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La Freccia - gennaio 2025

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PER CHI AMA VIAGGIARE

INTERVISTE

Servillo, Ficarra e Picone

Rocco Hunt

Elettra Lamborghini

TRAVEL

Agrigento 2025

Oroscopo di viaggio

Le strade del Giubileo

ARTE E PHOTO

Impressionismo a Firenze

Futurismo a Roma

Steve McCurry

PROIETTATI

CARLO CONTI

RINNOVARE RINNOVARE RINNOVARE

RINNOVARE RINNOVARE

Il 2025 si apre con l’avvio del Piano strategico del Gruppo FS che si svilupperà per i prossimi cinque anni. Un programma concreto di rinnovamento che prevede oltre 100 miliardi di euro di investimenti per rafforzare la rete ferroviaria e stradale, migliorare la qualità del servizio, supportare il completamento delle infrastrutture e promuovere una mobilità sempre più sostenibile.

È proprio l’Amministratore Delegato Stefano Antonio Donnarumma a spiegare i dettagli di questa ambiziosa trasformazione sulle pagine della Freccia che state sfogliando, per condividere con voi, che ogni giorno scegliete di viaggiare sui nostri treni, il percorso che abbiamo intrapreso. Si apre quindi una nuova stagione caratterizzata da una forte spinta tecnologica simile a quella celebrata nei primi anni del ‘900 dal movimento Futurista, che nel suo Manifesto parlava proprio di locomotive a vapore che scalpitavano sulle rotaie, «come enormi cavalli d’acciaio imbrigliati di tubi».

Alla corrente e al suo fondatore, scomparso esattamente 80 anni fa, è dedicata a Roma la mostra Il Tempo del Futurismo, che il Gruppo FS ha scelto di sponsorizzare per ribadire il suo l’impegno nel connettere le persone al mondo della cultura, sostenendo e valorizzando il patrimonio artistico del Paese. A partire da Agrigento, città dalla ricca storia nominata Capitale italiana della cultura 2025 grazie a un progetto che esplora le relazioni tra individuo, natura e territorio. Tanti sono gli eventi organizzati nel corso dell’anno per offrire nuove prospettive su inclusione sociale, innovazione e valorizzazione del territorio.

Un anno che vede l’avvio del 27esimo Giubileo ordinario nella storia della Chiesa, quello della speranza. E va affrontato anche con un po’ di leggerezza, come ci ricorda il protagonista di copertina, Carlo Conti, che si prepara a condurre il prossimo Festival di Sanremo, l’appuntamento musicale più seguito d’Italia. E confida alla Freccia di aver ascoltato la maggior parte dei brani selezionati proprio mentre viaggiava in treno. Buona lettura!

SUI BINARI DEL FUTURO

Oltre 100 miliardi di euro in cinque anni per potenziare le infrastrutture, migliorare i servizi e promuovere una mobilità più efficiente e sostenibile. Il nuovo Piano strategico del Gruppo FS secondo l’AD Stefano Antonio Donnarumma

46 IN VIAGGIO CON LE STELLE

Per il Toro, che ama la buona cucina, sono perfette Bologna o Modena. Mentre la Bilancia soddisfa la sua voglia di bellezza in Sardegna. Segno per segno, la meta ideale individuata dall’astrologa Irene Lumpa Rossi

58

UN FUOCO CHE UNISCE

Si aprono a febbraio le candidature per diventare tedoforo e portare in giro per l’Italia la fiamma olimpica e paralimpica dei Giochi invernali di Milano Cortina 2026

I numeri di questo numero

1949

l’anno in cui fu inaugurata l’attuale Porta santa a San Pietro [pag. 55]

790

i brand presenti alla fiera Pitti Uomo a Firenze [pag. 68]

350 le opere della mostra Il Tempo del Futurismo a Roma [pag. 79]

FSNews.it, la testata online del Gruppo FS Italiane, pubblica ogni giorno notizie, approfondimenti e interviste, accompagnati da podcast, video e immagini, per seguire l’attualità e raccontare al meglio il quotidiano. Con uno sguardo particolare ai temi della mobilità, della sostenibilità e dell’innovazione nel settore dei trasporti e del turismo quali linee guida nelle scelte strategiche di un grande Gruppo industriale

PER CHI AMA VIAGGIARE

MENSILE GRATUITO PER I VIAGGIATORI ANNO XVII - NUMERO 1 - GENNAIO 2025

REGISTRAZIONE TRIBUNALE DI ROMA N° 284/97 DEL 25/06/1997

CHIUSO IN REDAZIONE IL 23/12/2024

Foto e illustrazioni

Archivio FS Italiane

AdobeStock

Copertina © Iwan Palombi

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ALCUNI CONTENUTI DELLA RIVISTA SONO RESI DISPONIBILI MEDIANTE LICENZA CREATIVE COMMONS BY-NC-ND 3.0 IT

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Communication Piazza della Croce Rossa, 1 | 00161 Roma Contatti di redazione lafreccia@fsitaliane.it

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Responsabile Prodotti Editoriali Caporedattrice Caposervizio

Segreteria di redazione

Coordinamento Editoriale In redazione

Coordinamento creativo

Ricerca immagini e photo editing Hanno collaborato a questo numero

Giuseppe Inchingolo

Davide Falcetelli

Michela Gentili

Cecilia Morrico

Francesca Ventre

Alex A. D’Orso, Irene Marrapodi, Francesca Ventre

Gaspare Baglio, Sandra Gesualdi

Giovanna Di Napoli

Claudio Romussi

Nerina Di Nunzio, Fondazione FS Italiane, Enzo Fortunato, Davide Garofalo, Valentina Lo Surdo, Enrico Procentese, Gabriele Romani, Flavio Scheggi, Valeria Strambi, Mario Tozzi

REALIZZAZIONE E STAMPA

Via A. Gramsci, 19 | 81031 Aversa (CE) Tel. 081 8906734 | info@graficanappa.com Coordinamento Tecnico Antonio Nappa

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On web

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PROGETTO CREATIVO
Team creativo Antonio Russo, Annarita Lecce, Giovanni Aiello, Manfredi Paterniti, Massimiliano Santoli

DOMANDARE PER ESSERE

Sandra Gesualdi sandragesu

Di fronte a un panorama culturale che tende agli estremi, dove tutto si riduce a scelte binarie tra una posizione netta o un’altra, Ai Weiwei decide di identificarsi con una domanda. Ai Weiwei. Who am I? è infatti il titolo della sua personale curata da Arturo Galansino, a Palazzo Fava di Bologna fino al 4 maggio, che interpreta letteralmente la postura tipica dell’arte, quella di generare dubbi.

L’universo creativo dell’artista e attivista cinese è indagato tra grandi installazioni, sculture, video e fotografie che si dipanano in lungo e in largo nel palazzo storico, a partire dallo scalone centrale fino alle sale monumentali.

Sotto gli affreschi dipinti alla fine del ‘500 dai fratelli Carracci e dalla loro scuola, le opere di Ai Weiwei appaiono in

bilico tra Oriente e Occidente, passato e presente, storia e sperimentazione. Cariche di significati coevi e istanze urgenti come libertà di espressione, cambiamenti climatici, migrazioni, diritti umani e civili, parlano all’oggi e denunciano fatti del passato, facendosi portavoce del futuro. Sempre attingendo dalla biografia personale dell’artista e da quella collettiva dell’umanità. In mostra anche l’Ultima cena (The Last Supper, 2022) una riproposizione dell’opera di Leonardo da Vinci realizzata coi mattoncini Lego, in cui il volto di Giuda è stato sostituito con quello dell’artista, in riferimento al padre poeta che fu esiliato per motivi politici al tempo di Mao Zedong. genusbononiae.it

Una sala della mostra Ai Weiwei. Who am I? con The Last Supper e Left Right Studio Material
© Roberto Serra
Stazione di Napoli Centrale
© Gianluca N. photographerjean
LUOGHI

LE PERSONE, I LUOGHI, LE STORIE DELL’UNIVERSO FERROVIARIO IN UN CLICK. UN VIAGGIO DA FARE INSIEME

IN VIAGGIO

#Frecciaview

© Cristiano B. bartolicristiano

Utilizza l’hashtag #railwayheart oppure invia il tuo scatto a railwayheart@fsitaliane.it. L’immagine inviata, e classificata secondo una delle tre categorie rappresentate (Luoghi, People, In viaggio), deve essere di proprietà del mittente e priva di watermark. Le foto più emozionanti tra quelle ricevute saranno selezionate per la pubblicazione nei numeri futuri della rubrica.

a cura di Enrico Procentese enry_pro

PEOPLE

Viaggiatori a Reggio Emilia AV

© Jacopo C. jacopocavallotti

SUI BINARI DEL FUTURO

N«ei prossimi cinque anni il Gruppo FS vivrà una trasformazione ambiziosa, un cambio di passo volto a innovare i processi operativi e a migliorare i servizi offerti. Con oltre 100 miliardi di euro di investimenti e 250 indicatori di performance da raggiungere da qui al 2029, potremo contribuire in maniera concreta alla crescita del Paese, con una presenza sempre più determinante in Europa». È attraverso un piano di azioni qualificato e un preciso approccio industriale che, secondo l’Amministratore Delegato e Direttore Generale del Gruppo FS Stefano Antonio Donnarumma, si potranno raggiungere obiettivi sempre più sfidanti.

StefanoAntonio Donnarumma

Nelle 400 pagine che compongono il Piano strategico 2025-2029 viene tracciato un percorso ben definito, dove la parola d’ordine è rinnovamento. Come si immagina le Ferrovie del futuro?

Da cinque mesi ho l’onore di guidare un’azienda solida e radicata nel tessuto socioeconomico del Paese che, però, ha un forte bisogno di rilancio. Il Piano strategico mira a imprimere una netta discontinuità e risponde alle esigenze di una società proiettata verso il futuro, riconoscendo nella mobilità integrata un pilastro fondamentale per lo sviluppo. Domani il Gruppo potrà contare su una rete più resiliente, dovrà offrire una migliore qualità del servizio, garantire il completamento delle infrastrutture e promuovere una mobilità che sia, appunto, sostenibile. Puntiamo a una crescita che si sostanzi anche nel miglioramento di tutti i principali indicatori economici: incremento dei ricavi a oltre 20 miliardi di euro, dell’Ebitda a più di 3,5 miliardi e del risultato netto a oltre 500 milioni. Cosa dovremo aspettarci da qui al 2029? Come risponderà il Gruppo FS alle esigenze di un Paese con infrastrutture che scontano il peso degli anni, servizi non sempre all’altezza delle aspettative e una mancata centralità a livello europeo?

Per superare questo gap abbiamo individuato otto linee guida strategiche che accompagneranno il percorso evolutivo di FS Italiane. A cominciare dal potenziamento delle infrastrutture, con l’attivazione di nuove linee ferroviarie AV che consentiranno di collegare territori fino a oggi non serviti, così da aumentare del 30% le persone raggiunte dall’Alta Velocità in Italia. Tra le varie opere penso, per esempio, alla Palermo-Catania-Messina, alla Napoli-Bari, al collegamento tra la Liguria e le Alpi, all’asse padano Milano-Trieste, alla dorsale Alta Velocità con il passante AV di Firenze. Interventi necessari e decisivi che potranno contare su 60 miliardi di investimenti in dieci anni. Non solo, l’obiettivo è anche migliorare i servizi, elevando il Gruppo FS a frontiera dell’ec-

cellenza, con il raggiungimento della miglior performance di sempre attraverso il recupero della puntualità per oltre 50mila treni all’anno. Punteremo inoltre a rendere più forte il ruolo di FS Italiane in Europa, aumentando il presidio internazionale con un incremento del volume dei passeggeri del 40%.

Il Piano tiene conto di altri elementi strategici come innovazione, sicurezza, sostenibilità. Come li declinerete?

In un mondo in continua evoluzione come quello di oggi è fondamentale stare al passo. Sul fronte di innovazione e sicurezza, abbiamo fissato il raggiungimento del 100% della rete transeuropea Core Extended coperta dal sistema di segnalamento digitale ERTMS da qui al 2040 e abbiamo previsto oltre due miliardi di euro di investimenti in tecnologia in dieci anni. Altre voci cruciali sono la spinta alla sostenibilità, con oltre un Gigawatt di fotovoltaico installato entro il 2029, e una netta accelerazione del business, con l’attrazione di nuove competenze e risorse finanziarie necessarie per garantire il proseguimento degli investimenti.

C’è chi parla di una possibile privatizzazione di FS Italiane, quanto è reale la prospettiva?

È uno scenario che non esiste, non abbiamo bisogno di privatizzare, ma che i nostri progetti siano finanziabili. A tal proposito abbiamo individuato una serie di iniziative strategiche che vanno oltre il Piano e potrebbero potenziarlo ulteriormente. Una di queste riguarda appunto l’adozione di un nuovo modello di finanziamento per la messa in sicurezza degli investimenti, con eventuale apertura al capitale di terzi e la conseguente riduzione del fabbisogno di stanziamenti pubblici. Tra le altre iniziative figura il rafforzamento di FS International e lo sviluppo di partnership con operatori industriali e finanziari per accelerare lo sviluppo del business e la creazione di una nuova infrastruttura dedicata ai servizi di connettività a bordo treno.

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a cura di Alex A. D’Orso - al.dorso@fsitaliane.it - Irene Marrapodi - ir.marrapodi@fsitaliane.it - Francesca Ventre - f.ventre@fsitaliane.it

save the date GENNAIO 2025

MILANO 31 GENNAIO>8 MARZO

L’identità, la domesticità quotidiana, la mascolinità e l’introspezione umana. La personale di Patrizio di Massimo, alla galleria Gió Marconi, condensa i temi più urgenti della sua ricerca. Le composizioni dell’artista, che si è formato tra Milano e Londra, non sono mai frutto di una pittura dal vero ma il risultato di un processo creativo articolato in varie fasi. Di Massimo, infatti, organizza shooting in cui convoca amici e amiche per realizzare l’immagine desiderata. Le persone coinvolte si prestano a un momento performativo che può durare ore e prevede diverse prove per ottenere il risultato voluto. Prima di dipingere, l’artista modifica l’immagine digitalmente cambiando elementi, mescolando talvolta più foto diverse e alterando spesso le dimensioni dei volti. Il procedimento si conclude di fronte alla tela: con una tecnica a olio messa a punto negli anni, Di Massimo riempie la superficie di colori caldi e freddi, a seconda delle esigenze e delle atmosfere che vuole ricreare.

giomarconi.com

VAN GOGH CAFÉ OPERA MUSICAL

ITALIA 10 GENNAIO>23 MARZO

Nel cuore di Parigi, in un café chantant ancora chiuso al pubblico, artisti e lavoratori si preparano per lo spettacolo serale. L’atmosfera è tesa, silenziosa. Ognuno è perso nei propri pensieri, distaccato, finché non entra in scena un nuovo personaggio. È M. Louis Philippe, un antiquario che porta con sé la raccolta delle lettere originali scambiate tra Vincent Van Gogh e il fratello Theo e inizia a leggerle ad alta voce. In questo modo, l’intero café sembra risvegliarsi dal torpore che lo avvolgeva. Dopo il debutto a Senigallia, in provincia di Ancona, il musical continuerà il suo tour ad Azzano Decimo (Pordenone), al Teatro Brancaccio di Roma e a Pescara, per poi proseguire tra febbraio e marzo a Bari, Milano, Bologna, Varese, Catania, Reggio Calabria, Catanzaro, Assisi, Trieste e Torino. micinternationalcompany.it

AMICI, NEMICI, LETTI E MARITI
Una scena del musical
Stelle (Anthea, Nicholas & Stella) di Patrizio di Massimo

AMAZING. 80 (E PIÙ) ANNI DI SUPEREROI MARVEL

TORINO FINO AL 9 MARZO

Compie 85 anni la casa editrice cha ha cambiato la storia del fumetto, rivoluzionando il mondo dei supereroi. In occasione dell’anniversario, una mostra a Palazzo Falletti di Barolo riunisce oltre 80 tavole originali, poster, giocattoli, figurine e materiale da collezione, partendo dai primi esemplari realizzati negli anni ‘60 per arrivare ai cult degli anni ‘90. Spicca nel corpus il numero 15 della serie Amazing Fantasy, prima apparizione di Spider-Man, autografato dal suo creatore, lo scrittore statunitense Stan Lee. mostraamazingtorino.it

LA BELLE ÉPOQUE. L’ARTE NELLA PARIGI DI BOLDINI E DE NITTIS

BRESCIA 25 GENNAIO>15 GIUGNO

Figure eteree ed eleganti, raffigurate con tratti sfumati in caffè o teatri parigini, sono i soggetti preferiti dagli artisti appartenenti alla corrente nata intorno al 1870. Nelle sale di Palazzo Martinengo sono esposte cento opere, provenienti soprattutto da collezioni private, di pittori italiani come Giovanni Boldini e Giuseppe De Nittis, che ritraggono scene di vita lungo i boulevard, in giardini privati e salotti esclusivi. Oppure Federico Zandomeneghi, noto per la capacità di ritrarre la donna come un’icona di moderna femminilità. Insieme alle tele è possibile ammirare abiti della Belle Époque e locandine dai colori vivaci, create per pubblicizzare i locali della Ville Lumière. mostrabelleepoque.it

A CABINET OF WONDERS

VENEZIA FINO ALL’11 MAGGIO

Torsi anatomici, teschi e fiori in cartapesta sono alcuni degli oggetti contenuti nella raccolta del collezionista britannico George Loudon, appassionato d’arte che negli anni si è interessato alle scienze naturali. Gli spazi di Palazzo Grimani ospitano un vero Wunderkammer, un gabinetto delle curiosità che nella mostra curata da Thierry Morel richiama le stanze dei collezionisti europei del ‘500, tra tesori storici e scientifici. E acquista ancora più fascino, tra le statue greche e romane e le opere d’arte contemporanea presenti nel palazzo.

Signora in bianco (1902) di Giovanni Boldini
Courtesy Gallerie degli Uffizi, Firenze
Otto tipi di funghi, dalla collezione di George Loudon
La copertina del numero 15 di Amazing Fantasy, in cui compare per la prima volta Spider-Man
© Rosamond Purcell

ON BORDERS. SUI CONFINI

REGGIO EMILIA FINO AL 23 MARZO

Oltre 250 opere, tra scatti e video, realizzate da 36 artisti nazionali e internazionali ricostruiscono l’esperienza d’indagine dell’associazione Linea di confine per la fotografia contemporanea, nata tra il 1989 e il 1990 per volontà di alcuni Comuni dell’Emilia-Romagna.

Dai mutamenti dei paesaggi sulla via Emilia fino al racconto dei nuovi spazi di produzione, le immagini in mostra al Palazzo dei musei sono il risultato di oltre 30 anni di studio sul territorio. A queste si aggiungono interviste, pubblicazioni e materiali d’archivio, un sistema ricco di informazioni e dati aperto alla ricerca. musei.re.it/sede/palazzo-dei-musei

NUOVA GENERAZIONE.

SGUARDI CONTEMPORANEI SUGLI ARCHIVI ALINARI  FIRENZE FINO AL 25 GENNAIO

A partire dallo studio del patrimonio fotografico conservato negli archivi Alinari, i giovani artisti Matteo De Mayda, Leonardo Magrelli, Giovanna Petrocchi e Silvia Rosi hanno sviluppato ciascuno un progetto diverso, di raccordo tra passato e presente, con un approccio multidisciplinare. I quattro risultati in mostra al Murate Art District esplorano diversi temi: il rapporto tra verità e finzione, la natura del documento, la decolonizzazione e decostruzione degli immaginari e della conoscenza. L’esposizione sottolinea la vitalità dell’archivio fiorentino ancora capace di generare un dialogo con la contemporaneità. murateartdistrict.it

ART CITY BOLOGNA

BOLOGNA 6>16 FEBBRAIO

In origine erano 12 le porte che consentivano l’accesso a Bologna attraverso la cinta muraria medievale. Oggi ne rimangono dieci, tuttora punti di riferimento per abitanti e turisti. Le porte della città è il tema della manifestazione che per il 13esimo anno anima il capoluogo emiliano. Guidato dal direttore del Museo d’arte moderna Lorenzo Balbi, il festival di arte contemporanea lega le dieci porte storiche in un percorso culturale di otto chilometri lungo i viali di Bologna. A ognuna è poi dedicato uno specifico progetto artistico, in dialogo con il tessuto urbano e la sua storia.

artcity.bologna.it

Guido Guidi Pk Tav+500 (2005)
Porta Galliera, Bologna
© Pietro Maria Alemagna

TONY CRAGG. INFINITE FORME E BELLISSIME

ROMA FINO AL 4 MAGGIO

Gli ampi e millenari spazi delle Terme di Diocleziano, a pochi passi dalla stazione di Roma Termini, accolgono 18 sculture in bronzo, legno, travertino, fibra di vetro e acciaio. Sono opere dell’artista inglese Tony Cragg, che si è dichiarato felice di averle potute collocare in una location storica unica. In mostra alcuni pezzi che mutano a seconda dei punti di osservazione, come Points of View, oppure dal colore vivace come Outspan. Altre sculture del maestro sono collocate in piazza San Silvestro e piazza San Lorenzo in Lucina, grazie all’impegno di Bam, società che si occupa di divulgare l’arte contemporanea. bamarte.it

LETIZIA BATTAGLIA SENZA FINE

REGGIO CALABRIA FINO AL 2 FEBBRAIO

Il primo omaggio calabrese alla fotografa siciliana è la mostra nell’Arena dello Stretto di Reggio Calabria, sul lungomare Falcomatà. L’esposizione testimonia il percorso professionale e personale di un’artista che si è sempre distinta per il suo impegno civile, documentando e denunciando i momenti nevralgici della storia italiana. In uno spazio all’aperto, 52 fotografie di grande formato illustrano mezzo secolo della sua carriera, dal 1971 al 2020. Gli scatti esposti raccontano le contraddizioni della sua Palermo, propongono ritratti di bambine e bambini nel loro ambiente familiare e momenti di festa e di incontro. calabria.cultura.gov.it

A.I. DESIGN: INTELLIGENZA ARTIFICIALE CREATIVA E DESIGN

GENERATIVO IMMERSIVO

NAPOLI FINO AL 1° MARZO

Al Museo Plart immagini digitali create con l’intelligenza artificiale diventano oggetti di design, stampati in resina vegetale o amido di mais. Disegnati dall’architetto Mario Coppola, si possono ammirare all’interno dell’evento espositivo Sedimenti, culmine del progetto A.I. Design realizzato dalla Fondazione che gestisce lo spazio museale. Nella galleria multimediale, e nell’ambito del medesimo programma, l’installazione immersiva Who am A.I.? di Mario Capasso invita a riflettere, attraverso dieci videoproiezioni sincronizzate, sulle moderne connessioni tra mente, macchina e coscienza. fondazioneplart.it

Letizia Battaglia
La madre abbraccia il figlio carabiniere reduce da una missione pericolosa (1980)
La lampada Mnemosine di Mario Coppola, realizzata in amido di mais con stampa 3D
Outspan (2008) di Tony Cragg
© Monkeys VideoLab
© Fabio
Donato

LE ILLUSIONI DELLA STORIA

Da sinistra, Salvo Ficarra, Toni Servillo e Valentino Picone in una scena del film L’abbaglio

TONI SERVILLO, SALVO FICARRA E VALENTINO PICONE TORNANO AL CINEMA CON L’ABBAGLIO

DI ROBERTO ANDÒ. CHE RACCONTA L’EPOPEA DEI MILLE

IN SICILIA TRA DUBBI MORALI ED EQUIVOCI COMICI

di Cecilia Morrico MorriCecili morricocecili foto di Lia Pasqualino

Il fascino della storia sotto la lente della fantasia. Dopo il successo del film La stranezza, il regista Roberto Andò torna a dirigere Toni Servillo con Salvo Ficarra e Valentino Picone nella pellicola L’abbaglio, in uscita il 16 gennaio. Al centro della trama un particolare episodio dell’impresa dei Mille di Giuseppe Garibaldi: un modo per raccontare ai giovani l’Unità d’Italia e gli ideali dell’epoca visti dagli occhi «di un illuso e di due disillusi», ovvero i tre protagonisti.

È il secondo film che girate insieme. Com’è nata questa intesa tra voi?

[TS] Già con La stranezza si era creata un’alchimia molto felice, confermata dai risultati ottenuti: è stato, infatti, il film italiano più visto al cinema dopo la pandemia. E mi ha consentito di incontrare due grandi comici che sono anche due straordinari attori.

Ficarra e Picone in una scena del film

[VP] Siamo tutti e tre davvero compatibili. Ci piace molto lavorare insieme, interagire e fermarci a parlare dei dettagli della scena.

[SF] È stato un incontro fortunato e anche abbastanza naturale. Abbiamo in comune l’amicizia con Roberto e quindi parliamo tutti e tre la stessa lingua ed è un piacere poter ammirare da vicino Toni nel suo lavoro.

Che episodio viene raccontato nello specifico?

[TS] L’abbaglio è un grande affresco storico che indaga una vicenda poco conosciuta della spedizione dei Mille. Parliamo della manovra diversiva che Garibaldi, interpretato da Tommaso Ragno, operò grazie all’aiuto del colonnello Vincenzo Giordano Orsini, il mio personaggio. Prese un gruppo di soldati infermi e feriti per andare verso l’interno facendo credere all’esercito borbonico che quella colonna fosse guidata da Garibaldi, mentre intanto l’eroe dei due mondi entrava vittorioso a Palermo. In mezzo ai volontari ci sono i personaggi di Ficarra e Picone, un contadino e un baro, che prendono parte alla spedizione mettendo in moto una serie di equivoci divertenti e commoventi.

Che personaggi interpretate?

[VP] Io sono Rosario Spitale, un parassita che si arrangia con le carte e non ha molti principi. È un disilluso, anche se poi si ritrova a vivere un’esperienza che lo porta a credere in qualcosa.

[SF] Io vesto i panni di Domenico Tricò, un contadino che tira avanti facendo un po’ di tutto. Visto che ha lavorato anche come fuochista nelle feste patronali, mette a disposizione la sua esperienza con la polvere da sparo. Si arruola ma in realtà non vede l’ora di tornare dalla fidanzata per coronare il suo sogno d’amore. Se Orsini ha l’illusione di combattere per la libertà, Tricò e Spitale sanno già come andrà a finire.

[TS] Il mio personaggio è un militare siciliano, una sorta di Che Guevara ante litteram che ha combattuto sotto le più diverse bandiere: prima con i Borboni, poi con i Savoia e, infine, con Garibaldi. Lui va ovunque ci si batta per la libertà e in questo nasce anche la sua contraddizione, perché vedendo che a pagare le spese degli scontri sono sempre gli ultimi capisce l’insensatezza di alcune azioni.

Come se l’è cavata Servillo con il siciliano?

[SF] In realtà il suo personaggio fa parte di una famiglia nobile che storicamente ha vissuto per tanti anni fuori dall’isola, quindi non ha tratti linguistici dialettali marcati.

[VP] Gli abbiamo dato qualche dritta sulla cadenza. Ma Toni è sempre arrivato sul set preparatissimo: avrà avuto sottobanco qualche spacciatore segreto di accento.

Qual è, quindi, l’abbaglio di cui si parla nel film?

[TS] C’è chi ritiene che le cose non cambieranno mai ma poi comincia a dubitare di questa certezza. E chi, al contrario, illudendosi sempre riceve una delusione. Tra questi due movimenti, che sono modi diversi di intendere la storia, si inserisce l’abbaglio.

[SF] Bisogna aspettare per capire chi l’ha preso.

[VP] Come capita in tutte le opere di Roberto, ognuno può vedere quello che vuole dove vuole.

C’è una sorta di missione formativa nel cinema?

[TS] Sono al quarto film con Roberto e posso dire che lui,

tramite la fantasia, è capace di farci riflettere sulla storia in modo non ordinario. Ci fa guardare con occhi nuovi una vicenda che è alle origini della nostra Costituzione. Tanti giovani accorsero al seguito di Garibaldi seguendo un vento di ideali ed è giusto che gli adolescenti lo sappiano.

[VP] Veicolare fatti storici alle generazioni future attraverso il cinema è importantissimo. Nel Risorgimento ci sono le nostre radici e conoscerle ci fa capire meglio da dove veniamo e che cosa possiamo fare per migliorarci.

Oltre a parlare alla fascia adolescenziale, i film di Ficarra e Picone si rivolgono anche ai bambini. Come mai?

[SF] Quando scriviamo un copione non pensiamo a chi può interessare, giochiamo solo su diverse tematiche che ci stanno a cuore. Ma forse i nostri volti, popolari e semplici, rendono più facile comunicare con più generazioni.

[VP] È avvenuto molto naturalmente nella nostra carriera, la nostra comicità è vicina ai bambini. Facciamo film con temi sociali, come Santocielo, in cui Dio festeggia per l’arrivo del nuovo messia che questa volta è una bambina. Magari qualcuno al cinema è saltato sulla sedia, ma a noi è piaciuto immaginare cosa sarebbe successo se Gesù fosse stato donna. Poi, però, ci sono genitori che, quando ci incontrano, ci rimproverano: «Nostro figlio vuole vedere solo i vostri film. Basta».

Toni Servillo sul set

AME FEDELE STESSO

ROCCO HUNT PARTECIPA PER LA TERZA VOLTA

AL FESTIVAL DI SANREMO. E NEL BRANO

MILLE VOTE ANCORA TORNA ALLE ORIGINI PER RACCONTARE LA SUA EVOLUZIONE

di Gaspare Baglio gasparebaglio

U«so sempre il Frecciarossa per i miei spostamenti tra Salerno e Milano e penso che la carrozza Executive offra un servizio unico in Europa. Ho anche la CartaFRECCIA Platino perché oltre a quella non c’è nulla, ho raggiunto il massimo dei punti».

Rocco Hunt è molto contento di essere intervistato dal magazine targato Ferrovie dello Stato Italiane. Ed è altrettanto felice di tornare a calcare il palco dell’Ariston dopo nove anni dalla sua ultima partecipazione a Sanremo. In questo lasso di tempo, oltre ad aver sfornato hit come se piovessero, è riuscito a conquistare il mercato internazionale: la sua A un passo dalla Luna, in coppia con Ana Mena, si è accaparrata sei certificazioni di platino in Spagna e una di diamante in Francia.

Finalmente ritorni a Sanremo…

In questi anni ho sempre dichiarato che sarei tornato al festival solo con un pezzo in grado di rispecchiarmi, per rendere onore e giustizia alle partecipazioni passate. La prima volta ci sono andato nel 2014 con Nu juorno buono, il cui tema era la Terra dei fuochi. Due anni dopo, con Wake up, ho trattato il disagio e la disillusione dei giovani nei confronti della politica. Ora ti presenti con Mille vote ancora, di cosa parla?

È la mia storia attuale. Un ritorno alle origini con un’evoluzione che solo Sanremo poteva sottolineare. Resterò fedele a me stesso trattando anche temi sociali e molti si riconosceranno nel mio viaggio di vita. Parlerò, chiaramente, dell’amore per la mia terra, della nostalgia per quei luoghi, della lontananza da casa e della voglia di tornare. Come definiresti la tua carriera? Come un elettrocardiogramma. Tutti i percorsi hanno mo-

menti up e down. I punti bassi ci danno la forza per riemergere. Ho vissuto a varie temperature, come dice mia mamma, ma da più di 12 anni mi mantengo grazie alla mia passione e ho uno zoccolo duro di supporter che mi seguono. Sono molto grato per questo, visto che siamo nell’epoca dell’usa e getta, dove tutto dura il tempo di uno scroll su instagram o tiktok. Ritorno a Sanremo con una scena musicale cambiata, ma con la maturità di raccontare come sono diventato.

Vale a dire?

Mi trovo a cavallo tra varie generazioni. In gara ci sono ragazzi che hanno tra i 18 e i 20 anni e mi rispettano: è bello sapere che ascoltavano i miei pezzi. Anche se ho solo 30 anni, questa cosa mi fa sentire maledettamente vecchio, ma consapevole di quanto il mio passato sia stato rilevante anche nella musica rap. Baby Gang ha voluto che cantassi Nu juorno buono al suo live perché con quella canzone ci è cresciuto. E Geolier mi ha avuto come punto di riferimento da ragazzino: pensa che volle la mia faccia sulla sua torta di compleanno.

Tra i giovani, sei stato il primo a sdoganare la lingua napoletana a Sanremo.

Sì. Nu juorno buono è stata la prima canzone in napoletano a trionfare tra le Nuove proposte. E anche il primo brano rap ad avere avuto giustizia su quel palco.

Cosa consigli a chi vuole intraprendere una carriera come la tua?

Fare musica non è obbligatorio, l’ambiente è saturo e, a mio avviso, bisogna farlo solo se si ha qualcosa da dire, se si è unici. Bisogna essere se stessi e raccontare la propria storia.

poetaurbano

CHIAMATEMI

NON DIVA

REGINA

DI AUTOIRONIA, ELETTRA LAMBORGHINI È PROTAGONISTA

DELLA PRIMA PUNTATA DI RED CARPET - VIP AL TAPPETO, GAME SHOW IN STREAMING SU PRIME VIDEO

Quanto è difficile per una celebrity sfilare sul tappeto rosso con un vestito lungo? E se succede qualcosa che rischia di farla cadere? La risposta arriva dal nuovo game show di Prime Video Red Carpet -  Vip al tappeto, in streaming dal 9 gennaio.

A condurlo è Alessia Marcuzzi, capo immaginario di un’agenzia di guardie del corpo che ha tra le proprie fila gli attori comici Francesco Arienzo, Herbert Ballerina, Pierluca Mariti, Antonio Ornano, i maghi della risata nati su youtube Awed e Gabriele Vagnato, ma anche le attrici Michela Giraud e Brenda Lodigiani e la performer Ginevra Fenyes.

Missione di queste bodyguard è scortare cinque personalità dello spettacolo, considerate dive, come Giulia De Lellis, Elettra Lamborghini, Valeria Marini, Melissa Satta e Cristiano Malgioglio, fino alla loro limousine, facendole rimanere a tutti i costi sul tappeto rosso. A commentare le performance, con il solito tono tagliente, ci pensa la Gialappa’s Band, composta da Marco Santin e Giorgio Gherarducci. A dare il via alla competizione – una corsa contro il tempo che prevede prove paradossali – Lamborghini scortata da Ballerina, Lodigiani e Ornano. La cantante racconta di aver riso a crepapelle: «Quando si cresce si tende a dimenticare quei momenti, mentre io voglio collezionarli tutti».

Quale ostacolo ti ha divertito di più sul red carpet?

Quando sono stata attaccata dai dinosauri: ballare con loro è stato pazzesco. Ho trovato esilarante anche una prova con gli hater che mi sparavano palline di plastica colorate. Io mi

sono messa a rilanciargliele mentre Herbert, Brenda e Antonio cercavano in tutti modi di tenermi sul percorso. Non so bene come descriverlo, è stato come un sogno, tutto di corsa. Quando sono tornata a casa mi sono detta: «Ma che ho fatto oggi?».

Tu non sapevi quello che sarebbe successo?

No. Sono stata portata in una bellissima villa fuori Milano, dove dovevo registrare. Poi mi hanno truccata e pettinata e hanno cominciato a farmi delle domande che all’inizio mi hanno un po’ preoccupato.

Tipo?

Mi hanno chiesto se ero particolarmente sensibile, se mi consideravo stabile fisicamente e psicologicamente o se ero soggetta a traumi. Temevo mi buttassero giù da un ponte.

Ti hanno scelto per rappresentare una diva sul red carpet.

Ti ci senti?

Assolutamente no. E nel programma si è visto, ho tolto pure i tacchi. La diva è una che se la tira e io non sono così, ho molta autoironia. Forse potrei definirmi iconica.

Stai già lavorando alla prossima hit estiva?

Al momento sono focalizzata su altro. Più che altro musica spagnola, quest’anno voglio un cambiamento.

Ai tuoi tour partecipano molti bambini e bambine, salgono anche sul palco. Perché piaci ai più piccoli?

Forse perché sono iconica e non diva (ride, ndr). Sono molto alla mano, non mi tiro indietro di fronte a un selfie, e con me ci si può parlare e confrontare.

Mai pensato ad avere un figlio?

Oh, Gesù. Vedremo, per ora ho un cane meraviglioso e dei cavalli stupendi che mi prendono un sacco di tempo. Un giorno, forse.

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di Cecilia Morrico MorriCecili morricocecili

Intervista

IL QUADERNO DELLE ASSENZE

CONCITA DE GREGORIO, NEL SUO ULTIMO LIBRO IN MEZZO A UN MILIONE DI RANE E FARFALLE, RACCONTA

IL DESIDERIO DI QUELLO CHE MANCA. ACCOMPAGNATA DALLE ILLUSTRAZIONI DI BEATRICE ALEMAGNA

UN TRENO DI LIBRI
Sandra Gesualdi sandragesu
Concita De Gregorio

Un libro da leggere tutto d’un fiato, nel tempo di un tè. O da tenere in borsa come un amuleto, per aprirlo in caso di bisogno. E sfogliarne qualche capitolo, brevissimo, scrutando con attenzione i dettagli delle illustrazioni che abitano le pagine.

Concita De Gregorio, giornalista e scrittrice che non ha bisogno di presentazioni, nel suo ultimo lavoro In mezzo a un milione di rane e farfalle, corredato dalle illustrazioni delicate di Beatrice Alemagna, racconta i vuoti, le separazioni, le lontananze nel tempo e nello spazio. Lo fa con poche pennellate di scrittura: i piedi che si toccano a letto, la casa che sa di lavato della nonna, la gonna che ruota. La memoria è fatta di pezzetti di biografie, «è come il vento che porta cose piccole: una foglia, una mano, una testa che si volta per un sorriso», precisa l’autrice. Aggiungendo che «dentro le cose minute vivono quelle più grandi».

Hai scritto un quaderno degli oggetti smarriti. Cosa ci troviamo dentro?

Come nella scatola nascosta che avevamo da bambini, c’è tutto quello che è fondamentale per noi. Quello che è proprio essenziale, anche se sembra una cosa da poco.

Pazienza se gli altri non lo capiscono. Anzi, meglio. Sono segreti.

Ogni capitolo racconta un’assenza…

Si, e dunque un desiderio. Quello che ci muove nella vita è sempre e solo il desiderio di quello che manca. L’assenza è un carburante necessario per sperare, progettare, appassionarsi. Non è nostalgia del passato, è tensione verso il futuro.

Scrivere risarcisce?

Aiuta, sempre. La parola fa magie: per esempio con le paure. Dirle le stempera. Condividerle le scioglie, qualche volta le risolve.

Il libro è realizzato a quattro mani con un’illustratrice pluripremiata. Sono nate prima le parole o i disegni?

Sono nati insieme. Beatrice e io abbiamo unito i nostri quaderni degli appunti, i suoi disegni e i miei scritti. Si parlavano. Sono diventati una terza cosa, più grande. Questo lavoro è stato per noi un talismano, un amuleto.

Spero che lo sia anche per chi lo tiene in mano.

Le assenze più forti?

Quelle delle persone più presenti nella vita. Chi c’è, c’è: va e viene. Chi manca, invece, manca sempre. È un pensiero e una guida costante.

E l’oggetto dei sospiri?

Una casa, quella di mia nonna. Il suo odore, la luce, i cassetti. Ci abito ancora.

Se potessi trascorrere un’ora con una persona che non c’è più, cosa faresti?

La abbraccerei in silenzio. La guarderei negli occhi. Sorriderei.

Hai una routine precisa per scrivere?

Mi metto seduta come quando suonavo il pianoforte, con i gomiti all’altezza dei polsi e la schiena diritta. Poi aspetto che arrivi la musica. Ogni suono, ogni parola è musica. Ritmo, armonia, intonazione.

Hai detto che a volte si riesce a essere quel che si vuole, se si persevera. Ce l’hai fatta?

Sì, mi sono molto ostinata. A volte, per un po’, ci sono riuscita. Ho capito, tardi e a mie spese, che bisogna lasciar andare chi non vuole restare. Ho imparato a stare con chi mi vuole bene, non con chi si vuole bene. Con chi mi illumina e mi rende migliore.

In un’altra vita, scrivi, saremo rane o farfalle.

Sì, ma come faremo a riconoscerci fra un milione di rane e farfalle? Lo chiede la ragazza a chi le promette di ritrovarsi in un’altra vita. Il tempo è ora, viviamo ora: ogni minuto con verità e pienezza.

Sei reduce da un’intensa tournée a teatro. Cosa ti accade su un palco?

Esco e penso fuori da me: entro in contatto con il pubblico vivo, lo percepisco e lui mi sente, è una relazione fortissima. È un’altra magia.

Hai dedicato un capitolo al corpo. In quale abiti in questo momento?

Vivo nel corpo di un adolescente maschio. È difficile e bellissimo viverne le trasformazioni. È un’avventura. Non è mai cosa ti accade quello che conta, è come reagisci a cosa succede.

Cosa stai leggendo ora?

Leggo moltissimo, senza sosta. E ascolto. Non posso impedirmi di farlo, per questo viaggiare in treno per molte ore è magnifico. Odo le vite degli altri che mi sembrano sempre, un po’, anche la mia.

concitadegregorio

BRANI TRATTI DA IN MEZZO A UN MILIONE DI RANE E FARFALLE

Il quaderno degli assenti

Qualche volta le persone non sono lì dove vorresti. Sono assenti. Mancano. Quando le persone che ami non ci sono più è molto doloroso. Fa piangere, avere gli incubi la notte, non dormire, non avere più voglia di alzarsi né di fare nulla. Nemmeno di parlare. Passa la fame oppure ne viene tantissima […]. Vediamo. Chi manca. Se non sono venuti loro, allora vado io. Ecco, questo si può sempre fare: andare a riprendere gli assenti. Tenerli nel quaderno, dargli un posto dove possono stare. Per esempio Marco.

Un assaggio di lettura

La casa della nonna

Ha quell’odore lì che non so spiegare. È di pulito e di mangiare, è di bagnato che si sta asciugando. Bisogna chiudere le persiane perché non sbattano e non entri troppo sole. È un po' buia la casa, ma bella. Nonna ha un vestito a fiori.

[…]

Il corpo

Cambia. All’improvviso. Un giorno, tipo il pomeriggio alle tre. Non è detto che quello nuovo ti piaccia. Anzi, di solito non ti piace. Poi magari ci fai l’abitudine, lo porti in giro com’è. Altre volte per niente. Rivuoi indietro quello di prima, di quando eri piccola ed era solo un filo d’erba. È un grande problema, questo: un desiderio che tormenta. Io non voglio

questo corpo nuovo, non voglio essere quello che piace a voi.

[…]

Un sogno

Non ricordo più la tua voce. Starai meglio, forse, nell’altro posto dove sei andato. Dovevi andare lì, mi hai detto quella sera. Non dovevo essere triste, ci saremmo ritrovati prima o poi. In un’altra vita, dove saremo rane e farfalle. Mentre lo dicevi hai abbassato lo sguardo. Ma ci riconosceremo?, ti ho chiesto. Come faremo a riconoscerci in mezzo a milioni di rane e farfalle? Non hai risposto. Stai meglio ora? L’altra notte ho sognato che eravamo una fontana.

Lo scaffale della Freccia

ONESTO

Francesco Vidotto

Una storia che sa di aria fina e fredda, come quella d’alta montagna. Un anziano signo- re tra i boschi di Cadore possiede dei fogli scritti a mano, che raccontano la vita di un certo Onesto e di suo fratello Santo, l’in- contro con Celeste, la guerra, la morte e l’amore. Sembrano fatti semplici, di perso- ne d’altri tempi, e invece rivelano vicende straordinarie e insegnamenti che solo la montagna sa dare: fidarsi del compagno di cordata e saper lasciare andare per poter scalare le alte vette.

IL MUSEO DEGLI SFORZI INUTILI

Cristina Peri Rossi

SUR, pp. 169 € 17,50

Trenta racconti, a volte brevissimi e fulminanti, in cui il registro passa dall’ironico allo spietato, dal riflessivo al drammatico, dal tenero al grottesco, sorprendendo e affascinando il lettore pagina dopo pagina. La scrittrice uruguaiana esplora, con sguardo lucido e poetico, frustrazioni e nevrosi di donne e uomini contemporanei – costretti a vivere in città claustrofobiche, schiavi di desideri repressi e di una routine alienante – distorcendo la realtà e portando alla luce conseguenze inattese.

LA PAROLA FEMMINISTA

Vanessa Roghi

Mondadori, pp. 276 € 19

Il saggio ripercorre la storia di un termine spesso considerato superato o retorico, attraversando la biografia personale dell’autrice. Tra favole senza principesse, una madre impegnata, manifestazioni di piazza, diari Smemoranda e cultura pop. Un testo che attualizza il tema del femminismo dagli anni ‘90, in cui la percezione della donna cambiò a causa di alcuni programmi tv, fino al pensiero di intellettuali e scrittrici come Carla Lonzi e Michela Murgia, fautrici di riflessioni e discussioni rivoluzionarie.

IL FESTIVAL DEGLI DEI

Marino Bartoletti

Gallucci, pp. 396 € 19

Un libro per tutti gli amanti del Festival della canzone italiana di Sanremo. Una lettura ambientata in Paradiso, dove il Grande Vecchio ha organizzato una kermesse unica, con tutte le leggende musicali che hanno calcato il palco dell’Ariston: da Mia Martini a Toto Cutugno passando per Domenico Modugno, Lucio Dalla, Rino Gaetano, Giuni Russo, Mango. Chi potrebbe vincere una simile manifestazione? Storie di miti che, nelle parole dell’autore, tornano a vivere e (a volte) riscattarsi.

cura di Gaspare Baglio e Sandra Gesualdi

VALÉRIE

TATÀ

Valérie Perrin

Edizioni e/o, pp. 608 € 21

La morte misteriosa di una zia costringe Agnès a ripercorrere, a ritroso nel tempo, la storia della sua famiglia. Grazie a vecchi amici, testimonianze inaspettate e una strana valigia di audiocassette, la donna ricompone i destini intrecciati di personaggi legati a vicende orribili: la deportazione di una famiglia ebrea da parte dei nazisti, i segreti di un assassino senza scrupoli, le manovre di un pedofilo insospettabile. Sulla scia di Cambiare l’acqua ai fiori, l’autrice crea con ironia e sensibilità una trama costellata da colpi di scena.

CHER - IL MEMOIR

Cher

HarperCollins, pp. 608 € 25

La storia di Cher è straordinaria e solo una persona poteva raccontarla: lei stessa. Da più di 70 anni, questa artista lotta per vivere come vuole e nella prima parte della sua autobiografia si racconta in modo intimo e dettagliato. Attraverso una scrittura schietta e piena di umorismo, spiega come una ragazza con poca autostima e senza alcun piano sia diventata una stella che brilla e stupisce da oltre mezzo secolo. L’opera svela la Cher figlia, sorella, moglie, amante, madre e superstar.

in francese), giace sepolta al cimitero già da tre anni…

Invito alla lettura ragazzi STARDUST POLVERE DI STELLE

ARNESEN RACCONTA LA CRISI CLIMATICA ATTRAVERSO UN VIAGGIO NEL TEMPO, DALL’INIZIO DELLA VITA SULLA TERRA A UN IPOTETICO FUTURO NEL 2100

Da un lato il passato, la nascita dell’universo, l’inizio della vita sulla Terra, la relazione simbiotica tra tutte le specie animali. Dall’altro il presente, l’Antropocene, il dominio totale dell’homo sapiens sul pianeta. Il racconto di Stardust si sviluppa lungo due piani temporali, apparentemente distinti, ma in realtà legati da una ciclicità perfetta: «L’acqua che beviamo oggi, ogni goccia in ogni mare, ha miliardi di anni. Ha percorso decine di milioni di chilometri per raggiungerci», scrive Arnesen. «L’aria che ti risale nelle narici è il clima. C’è nella tua via, nella tua cucina, nel tuo corpo», prosegue.

A questa corrispondenza naturale si oppone l’incapacità dell’essere umano di considerarsi parte di un ecosistema e non semplice beneficiario.

Una visione miope che non tiene conto della parentela primordiale – «la natura è diventata altro da noi» – e ha portato allo sfruttamento senza limiti delle risorse, alla schiavizzazione del mondo animale, alla produzione sfrenata di beni di consumo. Tutto sembrerebbe perduto eppure, in questa storia che attraversa millenni e generazioni, rimane spazio per la speranza. È in una lettera intitolata Futuro, destinata a un ipotetico figlio che nascerà. Qui, tra paure e incertezze, si prospettano scenari positivi: i politici si sono responsabilizzati ed è stata progettata una giusta transizione, così la Terra ha trovato il modo per rimarginare la ferita. «Forse i mari e le foreste ricordano. Forse non è troppo tardi». Non rimane che fare la propria parte.

Orecchio acerbo, pp. 352 € 33 (per tutti)
Un’illustrazione tratta da Stardust. Polvere di stelle

Lo scaffale ragazzi a cura di Sandra Gesualdi

Christian Hill , illustrazioni Giulia Lombardo

Editoriale scienza, pp. 120 € 22,90 (da 9 anni)

Come funzionavano le locomotive antiche o i convogli del Far West? E quali tecnologie ci sono dietro ai treni super veloci di oggi? Motrici a vapore, diesel ed elettriche, ma anche funicolari, tram e metropolitane, mezzi sbuffanti oppure velocissimi. Un libro illustrato che spiega in maniera dettagliata, ma con un linguaggio semplice, tutti i meccanismi che fanno viaggiare e funzionare i mezzi su rotaie, da quelli storici a quelli ultramoderni.

IL VIAGGIO DI OREGON

Rascal, Louis Joos

Clichy, pp. 40 € 21 (da 4 anni)

«Io e Oregon ci siamo conosciuti allo Star Circus. Lui si esibiva poco prima del mio numero e a fine serata, quando tutti se ne andavano, lo riaccompagnavo nella sua gabbia». Il racconto di un legame, fatto di dialoghi sinceri e pieni di emozioni, tra un clown e un orso, accomunati dallo stesso destino: vivere e lavorare in un circo. Una storia poetica, accompagnata da illustrazioni bellissime, che parla di amicizia e del percorso da intraprendere per conquistare la libertà. In libreria dal 21 gennaio.

NON CANCELLARMI

Angelo Ruta

Carthusia, pp. 36 € 17,90 (da 6 anni)

Due piccoli fratelli, protagonisti di questa storia fatta per immagini, si muovono tra scenari desolati in cui la guerra ha cancellato case, scuole, pezzi di città. Tutto è distrutto ma l’incontro con altri bambini e bambine darà loro il coraggio e l’immaginazione per ricostruire un mondo senza conflitti e devastazioni. Un silent book delicato per aiutare i più piccoli a riflettere sui diritti umani e diffondere la cultura della pace.

IL LIBRO SEGRETO DEGLI ELFI D’ISLANDA

Hjörleifur Hjartarson

illustrazioni Rán Flygenring

Iperborea, pp. 192 € 24 (da 12 anni)

Racconti, illustrazioni e fumetti sul popolo delle fiabe della tradizione islandese. Fin dal Medioevo, gli elfi sono considerati esseri sacri e leggendari da temere, venerare o ingraziarsi. Senza mai offenderli o provocarli, perché possono essere buoni e generosi ma anche pericolosi e vendicativi. Pescando dall’enorme patrimonio folklorico del Paese, gli autori raccontano un fenomeno che non si può ignorare per capire l’Islanda, i suoi misteri e l’originalità della sua cultura. G.B.

LA CERCATRICE D’ACQUA

Isabella Salmoirago

Paoline, pp. 224 € 14 (da 11 anni)

Al centro di questo romanzo c’è Chiara, quindicenne afflitta da mille pensieri, che all’improvviso è costretta a trasferirsi da Milano a Rasiglia, piccolo borgo umbro famoso per i suoi ruscelli. Qua apprende informazioni inquietanti sul passato della sua bisnonna, scopre il mondo di Acqua e si rende conto di essere l’erede diretta dell’ultima Cercatrice. Un romanzo dal ritmo serrato, tra fantasy e realtà, sulla ricerca di sé, la paura di crescere e i legami profondi tra persone e luoghi.

TRILOGIA DELLA SPADA DI GHIACCIO

Massimo De Vit a

Panini, pp. 252 € 28 (da 12 anni)

In un unico volume e nella colorazione originale, il fantasy targato Disney raccoglie tre avventure: Topolino e la spada di ghiaccio, Topolino e il torneo dell’Argaar, Topolino e il ritorno del Principe delle nebbie, tutte firmate da Massimo De Vita tra il 1982 e il 1984. Mickey Mouse e Pippo sono gli eroi di un magico mondo parallelo, impegnati tra mirabolanti avventure, incantesimi e leggende.

A far loro compagnia anche una schiera di fantastici comprimari. G.B.

IL GRANDE LIBRO DEI TRENI

LEGGEREZZA E SPRINT ALLEGRIA

QUESTE LE PAROLE CHIAVE DEL QUARTO SANREMO DI CARLO CONTI. CHE HA ASCOLTATO IN TRENO

LA MAGGIOR PARTE DEI BRANI SELEZIONATI, ANTICIPA UN NUOVO MODO DI COMUNICARE LA CLASSIFICA E CONFERMA: SELVAGGIA LUCARELLI CI SARÀ

di Gaspare Baglio gasparebaglio

H«o ascoltato tantissime canzoni presentate per Sanremo proprio in treno. Il tempo trascorso sulla Roma-Firenze è stato fondamentale per scegliere i brani». Carlo Conti, conduttore e direttore artistico della 75° edizione del Festival della canzone italiana è un fan del Frecciarossa («il mio mezzo preferito, di una comodità assoluta»). L’ha usato tantissimo in autunno tra la Città del Giglio e la Capitale, dove va in onda Tale e quale show, format cult senza segni di stanchezza nonostante le 14 edizioni. Ma ora le forze del Carlo nazionale sono tutte concentrate sulla kermesse più amata (e chiacchierata) dagli italiani. Trenta big e quattro nuove proposte si contenderanno la vittoria a Sanremo dall’11 al 15 febbraio, in diretta su Rai1.

Per te è un ritorno sul palco dell’Ariston. Sono passati dieci anni dal tuo primo festival. Come ti senti?

Più grassottello, con meno capelli e, forse, mi è peggiorato un po’ anche il colesterolo (ride, ndr ). A parte gli scherzi, mi sento più leggero e tranquillo perché non ho nulla da dimostrare. Non dimentico, però, il senso di responsabilità verso quello che Sanremo rappresenta per gli italiani e per l'industria discografica.

Ti chiedo subito qualche anticipazione e novità non ancora uscita sulla stampa.

Posso dire che la comunicazione dei primi cinque artisti di ogni serata, compresi i finalisti, non seguirà un ordine legato alla reale classifica, ma sarà randomico. Non si saprà, quindi, chi ha ottenuto più voti. In questo modo sarà più sorprendente la proclamazione del vincitore.

Durante la conferenza stampa di Sanremo Giovani, Alessandro Cattelan ha detto che ha richiesto Selvaggia Lucarelli al Dopofestival. Ci sarà o non ci sarà?

Confermo che Selvaggia Lucarelli ci sarà, ma non come co-conduttrice del Dopofestival, bensì nel ruolo di ospite fissa per commentare a caldo le serate.

Quando si parla di Sanremo uno degli argomenti che tiene banco è l’influenza delle major sulle scelte del direttore artistico. Cosa mi dici al riguardo?

Non è vero che influiscono, è solo una questione di catalogo: qualche anno fa ciascuna aveva 50 artisti, ora siamo sui 150 circa. Le major presentano il maggior numero di proposte di livello, ovviamente. E chi ha i cantanti più forti è avvantaggiato, è una questione di mercato. Credo comunque che ci sia stato un buon equilibrio tra le etichette più famose e quelle indipendenti. Nei pezzi in gara è rappresentato un po’ di tutto.

Come hai scelto i brani?

Ho ascoltato le canzoni, indipendentemente da chi le ha presentate, cercando di fare una playlist il più variegata possibile, con sapori e gusti musicali diversi.

Ci eri già riuscito nelle edizioni condotte dal 2015 al 2017, dove tra le nuove proposte figuravano Irama, Mahmood, Francesco Gabbani, Enrico Nigiotti, Ermal Meta e Serena Brancale.

Per questo ho reintrodotto la categoria Giovani. In quegli anni, ho avuto la fortuna di avere tante nuove leve così interessanti da diventare dei big.

E hai dato il via a quel rinnovamento proseguito poi con Claudio Baglioni e Amadeus.

Molti dicono che questo nuovo corso sia iniziato con le mie edizioni. non a caso l'ultima che ho condotto, nel 2017, fu vinta da Gabbani con Occidentali’s karma

Quest’anno le canzoni hanno un minimo comun denominatore?

No, c’è un po’ di tutto. Sanremo è come sempre un’occasione per parlare di mille argomenti diversi attraverso la

musica e, magari, anche con gli ospiti. Una panoramica sulle tematiche?

L’amore, i rapporti personali e familiari, il mondo attorno a noi. Ma, in alcuni casi, anche solo la leggerezza di cantare in allegria.

Hai dichiarato che, per fare la selezione di pezzi e artisti, non hai dormito la notte.

Mi è successo anche per gli altri tre festival che ho presentato. La musica italiana è in un momento di grande evoluzione. Se si prendono le hit parade di dieci anni fa troviamo sette, otto brani stranieri e solo due o tre italiani. Ora è esattamente il contrario: ci sono molti produttori, cantanti, autori, artisti che scrivono per altri colleghi. Insomma, stiamo vivendo davvero un bellissimo fermento, una grande rinascita musicale. Sottolineo in particolare il ruolo del produttore, una figura che era andata un po’ persa.

Che cosa ha comportato tutto questo fermento creativo?

Una grande difficoltà nella scelta: almeno otto canzoni, tra quelle rimaste fuori, avrebbero meritato di entrare in gara.

Carlo Conti e Alessandro Cattelan durante la conferenza stampa di Sanremo Giovani

Come saranno strutturate le serate?

La prima e l’ultima sera ascolteremo 30 canzoni. La seconda e terza serata avremo rispettivamente 15 brani dei big e due delle nuove proposte, per un totale di 17. La serata delle cover e dei duetti è pensata per essere un momento di festa e divertimento: la grande novità è che i cantanti in gara potranno esibirsi tra loro, ci sarà una competizione a parte e non verrà influenzato il verdetto finale della manifestazione.

Durante la prima e l’ultima puntata, con 30 artisti in gara, il ritmo sarà serrato, immagino.

Ci sarà ovviamente margine per gli ospiti e per fare altro. Avendo reintrodotto il Dopofestival, al massimo andre -

mo avanti fino all’una: la pubblicità è stata venduta fino a quell’ora. Ma cercherò di finire a un orario decente per passare la linea ad Alessandro Cattelan. Quale cantante avresti voluto nella competizione ma non si è presentato?

Ce ne sono tanti. Dopo l’annuncio escono sempre le liste degli esclusi per creare un polverone. Ma colgo l’occasione per sottolineare che Tommaso Paradiso, Sfera Ebbasta e Tiziano Ferro non hanno presentato nulla per Sanremo perché avevano altri progetti.

Però Ferro è tra gli autori del pezzo di Massimo Ranieri. Sì. L’ho scoperto dopo: quando ascolto una canzone non vado a vedere chi l’ha scritta, non voglio essere influenza -

Da sinistra: Carlo Conti, Francesco Gabbani e Maria De Filippi al Festival di Sanremo 2017
Da sinista: Irama, Carlo Conti ed Ermal Meta durante il Festival di Sanremo 2016 © Ansa/Claudio
© Ansa/Ettore

to. Alla fine, ho visto che Blanco firma tre brani, uno pure con Mahmood. Tra gli autori figurano anche Tropico e Calcutta.

Quindi, come te la immagini la tua quarta volta all’Ariston?

Voglio viverla con leggerezza, allegria e sprint. Sarà una festa della musica, come è successo nelle ultime dieci edizioni, dove la gara delle canzoni è stata protagonista.

Hai già svelato che Cattelan presenterà con te la serata finale. Che mi dici degli altri ospiti e co-conduttori?

Siamo ancora in alto mare. Li decidiamo proprio in questo mese in base alle disponibilità. Come è successo negli ultimi anni la conduzione, accanto a me, cambierà ogni sera. Cosa ti auguri per questo 2025?

La salute, che è la cosa più importante. Il resto fa volume. Non chiedo più niente e mi diverto a fare cose nuove professionalmente. In primavera, invece di riproporre prodotti consolidati come I migliori anni e Top Dieci, col mio gruppo di lavoro abbiamo tirato fuori Come prima, più di prima, una sfida tra soubrette che sono state grandi protagoniste del varietà, ma ora lavorano principalmente come opinioniste. Non un talent show, ma uno show talent con una giuria che le voterà. Sarà una gara pepata.

Sei anche autore di due show di successo come Dalla strada al palco e Ora o mai più.

Due progetti che ho creato con i miei autori. Il primo è sta-

to promosso su Rai1 e sarà sempre condotto da Nek, questa volta insieme a Bianca Guaccero che sarà anche al timone del PrimaFestival con Gabriele Corsi e Mariasole Pollio. Ora o mai più, dopo due edizioni con Amadeus, vedrà al timone Marco Liorni. Ma questi programmi li ho ideati e basta. A suo tempo ho lasciato L’Eredità per rallentare, non mi sarei messo anche a condurli.

È bella questa condivisione di idee con i tuoi colleghi. Grazie a Dio di prodotti ne ho abbastanza e poi mi diverto a sperimentare nuovi format. Se non lo faccio io che non ho nulla da perdere e dimostrare, chi lo deve fare? Conduttori e conduttrici nuovi devono arrivare con un progetto solido per poter crescere. Dal mio punto di vista, è tutta una questione di pilota, automobile e circuito. Il primo è rappresentato dal conduttore, la seconda dal prodotto e il terzo dal canale. Se queste tre cose funzionano si va forte.

Il tuo festival sarà...?

Una bella occasione per unire il Paese: per una settimana parleremo tutti dello stesso argomento.

Se potessi incontrare il te stesso che nel 2015 iniziava l’avventura all’Ariston cosa gli diresti?

Che con Francesca e Matteo (moglie e figlio, ndr) ha creato una gran bella famiglia.

carloconti.tv

Carlo Conti nello studio di Tale e quale show

AGRIGENTO

NELL’OLIMPO

LA CITTÀ SICILIANA È STATA NOMINATA CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2025. ACQUA, ARIA, TERRA E FUOCO SONO I TEMI INTORNO A CUI RUOTANO GLI EVENTI PREVISTI DURANTE L'ANNO

di Irene Marrapodi - ir.marrapodi@fsitaliane.it

Valle dei templi, Agrigento

Empedocle, filosofo del quinto secolo a.C. nato ad Akragas, l’odierna Agrigento, individuò come principio di tutte le cose quattro elementi naturali, impersonificati da altrettante divinità dell’antica religione greca. Persefone, regina dell’oltretomba, rappresentava l’acqua, mentre l’aria coincideva con la sovrana dell’Olimpo Era. La terra era l’elemento del signore degli Inferi Ade, mentre Zeus, dio della luce celeste, dominava il fuoco. Amore e odio, due forze opposte ma complementari, attivavano un movimento ciclico consentendo alle quattro archè di dare forma al cosmo.

Dopo circa 2.500 anni, i quattro elementi tornano a essere centrali nella storia culturale di Agrigento. Sono infatti i temi intorno a cui si sviluppano le iniziative organizzate per celebrare la nomina della città siciliana a Capitale italiana della cultura 2025.

Fondata come colonia greca, tra le pietre nasconde ancora le tracce delle popolazioni che hanno percorso le sue strade, dai cartaginesi agli antichi romani, dagli arabi ai normanni. Risale al periodo ellenico la Valle dei templi, dal 1997 Patrimonio dell’umanità, che ospita ancora gli imponenti edifici sacri alle divinità greche. Tra questi, il tempio di Era Lacinia e quello dedicato a Zeus, il tempio della Concordia e il santuario intitolato a Ercole, il più antico di tutti. Plurisecolari sono anche gli ulivi dei giardini di Bonamorone e della Kolymbethra, all’interno della valle, circondati da agrumeti che affacciano direttamente sui templi. Poco distante dal tempio di Ercole si trova la Villa aurea, che da gennaio a giugno diventa spazio espositivo per la mostra I tesori d’Italia. Tra le opere Il trovatore di Giorgio De Chirico, Attese di Lucio Fontana e la Natura morta di Giorgio Morandi.

Cattedrale di San Gerlando

Anche il centro storico di Agrigento è ricco di punti di interesse che rendono la città degna del suo titolo, come la cattedrale di San Gerlando del XII secolo, la vicina chiesa di Santa Maria dei Greci e il monastero medievale di Santo Spirito. Gli appassionati di letteratura, poi, possono visitare la città e i dintorni sulle tracce di Luigi Pirandello, partendo dalla sua casa natale, oggi trasformata in museo, per arrivare alla biblioteca che porta il suo nome e conserva lettere, manoscritti e cimeli dello scrittore premio Nobel. Proprio all’autore è intitolato il teatro in cui è previsto, il 18 gennaio, lo svolgimento della cerimonia che inaugura l’anno di Agrigento come Capitale italiana della cultura 2025. Tra gli invitati anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nel corso dei mesi, in città sono previsti 44 progetti, di cui 17 internazionali, che indagano la relazione tra gli esseri umani e l’ambiente in una prospettiva di convivenza pacifica.

Durante la primavera, per esempio, l’orchestra da camera austriaca Klangforum Wien si esibirà in vari spazi culturali e sociali della città, come il Teatro Pirandello, il Teatro dell’Efebo e il giardino botanico, oltre a chiese, musei, piazze e scalinate. Tra gli spettacoli, tutti di musica contemporanea e legati al tema dell’acqua, sarà realizzato anche il Symposion, un concerto della durata di sette ore ispirato a Platone, durante il quale sarà anche possibile degustare del vino. L’artista libanese Nathalie Harb porterà invece nella Valle dei templi, a partire da giugno e per sei mesi, il progetto The silent room, legato al tema della terra. Con la collaborazione di artisti locali, la designer sta progettando un luogo di assenza sensoriale, pensato per annullare il sovraccarico di informazioni visive e sonore tipico degli ambienti urbani. Una riflessione architettonica e artistica sul bisogno di silenzio nella frenesia contemporanea, ma anche uno spazio di incontro che al termine dell’anno sarà donato alla comunità. È invece legata al fuoco la pratica della Sisters Academy, progetto performativo danese che attraverso l’arte cerca di ricreare una “società sensuale” basata su principi poetici, offrendo un’alternativa sostenibile e sensibile all’attuale ordine sociale, economico ed ecologico. Il pubblico partecipa come se fosse uno studente dell’accademia sensoriale, vivendo per almeno una giornata all’interno della manifestazione e sperimentando insieme agli artisti un’alternativa alle regole moderne della vita in comunità. E poi ancora concerti, incontri, spettacoli teatrali e presentazioni accenderanno l’intero anno di Agrigento coinvolgendo anche Lampedusa e i comuni circostanti, e alimentando un territorio già ricco di fascino e cultura. agrigento2025.org

Una performance della Sisters Academy
© Diana Lindhardt

VIAGGIO IN

CON LE STELLE

PER IL TORO, CHE AMA LA BUONA CUCINA, SONO PERFETTE BOLOGNA O MODENA. MENTRE LA BILANCIA SODDISFA LA SUA VOGLIA DI BELLEZZA IN SARDEGNA. SEGNO PER SEGNO, LA META IDEALE INDIVIDUATA DALL’ASTROLOGA IRENE LUMPA ROSSI di Cecilia Morrico MorriCecili morricocecili

Il segno più viaggiatore di tutti è il Sagittario. Però è curioso sapere che anche il suo opposto, ovvero il Gemelli, è molto legato agli spostamenti e ai mezzi di trasporto. Diciamo che il primo si muove sulle lunghe distanze, il secondo predilige i percorsi brevi».

Parola di Irene Lumpa Rossi, nota sui social con il nickname Lumpa, astrologa genovese con un passato da consulente aziendale. «Le stelle sono sempre state la mia passione ma mi è servito tempo per studiarle. L’astrologia è una materia complessa, con una forte componente matematica, richiede grande capacità di archiviazione dati e osservazione»,

racconta l’esperta, che in questo numero della Freccia accompagna lettori e lettrici alla scoperta della meta perfetta in Italia a seconda delle loro caratteristiche zodiacali. Tutto va preso con le dovute cautele, specifica, perché «l’astrologia non è una religione e non ha mai risposte univoche».

Ma osservando il tema natale, che definisce il carattere e il temperamento delle persone, si può individuare la destinazione ideale per ogni segno.

«A partire dall’Ariete, il primo segno dello zodiaco, che ricerca sempre il Sole e va verso est, dove sorge. Per questo, tra le città italiane può scegliere Venezia. Il luogo che rap -

presenta meglio il Toro, invece, è l’Emilia-Romagna. Questo segno è legato a luoghi in cui si mangia bene, come Bologna e Modena, località ricche e golose con una forte tradizione legata alla pasta fatta in casa e ai salumi, ai quali non può resistere».

I Gemelli, secondo Lumpa, vogliono sempre tornare nei luoghi a cui sono legati sentimentalmente: non per forza la città di nascita ma magari quella dove hanno vissuto un amore importante. Per individuarla, quindi, ognuno di loro deve rivedere la propria storia personale. «Il Cancro, che ama i posti del sud, potrebbe scegliere Napoli ma anche

IreneLumpaRossi

una località di mare come Genova. E da ultimo ha sempre voglia di tornare anche nella sua città d’infanzia. Mentre al Leone piace il potere, quindi per questo segno è d’obbligo la Capitale. Anche il presidente Sergio Mattarella, che è del Leone, è nato a Palermo ma poi è finito a Roma».

A chi è della Vergine, tendenzialmente abitudinario e attento alle spese, l’astrologa propone la Puglia, un luogo dove si possono trascorrere le vacanze in modo conveniente. Mentre la Bilancia preferisce luoghi inequivocabilmente belli e, a volte, un po’ snob come la Sardegna. «Ma visto che vuole arrivare prima degli altri, e molto spesso

lancia nuove tendenze, potrebbe scegliere l’Ogliastra perché in Costa Smeralda ci vanno tutti». Lo Scorpione, per Lumpa, è simile al Toro: «Ama i posti ricchi e in vacanza spende volentieri per divertirsi, quindi lo vedo bene sulla riviera romagnola».

Poi c’è il Sagittario, che ama andare dappertutto: «Lo manderei in Sicilia, l’isola più a Sud. Mentre il Capricorno, che è un segno molto oculato e ama stare con persone simili,

potrebbe venire a casa mia a Genova. All’Acquario, per cui non è semplice trovare una meta, posso suggerire Torino, città nata sotto lo stesso segno. Sono personalità a cui piace viaggiare in treno, dove si possono sedere e leggere».

Ai Pesci, infine, consiglio la Costiera Amalfitana o le isole perché vanno dove si mangiano i piatti di mare».

Di fronte a questo 2025 appena iniziato, l’astrologa non può che sospirare: «È un anno di cambiamenti. A livello mon-

L'Ogliastra in Sardegna
La riviera romagnola

diale, stiamo vivendo tante situazioni conflittuali e temo che sarà così anche l’anno prossimo, solo dal 2027 e 28 ci sarà una ripresa. Anche l’Italia subisce questo andamento ma visto che è dei Gemelli – la nostra Repubblica è nata il due giugno –è capace di riprendersi sempre molto bene.

Sa reinventarsi, ha il dono della creatività e un’energia con cui è riuscita a creare capolavori che l’hanno resa famosa in tutto il mondo». lumpa23 irenelumparossi

Torino
Venezia
© Fabio Lamanna/AdobeStock

TUTTE PORTANO A LE STRADE ROMA

TRACCIATI ANTICHI CHE ATTRAVERSANO PARCHI NATURALI E SI AFFACCIANO SU MONUMENTI

STORICI. SONO TRE I CAMMINI GIUBILARI PER RAGGIUNGERE (E SCOPRIRE) LA CAPITALE IN OCCASIONE DELL’ANNO SANTO di Valentina Lo Surdo valentina.losurdo.3 ValuLoSurdo ilmondodiabha ilmondodiabha.it

L’anno giubilare è stato inaugurato da poche settimane e a Roma tutto è pronto per accogliere l’ingente flusso di pellegrini previsto per il 2025. I mezzi di trasporto sono stati potenziati ma raggiungere la città sarà più facile anche per chi preferisce spostarsi a piedi, sposando un’idea di viaggio lento e sostenibile. L'Italia conta 112 cammini religiosi e Roma, in particolare, può ribadire il suo ruolo di Capitale anche in questo settore.

«Investire risorse per sistemare i tratti finali degli itinerari religiosi che conducono a Roma rappresenta un segnale significativo del nostro modo di intendere il Giubileo. Operando sulla Via Francigena del Nord e del Sud e sulla Via

di Francesco, abbiamo toccato i tre percorsi fondamentali utilizzati da chi, durante l’anno, vorrà raggiungere la Basilica di San Pietro a piedi», afferma Sabrina Alfonsi, assessora all’Agricoltura e all’Ambiente. Una magnifica opportunità per entrare o uscire dalla città con la leggerezza del proprio passo, vivendo l’esperienza del pellegrinaggio in modo ancora più autentico.

Nel dettaglio, sono tre gli itinerari di ingresso nella Capitale. Da nord, sulla via Francigena, ci si immette dalla località La Storta sul percorso più frequentato, che necessitava di maggiori opere di messa in sicurezza. Qui si è provveduto infatti ad aumentare la segnaletica, sono stati resi più agevoli gli sterrati ed è stato risistemato integralmente il tratto lungo il Parco di Monte Mario, restituendo ai camminatori e alle camminatrici la bellezza degli affacci sul Cupolone. Venendo da sud, invece, i lavori di ottimizzazione riguardano il percorso archeologico della via Appia, lungo il quale il pellegrino incrocia il casale di Santa Maria Nova, spesso sede di mostre, e le catacombe di San Callisto. Tra l’altro, in ottica giubilare, il Parco regionale dell’Appia antica ha acquisito lo storico edificio conosciuto come Casale dell’ex mulino per adibirlo a ostello, dando vita anche a un’operazione di bonifica nella preziosa area della Caffarella. Il tratto capitolino della Via di Francesco parte invece da

Un tratto dell’Appia Antica sulla Francigena del Sud
© Fabrizio Ardito
© Fabrizio
Ardito
Il Ponte della musica sulla Via di Francesco

piazza Sempione e conduce a San Pietro attraverso un percorso urbano ricco di luoghi peculiari: primo tra tutti il ponte ferroviario sull'Aniene, vicino al quale trovò la morte l'eroico bambino partigiano Ughetto Forno, poi la moschea di Roma, l’Auditorium Parco della musica, quindi ponte Milvio da cui, percorrendo le banchine lungo il Tevere, si raggiunge agevolmente Castel Sant’Angelo. E, infine, via della Conciliazione, con la possibilità, da marzo prossimo, di sostare in uno dei nuovi parchi di affaccio che saranno realizzati sul fiume.

A corollario dei lavori sulle tre grandi arterie pedonali, è stato attivato anche un palinsesto di convegni ed eventi pensati per i pellegrini, che spaziano dalle camminate per persone con disabilità all’assemblea generale dell'Associazione europea delle Vie Francigene, prevista per l’autunno del 2025. Il primo appuntamento in programma

è fissato per il 26 gennaio, quando a piazza San Pietro si incontrano simbolicamente tre gruppi di camminatori che hanno percorso ciascuno l’ultima tappa dei tre itinerari. Sulla Francigena Nord il Comune di Roma ha predisposto una variante all’altezza del complesso di Santa Maria della Pietà, che consente di arrivare in bicicletta a Monte Ciocci, a circa 2 chilometri dalle Mura vaticane. Meritano una menzione anche i cosiddetti Cammini giubilari dentro Roma, percorsi a piedi da compiere in giornata che collegano luoghi di culto della Capitale. La vera sfida, però, va oltre il Giubileo: «Siamo pronti a rendere Roma una città sempre più attrezzata per accogliere forme di turismo sostenibili, rappresentative di una crescita non soltanto numerica ma soprattutto qualitativa», conclude l’assessora Alfonsi. iubilaeum2025.va camminiversoroma.it

Ponte Milvio
Vista dalla Riserva naturale di Monte Mario, in arrivo a Roma
©
Samuele Gallini/AdobeStock

GIUBILEO 2025

di Padre Enzo Fortunato

padre.enzo.fortunato padrenzo padreenzofortunato

[Direttore della comunicazione della basilica di San Pietro]

Papa Francesco apre la Porta santa nella basilica di San Pietro, in Vaticano, per celebrare l’inizio del Giubileo della misericordia, l’8 dicembre 2015

UN PASSOSTORIANELLA

IL GIUBILEO 2025 È

UFFICIALMENTE INIZIATO

CON L’APERTURA DELLA

PORTA SANTA IN VATICANO, UN’OPERA MONUMENTALE

CHE RAPPRESENTA

SIMBOLICAMENTE UNA SOGLIA

VERSO IL DIVINO

Un luogo denso di significati che lega storia, arte e fede. La Porta santa di San Pietro non è solo un ingresso materiale, ma una soglia verso il divino, un passaggio che invita alla conversione e al perdono. Il suo valore simbolico è da ricercare nella Bibbia, più precisamente nel Vangelo di Giovanni, in cui Gesù dice: «Se uno entra attraverso di me, sarà salvato». Lo scorso 24 dicembre papa Francesco ha inaugurato l’Anno santo della speranza aprendo ufficialmente la porta in bronzo che, oltre a rappresentare un’opportunità per entrare nel Regno dei cieli, è anche un monumento di incredibile fattura. Opera dello scultore toscano Vico Consorti, un maestro del bassorilievo che si è formato tra Siena e Roma, fu realizzata in meno di un anno e inaugurata il 24 dicembre 1949 da papa Pio XII, in occasione del Giubileo del 1950. Consorti, già noto per il suo stile classico ispirato ai maestri del Rinascimento, riuscì a condensare nei 16 pannelli sui due battenti un racconto per immagini del percorso dell’umanità verso la salvezza. Sulla superficie si rincorrono diverse scene, non semplici illustrazioni bibliche ma un’intensa catechesi visiva che invita i pellegrini a riflettere sul cammino umano verso la redenzione, dalla Cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso all’Annunciazione, fino alla Pentecoste e alla stessa apertura della Porta santa. Dodici pannelli più piccoli, invece, ospitano gli stemmi dei pontefici che hanno celebrato il Giubileo, da Bonifacio VIII a papa Francesco. Una curiosità riguarda poi l’ultima formella in basso, raffigurante Pio XII, monsignor Ludwig Kaas e il cardinale Nicola Canali. Il riquadro smontabile, secondo il progetto originale, doveva essere aggiornato a ogni Giubileo per rappresentare il contesto storico contemporaneo. Tuttavia, dopo quello del 1950, non è mai stato sostituito.

Anche se la Porta santa in Vaticano è la più nota, la prima realizzata nella storia è quella che occupa la faccia -

ta laterale della basilica di Santa Maria di Collemaggio a L’Aquila, legata alla Perdonanza istituita da Celestino V nel 1294, che concesse l’indulgenza plenaria a tutti i fedeli.

A San Pietro, invece, il rito si affermò solo nel 1500, con papa Alessandro VI. Da allora, l’apertura del varco è il momento più atteso di ogni Giubileo. In passato, la tradizione prevedeva la rottura simbolica di un muro di mattoni che sigillava la porta, un gesto carico di drammaticità e potenza visiva. Tuttavia, per motivi di sicurezza, oggi la barriera viene rimossa in anticipo, lasciando intatta la porta che viene aperta dal papa spingendone i battenti. Un gesto semplice ma intenso che segna l’inizio ufficiale dell’Anno santo.

Che si tratti di un credente alla ricerca di indulgenza o di un appassionato d’arte, la Porta santa di San Pietro rimane una tappa imprescindibile per chi arriva a Roma durante il Giubileo. Varcarla significa far parte di una storia che attraversa i secoli, unendo cultura e spiritualità in un abbraccio universale. iubilaeum2025.va

La prima Porta santa della storia, sulla facciata laterale della basilica di Santa Maria di Collemaggio a L’Aquila
La Porta santa di San Pietro

UN FUOCO CHE UNISCE

SI APRONO A FEBBRAIO LE CANDIDATURE PER DIVENTARE TEDOFORO E PORTARE IN GIRO PER L’ITALIA LA FIAMMA OLIMPICA E PARALIMPICA DEI GIOCHI INVERNALI DI MILANO CORTINA 2026

di Alex A. D’Orso - al.dorso@fsitaliane.it

Inclusione, amicizia, speranza e spirito di squadra. La Fiamma olimpica incarna i valori dei Giochi ed è uno dei simboli più importanti della manifestazione. Prima di ogni edizione viene accesa a Olimpia, in Grecia, ponendo la torcia all’interno di uno specchio parabolico concavo che concentra i raggi del sole. Quella paralimpica, invece, viene attizzata a Stoke Mandeville, in Inghilterra, dove nel 1948 Sir Ludwig Guttmann organizzò una competizione sportiva per veterani con gravi lesioni considerata l’antenata delle Paralimpiadi moderne.

In occasione dei Giochi invernali di Milano Cortina 2026, di cui il Gruppo FS è Premium Partner, le due fiamme torneranno a brillare attraverso un viaggio che farà tappa in 60 città d’Italia. «Un’opportunità per unire le comunità, celebrare l’unicità del territorio e trasmettere alle nuove generazioni il valore dello sport», spiega Maria Laura Iascone, Ceremonies Director di Fondazione Milano Cortina 2026.

Com’è articolato il percorso?

Il viaggio della Fiamma olimpica attraverserà l’Italia intera dal 6 dicembre 2025 al 6 febbraio 2026, toccando tutte le regioni, comprese le isole, e le province italiane, passando per centinaia di comuni. Le date chiave da ricordare sono l’arrivo a Roma il 4 dicembre 2025, con la successiva partenza il 6, il Natale a Napoli e il Capodanno a Bari. Altro momento importante è quello del passaggio della Fiamma a Cortina d’Ampezzo, il 26 gennaio 2026, in occasione del 70esimo anniversario delle Olimpiadi che si sono tenute nel 1956.

E la Fiamma paralimpica, invece?

Partirà il 24 febbraio 2026 da Stoke Mandeville e arriverà a Verona il 6 marzo per la Cerimonia d’apertura dei Giochi paralimpici. Visiterà Milano, Torino, Bolzano, Trento e Trieste, durante i Flame Festival, eventi pensati per festeggiare il passaggio della fiamma. Il 3 marzo sarà a Cortina per la Unifying Ceremony, che sancisce l’inizio

MariaLaura Iascone
© Kristy Sparow/GettyImages
L’attrice Claudia Tagbo e il comico Pascal Touitou con la Torcia olimpica di Parigi 2024

del viaggio ufficiale. Da lì, partirà in staffetta fino a Venezia e a Padova per poi raggiungere la città dell’Arena.

Come avviene lo spostamento delle torce?

Sono trasportate a mano dai tedofori, che hanno il ruolo di ispirare le comunità con le proprie storie, trasmettendo al pubblico l’orgoglio di far parte di un evento globale. Sono ambasciatori e ambasciatrici dei valori rappresentati dai Giochi olimpici e paralimpici.

Come vengono scelti?

A partire da febbraio, chiunque potrà candidarsi per portare la Fiamma olimpica e paralimpica in giro per l’Italia. Sul sito di Milano Cortina 2026 verranno pubblicati i criteri e basterà compilare un form per partecipare. Sceglieremo le persone in base alla loro motivazione, alla storia personale e al desiderio di essere un esempio per gli altri e di diffondere l’entusiasmo delle Olimpiadi. Vogliamo essere inclusivi e, attraverso la selezione, tente -

remo di rappresentare al meglio la società in cui viviamo. Ci saranno anche tedofori vip?

Sì. Tra i portatori avremo atleti, artisti e personaggi pubblici che incarnano i valori olimpici e paralimpici e rappresentano lo spirito italiano. I dettagli e i nomi saranno annunciati più avanti, ma la scelta sarà coerente con i nostri principi.

Le torce vengono portate sempre a mano o sono previste altre forme di spostamento?

Sono trasportate principalmente a mano, durante la staffetta tra i tedofori, ma stiamo lavorando per aumentare la spettacolarità del giro. Ci piacerebbe farle salire sui treni, per esempio.

E rimangono accese per tutto il viaggio?

Sì, la fiamma deve rimanere sempre ardente. Viene custodita costantemente all’interno di una lanterna.

Se dovesse spegnersi per errore?

L’atleta Pino Dordoni accende la Fiamma olimpica all’aeroporto di Ciampino in occasione dei Giochi invernali di Cortina del 1956

Esiste una procedura ufficiale per rianimarla, utilizzando la lanterna che custodisce la fiamma originale accesa a Olimpia.

Cosa succederà nelle città in cui è previsto il passaggio delle torce?

In ciascuna tappa, 60 per la precisione, organizzeremo una celebrazione assieme ai Presenting Partner del viaggio della Fiamma olimpica e paralimpica. Si tratta di eventi che mirano a coinvolgere le comunità e a lasciare un segno indelebile del passaggio del simbolo.

In ogni città, al termine del percorso giornaliero, l’ultimo tedoforo accenderà il braciere. Naturalmente, anche in tutti gli altri comuni attraversati sarà possibile organizzare un momento di festa per il passaggio.

Quando verrà svelato il design della torcia?

Ad aprile 2025. La fiaccola sarà un simbolo dello spirito italiano, realizzata con un occhio di riguardo per la sostenibilità e l’innovazione.

milanocortina2026.olympics.com/it

A San Pietro un tedoforo porta la Fiamma olimpica dei Giochi invernali di Torino del 2006
Gli atleti Bebe Vio e Michaël Jérémiasz con la Fiamma paralimpica durante la cerimonia d’apertura delle Paralimpiadi di Parigi 2024

IL MIO GIOCO LIBERO

Monica De Gennaro impegnata in un bagher, suo colpo principale

L’8 E 9 FEBBRAIO È PREVISTA

LA FINAL FOUR DELLA COPPA

ITALIA FRECCIAROSSA DI VOLLEY.

TRA LE PROTAGONISTE MONICA

DE GENNARO, CHE CONOSCE

BENE LA COMPETIZIONE CON SEI TRIONFI ALL’ATTIVO

A chi ti sei ispirata nella tua crescita come giocatrice?

Quando ho iniziato a giocare nel ruolo di libero i nomi a cui guardavo erano l’azzurra Paola Cardullo e la statunitense

Stacy Sykora. Mi piacevano entrambe, una per la tecnica e l’altra per l'atteggiamento in campo.

In estate, con un palmares già ricchissimo, è arrivato anche l’oro olimpico di Parigi. Un sogno diventato realtà?

di Davide Garofalo davgarofalo

Cercando sul web, si scopre che in alcune tribù native americane, come i Navajo, il nome Moki viene associato a una persona rispettata e di grande valore. Questa descrizione si adatta perfettamente a Monica De Gennaro, una delle figure più iconiche della pallavolo mondiale, conosciuta affettuosamente con questo nickname.

Nata nel 1987, gioca come libero nella Prosecco Doc Imoco

Volley Conegliano e ha saputo conquistare il cuore degli appassionati con il suo talento, ma anche con la sua umiltà e dedizione al lavoro. È un modello per le giovani generazioni, capace di dimostrare che passione, disciplina e perseveranza possono portare a risultati straordinari. Ad agosto 2024 ha probabilmente raggiunto il punto più alto della sua carriera, vincendo l’oro olimpico a Parigi con la Nazionale italiana. E in questa stagione sarà tra le protagoniste della Coppa

Italia Frecciarossa, la Final Four in programma nel weekend dell’8 e 9 febbraio, dove cercherà di conquistare il suo settimo titolo, raggiungendo così l’ex compagna di squadra Robin de Kruijf, attuale detentrice del record di Coppe Italia vinte in carriera.

Partendo dagli albori, quando hai scoperto la tua passione per la pallavolo?

Molto presto. Sono nata in un paese della Costiera sorrentina e mia madre mi portava agli allenamenti di mia sorella più grande. Ho sempre avuto una predilezione per gli sport di squadra perché mi piace condividere con un gruppo felicità e sconfitte, quindi mi sono subito appassionata. Sono andata via di casa a 15 anni e ho ricevuto una chiamata dalla Vicenza

Volley: in quel momento ho capito che la pallavolo sarebbe stata la mia professione. Se sono arrivata a giocare ad alti livelli lo devo soprattutto alla mia famiglia, che mi ha sempre sostenuta nelle scelte.

Sul podio, quando ho sentito l’inno con le mie compagne, mi è passata davanti tutta la carriera ed è stato molto emozionante. Era la mia quarta Olimpiade, non avevo mai conquistato una medaglia e la volevo con tutta me stessa. Ce la meritavamo ed è arrivata, una gioia immensa e il coronamento di tanto lavoro.

In caso di successo nella Frecciarossa Final Four raggiungeresti il record di De Kruijf per numero di Coppe Italia vinte in carriera. Che effetto ti fa pensare di poter ottenere questo risultato?

Sarebbe importante. Tra l’altro Robin è una grande amica, è rimasta a Conegliano con noi tanti anni. Mi dispiace non sia ancora qui per migliorare il suo record, ma si è ritirata quest’estate e quindi con piacere cercherò di raggiungerla in questa speciale classifica.

De Gennaro con la coppa che celebra lo scudetto di pallavolo femminile

A 38 anni continui a giocare a livelli altissimi, qual è il tuo segreto?

Tanto lavoro, tanto allenamento e motivazione sempre alta. Non mi accontento mai e mi diverto ancora a sudare in palestra. E poi la fame di vittoria: quella non passa mai ed è lo stimolo più grande.

Hai qualche consiglio per i giovani che vogliono intraprendere una carriera nella pallavolo?

Divertirsi e appassionarsi in primis, poi lavorare ogni giorno per inseguire i propri obiettivi. Senza sacrifici non si arriva ad alti livelli, non basta il talento, ci vogliono impegno e passione.

Dove ti vedi in futuro?

Ormai è vicino il momento in cui dovrò lasciare la palla -

volo, l’anagrafe non si inganna, ma non ho ancora ben deciso cosa farò, ci sto pensando.

Il tuo attuale allenatore, Daniele Santarelli, è anche il tuo compagno. Come riesci a conciliare la tua vita professionale con quella personale?

Cercando di parlare poco o nulla di lavoro quando siamo a casa. In questo modo abbiamo creato un equilibrio che sta durando da parecchi anni. Comunque, anche se in palestra è lui che comanda, nella vita privata lo scettro ce l’ho io.

La pallavolo ti ha portata a viaggiare molto. C’è un posto in particolare, tra quelli che hai visitato, che ti è rimasto nel cuore?

Giriamo tanto, ma abbiamo poco tempo per visitare i luoghi e le città. Anche d’estate, i pochi giorni che mi rimangono tra i mille impegni preferisco passarli a casa con la mia famiglia e i nipoti. Mi rifarò quando smetterò di allenarmi: mi piacerebbe visitare la California e il Sudamerica.

Spesso vi muovete in treno per andare in trasferta. Come trascorri il tempo del viaggio?

Mi piace leggere, scelgo libri leggeri per distrarmi e concedermi un po’ di relax. Poi faccio cose semplici come ascoltare la musica con le cuffie o seguire alcune serie tv che mi appassionano. Inoltre, visto che in squadra abbiamo un bel feeling, durante le trasferte c’è sempre spazio per chiacchierare o scherzare con le compagne.

mokidegennaroofficial

OTTIMO RIMEDIO NATURALE CONTRO GASTRITE E COLON IRRITABILE SI CONISIGLIA L’UTILIZZO PRIMA, DURANTE E DOPO LE TERAPIE PER INNALZARE LE DIFESE IMMUNITARIE

LA MODA VA DI CORSA

IL MONDO DEL RUNNING È PROTAGONISTA A PITTI UOMO 107, DAL 14 AL 17 GENNAIO A FIRENZE. GRAZIE A UN ALLESTIMENTO SPECIALE CHE CATTURA UNO DEI TREND SOCIALI PIÙ SIGNIFICATIVI DEGLI ULTIMI ANNI

di Cecilia Morrico MorriCecili morricocecili
Il brand di accessori sportswear Raide Research, outfit La Sportiva

Le maratone sono diventate le nuove fashion week». A dirlo è il Financial Times, portando l’attenzione su questa recente tendenza dell’abbigliamento e del lifestyle. Che trova ovviamente spazio a Pitti Uomo, sempre in prima linea quando si parla di ultime frontiere della moda. Nell’edizione 107, infatti, alla Fortezza da Basso di Firenze dal 14 al 17 gennaio, viene lanciato il progetto Knees Up Running Space. Un allestimento speciale che mette al centro uno dei più significativi fenomeni sociali e di costume degli ultimi anni: la passione per la corsa. Il contenitore creativo è stato realizzato insieme a Knees Up, uno spazio multifunzionale nato a Londra dall’intersezione tra moda, running ed eventi. «È stato fondato quest’anno con l’obiettivo di creare esperienze che possano connettere chi ama l’attività fisica e il fa shion», spiega Matt Horrocks, uno dei suoi creatori. «La nostra sede nella zona dell’East London ha al suo interno un bar, un negozio e uno spazio per eventi dove vengono serviti caffè speciali e un menù apposito per i podisti. Lo spazio ospita anche negozi temporanei e una serie di iniziative, tra cui incontri di corsa, ciclismo, lezioni di aerobica, conferenze, cene e vari eventi privati in collaborazione con un elenco selezionato di marchi».

Ma come si spiega l’interesse così diffuso per il running? «Penso che questa ondata di popolarità sia stata stimolata dall’orientamento verso la salute e il benessere che ha caratterizzato gli ultimi dieci anni. In più, dopo la pandemia la corsa si è riposizionata come disciplina sportiva. Da attività

riservata quasi esclusivamente agli atleti è diventata più accessibile, sociale e creativa. Per molte persone fa parte dello stile di vita e influenza anche il design, la moda, i viaggi, il cibo».

Questa nuova platea di runner ha incentivato anche un cambiamento nello stile: «C’è stata una bellissima ondata di nuovi arrivati, outsider e anticonformisti che scelgono di indossare ciò che vogliono. Ormai non esiste più solo l’abbigliamento puramente tecnico, ma ci si veste per esprimere la propria identità, personalizzando gli outfit».

Sulla differenza di genere che esiste nei capi sportivi, Horrocks non ha dubbi: «L’abbigliamento unisex, in genere, è pensato solo per l’uomo e a noi di Knees Up non piace. Preferiamo i marchi che progettano prodotti sia per uomini sia per donne, perché esistono esigenze specifiche a livello tecnico. La nostra intenzione è offrire qualcosa di interessante e unico, quindi ci sforziamo di selezionare un buon mix. Alcuni di questi brand sono presenti a Pitti: Alex Zono, Kuta Distance L.AB, Nnormal, Portal, Raide Research, Soar, Tiempos™ e Unna. Comunque, i nostri clienti scelgono i capi indipendentemente dal proprio genere, seguono di più la loro attitudine». pittimmagine.com

MattHorrocks
Modello Penalty di Pantofola d’oro
Sneaker Flower Mountain
Collezione Unna

PITTI ON FIRE

La 107esima edizione di Pitti Immagine Uomo, dal 14 al 17 gennaio, accende il futuro della moda maschile. Tema della kermesse è I’m on fire perché la manifestazione si propone di scaldare i corpi e le anime, attirare l’attenzione, fondere vecchie e nuove idee.

Pitti ha intenzione di fare scintille grazie ai 790 brand che presentano le proprie collezioni Autunno Inverno 2025. Gli special guest di questa stagione sono due: MM6 Maison Margiela, che crea in esclusiva per Pitti una collezione 100% menswear, e il giapponese Satoshi Kuwata, che presenta il primo fashion show del suo marchio Setchu. «Sono onorato ed emozionato di essere a Firenze, non vedo l'ora di svelare la mia collezione e condividerla con un pubblico così competente», annuncia.

A Fortezza da Basso è possibile conoscere anche altri progetti, attraverso un percorso suddiviso in cinque sezioni: Fantastic classic, Futuro maschile, Dynamic attitude, Superstyling e I go out. Tra le novità, oltre alla sezione Knees

Up Running Space dedicata al mondo del running, la prima collezione uomo dell’americano Stuart Weitzman, leader da oltre 35 anni nel settore delle calzature di lusso da donna, e la prima linea d’abbigliamento di Premiata, marchio di luxury shoes italiano.

Non manca l’attenzione all’ambiente con due brand all’interno del contenitore Dynamic Attitude: Ecoalf, che porta a Firenze una speciale capsule in lana recuperata al 100%, così morbida da sembrare puro cashmere, e Keeling, che per i suoi capi usa solo tinture sostenibili e materiali riciclati, gentili sia col pianeta che con la pelle di chi li indossa. pittimmagine.com

La collezione uomo Stuart Weitzman
Maglia girocollo di Cruna
Satoshi Kuwata di Setchu
Maglione a collo alto con tintura sostenibile Keeling

PALETTE DI STAGIONE

BLU, BIANCO E GRIGIO RESTANO LE NUANCE MUST PER LE COLLEZIONI MASCHILI DI QUESTO INVERNO E DEL PROSSIMO

Classici ma intramontabili, i colori blu, bianco e grigio sono sempre i punti fermi della moda maschile. Per questo inverno e per il prossimo restano i protagonisti del menswear in tutte le loro nuance, su tessuti e capi dalle forme diverse. Un doppio blu tono su tono è la proposta di Tombolini, che con la collezione Zero Gravity Gold utilizza cashmere seta, tessuto impalpabile di altissima qualità, anche per smoking, camicie e fazzoletti da taschino. A scegliere la stessa nuance, declinata con motivi geometrici, è anche Missoni: protagonista della sua collezione è il cardigan, un capo in grado di accompagnare il corpo e i suoi movimenti disegnando una silhouette equilibrata. La maglieria resta un must nell’armadio maschile, che sia con scollo a V o a lupetto, da portare sotto agli abiti o sui jeans. Uniqlo ha creato insieme a JW Anderson una capsule influenzata dalla bellezza dei paesaggi marini che reinterpreta con effetto sfumato anche i maglioni indossati dai pescatori. Boss sceglie invece la lana merino per i suoi girocollo e dolcevita in blu navy, panna e cammello, così come Henry Cotton’s, che propone un intrecciato estremamente morbido e sottile. Anche le cravatte giocano con queste palette: in seta jacquard o stampate, fantasia o regimental, le sette pieghe di Cilento sono uno dei baluardi dell’artigianalità italiana. Per i cappotti, L.B.M. 1911 esplora le varie gradazioni del grigio in lana bouclé e monopetto. Immancabile anche lo sportswear, ma in stile rétro e con mood urbano. Il modello Jodie di U.S. Polo Assn è caratterizzato da una suola in simil para, bianca o color gomma naturale, che dona a queste sneaker un look sofisticato.

di Cecilia Morrico MorriCecili morricocecili

Maglione Uniqlo e JW Anderson
Cravatte sette pieghe Cilento
Sneaker Jodie
U.S. Polo Assn
Cappotto
Zero Gravity Gold di Tombolini
Outfit Missoni
Dolcevita Boss
Girocollo Henry Cotton’s

PARADISO DEI

DAI GAMEBOY ALLE CONSOLE, DAGLI ARCADE AI SUPPORTI PER L’E-SPORT. HA APERTO A ROMA IL GAMM, MUSEO DEDICATO AL MONDO DEI VIDEOGAME COME FORMA D’ARTE

di Irene Marrapodi - ir.marrapodi@fsitaliane.it

La fontana delle Naiadi domina la piazza, mentre l’antica basilica di Santa Maria degli angeli e dei martiri la sorveglia da un lato. Di fronte, un colonnato si chiude a proteggere uno scrigno di antichità. A pochi passi, richiama l’attenzione una grande scritta colorata molto diversa dall’ambiente circostante. È la facciata del Gamm, il più grande museo italiano dedicato ai videogiochi che da qualche settimana ha aperto le porte a Roma, a circa dieci minuti a piedi dalla stazione Termini.

Oltrepassata la soglia, un cortocircuito tra tempi antichi e moderni investe i visitatori. Chi entra nel museo si ritrova all’interno di un percorso immersivo: nel-

La sala Parc - Path of Arcadia del Gamm

la prima sala, voci di studiosi e creator dell’industria multimediale si sovrappongono attraverso video e interviste realizzate in esclusiva. Direttamente dalle pareti, accompagnano nel percorso visitatori e visitatrici spiegando il lavoro che si nasconde dietro i videogiochi.

«Il museo cambia davanti agli occhi del visitatore, in una mescolanza tra reale e virtuale, con contenuti speciali e costantemente aggiornati. Come nei film di Harry Potter, dove i quadri alle pareti sono sempre in movimento», spiega il direttore del museo Marco

Accordi Rickards.

Nella prima sezione chiamata Gammdome, alcune teche offrono la possibilità di osservare da vicino dischetti, disegni originali e alcune console che hanno rivoluzionato la storia dei videogiochi, dai gameboy ai supporti per l’e-sport. E mostrano quegli esemplari che possono essere considerati veri e propri reperti archeologici. «Uno dei pezzi forti del museo è un videogame recuperato nel deserto del Nuovo Messico. Una leggenda metropolitana sosteneva che negli anni ‘80 Atari, una delle più grandi case produttrici del settore, avesse seppellito tra le dune alcune cartucce. Trent’anni più tardi, durante una spedizione archeologica, si è scoperto che era tutto vero: giochi come E.T. the extraterrestrial e Asteroids vennero ritrovati nel deserto e noi siamo stati i primi a mostrare al pubblico questi reperti».

Proseguendo nel percorso, si incontrano due ambienti in cui nostalgici e curiosi non devono limitarsi a osservare, ma possono cimentarsi con un’ampia selezione di giochi, da quelli vintage ai più recenti. La seconda zona dopo il Gammdome, chiamata Parc - Path of Arcadia, assomiglia a una sala giochi: una ventina di coin-op, apparecchi a monete o gettoni, ripercorrono la storia degli arcade in voga tra gli anni ‘70 e ‘90 e offrono la possibilità di sperimentare titoli vintage come Donkey Kong e Space Invaders. La terza sala, Hip - Historical Playground, è invece un’immersione nei primi device che sono entrati nelle case degli appassionati, tra home console e portatili che per il visitatore del Gamm sono tutti da sperimentare. Ma il museo punta a valorizzare il videogioco anche come forma d’arte alternativa. «Oltre all’aspetto tecnologico

e informatico, vogliamo sottolineare come gli autori e le autrici siano stati capaci di creare il risultato finale grazie alle loro diverse sensibilità. Proprio come accade nella musica, nel cinema e nella letteratura».

Si è capito poi che il museo del videogioco può avere un’altra funzione, forse inaspettata, ma positiva: aiutare generazioni diverse a comunicare. Accordi Rickards racconta infatti che tra i visitatori ci sono molte famiglie. «Mi è capitato di vedere coppie adulte ritrovare i titoli con cui giocavano da giovani. Ed è sorprendente notare che anche i loro figli possono trovare coinvolgenti giochi inventati quando loro non erano ancora nati. È il segno che alcune idee erano davvero buone». Il futuro del museo è ancora tutto da scrivere, ma oltre all’esposizione permanente ci saranno eventi e mostre provvisorie. «Il videogioco muta molto rapidamente e noi vogliamo raccontare il cambiamento con eventi dedicati, seguendo i lanci dei prodotti e ospitando approfondimenti e presentazioni di libri. Oltre ai nuovi contenuti video in arrivo, abbiamo in mente due focus espositivi su cui puntare. Uno è il ruolo della componente femminile nel mondo dei videogiochi, da esplorare anche con il contributo dell’associazione Women in games, di cui siamo partner. Poi ci piacerebbe approfondire i progetti realizzati in Italia, perché si tratta di un lavoro straordinario che richiede più attenzione di quella solitamente concessa». Finito il tour, un click deciso su “press start” e si inizia a giocare. gammuseum.com

Il Power glove Nintendo del 1989
L’entrata del Gammdome

time to be you

time to be

IMPRIMERE L’EFFIMERO

ONDE INCRESPATE, NUVOLE MUTANTI E ORIZZONTI DI LUCE. A FIRENZE, FINO AL 4 MAGGIO, OLTRE 70 OPERE RACCONTANO IL LEGAME TRA I GRANDI MAESTRI DELL’IMPRESSIONISMO E I PAESAGGI FRANCESI DELLA NORMANDIA

di Sandra Gesualdi sandragesu

Collection Peindre en Normandie, Caen, dépôt à la Ville de Deauville, Les Franciscaines © Région Normandie/Inventaire général/Patric Merret

Gustave Courbet La spiaggia a Trouville (1865 ca.)

Rapiti senza scampo e sosta. Dalla luce abbagliante e chiarissima di quando il sole è alto, riverberata con voluttà dal mare. La novità dell’Impressionismo fu proprio la capacità di imprimere sulla tela l’effimero. Con pennellate immediate, profili abbozzati, macchie di colore e cavalletti agili così da poter dipingere all’aperto, completamente immersi in un campo di grano, davanti a un giardino verdeggiante o sospesi su una scogliera con vista senza fine.

La Normandia, in particolare, con le sue coste mozzafiato, il cielo in continuo mutamento e le atmosfere marine, tra alti scogli e sabbie fini, ha rappresentato per gli artisti del movimento una fonte inesauribile di ispirazione. A 150 anni dalla nascita dell’Impressionismo, il Museo degli Innocenti di Firenze racconta e indaga in una mostra l’irresistibile attrazione che i grandi maestri dell’en plein air subirono per la regione francese divenuta, nell’800, una meta artistica e intellettuale.

In esposizione fino al 4 maggio oltre 70 opere firmate da Claude Monet, Eugène Boudin, Camille Pissarro, Alfred Sisley, Pierre Bonnard, Jean Renoir, Eugène Delacroix e molti altri. Celebri pennellate veloci su piccole tavolozze riempite di colori brillanti, nel tentativo rivoluzionario di cogliere l’effetto fugace della luce solare che si riflette sull’acqua o si abbassa sulla linea del tramonto. Il mare nordico in tutte le sue prospettive, declinazioni cromatiche e punti di vista è tra i soggetti principali dei ritratti paesaggistici in mostra: onde increspate all’alba, meriggi marini color ocra, litorali deserti o pullulanti di bagnanti, scogliere rocciose e barche

Delacroix

ca.)

Edouard Vuillard Il giardino ad Amfreville (1905-1907
Eugène
Falesie a Dieppe (1834)

Eugène Boudin

Trouville, il molo con l’alta marea (1888-1895 ca.)

a vela di ogni forma e dimensione che albergano sull’acqua o si abbandonano sulla battigia.

Il territorio normanno divenne una vera officina in cui sperimentare, con tutti i sensi, le forme e le suggestioni da riportare in una nuova pittura accesa da istantanee percezioni. Gli umori indaco del cielo, lo sfolgorio lattiginoso dell’acqua e le praterie brillanti di quel palcoscenico naturale intriso di bellezza – non a caso, culla dell’Impressionismo – sono diventati grandi pennellate, contorni indefiniti, cromie sfumate e bagliori vibranti. Un percorso espositivo dettagliato in cui emergono la forza sensoriale delle forme e l’evoluzione delle tecniche impresse dai pittori nelle loro innovative composizioni. La luce diventa simbolo di una ricerca più profonda: quella dell’autenticità nel vedere e nel sentire l’attimo del presente che svanisce mentre lo si osserva, ma viene fissato indelebilmente sulla tela.

I vari porti affollati, le lunghe coste del nord e i cieli tempestosi sembrano narrare non solo una regione geografica, ma anche e soprattutto una precisa condizione emotiva. Le nuvole mutanti e le acque marine o di fiume nascondono significati più profondi con cui gli artisti rivelano la magnificenza e la caducità della natura.

Tra i tanti soggetti marittimi La spiaggia di Trouville di Boudin offre una visione spensierata e palpitante della vita balneare in Normandia. Allo stesso modo, le tele di Pissarro e Sisley suggeriscono visioni di serenità e armonia, nonostante la fugacità del momento. In mostra anche un prestito eccezionale dalla Galleria nazionale di arte moderna e contemporanea di Roma: le Ninfee rosa di Monet, soggetti iconici e immortali. museodegliinnocenti.it

FRECCIAROSSA TRENO UFFICIALE DELLA MOSTRA

Sconto del 25% sul biglietto d’ingresso all’esposizione Gli impressionisti in Normandia per chi è in possesso di un biglietto Frecciarossa o Frecciargento con destinazione Firenze e una data antecedente al massimo di due giorni rispetto a quella della visita. trenitalia.com

Claude Monet Ninfee rosa (1897-1899)
Galleria nazionale d'arte moderna, Roma

VISIONI

Umberto Boccioni Cavallo+cavaliere+caseggiato (1913)
Courtesy Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea
© Studio Idini

IN MOSTRA ALLA GNAM DI ROMA

350 OPERE CHE RACCONTANO

IL MOVIMENTO D’AVANGUARDIA

FONDATO DA MARINETTI E

IL SUO RAPPORTO CON LE

INVENZIONI TECNOLOGICHE

DEL TEMPO

di Francesca Ventre - f.ventre@fsitaliane.it

Colori sgargianti come blu, rosso e giallo, curve, linee e forme geometriche. Ci si sente immersi in un mondo dinamico, catturati da una velocità coinvolgente, nelle 26 sale della Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma riservate alla mostra

Il Tempo del Futurismo, da visitare fino al 28 febbraio. Un’esposizione, di cui è partner anche il Gruppo Ferrovie dello

Stato Italiane, dedicata a una delle correnti d’avanguardia più importanti del XX secolo, con prestiti da diversi musei internazionali e collezioni private.

Il colpo d’occhio trasporta in una dimensione senza tempo e spazio. Ai quadri classici in cornice si abbinano, infatti, progetti, disegni, oggetti d’arredo e anche suoni e frastuoni. Circa 350 opere per conoscere e approfondire il fenomeno, nato con il Manifesto scritto da Filippo Tommaso Marinetti, pubblicato nel 1909, per la prima volta sulla Gazzetta dell’Emilia, e poi in francese sul quotidiano parigino Le Figaro

La mostra, infatti, è anche un omaggio al fondatore del movimento, morto 80 anni fa. Un tributo non accademico o passatista, anzi vivace e stimolante, proprio nel rispetto delle linee guida del Futurismo che

Luigi Colombo Fillia Idolo meccanico (1925)
Courtesy Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea © Studio Idini

furono portate avanti da altri cinque artisti altrettanto noti: Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Luigi Russolo e Gino Severini.

In apertura il quadro Lampada ad arco di Balla, in prestito eccezionale dal Museum of Modern Art di New York, messo a confronto con una vera lampada proveniente dal Museo nazionale della scienza e della tecnologia di Milano e, a fianco, Il sole di Giuseppe Pellizza da Volpedo, eseguito secondo i canoni del Divisionismo.

Nelle vetrine, attirano con i loro tipici caratteri lineari una serie di riviste e pubblicazioni, tra cui il provocatorio volume Guerra. Sola igiene del mondo firmato da Marinetti. Desta curiosità anche il gruppo di 10 Burattini futuristi in legno creati da Enrico Prampolini con le caricature di personaggi come Vittorio Emanuele III, Giovanni Giolitti, Benito Mussolini, Gabriele d’Annunzio.

A testimoniare la passione del Futurismo per il movimento e la velocità, invece, è la presenza di alcuni prototipi di automobili, come la Fiat Record Chiribiri del 1913, a forma di siluro, la Maserati del 1934 guidata da Tazio Nuvolari e una copia fedele dell’idrovolante da corsa Macchi Castoldi Mc 72.

Come sottolinea il curatore Gabriele Simongini, questa

mostra non è l’unica dedicata alla corrente, ma la sfida è presentarla da punti di vista differenti rispetto al passato. Nel titolo si pone attenzione al tempo, cioè al periodo in cui si diffonde la corrente culturale. E quello del Futurismo è segnato da una serie di rivoluzioni tecnologiche: l’uso diffuso del telefono, dell’elettricità e della radio, grazie agli esperimenti di Guglielmo Marconi, l’esordio del cinema, tra fine ‘800 e inizio ‘900, e lo sviluppo del trasporto ferroviario. «Locomotive dall’ampio petto, che scalpitano sulle rotaie, come enormi cavalli d’acciaio imbrigliati di tubi…», si legge sul Manifesto. A esprimere con forza la capacità visionaria del movimento, poi, una frase di Marinetti che campeggia su un pannello: «Gli uomini del futuro parleranno con telefoni senza fili». È difficile sfuggire a un collegamento con il presente che stiamo vivendo, immersi nelle tecnologie, nel multimediale, incuriositi e spaventati dall’intelligenza artificiale, che crea traveggole e vertigini. Il tempo viene annullato, anche in mostra, dall’installazione site-specific dell’azienda nativa digitale Magister Art: un tunnel di una decina di metri da percorrere tra colori, rombi di treni e motori, spezzati dalla voce metallica e originale del profetico Marinetti. lagallerianazionale.com

In queste due pagine, immagini delle sale espositive

Courtesy Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea

Foto di Emanuele A. Minerva e Agnese Sbaffi - ministero della Cultura

SGUARDI AL CIELO

CAPOLAVORI CHE SEMBRANO

SFIDARE LA LEGGE DI GRAVITÀ. È DEDICATO ALLE CUPOLE

ARTISTICHE IL CALENDARIO 2025

REALIZZATO DAL FONDO EDIFICI

DI CULTO E PROMOSSO DAL

GRUPPO FS

di Francesca Ventre - f.ventre@fsitaliane.it

Spingono ad alzare gli occhi verso l’alto. Tra nuvole, schiere di santi e teneri angeli che circondano Maria o Gesù in trionfo. Le cupole stupiscono per la capacità di moltiplicare lo spazio e d'invogliare anche a momenti di riflessione. Come ha affermato monsignor Rino Fisichella: «Occorre il silenzio per provare stupore e meraviglia, per andare oltre la bellezza e arrivare all’interno di noi stessi».

Il Fondo edifici di culto ne ha scelte 12, magnifiche e immaginifiche, per il calendario del 2025, anno del Giubileo in cui l’ente festeggia anche i primi quattro decenni di storia. Dal 1985, infatti, opera in seno al ministero dell’Interno per conservare, valorizzare e restaurare un patrimonio invidiato da tutto il mondo. Il progetto L’arte nelle cupole – che il Gruppo FS sostiene ormai da quattro anni – quest’anno è accompagnato anche dalla pubblicazione di un libro con lo stesso titolo. Il volume contiene testi di vari autori, tra cui lo stesso Fisichella, il giornalista Paolo Mieli, l’architetto Francesco Purini, lo storico dell’arte Claudio Strinati e la direttrice dei Musei Vaticani, Barbara Jatta, che osserva: «Simboli di fede, le cupole sono il cuore delle chiese e dialogano con la nostra spiritualità».

Queste sontuose forme architettoniche sfidano da secoli le regole della gravità e mettono a dura prova architetti di ogni epoca. Così come i pittori che, osserva lo storico dell’arte Costantino D’Orazio, divulgatore e autore dei testi

La cupola della chiesa di Santa Maria in Vallicella a Roma

del calendario, «devono dipingere le figure come se fossero deformi perché siano percepite armoniose e proporzionate dai visitatori che le osservano dal basso». La visione da sotto, inoltre, trasmette a chi guarda la propria piccolezza in confronto allo spazio che lo sovrasta.

Per rappresentare l’assoluto e il trascendente, alcuni artisti hanno scelto cromie ricche o eteree come l’oro, l’azzurro e il bianco per dipingere gruppi di figure grandiose, altri si sono affidati a tratti semplici e geometrici.

Alla prima tipologia appartiene la volta di Santa Maria in Vallicella, conosciuta come Chiesa Nuova, nel centro di Roma. La cupola è opera di Pietro da Cortona, che l’ha realizzata alla metà del ‘600, ed è stata recentemente restaurata. In oltre 300 m2 vi è raffigurato il Trionfo della Trinità, composto da Gesù, ormai libero dalla croce, Dio Padre, canuto e imponente, e lo Spirito Santo sotto forma di colomba, nel lanternino.

Sontuosa anche la chiesa di Sant’Ignazio, a poca distanza dalla precedente, dedicata al fondatore dei Gesuiti. La particolarità è una finta cupola dipinta, e non realizzata architettonicamente, da Andrea Pozzo, perché la chiesa non superasse in altezza quella di Santa Maria sopra Minerva, non molto distante da lì, come ricorda l’architetto Purini. A poche centinaia di metri c’è il Pantheon, un esempio di cupola nato dall’estro degli antichi romani, punto di riferimento proprio per i maestri del Rinascimento e del Barocco.

La cupola della chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio a Palermo

Le città toccate dal calendario Fec sono anche Torino, Venezia, Bologna, Firenze, Napoli, Catania e Palermo. Per il capoluogo piemontese è stata selezionata la chiesa di San Giuseppe. Sebbene non molto conosciuta, conserva al suo interno opere barocche, come la cupola composta da un tripudio di finti pilastri dorati che separano le scene sulla vita del santo.

Essenziale e dal disegno geometrico, dettato dalla sobrietà elegante del Rinascimento, è invece una delle cupole nella cappella Pazzi, all’interno della basilica di Santa Croce a Firenze. Realizzata nella metà del ‘400 su disegno di Filippo Brunelleschi, è caratterizzata da un gioco bicolore tra il bianco dell’intonaco e il grigio scuro della pietra serena, mentre ai quattro lati si possono ammirare i tondi con gli evangelisti e i loro simboli. Spostandosi a sud, si ritorna alla vistosità. Uno dei pannelli Fec ospita la cupola della chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio a Palermo, di rito greco-bizantino, meglio conosciuta come la Martorana. Di stile arabo-normanno è la cupola mosaicata che raffigura Cristo ammantato di blu, immerso nell’oro regale e seduto su un trono, incorniciato da quattro angeli dalle ali variopinte. E lo spazio fisico si dissolve.

L’ARTE VIAGGIA CON IL GRUPPO FS

Ferrovie dello Stato Italiane sostiene il progetto L’arte nelle cupole, confermandosi un Gruppo sensibile e attento alla diffusione della cultura. Nei FRECCIALounge e FRECCIAClub delle principali stazioni italiane sono esposti i pannelli fotografici che riproducono le 12 cupole scelte per il calendario realizzato dal Fondo edifici di culto. A gennaio, febbraio, luglio e agosto, il video di presentazione dell’iniziativa viene trasmesso sui monitor di bordo delle Frecce.

Una cupola della cappella Pazzi nella basilica di Santa Croce a Firenze
La cupola della chiesa di San Giuseppe a Torino

L’ARTE DI OSSERVARE L’ARTE

A BOLOGNA, FINO AL 16

FEBBRAIO, UNA MOSTRA DI ALEX TRUSTY INDAGA LA RELAZIONE CONTEMPORANEA

TRA PERSONE E MUSEI

di Irene Marrapodi - ir.marrapodi@fsitaliane.it foto di Alex Trusty

Una visitatrice passeggia tra le sale del Museo Ludwig di Colonia, quando il personaggio nudo dipinto dall’artista svizzera Miriam Cahn sembra prenderla per mano. È una frazione di secondo quella immortalata dal fotografo romano Alex Trusty, pseudonimo di Alessandro Fidato. Passato il momento, i due si separano nuovamente. La donna in carne e ossa prosegue il percorso tra le opere, mentre l’uomo dipinto continua la sua fuga immobile nella tela.

Museo del Novecento, Milano (2022)

Si gioca sulla relazione tra arte e persone il lavoro di Trusty in mostra nella monografica Contemporary Museum Watching, fino al 16 febbraio all’interno di Palazzo D’Accursio, a Bologna. Le sue opere sono un’indagine sulle interazioni tra musei ed esseri umani, in grado di modificarsi a vicenda. A diventare soggetti artistici sono uomini e donne che a loro volta ammirano capolavori, come la ragazza davanti a Una domenica pomeriggio sull'isola della Grande-Jatte di Georges Seurat nell’Art Institute of Chicago. Immortalata di spalle, sembra un personaggio del dipinto, in primo piano, che osserva la Senna.

L’esposizione a cura di Luciano Bolzoni propone oltre 50

scatti realizzati in 80 musei di tutto il mondo, dalla Pinacoteca di Brera a Milano ai Musei Vaticani, dalla Galleria Borghese di Roma al Museo archeologico nazionale di Napoli, passando per la National Gallery di Londra, il MoMa di New York e il Museo d’Orsay di Parigi, fino al National Palace Museum di Taiwan.

Oggi, chi entra a visitare questi luoghi osserva le opere in un modo nuovo, tipico della contemporaneità. L’antico senso di soggezione nei confronti dell’arte ha lasciato posto a un’interazione più libera e disinvolta. Che, secondo Trusty, è ancora tutta da interpretare. museibologna.it

MoMa, New York (2022)
Art Institute of Chicago, Chicago (2016)
Museo Ludwig, Colonia (2022)

SCINTILLE DI

UMANITÀ

A TRIESTE, OLTRE 150 IMMAGINI RACCONTANO LA CARRIERA DEL FOTOGRAFO STATUNITENSE STEVE MCCURRY. TRA CORPI IN MOVIMENTO E RITRATTI PIENI DI VITA

di Alex A. D’Orso - al.dorso@fsitaliane.it foto di Steve McCurry

Nasce a Filadelfia, in Pennsylvania, a metà del secolo scorso e impara a conoscere la fotografia tra i banchi dell’università. Ma è durante un viaggio in India, con la macchina al collo, che Steve McCurry capisce davvero la sua missione: raccontare la pluralità della vita in giro per il mondo.

Kabul, Afghanistan (2002)
Peshawar, Pakistan (1984)

Così, comincia a documentare i conflitti internazionali mostrando l’impatto della guerra sulle persone. E nel 1984 scatta Afghan Girl, il ritratto di Sharbat Gula, dodicenne pasthun dai profondi occhi verdi, che finisce sulla cover di National Geographic e diventa l’espressione più nota del suo lavoro di ricerca, oltre che un simbolo dell’Afghanistan per l’Occidente.

La mostra Steve McCurry. Sguardi sul mondo, al Salone degli incanti di Trieste fino al 4 maggio, ricostruisce la carriera del fotografo statunitense attraverso oltre 150 immagini, di cui alcune inedite. L’India, il Myanmar, l’Africa, la Cina fanno da sfondo a volti e corpi diversi tra loro per forme e colori, immortalati da fermi o in movimento, sempre e comunque vitali. È dai ritratti, però, che emerge prepotente la vocazione dell’artista a catturare la scintilla che accende l’umano: «Se sai aspettare», spiega, «le persone si dimenticano della tua macchina fotografica e la loro anima esce allo scoperto».

go2025.eu stevemccurry.com

Rajasthan, India (2008)
Villaggio di Geremiaka, Papua Nuova Guinea (2017)
Valle dell’Omo, Etiopia (2014)
Bylakuppe, India (2001)
Tomba Brion,
Guido
Guidi

FRECCE TRENITALIA

FRECCIAROSSA TRENO UFFICIALE DEL PALAJOVA

Dopo sette anni dall’ultima tournée indoor, Lorenzo Cherubini torna nei palasport e all’Arena di Verona con il nuovo tour PalaJova. Da marzo il Frecciarossa di Trenitalia, in qualità di Treno Ufficiale, accompagnerà Jovanotti in questa avventura live nelle principali città italiane.

Grazie all’offerta FrecciaMUSIC, i fan possono raggiungere i concerti dell’artista e rientrare nella propria città prendendo un Frecciarossa, un Frecciargento o un Frecciabianca con sconti fino al 75% sul biglietto Base. Per farlo, basta selezionare l’offerta FrecciaMUSIC in fase di acquisto e utilizzare il codice PALAJOVA. Queste sono le tappe previste dal tour:

• Vitrifrigo Arena (Pesaro), 4, 5, 7 e 8 marzo

• Unipol Forum (Milano), 1, 12, 14, 15, 17, 18 marzo e a maggio il 5, 6, 8 e 9

Nelson Mandela Forum (Firenze), 22, 23, 25, 26, 28, 29 e 31 marzo

• Unipol Arena (Bologna), 3, 5 e 6 aprile

• Inalpi Arena (Torino), 9, 10, 12, 13 e 15 aprile

• Palazzo dello Sport (Roma), 22, 23, 25, 26, 28, 29 aprile e poi il 1° e 2 maggio

• Arena di Verona, 15, 16, 18, 19 e 21 maggio.

IN MONTAGNA CON LE FRECCE

Gennaio è il mese delle vette imbiancate. Per raggiungerle sono disponibili, il sabato e la domenica fino a fine marzo, diversi collegamenti dalle principali città italiane. Partendo con Frecciarossa da Roma, Firenze, Bologna e Milano si possono raggiungere facilmente alcune tra le più importanti mete sciistiche del Veneto. È sufficiente arrivare a Venezia Mestre e poi salire a bordo del FRECCIALink per Cortina d’Ampezzo, San Vito di Cadore e Tai di Cadore. Altrettanto facile è raggiungere Madonna di Campiglio e Pinzolo: è possibile partire da Roma, Firenze, Bologna e Verona e arrivare a Trento con il Frecciarossa, per poi proseguire verso la destinazione scelta con il FRECCIALink. Dalle stesse città si può anche scegliere di viaggiare fino a Bolzano e raggiungere, sempre grazie al FRECCIALink, Selva di Val Gardena, Santa Cristina Valgardena e Ortisei oppure arrivare a Ora, in provincia di Bolzano, e da lì raggiungere Canazei, Vigo di Fassa, Moena, Predazzo e Cavalese, in provincia di Trento.

Mettendosi in viaggio da Roma, Firenze, Bologna, Reggio Emilia, Milano e Venezia è possibile visitare la Valle d’Aosta arrivando con il Frecciarossa fino alla stazione di Torino Porta Susa per poi salire a bordo di un FRECCIALink con destinazione Aosta e Courmayeur.

Inoltre, chi parte da Roma, Firenze, Bologna, Reggio Emilia, Milano e Torino, inoltre, ha la possibilità di raggiungere Bardonecchia e Oulx direttamente in Frecciarossa tutti i venerdì, sabato e domenica fino al 30 marzo. trenitalia.com

Madonna di Campiglio (Trento)

IN VIALATTEA CON TRENITALIA

Per gli appassionati di sci e snowboard la montagna è più accessibile con Trenitalia. Grazie all’accordo con il comprensorio sciistico Vialattea, fino al 13 aprile i soci Carta FRECCIA che raggiungono Oulx con Frecciarossa, o Torino con le Frecce e Oulx con il Regionale usufruiscono di uno sconto del 25% sullo skipass del comprensorio. Possono così sciare nell’Alta Val di Susa, nelle località di Sestriere, Sauze d’Oulx, Sansicario, Cesana Torinese, Claviere e Pragelato.

Hanno diritto a uno sconto del 20% anche i clienti X-GO che raggiungono Oulx con Intercity o Regionale e quelli che viaggiano verso Torino con Intercity o Intercity Notte e giungono successivamente a Oulx con il Regionale. Una volta in stazione è possibile arrivare direttamente sulle piste da sci salendo a bordo di un autobus VialatteaLink. trenitalia.com vialattea.it

SESTRIERE

28 - 29

DICEMBRE

FEBBRAIO BARDONECCHIA

1 - 2

COURMAY EUR

22 - 23

FEBBRAIO

MARZO MADONNA di CAMPIGLIO

8 - 9

BASE

LIBERTÀ DI VIAGGIO E CAMBI ILLIMITATI

Biglietto acquistabile fino alla partenza del treno e del FRECCIALink. Entro tale limite sono ammessi il rimborso, il cambio del biglietto e il cambio della prenotazione un numero illimitato di volte. Dopo la partenza, il cambio della prenotazione e del biglietto sono consentiti una sola volta fino a un’ora successiva.

ECONOMY

CONVENIENZA E FLESSIBILITÀ

Offerta a posti limitati e soggetta a restrizioni. Il cambio prenotazione, l’accesso ad altro treno e il rimborso non sono consentiti, livello Executive escluso. È possibile, fino alla partenza del treno, esclusivamente il cambio della data e dell’ora per lo stesso tipo di treno, livello o classe, effettuando il cambio rispetto al corrispondente biglietto Base e pagando la relativa differenza di prezzo. Il nuovo ticket segue le regole del biglietto Base.

SUPER ECONOMY

MASSIMO RISPARMIO

Offerta a posti limitati e soggetta a restrizioni. Il cambio, il rimborso e l’accesso ad altro treno non sono consentiti, livello Executive escluso.

Freccia 2X1

La promozione consente di viaggiare in due tutti i giorni con sconto fisso del 50% del prezzo Base su Frecciarossa e Frecciargento. L’offerta è valida in 1^ e 2^ classe e in tutti i livelli di servizio ad eccezione dell’Executive e del Salottino Business 1

FrecciaSENIOR

Riservata agli over 60 titolari di Carta FRECCIA, FrecciaSENIOR consente di viaggiare su Frecciarossa e Frecciargento con prezzi a partire da 29 € a seconda della classe e della relazione di viaggio. L’offerta è valida per viaggiare in 1^ e 2^ classe e nei livelli di servizio Business Premium e Standard 2

FrecciaDAYS

Viaggia il martedì, mercoledì, giovedì e sabato con sconti fino al 60% rispetto al prezzo Base sui treni Frecciarossa e Frecciargento nei livelli di servizio Business, Premium, Standard, in 1^ e in 2^ classe. Sono esclusi il livello di servizio Executive e il servizio Salottino 3

Freccia FRIENDS

Dedicata a gruppi da 3 a 5 persone per viaggiare su Frecciarossa e Frecciargento con uno sconto sul prezzo Base fino al 50%. L’offerta è valida per viaggiare nei livelli di servizio Business, Premium, Standard, in 1^ e in 2^ classe. Sono esclusi il livello di servizio Executive e il servizio Salottino 4

FrecciaFAMILY

Con Trenitalia i bambini viaggiano gratis in Frecciarossa, Frecciargento, Frecciabianca in 1^ e 2^ classe e nei livelli Business, Premium e Standard La gratuità è prevista per i minori di 15 anni accompagnati da almeno un maggiorenne, in gruppi composti da 2 a 5 persone. I componenti del gruppo dai 15 anni in poi pagano il biglietto scontato del 50% sul prezzo Base 5

FrecciaYOUNG

Riservata agli under 30, l’offerta FrecciaYOUNG consente di viaggiare su Frecciarossa e Frecciargento con prezzi a partire da 19 € a seconda della relazione di viaggio. L’offerta è riservata ai soci CartaFRECCIA under 30 ed è valida per viaggiare in Standard e in 2^ classe 6

A/R in Giornata

Con l’offerta A/R in giornata si può partire e tornare nello stesso giorno usufruendo di uno sconto per singola tratta rispetto al prezzo Base del 40% nelle giornate dalla domenica al venerdì e del 60% nella giornata del sabato 7

A/R FRECCE IN SETTIMANA

Con l’offerta A/R Frecce in Settimana si può scegliere un’andata e un ritorno dal lunedì al venerdì della stessa settimana, con uno sconto per singola tratta rispetto al biglietto Base, del 40% nelle giornate di lunedì e venerdì e del 50% nelle giornate dal martedì al giovedì 7

NOTE LEGALI

1. Offerta a posti limitati e variabili in base al giorno, al treno e alla classe/livello di servizio scelto e non si cumula con altre riduzioni a qualsiasi titolo spettanti. Cambio biglietto/prenotazione e rimborso non sono consentiti.

2. Offerta valida sui treni Frecciarossa e Frecciargento, in 1^ e 2^ classe e nei livelli di servizio Standard Premium e Business. Prevede, a seconda della classe e relazione di viaggio, l’acquisto a prezzi fissi in Standard/2^ classe a partire da 29 €, in Premium a partire da 34 € e in Business/1^ classe a partire da 39 €. Tali prezzi non si applicano alle relazioni per le quali è previsto uno sconto inferiore al 50% rispetto al prezzo Base. L’offerta è a posti limitati che variano in base al treno e al giorno della settimana e non si cumula con altre riduzioni a qualsiasi titolo spettanti. Cambio biglietto/prenotazione e rimborso non sono consentiti.

3. L’offerta è a posti limitati che variano in base al giorno, al treno e alla classe o livello di servizio e non è cumulabile con altre riduzioni ad eccezione di quella prevista a favore dei ragazzi. Cambio biglietto/prenotazione e rimborso non sono consentiti.

4. L’offerta prevede una percentuale di sconto che varia dal 20% al 50% rispetto al prezzo Base. Offerta a posti limitati e variabili in base al giorno, al treno e alla classe o livello di servizio e non si cumula con altre riduzioni a qualsiasi titolo spettanti, ad eccezione di quella prevista a favore dei ragazzi. Cambio biglietto/prenotazione e rimborso non sono consentiti.

5. Offerta a posti limitati e variabili rispetto al giorno, al treno e alla classe/livello di servizio. Cambio prenotazione/biglietto e rimborso soggetti a restrizioni. L’offerta non è cumulabile ad altre riduzioni a qualsiasi titolo spettanti.

6. Offerta valida sui treni Frecciarossa e Frecciargento, in 2^ classe e nel livello di servizio Standard. Prevede l’acquisto a prezzi fissi di 19€, 29 € e 39€, a seconda della relazione di viaggio. Tali prezzi non si applicano alle relazioni per le quali è previsto un uno sconto inferiore al 50% rispetto al prezzo Base. L’offerta è a posti limitati che variano in base al treno e al giorno della settimana e non si cumula con altre riduzioni a qualsiasi titolo spettanti, compresa quella prevista per i ragazzi. Cambio biglietto/prenotazione e rimborso non sono consentiti.

7. L’offerta consente di acquistare due biglietti, uno per il viaggio di andata e uno per il viaggio di ritorno, da effettuare nella stessa giornata, sulla medesima tratta e categoria di treno. Disponibile su tutti i treni Frecciarossa, Frecciargento e Frecciabianca in tutte le classi e livelli di servizio ad eccezione del livello di servizio Executive e del servizio Salottino. Offerta a posti limitati e variabili rispetto al giorno, al treno e alla classe/livello di servizio. Modificabile, ma non rimborsabile. Gli sconti previsti rispetto al prezzo Base verranno applicati fatti salvi i minimi tariffari.

8. L’offerta consente di acquistare due biglietti, uno per il viaggio di andata e uno per il viaggio di ritorno, da effettuare tra il lunedì ed il venerdì della stessa settimana sulla medesima relazione e categoria di treno. Il viaggio di andata e ritorno non può essere effettuato nella stessa giornata. Offerta valida sui treni Frecciarossa e Frecciargento in tutte le classi e livelli di servizio, ad eccezione del livello di servizio Executive e del servizio Salottino Offerta a posti limitati e variabili rispetto al giorno, al treno e alla classe/livello di servizio. Modificabile, ma non rimborsabile. Gli sconti previsti rispetto al prezzo Base verranno applicati fatti salvi i minimi tariffari.

Informazioni aggiornate al 12 dicembre 2024

MOMENTI DI GUSTO AD ALTA VELOCITÀ

Hai voglia di una pausa ad Alta Velocità diversa dal solito? Aggiungi al tuo viaggio un’esperienza di gusto! Il FRECCIABistrò ti aspetta al centro del Frecciarossa: lì troverai prodotti da forno, snack dolci e salati, piatti caldi e freddi, taglieri, panini, tramezzini, pizza, hamburger e soft drinks, birre artigianali, cocktail, vini e bollicine.

Inoltre, puoi scegliere tra tanti menù pensati per ogni momento della giornata

Sono disponibili anche opzioni vegetariane e senza glutine o lattosio.

Tra i menù:

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INTRATTENIMENTO GRATUITO, FACILE E VELOCE

Grazie ai servizi e ai contenuti di FRECCIAPlay il viaggio a bordo dei treni Frecciarossa e Frecciargento e nelle sale

FRECCIAClub e FRECCIALounge è più piacevole. Per accedere basta collegarsi alla rete WiFi, digitare www.frecciaplay.it o scaricare l’app FRECCIAPlay da App Store e Google Play. Ulteriori dettagli, info e condizioni su trenitalia.com

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MUSICA Il meglio della musica contemporanea italiana e straniera

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LA SOLIDARIETÀ VIAGGIA CON

Grazie alla sezione Charity del Catalogo Carta FRECCIA Collection si può viaggiare facendo del bene, destinando i propri punti a enti e onlus impegnati in diverse attività no profit.

Si può donare a Caritas Italiana per sostenere la popolazione ucraina o a Save the Children per finanziare il progetto Punti Luce, che si pone l’obiettivo di fronteggiare la povertà educativa di tanti minori, prevenire i fenomeni della dispersione e dell’abbandono scolastico, valorizzare le risorse e le competenze di bambini, bambine e adolescenti. Inoltre, è possibile sostenere l’European Brain Research Institute, fondato dal Nobel Rita Levi-Montalcini, che si occupa di ricerca scientifica sul cervello per combattere l’Alzheimer e altre malattie neurodegenerative. Ma anche Art4sport, l’Associazione della campionessa paralimpica Bebe Vio Grandis che fornisce ausili e protesi sportive per migliorare la qualità della vita di bambini e ragazzi con amputazioni d’arto. Per ogni iniziativa si possono devolvere 600 o 1.200 punti, pari a 10 e 20 euro. Maggiori informazioni su cartafrecciacollection.it

MOSTRE IN TRENO E PAGO MENO

VIVI LA CULTURA

CON LE FRECCE.

SCONTI E AGEVOLAZIONI

NEI PRINCIPALI MUSEI

ED EVENTI IN ITALIA

Berthe Morisot fu l’unica pittrice a presentare i suoi lavori alla prima esposizione degli impressionisti nel 1874, insieme a Claude Monet, Camille Pissarro, Alfred Sisley, Paul Cézanne, Pierre-Auguste Renoir e Edgar Degas. Fu proprio quest’ultimo a scrivere alla madre dell’artista per farle capire quanto era importante che Morisot partecipasse alla mostra, un vero punto di svolta nella storia dell’arte. Particolarmente affezionata a Édouard Manet, sposò suo fratello Eugène, anche lui pittore, che divenne spesso soggetto delle sue opere incentrate sulla vita domestica e l’intimità familiare. Al talento sottovalutato di questa artista è dedicata la mostra Berthe Morisot. Pittrice impressionista, fino al 9 marzo alla Galleria civica d’arte moderna e contemporanea di Torino. Curata da Maria Teresa Benedetti e Giulia Perin, consente di ammirare oltre 50 opere tra dipinti, disegni e incisioni provenienti da musei internazionali e collezioni private.

È previsto uno sconto del 50% sul prezzo per chi raggiunge Torino in Frecciarossa o Frecciabianca. Per ottenere lo sconto è sufficiente presentare in biglietteria il titolo di viaggio con data antecedente al massimo di due giorni quella di visita o selezionare il biglietto Ridotto Frecciarossa in fase di acquisto online su ticket24ore.it. gamtorino.it

IN CONVENZIONE ANCHE

1950-1970 LA GRANDE ARTE ITALIANA - CAPOLAVORI

DALLA GALLERIA NAZIONALE DI ARTE MODERNA DI ROMA

Fino al 2 marzo a Palazzo Chiablese, Torino museireali.beniculturali.it | arthemisia.it

BEYOND ALIEN: H.R. GIGER

Fino al 16 febbraio al Museo Mastio della Cittadella, Torino museocinema.it

MUSEO EGIZIO, TORINO

Sconti attivi fino al 30 aprile museoegizio.it

REGGIA DI VENARIA, VENARIA REALE (TORINO)

Sconti attivi fino al 31 marzo lavenaria.it

DINOS ALIVE - THE IMMERSIVE EXPERIENCE

Sconti attivi fino al 31 gennaio, Exhibition Hub, Milano dinosaliveexhibit.com

DUBUFFET E L’ART BRUT. L’ARTE DEGLI OUTSIDER

Fino al 16 febbraio al Mudec, Milano mudec.it

MUNCH. IL GRIDO INTERIORE

Fino al 26 gennaio a Palazzo Reale, Milano  palazzorealemilano.it | arthemisia.it

NIKI DE SAINT PHALLE

Fino al 16 febbraio al Mudec, Milano  mudec.it

TITANIC: AN IMMERSIVE VOYAGE

Sconti attivi fino al 14 febbraio, Exhibition Hub, Milano expo-titanic.com

VISIONS IN MOTION - GRAFFITI AND ECHOES OF FUTURISM

Fino al 23 marzo alla Fabbrica del vapore, Milano fabbricadelvapore.org

DISNEY. L’ARTE DI RACCONTARE STORIE SENZA TEMPO Fino al 23 febbraio al Centro culturale Altinate, Padova altinatesangaetano.it

HENRI DE TOULOUSE LAUTREC. IL MONDO DEL CIRCO E DI MONTMARTRE

Fino al 12 gennaio a Palazzo Dalla Rosa Prati, Parma palazzodallarosaprati.it | navigaresrl.com

ANTONIO LIGABUE. LA GRANDE MOSTRA

Fino al 30 marzo a Palazzo Albergati, Bologna  palazzoalbergati.com | arthemisia.it

TUTTI DE SICA. REGISTA & INTERPRETE

Fino al 12 gennaio alla Galleria modernissimo, Bologna cinetecadibologna.it

HELEN FRANKENTHALER. DIPINGERE SENZA REGOLE Fino al 26 gennaio a Palazzo Strozzi, Firenze palazzostrozzi.org

IMPRESSIONISTI IN NORMANDIA. MONET, BONNARD, COROT, COURBET

Fino al 4 maggio al Museo degli innocenti, Firenze museodeglinnocenti.it | arthemisia.it

ANTONIO LIGABUE. I MISTERI DI UNA MENTE

Fino al 12 gennaio al Museo storico della fanteria, Roma navigaresrl.com

BOTERO

Fino al 19 gennaio a Palazzo Bonaparte, Roma mostrepalazzobonaparte.it | arthemisia.it

GUIDO GUIDI. COL TEMPO, 1956-2024

Fino al 20 aprile al MAXXI, Roma maxxi.art

JOYN! UN VIAGGIO NEL MONDO NUTELLA

PER I SUOI 60 ANNI

Fino al 20 aprile al MAXXI, Roma maxxi.art

MEMORABILE. IPERMODA

Fino al 23 marzo al MAXXI, Roma maxxi.art

MIRÓ - IL COSTRUTTORE DI SOGNI

Fino al 23 febbraio al Museo storico della fanteria, Roma navigaresrl.com

IMPRESSIONISTI E LA PARIGI FIN DE SIÈCLE

Fino al 20 aprile nella chiesa di Santa Maria Maggiore in Pietrasanta, Napoli polopietrasanta.it | navigaresrl.com

Maggiori informazioni su trenitalia.com

Berthe Morisot
Eugène Manet e sua figlia nel giardino di Bougival (1881)
Courtesy Museo Marmottan Monet, eredità Annie Rouart

Parigi

Val

Chambéry

Saint Jean de La Maurienne

Bardonecchia

Lione Pompei

LEGENDA:

Per schematicità e facilità di lettura la cartina riporta soltanto alcune città esemplificative dei percorsi delle diverse tipologie di Frecce. Maggiori dettagli per tutte le soluzioni di viaggio su trenitalia com Alcuni collegamenti qui rappresentati sono disponibili solo in alcuni periodi dell’anno e/o in alcuni giorni della settimana. Verifica le disponibilità della tratta di tuo interesse su trenitalia.com

Cartina aggiornata all’11 dicembre 2024

Cortina d’Ampezzo
Madonna di Campiglio Pinzolo
Foggia
Lecce
Reggio di Calabria
Pescara Taranto
Lamezia
Potenza
Sibari

Velocità max 400 km/h | Velocità comm.le 300 km/h | Composizione 8 carrozze Livelli di servizio Executive, Business, Premium, Standard Posti 457 | WiFi Fast | Presa elettrica e USB al posto Servizi per persone con disabilità | Fasciatoio

FRECCIAROSSA ETR 1000

FRECCIAROSSA ETR 500

Velocità max 360 km/h | Velocità comm.le 300 km/h | Composizione 11 carrozze

4 livelli di servizio Executive, Business, Premium, Standard | Posti 589 WiFi | Presa elettrica al posto Servizi per persone con disabilità | Fasciatoio

Velocità max 250km/h | Velocità comm.le 250km/h | Composizione 8 carrozze

3 livelli di Servizio Business, Premium, Standard | Posti 497

WiFi Fast | Presa elettrica e USB al posto Servizi per persone con disabilità | Fasciatoio FRECCIAROSSA ETR 700

FRECCIAROSSA ETR 600

Velocità max 280 km/h | Velocità comm.le 250 km/h | Composizione 7 carrozze

3 livelli di Servizio Business, Premium, Standard | Posti 432 WiFi | Presa elettrica al posto Servizi per persone con disabilità | Fasciatoio

FRECCIARGENTO ETR 485

Velocità max 280 km/h | Velocità comm.le 250 km/h

Composizione 9 carrozze | Classi 1^ e 2^ | Posti 489 WiFi | Presa elettrica al posto Servizi per persone con disabilità | Fasciatoio

FRECCIABIANCA ETR 460

Velocità max 250 km/h | Velocità comm.le 250 km/h

Composizione 9 carrozze

Classi 1^ e 2^ | Posti 479 | Presa elettrica al posto Servizi per persone con disabilità | Fasciatoio

PRIMA DI SCENDERE

FONDAZIONE FS

UN VIAGGIO ALLE TERME

LA CULTURA FERROVIARIA INCONTRA LA BALNEOTERAPIA

AD ABANO TERME, IN PROVINCIA DI PADOVA.

TRA MODELLISMO E PROPOSTE TURISTICHE NEL TERRITORIO

di Gabriele Romani

Le Terme Euganee, in provincia di Padova, sono le più grandi d’Europa tra quelle specializzate in balneoterapia. Quelle di Abano diventano protagoniste, tra il 24 e il 26 gennaio, di un evento organizzato da Fondazione FS Italiane, FS Treni Turistici Italiani e Duegi editrice. Obiettivo dell’iniziativa, aperta a visitatori e appassionati del mondo ferroviario, è presentare le offerte di viaggi turistici in treno in collaborazione con le strutture ricettive locali.

Sede dell’iniziativa è la stazione di Abano, che accoglie nei suoi spazi anche la sede di Duegi, il più importante editore italiano in ambito ferroviario. La località euganea si può raggiungere da Milano viaggiando con un convoglio storico, il Treno delle terme, disponibile dal venerdì alla domenica. Il programma del sabato e della domenica sarà dedicato alla cultura ferroviaria, con la Fondazione FS che racconterà il futuro delle Sale storiche, luoghi unici all’interno delle maggiori stazioni italiane, oggi aperte al pubblico per esposizioni ed eventi. Il pomeriggio del sabato è

dedicato ai libri, con le novità curate dalla Duegi editrice. A chiusura, durante un aperitivo letterario, si parlerà del volume Pietr’arsa. Da officina a museo ferroviario, a cura di Stefano Maggi.

La domenica si apre con un focus sul Dopolavoro ferroviario, che nel 2025 festeggia i 100 anni di attività, proseguendo con la presentazione del fondo Gianfranco Ferro, composto da foto, modellini e documenti preservati dalla Fondazione FS. Durante l’evento, il piazzale davanti alla stazione di Abano è dedicato al modellismo ferroviario, con esposizioni di diorami e un mercatino per i collezionisti. Negli spazi interni, il percorso storico-fotografico Dalle architetture degli anni Trenta alla ricostruzione post-bellica. Le stazioni ferroviarie del Veneto accompagna i visitatori attraverso la nascita, l’evoluzione e la trasformazione dei maggiori poli ferroviari della regione, tra conflitti mondiali e boom economico.

fondazionefs.it | fstrenituristici.it fondazionefsitaliane

Un treno storico con livrea degli anni ‘60-‘70 in partenza dalla stazione di Milano Centrale verso Abano Terme (Padova)

PRIMA DI SCENDERE

FUORI LUOGO

di Mario Tozzi

mariotozziofficial mariotozziofficial OfficialTozzi [Geologo Cnr, conduttore tv e saggista]

I TESORI DELLE MINIERE

C’era un tempo in cui la regione del Sulcis-Iglesiente, in Sardegna, era sinonimo di lavoro e ricchezza. Non tanto per i prodotti dell’agricoltura, ma per la presenza del bacino minerario più importante del Mediterraneo, paragonabile solo a quello della Ruhr in Germania.

Qui si estraevano piombo, zinco, argento, ferro, antimonio e zolfo, materiali di valore già noti agli antichi nuragici e ai fenici, oltre che ai romani. Per secoli i minatori sardi hanno strappato dalle colline quei preziosi metalli che, però, non li hanno di certo arricchiti. In tempi moderni, poi, le attività estrattive sono

Una delle miniere tra Masua e Nebida nella regione del Sulcis-Iglesiente

state abbandonate perché non più remunerative. Ma sono comunque parecchi i motivi per cui vale la pena visitare la medievale Iglesias, con le sue chiese storiche, che conserva ancora un’altra testimonianza del tempo delle miniere: l’Istituto tecnico industriale minerario, ex regia scuola per minatori. La struttura scolastica forma ora personale capace di districarsi nelle nuove attività turistiche connesse al recupero del patrimonio naturalistico e di archeologia industriale della zona. Un tesoro inestimabile valorizzato anche dal cammino minerario di Santa Barbara che proprio a Iglesias ha il suo punto di partenza.

IPRIMA DI SCENDERE

MINDFULNESS IN VIAGGIO

di Nerina Di Nunzio

nerina.dinunzio nerinadinunzio

[Esperta di comunicazione, istruttrice mindfulness e coach]

NON CERCARE RISULTATI

l quinto pilastro della mindfulness è un principio tanto semplice quanto rivoluzionario e sfida un aspetto fondamentale del nostro modo di vivere: l’idea che ogni azione debba avere uno scopo o un risultato misurabile. Un approccio diverso può aiutare, non solo nella meditazione ma anche nella vita quotidiana, a ritrovare autenticità e presenza.

L’invito a non cercare risultati, infatti, significa praticare senza aspettative. Non meditiamo per sentirci più calmi, felici o produttivi, ma per il semplice atto di essere presenti. Quando smettiamo di voler raggiungere qualcosa, la mente si libera dal giudizio e dall’ansia da prestazione, consentendoci di vivere ogni respiro e ogni sensazione così come sono. Paradossalmente, è proprio in questa assenza di obiettivi che spesso troviamo pace e chiarezza.

Portare questo principio nella vita di tutti i giorni è una sfida più grande, perché la società ci spinge a misurare di frequente il nostro valore attraverso risultati, successi e confronti. Fin da piccoli siamo incorag-

giati a competere: a scuola, nello sport, nel lavoro. Tuttavia, non cercare risultati non significa smettere di impegnarsi o perdere ambizione, ma spostare il focus sul processo. Cioè gustare un pasto senza pensare se sia perfetto o meno, vivere il viaggio in treno non aspettando solo la meta, parlare con qualcuno senza cercare di impressionarlo o lavorare su un progetto senza preoccuparsi di come verrà giudicato. Non essere più schiavi della paura di fallire apre la porta a esperienze più autentiche e profonde. Ogni momento diventa un’occasione per essere presenti e vivere pienamente, senza filtri o aspettative.

Ma non cercare risultati è un approccio che richiede consapevolezza e pratica, perché va contro anni di condizionamenti. Tuttavia, può offrire un nuovo modo di vedere la vita, più genuino e libero, meno legato alla competizione. È un invito a vivere senza il bisogno di vincere. E proprio in questa semplicità, forse, si nasconde il vero senso del benessere.

PRIMA DI SCENDERE

FOTO DEL MESE

di Flavio Scheggi mescoupsdecoeur

Marilyn Monroe cammina nella campagna americana, scalza, senza gioielli, avvolta in un tubino nero. Il contesto insolito e la posa spontanea fanno pensare a un momento privato della sua vita. Ma la foto è stata scattata durante le riprese del film The Misfits , uscito nel 1961, l’ultimo interamente girato dall’attrice, precedente all’incompleto  Something’s got to give La firma è dell’austriaca Inge Morath, prima donna a entrare nell’agenzia Magnum Photos, chiamata dalla produzione per realizzare un reportage sul set. A lei il Centro Saint-Bénin di Aosta dedica, fino al 16 marzo, la mostra  Inge Morath. La fotografia è una questione personale Attraverso oltre 150 immagini e documenti originali, si ripercorre il cammino umano e professionale dell’artista, dagli esordi al fianco del connazionale Ernst Haas e del francese Henri Cartier-Bresson fino alla collaborazione con le riviste Life, Paris Match e Vogue . Il progetto espositivo si sviluppa in 14 sezioni tematiche partendo dalle prime fotografie, realizzate a Venezia nel 1955, per arrivare ai reportage in Spagna, Inghilterra, Iran, Francia, Austria, Messico, Irlanda, Romania, Stati Uniti d’America e Cina. Oltre a istantanee a colori, mai esposte prima in Italia, tratte dal reportage del 1959 in Tunisia e da quello del 1960 nella Striscia di Gaza. ingemorathexhibition.com

Marilyn Monroe sul set del film Misfits, Reno, Nevada, Usa (1960)

SPRING SUMMER ‘25 PREVIEW

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