Bimestrale Agosto/Settembre 2019 n. 16 € 4,90 Italia P.I. 7 agosto 2019
I manuali
di
RIZA
Vinci gastrite, acidità e ref lusso La buona digestione è la chiave della salute Ecco come disinfiammare la mucosa gastrica LA DIETA E I RIMEDI NATURALI CONTRO I DISTURBI DIGESTIVI Cibi, tisane, probiotici ed enzimi che curano e salvano lo stomaco
Cosa fare quando è lo stress a provocare i bruciori Cover STOMACO OK.indd 1
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I manuali
di
RIZA
SOMMARIO 6
LO STOMACO Il laboratorio chimico del corpo Provvede a disgregare i cibi in modo che le sostanze nutrienti possano essere poi assimilate dall’intestino. La digestione inizia già dalla bocca e continua nello stomaco grazie all’azione di acidi ed enzimi. L’alimentazione attuale mette a rischio la salute dell’apparato digerente, infatti sono sempre più frequenti i disturbi di stomaco.
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LA DIGESTIONE DIFFICILE ci appesantisce Dispepsia è un termine generico che definisce i dolori allo stomaco e i problemi digestivi. Ecco i cibi da evitare e quelli da scegliere per favorire il lavoro dello stomaco. In più, i rimedi che aiutano a digerire e i consigli per “alleggerire” la propria vita.
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LA GASTRITE Il “fuoco” che brucia dentro
Direttore responsabile Vittorio Caprioglio Direttore Scientifico Raffaele Morelli Direttore Generale Liliana Tieger Progetto grafico e impaginazione Roberta Marcante Comitato scientifico Raffaele Morelli, Vittorio Caprioglio, Daniela Marafante, Emilio Minelli Redazione Giuseppe Maffeis Immagini Fotolia, 123rf, ShutterStock Direttore pubblicità Doris Tieger Ufficio pubblicità Luisa Maruelli, Ugo Scarparo Responsabile amministrativo Danila Pezzali Segreteria di Direzione Daniela Tosarello Ufficio tecnico Sara Dognini Redazione, amministrazione: Edizioni Riza S.p.a. via L. Anelli 1, 20122 Milano tel. 02/5845961 r.a. - fax 02/58318162 www.riza.it - info@riza.it Pubblicità: Edizioni Riza S.p.a. via L. Anelli 1, 20122 Milano tel. 02/5845961 r.a. - fax 02/58318162 www.riza.it - advertising@riza.it
L’infiammazione cronica della mucosa gastrica provoca dolori e può portare all’ulcera. Per prevenirla e curarla occorre adottare una dieta adatta, usare i rimedi che spengono i bruciori ed evitare gli atteggiamenti che ci “inacidiscono”.
Stampato in Italia da: Rotolito S.p.A. Stabilimento di Cernusco sul Naviglio (MI)
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Una copia: Euro 4,90. Arretrati: Euro 9,80 Versamenti da effettuare sul C.C.P. n. 25847203, intestato a Edizioni Riza S.p.A., via L. Anelli, 1 20122 Milano.
IL REFLUSSO L’acidità che sale fino in gola È un disturbo molto frequente, che compare soprattutto di notte e può arrivare a infiammare e danneggiare l’esofago.
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Distribuzione per l’Italia: So.Di.P “Angelo Patuzzi” S.p.A., Via Bettola 18, 20092 Cinisello Balsamo (MI)
ISSN 1973-4417 Autorizzazione del tribunale di Milano n. 3 del 10/01/2017 Associato a:
“I Manuali di Riza” citano i nomi commerciali di prodotti fitoterapici, omeopatici o farmaci per completezza di informazione e per libera scelta della redazione. Le informazioni contenute nella presente pubblicazione sono a scopo informativo e divulgativo: pertanto non intendono sostituire, in alcun caso, il parere del medico di fiducia.
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Le infiammazioni
LO STOMACO Il laboratorio chimico del corpo
PROVVEDE A DISGREGARE I CIBI IN MODO CHE LE SOSTANZE NUTRIENTI POSSANO ESSERE POI ASSIMILATE DALL’INTESTINO E DAL FEGATO
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o stomaco è l’organo principale della digestione. È situato nella parte sinistra della zona superiore dell’addome ed è collegato in alto con l’esofago, e in basso con il primo tratto dell’intestino tenue, il duodeno. Nel Cinquecento, il medico naturalista e filosofo Paracelso definiva quest’organo “alchimista” per la sua capacità di trasformare gli alimenti naturali in qualcosa di diverso e più prezioso, estraendo la “quintessenza”. E come l’alchimista lavora attraverso il fuoco purificante, così nello stomaco gli alimenti vengono “bruciati” dagli acidi che li rendono utilizzabili per le varie attività metaboliche. Al di là della suggestiva analogia, lo stomaco è senz’altro paragonabile a un laboratorio in cui si attuano le reazioni chimiche che mutano il cibo in energia. I succhi gastrici e gli enzimi rendono assimilabili le sostanze contenute negli alimenti, riducendole via via da composti molto complessi a molecole più semplici.
Un ambiente acido Questa elaborazione degli alimenti è possibile solo in un ambiente molto acido, reso tale dai succhi gastrici, che insieme agli enzimi avviano la trasformazione dei grassi e delle proteine in sostanze più semplici. La digestione dei carboidrati all’interno dello stomaco è invece limitata, perché per scomporli è necessario un ambiente basico. La parete
interna dello stomaco è rivestita dalla mucosa gastrica, dove si trovano le ghiandole che producono i succhi gastrici, tra cui l’acido cloridrico. La mucosa è quindi sottoposta alla loro azione corrosiva. Quando quest’ultima diventa troppo intensa, per via del cibo ingerito o di altre cause (anche quelle emotive), la mucosa può infiammarsi. Questo è uno dei fattori che provocano disturbi di stomaco, e in particolari i caratteristici bruciori che possono essere i sintomi iniziali di diverse malattie. Più all’interno della parete dello stomaco c’è la tonaca muscolare, uno strato di muscoli che, contraendosi, permette il rimescolamento del cibo.
Un “lavoro” molto intenso In un tempo mediamente di un paio d’ore, al massimo di quattro, lo stomaco trasforma il cibo solido, riducendolo a una sostanza semifluida che viene inviata verso l’intestino. Questa operazione può essere semplificata o complicata dalle nostre scelte alimentari e dalle nostre condizioni fisiche e psicologiche. Sottoponiamo il nostro stomaco a uno sforzo maggiore non solo quando mangiamo tanto, ma soprattutto quando mangiamo cibi troppo elaborati e pesanti da scomporre. Oppure quando ingeriamo combinazioni di alimenti che richiedono processi molto diversi di digestione, che quindi si intralciano e rallentano tra loro.
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Le infiammazioni
LA DIGESTIONE DIFFICILE ci appesantisce
ALIMENTAZIONE SREGOLATA, STRESS E PASTI PESANTI POSSONO OSTACOLARE IL LAVORO DELLO STOMACO
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a cattiva digestione è un disturbo molto comune. In gergo medico si chiama dispepsia, cioè “digestione difficile”. Anche se di per sé non costituisce una malattia, la cattiva digestione è all’origine di molti malesseri. La dispepsia può avere diverse spiacevoli conseguenze: digerire male, infatti, può causare carenze nutrizionali, ostacolando il corretto assorbimento di proteine, grassi, vitamine e sali minerali indispensabili per la vita. Soffri di digestione difficile se dopo aver mangiato ti senti gonfio e pesante, provi sonnolenza e avverti un calo dell’attenzione. Inoltre, soffri di frequenti eruttazioni e di frequenti emicranie.
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PERCHÉ FACCIAMO FATICA A DIGERIRE? La prima causa di digestione difficile è l’eccesso alimentare: una dieta con troppi grassi, tante proteine animali e molti prodotti industriali, tutti consumati in fretta, senza masticare bene. Vediamo i principali fattori che la determinano. CIBI TROPPO PESANTI - Eccessi di grassi, fritti e condimenti rallentano il processo digestivo. Anche le errate combinazioni alimentari creano un “intasamento” nella sequenza dei processi di digestione dei cibi, che provoca anche fermentazioni, gonfiori e cattiva assimilazione dei nutrienti. STRESS ALLE STELLE - Le situazioni che provocano stress prolungato e forte tensione fanno aumentare la secrezione acida e spingono a comportamenti che sono nocivi per la digestione, come mangiare in fretta oppure fuori orario. INTOLLERANZE NASCOSTE - La difficoltà a digerire bene i cibi può essere anche la spia di un’intolleranza a determinati alimenti, che può essere genetica (come nel caso della celiachia), oppure dovuta a carenze enzimatiche (come per l’intolleranza al lattosio), ma anche provocata da “accumulo”, cioè dovuta al consumo notevole e abitudinario sempre degli stessi alimenti. DISTURBI DEL FEGATO - Tra i succhi gastrici prodotti dalla ghiandola epatica vi è la bile, indispensabile per l’elaborazione dei grassi. Se la produzione di bile è alterata da una sofferenza del fegato, anche la digestione ne risente. PASTI FRETTOLOSI - La cattiva digestione spesso riguarda persone che mangiano in fretta, non masticano abbastanza e consumano solo due grossi pasti al giorno, restando per troppe ore a digiuno. Un buon consiglio è quello di fare 5-6 pasti al giorno (3 principali e 2 spuntini, a intervalli di circa 3 ore). ASSUNZIONE FREQUENTE DI FARMACI - I medicinali di sintesi, se usati spesso, possono interferire sui processi digestivi, oltre a provocare facilmente infiammazioni della mucosa gastrica. CARENZA DI ENZIMI - Gli enzimi sono fondamentali per il processo digestivo, poiché attivano le reazioni chimiche necessarie per scomporre gli alimenti. Se la digestione non può avvenire in maniera corretta, possono entrare in circolo sostanze nocive. Quindi, se vengono a mancare gli enzimi, oltre a un malassorbimento dei nutrienti si verifica anche un indebolimento delle autodifese, che espone a un maggiore rischio di contrarre malattie.
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La digestione difficile
La papaia contrasta i danni delle diete iperproteiche
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n altro superfrutto ricco di enzimi, in particolare di papaina, che favorisce la digestione delle proteine, è la papaia. Il frutto della papaia si presenta come una grossa bacca di colore verde-giallo all’esterno e arancione all’interno. La polpa racchiude molti semi neri di piccole dimensioni, ricoperti da mucillagine. Esistono diverse varietà del frutto, ma le due specie più diffuse
sono la papaia del tipo “Solo” (hawaiana) e quella messicana. La prima ha la scorza ruvida di colore giallo-verde ed è più dolce. La messicana ha un gusto meno zuccherino e succoso e tende a essere più grande; la buccia è liscia e di colore verde. La papaia è un vero scrigno di nutrienti, tant’è che alcune popolazioni dell’America Centrale la definiscono “frutto bomba”.
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Una miniera di sostanze antiossidanti La papaia contiene le vitamine A, C, E e quelle del gruppo B, che oltre ad avere effetti benefici ed energizzanti, potenziano la funzione antiossidante del frutto. La vitamina E, in particolare, è considerata tra i migliori antiage naturali. Ma è soprattutto il licopene, presente in concentrazioni significative, ad agire in tal senso: questa sostanza, che appartiene ai carotenoidi (i pigmenti giallo-viola molto diffusi nei vegetali), combatte i radicali liberi e contrasta l’invecchiamento. Il potassio, il calcio, il magnesio e gli altri minerali, come anche le fibre racchiuse in buona quantità nella polpa della papaia, ne migliorano i valori nutrizionali rendendola un alimento completo e salutare. I semi sono ricchi di flavonoidi e polifenoli. Infine, la papaina, un enzima che aiuta la digestione, fa di questo frutto un buon rimedio contro i problemi gastroenterici. La papaina agisce come un succo gastrico, favorendo l’assimilazione delle sostanze nutritive e allo stesso tempo aiutando a eliminare gli scarti.
Dona maggiore pienezza Spesso la fame nervosa nasce da uno stato di intossicazione latente. La papaia, miniera di antiossidanti, aiuta a ristabilire l’equilibrio acido-base facendolo virare verso l’alcalinità, grazie all’enzima papaina. Risultato? Ci sentiamo più leggeri, meno gonfi e anche meno affamati. Consuma la papaia in macedonia, condita con il succo di limone, da sola o associata a kiwi e mele: ricchi di pectine, questi frutti tolgono la sensazione di appetito costante. Oppure si può sciogliere una bustina di polvere di papaia fermentata in un bicchiere di acqua o di latte vegetale, da bere una volta al giorno.
SERVE COME CIBO Serve un cambio O di COME INTEGRATORE atteggiamento
La papaia può essere consumata cruda a fine Il frutto costituisce un buon pasto, come un qualsiasi frutto,rimedio o comecontro la stipsi, agisce come lassativo spuntino in perché ogni momento della un giornata, naturale e protegge l’intestino. È un oppure come leggero integratore. alimento depurante e disintossicante, che • FRUTTO FRESCO: è opportuno scegliere frutti favorisce la diuresi e lo smaltimento delle maturi al punto giusto. Nel caso in cui la tossine e dei liquidiacerba, in eccesso. papaia fosse ancora si puòSecondo alcuni studi recenti frequente conservare al buio perl’assimilazione farla maturare altri frutto e di Prova alcuni lasemi aiutaina liberare duedel o tre giorni. papaia l’intestino da vermi e batteri macedonia con il mango per unnocivi. pieno di vitamina A, toccasana per lo stomaco. • IL SUCCO PURO: si trova nei negozi biologici, è ricco di vitamine e sostanze benefiche per la funzionalità del metabolismo e del sistema digerente. Spesso è abbinato allo zenzero. • LA PAPAIA FERMENTATA: si ottiene con un procedimento specifico di lavorazione del frutto non ancora maturo trattato per un certo periodo con lieviti e batteri, che trasformano gli enzimi, le vitamine e gli aminoacidi, potenziandoli. Dopo la fermentazione viene ricavata una polvere finissima il cui potere antiossidante è molto accresciuto rispetto al frutto di partenza. • I SEMI DEL FRUTTO: i semi possono essere usati come una spezia per condire: il loro gusto è simile a quello del pepe nero.
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LA GASTRITE
Il “fuoco” che brucia dentro L’INFIAMMAZIONE DELLA MUCOSA GASTRICA PROVOCA DOLORI E PUÒ PORTARE ALL’ULCERA
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a gastrite è un’infiammazione della parete interna dello stomaco, che inizia a “bruciare”, proprio come se le mucose fossero sfiorate dal fuoco. È una delle patologie più diffuse e comuni: secondo i dati epidemiologici recenti, pare che in Italia ne soffrano, anche se in maniera saltuaria, oltre 10 milioni di persone. Può essere localizzata in un’area ristretta oppure interessare tutto lo stomaco. In effetti, la gastrite non è una malattia precisa, ma è un segnale comune a disturbi di origine diversa, che provocano l’infiammazione della mucosa gastrica. Ci sono le gastriti acute, che compaiono
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Gli esami che la confermano Se il medico sospetta che sia in atto una gastrite, in presenza di disturbi continuativi, per confermare la diagnosi può prescrivere una serie di esami: il test per l’Helicobacter pylori, l’analisi del sangue, il test del respiro, l’endoscopia gastrica, la biopsia.
all’improvviso, e durano per un tempo limitato; si presentano per esempio dopo un picco di stress oppure dopo un pasto troppo pesante, eccesso di cibi piccanti ed irritanti per la mucosa gastrica. La gastrite cronica invece è un disturbo progressivo e persistente, spesso provocato da infezioni da Helicobacter pylori, il microrganismo che può portare all’ulcera. La gastrite cronica ha però anche molte varianti, che possono essere collegate a disturbi psicosomatici, o malattie di diverso genere, che colpiscono il fegato, l’intestino o anche i i reni. Tutti i tipi di gastriti sono accomunate da attacchi di dolore e bruciore allo stomaco (pirosi gastrica), oltre a inappetenza, diarrea, dolori addominali, flatulenza, meteorismo, vomito e alitosi, accompagnati dalla necessità di frequenti eruttazioni. Le gastriti croniche, oltre a creare disturbi frequenti, possono sfociare in vere e proprie patologie.
I campanelli d’allarme Il dolore all’addome di intensità variabile, che insorge di solito entro i primi 30 minuti dopo il pasto, è il sintomo più tipico della gastrite. Quando diventa cronica, la gastrite può associarsi anche alla sindrome del colon irritabile, con i sintomi tipici: coliche intestinali, stitichezza che si alterna a fasi di diarrea, gonfiori addominali. La maggior parte delle persone tende a non dare importanza ai primi segnali di allarme. Questo peggiora il quadro dei sintomi che invece potrebbe essere tenuto sotto controllo facilmente, nella fase iniziale, con una dieta ad hoc e una regolare attività fisica.
È legata anche allo stile di vita In genere la gastrite dipende soprattutto da un’alimentazione scorretta, ma non solo. Anche lo stress e le abitudini di vita hanno la loro influenza. I sintomi compaiono quando aumenta la produzione o l’intensità degli acidi gastrici, a causa dell’alimentazioni o dello stress. Oppure quando la barriera difensiva della mucosa si indebolisce. Le cause di questo indebolimento possono essere molte: l’invecchiamento, l’effetto di farmaci, di malattie o di infezioni batteriche. Spesso la gastrite cronica non viene diagnosticata per tempo: così c’è il pericolo che questa infiammazione “silenziosa” possa degenerare in patologie più gravi, più difficili da trattare e da sanare definitivamente.
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Le infiammazioni
S IL REFLUSSO
L’acidità che sale fino in gola È UN DISTURBO MOLTO FREQUENTE, CHE COMPARE SOPRATTUTTO DI NOTTE E PUÒ DANNEGGIARE L’ESOFAGO
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e il fastidio allo stomaco è frequente e talvolta un rigurgito acido ti sale fino in gola, provocando irritazione e tosse, è probabile che tu abbia un problema di reflusso gastroesofageo. Anche se questa patologia non è grave, peggiora la qualità della vita e, a lungo andare, può dare luogo a patologie anche serie a carico della mucosa esofagea. Il passaggio del bolo nello stomaco è regolato da una valvola, detta cardias, che evita la risalita del materiale gastrico, acido e corrosivo, verso l’alto. Se questa valvola non si chiude completamente o si apre quando non dovrebbe, il cibo mescolato agli acidi risale, irritando e infiammando le pareti dell’esofago. Il materiale gastrico, costituito in prevalenza da acido cloridrico e talvolta anche da bile, è irritante per la mucosa esofagea, e alla lunga può provoca lesioni. Spesso il dolore non rimane confinato in questa zona, ma tende a irradiarsi e può coinvolgere anche la gola. Non di rado compare anche una tosse, secca e stizzosa, che dipende dalla penetrazione di succhi gastrici nelle alte vie respiratorie. Una sintomatologia che può essere confusa con quella dell’asma allergica: non è infatti raro che venga combattuta con antiasmatici o cortisonici, che attenuano il problema respiratorio. L’esofagite, ossia l’infiammazione dell’esofago conseguente al reflusso, può creare dei danni permanenti alla mucosa esofagea, che - al contrario di quella dello stomaco - non è minimamente attrezzata per riuscire a resistere alle secrezioni acide. Nel lungo periodo, l’azione demolitrice dell’acido cloridrico può arrivare a danneggiare i tessuti, alzando il pericolo di degenerazione cellulare
Sintomi tipici La persona che soffre di reflusso può accusare disturbi di vario genere, anche apparentemente non legati all’attività digerente, tra cui vi possono essere i seguenti: • rigurgito acido e tosse cronica; • bruciore dietro lo sterno, spesso associato a spasmi acuti dell’esofago; • ritorno del contenuto dello stomaco verso gola e bocca, specialmente durante la notte, con risvegli bruschi e residui acidi in bocca; • salivazione eccessiva (attivata automaticamente, per diluire l’eccesso di acido); • deglutizione a volte difficile; • disfonia e raucedine (dovute all’effetto dell’acido in gola); • nei casi più gravi, lievi difficoltà respiratorie; • cifosi dorsale (leggero ingobbimento): il corpo tende a chiudersi su stesso, per riflesso di protezione.
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