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Le 6 regole d'oro per la salute della donna

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RIZA

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LE 6 REGOLE D’ORO PER LA SALUTE DELLA DONNA

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6 REGOLE D’ORO

PER LA SALUTE DELLA DONNA TUTTE LE SOSTANZE NATURALI INDISPENSABILI PER RITROVARE IL BENESSERE

DEPURA L’ORGANISMO Spazza via le tossine acide PROTEGGI L’INTESTINO Fai il pieno di probiotici DIGERISCI BENE Scopri i cibi salvastomaco RINGIOVANISCI I NEURONI Con le vitamine antiage RINFORZA LE OSSA Previeni l’osteoporosi MIGLIORA LA TUA ENERGIA Scegli le proteine giuste

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SOMMARIO

Regole d’oro per proteggersi da disturbi e malattie 1� REGOLA - RIDUCI L’ACIDOSI

L’IMPORTANZA DELL’EQUILIBRIO ACIDO-BASE Quando il corpo diventa “acido” cominciano i disturbi Come ristabilire il nostro corretto pH

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2� REGOLA - PROTEGGI IL MICROBIOTA

NELL’INTESTINO LA CHIAVE DELLA SALUTE Conviviamo col microbiota: migliaia di miliardi di batteri La disbiosi: quando si spezza l’equilibrio interno Come combattere la disbiosi: il primo passo è la disintossicazione

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Se l’intestino sta bene ne guadagna

anche il nostro benessere emotivo 4

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RIZA

GRANDI

GUIDE

EDIZIONI RIZA s.p.A Via Luigi Anelli, 1 - 20122 Milano www.riza.it - info@riza.it

3� REGOLA - CURA LA DIGESTIONE

QUANDO LO STOMACO NON FUNZIONA I disturbi più comuni dell’apparato digerente La cattiva digestione: ci intossica e appesantisce Spesso lo stomaco “brucia” e la mucosa gastrica s’infiamma

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I segnali d’allarme di una mente stanca I nutrienti utili per un cervello sano e in piena efficienza

Stampato in Italia da: Rotolito S.p.A. Stabilimento di Cernusco sul Naviglio (MI) Distribuzione per l’Italia: So.Di.P “Angelo Patuzzi” S.p.A., Via Bettola 18, 20092 Cinisello Balsamo (MI) Tutti i diritti riservati. Questa pubblicazione è protetta da copyright ©. Nessuna parte di essa può essere riprodotta, contenuta in un sistema di recupero o trasmessa in ogni forma e con ogni mezzo elettronico, meccanico, di fotocopia, incisione o altrimenti senza il permesso scritto dell’editore. Le informazioni contenute nella presente pubblicazione sono a scopo informativo e divulgativo: pertanto non intendono sostituire, in alcun caso, il consiglio del medico di fiducia.

4� REGOLA - PROTEGGI I NEURONI

MANTIENI IN FORMA IL CERVELLO

Immagini: Fotolia, 123rf, Shutterstock

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5� REGOLA - RINFORZA LO SCHELETRO

COME AVERE OSSA ROBUSTE A OGNI ETÀ

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Previeni la fragilità del tuo scheletro

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6� REGOLA - PER LO SPORT E LA LINEA

LE PROTEINE “GIUSTE” PER STAR BENE

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Le proteine, fondamentali per la salute

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2� regola - proteggi il microbiota

Nell’intestino la chiave

della salute N

egli ultimi anni l’attenzione dei ricercatori si sta concentrando sul ruolo svolto dall’intestino nel garantirci la salute e il benessere psicofisico. Ormai è largamente superata l’idea che l’apparato intestinale serva solo ad assorbire i nutrienti e a espellere gli scarti. Si stanno studiando in particolare le funzioni svolte dalla sterminata popolazione di microrganismi che abita l’intestino: il microbiota, composto da batteri, virus e funghi. Molti di questi batteri sono preziosi per l’organismo: contribuiscono a ricavare sostanze nutrienti dai cibi, sostengono il sistema immunitario e creano uno scudo che impedisce ai microrganismi patogeni e alle sostanze nocive di entrare nel flusso sanguigno. Quando si spezza il delicato equilibrio fra i batteri, fisiologicamente si crea la disbiosi, che provoca un’infiammazione generale e favorisce diversi disturbi, non solo intestinali. È accertato poi che l’intestino agisce come un secondo cervello: ospita milioni di neuroni che non solo interagiscono con il sistema nervoso centrale, ma svolgono anche un’attività autonoma. Nell’intestino vengono prodotti neurotrasmettitori e ormoni che influenzano il nostro umore e i nostri gusti. È fondamentale, quindi, che il microbiota sia in equilibrio, perché può essere profondamente alterato sia da una dieta scorretta che dall’assunzione di medicinali. La disbiosi è un fenomeno frequente, ma si può curare con strategie naturali che puntano a rimuovere i microrganismi nocivi e sanare l’ambiente intestinale, per poi reintrodurre i batteri utili alla nostra salute. Le nuove frontiere della medicina prevedono l’utilizzo di varie specie batteriche per la prevenzione e la cura delle diverse malattie. Si tratta degli ormai ben noti probiotici, ovvero batteri buoni che sono in grado di ripopolare il colon in modo da ristabilire un’armonia benefica per la nostra salute.

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NELL’INTESTINO LA CHIAVE DELLA SALUTE

Conviviamo col mi c di miliardi di batteri L’intestino ospita un ecosistema complesso di microrganismi, un piccolo universo dal quale dipende la nostra salute, perché molti batteri svolgono funzioni indispensabili all’organismo

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ell’intestino umano vivono circa centomila miliardi di batteri, un numero nettamente superiore alla quantità di cellule del corpo umano. Il peso complessivo dei batteri è di oltre 1 kg, molto notevole, se si tiene conto del fatto che si tratta per lo più di organismi unicellulari delle dimensioni di pochi micron (un micron equivale a un millesimo di millimetro). I microrganismi intestinali presenti nell’intestino appartengono a 600 generi diversi, per un totale di circa 10.000 specie. Ogni individuo ha un microbiota diverso, pur condividendo un gruppo di microrganismi comuni. La composizione della microflora nei diversi segmenti dell’intestino

muta col diminuire dell’ossigeno e dell’acidità (pH) man mano che ci si addentra nel canale intestinale. La maggior parte dei batteri è concentrata nel colon, il tratto finale dell’intestino, l’ambiente con meno ossigeno e meno acidità.

Ci influenzano profondamente

I batteri e i microrganismi che ci abitano sembrano avere una profonda influenza su di noi. Dalla loro salute dipende anche la nostra e, forse, dipendono anche alcune delle nostre caratteristiche, comportamentali ed emotive. Gli studi sul microbiota sono abbastanza recenti e bisogna ancora scoprire moltissimo sul grande universo di questi

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i crobiota: migliaia L’importanza dei primi anni di vita Quando nasciamo, l’intestino è privo di batteri, ma si popola al momento stesso della nostra entrata in scena, quando veniamo in contatto col microbiota materno attraverso il “canale” del parto e il latte materno che ci nutre nei primi mesi di vita. I bambini nati con parto cesareo, o precocemente sottoposti a cure antibiotiche, soffrono più di frequente di deficit immunitari e metabolici. Nei primi tre anni di vita, ogni cosa o persona con cui si entra in contatto ci passerà dei batteri, che potranno moltiplicarsi nel nostro intestino, arrivando a formare un conglomerato stabile, che ci accompagna per il resto della vita ed è diverso da persona a persona. Tuttavia, condividiamo gli stessi batteri con le persone che vivono accanto a noi. Per questo motivo i consanguinei, e chi coabita per lungo tempo, hanno somiglianze notevoli nella loro “impronta batterica”. E, prevedibilmente, condividono anche patologie, caratteristiche comportamentali e gusti.

microrganismi. Solo in anni recentissimi sono stati messi a punto strumenti in grado di indagare sulla sua complessità. Molti dei batteri intestinali, infatti, muoiono a contatto con l’aria e l’ossigeno (sono anaerobi). Oggi, grazie a innovative tecniche di sequenziamento del DNA batterico, il microbiota si può studiare a partire dal materiale fecale, ed è possibile fare un inventario delle varie tipologie batteriche presenti nell’intestino di una persona.

Funzioni svolte dai batteri

Le diverse specie di batteri che popolano l’intestino intervengono in numerosi processi fondamentali per la nostra vita. Sono indispensabili per l’assorbimento dei nutrienti: producono alcuni enzimi necessari a digerire e assimilare quello che mangiamo. Se li nutriamo con la giusta quantità di fibre idro-

solubili, i batteri in cambio regalano al corpo preziosissimi acidi grassi come l’acido butirrico, l’acido acetico e quello propionico, fondamentali per dare energia alle cellule delle pareti intestinali. Altre funzioni dei batteri: ● favoriscono il metabolismo e la fermentazione dei carboidrati; ● migliorano l’assorbimento dell’acqua e dei sali minerali a livello del colon; ● sintetizzano alcune vitamine come la K e le vitamine del gruppo B; ● concorrono al metabolismo del colesterolo; ● producono alcuni aminoacidi come arginina, glutamina, cisteina; ● allenano il nostro sistema immunitario, per difenderci dai microrganismi nocivi; ● combattono i germi patogeni; ● partecipano alla sintesi della serotonina, l’ormone del benessere. 29

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NELL’INTESTINO LA CHIAVE DELLA SALUTE

Il microbiota in salute ci difende da molte malattie D

alla salute e dall’equilibrio dell’apparato gastro­intestinale, compreso il microbiota, dipende il benessere di tutto l’organismo. In primo luogo perché la mucosa intestinale, con i batteri che vi aderiscono, costituisce una delle principali barriere che ci proteggono da microrganismi nocivi e dalle sostanze tossiche che provengono dall’esterno.

I MICRORGANISMI CREANO UNA barriera protettiva

La composizione e la salute del microbiota, al momento della sua formazione, possono determinare quanto facilmente ci ammaleremo nel corso della vita. A questo proposito, uno studio italiano ha analizzato la flora batterica intestinale di alcuni bambini e ha notato che quelli che durante la prima infanzia non sono stati sufficientemente esposti alla “contaminazione” di Bifidobacterium (cioè dei batteri buoni che dovrebbero essere abbondanti nell’intestino di un individuo sano) hanno più probabilità di sviluppare un sistema immunitario “sbilanciato”, o comunque carente in alcune reazioni. Non si tratta però di difese immunitarie acquisite una volta per tutte, ma possono diminuire, così come aumentare. La funzione di “barriera” del microbiota intestinale prosegue comunque per tutta la vita. Una delle funzioni più importanti di questo ecosistema di microrganismi

Quando la flora batterica è sana, eviti la candidosi L’equilibrio della flora batterica intestinale serve anche a proteggere dalla Candida Albicans, un fungo che normalmente abita nell’apparato genitale e intestinale senza creare problemi. Ma può diventare un problema, in particolare per le donne. Quando, per uno dei vari possibili motivi, la flora batterica viene alterata, il fungo prolifera in modo anomalo, provocando sintomi come prurito intenso, bruciore, difficoltà nei rapporti sessuali, secrezioni e gonfiore. Se la flora batterica è debole, i miceti colonizzano la vagina e scatenano l’infezione, che provoca disturbi notevoli e che spesso è recidivante. In questo caso, tra i rimedi più utili c’è l’assunzione di probiotici, in particolare lattobacilli.

è proprio quella di garantire la salute dell’ospite (cioè noi), ed è un compito che svolge mantenendo in equilibrio una serie di delicati meccanismi. Nel momento in cui questi vengono pregiudicati

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(cosa che può accadere per colpa di una dieta e di uno stile di vita scorretti), il microbiota smette di funzionare in modo efficiente. E il sistema immunitario perde colpi. Ecco perché a risentirne è lo stato di salute generale.

i batteri prevenGono disturbi metaboliCi e CirColatori

Un intestino in salute contribuisce ad avere un sistema cardiovascolare più sano. Lo suggerisce una revisione dell’Istituto di Medicina Interna e Gastroenterologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, pubblicata nel 2016 sul “Giornale italiano di Cardiologia”. La conclusione dello studio è che il microbiota intestinale appare coinvolto nell’insorgenza di malattie che, apparentemente, hanno poco a che fare con l’intestino: il diabete di tipo 2, la sindrome metabolica e i disordini cardiovascolari. Il campo è tuttora da indagare, ma la causa di questo fenomeno sarebbe da ricondurre al problema della disbiosi. Gli squilibri della flora batterica, infatti, hanno tra le proprie conseguenze una maggiore permeabilità della membrana intestinale, difficoltà nel controllo del peso corporeo e tendenza all’insulinoresistenza, che rappresenta un gradino in direzione del diabete di tipo 2. Queste sono tutte condizioni che rappresentano dei grandi fattori di rischio per le malattie metaboliche e cardiache, anche di rilevante gravità. Una conferma di questa ipotesi viene da uno studio che è stato condotto sul microbiota su un totale di 25 soggetti, di cui 12 affetti da aterosclerosi: la composizione batterica dell’intestino di questi ultimi era differente rispetto a quella degli individui che erano sani.

se sta bene l’intestino, sta bene anChe la pelle

Pelle e intestino sono due organi che hanno molte cose in comune. Entrambi, infatti, possiedono un proprio microbiota, cioè un tipo di popolazione batterica specifica. La pelle è ricca di batteri che sono, in certi casi, molto simili a quelli che dimorano nell’intestino: lattobacilli, actonobacteria, firmicutes, proteobacteria sono presenti sulla pelle e nelle pieghe delle mucose enteriche. Alcuni studiosi ritengono che un’alterazione del microbiota intestinale sia la causa della psoriasi, un patologia dermatologica di cui non si sono ancora chiarite a fondo le cause. È quindi ipotizzabile che l’uso di integratori a base di batteri “buoni” che possano restituire integrità alla flora batterica sia utile a ridurre lo stato infiammatorio dell’epidermide.

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NELL’INTESTINO LA CHIAVE DELLA SALUTE

La disbiosi:

quando si spezza l’equilibrio interno La nostra flora batterica, già impoverita a causa delle nostre abitudini alimentari, è messa a dura prova anche dai farmaci e dallo stress. È necessario ricostruire il microbiota per ritrovare il nostro benessere

I

l microbiota è un ecosistema nel quale convivono centinaia di specie di microrganismi, sia “amici” della mucosa intestinale sia “nemici”, ossia patogeni e potenzialmente portatori di malattie. La condizione di equilibrio, in cui le specie di batteri nocivi non prevalgono su quelle utili alla salute, è definita eubiosi. Se invece alcune colonie batteriche prevalgono sulle altre, l’equilibrio si spezza e si crea disbiosi. Il microbiota si modifica in rapporto all’alimentazione, alle sostanze che assumiamo e alle nostre abitudini.

LA DIETA MODERNA SFIDA L’INTESTINO

Le principali cause della disbiosi dell’intestino vanno ricercate soprattutto nello stile di vita e nelle abitudini alimentari, tra cui, per esempio, un’alimentazione non equilibrata e con abbondanza di cibi prodotti industriali. La nostra dieta attuale abbonda di farinacei raffinati, derivati esclusivamente dalla farina “bianca”, povera di fibre e di oligoelementi. Le abitudini alimentari

di oggi sono un affronto per l’asse intestino-cervello, a causa della riduzione delle fibre gradite ai batteri simbionti, e dell’abbondanza di sostanze che favoriscono lo sviluppo di specie batteriche meno utili o, peggio, di specie poco raccomandabili. Molti alimenti, infatti, contengono conservanti, pesticidi, antibiotici, coloranti e ormoni steroidei alimentari, che influiscono anche sul microbiota. Tutto ciò ha molto impoverito la flora batterica, lasciando il nostro intestino sguarnito, infiammato, e molto più vulnerabile agli attacchi dei patogeni. Il microbiota è messo a dura prova dal consumo abbondante di carne rossa, di farine raffinate, private delle fibre e di alimenti industriali, asettici, ma pieni di additivi. Di contro, mangiamo sempre meno vegetali, fonti di fibre che nutrono i batteri. Tutto ciò, portato avanti per molti anni, finisce per selezionare un range ridotto di ceppi batterici, impoverendo l’ecosistema intestinale, che infatti comprende una varietà molto più ridotta di

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Le nostre abitudini di vita mettono a rischio

la sopravvivenza dei batteri utili nel nostro intestino

microrganismi, rispetto al passato, come dimostrano le ricerche sulle popolazioni dell’Amazzonia, dell’Africa e del Pacifico, costituite da cacciatori-raccoglitori, non raggiunti dalla globalizzazione alimentare. Il loro microbiota è circa due volte più vario del nostro. Una buona notizia - Non è difficile ricostituire il microbiota, cambiando le proprie abitudini alimentari, e tenendo presente che, oltre a noi, abbiamo alcuni trilioni di batteri alleati da sfamare: se teniamo al nostro benessere, dobbiamo avere cura anche di loro. Per stare davvero bene, sia nel corpo che nella mente, la nostra dieta quotidiana deve essere gradita a noi, ma anche al nostro microbiota e allo “psicobiota”, ossia a quei microrganismi la cui presenza - si è scoperto recentemente - influenza anche la nostra sfera psichica.

questi farmaci danneggia l’ecosistema intestinale con effetto tanto maggiore quanto più ampio è lo spettro di azione del farmaco. Gli antibiotici, in particolare, eliminano i batteri buoni e alterano la comunicazione fra microbiota e sistema immunitario dell’organismo, favorendo l’emergere di infezioni provocate da germi multiresistenti. Lo stress intenso e prolungato - Il perdurare di una condizione di stress psicofisico determina uno stato di infiammazione generale di basso livello che provoca anche cambiamenti nell’ambiente intestinale, i quali possono danneggiare la flora batterica.

Non solo la cattiva alimentazione ma anche altri fattori possono alterare la flora intestinale.

L’effetto di patologie in atto - La disbiosi può essere anche conseguenza di alcune malattie che provocano scompensi metabolici. Ad esempio le malattie epatiche, pancreatiche, gastriche e delle vie biliari, i disordini di malassorbimento (celiachia, intolleranze varie come quelle al lattosio) e le varie patologie enteriche (infezioni, parassitosi, diverticoli, ecc.).

L’eccesso di farmaci - Facciamo un largo consumo di antibiotici, antinfiammatori, sulfamidici, corticosteroidi, lassativi. La maggior parte di

Disagi emotivi prolungati - Anche gli stati depressivi e i pensieri negativi ricorrenti influenzano la flora batterica intestinale; per cui l’intestino influenza anche il nostro stesso umore.

LE ALTRE POSSIBILI CAUSE

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NELL’INTESTINO LA CHIAVE DELLA SALUTE

L’intestino influenza il cer v T

ra cervello e intestino c’è un collegamento molto forte, anche perché sono collegati da un canale di comunicazione privilegiato, cioè il nervo vago. Ma le cellule del “cervello enterico” godono anche di una certa autonomia: elaborano la vasta serie di informazioni che riceviamo dall’esterno e, attraverso lo scambio di messaggi ormonali e di sostanze chimiche, comunicano con

psicosomatica

L’influsso reciproco tra corpo e mente

la flora batterica intestinale e con il sistema immunitario, senza passare per il cervello. Si fa strada anche l’idea che molti disturbi di tipo neurologico e di carattere psicologico o psicosomatico possano dipendere da squilibri intestinali. Una ricerca del 2016 dell’Institute of Microbiology di Pechino, ha ipotizzato che lo stato di salute del microbiota sia collegato all’insorgenza di patologie neurodegenerative, come la demenza senile e la malattia di Alzheimer. Secondo gli studiosi la flora intestinale batterica non in equilibrio scatenerebbe infiammazioni e disordini metabolici, a loro volta connessi alla patogenesi della demenza.

Non si sa ancora di preciso se sia il microbiota a provocare cambiamenti nel cervello, o se invece siano i mutamenti avvenuti nel cervello a influenzare il microbiota, ma gli scienziati per ora ipotizzano un rapporto reciproco. Questa piccola rivoluzione nel modo di pensare la relazione tra il cervello e l’intestino, tra la mente e il corpo, conferma la necessità, da tempo manifestata dalla psicosomatica, di considerare intimamente collegati tra loro il lato fisico del nostro essere con quello psichico. Sono un tutt’uno inscindibile.

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r vello e i comportamenti

proviamo emozioni anChe Con la panCia

Le cellule della mucosa intestinale producono gran parte della serotonina del corpo, un neurotrasmettitore fondamentale per stimolare la contrazione della muscolatura liscia del tratto gastrointestinale, ma anche - almeno quella prodotta nel cervello, strutturalmente simile - per regolare il sonno, l’umore e il benessere; la serotonina infatti è chiamata “ormone della felicità”. Le cellule del sistema endocrino intestinale secernono triptofano e GABA, un ormone capace di controllare l’ansia, prevenendo la sindrome ansioso-depressiva. Il microbiota è influenzato da condizioni di stress psichico, ma a sua volta influenza il sistema nervoso centrale e il comportamento. La nostra popolazione batterica può influire anche sui nostri gusti, sulle emozioni e sul modo in cui reagiamo alle paure. Secondo gli esperti dell’APC Microbiome Institute dell’University College a Cork, in Irlanda, l’ansia patologica e le reazioni eccessive di fronte agli stimoli della paura possono essere collegati a quello che succede

nell’intestino. I microbi della flora intestinale sarebbero in grado di dialogare con i centri cerebrali che governano le sensazioni di paura, panico e ansia.

i batteri influisCono sui nostri stati d’animo

Secondo uno studio dalla McMaster University, pubblicato su “Science Translational Medicine”, il “trapianto” di microbiato può influenzare il comportamento. A tre gruppi di cavie animali, prive di batteri intestinali, è stato inoculato il microbiota di tre gruppi di persone: individui sani, altri con sindrome dell’intestino irritabile (IBS) e disturbi d’ansia, e soggetti con sindrome dell’intestino irritabile, ma senza disturbi d’ansia. Dopo qualche tempo, le cavie che avevano ricevuto microbiota proveniente da individui con IBS andavano incontro a una serie di cambiamenti, che coinvolgevano le funzioni intestinali e il loro comportamento. Molti degli animali sviluppavano ansia e inquietudine, replicando le condizioni emotive delle persone da cui avevano ricevuto il microbiota.

Le proteine prodotte dai batteri agiscono come neurotrasmettitori

e modificano le reazioni emotive

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NELL’INTESTINO LA CHIAVE DELLA SALUTE

Lo squilibrio tra batteri causa disturbi intestinali e varie malattie comuni L

a disbiosi, ovvero l’alterazione della flora intestinale, comporta una rottura nell’equilibrio che garantisce la salute intestinale. Questo squilibrio genera uno stato di infiammazione cronica di bassa intensità, che danneggia il tessuto della mucosa intestinale, rendendolo più permeabile ai microrganismi patogeni e alle tossine, che così possono penetrare nell’organismo. Inoltre, la disbiosi provoca la riduzione dei batteri utili all’intestino perché tolgono ai batteri nocivi nutrimento e spazio sulla mucosa. Di conseguenza l’alterazione del microbiota è la causa in primo luogo di una serie sintomi gastrointestinali: gonfiori, cattiva digestione, meteorismo, nausea, crampi addominali, disturbi dell’alvo (stitichezza e diarrea). Inoltre, nelle donne, la disbiosi è responsabile di infezioni genitali ricorrenti, come

la candidosi vaginale. L’alterazione del microbiota può produrre anche altri problemi di salute, come una maggiore vulnerabilità alle infezioni, carenze nutritive, calo dell’energia fisica, con sensazione di debolezza.

all’oriGine di molte patoloGie

Secondo molti studiosi la rottura dell’equilibrio nella popolazione batterica intestinale è all’origine di molte delle cosiddette malattie del benessere, legate allo stile di vita occidentale quali obesità, disturbi cardiovascolari, diabete, patologie autoimmuni, tumori, malattie degenerative del sistema nervoso. Anche disturbi depressivi o di tipo ansioso oppure il calo dell’umore possono avere una correlazione con le modifiche del microbiota.

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La disbiosi indebolisce lo scudo intestinale

Infiammazioni croniche dell’intestino - La causa o la conseguenza delle malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD) potrebbe essere un aumento nella flora intestinale di alcuni batteri patogeni, che è stato riscontrato nei soggetti affetti da queste patologie. Inoltre, si è notata una riduzione nella popolazione batterica di altre “famiglie” di batteri che svolgono funzioni regolatrici sull’attività intesti-

nale. A parere di alcuni studiosi le infiammazioni intestinali potrebbero essere dovute alla riduzione delle specie che producono butirrato, una sostanza che protegge e preserva la mucosa intestinale. Ciò riduce la permeabilità della “barriera” e il passaggio dei microrganismi nocivi.

che ci protegge dalla “invasione” di virus

Colon irritabile: una questione da donne Crampi, mal di pancia, stipsi alternata a diarrea, pancia gonfia: questi i principali sintomi della sindrome del colon irritabile (IBS) che colpisce particolarmente la popolazione femminile. Il numero delle donne che ne soffrono è il doppio o il triplo degli uomini, ma mancano ancora certezze perché la patologia è difficilmente diagnosticabile con precisione. La diversa incidenza potrebbe essere legata a differenze ormonali fra i due sessi e quindi all’effetto degli estrogeni, ormoni femminili. Non è un caso che sintomi intestinali come crampi, gonfiori e irregolarità nell’alvo tendano ad accentuarsi nelle donne durante il periodo mestruale. Inoltre, il gonfiore addominale è uno dei disturbi che hanno una maggiore incidenza dopo la menopausa, che è una delle conseguenze delle fluttuazioni ormonali determinate dal progressivo abbassamento dei livelli di estrogeni.

Obesità - Numerose ricerche hanno evidenziato che l’obesità comporta notevoli alterazioni del microbiota: soprattutto nei soggetti obesi, infatti, si registra una certa diminuzione dei bacteroidetes e un aumento dei firmicutes, e l’entità delle alterazioni sembra essere direttamente correlata con la quantità di tessuto adiposo che è accumulata nell’organismo. Anche in questo caso si discute se queste alterazioni siano una causa oppure una conseguenza dell’obesità. A questo proposito sono stati eseguiti vari studi sugli animali. Somministrando una dieta ricca di grassi a cavie normali e a cavie prive di microbiota, si è notato che solo le prime aumentavano di peso. Quando però i secondi subivano un “trapianto” di batteri che li rendeva simili ai primi, allora anch’essi ingrassavano. Allo stesso modo il trapianto del microbiota di topi magri in topi obesi ha evidenziato un miglioramento delle condizioni di questi ultimi.

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