







03
![]()








03
EuroShop 2026: il mondo del retail celebra 60 anni di innovazione
AI, retail media e sostenibilità integrata protagonisti a EuroShop 2026
07
04
Lo store come spazio sostenibile e intelligente
I banchi frigoriferi evolvono da prodotti a strumenti di servizio avanzati
09


11
Rendere il consumatore interattivo con il punto di vendita
Tecnologie che uniscono innovazione e concretezza
14
13

EuroShop 2026: da fiera di prodotti a piattaforma di “problem solving” per il retail globale
Store del futuro: a EuroShop premiati i concept più innovativi
Supplemento a TR Magazine di marzo 2026
Direttore responsabile
Armando Brescia Fabio Massi
Direttrice editoriale
Maria Teresa Manuelli
Responsabile Redazioni EDM
Claudia Scorza
Responsabile Publishing
Stefania Colasuono
Sara Mauri
Editore
A cura di Contatti Pubblicità Impaginazione
Edizioni DM Srl
Via G.Piazzi, 2/4 20159 Milano P.Iva 08954140961
24

redazionedm@edizionidm.it Tel. 02/20480344
Ufficio commerciale: commerciale@edizionidm.it Tel: 02/20480344
L’invio di materiale (testi, articoli, notizie, immagini, dati, grafiche, ricerche ecc.) da parte di autori esterni alla Redazione non garantisce che esso venga pubblicato, né in parte, né nella sua forma originale. Lo stesso, peraltro, potrebbe essere pubblicato in forma rimaneggiata per necessità di carattere editoriale. Si precisa altresì che l’invio del suddetto materiale costituisce automatica autorizzazione da parte di Edizioni DM Srl alla pubblicazione a titolo gratuito su tutte le proprie testate.





Nel 2026 EuroShop ha celebrato un traguardo importante: 60 anni di storia per quella che è riconosciuta come la principale fiera mondiale dedicata all’innovazione nel retail. Dal suo debutto nel 1966 come manifestazione dedicata ai negozi moderni e alle vetrine, EuroShop si è progressivamente trasformata in una piattaforma globale di confronto per l’intero ecosistema della distribuzione: retailer, progettisti, architetti, fornitori di tecnologie, aziende di design e operatori della supply chain. Con cadenza triennale, la fiera di Düsseldorf rappresenta un osservatorio privilegiato sui modelli di consumo emergenti e sulle soluzioni che stanno ridefinendo il punto vendita del futuro.
L’edizione 2026 ha dato spazio a 1.840 espositori provenienti da oltre 60 Paesi – distribuiti nei 14 padiglioni del quartiere fieristico che hanno coperto un’area di oltre 100mila mq – pronti a presentare tecnologie, concept e servizi destinati a trasformare l’esperienza di acquisto e i modelli operativi del retail. Un appuntamento

imprescindibile per decision maker e professionisti della distribuzione che guardano alle nuove frontiere dell’innovazione, dalla digitalizzazione dei negozi alla sostenibilità, fino alle soluzioni per rendere gli store sempre più esperienziali e connessi.
Il percorso espositivo si è articolato in sette “dimensions” tematiche, che hanno rappresentato la complessità e l’evoluzione del settore. Insieme, queste aree hanno offerto una visione completa delle trasformazioni in atto nel retail contemporaneo: dall’integrazione dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie per gli smart store alla crescente attenzione verso efficienza energetica e sostenibilità, fino alla crescente contaminazione tra retail e ristorazione.
A completare la manifestazione, un ricco programma di eventi, aree speciali e momenti di confronto che hanno reso EuroShop non solo una vetrina di innovazione, ma anche un laboratorio di idee per il futuro del commercio.


A 60 anni dalla sua prima edizione, EuroShop si conferma uno dei principali punti di riferimento internazionali per l’innovazione nel retail. L’edizione 2026 della manifestazione, ospitata a Düsseldorf, ha riunito l’intero ecosistema della distribuzione moderna, offrendo una panoramica completa sulle tecnologie, i format e i modelli di business che stanno ridefinendo il settore. Oltre ai numeri da record in termini di visitatori professionali ed espositori, un dato particolarmente significativo riguarda la forte presenza internazionale: circa due terzi dei visitatori arrivavano dall’estero e uno su cinque proveniva da Paesi extraeuropei, confermando il ruolo della manifestazione come piattaforma globale di confronto per il retail.
Nel corso dei cinque giorni di manifestazione, l’attenzione si è concentrata sulle principali direttrici di trasformazione del settore: dall’adozione dell’intelligenza artificiale alle soluzioni avanzate per il checkout, fino alle tecnologie per l’efficienza energetica, l’illuminazione Led e i nuovi concept di store design. Le diverse aree tematiche della fiera hanno restituito un’immagine chiara dell’evoluzione del punto vendita, sempre più concepito come spazio multifunzionale capace di combinare efficienza operativa, esperienza e relazione con il cliente. In questo scenario, la componente tecnologica – rappresentata in particolare dall’area EuroCis – si conferma il vero motore strategico del retail contemporaneo, con piattaforme connesse e processi automatizzati che ottimizzano l’intero customer journey.
Con Elke Moebius, director di EuroShop, approfondiamo i principali trend emersi dall’edizione 2026 e le prospettive di sviluppo del retail internazionale.

L’edizione 2026 della manifestazione, ospitata a Düsseldorf, ha riunito l’intero ecosistema della distribuzione moderna, offrendo una panoramica completa sulle tecnologie, i format e i modelli di business che stanno ridefinendo il settore.
Le diverse aree tematiche della fiera hanno restituito un’immagine chiara dell’evoluzione del punto vendita, sempre più concepito come spazio multifunzionale capace di combinare efficienza operativa, esperienza e relazione con il cliente.

Quale bilancio può fare dell’edizione di EuroShop 2026 in termini di partecipazione, qualità degli espositori e dell’offerta espositiva?
EuroShop 2026 ha confermato il suo ruolo di piattaforma globale per gli investimenti nel retail, con oltre 81mila visitatori professionali da 141 Paesi e 1.840 espositori da 61 nazioni. Il feedback è stato molto positivo sia sulla qualità decisionale dei visitatori sia sulla completezza dell’offerta. In questo contesto, il rappresentante ufficiale per l’Italia, Honegger, ha supportato in modo mirato aziende e operatori italiani, contribuendo a rafforzare la presenza del nostro Paese in tutti i segmenti chiave di EuroShop.
Digitalizzazione, sostenibilità e omnicanalità sono temi ricorrenti. Quali trend hanno dominato realmente i padiglioni e quali innovazioni sono sembrate più rappresentative?
Tre tendenze sono emerse con maggiore chiarezza: l’uso maturo dell’AI lungo tutto il customer journey, lo sviluppo dei retail media network con il punto vendita ripensato come canale media e la sostenibilità integrata nei progetti, dai materiali circolari alla refrigerazione ed energy management ad alta efficienza.
Il contesto macroeconomico resta complesso. In che modo la fiera ha risposto alle esigenze di efficienza, contenimento dei costi e resilienza?
Molte soluzioni presentate a EuroShop 2026 puntavano a “fare di più con meno”: tecnologie per l’efficienza operativa (AI, automazione, checkout evoluti), sistemi di refrigerazione ed energy management per ridurre consumi e costi, concept di store design più flessibili e riutilizzabili, e modelli di partnership, ad esempio nei retail media network, che condividono investimenti e ricavi.
Guardando al futuro, quale eredità lascia questa edizione? Ci sono temi o modelli che definiranno l’agenda del retail globale nei prossimi anni?
L’eredità principale è la convergenza tra spazio fisico, dati e media: il negozio diventa piattaforma ibrida di vendita, relazione e comunicazione. A questo si aggiungono due driver destinati a restare centrali: progetti “future-proof”, pensati per essere aggiornabili nel tempo, e una sostenibilità che entra stabilmente nei capitolati e nei modelli di business, influenzando l’intera filiera del retail.

EuroShop 2026 ha confermato il suo ruolo di piattaforma globale per gli investimenti nel retail, con oltre 81mila visitatori professionali da 141 Paesi e 1.840 espositori da 61 nazioni.
Tre trend sono emersi con maggiore chiarezza: l’uso maturo dell’AI, lo sviluppo dei retail media network e la sostenibilità integrata nei progetti.


Prima di ogni innovazione, prima di ogni traguardo, prima di ogni mobile frigorifero progettato, ci sono i nostri valori. Sono il punto di partenza e la nostra direzione: visione, ispirazione, cambiamento e servizio. Dal 1963, sono la bussola che guida il nostro viaggio in tutto il mondo. Orientano ogni scelta, accendono ogni nuova idea.
Insieme, costruiamo il futuro del retail.
Secondo Tiziana Raiteri, direttrice marketing e comunicazione del Gruppo Arneg, EuroShop 2026 ha rappresentato per la sua azienda molto più di una vetrina internazionale: «È stato un momento strategico di confronto, ascolto e visione. Essere presenti alla principale fiera mondiale del retail ha significato riaffermare il nostro ruolo di partner globale, capace di coniugare solidità industriale, innovazione tecnologica e prospettiva di lungo periodo. Con il concept “A World of Values” abbiamo scelto di raccontare non solo un’offerta, ma un’identità. Un percorso costruito in oltre 60 anni di storia, che ci ha portati da realtà locale a Gruppo internazionale, mantenendo salde le nostre radici. Visione, ispirazione, cambiamento e servizio sono stati i pilastri di uno storytelling che ha preso forma in una precisa idea di punto vendita. Lo store che immaginiamo è un ecosistema integrato, dove efficienza energetica, digitalizzazione e responsabilità ambientale dialogano in modo armonico. Uno spazio sostenibile e intelligente, progettato per elevare l’esperienza d’acquisto e, allo stesso tempo, semplificare la gestione operativa del retailer grazie a un’integrazione sempre più evoluta tra prodotto e servizio».



A EuroShop 2026 Arneg ha posto l’attenzione su soluzioni di refrigerazione commerciale ad alta efficienza energetica e sull’evoluzione dei servizi integrati a supporto dei retailer. «Accanto alle gamme consolidate – spiega Tiziana Raiteri – abbiamo presentato soluzioni e tecnologie progettate per ottimizzare la gestione del punto vendita, con focus su refrigeranti naturali, riduzione dell’impatto ambientale e continuità operativa. Le soluzioni, modulari e flessibili, rispondono alla crescente diffusione di format più compatti, garantendo performance elevate, sostenibilità e affidabilità lungo l’intero ciclo di vita del progetto».



Vanessa Curti, Epta Group communication director, afferma che la partecipazione all’edizione 2026 di EuroShop, la più importante triennale a livello globale dedicata al retail, ha segnato un nuovo capitolo nel percorso strategico del Gruppo: «Un’evoluzione che prende forma in un approccio al valore a 360°, dove l’eccellenza delle soluzioni di refrigerazione rappresenta solo il punto di partenza di una visione più ampia che integra tecnologia, servizi ed esperienza, a vantaggio dei retailer. Espressione concreta della nuova value proposition del Gruppo è il nuovo payoff “Good Never Stops”: una vera e propria promessa che orienta il modello di business dell’azienda, in cui il progresso è concepito come continuo, responsabile e in grado di generare valore di lungo termine. L’idea di punto vendita presentata e promossa dal Gruppo è infatti quella di uno store inteso come sistema dinamico e interconnesso, in grado di evolvere nel tempo, sostenuto da un partner industriale capace di offrire una risposta completa e modulare. In questa prospettiva, proponiamo soluzioni complete, in cui hardware, software, competenze specialistiche e attività di consulenza convergono per rispondere in modo puntuale alle esigenze di ogni punto vendita. Dalla digitalizzazione avanzata ai modelli di servitizzazione più innovativi, la nostra offerta si configura come un ecosistema coerente e future-proof, a beneficio una crescita sostenibile del comparto».


A EuroShop, Epta ha presentato per la prima volta Zenith, la nuova linea di banchi verticali positivi per la conservazione dei freschi, a marchio Costan/Bonnet Névé. «Una proposta che supera la dimensione tecnologica per diventare espressione visiva – spiega Vanessa Curti – in linea con la priorità di visibilità del retail contemporaneo. La trasparenza è l’elemento chiave: i modelli Zenith sono concepiti come volumi ultra-trasparenti, poggiati su solide basi. Dal punto di vista strutturale, l’estensione dell’altezza delle porte, sia verso l’alto sia verso il basso, amplia la superficie espositiva complessiva, con un incremento della total display area del 5% rispetto ai precedenti modelli remoti NT e del 13% rispetto alla serie Integral. Simbolo di innovazione consapevole e refrigerazione sostenibile, la linea Zenith unisce un’elevata qualità espositiva a prestazioni energetiche best in class».









Andrea Ventura, member of the Group Board di Mago, racconta che la partecipazione a EuroShop da parte del Gruppo ha avuto un’importanza strategica in quanto tassello indispensabile per ribadire la volontà di rappresentare un player internazionale: «Lo stand è stato un mix di tradizione e innovazione che ha proposto Mago come uno shopfitter capace di proporre lo sviluppo di concept sia food sia non food, integrandoli con tecnologie digitali sempre più importanti nel retail “click and bricks”. In sintesi, un retail design per sviluppare concept in grado di tradurre le strategie del cliente in display supportati dalle tecnologie che permettono al consumatore di essere interattivo con il punto di vendita. Vogliamo quindi porci come un partner che, in base agli obiettivi del cliente, riesce a sviluppare un format che offra un’esperienza di acquisto positiva sia per il consumatore sia per il retailer. Il carrello digitale Clever e il sistema Nexto Display presentati in fiera sono due esempi di come le tecnologie possano integrarsi nella shopping experience del cliente. Dietro a ciò vi è la pluriennale esperienza del nostro Gruppo, che da 38 anni produce arredamento modulare per punti vendita a libero servizio con due stabilimenti nei dintorni di Varsavia capaci di rendere disponibili soluzioni che vanno dallo stoccaggio di merci su pallet alla realizzazione di display espositivi per aree di vendita food e non food».



A EuroShop 2026, Mago ha presentato diverse soluzioni tecnologiche per il retail. «Clever è un sistema che ha tre gradi di interazione fra cliente e punto di vendita – spiega Andrea Ventura – Base per veicolare messaggi di promozione up e cross-selling al cliente, Guide per localizzare i prodotti all’interno del layout dello store e Premium, un banco cassa mobile che accompagna il cliente nella sua esperienza d’acquisto permettendogli di pagare direttamente nel carrello stesso. Abbiamo inoltre presentato Nexto Display, un sistema modulare che può integrare un modulo vending machine a temperatura controllata per prodotti freschi (sandwich e bibite), un modulo locker con scomparti neutri, caldi o freddi, un modulo per la distribuzione automatica di bibite calde (tè, caffè) e altri in fase di sviluppo».


Vincenzo Parisi, cco di Nicolis Project, afferma che la partecipazione a EuroShop 2026 ha rappresentato per l’azienda un momento particolarmente significativo, soprattutto perché si è svolta nell’anno del suo 20° anniversario: «Un traguardo che non è solo simbolico, ma riflette un percorso di crescita continua, fatto di investimenti in ricerca, collaborazioni consolidate e una visione tecnologica sempre orientata al futuro. Celebrare vent’anni di attività proprio in questo contesto ci ha permesso di ripercorrere l’evoluzione dell’azienda e, allo stesso tempo, di mostrare come le nostre soluzioni abbiano saputo trasformarsi per anticipare i bisogni dei retailer e dei consumatori. In fiera abbiamo voluto raccontare una visione di punto vendita sempre più orientata alle esigenze e alle aspettative del consumatore finale: un ambiente in cui informazione, servizio e personalizzazione convergono per creare un’esperienza d’acquisto fluida e coinvolgente. Allo stesso tempo, questa visione non perde mai di vista le necessità dei retailer, che chiedono soluzioni capaci di ottimizzare i processi, ridurre le complessità operative e aumentare le performance di vendita. Ed è proprio in questo equilibrio che si colloca il valore distintivo delle nostre soluzioni: tecnologie che uniscono innovazione e concretezza, capaci di offrire non solo un miglioramento dell’esperienza in-store, ma anche risultati tangibili in termini di efficienza, controllo e incremento delle vendite».


In fiera l’azienda ha presentato due nuove soluzioni sviluppate a partire dalle funzionalità del proprio software. «La prima riguarda l’integrazione della sensoristica applicata al digital signage – spiega Vincenzo Parisi – sollevando un prodotto, il cliente attiva automaticamente contenuti informativi e suggerimenti contestuali, rendendo l’esperienza d’acquisto più intuitiva, consapevole e immediata. Per i retailer questo si traduce in nuove possibilità di personalizzare il customer journey e di attivare strategie di cross-selling e up-selling guidate dai dati. La seconda innovazione è SmartDKey, un Sdk che, integrato nell’app del retailer, offre al consumatore informazioni aggiuntive sui prodotti basate sulle sue preferenze: l’etichetta elettronica diventa interattiva e comunica direttamente con lo smartphone, fornendo dati come allergeni, valori nutrizionali e tracciabilità».

da
di Marco Zanardi, presidente Retail Institute Italy
EuroShop 2026 ha celebrato il suo 60° anniversario confermandosi, ancora una volta, come il grande hub internazionale del retail: cinque giorni, circa 1.900 espositori da 60 Paesi e oltre 81mila visitatori. Ma il dato più interessante non è quantitativo: l’edizione 2026 ha segnato uno spostamento netto del baricentro. Meno “wow technology” fine a sé stessa, più efficienza operativa, sostenibilità misurabile e integrazione pervasiva dell’AI. In altre parole, EuroShop si presenta sempre meno come esposizione e sempre più come una piattaforma di soluzioni pronte a diventare investimenti reali.
I padiglioni hanno coperto l’intera filiera dello store fisico: storefitting e design, visual merchandising, materials & surfaces, lighting, refrigeration, retail marketing, EuroCis (tecnologia), energy management & building, expo/
event marketing, research & consulting. La convergenza tra questi mondi è la notizia principale: la fiera ha mostrato che lo store non può più essere progettato “a silos”. L’arredo diventa hardware che ospita intelligenza; l’illuminazione diventa sensoristica e dato; il freddo alimentare diventa infrastruttura energetica; il marketing in-store diventa canale media misurabile.
Store fitting & store design: dal “punto vendita” al “punto di esperienza” Nel cuore della fiera si è imposto un concetto: non si demolisce più, si aggiorna. La modularità estrema riduce tempi e costi di ristrutturazione, allunga la vita del punto vendita e permette riconfigurazioni veloci in funzione di assortimento, stagionalità e nuove esigenze (pick-up e-commerce, aree lounge, servizi). Il filo conduttore è il “circular store fitting”: arredi progettati per essere smontati, riusati e reimmessi nella catena del valore.


Esemplare il caso di Umdasch con soluzioni modulari che trasformano reparti “a secco” in reparti refrigerati in poche ore senza cambiare arredo, e la spinta sui materiali: pannelli e superfici da riciclo e con collanti biogenici, che spostano la sostenibilità dalla comunicazione alla specifica tecnica. Anche i premi raccontano la direzione: il riconoscimento a concept basati sul riuso dei materiali (con una riduzione importante dell’impronta di carbonio rispetto a un fit-out standard) segnala che il design retail oggi viene valutato per i suoi risultati, non solo per l’estetica.
Visual merchandising: interattività, sensi e sostenibilità “visibile”
Il visual merchandising ha abbandonato la sola dimensione “vetrina” per diventare regia esperienziale. L’area “VM Experience” ha portato in primo piano la multisensorialità: non solo vedere, ma orientarsi, sostare, esplorare. La parola chiave è stata “interattività”: manichini e installazioni capaci di reagire al contesto (traffico, densità, prossimità), e vetrine che cambiano contenuto in base ai trend e ai linguaggi delle community digitali (Gen Z e Gen Alpha).
Il secondo asse è la sostenibilità applicata ai materiali della scena: manichini più leggeri, infrangibili, riciclabili; pavimentazioni e “pelli” espositive pensate per creare percorsi immersivi senza generare rifiuto. Qui la sostenibilità diventa estetica e funzione: non un’etichetta, ma un requisito progettuale.
Materials & surfaces: l’estetica della circolarità e il “material passport”
Nel padiglione materiali il tema Net-Zero si è trasformato in vincolo tecnico. La direzione è chiara: progettare superfici “belle” ma anche separabili, smontabili e riciclabili. La cosiddetta “separation of materials” diventa un principio industriale: se non riesci a separare i materiali a fine vita, non stai progettando per la circolarità.
Si sono visti bio-polimeri e soluzioni bio-ispirate con prestazioni elevate; pavimenti ottenuti da recupero (scarti tessili, componenti organiche) senza rinunciare a durabilità e calpestio. Si impone una nuova grammatica: lo store non produce rifiuti, produce componenti che rientrano nel ciclo. In questo quadro, l’adozione di giunzioni meccaniche “a secco” (niente colle, siliconi, incollaggi permanenti) spinge la modularità verso il cradle-to-cradle: smontare, riconfigurare, riutilizzare.
Lighting: dalla lampada alla piattaforma (benessere, dati, Roi)
EuroShop 2026 ha mostrato che l’illuminazione non è più “lumen e watt”: è neuro-estetica, benessere e soprattutto infrastruttura. I sistemi evolvono verso soluzioni ad alta resa cromatica (ideali per food e fashion) e verso una gestione dinamica: human centric lighting, adattamento circadiano, scenari per categorie merceologiche (carne, bakery, moda), riduzione dello stress visivo e aumento del valore percepito della merce.


Ma la svolta più concreta è l’integrazione con l’IoT e con l’energy management: binari e corpi illuminanti diventano punti di sensorizzazione (occupazione, qualità dell’aria, luce naturale) e alimentano dashboard di monitoraggio. Il concetto di manutenzione predittiva si estende: intervenire prima del guasto, ridurre downtime, gestire lo store come sistema.
Refrigeration: freddo sostenibile, waterloop e recupero energetico
La refrigerazione, storicamente una delle maggiori voci di consumo nel grocery, entra nella sua fase di maturità “sostenibile”: consolidamento dei refrigeranti naturali
(come CO2 e R290), maggiore compattezza, vetri ad alta trasparenza e soluzioni che riducono sprechi e guasti tramite AI e diagnostica in tempo reale.
Il punto decisivo è la sinergia con il building: il freddo smette di essere reparto tecnico isolato e diventa perno dell’efficienza complessiva. I sistemi waterloop e il recupero del calore residuo trasformano lo store in un “ciclo termico” più intelligente, dove l’energia non si disperde ma si riutilizza. Il risultato atteso non è solo meno consumo: è una gestione più modulare del layout e una riduzione dei costi operativi (Opex) con impianti più semplici.
Retail marketing, eventi e retail media: lo store come canale editoriale
Il marketing in-store si muove verso l’emotionalization: pop-up, attivazioni, brand-scaping e multisensorialità per creare fedeltà. In parallelo, l’expo/event marketing accelera sulla logica “zero-waste”: stand modulari, passaporto digitale dei materiali, montaggio veloce e riuso. L’evento diventa un sistema circolare, non un consumo istantaneo.
La parte più redditizia, però, è la crescita del retail media. Il negozio fisico evolve in canale media: schermi, carrelli, frigoriferi, scaffali digitali ed Esl diventano touchpoint di comunicazione misurabile. Le etichette elettroniche cambiano ruolo: da prezzo a interfaccia intelligente e sensorizzata, collegata al cloud e capace di dialogo bidirezionale con consumatore e sistemi. Qui si


vede il passaggio decisivo: monetizzazione degli spazi + governance dei dati + misurazione delle performance.
EuroCis: dall’AI “predittiva” all’AI “agente”
Per la prima volta EuroCis occupa due padiglioni e diventa la spina dorsale della fiera. L’AI non è più un accessorio di marketing: è motore di produttività. Si affermano applicazioni concrete: computer vision per stock e checkout, gemelli digitali dello store, sistemi di alert in tempo reale, riduzione dell’out-of-stock, sicurezza e prevenzione ammanchi.
La narrativa sugli store “completamente autonomi” appare più sobria: il mercato spinge su soluzioni ibridate (frictionless dove serve, assistenza umana dove conta) e su tecnologie che liberano tempo al personale. Il vero cambio di paradigma è l’ingresso nell’intention economy: sistemi che non si limitano ad analizzare il passato, ma interagiscono nel presente, suggeriscono, orientano e orchestrano micro-decisioni lungo il percorso.
Energy management & building: lo store come “prosumer” e micro-hub urbano
La gestione energetica diventa predittiva: piattaforme che integrano Hvac, luce e refrigerazione per tagliare costi e ottimizzare consumi. La conformità normativa e il reporting Esg entrano a pieno titolo nelle scelte tecniche: non è più un “tema Csr”, ma una condizione di appalto e investimento.
In parallelo emerge lo store come micro-hub: non solo luogo di vendita, ma nodo logistico di prossimità (click & collect, resi, back-of-house automatizzato) e punto civico
di servizi (locker, raccolta Raee, funzioni di quartiere). Anche l’in-store farming, quando integrato bene, diventa prova di freschezza e riduzione di logistica: il fresco “nasce” davanti al cliente.
Research & consulting: nuovi Kpi, data sovereignty e “return on experience”
L’area ricerca e consulenza (con il supporto di istituti come Ehi) ha fornito la cornice: lo store del 2030 non si misura più solo in vendite al metro quadro. Entrano Kpi come CO2 per transazione, qualità del tempo (dwell time “utile”), e modelli di “return on experience” per valutare servizi e spazi non direttamente transazionali. Tema caldo: sovranità del dato. Con normative europee più stringenti, cresce l’attenzione a framework e infrastrutture che permettono di gestire first-party data senza dipendenza totale dai grandi provider globali. È un tema strategico: chi controlla il dato, controlla misurazione, personalizzazione e monetizzazione.
Conclusione: verso il “regenerative retail” EuroShop 2026 ha chiarito una cosa: non è stata una fiera di prodotti, ma di ecosistemi. L’innovazione, oggi, vale se è integrata: hardware + software + energia + dati + persone. Lo scaffale diventa sensore; la luce diventa regia; il freddo diventa recupero termico; il marketing diventa media; la consulenza diventa Kpi e governance. Il messaggio finale è netto: la sopravvivenza del commercio fisico non passa dall’essere “meno peggio” dell’e-commerce, ma dall’essere rigenerativo. Non basta ridurre impatti: lo store deve restituire qualcosa al territorio – energia, servizi, prossimità, relazione. In questo quadro, ogni investimento (dal Led alla piattaforma AI) smette di essere puro Opex e diventa leva di resilienza del business.

A EuroShop 2026 Imoon ha presentato un approccio completamente rinnovato al tema dell’illuminazione, proponendola come una vera infrastruttura capace di supportare comunicazione, servizi digitali e percorsi esperienziali. «Il concept “Beyond the Light”, fulcro dello stand premiato con il Silver Award nella categoria XL degli Exhibitor Magazine’s EuroShop Awards – afferma Massimiliano Giussani, sales director Italy di Imoon – ha mostrato come estetica e innovazione possano fondersi in una visione evoluta di punto vendita. Per noi, la fiera è stata l’occasione per delineare con chiarezza un nuovo modello di retail. L’intento era far percepire la luce come un’infrastruttura che abilita efficienza, contenuti dinamici e interazione, superando la sua funzione tradizionale. Lo stand, ideato come un vero ambiente narrativo ispirato al linguaggio cinematografico, metteva in scena percorsi fluidi, scenografie e soluzioni integrate che dialogavano con la luce per mostrare come questa possa guidare il cliente, trasmettere informazioni rilevanti e accogliere in modo naturale sistemi digitali, sensori e applicazioni basate sull’intelligenza artificiale. Le soluzioni protagoniste del nostro stand sono state Service Track e Vision. Service Track è una struttura modulare che unisce in un’unica piattaforma illuminazione, alimentazione e dati. La sua configurazione permette un’installazione più veloce, riduce la necessità di interventi a soffitto e si prepara ad accogliere servizi futuri come audio, sensori e applicazioni AI. Vision introduce invece la possibilità di integrare moduli Led direttamente negli apparecchi illuminanti, trasformando la luce in un mezzo comunicativo. Questa soluzione permette di orientare i clienti attraverso segnali luminosi dinamici, trasmettere messaggi aggiornabili e veicolare informazioni operative».


Alessandro Greggio, marketing director refrigeration di Carel Group Solution, afferma che EuroShop 2026 ha rappresentato per l’azienda un momento importante di confronto con l’intero ecosistema del retail internazionale: «In un contesto in cui il punto vendita sta evolvendo rapidamente, la fiera è stata l’occasione per condividere la nostra visione di smart store, dove efficienza energetica, affidabilità della catena del freddo e gestione digitale degli impianti diventano elementi centrali per la competitività del retailer. L’idea di negozio che abbiamo voluto raccontare è quella di un ambiente sempre più connesso e governato da un’intelligenza distribuita, capace di integrare refrigerazione, Hvac e altri asset del punto vendita in un unico sistema di controllo e supervisione».
Serena Ometto, head of services marketing del Gruppo, mette l’accento su un aspetto tecnico: «In questo modello i dati raccolti sul campo diventano uno strumento concreto per migliorare le prestazioni energetiche, semplificare la gestione operativa e garantire continuità al business del retailer. È un approccio che riflette il percorso che portiamo avanti da anni: trasformare la gestione tecnica degli impianti in una leva strategica per la sostenibilità e l’efficienza dei negozi».
In fiera, Carel ha presentato Boss, la sua piattaforma di supervisione progettata per la gestione centralizzata e intelligente degli impianti nel punto vendita. «Il valore di Boss – spiega Samuele Da Ros, marketing manager food retail del Gruppo – sta nella capacità di trasformare i dati provenienti dagli impianti in informazioni utili per la gestione quotidiana e per l’ottimizzazione delle performance. Attraverso dashboard intuitive, funzioni di analisi avanzata e strumenti di gestione multi-sito, la piattaforma permette di individuare rapidamente anomalie, ridurre gli allarmi e migliorare l’efficienza energetica degli impianti».



Measure more.
Optimise smartly.
Plug-in evoluti e connettività nativa per trasformare i dati in performance, efficienza e valore misurabile
Plug-in VLSH
Controllo avanzato e ottimizzazione intelligente per massimizzare le prestazioni della refrigerazione
Plug-in Energy
Analisi energetica evoluta per rendere misurabili i guadagni di efficienza
M-Bus nativo
M isura diretta, integrata a costi sostenibili dell’energia, senza convertitori esterni
Matteo Aicardi, direttore commerciale di Microlog, afferma che nell’edizione 2026 di EuroShop c’è stara la riprova di come l’analisi approfondita della clientela stia diventando una richiesta sempre più concreta: «All’interno del nostro stand i visitatori hanno potuto scoprire gli strumenti più idonei ad analizzare l’intero customer journey, dal passaggio fronte vetrina, proseguendo per l’ingresso in negozio e infine con il tracking in-store. L’attenzione maggiore è stata riposta su quest’ultimo aspetto, ovvero sull’esigenza di conoscere a fondo il comportamento dei clienti all’interno dei negozi, con l’obiettivo di tracciarne l’intera esperienza, i percorsi preferenziali prima dell’acquisto, gli scaffali più frequentati e i prodotti più toccati. Nel corso di questi ultimi mesi la nostra offerta per il retail si è arricchita di nuove soluzioni di monitoraggio dei flussi, capaci di andare davvero a fondo nel dato e negli insight. Soprattutto in virtù delle nuove potenzialità offerte dai sensori 3D dotati di AI, possiamo consentire al cliente di misurare nuovi Kpi e di avere una panoramica dettagliata sul comportamento dei visitatori in-store: segmentazione della clientela per genere, età e gruppi, individuazione dei carrelli della spesa, tempi di sosta, percorsi di traffico e perfino la direzione dello sguardo del cliente a scaffale. Tutti dati analizzabili sulla nostra piattaforma web e traducibili in heatmap dettagliate per visualizzare a colpo d’occhio le aree a maggior affluenza. Grazie alla collaborazione con uno dei nostri principali partner tecnologici, abbiamo portato in fiera un sensore di ultima generazione in grado di offrire analisi ancora più accurate e di coprire un’area maggiore. L’ultima frontiera è rappresentata dalla possibilità di tracciare il visitatore unico grazie alla Re-ID technology, anch’essa parte nella nostra offerta».




Il DM Magazine di marzo è online: trend, insight e chiavi di lettura per i protagonisti del mercato Clicca qui per leggerlo oscaricare gratuitamente il pdf
Lo strumento di riferimento per i professionisti del retail e dell’industria di marca

Secondo Emilia Soldi, marketing & communication manager di Gerflor, la partecipazione a EuroShop 2026 ha rappresentato per il Gruppo che produce e distribuisce pavimentazioni in Pvc e linoleum un momento chiave per presentare in modo strutturato le sue soluzioni per il retail e per confrontarsi con i principali operatori internazionali su temi quali continuità operativa, rapidità di intervento e layout commerciale: «Attraverso la nostra presenza abbiamo voluto riportare l’attenzione sul punto vendita come spazio da mantenere efficiente nel tempo: superfici resilienti, sistemi modulari e materiali con prestazioni certificate sono elementi decisivi per ridurre il down time, assicurare cicli di rinnovo più brevi e facilitare le attività quotidiane. Il concept espositivo ha messo in evidenza un modello di store progettato per gestire carichi elevati, usura intensiva e frequenti riconfigurazioni, senza compromessi sul fronte del design e dell’identità visiva. Il focus principale è stato sulle nostre soluzioni fast-track, studiate per garantire continuità del servizio e interventi di rinnovamento in tempi ridotti. Le piastre tecniche modulari Gti e Attraction, ad esempio, rappresentano la risposta più avanzata per aree a traffico intenso: installazione a posa libera, elevata stabilità dimensionale, resistenza all’impatto, possibilità di sostituzione della piastra singola e idoneità per superfici soggette a logorii localizzati. Creation 70 MegaClic e Design Tile 614×614, novità nella gamma Lvt, completano l’offerta per i punti vendita che richiedono rapidità di posa, precisione negli incastri e una gamma decorativa adatta a format replicabili su scala. Le elevate prestazioni in termini di usura e la facilità di manutenzione rendono queste soluzioni idonee sia per l’applicazione sull’intera pavimentazione del punto vendita sia per la realizzazione di corner, shop-in-shop e aree caratterizzate da elevata rotazione merceologica».



Innovazione, sostenibilità e capacità di trasformare il punto vendita in una vera esperienza immersiva. Sono questi i tratti distintivi dei progetti premiati con l’EuroShop RetailDesign Award 2026, riconoscimento internazionale promosso da Messe Düsseldorf ed Ehi Retail Institute nell’ambito di EuroShop. Il premio – istituito nel 2008 per valorizzare i migliori concept di store design a livello globale – quest’anno ha visto la partecipazione di 122 progetti provenienti da 30 Paesi, a conferma della crescente attenzione verso l’innovazione nei format commerciali.
Nella categoria Food si è distinto il Cyberculture Supermarket di Leopoli, un supermercato che combina in modo unico la vendita al dettaglio di prodotti alimentari con la cybercultura e gli e-sport, creando un’esperienza di acquisto immersiva ispirata alla squadra ucraina Navi. Con il suo design futuristico, le installazioni interattive e la tecnologia all’avanguardia, questo concept definisce nuovi standard per il retail gastronomico esperienziale, celebrando al contempo la creatività e l’innovazione nazionali.
Per Fashion & Lifestyle il riconoscimento è andato a House of Silhouette di Vienna, uno spazio che trasforma la vendita al dettaglio di occhiali in un’esperienza immersiva, combinando una boutique di alta gamma con spazi dedicati a eventi e mostre. Layout flessibili, materiali innovativi e tecnologie digitali creano un percorso del cliente altamente personalizzato e trasformano il negozio in un palcoscenico dinamico per il design, la moda e la tecnologia all’interno di un contesto storico.
EuroShop RetailDesign Award 2026 è il riconoscimento internazionale promosso da Messe Düsseldorf ed Ehi Retail Institute nell’ambito di EuroShop.

Il premio Hospitality è stato assegnato a Casa Garbo, a Lima, un concept ibrido che riunisce ristorante, cocktail lounge, discoteca e galleria d’arte in un’unica esperienza immersiva. Fondendo l’architettura storica con il design contemporaneo e la narrazione culturale, Casa Garbo crea una destinazione versatile dove gastronomia, arte e intrattenimento si fondono armoniosamente.
Nella categoria Digital ha prevalso il MediaMarkt Tech Village di Amburgo, un punto vendita che ridefinisce il retail esperienziale nel settore dell’elettronica, combinando shopping, gaming, servizi e spazi comunitari in un’unica destinazione interattiva. Installazioni digitali immersive, zone esperienziali e servizi omnicanale creano un concetto di retail lungimirante che fonde perfettamente tecnologia, intrattenimento e sostenibilità.
Infine, il premio Sustainability è stato attribuito al rinnovato Intersport Finke + Fashion di Bielefeld: recentemente ristrutturato, rappresenta un modello di vendita al dettaglio di articoli sportivi orientato al futuro, incentrato sui principi dell’economia circolare, sul riutilizzo dei materiali e su soluzioni efficienti dal punto di vista energetico. Coniugando sostenibilità, identità locale e design moderno, il negozio costituisce un esempio significativo di esperienza di vendita al dettaglio rispettosa dell’ambiente.










