DMM Speciale Ortofrutta 2026

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gennaio

Home of apples

L’Origine delle nostre mele, l’Expertise maturata in anni di lavoro di squadra, l’attenzione alla Sostenibilità: è qui che nasce l’ampia varietà dei nostri

Prodotti e Marchi. Sono gli elementi che costituiscono la nostra casa, dove trovi le mele migliori, sempre, in ogni momento.

MAGAZINE

GLI SPECIALI

gennaio 2026

Supplemento a Distribuzione Moderna di gennaio 2026

Direttore responsabile Armando Brescia

Direttrice editoriale

Maria Teresa Manuelli

Responsabile redazione EDM Claudia Scorza

A cura di Fabio Massi

Responsabile publishing Stefania Colasuono

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Ogni innovazione ha un’origine. La nostra sono i valori.

Prima di ogni innovazione, prima di ogni traguardo, prima di ogni mobile frigorifero progettato, ci sono i nostri valori. Sono il punto di partenza e la nostra direzione: visione, ispirazione, cambiamento e servizio. Dal 1963, sono loro a guidarci in tutto il mondo. Ogni giorno, accendono nuove idee e orientano ogni scelta. A EUROSHOP 2026, portiamo con noi tutto questo. E anche qualcosa in più.

Vieni a scoprire le nostre novità, insieme costruiamo il futuro del retail.

L’evoluzione dell’ortofrutta tra freschezza, sostenibilità e

tecnologia

Nel panorama del largo consumo, l’ortofrutta rappresenta uno dei reparti più strategici e al tempo stesso più complessi della Gdo. È il primo banco che accoglie il consumatore all’ingresso del punto vendita, il reparto che più di ogni altro contribuisce a costruire la percezione di freschezza, qualità e affidabilità dell’insegna. Ma è anche un’area in cui convergono alcune delle principali sfide del retail contemporaneo: gestione della deperibilità, riduzione degli sprechi, sostenibilità delle filiere, pressione sui costi e aspettative crescenti in termini di servizio e trasparenza. Negli ultimi anni, il comparto ortofrutticolo ha attraversato una fase di profonda trasformazione. Da un lato, i cambiamenti climatici e le tensioni geopolitiche hanno reso più instabile la disponibilità delle materie prime, incidendo su volumi, prezzi e continuità degli approvvigionamenti. Dall’altro, i consumatori mostrano una crescente attenzione verso l’origine dei prodotti, i metodi di coltivazione, il rispetto dell’ambiente e la stagionalità, premiando assortimenti capaci di coniugare qualità, sicurezza alimentare e responsabilità sociale. In questo contesto, l’ortofrutta non è più soltanto una categoria merceologica, ma un vero e proprio indicatore dello stato di salute della filiera agroalimentare. A cambiare non sono solo le dinamiche di produzione e consumo, ma anche il ruolo del punto vendita. Il reparto ortofrutta si evolve verso modelli più esperienziali, nei quali layout, comunicazione e servizi assumono un peso crescente. Dalla gestione delle temperature e dell’umidità alla rotazione dei prodotti, dalla tracciabilità all’etichettatura, fino all’informazione al consumatore, ogni fase richiede competenze specialistiche e strumenti sempre più avanzati. È qui che la tecnologia entra in gioco come alleata fondamentale del retailer, abilitando processi più efficienti e decisioni basate sui dati.

Un 2025 molto positivo per il mercato dell’ortofrutta nella Gdo italiana

Nel 2025 il reparto ortofrutta conferma il proprio ruolo strategico all’interno della grande distribuzione organizzata italiana, registrando una crescita diffusa che coinvolge valore, volumi e numero di confezioni vendute. Secondo i dati elaborati da NIQ relativi all’anno terminante il 28 dicembre 2025, il mercato dell’ortofrutta nei canali ipermercati, supermercati, liberi servizi e discount ha raggiunto un fatturato prossimo ai 7 miliardi di euro, con un incremento del 4,6% a valore rispetto all’anno precedente.

La crescita del giro d’affari è accompagnata da segnali positivi anche sul fronte delle quantità acquistate: i volumi aumentano del 2,3%, raggiungendo quasi 2,1 miliardi di kg, mentre le confezioni vendute crescono del 3,7%, per un totale di 3,5 miliardi di unità. Un andamento che evidenzia una dinamica interessante: le vendite a confezione crescono più rapidamente dei volumi, indicando una progressiva riduzione del formato medio

vendente, probabilmente legata a nuove esigenze di consumo e a una maggiore attenzione allo spreco domestico.

Il prezzo medio al kg sale a 3,39 euro (+2,3%), senza però frenare la domanda. A sostenere le performance contribuisce anche l’ampliamento dell’assortimento, con una media di 101,7 referenze per punto vendita (+3,4%), mentre l’intensità promozionale rimane sostanzialmente stabile, attestandosi al 21% dei volumi.

Dal punto di vista geografico, la crescita coinvolge tutte le aree del Paese, con intensità differenti. Le regioni del Nordovest, che concentrano la quota più elevata di vendite a volume (32,7%), registrano un incremento del 3,7% a valore, accompa-

gnato da un +1,2% a volume. Il Centro segue con una quota del 26,9% e una crescita più marcata e trasversale (+4,4% a valore, +2,4% a volume). Le regioni del Nordest mostrano segnali positivi più contenuti, mentre il Sud, pur rappresentando il 17,2% delle vendite a volume, emerge come l’area più dinamica, con un aumento dell’8,6% a valore e una forte espansione dell’assortimento medio per punto vendita.

Analizzando i canali distributivi, i supermercati si confermano il principale motore del comparto, con il 38,1% delle vendite a volume e una crescita del 5,2% a valore. I discount, che ormai intercettano oltre un terzo dei volumi (34,5%), continuano a rafforzare il proprio ruolo anche nell’ortofrutta, con performance positive su tutte le metriche. Bene anche gli ipermercati, mentre i liberi servizi, dopo le difficoltà dell’anno precedente, tornano a crescere.

Dal punto di vista merceologico, il mercato resta fortemente sbilanciato sulla verdura, che rappresenta il 58,6% dei volumi. Il segmento mostra un andamento solido, con una crescita del 4,9% a volume e del 3% a valore. All’interno della categoria, le patate mantengono la leadership a volume con un incre-

mento del 5,2%, pur registrando una flessione a valore (-1,3%) legata alla riduzione dei prezzi, mentre i pomodori si distinguono per una crescita sostenuta su tutte le dimensioni (+6,2% a valore, +6,8% a volume e +5,8% nelle confezioni), favorita dall’ampliamento dell’offerta. Più stabile, invece, la verdura di IV gamma, che sembra aver raggiunto una fase di maturità.

Più complessa la dinamica della frutta, che rappresenta il 41,4% dei volumi. L’aumento significativo del prezzo medio (+8,3%) incide negativamente sulle quantità vendute (-1,1%), anche se le confezioni crescono del 4,5%, segnale di una riorganizzazione dei comportamenti di acquisto. Le principali referenze – mele, arance e limoni – mostrano una crescita a valore, ma un calo sia dei volumi sia delle unità vendute.

Nel complesso, il 2025 conferma l’ortofrutta come uno dei reparti più resilienti e dinamici della Gdo italiana, capace di crescere in un contesto complesso grazie a un mix di assortimento, formati e canali sempre più articolato, con il discount ormai protagonista anche in una categoria storicamente legata alla freschezza e alla qualità percepita.

Il consumatore è attento alla sostenibilità e all’innovazione del prodotto

Per Ernesto Seppi, presidente di Consorzio Melinda e Apot, la stagione 2024/25 è stata certamente positiva: «Si è caratterizzata per l’ottima campagna commerciale, il cui risultato ha anche superato le nostre previsioni iniziali affermandosi, numeri alla mano, come uno dei migliori degli ultimi anni. Si è trattato di un esito non scontato considerando le condizioni climatiche avverse sperimentate l’anno precedente che avevano impattato sul raccolto. I risultati raggiunti hanno confermato l’efficacia della nostra governance rimarcando, inoltre, la forza e la solidità di un modello cooperativo che rappresenta tuttora il nostro principale punto di forza. Sul mercato, la riconosciuta qualità dei prodotti e l’alta reputazione del nostro brand restano elementi decisivi per raggiungere un consumatore attento che mostra una particolare sensibilità per aspetti come la sostenibilità e l’innovazione del prodotto. Tra le tendenze di medio-lungo periodo si segnala la crescente importanza del mercato estero, evidenziata dalla crescita delle nostre esportazioni negli ultimi anni, sia nei Paesi UE sia in quelli extra-UE, nel quadro, per altro, della generale espansione internazionale dell’agroalimentare italiano».

Il tempo freddo e piovoso ha favorito il consumo di mele

Kurt Ratschiller, direttore commerciale di Vip, racconta che nel 2025 c’è stato un mercato primaverile delle mele molto positivo: «Se normalmente i nostri mesi di vendita più forti sono marzo o aprile, nel 2025 lo è stato maggio. La differenza è stata determinata soprattutto dal mercato dell’Europa orientale, dove per il raccolto 2024 abbiamo

Entusiasmiamo i consumatori in ogni stagione.

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trovato condizioni commerciali molto favorevoli, in particolare per il nostro assortimento tradizionale, ma in parte anche per le varietà Club e per il bio. Nei nostri mercati chiave, nel 2025 il tempo freddo e piovoso primaverile è stato a nostro favore per quanto riguarda il consumo della mela, mentre un luglio molto freddo ha rallentato la crescita e ha posticipato il raccolto delle nostre colture estive, come i piccoli frutti e il cavolfiore, causando complessità per la gestione del prodotto e le vendite, che siamo comunque riusciti a gestire bene. Ormai abbiamo avviato la stagione di commercializzazione 2025/26, con un’offerta di mele adeguata al mercato in Europa e addirittura con scorte europee più contenute per la nostra principale varietà, la Golden Delicious. Le maggiori sfide di quest’anno le vediamo soprattutto sul mercato tedesco che, a causa della combinazione di un’economia debole e di un grande raccolto di mele in Germania, risulta più difficile da approcciare rispetto allo scorso anno».

Cresce l’attenzione verso i valori, l’identità e la storia che la mela sa raccontare

Secondo Hannes Tauber, responsabile marketing di Vog, l’andamento del comparto melicolo nel 2025 è stato positivo: «Dopo la campagna 2024-2025 chiusa con buoni risultati, da agosto è iniziata la nuova stagione che ha mostrato segnali incoraggianti. Il raccolto, concluso a fine novembre, ha confermato quantitativi stabili, un’elevata qualità e la disponibilità di prodotto per 12 mesi all’anno, elemento che resta uno dei principali punti di forza della nostra offerta. Non sono mancate le

sfide, come il calo dei consumi in Europa, ma il contesto di mercato è risultato generalmente positivo e, accanto ai brand affermati come Marlene, Pink Lady, Kanzi ed Envy, che continuano a incontrare il favore del pubblico, registriamo un crescente interesse anche per i brand più recenti come Giga, Cosmic Crisp e RedPop. Tra le tendenze, emerge un consumatore sempre più consapevole: insieme agli aspetti nutrizionali e al gusto, che restano centrali, cresce l’attenzione verso i valori, l’identità e la storia che la mela sa raccontare, così come verso la coerenza con stili di vita e scelte individuali. In questo contesto, il nostro obiettivo è offrire un assortimento capace non solo di soddisfare dal punto di vista organolettico, ma anche di orientare il consumatore in un panorama diversificato, grazie a brand distinti per posizionamento, personalità, valori e pubblico di riferimento».

Nella IV gamma sale la competizione tra brand industriali e PL

Matteo Laconi, direttore marketing di La Linea Verde, racconta che l’esercizio 2025 ha consolidato il ruolo centrale della IV gamma, con il segmento delle zuppe fresche che mostra un’evoluzione dinamica del mix di consumo: «Come leader di mercato con il brand DimmidiSì, osserviamo una concentrazione competitiva sempre più marcata tra il brand industriale e la marca del distributore, binomio che ormai governa l’intero comparto. Sebbene il segmento delle zuppe mostri ritmi di crescita più moderati rispetto ad altri piatti pronti, l’incremento dei volumi venduti testimonia una fedeltà dei consumatori solida, nonostante la pressione sui valori monetari del mercato. Tra le tendenze più significative spicca il successo del piatto unico fresco: le nostre bowl arricchite e le zuppe pronte hanno re-

gistrato volumi importanti, confermando che il consumatore cerca efficienza senza rinunciare alla qualità organolettica e al gusto. L’attenzione legata alla sostenibilità si è confermata inoltre un driver d’acquisto decisivo. Il packaging è oggi percepito come un valore aggiunto che comunica l’impegno dell’azienda verso l’ambiente, con una netta preferenza per materiali riciclabili e filiere trasparenti».

Packaging pensati per il servizio e la comunicazione

Nel corso del 2025, F.lli Orsero ha puntato molto sulle soluzioni di imballaggio che accompagnano i suoi prodotti, sia in termini di servizio sia di comunicazione. A ridosso della scorsa estate, ad esempio, l’azienda ha studiato un nuovo packaging innovativo dedicato ai mirtilli, per andare incontro alle esigenze del mercato e alle nuove modalità di consumo di questi prodotti. Si tratta di una confezione apri-chiudi, nel formato da 250 g, termo saldata che prevede un primo film con un’apertura circolare dal quale escono i mirtilli in quantità ridotte e un secondo film richiudibile che permette di preservare la freschezza dei frutti rossi. La grafica è semplice e immediata, consente di vedere i mirtilli e riconoscere il brand già dal primo sguardo. Una soluzione innovativa e comoda, che li rende “snackable”, ideali per un consumo diluito nel tempo: come spuntino durante la giornata, anche fuori casa e senza sprechi. Un altro esempio del lavoro di F.lli Orsero nel packaging è stato quello realizzato in occasione della Giornata internazionale di sensibilizzazione contro lo spreco alimentare dello scorso 29 settembre: un vassoio di banane in limited edition vestito di una grafica esclusiva che ha accompagnato i consumatori in un percorso di scoperta di tutto il valore di questo frutto, compresa la buccia, che può trasformarsi in una risorsa utile, soprattutto come fertilizzante naturale ricco di macro e micronutrienti.

Frutta, prodotti esotici e bio guidano i consumi

Marcello Guidi, responsabile mercato estero di Apofruit, afferma che nei primi sei mesi del 2025 le famiglie italiane hanno aumentato gli acquisti di ortofrutta del 4% in volume e dell’8% in valore rispetto al 2024: «Tuttavia, nella seconda parte dell’anno si è registrata una flessione per alcuni prodotti, come l’uva da tavola e le mele, comparti caratterizzati da una competizione nazionale e internazionale particolarmente intensa. Al contrario, si conferma un buon dinamismo per il kiwi, trainato dal percorso di innovazione varietale che Apofruit sta portando avanti e che ha trovato nella varietà Dulcis un elemento chiave per intercettare nuovi consumatori. In questo quadro di mercato, a sostenere la crescita sono soprattutto la frutta, i prodotti esotici e il biologico, sempre più centrali nelle scelte di consumo, insieme ai segmenti a maggiore valore aggiunto come l’ortofrutta confezionata e i piccoli frutti, in particolare i mirtilli, capaci di intercettare un pubblico giovane e attento alla salute. Nel complesso, per la nostra azienda, pur senza un bilancio completo del 2025, le liquidazioni stagionali indicano un andamento positivo del valore distribuito ai soci e una buona tenuta dei volumi conferiti, nonostante alcune difficoltà produttive legate a condizioni climatiche sfavorevoli».

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Il segmento premium mostra una resilienza rilevante

Secondo Romeo Fabbri, ufficio commerciale di Orogel Fresco, nel 2025 si è assistito a una ripresa dei consumi piuttosto solida fino al terzo trimestre, con una spinta costante che si è mantenuta vivace fino ai mesi di settembre e ottobre: «Tuttavia, a novembre e dicembre abbiamo registrato una leggera contrazione dei volumi. Si è trattato di un fenomeno peculiare poiché, a fronte di un’offerta più contenuta, ci si sarebbe potuti aspettare una tenuta diversa; invece, il consumatore ha mostrato una maggiore prudenza. Nonostante queste oscillazioni, il segmento premium mostra una resilienza rilevante. Un esempio emblematico è il nostro Kiwi Dulcis, che sta superando ogni aspettativa. Pur in presenza di un posizionamento di prezzo più elevato rispetto alla media, le performance sono eccellenti, a dimostrazione del fatto che il consumatore è disposto a investire se il valore aggiunto è chiaramente percepibile. Parallelamente, osserviamo una buona tenuta del kiwi generico, mentre le mele attraversano una fase di stanchezza. Il nostro focus rimane sul core business: pere (grazie alla sinergia con il consorzio Opera) e kiwi. Infine, un segnale positivo arriva dal biologico, che ha ripreso vigore grazie alla spinta dei mercati esteri, tornati a essere ben ricettivi».

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Frutta e verdura coltivata esclusivamente in Italia nelle aree produttive più vocate per specie e stagionalità. Da produzione integrata per assicurare qualità, benessere del consumatore e sostenibilità dell’ambiente. Una gamma completa di prodotti in un packaging pratico ma elegante che sottolinea innovazione e stretto legame con il territorio

Aumenta la polarizzazione dei comportamenti di acquisto

Secondo Mariaelena Paragone, head of global brand building strategy di Chiquita, il progressivo equilibrio mostrato nel 2024 dal mercato dell’ortofrutta, con una ripresa dei volumi più evidente nella seconda parte dell’anno, ha posto le basi per il rafforzamento osservato nel 2025: «Le tendenze più interessanti hanno riguardato soprattutto tre ambiti. In primo luogo, abbiamo riscontrato una rinnovata centralità del consumo domestico, con la frutta tornata a essere percepita come un alimento essenziale, quotidiano e funzionale al benessere. In questo contesto, prodotti come la banana hanno beneficiato della loro accessibilità, versatilità e apporto nutrizionale, confermando il loro ruolo chiave nella spesa delle famiglie. In secondo luogo, è emersa con maggiore chiarezza una polarizzazione dei comportamenti di acquisto: da un lato, attenzione al prezzo e alla promozionalità e, dall’altro, una crescente sensibilità verso qualità, origine, sostenibilità e valori del brand. Infine, abbiamo osservato un interesse crescente verso occasioni di consumo legate al fabbisogno di energia naturale, alla praticità e a uno stile di vita attivo, in particolare tra le famiglie e i consumatori più giovani. In questi mesi abbiamo puntato in modo deciso sulla valorizzazione del prodotto attraverso la comunicazione con la campagna “Likely the Best Snack Ever” per far riscoprire e riaffermare la banana Chiquita come lo snack perfetto per ogni occasione: qualità superiore, gusto dolce e riconoscibile, packaging naturale, ma anche una praticità che la rende un’alternativa ideale a molti snack confezionati».

Il consumatore sta tornando a investire in qualità, praticità e affidabilità

Dario Sambinello, direttore commerciale di Del Monte, spiega che negli scorsi mesi si è verificato un incremento di vendite nelle categorie strategiche della frutta, come banane e ananas: «In particolare, nelle linee premium come Honeyglow e i prodotti “by air”, segno che il consumatore continua a riconoscere e premiare la qualità superiore. Anche il kiwi rosso Red Passion rappresenta un’innovazione chiave, poiché è apprezzato per il suo gusto e il profilo nutrizionale, amato persino dai consumatori più giovani. Forte anche la crescita dei prodotti di servizio, come la frutta pre-tagliata, in linea con la domanda crescente di soluzioni pratiche e ready-to-eat. Nel complesso, questi risultati suggeriscono che il consumatore italiano sta

Informare, orientare, valorizzare: la nuova esperienza in ortofrutta

Il reparto ortofrutta rappresenta il cuore pulsante di ogni punto vendita, un’area in cui funzionalità, ordine visivo e capacità di attrazione incidono in modo diretto sull’esperienza d’acquisto. In questo contesto, l’equilibrio tra estetica e informazione diventa un elemento strategico per la GDO.

Con soluzioni come le etichette digitali nebular pro e i display multimediali lumina, Nicolis Project supporta i retailer nel percorso di innovazione del reparto ortofrutta, offrendo strumenti tecnologici pensati per integrarsi armoniosamente nel layout e migliorare la fruizione delle informazioni da parte del cliente.

Grazie al design minimale e al massimo grado di protezione certificato IP68, nebular pro è una soluzione particolarmente indicata per i reparti freschi. Le etichette elettroniche, abbinate a supporti di ancoraggio personalizzati, si inseriscono con discrezione nei banchi espositivi, rendendo immediatamente visibili informazioni chiave come prezzo, origine e caratteristiche del prodotto, senza compromettere l’impatto visivo del reparto.

Accanto alle ESL, lumina amplia le possibilità di comunicazione visiva nel reparto ortofrutta. Il display multimediale e bifacciale consente di veicolare contenuti su stagionalità, promozioni, sostenibilità ed educazione alimentare, contribuendo a creare un’esperienza d’acquisto più coinvolgente e informata, anche in un’area ad alta intensità visiva come quella dei freschi.

L’approccio di Nicolis Project va oltre la fornitura della tecnologia: l’azienda sviluppa soluzioni su misura, progettando supporti e sistemi di installazione in linea con le esigenze operative del punto vendita e con le linee guida di visual merchandising del brand.

Un esempio concreto è il progetto realizzato per DAO Conad di Trento, dove l’obiettivo era ridurre al minimo l’impatto delle soluzioni digitali sul layout del reparto freschi, migliorando al tempo stesso la customer experience. In questo intervento, le ESL polaris pro sono state utilizzate per arricchire il reparto con info tecniche, mentre lumina ha trovato la collocazione ideale per supportare comunicazione visiva del reparto ortofrutta.

“L’obiettivo principale era migliorare la customer experience senza alterare l’equilibrio visivo dei freschi. Le soluzioni digitali hanno permesso di integrare informazione e contenuto in modo coerente con l’identità del punto vendita.”

Vincenzo Parisi _ Chief Commercial Officer

Lo sguardo di Nicolis Project è rivolto anche alle prossime evoluzioni del settore. In occasione della partecipazione a EuroShop 2026, fiera di riferimento internazionale per il retail, sarà possibile testare dal vivo le nuove soluzioni tecnologiche dedicate alla GDO.

Nicolis Project conferma così il proprio ruolo di partner tecnologico nella valorizzazione di un reparto chiave come quello dell’ortofrutta, accompagnando la GDO verso un modello di retail sempre più efficiente, informativo e orientato al cliente.

tornando a investire in qualità, praticità e affidabilità. In questo contesto, il ruolo del brand diventa cruciale: rappresenta una garanzia di origine, sicurezza e standard elevati, ed è proprio su questi elementi che continuiamo a costruire la nostra proposta di valore. Dal punto di vista dell’offerta, abbiamo puntato su banane e ananas – in particolare sulla linea premium Honeyglow, valorizzandone l’unicità con un posizionamento dedicato – di cui siamo produttori diretti e che rappresentano il cuore della nostra expertise. Abbiamo anche lavorato sulla leva della sostenibilità, grazie all’introduzione della banderuola in carta per le banane che riduce l’uso di plastica nel packaging, e rafforzato in modo significativo la comunicazione di prodotto adottando una strategia a 360 gradi con un mix integrato di attività che include campagne TV, contenuti digital e social, iniziative in-store, Dooh ed eventi sul territorio».

Le etichette compostabili guadagnano terreno

Duncan Jones, senior marketing manager di Sinclair, afferma che il panorama dei prodotti freschi è in continua evoluzione: «Nel corso del 2025 abbiamo assistito ad alcune tendenze significative, a cominciare dal notevole aumento della consapevolezza ambientale tra le organizzazioni del settore, in particolare per quanto riguarda il packaging. I quadri normativi, come il Ppwr/Epr, combinati con le crescenti aspettative dei consumatori, stanno accelerando questo cambiamento. Gli shopper desiderano sempre più soluzioni di imballaggio rispettose dell’ambiente e i retailer stanno rispondendo dando la priorità ai fornitori che dimostrano forti credenziali di sostenibilità. Inoltre, i consumatori continuano a ricercare la praticità, ma rispetto al passato prestano maggiore attenzione alla provenienza, al metodo di produzione e alla riduzione degli sprechi. Sebbene il prezzo e la qualità rimangano i fattori determinanti, in Italia la sostenibilità occupa un posto più importante rispetto alla maggior parte dei Paesi extraeuropei. Un’innovazione degna di nota nel campo degli imballaggi è l’adozione di etichette compostabili certificate, una soluzione di packaging che riduce l’utilizzo di plastica o cartone per i prodotti freschi, ma fornisce comunque informazioni

Ogni mese la Gdo in dettaglio

Lo strumento di riferimento per i professionisti del retail e dell’industria di marca

essenziali per i consumatori sul punto vendita e sul brand. I dati dimostrano che le etichette compostabili, in particolare quelle con certificazione di “prodotto finito” come la nostra T55, sostengono l’economia circolare decomponendosi completamente in ambienti di compostaggio domestico o industriale. Essendo un’alternativa di imballaggio minimale, favoriscono anche la vendita di frutta sfusa, contribuendo così a ridurre gli sprechi alimentari».

Le

soluzioni digitali comunicano

anche il valore di marca

Vincenzo Parisi, coo di Nicolis Project, afferma che dai feedback raccolti dai principali player della Gdo emerge un consumatore sempre più attento a valori come sostenibilità, salute e biologico: «Questa sensibilità ha spinto i retailer a ripensare l’esperienza in reparto, puntando su esposizioni che preservino la freschezza e su strumenti capaci di raccontare filiera produttiva e tracciabilità in modo chiaro e immediato. Parallelamente, i produttori hanno intensificato la comunicazione del valore di marca attraverso contenuti digitali, che i retailer integrano nei propri touchpoint per guidare le scelte d’acquisto e rafforzare la relazione con il cliente. In linea con

SPREMUTE LENI’S.

queste tendenze, la nostra attenzione si è concentrata su tecnologie che migliorano la produttività del reparto e l’efficienza operativa. Le etichette elettroniche (Esl), ad esempio, rappresentano oggi un asset strategico non solo per l’aggiornamento automatico dei prezzi, ma anche per abilitare logiche evolute di dynamic pricing grazie alla nostra piattaforma proprietaria Profimax Cloud. Non tutte le Esl sono uguali, però: per l’ortofrutta servono dispositivi progettati per le peculiarità del reparto, come le Nebular Pro, etichette di ultima generazione con un design elegante e un’elevata resistenza (certificazione IP68) all’umidità e alle condizioni tipiche delle aree dei freschi».

La comodità è un driver centrale d’acquisto

Secondo Luca Masiero, direttore vendite di Arneg Italia, nel corso del 2025, dal confronto costante con i partner della Gdo, è emersa con chiarezza una tendenza strutturale che sta ridefinendo il mercato: «Si è verificato uno spostamento progressivo dei consumi verso la IV e la V gamma. I consumatori cercano sempre più soluzioni prati-

che, che facciano risparmiare tempo senza rinunciare a qualità, freschezza e valore nutrizionale. Questo orientamento, già evidente nel mondo dei piatti pronti e dei ready-to-eat, si è consolidato anche nell’ortofrutta, con una crescita significativa della domanda di frutta e verdura già lavata, tagliata e pronta al consumo. La comodità diventa quindi un driver centrale d’acquisto, soprattutto nei contesti urbani e nelle famiglie con ritmi di vita intensi, confermando come l’innovazione di servizio sia oggi un elemento chiave per sostenere la ripresa e lo sviluppo dei consumi domestici».

L’ortofrutta è sempre più una leva di posizionamento dell’insegna

Elena Cagnoni, product & marketing strategy manager di Epta, racconta che dal confronto continuo con i principali player della Gdo, sono emerse nel corso del 2025 alcune tendenze chiave, di natura strutturale più che congiunturale: «In primo luogo, la crescita dei volumi è accompagnata da un’evoluzione qualitativa delle aspettative. Le insegne non si limitano più a intercettare la ripresa dei consumi, ma puntano a valorizzarla: l’ortofrutta è sempre più letta come leva di posizionamento dell’insegna, non solo come categoria

ad alta rotazione. In secondo luogo, il ruolo del supermercato si rafforza come format di riferimento. Il fatto che abbia raggiunto il 49% dei volumi totali, con una crescita solida sia sul breve sia sul medio periodo, indica una scelta chiara del consumatore: assortimento, qualità percepita e shopping experience contano quanto il prezzo. Da qui la crescente attenzione delle insegne alla qualità espositiva e alla continuità di performance del reparto freschi. In questo contesto, le soluzioni di refrigerazione avanzata come le nostre diventano uno strumento strategico per supportare vendite, marginalità e identità dell’insegna, un abilitatore competitivo in grado di preservare la qualità del prodotto lungo tutto il ciclo espositivo, ridurre gli sprechi e garantire flessibilità espositiva e coerenza con il concept del punto vendita».

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