sane
I cibi in cui abbonda Facciamoci le ossa a tavola
L’importante è assimilarlo bene Attenzione alle sostanze nemiche del calcio
In coppia con il calcio Ci vuole anche la vitamina D per ossa d’acciaio
I nutrienti “amici” Silicio, magnesio e le altre sostanze super alleate
Cosa mangiare ogni giorno Il menu che rigenera le ossa
L’equiseto e le altre piante Le erbe ricche di minerali salva-ossa
Speciale
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Riza Speciale cita i nomi commerciali di prodotti fitoterapici, omeopatici o farmaci per completezza di informazione e per libera scelta della redazione. Le informazioni contenute nella presente pubblicazione sono a scopo informativo e divulgativo: pertanto non intendono sostituire, in alcun caso, il consiglio del medico di fiducia.
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LE ORIGINI DELLA MALATTIA
ARTROSI: un problema dei tempi moderni
Ne soffrono più di quattro milioni di italiani e secondo le ricerche i numeri sono destinati a crescere nel tempo
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e statistiche dicono che solo in Italia sono più di quattro milioni gli italiani che soffrono di artrosi, uno dei disturbi muscolo scheletrici più diffusi. Colpa dell’invecchiamento della popolazione e del sovrappeso ma anche dell’ambiente in cui si vive come approfondiremo meglio nelle prossime pagine. Il termine artrosi è formato dalle parole di origine greca “artro” che significa articolazione e “osi” che significa degenerazione; indica dunque una malattia degenerativa delle articolazioni. Un sinonimo di artrosi è anche osteoartrosi (cioè artrosi che colpisce le ossa). Danneggia soprattutto la cartilagine, per cui le maggiori conse-
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guenze riguardano le funzioni di questo tessuto, che ricopre e protegge le ossa. I sintomi principali sono infatti il dolore e le limitazioni nei movimenti. Anche se la frequenza dell’artrosi aumenta con l’età, non tutti gli anziani ne soffrono. È probabile che vi sia una predisposizione all’artrosi, che poi viene accentuata dallo stile di vita e da altri fattori scatenanti.
NON RIGUARDA SOLO GLI ANZIANI Questa malattia cronica a carico delle articolazioni ha un decorso lentamente progressivo che porta a lesionare le componenti anatomiche che formano le articolazioni, partendo dalla cartilagine. L’ar-
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trosi è la malattia più frequente dell’età senile; infatti i segni radiologici di artrosi a un’articolazione si manifestano in oltre l’80% delle persone tra i 55 e i 65 anni. La percentuale cresce ancor più dopo questa età. Tuttavia alcune articolazioni possono essere colpite da artrosi anche in età più giovanile: attorno ai 40 anni ci possono essere già lesioni artrosiche alle vertebre e al ginocchio; dopo i 40 vengono tipicamente colpite le articolazioni delle mani, dei piedi e delle anche.
I primi sintomi a 40 anni Quindi il manifestarsi dell’artrosi è spesso direttamente collegato al procedere dell’età. I primi sintomi possono comparire a 40 anni e diventare evidenti dopo i 60. La maggioranza delle persone sopra i 70 comunque ne soffre. Secondo le statistiche fra i 65 e i 74 anni si registrano 13 nuovi casi annuali ogni 1.000 persone. Le articolazioni sono usurate da chili di troppo, malformazioni o sollecitazioni ripetute.
colpisce più spesso le donne
Il sintomo principale è il dolore. Un’altra spia è la tumefazione dell’articolazione che, insieme al dolore, limita la funzionalità dei movimenti. A complicare il quadro spesso si verifica anche una dolorosa contrattura della muscolatura.
questi i campanelli d’allarme La diagnosi iniziale si basa sulla sintomatologia seguita dalla conferma data dalle indagini radiografiche e da esami del sangue. Il male è più intenso la mattina Il dolore è l’allarme principale e si avverte ogni volta che si muove l’articolazione e si compiono sforzi, specie dopo una lunga immobilità. Quindi tipicamente al mattino al risveglio. La rigidità mattutina dura poco Oltre al dolore, l’altro sintomo evidente dell’artrosi è la rigidità articolare che tende però a scomparire dopo pochi minuti dal risveglio. Il dolore si sente anche a riposo Col progredire della malattia, il dolore si manifesta anche di notte e a riposo. Compare gonfiore Le articolazioni periferiche appaiono tumefatte e hanno una consistenza dura per la presenza degli osteofiti.
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L’artrosi è una malattia debilitante tipicamente femminile, potremmo dire (circa il 60% delle donne colpite contro il 40% degli uomini). Questo a causa soprattutto di una diversa configurazione dello scheletro e dopo i 45-50 anni anche a causa dei mutamenti ormonali legati al calo di estrogeni tipico della menopausa. Alcune parti del corpo sono maggiormente aggredite nella popolazione femminile Fra queste ci sono soprattutto l’artrosi al ginocchio e quella all’anca, che possono portare a conseguenze invalidanti e difficoltà nei movimenti.
Il dolore è la prima spia
Si prova male muovendosi Il dolore in caso di artrosi è presente prevalentemente di giorno e all’inizio di ogni movimento e come conseguenza di uno sforzo; successivamente migliora. Per esempio il ginocchio fa male se si sta in piedi a lungo sforzando il punto critico. Si sente uno scricchiolio Muovendo le articolazioni colpite si può avvertire un tipico scricchiolio.
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LA PREVENZIONE SCONFIGGE L’ARTROSI
i Fattori Di riSCHio
su cui agire subito Come prima misura bisogna evitare tutte le attività che impegnano eccessivamente l’articolazione in questione alcUni MesTieri sono UsUranTi Si ritiene da più parti che il lavoro possa incidere sulla patologia. Dagli studi epidemiologici le professioni più a rischio sembrano essere queste: impiegato (si ammala soprattutto alla colonna lombare), dattilografo e pianista (mani), contadino (anche), vigile del fuoco (mani), operai che usano martelli pneumatici (gomito), calciatore (piede).
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e statistiche svelano una crescita esponenziale della patologia nei prossimi anni. L’artrosi si può prevenire o comunque, nel caso in cui questa malattia sia scritta nei nostri geni, è possibile rallentarne il decorso e mitigarne i sintomi eliminando le cattive abitudini che logorano maggiormente le preziose strutture articolari. Alcune professioni costringono a un notevole stress articolare e sono definite usuranti. Anche alcune posture errate tipiche di chi fa lavori sedentari alla scrivania possono contribuire a causare l’artrosi. Insomma gli esperti oggi sono portati a credere sempre di più che il danneggiamento della nostra “architettura interna”, alla luce dello stile di vita che si segue, sia sempre di più il risultato di una “cattiva manutenzione” del nostro apparato osteoarticolare.
invertire la rotta Si PuÒ Molte forme di artrosi si possono prevenire e curare riducendo il peso corporeo, praticando attività sportiva mirata ogni giorno con esercizi specifici, seguendo un’alimentazione ricca di cibi che fanno bene e povera di alimenti dannosi per le nostre articolazioni. Fortunatamente, a differenza di età, familiarità e sesso, su tutti gli altri fattori abbiamo completa libertà di manovra. Ed è proprio questo il segreto: cambiare le cattive abitudini per rimuovere ciò che porta le articolazioni a logorarsi con maggiore rapidità. Fra le azioni di prevenzione rientrano anche esami e controlli regolari fin dalla più tenera età per correggere eventuali malformazioni. Per esempio, sottoporre i neonati al controllo dell’anca può mettere in luce problemi che, se corretti tempestivamente, non daranno il via a
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correggi la postura ed eviterai tanti guai Posture scorrette e prolungate, ma anche allineamenti della colonna non corretti per tempo, possono determinare una maggior usura delle cartilagini e la comparsa del dolore tipico dell’artrosi. Anche alcune malformazioni dello scheletro o un certo valgismo delle ginocchia (più frequente nelle donne che hanno una bacino più largo) possono favorire l’usura delle cartilagini. Attenzione anche al modo in cui si sta in macchina: l’artrosi lombare, tipica di autisti e camionisti, è spesso dovuta proprio al modo in cui si sta seduti al volante, ad esempio troppo piegati in avanti o all’indietro.
processi degenerativi. Il medesimo discorso vale anche per il ginocchio varo o valgo che, se grave, può compromettere l’articolazione, così come il sovrappeso che va a caricare eccessivamente anca e ginocchio.
controlla il peso La relazione fra obesità e danno articolare viene anche confermata dal legame studiato fra artrosi e sindrome metabolica, condizione di alterazione del metabolismo degli zuccheri con la compresenza di ipertensione, incremento dei trigliceridi o riduzione del colesterolo Hdl (“buono”), circonferenza di vita superiore a 94 centimetri nel maschio e 80 nella femmina. Si è visto, dicono gli esperti, che in persone con sindrome metabolica le probabilità di andare incontro a un’artrosi del ginocchio cre-
SETTE REGOLE per proteggerti Gli esperti dell’Istituto Humanitas di Rozzano hanno stilato sette regole da seguire utili per prevenire questa malattia. 1. Evitare il sovrappeso. 2. Svolgere moderata attività fisica. 3. Evitare di danneggiare le articolazioni con sport agonistici. 4. Scegliere lo sport giusto (nuoto, camminate, yoga, pilates). 5. Evitare la sedentarietà. 6. Mangiare sano. 7. Ridurre l’assunzione di alcol, caffè e sale che riducono l’assorbimento di calcio nelle ossa aumentando il rischio di osteoporosi.
scono in misura esponenziale con l’aumentare del numero di disturbi presenti. Per valutare il proprio peso si può usare l’indice di massa corporea (BMI). Si calcola dividendo il proprio peso in chili per il quadrato della propria altezza espressa in metri. Se il risultato è fra 25 e 30 significa che si è in sovrappeso.
Fai attenzione ai traumi ripetuti L’artrosi può essere la conseguenza di un trauma. Distorsioni gravi o fratture possono determinare un danneggiamento dell’articolazione che ne pregiudica l’allineamento e la corretta funzionalità. Si vengono così a creare zone di attrito maggiore che portano a un più rapido logoramento della cartilagine. Anche piccoli traumi, ma ripetuti nel tempo, come possono essere quelli legati anche ad alcuni mestieri, possono essere considerati causa di artrosi.
Non esagerare con le sollecitazioni sportive Se l’attività fisica è sicuramente utile a prevenire i dolori articolari, poiché evita che tutto il peso del corpo ricada sulle articolazioni, facendolo sostenere in parte anche dal tono muscolare, la pratica di alcuni sport, soprattutto a livello agonistico, se c’è già una certa predisposizione verso questa malattia, può accelerare il danno alle cartilagini. A essere sotto accusa sono attività che prevedono uno stress maggiore per le giunture, come il tennis, ma anche la corsa sulle lunghe distanze, il ciclismo o l’equitazione, problematici soprattutto per i colpi che ricadono sul tratto lombare. In questo caso meglio praticare regolarmente sport più soft e comunque esercizi posturali e di tonificazione della muscolatura che aiutano a dare sostegno alle articolazioni. n
i consigli per la schiena Per prevenire l’artrosi lombare si consiglia di dormire su un letto rigido in posizione supina. Non bisogna restare troppo a lungo in piedi o seduti su sedili troppo bassi oppure alti e soffici. Se si sollevano oggetti pesanti, bisogna piegare le ginocchia con il busto eretto. Inoltre vanno evitati gli sport agonistici preferendo un moderato esercizio fisico quotidiano, che aiuti a compensare gli effetti negativi di eventuali attività lavorative a rischio.
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QUANDO LE ARTICOLAZIONI BRUCIANO
L’ARTRITE è una malattia infiammatoria I primi campanelli d’allarme sono dolori e tumefazioni a mani e piedi per più di tre settimane
I COMPARE SEMPRE PIÙ PRECOCEMENTE Esiste anche un’artrite reumatoide giovanile, detta anche artrite idiopatica. Si tratta di una patologia cronica autoimmune che colpisce in misura maggiore le bambine. Esistono diverse forme fra cui l’artrite sistemica, che può causare anche febbre, ingrossamento di fegato, milza, linfonodi e talora infiammazione delle membrane intorno al cuore e ai polmoni (pleurite). 60
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l termine artrite deriva dal greco “arthron”, che significa articolazione, e dal suffisso “ite”, che indica l’infiammazione. Letteralmente, parliamo, quindi, di un’infiammazione delle articolazioni, una caratteristica che la differenzia molto dalla sua “parente” artrosi. Nell’artrite le cause dell’infiammazione possono essere molto diverse: di origine metabolica, traumatica, infettiva, autoimmune oppure idiopatica (dovuta a cause esterne). L’artrite, o meglio le artriti, dato che se ne contano un centinaio di tipi, si manifestano con un’infiammazione articolare caratterizzata dai sintomi tipici di una flogosi e quindi: gonfiore, calore e arrossamento della parte interessata.
IL DOLORE PEGGIORA CON IL MOVIMENTO Il dolore nell’artrite è una conseguenza diretta del processo infiammatorio e della liberazione di sostanze chimiche che lo causano. È sempre presente, anche di notte, e peggiora con il movimento. La ri-
gidità mattutina si registra sia nell’artrosi sia nell’artrite, ma se nella prima patologia dura circa mezz’ora, nella seconda si prolunga oltre i 30 minuti. L’infiammazione, inoltre, può colpire una o più articolazioni; si parla, rispettivamente, di monoartrite e di poliartrite. Ma lo stato infiammatorio non interessa solo le articolazioni: può infatti propagarsi anche oltre, provocando una reazione generalizzata dell’organismo, tipica delle malattie dette sistemiche, che coinvolgono cioè più parti del corpo.
LA RICONOSCI COSÌ I primi sintomi della malattia sono prevalentemente a carico delle articolazioni di mani, piedi e polsi con dolore, gonfiore, rossore, calore e limitazione del movimento in modo bilaterale e simmetrico. In alcuni pazienti vi sono anche altri sintomi come febbre, calo ponderale, astenia e dolori muscolari. L’infiammazione della membrana sinoviale avviene in modo acuto oppure cronico per diverse cause e, molto spesso, in associazione ad altre pa-
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5 COSE IMPORTANTI DA SAPERE 1. Se non curata, l’artrite reumatoide induce invalidità per la perdita della capacità di usare le articolazioni. 2. In alcuni soggetti vengono anche colpiti organi come cute, occhi, polmoni, reni, cuore e arterie. 3. L’infiammazione cronica e sistemica dell’artrite reumatoide provoca un invecchiamento precoce del sistema cardiovascolare. 4. La causa è ancora sconosciuta, ma si ritiene che la genesi sia multifattoriale e che esista anche una predisposizione genetica che porta a un’alterata risposta immunitaria. 5. Oggi con i nuovi farmaci è possibile arrestare l’evoluzione del danno anatomico erosivo articolare.
tologie. L’evento acuto, in genere, è successivo a traumi, infezioni, allergie, ma anche a intossicazioni alimentari, mentre nella malattia cronica, come l’artrite reumatoide, ha cause immunitarie.
QUELLA REUMATOIDE: LA TIPOLOGIA PIÙ DIFFUSA Secondo l’Arthritis Foundation il termine artrite si riferisce a più di 100 differenti condizioni che provocano gonfiori, dolori, irrigidimento e limitano il movimento delle articolazioni La forma più diffusa è l’artrite reumatoide su base autoimmune, dovuta cioè a una disfunzione del sistema immunitario che, per cause non ben chiarite, attacca con un’azione “suicida” le articolazioni, come se si trattasse di corpi estranei e potenzialmente dannosi. In questo tipo di artrite il bersaglio principale dell’infiammazione è la membrana sinoviale, cioè un tessuto connettivo che riveste l’interno delle articolazioni e che produce e contiene la sinovia, un liquido vischioso che serve a lubrificare e a nutrire la cartilagine articolare. Quando questa si infiamma, produce più liquido e provoca un rigonfiamento dell’articolazione che può estendersi anche alle cartilagini e ai tendini (tenosinovite). Si tratta di un danno permanente che va a colpire principal-
LE ALTRE FORME • LA GOTTA. Fra i diversi tipi di artrite dobbiamo menzionare anche la gotta, che si manifesta con un dolore improvviso e intenso localizzato in particolare a livello del primo dito del piede. Sono presenti infiammazione e ingrossamento delle articolazioni. Spesso gli attacchi sono notturni. È dovuta all’accumulo di cristalli di acido urico nei tessuti connettivi delle articolazioni. Colpisce maggiormente gli uomini tra i 40 e i 50 anni.
mente le articolazioni del polso, o la zona compresa tra il polso e le prime falangi delle dita, i piedi, le caviglie, le ginocchia e i gomiti. Tuttavia non vi è organo che non possa essere interessato: cute, cuore, rene.
Il sesso femminile dimostra una maggiore suscettibilità a questo genere di malattie. Fra le varie ipotesi sulle sue cause si attribuisce una responsabilità alle differenze ormonali tra i due sessi e al coinvolgimento di fattori genetici. L’infiammazione cronica associata alla malattia autoimmune può, alla lunga, mettere a rischio la salute del cuore, “martellando” letteralmente le arterie, favorendo il loro indurimento.
DI QUESTA PATOLOGIA ne che comporta l’infiammazione di articolazioni, pelle, reni, cuore, polmoni e cervello. • ARTRITE PSORIASICA. È una malattia reumatica che si manifesta in persone con malattie reumatiche autoimmuni che colpisce soprattutto
• IL LUPUS SISTEMICO ERITEMATOSO. È una malattia autoimmu-
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NE SOFFRONO DI PIÙ LE DONNE
le dita di mani e piedi. Il cosiddetto dito a “salsicciotto” con dolore e gonfiore alle dita di mani e piedi è uno dei segnali tipici. • REUMATISMI ARTICOLARI ACUTI. Sono tipici dell’età infantile e adolescenziale; la loro frequenza, grazie alla profilassi con la penicillina si è oggi ridotta. Possono comparire dopo un’infezione tonsillare da Streptococco betaemolitico di gruppo A e possono causare disturbi al cuore. Un aforisma dice: “sfiora le articolazioni e morde il cuore”.
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IL LORO SVILUPPO NEL TEMPO
come cambiano nelle varie
età della vita Alla salute delle ossa bisogna pensarci fin da giovani, il periodo cruciale per lo sviluppo della massa ossea
l’osteoporosI colpIsce anche glI uomInI Gli uomini, certamente, hanno un’ossatura più massiccia, ma da una certa età in avanti anche per loro il rischio di osteoporosi è elevato, più alto, per esempio, di quello di sviluppare un cancro alla prostata (uno dei più diffusi tumori maschili). In età avanzata questo disturbo colpisce le ossa di uomini e donne nella stessa misura, e spesso - il rischio di complicanze negli uomini è più elevato (anche per la mancanza di cure e prevenzione).
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na lenta perdita di minerali dalle ossa dopo una certa età è del tutto normale e può essere attribuita al generale cambiamento cui tutto l’organismo va incontro con l’invecchiamento. Con il passare del tempo la massa ossea scende sotto certi livelli (in base alla struttura fisica della persona in questione), in modo repentino oppure graduale e protratto a lungo nel tempo. La gravità di questa perdita e le conseguenze che ciò comporta dipendono dal capitale osseo di partenza. Se questo è ridotto, come accade, per esempio, in chi ha subito carenze nutrizionali in giovane età, il danno sarà maggiore. Lo stile di vita è quindi fondamentale per proteggere le ossa e renderle più forti e robuste prevenendo nel tempo problemi come l’osteoporosi.
l’adolescenza È cruciale per lo scheletro Sono tanti e differenti i fattori che modellano le ossa e la loro struttura è il prodotto di un equilibrio complesso e multifattoriale. Tra gli 11 e i 18 anni di
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età si colloca il periodo di massima acquisizione di massa ossea. È proprio in questa fase di rapida crescita, infatti, che gli adolescenti conquistano quasi del tutto la loro statura definitiva, acquisendo ben il 50% della massa ossea totale. Dopo i venti anni, la massa ossea si accrescerà soltanto di un 10%, raggiungendo il picco attorno ai 25 anni di età. Il valore di questo picco è determinato in primo luogo da fattori genetici, legati al sesso e alla razza, e ha una forte componente ereditaria. Dopo questo momento, la massa ossea comincerà inevitabilmente a diminuire, pertanto il valore raggiunto prima dei trent’anni è cruciale per determinare il rischio individuale, negli anni a venire. Più è alto il valore di massa ossea raggiunto, più sarà basso il rischio di osteoporosi.
dieta e ginnastica sono fondamentali Lo stile di vita può fare molto per le ossa. L’attività fisica, in particolare, è determinante, accompagnata da una dieta corretta, che preveda un costante ed equilibrato apporto di calcio, e in tutto ciò è fondamentale che anche il metabolismo della vitamina D sia normale. Una severa e progressiva perdita di minerali, in particolare di sali di calcio, dallo scheletro, indebolisce strutturalmente l’osso e fa alzare notevolmente il rischio di fratture. In particolare, si parla di osteopenia, ossia di debolezza delle ossa (dal greco “penia”, povertà), quando la densità minera-
le è sotto gli standard normali, ma poiché non si sono ancora manifestate fratture, la condizione di osteoporosi non è ancora conclamata.
il rischio puÒ aumentare con la menopausa La densità ossea, o densità minerale ossea, si riferisce alla quantità di materia minerale presente per centimetro quadro di ossa. La sua misurazione, che oggi è possibile ottenere con strumenti quali la Moc (Mineralometria Ossea Computerizzata), consente di rilevare la presenza di osteoporosi e predice il livello di rischio di fratture. La quantità di minerali contenuti nel nostro scheletro rappresenta dunque la massa minerale ossea (chiamata anche BMC, dall’inglese “bone mineral content”). Semplificando, se questa è alta, l’osso è robusto; se invece è bassa, l’osso è più fragile. Prima della menopausa, le donne possono contare sull’azione protettiva sulle ossa dell’estrogeno, capace di rallentare la perdita di massa. Quando i livelli di questo ormone crollano, come accade con il climaterio, il tessuto osseo si assottiglia molto più velocemente. n
prImarIe o secondarIe
Le osteoporosi primarie sono quelle che si manifestano in modo indipendente, per così dire “da sole”; quelle secondarie sono invece le osteoporosi conseguenti ad altre patologie o che si sviluppano a causa di trattamenti farmacologici che a lungo andare si rivelano dannosi per le ossa.
LE PROPORZiOni dEL CORPO COnTAnO Se una donna al momento della menopausa ha una massa ossea normale, corre, per gli anni a venire, un rischio di fratture pari al 13%, valore che raddoppia se la sua massa ossea è bassa, e arriva al 50% se invece si può già registrare una condizione di osteoporosi. Diventa molto importante, dunque, arrivare alla menopausa con ossa forti: in tal modo le conseguenze della carenza di estrogeni saranno meno drastiche. Una buona massa ossa non è rappresentata da un valore assoluto, valido per tutti; dipende infatti dalle dimensioni dell’osso e dell’intero corpo. è normale, per esempio, che una persona di alta statura abbia ossa più grandi, con una massa ossea maggiore di una persona minuta. La robustezza di un osso, poi, dipende anche dalla microarchitettura interna dell’osso, cioè dalla disposizione e dall’orientamento delle trabecole, dallo spessore e dall’omogeneità dell’osso compatto, tutti fattori che non si possono valutare soltanto con la Moc.
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