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Schede_lettura-scrittura_Teo_4

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LA LETTERA E L’EMAIL

La struttura della lettera

La lettera è un testo scritto per comunicare con qualcuno. Può essere informale (indirizzata ad amici, parenti, persone vicine,…) oppure formale (indirizzata a insegnanti, dirigenti, enti, uffici,…).

Chi scrive la lettera è il o la mittente , chi la riceve è il destinatario o la destinataria .

Prima di scrivere una lettera completa, impara a conoscere le sue parti, le formule giuste e alcuni trucchi utili per renderla più personale e piacevole da leggere.

Ogni lettera ha una forma precisa. Ecco quali sono le sue parti.

Luogo e data

Asiago, 5 ottobre 2026

Formula di apertura (saluto iniziale)

Cara nonna,… • Ciao Chiara,…

• Gentile Dirigente,…

Corpo della lettera

È la parte più importante, dove racconti, spieghi, chiedi o condividi qualcosa.

Formula di chiusura (saluto finale)

Ti mando un grande abbraccio!

• A presto! • Cordiali saluti.

Firma

Tuo nipote, Luca

Scrivi delle formule di apertura adatte al contesto:

• a un’amica che non vedi da tanto.

• al Dirigente scolastico per chiedere il permesso di fare un’attività.

Ora scrivi delle formule di chiusura adatte al contesto:

• alla nonna dal campeggio.

• alla bibliotecaria per avere informazioni su un libro.

Leggi questa lettera incompleta e riempi le righe con le formule di apertura e chiusura e i saluti giusti.

ieri sono andato con la scuola al museo

e ho pensato a te!

C’erano tanti animali impagliati e uno scheletro enorme di mammut.

Ti racconterò tutto quando ci vedremo.

Scrivi una lettera

Per scrivere una buona lettera occorre seguire i passaggi seguenti.

1. Scegli il destinatario A chi scrivi? (un amico o un’amica, un familiare, un insegnante, un adulto,…).

2. Pensa allo scopo Vuoi raccontare, salutare, chiedere, ringraziare?

Scrivi sui puntini lo scopo per cui vuoi scrivere.

3. Usa il linguaggio giusto:

• informale , che utilizzi se scrivi a una persona che conosci bene deve essere semplice, affettuoso, personale;

• formale , che usi se scrivi a qualcuno che non conosci o con cui non hai confidenza deve essere educato, chiaro, rispettoso.

4. Segui la struttura:

• data e luogo (in alto a destra);

• formula di apertura (Caro…, Cara…, Gentile…,);

• corpo della lettera (racconta, spiega, chiedi,…);

• chiusura (Un saluto, Cordiali saluti, Con affetto,…);

• firma.

5. Rileggi il tuo testo Controlla se hai scritto tutto quello che volevi dire, se non hai fatto errori di ortografia e se il tono è adatto al destinatario.

A volte, alla fine di una lettera, vogliamo aggiungere qualcosa che ci è venuto in mente dopo averla scritta. In questo caso, in fondo, dopo la firma, si scrive P.S. (che significa post scriptum, cioè “dopo lo scritto”) e si aggiunge il testo.

P.S. Ho dimenticato di dirti che la maestra ha adottato un gattino!

Aggiungi il tuo P.S. divertente o affettuoso a una lettera per un amico, per un parente o per la tua maestra o il tuo maestro.

P.S.

Esercitati a scrivere una lettera informale, destinata a una persona a te cara. Ricordati di seguire i passaggi indicati nella pagina precedente: scegli le formule e il linguaggio più adatti.

Ora esercitati a scrivere una lettera formale, destinata a una persona che non conosci bene, a un o una Dirigente scolastico/a o a un ufficio.

A TUTTA PENNA!

Scrivere una lettera è un gesto speciale: è come mandare un pensiero in viaggio. Una lettera può contenere desideri, domande, racconti, consigli o segreti.

3 La lettera

Leggi la lettera a Leonardo da Vinci, poi scegli un personaggio storico che ti incuriosisce (uno scienziato, un artista, un esploratore, uno sportivo,…) e scrivigli, seguendo lo stesso schema. Che cosa gli racconteresti della tua vita? Che cosa vorresti sapere della sua?

Martedì 7 aprile 2026

Gentile Leonardo da Vinci, le scrivo da una scuola nell’anno 2026. Oggi in classe abbiamo parlato di lei e delle sue incredibili invenzioni.

La maestra ci ha mostrato i suoi disegni e ci ha raccontato che lei era pittore, scienziato, inventore, musicista…

A me è piaciuto soprattutto il progetto della macchina volante: lo sa che oggi gli aerei esistono davvero? Ho pensato che senza le sue idee coraggiose gli aerei non sarebbero mai stati costruiti.

Mi piacerebbe molto mostrarle il mio quaderno delle invenzioni con i disegni di aquiloni con luci colorate, una bicicletta elettrica che si ricarica pedalando e un guanto che traduce il linguaggio dei gatti mentre li accarezzi. Pensando a lei mi sono fatto tante domande.

Da bambino, aveva paura di sbagliare o di essere preso in giro per le sue idee? C’è stato qualcuno che ha creduto in lei?

O ha creduto lei stesso nelle sue idee, anche quando nessuno lo faceva? Come si fa ad avere il coraggio di pensare in grande e provare, anche rischiando di sbagliare?

La ringrazio per tutto quello che ha lasciato al mondo. Cordiali saluti, Marco, 9 anni

Una lettera per un amico speciale

Siamo nella savana africana. Qui abita una giraffa che si annoia. Il vento attraversa dolcemente la pianura erbosa e Giraffa può mangiare acacia, il suo cibo preferito, a volontà.

È una vita perfetta, mi dirai. E hai ragione.

Sembra proprio perfetta. Però, in realtà, al nostro Giraffa manca una cosa, una sola: un amico speciale. Non ha un amico con cui condividere i suoi pensieri.

Perciò, Giraffa si annoia.

Un altro noiosissimo giorno sta per concludersi.

«Anche oggi, tutto come al solito: niente di nuovo! E pure domani sarà sempre il solito: niente di divertente!»

Giraffa guarda distrattamente il sole tramontare rapido.

La linea dell’orizzonte si riflette netta nei suoi grandi occhi tondi. Poi batte le palpebre e all’improvviso si chiede:

«Cosa ci sarà oltre l’orizzonte? Che animali ci vivranno?».

Allunga il collo il più possibile, ma il suo sguardo non arriva fin lì.

«Ma certo! Posso provare a scrivere una lettera!»

«Signor Pinguino, c’è posta per lei.»

Pinguino prende la lettera, pensando sia dalla fidanzata.

«Oggi no: è da parte di qualcun altro.»

«Eh?! Da chi?»

«Non so chi sia stato a spedirla. Ah, e poi dice che aspetta una risposta. Quindi ripasso più tardi.»

Pinguino si mette subito a leggere:

A te che vivi oltre l’orizzonte, io mi chiamo Giraffa e vivo in Africa. Sono famoso per il mio lungo collo.

Raccontami di te, per favore.

Giraffa

E ora? È la prima volta che sento il nome “Giraffa” e poi, cosa diamine è un “collo”?

Pinguino chiede:

«Maestro, lei conosce un tal Giraffa che vive in Africa?». «Eh, il nome l’ho già sentito.»

«Allora sa cos’è un collo? Questo Giraffa dice di avere il collo lungo.»

«Ehm, se non erro il collo dovrebbe essere la parte del corpo più sottile che si attacca alla testa…»

Il maestro non sembra molto sicuro di quello che dice.

Caro Giraffa, mi chiamo Pinguino e vivo a Capo delle Balene.

Grazie alla tua lettera ho imparato che esiste una cosa chiamata “collo”.

Forse io non ho il collo.

O forse sono tutto collo.

Pinguino di Capo delle Balene

Giraffa non può fare a meno di piegare il lungo collo, inclinando la testa di lato con aria dubbiosa.

Perché, insomma, uno senza collo o che è tutto collo, che razza di aspetto può avere?

Al che, Giraffa dice:

«Senti Pellicano, mi dispiace chiedertelo, ma non potresti annullare la tua giornata di riposo? Vorrei che consegnassi un’altra lettera per me. La scrivo subito».

Adatt. da Megumi Iwasa, Caro Giraffa, Caro Pinguino, Lupoguido

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LA VOCE DI MOMO

Ora che avete letto il racconto, affrontate i seguenti spunti di scrittura, per capire il punto di vista di Matilde e fare vostro il racconto. Scrivete sul quaderno, senza limiti di spazio!

Hai visto solo le lettere di Matilde a Momo.

Ma nemmeno una parola di risposta del ragazzino a cui Matilde scrive. Prova a comporre delle lettere che Momo invia a Matilde. Per farlo, raccogli nel testo le informazioni che Matilde ti dà sul suo “amico di penna”: ti aiuteranno a vederlo nella tua mente, a immaginarti il suo carattere e a immaginarti le sue domande per Matilde.

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INSEGNANTI SUPEREROI

Nel racconto le due maestre, Bianca Cangemi e la Nuova, sono figure molto importanti. Matilde nelle sue lettere ne parla molto a Momo, descrivendole. E tu, hai mai provato a descrivere un tuo insegnante? Affrontate il tema “insegnanti” con un gioco: i tuoi maestri, le tue maestre hanno dei superpoteri, o forse si trasformano… Di giorno a scuola “sembrano” persone normali, ma quando nessuno li vede… diventano… che cosa?

Scatena la tua fantasia!

IL CLUB DI SCRITTURA E

LA CLASSE È UNA RETE DI RAPPORTI

Nel testo che avete appena letto, tanti personaggi-allievi animano la classe di Matilde. La nostra “eroina” ci racconta dei diversi rapporti fra loro. Come sono i rapporti tra di voi in classe? Ci saranno gruppetti di amici, rapporti più forti di altri, magari persone che stanno più “da sole”, simpatie, antipatie,…?

Scrivi e racconta.

LE FANTASTICHE TRE

Uno dei “personaggi” che Matilde ci racconta è il trio fantastico! Matilde stessa, Stella e Giada sono amiche strette strette, si vedono anche fuori da scuola e condividono tanto.

Vuoi raccontare una super avventura di un gruppetto di amici/amiche, di cui anche tu fai parte? (Puoi “inventare” oppure lasciarti ispirare dalla realtà). Racconta la vicenda, i momenti di successo, in cui siete riusciti o riuscite a collaborare, ma anche i momenti di difficoltà e come li avete superati.

Caro Momo, come stai? Com’è la scuola nuova? La tua classe? E i tuoi fratelli? Sono sempre terribili?

Senti, oggi è stata una giornata PAZZURDA. Mi sembrava di sognare… forse sto sognando anche adesso mentre scrivo…

Iniziamo da Stella. Sai la mia amica del cuore, insieme a Giada? Te l’ho detto che siamo il TRIO FANTASTICO, io, Giada e Stella? Oh sì, devo avertelo detto almeno 1000 volte, questa estate. 1001, anzi.

Avevo tanta voglia che Stella potesse fare con me il corso di nuoto! Una voglia matta… adoro la piscina: amo il profumo del cloro, e quando mi sparo il phon in faccia mi sembra di essere in Sardegna. Giada odia la piscina! Ma Stella… siamo sempre andate a nuotare insieme, sin da quando avevamo zero anni.

3 ottobre

Sinceramente, dopo la scuola, mentre uscivo dal cancello, ho pianto un poco perché da domani la maestra Bianca Cangemi sta a casa, e deve fare anche un’operazione, come ti ho detto. Luca Zeta mi ha guardato e mi ha fatto una faccia che non ho capito, ma bella. Per consolarmi?

9 ottobre

È arrivata la NUOVA INSEGNANTE. Ha gli occhiali colorati, è bassa bassa e sorride. Mi piace. Ma sai Momo che cosa sento? Che era meglio se rimaneva la maestra Bianca, lei sapeva chi eravamo. Per me la Bianca Cangemi era una sicurezza. Anche quando le cose non andavano molto bene.

Sono vicina di posto di Manuel Manuelito.

Vedo che la nuova maestra ci guarda. Magari la Cangemi le ha parlato di Manuel. Comunque MANUEL SPIDER MANUELITO DISEGNA IN MODO PAZZESCO (lo fa quasi tutto il tempo). Ok, ho deciso che gli passerò il mio diario, così mi fa qualche disegno dei suoi.

Niente, EDO È SCATENATO. Ho l’idea che stia reagendo male alla mancanza della maestra Bianca Cangemi. Prima ha provato a dare un calcio a Nelson che poi è suo amico (non so perché), poi è scappato fuori dall’aula.

La Nuova Maestra, detta anche la Nuova, non sapeva che cosa fare. Ci ha guardato e ha chiesto: «Che cosa succede?». Mi sa che non le hanno raccontato bene…

Edo è tornato quasi subito e poi si è messo ad accendere e spegnere la luce della classe; accendeva e spegneva, e poi scappava. Non appena si avvicinava la maestra, scappava, poi la Nuova è andata in presidenza...

Ho avuto una brutta sensazione, Momo. Che momento orribile. Giada e Stella sono vicine di banco: ridono, chiacchierano e parlano sempre, ma NON MI GUARDANO, NON MI CONSIDERANO e, anzi, all’intervallo sono sparite, non so dove, forse al secondo piano. Ehilà, ci sono anch’io, amiche! Non eravamo il TRIO FANTASTICO?

13 ottobre

La Nuova Maestra mi ha chiesto di Manuel Manuelito. E le ho un po’ raccontato. Le ho fatto vedere anche il disegno pazzesco che mi ha fatto sul diario.

È rimasta impressionata. Il disegno gira intorno alla pagina; Manuel ha

Sono contenta di parlare con la Nuova. Mi sembra in gamba, e ascolta. Allora voglio raccontarle tutto, tutto. BIANCA CANGEMI SCUSAMI. Non è un tradimento!

Ho visto però una cosa che mi preoccupa: la Nuova HA UN PO’ PAURA di Edo, che soprattutto quando si mette insieme a Jacopo, diventa terribile, e non lo tiene più nessuno. Passavo in corridoio e sentivo che la Nuova vuole vedere i genitori di Edo.

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