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La Freccia - aprile 2026

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DANIELE

ASCOLTARE

c ASCOLTARE ASCOLTARE

i sono parole che usiamo con troppa leggerezza. E poi c’è il silenzio, che invece pesa sempre il giusto. L’autismo sta lì, in quella distanza sottile tra ciò che diciamo e ciò che non riusciamo ad ascoltare davvero. Non è un enigma da risolvere, né una mancanza da riempire: è un altro modo di stare al mondo, che spesso chiede meno spiegazioni e più attenzione. Più ascolto, appunto. Ma ascolto vero, che non interrompe, non traduce subito, non ha fretta di capire per sentirsi a posto. Aprile, con la sua ostinazione a fiorire, ci illude che aprirsi sia naturale. Invece no: aprirsi è un lavoro. È togliere strati, aspettative, rumori. È accettare che l’altro non somigli a noi e che non debba farlo. Le persone nello spettro autistico ci costringono – con una gentilezza che spesso non riconosciamo – a fare proprio questo: rallentare, cambiare lingua, considerare che esistono infiniti modi di abitare una relazione.

Non a caso aprile è anche il tempo in cui si celebra la Giornata

mondiale per la consapevolezza sull’autismo: una ricorrenza che rischia di restare simbolica se non diventa pratica quotidiana, se non si traduce in gesti concreti, in possibilità reali. Perché l’ascolto, da solo, non basta se non cambia il modo in cui costruiamo gli spazi, i tempi, le occasioni. C’è chi non parla e per questo viene creduto assente. È uno degli errori più crudeli che sappiamo fare: scambiare il silenzio per vuoto. In realtà, il silenzio è spesso pienissimo. Solo che non sappiamo entrarci.

Penso a storie come quella di Eleonora Daniele, che ha trasformato un dolore privato in un gesto pubblico, continuo, ostinato. Non per raccontare una mancanza, ma per difendere una presenza diversa, che chiede spazio senza chiedere pietà. È una linea sottile, difficilissima da tenere: parlare senza sovrapporsi, aiutare senza invadere, raccontare senza semplificare. Anche attraverso realtà come Life Inside, la onlus fondata dalla conduttrice per sostenere, sensibilizzare, costruire possibilità dove prima c’erano solo limiti.

di Alessandra Calise

E poi ci sono i progetti, quelli concreti, che non fanno notizia ma cambiano le giornate: un viaggio preparato con cura, un luogo reso accessibile, un lavoro immaginato anche per chi non rientra negli schemi. Penso a esperienze come Ready to Ride, il progetto pilota del Gruppo FS che prova a rendere familiare l’esperienza in treno delle persone nello spettro autistico, o a percorsi come Modelli si nasce, che portano nel mondo dell’immagine e della moda una rappresentazione più vera, meno stereotipata della neurodivergenza. Non è inclusione, quella parola che ormai suona consumata: è giustizia minima. È dire che il mondo non appartiene a chi lo capisce più in fretta, ma a chi lo abita.

E poi c’è l’arte, che arriva dove le parole si fermano. Le visioni di giovani come Leo Ottoni raccontano universi pieni, vibranti, abitati da creature e colori che non chiedono traduzione. Ci ricordano che esprimersi non significa necessariamente spiegarsi e che esistono linguaggi

anteriori a ogni grammatica.

Forse è questo che l’autismo ci insegna, se smettiamo di guardarlo da fuori: che la relazione non è adattare l’altro a noi, ma allargare noi abbastanza da poterlo incontrare. Senza tradurlo subito. Senza ridurlo. Senza avere sempre bisogno di una risposta.

Ascoltare, allora, diventa un gesto radicale. Significa restare anche quando non succede niente di evidente. Significa fidarsi che qualcosa sta accadendo comunque. E mentre impariamo questo, forse possiamo anche ricordarci del resto: che la Terra non è uno sfondo ma una casa, come insegna San Francesco d’Assisi, e ogni relazione – con le persone, con l’ambiente, con ciò che è fragile – chiede rispetto, misura, presenza. Come in aprile: non vedi crescere i fiori, ma crescono. E se abbiamo pazienza – se impariamo davvero ad ascoltare – ci accorgiamo che il mondo non era muto. Eravamo noi che parlavamo troppo.

STORIE DI FS

6 Railway heArt

Le persone, i luoghi, le storie dell’universo ferroviario in un click

9 Un treno per tutti

Con il progetto pilota Ready to Ride il Gruppo FS si impegna a migliorare l’esperienza di viaggio delle persone con autismo

12 Una corsa per la salute

Dal 7 al 10 maggio torna a Roma la Race for the Cure, organizzata da Komen Italia con il sostegno del Gruppo FS

14 Save the date

Mostre, festival, fiere: gli appuntamenti principali del mese da nord a sud

ELEONORA DANIELE

la conduttrice tv racconta il suo impegno per l’autismo

VIAGGI

26 Il gioiello dell’Adriatico

Capitale italiana della cultura 2028, Ancona è un mosaico di bellezze da scoprire. Dal porto antico alla Pinacoteca riaperta di recente

30 Lungo la via del Passatore

Da Firenze ai colli romagnoli di Faenza: la storica ultramaratona, prevista per il 23 e 24 maggio, è un viaggio tra borghi e natura

34 Un cammino ad arte

È il Bologna Montana Art Trail, un percorso di cento chilometri sull’Appennino tosco-emiliano che diventa un museo a cielo aperto

38 ANDAMENTO LENTO

L’oro di Procida

In primavera l’isola nel golfo di Napoli è un caleidoscopio di colori e sapori. Come quello del limone pane, utilizzato in cucina e in cosmesi

SOSTENIBILITÀ

49 Un pianeta in festa Il 22 aprile è la Giornata della Terra e Roma la celebra con diverse iniziative, dai workshop di formazione al concerto di Serena Brancale

INCONTRI

52 Fino all’ultimo sogno

Sarah Toscano esordisce come attrice nel film

Non abbiam bisogno di parole, dal 3 aprile su Netflix. E si prepara al primo tour musicale

54 Emozioni infinite

Dopo l’esperienza a Sanremo, Raf scalda la voce per un doppio tour con cui festeggia i 25 anni della hit Infinito

57 Lampi di comicità

Un dettaglio lo colpisce e diventa parodia: così nascono le maschere di Giovanni Vernia, in tv al GialappaShow e da maggio nei teatri

60 Riscrivere la moda

L’associazione no profit Modelli si nasce offre percorsi di formazione a persone autistiche per prepararle a un futuro nel mondo del fashion

ARTE E CULTURA

64 Inaspettati incontri

Una mostra nel Bolognese ripercorre dieci anni di lavoro di Leonardo Ottoni, giovane artista con autismo

68 Orizzonti di futuro

Gibellina, nel Trapanese, è la prima Capitale italiana dell’arte contemporanea. In programma per tutto l’anno mostre, conferenze e laboratori

72 Muoversi tra le favole

42 L’ANNO DI FRANCESCO

Legami di natura

San Francesco d’Assisi non era un ecologista in senso moderno. Ma considerando la Terra come «madre» sostituì il concetto di dominio con quello di relazione

A Torino, una mostra celebra i primi libri illustrati e pop-up, da Pierino porcospino alle Avventure di Pinocchio

76 Sinceramente Varda

I luoghi e la carriera della fotografa e regista belga sono raccontati a Roma, tra stampe originali, estratti di documentari e manifesti

primadi scendere

SEGNALIBRO

Intervista a Gianrico Carofiglio per il libro Viaggio in Italia 80

CIAK, SI PARTE

Grandi ritorni. I film in sala e in streaming scelti da Alessandra Caputo 84

FOOD TO GO

La ricetta del mese

La torta caprese di Tommaso Foglia 86

BEAUTY CASE

Stile K-Pop

I trend di bellezza secondo Luca Buttiglieri

90

LA FRECCIA DI CUPIDO

In amore bisogna essere sé stessi

La posta del cuore di Cristiano Malgioglio

Una fase fantastica per il Toro L’oroscopo di Luigi Torres Cerciello UN TRENO PER LE STELLE 94

MINDFULNESS IN VIAGGIO

Pioggia di consapevolezza Meditare con Nerina Di Nunzio

PER CHI AMA VIAGGIARE

MENSILE GRATUITO PER I VIAGGIATORI

ANNO XVIII - NUMERO 4 - APRILE 2026

REGISTRAZIONE TRIBUNALE DI ROMA N° 284/97 DEL 16/05/1997

CHIUSO IN REDAZIONE IL 26/03/2026

Foto e illustrazioni: Archivio FS Italiane/AdobeStock

Copertina: © Ufficio stampa Rai/Assunta Servello

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Hanno collaborato a questo numero

Susanna Ausoni, Luca Buttiglieri, Alessandra Caputo, Nerina Di Nunzio, Fondazione FS Italiane, Enzo Fortunato, Davide Garofalo, Abha Valentina Lo Surdo, Cristiano Malgioglio, Enrico Procentese, Gabriele Romani, Floriana Schiano Moriello, Luigi Torres Cerciello

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Bagaglio green

I consigli fashion di Susanna Ausoni

IN VALIGIA 88

BINARI SENZA TEMPO 99

Antonio Nappa

Vintage vibes al Museo ferroviario di Pietrarsa con Fondazione FS Italiane

PROGETTO CREATIVO

Team creativo Antonio Russo, Annarita Lecce, Giovanni Aiello, Manfredi Paterniti, Massimiliano Santoli

La carta di questa rivista proviene da foreste ben gestite certificate FSC® e da materiali riciclati
sfogliare La Freccia anche online. Buona lettura

RAILWAYheART

Le persone, i luoghi, le storie

dell’universo ferroviario in un click.

Un viaggio da fare insieme

a cura di Enrico Procentese enry_pro

Utilizza l’hashtag #railwayheart oppure invia il tuo scatto a railwayheart@fsitaliane.it. L’immagine, classificata secondo una delle tre categorie rappresentate (Luoghi, People, In viaggio), deve essere di proprietà del mittente e priva di watermark. Le foto più emozionanti tra quelle ricevute saranno selezionate per la pubblicazione nei numeri futuri della rubrica.

Geografia intermittente © Francesco V. ciskie1977
Cattedrale del movimento. Stazione di Napoli Afragola
© Gianluca N. photographerjean
Vite in transito © Giulio Francesco B. J. clexane4000

Dove si sta bene, si ritorna ciclicamente!

Scopri il percorso permanente del Terre di Pisa Bike Trail su: www.terredipisabiketrail.it terredipisa.it

Nelle Terre di Pisa il capolavoro della Natura è solo il primo di una lunga serie. Un capolavoro che puoi scoprire pedalando lungo strade bianche, attraversando il verde delle colline, costeggiando l’azzurro del mare. Luoghi dove l’accoglienza è di qualità e il viaggio diventa un’esperienza vera e autentica. Lungo i percorsi permanenti del Terre di Pisa Bike Trail scoprirai suggestivi scenari naturali che fanno da cornice alla meravigliosa arte del passato, ai sapori genuini di una volta, alla bellezza di città e borghi ricchi di storia.

Terre di Pisa: espressione autentica di una terra unica

tuttiUn treno per

Con il progetto pilota Ready to Ride il Gruppo FS si impegna a migliorare l’esperienza di viaggio delle persone con autismo. Per costruire un modello di mobilità sostenibile e accessibile di Alex A. D’Orso - al.dorso@fsitaliane.it

Per le persone nello spettro autistico salire in treno e frequentare le stazioni può essere difficile. Per questo motivo il Gruppo FS, insieme a Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana (RFI), ha deciso di impegnarsi in un percorso che mira a migliorare l’esperienza di viaggio, offrendo loro strumenti concreti per familiarizzare con l’ambiente ferroviario. L’iniziativa ha cominciato a prendere forma tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024, dopo diversi incontri con Fand e Fish, le due principali federazioni che uniscono le associazioni nazionali delle persone con disabilità. Durante questo scambio, i gruppi hanno condiviso l’esperienza del progetto Autismo - In viaggio attraverso l’aeroporto, realizzato insieme all’Ente nazionale per l’aviazione civile (Enac) e premiato nel 2023 alle Nazioni Unite. L’iniziativa ha ispirato il Gruppo FS, che a novembre del 2025 ha avviato una formazione dedicata al personale di Trenitalia e RFI, con l’intento di adattare e trasferire quel modello al mondo ferroviario.

Nello stesso mese è stato organizzato un viaggio di prova con un gruppo di persone autistiche, i loro tutor e le realtà coinvolte, tra cui l’Associazione nazionale genitori persone con autismo (Angsa), l’Associazione nazionale di famiglie e persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo (Anffas) e l’Associazione nazionale mutilati invalidi civili (Anmic). «È stata un’esperienza molto positiva dal punto di vista dell’accoglienza: fin dall’arrivo in stazione, i partecipanti sono stati supportati dal personale

di partecipazione

formato ad hoc. L’assistenza è proseguita a bordo treno, dove abbiamo anche avuto la possibilità di stare seduti vicini», dichiara Nazaro Pagano, presidente nazionale della rete Anmic. «Il viaggio di prova ha consentito di immaginare gli step che servirebbero per passare da una fase sperimentale a una ordinaria. Per noi l’obiettivo ultimo è riuscire a impostare un modello replicabile almeno nelle grandi stazioni», aggiunge Ettore Focardi di Angsa. A dicembre l’esperienza del viaggio di prova è stata raccontata anche alla ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, a conferma dell’impegno del Gruppo per un modello di mobilità sostenibile e accessibile a tutte le persone. «Siamo convinti che il metodo di collaborazione e ascolto avviato con le associazioni sia la strada maestra per costruire il puzzle necessario per realizzare un servizio più inclusivo», continua Focardi. Il viaggio di prova avrà un seguito nel progetto pilota

Ready to Ride che prevede ulteriore formazione per il personale del Gruppo e altri viaggi con persone autistiche e i loro accompagnatori. Prima della partenza sarà previsto un momento d’accoglienza in stazione durante il quale verrà spiegato ai partecipanti come si svolge l’esperienza e consegnato loro un kit con gadget antistress. Perché le persone con disabilità intellettiva o disturbi del neurosviluppo e i loro familiari, conclude Pagano, «dovrebbero poter vivere un’esperienza di viaggio serena e positiva, come qualsiasi altro passeggero».

L’attestato
al viaggio di prova
© Archivio FS Italiane
© Archivio FS Italiane
Il personale di Trenitalia in stazione, durante il viaggio di prova del 12 novembre 2025

ESTATE BEST WESTERN

HOTELS & RESORTS: VACANZE AL SOLE DEL MEDITERRANEO

TRA MARE CRISTALLINO E LAGHI INCANTATI

Fra orizzonti d’acqua salata e lacustre, l’ospitalità assume nuove forme: più fluide, immersive, profondamente connesse al territorio. Le strutture al mare e al lago di Best Western Hotels & Resorts, il gruppo alberghiero più grande al mondo con oltre 200 hotel in Italia e nel Sud-Est Europa, rappresentano oggi una vacanza privilegiata, nelle quali l’esperienza dell’ospite si modella sul ritmo delle onde, sulla luce che muta durante il giorno, sul dialogo costante tra identità locale e natura. Fra le punte di diamante italiane del gruppo troviamo l’Hotel Al Caminetto, WorldHotels Crafted**** a Torri del Benaco, sulla sponda orientale del Garda, una struttura

che celebra oltre cinquant’anni di storia con un sofisticato restyling volto a rilanciarne la visione “Adults only”. Il progetto fonde memoria architettonica e linguaggi attuali: forme sinuose, materiali ricercati, luci calibrate disegnano ambienti nei quali pareti e arredi dialogano senza soluzione di continuità. Le camere, tecnologiche ed ecosostenibili, guardano a un’ospitalità elegante e consapevole, immersa nel fascino medievale del borgo dominato dal castello Scaligero e circondato da percorsi outdoor, sport acquatici e panorami montani. Dalla sponda gardesana al Golfo dell’Asinara, dove il Best Western Hotel Blumarea**** di Castelsardo si affaccia sul lungomare di Lu Bagnu a pochi passi dalla spiaggia. Recentemente ristrutturato, propone spazi luminosi impreziositi da tessuti e ceramiche della tradizione sarda contemporanea. Piscina con solarium, lounge bar aperto anche agli esterni, piccole sale meeting e terrazze vista mare costituiscono un’esperienza che unisce comfort moderno e radicamento locale, con il valore aggiunto della vicinanza al centro storico di uno dei borghi più suggestivi d’Italia. Si salpa alla volta della Sicilia per giungere all’atmosfera riservata che definisce Le Dune Resort, BW Signature Collection****, a Porto Palo di Menfi. Cinquantadue camere silenziose immerse nel verde, piscine, tre vasche idromassaggio e ristorante con terrazza affacciata sul giardino introducono a una dimensione rilassante, completata dalla spiaggia privata e attrezzata a pochi

metri. Un elisir di giardini lussureggianti che amplificano la sensazione di quiete e distacco dai ritmi urbani, lontani dal turismo di massa e strategicamente posizionati per esplorare il territorio agrigentino. Quintessenza esclusiva anche oltreconfine e in Grecia con il Collini Hotel Mykonos, WorldHotels Elite***** a Mykonos: simbolo di eleganza, privacy e comfort, è un boutique hotel che fonde design e ospitalità mediterranea, la scelta ideale per vivere l’isola in un contesto distintivo. Le camere e le suite - alcune con Jacuzzi® privata o piscina a sfioro - offrono viste spettacolari sul Mar Egeo, garantendo privacy e comfort. Al ristorante “Il segreto” la cucina mediterranea si arricchisce di influenze internazionali, il lounge bar e la terrazza scenografica trasformano l’aperitivo al tramonto in un’esperienza memorabile, SpaDeus propone rituali di benessere personalizzati mentre la palestra panoramica consente di allenarsi con attrezzature Technogym. La posizione strategica dell’hotel permette di raggiungere, in pochi minuti di macchina, le spiagge e il vivace centro di Mykonos Town.

Prenota la tua vacanza al mare o al lago su bestwestern.it/lafreccia e scrivi a marketing@bwh.it per ricevere un buono sconto da 50 euro

privata

La piscina privata dell’Hotel Mykonos, WorldHotels Elite a

Un dettaglio del Best Western Hotel Blumarea a Castelsardo
Una camera dell’Hotel Al Caminetto, WorldHotels Crafted a Torri del Benaco
La spiaggia
del Le Dune Resort, BW Signature Collection a Porto Palo di Menfi
Mykonos

saluteUna corsa per la

Dal 7 al 10 maggio torna a Roma la Race for the Cure, organizzata da Komen Italia con il sostegno del Gruppo FS, per sensibilizzare sulla prevenzione del tumore al seno. Oltre alla tradizionale competizione, al Circo Massimo sono previste visite gratuite e consulenze

di Alex A. D’Orso - al.dorso@fsitaliane.it

èla più grande manifestazione nazionale per il contrasto ai tumori del seno e quest’anno, a Roma, celebra la sua 27esima edizione. Dal 7 al 10 maggio la Race for the Cure, organizzata da Komen Italia con il sostegno del Gruppo FS, torna ad animare lo spazio del Circo Massimo con la tradizionale corsa e il Villaggio della salute, promosso dall’associazione, in collaborazione con la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs, l’ospedale Isola Tiberina - Gemelli Isola e altri presidi sanitari.

Nell’area allestita vengono offerte prestazioni e consulenze gratuite a chiunque ne faccia richiesta, mentre la Carovana della prevenzione, composta da otto unità mobili speciali, propone un percorso ad hoc alle persone in condizioni di fragilità socioeconomica. In una zona dedicata alle Donne in Rosa – quelle che stanno affrontando o hanno affrontato il tumore del seno, protagoniste della manifestazione – sono previste attività per il benessere della mente e del corpo, sotto la guida di insegnanti esperti, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita e alleviare gli effetti collaterali delle terapie oncologiche. Un altro settore ospita masterclass e lezioni che hanno come tema lo sport e l’equilibrio psicofisico, mentre nell’area Conferenze si tengono dibattiti e tavole rotonde su prevenzione, promozione della salute e nuovi modelli di governance sanitaria.

Spazio ai più giovani nell’area Kids, dove sono in programma laboratori rivolti ai ragazzi e alle ragazze della scuola secondaria di primo e secondo grado, mentre nel Villaggio dello sport, grazie alla collaborazione con diverse federazioni, è possibile partecipare ad attività pratiche per conoscere da vicino varie discipline, dal calcio alla scherma, fino al tiro con l’arco, alla pesca sportiva e al rugby.

Il 10 maggio è il giorno della tradizionale corsa di cinque chilometri, aperta a tutti, e del percorso competitivo lungo dieci. A queste si affianca una passeggiata più breve, di due chilometri. Successivamente, al Villaggio Race si svolge la cerimonia di premiazione con un momento speciale dedicato alle Donne in Rosa sul palco del Circo Massimo. raceforthecure.it komenitalia komen-italia

Alcune Donne in Rosa durante la 26esima edizione dell’evento

a cura di

Alex A. D’Orso - al.dorso@fsitaliane.it

Irene Marrapodi - ir.marrapodi@fsitaliane.it

Francesca Ventre - f.ventre@fsitaliane.it

save

datethe

MOSTRA INTERNAZIONALE DELL’ARTIGIANATO

FIRENZE 25 APRILE>3 MAGGIO È la rassegna di settore più longeva d’Italia e nel 2026 compie 90 anni. Il meglio dell’artigianato proveniente da tutto il mondo, dall’abbigliamento al design, dall’arredamento all’oreficeria, dall’oggettistica alla bellezza, è esposto nella Fortezza da Basso, vicino alla stazione ferroviaria di Santa Maria Novella. La mostra, di cui Trenitalia è Official Green Carrier, mette in evidenza l’alto valore della manifattura creativa che in Italia vede operare 1,25 milioni di imprese per oltre 2,6 milioni di occupati, con un fatturato di 374 miliardi di euro e un export di 59 miliardi. Quest’anno le città di Riga (Lettonia), Cracovia (Polonia) e Ningbo (Cina) sono state coinvolte in un gemellaggio con il capoluogo toscano che prevede l’avvio di progetti di collaborazione e uno scambio culturale.

«È per noi motivo di grande orgoglio», afferma il presidente di Firenze Fiera Lorenzo Becattini, «sostenere una manifestazione internazionale che valorizza la città e il suo tessuto economico e imprenditoriale, mettendo a disposizione un monumento cinquecentesco integrato a spazi e servizi fieristici moderni e competitivi su scala globale». Tra le tante

iniziative sono in programma anche alcune visite guidate ai sotterranei di Fortezza da Basso, in collaborazione con i Musei civici fiorentini e la Fondazione Mus.E.

Ad arricchire la kermesse, infine, un cartellone di spettacoli musicali serali in uno scenografico palcoscenico all’aperto, con performance che spaziano dal sax all’arpa fino alla voce solista, reinterpretate in chiave contemporanea e accompagnate da dj set. mostrartigianato.it

SALONE DEL MOBILE

MILANO 21>26 APRILE

Più di 1.900 espositori da 32 Paesi e 227 brand tra debutti e ritorni. La 64esima edizione della manifestazione, di cui Frecciarossa è Treno Ufficiale, punta sull’innovazione e conserva l’apertura verso la scena internazionale. A Fiera Milano Rho ritornano le Biennali: EuroCucina con FTK-Technology For the Kitchen, e il Salone internazionale del bagno. Mentre spiccano, tra le novità, il Salone Raritas, una sezione dedicata alle icone del design, all’antiquariato e all’alta manifattura creativa. E Aurea, un hotel immaginario che reinventa i codici del lusso e dell’ospitalità come esperienza teatrale, cuore del percorso A Luxury Way. salonemilano.it

Uno stand della passata edizione
L’edizione 2024 del Salone del mobile
© Diego
Ravier

FSA BIKE FESTIVAL

RIVA DEL GARDA (TRENTO) 1>3 MAGGIO

Torna la primavera e le biciclette popolano nuovamente i sentieri intorno al lago di Garda. Per tre giorni oltre 200 espositori presentano i loro prodotti ai curiosi, mentre show e musica live animano le serate. E poi ci sono le gare, che consentono a tutti e tutte di mettersi alla prova: la mattina del 1° maggio esperti e dilettanti potranno partecipare alla Bosch eMTB Challenge, mentre il 2 si potrà prendere parte alla Bike Marathon. Alle 8 di domenica via alla Maxxis Gravel Garda Trentino, seguita alle 10:30 dalla Scott Junior Trophy, dedicata ai giovani biker tra i 3 e i 14 anni. bikefestivalriva.com

BIENNALE TECNOLOGIA

TORINO 15>19 APRILE

Sono oltre 120 gli appuntamenti della manifestazione organizzata dal Politecnico di Torino. Soluzioni è il tema di quest’anno, attorno al quale ruotano lezioni, incontri, mostre e spettacoli, in 20 sedi diffuse. Inaugurano la biennale il fisico Alessandro Vespignani, con la lectio magistralis La co-evoluzione di essere umani e intelligenza artificiale, e il regista Marco Paolini con lo spettacolo Dov’è il Po?. Tra i protagonisti anche la linguista Rukmini Bhaya Nair in dialogo con il direttore del Museo egizio Christian Greco, l’esperto di cultura digitale e tra i più noti autori di fantascienza Chen Qiufan, l’astrofisica Marica Branchesi, il giornalista Dario Fabbri e il comico Maccio Capatonda. biennaletecnologia.it

VINITALY

VERONA 12>15 APRILE

Quella di Veronafiere è l’unica manifestazione internazionale interamente dedicata al vino italiano. E, per la sua 58esima edizione, amplia l’offerta con NoLo-Vinitaly Experience e Xcellent Spirits. Il primo progetto, lanciato lo scorso anno e dedicato ai prodotti No-Low Alcohol, trova la sua collocazione strutturata in un contenitore che ospita i principali brand nazionali del settore. Il secondo vede invece il debutto di un intero padiglione ideato per favorire la connessione tra la filiera del vino e quella dei distillati. Spazio anche all’enoturismo con Vinitaly Tourism, che propone un calendario giornaliero di talk sul tema, affiancato da un programma rivolto a buyer e tour operator specializzati. vinitaly.com

Una dimostrazione del laboratorio Politecnico aperto
Una passata edizione dell’evento
© Ennevi Foto
Una passata edizione del festival
© Garda Dolomiti Spa/Marco Parisi
© Giulio Lapone

BAROCCO. IL GRAN TEATRO DELLE IDEE

FORLÌ FINO AL 28 GIUGNO

Nel Museo civico di San Domenico sono esposti circa 200 capolavori in stile barocco. Le opere del ‘600 di Gian Lorenzo Bernini, Francesco Borromini, Pietro da Cortona sono protagoniste dell’esposizione insieme a quelle di Guido Reni, Van Dyck e Rubens. Il corpus è messo a confronto con i prodotti della rivoluzione artistica del primo ‘900, quando il Barocco venne riscoperto e reinterpretato da maestri come Umberto Boccioni e Lucio Fontana. Nel percorso sono inoltre approfonditi concetti come la rappresentazione del potere e le committenze, oltre al ruolo di Roma e delle corti, fondamentali nello sviluppo di questo stile. mostremuseisandomenico.it

100 ANNI DI RIFLESSI.

GLI IMPRESSIONISTI DA MONET A BONNARD

PARMA FINO AL 31 MAGGIO

A cento anni dalla morte di Claude Monet Palazzo Tarasconi ospita una retrospettiva sull’Impressionismo, di cui Trenitalia è Official Green Carrier. La luce è protagonista delle oltre 70 opere in mostra realizzate da circa 30 artisti e provenienti da collezioni private italiane e francesi. L’esposizione, curata da Stefano Oliviero, oltre ai dipinti di Monet ospita opere di Théodore Rousseau, Eugène Boudin, Alfred Sisley e Giovanni Boldini, di cui approfondisce l’eredità artistica sull’utilizzo contemporaneo del colore. palazzotarasconi.it

MADE IN ITALY DAY

ROMA 10 APRILE

Tavole rotonde sull’innovazione aziendale, racconti di imprenditori visionari e incontri di networking animano il centro congressi Auditorium della Tecnica in occasione della giornata dedicata alle eccellenze italiane. Sono molte, in questo contesto, le occasioni per acquisire nuove competenze utili alla crescita personale e professionale: dalle riflessioni sull’intelligenza artificiale a quelle sulla creatività, passando per la valorizzazione dell’artigianato e del capitale umano. Trenitalia è Main Partner della manifestazione. madeinitaly-community.com

Laocoonte di Gian Lorenzo Bernini Roma, Galleria Spada
Un evento del Made in Italy Day 2025
Les Pêcheurs de Poissy, attribuito a Claude Monet
© Fabio Cimaglia

URI ARAN. UNTITLED (I LOVE YOU)

NAPOLI FINO AL 18 MAGGIO

Attivo dai primi anni 2000, Uri Aran utilizza scultura, video e performance per indagare i meccanismi con cui l’essere umano produce significato e memoria, individuale e collettiva. Nel suo lavoro gli oggetti comuni vengono trattati come elementi di un vocabolario aperto in cui il senso emerge dal contesto, dall’uso e dalla relazione tra le parti, in un continuo slittamento semantico. Il Madre racconta l’evoluzione dell’artista statunitense attraverso una retrospettiva che raccoglie oltre 170 opere tra installazioni storiche e lavori di nuova concezione realizzati appositamente per il museo. madrenapoli.it

The Good Route (Cookies) (2024) di Uri Aran Courtesy l’artista e Matthew Brown

RAPPRESENTAZIONI CLASSICHE AL TEATRO GRECO

SIRACUSA 13APRILE>28 GIUGNO

La 61esima stagione della rassegna parte con l’ Iliade di Omero, nella versione firmata da Giuliano Peparini: dal 13 al 16 aprile affidata ai giovani della scuola di teatro dell’Istituto nazionale dramma antico, dal 14 al 27 giugno interpretata da professionisti tra cui Vinicio Marchioni. Il coraggio, la compassione e il senso del limite sono i temi che uniscono le tre nuove produzioni in scena a maggio e a giugno. L’Alcesti di Euripide è dedicata a una donna che compie un atto estremo per amore del marito. L’Antigone sofoclea mette al centro un’eroina che non obbedisce alle leggi umane, ma segue una morale superiore. I Persiani di Eschilo, che chiude la rassegna, riflette sui drammi della guerra, ancora tristemente attuali. indafondazione.org

MEDITERRANEO RADIO FESTIVAL

NOCERA TERINESE (CATANZARO) FINO AL 21 GIUGNO

L’antico borgo calabrese accoglie la settima edizione della kermesse, nata nel 2020 come risposta alla pandemia da Covid-19, per portare la musica nelle case attraverso la radio, abbattendo le barriere fisiche e mantenendo il rapporto tra artisti e ascoltatori.

Organizzata dal Conservatorio statale di musica P. I. Tchaikovsky con la direzione artistica del maestro Filippo Arlia, la manifestazione si caratterizza come un progetto culturale e di ricerca, che unisce il rigore musicologico alla missione divulgativa. Tra i vari protagonisti, si esibisce Rocco Papaleo il 31 maggio, come voce narrante nell’esecuzione dell’ Histoire du soldat di Igor Stravinsky. cons.cz.it

Il maestro Filippo Arlia
La tragedia Medea di Euripide, rappresentata a Siracusa nel 2023

STORIE che curano

A dieci anni dalla scomparsa del fratello Luigi, la giornalista e conduttrice Eleonora Daniele continua a dedicarsi alle persone autistiche. Per difendere il diritto all’assistenza e a un futuro costruito sulla dignità

di Francesca Ventre - f.ventre@fsitaliane.it

Porta ogni giorno in tv un’idea di racconto fatta di ascolto ed empatia. Eleonora Daniele è alla guida dei programmi di Rai1 Storie italiane e Storie di sera : due osservatori su fatti di cronaca e temi di sensibilità sociale. Per lei la solidarietà e la famiglia – in primis il rapporto con la figlia Carlotta – hanno due posti fondamentali nella vita. La giornalista e conduttrice si impegna a sostenere le persone autistiche e i loro parenti, non solo il 2 aprile, Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo, ma anche come promotrice della campagna #dueapriletuttiigiorni. E nel ricordo del fratello Luigi, scomparso dieci anni fa, a cui ha dedicato anche il libro Quando ti guardo negli occhi

Che rapporto avevi con lui?

È mancato dieci anni fa e ancora sto elaborando la sua perdita. Era più grande di me di sei anni, purtroppo era autistico e non ha mai parlato. Ho vissuto esperienze difficili fin da piccola, nei periodi in cui lui, da adolescente, era ricoverato in istituti psichiatrici. Negli anni ‘70 non c’erano molti strumenti per comprendere questa disabilità. Se fosse stato seguito ora, sarebbe stato diverso.

All’ultima Mostra del cinema di Venezia è stato presentato il docufilm Blu, il colore dell’autismo, a cui hai collaborato. Che ruolo hai avuto?

Il documentario va anche in onda su Rai Premium il 2 aprile. Vengono raccontate tutte storie vere, tra cui quella di mio fratello. Io mi sono prestata con piacere come voce narrante anche di persone che non ci sono più, ma continuano a vivere attraverso le testimonianze.

Hai fondato l’onlus Life Inside. Di cosa si occupa?

Io sono la presidente e l’ho creata insieme alle mie sorelle, Elisa e Cosetta. È un’associazione per sensibilizzare sul tema

dell’autismo e raccogliere fondi che saranno poi destinati a progetti di altre realtà. In un certo senso funziona da volano, perché io sono un volto noto.

Quindi vi date una mano?

Solo così si è forti. Nel territorio esistono molte associazioni diverse che si occupano di risolvere i problemi delle famiglie. Poi, a livello nazionale, c’è la Fondazione italiana per l’autismo (Fia), che riunisce tantissime realtà, da nord a sud. Si occupa di ricerca e di sensibilizzazione sul tema.

Per i genitori è facile capire i sintomi dell’autismo?

Se un bambino o una bambina, intorno ai due anni e mezzo o tre, non parla o non risponde alle domande, occorre un controllo per avere una diagnosi precisa. Esistono vari gradi di autismo e il range è abbastanza ampio. Ci sono giovani che possono stare in società senza problemi, mentre per altri servono attenzioni particolari. Un adolescente che cresce e fisicamente diventa più forte, poi, può manifestare comportamenti autolesionisti o aggressivi.

A chi ci si deve rivolgere?

Ai centri specializzati. A Roma, per esempio, c’è il Bambino Gesù, che ha un reparto sull’autismo all’avanguardia. Lo conosco, perché da tre anni conduco da lì la docuserie

Rai Dottori in corsia. E poi esiste una rete importante di associazioni, come dicevo.

A che punto siamo per quanto riguarda la ricerca?

Sono fondamentali diagnosi tempestive e interventi precoci, fin dall’infanzia. Io mi batto costantemente contro le liste d’attesa troppo lunghe, che i genitori mi segnalano da tutta Italia. Mentre ogni persona ha diritto di essere seguita nei giusti tempi in centri attrezzati per la logopedia, con professionisti che aiutino nel recupero del linguaggio, così da consentire relazioni con il mondo esterno.

Che cosa servirebbe, in particolare?

Non si può far aspettare un bambino tre o quattro anni. E costringere le famiglie a rivolgersi a un centro a pagamento. Ci vuole l’accesso gratuito per il recupero a tutte le persone.

Ed è importante anche il sostegno agli autistici gravi adulti, in strutture sanitarie adeguate. Ce ne sono pochissime in Italia e, a volte, li lasciano quasi a vegetare. È la mancanza di stimoli che li spegne?

Ma certo. L’approccio giusto deve mirare a farli integrare. Con l’alibi della disabilità mentale, spesso e volentieri, vengono trascurati o, addirittura – è molto triste affermarlo – vengono calmati con farmaci. Al contrario, occorre dar loro attenzione e amore. Non possono essere costretti in un ambiente chiuso, devono avere la possibilità di vivere con dignità, andare in piscina, lavorare o fare una vacanza. A questo proposito, il Gruppo FS è protagonista del progetto pilota Ready to Ride, che punta a migliorare

l’esperienza di viaggio in treno per le persone autistiche. Che ne pensi?

Un’iniziativa lodevole. Spesso i genitori si trovano in difficoltà se i figli non riescono a stare seduti o hanno paura del movimento e dei rumori. Invece, per esempio, l’area silenzio può tranquillizzarli.

Con Luigi avete fatto qualche viaggio insieme?

A lui piaceva molto girare, anche se, per esempio, era terrorizzato dalle scale mobili. Le sue passioni erano il mare e l’acqua, legate anche al colore blu scelto per il titolo del docufilm. Per nuotare preferiva la piscina, in cui si sentiva più sicuro. Ricordo che, ascoltando le canzoni di Ron, facevamo passeggiate meravigliose nella campagna veneta, la stessa che vedo dal treno quando passo da quelle parti e mi fa pensare a lui. Passavamo ore e ore nella natura e quando arrivava il tempo delle more mature era una festa. E, poi, amava molto la musica.

Eleonora Daniele alla Mostra del cinema di Venezia 2025 per la presentazione del docufilm Blu

Un genere in particolare?

Grazie a lui sono diventata fan degli Wham! e di Elton John. Ascoltavamo i brani sulle cassette e i 45 giri rubati alle mie sorelle più grandi. Luigi e io, vicini d’età, abbiamo passato più tempo insieme. Nel repertorio non poteva mancare il liscio di Raoul Casadei, perché i miei lo adoravano. Io ballavo Romagna mia con mio fratello.

Ti piace viaggiare. Quali sono i tuoi luoghi del cuore in Italia?

Amo molto Cetona, in provincia di Siena. È un paesino simile a quello dove sono nata, in mezzo ai campi, Saonara, in provincia

di Padova. La strada tra gli alberi mi ricorda i sentieri dove passeggiavo con Luigi. Adesso ci vado con mia figlia Carlotta e mi piace l’idea che lei sviluppi il contatto con la natura e conosca la semplicità contadina. Vorrei che potesse vivere quello che ho vissuto io. E un giorno, da grande, potesse avere persone su cui contare, anche se lontane. Inoltre, mi piacerebbe che vedesse il mondo anche nelle sue realtà più complesse, ma senza traumi. Io, per esempio, ho sofferto, ma sono cresciuta più in fretta. Carlotta deve scoprire la diversità e capire che è fatta di tanti colori.

Luigi Daniele, il fratello di Eleonora
Eleonora Daniele nella trasmissione Rai Dottori in corsia

Conduci da molti anni su Rai1 Storie italiane, un osservatorio sulla società. Quali sono le situazioni attuali più allarmanti secondo te?

È molto complesso rispondere a questa domanda. Di sicuro, noto che c’è poco ascolto tra le singole persone, i gruppi sociali, le comunità grandi e piccole. E, soprattutto tra i più giovani, manca l’empatia, il sentimento che consente di comprendere l’altro. La pietas che avevano gli antichi è come non esistesse più. Ai giovani non l’abbiamo trasmessa noi, evidentemente, né i genitori, né la società. La mancanza di rispetto verso l’altro è come un peccato originale, da cui si diffonde il resto. Ricordo, tra tutte, una storia che ho portato in tv: quella di Paolo, un ragazzo a cui venne rubato il monopattino con violenza. Lui ora è in sedia a rotelle e fatica a parlare. Carlo Conti ha visto il programma e ha

deciso di fare un collegamento in diretta con lui dal Festival di Sanremo.

Il 10 maggio è la Festa della mamma: la trascorrerai con Carlotta?

La forza che mi dà mia figlia è immensa, lei è la gioia, la vita. Sono una mamma fortunata, perché è una bambina di una dolcezza eccezionale. Il 10 maggio sarà un momento per stare insieme. L’anno scorso Carlotta mi ha regalato un biglietto bellissimo con scritto: «Ti voglio bene, sei il mio tesoro». Per me è stato l’apice della felicità. Non c’è soddisfazione professionale o egoismo personale che tengano rispetto a quello che posso vivere con lei e per lei.

eleonoradaniele eleonora_daniele_official

La giornalista in una delle puntate di Storie italiane, trasmissione che conduce su Rai1

Adriatico Il gioiello dell’

Capitale italiana della cultura 2028, Ancona è un mosaico di bellezze da scoprire in una gita primaverile. Dal porto antico alla Pinacoteca riaperta di recente, fino ai borghi della provincia come Sirolo, Numana e Offagna

di Alex A. D’Orso - al.dorso@fsitaliane.it

le montagne appenniniche e la costa adriatica, i borghi storici e le spiagge che si allungano a perdita d’occhio. La provincia di Ancona tiene insieme una moltitudine di paesaggi, racconti e tradizioni. Una geografia fisica e culturale da esplorare con curiosità, abbandonando l’idea che solo le metropoli e i centri del turismo blasonato riservino sollecitazioni interessanti.

ANCONA DALLE MILLE ANIME

Con un dossier che intreccia mare, memoria e innovazione, unito a un piano che comprende più di 80 progetti originali, Ancona è stata da poco nominata Capitale italiana della cultura 2028. «Il nostro lavoro ha cercato di mettere insieme ciò che era sparso nella città e rendere armonioso il rapporto tra l’aspetto archeologico e quello ambientale», spiega il sindaco Daniele Silvetti. La località profuma infatti di melting pot e contaminazioni: a fondarla furono i Greci, ci passarono poi i Romani e durante il Medioevo divenne libera Repubblica

marinara, crocevia di scambi tra i popoli del Mediterraneo. Tracce di questa stratificazione si trovano al porto antico, a pochi minuti di autobus dalla stazione centrale, dove svetta imponente un arco dedicato all’imperatore Traiano. Non molto distante, la Mole Vanvitelliana è una specie di isola autosufficiente che racconta la storia della città: costruita durante il XVIII secolo con la funzione di Lazzaretto, negli anni è stata caserma, raffineria di zucchero e sede della manifattura tabacchi. Oggi ospita il Museo tattile statale Omero, che invita a scoprire scultura, architettura e design attraverso le mani, il caffè letterario The Mole, ma anche concerti e mostre. Dal 18 aprile al 14 giugno Ancona Revisited, con le fotografie di Massimo Baldini e i versi di Franco Scataglini, propone un’indagine visiva della città, capace di coniugare rigore analitico e sensibilità estetica. Con un quarto d’ora di passeggiata si arriva alla Pinacoteca civica Francesco Podesti. Riaperta alla fine del 2025 dopo

Vista panoramica di Ancona

due anni di restauri e un riallestimento, custodisce, tra le tante opere, la Pala Gozzi di Tiziano Vecellio, capolavoro rinascimentale del 1520, e la Pala dell’Alabarda di Lorenzo Lotto. Sulle tracce del pittore, si può raggiungere in pochi minuti la suggestiva piazza di San Francesco alle Scale, con la chiesa omonima incastonata tra i vicoli del centro storico. Al suo interno l’Assunta del maestro veneziano restituisce tutta la tensione del momento, attraverso uno stile realistico che rende i personaggi estremamente umani. Non molto distante, sul colle Guasco, spicca il duomo di San Ciriaco, esempio di fusione tra stile romanico e bizantino. Costruito sull’antica acropoli greca, domina il porto e il golfo, con una vista che abbraccia tutta Ancona. Se la si osserva da questa prospettiva, appare lampante quanto la sua identità sia legata all’Adriatico. Qui il sole sorge e tramonta sul mare, un fenomeno possibile grazie alla conformazione a gomito del promontorio su cui la città si sviluppa.

A SIROLO, NUMANA E OFFAGNA PER UNA GITA FUORI

PORTA

Scendendo verso sud, lungo la costa si incontra Sirolo, la perla del Conero. Il suo centro storico è un intrico di stradine e case curatissime, ma il vero protagonista è il litorale. La spiaggia delle due sorelle, raggiungibile solo via mare, è famosa per la natura incontaminata e deve il nome agli scogli gemelli che emergono dalle acque: visti da nord, assomigliano a due suore in preghiera. Poco più in là c’è Numana. Nella parte alta,

tra viuzze e scorci, il centro storico riserva chicche come l’Arco di Torre – ciò che rimane dell’antico castello cittadino – e la Costarella , una scalinata che collega il borgo al porto, un tempo percorsa all’alba dai pescatori in partenza per il mare. Mentre alla spiaggia del frate, incastonata tra le rocce del Conero, si può fare snorkeling immersi nell’acqua cristallina. L’Anconetano, però, non è solo mare. Nella parte interna Offagna , tra i borghi più belli d’Italia, si sviluppa intorno all’antica struttura della rocca. Costruita nel ‘400 dalla Repubblica marinara di Ancona per proteggere i suoi possedimenti sulla terraferma, oggi è visitabile nella maggior parte delle sue stanze. Con una passeggiata intorno all’edificio si intercetta l’atmosfera fiabesca che attraversa il borgo. Tra le sue strade, in estate, si tengono mercati, feste medievali e rievocazioni storiche che funzionano come una macchina del tempo. Ad aprile, invece, per celebrare la fine dell’occupazione nazifascista in Italia, si può fare visita al Museo della Liberazione di Ancona , dove una mostra fotografica racconta i momenti più delicati di questo processo, a partire dall’arrivo dei soldati alleati in alcuni paesi dell’area.

Si chiude in bellezza addentando una crescia, la focaccia tipica di Offagna, da riempire a piacere con salumi della zona o verdure di coltivazione locale. E da accompagnare rigorosamente con un Rosso Conero Doc, prodotto da una delle cantine del territorio.

Il duomo di San Ciriaco ad Ancona
La spiaggia delle due sorelle a Sirolo
Il borgo di Offagna

Passatore Lungo la via del

Dal Rinascimento di Firenze ai colli romagnoli di Faenza: la storica ultramaratona di cento chilometri, prevista per il 23 e 24 maggio, è un viaggio tra città d’arte, colline coltivate e piccoli centri dell’Appennino di Davide Garofalo davgarofalo

La partenza del Passatore da Firenze
© Giancarlo Colombo

tra Firenze e Faenza, in provincia di Ravenna, si snoda una delle strade più affascinanti dell’Appennino. È il percorso del Passatore, la storica ultramaratona di cento chilometri che ogni primavera avvicina Toscana e Romagna. La 51esima edizione si correrà tra sabato 23 e domenica 24 maggio. Non è soltanto una sfida sportiva, ma un itinerario di viaggio che attraversa paesaggi molto diversi, dalle architetture rinascimentali alle colline del Mugello, fino ai borghi della valle del Lamone.

Un modo suggestivo per seguirne il tracciato è partire in treno.

La Ferrovia Faentina, inaugurata alla fine dell’800, collega infatti Firenze e Faenza con una linea panoramica che attraversa l’Appennino e in diversi tratti corre accanto alla Strada statale 302 Brisighellese-Ravennate, la stessa percorsa dagli atleti durante la gara.

Il viaggio comincia dal capoluogo toscano, a pochi passi dalla stazione di Santa Maria Novella. Prima di incamminarsi, vale la pena visitare i suoi simboli, dalla cattedrale di Santa Maria del Fiore, con la celebre cupola progettata da Filippo Brunelleschi, a piazza della Signoria e Ponte vecchio. Poi, allontanandosi lentamente, la città si dirada e il paesaggio cambia: la strada e la ferrovia iniziano a salire tra le colline che circondano Firenze.

La prima tappa è Fiesole, antico centro etrusco affacciato sulla valle dell’Arno. Dal suo belvedere si apre una delle vedute più celebri su Firenze, mentre il Teatro romano ricorda la lunga storia di questo luogo sospeso tra città e campagna. Poco oltre comincia il Mugello, una valle ampia e luminosa fatta di colline coltivate, antiche chiese romaniche e piccoli centri rurali. Il principale è Borgo San Lorenzo, dominato dalla sua pieve, tra gli edifici religiosi più importanti della zona. Qui affonderebbero anche le radici della famiglia Medici, che dal Mugello avrebbe poi costruito la propria fortuna a Firenze.

Procedendo verso nord, il paesaggio si fa più montano. La strada entra nel cuore dell’Appennino e raggiunge il Passo della Colla di Casaglia, a circa 913 metri di quota: è il punto più alto del percorso, da qui si entra nella cosiddetta Romagna fiorentina. Boschi di faggio, curve e tornanti accompagnano la discesa verso la valle del Lamone. Il primo centro importante che si incontra è Marradi, ancora in Toscana, ma già sul versante romagnolo dell’Appennino,

circondato da castagneti e noto per essere la città natale del poeta Dino Campana.

Poco più avanti si arriva tra le colline romagnole e appare Brisighella, uno dei borghi medievali più suggestivi della regione. Il suo profilo è inconfondibile: tre colli dominati rispettivamente

Brisighella (Ravenna) con la Rocca manfrediana e la Torre dell’orologio

Podisti lungo la via che porta a Fiesole, Firenze

dalla Rocca manfrediana, dalla Torre dell’orologio e dal Santuario della Beata Vergine del Monticino. Nel centro storico si trova anche la pittoresca via degli Asini (o via del Borgo): un’antica strada sopraelevata e coperta che un tempo proteggeva il passaggio dei carri.

Gli ultimi chilometri conducono infine a Faenza. Il traguardo della corsa è la scenografica piazza del Popolo, cuore elegante della città. Qui la tradizione più famosa è quella della maiolica

artistica, raccontata nelle collezioni del Museo internazionale delle ceramiche, uno dei più importanti al mondo dedicati a quest’arte. Seguire la via del Passatore significa quindi attraversare una sorprendente varietà di paesaggi. Che lo si faccia correndo, o in treno lungo la Ferrovia Faentina, questo itinerario rappresenta uno dei modi più affascinanti per scoprire l’Appennino tra Toscana e Romagna. 100kmdelpassatore.it

Piazza del Popolo a Faenza (Ravenna)

arteUn cammino ad

Un

percorso di cento chilometri sull’Appennino tosco-emiliano diventa un museo a cielo aperto. È il Bologna

Montana Art Trail, dove i capolavori della natura si alternano a installazioni site-specific

di Abha Valentina Lo Surdo valentina.losurdo.3 ValuLoSurdo ilmondodiabha ilmondodiabha.it

Sull’Appennino tosco-emiliano, tra Loiano, vicino a Bologna, e Firenzuola, poco distante da Firenze, un sentiero di montagna è divenuto una galleria d’arte a cielo aperto, con sculture monumentali nate dal bosco e dal suo legno, pensate per quel paesaggio e per nessun altro.

È la Bologna Montana Art Trail, o più semplicemente

BomArt: cento chilometri di cammino a costituire un anello – per il 90% tracciato su sterrato o sentiero, con un dislivello complessivo di 4.450 metri – da percorrere in quattro, cinque oppure sei giorni, a seconda del livello di preparazione di ciascun viandante.

Inaugurato nel 2025, conta già 25 opere monumentali, destinate a diventare 35 nel corso del 2026. Dietro al progetto di land art c’è Daniele Maestrami, 72 anni portati con energia ed entusiasmo, e tanti chilometri macinati. Pubblicitario di professione, ha scelto di investire la propria creatività nel territorio in cui è cresciuto, creando con un gruppo di amici l’associazione Viva il verde. Insieme al vicepresidente Roberto Zazzaroni, ha messo in piedi un’operazione che va ben oltre la mappatura e la segnaletica dell’area: «Non miravamo a costruire l’ennesimo percorso escursionistico», spiega, «ma un ecosistema culturale capace di generare valore per questa terra».

Il percorso parte e arriva a Loiano, attraversando Monghidoro, Monterenzio, Monzuno, San Benedetto Val di Sambro, tutte località nel Bolognese, e Firenzuola. Lungo la via, il camminatore si imbatte nelle bellezze storiche e naturalistiche del territorio, ma anche nelle opere di artisti come Rodolfo Liprandi, Simona Cavatoni, Marco Bogar, Ionel Alexandrescu, Devid Strussiat, Denis Camuffo, Paolo Vivian. Nomi scelti secondo criteri precisi: esperienza pregressa nella land art, utilizzo di materiali naturali e capacità di leggere il contesto culturale.

E così, attraversando l’area archeologica di monte Bibele e costeggiando l’antica via Flaminia Militare per raggiungere l’Alpe di Monghidoro, il lago di Castel dell’Alpi o la cascata delle Colore, si possono vedere un lupo composto da rami emergere da un bosco e un’aquila che sembra inseguire il vento lungo un crinale. Ci sono poi istrici giganti, cinghiali celtici, una tela di ragno, una porta sospesa che invita a contemplare il cielo.

Opere che, anche solo a nominarle, compongono già un racconto. Per realizzarle, tutti gli artisti selezionati trascorrono due o tre settimane in residenza, esplorando i sentieri, incontrando gli abitanti, studiando la storia del posto. «Solo dopo aver maturato un rapporto diretto con

La dea esce dal bosco di Devid Strussiat a Monzuno, Bologna

lo spazio circostante può nascere un’opera site-specific», dice Maestrami.

Per sostenere il progetto, è stata realizzata un’infrastruttura solida, composta da 1.400 tabelle di segnaletica, 25 punti acqua, oltre 40 strutture ricettive tra alberghi, agriturismi, rifugi e bed and breakfast. Ma la vera ossatura dell’iniziativa è umana: una rete di associazioni, enti pubblici, volontari, commercianti e abitanti ha reso possibile quello che nessun investimento calato dall’alto avrebbe saputo costruire.

«Il risultato finale è corale», sottolinea Maestrami. «Senza il coinvolgimento di così tanti attori locali non avremmo mai potuto tenere insieme un territorio intero, legato da un’idea unitaria tanto originale quanto delicata». È questa, probabilmente, la scommessa più interessante di BomArt: dimostrare che un progetto di turismo culturale può crescere dal basso, con le comunità come protagoniste e non come comparse, e diventare magari un modello per altri paesaggi appenninici alla ricerca di una terza via, tra lo spopolamento e la musealizzazione.

Questa è una storia fatta di passi e passione, che rende più sottile il confine tra il capolavoro dell’arte e quello della natura.

bolognamontana.it

Il Cinghiale celtico di Gianluigi Zeni installato nell’area archeologica di Monte Bibele, nel Bolognese
Una lezione di yoga a Loiano, vicino a Bologna, con in primo piano il Lupus Lujanes di Rodolfo Liprandi

Procida L’oro di

In primavera, l’isola nel golfo di Napoli è un caleidoscopio di colori e sapori. Come quello del limone pane, utilizzato in cucina e in cosmesi per realizzare prodotti che omaggiano il territorio

Procida, Napoli

di Floriana Schiano Moriello

[Giornalista enogastronomica e di viaggio]

floriana.fsm@gmail.com

floriana.schianomoriello

florianaschianomoriello florianaschianom

lViaggi e sapori fuori dal tempo, dove la lentezza racconta

Per chi cerca luoghi autentici, gesti antichi e cibo che sa di memoria

a luce della primavera risveglia i colori vividi di Procida, la perla più piccola del golfo di Napoli. In questo lembo di terra, strettamente legato ai Campi Flegrei, il giallo degli agrumi e l’azzurro del mare compongono un mosaico di insolita armonia, seguendo cicli vitali affascinanti. In questa stagione il limone procidano, pianta generosa, mostra la sua massima fecondità e, passeggiando, si resta incantati dalle zagare – fiori bianchi e carnosi dal profumo inebriante – e dai marzaiuoli, i celebri limoni pane chiamati così per

il loro albedo, la parte bianca grossa e polposa. Pronti per il raccolto, emergono tra le foglie come fossero dei giganti, mentre la pianta prepara già i frutti verdi per l’autunno. Questo eterno ritorno cromatico invita a ciondolare per l’isola muniti di curiosità, perdendosi in mezzo alle «straducce solitarie chiuse fra muri antichi», immortalate da Elsa Morante nel libro L’isola di Arturo. A piedi o in bicicletta, dietro i portoni si possono incrociare agrumeti e vigneti, «giardini imperiali», come li definisce la scrittrice. Uno di questi è dell’azienda agricola Lubrano, tra le prime a credere nel potenziale del

Il limone pane tipico dell’isola

frutto fresco e nella produzione di liquori, e custodisce un limoneto storico con una pianta monumentale di 120 anni. Mentre nell’ambiziosa realtà di Agre, messa su da un giovane ingegnere che ha deciso di tornare a casa per dedicarsi alla biodiversità locale, è nato il Fogliolì, un liquore ottenuto dalle foglie del limone.

L’oro giallo isolano – con la sua attestazione di Denominazione Comunale – trova molteplici interpretazioni nell’artigianato locale, dalle marmellate al Pestolimò, una crema densa, che riprende un’antica ricetta, ideale per condire la pasta ed esaltare i piatti di pesce. Nei ristoranti, invece, la sapienza delle mani si fa rito di accoglienza con l’insalata di limoni, piatto che conserva l’identità più schietta dell’isola e oggi viene proposto come eccellenza della gastronomia procidana.

La preparazione richiede l’uso del mortaio per lavorare un’emulsione di olio extravergine di oliva, peperoncino, aglio e menta fresca, e schiacciare lo spugnoso e dolce albedo insieme alla polpa per estrarne l’essenza.

Seguendo il richiamo di agrumi e salsedine, si raggiungono angoli nascosti come la spiaggia del Pozzo vecchio, set indimenticabile del film Il postino, con Massimo Troisi. In

questa quiete di sabbia scura il tempo sembra fermarsi, e da qui si può risalire verso lo sperone di Terra Murata, fulcro spirituale dell’isola.

Sulla strada verso la fortificazione, è d’obbligo una sosta alla chiesa di San Tommaso d’Aquino, che custodisce la statua lignea del Cristo morto di Carmine Lantriceni, realizzata nel 1728. Ogni anno il simulacro diventa il cuore della processione dei Misteri del Venerdì santo, un momento di sacralità assoluta in cui giovani figuranti portano a spalla alcune creazioni in cartapesta che rappresentano scene bibliche e parabole. Poco distante dall’edificio religioso svetta l’imponente Palazzo d’Avalos, costruito nel ‘500.

Trasformato in carcere nel 1830 e rimasto in funzione fino al 1988, oggi rappresenta un monumento alla storia italiana. Dalle sue mura si scorgono il profilo di Capri, l’imponente Vesuvio e Punta Campanella. Ridiscendendo verso il belvedere Elsa Morante, ci si ritrova infine davanti allo spettacolo della Corricella, l’antico borgo marinaro, dove le case color pastello si riflettono sull’acqua calma, guidando il rientro dei pescatori.

L’esperienza di Procida, tuttavia, non finisce al porto: la sua memoria olfattiva si trasforma in essenza grazie all’azienda Profumi di Procida, che imbottiglia l’anima del territorio in fragranze come quella dedicata a Vivara. L’isolotto vulcanico disabitato si raggiunge attraversando un ponte dal promontorio di Santa Margherita. Giunti dall’altra parte, si entra in una riserva naturale che fu sito miceneo e tenuta di caccia borbonica. Da tale osservatorio privilegiato, l’occhio cinge l’intero litorale flegreo e domizio, e si percepisce, nel silenzio e nel profumo della natura, l’essenza autentica e selvaggia della più piccola delle isole campane.

Insalata di limoni procidana
Un limoneto a Procida
© aniellointartaglia.com

natura Legami di

San Francesco d’Assisi non era un ecologista in senso moderno. Ma considerando la Terra come «madre» sostituì il concetto di dominio con quello di relazione

Ogni anno, il 22 aprile, la Giornata mondiale della Terra ci costringe a una domanda scomoda: che cosa stiamo facendo alla casa che abitiamo?

I numeri parlano di crisi climatica, perdita di biodiversità, sfruttamento delle risorse. Ma, prima ancora dei dati, c’è una questione più profonda: come guardiamo il mondo?

Otto secoli fa, sulle colline dell’Umbria, un uomo provò a

Statua di San Francesco e il lupo davanti alla chiesa dedicata al santo a Cotignola (Ravenna)

cambiare radicalmente questo sguardo. Francesco d’Assisi non parlò di ambiente nel senso moderno del termine. Non elaborò strategie di tutela. Fece qualcosa di più semplice e, proprio per questo, rivoluzionario: chiamò la Terra «sorella». Per comprendere la forza di questo gesto, bisogna tornare alle Fonti francescane, l’insieme degli scritti e delle biografie che tramandano la sua esperienza. Lì si scopre che la fraternità cosmica non nasce da un sentimento romantico verso la natura, ma da una conversione concreta. Tra il 1224 e il 1225, malato e quasi cieco, Francesco compose il Cantico delle creature. Non lo scrisse in un giardino idilliaco, ma tra il dolore fisico e le tensioni interne all’Ordine. Eppure, proprio in quel momento, il suo sguardo si aprì alla lode. «Frate Sole», «sora Luna», «frate Vento», «sora Acqua», e poi «sora nostra matre Terra, la quale ne sustenta e governa». Non è un linguaggio poetico decorativo. È una scelta teologica e antropologica. Se il Sole è fratello, non è una divinità da temere né una risorsa da sfruttare. Se la Terra è madre, non è proprietà privata. È colei che «sostiene e governa», mentre l’uomo ne dipende. In un’epoca in cui la cultura dominante parlava di dominio dell’uomo sulla natura, Francesco introdusse la categoria della fraternità. Non eliminò la centralità umana, ma la trasformò: l’uomo non è padrone

di Padre Enzo Fortunato

[Presidente del Pontificio comitato per la Giornata mondiale dei bambini e direttore del magazine

Piazza San Pietro] padre.enzo.fortunato padreenzofortunato padrenzo

assoluto, è parte di una famiglia più grande. Questa visione non rimase confinata alla poesia. Le Regole che Francesco scrisse per i suoi frati chiedevano una scelta radicale: non possedere nulla. Niente proprietà, niente accumulo, solo l’uso sobrio del necessario. Era una decisione spirituale, ma con conseguenze pratiche: liberarsi dal possesso significava sottrarsi alla logica dell’appropriazione. Se nulla è “mio” in senso assoluto, tutto diventa dono. E ciò che è dono non si consuma senza misura.

Nella società di oggi, fondata sull’accumulo e la crescita continua, questa intuizione suona sorprendentemente attuale. La crisi ambientale non nasce forse dall’idea che tutto sia disponibile, tutto sfruttabile, tutto convertibile in profitto? Francesco non propone un’economia alternativa strutturata. Propone un cuore libero. E un cuore libero tratta le cose con rispetto.

Le fonti medievali e quelle della tradizione francescana raccontano episodi che hanno nutrito l’immaginario collettivo: la predica agli uccelli, l’incontro con il lupo di Gubbio, la delicatezza con cui Francesco spostava i vermi dal sentiero per non calpestarli.

Al di là del tono narrativo, emerge una coerenza profonda. Ogni creatura è riconosciuta nella sua dignità, non è

importante perché utile, ma perché esiste. Persino gli alberi non dovevano essere tagliati completamente, così da poter ricrescere. È un’intuizione semplice, eppure racchiude una logica di sostenibilità: rispettare i cicli della vita. Francesco non è un ecologista ante litteram. È un uomo riconciliato. E chi è riconciliato non distrugge. Nelle sue Ammonizioni, brevi testi rivolti ai frati, Francesco insiste su un punto: l’uomo si perde quando si appropria di ciò che non gli appartiene. L’orgoglio di trattenere, possedere o dominare rompe l’armonia con Dio e i fratelli. Letta oggi, questa riflessione sembra parlare anche della crisi ambientale. Non è solo una questione tecnica o politica. È

una questione spirituale. È l’illusione di autosufficienza, l’idea che tutto sia a nostra disposizione senza limiti. Per questo la proposta francescana non è un piano ambientale, ma una trasformazione dello sguardo. Nella Giornata mondiale della Terra, tra convegni e campagne di sensibilizzazione, la voce di Francesco può sembrare lontana. E invece è sorprendentemente vicina. Non perché offra soluzioni immediate, ma perché tocca la radice. Se consideriamo la Terra un oggetto, finiamo per sfruttarla. Se la riconosciamo come casa comune, possiamo amministrarla con responsabilità. Ma quando la sentiamo come sorella, cambia qualcosa di più profondo: il modo stesso di abitarla.

La Predica agli uccelli del ciclo di affreschi delle Storie di San Francesco nella Basilica superiore di Assisi (Perugia)

Abitare senza confini

SARDEGNA LA VACANZA CHE IMMAGINI ESISTE

Ci sono luoghi che sembrano nati da un sogno... Prenota ora e trasformalo in realtà

festa Un pianeta in

Il 22 aprile è la Giornata mondiale della Terra e Roma la celebra con diversi giorni di iniziative, eventi e spettacoli. Dai workshop di formazione al concerto di Serena Brancale

di Irene Marrapodi - ir.marrapodi@fsitaliane.it foto © Fondazione Earth Day Italia

Si celebra ogni anno il 22 aprile, un mese e un giorno dopo la data in cui normalmente cade l’equinozio di primavera. È la Giornata mondiale della Terra, un’occasione per chiedere all’umanità lo sforzo di pensare al pianeta come a una casa comune e non come a una risorsa infinita da sfruttare. «Il più grande esercizio di democrazia ambientale al mondo, che ha la funzione vitale di trasformare la consapevolezza individuale in azione collettiva», spiega Pierluigi Sassi, presidente della fondazione Earth Day Italia e tra gli organizzatori delle cerimonie e degli eventi realizzati in Italia per l’occasione. Le celebrazioni iniziano nella Capitale con qualche giorno di anticipo. Il 16 aprile, sulla Terrazza del Pincio e al Galoppatoio di Villa Borghese, apre il Villaggio per la Terra, che resta attivo

scelte del passato». Durante l’evento, è prevista la stesura

IMPATTA DISRUPT

Il 21 aprile, alla vigilia dell’Earth Day, si celebra anche la Giornata mondiale dell’innovazione. Per questo, dal 13 al 15 aprile, la Casa del cinema di Roma si anima con l’Impatta Disrupt, il festival che punta a valorizzare e promuovere il potenziale innovativo italiano per un futuro sostenibile. Per ricordare che anche il progresso tecnologico deve essere orientato allo sviluppo green. festivalimpatta.it

Fino all’ultimo

sogno

Vincitrice di Amici, Sarah Toscano esordisce come attrice nel film Non abbiam bisogno di parole, dal 3 aprile su Netflix.

E si prepara al suo primo tour musicale, in partenza a maggio

di Alessandra Caputo alessandracaputo78 alessandra.caputo.547

Nel 2024 ha vinto Amici di Maria De Filippi e l’anno successivo ha portato a Sanremo un brano dance dedicato alla nostalgia. Ora Sarah Toscano, classe 2006, debutta come attrice nel film Non abbiam bisogno di parole, di Luca Ribuoli, dal 3 aprile su Netflix.

Nella pellicola, delicata e intensa, interpreta Eletta, una ragazza figlia di genitori sordi che scopre di avere una voce sorprendente e melodica. Quando le si presenta la possibilità di partecipare all’audizione per una scuola di musica, si trova a dover risolvere un conflitto interno legato al rapporto con la famiglia.

Nel film reciti utilizzando perfettamente la Lingua dei segni italiana (Lis). Come ti sei preparata per interpretare questo ruolo?

Ho studiato per due mesi con la mia active coach Flavia Mancinelli e con l’insegnante di Lis Laura Santarelli. Mi hanno aiutato tantissimo. Non è stato facile ma ho lavorato tanto sul copione e alla fine sentivo di vivere la vita di Eletta, una sensazione bellissima.

Com’è andata con gli altri componenti del cast?

Gli attori che interpretano i miei familiari sono persone sorde nella realtà. Questa cosa è stata fondamentale, sia per me che per il film, perché ha garantito una rappresentazione verosimile. Ho avuto la possibilità di trascorrere con loro tre mesi, conoscerli bene, imparare la loro cultura e accostarmi a un’identità complessa. È un mondo molto interessante, mi hanno raccontato tanto della loro vita e io ho fatto la stessa cosa con la mia.

Sul set sei stata a stretto contatto con gli animali. Cosa ti ha lasciato quest’esperienza?

Purtroppo, ho scoperto di essere allergica agli asini e ai cavalli. A parte questo, ho capito che gli animali hanno un linguaggio differente dal nostro e dobbiamo imparare a conoscerli per capire cosa ci stanno dicendo. Ma vale anche per le persone che si incontrano, con le quali magari non si condividono gli stessi codici linguistici. L’importante è cercare di capire cosa pensano. A volte, si crea un legame anche

solo ascoltando in silenzio. Uno dei messaggi positivi del film è che si può vivere la propria vita e risolvere i problemi a prescindere dai mezzi che si usano per comunicare. Pensi che valga la pena inseguire i propri sogni, nonostante gli ostacoli che si possono incontrare lungo la strada?

Gli impedimenti ci saranno sempre, ma se si crede in qualcosa bisogna proseguire. Anche se le persone che ci vogliono bene all’inizio non sono d’accordo. Eletta, nonostante le difficoltà, persiste perché è innamorata della musica e del canto. Lo stesso amore lo prova per la sua famiglia, con cui ha un legame molto stretto.

Cosa ti ha lasciato l’esperienza di Amici?

Ho avuto la possibilità di conoscermi meglio. Nella scuola ci sono gli insegnanti ad assisterti, ma la strada te la crei da sola. In tanti momenti ho pensato di avere tutto contro e ho avuto paura di non fare la cosa giusta, ma sono andata avanti perché era quello che desideravo. E mi sono innamorata ancora di più della musica.

Quali sono i prossimi progetti in questo campo?

A maggio iniziano i live e non vedo l’ora. Sono molto emozionata perché è il primo vero tour che faccio. Poi sto lavorando a nuovi brani, sto scrivendo tanto. Non ho mai smesso di dedicarmi al canto.

Ci sarà spazio anche per la recitazione?

Per adesso non ho niente in ballo, ma mi sono innamorata di questo mondo. Si tratta di un percorso bello e impegnativo, che vorrei continuare insieme a quello canoro. Ho imparato a conoscermi attraverso questo film, ho tirato fuori emozioni che normalmente non mostro e non sapevo di poter provare. Mi ha appassionata tanto.

Quali sono i tuoi punti di riferimento, nella musica e nel cinema?

In questo periodo sto guardando tutti i film di Julia Roberts, amo il suo modo di recitare. Per quanto riguarda la musica, potrei fare tanti nomi, ma ora prevale quello di Rihanna.

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© Luca Pipitone

Dopo l’esperienza a Sanremo, Raf scalda la voce per un doppio tour con cui festeggia i 25 anni della hit Infinito

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tava a Sanremo, ma già pensava agli impegni estivi. Raf, reduce dall’esperienza del festival con la canzone Ora e per sempre, non si ferma e rilancia con un doppio tour. L’artista pugliese – oltre 40 anni di carriera, 14 album in studio e più di 20 milioni di dischi venduti nel mondo grazie a hit come Self control, Due, Ti pretendo e Il battito animale – festeggia così i 25 anni di Infinito, uno dei suoi cavalli di battaglia. I live estivi iniziano il 16 luglio da Capurso (Bari) e finiscono il 20 settembre a Sant’Angelo di Gatteo (Forlì-Cesena). In autunno si passa ai palasport con tre date clou a ottobre: il 9 a Napoli, il 12 a Milano e il 17 a Roma.

Soddisfatto di com’è andata a Sanremo?

Sapevo già che non avrei tenuto conto della classifica. Il festival è sempre un palcoscenico importante, a me serviva. Avevo piacere ad andarci, per presentare questa nuova canzone inserita in un album che uscirà in autunno. Ho ricevuto tutti i riscontri che volevo. Il co-autore di Ora e per sempre è tuo figlio Samuele. Come avete costruito il brano?

Samuele scrive i testi meglio di me e nelle musiche è bravissimo. Ma in questo specifico caso, essendo molto personali, i versi sono completamente miei. Insieme a lui ho composto la musica.

Come definiresti questa canzone?

La più autobiografica che abbia mai scritto. Come mai?

Volevo parlare di me e della mia storia, che nasce alla fine degli anni ‘80. Faccio un’osservazione sul mondo attuale attraverso gli occhi di due persone che, nonostante tutto, continuano ad amarsi oggi come allora. Loro non sono cambiati, ma il mondo intorno è diverso. Una riflessione su questa cosa, ispirata dal rapporto con mia moglie, potevo farla soltanto io. Mio figlio ha contribuito dandomi lo spunto musicale.

Cosa emerge maggiormente da questo pezzo?

È una canzone fatta di me, molto intima, piena di sfumature tra le parole. Canto di quanto mi sentissi un alieno quando è esploso il mio successo, arrivato in modo potente. Venivo dal rock, ero un ragazzo un po’ ribelle. Poi il boom professionale e la sensazione di essere fuori dal mondo. Sorridevo alla gente, ma nel cuore non ero felice.

Questo smarrimento da cosa era provocato?

Non ero preparato a quell’attenzione mediatica e psicologicamente ne ho subito tutte le conseguenze. Per cui alla fine mi ubriacavo, mi perdevo, allontanavo le persone cercando una strada da percorrere. Poi, come dico nella canzone, sono stato preso per mano e portato verso la via d’uscita. Con mia moglie Gabriella, quando l’ho incontrata, è bastato uno sguardo per capire che non ci saremmo più lasciati. Questa canzone può sembrare banale per chi non mi conosce, ma è intrisa di me.

A Sanremo, tuo figlio Samuele compare come autore, tua moglie Gabriella è sempre stata al tuo fianco e tua figlia Bianca ha ballato quando ti sei esibito nella serata delle cover. Possiamo dire che per te è stato un festival “di famiglia”?

Be’, sì. Con Samuele ho condiviso un’esperienza bellissima, così come con Bianca. Ero molto emozionato, anche se non lo davo a vedere. Mia moglie è sempre stata nel backstage, ma durante la serata finale si è seduta nelle prime file dell’Ariston. Quando l’ho vista ho avuto immediatamente una fortissima emozione. Parafrasando il titolo della hit Infinito, c’è un dialogo inedito con la musica che non finisce mai?

Siamo in un punto di non ritorno. Ci sono alcuni giovani che non mi conoscono, ma magari seguono un cantante nato su tiktok. Io cerco di portare avanti la mia musica cercando di dire sempre cose interessanti.

raf.it

di Gaspare Baglio gasparebaglio

comicità Lampi di

Un dettaglio che cattura la sua attenzione e diventa parodia: così nascono le maschere di Giovanni Vernia, protagonista in tv al GialappaShow e da maggio a teatro con il tour del nuovo spettacolo di Cecilia Morrico MorriCecili morricocecili

© Flavio e Frank

l successo? Starsene in panciolle sul divano». Questo sarebbe il sogno di Giovanni Vernia, ma la realtà è ben diversa. Perché l’attore e conduttore

è impegnato in tre lavori: in radio con I peggio più peggio di RDS, in televisione nella nuova stagione del GialappaShow, su TV8 e Sky Uno, e sul palcoscenico con la nuova tournée del one-man show Vernia o non Vernia - Sbrilluccicoso edition, che parte il 5 maggio e tocca diverse città tra cui Verona, Firenze, Bologna, Torino, Milano e Genova. «Quando i teatri hanno saputo che volevo riproporre questo spettacolo, non so con quale spirito autolesionistico hanno voluto rimetterlo in scena. Così ci siamo trovati a dover inserire date in più e ora sono diventate 16». Lo show è una versione aggiornata del precedente Vernia o non Vernia. Come mai questa edizione è “sbrilluccicosa”?

Il primo show, nato nel 2019, era pensato per i club, ora invece è tutto più appariscente, sia la messa in scena sia i contenuti. Inoltre, la storia è aggiornata, anche se si parte comunque da me: una persona che si è sempre sentita a proprio agio solo quando faceva ridere. È così fin dall’infanzia, con le imitazioni casalinghe degli zii siciliani e pugliesi, per arrivare a quelle dei capi nel periodo in cui lavoravo in azienda, fino alle maschere e alle parodie di personaggi famosi nati recentemente al GialappaShow. Sono io che vengo posseduto da queste altre parti di me, i non-Vernia, appena sentono l’odore della risata.

Queste parodie come nascono?

C'è sempre qualche dettaglio che attira la mia attenzione, ma avviene tutto in modo naturale, non c’è uno studio. Per il mio lavoro in radio devo sempre essere aggiornato e quindi mi informo tramite tv, sul web o sui social e capita che qualcosa susciti il mio interesse. Magari un particolare che fa scattare la scintilla.

È quello che è successo con il mio Jannik Sinner: ho visto questo campione di tennis finire in tante campagne pubblicitarie di prodotti diversi e me lo sono immaginato succube degli sponsor, in una versione in cui se pronuncia una parola viene fagocitato dentro uno spot televisivo. Ha raggiunto la notorietà nel 2009 con la maschera del discotecaro dai pantaloni muccati Jonny Groove. Qual è la più grande differenza tra lavorare come comico allora e farlo oggi? Sicuramente l’influenza dei social, non solo come linguaggio

ma anche come scouting. Prima fare questo mestiere era più difficile perché l’unico mezzo era la televisione. C’era Zelig, che aveva in media nove milioni di spettatori a settimana.

Ora questi numeri non si fanno più perché già su instagram o tiktok puoi trovare gag divertenti e interessanti.

Capita che i tempi degli sketch televisivi siano già pensati per i social?

Sì, alcune scene hanno minutaggi più bassi proprio per essere veicolati sulla rete. Infatti, la fortuna del GialappaShow è la grande viralità che hanno le sue clip sui social.

Parlando della trasmissione, la tua imitazione di Achille Lauro ha avuto un grande successo. Te lo aspettavi?

No, anche perché inizialmente la Gialappa’s Band e gli autori mi avevano chiesto di rifare Marco Mengoni. Ma io non amo ripetere gli stessi personaggi e in più la sua parodia mi richiedeva tanto tempo al trucco. Invece, osservando Lauro ho notato una certa somiglianza con me: l’occhio un po’ cadente, la faccia magra senza barba. E poi nelle sue canzoni tornava sempre il concetto di sofferenza. Da qui la chiave: il mantra del dolore. L’ho provato una volta e sono impazziti tutti, così dalla seconda apparizione era già in studio. In questa edizione ho introdotto una nuova imitazione e ora stiamo testando una maschera inedita, quella di un tipo di persona che si può incontrare spesso oggigiorno. Come mai hai abbandonato Groove, invece?

Ormai è anacronistico perché non esistono più i discotecari del 2009. Non capita più ai semafori di sentire a tutto volume la musica house e techno che esce dalle auto, i ragazzi oggi ascoltano la trap o il rap. All’epoca c’erano destinazioni turistiche improntate solo sui locali notturni, ora molti club sono stati chiusi. Insomma, i tipi come Jonny si sono estinti. E poi mi ero anche un po’ scocciato di farlo, per un momento l’ho pure odiato. Ora ci ho fatto pace e se la gente me lo chiede, lo propongo con piacere. Ti annoi facilmente, mi sembra di capire. Quindi tra un po’ ti stancherai anche di Lauro?

Mi sono già stancato! Certo in questa stagione televisiva ci sarà e potrebbe fare un’incursione sul palco anche durante la tournée. Ma ci sono tanti altri nonVernia che vogliono uscire e sono pronti a prendersi la scena.

giovannivernia.it giovannivernia

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L’associazione no profit Modelli si nasce offre percorsi di formazione a persone autistiche, per prepararle a un futuro nel mondo del fashion. E propone una rappresentazione non stereotipata della neurodivergenza

di Cecilia Morrico MorriCecili morricocecili

le immagini hanno il potere di creare emozioni, veicolare messaggi e dare visibilità a chi viene di solito escluso dalla rappresentazione mainstream. Lo sanno bene Silvia Cento e Francesca Picardi, madri di persone autistiche e fondatrici di Modelli si nasce, insieme a Barbara Massucci, tesoriera e membro del Consiglio direttivo. L’associazione no profit prepara ragazzi e ragazze con vari livelli di autismo alla professione di modelli, perché possano immaginare un futuro stimolante, da vivere in autonomia. Un percorso che prevede corsi di formazione e diverse iniziative, tra passerelle e servizi fotografici. Ad aprile, a Roma, sono in programma una sfilata in occasione della Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo e due mostre, una a Palazzo Braschi, visitabile fino a domenica 19, e una alla Casa Museo Boncompagni Ludovisi, fino a giovedì 30, che vedono la partecipazione della onlus, di cui Cento è presidente e Picardi responsabile dei percorsi formativi.

Come ha preso forma Modelli si nasce?

[SC] Abbiamo costituito l’associazione quando i nostri figli erano adolescenti, perché ci siamo rese conto che le proposte formative per entrare nel mondo del lavoro erano estremamente settoriali. Sono quasi tutte nell’ambito della ristorazione oppure in quello agricolo. Ma esistono diversi livelli di autismo e non tutti possono fare i camerieri o raccogliere la frutta. Per questo volevamo creare un percorso alternativo, che oltre a rendere autonome le persone consentisse loro di valorizzare bellezza, unicità e abilità espressive. Il mondo della moda ci sembrava adatto allo scopo.

[FP] È stata un’intuizione di Silvia, rivoluzionaria anche dal punto di vista culturale.

Cosa intendi?

[FP] Il mondo della moda vive di immagini. Quelle che proponiamo noi rappresentano un veicolo potente perché fanno conoscere ragazzi e ragazze che, in alcuni casi,

convivono con una disabilità invisibile dall’esterno. Il messaggio è dirompente e spinge le persone ad avvicinarsi.

[SC] Il pubblico è attirato da questi ritratti e, accostandosi alla nostra realtà, viene sensibilizzato e invogliato a conoscere meglio chi ne fa parte. Si tratta di un percorso professionale che è caratterizzato dall’apertura: non è circoscritto ma crea connessione e ponti. E, soprattutto, rende i nostri ragazzi felici.

Siete la prima e unica associazione in Italia a offrire percorsi formativi per modelli con autismo. Cosa prevedono?

[FP] Accogliamo dai 110 ai 120 giovani con qualsiasi livello di autismo, dal più al meno visibile. I corsi sono personalizzati e comprendono appuntamenti individuali e in gruppi più o meno numerosi. Uno degli obiettivi è che la persona entri in relazione, quindi ogni formazione è su misura, e tiene conto delle esigenze del singolo. Lavoriamo su tre ambiti distinti: dal make-up, per insegnare ai ragazzi e alle ragazze a truccarsi e a farsi truccare, alla passerella, dove si preparano a sfilare, fino

alla posa fotografica, pensata per acquisire competenze utili nelle campagne di moda. Dopodiché, a seconda dell’inclinazione personale, offriamo workshop specializzati sull’avvio alla professione. Si lavora sulle autonomie di base in un contesto stimolante e i rapporti sono comunque mediati da personale qualificato composto da psicologi e operatori. Alcuni partecipanti, infatti, riescono da soli a gestire un’intervista o il rapporto con un fotografo, mentre altri hanno bisogno di una figura di sostegno. Il progetto mette insieme professionisti della moda, referenti specializzati nell’autismo e genitori come noi, che non mollano.

[SC] Francesca ha creato un ambiente molto stimolante e divertente, è importante che i partecipanti abbiano a che fare con persone che lavorano in realtà di solito lontane dal mondo dell’autismo. Perché questo migliora l’autostima e incuriosisce. Mi ricordo i primi shooting a cui abbiamo assistito: i nostri figli erano felici e coinvolti.

I ragazzi e le ragazze si ritrovano sotto i riflettori, su una passerella o davanti a una macchina fotografica.

Come lavorate per aiutarli nella gestione delle emozioni?

[SC] Molti di loro non hanno filtri e sono completamente spontanei, ma questo non sembra essere un problema. Quello che ci dicono tutte le persone che lavorano con noi è che i modelli e le modelle sono di forte ispirazione creativa, perché si comportano da professionisti ma con atteggiamenti del tutto naturali. In più sono molto determinati. Per esempio, durante lo shooting a Reggio di Calabria per la mostra Calabria con i miei occhi. Spiritualità e cultura, che si è conclusa lo scorso settembre, faceva davvero tanto caldo e loro dovevano indossare alcuni cappotti invernali. Nessuno si è lamentato o ha manifestato del malessere.

[FP] È un’esperienza che invita a superare i propri limiti. Ma questo

© Marta Petrucci

vale tanto per i modelli e le modelle, quanto per i loro genitori e per i professionisti coinvolti.

Che tipo di reazioni avete raccolto tra gli addetti ai lavori?

[FP] Di soddisfazione dal punto di vista professionale, perché il lavoro viene svolto spesso con risultati eccezionali. In alcuni casi, poi, lo scambio con i nostri modelli tira fuori una carica umana incredibile: il fotografo di grido, magari annoiato dalle solite dinamiche, si trova a vivere queste campagne con molta intensità e, a un certo, punto lascia cadere tutte le barriere. Anche i professionisti navigati diventano più accoglienti e spontanei.

[SC] Va detto, però, che il mondo della moda è silente. Noi abbiamo 120 modelli tra ragazzi e ragazze, sono più o meno pronti per la professione, ma il settore del fashion non sembra reagire. Non ha preso una vera posizione sull’autismo, che è invece un tema attualissimo. La moda è sempre stata lo specchio della società ed è necessario capire che messaggi vuole portare avanti. Ci hanno contattato tantissime agenzie per fare un film ma abbiamo ricevuto poche richieste dalle maison per partecipare a passerelle o campagne pubblicitarie. Probabilmente perché, come dicevamo all’inizio, le nostre modelle e i nostri modelli non mostrano una disabilità fisica, ma per noi questo è un punto di forza. Proponiamo una rappresentazione dell’autismo che non cade negli stereotipi ed è adatta alle aziende che vogliono rendere visibile la neurodivergenza, veicolando un determinato messaggio. Avete comunque realizzato diversi progetti. Come siete

riuscite a scardinare lo sguardo pietistico con cui la società a volte guarda le persone autistiche?

[SC] Mettendo al centro i nostri modelli e le nostre modelle. Cerchiamo di far parlare loro perché se è la famiglia a farlo può capitare di cadere in qualche sentimentalismo. Vedere la loro determinazione, invece, trasmette un messaggio diverso. [FP] Abbiamo lavorato anche sul rapporto con i giornalisti, perché molto spesso l’informazione cerca la storia, vuole evidenziare quanto il progetto abbia sollevato un padre e una madre dalle difficoltà o aiutato un figlio a uscire dalla depressione. Ma noi facciamo soprattutto sfilate belle e, sì, anche emozionanti. Non dico che la lacrima di commozione non ci debba essere, ma non deve ridursi tutto a quello. L’associazione forma, prima di tutto, professionisti. Passiamo agli appuntamenti di aprile a Roma. Ce ne parlate?

[FP] Il 2 aprile, in occasione della Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo, è in programma una sfilata al PalaTiziano, curata da Rossano Giuppa, che ha come file rouge il titolo di una canzone dei Queen: Don’t Stop Me Now Il brano in sottofondo durante la runway lancia anche un messaggio chiaro: «Non ci dovete fermare!». In più, sfilano anche alcuni atleti e quindi fonderemo moda e sport.

[SC] A Palazzo Braschi vengono esposte le opere di due fotografi, Francesco Brigida e Martin Mae, e quindi si tratta di una doppia esposizione. Mentre Turbanti, ideata e curata da Cosmo Muccino Amatulli con scatti di Roberto Autuori, è

Il Consiglio direttivo e le socie fondatrici di Modelli si nasce. Da sinistra: Barbara Massucci, tesoriera, Silvia Centro, presidente, Francesca Picardi, responsabile dei percorsi formativi

Uno dei momenti di formazione dell’associazione Modelli si nasce

un racconto visivo che trasforma l’immagine in uno spazio di espressione e riconoscimento. Al centro della mostra ci sono i copricapi creati dagli studenti dell’Accademia del lusso e indossati dalle modelle e dai modelli dell’associazione. Parlate di rivoluzione culturale e non di inclusione, qual è la differenza sostanziale tra i concetti? E quali passi bisogna fare per cambiare davvero la narrazione dell’autismo? [FP] È una questione un po’ filosofica: quando si usa il verbo includere si immagina un sistema che lascia entrare chi prima escludeva. Noi ricerchiamo la condivisione, perché nella nostra realtà spazio, tempo e conoscenza diventano comuni. Quello che ci interessa di più è far conoscere l’autismo per eliminare la diffidenza e, per certi versi, la paura che a volte le persone provano. Quando si entra in contatto con la neurodivergenza ci si accorge che può far parte della nostra vita o che magari è già così. Con le nostre iniziative raggiungiamo 1.500 persone, tra pubblico e addetti ai lavori, e lo facciamo per creare delle opportunità di contatto con quelle che formiamo, per farle lavorare ed entrare in contesti diversi, sempre di più.

[SC] È il caso di parlare di compartecipazione tra esseri umani con caratteristiche diverse. Per esempio, quando un’azienda assume una persona autistica con forti abilità informatiche, può trovarsi di fronte a un’interazione che richiede degli sforzi, ma acquista comunque una grande risorsa. Il nostro obiettivo è semplicemente capirci, comprenderci, abbracciarci.

modellisinasce.com

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La modella Aitalina Paduraru in uno degli scatti della mostra Turbanti
© Roberto Autuori
Lorenzo Angeli, uno dei modelli dell’associazione
© Emanuele
Tetto

Inaspettati

INCONTRI

Leo Ottoni Balene renne al pascolo (storia ambientata nel mare) (2020)

Una mostra nel Bolognese ripercorre dieci anni di lavoro di Leonardo Ottoni, giovane artista con autismo. Tra segno rapido, toni intensi e figure immaginarie

do Ottoni

draghi rossi, animali sorridenti, caravelle che solcano mari tranquilli e popolati da esseri straordinari. C’è un momento, davanti al foglio bianco, in cui tutto può accadere e per Leonardo Ottoni, detto Leo, quell’istante non è attesa, ma impulso e necessità. Il segno arriva rapido, deciso, come se la mano dovesse inseguire un pensiero che corre più veloce delle parole e il pennello volesse afferrare tutte quelle curiose figure. E offrirle al mondo.

Leo è un giovane pittore con autismo dotato di una gestualità immediata, decisa, quasi febbrile. I suoi quadri colpiscono subito per l’esplosione dei colori, la sovrapposizione dei toni accesi, gli accostamenti audaci, le forme che saturano la carta. Cromie energiche, non imitate dalla realtà, ma colori sentiti, come se Leo dipingesse ciò che prova, più che ciò che vede: emozioni, ricordi, suggestioni, incontri, note ascoltate che prendono forma in personaggi potenti e spesso singolari. I suoi animali fieri, le creature fantastiche dalle code palmate, i dinosauri erbivori che mangiano pallini blu sono incontri inaspettati e attesi. Ogni immagine è un racconto visivo.

Fino al 7 giugno, negli spazi della Rocca di Dozza, nell’omonimo borgo medievale del Bolognese, la mostra Il mondo di Leo. Un viaggio che dura dieci anni, narra il lavoro artistico e umano di Ottoni. Un percorso in cui l’arte si è trasformata nel tempo in linguaggio, progetto di vita e spazio di relazione. Le sue opere, infatti, sono diventate anche lo strumento per progetti inclusivi, laboratori nelle scuole, collaborazioni con realtà sociali e culturali.

Leo non si separa mai dai suoi quaderni, che lo accompagnano ovunque, per non far scappare le idee scaturite nei momenti più semplici della quotidianità. Il disegno diventa così un transfert del vissuto, un atto naturale, continuo, come se la creatività fosse sempre pronta ad affiorare e a manifestarsi. Anche la musica ha un ruolo importante nel suo processo creativo: spesso, infatti, Leo

di Sandra Gesualdi sandragesu

ARTE E CULTURA

compone le sue tele ascoltando brani che ama, lasciando che il ritmo e le vibrazioni sonore lo guidino. In questo dialogo tra immaginazione e realtà si costruisce la cifra più autentica della sua arte. Ottoni non si limita a rappresentare il mondo che lo circonda, lo reinventa, lo immagina e lo offre come alternativa possibile. Ogni opera contiene una componente di irruzione, dettagli astratti a far da sfondo a creature immaginifiche, alternative, che percorrono luoghi non comuni e offrono un altro modo di guardare la realtà.

La pittura diventa, così, linguaggio universale, capace di oltrepassare le parole e di arrivare direttamente allo sguardo e al sentire di chi osserva. Tra i suoi lavori, è particolarmente legato al ritratto di Don Chisciotte e Sancio Panza, intenti a combattere con quei mostri che hanno catturato l’amata Dulcinea. Le opere di Leo hanno la capacità di ricordarci che l’arte, prima di tutto, è un gesto di libertà e di stupore. leoottoni.com

LeonardoLeoOttoni

Caravelle (2024)
Drago rosso (2017)
Don Chisciotte (2025)

futuroOrizzonti di

Gibellina, nel Trapanese, è la prima Capitale italiana dell’arte contemporanea. In programma per tutto l’anno mostre, residenze, conferenze e laboratori partecipati di Francesca Ventre - f.ventre@fsitaliane.it

Alberto Burri Grande Cretto (1984)

Quando si arriva a Gibellina Vecchia, in provincia di Trapani, è il silenzio a dominare la campagna: un’assenza di suoni capace di entrare nell’anima, perché racchiude in realtà voci di bambini, uomini e donne. Echi lontani che corrono lungo strade simbolo, le fenditure del Grande cretto di Alberto Burri, un velo di cemento steso per 86mila metri2 su ciò che rimane dopo il sisma distruttivo di 58 anni fa.

In questa terra di storia e tradizioni millenarie, un nuovo futuro si è fatto strada dopo la tragedia del 1968. Una volta superati il lutto e lo choc, infatti, la comunità fu guidata da Ludovico Corrao. Il senatore visionario, allora anche sindaco di Gibellina, pensò a un progetto per far rinascere la città

in un altro luogo. A meno di 20 chilometri da quello che è un borgo ormai fantasma sorge infatti Gibellina Nuova, che nel 2026 è stata scelta come prima Capitale italiana dell’arte contemporanea perché ha saputo trasformare una ferita profonda in un luogo sacro di bellezza, memoria e rigenerazione.

Nel programma degli eventi sono protagonisti artisti, visitatrici, cittadini e cittadine, spinti dal claim Portami il futuro, testimoni di una cultura mediterranea partecipata e vissuta come bene inalienabile. Sono cinque le modalità di espressione dell’evento: mostre, residenze, arti performative, educazione e partecipazione e, infine, simposi, conferenze e giornate di studio.

Tra le esposizioni,Colloqui si concentra sul dialogo tra le figure più significative per la storia di Gibellina: Carla Accardi, Letizia Battaglia, Renata Boero, Isabella Ducrot e Nanda Vigo. Dalle arti visive alla fotografia, dall’arte urbana all’architettura, la mostra valorizza il loro contributo al progetto di ricostruzione culturale della città e, allo stesso tempo, propone il patrimonio di Gibellina come un punto di partenza per le nuove generazioni, chiamate a reinterpretare collezioni e memorie attraverso la ricerca contemporanea.

A maggio si inaugura il progetto Prìsenti – doni, in siciliano – che prende il nome dai drappi processionali realizzati da artisti come Pietro Consagra, Alighiero Boetti e Giulio Turcato. Queste opere tessili sono offerte simboliche create per la festa di San Rocco, il patrono della città, che si festeggia ogni 16 agosto.

Da giugno, si rinnova poi l’appuntamento con Gibellina Photoroad, affermato festival di fotografia open air e sitespecific. Tra le residenze in programma, occasioni di incontro tra abitanti, migranti, ricercatori e studenti, incuriosisce la ricerca di Lucia Veronesi, a metà tra tessitura e botanica, che si innesta nella storia di un giardinomuseo progettato per Gibellina da Piero Burzotta e Giuseppe Barbera e mai realizzato.

Il 26 e 27 giugno, nel suggestivo Cretto di Burri, andrà in scena come evento speciale L’Orestea di Gibellina - installazione teatrale di Emilio Isgrò, in collaborazione con il Festival delle Orestiadi. L’artista scrittore torna dopo 45 anni dalla storica messa in scena della sua opera con una performance in cui parole e “cancellature” – la pratica poetica che lo contraddistingue – si intrecciano con voci, suoni e luci del territorio: un messaggio di auspicata rinascita culturale in tempi di terremoti di civiltà.

L’installazione sonora e visiva Qui la vita non è altrove, firmata da Roberto Andò e Mimmo Paladino e ispirata alle anime letterarie siciliane con testi di Leonardo Sciascia e Luigi Pirandello, sarà invece ospitata da luglio nel Baglio Di Stefano, sede della Fondazione Orestiadi.

La sezione Educazione e partecipazione, infine, propone mostre sulla memoria dei luoghi e delle persone, spazi di condivisione, podcast e percorsi didattici per tutte le età tra cui il laboratorio di ricamo Artensis con artisti contemporanei e artigiane locali.

Infine, una sezione del vasto programma Gibellina 2026 racchiude simposi, conferenze e giornate di studio e dibattiti sull’arte contemporanea, in collaborazione con istituti di ricerca, università e accademie di Belle arti. Progetti

Mimmo Paladino Montagna di sale (1992)
Colloqui
Installazione nella Fondazione Orestiadi Courtesy Gibellina Capitale italiana dell’arte contemporanea 2026

diffusi, incontri e momenti di riflessione approfondiscono l’importanza della rigenerazione urbana, prendendo la città siciliana come modello di riferimento.

Gli eventi si svolgono in vari luoghi diffusi tra la città nuova, Gibellina Vecchia e il territorio del Belìce. Questo consente di incontrare, in piazze e spazi pubblici, alcune opere d’arte nate dalla visione di Corrao, come la Stella d’ingresso al Belìce di Pietro Consagra, grande portale in acciaio che segna l’accesso alla città, la Montagna di sale di Mimmo Paladino nel cortile del Baglio Di Stefano e la colorata Doppia spirale di Paolo Schiavocampo nel cuore di Gibellina.

Un punto cardine di incontro religioso e civile da visitare è la chiesa madre progettata da Ludovico Quaroni e Luisa

Anversa, con uno spazio esterno costruito come un teatro greco antico. E, infine, il Museo di arte contemporanea Ludovico Corrao, che conserva una straordinaria collezione. Entrando si viene accolti dal Ciclo della natura di Mario Schifano, dieci grandi tele dedicate alla vivacità dei bambini di Gibellina e agli elementi fondamentali dell’isola siciliana: l’acqua, l’aria e la terra. Una sala è riservata al ‘900 con opere pittoriche di ogni genere, dal Realismo all’Astrattismo. In altri spazi sono custodite le creazioni espressioniste di Beniamino Joppolo e gli esempi del Naturalismo di Fausto Pirandello e Lia Pasqualino Noto. Nella Sala Forma 1, infine, sono esposte in permanenza opere di Accardi, Turcato e Consagra, figure fondative del progetto culturale di Gibellina la cui eredità è al centro del programma del 2026. gibellina2026.it macgibellina.it

Paolo Schiavocampo
Doppia spirale (1987) Pietro Consagra Stella d’ingresso al Belìce (1981)
Ludovico Quaroni Chiesa Madre (1985-2005)
Courtesy Fondazione Orestiadi
© Andrea Repetto

FAVOLEMuoversi tra le

A Torino, fino al 28 giugno, una mostra celebra i primi libri illustrati e pop-up, da Pierino porcospino alle Avventure di Pinocchio

di Irene Marrapodi - ir.marrapodi@fsitaliane.it

Si volta la pagina e un drago sputafuoco balza fuori dalla carta, minacciando una principessa. Sfogliando ancora ecco sbucare un’intera montagna, con un castello in cima. E chi afferra un altro libro può vedere crescere a dismisura il naso legnoso di un burattino. Attraverso i libri animati le fiabe prendono vita, l’immaginazione galoppa, la vista e il tatto si intrecciano. A questi capolavori d’ingegno è dedicata l’esposizione Sempre allegri, bambini! Lothar Meggendorfer e il libro animato in Italia tra Ottocento e Novecento, fino al 28

giugno nel nuovo Pop-App Museum di Torino, aperto da pochi mesi all’interno del Musli, il Museo della scuola e del libro per l’infanzia. L’iniziativa, che inaugura lo spazio, ricorda in particolare l’illustratore tedesco Lothar Meggendorfer, uno dei primi cartonisti e paper engineer al mondo. Creò per la prima volta alcuni disegni animati nel 1878, pensandoli come regali di Natale per i figli, visto che lui e sua moglie non avevano la possibilità di acquistarne. Poi riuscì a pubblicarli con il titolo di Lebende Bilder (Quadri viventi) e, negli anni, il suo lavoro su prolifico: si contano più di 160 libri, oltre 77 giochi da tavolo e numerose illustrazioni

Lothar Meggendorfer Grand Cirque International

Lothar Meggendorfer

Copertina dell’11esima edizione di Lebende Bilder (Quadri viventi)

Edito da Braun & Schneider, Monaco

ARTE E CULTURA

Tavola interna del volume illustrato di Lothar Meggendorfer Gute Bekannte
Edito da W. Nitzschke, Stoccarda (1879)

per riviste, pubblicità e cartoline. Una sezione speciale della mostra è dedicata al volume raro Pierino porcospino vivente e grazie a un tavolo interattivo multimediale è possibile vivere da vicino le storie del più scapestrato dei bambini. Alcuni cortometraggi animati realizzati dal Centro sperimentale di cinematografia piemontese consentono ai visitatori di approfondire il tema della musica nel lavoro di Meggendorfer attraverso le sue tavole mobili e una serie di animazioni sonore.

Poi l’esposizione prosegue nella Biblioteca fantastica: questa sala è dedicata allo sviluppo dell’editoria italiana tra la fine dell’800 e la Prima guerra mondiale. Dentro si trovano libri illustrati delle case editrici Hoepli e Vallardi e gli ingegnosi disegni tridimensionali animati da Luisella Terzi, la prima donna che ha scelto di dedicarsi a quest’arte. Uno spazio è dedicato a un altro personaggio dispettoso, Pinocchio, nella versione realizzata da Attilio

Mussino, che fu la prima a colori e la più stampata e venduta in assoluto.

Infine, nel percorso della mostra sono esposte le opere di Caterina Cappelli e Chiara Meneghetti, le artiste italiane che si sono qualificate per la categoria Emerging Paper Engineer al Meggendorfer Prize 2025, il premio dedicato ai libri pop-up dell’organizzazione non profit Movable Book Society.

Due giovedì al mese, nel pomeriggio, gli spazi del Pop-App Museum ospitano incontri rivolti a bambini e adulti coordinati da Pompeo Vagliani, presidente della Fondazione Tancredi di Barolo, che dialoga con autori, artisti, illustratori, editori e collezionisti. Per scoprire insieme il mondo delle favole. Senza svelarne, però, tutti i misteri.

fondazionetancredidibarolo.com musli_torino

L’allestimento della mostra

VARDA Sinceramente

I luoghi e la carriera della fotografa e regista belga sono raccontati negli spazi di Villa Medici, a Roma, tra stampe originali, estratti di documentari e manifesti di Irene Marrapodi - ir.marrapodi@fsitaliane.it

Agnès Varda
Autoritratto davanti a un dipinto di Gentile Bellini Venezia (1959)

Agnès Varda nel suo cortile in rue Daguerre, Parigi, XIV arrondissement. Sessione per Interview magazine del 22 luglio 2018, n. 521

tutto ha inizio in un cortile di rue Daguerre, nel quartiere di Montparnasse, a Parigi, dove la ventitreenne belga Agnès Varda si trasferisce e crea il suo primo laboratorio. Stringe amicizia con i vicini, che diventano i suoi modelli preferiti e le consentono di sperimentare con cineprese e macchine fotografiche. Sviluppa così il suo particolare stile, schietto e caustico, e la sua identità anticonformista.

A questa fase iniziale della sua carriera è dedicata la prima sala dell’esposizione Agnès Varda. Qui e là tra Parigi e Roma , fino al 25 maggio a Villa Medici, nella Capitale. Nel percorso della retrospettiva, realizzata anche per il 70esimo anniversario del gemellaggio tra le due città, circa 130 stampe originali, estratti di film, pubblicazioni, documenti, manifesti, fotografie di scena e oggetti contribuiscono a formare un ritratto completo dell’artista. Oltre al rapporto con Parigi e Roma, viene svelato anche quello con gli altri luoghi visitati dalla fotografa per lavoro o piacere personale, come Venezia e il Parco dei mostri di Bomarzo, vicino a Viterbo.

Varda li riprende con la stessa leggerezza e ironia con cui racconta le persone comuni e sé stessa, ma anche i registi e le attrici famose che ritrae sul set. Il suo linguaggio dissacrante, però, non le impedisce di toccare con semplicità temi complessi, come nel film Cléo dalle 5 alle 7, dove segue la vita di una cantante durante le due ore in cui attende i risultati di una biopsia. O nel documentario L’une chante, l’autre pas , con cui prende posizione a favore dei diritti delle donne e della contraccezione.

La sincerità è la chiave del lavoro di Varda, che in questo modo non perse mai sé stessa né la sua libertà. villamedici.it

Agnès Varda
Giulietta Masina alla stazione della metropolitana Rome Parigi (1956)
Collier Schorr

Agnès VardaFonds Agnès Varda déposé à l’Institut pour la photographie

© Succession

Agnès Varda Luchino Visconti nella sua villa Roma (1963)
Agnès Varda Fellini alla porta di Vanves Parigi (1956)
Touring Club Italiano pp. 128 € 16,50

Nell’ultimo libro Viaggio in Italia Gianrico Carofiglio invita a riscoprire le città del Paese con passo più lento e consapevole. Per scovare la bellezza nascosta nei dettagli

S sguardo L’esercizio dello

i muove tra le incrinature delle città, da Palermo a Bari, da Firenze fino a Torino, mappando i quartieri meno noti, in diagonale su strade, vicoli e rivoli di cemento, come un cartografo dell’invisibile.

Nel suo ultimo libro Viaggio in Italia, Gianrico Carofiglio fissa sulle pagine i sussurri, soffocati dalle corse forsennate dell’oggi, che quei luoghi possono ancora emettere. Invitando a scoprire la luce nella penombra, la bellezza nascosta nei dettagli e nelle storie minime. E ricordando che sono le deviazioni e il caso a far balenare profili inattesi e abitati sorprendenti.

In un Paese che corre e consuma tutto, scegliere la lentezza è un atto estetico o un gesto politico?

Entrambe le cose, ma soprattutto la seconda. La lentezza non è inerzia: è un metodo di conoscenza. Sottrae alla dittatura dell’immediato e del consumo rapido dei luoghi.

Che cosa raccontano, oggi, le crepe dell’Italia nascoste dietro le apparenze e le retoriche ufficiali?

Un Paese meno compatto di come ama rappresentarsi e più vivo di come viene descritto. Nelle crepe si vedono disuguaglianze, solitudini, rimozioni. Ma anche energie civili, solidarietà, intelligenze collettive che raramente fanno notizia. Il titolo del libro è un omaggio implicito allo scrittore e giornalista Guido Piovene che attraversava l’Italia del Dopoguerra. Tu quale Paese percorri?

Uno dove convivono modernità e arretratezza, bellezza e incuria, slancio e rassegnazione. Il percorso si muove nelle pieghe di questo disegno contraddittorio e carico di fascino. Le città che incontri sembrano corpi vivi, attraversati da contraddizioni sociali e morali. Qual è quella che più ti ha parlato di disuguaglianza?

Milano, città che peraltro amo molto, forse per la nettezza con cui le differenze convivono nello stesso spazio visivo: privilegio e marginalità, potere e fragilità, ricchezza e disagio. Ma sarebbe ingiusto assolvere le altre: la disuguaglianza cambia paesaggio, non sostanza. E quale, invece, ti ha sussurrato speranza?

Tutte, in realtà, in modi diversi. Ma se dovessi indicarne qualcuna, direi Torino per una

compostezza operosa che resiste, Bologna per la qualità del tessuto civile, Napoli per l’energia creativa ostinata e Bari per le straordinarie trasformazioni.

Le città narrate sembrano chiedere ascolto più che giudizio…

Sì. Il giudizio rapido semplifica e rassicura chi giudica.

L’ascolto complica, ma aiuta a capire. Le città, come le persone, diventano interessanti quando smettiamo di usarle per confermare le nostre idee.

La bellezza non è mai consolatoria. È fragile, a volte marginale. È lì che si nasconde oggi la possibilità di una rinascita civile?

Spesso sì. Nella bellezza intesa come esperienza di attenzione, non come ornamento. Un luogo salvato dall’incuria, un gesto, una piazza restituita possono riattivare un senso di appartenenza non retorico.

Città simboliche come Roma, Venezia o Firenze sono spesso imprigionate nella loro monumentalità. Come liberarle dal peso del passato?

Con l’esercizio dello sguardo, cioè la pratica di vedere l’invisibile. Che è spesso sotto gli occhi di tutti.

Il tuo itinerario non ha una destinazione precisa. È il rifiuto dell’idea che tutto debba avere un fine?

L’ossessione dello scopo produce spesso cecità. Il viaggio, e anche la scrittura, chiedono apertura all’imprevisto.

Quale consiglio daresti a un giovane pellegrino per fargli vedere davvero l’Italia?

Camminare per un’ora senza telefono e senza meta in un quartiere non turistico.

Cos’è il viaggio, alla fine?

Moltiplicare le domande. Poi qualche risposta, spesso inattesa, arriva.

La prima cosa che fai appena inizi a scrivere un nuovo libro?

Cerco scuse per smettere di lavorare (ride, ndr).

Il libro di sempre, da leggere e rileggere?

È una domanda a cui non ho mai saputo rispondere. Ce ne sono troppi. Per fortuna.

gianricocarofiglio

di Sandra Gesualdi sandragesu

NON TI FIDARE

Claudio Fava

Fandango, pp. 132 € 13

Un romanzo intenso che si svolge tra Italia e Argentina, intrecciando identità e memoria nel dramma dei figli dei desaparecidos. L’ombra dell’Escuela de Mecánica de la Armada, il centro di detenzione e torture durante la dittatura argentina, segna la vita di Stella, che deve confrontarsi con legami biologici e relazioni affettive. Il racconto esplora il male quotidiano e il peso delle scelte nelle vicende dei nipoti di Plaza de Mayo, uomini e donne portatori di un pezzo di storia complessa.

111 LUOGHI DELLE FERROVIE TURISTICHE

CHE DEVI PROPRIO SCOPRIRE

Sara Pupillo

Emos, pp. 256 € 16,95

Una guida dedicata al progetto Binari senza tempo di Fondazione FS Italiane, che ha riattivato 13 tratte dismesse convertendole in ferrovie turistiche. Un itinerario lungo quasi mille chilometri di linee storiche recuperate: dalla Val d’Orcia alla Valle dei Templi, dal Lago d’Iseo all’Appennino abruzzese. Tra locomotive a vapore, carrozze d’epoca e piccoli borghi, il ritratto di un’Italia meno nota, da attraversare piano, dove il viaggio in treno diventa scoperta.

QUATTRO DONNE

Emilio Jona

Neri Pozza, pp. 144 € 18

È il 1943 e la famiglia Jona entra in clandestinità, protetta da quattro donne straordinarie. Cecilia, Teresa, Marì e Delfina dimostrano coraggio, dedizione e fedeltà silenziosa, salvando alcuni bambini dai pericoli della guerra e prendendosi cura di loro. L’autore narra, con scrittura attenta e lirica, un eroismo discreto ma universale, trasformando una vicenda privata in una storia collettiva di affetti, sacrifici, resistenze quotidiane e temerarietà gentile che lascia un segno indelebile.

MALEDETTI UOMINI

Andrev Walden

Iperborea, pp. 448 € 20

Nell’83 il piccolo Andrev scopre che l’uomo considerato suo padre non lo è e, nei sette anni successivi, ne vede avvicendarsi altrettanti. Cresce tra figure bizzarre a cui affibbia soprannomi – l’Artista, l’Assassino, il Canoista – in un mondo marginale, con pochi soldi, niente tv e tra le relazioni tossiche di una madre anticonformista. Sognando il vero padre, il protagonista impara a osservare maschi mediocri e a chiedersi che uomo diventerà. Un romanzo di formazione ironico e doloroso. G.B.

CHIARA

Antonella Lattanzi

Einaudi, pp. 176 € 18

Il racconto del legame assoluto tra due ragazze cresciute nella Bari popolare degli anni ‘90. Marianna e Chiara provengono da famiglie molto diverse, ma entrambe sono segnate da fragilità e contraddizioni. Tra loro nasce un rapporto profondo, fatto di amicizia, complicità e scoperta del desiderio. Con una scrittura dal ritmo tagliente, che fa sobbalzare avanti e indietro nel tempo, il romanzo attraversa infanzia e adolescenza mostrando come l’amore e la lealtà possano diventare rifugio e coraggio.

IL LIBRO DI MÖBIUS

Catherine Lacey

Edizioni SUR, pp. 216 € 18

Un libro con due copertine che si può leggere in entrambi i versi. L’autrice parte dalla fine improvvisa di una relazione: da un lato la racconta in forma autobiografica, dall’altro la trasforma in un breve romanzo su due amiche segnate da un fatto di sangue. Le apparenti due facce dell’opera sono, in realtà, un percorso unico in cui le storie si riflettono e si intrecciano. Tra dialoghi e riflessioni su amore, legami e fede, una crisi personale diventa un’avventura emotiva condivisa. G.B.

Grandi

ritorni

La moda, il glamour e l’eleganza tornano protagonisti in uno dei sequel più attesi di sempre: Il diavolo veste Prada 2. A quasi 20 anni dal primo capitolo, diventato iconico a livello globale, ritroviamo sul grande schermo Miranda, Andy, Emily e Nigel, interpretati rispettivamente da Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci, diretti dal regista David Frankel. Al cast originale si aggiungono new entry, tra cui Kenneth Branagh e Patrick Brammall.

Si torna tra le strade di New York City e nei lussuosi uffici di Runway, che non è soltanto un magazine ma un prestigioso punto di riferimento per chi va a caccia dell’ultima tendenza. La redazione appare come un microcosmo con dinamiche interpersonali consolidate e personaggi ben definiti. Uno su tutti quello di Miranda, una delle villain più amate del cinema per il suo mix di ambizione, talento e carisma. Distribuito da The Walt Disney Company Italia, è nelle sale dal 29 aprile e promette di non deludere.

Guarda il trailer del film
L’intrattenimento di cui hai bisogno in sala o da casa

IN STREAMING

Presentato alla 76esima Berlinale, il 29 aprile arriva su Prime Video il primo adattamento seriale in lingua spagnola del romanzo di Isabel Allende. Gli otto episodi abbracciano mezzo secolo per raccontare la storia di una famiglia – tre generazioni di donne, Clara, Bianca e Alba – in un paese sudamericano conservatore, tra lotte di classe, tumulti politici e magia. Nel cast Alfonso Herrera nei panni di Esteban Trueba, Nicole Wallace e Dolores Fonzi nel ruolo di Clara in diverse fasi della vita. Tra gli executive producer della serie ci sono Isabel Allende, Eva Longoria e Courtney Saladino.

Voto:

AL CINEMA

Zendaya e Robert Pattinson, per la prima volta insieme, sono i protagonisti del film prodotto da A24 e distribuito da I Wonder Pictures. L’insolita commedia romantica, scritta e diretta dal regista cult Kristoffer Borgli, segue una storia apparentemente comune ma capace di esplorare grandi temi, come il concetto di verità nelle relazioni e il ruolo della casualità nell’indirizzare la vita. Dopo un gioco innocente che innesca una spirale di dubbi e sospetti, Emma e Charlie affrontano la vigilia del matrimonio fra segreti e rivelazioni. Dal 1° aprile.

Voto:

di Alessandra Caputo [Giornalista e scrittrice] alessandracaputo78 alessandra.caputo.547

Per la terza e ultima stagione della serie, in arrivo su Netflix il 15 aprile, Matilda De Angelis torna a vestire i panni della prima avvocata d’Italia, irrefrenabile e appassionata del suo lavoro. Siamo nel 1887 e suo fratello Enrico, diventato deputato, è riuscito a portare in commissione la proposta di legge contro la discriminazione tra uomini e donne, firmata da Lidia. Le sei puntate vedono sullo schermo Eduardo Scarpetta nei panni del giornalista Jacopo Barberis, Pier Luigi Pasino in quelli di Enrico Poët, fratello di Lidia, e Gianmarco Saurino che presta il volto al procuratore Fourneau, con cui Lidia ha una relazione.

Voto:

L’iconico villain di Star Wars è protagonista di una nuova serie animata, creata da Dave Filoni, e disponibile dal 6 aprile su Disney+. Ogni settimana vengono rilasciati due episodi, mentre il penultimo e l’ultimo debuttano il 4 maggio, in occasione dello Star Wars Day. Ambientata dopo le vicende di Star Wars: The Clone Wars, la storia segue Maul nel tentativo di ricostruire la sua squadra criminale su un pianeta fuori dal controllo dell’impero dominante. Lungo il percorso incontra un giovane apprendista Jedi deluso che potrebbe aiutarlo nella sua ricerca di vendetta.

Voto:

Fred, una 18enne svedese, si trasferisce a Trieste in una classe di soli maschi attirando l’attenzione di tutti, in particolare quella di Antero, Pasini e Mitis, amici d’infanzia. L’arrivo della ragazza incrina l’equilibrio del gruppo, facendo emergere difficoltà legate all’età e alla crescita emotiva. Liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Giani Stuparich, il film è diretto da Laura Samani e vede tra gli interpreti Giacomo Covi che, per questo ruolo, ha vinto il titolo di migliore attore nella sezione Orizzonti alla Mostra del cinema di Venezia. Un racconto delicato sui giovani e sulla scoperta di sé. Dal 9 aprile.

Voto:

Nelle sale con Universal Pictures, il film racconta la vita e l’eredità di Michael Jackson, un’icona della musica, ma anche un uomo che ha incantato e fatto discutere. Si ripercorrono le tappe più importanti del suo percorso, dai Jackson Five fino all’ascesa e alla consacrazione come performer creativo. A interpretarlo è Jaafar Jackson, nipote del cantante, a sua volta musicista e ballerino. La pellicola, diretta da Antoine Fuqua e prodotta da Graham King, è l’occasione per conoscere la carriera e la vita fuori dal palcoscenico di uno degli artisti più influenti al mondo. Dal 22 aprile.

Voto:

© Universal Studios
Courtesy A24
MICHAEL
LA LEGGE DI LIDIA POËT
© Netflix/Lucia Iuorio
LA CASA DEGLI SPIRITI
Courtesy Prime Video
THE DRAMA UN SEGRETO È PER SEMPRE
STAR WARS: MAUL - SHADOW LORD
© Kinoweb
UN ANNO DI SCUOLA

La dolce

Il pastry chef Tommaso Foglia torna su Food Network con due programmi rodati. Un doppio viaggio nel mondo della pasticceria, tra tradizioni e ricette

di Gaspare Baglio gasparebaglio

oltre a essere pluripremiato per le sue prelibatezze è tra i pastry chef più amati della tv grazie al suo ruolo di giudice nel talent di Real Time Bake off Italia

Tommaso Foglia si divide anche tra il suo Sfoglia pastry bar di Milano – dove il millefoglie è il re incontrastato – e Food Network: dal 9 aprile è al timone del programma A scuola di dolcezza e dal 30 sarà tra i protagonisti di Pazzi di dolci, entrambi in onda alle 22:00. Un doppio viaggio nel mondo della pasticceria, tra tradizioni e ricette, come quella della torta caprese, perfetta per una merenda in treno.

Cosa dobbiamo aspettarci quest’anno da A scuola di dolcezza?

La semplificazione del linguaggio di settore per avvicinare tutte le persone al mondo dei dolci. E riuscire a replicarli a casa con risultati ottimali. Il tuo preferito?

Il millefoglie, per due motivi: a livello gustativo è il connubio perfetto tra croccantezza e golosità. A livello sentimentale mi ha messo in competizione con i francesi.

Cioè?

A 20 anni ho lavorato a La Mamounia di Marrakech: ero l’unico italiano in una brigata di 25 francesi, che maneggiavano la pasta sfoglia con grande naturalezza. Quando l’assaggiavo rimanevo esterrefatto. Volevo farla pure io, ma meglio di loro. Così ho studiato tanto e ho vinto la sfida verso me stesso e i cugini d’Oltralpe.

Il dolce del cuore?

La pastiera: penso a quella che faceva mamma. A casa ho vissuto pochissimo, per fare esperienze in giro per il mondo. Ma una fetta di questo dolce rappresenta il mio back home. Viaggi da quando sei giovanissimo. Com’è iniziato tutto?

In maniera naturale nel panificio di famiglia, a Nola, in

provincia di Napoli. Le mie foto da bambino sono tutte nella farina. Ho avuto le mani in pasta da subito, ma desideravo andare oltre, fare uno switch. Quindi ho lavorato in quattro continenti.

Il panificio a Nola c’è ancora?

Certo, l’ho appena ristrutturato. Un regalo ai miei genitori per i loro 60 anni. Hanno un laboratorio nuovo di zecca. Mio padre è stato felicissimo: rappresenta un modo per ringraziarli e scusarmi della mia assenza.

Il dolce che hai scoperto viaggiando?

Recentemente ho preso il treno Milano-Lione e appena arrivato sono entrato in una pasticceria per assaggiare un flan che mi ha davvero emozionato. L’ho riportato in Italia, a Nola, e l’ho trasformato in una torta da forno con la ricotta. Il dolce più sopravvalutato è quello più sottovalutato?

Per me il più sopravvalutato – non se la prendano gli amici pugliesi – è il pasticciotto. Il più sottovalutato la sfogliatella: ha una lavorazione complessa, al pari del croissant. E se fatta bene regala molte soddisfazioni.

A proposito di soddisfazioni, il 30 aprile su Food Network riparte Pazzi di dolci, con te e l’agente immobiliare Ida Di Filippo… È la mia partner in crime. Ci siamo conosciuti a Bake off Italia e si è subito creata una grande sintonia. Curerò addirittura i dolci del suo matrimonio. Nel programma gireremo le pasticcerie più amate dalle famiglie italiane. Un format bellissimo.

Chi sei oggi?

Un tornado. Quando decido di fare una cosa mi muovo in maniera velocissima: ci rifletto il giusto e parto. tommasofoglia.it

TORTA CAPRESE*

Ingredienti (per 10 persone)

300 g di farina di mandorle

250 g di zucchero

250 g di burro

150 g di albume

100 g di tuorli

50 g di cioccolato fondente al 60%

25 g di cacao amaro

3 g di sale zucchero a velo q.b.

PROCEDIMENTO

Montare a neve ferma gli albumi con 100 g di zucchero e tenerli da parte in una ciotola. Montare il burro morbido (a temperatura ambiente) con 150 g di zucchero, il cioccolato fuso e il sale. Incorporare poco alla volta i tuorli. Quando il composto risulterà ben montato, aggiungere la farina di mandorle e il cacao setacciato amalgamandoli delicatamente. Poi unire gli albumi montati con una marisa (in maniera delicata, ma decisa) con un movimento dal basso verso l’alto. Versare il composto in una tortiera in silicone del diametro di 24-26 cm e cuocere in forno ventilato preriscaldato alla temperatura di 170°C per circa 40-45 minuti. Una volta che la caprese sarà cotta, capovolgerla su una griglia e lasciare raffreddare a temperatura ambiente. Prima di servirla, cospargere la superficie di zucchero a velo.

* Ricetta tratta dal libro Dolci si nasce, pastry chef

greenBagaglio

La bella stagione ci avvicina alla natura. E il viaggio comincia anche dall’armadio, con le proposte dei brand attenti alla sostenibilità e abiti che meritano una seconda vita

nelle collezioni primaverili si rinnova l’attenzione di grandi e piccoli marchi alla sostenibilità, grazie all’utilizzo di materiali di riciclo.

Tra i brand più attenti al tema troviamo Stella McCartney, che propone una collezione ispirata all’amore per la natura e gli animali. stilista è stata la pioniera nell’uso di tessuti crueltyfree al 100% e sostenibili al 98% grazie anche all’influenza della celebre madre, Linda, vegana e animalista. Per la nuova stagione propone completi maschili reinterpretati per la donna: le spalle si allargano, mentre le tonalità della terra e del giallo dominano la palette. Se le giacche sono più strutturate, gli abiti in raso sono invece super femminili. Belle le proposte in tulle, con stampe floreali che fanno venire voglia di primavera. Un’eleganza eterea costruita con tessuti innovativi sviluppati per ridurre l’impatto ambientale: piume che vengono sostituite da alternative vegetali, paillette realizzate con materiali di recupero. Il denim, rigorosamente riciclato, è un’altra proposta immancabile in questo periodo dell’anno. Un altro stilista molto attento al green e alla dimensione artigianale è Marco Rambaldi. Cardigan, accessori realizzati all’uncinetto e gilet semi-couture consentono di colorare il look con un pezzo particolare che ravviva anche una scelta basica come il pantalone chino o la t-shirt di cotone biologico. Tra le altre piccole realtà interessanti ci sono Flavia La Rocca, Radica Studio, Florania, Lessico Familiare, Apnoea. Chi ama camminare, inoltre, può scegliere tre le bellissime proposte di Lowa, che produce scarpe da trekking e da passeggio. Ricordando sempre che vestirsi con consapevolezza non è solo una forma di attenzione all’ambiente. Abbinare nuovi capi a pezzi che credevamo persi nell’armadio è anche un modo per riappropriarsi di cose che non pensavamo di avere e dare loro una seconda possibilità.

di Susanna Ausoni [Stylist, costumista e curatrice d’immagine] susanna_ausoni © Attilio Cusani
Outfit Marco Rambaldi

a cura di Cecilia Morrico

Per un look responsabile Capi realizzati con materiale riciclato, tinture naturali o cotoni biologici

1. Total look Keeling con tinture Clean Color che riducono il consumo idrico ed energetico

2. Coat Aurelia a fiori realizzato al 100% con bottiglie di plastica riciclate Sittingsuits

3. Pantaloni leggeri Celine e felpa Erika in tessuti sostenibili per il trekking al femminile, LaMunt

4. Axis Jacket ispirata alle giacche antivento anni ‘90 in nylon riciclato, Canada Goose

5. Polo color vinaccia da uomo in cotone biologico, Marc O’Polo

6. Borsa intrecciata realizzata a mano a zero sprechi, Veev

7. Occhiale da sole realizzato in Acetate Renew™ che miscela componenti bio-based e recycled, Calvin Klein

8. Scarpa da bambina modello Cocoon con tessuti naturali e tinture vegetali, Naturino

9. Zoccolo modello Pescura, che compie 70 anni, con design ecoconsapevole, Scholl

10. Occhiali a forma ovale con lenti biobased e montatura bio-acetato, TBD Eyewear

11. Maglione e gonna in viscosa Lenzing™ Ecovero™ da legno e cellulosa sostenibile, Ecoalf

12. Trench corto Gaia in poliammide riciclata, Save the duck

13. Costume intero da donna della linea Thuya certificato OEKO-TEX, Eco Plus e Global Recycled Standard, Pierre Mantoux

14. Confezione regalo per neonati contenente body con motivo ondulato, berretto, calzini e copertine in filati naturali, Gensami

K-pop Stile

Il make-up delle band coreane fa tendenza e a primavera si prende la scena puntando su un effetto luminoso e naturale

Ad aprile il make-up deve cambiare atteggiamento. Dopo mesi di basi pesanti, contouring e facce un po’ troppo scolpite, arriva la voglia di qualcosa di più leggero.

E qui entra in gioco il mondo K-pop, che negli ultimi anni ha influenzato tantissimo anche il beauty. All’ultima notte degli Oscar il trionfo del film di animazione Kpop Demon Hunters ha segnato l’ingresso definitivo della cultura coreana nell’Olimpo dell’industria cinematografica americana.

di Luca Buttiglieri

[Beauty content creator, cantante e attore] luca.buttiglieri

Mentre gruppi come le Blackpink e le Twice – che arrivano per la prima volta in Italia con il live del 20 maggio a Torino – non hanno solo conquistato la musica pop, ma creato una vera estetica.

Il make-up K-pop ha una regola non scritta: deve sembrare semplicissimo, anche quando non lo è affatto. Si parte sempre dalla glow skin, cioè una pelle luminosa e fresca che sembra più frutto della skincare che del fondotinta. La base deve uniformare, non coprire. Poi si passa alle gote rosa, che danno quell’effetto “aria fresca” che fa sembrare il viso subito più vivo. Niente zigomi super scolpiti dal blush, quindi: qui l’idea è più spontanea.

Sugli occhi si lavora con il puppy eye, una linea di eyeliner morbida che rende lo sguardo più dolce rispetto al classico cat eye occidentale. Le labbra invece sono pillow lips: delicate, soffici, sfumate, come se il rossetto fosse stato tamponato velocemente.

E poi ci sono i capelli. Nel K-pop si vedono spesso colori audaci, ma con una costante: il liscio perfetto, lucidissimo. La cosa bella di questa estetica è che basta davvero poco per prendere ispirazione. Una base più luminosa, un blush rosa e una lip tint e improvvisamente sembra primavera anche davanti allo specchio.

La band coreana Twice

Glow up

Ombretti, gloss e blush che accendono il viso, senza dimenticare hairstyling e protezione solare

1. Palette occhi 360Flip con otto ombretti in polvere tra tonalità calde e fredde per look naturali o intensi, ClioMakeUp

2. Glow kit blush lip&cheek con pH reagente e illuminante, stick multiuso labbra e guance, BioNike

3. Skin tint dalla texture innovativa e sensoriale, facile da sfumare anche con le dita, Goovi

4. Easy color blush&lipstick, prodotto due in uno arricchito con acido ialuronico e olio di mandorle dolci biologico, Deborah Milano

5. JuicePop box lip tint, nuova gamma di tinte labbra ad azione care, Laneige

6. Eyeliner grafico dal tratto ultrapreciso con formula waterproof, Mesauda*

7. Blush is life: polvere morbida e vellutata con principi attivi per la pelle, Kosas

8. Gel micellare struccante ultraleggero con acido ialuronico e fiori d’arancio, Lycia

9. Crema solare leggera e trasparente, dalla texture impalpabile e senza effetto bianco, Haruharu Wonder®

10. Ultimate color shine spray per mantenere brillantezza e morbidezza dei capelli colorati, Wella

11. The Calligraphist, l’eyeliner in penna a lunga tenuta dal tratto nero intenso, Overskin

12. Busta con talco vegetale per la pelle nelle nuove confezioni ispirate al tema dell’abbraccio, Borotalco®

13. To gOh, blush in crema portatile in un case metallico a forma di chicco di caffè, Espressoh

14. Heat & Glow, crema termo-attiva senza risciacquo che trasforma il calore in idratazione, Pantene

15. Infinite Shine, una linea di smalti per unghie a lunga durata in tre fasi che fornisce una lucentezza simile al gel, OPI

16. Born this way super glow: può essere utilizzato come primer illuminate prima del fondotinta o sopra il trucco per creare punti luce, Too Faced

bisogna essere sé stessi

IN AMORE

Caro Cristiano, sono Luca, ho 47 anni e sono di Cetara. Ti scrivo perché ho un piccolo problema, che a me sembra enorme: non so più come esprimere davvero chi sono. Ho sempre avuto un carattere vivace, mi piacciono la musica e le cose un po’ eccentriche. Spesso, però, mi dicono di non esagerare, di essere più discreto. I miei amici e i miei familiari sono convinti che, con il mio atteggiamento, resterò single a vita. E così, piano piano, mi sto un po’ spegnendo. Quando ti vedo in televisione, vedo una persona che non ha mai avuto paura di essere sé stessa. Secondo te devo smussare gli angoli per piacere agli altri o vale la pena rischiare di essere giudicati pur di restare autentici? Mi piacerebbe trovare il coraggio di continuare a essere chi sono, senza sentirmi fuori posto. Un abbraccio e grazie per l’ispirazione che dai a tanti di noi.

Luca

Cinfinita, ma anche una leggerissima emicrania. Te lo dico con la mia solita affettuosa e spietata sincerità: forse è arrivato il momento di accasarsi. Non dico di sposarti domattina, ma forse dovresti trovare qualcuno con cui dividere le serate, i pensieri e pure qualche paranoia. Anche perché ti fai troppi problemi su ciò che dicono gli altri. Fai come me: sono affascinato dai pensieri delle persone sul mio conto, soprattutto quando scopro che posso ignorarli serenamente. Se poi non riesci a liberarti da queste fissazioni in autonomia, sappi che uno psicologo può essere come una crema

miracolosa: non cambia il volto, ma aiuta a vedersi meglio

Ricorda sempre: la cosa più difficile nella vita non è piacere agli altri, ma a sé stessi. Resto convinto che un amore potrebbe toglierti un po’ di quella malinconia che traspare tra le righe che mi scrivi. Al massimo, se non funziona, avrai una storia in più da raccontare. E io adoro le storie d’amore, soprattutto quelle complicate.

Kiss, Cristiano

©
Malte Mueller/GettyImages

Caro Cristiano, ti scrivo perché ho bisogno di un consiglio da qualcuno che conosce tutte le sfumature dell’amore. Mi chiamo Asia, ho 30 anni e frequento una persona da qualche mese. All’inizio procedeva tutto benissimo, si andava a 100 all’ora. C’erano promesse e tante emozioni. Ora mi sembra che la macchina sulla quale correvamo abbia rallentato parecchio: lui è distante, meno presente e non capisco se sia solo un momento o le avvisaglie di una brutta frenata. Sento come se la magia tra noi stesse svanendo. Sono una di quelle che quando ama lo fa fino in fondo. Ma ho paura di restare alla stazione di servizio, a piedi e con il cuore in mano. Tu cosa faresti al mio posto? Bisogna avere il coraggio di chiedere chiaramente cosa sta succedendo o è meglio lasciare che certe storie finiscano senza troppe domande?

Con affetto, Asia

tesoro mio, ti leggo e già mi sento soffocare! Non è che il tuo amore è diventato un abbraccio così stretto da togliere il respiro? Cosa sei un boa constrictor? L’eleganza, nella vita come nei sentimenti, prevede anche di saper fare un passo indietro. Se lui ti considera meno, tu mantieni un po’ di mistero. Così, magari, si accorge che a riempire tutta la scena eri tu, non lui. Essere troppo appiccicosi non è amore, ma paura di restare soli. E la paura non seduce nessuno.

Gli allontanamenti fanno male, lo so. Sono piccole ferite sul cuore. Ma in alcune occasioni sono necessari per non trasformare un sentimento in una gabbia.

Quindi respira, fatti desiderare… è molto più affascinante. Fidati.

Un beso,

Cristiano

Chi desidera raccontare un problema di cuore, porre una domanda su questioni sentimentali o condividere un frammento della propria storia d’amore può scrivere a cupido@lafrecciamag.it. Le lettere saranno lette con attenzione, rispetto e riservatezza. Ogni mese, ne verrà scelta una – o più di una – che sarà pubblicata sul magazine (indicando come mittente un nome di fantasia) insieme a una riflessione di Cristiano Malgioglio. Non saranno presi in considerazione dalla redazione i messaggi che contengano informazioni anagrafiche del mittente o di terze persone.

di Cristiano Malgioglio [Cantautore e personaggio tv] cristianomalgioglioreal infomalgioglio

Una fase fantastica

per il

toro

Ariete

Sarà un gran bel mese. Un cielo dinamico e travolgente porterà sulla vostra strada una miriade di occasioni. Certo, non risulterà tutto semplicissimo: potrebbe capitare qualche imprevisto da fronteggiare, ma nulla di troppo complicato. Sole, Mercurio, Marte, Luna, Saturno e Nettuno si troveranno tutti nel vostro segno. Il risultato? Le energie fisiche e mentali abbonderanno. Abbastanza bene anche in amore. Potrà emergere qualche incomprensione, ma basterà un abbraccio per risolvere tutto.

Gemelli

Attenzione, aprile sarà davvero tosto, probabilmente il mese più complicato di questo 2026. Guardate il lato positivo però: il peggio sta per passare. Potrebbe emergere qualche difficoltà nella sfera professionale: qualcuno proverà a complicarvi la vita, anche con un certo impegno. Abbastanza male anche in amore. Non riuscirete a lasciare fuori dalla porta di casa i problemi nati al lavoro e ciò condizionerà anche il vostro modo di rapportarvi alle persone più vicine. L’aria sarà carica di elettricità.

Leone

Si prospetta un mese interessante. Molto bene la sfera professionale, ma un tantino meno entusiasmante quella affettiva. Le stelle semineranno un bel po’ di occasioni sul vostro cammino e voi del Leone farete sicuramente di tutto per coglierle al volo. Sarete però totalmente assorti nel lavoro e ciò potrebbe portarvi a trascurare gli affetti. Provate a trovare il giusto compromesso e dedicate il vostro tempo a chi lo merita davvero.

Toro

Continua la vostra fase fantastica.

Aprile sarà un mese davvero eccezionale. Venere nel segno del Toro porterà benefici non solo in amore, ma anche nella sfera professionale. Sarete molto apprezzati dai colleghi e dai vostri collaboratori e questo vi metterà in condizione di rendere al meglio. Procede molto bene anche il vostro rapporto con la Dea bendata, in particolare dal 20 del mese. È il momento di osare.

Cancro

È in arrivo un mese dal doppio volto per il segno del Cancro. Si presenteranno opportunità importanti, ma gli imprevisti saranno molteplici.

Dovrete fare tanta fatica per raggiungere ogni piccolo traguardo e i livelli di stress potrebbero salire vertiginosamente. Molto più tranquilla la situazione nella sfera delle relazioni: troverete conforto nelle braccia delle persone più care. Tornare a casa, dopo una giornata di duro lavoro, renderà il vostro cuore più leggero.

Vergine

Dopo un lungo periodo piuttosto complicato è arrivato il momento del riscatto. Finalmente, tutta la negatività che vi ha circondato negli ultimi mesi potrà andare via e lasciare spazio a un cielo molto favorevole. Andrà tutto alla grande nel lavoro: le opportunità di crescita non mancheranno. Procederà molto bene anche la sfera dell’amore: la ritrovata tranquillità riaccenderà dentro di voi quel fuoco che ultimamente si era spento. Ad aprile anche la Dea bendata vi sorriderà.

La vita è complicata, l’amore pure… ma gli astri non mentono (lo fanno già le persone)

di Luigi Torres Cerciello [Astrologo, scrittore e content creator] luigitorrescerciello

Bilancia

Ad aprile si prospettano grandi cambiamenti e questo, come sempre, vi genera un po’ di panico.

Ricordatevi di respirare profondamente e mantenete la calma, perché molti di questi stravolgimenti saranno positivi e potrebbero portarvi a una bella svolta. Questo vostro stato di agitazione renderà un po’ turbolenta l’atmosfera nelle relazioni più intime.

Chi vi conosce davvero percepirà la vostra elettricità. La fortuna? Vi sosterrà nei momenti che contano.

Scorpione

È troppo tempo che aspettate il vostro momento. Ma ricordate: l’occasione giusta va cercata, non aspettata. E, quindi, se avete un sogno nel cassetto, partite e inseguitelo, senza attendere ancora. Il cielo sarà favorevole, in particolare verso la metà del mese. Tutto questo darvi da fare potrebbe far salire i livelli di stress. A pagarne le spese sarà, come sempre, chi vi sta accanto. Qualche conflitto di troppo potrebbe affossare un po’ il vostro umore. Non siate puntigliosi e tutto andrà bene.

Sagittario

Marzo è stato il mese meno brillante di questo inizio d’anno, ma aprile arriva per riportarvi in alto.

Sarà un momento di grande ripresa. Le stelle metteranno sul vostro cammino molte occasioni interessanti. Fatevi trovare pronti e non temete il fallimento, perché non arriverà. Bene anche la sfera delle relazioni: saranno settimane prive di incomprensioni. Le giornate trascorreranno serene. Il rapporto con la fortuna? Bene, ma non benissimo: comunque vi potete accontentare.

Capricorno

Il cielo non sarà molto favorevole.

Vi attendono settimane in cui farete molta fatica a mantenere la calma, anche perché qualcuno si metterà davvero d’impegno per farvi perdere le staffe, soprattutto in ambito lavorativo. Contate fino a dieci e cercate solamente di non combinare danni. Molto meglio in amore: è il momento perfetto per risolvere tutte quelle incomprensioni che si sono create negli ultimi tempi.

Provate a dialogare più che potete.

Acquario

Si prevede un mese intenso e frenetico.

Gli impegni saranno tantissimi ma non mancheranno gli imprevisti, che renderanno tutto ancora più faticoso.

Arriverete a fine giornata con poche energie.

A darvi forza e conforto, però, troverete l’abbraccio di chi vi vuole davvero bene.

Tornare a casa sarà un vero toccasana.

Il rapporto con la fortuna vivrà una fase di alti e bassi: non potrete fare troppo affidamento sulla Dea bendata.

Pesci

Aprile si prospetta molto ricco di occasioni e impegni. Questo mese dovrete attingere a tutta la vostra riserva di energie per portare a termine ogni cosa.

Ma in cima alla montagna vi attende un bel premio, quindi non fermatevi, non fatevi spaventare dalla fatica e metteteci tutta la grinta che avete.

Bene anche la sfera delle relazioni: in queste settimane il feeling con le persone a voi più care sarà davvero molto intenso.

G8

di Nerina Di Nunzio

[Esperta di comunicazione, istruttrice mindfulness e coach]

nerina.dinunzio nerinadinunzio

l PIOGGIAdi consapevolezza

a mindfulness è costellata di piccoli strumenti efficaci per far fronte alla vita quotidiana. Dobbiamo a Tara Brach, psicologa clinica statunitense, insegnante di meditazione di fama internazionale e fondatrice della Insight Meditation Community di Washington, il metodo RAIN – acronimo di Recognize, Allow, Investigate, Non-identification and rest in natural awareness, cioè riconoscere, consentire, indagare, non identificarsi e rimanere nello stato naturale di consapevolezza. Si tratta di una pratica semplice ed efficace per portare consapevolezza nelle nostre esperienze, soprattutto quando ci troviamo di fronte a emozioni forti, stress o momenti di difficoltà, e alleviare il dolore che proviene da risposte troppo istintive. Il primo passaggio consiste nel riconoscere ciò che sta accadendo: interrompere per un momento il flusso automatico delle azioni e prendere atto dell’esperienza presente. Può trattarsi di un’emozione, un pensiero ricorrente o una sensazione fisica. Facciamo un esempio: siamo in riunione e qualcuno critica aspramente il nostro lavoro. Ci accorgiamo che dentro di noi nasce irritazione o disagio. Invece di reagire subito, facciamo una pausa mentale e riconosciamo: «Sto provando rabbia». Oppure: «Mi sento sotto pressione». Dare un nome a ciò che proviamo è un primo passo verso la consapevolezza. Il secondo passaggio è consentire l’esperienza. Spesso la nostra reazione immediata è respingere ciò che non ci piace, cercare di distrarci o magari, in questo caso, andare via stizziti. Invece, concediamoci di restare con ciò che c’è, senza combatterlo. Il terzo passaggio è investigare con curiosità e gentilezza. Non si tratta di analizzare in modo critico, ma di esplorare con attenzione ciò che accade dentro di noi. Possiamo chiederci: «Dove sento questa emozione nel corpo? È una tensione nelle spalle, nello stomaco, nella gola? Quali pensieri stanno passando nella mia mente?». Per esempio, dopo quella critica in riunione potresti notare che il cuore batte più velocemente e nella testa si ripetono pensieri come: «Non sono stato abbastanza intelligente, rapido o preciso». Osservare questi

elementi aiuta a comprenderli meglio e a non esserne travolti. Quando ci concediamo questo spazio di osservazione, spesso emerge spontaneamente una visione più ampia. È il quarto stadio, quello della consapevolezza naturale. Non siamo più identificati con l’emozione del momento, ma possiamo vederla come parte della nostra esperienza. Questa comprensione può portare maggiore equilibrio e gentilezza verso noi stessi.

Praticare RAIN significa creare una pausa consapevole nella vita quotidiana. È come lasciare che una leggera pioggia di attenzione cada su ciò che stiamo vivendo: lentamente, grazie al corpo che rimane nel presente, la mente si chiarisce e possiamo entrare in relazione con noi stessi in modo più profondo e compassionevole.

Vibrazioni da

collezione

Al Museo nazionale di Pietrarsa una mostra racconta

l’Italia attraverso i suoi mezzi di trasporto, dai treni storici alle auto d’epoca

di Gabriele Romani gabriele-romani

è un filo invisibile che lega il rumore di una locomotiva storica al rombo di un motore d’auto da collezione. È quel filo che la Fondazione FS Italiane ha intrecciato nella mostra Vintage vibes: passioni su ruote, ospitata al Museo nazionale ferroviario di Pietrarsa dal 2 aprile al 17 maggio e aperta tutti i giorni. Un viaggio nel tempo che racconta l’Italia attraverso i suoi mezzi di trasporto, tra eleganza, tecnologia e memoria. L’esposizione propone un incontro inedito tra due mondi affini: quello dei treni storici e quello delle automobili classiche. Nei suggestivi padiglioni del museo – un tempo officine borboniche affacciate sul mare – sfilano modelli che hanno fatto la storia della mobilità italiana, trasformandosi in autentiche icone di stile.

Protagonista assoluta è la Collezione Lopresto, con vetture appartenute a figure simbolo del nostro ‘900, dal presidente della Repubblica Giovanni Gronchi all’attrice Anna Magnani. Accanto a queste, la Lancia Florida firmata Pininfarina incarna la perfezione del design italiano, capace di influenzare non solo il settore dell’automobile ma anche l’estetica ferroviaria. E

poi c’è la Vespa appartenuta a Diego Armando Maradona, un mito del calcio argentino e partenopeo, emblema di libertà e passione popolare che attraversa generazioni e latitudini. Il percorso si arricchisce di locomotive d’epoca, modelli in scala, manifesti pubblicitari e una sezione dedicata ai concorsi d’eleganza e alle competizioni automobilistiche del secolo scorso. Tutto concorre a restituire al visitatore l’atmosfera di un’Italia in movimento, dove l’innovazione si sposa con l’artigianalità e la mobilità diventa racconto culturale.

Accanto alla dimensione storica emerge quella contemporanea: la partecipazione di FS Treni Turistici Italiani offre uno sguardo sul viaggio lento e sostenibile, mentre la Fondazione FS ribadisce il proprio ruolo di custode di un patrimonio tecnico e umano unico nel suo genere. A Pietrarsa, tra binari e carrozze d’altri tempi, la mostra non si limita a esporre veicoli: restituisce emozioni. Quelle di un’Italia che, su ruote e su rotaie, ha imparato a correre verso il futuro senza dimenticare la bellezza del passato. fondazionefs.it | fstrenituristici.it fondazionefsitaliane

© Archivio
Fondazione
FS
Italiane
Una veduta del Museo nazionale ferroviario di Pietrarsa

3-4 2026

Viale Scarampo ang. Via Colleoni, GATE 4

VIAGGIA IN EUROPA CON

Inizia l’avventura in Europa. Da aprile è possibile acquistare l’intera offerta Pass Interrail in formato 100% digitale, rendendo l’esperienza in treno ancora più semplice. Per i viaggiatori e le viaggiatrici di tutte le età è sufficiente un unico Pass per scoprire fino a 33 Paesi europei e accedere ai vantaggi e alle offerte dei servizi di trasporto partner di Trenitalia. Il Pass digitale può essere gestito direttamente dallo smartphone tramite l’app Rail Planner che consente di pianificare l’itinerario, consultare gli orari (anche offline), prenotare i posti quando necessario e ottenere sconti extra. trenitalia.com

Carnet Aziende: viaggi di lavoro con vantaggi esclusivi

Con il Carnet Aziende, pensato per chi si sposta spesso tra due città, gli iscritti al programma Trenitalia for Business ottengono una soluzione flessibile e conveniente per viaggiare sulle Frecce, valida tutti i giorni della settimana e utilizzabile da più dipendenti grazie alla natura non nominativa e bidirezionale.

Il vantaggio distintivo? A partire dai livelli Business ed Executive/1ˆ Classe, i titolari di una prenotazione in appoggio a Carnet Aziende accedono gratuitamente alle Sale Alta Velocità, FrecciaLounge e FrecciaClub nelle principali stazioni: un benefit che rende l’attesa più confortevole e l’esperienza di viaggio ancora più unica. Inoltre, cambi data e ora illimitati e gratuiti, scelta del posto senza costi aggiuntivi e accumulo di punti CartaFreccia , per un pacchetto che ottimizza tempi, budget e comfort delle trasferte.

Il Carnet, con tutti i suoi vantaggi, è riservato alle aziende e ai titolari di Partita IVA iscritti al programma.

Maggiori informazioni sul programma Trenitalia for Business
FrecciaLounge della stazione di Milano Centrale

I concerti estivi si avvicinano e grazie all’offerta Speciale Eventi di Trenitalia è possibile raggiungere le città dei live e tornare a casa in Frecciarossa con sconti fino al 75% sul biglietto Base. La prima data da segnare in calendario è il 30 maggio, quando i Rockin’ 1000 si esibiscono in uno spettacolare evento all’Allianz Stadium di Torino con mille musicisti sullo stesso palco. Per gli amanti del metal è imperdibile l’unica tappa italiana del tour europeo dei Metallica , il 3 giugno allo Stadio Renato Dall’Ara di Bologna. Anche l’area concerti di Fiera Milano a Rho si prepara a ospitare star internazionali: Lewis Capaldi il 17 giugno e i Kings of Leon il 20 giugno. I fan di Tedua hanno una sola possibilità per vederlo live questa estate ed è il 24 giugno allo Stadio San Siro di Milano, mentre chi desidera assistere a un concerto dei Linkin Park può approfittare dell’unica data italiana: il 26 giugno alla Visarno Arena di Firenze. Per usufruire dell’offerta è necessario inserire in fase di acquisto i codici sconto ROCKIN1000, METALLICA, CAPALDI, LEON, TEDUA o LINKINPARK in base al concerto a cui si intende assistere.

I TOUR DEI GRANDI ARTISTI ITALIANI

MAGGIO/GIUGNO

APPUNTAMENTI IN MUSICA

L’offerta Speciale Eventi è valida anche per i festival e i tour delle star internazionali. Tra questi Firenze Rocks , dal 12 al 14 giugno alla Visarno Arena, che ospiterà il 12 l’eclettico Lenny Kravitz, il 13 il cantautore pop Robbie Williams e il 14 la band britannica The Cure. Si prosegue a Milano, tra l’Ippodromo Snai San Siro e l’Ippodromo Snai La Maura, con gli appuntamenti degli I-Days Milano Coca-Cola. Aprono il festival i Maroon 5 il 25 giugno, seguiti il 3 luglio da Florence+The Machine. Il 5 luglio è il turno dei Foo Fighters, subito prima del concerto dei System of a Down, previsto per il 6. A settembre tocca a Tony Pitony, il 4, a David Guetta, il 6, e ad A$AP Rocky, il 10. Anche Bruno Mars sarà a Milano a luglio per il suo The Romantic Tour, il 14 e il 15 allo Stadio San Siro. Per ottenere lo sconto è necessario inserire in fase di acquisto i codici FIRENZEROCKS26, IDAYS26 o BRUNOMARS.

MAGGIO/GIUGNO/LUGLIO

Frecciarossa è Treno Ufficiale del tour

VASCO LIVE 2026 , dal 30 maggio in tutta Italia. La rockstar parte da Rimini con il concerto allo Stadio Romeo Neri e prosegue il 5 e 6 giugno al Parco urbano Giorgio Bassani di Ferrara. La tappa successiva è a Bari, il 18 e il 19 giugno allo Stadio San Nicola, per poi arrivare ad Ancona, allo Stadio del Conero, con una nuova doppia data il 23 e il 24. Chiude il tour il doppio appuntamento di Udine, il 28 e 29 giugno al Bluenergy Stadium. Sconto sui biglietti per andare e tornare dai concerti inserendo il codice VASCO26.

Il tour Stadi2026 inizia il 30 maggio dallo Stadio Guido Teghil di Lignano Sabbiadoro (Udine) e prosegue il 6 e 7 giugno al San Siro di Milano. Seguono le tappe all’Allianz Stadium di Torino il 10, al Dall’Ara di Bologna il 14 e allo Stadio Euganeo di Padova il 18. Il 23 toccherà allo Stadio Diego Armando Maradona di Napoli e il 27 e 28 all’Olimpico di Roma. Gli ultimi appuntamenti sono il 3 luglio allo Stadio del Conero di Ancona, l’8 a Bari nello Stadio San Nicola e il 12 allo Stadio San Filippo di Messina. Sconto sui treni accessibile con il codice TIZIANOFERRO.

MAGGIO/GIUGNO

Il 31 maggio il cantautore bolognese torna live all’aeroporto Amedeo Duca D’Aosta di Gorizia. Prosegue il tour a Roma, il 6 e il 7 giugno al Circo Massimo, e a Milano, all’Ippodromo Snai Le Mura il 10. Il sabato successivo, 13 giugno, sarà a Imola, in provincia di Bologna, alla Music Park Arena dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari. L’ultimo appuntamento annunciato dell’estate 2026 è il 17 giugno alla Visarno Arena di Firenze. Per accedere all’offerta Speciale Eventi è necessario inserire il codice CREMONINI26 in fase di acquisto dei biglietti del treno.

CESARE CREMONINI

MOSTRE IN TRENO E PAGO MENO

Al Museo del Genio di Roma, la mostra Robert Doisneau ripercorre fino al 19 luglio l’intera carriera del fotografo francese attraverso oltre 140 scatti, dagli esordi degli anni ‘30 fino alle opere più mature. Scorci parigini, baci fugaci, giochi tra bambini e ritratti di operai popolano le sale del museo in quella che l’artista definiva una «battaglia contro l’idea che siamo destinati a scomparire». Le sue opere sono un inno alla vita, il tentativo di fermare la bellezza. Oltre alle scene di vita quotidiana, nel percorso sono esposti molti ritratti di personaggi celebri suoi contemporanei: il pittore Pablo Picasso e il poeta Jean Cocteau, l’attrice Brigitte Bardot e la stilista Elsa Schiaparelli. Sconto del 25% sull’ingresso alla mostra per chi raggiunge Roma con le Frecce e presenta in biglietteria un titolo di viaggio con data antecedente al massimo di due giorni quella della visita. arthemisia.it

IN CONVENZIONE ANCHE

ORAZIO GENTILESCHI. UN PITTORE IN VIAGGIO

Fino al 3 maggio nelle Sale Chiablese dei Musei Reali, Torino museireali.beniculturali.it | arthemisia.it

100 FOTOGRAFIE PER EREDITARE IL MONDO Fino al 28 giugno al Mudec, Milano mudec.it

I MACCHIAIOLI

Fino al 14 giugno a Palazzo Reale, Milano mostraimacchiaioli.it | palazzorealemilano.it

MONET - THE IMMERSIVE EXPERIENCE

Fino al 3 maggio allo Spazio Ventura, Milano monetexpo.com/milan

MUSEO NAZIONALE SCIENZA E TECNOLOGIA

LEONARDO DA VINCI, MILANO

Sconti attivi fino al 31 dicembre 2026 museoscienza.org

PAUL TROUBETZKOY. LO SCULTORE DELLA BELLA ÉPOQUE

Circa 80 opere dello scultore cosmopolita riempiono la Galleria d’arte moderna di Milano fino al 28 giugno. Provengono da collezioni italiane e internazionali e consentono di rivivere il suo percorso umano e artistico fino alla consacrazione internazionale.

Ingresso 2x1 o biglietto singolo ridotto a 10 euro per i clienti CartaFreccia che raggiungono Milano con le Frecce nei tre giorni che precedono la visita. L’ingresso ridotto è esteso anche ai clienti X-GO che arrivano a Milano con Intercity, Intercity Notte o Regionale. mostrecmscultura.it | gam-milano.com

MUSEI DI VICENZA (VICENZA GOLD CARD)

Sconti attivi fino al 31 dicembre 2026 museicivicivicenza.it

M.C. ESCHER. TUTTI I CAPOLAVORI

Fino al 19 luglio al Centro culturale Altinate San Gaetano, Padova arthemisia.it

Vivi la cultura con le Frecce. Sconti e agevolazioni per i principali musei ed eventi in Italia

100 ANNI DI RIFLESSI. GLI IMPRESSIONISTI DA MONET A BONNARD

Fino al 31 maggio a Palazzo Tarasconi, Parma palazzotarasconi.it

ACQUARIO DI GENOVA

Sconti attivi fino al 28 febbraio 2027 acquariodigenova.it

LA CITTÀ DEI BAMBINI E DEI RAGAZZI, GENOVA

Sconti attivi fino al 28 febbraio 2027 cittadeibambini.net

VAN DYCK L’EUROPEO

Fino al 19 luglio a Palazzo Ducale, Genova palazzoducale.genova.it

MUSEO HZERO, FIRENZE

Sconti attivi fino al 30 giugno 2026 hzero.com

ROTHKO A FIRENZE

Fino al 23 agosto a Palazzo Strozzi, Firenze palazzostrozzi.org

TOULOUSE-LAUTREC, UN VIAGGIO NELLA PARIGI

DELLA BELLE ÉPOQUE

Fino al 7 giugno al Museo degli Innocenti, Firenze museodeglinnocenti.it | arthemisia.it

CARAVAGGIO E I MAESTRI DELLA LUCE

Fino al 7 giugno al Museo storico della Fanteria dell’Esercito Italiano, Roma navigaresrl.com

HOKUSAI. IL GRANDE MAESTRO DELL’ARTE GIAPPONESE

Fino al 29 giugno a Palazzo Bonaparte, Roma mostrepalazzobonaparte.it | arthemisia.it

IMPRESSIONISMO E OLTRE. CAPOLAVORI DAL DETROIT INSTITUTE OF ARTS

Fino al 3 maggio al Museo dell’Ara Pacis, Roma arapacis.it

L’ULTIMO MATISSE. MORFOLOGIE DI CARTA

Fino al 28 giugno al Museo storico della Fanteria dell’Esercito Italiano, Roma navigaresrl.com

TESORI DEI FARAONI

Fino al 14 giugno alle Scuderie del Quirinale, Roma scuderiequirinale.it

JOAN MIRÓ: PER POI ARRIVARE ALL’ANIMA

Fino al 19 aprile nella basilica di Santa Maria

Maggiore alla Pietrasanta, Napoli polopietrasanta.it | navigaresrl.com

Paul Troubetzkoy
M.lle Svirsky (1909) Madrid, Museo Sorolla
Robert Doisneau
Les coiffeuses au soleil Parigi (1966)
© Atelier Robert Doisneau

BASE

LIBERTÀ DI VIAGGIO E CAMBI ILLIMITATI

Biglietto acquistabile fino alla partenza del treno e del FrecciaLink. Entro tale limite sono ammessi il rimborso, il cambio del biglietto e il cambio della prenotazione un numero illimitato di volte. Dopo la partenza, il cambio della prenotazione e del biglietto sono consentiti una sola volta fino a un’ora successiva.

ECONOMY

CONVENIENZA E FLESSIBILITÀ

Offerta a posti limitati e soggetta a restrizioni. Il cambio prenotazione, l’accesso ad altro treno e il rimborso non sono consentiti. È possibile, fino alla partenza del treno, esclusivamente il cambio della data e dell’ora per lo stesso tipo di treno, livello o classe, effettuando il cambio rispetto al corrispondente biglietto Base e pagando la relativa differenza di prezzo. Il nuovo ticket segue le regole del biglietto Base.

SUPER

ECONOMY

MASSIMO RISPARMIO

Offerta a posti limitati e soggetta a restrizioni. Il cambio, il rimborso e l’accesso ad altro treno non sono consentiti, livello Executive escluso.

FrecciaSENIOR

Riservata agli over 60 titolari di Carta Freccia, FrecciaSENIOR consente di viaggiare su Frecciarossa e Frecciargento con prezzi a partire da 29 € a seconda della classe e della relazione di viaggio. L’offerta è valida per viaggiare in 1^ e 2^ classe e nei livelli di servizio Business, Premium e Standard 1

FrecciaDAYS

Viaggia il martedì, mercoledì, giovedì e sabato con sconti fino al 60% rispetto al prezzo Base sui treni Frecciarossa e Frecciargento nei livelli di servizio Business , Premium, Standard , in 1^ e in 2^ classe. Sono esclusi il livello di servizio Executive e il servizio Salottino 2

Freccia FRIENDS

Dedicata a gruppi da 3 a 5 persone per viaggiare su Frecciarossa e Frecciargento con uno sconto sul prezzo Base fino al 50%. L’offerta è valida per viaggiare nei livelli di servizio Business, Premium, Standard, in 1^ e in 2^ classe. Sono esclusi il livello di servizio Executive e il servizio Salottino 3

FrecciaFAMILY

Con Trenitalia i bambini viaggiano gratis in Frecciarossa, Frecciargento, Frecciabianca in 1^ e 2^ classe e nei livelli Business, Premium e Standard. La gratuità è prevista per i minori di 15 anni accompagnati da almeno un maggiorenne, in gruppi composti da 2 a 5 persone. I componenti del gruppo dai 15 anni in poi pagano il biglietto scontato del 50% sul prezzo Base 4

NOTE LEGALI

1. Offerta valida sui treni Frecciarossa e Frecciargento, in 1^ e 2^ classe e nei livelli di servizio Standard Premium e Business . Prevede, a seconda della classe e relazione di viaggio, l’acquisto a prezzi fissi in Standard /2^ classe a partire da 29 €, in Premium a partire da 34 € e in Business /1^ classe a partire da 39 €. Tali prezzi non si applicano alle relazioni per le quali è previsto uno sconto inferiore al 50% rispetto al prezzo Base. L’offerta è a posti limitati che variano in base al treno e al giorno della settimana e non si cumula con altre riduzioni a qualsiasi titolo spettanti. Cambio biglietto/ prenotazione e rimborso non sono consentiti.

2. L’offerta è a posti limitati che variano in base al giorno, al treno e alla classe o livello di servizio e non è cumulabile con altre riduzioni ad eccezione di quella prevista a favore dei ragazzi. Cambio biglietto/prenotazione e rimborso non sono consentiti.

3. L’offerta prevede una percentuale di sconto che varia dal 30% al 50% rispetto al prezzo Base. Offerta a posti limitati e variabili in base al giorno, al treno e alla classe o livello di servizio e non si cumula con altre riduzioni a qualsiasi titolo spettanti, ad eccezione di quella prevista a favore dei ragazzi. Cambio biglietto/ prenotazione e rimborso non sono consentiti.

FrecciaYOUNG

Riservata agli under 30, l’offerta FrecciaYOUNG consente di viaggiare su Frecciarossa e Frecciargento con prezzi a partire da 19 € a seconda della relazione di viaggio. L’offerta è riservata ai soci Carta Freccia under 30 ed è valida per viaggiare in Standard e in 2^ classe 5

4. Offerta a posti limitati e variabili rispetto al giorno, al treno e alla classe/livello di servizio. Cambio prenotazione/biglietto e rimborso soggetti a restrizioni. L’offerta non è cumulabile ad altre riduzioni a qualsiasi titolo spettanti.

5. Offerta valida sui treni Frecciarossa e Frecciargento, in 2^ classe e nel livello di servizio Standard . Prevede l’acquisto a prezzi fissi di 19€, 29 € e 39€, a seconda della relazione di viaggio. Tali prezzi non si applicano alle relazioni per le quali è previsto un uno sconto inferiore al 50% rispetto al prezzo Base. L’offerta è a posti limitati che variano in base al treno e al giorno della settimana e non si cumula con altre riduzioni a qualsiasi titolo spettanti, compresa quella prevista per i ragazzi. Cambio biglietto/ prenotazione e rimborso non sono consentiti.

A/R in Giornata

Con l’offerta A/R in giornata si può partire e tornare nello stesso giorno usufruendo di uno sconto per singola tratta rispetto al prezzo Base del 30% nelle giornate dalla domenica al venerdì e del 50% nella giornata del sabato 6

6. L’offerta consente di acquistare due biglietti, uno per il viaggio di andata e uno per il viaggio di ritorno, da effettuare nella stessa giornata, sulla medesima tratta e categoria di treno. Disponibile su tutti i treni Frecciarossa, Frecciargento e Frecciabianca in tutte le classi e livelli di servizio ad eccezione del servizio Salottino. Offerta a posti limitati e variabili rispetto al giorno, al treno e alla classe/livello di servizio. Modificabile, ma non rimborsabile. Gli sconti previsti rispetto al prezzo Base verranno applicati fatti salvi i minimi tariffari.

Informazioni aggiornate al 16 marzo 2026

MOMENTI DI GUSTO AD ALTA VELOCITÀ

Hai voglia di una pausa ad Alta Velocità diversa dal solito? Aggiungi al tuo viaggio un’esperienza di gusto!

Il FRECCIABistrò ti aspetta al centro del Frecciarossa: lì troverai prodotti da forno, snack dolci e salati, piatti caldi e freddi, taglieri, panini, tramezzini, pizza, hamburger e soft drinks, birre artigianali, cocktail, vini e bollicine. Inoltre, puoi scegliere tra tanti menù pensati per ogni momento della giornata Sono disponibili anche opzioni vegetariane e senza glutine o lattosio.

SPENDI I PUNTI IN VIAGGI

Scegli

il tuo premio tra i tanti disponibili a partire da 300

punti

Essere socio CartaFreccia significa trasformare ogni punto accumulato in nuovi vantaggi per partire con le Frecce. Puoi richiedere i biglietti premio a partire da 1.000 punti, ottenere sconti immediati sui tuoi acquisti grazie al cashback, concederti un upgrade di classe per viaggiare con più comfort oppure convertire i punti in carte regalo da usare o regalare a chi vuoi.

Con il cashback, ogni punto si trasforma in un vantaggio diretto: ne bastano 300 per ottenere 10 euro di sconto, 600 per risparmiarne 20 mentre acquisti un biglietto. Se cerchi un’esperienza ancora più comoda, con 500 punti puoi richiedere l’upgrade e goderti una classe superiore. E poi grazie alle carte regalo, disponibili con tagli da 25 a 150 euro, i tuoi punti possono diventare un’occasione di viaggio per te o per qualcuno di speciale.

I Biglietti Premio sono l’occasione giusta per spostarti dove vuoi in base ai chilometri da percorrere. Per esempio: il biglietto Small consente di muoversi tra Firenze e Bologna in Standard o 2ˆ classe a partire da 1.000 punti, il Medium tra Roma e Milano in Standard o 2ˆ classe a partire da 1.300 punti e il Large tra Napoli e Torino in Standard o 2ˆ classe a partire da 1.600 punti.

Con CartaFreccia, ogni punto è un’opportunità: risparmio, comfort, libertà di scelta e viaggi costruiti su misura per te. Ogni spostamento diventa il passo successivo verso il prossimo premio.

Parigi

Trento Ora Bolzano

Lione Avignon Chambéry

Aix-en-Provence

Courmayeur Aosta

Milano Brescia Milano Malpensa Verona Vicenza Padova

Treviso Udine Gorizia Trieste

Marsiglia Saint Jean De Maurienne Roma Torino Oulx

Genova Bologna Modena Reggio Emilia AV Mantova

Firenze La Spezia Pisa

Perugia Venezia

Ravenna Rimini Falconara Marittima Ancona

Pescara Foggia Bari Caserta

Napoli Afragola

Napoli Pompei Lecce

Taranto Ferrandina Scalo Matera Potenza Salerno Agropoli

Vallo della Lucania Paola Sibari

Lamezia Terme

Reggio di Calabria

Per schematicità e facilità di lettura la cartina riporta soltanto alcune città esemplificative dei percorsi delle diverse tipologie di Frecce. Maggiori dettagli per tutte le soluzioni di viaggio su trenitalia.com Alcuni collegamenti qui rappresentati sono disponibili solo in alcuni periodi dell’ anno e/o in alcuni giorni della settimana. Verifica le disponibilità della tratta di tuo interesse su trenitalia.com.

Velocità max 400 km/h | Velocità comm.le 300 km/h | Composizione 8 carrozze Livelli di servizio Executive, Business, Premium, Standard Posti 457 | WiFi Fast | Presa elettrica e USB al posto Servizi per persone con disabilità | Fasciatoio

FRECCIAROSSA ETR 1000

Velocità max 360 km/h | Velocità comm.le 300 km/h | Composizione 11 carrozze

4 livelli di servizio Executive, Business, Premium, Standard | Posti 589 WiFi | Presa elettrica al posto Servizi per persone con disabilità | Fasciatoio FRECCIAROSSA ETR 500

3 livelli di Servizio Business, Premium, Standard | Posti 497 WiFi Fast | Presa elettrica e USB al posto Servizi per persone con disabilità | Fasciatoio FRECCIAROSSA ETR 700

Velocità max 250km/h | Velocità comm.le 250km/h | Composizione 8 carrozze

FRECCIAROSSA ETR 600

Velocità max 280 km/h | Velocità comm.le 250 km/h | Composizione 7 carrozze 3 livelli di Servizio Business, Premium, Standard | Posti 432 WiFi | Presa elettrica al posto Servizi per persone con disabilità | Fasciatoio

FRECCIARGENTO ETR 485

Velocità max 280 km/h | Velocità comm.le 250 km/h

Composizione 9 carrozze | Classi 1^ e 2^ | Posti 489 WiFi | Presa elettrica al posto Servizi per persone con disabilità | Fasciatoio

Velocità max 250 km/h | Velocità comm.le 250 km/h

Composizione 9 carrozze

Classi 1^ e 2^ | Posti 479 | Presa elettrica al posto Servizi per persone con disabilità | Fasciatoio FRECCIABIANCA ETR 460

FRECCIAPLAY.IT

INTRATTENIMENTO GRATUITO, FACILE E VELOCE

Grazie ai servizi e ai contenuti di FRECCIAPlay il viaggio a bordo dei treni Frecciarossa e Frecciargento e nelle sale FRECCIAClub e FRECCIALounge è più piacevole. Per accedere basta collegarsi alla rete WiFi, digitare www.frecciaplay.it o scaricare l’app FRECCIAPlay da App Store e Google Play. Ulteriori dettagli, info e condizioni su trenitalia.com

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