
Viaggi
Ventimiglia
Costiera Amalfitana
Puglia
Incontri
Baby K
Edoardo Bennato
Donatella Finocchiaro
Arte e cultura
Biennale Arte 2026
Fortunato Depero
Italian Global Series
Vania Colasanti
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Viaggi
Ventimiglia
Costiera Amalfitana
Puglia
Incontri
Baby K
Edoardo Bennato
Donatella Finocchiaro
Arte e cultura
Biennale Arte 2026
Fortunato Depero
Italian Global Series
Vania Colasanti































di Alessandra Calise
ome stabilire il momento esatto in cui comincia una storia? Tutto è sempre cominciato già prima», scriveva Italo Calvino. Forse è per questo che spesso facciamo fatica a riconoscere il futuro. Lo immaginiamo come qualcosa che deve ancora arrivare, un punto lontano all’orizzonte, una promessa affidata al domani. In realtà il futuro comincia molto prima. Comincia quando si gettano le basi perché possa esistere. Quando si progetta, si costruisce, si investe. Quando si accetta che ogni trasformazione autentica richieda tempo, lavoro e talvolta qualche inevitabile disagio.
L’Italia che attraversiamo quest’estate è, sotto molti aspetti, un Paese che sta vivendo proprio questo momento: il passaggio tra ciò che è e ciò che sarà. Luglio è il mese delle partenze. Milioni di persone si mettono in viaggio per raggiungere il mare, la montagna, una città d’arte, una famiglia, un concerto. Molti di questi percorsi iniziano in stazione, lungo quella rete ferroviaria che ogni giorno connette territori, persone e storie. Ma mentre il Paese si muove, qualcosa succede anche sotto i suoi piedi. Ogni giorno, lungo la rete ferroviaria italiana, sono attivi oltre 1.300 cantieri. Interventi di manutenzione, potenziamento infrastrutturale e aggiornamento tecnologico che interessano linee, stazioni e sistemi di controllo. Un lavoro immenso, spesso invisibile, che prende forma soprattutto nelle ore notturne,

quando il traffico rallenta e migliaia di professionisti entrano in azione per preparare la ferrovia del futuro. Non abbiamo fermato i treni per costruirla. Abbiamo scelto di continuare a garantire il servizio mentre il cambiamento è in corso. È una sfida complessa, che richiede equilibrio, organizzazione e una straordinaria capacità di coordinamento. Significa intervenire su una rete viva, attraversata ogni giorno da chi parte per le vacanze ma anche da chi si sposta per lavoro, studio o necessità quotidiane.
I circa 12 miliardi di euro investiti nel 2025 nelle infrastrutture ferroviarie raccontano la portata di questa trasformazione. Nuove linee, manutenzioni straordinarie, innovazioni tecnologiche e interventi strategici stanno ridisegnando il sistema ferroviario nazionale con un’intensità che non ha molti precedenti nella storia recente del Paese. È un cambiamento profondo che riguarda non soltanto le infrastrutture, ma anche il modo in cui immaginiamo la
mobilità dei prossimi anni. Naturalmente costruire significa anche convivere con il cantiere. E un cantiere, per definizione, modifica temporaneamente ciò che attraversa. Possono esserci deviazioni, rallentamenti, tempi di percorrenza differenti, attese non previste. Non sono effetti collaterali del cambiamento, ne sono parte integrante. È il passaggio necessario perché ogni opera prenda forma. Per questo, accanto ai lavori, abbiamo scelto di rafforzare gli strumenti di informazione e assistenza. Oltre 250mila
QR code distribuiti a bordo dei treni consentono di accedere in tempo reale ad aggiornamenti, servizi e supporto. Un gesto semplice che permette di orientarsi meglio durante il viaggio e di ricevere informazioni sempre aggiornate.
Accanto alla tecnologia, cresce anche la presenza delle persone. Più personale nelle stazioni, canali di assistenza potenziati e servizi di digital caring consentono oggi di riprogrammare il viaggio direttamente dallo smartphone, in autonomia e senza costi aggiuntivi. Perché quando un itinerario incontra un imprevisto, la differenza non la fa soltanto la soluzione, ma anche la possibilità di sentirsi accompagnati.
Con questo numero della Freccia troverete inoltre un poster pieghevole dedicato ai principali cantieri e alle interruzioni programmate presenti sulla rete. Una mappa che consente di cogliere, con un solo sguardo, l’estensione di un lavoro che interessa l’intero territorio nazionale. Perché informare significa anche condividere il senso di ciò che si sta costruendo. E perché la trasparenza rappresenta una

forma concreta di attenzione verso chi viaggia con noi. Il viaggio, però, non è fatto soltanto di partenze e arrivi. È anche il tempo che scorre tra l’uno e l’altro. Quel tempo sospeso che consente di leggere, osservare il paesaggio, ascoltare una canzone o lasciarsi sorprendere da una storia. È con questo spirito che il numero di luglio accompagna i lettori nell’Italia della grande musica dal vivo. In copertina incontriamo Sal Da Vinci, protagonista di una stagione straordinaria che lo porterà in tour attraverso il Paese fino all’autunno. Inoltre, celebriamo gli 80 anni di Edoardo Bennato e i 50 anni di una carriera che ha segnato la storia della musica italiana, mentre Baby K si prepara a conquistare l’estate con la leggerezza e l’energia di Tucamacarena
Attorno a questi protagonisti si dispiega il racconto di un Paese che, da giugno a settembre, si trasforma in un grande palcoscenico diffuso. Dai festival jazz alle rassegne dedicate all’elettronica, dal rock al pop, fino alla grande tradizione cantautorale, l’Italia offre una geografia musicale capace di unire luoghi e generazioni diverse. Dal Friuli-Venezia Giulia alla Sardegna, ogni evento diventa un’occasione di incontro e condivisione, proprio come accade nei viaggi.
Per chi cerca ritmi più lenti, le pagine che seguono suggeriscono invece altre traiettorie. C’è Ventimiglia, affacciata sul confine e sul mare, punto privilegiato per osservare l’eclissi del 12 agosto e ricordarsi che il cielo sa ancora regalarci spettacoli capaci di fermare il tempo. C’è la Costiera Amalfitana, con il suo intreccio di paesaggi, storia e tradizioni che continuano a dialogare con il presente. E c’è la Puglia più nascosta, quella che conduce nel sottosuolo, tra grotte e cavità marine, offrendo prospettive inedite e un rifugio naturale dalla calura estiva.
Destinazioni differenti, accomunate da una stessa idea: viaggiare significa soprattutto attraversare. Attraversare luoghi, certo, ma anche stagioni della vita, cambiamenti, scoperte e nuove possibilità. In fondo è questo il significato più autentico della parola che dà il titolo a questo editoriale: transiti.
Non soltanto il passaggio da una stazione all’altra, ma il movimento continuo che accompagna le persone, i territori e le infrastrutture. Il cambiamento che prende forma mentre lo stiamo vivendo. Quel futuro che, proprio come suggeriva Calvino, entra nelle nostre vite prima ancora di mostrarsi compiutamente.
Oggi quel futuro corre accanto ai nostri treni, prende forma nei cantieri disseminati lungo la rete e nell’impegno di chi lavora ogni giorno perché la mobilità di domani sia più efficiente, sostenibile e connessa. A tutti coloro che viaggiano con noi, per una vacanza, per lavoro o semplicemente per raggiungere una destinazione cara, va il nostro ringraziamento. Per la fiducia, per la comprensione e per la pazienza.
Perché ogni binario in costruzione racconta una promessa. E ogni promessa, prima di diventare realtà, attraversa sempre un tempo di passaggio.

in tour per l’Italia
STORIE DI FS VIAGGI
6 Railway heArt
Le persone, i luoghi, le storie dell’universo ferroviario in un click
8 Sostenere la speranza
Il cuore grande di Flavio raccoglie fondi per la ricerca oncologica pediatrica. E gestisce una casa, in comodato d’uso da RFI, che ospita le famiglie dei bambini in cura al Bambino Gesù di Roma
10 Save the date
Mostre, festival, fiere: gli appuntamenti principali del mese da nord a sud

22 Dove si spegne il sole
Ventimiglia, vicino a Imperia, è il luogo perfetto per osservare l’eclissi del 12 agosto. Nell’attesa, si va alla scoperta di carruggi ed edifici storici
26 Il carattere del mare
Da Salerno verso Vietri e Cetara. Un itinerario nel primo tratto della Costiera Amalfitana, tra spiagge e tradizioni secolari
30 Viaggio al centro della Puglia
Dalla Grotta Zinzulusa alle cavità marine del Gargano. Un tour sotterraneo della regione, al riparo dal caldo e dalle folle
34 ANDAMENTO LENTO
La terra dell’oro rosso Nei Campi Flegrei, vicino a Napoli, per scoprire il tipico Pomodoro cannellino. Protagonista nelle aziende agricole e nelle cucine degli chef
38 L’ANNO DI FRANCESCO
Il santo dei giovani
A 800 anni dalla morte, Francesco parla ancora alle nuove generazioni. Che dal 3 al 6 agosto si incontrano ad Assisi per il GO! Franciscan Youth Meeting
44 Il coraggio di credere nei sogni
Nel film Greta e le favole vere, Donatella Finocchiaro interpreta la madre di una giovane attivista che lotta per l’ambiente
46 Coltivare il dubbio
A quasi 80 anni, Edoardo Bennato torna sul palco con sei concerti che celebrano mezzo secolo di musica. E continua a non avere certezze
48 Un’estate nella mischia
Baby K è pronta a lanciarsi in nuove avventure, tra un tormentone annunciato e il tour che prosegue fino a settembre

50 La corsia del futuro
Simone Cerasuolo, campione azzurro di nuoto a rana, racconta il suo lavoro in vista degli Europei di Parigi, dal 31 luglio al 16 agosto
54 Il codice dello stile
A Trieste una mostra svela cosa si cela dietro gli abiti delle celebrity, dall’attrice Rebecca Ferguson alla popstar Lady Gaga

58 Trame di memoria
La Biennale Arte 2026 di Koyo Kouoh invita a rallentare e ad ascoltare le tonalità minori del mondo. Tra evocazioni, ferite e possibili rinascite

64 Guardare oltre
A Udine, fino al 30 agosto, è possibile ammirare i capolavori dei maestri che hanno aperto la strada all’arte moderna, da Monet a Picasso
68 Abitare tra i capolavori
Nella casa museo Bagatti Valsecchi di Milano, fino al 2 agosto, 40 opere di Fortunato Depero creano un’insolita commistione con arredi e oggetti da collezione
72 Storie che restano
Da Star Trek a Un posto al sole, l’Italian Global Series celebra titoli che hanno attraversato le generazioni. E racconta il futuro della serialità
76 The summer is music
Dal Friuli alla Sardegna, i grandi festival accendono l’estate italiana. Tra jazz, elettronica, pop, rock e cantautorato
SEGNALIBRO
Intervista a Vania Colasanti per il libro Arte criminale 80
CIAK, SI PARTE
Classici moderni. I film in sala e in streaming scelti da Alessandra Caputo
Protezione invisibile I trend di bellezza secondo Luca Buttiglieri
Quando il cuore non fa più festa La posta del cuore di Cristiano Malgioglio
Gemelli, è l’ora della svolta L’oroscopo di Luigi Torres Cerciello
FOOD TO GO
La ricetta del mese Le focaccine di Sonia Peronaci 86
Semplicemente light I consigli fashion di Susanna Ausoni
Nuotare nel presente Meditare con Nerina Di Nunzio
In viaggio lungo il fiume con Fondazione FS Italiane

PER CHI AMA VIAGGIARE
MENSILE GRATUITO PER I VIAGGIATORI
ANNO XVIII - NUMERO 7 - LUGLIO 2026
REGISTRAZIONE TRIBUNALE DI ROMA N° 284/97 DEL 16/05/1997
CHIUSO IN REDAZIONE IL 24/06/2026
Foto e illustrazioni: © Archivio Multimediale FS
Copertina: © Fabrizio Cestari
Tutti i diritti riservati
Se non diversamente indicato, nessuna parte della rivista può essere riprodotta, rielaborata o diffusa senza il consenso espresso dell’editore
ALCUNI CONTENUTI DELLA RIVISTA SONO RESI DISPONIBILI MEDIANTE LICENZA CREATIVE COMMONS BY-NC-ND 3.0 IT
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EDITORE
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Gaspare Baglio, Sandra Gesualdi
Coordinamento creativo
Giovanna Di Napoli
Ricerca immagini e photo editing
Claudio Romussi
Hanno collaborato a questo numero
Susanna Ausoni, Luca Buttiglieri, Alessandra Caputo, Nerina Di Nunzio, Fondazione FS Italiane, Enzo Fortunato, Davide Garofalo, Giulia Maggio, Cristiano Malgioglio, Enrico Procentese, Gabriele Romani, Floriana Schiano Moriello, Luigi Torres Cerciello
Per la pubblicità su questa rivista
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REALIZZAZIONE E STAMPA PROGETTO CREATIVO
Team creativo
Antonio Russo, Annarita Lecce, Giovanni Aiello, Manfredi Paterniti, Massimiliano Santoli
La carta di questa rivista proviene da foreste ben gestite certificate FSC® e da materiali riciclati
Le persone, i luoghi, le storie
dell’universo ferroviario in un click.
Un viaggio da fare insieme
a cura di Enrico Procentese enry_pro
Utilizza l’hashtag #railwayheart oppure invia il tuo scatto a railwayheart@fsitaliane.it. L’immagine, classificata secondo una delle tre categorie rappresentate (Luoghi, People, In viaggio), deve essere di proprietà del mittente e priva di watermark. Le foto più emozionanti tra quelle ricevute saranno selezionate per la pubblicazione nei numeri futuri della rubrica. 1



1
Luoghi
Il sole aspetta al binario
© Cristhian C. abbel_casaverde
2 People
Lavorare con il sorriso
© Matteo Leonetti matteo_leonetti
3 In viaggio
L’orizzonte si muove con me, Vernazza (La Spezia)
© Giulio Storti storti.giulio
Da oltre dieci anni, l’organizzazione Il cuore grande di Flavio raccoglie fondi per la ricerca oncologica pediatrica. E gestisce una casa, concessa in comodato d’uso da RFI, che offre ospitalità alle famiglie dei bambini in cura al Bambino Gesù di Roma
di Alex A. D’Orso - al.dorso@fsitaliane.it
«un mese dopo il suo funerale, abbiamo ritrovato un manoscritto in cui Flavio raccontava la sua esperienza con la malattia. L’aveva intitolato L’ultima goccia per finire, io l’ho letto come un testamento e ho capito che era necessario fondare un’associazione a suo nome per dare un senso a quanto successo».
Milena Soldero ricostruisce così la nascita dell’organizzazione di volontariato Il cuore grande di Flavio, di cui è presidente. Quando parla di suo figlio, scomparso nel 2015 a soli nove anni per un rabdomiosarcoma, un tumore dei tessuti molli, la voce si fa decisa, contro ogni previsione. «Il suo cammino è stato segnato da cure difficili e prove durissime, ma ha vissuto ogni giorno con una forza che oggi continua a ispirare», spiega. Nel solco di quella tenacia è stata inaugurata, nel 2017, la prima Casa di Flavio, un luogo pensato per accogliere le famiglie dei piccoli pazienti oncologici dell’ospedale Bambino Gesù di Roma – dov’è stato curato anche Flavio – durante il periodo dei trattamenti, offrendo non solo ospitalità, ma anche un punto di riferimento sicuro. Allestita in alcuni locali della Stazione Tuscolana, concessi in comodato d’uso da Rete Ferroviaria Italiana (RFI), può contenere fino a tre nuclei alla volta, è completamente arredata e resa ancora più accogliente dalla presenza di volontarie e volontari. Il loro impegno, infatti, contribuisce a creare un’atmosfera calda e serena sia per i genitori sia per i bambini che talvolta risiedono qui tra i vari cicli di cure. Una visione che è nata nell’esperienza: «Mio figlio non si è mai sentito solo. Ha avuto attorno una rete d’amore che gli ha consentito di continuare a essere bambino e vivere, per quanto possibile, una quotidianità normale», racconta Soldero. «La casa ospita

famiglie che vengono dall’Italia, ma anche dall’estero. Persone che spesso si trovano a sostenere una situazione complessa in una città che non conoscono, senza i propri affetti accanto», continua.
Inoltre, l’organizzazione finanzia la ricerca scientifica in oncologia pediatrica portata avanti dal Bambino Gesù. Nonostante gli studi sui tumori infantili siano in media numericamente inferiori rispetto a quelli dedicati agli adulti, nell’ospedale romano l’attenzione verso la materia è alta. Qui sono in corso test preclinici che mirano a definire nuove terapie cellulari per tumori come quello che ha colpito Flavio, una delle patologie a prognosi più sfavorevole. «I dati preliminari sono promettenti e nel corso del prossimo anno puntiamo ad avviare un trial clinico per il rabdomiosarcoma», spiega Giuseppe Maria Milano, oncologo pediatrico della struttura.
Per raccogliere fondi da devolvere all’ospedale, Il cuore grande di Flavio dà la possibilità di destinare il 5X1000 all’associazione e organizza eventi di vario tipo: concerti, manifestazioni sportive, piccole campagne per la vendita di prodotti dolciari a Natale e a Pasqua, iniziative che puntano a sensibilizzare sul tema e a diffondere la cultura della partecipazione. «Ci teniamo a far capire quanto sia importante finanziare la ricerca. Si può fare anche una donazione direttamente al Bambino Gesù, noi possiamo indirizzare persone e aziende, aiutandole a trovare il canale giusto», dice la presidente. L’obiettivo finale, infatti, è tenere viva la speranza. «La scienza sta facendo passi da gigante. E le storie a lieto fine esistono: chi sostiene la ricerca aiuta a scriverle». ilcuoregrandediflavio.it

Alex A. D’Orso - al.dorso@fsitaliane.it
Irene Marrapodi - ir.marrapodi@fsitaliane.it
Francesca Ventre - f.ventre@fsitaliane.it
MILANO FINO AL 30 AGOSTO
Solidarietà e comunità sono antidoti naturali a molti mali. Parte da questo presupposto il progetto itinerante di Donatella Gimigliano, iniziato oltre dieci anni fa e diventato prima un programma tv Rai – il Women for Women against Violence - Camomilla Award – e poi una mostra fotografica, ospitata questa estate dalla Fabbrica del vapore. Gli scatti, realizzati in grande formato e in bianco e nero da Tiziana Luxardo in occasione del decennale, celebrano la resilienza di tutte le persone che nella vita si sono dovute confrontare con il tumore al seno o con la violenza di genere: entrambi mali che colpiscono molte donne minando le loro sicurezze, generando stress cronico e traumi fisici e psicologici. Nei ritratti esposti, però, queste persone si abbracciano, unite nella resistenza al dolore e nella rinascita, trovando gioia e conforto nella vicinanza con altri esseri umani. Ogni fotografia è inoltre accompagnata da un QR code, tramite il quale è possibile ascoltare la storia delle donne ritratte attraverso la loro voce. fabbricadelvapore.org
Torna la grande rassegna dedicata al Liberty, curata dallo storico dell’arte Andrea Speziali, diffusa in tutta Europa. In Italia il programma attraversa tutte le regioni con visite guidate, aperture straordinarie, mostre, convegni, workshop e attività di disegno dal vero, valorizzando ville, palazzi, cimiteri monumentali, località termali e stazioni balneari tra ‘800 e ‘900. Il tema dell’edizione è il mare, filo conduttore di percorsi costieri e itinerari legati alla villeggiatura. Tra i luoghi più interessanti spiccano Villa Zanelli a Savona, la Casina delle civette a Roma, Villino Malgeri a Bova Marina, raro gioiello del Liberty calabrese. italialiberty.it a



ART NOUVEAU WEEK
TUTTA ITALIA 8>14 LUGLIO
RAMI D’ORA
PROVINCIA DI SONDRIO FINO AL 22 AGOSTO
La manifestazione che intreccia arte ed esperienza intima del territorio torna ad animare i boschi e i sentieri delle Orobie valtellinesi. A luglio la programmazione entra nel vivo con i Sentieri danzanti: quattro escursioni con performance, due diurne e due pomeridiane/serali. La prima, l’11, è in programma al Rifugio Gino e Massimo, a Ponte in Valtellina, dove si attende il tramonto accompagnati dal duetto composto dal danzatore Carmine Dipace e dalla trombettista Sofia Weck.
Dopo la cena, si rientra alla luce delle torce. L’ultima escursione, il 22 agosto, ha per meta la Motta di Olano, uno dei pascoli più panoramici della Valgerola. In quota la danzatrice Zuzana Marletta si esibisce in Radici intrecciate, una performance che esplora la connessione tra gli esseri umani e il Pianeta. orobieora.it

STELLE DI DOMANI
VENEZIA, FIRENZE E MONCALVO (ASTI) 10 LUGLIO>3 AGOSTO
L’appuntamento internazionale di danza ha come protagonisti 14 giovani ballerine e ballerini selezionati tra le più importanti compagnie mondiali.
Ad accoglierlo, oltre alle tre città italiane di Venezia, Firenze e Moncalvo (Asti), si aggiungono all’estero Dublino e Andorra. Il progetto artistico è della compagnia Balletto di Venezia, la direzione di Alessio Carbone, già primo ballerino dell’Opera de Paris, con la straordinaria partecipazione di Sylvie Guillem, Maître de Ballet. Nella Scuola grande di San Rocco a Venezia si può assistere all’esibizione di inaugurazione, con i ballerini che fluttuano tra i capolavori pittorici di Tintoretto nella Sala capitolare. ballettodivenezia.com


IMMAGINARIO
PROVINCIA DI RAVENNA 23 LUGLIO>1° AGOSTO
Favorire la coesione sociale e rafforzare l’offerta cinematografica in diversi comuni della Bassa Romagna colpiti dalle alluvioni del 2023 e 2024. È questo l’obiettivo della manifestazione promossa da Cinemovel Foundation che porta il grande schermo in piazze, cortili e parchi. Una prima edizione ricca di appuntamenti, tra cui spicca la proiezione di Vermiglio, il 23 luglio a Traversara, frazione di Bagnacavallo, con la produttrice del film Francesca Andreoli. Il 30, a Sant’Agata sul Santerno, l’orchestra Senzaspine musica invece alcuni film muti della Cineteca di Bologna. Mentre il 1° agosto, a Villanova di Bagnacavallo, è previsto un omaggio a Ettore Scola, a dieci anni dalla sua scomparsa, con ospite la figlia Silvia. cinemovel.tv


SUMMER JAMBOREE
SENIGALLIA (ANCONA) 31 LUGLIO>9 AGOSTO
Torna, per il 26esimo anno, il festival internazionale dedicato alla musica e alla cultura dell’America degli anni ‘40 e ‘50. L’evento, di cui Trenitalia è Main Sponsor, porta nella città marchigiana il ritmo del rock & roll e dello swing, attraverso concerti, esibizioni e corsi di ballo.
Piazza Garibaldi ospita il Trenitalia Stage, mentre il palco del Mascalzone e quello dell’Hawaiian Beach animano i due lungomari. Attesi anche show di burlesque all’aperto, vintage market, l’Airstream Dance Corner e un’esposizione di auto d’epoca. Micro eventi in nuovi spazi urbani arricchiscono l’edizione 2026 e aiutano a distribuire il flusso di persone, dall’Italia e dall’estero, in modo più armonioso. summerjamboree.com
WHITE CARRARA CARRARA FINO AL 30 AGOSTO
Panchine, sedute collettive, installazioni e arredi urbani, tutti rigorosamente in marmo, invadono e rinnovano il centro storico della città toscana, celebre per le cave della preziosa pietra. La decima edizione dell’evento, dal titolo Design lives in the city, è una mostra a cielo aperto di opere che in gran parte rimarranno in permanenza ai cittadini e a chiunque passi da questo museo-laboratorio urbano. A Carrara trovano spazio anche infrastrutture dall’identità leggera e modulare, in cui il marmo viene inserito grazie alle tecnologie di oggi. Altri progetti esplorano, invece, una dimensione più sensoriale e relazionale o ambienti raccolti che ridefiniscono il concetto di intimità. whitecarrara.it


À ROME LA NUIT
ROMA FINO AL 6 SETTEMBRE
A metà degli anni ‘70 Hervé Gloaguen è uno dei pochi fotografi francesi a esprimersi a colori. Durante un viaggio in Italia fa tappa a Roma e rimane colpito dalla bellezza della vita notturna. Dal tramonto in poi, i romani scendono in massa nelle piazze e l’artista cattura le immagini di giovani intorno alle fontane, nelle terrazze dei caffè e nei ristoranti, mostrando angoli inediti della Capitale. Ci ritorna negli anni ’80 e poi, di nuovo, un decennio dopo. Il risultato di quella ricerca è al centro di una mostra al Museo di Roma in Trastevere: 68 fotografie, scattate tra il 1975 e il 1995, che restituiscono le atmosfere romantiche della Città eterna. museodiromaintrastevere.it
MARATEA (POTENZA) 20>25 LUGLIO
La kermesse compie 18 anni e si conferma un appuntamento tra i più interessanti del settore audiovisivo e culturale, tra anteprime, incontri e approfondimenti con ospiti nazionali e internazionali. Tre le sezioni del festival: Marateale in Green, dedicato alle opere cinematografiche con focus sull’ambiente, Marateale in Short, riservato ai cortometraggi, e Marateale in School, pensata per studenti e giovani. Ospite d’onore è Nino D’Angelo, che il 20 luglio riceve il Premio alla carriera. Spazio, poi, agli ospiti italiani che tornano a Maratea per l’occasione, tra cui Rocco Papaleo, Paolo Ruffini e Alessio Lapice. Appuntamento da non perdere la presentazione della nuova stagione della serie Rai Doc - Nelle tue mani, alla presenza del cast. marateale.com


VULCANA. SUBLIMATION
STROMBOLI (MESSINA) 17>19 LUGLIO
Con il sostegno del Gruppo FS, il festival, fondato da Manuela Morandi, esplora l’ossessione contemporanea per la previsione del futuro e le sue ricadute emotive. In programma una performance inedita dell’australiano Ivan Cheng e la coreografia di Claudia Castellucci Verso la specie. La statunitense Liz Glynn e il duo italo-libanese Désirée Nakouzi De Monte e Andrea Parenti firmano installazioni site-specific, mentre Marco Pio Mucci presenta le sue opere pittoriche. Previste anche un’installazione di Forniture Pallotta, progetto che utilizza il cibo come strumento sensoriale e simbolico, e una rassegna di film del duo di registi francesi Caroline Poggi e Jonathan Vinel. vulcana.org
BE ALTERNATIVE FESTIVAL
PROVINCIA DI COSENZA
12 E 19 LUGLIO | 31 LUGLIO>2 AGOSTO
Un progetto che nasce per mescolare arte, natura e identità locale. La lineup del festival, al lago Cecita, nel Parco nazionale della Sila, esprime un’idea di musica che è ricerca sonora immersiva. Il 31 luglio i Mogwai portano la loro scrittura rarefatta e i Kings of Convenience tracce dal sapore indie-folk. Il 1° agosto è la volta dei Subsonica, mentre la giornata conclusiva vede protagonista Daniele Silvestri e, accanto a lui, Giorgio Poi, con il suo pop visionario. Il 12 e 19 luglio, alla riserva I giganti della Sila, è in programma un’anticipazione concepita come momento di avvicinamento alla manifestazione. Spazio alla sperimentazione elettronica e alle nuove sensibilità musicali. bealternativefestival.it



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estate di Sal Da Vinci è una strada di musica che attraversa piazze e cuori. Il 15 luglio da Benevento riprendono i suoi live italiani, che vanno avanti per tutta l’estate. Dal 25 al 27 settembre sono in programma tre date speciali nella sua Napoli e poi il tour riparte il 9 ottobre, da Roma, per la session teatrale. Il 2026 è, senza dubbio, il suo anno: prima la vittoria al Festival di Sanremo con la hit Per sempre sì, poi il quinto posto all’ Eurovision Song Contest, a giugno la laurea honoris causa in canto pop ricevuta dal Conservatorio statale di musica Nicola Sala di Benevento. E in autunno sarà al timone di uno show tutto suo.
A questo si aggiunge un piccolo scoop, che annuncia in esclusiva alla Freccia: «Sto scrivendo un libro sulla mia vita». Sal è davvero un vulcano di talento, passione e autenticità. Facciamo un’intervista un po’ diversa dal solito. Ti proporrò delle parole e tu mi dovrai dire cosa ti ispirano. La prima è Napoli.
È il posto dove sono cresciuto e dove continuo a crescere. Napoli è una rosa piena di spine, ma è pur sempre una rosa. Napoli è famiglia, mi ha dato la possibilità di essere chi sono, mi ha donato più di quello che io ho donato a lei. E sono in corsa per recuperare.
Aveva ragione Pino Daniele quando la rappresentava con mille colori, perché è un palcoscenico aperto dove ognuno si può esibire. È una città incredibile, legata a tutte le dominazioni e le culture che l’hanno attraversata. È una metropoli cosmopolita e accogliente. Viverci è magico: un giorno ha un profumo, quello seguente ne ha un altro. Ecco perché la gente se ne innamora. Passiamo a un altro vocabolo: concerto.
Sono in tour per tutta l’estate e poi, in autunno, mi divido tra teatri e palazzetti. In mezzo, però, ci saranno tre date evento: 25, 26 e 27 settembre. Tre giorni di festa all’Arena Flegrea di Napoli. È il mio modo di ringraziare il pubblico. Sono passati 50 anni dalla prima volta in cui sono salito su un palco e celebro così questo anniversario, come quei matrimoni che partono dall’addio al nubilato fino ad arrivare alla giornata della festa totale.
Non mancheranno amici artisti. Sarà un modo per dirci grazie per questo mezzo secolo di resistenza: io ci ho messo il mio, Napoli pure.
Se ti dico sacrificio?
Appartiene alla perseveranza, a quello che serve a ognuno di noi per realizzare qualcosa. Il sacrificio può essere faticoso, ma anche leggero quando alla base c’è una passione. Poi, però, quando ci si ferma a pensare, arriva la consapevolezza su quanto impegno e quante rinunce abbia comportato raggiungere un obiettivo.
La prossima parola è proprio rinuncia.
Mi vengono in mente il tempo e l’energia tolti alla mia famiglia. Non è facile quando, magari, ti perdi la crescita di tuo figlio. E vorresti dargli di più, essere più presente ma sei impegnato perché stai lavorando per costruirgli un futuro, una solidità.

Passiamo a bambino.
Mi rivedo quando ho iniziato a fare spettacolo, a sette anni. È partito tutto come gioco istintivo, ma me ne sono fatti di pianti: guardavo i miei coetanei fare le meritate vacanze dopo l’anno scolastico, vivere spensierati. Io quella cosa lì non l’ho mai avuta e di lacrime mio padre ne ha asciugate tante. Però va bene così, sono felice e, se potessi tornare indietro, non cambierei nulla.
È il momento di dirti Sanremo.
Grazie al Festival sono entrato nelle case e nel cuore degli italiani. Alcuni mi conoscevano già, altri no. C’è chi mi ha sempre sostenuto e, in qualche modo, ha contagiato una fetta più grande di pubblico, dandomi un’iniezione di fiducia ed energia. Rincorrevo da un po’ il sogno di tornare a Sanremo: mancavo dal 2009, quando sono arrivato sul podio, spinto dal televoto della gente, con il brano Non riesco a farti innamorare. Dopo 17 anni, sono tornato all’Ariston anche grazie alla grande popolarità del brano Rossetto e caffè che, a oggi, ha superato 650 milioni di visualizzazioni su youtube. Procedo con Europa.
Dico Eurovision Song Contest mi sono affacciato alle classifiche internazionali, che mi hanno accolto benissimo. È stata una cosa pazzesca, un’esperienza unica, la porterò dentro di me. È stato faticoso, ma me la sono goduta. Destino.
Si costruisce man mano, durante il percorso dell’esistenza. Chi resiste, chi persevera prima o poi viene ricambiato dalla vita. Non si sa quando, ma qualcosa arriva. Credo che la mia esperienza

possa essere un esempio per tanti ragazzi che hanno perso le speranze. Non bisogna mai mollare, chi la dura la vince. È capitato a me, può capitare a tutti. Dolore.
Va affrontato, come la gioia, in tutte le sue sfaccettature. Uno dei più grandi è stata la morte di mio padre. Ma quella sofferenza si è trasformata in altro. Mio padre è stato tutto: grazie a lui faccio questo mestiere. Al di là del rapporto padre-figlio, c’era anche uno scambio professionale. Passiamo alla gioia.
Mi viene in mente quando sono nati i miei figli. Ho imparato piano piano a fare il genitore, un’esperienza incredibile. Oggi Francesco e Anna Chiara sono due ragazzi fantastici, grazie anche a mia moglie: è stata lei a crescerli quando non c’ero.
Poi è arrivata una gioia che non si può spiegare: quella per i miei nipotini. Sono pazzo di loro.

Altra parola: sogno.
Ho sempre vissuto di sogni. È il carburante per continuare.
Penso sia un aspetto della speranza. Se non avessi creduto nel mio sogno non avrei resistito così tanto. A volte i sogni sono pure condivisione. Io li ho portati avanti con mia moglie, che mi ha supportato quando si sono infranti.
Ora parliamo di gratitudine.
Penso alle persone che mi sono state vicine nei momenti della bufera, del fallimento. A chi mi ha incoraggiato. Devo dire grazie a Paolo Bonolis che mi scelse come concorrente per Sanremo 2009. A Carlo Conti che mi fatto calcare nuovamente le assi dell’Ariston. E ancora a Renato Zero: ha sempre creduto in me, condividendo la sua inesauribile arte per il mio disco Non si fanno prigionieri. Ho vissuto qualcosa di artisticamente molto potente. Mi ha invitato ad aprire i suoi concerti accogliendomi nella sua famiglia. Devo tanto a Gigi D’Alessio, produttore del brano per il mio primo Sanremo. Devo ringraziare Claudio Mattone che mi volle come protagonista del musical C’era una volta… Scugnizzi, Gino Landi in quanto regista dei miei spettacoli, Roberto De

Simone con cui ho lavorato nella celebre Opera buffa del giovedì santo, girando i teatri più importanti. Il grazie più grande è per il pubblico, senza il quale non sarei nemmeno qui a parlare con te. L’ultima parola è un nome, il tuo: Salvatore È una parola, non è solo un nome. Salvatore è il Signore, lassù. Mi ha salvato, o meglio mi sta salvando. Dentro di me c’è un bambino: mi chiede di essere onesto, di divulgare la verità, di non inquinarmi. Mi impegno per essere felice. Salvatore mi fa pensare a mia mamma, l’unica persona che non mi chiama Sal. Salvatore rappresenta la famiglia, qualche buon amico, ma anche quelli che mi hanno tradito, ai quali auguro comunque del bene. Poi c’è Sal, che fa sopravvivere e nutre Salvatore. Sulle spalle ho tante famiglie: quelle del mio staff vivono grazie al mio lavoro e sento un enorme senso di responsabilità. Mi porto dietro una carovana: la mia idea è stata sempre la condivisione, la comunità.
saldavinci.it





Ventimiglia, in provincia di Imperia, è il luogo perfetto per osservare l’eclissi del 12 agosto, che comincia nel tardo pomeriggio. Nell’attesa, si può passeggiare tra carruggi, edifici storici e un giardino botanico dal microclima eccezionale
di Irene Marrapodi - ir.marrapodi@fsitaliane.it
Bisogna sperare che il cielo sia privo di nuvole dispettose, attrezzarsi di protezioni per gli occhi e avere molta pazienza. Il 12 agosto è prevista un’eclissi solare, che sarà visibile nella sua interezza dall’Islanda, dalla Spagna e dal Portogallo. In alcune regioni d’Italia, però, la copertura sarà molto vicina a quella totale, arrivando quasi al 95%.
La zona più fortunata sarà la Liguria, in particolare Ventimiglia, vicino a Imperia. Qui si prevede un’intera giornata di attesa per chi ama fantasticare guardando il cielo e non si è stancato di stare con il naso all’insù dopo la pioggia di stelle a San Lorenzo. L’inizio dell’eclissi è previsto

infatti per le 18:30, con il culmine intorno alle 20:30, quando il sole sarà già all’orizzonte, pronto a tramontare.
Nel frattempo, vale la pena visitare la città ligure e godersi ciò che ha da offrire. Chi arriva in stazione la mattina e sente il bisogno di un po’ di carica per affrontare la giornata può entrare in pasticceria e provare la tipica castagnola di Ventimiglia, un dolcetto che riproduce la forma del marron glacé. Nato nell’800 dall’estro della cucina popolare, non contiene castagne ma evoca la pregiata specialità attraverso una glassatura ottenuta da zucchero e acqua di fiori d’arancio.
Con un quarto d’ora di passeggiata si raggiunge
Ventimiglia Alta, il centro storico cittadino, dove non
può mancare una tappa alla cattedrale di Santa Maria Assunta, costruita tra l’XI e il XII secolo sulle rovine di una chiesa dell’epoca carolingia. Uscendo dall’edificio, ci si ritrova tra i suggestivi carruggi, popolati da gatti, anziani seduti sull’uscio di casa e bambini che giocano. Muniti di borraccia e cappello per affrontare il caldo d’agosto e il continuo saliscendi, si può proseguire senza paura il giro della città arroccata, stretta tra il mare e la montagna. Tra i palazzi d’epoca da non perdere c’è Casa Biancheri, dimora storica di Giuseppe Biancheri, primo presidente della Camera dei deputati d’Italia. L’edificio, costruito nel 1500 e impreziosito da un giardino pensile, è oggi al centro di un progetto della Fondazione Galleanide Bottini che punta a valorizzarlo attraverso attività culturali come eventi, incontri e mostre. Merita poi una menzione il seicentesco Oratorio di San Secondo, gioiello barocco ribattezzato «dei neri» per il colore degli abiti dei confratelli della Misericordia che lo frequentavano.
Chi vuole continuare a scoprire la Porta d’Italia può seguire il percorso delle sue mura storiche, restaurate di recente, dirigendosi verso il bastione chiamato Murru de Bö, all’estremità occidentale, nel punto più alto del centro storico. Da qui, ci si può soffermare in uno dei numerosi punti panoramici per lasciar vagare lo sguardo sul Mar Ligure o sulle valli dell’entroterra. Oppure ci si può spostare verso il mare, cercando una caletta poco battuta.
Al momento del pranzo c’è solo l’imbarazzo della scelta: buonissima la pisciadela – focaccia con pomodoro, filetti d’acciughe, olive taggiasche, capperi, aglio e origano – da mangiare in piedi o appoggiandosi a una panchina. Chi preferisce una pausa più comoda al tavolo di un ristorante non può perdersi le acciughe alla ligure, piatto iconico della tradizione marinara.
Si riprende il cammino, stavolta spostandosi con un autobus verso i Giardini botanici Hanbury, nella frazione di Latte. Il microclima di questo luogo affacciato sulla


costa, leggermente ventilato, consente a palme, agavi, agrumi e piante esotiche di prosperare. Lo spazio è quindi perfetto per trovare un po’ di frescura in un caldo pomeriggio d’estate. Concluso il tour del giardino, tra fontane, tempietti e il cinquecentesco Palazzo Orengo, è il momento di prepararsi all’eclissi. Ci si muove finalmente verso il Forte dell’Annunziata, una costruzione dell’800 che oggi ospita il Museo civico
archeologico Girolamo Rossi. A picco sul mare, l’ex fortezza militare si trova in una posizione privilegiata: con il permesso delle nuvole, da qui dovrebbe essere possibile vedere il sole farsi più basso verso l’orizzonte e oscurarsi sempre più, uno spicchio alla volta. Mentre il rosso del tramonto si mescola al blu del mare, con il fiato sospeso si partecipa alla magia dell’evento astronomico più atteso dell’anno.

Da Salerno verso Vietri sul Mare e Cetara. Un itinerario nel primo tratto della Costiera Amalfitana, tra spiagge, architetture suggestive e tradizioni secolari
di Alex A. D’Orso - al.dorso@fsitaliane.it
il profumo di calzone fritto avvolge il piazzale della stazione e, un paio di semafori più in là, la linea del mare si spinge verso la Costiera Amalfitana. Salerno, porta d’accesso alla Divina, è città di architetture contemporanee e monumenti antichi, spiagge e viali. È da quello principale, corso Vittorio Emanuele, che può partire l’esplorazione della zona. Lo si percorre tutto, soffermandosi di tanto in tanto a guardare le vetrine dei negozi, per arrivare al centro storico, di origine medievale, un intrico di vicoli sviluppato attorno a via Mercanti.
Con il naso all’insù si cerca il cielo sopra le case antiche che affollano l’arteria e, abbassandolo, lo sguardo incontra la dolceria Pantaleone: fondata nel 1868, vanta l’invenzione della scazzetta, specialità che ricorda per forma e colori il copricapo dei cardinali.
È composta da un Pan di Spagna leggero, di solito bagnato

con liquore Strega, ripieno di crema pasticcera e ricoperto di glassa rossa alla fragola. Sulla destra, una viuzza porta al Duomo, con l’opulenta cripta barocca dedicata a San Matteo, patrono della città. Si continua su via Mercanti per poi entrare in piazza Sedile del Campo, Largo Campo per chi è della zona. Qui la Fontana dei pesci, attribuita a Luigi Vanvitelli, occupa lo spazio con allure decadente, custodendo i racconti dei ragazzi e delle ragazze che hanno abitato, negli anni, i suoi scalini. Poco più in là, nascosto dalle arterie principali del centro storico, il rione Fornelle ospita invece un progetto di street art dedicato al poeta salernitano Alfonso Gatto e all’identità culturale campana.
Tappa da Filtro per un caffè, un lievitato o un piccolo pasto, per poi buttarsi, uscendo dal centro storico, sul lungomare. In linea d’aria, la spiaggia di Santa Teresa, ribattezzata


Salifornia per le palme e la vivacità che ricordano Los Angeles, è protagonista di un progetto di riqualificazione urbana che dovrebbe cominciare nei prossimi anni. Poco distante c’è la stazione marittima, disegnata dell’architetta irachena Zaha Hadid. Con un quarto d’ora di passeggiata vista mare si arriva in piazza della Concordia e al porto da cui partono i traghetti diretti in costiera. Cinque minuti di traversata bastano per arrivare a Vietri sul Mare. Qui è protagonista la ceramica, con i suoi colori brillanti che richiamano il paesaggio mediterraneo, a partire dalla cupola della chiesa di San Giovanni Battista, ricoperta con tegole maiolicate di produzione locale. Per un’immersione nel tema, l’ideale è fare un salto al Museo della ceramica, all’interno del complesso di Villa Guariglia, oppure alla fabbrica Solimene, progetto realizzato dall’architetto Paolo Soleri per l’imprenditore e ceramista Vincenzo Solimene. La facciata – caratterizzata da torrioni conici capovolti, collegati tra loro da ampie vetrate triangolari – richiama lo stile di Antoni Gaudí. L’interno, con i quattro piani sviluppati intorno a una rampa elicoidale, ha un aspetto favoloso e ospita anche artisti che dipingono le ceramiche dal vivo. Portarsi via un souvenir da qui equivale a sostenere una tradizione locale portata avanti da secoli. A pochissimi minuti di camminata c’è la Villa comunale, rivestita di mattonelle colorate, che con le sue forme morbide ricorda il Parco Güell di Barcellona, in Spagna. Da qui si gode di un panorama mozzafiato sul mare, elemento centrale nel paesaggio e nella cultura del posto. Chi vuole fare un tuffo può optare per la spiaggia della
Crestarella, cinta da una torre del ‘500 e con vista privilegiata sui Due fratelli, una coppia di imponenti faraglioni. Con gli infradito ancora ai piedi, si può riprendere il traghetto in direzione Cetara. Quando si sbarca, l’impressione è di trovarsi in un posto dall’identità tenace, nonostante le piccole dimensioni. Ai piedi del monte Falerio, il borgo marinaro è legato tradizionalmente alla pesca, come si evince dal nome probabilmente derivato da Cetaria, che significa tonnara in latino. E anche la spiaggia principale, quella della Marina, è connessa a questa storia: antico punto di ricovero per le imbarcazioni, soprattutto nel periodo invernale, era il posto prediletto dai pescatori per asciugare le reti. È circondata da case colorate con tinte pastello e da una Torre vicereale, costruita nel XIV secolo dagli Angioini per difendere la popolazione dagli attacchi dei pirati e oggi sede di mostre ed eventi. Da qui si può raggiungere, attraverso una rampa di scale, la spiaggia del Lannio, gioiello quasi nascosto. Nel piccolo centro, invece, le case dalle pareti scrostate conservano la memoria del luogo, che si ravviva durante la festa del patrono San Pietro, il 29 giugno, e nella Notte delle lampare, tra luglio e agosto, dedicata alle alici, simbolo di Cetara. Perfette da gustare fritte dentro al cuoppo o marinate alla scapece, in una miscela di aceto, olio, aglio e menta. Ma la vera regina del paese costiero è la colatura. Liquido ambrato e aromatico, ottenuto dalla maturazione del pesce sotto sale, è perfetto per condire gli spaghetti. Chi vuole assaggiarlo può fare un salto in uno dei ristoranti del borgo. Il sapore del piatto è deciso, come il carattere del posto.

Dalla Grotta Zinzulusa alle cavità marine del Gargano. Un tour sotterraneo attraverso la regione, al riparo dal caldo e dalle folle
di Irene Marrapodi - ir.marrapodi@fsitaliane.it
Abiti comodi, caschetto, luce frontale e si parte, facendo però attenzione a dove si posizionano i piedi. L’estate è un buon momento per dedicarsi al turismo speleologico: sottoterra la temperatura è sempre fresca e non si corre il rischio di disturbare il letargo dei pipistrelli che abitano alcune cavità.
L’Italia intera è ricca di grotte visitabili: la maggior parte si è formata nel corso dei secoli grazie al fenomeno geologico del carsismo, alcune sono state invece create dall’azione erosiva del mare e garantiscono una perfetta alternativa alla spiaggia.
Da alcuni mesi, le grotte preistoriche della Puglia sono candidate a diventare Patrimonio dell’umanità ma ci vorranno diversi anni per conoscere il responso dell’Unesco. Nel frattempo, chi si trova in vacanza nel tacco dello Stivale può approfittarne per scoprire alcune bellezze nascoste. Merita una visita la Grotta Zinzulusa, tra le più curiose e frequentate in provincia di Lecce, nel territorio di Castro: il suo nome deriva dal termine dialettale zinzulì – che indica gli stracci – a causa del particolare aspetto delle sue stalattiti, che sembrano lembi di tessuto sospesi. Secondo una leggenda locale un barone malvagio, che consentiva alla figlia di vestirsi solo con abiti logori, fu punito da una fata e scaraventato nel laghetto sotterraneo. E proprio le vesti della ragazza vennero trasformate in roccia. Ma questa grotta – a cui si accede a piedi da un piazzale panoramico – riserva delle sorprese anche per le persone più affascinate dalla scienza che dal mito. Nel corso degli anni, al suo interno, sono stati ritrovati

infatti diversi reperti paletnologici, tracce del passaggio dell’uomo preistorico che la utilizzava probabilmente come rifugio, e manufatti di epoca romana. Inoltre, è abitata ancora oggi da molte specie animali quasi impercettibili per i visitatori, come piccoli crostacei trasparenti o spugne marine. Risalendo lungo la costa adriatica, e arrivando nel Barese, chi è interessato al turismo speleologico non può ignorare il fascino delle Grotte di Castellana. Sono tra le più famose e attrezzate della regione e si possono raggiungere facilmente in circa un’ora di treno partendo dalla stazione di Bari Centrale. A seconda del percorso scelto, la visita può avere una durata di 50 o cento minuti circa, per un massimo di tre chilometri percorsi. Le visite notturne, adatte anche ai bambini, rendono l’esperienza ancora più suggestiva e, in alcune sere estive, la grotta si trasforma in un teatro naturale: qui va in scena lo spettacolo Hell in the cave, un suggestivo tributo all’Inferno dantesco fatto di danza e luci.
Poco distante da qui, si trova una piccola perla per i visitatori della Puglia sotterranea: a Putignano, un trullo monumentale è la porta di accesso a una cavità scoperta per puro caso meno di un secolo fa. Il 10 agosto, in occasione della manifestazione Luci nel buio, la Grotta del trullo sarà visitabile anche di notte e nel parco vicino verranno posizionati telescopi per consentire a tutti di ammirare il prodigio delle stelle cadenti.
Altre piccole meraviglie si possono ancora vedere risalendo lungo lo Stivale e arrivando fino alle coste del Gargano. Con il servizio FrecciaLink è possibile raggiungere Vieste, partendo



dalla stazione di Foggia, e da qui sbizzarrirsi in cerca della più bella grotta marina. La scelta è difficile: le insenature sono tantissime e con nomi intriganti che derivano dalle particolarità del posto o da antiche leggende. Dall’antro in cui si diceva dimorassero le sirene alla caverna a doppia uscita che agevolava la fuga dei contrabbandieri, dalla grotta delle rondini, dove questi volatili nidificano in primavera, e quella “dei pomodori”, abitata da piccoli animali rossastri e tondeggianti della famiglia delle meduse.
E chi vuole prendere il largo può raggiungere le Isole Tremiti, ancora in provincia di Foggia, dopo aver visitato Vieste o Peschici. Qui grotte e insenature marine si raggiungono in barca o a nuoto: sono posti magici in cui rinfrescarsi, lasciandosi sorprendere dalla bellezza dei riflessi dell’acqua sulla roccia o da qualche piccolo pesce che guizza tra le gambe. grottazinzulusacastro.it grottedicastellana.it grottadeltrullo.com
Dalle coste liguri alle vette trentine passando per Firenze sino ad arrivare al cuore dei Balcani. Il viaggio è sempre più un’esperienza immersiva e in questo mosaico di scenari Best Western Hotels & Resorts – con oltre duecento strutture diffuse tra Italia e Sud-Est Europa - propone strutture che interpretano territori e tipologie di soggiorno differenti. Apre il sipario delle vacanze l’Hotel Shelley e Delle Palme, BW Signature Collection*** di Lerici, affacciato sul Golfo dei Poeti e con camere vista mare - molte recentemente rinnovate - che si aprono sul paesaggio ligure in un dialogo continuo con il mare. E così è anche il ristorante, nel quale apprezza-

re percorsi del gusto legati alla tradizione regionale mentre la terrazza sul mare rappresenta uno degli elementi distintivi della struttura. Prenotando una Camera Superior, inoltre, gli ospiti ricevono lo “Shelley Sea Privilege”, un accesso esclusivo alla terrazza mare privata dell’hotel affacciata sul golfo che include due lettini, un ombrellone, discesa privata al litorale, servizio ristorante di pesce fresco sulla terrazza e cocktail bar panoramico. Dalle onde alle vette e in Trentino a San Martino di Castrozza, con l’Hotel Cima Rosetta, WoldHotels Distinctive***, a 1.487 metri di altitudine e nel Parco Naturale di Paneveggio - Pale di San Martino. Le 49 camere e suite, in stile alpino, consentono di catturare con lo sguardo le maestose Dolomiti mentre la sfiziosa offerta gastronomica è articolata in tre proposte: cucina tipica trentina, italiana e pizzeria gourmet. La Spa Dolomiti è invece l’oasi del relax e dispone di piscina riscaldata, hammam e un’area wellness all’aperto con saune panoramiche e idromassaggio con vista sul paesaggio. Anche le città d’arte sono la quinta ideale per intriganti soggiorni estivi e a Firenze l’indirizzo ideale è l’Hotel Mulino di Firenze, WorldHotels Crafted****, che nasce dal recupero di un antico mulino del Quattrocento sulle rive dell’Arno e in prossimità del centro storico. Una struttura elegante e rilassante per una vacanza di remise en forme da godersi nella Spa dell’hotel o a bordo piscina. La location seduce gli ospiti anche con il suo ristorante “Il Grano d’Oro” - con terrazza panoramica - e con

tre tipologie di camere: le Superior - con affacci sull’Arno -, le Classic - con vista sulla corte o sulla campagna - e le Junior Suite, con ampi spazi e quindi congeniali alle famiglie. Dall’Italia, infine, si arriva in Albania e nella sua capitale, Tirana, città vibrante e in costante trasformazione, pervasa da un’energia che si respira tra architetture contemporanee, spazi creativi e locali sempre animati. Da segnarsi in agenda è il nuovissimo Best Western Plus The Met Tirana Hotel****, struttura che si distingue per un design moderno e per la sua posizione strategica, rendendola la base perfetta per esplorare sia la città che il paese. Le spaziose camere e suite offrono ogni comfort moderno, mentre gli ospiti possono rilassarsi nell’elegante atmosfera della hall o gustare una bevanda rinfrescante al bar. La giornata inizia con una ricca colazione - a buffet, americana e vegetariana - mentre il The MET Social Prime Restaurant propone cucina locale e mediterranea e su richiesta sono disponibili anche opzioni vegetariane, senza latticini e halal. Il soggiorno prevede una reception 24 ore su 24,Wi-Fi gratuito in tutta la struttura, parcheggio in loco e comodi transfer programmati da e per l’aeroporto e il centro città.
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Campi Flegrei, terra vulcanica e fertile nel Napoletano, sono l’emblema di un legame inscindibile tra archeologia, mito e agricoltura. Tutto ebbe inizio a Cuma: qui, nell’VIII secolo a.C., sbarcarono i Greci e fondarono la colonia da cui trasse origine Partenope, la futura Napoli, e dove ancora è vivo il fascino del cosiddetto Antro della Sibilla, menzionato da Virgilio nell’ Eneide
Oggi, sullo stesso suolo legato al mito della sacerdotessa veggente, si è sviluppata una straordinaria realtà agricola. Ai piedi dell’acropoli, perfettamente incastonati nei resti della Città bassa – tra le Terme del foro e la necropoli monumentale della Porta mediana – i campi di pomodoro disegnano il paesaggio. Questi terreni storici dal valore unico sono gestiti da Cumadoro, l’azienda che, in sinergia con il Comune di Pozzuoli, ha ridato vita anche ai lotti abbandonati dell’area periferica attraverso un progetto di riqualificazione

Nei Campi Flegrei, vicino a Napoli, per scoprire il tipico Pomodoro cannellino.
Protagonista nelle aziende agricole locali e nelle cucine degli chef
urbana nato nel 2017, il MAC- Monterusciello Agro City. Protagonista di questa rinascita è il Pomodoro cannellino flegreo, un antico ecotipo locale a lungo custodito negli orti familiari per le conserve domestiche. Da circa dieci anni, l’oro rosso è tornato a fiorire grazie all’impegno di giovani produttori riuniti in un’associazione dedicata, che opera su diversi comuni della terra ardente sotto la guida del presidente Giovanni Tammaro. Quello del cannellino flegreo è un seme purissimo, tramandato di generazione in generazione, e la sua coltivazione è paragonabile a un’opera d’arte manuale: si lavora su piccoli appezzamenti, alternando spesso i filari a frutteti e vigneti storici di Falanghina e Piedirosso, pilastri della Doc locale. Le piante crescono sorrette da spaghi di canapa o juta legati a piccoli pali di castagno e canne, da cui probabilmente deriva il nome cannellino: un sistema che mantiene i frutti sollevati dal suolo preservandone l’integrità.

e di viaggio]

Viaggi e sapori fuori dal tempo, dove la lentezza racconta
Per chi cerca luoghi autentici, gesti antichi e cibo che sa di memoria
Il pedoclima vulcanico, i terreni sabbiosi e la brezza marina donano al frutto proprietà straordinarie: una buccia sottilissima adatta alla trasformazione diretta senza pelatura e una polpa soda dal perfetto equilibrio tra dolcezza, acidità e sapidità. L’itinerario si snoda alla scoperta di panorami incantevoli e aziende che hanno fatto della terra la loro vocazione. Alcuni orti si affacciano sul lago d’Averno, specchio d’acqua considerato nell’antichità punto d’accesso agli Inferi, altri sul mare, a Bacoli. Il viaggio prosegue verso Cappella, ai piedi di Monte di Procida, dove si incontra la realtà di Don Salvatore, ristorante e raffinato relais dove il pomodoro si degusta dalla prima colazione, in confettura, alla cena, nella parmigiana di melanzane servita in una forma scultorea che richiama l’ortaggio intero.

In questa zona i campi si arrampicano dal basso verso l’alto della collina offrendo una vista mozzafiato su Capo Miseno. Lungo questo percorso si rivelano tesori della cultura rurale flegrea, come i tipici cellai: storiche architetture in pietra di tufo edificate fin dal ‘700 con orientamento a nord per schivare il sole e conservare il vino e i raccolti. A brevissima distanza, l’itinerario si arricchisce di ulteriore valore storico grazie alla vicinanza con la Necropoli di Cappella e il lago Miseno, snodo cruciale in epoca romana.
Oggi il cannellino, grazie a laboratori artigianali che creano conserve e confetture extra esportate anche all’estero, è diventato un ingrediente d’elezione per l’alta ristorazione e le pizzerie d’eccellenza. Tra i resti archeologici della Città bassa di Cuma il frutto viene celebrato ogni estate, verso la fine di luglio, in occasione dell’evento Pomodoro cannellino flegreo tour, durante il quale chef, pizzaioli e artigiani lo interpretano dal salato al dolce.
Poco lontano da qui, a Pozzuoli, la pizzeria Ammaccàmm ne valorizza l’essenza con la pizza 100% Campana, mentre al Vomero, quartiere collinare di Napoli, il pizzaiolo flegreo Federico Guardascione propone la Regina flegrea, con Pomodoro cannellino spadellato e, all’uscita dal forno, burrata intera e scaglie di Parmigiano reggiano. La pizzeria Salvo, nella sede del quartiere Chiaia e in quella di San Giorgio a Cremano, omaggia invece la specialità del territorio con la Margherita intitolata ai Campi. A Varcaturo, frazione costiera del comune di Giugliano in Campania, poi, la neonata gastronomia agricola Radì mette il cannellino al centro di piatti tradizionali napoletani, dalle lasagne ai polpi affogati, fino alla carne alla pizzaiola. Preparazioni e reinterpretazioni culinarie che esprimono l’amore per questa terra da parte di chi la conosce e la vive. Una tutela della biodiversità che supera la salvaguardia scientifica e unisce, in un solo assaggio, sapore, cultura e mito dei Campi Flegrei.

























A 800 anni dalla morte, Francesco continua a parlare alle nuove generazioni. Che dal 3 al 6 agosto si incontrano ad Assisi in occasione del raduno europeo GO! Franciscan Youth Meeting


di Padre Enzo Fortunato [Direttore del magazine Piazza San Pietro] padre.enzo.fortunato padreenzofortunato padrenzo


c’è un tratto di San Francesco che attraversa i secoli e continua a sorprendere: la straordinaria capacità di parlare ai giovani. Non soltanto perché la sua avventura evangelica cominciò quando era poco più che un ragazzo, ma perché tutta la sua esistenza conservò qualcosa della giovinezza autentica: l’inquietudine della ricerca, il desiderio di una vita piena, il coraggio delle scelte radicali e la disponibilità a rimettere continuamente in discussione sé stesso.
Per questo assume un significato particolare il GO! Franciscan Youth Meeting, il raduno europeo promosso dalla famiglia francescana nell’anno in cui si celebrano gli 800 anni del transito del Poverello. Migliaia di giovani tra i 18 e i 33 anni, credenti e non credenti, si ritroveranno nella città del santo, dal 3 al 6 agosto, per vivere giorni di ascolto, dialogo, fraternità. Il 6 è prevista la presenza di papa Leone XIV ad Assisi: il suo arrivo non rappresenta soltanto un gesto istituzionale, ma un segno di attenzione verso una generazione che spesso si muove tra precarietà, desiderio di autenticità e bisogno di punti di riferimento. Il fatto che abbia scelto proprio Assisi e la Basilica di Santa Maria degli Angeli, luogo simbolico della fine della vita terrena di Francesco, rafforza ulteriormente il valore spirituale dell’incontro. La scelta non è casuale. Nelle Fonti francescane emerge un Francesco che parla il linguaggio dei giovani perché ne condivide le domande più profonde. Da ragazzo sogna la gloria e il successo, desidera diventare cavaliere, ama la compagnia e le feste, vive pienamente la cultura del suo tempo. Poi la vita lo mette davanti a una serie di difficoltà: la guerra, la prigionia, la malattia. È da lì nasce un lento e radicale cammino di conversione. Francesco non fugge le domande che

lo abitano, ma le attraversa fino in fondo, trasformandole in ricerca di senso. Per questo la sua storia continua a intercettare il cuore delle nuove generazioni, spesso sospese tra incertezza e desiderio di futuro.
Le biografie antiche raccontano che attorno a lui si raccolsero presto altri giovani, che divennero i suoi primi compagni. Bernardo, Pietro, Egidio e molti altri riconobbero nel figlio di un mercante una testimonianza credibile e radicalmente diversa dalle logiche del tempo. Francesco non proponeva teorie né strategie complesse: invitava semplicemente a vivere il Vangelo in modo concreto, quotidiano, essenziale. La sua forza stava nella coerenza tra ciò che annunciava e ciò che viveva. Le Fonti mostrano un uomo che fu capace di trasformare ogni incontro in occasione di fraternità, costruendo relazioni libere da potere e possesso.
Il celebre Capitolo delle stuoie che si tenne ad Assisi nel 1221, a cui si ispira il GO! Franciscan Youth Meeting, fu in fondo una grande assemblea di giovani animati dallo stesso desiderio di comprendere e condividere la propria vocazione. All’epoca, oltre cinquemila frati si radunarono alla Porziuncola per raccontarsi, ascoltare, confrontarsi sulle sfide della missione e della vita comunitaria. Non esistevano strutture sufficienti per ospitarli e così molti dormirono su semplici stuoie, segno di una povertà vissuta non come mancanza ma come libertà. Più che un’organizzazione, era una comunità in cammino, un’esperienza di fraternità concreta e dinamica. Non sorprende
allora che il titolo scelto per l’incontro europeo sia “go”, cioè “vai”. È il richiamo diretto alle parole ascoltate da Francesco davanti al Crocifisso di San Damiano: «Va’ e ripara la mia Chiesa». Un invito che conserva tutta la sua attualità e continua a essere interpretato non solo in senso materiale, ma soprattutto spirituale e relazionale. Non si tratta soltanto di restaurare edifici o istituzioni, ma di contribuire a ricostruire legami, fiducia, speranza e senso di comunità in un mondo frammentato. Francesco non nascose mai le proprie fatiche. Gli ultimi anni della sua vita furono segnati dalla sofferenza fisica, dall’incomprensione e persino da momenti di solitudine interiore. Eppure, proprio in quella stagione di fragilità compose il Cantico delle creature, una delle più alte espressioni di lode e gratitudine della tradizione cristiana e della letteratura universale. La sua testimonianza insegna che la felicità non nasce dall’assenza dei problemi, ma dalla capacità di riconoscere che tutto può diventare occasione di riconoscenza. L’appuntamento di Assisi non sarà soltanto un evento per giovani, ma un segno rivolto all’intera Chiesa e, più in generale, al mondo contemporaneo: otto secoli dopo la sua morte, il santo continua a indicare una strada fatta di fraternità, dialogo, essenzialità e fiducia nel futuro. Forse il segreto della sua perenne giovinezza è proprio qui: Francesco non smise mai di cercare, interrogarsi, mettersi in cammino. E chi continua a cercare, a qualsiasi età, rimane giovane non solo nello spirito, ma nella capacità di guardare il mondo con occhi nuovi.





Dalle sponde pianeggianti dei laghi, perfette per le pedalate in famiglia, fino ai tornanti del Cuvignone, ideali per chi cerca la sfida.

La provincia di Varese è un paradiso per le due ruote, fatto di piste ciclabili immerse nel verde e percorsi stradali panoramici. Mettiti in sella e cambia marcia, a un’ora da te.







Inquadra e scopri le tracce dei percorsi













Nel film Greta e le favole vere, Donatella Finocchiaro interpreta la madre di una giovane attivista che lotta per l’ambiente e vuole cambiare il mondo
di Alessandra Caputo alessandracaputo78 alessandra.caputo.547
affiancata da Raoul Bova e Sabrina Impacciatore, interpreta la mamma di una piccola attivista determinata a salvare un cucciolo di orso polare tenuto in cattività da due bracconieri. Donatella Finocchiaro è nel cast del film Greta e le favole vere, diretto da Berardo Carboni, in sala dal 6 agosto con Vision Distribution. Attrice dalla solida carriera, mantiene uno sguardo ben focalizzato sulle sue idee e i suoi punti di riferimento.
Nel film ostacoli tua figlia, che vuole lottare per un mondo migliore. Quanto ti sta a cuore il tema ambientalista?
Io e Bova siamo i genitori di una bambina che fa la raccolta differenziata e vuole cambiare il mondo. Veniamo trascinati – nostro malgrado – nella sua idea di creare un gruppo di persone con l’obiettivo di salvare un orso bianco. Noi siamo restii ma il fatto che una ragazzina, e chiaramente il riferimento va a Greta Thunberg, punti il dito su questo problema è importante. Pensiamo al ciclone Harry che ha colpito la mia Sicilia con una violenza che non si vedeva da tanto tempo. La questione climatica tocca tutti, dobbiamo prenderne atto.
La storia affida a una bambina un messaggio di riflessione e speranza. E ci ricorda che, nel nostro piccolo, possiamo fare qualcosa «per non fare la fine dei dinosauri», citando una frase del film. Purtroppo, noi siamo già i dinosauri rispetto alle nuove generazioni. E spesso non basta la volontà dei singoli, perché le grandi scelte vengono prese da chi ha il potere. Però parlare di un problema sociale attraverso l’arte e il cinema aggiunge valore a quello che facciamo.
Nella pellicola si scopre il significato di raccontare una favola vera: «Se ci credi può cambiare la realtà». Tu ne hai vissuta una?
Non sono stata molto ambiziosa nella vita, mi è capitato tutto un po’ per caso. Volevo fare teatro a Catania, poi mi hanno trascinata da un provino all’altro e sono capitata nel film Angela , di Roberta Torre. Questa è stata una favola, perché sognavo di fare l’attrice. Penso che ognuno, a prescindere dall’ambizione, possa realizzare
le proprie favole. E io ne ho ancora tante in mente, tra cui un documentario che parla di sessualità dal punto di vista delle donne.
Il ruolo che non hai ancora interpretato?
Alle Orestiadi di Gibellina interpreterò Clitennestra: era uno dei miei desideri e ne sono felice. Un altro sogno nel cassetto è portare in scena Medea a Siracusa o comunque tornare a confrontarmi con una tragedia greca.
Il regista o la regista con cui vorresti lavorare?
Al di là di Pedro Almodóvar, il mio sogno di sempre, in Italia ce ne sono tanti. Apprezzo il cinema dei fratelli
D’Innocenzo, così come trovo che Valerio Mastandrea sia bravissimo a dirigere. Mi piacerebbe tornare a fare un film con Torre, Marco Bellocchio o Emanuele Crialese. E magari, un giorno, confrontarmi con Matteo Garrone e Paolo Sorrentino.
Chi era il tuo punto di riferimento quando hai intrapreso la carriera di attrice?
Quando ho cominciato, mi dicevano che somigliavo ad Anna Magnani. So che è un complimento, ma mi infastidivo molto perché per me lei è un mito e io non c’entro molto.
Insieme a Sophia Loren e Mariangela Melato è un’icona intoccabile.
Il film Greta e le favole vere viene presentato in anteprima fuori concorso, il 19 luglio, al Giffoni Film Festival. Che consiglio darai ai giovani che lo vedranno?
I ragazzi viaggiano a una velocità diversa dalla nostra. Quindi, come dico sempre a mia figlia, il mio suggerimento è: rallentare, parlare, confrontarsi, raccontare le emozioni. Il fatto che ci voglia il consenso dei genitori per l’educazione sessuale o affettiva in classe è un controsenso. La scuola ha una grandissima responsabilità, accompagna i nostri figli ogni giorno e noi dobbiamo aver fiducia nella formazione che ricevono. È importante imparare a non reprimere le emozioni, perché chi non ascolta ciò che prova finisce per esplodere. È un lavoro che continuo a fare anche su me stessa.


Baby K è pronta a lanciarsi in nuove avventure, tra un tormentone annunciato e il tour che prosegue fino a settembre. E intanto pensa a Sanremo 2027
da un po’ di anni il sound dell’estate italiana porta la firma di Baby K. La regina delle summer hit è tornata a reclamare il suo trono con Tucamacarena , un frullato di ritmo, seduzione e vibrazioni mediterranee che profuma di Napoli, sole e tormentone annunciato. Ma attenzione, perché le canzoni dell’artista urban hanno sottotesti più profondi, non sono il classico pezzo da ombrellone. Baby K le porta in giro per l’Italia in un tour che a luglio si ferma il 18 ad Arborea (Oristano) e il 20 a Sant’Antonio Abate (Napoli), prosegue ad agosto con varie date da nord a sud e si conclude il 12 settembre a Oschiri (Gallura Nord-Est Sardegna).
In Tucamacarena hai mischiato, almeno nel titolo, due tormentoni, il Tuca Tuca e la Macarena, per raccontare un amore irresistibile ma sbagliato. Hai imparato di più dalle storie che hanno funzionato o da quelle che ti hanno messo nei guai?
Da tutte e due, non posso negarlo. Più che altro ho imparato quanto a volte, tristemente, possano fondersi l’uno nell’altro. Le hit estive sono, senza dubbio, il tuo segno di riconoscimento. Ma c’è stato un momento in cui hai avuto paura di non essere capita dal pubblico?
Certo, mi succede quotidianamente. Raggiungere grandi numeri è una benedizione, ma c’è il rovescio della medaglia. Da una parte qualcuno ti vorrebbe sempre uguale, come se questo fosse una garanzia verso chi ha accolto e amato il progetto fino a quel momento.
Dall’altro lato può essere difficile far capire che esiste una tridimensionalità dietro la persona e l’artista. Non rinnego assolutamente tutto quello che ho fatto, mi ha consentito di arrivare al cuore della gente. Ma vorrei fare conoscere tutto il mio spettro. Magari lanciarmi in una ballad.
Sei in tour per tutta l’estate e il 1° agosto passi anche per Sanremo, vicino a Imperia. Non è che la ballad la vedremo sul palco dell’Ariston il prossimo anno?
Mi piacerebbe, ma devo capire meglio. Ci sono
ragionamenti da fare per esprimermi al 100%, aggirando i paletti. In generale, sono percepita come la quota festa della kermesse. Immagino che molti artisti porteranno delle ballad. A me piacerebbe esplorare il genere nel mio stile, sarebbe comunque differente. Penso, però, di dover proporre la canzone più forte.
Se ne parli così vuol dire che c’è un avvicinamento al Festival.
È una proposta interessante. Non ho mai partecipato e mi piacerebbe portare su quel palco qualcosa di speciale, una novità. Penso che potrebbe divertire il pubblico a casa. Potresti fare come Alexia: il primo anno portò Dimmi come… per consacrarsi al grande pubblico e arrivò seconda. L’anno dopo vinse con Per dire di no, un pezzo che dava sfogo al suo lato soul. Prendo appunti.
Il direttore artistico, Stefano De Martino, lo hai incontrato? No, non ancora. Sarebbe bello conoscerlo.
Nel video di Tucamacarena Napoli è protagonista. È una scelta artistica o risponde alla necessità di mostrare una cultura molto radicata?
C’erano delle strane sincronie che mi portavano lì e, in più, sono stata ispirata molto dalle foto di Robbie McIntosh. Ho voluto che il video raccontasse le persone: il pezzo lo dovevano cantare quelli del posto. Vi dico con orgoglio che troverete come ospiti d’eccezione donne forti di Napoli, ognuna con la sua storia di arte, cultura e appartenenza. Il sogno si è coronato con la partecipazione della Tarantina, emblema iconico dei quartieri spagnoli, con cui ho condiviso chiacchiere e abbracci. È la mia piccola dichiarazione d’amore al popolo che rende vivi i luoghi e la musica. Come sarà quest’estate targata Baby K?
Piena, carica. Avevo bisogno di buttarmi nella mischia e caricarmi: devo tornare al divertimento e al colore.
babykmusic





Dopo un 2025 da protagonista, Simone Cerasuolo continua a proiettarsi in avanti. Il campione azzurro della rana racconta il suo lavoro quotidiano in vista degli Europei di Parigi, dal 31 luglio al 16 agosto. E già sogna i Giochi di Los Angeles 2028
di Davide Garofalo davgarofalo
campione del mondo e vice campione europeo, oltre che autore di numerosi record a livello nazionale. Simone Cerasuolo, 22enne di Imola, è oggi il punto di riferimento italiano nei 50 rana e uno dei più forti del pianeta in questa disciplina. Eppure, non si accontenta. A pochi giorni dagli Europei di Parigi, in programma dal 31 luglio al 16 agosto, racconta una carriera costruita centesimo dopo centesimo e un legame profondo con lo stile che lo ha reso grande. Mentre il suo sguardo è già puntato sulle Olimpiadi di Los Angeles 2028, dove è stata introdotta ufficialmente la gara dei 50 rana.
Dopo un 2025 da protagonista, punti ancora più in alto? Sì, assolutamente. Il mio obiettivo resta sempre quello di migliorarmi. Credo sia l’essenza del percorso di ogni atleta: puntare su sé stessi e continuare a lavorare per fare un passo avanti.
Con quale stato d’animo pensi di arrivare a Parigi?
Le sensazioni sono positive. Ho lavorato bene e vengo da un periodo favorevole, quindi cerco di portarmi dietro la fiducia costruita negli ultimi mesi. Allo stesso tempo so che, una volta in gara, si riparte da zero: non conta ciò che hai fatto prima, ma quello che saprai fare in quel momento. Per questo voglio vivere al meglio l'atmosfera e farmi trovare pronto.

Gli Europei rappresentano una tappa importante nel percorso verso Los Angeles 2028. Che significato hanno per te oggi?
Le Olimpiadi rappresentano un sogno perché non le ho ancora vissute. Però, da qui a due anni, ci sono ancora tanti passaggi chiave. Voglio affrontare ogni appuntamento al massimo, senza guardare troppo avanti. Prima dei Giochi c'è ancora una qualificazione da conquistare e tantissimo lavoro da fare. L’obiettivo è arrivare pronto ai momenti che contano, ma senza fare troppi programmi a lungo termine. Preferisco restare concentrato su quello che faccio in vasca ogni giorno. Sei cresciuto a Imola, una città che evoca soprattutto la Formula 1. Il nuoto è sempre stato il tuo destino oppure da ragazzo hai coltivato anche altri sogni sportivi?
Ho iniziato seguendo l'esempio di mio fratello e perché i miei genitori
volevano che sapessi muovermi bene in acqua. Da bambino praticavo anche calcio, ma con il tempo mi sono appassionato sempre di più al nuoto e ho scelto di puntare su quello. Direi che è stata la scelta giusta.
La rana è uno stile molto tecnico. Come te ne sei innamorato?
Non saprei indicare un motivo preciso. Ma era l'unico stile capace di non annoiarmi mai in allenamento e che affrontavo sempre con entusiasmo. Inoltre, si adattava bene alle mie caratteristiche fisiche. In un certo senso, più che scegliere io la rana, è stata la rana a scegliere me.
In gara il margine tra un oro e un quarto posto è spesso questione di centesimi. Come ci si prepara psicologicamente a una prova che dura meno di trenta secondi ma richiede mesi di lavoro?
Tutto parte dalla routine di allenamento. Ogni dettaglio, tecnico e mentale, deve essere curato al massimo perché spesso sono proprio i particolari a fare la differenza. Durante una competizione bisogna restare concentrati esclusivamente su ciò che si deve fare. Nei 50 metri basta un minimo errore per compromettere tutto. È questo il fascino, ma anche la difficoltà, delle gare veloci: pochi centesimi possono cambiare completamente il risultato. Come trascorri il tempo libero quando non ti alleni o non gareggi?
Sono un grande appassionato di sport: seguo soprattutto calcio, tennis e Formula 1. Guardo spesso interviste ad atleti e allenatori, oltre che contenuti legati alle grandi performance. Mi piace stare con la famiglia e gli amici, ma anche godermi la mia città, alla quale sono molto legato. E poi apprezzo i momenti di tranquillità da solo.
Come tutti gli sportivi, trascorri gran parte della vita in viaggio. Che cosa ti piace fare durante gli spostamenti?
Di solito ascolto musica oppure guardo documentari e serie dedicate allo sport. Mi piace osservare il percorso di grandi campioni e allenatori per trarre spunti e ispirazione. Se dovessi scegliere un'immagine che rappresenta il tuo percorso fino a oggi, quale sarebbe?
Mi viene in mente il tennista spagnolo Rafa Nadal nella fase in
cui già dominava sulla terra battuta, ma prima di conquistare Wimbledon. Con le dovute proporzioni, penso di essere in un momento simile: ho raggiunto traguardi significativi, ma sento che c'è ancora qualcosa di più grande da inseguire e conquistare.
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il ritmico rumore dei flash dei fotografi, i commenti dei fashion editor, il brusio della security. A qualsiasi evento sia legato – l’anteprima di un film, la serata degli Oscar, i Grammy Awards o l’attesissimo Met Gala – il red carpet fa sempre parlare di sé. Dietro a un appuntamento mondano, infatti, c’è una costruzione narrativa: ogni outfit racchiude un racconto in cui convergono moda, arte e identità. L’abito parla per chi lo indossa e il professionista che lo sceglie ha il compito di dare corpo all’identità di questo messaggio.
Exposure - Quando il mondo ti guarda, da Harry Styles a Lady Gaga, fino al 3 gennaio 2027 alla Fondazione ITS di Trieste, mostra proprio questo processo attraverso una serie di creazioni indossate dalle celebrity che si sono affidate allo stylist belga Tom Eerebout, che ha curato la mostra. Il percorso consente di ammirare da vicino capi scelti per star internazionali come il cantautore Harry Styles, ex membro degli One Direction, il premio Oscar Nicole Kidman, l’attrice britannica Rebecca Ferguson, l’icona della musica pop Beyoncé e l’ex frontman dei Måneskin Damiano David. Nella selezione degli abiti Eerebout spazia dalle grandi maison ai talenti emergenti e, infatti, accanto a nomi come Gucci o Jean Paul Gaultier ci sono quelli di giovani designer come Maximilian Raynor, vincitore dell’ITS Contest 2025 e autore di un look per Lady Gaga. Il progetto è accompagnato da un catalogo, firmato dallo stylist belga con il filosofo Emanuele Coccia, che intreccia fashion, arte e scienze sociali. Partecipa al dialogo anche Olivier Saillard, storico della moda e curatore di alcune mostre ospitate dalla Fondazione ITS. A completare l’esperienza un’installazione nel centro di Trieste mette insieme dieci grandi immagini che indagano la relazione tra corpo, abito e sguardo, invitando il pubblico a riflettere sull’arte di essere visti ed estendendo anche allo spazio urbano l’intensità narrativa della mostra. its-arcademy-it itsplatform


L’installazione urbana nel centro di Trieste legata alla mostra






La Biennale Arte 2026 di Koyo Kouoh invita a rallentare e ad ascoltare le tonalità minori del mondo. Tra evocazioni, ferite e possibilità di rinascita che l’arte continua a custodire di Sandra Gesualdi sandragesu foto courtesy La Biennale di Venezia

visitare la Biennale Arte è una pratica di viaggio. E come tutti i viaggi prevede sospensione dall’ordinario, messa in ascolto dell’ignoto, disponibilità all’imprevisto, assenza di pregiudizio. Almeno per qualche ora. Si percorrono padiglioni e sale come territori sconosciuti, trattenendo sensazioni, colori e frammenti più che spiegazioni. Una bulimia di presente planetario, una scorpacciata di particelle di umano sentire. Conviene percorrere la manifestazione senza mappe e a passo lento per ascoltare il mondo: le sue ferite, i
conflitti, le marginalità, i ricordi, i corpi nudi e le voci sommerse. La Biennale Arte 2026 chiede proprio questo: rallentare per percepire. All’ingresso dei Giardini un cervo sembra sospeso nel tempo. È The Origami Deer di Zhanna Kadyrova, una grande scultura in cemento piegata come un foglio di carta. Realizzata nel 2019 per uno spazio pubblico a Pokrovsk, in Ucraina, nel 2024 – con l’avvicinarsi della linea del fronte alla città – è stata smontata, evacuata e trasportata attraverso l’Europa fino a Venezia. Oggi, appesa a una gru, racconta la precarietà provocata dalla guerra e la resistenza di chi



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continua a portare con sé la propria terra. È una soglia simbolica per entrare in questa edizione che sembra partire proprio da ciò che resta, di noi e del mondo: tracce, memorie, frammenti, resistenze ostinate, ferite, sopraffazioni, presenze e ricerca di aliti di felicità. Curata da Koyo Kouoh, e aperta dopo la sua prematura scomparsa lo scorso anno, chiede prima di tutto un cambio di ritmo e di prospettiva. Reclama di osservare i dettagli e ascoltare le tonalità minori – da qui il titolo In Minor Keys –quelle frequenze più basse spesso sommerse dal rumore dominante, dove però continuano a vivere il blues, il canto, il lamento, la poesia. Per osservare ciò che resta ai margini, riconoscere forme di vita e narrazioni escluse dai grandi racconti del potere.
Un giardino può essere il punto da cui partire. Quelli reali, colmi di piante officinali e biodiversità che fanno da quinta alle zone esterne e quelli che vivono nei ricordi di Wardha Shabbir, artista pakistana vicina alla sensibilità curatoriale di Kouoh, che diventano l’immagine emblematica della mostra. Nei suoi lavori il paesaggio della città natia di Lahore si trasforma in una riflessione sulla crisi ambientale, sulla fragilità sociale delle donne e sulla capacità della vita di adattarsi.
Nell’opera The Symphony of Silence il giardino è un archivio
vivente dove il bocciolo di un fiore diventa simbolo di nascita e trasformazione, grembo e vulcano. Da questo dettaglio si comprende bene il progetto di Kouoh di costruire una mostra non seguendo i parametri lineari della storia dell’arte, spesso inserita nei solchi della cultura occidentale, ma attingendo a una costellazione di relazioni, affinità e impronte.
Così, questa Biennale racconta un pianeta che ansima sotto i colpi delle disuguaglianze, delle guerre e dello sfruttamento, e cerca nuovamente conforto e rapporto con la materia. Terra, acqua, ceramica, tessuti, materiali recuperati, scarti trasformati: l’elemento materico torna a essere un linguaggio etico prima ancora che estetico. Le giganti installazioni tessili di Senzeni Marasela, per esempio, custodiscono la memoria delle tragedie minerarie sudafricane e raccontano come l’attività estrattiva abbia pesato sulla vita delle donne, inghiottendo vite e comunità. Il ricamo diventa allora scrigno e resistenza, il filo da cucito il particolare che narra secoli sommersi.
All’ingresso del Paglione centrale la scultura Amistad Takeover di Demond Melancon sovrasta lo spazio: un grande costume rosso di piume e perline richiama le tradizionali maschere nere della comunità afroamericana. La presenza africana attraversa tutta la mostra come una corrente profonda. Non
una geografia periferica da rappresentare per l’occasione, ma uno spazio di produzione culturale e di pensiero che Kouoh costruisce dalla rete di relazioni tra Dakar, Salvador, Beirut, San Juan, Parigi e Nashville. Tra i suoi riferimenti fondamentali ci sono Issa Samb e Beverly Buchanan, definiti dalla curatrice «creatori di mondi», artisti interessati non soltanto all’oggetto, quanto ai legami tra culture che l’arte genera. La rappresentazione del ricordo, struggente e radicata negli affetti cancellati, è uno dei vari fili sotterranei della Biennale.
Nel Padiglione Serbia, completamente tappezzato di foto private, ritagli di giornali, mappe e valigie di cartone, il passato emerge come una costellazione frammentaria di orme andate. Un’incursione nella nostalgia collettiva, in cui la storia appare attraverso lacune, ritorni, esili, registri personali e pubblici. L’installazione di Predrag Djaković è una riflessione sulle deportazioni, le migrazioni, sull’oblio e sulla necessità di conservare ciò che rischia di scomparire, tra identità sociali e corrispondenze private.
Nel Padiglione Grecia, con l’installazione Escape Room di Andreas Angelidakis, l’identità nazionale viene invece smontata e ricomposta. La storia appare come una costruzione instabile, attraversata da manipolazioni, conflitti e narrazioni contrapposte. Il Padiglione dei Paesi Bassi presenta l’opera immersiva The Fortress, dell’artista Dries Verhoeven, per stravolgere il celebre edificio modernista dell’architetto Gerrit Rietveld, da sempre simbolo di apertura, e trasformarlo in un bunker: le imposte si abbassano e i visitatori restano chiusi e al buio per diversi minuti, invitati a riflettere sulle paure e l’isolazionismo dei nostri tempi. Un altro grande tema che percorre Arsenale e Giardini è quello ambientale. L’acqua ritorna continuamente quale origine, risorsa, minaccia. In molte opere la si incontra, protagonista di paesaggi sospesi tra impianti di depurazione, spazi sacri e ambienti contaminati. Quello austriaco è il padiglione più discusso della Biennale. L’artista Florentina Holzinger presenta Seaworld Venice, un lavoro performativo a tappe su acqua, crisi climatica e corpo femminile nudo esibito, usato, immerso per ore nel liquido filtrato dai detriti

fisiologici dei visitatori, tra distopia e provocazione. Nel Padiglione Polonia, Liquid Tongues è un’installazione audiovideo di Bogna Burska e Daniel Kotowski, in cui il Chór w Ruchu (Coro in movimento) mette in scena un dialogo sott’acqua tra performer udenti e sordi ispirato ai sistemi di comunicazione e al canto delle balene. Voce e lingua dei segni cercano un rapporto con forme di vita oltre quelle antropiche, per ascoltare ciò che normalmente non viene udito. Anche il sacro ritorna, ma non come dimensione religiosa istituzionale. È il divino della relazione, della cura, del riconoscimento dell’altro, umano e non umano.
Questa stessa idea attraversa il Padiglione Italia, curato da Cecilia Canziani, che ospita l’esteso lavoro Con te con tutto di Chiara Camoni. Il progetto percorre e abita gli spazi come un paesaggio in trasformazione, una chiamata a raduno costruita sull’incontro tra figure, materiali e forme di vita. Nella prima sala un bosco silenzioso, immerso nella penombra, accoglie oltre 20 sculture femminili in ceramica, ad altezza naturale. Modellate a mano, dalla presenza ieratica, composte da argilla, arbusti, conchiglie e frammenti di plastica, sembrano divinità minori arrivate da un passato remoto a cui chiedere voti per l’oggi. Lo scarto non viene eliminato, entra nella forma, diventa volto di donna. Nella seconda ala dello spazio nazionale il lavoro si apre come un ambiente costellato di figure di donna reclinate, architetture in divenire e materiali naturali e riciclati. Al centro una piazza con sedute e un giardino invita alla sosta e alla contemplazione. Camoni mescola terracotta, rappresentazioni etrusche, Arte povera e storie secondarie della scultura italiana per proporre una domanda urgente: come possiamo tornare a dimorare il mondo, prima che sia troppo tardi?
Alla fine del viaggio in Biennale restano tante immagini precise ma sovrapposte che si confondono tra le centinaia di opere esposte. Un cervo sospeso arrivato dal fronte, un giardino che conserva memorie d’infanzia, tessuti intrecciati a mano, voci che cercano il canto delle balene, sculture d’argilla. Un catalogo incompleto, ma certamente denso di umane vicende. L’esposizione di Koyo Kouoh non promette redenzione, non offre una soluzione alle crisi e storture del presente. Propone un esercizio di attenzione, da cui far scaturire la possibilità di riconoscere ciò che continua a crescere nelle crepe fragili del mondo.
labiennale.org
labiennale










A Udine, fino al 30 agosto, è possibile ammirare i capolavori dei grandi maestri che hanno aperto la strada all’arte moderna, da Monet a Picasso
di Gaspare Baglio gasparebaglio


Claude Monet
Belle-île, tramonto (1886)
Eigentum der Schweizerischen Eidgenossenschaft, Bundesamt für Kultur, Bern
© SIK-ISEA, Zürich (Martin Stollenwerk)
non è solo una mostra, è la testimonianza di un continuo cambio di sguardo. Fino al 30 agosto a Casa Cavazzini - Museo d’arte moderna e contemporanea di Udine, è possibile ammirare l’esposizione Impressionismo e modernità. Monet, Van Gogh, Picasso, Kandinsky, Magritte. Capolavori dal Kunst Museum di Winterthur, un viaggio vorticoso attraverso opere di artisti che hanno modificato per sempre il modo di vedere il mondo.
Secondo David Schmidhauser, curatore della rassegna e del tempio della cultura elvetica da cui provengono i prestiti, la collettiva «racconta una storia fatta di coraggio: degli artisti che hanno sfidato le convenzioni e dei collezionisti che hanno
saputo riconoscerne la forza innovativa. Attraverso questi capolavori, ripercorriamo l’evoluzione dello sguardo moderno, tra rotture, visioni e nuove armonie».
In effetti tutto è stato possibile grazie alla galleria svizzera e alla sua straordinaria collezione, costruita con lungimiranza già alla fine dell’800. All’epoca l’Impressionismo faticava a trovare spazi espositivi, ma la città di Winterthur aveva già scelto di credere nel movimento. Nel ‘900, con altrettanto intuito, ha accolto le rivoluzioni cubiste, astratte e surrealiste, grazie anche al contributo decisivo di collezionisti privati che hanno trasformato una passione in patrimonio condiviso. Come sottolinea Vania Gransinigh, conservatrice dei Civici musei di Udine e co-curatrice della mostra, «il progetto
permette di valorizzare le collezioni udinesi mettendole a confronto con importanti opere dell’arte europea dei primi del ‘900. Questo dialogo mette in luce due diverse forme di modernità, nate in contesti differenti, e invita alla riflessione, confermando il museo come luogo di conoscenza e di sviluppo di nuove competenze».
Il percorso espositivo attraversa oltre mezzo secolo di rivoluzioni artistiche. Si parte dalle radici dell’innovazione che hanno acceso il rovesciamento dello sguardo: la luce diventa protagonista, il colore vibra, la realtà viene colta nel suo mutamento. Opere come Belle-île, tramonto di Claude Monet o il Ritratto di Joseph Roulin di Vincent van Gogh testimoniano un cambio estetico e un atto di coraggio condiviso con quei collezionisti che, già nell’800, decisero di scommettere su un’arte controversa. Il secondo atto è una scossa più


radicale: il Cubismo. Con Pablo Picasso e Georges Braque la materia si spezza e si ricompone in geometrie instabili. Nature morte, figure e oggetti perdono unità per guadagnare complessità: esistono molteplici e simultanei punti di vista che modificano per sempre il linguaggio figurativo.
Poi arriva la rottura definitiva: l’astrazione. Con Vasily Kandinsky e Piet Mondrian la pittura diventa sistema autonomo di segni, ritmo e colore. È qui che il collezionismo si fa visione ideologica: si acquistano idee, possibilità, futuri. Linee e forme costruiscono un nuovo ordine, mentre accanto alla geometria prendono vita ipotesi più libere, capaci di evocare crescita e metamorfosi.
Il Surrealismo spalanca, infine, le porte dell’inconscio. Grazie a René Magritte, Max Ernst e Giorgio de Chirico, la pittura è enigma: oggetti familiari si trasformano in visioni confondenti, il sogno invade la realtà, il senso sfugge aprendo domande inedite. L’arte non rappresenta più il mondo, ma lo reinventa.
Le 84 opere esposte diventano, quindi, tracce di una visione che ha attraversato mezzo secolo di arte europea e ci insegnano quanto la modernità non sia un traguardo raggiunto, ma un costante invito a guardare sempre oltre.





























































































le opere di Fortunato Depero entrano in relazione con gli spazi, gli oggetti e gli arredi della casa museo Bagatti Valsecchi, nel centro di Milano. L’occasione è la mostra Depero Space to Space. La creazione della memoria che, fino al 2 agosto, propone una visione fuori dal comune della sua parabola artistica.
Oltre 40 opere di Fortunato Depero sono in mostra, fino al 2 agosto, nella casa museo Bagatti Valsecchi. Geometrie e colori vivaci creano un’insolita
commistione con arredi e oggetti da collezione dell’edificio milanese di Francesca Ventre - f.ventre@fsitaliane.it
Tra i mobili e i pezzi del ‘400 e del ‘500, collezionati dai fratelli Fausto e Giuseppe a partire da fine ‘800, trovano spazio oltre 40 capolavori firmati dall’artista trentino, uno dei massimi esponenti del cosiddetto Secondo Futurismo. L’allestimento è curato dallo studio a-fact architecture factory, in collaborazione con LightScene e, in sintonia con la narrazione espositiva, è arricchito da un percorso audio che amplifica il senso di meraviglia e restituisce le atmosfere dell’epoca. Gaetano Cappa dell’Istituto Barlumen, factory artistica e società di produzione multimediale, ha creato quattro ambienti sonori diversi ma, nello stesso tempo, coerenti con la creatività e lo stile di Depero, inserendo nello spazio le note di un pianoforte meccanico, i miagolii di un gatto sintetizzato e le voci radio dell’epoca. Mentre le parole dell’attore Massimiliano Speziani accompagnano Il Maggiordomo, quadro che, non a caso, accoglie i visitatori all’ingresso. Proseguendo negli altri ambienti si possono ammirare capolavori, realizzati tra gli anni ’30 e ’50 del ‘900, provenienti dal Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto e dalla casa d’arte futurista Depero da lui fondata, anche questa con sede a Rovereto, città dove l’artista visse e studiò. Con un’operazione culturale analoga a quella compiuta dai fratelli Bagatti Valsecchi, Depero

calò il contemporaneo nel contesto antico dell’edificio cinquecentesco, attraverso opere, arredi e soluzioni decorative, anticipando la destinazione del luogo a museo.
Fu anche designer ante litteram di Campari, per cui ideò –già un secolo fa – manifesti pubblicitari e l’iconica bottiglietta della Soda. Conobbe e frequentò gli artisti futuristi più noti e alcuni esponenti dell’Astrattismo e della Metafisica.
Nel realizzare i suoi capolavori si distinse per l’uso di colori
vivaci, dal rosso al blu, dal verde all’arancione, e di forme geometriche ben delineate nei contorni. Girando tra le sale milanesi si può godere di questo impatto visivo. Si distingue per le sue vivaci cromie Flora : posizionata in uno spazio di passaggio, si armonizza in modo perfetto con l’arredamento dei fratelli Fausto e Giuseppe, abbellendo una spalliera di una panca cinquecentesca.
Tra i soggetti più cari a Depero c’è il circo, metafora anche della sua capacità di superare le difficoltà come un acrobata.
L’opera simbolo della mostra, Cavalli sulla corda, del 1948, vede protagonisti animali in equilibrio.
Nella Sala da bagno domina la voglia di sperimentare, con quattro progetti di scacchiera collocati nelle armadiature.
Sono realizzati in Buxus, un materiale prodotto dalle Cartiere Giacomo Bosso composto da cartone pressato e segatura, ideale per un arredamento a prezzi convenienti.
L’artista trentino ebbe anche uno stretto rapporto con l’Enit, allora Ente nazionale per le industrie turistiche che promuoveva nel mondo l’immagine dell’Italia come meta di viaggio. In mostra è esposto, in particolare, il bozzetto per il padiglione pubblicitario usato nelle sedi estere dell’istituto. Infine, l’armadio della camera da letto matrimoniale mostra sulle ante il dipinto Abiti da uomo, con una serie di vestiti disposti come fossero in un set da viaggio.
Tra le attività che completano l’offerta della casa museo, sono in programma un laboratorio per famiglie, il 25 luglio, e due visite guidate, il 12 luglio e il 2 agosto. Queste prevedono un particolare approfondimento nella penultima sala, il ViBiBar, con la rievocazione del Vino Birra Bar di Bolzano, il locale che Depero decorò per le Cantine Cavazzani, con sette raffinate tarsie in panno inserite in una boiserie.
In occasione della mostra si possono anche scoprire gli itinerari deperiani: l’artista era infatti un infaticabile camminatore e mantenne un legame con sentieri, montagne e sponde del Trentino. Spostandosi nella regione, si può passeggiare tra i vicoli del centro storico o le stradine panoramiche di Rovereto, o percorrere il sentiero che arriva nella frazione di Noriglio, con un affaccio sull’Eremo di San Colombano abbarbicato sulla roccia, per proseguire fino a Serrada di Folgaria, in provincia di Trento, paese futurista dove Fortunato passava l’estate. museobagattivalsecchi.org













che cosa accade quando una serie televisiva esce dallo schermo e diventa parte della memoria collettiva? Prova a rispondere a questa domanda la seconda edizione dell’Italian Global Series, dal 3 all’11 luglio tra Rimini e Riccione. Il festival, diretto da Marco Spagnoli e voluto dalla sottosegretaria alla Cultura
Lucia Borgonzoni, è ideato e organizzato da Associazione produttori audiovisivi, in collaborazione con Cinecittà, con il supporto del ministero della Cultura, della Regione EmiliaRomagna e APT Servizi Emilia-Romagna, dei Comuni di Riccione e Rimini, e di Agis, con il contributo di Siae, Enel, e del Gruppo FS.
Oltre a portare in scena i migliori prodotti italiani e internazionali, la kermesse invita a riflettere su quanto l’industria dell’audiovisivo non si occupi solo di intrattenimento, ma sia capace di alimentare un archivio sentimentale condiviso, che unisce ricordi ed esperienze, generando abitudini e riti collettivi.
Non a caso, il festival sceglie di raccontarsi attraverso tre anniversari simbolici: i
30 anni di Un posto al sole, i 50 di Gesù di Nazareth, i 60 di Star Trek
Oltre allo special screening del
Da Star Trek a Un posto al sole, l’Italian Global Series celebra titoli che hanno attraversato le generazioni. E dal 3 all’11 luglio, tra Rimini e Riccione, racconta il futuro della serialità italiana e internazionale di Giulia Maggio
nuovo adattamento della celebre saga familiare La casa nella prateria

Per celebrare la prima ricorrenza, il 10 luglio, a Riccione, il cast della soap di Rai 3 che ha trasformato Napoli in un luogo simbolico commenta una puntata insieme all’attrice, regista e stand-up comedian Michela Giraud, grande fan dell’opera. In onda dal 1996, Un posto al sole non è soltanto la serie più longeva tra le italiane, ma un fenomeno culturale che è stato capace di rinnovarsi senza tradire la propria identità, affermandosi con discrezione e continuità.
Più solenne, invece, è l’omaggio ai 50 anni di Gesù di Nazareth, diretta da Franco Zeffirelli, una delle rappresentazioni televisive più celebri della vita di Cristo. Il 5 luglio, a Rimini, l’inglese Robert Powell, che ha dato il volto al protagonista, riceve il Maximo Excellence Award e ripercorre il lavoro sul set, il rapporto con il regista e l’eredità culturale e spirituale della miniserie cult.
L’evento più ricco di implicazioni, però, è quello dedicato ai 60 anni di Star Trek, la saga di fantascienza creata da Gene


Roddenberry che ha attraversato le generazioni. L’8 luglio, a Riccione, è prevista la proiezione in anteprima di un episodio della nuova quarta stagione di Star Trek: Strange New Worlds che debutterà poi su Paramount+ il 23 luglio. Per l’occasione in riviera arrivano Jeri Ryan, volto di Seven of Nine in Star Trek: Voyager e Star Trek: Picard e Nicholas Meyer, autore e regista di capitoli decisivi come Star Trek II: The Wrath of Khan e Star Trek VI: The Undiscovered Country, oltre che presidente della giuria della sezione Limited Series della kermesse.
Non un semplice tributo celebrativo, quindi, ma un’immersione in un fenomeno che va ben oltre il telefilm. Fin dal 1966, infatti, la saga ha proposto un futuro fondato su esplorazione, cooperazione, uguaglianza e fiducia nel progresso, offrendo un’immagine radicalmente ottimista del domani. È questo nucleo ideale, più ancora dell’apparato fantascientifico, ad aver generato una community transgenerazionale: fan, convention, linguaggi condivisi, ma anche una concreta influenza sull’immaginario scientifico e spaziale.
Tra ricordo e reinvenzione si colloca invece lo special screening del nuovo adattamento de La casa nella prateria, la celebre saga tratta dai libri semiautobiografici di Laura Ingalls Wilder che ha spopolato negli anni ‘70 e ’80. Il 9 luglio, a Riccione, è in programma la proiezione in anteprima del primo episodio della versione targata Netflix.
Tra i protagonisti celebrati con un riconoscimento all’eccellenza, oltre a Powell per Gesù di Nazareth, ci sono lo sceneggiatore Carlton Cuse, firma di Lost, l’attrice Sabrina Ferilli, il popolare interprete della commedia Lino Banfi, l’attore Marco Giallini, lo scrittore e sceneggiatore Francesco Piccolo, il produttore Roberto Sessa e la cantante Rita Pavone, che è stata anche protagonista dello sceneggiato Il giornalino di Gian Burrasca


Ma l’Italian Global Series guarda anche ai successi di domani. I titoli internazionali in concorso sono 21, provenienti da 15 nazioni e suddivisi nelle categorie Drama, Comedy e Limited Series. Tra le produzioni italiane ci sono tre anteprime mondiali targate Rai Fiction: I casi di Teresa Battaglia - Figlia della cenere con Elena Sofia Ricci, Tutto l’amore che resta con Raoul Bova e Una piccola formalità di Davide Marengo, con Pilar Fogliati e Lorenzo Richelmy. I vincitori vengono svelati durante la serata di chiusura, l’11 luglio a Rimini, condotta dallo showman Sergio


Friscia con Matilde Gioli, madrina del festival.
La manifestazione, dunque, mescola tradizione popolare e nuova serialità, eleggendo la varietà a cifra stilistica dell’evento. Del resto, come sottolinea il direttore Marco Spagnoli, bisogna allargare lo sguardo «dalla scrittura alla musica, dai costumi alle scenografie, fino alla costruzione di veri e propri universi narrativi», chiarendo perché oggi le serie non sono più soltanto prodotti da vedere, ma mondi da abitare. italianglobalseriesfestival.it
Il Gruppo FS consolida il suo impegno nel mondo della cultura e dell’audiovisivo rinnovando la partnership con l’Italian Global Series. Stazioni e treni si confermano scenari d’eccezione, capaci di restituire al racconto cinematografico e televisivo un’ambientazione evocativa e profondamente identitaria. Un dialogo sempre più stretto tra mobilità e creatività, che corre sullo stesso binario per promuovere i territori e raccontarli in chiave contemporanea. Anche quest’anno Ferrovie dello Stato Italiane è tra i protagonisti degli Awards con la consegna l’11 luglio del premio Maximo Gruppo FS – Miglior serie alla terza stagione de La legge di Lidia Poët.



Dal Friuli alla Sardegna, i grandi festival accendono l’estate italiana. Tra jazz, elettronica, pop, rock e cantautorato
estate italiana ha una variegata colonna sonora che attraversa montagne, città d’arte, spiagge e piazze storiche da nord a sud, trasformando lo Stivale in un enorme palcoscenico a cielo aperto.
Fino al 26 luglio il Friuli-Venezia Giulia ospita il No Borders Music Festival, una kermesse che da oltre 30 anni richiama artisti di altissimo calibro, coniugando i diversi linguaggi della scena internazionale con l’identità e le specificità territoriali del Tarvisiano. La manifestazione prevede concerti in location naturalistiche d’eccezione come il comprensorio dei Laghi di Fusine, l’Altopiano del Montasio, la Conca Prevala del Canin e la Val Bartolo. Tra gli artisti on stage quest’anno il pianista e compositore Ludovico Einaudi, l’icona della world music Manu Chao e il cantautore romano Mannarino.
Anche il Veneto è uno dei cuori pulsanti dell’estate grazie all’Ama Music Festival, in programma fino al 30 agosto
nel Parco di Villa Negri a Romano d’Ezzelino, in provincia di Vicenza. La lineup di tutto rispetto passa dal rock dei Franz Ferdinand all’elettronica dei Bluvertigo fino alla dance memento di una generazione, quella di Gigi D’Agostino. La carrellata musicale nel nord Italia si chiude con tre eventi da non perdere in Emilia-Romagna e Trentino-Alto Adige. Dal 26 al 30 agosto spazio all’arte di strada con il Ferrara Buskers Festival, che richiama musicisti e performer di strada da tutto il mondo. Dal 24 agosto al 3 ottobre torna invece I suoni delle Dolomiti, esperienza unica che abbina concerti di artisti eterogenei – dai violoncellisti della Scala a Daniele Silvestri – a percorsi di trekking tra le montagne Patrimonio
dell’Umanità. Nella stessa regione, nei weekend del 28, 29 e 30 agosto e del 4, 5 e 6 settembre c’è pure il Trento Live Fest: la suggestiva venue della Trentino Music Arena ospita il meglio della scena musicale nostrana tra cui Negramaro, Emma, Madame, Fulminacci e Luca Carboni. Al centro è la Capitale a trasformarsi in uno dei poli principali della (bella) stagione live grazie al Roma Summer Fest, in programma fino al 15 settembre. Un cartellone ricchissimo che porta all’Auditorium Parco della musica grandi nomi italiani e internazionali. Qualche esempio? L’artista soul statunitense Gregory Porter, il compositore e direttore d’orchestra Premio Oscar Nicola Piovani, la band britannica simbolo dell’heavy metal Judas Priest, le cantautrici Alice, Fiorella Mannoia e Levante e una delle voci più autorevoli della musica popolare brasiliana, Marisa Monte.
Scendendo verso Sud, in Puglia fioccano gli appuntamenti sonori. Il primo è il Festival metropolitano Bari in Jazz, che da luglio a settembre coinvolge molti comuni dell’hinterland con una programmazione di alto livello ponte tra tradizione e innovazione. Tra i nomi imperdibili spiccano Venna, uno dei musicisti più interessanti della nuova scena britannica, il trio strumentale italiano Collettivo Immaginario e la polistrumentista e dj inglese Emma-Jean Thackray. Rimanendo nel Barese, a Locorotondo festeggia dieci anni il Viva! Festival, dal 31 luglio al 2 agosto, un percorso sonoro tra elettronica, cantautorato e sperimentazione, in dialogo costante con il paesaggio della Valle d’Itria. Il cartellone affianca l’elettronica ipnotica dei Darkside con la techno britannica degli Overmono e il cantautorato raffinato di Giorgio Poi.
In Calabria, a Lamezia Terme, dall’11 al 13 agosto esplode il Color Fest, appuntamento che negli ultimi anni si è imposto





come uno dei più interessanti del Sud Italia, dove passeranno – tra gli altri – Cosmo, Dimartino, The Zen Circus e il producer e dj bergamasco okgiorgio.
Anche le isole fanno la loro parte. Dal 31 luglio al 2 agosto la Sicilia si illumina con il Light Blue Festival di Realmonte (Agrigento). Tra panorami sul mare, concerti, dj set, talk e installazioni, la rassegna si configura come un’esperienza davvero straordinaria. Mentre dal 6 al 9 agosto, a piazza Armerina, nel libero consorzio comunale di Enna, va in scena il Mosaico Festival, uno degli eventi culturali più interessanti della Trinacria. Un progetto diffuso in grado di accendere il centro storico della città.

La Sardegna chiude il viaggio tra le rassegne sonore più interessanti dell’estate. Fino al 23 luglio, tra Sassari, Sennori e Porto Torres, c’è lo storico Abbabula, uno dei principali punti di riferimento per le composizioni d’autore e la scena indipendente nazionale, dove risaltano le teste di serie Tony Pitony, Napoli Segreta e Nu Genea. Dall’8 al 16 agosto Berchidda, sempre in provincia di Sassari, ospita il Time in Jazz ideato dal trombettista Paolo Fresu che da decenni porta grandi nomi internazionali tra borghi e paesaggi mozzafiato. Questa edizione, Kind of blue, omaggia il centenario della nascita di Miles Davis. E si prepara a mescolare musica, letteratura e arti visive con oltre 70 eventi e centinaia di artisti: dai trombettisti Nils Petter Molvær e Fabrizio Bosso all’icona della disco Amii Stewart, dal produttore e compositore tedesco Apparat alla giovane cantautrice Casadilego, passando per Diodato, una delle voci più sensibili del panorama italiano.
Last but not least, dal 13 al 15 agosto riflettori puntati sull’Olbia Arena per il Red Valley Festival, mega kermesse piena di stelle giunte dritte dall’Olimpo di pop e rap: da Achille Lauro a Bresh, passando per Ditonellapiaga e Annalisa.
E così, l’estate, tra il mare al tramonto e le arene sotto le stelle, prende vita come un rito collettivo rigorosamente musicale.




Nel libro Arte criminale, Vania Colasanti esplora il lato meno noto di grandi artisti, tra talento e ossessioni, violenza e fragilità
colori sgargianti, lame di luce e profili imperituri sono le cifre, eterne, dei capolavori dell’arte.
Ma dietro il mito del genio creativo si nasconde, spesso, una zona d’ombra fatta di ossessioni, eccessi e fragilità. Nel libro Arte criminale, la giornalista e scrittrice Vania Colasanti esplora questo lato inquieto e poco raccontato, restituendo il profilo umano, e talvolta controverso, di artisti consacrati dalla storia. In bilico tra creazione, caduta e verità nascoste.
La genesi di questo lavoro?
L’idea nasce in una palestra romana, dove ho rincontrato il mio professore universitario Sergio Rossi, storico dell’arte e coautore del libro. Insieme abbiamo vagliato documenti antichi e trasformato temi spesso riservati agli specialisti in racconti divulgativi e accessibili. Il libro è una raccolta di storie autonome, non un saggio.
Nelle tue ricerche hai scoperto reati poco noti commessi da grandi artisti. Qualche esempio?
Gian Lorenzo Bernini, il cui nome è da sempre associato al colonnato di San Pietro, fece sfregiare l’amante Costanza Piccolomini Bonarelli, che aveva ritratto con tanta sensualità e intimità, dopo aver scoperto la sua relazione con il fratello Luigi. Quest’ultimo fu poi condannato per il brutale stupro di un ragazzo. Insomma, i due fratelli erano nella realtà dei veri delinquenti.
Oltre alla criminalità, nelle biografie che racconti ricorrono l’ossessione e la follia.
Sì, ci sono anche artisti vittime dei propri deliri ed eccessi. Più ci avviciniamo al ‘900, più emerge il tema della follia in personalità come Van Gogh, Munch, Modigliani e Pollock. Oggi molte delle loro ossessioni sarebbero forse ricondotte a disturbi psicologici, spesso aggravati da alcol e droghe. Quanto è stato difficile trovare un equilibrio tra il rigore storico e il rischio di alimentare il mito dell’artista maledetto?
Tutto è calato nella realtà dei fatti e aderente a vicende realmente accadute. Ma a proposito del concetto di artista maledetto, vorrei far notare che viene frequentemente associato alla figura di Caravaggio ma lui, tra i personaggi trattati, è quello meno riconducibile a una vera indole criminale perché in un duello nel ‘600 era più che plausibile che si arrivasse alla morte di uno dei contendenti.
Artemisia Gentileschi offre un punto di vista diverso rispetto a una narrazione storicamente dominata dagli uomini?
Abusata da Agostino Tassi, è ricordata per aver denunciato
e portato avanti il primo processo per stupro, di cui restano gli atti con le sue stesse parole. Per ottenere la verità fu anche torturata con la frattura delle dita, fondamentali per il suo lavoro. La sua rivincita è arrivata nei dipinti, dove ha raffigurato e decapitato simbolicamente il suo carnefice. Spesso nelle opere che analizzi nel libro ci sono stupri e rapimenti o, comunque, una sottintesa violenza sulle donne.
Cambiano i secoli, ma le forme di abuso restano simili: dal rapimento nel ‘400 della monaca Lucrezia Buti da parte del frate pittore Filippo Lippi fino allo stupro di Gentileschi e allo sfregio di Piccolomini Bonarelli da parte di Bernini nel ‘600. Tra i personaggi trattati chi rappresenta meglio il contrasto tra la grandezza dell’opera e la fragilità dell’essere umano?
Probabilmente Francesco Borromini. Ossessionato dai propri deliri e dalla gelosia professionale nei confronti di Bernini, si ferì con la spada e morì dopo una lunga agonia. Aver realizzato grandi monumenti come la chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza di Roma non placò i suoi demoni interiori. Conoscere i difetti di un artista cambia il giudizio sul suo lavoro oppure creatività e biografia restano distinte?
Sicuramente le debolezze rendono queste personalità più umane, soprattutto quando si parla di ossessioni e non di crimini. Dopo aver scoperto l’efferatezza di Bernini, però, le sue opere mi appaiono più oscure, pur restando sublimi. Oggi un artista simile sarebbe escluso, mentre allora papa Urbano VIII ne cancellò le colpe.
Ti ha colpito di più il genio o la complessità umana?
La seconda mi affascina di più. Mi colpisce la modernità del marito di Costanza Piccolomini Bonarelli, l’amante di Bernini appunto, che la difese e la chiamò “dilettissima moglie”, mostrando una grande apertura per l’epoca.
Hai una routine personale quando scrivi?
Mi piacerebbe mettere dei paletti. Invece la scrittura si prende tutto il mio giorno, a volte anche la notte.
Il tuo libro per sempre?
Difficile sceglierne uno, ma consiglio Allegro ma non troppo di Carlo Maria Cipolla, che analizza con ironia le leggi della stupidità umana e resta sempre attuale.
Progetti futuri?
Ho già realizzato alcuni docucrime e da questo libro mi piacerebbe trarre una serie tv.

Tra novità editoriali, gialli avvincenti e storie per i più piccoli, una selezione di libri da mettere in valigia e gustare sotto l’ombrellone

LUCE DEL MIO OCCHIO
Nicola Brunialti Lapis edizioni, pp. 208 € 13,50 (da 7 anni) Un romanzo spiritoso e coinvolgente che rilegge la mitologia in chiave moderna. Attraverso l’incontro tra Fileno, un giovane ciclope impacciato, e Antea, un’amazzone coraggiosa e determinata, il libro mette in discussione con leggerezza tradizioni e pregiudizi. I dialoghi brillanti e le situazioni comiche accompagnano una riflessione sull’amicizia, sul rispetto delle differenze e sull’importanza di guardare il mondo con occhi nuovi.

IL BOSCO SEGRETO
Kengo Kurimoto
Il Castoro, pp. 224 € 19,50 (da 9 anni)
Un graphic novel poetico che racconta la scoperta della natura attraverso gli occhi di Poppy e del suo inseparabile cane Pepper. Tra attimi di meraviglia e passaggi di crescita personale, la protagonista intraprende un percorso che l’aiuterà a riavvicinarsi alla madre. Le illustrazioni evocative e quasi prive di parole rendono la lettura intensa e accessibile, affrontando con delicatezza temi come il lutto e l’amicizia. Vincitore del Premio Andersen 2026 come Miglior libro a fumetti.

CECE E CICE NELLA SABBIA
Alice Keller, illustrazioni Veronica Truttero Camelozampa, pp. 32 € 12,90 (da 1 anno)
In una luminosa giornata d’estate, Cece e Cice si preparano per andare al mare e vivere una serie di piccole avventure tra sabbia, sole e acqua. Le corse sulla spiaggia, i giochi con gli amici animali, i tuffi tra le onde e tante risate: così i due piccoli amici trascorrono momenti pieni di esplorazione e curiosità. La storia restituisce con semplicità e dolcezza le emozioni delle prime vacanze estive, raccontando il piacere della scoperta, del movimento e del contatto con la natura.

GIORGIO FURIA E IL MARE IN VACANZA
Roberto Gagnor
Harper Collins, pp. 336 € 19
Un giallo originale e divertente che mescola mistero e azione. Il protagonista, uno scrittore di scarso successo, è anche un insospettabile sicario dal rigido codice morale. Tornato nel paesino ligure della sua giovinezza per una missione dai contorni nebulosi, si trova in mezzo a vecchi amori, personaggi eccentrici, un gran numero di cadaveri. Coinvolto in un’indagine piena di colpi di scena, è costretto a fare i conti con il proprio passato. Il primo episodio una nuova serie piena di humour spietato.
ROMANZI E SAGGI



L’ASSASSINIO DI ROGER ACKROYD
Agatha Christie
Mondadori, pp. 272 € 16
Nel villaggio di King’s Abbot, il suicidio della signora Ferrars sembra già abbastanza sconvolgente da scuotere la comunità. Ma il mistero si infittisce quando Roger Ackroyd, l’uomo più facoltoso del paese, viene assassinato poco dopo aver ricevuto una lettera legata proprio a quella morte. Parte un’indagine ricca di sospetti, segreti e false piste, guidata dall’inconfondibile intuito di Hercule Poirot. La trama si sviluppa con ritmo e si chiude con un’inattesa soluzione, firma inconfondibile della maestra del giallo.

APRILE È UNA STRANA STAGIONE
Gabriella Ambrosio
Feltrinelli, pp. 176 € 18
La vita di un cineasta italiano del ‘900 è segnata da continui spostamenti tra Europa, America e Africa, oltre che da una costante ricerca della propria identità. Attraverso diversi incontri sentimentali e il rapporto con April, figura chiave della sua esistenza, il protagonista supera le convenzioni sociali per affermare il suo bisogno di autenticità. Un romanzo intimo e profondo per riflettere sulla libertà di amare, al di là di ogni categoria.
CARTILAGINE
Giulio Iovine
Accento, pp. 208 € 19
Un romanzo che mescola formazione, satira e surreale. Il 19enne Zanna è ossessionato dagli squali e, durante una vacanza al mare, si innamora di Onoria, un’affascinante donna molto più grande di lui. Ben presto, però, scopre che nasconde un segreto incredibile: è una femmina di squalo che ha assunto sembianze umane per portare avanti la gravidanza. Temi come le relazioni tossiche, la crescita personale e il degrado ambientale dei mari si intrecciano tra realtà e fantasia in un racconto sorprendente e provocatorio. G.B.

MONSIEUR LE COMTE E L’ARTE DI UCCIDERE
Pierre Martin
Neri Pozza, pp. 352 € 20
Lucien de Chacarasse ha lasciato alle spalle il blasone e l’eredità di famiglia per gestire un ristorante sulla Costa Azzurra. La morte del padre, però, lo costringe a confrontarsi con un lascito scomodo: far parte di una dinastia di assassini al servizio dei potenti. Dribblando tra segreti e omicidi, sullo sfondo di paesaggi provenzali, il romanzo presenta un assassino suo malgrado e raffinato mascalzone. Una storia punteggiata di humour e leggerezza.

LA MALINCONIA DEL VIAGGIATORE
Jan Brokken
Iperborea, pp. 416 € 20
Quattordici racconti che attraversano Europa e America seguendo le tracce di grandi artisti che non sono appartenuti a un unico luogo. Ricordi personali, incontri sorprendenti e città pregne di storia si intrecciano dando voce a mondi in trasformazione e tradizioni da preservare: dalla Boemia del compositore ceco Antonín Dvořák alla tomba del poeta spagnolo Antonio Machado sui Pirenei francesi, passando per Mantova, Tirana e i capolavori di Henri Matisse. Un libro sospeso tra nostalgia, curiosità e amore per la grande cultura occidentale. G.B.

LE
DONNE DI CARLO
Ilaria Grillini
Rai Libri, pp. 221 € 20
Un ritratto inedito di Carlo III attraverso le donne che hanno segnato la sua vita: dalla madre Elisabetta II alla sorella Anna, dall’amata nonna alle due mogli, Diana e Camilla, fino alle nuore Catherine e Meghan. Il libro ricostruisce rapporti affettivi e familiari che hanno influenzato il sovrano del Regno Unito. Ne emerge la figura di un uomo colto e moderno, impegnato nella difesa dell’ambiente, alle prese con le sfide della monarchia contemporanea e con tensioni interne alla royal family. G.B.


christopher Nolan firma la regia di Odissea , il titolo più atteso dell’anno. Film epico d’azione, girato utilizzando nuove tecnologie di ripresa IMAX, racconta la storia di Ulisse (Matt Damon) alle prese con avventure e sanguinose battaglie prima del suo ritorno a Itaca, dopo la guerra di Troia. Il kolossal, girato in diverse parti del mondo, tra cui la Sicilia, racconta una delle storie più intense della letteratura classica. Quello compiuto dall’eroe omerico non è solo un viaggio fisico ma anche un percorso
interiore, che spinge a riflettere sull’universalità dei sentimenti umani. Nel cast, insieme all’attore protagonista, ci sono Anne Hathaway nei panni di Penelope e Tom Holland in quelli di Telemaco. Charlize Theron interpreta la ninfa Calipso, Zendaya la dea Athena, Robert Pattinson è Antinous e Lupita Nyong’o Elena di Troia. Il film ha innescato polemiche fin dalla diffusione delle prime immagini e del trailer, ma va giudicato in sala, misurando le emozioni che trasmette il grande schermo. Dal 16 luglio.
L’intrattenimento di cui hai bisogno in sala o da casa

La serie prodotta da Amazon MGM Studios e Hello Sunshine arriva il 1° luglio su Prime Video. Creata da Laura Kittrel e ambientata negli anni ‘90, è il prequel della commedia La rivincita delle bionde e segue le vicende di Elle Woods durante gli anni del liceo. La ragazza, interpretata da Lexi Minetree, affronta il periodo dell’adolescenza distinguendosi per il carattere deciso e l’ingegnosità. Una storia divertente che regala ai fan diversi dettagli sulle origini del personaggio, raccontandolo negli anni di formazione.
Voto:

L’irriverenza dei Minions torna in sala con una nuova pellicola distribuita da Universal Pictures. Dopo il successo mondiale di Cattivissimo me 4, il nuovo capitolo, firmato Illumination, non tradisce le aspettative dei fedeli appassionati. Le piccole creature gialle, che hanno conquistato Hollywood trasformandosi in vere e proprie star del cinema, cercano ora di salvare il Pianeta dai mostri che loro stessi hanno liberato. Una turbolenta avventura che promette di non deludere. Dal 1° luglio.
Voto:

di Alessandra Caputo [Giornalista e scrittrice] alessandracaputo78 alessandra.caputo.547

Tornano su Netflix, il 1° luglio, le atmosfere misteriose e ricche di azione di Enola Holmes. Interpretata da Millie Bobby Brown, questa volta la caparbia detective vive un’avventura che la porta a Malta, dove i suoi sogni personali e professionali si scontrano con il caso più complicato e insidioso che abbia mai affrontato. Diretta da Philip Barantini con la sceneggiatura di Jack Thorne, il terzo capitolo della saga è un adattamento dei romanzi gialli della statunitense
Nancy Springer.
Voto:

Rebecca Ferguson è di nuovo protagonista nella terza stagione della serie sci-fi, disponibile su Apple Tv dal 3 luglio. In una realtà distopica, diecimila persone vivono sottoterra, seguendo regole che credono destinate a proteggerle. La storia, che si sviluppa come un mistero stratificato, segue i personaggi e indaga le origini della società, nata secoli prima, svelando lotte di potere e segreti sui suoi fondatori. Creata dal canadese Graham Yost, che è anche showrunner e produttore esecutivo, è composta da dieci episodi e basata sulla trilogia bestseller di Hugh Howey.
Voto:

Nuovo capitolo della saga creata da Sam Raimi, il film promette di mantenere costante la ferocia e la follia demoniaca del ciclo narrativo per assicurare un’esperienza terrificante agli appassionati dell’horror. Dopo la perdita del marito, una donna cerca conforto dai suoceri nella loro abitazione isolata. Uno alla volta i membri del nucleo vengono trasformati in Deadites, corpi posseduti da spiriti demoniaci, e l’incontro diventa un’infernale riunione di famiglia. Diretta da Sébastien Vanicek e prodotta da Sony Pictures, la pellicola è distribuita da Eagle Pictures. Dall’8 luglio.
Voto:

La coppia formata da Tom Holland e Zendaya torna al cinema per il nuovo capitolo della saga. Diretto da Destin Daniel Cretton e distribuito da Eagle Pictures, il film segue Peter Parker-Spider-Man a quattro anni dagli eventi di No Way Home Ormai adulto, vive in solitudine, dopo aver cancellato sé stesso dalla vita e dai ricordi di chi ama. Continua a combattere il crimine a New York, anche se la città pare averlo dimenticato, è circondato da minacce sempre più pericolose e deve fare i conti con una mutazione del corpo capace di mettere in discussione la sua esistenza. Dal 29 luglio.
Voto:

Sonia Peronaci sbarca su Food Network con un nuovo programma di ricette, tra specialità della tradizione, piatti dal mondo e tanti consigli pratici
di Gaspare Baglio gasparebaglio
un sorriso contagioso e una passione che ha conquistato milioni di follower. Sonia Peronaci entra ora nelle case degli italiani con una nuova avventura televisiva. Ogni sabato mattina, su Food Network, è al timone di In cucina con Sonia Tra ricette della tradizione, piatti dal mondo e tanti consigli pratici, la fondatrice di Giallozafferano accompagna il pubblico in un viaggio fatto di sapori, ricordi ed emozioni. Perché cucinare non significa solo preparare un pranzo o una cena, ma anche condividere storie, profumi e momenti speciali da portare in tavola ogni giorno.
Sonia, sei arrivata su un canale verticale in cui si parla solo di cibo.
Sì, spero di essere nel posto giusto. Sei stata una delle prime a fare food blogging. Per chi ha il tuo profilo professionale, la televisione è ancora importante?
Di sicuro è vista da un altro target di persone. Davanti al piccolo schermo i ragazzi ci stanno poco. Ma un pubblico c’è. E vedo tanti miei colleghi che grazie alla tv hanno un’ampia visibilità: è una grande cassa di risonanza. Il web ha una fruizione più veloce e meno approfondita sulla preparazione delle ricette.
Qual è il tuo obiettivo con questo programma?
Le mie ricette non sono rapide, ma un po’ articolate. Cerco di insegnare le basi della cucina, magari anche come decorare il piatto finale. Mi piace l’idea di portare in televisione un prodotto più elaborato.
A Milano hai aperto Sonia Factory, un hub che unisce cibo e innovazione. Com’è nato?
È lo spazio multifunzionale che ospita la mia redazione, dove produco i contenuti per il sito, i social e la tv. Abbiamo anche la possibilità di fare
eventi, team building e scuola di cucina. Quali sono stati i tuoi punti di riferimento in cucina?
In casa avevo due pilastri. Innanzitutto, mia nonna, che ha cresciuto me e mio fratello perché è rimasta vedova molto presto ed è venuta a vivere con noi. E poi mio padre, che era un cuoco: ha avuto un ristorante. Si trattava di due tradizioni completamente diverse: da una parte c’erano le origini dell’Alto Adige, dall’altra la Calabria, dove è nato mio papà.
Il tuo piatto del cuore?
Sicuramente mi vengono in mente i canederli: mia nonna li cucinava molto spesso. Mi tornano alla mente i gesti che faceva per preparare il pane, come assemblava tutto.
Poi nel tempo ho capito perché agiva in quel modo: ci sono delle regole. Si dice sempre che se qualcuno taglia il canederlo con il coltello è un’offesa alla cuoca, perché deve essere molto morbido, si deve separare con la forchetta.
Ingredienti per 18 pezzi
Per l’impasto
200 g farina manitoba
300 g farina 00
150 g latte
150 g acqua
7 g lievito di birra disidratato
40 g olio evo
15 g sale
Per la salamoia
25 g acqua
• 25 g olio
Per la farcitura pomodorini q.b. olive verdi q.b.
PREPARAZIONE
La ricetta legata a tua papà, invece?
Lui amava i gusti del Sud, però quando tornava a casa dal lavoro, la sera tardi, si faceva la carbonara, perché probabilmente non aveva avuto il tempo di mangiare al ristorante. Ricordo che io, mia nonna e mio fratello ci alzavamo perché sentivamo il profumo. E, alla fine, ci ritrovavamo a tavola con lui a mangiare. Non è un piatto calabrese, ma mi piaceva moltissimo ed è stato uno dei primi che ho iniziato a preparare da piccolissima. La specialità che ti rappresenta?
La lasagna. Amo cucinarla spesso per le mie figlie e nelle occasioni particolari.
In tv e sul web stanno tutti a spignattare. Ma c’è davvero bisogno di così tanta cucina?
È un settore che non morirà mai. E poi alle persone piace, è anche intrattenimento.

Mettere nella ciotola di una planetaria munita di gancio le due farine e il lievito di birra. Sciogliere il sale nell’acqua e mischiarla con il latte, poi azionare la macchina e versare i liquidi a filo nella ciotola. Lavorare l’impasto finché non è ben incordato e si stacca completamente dai bordi, poi unire l’olio poco alla volta, sempre impastando, e farlo assorbire bene al composto. Ribaltare tutto sul piano di lavoro leggermente oliato, appiattire delicatamente l’impasto con le mani e praticare le pieghe: prendere il composto dall’alto tirandolo leggermente e portalo al centro, poi fare la stessa cosa cominciando dal basso, da destra e da sinistra. Capovolgere il tutto con la chiusura verso il basso, oliare leggermente la superficie dell’impasto e metterci sopra una ciotola rovesciata per non farlo asciugare. Attendere 15-20 minuti, poi ripetere l’operazione e attendere ancora 15-20 minuti. Lavorare l’impasto per ottenere una palla, metterlo in una ciotola capiente oliata, coprire con pellicola e lasciare lievitare per due ore e mezzo o tre nel forno spento. Trascorso il tempo indicato, capovolgere il composto sul piano di lavoro leggermente infarinato e stenderlo con un matterello dello spessore di 1,5 cm. Prendere un coppapasta del diametro di cm 10 e ricavare tanti cerchietti (dovranno pesare circa 45 g l’uno) che vanno adagiati su una placca foderata con carta forno lasciando una distanza di 4-5 cm tra uno e l’altro. Mettere la placca nel forno spento per 40 minuti in modo che le focaccine lievitino. Nel frattempo, tagliare a metà le olive verdi denocciolate e i pomodorini, schiacciandoli un po’ per far fuoriuscire l’acqua. Preparare la salamoia mischiando l’olio con l’acqua in una ciotolina. Quando le focaccine saranno lievitate, formare le classiche fossette su ognuna di esse schiacciando la superficie con la punta delle dita. Spennellarle con la salamoia, poi cospargerne sei con le olive, altre sei con i pomodorini e lasciare le ultime sei senza farcitura. Infornare tutto in forno statico preriscaldato a 200° per 20 minuti.

di Susanna Ausoni [Stylist, costumista e curatrice d’immagine] susanna_ausoni © Attilio Cusani

Tessuti fluidi, silhouette morbide e accessori naturali: dalla spiaggia
all’aperitivo, la moda trasforma la leggerezza in una scelta di stile
Ci sono luoghi che possiedono un fascino particolare.
La Liguria è uno di questi. I tramonti sembrano dipinti, la brezza marina accompagna le serate e gli abiti sembrano respirare insieme al paesaggio.
La mise perfetta si costruisce attorno a tessuti leggeri e naturali, capaci di seguire il corpo senza costringerlo. Le linee essenziali di Polo Ralph Lauren interpretano perfettamente questo spirito: vestiti e completi dalle silhouette rilassate che, quando il vento si fa più presente, si possono accompagnare con un blazer destrutturato. Anche le proposte di Alberta Ferretti, sotto la direzione creativa di Lorenzo Serafini, raccontano la stessa idea di leggerezza: tessuti impalpabili, colori delicati e volumi rilassati per affrontare un viaggio senza rinunciare all’eleganza. Il classico tailleur si alleggerisce: la giacca rimane protagonista, ma perde rigidità e il pantalone lascia spazio a un bermuda sartoriale. Ai piedi, sandali in cuoio nei toni della terra, dalle versioni sofisticate di Saint Laurent alle interpretazioni più contemporanee di Fratelli

Rossetti, senza dimenticare le alternative accessibili di Zara. Per gli accessori, la rafia rimane la protagonista indiscussa dell’estate. Chloé la trasforma in un oggetto raffinato e senza tempo, mentre Loewe la declina in clutch dai colori che richiamano le sfumature del tramonto. Chi predilige forme più morbide e capienti troverà nella borsa a secchiello di Miu Miu una compagna ideale per l’intera giornata, dalla spiaggia all’aperitivo. La palette si ispira ai toni della costa: verde salvia, cappuccino e sabbia si alternano a burro, panna e profondi accenti blu e petrolio. In questo contesto, il foulard torna a essere un piccolo gesto di stile. Annodato al collo ma anche tra i capelli, a incorniciare una coda o trasformato in fascia, aggiunge personalità senza appesantire il look. Anche per l’uomo la parola chiave è leggerezza. Le camicie si portano aperte, i pantaloni si fanno ampi e fluidi: dopo il rigore dell’inverno, ora c’è spazio per una nuova libertà espressiva. Da Zegna ad Amiri, il guardaroba estivo si muove tra comfort e raffinatezza. Prada punta su colori vivaci e pantaloncini dalle proporzioni decise, mentre Sacai introduce suggestioni giapponesi attraverso asimmetrie, sovrapposizioni e costruzioni inaspettate. Emporio Armani risponde con una visione più essenziale, fatta di movimento, equilibrio e sobria eleganza. Anche le calzature si fanno leggere: Clot reinterpreta le Adidas Gazelle attraverso dettagli ispirati all’artigianato orientale e texture che richiamano la seta cinese. Accanto a loro trovano spazio le sneakerespadrillas di Autry, i sandali intramontabili di Birkenstock e i mocassini leggerissimi pensati per accompagnare una cena sul mare. Per un guardaroba che non impone regole ma segue il ritmo dell’estate.
I must have dell’estate








3. Polo a maniche corte in maglia traforata e design senza bottoni, Alo
4. Costume da bagno con stampa a schizzi e bretelline con laccetti, Kiton
5. Borsa a spalla in rafia con maxi-logo, Chloé
6. Lucky foulard in pura seta, Kilesa
iconiche, sandali flat e capi nei toni della terra






8. Sandalo in pelle con punta tonda, Stuart Weitzman
9. Sneaker Rotemit™ ispirato alle scarpe da volley degli anni ‘80, Onitsuka Tiger
10. Mocassino in camoscio azzurro con frange, Ovyé
11. Borsa a spalla realizzata con perline blu, J.W. Anderson
12. Zaino monospalla in pelle con frange color biscotto, Tosca Blu a cura di



13. Abito per bambina blu navy con ricami a tema marino, Primark
14. Pochette media in rafia con motivo a righe multicolor, Loewe
15. Tuta monospalla asimmetrica in lino e lyocell, Mango
16. Camicia da uomo in popeline e shorts in denim écru, Arket

Dalla spiaggia alla città, la crema solare si afferma come gesto quotidiano essenziale: formule leggere e impalpabili riscrivono il modo di vivere l’estate
se c’è una cosa che negli ultimi anni è cambiata nella mia beauty routine è il rapporto con la protezione solare. Per molto tempo ho pensato che fosse un prodotto da mettere solo al mare, oggi invece lo uso ogni mattina senza nemmeno pensarci. Anche perché ora le formule sono diverse: non più creme pesanti, bianche e spesso poco piacevoli da indossare, ma texture talmente leggere che dopo qualche minuto mi dimentico persino di averle applicate. E questo fa la differenza, perché se un prodotto è scomodo difficilmente lo useremo con costanza. In estate, poi, la protezione diventa ancora più importante. Non solo durante le vacanze, ma anche in città. Tra eventi, passeggiate, pranzi all’aperto e giornate trascorse in giro, l’esposizione al sole aumenta senza che ce ne accorgiamo. Per questo il mio consiglio è trovare una formula che vi piaccia davvero. La parola d’ordine? Leggerezza. Amo le texture fluide, leggere e facili da applicare. Quelle che si assorbono velocemente e non interferiscono con il make-up. Anzi, spesso trovo che un buon solare renda anche la base più bella. Con il caldo si usa meno il fondotinta, sostituito da una skin tint e un correttore dove serve, per far vedere la pelle e non coprirla completamente. Oggi molti solari sono pensati per essere utilizzati sotto il trucco senza creare problemi. Anzi, spesso diventano il primo step per una base fresca e luminosa. E avere una pelle ben preparata rende tutto più semplice. Se, infatti, dovessi scegliere una tendenza beauty per questa estate, non parlerei di un colore o di una tecnica di make-up, ma di protezione della pelle. Prima quella, poi tutto il resto. Ma non significa rinunciare al trucco, solo costruire una routine più intelligente. C’è, poi, una zona che troppo spesso ignoriamo: le labbra. Eppure, passano ore sotto al sole esattamente come il resto del viso. Negli ultimi anni ho preso l’abitudine di portare sempre con me un balsamo labbra con SPF. È uno di quei piccoli gesti che richiedono pochi secondi ma possono fare una grande differenza. E visto che entra comodamente in tasca o in borsa, non abbiamo nemmeno la scusa di dimenticarlo a casa. Per quanto riguarda il corpo, invece, anche qui la tecnologia ci ha semplificato parecchio la vita tra spray, latte e creme ultraleggere che si assorbono velocemente e non lasciano nessuna sensazione appiccicosa. Per me la praticità è fondamentale. Più un prodotto è semplice da applicare, più sarà facile usarlo nel modo corretto. E quindi, niente paura: proteggiamoci.











UV Drops, fluido viso minerale con formula biomimetica e minimalista,








Sun Glow Self Tanning Foam, autoabbronzante in mousse arricchita con hydra-boost complex, Rituals Trattamento di idratazione profonda per capelli con bagno eudermico, maschera e siero protettivo, Hairmed BB cream con estratti vegetali, peptidi e un’elevata protezione solare, Asianclub Matte Sun Stick opacizzante che non lascia alcuna sensazione untuosa e non appiccica, Beauty of Joseon
6. Photoderm Invisible Stick SPF 50+ con azione antiossidante, Bioderma
7. Adaptasun Hydra-Protective Sheer Fluid, fluido invisibile a protezione elevata, Institut Esthederm
8. D+Natural Suncare After Sun Lotion, doposole al 99% naturale che idrata e lenisce, Freshly Cosmetics
9. Anti Age Protective Sun Cream, crema viso con SPF 50 e vitamine antiossidanti, Face+
10. Hair Protective Milk, latte leave-in della linea Semi di lino con filtro UV che protegge e idrata i capelli, Alfaparf Milano


11. Spray solare bimbi da spiaggia SPF 50+ resistente all’acqua, Bilboa
12. EnergyMist, lozione energizzante viso che ristabilisce l’idratazione e preserva l’equilibrio del microbioma cutaneo, Rhea Cosmetics
13. Lip balm con acido ialuronico e ingredienti 100% naturali che idratano e proteggono, Q+A
14. Crema sigillante senza risciacquo della linea per capelli Solar, System Professional
15. Capital Soleil UV Aqua, spray viso e corpo con una formula fresca e idratante, Vichy


Caro Cristiano, ti scrivo con il cuore in pezzi. Sabato scorso ho assistito al matrimonio dell’uomo che credevo sarebbe stato il mio principe azzurro e mio marito per sempre. Ero seduta in terza fila, con un vestito color lavanda scelto apposta per sembrare serena, comprensiva. Dentro, invece, mi sentivo crollare. Sentivo crollare tutto. Lui mi guardava, ogni tanto, come per scusarsi. Io ho applaudito e sorriso, persino durante il taglio della torta. Come potrai immaginare, per me ogni “viva gli sposi” era una coltellata. La verità? Mi manca lui, ma soprattutto sento l’assenza tangibile della donna che ero quando pensavo che l’amore bastasse. Quella versione di me faceva progetti, immaginava una casa piena di musica e, per gioco, sceglieva addirittura i nomi dei figli. Tutti si complimentano per la mia forza, ma io, caro Cristiano, non volevo essere forte: volevo essere scelta. Come si può guardare l’uomo della propria vita sposare un’altra e ricominciare a credere nell’amore?
Con affetto, Zoe
cun’altra protagonista. Io non sarei andato neanche trascinato da una gru. E poi con un vestito color lavanda… io detesto quel colore! Del resto, tesoro, la lavanda va bene per profumare gli armadi, non per affrontare una tragedia sentimentale. Saresti dovuta arrivare vestita di rosso Valentino, con un cappello talmente grande da oscurare il sole e far credere agli invitati che fosse arrivata un’eclissi.
Mi fai tenerezza, anche se mancano alcuni elementi in questa storia: chi ha lasciato chi? Perché ci sei andata? Cosa speravi di trovare? Io, fossi stata in te, avrei preso un aereo per Rio de
nello spirito del carnevale carioca, no?
Una cosa, però, spero tu l’abbia fatta: mangiare almeno due fette di torta. Perché se si devi soffrire è meglio farlo con lo zucchero che toglie l’amaro in bocca. Gli ex passano e le calorie restano, lo so, ma almeno non sposano nessuno davanti ai tuoi occhi. Un (dolce) bacio,
Caro Cristiano, so che sei un uomo molto impegnato e quindi vado subito al dunque: probabilmente molti mi giudicheranno, ma ho deciso di festeggiare il mio divorzio. Sì, hai capito bene: farò una super party con amici, musica, una torta enorme e persino un brindisi finale. Ho preso ispirazione da un articolo su un signore che, dopo la separazione, ha voluto celebrare quel momento. Per anni ho vissuto in un matrimonio dove sembravamo due coinquilini arrabbiati. Non c’era più complicità, solo silenzi e discussioni anche per la più piccola stupidaggine. Continuavamo a stare insieme per abitudine: un’inerzia alimentata, probabilmente, dalla paura di restare soli. Quando abbiamo firmato le carte, invece di sentirmi sconfitto, mi sono sentito libero. Così mi sono domandato perché tendiamo a festeggiare gli inizi e mai le cose che quando finiscono ti salvano la vita.
Eppure, Cristiano, due domande mi tormentano: starò facendo bene a organizzare questo festeggiamento? E, soprattutto, è possibile essere felici per una fine senza diventare cinici sull’amore?
Voglio ancora credere che, da qualche parte, esista qualcuno con cui condividere davvero qualcosa di importante.


CUn abbraccio, Luca aro Luca, trovo meravigliosa questa tua festa di divorzio. In fondo, a volte, separarsi è un po’ come aprire una finestra dopo mesi di odore di cavolfiore: entra aria, entra luce, entra addirittura la voglia di cantare. La tua è una filosofia che rispetto. Perché a volte non finisce un amore: finisce una noia. Quando mi sono lasciato, non ho organizzato feste faraoniche. Mi bastava un gelato al cioccolato, dolce e un po’ salato, capace di salvare più cuori infranti di tanti psicologi. Adesso, mi raccomando, non correre a cercare un nuovo

amore come chi compra un ombrello durante una tempesta. Goditi la libertà. Dormi in diagonale nel letto, guarda quello che vuoi in televisione. E diffida di chi entra in casa, si mette le ciabatte e monopolizza il telecomando: quella non è una compagna, è un colpo di stato domestico.
Ultima cosa: nel caso ti risposassi, conserva gli addobbi, potrebbero servirti per il prossimo divorzio! Kiss,
Chi desidera raccontare un problema di cuore, porre una domanda su questioni sentimentali o condividere un frammento della propria storia d’amore può scrivere a cupido@lafrecciamag.it. Le lettere saranno lette con attenzione, rispetto e riservatezza. Ogni mese, ne verrà scelta una – o più di una – che sarà pubblicata sul magazine (indicando come mittente un nome di fantasia) insieme a una riflessione di Cristiano Malgioglio. Non saranno presi in considerazione dalla redazione i messaggi che contengano informazioni anagrafiche del mittente o di terze persone.

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Ariete
Luglio porterà una bella ventata di positività e di chiarezza, soprattutto in ambito lavorativo. Tutti quei dubbi che da tempo vi turbano troveranno il modo di essere sciolti e ritroverete finalmente la serenità. Giove e Saturno offriranno un certo grado di protezione. In ambito sentimentale prevedo emozioni molto intense. Le stelle favoriranno, e non poco, i cuori liberi: potrebbe esserci un colpo di fulmine. Interessante anche il vostro feeling con la Dea bendata.
Se giugno vi ha consentito di invertire la rotta, luglio arriva per aiutarvi a consolidare i risultati ottenuti.
Armatevi di tutto l’entusiasmo che avete e provate a dare una svolta decisiva.
Potrete fare davvero grandi cose, perché Marte e Urano in armonia stimolano il vostro intuito.
Molto bene anche in amore: si prevedono settimane estremamente calde sotto le lenzuola. Insomma, meglio di così non potrebbe andare.
Leone
Luglio porterà una ventata di positività, anche grazie all’ingresso di Giove nel vostro segno. Ad amplificare tutto, poi, ci penserà Nettuno. Insomma, quei due giganti che in genere si divertono a fare i cattivoni vi sorrideranno, offrendovi garanzia di successo. In ambito affettivo sarà tutto piuttosto tranquillo: zero litigi, zero incomprensioni. Sarete particolarmente leggeri e avrete solo voglia di godervi un po’ di tranquillità in riva al mare. Anche la Dea bendata vi aiuterà nei momenti che contano.
Toro
Sarà un mese di profonde riflessioni in ambito professionale. Dovete guardarvi dentro e capire effettivamente quali strade intendete percorrere. Provate a non sprecare troppe energie. Per quanto riguarda l’amore, nei primi giorni di luglio potrebbero esserci un po’ di turbolenze. Venere tornerà in posizione favorevole solo dal 9, quando arriveranno emozioni molto intense. Decisamente alti i livelli di fortuna.
Non sarà un mese entusiasmante e un po’ ve l’aspettavate. Mercurio e Saturno vi inviteranno a fermarvi un attimo per riflettere. Provate a capire dove vale la pena investire le vostre energie fisiche e mentali e non annullatevi senza motivo. Andrà meglio nella sfera delle relazioni: saranno settimane prive di incomprensioni, in cui vi sentirete piuttosto leggeri e riuscirete a vivere i rapporti al meglio.
Occhio alla Dea bendata perché sarà un po’ birbantella.
Sarà un mese di grandi trasformazioni e quando tutto cambia voi andate sempre un po’ nel panico. Approfittate delle prossime settimane per tagliare i rami secchi. Allontanate ciò che non vi fa stare bene e provate a pensare con un pizzico di egoismo. In amore l’ingresso di Venere nel vostro segno porterà una bella ventata di emozioni positive. I livelli di sintonia con le persone del cuore potrebbero essere decisamente alti.
La vita è complicata, l’amore pure… ma gli astri non mentono (lo fanno già le persone)

di Luigi Torres Cerciello [Astrologo, scrittore e content creator] luigitorrescerciello
Quel birbante di Giove non è più in opposizione e già solo questo basterebbe per stappare una bottiglia di champagne. Questo mese prenderà il via la vostra ripresa.
Andrà particolarmente bene dal 15 in poi, giornata che segnerà una vera impennata nella sfera professionale. Bene anche nelle relazioni, grazie al ritrovato ottimismo che vi renderà più aperti verso tutti. La fortuna? Finalmente tornerà a sorridervi.
Luglio potrebbe essere un mese piuttosto delicato in ambito professionale, ma nel vostro caso questo non ha un significato negativo. Ci saranno decisioni importanti da prendere.
Scegliete bene quale strada imboccare, perché se prendete la giusta direzione il vostro 2026 potrebbe avere un finale da incorniciare. Nella sfera affettiva è arrivato il momento di fare ordine. Allontanatevi da chi non vi merita e dedicate le vostre attenzioni solo a chi vi ama.
Finalmente Giove torna a sorridervi e, dopo un giugno piuttosto complesso, ve lo meritavate. In ambito lavorativo, finito il letargo delle ultime settimane, prenderà il via la vostra ripartenza. Con ottimismo e determinazione raggiungerete grandi traguardi. Merita attenzione la sfera delle relazioni: ciò che non è destinato a durare potrebbe arrivare a conclusione. Chi realmente si vuole bene, invece, vivrà settimane di grande sintonia e armonia.
Luglio potrebbe essere il mese in cui invertire la rotta. Da troppe settimane vi sentite impantanati, riuscite a raccogliere troppo poco e questo vi manda in frustrazione. Ma le cose stanno per cambiare, basta crederci e non arrendersi proprio ora.
Si apre una fase positiva anche sul fronte delle relazioni: dopo mesi turbolenti tornerà la quiete e i legami che hanno resistito alle intemperie ritroveranno slancio e forte passione.
È ora di sciogliere tutti quei dubbi che avete per la testa e mettere finalmente un punto là dove finora avete continuato a lasciare una virgola. Luglio invoglierà alla chiarezza, soprattutto in ambito lavorativo. Seguite i vostri sogni e non fatevi fermare da niente e da nessuno. In amore potrebbero esserci polemiche fino all’8. Dal 9, con Venere che non sarà più in opposizione, i rapporti vivranno una fase di grande armonia.
Pesci
Sarete il segno migliore dell’estate, ma le prime due settimane di luglio non si preannunciano eccellenti. Avrete un po’ di imprevisti da affrontare nella sfera professionale, ma nulla di eccessivamente complicato. Riuscirete a sbrogliare tutto con decisione. In amore la situazione sarà più o meno la stessa: stenterete fino a metà mese e poi arriverà una bella impennata. Forza, non disperatevi: dovrete stringere i denti per un paio di settimane e poi il cielo diventerà più roseo.
LEONARDOS S.R.L. è un punto di riferimento nel settore della ricerca, selezione e commercializzazione di prodotti alimentari, agroalimentari e innovativi, accuratamente tracciati e sviluppati in linea con le esigenze dei consumatori pubblici e privati. Grazie a una visione orientata alla qualità, alla sostenibilità e all’innovazione, l’azienda si distingue per la capacità di trasformare idee e materie prime in soluzioni concrete e di valore. Tra i progetti di punta spiccano COME ACQUA, la linea di salviette igienizzanti pensata per garantire praticità, sicurezza e benessere quotidiano, e LEOJUICE, un progetto dedicato alla valorizzazione e trasformazione degli agrumi del Sud Italia, simbolo di eccellenza territoriale, genuinità e liera controllata. Con passione e competenza, LEONARDOS S.R.L. guarda al futuro investendo in qualità, innovazione e sviluppo sostenibile.
“COME ACQUA” è la nostra salvietta umidi cata, un piccolo asciugamano in spugna di puro cotone made in Italy di colore bianco. Il prodotto è adeguatamente protetto attraverso un lm di confezionamento biaccoppiato per prodotti cosmetici che garantisce un’elevata barriera protettiva, contribuendo a mantenere integra ed umida la nostra salvietta. Le salviette “Come Acqua”, hanno elevate proprietà igienizzanti, grazie al liquido disinfettante in esse contenuto . Spugna 100% cotone d’alta qualità 240 GSM - Dimensioni cm. 19/19 - Ri nitura overlock mano macchina LAVABILE - RIUTILIZZABILE - BIODEGRADABILE.

LEOJUICE : la trasformazione degli agrumi del Sud Italia.

LEOJUICE è il marchio di Leonardos S.r.l. dedicato alla trasformazione degli agrumi del Sud Italia. È nato con l’obiettivo di valorizzare le eccellenze del territorio attraverso una liera controllata, sostenibile e certi cata. Lavoriamo esclusivamente agrumi provenienti da Organizzazioni di Produttori selezionate in Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, con particolare attenzione alle produzioni IGP e biologiche. La selezione della materia prima e il controllo della liera rappresentano il cuore del progetto LEOJUICE.
• succhi naturali di agrumi;
• scorza a cubetto in di erenti formati;
• oli essenziali;
• cellule e polpa di agrumi per preparazioni alimentari e dolciarie;
• confezionamenti dedicati al canale Ho.Re.Ca. e professionale in di erenti formati. Ogni fase della lavorazione viene eseguita nel pieno rispetto delle caratteristiche naturali del frutto, preservandone qualità, freschezza e proprietà organolettiche. Dopo il confezionamento, i prodotti vengono rapidamente abbattuti e trasferiti nelle celle di stabilizzazione no a temperature comprese tra -18 °C e -20 °C, garantendo sicurezza alimentare, shelf life ottimale e qualità del prodotto. Innovazione, sostenibilità e valorizzazione del territorio guidano ogni giorno la visione di LEOJUICE: trasformare gli agrumi del Sud Italia in prodotti e semilavorati d’eccellenza destinati al mercato nazionale e internazionale.
Le nostre certi cazioni:






di Nerina Di Nunzio
[Esperta di comunicazione, istruttrice mindfulness e coach] nerina.dinunzio nerinadinunzio

quando pensiamo alla mindfulness immaginiamo spesso una persona seduta in meditazione. La consapevolezza, invece, deve essere coltivata soprattutto durante le attività quotidiane, come quelle sportive.
Durante una nuotata, per esempio, è facile lasciare che la mente vaghi tra impegni e preoccupazioni, mentre il corpo si muove automaticamente. La mindfulness, invece, invita a riportare l’attenzione sull’esperienza diretta: il ritmo del respiro, il contatto dell’acqua sulla pelle, il movimento armonioso delle braccia e delle gambe, la sensazione di galleggiamento e il silenzio ovattato. L’acqua offre anche un’opportunità preziosa per sviluppare la propriocezione, cioè la capacità di percepire il corpo dall’interno. Grazie alla riduzione del peso e alla fluidità dei movimenti, diventa più facile sentire i muscoli che si allungano e si distendono, cogliere l’ampiezza delle bracciate e percepire con maggiore chiarezza l’allineamento del fisico nello spazio. Ogni movimento può essere vissuto con morbidezza e curiosità, trasformandosi in un’occasione
di ascolto profondo delle proprie sensazioni. Questa pratica di presenza mentale non solo rende l’attività più piacevole, ma aiuta anche a sviluppare concentrazione, equilibrio emotivo e capacità di gestire lo stress. Per gli atleti, allenare la mente a restare nel momento presente può fare la differenza anche in gara, quando distrazioni, attese e pressione rischiano di compromettere la performance. Anche lo snorkeling è un’attività che si presta alla dimensione contemplativa. Osservare il fondale marino e seguire il movimento dei pesci o i giochi di luce nell’acqua favorisce uno stato di attenzione calma e aperta, riducendo il rimuginio mentale e aumentando il senso di benessere. In questi momenti si sperimenta ciò che molti ricercatori definiscono “attenzione morbida”: una forma di concentrazione non forzata, in cui la mente è vigile ma rilassata.
L’acqua possiede infatti una straordinaria capacità di richiamarci al qui e ora. E così nuotare o praticare snorkeling può trasformarsi in una forma di meditazione in movimento, accessibile a tutti e profondamente rigenerante.


Il 19 luglio un treno storico parte da Treviso per raggiungere
Pinzano al Tagliamento, vicino a Pordenone. Un itinerario all’insegna della mobilità dolce che unisce natura e storia di Gabriele Romani gabriele-romani

il 19 luglio si possono scoprire i paesaggi del Medio Friuli in modo lento e immersivo: da Treviso si raggiunge Pinzano al Tagliamento, in provincia di Pordenone, a bordo di un convoglio composto da locomotiva diesel e carrozze anni ‘30 Centoporte, simbolo di un modo di viaggiare che restituisce centralità al tempo, all’osservazione del paesaggio e al piacere del percorso.
Nato per valorizzare il patrimonio ferroviario, culturale e paesaggistico della regione, questo itinerario in treno storico prevede diversi appuntamenti fino all’autunno, con partenze prevalentemente nei fine settimana. L’intero progetto è promosso dall’assessorato regionale alle Infrastrutture e Territorio del Friuli-Venezia Giulia, in collaborazione con Fondazione FS Italiane e FS Treni Turistici Italiani, prevede il supporto organizzativo di PromoTurismoFVG e il coinvolgimento attivo degli enti locali. Pinzano al Tagliamento è uno dei luoghi più suggestivi dell’area pedemontana friulana, noto per la posizione panoramica e per
il ponte sul fiume, da cui si apre una vista ampia sui paesaggi circostanti. Inoltre, la zona custodisce una stratificazione storica significativa, testimoniata dal Castello Savorgnan e da altri luoghi della memoria che contribuiscono a fare della località una tappa ricca di significati culturali, oltre che di scorci naturali.
A pochi chilometri da Pinzano si apre la Val d’Arzino, attraversata dal torrente omonimo che percorre longitudinalmente il territorio fino a sfociare nel Tagliamento. L’area si distingue per un patrimonio naturalistico fatto di acque limpide, boschi, cascate e piccoli ambienti fluviali che la rendono una meta apprezzata da escursionisti e amanti delle attività all’aria aperta.
Il treno storico rappresenta quindi il mezzo perfetto per offrire ai viaggiatori un’esperienza culturale diversa, invitando a guardare con lentezza un paesaggio in cui natura, storia e ferrovia continuano a raccontarsi a vicenda. fondazionefs.it fondazionefsitaliane
Carrozze panoramiche sulla Ferrovia del Sebino
Ferrovia delle meraviglie; Treno Folkest
Carrozze panoramiche sulla Ferrovia del Sebino
Ferrovia delle meraviglie; Treno storico delle Dolomiti Friulane
Carrozze panoramiche sulla Ferrovia del Sebino
Ferrovia delle meraviglie; Treno storico alla scoperta di Pinzano al Tagliamento e della Val d’Arzino; Estate sulla Ferrovia dei Parchi
Carrozze panoramiche sulla Ferrovia del Sebino; Estate sulla Ferrovia dei Parchi
Treno della rinascita





Un viaggio che inizia in treno e continua su gomma. Grazie a FrecciaLink, in combinazione con le Frecce, ci si sposta facilmente verso il mare, la montagna e le città d’arte.
Sono diverse le nuove corse attive nella stagione estiva. Per chi sogna il mare del Gargano, i collegamenti verso Peschici e Vieste sono disponibili il venerdì, sabato e domenica dal 4 luglio al 13 settembre (escluso il 15 agosto), con interscambio a Foggia con Frecciarossa e Frecciargento da e per Milano, Bologna, Roma e Caserta.
Per gli amanti dell’alta quota, il servizio verso Courmayeur e Aosta – con cambio a Torino Porta Susa – è attivo nei weekend di luglio e agosto (eccetto il 15 agosto).
E per un viaggio tra spiritualità e bellezza si può visitare Assisi, raggiungibile via Firenze Santa Maria Novella, con connessioni giornaliere (escluso il 15 agosto) da e per le principali città italiane. Dal capoluogo toscano il servizio prosegue in bus, con fermata intermedia a Perugia e arrivo alla stazione ferroviaria o, in alternativa, a piazza Unità d’Italia nel centro città.
Tra le novità, anche il primo Frecciarossa diretto Lecce-Napoli che dal primo luglio consente di raggiungere il capoluogo campano da Bari in circa tre ore e mezza e da Lecce in circa cinque ore.
In programma anche due nuovi collegamenti notturni delle Frecce in estate, tra Milano Centrale e Reggio Calabria dal giovedì alla domenica e tra Milano e Lecce nel fine settimana: ideali per viaggiare mentre si dorme e arrivare a destinazione pronti a vivere la giornata.
Per chi vuole raggiungere le spiagge dell’Adriatico, l’offerta si arricchisce con oltre 30 collegamenti nei weekend, con servizi aggiuntivi del sabato e la domenica da Bolzano e Milano verso Pescara e fermate potenziate nelle stazioni di Riccione, Senigallia, Cattolica e Vasto San Salvo, giornalmente fino al 13 settembre. In Puglia, infine, nuove fermate estive a Monopoli, Fasano e Ostuni ampliano ulteriormente il network.
Ma luglio è anche il mese dei grandi eventi da raggiungere in treno. Sono previste oltre 70 corse al giorno per Venezia in occasione della Festa del Redentore, sabato 18 e domenica 19. Ma è pronta anche un’offerta rafforzata su Milano – con 100 collegamenti da/per Roma, 69 da/per Napoli e 48 da/per Torino – per vivere gli I-Days d’estate, il 5 e 6, e poi quelli di chiusura di stagione a settembre il 4, il 6 e il 10.


Organizzare le proprie vacanze è ancora più conveniente grazie alla partnership tra Trenitalia e Booking.com. Con la nuova Offerta Vacanze, attiva fino al 30 settembre, è possibile prenotare e soggiornare in strutture aderenti beneficiando di sconti a partire dal 15%.
Per i soci CartaFreccia il vantaggio è doppio: prenotando esclusivamente dal sito dedicato booking.com/ trenitalia, e inserendo il proprio codice in fase di acquisto, si accumula un punto premio ogni due euro spesi. Maggiori informazioni su trenitalia.com/it/servizi/hotel-booking e booking.com/trenitalia




















































































































































































































Spaziava dalla poesia all’arte concettuale, passando per la scrittura e la fotografia. La mostra Vincenzo Agnetti. Oggi è un secolo, fino al 1° novembre alla Galleria civica d’arte moderna e contemporanea, a Torino, celebra i cento anni dalla nascita dell’artista attraverso le sue sperimentazioni fotografiche degli anni ‘70 e ‘80. La selezione, curata da Chiara Bertola con Virginia Lupo, va dalle pellicole esposte al sole e scorticate – come quelle di Photo-graffia, da cui parte il percorso espositivo – a quelle alterate dal pennello e colorate, fino a sovvertire completamente i riferimenti spaziali e i significati delle opere. Sconto del 50% sull’ingresso alla mostra per i soci CartaFreccia che abbiano raggiunto Torino con le Frecce nei tre giorni antecedenti quello della visita. Offerta 2x1 o ingresso singolo ridotto per gli iscritti al programma X-GO in possesso di un biglietto Intercity, Intercity Notte o Regionale, oppure di un abbonamento Intercity o Regionale valido per arrivare a Torino. gamtorino.it
Vincenzo Agnetti
Photo-graffia
CECILIA VICUÑA: EL GLACIAR IDO
(THE VANISHED GLACIER/IL GHIACCIAIO SCOMPARSO)
Fino al 20 settembre al Castello di Rivoli, Rivoli, Torino castellodirivoli.org
MONUMENTO, TORINO CAPITALE. LA FORMA DELLA MEMORIA
Fino al 7 settembre a Palazzo Madama, Torino palazzomadamatorino.it
MUSEO NAZIONALE DELL’AUTOMOBILE
Sconti attivi fino al 31 marzo 2027 museoauto.com
UN ALTRO NOVECENTO. OPERE SU CARTA DALLE COLLEZIONI DELLA GAM
Fino al 1° novembre alla Galleria civica d’arte moderna e contemporanea, Torino gamtorino.it
MUSEO NAZIONALE SCIENZA E TECNOLOGIA LEONARDO DA VINCI, MILANO
Sconti attivi fino al 31 dicembre 2026 museoscienza.org
MUSEI DI VICENZA (VICENZA GOLD CARD)
Sconti attivi fino al 31 dicembre 2026 museicivicivicenza.it
Vivi la cultura con le Frecce. Sconti e agevolazioni per i principali musei ed eventi in Italia

M.C. ESCHER. TUTTI I CAPOLAVORI
Fino al 19 luglio al Centro culturale Altinate San Gaetano, Padova arthemisia.it
ACQUARIO DI GENOVA
Sconti attivi fino al 28 febbraio 2027 acquariodigenova.it
LA CITTÀ DEI BAMBINI E DEI RAGAZZI, GENOVA
Sconti attivi fino al 28 febbraio 2027 cittadeibambini.net
VAN DYCK L’EUROPEO. IL VIAGGIO DI UN GENIO
DA ANVERSA A GENOVA E LONDRA
Fino al 19 luglio a Palazzo Ducale, Genova palazzoducale.genova.it
ROTHKO A FIRENZE
La piena libertà espressiva dell’artista statunitense Mark Rothko, con i suoi colori saturi e le forme essenziali, incontra le linee rinascimentali di Palazzo Strozzi, a Firenze, fino al 23 agosto. Ingresso ridotto a 12 euro e audioguida in omaggio per i soci CartaFreccia che presentano un biglietto Frecciarossa o Frecciargento con destinazione Firenze e una data antecedente al massimo di cinque giorni quella della visita. Sono previste riduzioni anche per i clienti X-GO che viaggiano con Intercity, Intercity Notte o Regionale previa esibizione di un abbonamento valido o di un biglietto per Firenze nello stesso giorno di ingresso al museo. palazzostrozzi.org
Mark Rothko Self portrait (1936)

ROBERT DOISNEAU
Fino al 19 luglio al Museo del Genio, Roma arthemisia.it
ROBERT MAPPLETHORPE. LE FORME DELLA
BELLEZZA
Fino al 4 ottobre al Museo dell’Ara Pacis, Roma arapacis.it
LIBERTÀ DI VIAGGIO E CAMBI ILLIMITATI
Biglietto acquistabile fino alla partenza del treno e del FrecciaLink. Entro tale limite sono ammessi il rimborso, il cambio del biglietto e il cambio della prenotazione un numero illimitato di volte. Dopo la partenza, il cambio della prenotazione e del biglietto sono consentiti una sola volta fino a un’ora successiva.
CONVENIENZA E FLESSIBILITÀ
Offerta a posti limitati e soggetta a restrizioni. Il cambio prenotazione, l’accesso ad altro treno e il rimborso non sono consentiti. È possibile, fino alla partenza del treno, esclusivamente il cambio della data e dell’ora per lo stesso tipo di treno, livello o classe, effettuando il cambio rispetto al corrispondente biglietto Base e pagando la relativa differenza di prezzo. Il nuovo ticket segue le regole del biglietto Base.
MASSIMO RISPARMIO
Offerta a posti limitati e soggetta a restrizioni. Il cambio, il rimborso e l’accesso ad altro treno non sono consentiti, livello Executive escluso.
FrecciaSenior
Riservata agli over 60 titolari di CartaFreccia, FrecciaSenior consente di viaggiare su Frecciarossa e Frecciargento con prezzi a partire da 29 € a seconda della classe e della relazione di viaggio. L’offerta è valida per viaggiare in 1^ e 2^ classe e nei livelli di servizio Business, Premium e Standard 1
FrecciaDays
Viaggia il martedì, mercoledì, giovedì e sabato con sconti fino al 60% rispetto al prezzo Base sui treni Frecciarossa e Frecciargento nei livelli di servizio Business, Premium, Standard, in 1^ e in 2^ classe. Sono esclusi il livello di servizio Executive e il servizio Salottino 2
FrecciaFriends
Dedicata a gruppi da 3 a 5 persone per viaggiare su Frecciarossa e Frecciargento con uno sconto sul prezzo Base del 50%. L’offerta è valida per viaggiare nei livelli di servizio Business, Premium, Standard, in 1^ e in 2^ classe. Sono esclusi il livello di servizio Executive e il servizio Salottino 3
FrecciaFamily
Con Trenitalia i bambini viaggiano gratis in Frecciarossa, Frecciargento, Frecciabianca in 1^ e 2^ classe e nei livelli Business, Premium e Standard. La gratuità è prevista per i minori di 15 anni accompagnati da almeno un maggiorenne, in gruppi composti da 2 a 5 persone. I componenti del gruppo dai 15 anni in poi pagano il biglietto scontato del 50% sul prezzo Base 4
1. Offerta valida sui treni Frecciarossa e Frecciargento, in 1^ e 2^ classe e nei livelli di servizio Standard Premium e Business Prevede, a seconda della classe e relazione di viaggio, l’acquisto a prezzi fissi in Standard /2^ classe a partire da 29 €, in Premium a partire da 34 € e in Business /1^ classe a partire da 39 €. Tali prezzi non si applicano alle relazioni per le quali è previsto uno sconto inferiore al 50% rispetto al prezzo Base. L’offerta è a posti limitati che variano in base al treno e al giorno della settimana e non si cumula con altre riduzioni a qualsiasi titolo spettanti. Cambio biglietto/prenotazione e rimborso non sono consentiti.
2. L’offerta è a posti limitati che variano in base al giorno, al treno e alla classe o livello di servizio e non è cumulabile con altre riduzioni ad eccezione di quella prevista a favore dei ragazzi. Cambio biglietto/prenotazione e rimborso non sono consentiti.
3. Offerta a posti limitati e variabili in base al giorno, al treno e alla classe o livello di servizio e non si cumula con altre riduzioni a qualsiasi titolo spettanti, ad eccezione di quella prevista a favore dei ragazzi. Cambio biglietto/ prenotazione e rimborso non sono consentiti.
FrecciaYoung
Riservata agli under 30, l’offerta FrecciaYoung consente di viaggiare su Frecciarossa e Frecciargento con prezzi a partire da 19 € a seconda della relazione di viaggio. L’offerta è riservata ai soci CartaFreccia under 30 ed è valida per viaggiare in Standard e in 2^ classe 5
4. Offerta a posti limitati e variabili rispetto al giorno, al treno e alla classe/livello di servizio. Cambio prenotazione/biglietto e rimborso soggetti a restrizioni. L’offerta non è cumulabile ad altre riduzioni a qualsiasi titolo spettanti.
5. Offerta valida sui treni Frecciarossa e Frecciargento, in 2^ classe e nel livello di servizio Standard . Prevede l’acquisto a prezzi fissi di 19€, 29 € e 39€, a seconda della relazione di viaggio. Tali prezzi non si applicano alle relazioni per le quali è previsto un uno sconto inferiore al 50% rispetto al prezzo Base. L’offerta è a posti limitati che variano in base al treno e al giorno della settimana e non si cumula con altre riduzioni a qualsiasi titolo spettanti, compresa quella prevista per i ragazzi. Cambio biglietto/ prenotazione e rimborso non sono consentiti.
A/R in Giornata
Con l’offerta A/R in giornata si può partire e tornare nello stesso giorno usufruendo di uno sconto per singola tratta rispetto al prezzo Base del 30% nelle giornate dalla domenica al venerdì e del 50% nella giornata del sabato 6
6. L’offerta consente di acquistare due biglietti, uno per il viaggio di andata e uno per il viaggio di ritorno, da effettuare nella stessa giornata, sulla medesima tratta e categoria di treno. Disponibile su tutti i treni Frecciarossa, Frecciargento e Frecciabianca in tutte le classi e livelli di servizio ad eccezione del servizio Salottino. Offerta a posti limitati e variabili rispetto al giorno, al treno e alla classe/livello di servizio. Modificabile, ma non rimborsabile. Gli sconti previsti rispetto al prezzo Base verranno applicati fatti salvi i minimi tariffari.
Informazioni aggiornate al 22 giugno 2026
Hai voglia di una pausa ad Alta Velocità diversa dal solito? Aggiungi al tuo viaggio un’esperienza di gusto! Il FrecciaBistrò ti aspetta al centro del Frecciarossa: lì troverai prodotti da forno, snack dolci e salati, piatti caldi e freddi, taglieri, panini, tramezzini, pizza, hamburger e soft drinks, birre artigianali, cocktail, vini e bollicine. Inoltre, puoi scegliere tra tanti menù pensati per ogni momento della giornata Sono disponibili anche opzioni vegetariane e senza glutine o lattosio.
TRA I MENÙ:





Scopri il meglio di CartaFreccia Collection, il catalogo pensato per trasformare i tuoi punti in esperienze e regali esclusivi. Una selezione sempre più ricca: dai nuovi articoli firmati Ducati, perfetti per chi ama coniugare stile e performance, ai nuovi premi della categoria Food, come le gift card di TheFork, La Piadineria e Roadhouse. In più, i punti accumulati entro il 31 dicembre 2026 possono essere utilizzati fino al 31 marzo 2027. Entra nella vetrina del catalogo online e scegli tra accessori, esperienze e sapori pensati per accompagnarti dentro e fuori dal viaggio. Con CartaFreccia Collection, ogni punto diventa un’opportunità da vivere. Vai subito su cartafrecciacollection.it





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Taranto Ferrandina Scalo Matera
Vallo della Lucania Paola Sibari
Lamezia Terme
Reggio di Calabria
Per schematicità e facilità di lettura la cartina riporta soltanto alcune città esemplificative dei percorsi delle diverse tipologie di Frecce. Maggiori dettagli per tutte le soluzioni di viaggio su trenitalia.com Alcuni collegamenti qui rappresentati sono disponibili solo in alcuni periodi dell’ anno e/o in alcuni giorni della settimana. Verifica le disponibilità della tratta di tuo interesse su trenitalia.com.
aggiornata al 18 giugno 2026

Velocità max 400 km/h | Velocità comm.le 300 km/h | Composizione 8 carrozze Livelli di servizio Executive, Business, Premium, Standard Posti 457 | WiFi Fast | Presa elettrica e USB al posto Servizi per persone con disabilità | Fasciatoio
FRECCIAROSSA ETR 1000
Velocità max 360 km/h | Velocità comm.le 300 km/h | Composizione 11 carrozze
4 livelli di servizio Executive, Business, Premium, Standard | Posti 589 WiFi | Presa elettrica al posto Servizi per persone con disabilità | Fasciatoio FRECCIAROSSA ETR 500

3 livelli di Servizio Business, Premium, Standard | Posti 497 WiFi Fast | Presa elettrica e USB al posto Servizi per persone con disabilità | Fasciatoio FRECCIAROSSA ETR 700
Velocità max 250km/h | Velocità comm.le 250km/h | Composizione 8 carrozze

FRECCIAROSSA ETR 600
Velocità max 280 km/h | Velocità comm.le 250 km/h | Composizione 7 carrozze 3 livelli di Servizio Business, Premium, Standard | Posti 432 WiFi | Presa elettrica al posto Servizi per persone con disabilità | Fasciatoio

FRECCIARGENTO ETR 485
Velocità max 280 km/h | Velocità comm.le 250 km/h
Composizione 9 carrozze | Classi 1^ e 2^ | Posti 489 WiFi | Presa elettrica al posto Servizi per persone con disabilità | Fasciatoio

Velocità max 250 km/h | Velocità comm.le 250 km/h
Composizione 9 carrozze
Classi 1^ e 2^ | Posti 479 | Presa elettrica al posto Servizi per persone con disabilità | Fasciatoio FRECCIABIANCA ETR 460

Grazie ai servizi e ai contenuti di FRECCIAPlay il viaggio a bordo dei treni Frecciarossa e Frecciargento e nelle sale FRECCIAClub e FRECCIALounge è più piacevole. Per accedere basta collegarsi alla rete WiFi, digitare www.frecciaplay.it o scaricare l’app FRECCIAPlay da App Store e Google Play. Ulteriori dettagli, info e condizioni su trenitalia.com





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