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Viaggio nel tempo - ESTRATTO

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paola zannoner

La giovane virginia woolf alle prese con il romanzo psicologico

LE ORME: sui passi dei grandi classici

È una serie editoriale nata con l’obiettivo di avvicinare giovani lettori e lettrici ai generi narrativi attraverso i grandi classici della letteratura.

Gli spunti biografici autentici vengono sviluppati in storie avventurose e fantastiche, seguendo, nella composizione, gli stilemi del genere al quale quell’autore o quell’autrice appartiene.

Un’appendice finale curata da esperti propone esercizi di scrittura e analisi relativi al genere specifico rappresentato dal libro.

Storie autoriali, coinvolgenti e fresche, in una foliazione agile e con illustrazioni uniche, per risucchiare i giovani lettori nella storia.

SALTALAPAGINA…

SE VUOI!

Ciao!

Abbiamo intitolato questa parte Saltalapagina perché spesso, all’inizio di un libro, ci sono delle pagine che spiegano cosa succederà più avanti, ma che nessuno o quasi ha voglia di leggere. Così, se sei anche tu uno di quelli che temono di annoiarsi a leggere un’introduzione, sei autorizzato a saltarla.

Se invece hai deciso di restare, allora ti racconto un paio di cose.

Questo libro fa parte di una serie che si chiama Le Orme: sui passi dei grandi classici .

Prima di tutto, cosa sono i classici? Sapresti rispondere?

Secondo noi sono dei libri sempre attuali, non tanto perché le vicende si svolgono ai nostri giorni (anzi, molti classici sono stati scritti diversi anni fa, a volte più di cento, e quindi si ambientano in altre epoche e in altri Paesi), quanto perché raccontano storie nelle quali ci possiamo rispecchiare anche noi, che viviamo in Italia nel Ventunesimo secolo.

A volte questi classici ci appaiono difficili, perché il linguaggio usato a quel tempo è diverso da quello che utilizziamo oggi, oppure perché il ritmo della storia è lento o ci sono troppe descrizioni. Però, sarebbe

un vero peccato perdere o dimenticare queste grandi storie, capaci di superare il tempo e le generazioni.

Abbiamo quindi pensato di proporti non i classici originali, ma storie nuove, scritte da autori e autrici contemporanei, che prendono spunto da fatti accaduti agli scrittori classici . Abbiamo immaginato che le loro esperienze (vissute o magari solo fantasticate) abbiano avuto un peso determinante nella produzione delle loro opere future.

Ogni scrittore o scrittrice, che lo voglia o meno, trasferisce sulle pagine delle proprie opere esperienze personali, sogni, ambizioni, speranze, trasformando e camuffando tutto ciò in storie fantastiche o incredibilmente avventurose.

Degli esempi?

Jules Verne fuggì di casa a undici anni per imbarcarsi su una nave diretta nelle Indie; il suo sogno romantico era regalare alla cugina di cui era innamorato una collana di coralli.

Mark Twain diventò pilota di battelli fluviali e viaggiò su e giù per il Mississippi immaginando le avventure di un ragazzino ribelle chiamato Huckleberry Finn.

Agatha Christie credeva che la madre fosse una medium capace di parlare con gli spiriti.

Robert Louis Stevenson trascorse l’infanzia spostandosi da un’isola all’altra, poiché suo padre era un costruttore di fari.

Virginia Woolf diede vita a un giornaletto domestico che raccontava situazioni di vita familiare e trascorreva le estati in Cornovaglia vivendo avventure nella natura incontaminata.

Tutti i libri, compresi i grandi capolavori della letteratura dedicata ai più giovani, sono stati ispirati da fatti, pensieri o desideri cullati dalle menti dei loro autori quand’erano ancora dei bambini o degli adolescenti.

I classici, poi, possono essere avventurosi, gialli, horror, fantasy, umoristici. Esistono tanti generi, tutti diversi e tutti, a loro modo, affascinanti.

Tu, quanti ne conosci?

E qui sta il gioco nel quale vorremmo coinvolgerti: sperimentare attraverso queste storie i vari generi e appropriartene con attività laboratoriali divertenti, non tanto per diventare uno scrittore o una scrittrice (be’, anche questo se proprio lo desideri), ma per trasformarti — se già non lo sei — in un lettore curioso e attento, un innamorato delle storie come lo siamo noi!

sposata in prime nozze con Lord Herbert Duckworth e rimasta vedova

George Herbert

Stella

Gerald de l’Etang

La tribù Stephen

MAMMA

Julia Prinsep Jackson

sposati nel 1878

PAPÀ

Sir Leslie Stephen storico, critico, giornalista, scrittore

Vanessa (Nessa)

(Ginny, Billy)

Thoby (Thobs)

sposati nel 1912

Leonard Woolf

VIRGINIA
Adrian

I richiami rimbalzano tra gli arbusti e i rami dei meli, scivolano lungo il pendio erboso, corrono per il sentiero e riecheggiano fin giù, alla spiaggia.

«Billy-illy-illy…».

Si confondono con le strida dei gabbiani che veleggiano sulla superficie del mare. Tutta l’aria è densa di esortazioni simili agli sbuffi di nuvole che si rincorrono in cielo: «Dove sei? Ehi, capra! Rispondi!».

Ma la capretta non si fa vedere. Non è nel solito nascondiglio, dentro la siepe di artemisia che le piace tanto, non è sulla terrazza di legno a rubare i biscotti avanzati che nessuno si è ancora preso la briga di portare in cucina. Non è sulla roccia che svetta sul prato, la pietra che sembra un dente di drago spuntato dalla terra, dove di solito Billy si arrampica e resta immobile a scrutare l’isoletta di fronte, come se volesse fare un balzo fin laggiù. Non ha neppure seguito la sorella diretta in spiaggia a raccogliere conchiglie.

Dov’è Billy?

Una donna avvolta in un lungo abito chiaro a piccoli fiori gialli compare sulla porta della villa bianca, si accorge con disappunto degli avanzi del tè sul tavolo della veranda e si volta con l’intenzione di richiamare la cameriera ai suoi doveri, ma le grida che rimbalzano sul prato le bloccano il passo.

«Billy… Billy…».

La donna scende rapida e leggera i pochi gradini, si avvia a passo svelto verso il giardino, una mano sulla fronte a riparare gli occhi dal sole ancora alto, in un pomeriggio insolitamente caldo e assolato. Il vento le gonfia la veste di lino e sembra una vela che solchi il mare d’erba e fiori, fino a raggiungere il ragazzino che strilla con le mani a imbuto sulla bocca: «Capra, dove sei?».

«Adrian, che succede?».

Il ragazzo sobbalza, si volta di scatto e assume un’aria imbronciata: «Niente, mamma, però lei si è nascosta e non risponde».

Il viso corrucciato della donna si distende, aprendosi in una risata: «La nostra capretta?».

«Quella stu…». Adrian si corregge svelto. Sua madre non apprezza le parole offensive, anzi, sono il motivo di maggiore rimprovero, più che entrare in casa con le ginocchia scorticate o gli abiti stazzonati, bagnati di salsedine e sporchi di sabbia, più che rubare una fetta di pane con la marmellata appena fatta, o sfogliare i libri sul tavolo di papà (ma nessuno si azzarda a farlo). «Stupenda giocherellona!» gli esce di bocca ed entrambi, madre e figlio si uniscono in una risata complice per lo scampato pericolo linguistico!

«Dici bene, giocherellona… Si starà prendendo gioco di te, magari si è nascosta qui vicino, e ci sta osservando con quegli occhietti a spillo…» bisbiglia la mamma, china verso l’orecchio di Adrian, che nel

sentire la mano posata dolcemente sulle sue spalle e il soffio alle orecchie si sente invadere di languore. Quando mai capita di avere la mamma tutta per lui come in questo momento? Per un istante, Adrian vorrebbe tornare piccolo e abbracciarle le ginocchia, essere preso tra le braccia, ma ricaccia indietro quel pensiero da bambino mentre lei si raddrizza e lo invita: «Vieni in casa, vedrai che Billy si stufa a stare nascosta e verrà a cercarti».

Il ragazzo annuisce, ma non è del tutto convinto. Lo sa che Billy non si stufa a starsene per conto proprio, e a dirla tutta vorrebbe proprio capire dov’è il suo nuovo rifugio, per spartirlo con lei.

Mentre si allontana, gli sembra di sentire gli occhietti a spillo sulla sua schiena. Ma Billy non sta fissando lui. Rimpiattata dietro la serra, sta vedendo quel che ancora non c’è.

II

La stanza è già piena di gente, eppure il campanello continua a suonare e alla porta si affacciano altre persone, salutate con calore dalle due ragazze che volteggiano per la stanza come ballerine, seguite da molti sguardi ammirati. Sedie e divani sono già occupati e sul tavolo sono disposti vassoi con tazze e teiere, bicchieri, bottiglie di vari colori.

«Chi vuole si serva, prego» annuncia una delle due ragazze, un po’ bruscamente.

«Ah, non ci porti tu il caffè?» chiede in tono ironico uno dei ragazzi.

«Non vedo perché, mi sembri in perfetta salute per fare da solo» ribatte la ragazza.

Ridono tutti tranne lei, che mantiene un’espressione seccata.

«Su, Ginny, non vedi che Clive sta scherzando?» le bisbiglia in fretta la sorella.

«Mi spiace Nessa, ma è una provocazione per rimetterci al nostro posto di donne». E qui Ginny piega un poco la testa e recita con un sorriso falso: «Un po’ di zucchero? Latte?».

L’altra alza gli occhi al cielo: «Ma no, non prenderla in questo modo…».

«Quale modo? È quello che si aspettano».

«Non litighiamo, su…». Nessa cerca di raffreddare il tono acceso della sorella. Stanno parlottando, ma qualcuno si è accorto del loro leggero bisticcio e irrompe, scattando in piedi come una molla dalla sedia accanto al tavolo: «Ma se volete vi servo io, adoro servire gli ospiti!».

«Buona idea, Lytton!» si complimenta Ginny, illuminandosi. Nessa, sollevata dall’ansia di quella piccola crisi, gli indirizza un gran sorriso, quello per cui è piuttosto popolare tra gli amici riuniti in questo appartamento.

Tutto ho voluto fin da bambina: essere scrittrice, raccontare la vita mentre accade, i pensieri mentre sono pensati, e dare forma verbale all’esistenza. È il mio modo per capire il mondo.

Leggi le esplorazioni introspettive della giovane Virginia Woolf e poi immergiti nelle attività finali, per scoprire le caratteristiche del romanzo psicologico.

€ 13,50

www.erickson.it

Sui passi dei grandi classici: storie originali e avvincenti attività per avvicinare giovani lettori e lettrici ai generi narrativi attraverso i grandi classici della letteratura. LE ORME a cura di Guido Sgardoli

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