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DM Magazine Settembre 2026

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ANNO XIV – SETTEMBRE 2026

SUCCESSI Arena, in 4 mesi +9,7% delle vendite. Investimenti per 190 milioni in 3 anni

MAGAZINE

INTERVISTA Rovagnati investe su marca, banco taglio e innovazione

BUONI PASTO: da benefit a motore della spesa in Gdo


CHI AMA

LA SCUOLA LA SOSTIENE

DAL 21 SETTEMBRE AL 12 DICEMBRE

continueremo a supportare le scuole di tutta Italia, riconoscendo in esse non solo luoghi di apprendimento, ma spazi in cui gli studenti possano maggiormente apprendere come far parte di una comunità, come interagire costruendo relazioni significative e imparare ad essere cittadini del mondo.

Modalità di partecipazione e info buoni digitali nei Termini&Condizioni dell’iniziativa, disponibili su www.noiamiamolascuola.it e www.tuttiunitiperlascuola.it o richiedibile all’indirizzo info@pragmatica.plus. Iniziativa esclusa art. 6 Lett. e del DPR 430/2001 in quanto i destinatari dell’Iniziativa sono le scuole, promossa da VéGé Retail (MI), valida nei punti vendita aderenti riconoscibili dal materiale promozionale esposto.


SOMMARIO DMM

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Editoriale Gasolio: il paracadute fiscale stenta ad aprirsi, il conto arriva alla Gdo

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Cover Buoni pasto: da benefit a motore della spesa in Gdo

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Intervista Rovagnati investe su marca, banco taglio e innovazione Successi Arena, in 4 mesi +9,7% delle vendite. Investimenti per 190 milioni in 3 anni Imprese Dit, ricavi in crescita nel 2025: 19,1 milioni di euro

22 Mercati Mondo pet, i consumatori controllano la qualità 42 L’analisi Focus Research Analisi delle attività promozionali sugli snack per cani 45 Persone 47 Social&Pr strategies Non più media, ma mercato: l’evoluzione strategica degli influencer 48 Retail Innovation Lawson Real × Tech Store – Tokyo

50 Customer Micro trend 2026. Future skillset 52 Mercati IV e V gamma: tanta salute senza fatica 69 Retail Real Estate Dal posto auto al kilowattora: il nuovo valore dei parcheggi commerciali 72 Digital club/Retail L'AI fa la lista, il supermercato fa i conti 74 Mercati Yogurt e similari, benessere e proteine spingono il mercato 86 L’analisi Geo Marketing I consumi familiari di yogurt in Italia 89 Sostenibilità Pam Panorama copre tutta la rete con il fotovoltaico Iberdrola 91 Tecnologistica Scandit rivoluziona il self-checkout con la verifica dell’età automatica 92 News 93

Video e podcast

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Prossimamente

L'utilizzo dei buoni pasto si sposta sempre più verso la spesa quotidiana. Per retailer e discount rappresentano un'opportunità per attrarre clienti, incrementare il valore del carrello e rafforzare la relazione con i consumatori. DM Magazine Supplemento mensile di Distribuzione Moderna, testata del network Edizioni DM, registrata al Tribunale di Milano (n° 52 del 30/01/2007)

Direttore responsabile Armando Brescia Direttrice editoriale Maria Teresa Manuelli

Responsabile redazione EDM Claudia Scorza Responsabile publishing Stefania Colasuono Redattori Federica Bartoli, Alberto Deiana, Veronica Fumarola, Maddalena Marconi, Paolo Pelloni, Jessika Pini, Michele Rinaldi, Fabrizio Valente, Marco Zanardi

Editore Edra Edizioni Srl Viale Forlanini, 21 20134 Milano P. Iva 14392510963

Contatti Tel. 02/20480344 redazionedm@edizionidm.it Pubblicità Ufficio commerciale Tel: 02/20480344 commerciale@edizionidm.it

Progetto grafico Silvia Ballarin

L’invio di materiale (testi, articoli, notizie, immagini, dati, grafiche, ricerche ecc.) da parte di autori esterni alla Redazione non garantisce che esso venga pubblicato, né in parte, né nella sua forma originale. Lo stesso, peraltro, potrebbe essere pubblicato in forma rimaneggiata per necessità di carattere editoriale. Si precisa altresì che l’invio del suddetto materiale costituisce automatica autorizzazione da parte di Edizioni DM Srl alla pubblicazione a titolo gratuito su tutte le proprie testate.


Informazione pubblicitaria

Infestanti e sicurezza alimentare: la nuova frontiera del Pest Management Tra i rischi che impattano l'intera filiera agroalimentare, gli infestanti rappresentano oggi una minaccia primaria, con potenziali ripercussioni su sicurezza alimentare, continuità produttiva e reputazione aziendale. Secondo una ricerca Rentokil, azienda specializzata nella gestione degli infestanti del gruppo Rentokil Initial, realizzata con mUp Research, un'azienda su dieci ha registrato episodi di infestazione delle derrate alimentari negli ultimi 3 anni, mentre l'86,4% indica la continuità operativa come la priorità da tutelare. In questo scenario, si stanno affermando soluzioni alternative ai trattamenti tradizionali, come il trattamento ad alte temperature, o ad atmosfera modificata; nel primo, l'ambiente viene portato gradualmente tra i 45°C e i 58°C tramite appositi aerotermi, eliminando gli infestanti in ogni stadio vitale e garantendo continuità operativa; il secondo prevede l’utilizzo di gas inerti per eliminare gli infestanti senza lasciare residui chimici e senza alterare le proprietà organolettiche delle materie prime. Fondamentale anche la prevenzione strutturale attraverso interventi di

proofing: ovvero la progettazione di barriere anti-intrusione professionali, che permettono di "blindare" la Questo impedisce struttura. fisicamente l'accesso a roditori e insetti, riducendo drasticamente la necessità di intervenire in seguito. A questo approccio si affianca quello proattivo e intelligente, attraverso Pest Connect, un ecosistema di dispositivi interconnessi per la cattura di roditori dotato di una tecnologia a sensore che monitora costantemente le attività 24/7, 365 giorni all’anno, oggi potenziato da soluzioni con tecnologia LoRaWAN e

dalla nuova fototrappola digitale Optix, che, grazie a una tecnologia avanzata supportata dall’intelligenza artificiale, funge da vera e propria "security h24", individuando rapidamente i roditori e attivando tempestivamente gli esperti. Il tutto nella cornice dell'Integrated Pest Management, l'approccio Rentokil che unisce monitoraggio, analisi dei dati e tecnologia per proteggere punti vendita e magazzini, solo dove e quando necessario.

www.rentokil.com/it


EDITORIALE DMM

Gasolio:

il paracadute fiscale stenta ad aprirsi, il conto arriva alla Gdo Maria Teresa Manuelli, direttrice editoriale Edizioni DM

Il gasolio non è più solo una voce di costo: decide se un camion parte o resta fermo, se un pallet di alimentari arriva a scaffale in tempo o resta bloccato in magazzino. Da fine giugno - quando l'attacco statunitense in Iran ha acceso le tensioni nello Stretto di Hormuz - il prezzo alla pompa è salito di oltre il 20% in pochi mesi secondo i dati Mimit elaborati dalla Cgia. Alcune analisi segnalano che il diesel ha guadagnato oltre il 60% da inizio 2026, a fronte di un Brent fermo a +9%: segno che pesa la fiscalità, non solo il greggio. Per l'autotrasporto - che movimenta l'85% delle merci italiane, alimentari in testa - il carburante incide ormai fino al 40% dei costi aziendali, contro il 30% di febbraio. Le associazioni di categoria parlano di margini azzerati: un rincaro che manifatturiero, Gdo e logistica non riescono a scaricare integralmente sui listini, con il rischio - segnalato anche dall'Unione nazionale consumatori - di alimentare nuova inflazione in autunno. Il Governo è intervenuto con l'accisa mobile: sconto di 17 centesimi al litro, prorogato di settimana in settimana da marzo per una spesa già vicina ai 2,6 miliardi. Ma la misura ha due limiti. Il credito d'imposta per l'autotrasporto resta riservato ai mezzi sopra le 7,5 tonnellate in conto terzi, escludendo la flotta leggera della distribuzione di prossimità. E il taglio generalizzato non ha una vera scadenza definitiva: prorogato al 5 settembre, poi con decreto interministeriale al 10, è arrivato alla settima proroga-ponte dall'inizio della crisi. Ogni volta di pochi giorni, ogni volta all'ultimo momento. Il vero cambio di sistema, promesso da mesi, quindi, slitta ancora. Il ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, intervenendo al Forum di Cernobbio, ha parlato di circa 25 giorni necessari per costruire il nuovo pacchetto di aiuti “selettivi”, calibrati su reddito e categorie produttive più esposte - autotrasporto incluso - con la promessa di rinnovare i crediti d'imposta. Servirà uno scostamento di bilancio da negoziare con l'Ue e, soprattutto, un accordo politico ancora lontano: sulle coperture la Lega punta agli extraprofitti energetici, Forza Italia frena; sui beneficiari si discute se usare l'Isee o includere i lavoratori autonomi. Per la filiera alimentare il risultato pratico è che l'incertezza è destinata a durare, mentre benzina e gasolio continuano a salire. DM MAGAZINE 3


COVER DMM

BUONI PASTO: da benefit

a motore della spesa in Gdo

L'utilizzo dei buoni pasto si sposta sempre più verso la spesa quotidiana. Per retailer e discount rappresentano un'opportunità per attrarre clienti, incrementare il valore del carrello e rafforzare la relazione con i consumatori. di Veronica Fumarola

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buoni pasto non accompagnano più soltanto la pausa pranzo: entrano sempre più spesso nel carrello della spesa e stanno modificando le abitudini di acquisto degli italiani. Un’evoluzione favorita anche dalla riduzione del potere d’acquisto delle famiglie. A confermarlo è l'Osservatorio Welfare 2026 di Edenred Italia, secondo cui oltre otto lavoratori su dieci hanno rinunciato ad almeno un’attività a causa del carovita. In questo scenario, il welfare aziendale è sempre più utilizzato per sostenere il reddito delle famiglie e, tra i benefit, i buoni pasto assumono un ruolo centrale, pur accanto a nuovi bisogni legati alla famiglia, alla casa e alla gestione dei carichi di cura. Le ragioni di questa crescita – osserva Emmanuele Massagli, presidente di AiwaAssociazione italiana welfare aziendale – affondano le radici nel periodo pandemico e post-pandemico, caratterizzato da un'elevata inflazione e dalla perdita di potere d’acquisto dei salari reali. Una situazione che ha spinto imprese, sindacati e lavoratori a rafforzare gli strumenti di welfare fiscalmente più convenienti, favorendo sia la diffusione dei buoni pasto sia quella dei fringe benefit. 4 DM MAGAZINE


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Nuovo strumento di pagamento Focalizzando l’attenzione sul nuovo ruolo dei buoni pasto, come “ammortizzatore economico”, Angela Avino, chief business development officer di Satispay Welfare, evidenzia come «non si tratti più solo di uno strumento di welfare aziendale legato alla pausa pranzo al bar, ma di un mezzo di pagamento che si sta ritagliando un ruolo sempre più ampio nei consumi quotidiani delle famiglie italiane, una direzione che il recente riconoscimento del welfare aziendale come parte del trattamento economico complessivo conferma su scala nazionale. Si stima che il valore complessivo del mercato dei buoni pasto in Italia si aggiri intorno ai 4 miliardi di euro all'anno, coinvolgendo 3,5 milioni di lavoratori. La spinta arriva da due direzioni: da un lato le aziende continuano ad ampliare l’adozione del buono pasto come leva di welfare, dall'altro gli esercenti, Gdo in testa, ne stanno capendo il potenziale

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come acceleratore di traffico». Secondo Emmanuele Massagli, un altro motivo di ascesa dei buoni pasto nella distribuzione moderna organizzata è da attribuire al cambiamento degli stili di alimentazione e alla nuova organizzazione delle aziende. «Il riferimento è alla crescente attenzione ai prodotti della pausa pranzo e alle tante opzioni disponibili sul mercato (senza lattosio, senza glutine, senza nichel, ecc.), decisamente più accessibili quando acquistati nella Dmo anche se poi consumati come “schiscetta”, in alternativa al panino al bar o al menu del ristorante sotto l’ufficio, dal momento che sono sempre più rare le mense vecchio stile. Il secondo richiamo è connesso allo smartworking: il buono pasto usato nel supermercato permette di avere il pranzo pagato dal datore

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DALLA PAUSA PRANZO ALLA GDO

In questo contesto, per Coverflex emergono tre tendenze nell’ambito dei buoni pasto. La prima è la richiesta di un’esperienza d’uso più flessibile e omnicanale, con la possibilità di utilizzare il buono sia nei punti vendita sia sui canali e-commerce. La seconda riguarda il ricambio generazionale: Gen Z e Millennials privilegiano strumenti digitali integrati nello smartphone e processi di pagamento rapidi. Infine, cresce l'attenzione verso prodotti freschi, salutari e ready-to-eat, in linea con le esigenze di una spesa veloce, tipica di chi lavora in modalità ibrida.


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di lavoro anche quando è cucinato in casa perché è in casa che si sta svolgendo la prestazione lavorativa».

Leva di fidelizzazione e di spesa Il buono pasto è anche un acceleratore economico. Una ricerca realizzata per Edenred da Sda Bocconi evidenzia, infatti, il ruolo cruciale dei buoni pasto non solo come benefit per chi lavora, ma anche come elemento strategico per la crescita delle imprese e per il sistema economico. L’indagine, condotta su 400 figure decisionali di aziende medio-grandi, evidenzia che nel 2023 il 54% delle imprese con piani di welfare strutturati ha registrato una crescita del fatturato superiore al 10%, mentre il 44% ha visto migliorare il margine Ebitda di oltre il 10%, con effetti positivi anche sull’occupazione: il 52% delle aziende ha aumentato l’organico di oltre il 10% e il 20% ha ridotto il turnover oltre questa soglia. Allo stesso tempo, i buoni pasto hanno un effetto positivo sull’intero sistema economico: generano infatti valore per lo 0,75% del Pil nazionale, sostenendo 220mila posti di lavoro, tra occupazione diretta e indiretta. Cosa succede lato Gdo? «Per gli esercenti il vantaggio è duplice: da un lato, accettare il buono pasto significa intercettare una domanda che altrimenti si polarizzerebbe verso i concorrenti che lo accettano; dall’altro, chi paga con il buono pasto tende a generare scontrini più alti e visite più frequenti. Il buono pasto, quindi, è una propria leva di fidelizzazione», fa notare Angela Avino. I dati Satispay, infatti, confermano un impatto positivo dei buoni pasto su più dimensioni. «Chi paga con buono pasto porta a casa un carrello medio di 34 euro, il DM MAGAZINE 7


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doppio di chi non lo usa (17 euro). È anche un cliente più fedele: torna in negozio 25 volte l’anno contro le 15 di chi non usa il buono pasto – il 68% in più – con una spesa complessiva più che triplicata nell’anno». La conferma dei vantaggi offerti dai buoni pasto alla grande distribuzione arriva pure da Andrea Guffanti, general manager di Coverflex in Italia: «Il buono pasto, una volta entrato in un punto vendita, non resta un fenomeno marginale. L'effetto più evidente è sullo scontrino medio: chi ha a disposizione un budget dedicato alla spesa alimentare tende ad ampliare il carrello, spostandosi su categorie a maggiore marginalità come freschi, gastronomia pronta e prodotti a marchio del distributore. Il buono pasto, in altre parole, non sostituisce la spesa abituale ma la integra, spingendo verso acquisti che altrimenti sarebbero rimandati o ridimensionati».

Avanzata nel discount Proprio per le sue potenzialità, il buono pasto negli ultimi anni si è fatto largo anche nei discount. Le insegne apripista sono state Md e Penny Italia nel 2024, a cui di recente hanno fatto seguito anche Eurospin e Lidl, perseguendo una volontà precisa: essere ancora più vicine alla quotidianità dei clienti. «Nel contesto attuale, i buoni pasto rappresentano uno strumento prezioso a sostegno del consumo dei pasti fuori casa e, progressivamente, si sono affermati come una leva di flessibilità sempre più diffusa anche nella gestione della spesa alimentare quotidiana dei lavoratori italiani. Una tendenza a cui abbiamo scelto di rispondere in modo concreto, grazie agli accordi siglati con 360 Welfare, Coverflex, Day, Edenred Italia, Satispay e Welfare Pellegrini, che hanno permesso di attivare il servizio, sia in formato cartaceo sia elettronico, in tutti gli store del Paese», dichiarano da Lidl Italia. A sua volta, l’insegna del Gruppo Rewe, a due anni dall’introduzione, si dichiara soddisfatta del progetto e della risonanza che ha avuto presso i clienti. «L’introduzione dei buoni pasto nei punti vendita Penny rappresentava per noi un passo importante per ampliare ulteriormente l’accessibilità della nostra offerta e rispondere a un’esigenza sempre più diffusa tra i consumatori. I risultati raggiunti hanno addirittura superato le nostre aspettative, sia in termini di utilizzo del servizio sia di capacità di attrarre nuovi clienti e incentivare una maggiore frequenza di visita. Un elemento di particolare orgoglio è stato quello di essere stati il primo discount italiano ad attivare la maggior parte dei principali provider di buoni pasto, offrendo fin dall’inizio una copertura ampia e capillare. Questa scelta ci ha consentito di garantire un servizio concreto e inclusivo, rafforzando ulteriormente il posizionamento di Penny come insegna vicina alle esigenze dei propri clienti», fa sapere Marina Enna, accounting & finance director di Penny Italia. 88 DM MAGAZINE DM MAGAZINE


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Servizio strategico per il canale del risparmio L’accounting & finance director di Penny Italia sottolinea il ruolo strategico dei buoni pasto per il canale discount. «Non si tratta più semplicemente di una modalità di pagamento aggiuntiva, ma di una leva che incide concretamente sulle scelte di acquisto dei consumatori e sulla loro fedeltà nel tempo. I buoni pasto sono ormai parte integrante del potere d’acquisto di milioni di cittadini e, di fatto, costituiscono una componente del reddito disponibile destinata alla spesa quotidiana. In un contesto economico in cui le famiglie prestano sempre maggiore attenzione al valore della spesa, offrire la possibilità di utilizzarli anche nel canale discount significa rispondere a un’esigenza reale. Inoltre, dopo l’introduzione di un tetto alle commissioni che ha contribuito a rendere il sistema più equilibrato e sostenibile, riteniamo che mettere a disposizione questo servizio sia quasi una naturale evoluzione dell’offerta commerciale. Oggi i clienti si aspettano di poter utilizzare i propri buoni pasto presso le principali insegne della Gdo e il discount non può più essere escluso da questo circuito». Nonostante sia attivo da pochi mesi, anche per Lidl Italia non si tratta di un servizio accessorio, ma di una componente strategica dell’offerta ai clienti. «Quest’iniziativa potrà rispondere a un’esigenza sempre più diffusa tra i circa 3,5 milioni di lavoratori che percepiscono questo benefit, e si inserisce nell’impegno dell’insegna a tutela del potere d’acquisto delle famiglie. Il nostro rapporto qualità-prezzo, unito a un servizio sempre più accessibile e capillare, si propone di portare ulteriore valore ai clienti anche negli anni a venire», fanno sapere dall’azienda.

Superamento dei limiti fiscali Fino a qualche tempo fa c’era però un nodo cruciale per il settore: le commissioni applicabili agli esercenti dalle società emettitrici, ridotte al 5% da settembre 2025 anche per le aziende private. Una battaglia combattuta, che per la manager di Penny «ha contribuito a rendere il sistema dei buoni pasto più sostenibile dal punto di vista economi-

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co, favorendone una maggiore accessibilità anche per le insegne discount. Questo ha permesso a operatori come Penny di ampliare ulteriormente i servizi offerti ai clienti, mantenendo al tempo stesso un equilibrio tra convenienza e sostenibilità del modello. Detto questo, rimangono alcuni aspetti sui quali riteniamo ci sia ancora margine di miglioramento. In particolare, il tema delle commissioni applicate sul transato dei buoni pasto elettronici continua a rappresentare un elemento di attenzione. Come sta avvenendo più in generale nel mondo dei pagamenti elettronici, anche i costi legati alle infrastrutture e alla gestione delle transazioni digitali sono in crescita e incidono sulla sostenibilità complessiva dei servizi. Per questo motivo, riteniamo che possa essere utile avviare una riflessione sul tema, valutando eventuali ulteriori interventi regolatori che favoriscano maggiore trasparenza ed equilibrio lungo tutta la filiera». Nonostante i buoni risultati del servizio, anche Giorgia Palazzo, direttrice area innovazione sostenibilità e sistemi informativi di Cia Conad, evidenzia delle criticità: «I dati confermano che il ritiro dei buoni pasto da parte dei commercianti associati alla nostra cooperativa è un servizio molto gradito dai clienti che dispongono di questo tipo di benefit aziendale. Confrontando l’incidenza sul fatturato dei primi sei mesi del 2026 con quella registrata a fine 2025, i buoni pasto registrano, infatti, un incremento. Aumenta anche l’incidenza sul numero di transazioni. La crescita più significativa riguarda però i buoni spesa (che possono essere utilizzati per molteplici categorie merceologiche, ndr). Questo rappresenta un elemento critico, poiché tali strumenti sono rimasti fuori dal perimetro di tetto massimo delle commissioni, a mio avviso ingiustamente, e mettono quindi in difficoltà i conti economici degli operatori che li ritirano». 10 DM MAGAZINE


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Work in progress sull’innovazione Ora che il nodo commissioni sembra superato, è tempo di guardare avanti e far evolvere il servizio. Per Andrea Guffanti di Coverflex, «la vera rivoluzione è il passaggio dal concetto di “buono pasto come titolo cartaceo digitalizzato” a quello di “piattaforma di pagamento integrata”. Lato consumatori, l’innovazione principale è l'eliminazione dei Pos dedicati e delle carte fisiche aggiuntive. Con Coverflex, infatti, il buono pasto vive in un’app e si integra con l’esperienza di pagamento standard. Di recente abbiamo spinto molto sull’integrazione dei sistemi di pagamento e sulla possibilità di pagare l’eccedenza dello scontrino, oltre i limiti fiscali dei buoni, in un’unica transazione trasparente. Per gli esercenti l’innovazione si traduce in integrazione software. Stiamo lavorando per integrare Coverflex direttamente nei sistemi di cassa della Gdo e delle barriere selfcheckout. Questo azzera i tempi di attesa e cancella l’errore umano». Tra le innovazioni necessarie, Giorgia Palazzo di Cia Conad propone proprio «l’integrazione nativa dei buoni pasto nei sistemi di cassa e nei pagamenti digitali, con riconoscimento automatico, verifica in tempo reale e gestione immediata delle eventuali anomalie. A questo si aggiungono app più semplici, pagamenti contactless, integrazione con loyalty e promozioni personalizzate. Il risultato è un’esperienza più fluida per il cliente e una riduzione dei tempi di cassa, degli errori operativi e delle attività amministrative per il punto vendita».

Il valore sociale del buono pasto Il buono pasto, insieme all’assistenza sanitaria integrativa e alla previdenza complementare contrattuale, è il più diffuso e conosciuto dei beni e servizi di welfare. «Il buono pasto resta più conveniente per l’impresa e quindi, indirettamente, per il lavoratore, ma il fringe benefit - un competitor del buono pasto - anche se regolato diversamente in materia di Iva, tende a essere preferito dai lavoratori perché permette l’accesso a una tipologia di prodotti decisamente più vasta, non solo alimentari – fa notare Emmanuele Massagli -. Paradossalmente, la sfida che dovranno affrontare le società di welfare è quella di non perdere la natura sociale del welfare aziendale, di non inseguire soltanto la natura “reddituale” di questi strumenti, per non disperdere l’originalità e le potenzialità del welfare aziendale all’italiana, che ha come tratto distintivo proprio l’attenzione ai bisogni sociali – e non solo economici – dei dipendenti». DM MAGAZINE 11


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Gdo centrale per il futuro dei buoni pasto In futuro, secondo le aziende emettitrici dei buoni pasto, la Gdo è destinata a diventare un canale sempre più importante per l’utilizzo dei buoni pasto. «Con il 31% dei pagamenti Satispay in Gdo che passa già oggi da buono pasto, ci aspettiamo che questo canale continui a consolidarsi, affiancandosi in modo sempre più strutturale alla ristorazione», auspica Angela Avino. La sfida sarà la sostenibilità ed efficienza del servizio lungo tutta la filiera: dalle aziende che lo acquistano, ai dipendenti che lo usano, fino alle casse dei supermercati. «Il mercato del futuro sarà invisibile, sostenibile ed etico – afferma Andrea Guffanti –. Invisibile, perché il buono pasto si fonderà completamente con i wallet digitali e i programmi di loyalty della Gdo. Sostenibile ed etico, perché i merchant non accetteranno più di essere strozzati da commissioni insostenibili. Il mercato premierà gli operatori che propongono modelli di business trasparenti. In 12 DM MAGAZINE


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questo scenario, la grande distribuzione non sarà un semplice canale di sbocco, ma il vero e proprio baricentro del mercato dei buoni pasto. Chi gestisce la Gdo guiderà l'evoluzione tecnologica dei punti vendita e i provider di buoni pasto dovranno adattarsi ai loro standard software, e non viceversa».n

NUOVI RITMI DI UTILIZZO

Il buono pasto in Gdo non segue più i ritmi della pausa pranzo. «Nei giorni feriali il picco d’uso è tra le 18:00 e le 20:00, quasi il doppio rispetto all’ora di pranzo, mentre nel weekend si sposta alla tarda mattinata. Il sabato è il giorno con più transazioni e uno scontrino medio del 30% più alto rispetto ai giorni infrasettimanali», fa sapere Angela Avino di Satispay. E per quanto riguarda la frequenza d’uso nei vari canali? «Il pattern varia molto in base al formato – risponde Andrea Guffanti di Coverflex –: nei supermercati tradizionali il buono si inserisce nella spesa settimanale, con un paniere più ampio; nei discount tende invece a generare passaggi più frequenti e mirati, spesso per completare la spesa di tutti i giorni. Due logiche diverse, ma entrambe rafforzano la relazione tra insegna e cliente lavoratore».

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SANTAMBROGIO

(GRUPPO VÉGÉ E FEDERDISTRIBUZIONE): «Il futuro dei buoni pasto sarà sempre meno legato al semplice pagamento e sempre più alla creazione di valore». I buoni pasto sono sempre più protagonisti della spesa alimentare. Giorgio Santambrogio, ad del Gruppo VéGé e vicepresidente di Federdistribuzione, ne analizza l’evoluzione, il loro ruolo all’interno della distribuzione moderna e le prospettive future. Negli ultimi anni i buoni pasto hanno assunto un ruolo sempre più centrale anche nella spesa alimentare. Quali cambiamenti racconta questa evoluzione? Il buono pasto ha ormai superato il ruolo originario di semplice strumento destinato al pranzo del lavoratore. Oggi inizia a rappresentare una componente strutturale del welfare aziendale e, nello stesso tempo, un aiuto concreto al potere d’acquisto delle famiglie. Viviamo una fase nella quale il consumatore costruisce il proprio carrello con sempre maggiore attenzione al valore complessivo della spesa. In questo contesto, il buono pasto diventa una leva importante per gestire il budget familiare e la distribuzione moderna si conferma il luogo naturale in cui questo valore si trasforma in beni essenziali. Il punto vendita non è più soltanto un luogo di acquisto, ma uno spazio dove convergono servizi, welfare, salute, sostenibilità e innovazione. L'introduzione del tetto del 5% alle commissioni ha rappresentato una svolta attesa da tempo. A suo giudizio, ha contribuito a rendere il sistema più equilibrato per la distribuzione moderna? L’introduzione del tetto del 5% ha

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rappresentato senza dubbio un passaggio storico. Sentendo le reiterate corrette lamentele dei miei imprenditori, in sede di Federdistribuzione ho fortemente perorato e appoggiato questo cambiamento e la Federazione ha fatto un lavoro formidabile, raggiungendo l’obiettivo finale. Per anni la moderna distribuzione ha sostenuto commissioni che avevano progressivamente perso qualsiasi equilibrio economico, arrivando in alcuni casi sino al 19% e trasformando un servizio di welfare in un costo impossibile da sostenere per i nostri punti vendita. Il legislatore ha finalmente ricondotto il sistema entro parametri più ragionevoli, ristabilendo un principio di equità lungo tutta la filiera. Naturalmente non tutti i problemi sono stati risolti. Quali sono oggi le principali sfide ancora aperte per costruire un modello realmente sostenibile? Rimangono aperti temi importanti come la piena trasparenza del mercato, la qualità del servizio offerto dagli operatori, la rapidità dei rimborsi e la necessità di garantire condizioni realmente uniformi a tutti gli esercenti. Occorre inoltre vigilare affinché il mercato continui a svilupparsi in un contesto di concorrenza leale, evitando comportamenti commerciali che possano alterare gli equilibri costruiti con la riforma. La sostenibilità del sistema passa, infatti, attraverso regole certe, rispetto reciproco tra tutti gli attori e un confronto costruttivo orientato al lungo periodo. Negli ultimi mesi il canale discount ha ulteriormente ampliato l’accettazione dei buoni pasto. Ritiene che questo cambiamento sia destinato a modificare gli equilibri competitivi della distribuzione o è un’evoluzione naturale del servizio offerto ai consumatori?

Lo considero soprattutto un’evoluzione naturale. Il consumatore oggi pretende libertà di scelta e desidera poter utilizzare il proprio buono pasto indipendentemente dal formato distributivo che frequenta. Era quindi prevedibile che anche il discount ampliasse progressivamente la propria offerta di servizi. Non credo che questo elemento, da solo, modifichi gli equilibri competitivi. La competizione nel retail continua a giocarsi su assortimento, qualità, convenienza, servizi, prossimità, marca del distributore, innovazione e capacità di interpretare i bisogni dei clienti. L’accettazione dei buoni pasto rappresenta ormai un requisito di servizio più che un fattore distintivo. In un mercato sempre più competitivo, ciò che farà davvero la differenza sarà la capacità delle insegne di costruire una relazione stabile con il consumatore. Guardando al futuro, quale evoluzione immagina per i buoni pasto? Il futuro dei buoni pasto sarà sempre meno legato al semplice pagamento e sempre più alla creazione di valore. La completa digitalizzazione consentirà una maggiore integrazione con le carte fedeltà, le applicazioni mobili, gli ecosistemi di welfare aziendale e gli strumenti di analisi dei comportamenti di acquisto. Questo permetterà di sviluppare servizi più personalizzati, campagne mirate e una migliore esperienza per il consumatore. Immagino un futuro nel quale il buono pasto diventerà parte integrante di un ecosistema digitale capace di collegare impresa, lavoratore e distribuzione moderna, favorendo alimentazione di qualità, educazione ai consumi e programmi di welfare sempre più evoluti. Per la distribuzione moderna non sarà soltanto uno strumento di pagamento: potrà diventare una leva di fidelizzazione, di conoscenza del cliente e di innovazione commerciale.

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Rovagnati investe

su marca, banco taglio e innovazione L’azienda – che registra performance superiori al mercato – punta sulle gamme Gran Biscotto e Snello, su formazione, nuove occasioni di consumo ed export per continuare a crescere. di Veronica Fumarola

Nel mercato dei salumi, dove i consumi risultano in calo, la capacità di crescere passa anche dalla lettura dei nuovi comportamenti di acquisto. È la direzione intrapresa da Rovagnati, che nel 2025 ha raggiunto un fatturato di 334,4 milioni di euro, in aumento del 2,2% sul 2024, e che anche nei primi mesi del 2026 sta registrando performance superiori al mercato. Ma la crescita non passa soltanto dalle performance di marca. Private label, sviluppo internazionale, banco taglio e formazione sono altrettanti ambiti sui quali Rovagnati sta costruendo il proprio percorso, come racconta Roberto Montorfano, direttore commerciale di Rovagnati.

Può trarre un primo bilancio del 2026? Il 2026 sta registrando un andamento positivo per l’azienda. Pur operando in un contesto di mercato complesso e caratterizzato da consumi instabili, stiamo continuando a crescere rispetto allo stesso periodo del 2025. Un risultato che conferma solidità di posizionamento e lo sforzo nell’unire investimenti sulla marca e attivazioni commerciali in modo quanto più integrato.

Può darci qualche numero? A livello di totale mercato, Rovagnati cresce dell’1,1% a volume rispetto a un mercato in calo del 2%. In particolare, il comparto degli affettati registra un’importante crescita: +11,1% rispetto a un mercato in flessione del 2%. Anche nel segmento del peso variabile dimostriamo tenuta: nel segmento del prosciutto cotto, in calo del 6%, l’azienda registra un decremento del 4,8%, guadagnando così 16 DMMAGAZINE MAGAZINE 16 DM


INTERVISTA DMM

0,2 punti di quota (fonte: Circana, ytd maggio 2026, Iper+Super+Liberi servizi). I consumatori, quindi, continuano a riconoscere e premiare la qualità del prodotto, anche in un contesto di acquisto sempre più selettivo.

La private label è un business rilevante per Rovagnati? Collaboriamo allo sviluppo di progetti private label, selezionando partnership dal chiaro valore commerciale e che consentano di proporre soluzioni realmente differenzianti rispetto al mercato. Più che un obiettivo di mera crescita quantitativa, intendiamo sviluppare collaborazioni in grado di creare valore per entrambe le parti. Crediamo, infatti, che la sinergia tra industria e distribuzione rappresenti un elemento sempre più importante per rispondere alle esigenze dei consumatori e a sviluppare progetti distintivi.

Quanto vale l’export e quali sono le direttrici di sviluppo? L'export rappresenta oggi circa il 15% del business di Rovagnati e continua a essere un’importante area di sviluppo per l’azienda. La nostra strategia internazionale si basa su due linee principali: da un lato la valorizzazione di prodotti distintivi, come la gamma di salumi senza nitriti, particolarmente apprezzata in Francia e Stati Uniti; dall’altro lo sviluppo di linee e progetti commerciali pensati per rispondere alle specificità dei singoli Paesi e ai loro peculiari bisogni di consumo. Oltre a Francia e Stati Uniti, consideriamo strategici mercati come Regno Unito, Germania, Svizzera e Croazia. Guardiamo, inoltre, con interesse alle opportunità nell’area balcanica, dove riteniamo ci siano ulteriori margini di crescita.

Obiettivi per il 2026? Per il 2026 l’obiettivo in Italia è continuare a crescere a un ritmo superiore rispetto al trend del mercato, consolidando il posizionamento delle nostre marche – in primis Gran Biscotto e Snello Rovagnati – e sviluppando ulteriormente le opportunità nei canali in cui siamo presenti. Sul fronte internazionale, puntiamo a una crescita significativa nei principali mercati di riferimento, attraverso il rafforzamento della presenza di Rovagnati all’estero e lo sviluppo di progetti dedicati ai singoli Paesi. Un obiettivo altrettanto importante riguarda l’integrazione interna tra area brand e area commerLEGGI l’intervista ciale: lavorare sempre di più in sinergia permette di unire la visione COMPLETA strategica sulla marca e le esigenze della distribuzione, sviluppando iniziative più efficaci e coerenti su tutti i livelli.n

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energy saving


SUCCESSI DMM

Arena, in 4 mesi +9,7% delle vendite. Investimenti per 190 milioni in 3 anni

Il boom di Fratelli Arena si è realizzato nell’arco degli ultimi 10 anni: nel 2016 fatturava 428 milioni e il patrimonio era di 23 milioni. In un decennio ha messo in cassaforte 282 milioni di profitti.

D

ecò non stacca il piede dall’acceleratore. Nei primi 4 mesi dell’anno le vendite del retailer siciliano sono aumentate del 9,7% a rete corrente e del 6,5% a parità. Quest’ultimo dato è migliore del 5% registrato nell’intero 2025. Per il 2026-28 l’azienda ha programmato investimenti per 190 milioni. L’anno scorso il valore della produzione della catena commerciale guidata dal ceo Giovanni Arena è stato di 1,39 miliardi (+11,2%) l’Ebitda di 93,6 milioni (+13%) e margine del 6,7%, e l’utile netto di 45,9 milioni, da 39,6 milioni. Il Cda ha deciso di accantonare a riserva 35,9 milioni e distribuire un dividendo di 10 milioni per l’azionista Gruppo Arena, che si aggiunge ai 15 milioni di dividendo straordinario. Il debito netto è di appena 25 milioni a fronte di un patrimonio netto di 278 milioni. Nel 2025 il traino è arrivato soprattutto dai supermercati, con vendite nette per 779 milioni (+12,5%) e dall’ingrosso verso controllate, con 130 milioni (+12,9%). Secondo l'ultimo Rapporto Mediobanca, il Gruppo Arena è la società del Sud che nel 2021/24 ha ottenuto il più elevato utile operativo sul fatturato (5,1%) dopo Noto-Az. Il Gruppo controlla 209 pdv con insegna Decò e SuperConveniente. Le ultime inaugurazioni sono state un super Decò alla Favignana e due SuperConveniente a Catania e in provincia di Messina. Recentemente, il ceo Giovanni Arena è stato nominato presidente di Decò Italia, raccogliendo il testimone da Luigi Irollo di Multicedi.n LEGGI ANCHE: “Dm celebra il traguardo dei 100 negozi e annuncia nuove aperture”

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INFORMAZIONE PUBBLICITARIA

DESCRIZIONE Gamma di vassoi ILIP per il confezionamento di alimenti super freschi composta dalle linee HeatSealingMaster, StretchMaster e SliceMaster. Soluzioni disponibili in diversi formati e altezze per carne, pesce, latticini, pasta fresca e affettati, sviluppate per confezionamento termosaldato in atmosfera modificata (MAP) o con film estensibile o flow pack.

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PLUS Disponibili versioni con fondo MicroCell o MacroCell, che trattiene meccanicamente gli essudati senza l’impiego del tradizionale pad assorbente, e versioni con fondo piano con o senza assorbente. La linea StretchMaster integra il bordo ERGO+, progettato per favorire affidabilità e continuità sulle linee automatiche ad alta velocità.

MARKETING E COMUNICAZIONE Le tre linee consentono di individuare con immediatezza la soluzione più adatta in funzione del processo di confezionamento e dell’applicazione. La disponibilità di differenti materiali, formati, colori e personalizzazioni del packaging secondario favorisce la valorizzazione del prodotto a scaffale e l’identità del marchio.


IMPRESE DMM

Dit, ricavi in

crescita nel 2025: 19,1 milioni di euro Lo scorso anno Dit ha continuato a sviluppare la propria attività di negoziazione nazionale, superando 1 miliardo di euro di acquisti convenzionati dall’industria di marca, ai quali si aggiungono circa 70 milioni di euro di acquisti relativi alla marca privata.

L

’assemblea dei soci di Dit-Distribuzione Italiana, centrale delle insegne Sigma e Sisa, ha approvato il bilancio d’esercizio 2025, che conferma la solidità patrimoniale e finanziaria della cooperativa e consolida il percorso di sviluppo avviato negli ultimi anni. Alessandro Camattari, L’esercizio si chiude con ricavi pari a 19,1 midirettore commerciale e marketing di Dit lioni di euro, in crescita rispetto ai 17,8 milioni del 2024, un patrimonio netto di 3,3 milioni di euro e una posizione finanziaria netta di 5,7 milioni di euro, a conferma della capacità della centrale di sostenere gli investimenti strategici a beneficio della rete dei soci. Il valore della produzione è stato di 19,1 milioni di euro, in crescita del 7,5% rispetto al 2024. L’utile dell’esercizio è stato di 4.323 euro. Complessivamente, il volume delle vendite al dettaglio sviluppato dalla rete è stimato in oltre 3 miliardi, in linea con il dato 2024 e in coerenza con le tendenze di consumo della clientela dei negozi di prossimità, a cui il sistema Dit si rivolge in modo prioritario. Tra gli elementi di maggiore rilievo emerge il rafforzamento della marca del distributore, che rappresenta sempre più una leva competitiva per le insegne Sigma e Sisa e uno dei principali driver di crescita della centrale. Nel corso dell’anno la cooperativa ha proseguito gli investimenti nello sviluppo dell’offerta, nel marketing e nella valorizzazione dei marchi esclusivi, con un assortimento di circa 2mila referenze, realizzate in collaborazione con oltre 220 fornitori specializzati. Per il 2026, inoltre, gli obiettivi strategici sono l’evoluzione della governance e dei processi decisionali e il miglioramento dell’efficienza operativa dell’intero sistema, attraverso il rafforzamento del posizionamento competitivo di Sigma e Sisa e la centralizzazione di una serie di nuovi servizi per i soci.n LEGGI ANCHE: “Action, primo semestre in forte crescita: vendite a +14% (8,3 miliardi di euro)”

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MERCATI DMM

Con il supporto di

Mondo pet,

i consumatori controllano la qualità di Jessika Pini

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MERCATI DMM

L’attenzione da parte dei pet owner nei confronti della qualità porta a un rinnovamento dell’offerta e a una forte segmentazione in base a specifiche esigenze funzionali. Il mondo gatto traina il comparto.

N

ell'anno terminante a giugno 2026, il comparto dedicato agli animali domestici nella distribuzione moderna evidenzia un trend generale di tenuta a valore, sostenuto dalla spinta inflattiva, a fronte di una fisiologica contrazione dei volumi. Secondo l’analisi Circana, il mercato si articola in due principali macroaree, il pet food e il pet care. Il pet food raggiunge un giro d'affari complessivo di quasi 1,96 miliardi di euro con una lievissima crescita a valore dello 0,4% rispetto all'anno precedente. I volumi complessivi si attestano a 510,1 milioni di chilogrammi, registrando una flessione dell’1,9%. Il pet care, invece, genera un valore di poco superiore ai 303,3 milioni di euro, evidenziando una contrazione dell’1,3% a valore e un calo contenuto delle unità vendute (-0,6%), che ammontano a quasi 89,7 milioni di unità (dati Circana, Totale Italia, Iper+Super+Liberi servizi+Discount+Drugstore).

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BUONO PER LORO, E ANCHE PER IL MARE. Ogni giorno riempiamo la ciotola dei tuoi pet con alimenti buoni e naturali e ci prendiamo cura del mare con una pesca sicura e progetti concreti che proteggono il Mediterraneo.


novità


MERCATI DMM IL CONSUMATORE VUOLE ETICHETTE CHIARE

Monge da sempre utilizza un concetto di clean label su tutti i suoi brand, dichiarando puntualmente tutti gli ingredienti e le percentuali. «Il pet owner – dichiarano dall’azienda – è sempre più informato e più competente quando orienta le proprie scelte d’acquisto. Appare perciò sempre più evidente come da solo il valore del brand non sia più sufficiente e sia necessario offrire prodotti che attraverso l’alimentazione facciano vivere meglio il proprio amico a quattro zampe. La nostra comunicazione tende quindi a dare maggior risalto proprio ai valori della ricetta e a quello che il prodotto può fare per l’animale».

Aree geografiche e canali distributivi

Sia nel pet food sia nel pet care, l'Area 1 si conferma il bacino di consumo principale, concentrando il 31,1% delle vendite di cibo a valore e il 33,4% di quelle per la cura. Segue l’Area 3 con il 27,1% del pet food e il 27,4% del pet care. L'Area 2 genera circa il 21% delle vendite in entrambi i comparti (pet food 21,1% e pet care 21,5%), mentre l’Area 4 copre il 20,6% del pet food SCHEDE PRODOTTI (ma ben il 27,3% dei volumi in kg) e il 17,7% del pet care. Analizzando la rete di vendita, Monge/Special Dog Excellence i supermercati si confermano il canale egeNome prodotto: Special Dog Excellence mone della distribuzione moderna, veicoMedium Adult Monoprotein Maiale Caratteristiche: alimento completo lando da solo il 51,1% del fatturato pet food per cani adulti di taglia media, formulato (superando il miliardo di euro) e il 44,6% del con un’unica fonte di proteine animali, il maiale, altamente digeribile e a elevato mercato pet care (135,22 milioni di euro). Un valore biologico. ruolo di primissimo piano è ricoperto dai diMorando Nome prodotto: Migliorgatto "Le Specialità Italiane" - Appetito Difficile Caratteristiche: alimento secco completo al salmone per gatti adulti esigenti, appositamente formulato per stimolare l’appetito grazie all’utilizzo di ingredienti altamente appetibili.

Rinaldo Franco/Best Friend Nome prodotto: Lettiera Vegetale Best Friend Caratteristiche: lettiera 100% vegetale e biodegradabile. Assicura un potere super agglomerante immediato, formando in pochi secondi una palla compatta facilissima da asportare. Non si attacca alle zampe del gatto e neutralizza istantaneamente gli odori.

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MERCATI DMM

scount, che arrivano a presidiare il 23,2% a valore nel cibo (454,9 milioni di euro), spingendosi fino al 36,2% dei volumi totali in chilogrammi, e coprono il 21,8% delle vendite per la cura dell'animale (32,4% a vol.). Il ruolo dei drugstore risulta rilevante nel pet care, dove si intercetta il 15,4% del mercato (46,6 milioni di euro) a fronte di una quota del 6,9% nel food. Completano il quadro gli ipermercati, che pesano a valore per il 10,4% nell'alimentazione e per il 13% nella cura, e i liberi servizi, che chiudono rispettivamente all'8,3% nel pet food e al 5,2% nel pet care. Focus sui segmenti pet food

La segmentazione per tipologia di animale rivela una marcata polarizzazione all'interno del pet food, con le referenze per gatti che continuano a guadagnare terreno rispetto a quelle destinate ai cani. L'alimentazione felina rappresenta il 63,8% del fatturato complessivo del pet food, arrivando a un valore di quasi 1,25 miliardi di euro (+1,7% a val.) e dimostrano una sostanziale tenuta anche a volume (-0,1%, con 263 milioni di kg). Il cat wet food (umido gatto) raggiunge un valore di 797,2 milioni di euro

Trend vendite a valore (%)

+0,4

1,957 mld/€

Pet food

Trend vendite a volume (%)

-1,9

510,1 mln/kg

Elaborazioni DM su dati Circana, totale Italia, Iper+Super+Lsp+Discount+Drugstore, a.t. giugno 2026

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La ricompensa quotidiana cambia formato. Diventa SQUEEZY! Con i nuovi Lick & Snack e Licks & Bits, Vitakraft introduce lo snack cremoso nell’innovativo formato squeezy pouch. Una coccola da offrire direttamente dalla mano che trasforma la ricompensa in un momento di interazione e complicità. • Lick & Snack cani: morbida crema al paté di fegato o salmone (MSC). Due varianti leggere e super golose con Smart Train Complex (lecitina, biotina e taurina) per favorire concentrazione e attenzione. Ideale come snack fuori pasto, perfetto per educazione e addestramento. • Licks & Bits gatti: formulazione irresistibile e doppia consistenza, crema vellutata e morbidi bocconcini. Nelle varianti: gamberetti & pomodoro e formaggio & prosciutto. Uno snack senza zuccheri aggiunti né cereali ideale anche per i gatti più esigenti. Formato richiudibile, consistenza che non cola. Da Vitakraft, la nuova generazione di snack.

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MERCATI DMM

Elaborazioni DM su dati Circana, totale Italia, Iper+Super+Lsp+Discount+Drugstore, a.t. giugno 2026

Variazioni vendite segmenti pet food (%)

Val.

Vol.

Val.

Cat food

+1,7

-0,1

Dog food

-1,8

Vol. -3,7

Dry food

+1

-1,3

Dry food

-4

-4,6

+1,7

+0,6

-0,4

-3,2

di cui:

Wet food

Snack food +5,3

+7,6

di cui:

Wet food

Snack food -1

-1,4

(+1,7%) e registra l'unico segno positivo anche nei volumi (+0,6%) con 154,8 milioni di chilogrammi. Il cat dry food (secco gatto) genera 359,2 milioni di euro (+1% a val. e -1,3% a vol.). Il cat snack food evidenzia le performance in percentuale più brillanti dell'intero mercato, registrando un balzo del 5,3% a valore (91,5 milioni di euro) e del 7,6% a volume (4 milioni di kg), a testimonianza del crescente spazio dedicato alla gratificazione e alle occasioni fuori pasto. Il segmento cane copre il 36,2% delle vendite di pet food con 708,9 milioni di euro, ma chiude il periodo con un calo dell’1,8% a valore e del 3,7% a volume (247,1 milioni di kg): Il dog wet food (umido cane) raggiunge 309,4 milioni di euro e 116,3 kg (-0,4% a val. e

RACCONTARE ANCHE L’AZIENDA

Il consumatore oggi è molto più consapevole e desidera capire nel dettaglio cosa sta acquistando per il proprio animale: ingredienti, processi produttivi e benefici nutrizionali. «Per rafforzare ulteriormente la fiducia – spiega Edoardo Lano –, oltre al racconto dei marchi, come Morando stiamo dando sempre più valore anche alla storia aziendale: un’azienda italiana con 70 anni di esperienza nel pet food, un patrimonio di competenza e continuità che rappresenta un elemento importante per rassicurare il consumatore in un mercato oggi molto affollato, dove l’offerta si moltiplica e orientarsi tra numerosi competitor può diventare complesso».

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super AGGLOMERANTe NEUTRALIZZA GLI ODORI NON SI ATTACCA A ZAMPE E PELO FACILE DA SMALTIRE

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A DURAT XTR


MERCATI DMM

Ranking primi 3 player a valore pet food (%):

Nppi Mars Monge

Private label a valore (%):

48,6

32,1

Elaborazioni DM su dati Circana, totale Italia, Iper+Super+Lsp+Discount+Drugstore, a.t. giugno 2026

SCHEDE PRODOTTI Royal Canin Nome prodotto: Royal Canin Kitten Caratteristiche: la linea, disponibile in umido e secco, offre alimenti su misura per ogni fase della crescita, dallo svezzamento al raggiungimento dell’età adulta. Referenze formulate con livelli adattati di proteine, sali minerali, antiossidanti e vitamine per supportare lo sviluppo di ossa, muscoli e difese naturali.

Schesir/Adoc Nome prodotto: Adoc Complete Kitten Mousse Caratteristiche: mousse per gattini con 45% di pollo o 40% di tonnetto come primo ingrediente, ideale per lo svezzamento da 0 a 6 mesi. Formulata con sole proteine di origine animale e arricchita con Dha, taurina, vitamine, minerali, Fos e postbiotici.

Vitakraft Nome prodotto: Lick & snack Caratteristiche: snack cremoso per cani (60 g) in formato squeezy. Disponibile al fegato o al salmone Msc, altamente appetibile e ipocalorico. Grazie allo Smart Train Complex con lecitina, biotina e taurina, supporta concentrazione e apprendimento durante l’addestramento.

USARE MESSAGGI IMMEDIATI E COMPRENSIBILI

Vitakraft punta a rendere immediatamente visibili ingredienti, componenti analitici e modalità d'impiego sui suoi packaging, utilizzando anche pittogrammi intuitivi che spiegano chiaramente l'utilizzo del prodotto e le dosi giornaliere consigliate. «Valorizziamo inoltre certificazioni riconosciute, come l'Msc per la pesca sostenibile, presente su tutti i nostri snack contenenti pesce – spiega Claudio Sciurpa –. Adottiamo, inoltre, un linguaggio semplice e comprensibile, evitando tecnicismi nelle spiegazioni dei reali benefici dei prodotti. Infine, garantiamo una comunicazione coerente su tutti i touchpoint (packaging, sito web, social media), perché oggi il consumatore si informa attraverso diversi canali prima dell'acquisto».

-3,2% a vol.). Il dog dry food (secco cane) evidenzia il calo più marcato della categoria con 242,5 milioni di euro e 115,6 chilogrammi (-4% a val. e -4,6% a vol.). Infine, il dog snack food flette leggermente assestandosi a 156,9 milioni di euro (-1% a val. e -1,4% a vol.) per 15,1 milioni di chilogrammi. Focus sui segmenti pet care

ll comparto pet care, che complessivamente vale 303,3 milioni di euro, vede

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MERCATI DMM COMUNICARE L’EFFICACIA DELL’IGIENE GREEN

Nel canale retail il packaging è il principale veicolo di comunicazione per Rinaldo Franco. «Rispondiamo alla domanda di trasparenza – spiega Laura Chiappini – con messaggi chiari e immediati che spiegano l'esatta natura e i vantaggi del prodotto. Evidenziamo in modo esplicito la composizione 100% vegetale, l’assenza di polveri e la praticità sostenibile. Spieghiamo chiaramente come la lettiera possa essere smaltita in sicurezza nel wc di casa o nel circuito del compostabile urbano. In questo modo diamo al consumatore la certezza di fare una scelta sicura per il benessere del proprio gatto e responsabile nei confronti dell'ambiente. Lo scopo finale è dimostrare che la scelta “verde” può coincidere perfettamente con la massima efficacia pratica».

una forte concentrazione delle vendite attorno alla cura quotidiana dei felini. Le lettiere rappresentano oltre la metà dell'intero mercato pet care (51,9% di quota a valore), sfiorando i 157,4 milioni di euro. Il segmento mostra una dinamica positiva a valore (+1,7%) e di tenuta nelle unità vendute (+0,2%) con 49,5 milioni di confezioni. Secondo sottosegmento per rilevanza è l’igiene cane con 90,3 milioni di euro (29,8% del comparto), pur registrando una contrazione del 4,4% a valore e dello 0,9% a unità (24,7 milioni di unità). Gli accessori cane generano 27,7 milioni di euro (-7,5% a val. e -3,1% a unità), mentre il pet care altri animali si attesta a 18,2 milioni di euro (-1,6% a val. e -2,3% a unità). Igiene e accessori gatto rappresentano nicchie più contenute, che valgono rispettivamente 5,5 milioni e 4 milioni di euro, ma gli accessori gatto evidenziano un trend a valore molto sostenuto (+5,5%). Marca del distributore e assetti competitivi

I dati di mercato evidenziano un ruolo centrale e in costante rafforzamento della private label, che nel pet food raggiunge da sola una quota a valore del 32,1%, mentre i primi tre player (Nppi, Mars e Monge) coprono complessivamente il 48,6% del vaDM MAGAZINE 33


MERCATI DMM TETRA RECART, L’INNOVAZIONE A BASE CARTA PER IL PET FOOD UMIDO

Nel mercato del pet food, il packaging può contribuire a valorizzare l'offerta e migliorare l'esperienza d'acquisto. Tetra Recart è la confezione Tetra Pak a prevalenza di carta (fino al 71%), proveniente da fonti controllate e certificabili Fsc, che rappresenta un'alternativa per gli alimenti umidi per animali domestici. Disponibile nei formati da 100 a 500 ml, si distingue per la forma rettangolare, compatta e leggera, progettata per ottimizzare trasporto, stoccaggio ed esposizione a scaffale. L'ampia superficie stampabile e il design distintivo favoriscono la visibilità del prodotto e consentono ai brand di comunicare in modo efficace le caratteristiche delle diverse referenze. Facile da aprire, svuotare, richiudere e conferire nella raccolta differenziata, Tetra Recart risponde alle esigenze di praticità dei consumatori e supporta gli obiettivi di efficienza di retailer e produttori, contribuendo a generare valore lungo l'intera filiera del pet food.

lore totale. Nel pet care la penetrazione della private label è ancora più marcata, arrivando a coprire il 41,7% del fatturato complessivo. Tra i player dell'industria, la top 3 è guidata da Vitakraft, Tolsa Italia e Mars, che insieme concentrano il 27,4% del mercato a valore. Pet parenting, aumenta l’attenzione alla cura

Tutti i player del settore rilevano una crescente attenzione da parte dei proprietari di cani e gatti verso la qualità dei prodotti per i propri amici a quattro zampe come avviene per la dieta e la cura umana, tanto che le nuove ricette o le revisioni dei prodotti esistenti cavalcano i princi-

Pet care Trend vendite a valore (%)

Trend vendite a unità (%)

303,3 mln/€

89,67 mln/unità

-1,3

-0,6

Elaborazioni DM su dati Circana, totale Italia, Iper+Super+Lsp+Discount+Drugstore, a.t. giugno 2026

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MERCATI DMM

IL PUNTO DI VISTA DELLA DISTRIBUZIONE: AMY PET

Amy Pet riscontra un forte interesse da parte dei clienti per il reparto accessori, in particolare per i prodotti innovativi e dal design ricercato, pensati per migliorare la vita quotidiana di chi vive con un animale domestico. «La nostra selezione segue criteri ben precisi: scegliamo prodotti innovativi, tecnologici e funzionali, capaci di semplificare la quotidianità dei proprietari e, allo stesso tempo, aumentare il comfort e il benessere degli animali – commenta Wen Feiwu, fondatore e amministratore unico di Amy Pet –. Il nostro obiettivo è distinguerci dal concetto tradizionale di pet shop e diventare un punto di riferimento a 360° per gli amanti degli animali e per chi ricerca uno stile di vita di qualità. Oggi il nostro format integra in un unico spazio pet food, accessori innovativi, toelettatura professionale, Cat Room, servizi dedicati e una selezione di merchandising e prodotti lifestyle anche per le persone. Continueremo a sviluppare questa visione, introducendo nuove categorie e servizi che offrano un'esperienza sempre più completa e distintiva». Un passo in questa direzione è l’apertura del punto di vendita presso il Waterfront Mall di Genova, il nuovo distretto tematico commerciale inaugurato lo scorso marzo.

pali trend del largo consumo alimentare. «I cani e i gatti sono ormai presenti in una percentuale significativa delle case italiane – afferma Valentina Menato, market strategy & growth acceleration director South Europe di Royal Canin –, un dato che ci ha spinto a iniziare a utilizzare concetti come quello di pet parenting, in cui l'animale domestico viene considerato un membro della famiglia. Questa tendenza ha un impatto diretto sul settore, poiché favorisce lo sviluppo di tutto ciò che riguarda la loro cura, sia a livello di servizi che di salute e nutrizione. Un esempio concreto è la crescita del mercato specializzato, dove i proprietari possono trovare non solo un ampio assortimento di prodotti, ma anche un servizio di affiancamento e consulenza durante i loro acquisti. È fondamentale evidenziare però che i cani e i gatti sono diversi dalle persone e che anche le loro esigenze nutrizionali lo sono. Fortunatamente, possiamo contare su organismi, DM MAGAZINE 37


Più Gatto. Più Valore. Il gatto è il motore della crescita del mercato pet. Trasforma questo trend in un’opportunità per la tua insegna con Gimborn, lo specialista del gatto. Un partner solido, un portfolio completo e tutta l’esperienza per valorizzare la categoria e creare valore a scaffale.

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MERCATI DMM

quali Fediaf (European Pet Food Industry) e alla Wsava (World small animal veterinary association), che ci aiutano a comprendere quali siano i loro bisogni reali e come formulare gli alimenti». Contemporaneamente all’evoluzione del rapporto con l’animale domestico, l’attenzione dei produttori è focalizzata sulla forte espansione del segmento felino. Per Morando, storicamente molto forte nel mondo cane, in un mercato che concentra le vendite sul mondo gatto, quest’ultimo rappresenta una leva strategica di sviluppo fondamentale, su cui l’azienda sta facendo investimenti e innovazione per intercettare una tendenza strutturale e non più contingente. «La crescente antropomorfizzazione ha reso il mercato molto più evoluto e segmentato – afferma Edoardo Lano, direttore commerciale dell’azienda –: oggi i pet owner cercano soluzioni nutrizionali mirate, ma allo stesso tempo attribuiscono all’alimentazione un ruolo sempre più vicino alle proprie abitudini e aspettative di consumo. In

IL PUNTO DI VISTA DELLA DISTRIBUZIONE: TODIS

In Todis a registrare le performance migliori è il segmento premium, a conferma dell’attenzione che i proprietari di animali prestano oggi alla composizione degli alimenti. «La domanda – precisa Giuseppe Chiariello, buyer pet food e pet care di Todis – si sta orientando con decisione verso alimenti salutari, ad alto valore nutrizionale e caratterizzati da un'elevata appetibilità. C'è spazio per sviluppare prodotti capaci di coprire funzioni nutrizionali specifiche, rispondendo così alle esigenze sempre più mirate e diversificate dei pet. In ottica futura, stiamo lavorando a un profondo restyling del nostro marchio Rico, per proporre una veste grafica più moderna e un assortimento aggiornato con nuove ricette per intercettare il mercato. La novità più rilevante è il lancio della nuova linea In Forma Super Premium. Questo progetto nasce per soddisfare i clienti più esigenti, che cercano un livello qualitativo eccellente. Le referenze che inseriremo avranno un’alta percentuale di carne fresca, ma senza rinunciare a un posizionamento prezzo estremamente competitivo e conveniente».

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MERCATI DMM Elaborazioni DM su dati Circana, totale Italia, Iper+Super+Lsp+Discount+Drugstore, a.t. giugno 2026

VARIAZIONI VENDITE SEGMENTI PET CARE (%)

Val.

Unità

Accessori cane

-7,5

-3,1

Igiene cane

-4,4

-0,9

Accessori gatto

+5,5

-2

Igiene gatto

-3

+1

Lettiere

+1,7

+0,2

Pet care altri animali

-1,6

-2,3

questo contesto, crescono le richieste di benefici specifici, dall’appetito difficile al supporto urinario, dalla digestione alle proposte monoproteiche, accanto al desiderio di gratificare il proprio pet». I prodotti sui quali, secondo Monge, c’è maggiore attenzione da parte del consumatore sono quelli con ricetta con unica fonte proteica, cioè i prodotti monoproteina secchi, umidi e snack: «Nel mondo gatto vincono senza dubbio i prodotti umidi monodose, mentre per il cane il secco rimane l’alimento più utilizzato ma, con le variazioni climatiche che stiamo registrando, l’umido aumenta la sua penetrazione negli utilizzi quotidiani». Packaging e sostenibilità al servizio della praticità d’uso

Per favorire la gestione dei propri animali domestici le aziende stanno lavorando anche sui packaging e su soluzioni ad alto valore di servizio, capaci di coniugare la sostenibilità con una maggiore facilità d'uso nella quotidianità. Claudio Sciurpa, amministratore delegato di Vitakraft Italia, si sofferma sul segmento degli snack, categoria nella quale l’azienda è tra i principali player del mercato e rispetto al quale negli ultimi sei mesi registra performance di 40 DM MAGAZINE


MERCATI DMM Elaborazioni DM su dati Circana, totale Italia, Iper+Super+Lsp+Discount+Drugstore, a.t. giugno 2026

Ranking primi 3 player 27,4 a valore pet care (%)

Vitakraft Tolsa Italia Mars Private label a valore (%):

41,7

crescita a doppia cifra nel mondo cane, che flette, e di quattro volte superiori a quelle del mercato nel segmento snack gatto. «Parallelamente, puntiamo con decisione sull'innovazione di formati e packaging, perché oggi non è importante solo cosa si offre, ma anche come viene offerto. Per esempio, seguendo un trend già affermato nel food destinato al consumo umano, in particolare nel baby food, abbiamo introdotto a livello internazionale un pratico formato in pouch con tappo a vite. Questa soluzione consente un utilizzo ripetuto, un dosaggio più semplice e una migliore conservazione del prodotto, ma soprattutto trasforma il momento dello snack in un'occasione di maggiore complicità tra pet e proprietario, che può somministrarlo direttamente dalla mano, rafforzando così il legame con il proprio animale». Accanto all'alimentazione, anche il comparto dedicato al care e all'igiene quotidiana registra trasformazioni profonde guidate dai principi della praticità e del minor impatto ambientale. «Nel comparto delle lettiere – osserva Laura Chiappini, marketing specialist di Rinaldo Franco –, i proprietari di animali domestici si stanno orientando verso soluzioni che coniugano la sostenibilità ambientale con la praticità di utilizzo. La tendenza principale è la transizione dalle tradizionali lettiere minerali verso alternative 100% vegetali e biodegradabili. I consumatori moderni cercano infatti opzioni problem-solving in grado di eliminare le polveri, neutralizzare gli odori in modo naturale e offrire la massima comodità di gestione, come la possibilità di smaltire la lettiera direttamente nel wc o nei rifiuti organici».n DM MAGAZINE 41


L'ANALISI FOCUS RESEARCH DMM

Analisi delle attività promozionali

sugli snack per cani A cura di: Team Focus Italia Focus Research South East/Focus Rappresentanza Italia

F

ocus Research è una delle agenzie leader in Europa che si occupa di ricerche di mercato e consulenza. Da 30 anni fornisce ai propri clienti soluzioni di dati, sistemi e software per l'elaborazione dei dati in 35 Paesi europei. Pone la propria attenzione soprattutto sull’analisi qualitativa e quantitativa delle attività promozionali dei volantini della grande distribuzione e di catene specializzate. Le quote qualitative sono orientate al GAV-valore pubblicitario lordo. Le attività promozionali posizionate in prima pagina, con un'immagine di dimensioni importanti pubblicate all’interno di volantini con un raggio d’azione lordo (Gross Reach) significativo, hanno un impatto maggiore sul consumatore. Di conseguenza queste promozioni risultano vantaggiose in termini del ritorno degli investimenti. In questo caso abbiamo elaborato i dati dei volantini dei rivenditori di beni di largo consumo italiani e preparato un'analisi che confronta i dati dal 2023 al 2025 (da gennaio a dicembre, 12 mesi). Le analisi si basano sul valore pubblicitario qualitativo lordo (GAV=Gross Advertising Value) nei volantini per quanto riguarda gli snack per cani.

TOP BRANDS DOG FOOD SNACKS

Slide 1: Gennaio - Dicembre; Valore pubblicitario lordo (GAV) 60%

50%

40%

5 1 ,8 % 4 4 ,7 %

3 3 ,8 %

30%

20%

2 2 ,4 %

1 4 ,7 %

10%

1 7 ,5 % 1 1 ,8 %

1 0 ,7 %

1 0 ,3 %

1 0 ,1 % 4 ,8 %

0%

Private Label

Pedigree

Vitakraft 2025

FOCUS – be ahead!

42 DM MAGAZINE

2024

© FOCUS 2026

7 ,9 %

Friskies

8 ,2 % 7 ,3 % 8 ,9 %

Purina Adventuros

2023 1


L'ANALISI FOCUS RESEARCH DMM

Il grafico illustra l’andamento delle quote di investimenti pubblicitari lordi (GAV) dei principali marchi di snack per cani nel periodo gennaio-dicembre 2023-2025. Le private label si confermano leader del segmento, con una quota del 44,7% nel 2025, in calo rispetto al 51,8% del 2024 ma ancora nettamente superiore alla quota dei principali competitor. Tra i marchi industriali, Pedigree registra una crescita costante, passando dal 10,3% del 2023 all’11,8% del 2024, fino a raggiungere il 14,7% nel 2025. Andamento opposto per Vitakraft, che vede ridursi progressivamente il proprio peso negli investimenti pubblicitari, dal 22,4% del 2023 al 17,5% del 2024, per arrivare al 10,7% nel 2025. Friskies, invece, mostra un andamento altalenante: dopo il calo al 4,8% nel 2024, risale al 10,1% nel 2025, superando il valore registrato nel 2023 (7,9%). Più stabile la presenza di Purina Adventuros, che mantiene quote comprese tra il 7,3% e l’8,9% nell’arco del triennio.

TOP BRANDS DOG FOOD SNACKS IN TOP RETAILERS Slide 2: Gennaio - Dicembre 2025; Valore pubblicitario lordo (GAV) Aldi

9 1 ,0 %

Carrefour

5 ,7 % 100,0%

Conad

4 9 ,1 %

Coop

1 1 ,0 %

1 8 ,5 %

Despar

1 3 ,6 % 6 ,3 %

1 0 ,2 %

1 3 ,7 %

1 1 ,7 %

8 ,3 %

5 8 ,6 %

5 0 ,8 %

Esselunga

1 3 ,0 %

0 ,6 % 1 4 ,8 %

3 ,8 %

1 6 ,1 %

2 4 ,3 %

2 ,4 %

3 4 ,4 %

Eurospin

100,0%

Lidl

3 8 ,2 %

Pam

5 ,4 %

2 6 ,2 %

2 4 ,0 %

2 5 ,9 %

4 9 ,1 %

Penny

2 0 ,0 %

7 5 ,8 % 0%

10%

20%

Private Label FOCUS – be ahead!

30%

3 ,5 %

40%

50%

Purina Adventuros

Pedigree

60%

70%

Vitakraft

80%

90%

100%

Friskies

© FOCUS 2026

2

Il grafico mostra la ripartizione degli investimenti pubblicitari lordi (GAV) dei principali marchi di snack per cani presso le principali insegne della distribuzione nel 2025. Le private label dominano gli investimenti in numerosi retailer, arrivando a rappresentare il 100% del totale presso Carrefour ed Eurospin, il 91% presso Aldi e il 75,8% presso Penny. Quote rilevanti si registrano anche in Despar (50,8%) e Conad (49,1%). Tra i marchi industriali, Vitakraft si distingue soprattutto in Coop, dove concentra il 58,6% degli investimenti pubblicitari, risultando inoltre particolarmente presente in Esselunga (34,4%) e Despar (24,3%). Pedigree guida invece la classifica in Pam, con una quota del 49,1%, e registra valori significativi anche in Lidl (24,0%) e Despar (16,1%). Friskies evidenzia la maggiore incidenza in Lidl (25,9%) e Pam (20,0%), mentre Purina Adventuros presenta quote più contenute, con i valori più elevati in Coop (18,5%), Esselunga (13,7%) e Conad (13,6%).n www.focusmr.com – E-mail rappresentante Italia: a.klucken@focusmr.com

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PERSONE DMM

Mario Gasbarrino e Francesco Pomarico nel CdA di AP Commerciale A seguito dell'Assemblea dei soci del 2 settembre 2026 tenutasi a Napoli, AP Commerciale ha annunciato l’ingresso di Mario Gasbarrino e Francesco Pomarico (rispettivamente a dx e a sx nella foto) nel Consiglio di amministrazione. Questa operazione rafforza una governance consolidata, guidata dal cav. Giovanni Pomarico, presidente del CdA, da Antonio Apuzzo, amministratore delegato, e da Immacolata Apuzzo, consigliera delegata.

Unicoop Firenze: Maura Latini presidente del Consiglio di gestione

Sorpresa ai vertici di Unicoop Firenze, dove arriva alla presidenza del Cdg Maura Latini (a dx nella foto). La top manager ha lasciato il timone di Coop Italia a Domenico Brisigotti. In cima al Consiglio di sorveglianza è stata invece rieletta Daniela Mori (a sx nella foto). Più in dettaglio le due cariche arrivano dopo un percorso elettorale che, a marzo 2026, ha portato i soci al voto per rinnovare i consigli delle 44 sezioni associative, distribuite su nove province del territorio toscano.

Francesco Pugliese entra in Crai come executive advisor Crai rafforza il proprio percorso di trasformazione con l'ingresso di Francesco Pugliese nel ruolo di executive advisor. Il manager - tra i profili più noti della grande distribuzione italiana - metterà la propria esperienza nel largo consumo a supporto del management del gruppo, contribuendo all'analisi dei principali scenari di mercato e alla definizione delle priorità strategiche.

Francesca Durighel nominata vicepresidente vicaria di Coop

Alleanza 3.0

Il consiglio di amministrazione di Coop Alleanza 3.0 ha approvato un nuovo assetto della governance della Cooperativa, nominando Francesca Durighel vicepresidente vicaria, superando così il modello precedente, basato su una doppia vicepresidenza. La nomina di Durighel, classe 1983 e in Cooperativa dal 2022, rappresenta un ulteriore passo nel rinnovamento della governance, che evolve verso un modello più snello ed efficiente, rafforzando l’identità cooperativa.

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SOCIAL & PR STRATEGIES DMM

Non più media, ma mercato: l’evoluzione strategica degli influencer Nel 2026 l’influencer marketing non è più una semplice estensione dei media tradizionali, ma una componente strutturale dell’ecosistema socioeconomico delle piattaforme.

R

idurre l’influencer marketing a “canale pubblicitario” è ormai fuorviante: la letteratura più recente lo interpreta come una redistribuzione di potere simbolico, economico e relazionale tra brand, piattaforme e individui, dove i creator diventano veri e propri stakeholder del mercato culturale. Il punto di svolta è la trasformazione del ruolo del creator. Non solo amplificatore di messaggi, ma soggetto che co-costruisce la domanda, orienta i gusti e influenza i processi decisionali lungo tutta la filiera del consumo. In questo senso, l’influencer non “trasmette” contenuti, ma negozia valore, fiducia e rilevanza all’interno di un sistema dove le metriche, le piattaforme e i brand competono per la sua attenzione. Le evidenze più recenti mostrano anche un cambio di ruolo nei processi di marketing: i creator partecipano sempre più a strategie di lungo periodo, sviluppo di prodotto e costruzione narrativa dei brand, fino a diventare consulenti creativi integrati nei team aziendali. Questa evoluzione rafforza la loro posizione come attori strategici e non più come semplici “mezzi”. Parallelamente, la crescita del mercato italiano (superati i 400 milioni, dati report Derev 2026) conferma la maturità del settore e l’aumento delle collaborazioni strutturate e continuative tra aziende e creator. Il risultato è un ecosistema ibrido in cui l’influencer diventa stakeholder perché detiene una risorsa oggi centrale, ossia l’attenzione fiduciaria, che non appartiene più esclusivamente ai brand, ma viene cogestita, negoziata e spesso contesa. In questa prospettiva, il valore non è più solo nella reach o nell’engagement rate (metriche necessarie, ma oggi non più esaustive), ma nella capacità di incidere sulle decisioni economiche e culturali del sistema. Per certi aspetti si torna dunque all’origine etimologica del termine “influencer”, ovvero “persona che influenza qualcosa o qualcuno”.n Michele Rinaldi, head of strategies c/o Soluzione Group

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RETAIL INNOVATION DMM

Caso tratto dalla ricerca Retail Innovations 21 di Kiki Lab – Ebeltoft Group

Lawson

Real × Tech Store Tokyo Dai consigli agli acquisti con l’AI agli avatar 3D degli addetti vendita nel self check-out: nasce il convenience store del futuro per migliorare sia la shopping experience sia l’efficienza operativa. Area chiave: Easy Journey Chiave complementare: Robotica Info chiave Convenience store futuristico 2025: apertura Lawson 1975: inizio attività Giappone 14mila + negozi 15,8 mld € 12mila dipendenti Fondata a Tokyo nel 1975, Lawson è una delle più grandi catene giapponesi di convenience store, con oltre 14mila punti vendita nel Paese. In Giappone il forte invecchiamento della popolazione e la conseguente mancanza di personale stanno obbligando il settore a un ripensamento del proprio modello. Per questo Lawson nel 2024 ha avviato una partnership con Kddi, leader nelle telecomunicazioni, e Mitsubishi Corporation per sviluppare convenience store altamente tecnologici, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza operativa e raccogliere dati sui comportamenti dei clienti. Nel 2025 ha poi aperto il Real × Tech Store a Tokyo per sperimentare un nuovo modello, più adatto all’evoluzione del contesto. Si tratta di un punto vendita progettato per testare una serie di tecnologie, tra cui robotica, intelligenza artificiale e servizi gestiti da remoto. Il negozio si trova all’interno del complesso Takanawa Gateway City, edificio che ospita anche la sede centrale della Kddi, una sorta di laboratorio dove infrastrutture digitali e retail 48 DM MAGAZINE


RETAIL INNOVATION DMM

fisico convergono in un unico ecosistema. In tutto il negozio sono presenti pannelli digitali che mostrano informazioni su prodotti consigliati: telecamere dotate di intelligenza artificiale analizzano i comportamenti dei clienti davanti agli scaffali e consentono di elaborare consigli personalizzati. Ad esempio, se una persona passa molto tempo a osservare alcuni prodotti, si deduce che stia facendo fatica nella scelta e vengono quindi mostrate classifiche e prodotti consigliati. Quando, invece, si prende un prodotto dallo scaffale il display consiglia referenze complementari e offerte speciali. Inoltre, grazie ai dati raccolti e alle riprese delle telecamere di sicurezza, sistemi di AI consentono di calcolare e analizzare i carichi di lavoro degli addetti vendita, ottimizzare gli ordini e le operations, anche con assortimenti predittivi e insight operativi in tempo reale. È anche diffuso l’uso dei robot, da quello che automatizza parzialmente la preparazione del “kara-age kun”, il pollo fritto molto popolare tra i clienti Lawson, a quello usato per la pulizia dei pavimenti. Interessante, infine, il sistema di self-checkout, dotato di uno schermo con un avatar 3D di un vero addetto vendita, che può anche gestire a distanza le operazioni di cassa in caso di necessità. In sintesi, oltre ad aggiungere nuove tecnologie a processi esistenti, il concept ridisegna il funzionamento stesso del convenience store, creando un modello future-ready scalabile sull’intera rete Lawson.

Retail Keys ● Operations intelligence guidata dall’AI ● Automazione di attività (come preparazione piatti e pulizia) per consentire agli addetti di dedicarsi ad attività a maggior valore aggiunto ● Comunicazione digitale adattiva, con promozioni e consigli personalizzati grazie alle analisi in tempo reale Retail Details ● Avatar di addetti per i pagamenti e assistenza da remoto Commento Kiki Lab Il drastico invecchiamento della popolazione e la sua innata spinta all’innovazione tecnologica rendono il Giappone un laboratorio ideale per sperimentare soluzioni di robotica e automazione che, in ambito retail, saranno presumibilmente poi adottati anche in Occidente, dove l’invecchiamento continua a crescere. Il Real × Tech Store di Lawson è un interessante esempio di come i retailer possano bilanciare l’automazione e il digital mantenendo l’human touch in modo efficace, con un modello scalabile destinato a ridefinire il convenience retail nei mercati ad alta densità demografica e con crescenti difficoltà nella ricerca dei collaboratori.n Fabrizio Valente, founder e amministratore di Kiki Lab (Gruppo Promotica)

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CUSTOMER DMM

Micro trend 2026

Future skillset I

n un contesto caratterizzato dall’intelligenza artificiale, dalla personalizzazione e dalla diffusione di dispositivi connessi, persone e organizzazioni devono imparare a interpretare informazioni complesse e trasformarle in azioni concrete. Il future skillset nasce quindi dall’integrazione tra alfabetizzazione digitale, cultura del dato, consapevolezza sanitaria e capacità decisionale. Wearable, biomarcatori, analisi metaboliche e piattaforme di intelligenza artificiale producono indicazioni sempre più dettagliate sullo stato di salute, sull’alimentazione e sugli stili di vita. Il valore di queste tecnologie dipende però dalla capacità degli individui di comprenderne i suggerimenti, valutarli criticamente e inserirli all’interno delle proprie abitudini. Parallelamente, cambiano le competenze richieste alle aziende e ai professionisti. Medici, nutrizionisti, operatori del benessere, retailer e sviluppatori tecnologici sono chiamati a collaborare nella costruzione di servizi integrati, capaci di collegare prevenzione, personalizzazione e accessibilità. Non è sufficiente raccogliere grandi quantità di dati: occorre trasformarli in programmi comprensibili, raccomandazioni pertinenti e percorsi realmente applicabili. Diventano quindi centrali competenze ibride, poste all’incrocio tra conoscenze specialistiche, capacità relazionali, progettazione dell’esperienza e utilizzo responsabile dell’intelligenza artificiale. In questo contesto, anche il retail assume una funzione educativa e di supporto, accompagnando il consumatore verso scelte più informate e coerenti con il proprio benessere. Il future skillset descrive, in definitiva,

Il concetto di competenza sta assumendo un significato sempre più ampio. Non riguarda più soltanto ciò che serve per svolgere una professione, ma comprende la capacità di utilizzare dati, tecnologie intelligenti e servizi digitali per prendere decisioni più consapevoli nella vita quotidiana.

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CUSTOMER DMM

la capacità di vivere e operare in ecosistemi nei quali tecnologia, salute, alimentazione e commercio convergono. Le competenze decisive dovranno saper dialogare con i sistemi intelligenti, comprendere il significato dei dati, mantenere autonomia di giudizio e utilizzare l’innovazione per migliorare concretamente la qualità della vita.

Assistenza sanitaria proattiva per i vigili del fuoco La piattaforma di salute digitale Hundred Health combina informazioni come anamnesi, esami di laboratorio con oltre 100 biomarcatori e dati provenienti da dispositivi indossabili per creare analisi sanitarie individuali. In collaborazione con il sindacato Cal Fire Local 2881 del Dipartimento forestale e antincendio della California, è stato creato un piano sanitario personalizzato di 100 giorni, con indicazioni su alimentazione, esercizio fisico, recupero e gestione dello stress, per aiutare i circa 10mila vigili del fuoco che operano in condizioni estreme in California a ridurre i rischi per la salute prevenibili. Statisticamente parlando, la loro aspettativa di vita è inferiore di dieci anni. Ordinare cibo in base ai dati sulla salute La startup statunitense Summits crea pasti personalizzati utilizzando dati individuali sulla salute e sul corpo, preferenze alimentari, obiettivi dietetici e livelli di attività quotidiana, il tutto a base di ingredienti sani. Gli utenti inseriscono i dati sulla salute – raccolti da dispositivi indossabili, marcatori ematici, analisi metaboliche e del microbioma – nello strumento StarAI, basato sull'intelligenza artificiale. Il menu suggerito, che include proteine come la bistecca, verdure come il cavolo nero, pomodori al forno, insalata mista e carboidrati come il riso alla curcuma, viene quindi cucinato in porzioni precise e consegnato direttamente a domicilio. Intelligenza artificiale per una comoda pianificazione dei pasti e della spesa La cooperativa alimentare statunitense Allegiance Retail Services, di proprietà dei rivenditori, ha sviluppato "PrepPal", una piattaforma basata sull'intelligenza artificiale che consente ai consumatori di creare piani alimentari e liste della spesa in base alle promozioni settimanali dei rivenditori. PrepPal crea ricette e suggerimenti per i pasti personalizzati in base alle preferenze dietetiche, agli obiettivi di salute, al budget e al numero di persone nel nucleo familiare, combinandoli direttamente con le offerte dei rivenditori per creare liste della spesa pronte all'uso. Rivenditori e marchi possono integrare ricette, prodotti e offerte per creare collegamenti e stimolare l'ispirazione e le vendite.n Marco Zanardi, presidente Retail Institute Italy, partner Beready, adjunct professor Università Bicocca Milano

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MERCATI DMM

Con il supporto di

IV e V gamma: tanta salute senza fatica

di Maddalena Marconi

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MERCATI DMM

I consumatori, sempre più consapevoli dei benefici nutrizionali di frutta e verdura, non vogliono investire tempo nella lavorazione dei vegetali, spesso lunga e laboriosa. Ecco, quindi, che la scelta ricade sui prodotti pronti per il consumo, mentre l’offerta si differenzia.

N

ell’anno terminante il 24 maggio 2026, il mercato dell’ortofrutta di IV e V gamma ha generato un giro d’affari complessivo di circa 1,3 miliardi di euro, registrando un trend a valore positivo dell’1,5% rispetto all’anno precedente. Questa crescita è stata accompagnata da performance altrettanto positive a volume (+1,3%), con quasi 188 milioni di chilogrammi venduti, e a unità (+0,9%). In questo contesto, il prezzo medio si dimostra pressoché stabile (6,79 euro, +0,2%), con una crescita dell’assortimento, pari a 30,8 unità e +0,9% (dati NIQ, Totale Italia, Iper+Super+Liberi servizi+Discount). Aree geografiche e canali distributivi

«L’area 1 si conferma il territorio più importante per la categoria a valore e a volume – spiega Elisabetta Fabbo di NIQ –, veicola DM MAGAZINE 53


MERCATI DMM

LA VISIBILITÀ SOSTENIBILE Fornire soluzioni espositive che uniscano l’attenzione alla conservabilità con una presentazione dei prodotti capace di orientare le scelte d'acquisto è sempre più importante. Per questo Arneg Italia ha sviluppato una linea di banchi refrigerati che coniugano visibilità, efficienza e sostenibilità. «Con i mobili Osaka 3 LX valorizziamo la freschezza e la desiderabilità dei prodotti – dichiara Luca Masiero –. Questo risultato si deve a diversi accorgimenti, come le porte in vetro a tutta altezza. Riserviamo, inoltre, particolare attenzione al contenimento dei consumi attraverso soluzioni che garantiscano una temperatura costante, riducendo il fabbisogno energetico. Nella linea è disponibile anche la versione semi-verticale, Osaka 3 LX Q, adatta alle aree destinate ad acquisti veloci, con ingombri contenuti e un’ampia capacità espositiva».

Trend vendite a valore (%)

+1,5

1,28 mld/€

infatti il 34,2% del fatturato e il 33,7% dei chilogrammi venduti e registra performance positive anche se sottotono rispetto alla media di mercato (+0,7% a val. e +0,9% a vol.). Segue l’area 3, con una sales location a volume del 27%, che si contraddistingue per trend di crescita consistenti, sia a valore (+2,9%) che a volume (+2,8%). L’area 2 conquista il terzo posto per contributo a volume (sales location 21,7%) e si distingue per trend di segno negativo (-0,4% a val. e -0,7% a volume). In questo caso, la leva che si è dimostrata di supporto per la categoria colpisce duramente il Nord-Est, dove il numero medio di referenze in vendita registra un calo dell’1,2%. Infine, l’area 4, con una sales location a volume del 17,6%, registra una crescita a valore del 3,8% e a volume del 2,2%». A livello di canali, i super rappresentano il principale mercato a valore, responsabile del 45,3% del fatturato e, insieme agli iper (responsabili del 23%), registrano i trend più sostenuti. All’interno della distribuzione moderna, i liberi servizi hanno invece una crescita più contenuta sia a valore (+0,8%) che a volume (+0,7%). I discount rappresentano infine la vera eccezione e, con una sales location a volume del 26,6%, registrano performance di segno negativo (-1%).

Trend vendite a volume (%)

Elaborazioni DM su dati NIQ, totale Italia, Iper+Super+Liberi Servizi+Discount, a.t. 24/05/2026

+1,3

187,7 mln/kg

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arneg.com

Prima di ogni innovazione, prima di ogni traguardo, prima di ogni mobile frigorifero progettato, ci sono i nostri valori. Sono il punto di partenza e la nostra direzione: visione, ispirazione, cambiamento e servizio. Dal 1963, sono la bussola che guida il nostro viaggio in tutto il mondo. Orientano ogni scelta, accendono ogni nuova idea. Insieme, costruiamo il futuro del retail.


MERCATI DMM

SCHEDE PRODOTTI Bonduelle Nome prodotto: Le Rustiche. Bresaola, Mozzarella e Minigrì Caratteristiche: insalata fresca pronta in ciotola da 140 g: un mix di ortaggi arricchito da mozzarella fior di latte, fiammiferi di bresaola e grissini al rosmarino. Il piatto è completato dal kit condimento in co-marketing con De Nigris.

Andamento dei segmenti

Cooperativa Agricola OrtoRomi/Ortoromi Nome prodotto: Pausa Pro con ceci e feta Caratteristiche: insalata gustosa, ricca di proteine e fibre, da condire a piacere; contiene insalata Trocadero, ceci, carote, feta, olive nere. In vaschetta da 220 g.

«A totale Italia – prosegue Elisabetta Fabbo –, l’82,2% del giro d’affari è comFRUTTITAL/F.LLI ORSERO Nome prodotto: Tronchetto ananas posto dalla verdura di IV gamma, che Caratteristiche: ananas selezionato e lavorato in Italia e confezionato registra però un trend negativo a valofresco. Senza conservanti e ricco di re (-0,3%) e a volume (-0,4%). In questo vitamina C. In un pratico pack riciclabile, con sigillo antimanomissione. contesto, oltre al calo promozionale, si ha una riduzione nel numero medio delle referenze in vendita. Le insalate miste/ tenere/croccanti, che rappresentano le proposizioni principali, guidano sicuramente la perdita di categoria, mentre le insalate arricchite rappresentano un’eccezione, con una quota a valore del 4,4%. Infatti, il segmento registra performance di segno positivo a valore (+1,4%) e a volume (+1,7%). La stessa situazione si riscontra per le crudités con trend

UN MODELLO PER OGNI ESIGENZA Elevate prestazioni di conservazione abbinate alla massima valorizzazione delle referenze fresche confezionate. È per assicurare il raggiungimento di questi obiettivi che Epta propone la nuova linea di banchi verticali a marchio Costan, denominata Zenith. «La gamma si compone di diversi modelli adatti a soddisfare le differenti esigenze dei retailer – spiega Elena Cagnoni –, ma accomunati da un design improntato alla massima trasparenza, alla quale si aggiunge un’illuminazione Led che contribuisce a esaltare ogni referenza. Sul fronte dell’efficienza, tutti i modelli raggiungono la classe energetica B, impiegano refrigeranti naturali e sono progettati secondo criteri di sostenibilità che interessano il loro intero ciclo di vita. Infine, tutti adottano un isolamento potenziato che offre una maggiore stabilità termica». DM MAGAZINE 57


MERCATI DMM

LARGO AI CONSIGLI DI IMPIEGO Con la sua attività di co-packer e il marchio Cottintavola, Riverfrut offre una vasta gamma di verdure di V gamma, cotte al vapore o alla griglia per esaltarne il sapore e preservarne le proprietà. «Grazie alla loro facilità di utilizzo, la penetrazione di questi prodotti è sempre più capillare – afferma Alberto Bertuzzi – e noi vogliamo comunicare il nostro impegno nel proporre un’offerta di qualità nella maniera più chiara possibile. Con quest’obiettivo negli ultimi anni abbiamo intensificato molto la nostra attenzione verso il social media marketing e intendiamo continuare a crescere su tale fronte. Riteniamo che in questo comparto possano essere particolarmente efficaci le attività con i blogger e gli showcooking, che consentono di consigliare ai consumatori come impiegare i prodotti».

di crescita più che consistenti (+3,4% a val. e +8,3% a vol.)». Il segmento della verdura di V gamma si dimostra il secondo più rilevante a valore (12%) e a volume (14,6%), in crescita (+9,7% a val. e +9,9% a vol.) grazie al supporto assortimentale (7,3 referenze e +3,8%). Anche la frutta IV e V gamma registra un incremento, non solo per un aumento delle referenze mediamente presenti nel punto vendita, ma anche per le promozioni. Questi sono, infatti, gli unici segmenti che mostrano una variazione positiva dell’intensità promozionale. Oltre il risparmio di tempo

Grazie a un’offerta in crescita, il consumatore guarda al comparto della frutta e verdura di IV e V gamma con un atteggiamento evoluto. La sua domanda non è più solamente quella di abbattere i tempi di lavoro in cucina ed emergono nuove richieste e aspettative. Lo dice chiaramente Matteo Laconi, direttore marketing di La Linea Verde: «La IV gamma non si sceglie esclusivamente per ottenere un risparmio di tempo, ma perché rappresenta una risposta concreta a uno stile di vita dinamico, nel quale benessere, gusto e servizio devono convivere». Al di là dell’indubbio vantaggio pratico, Martina Boromello, direttore marketing e comunicazione di OrtoRomi, conferma l’importanza di altri fattori. «Oggi non basta più offrire un prodotto pronto al consumo – spiega la manager –, il cliente cerca ricette equilibrate dal punto di vista nutrizionale, ingredienti riconoscibili e filiere trasparenti. Osserviamo una richiesta di soluzioni complete e salutari, capaci di coniugare gusto e valore nutrizionale. Cresce 58 DM MAGAZINE


MERCATI DMM Peso segmenti e trend (%)

82,2 Val. (-0,3)

12 (+9,7)

5,1 (+12,2)

0,7 (+26,5)

82,4 Vol. (-0,4)

14,6 (+9,9)

2,8 (+10,5)

0,2 (+23,3)

Frutta IV gamma

Frutta V gamma

Verdura IV gamma

Verdura V gamma

Elaborazioni DM su dati NIQ, totale Italia, Iper+Super+Liberi Servizi+Discount, a.t. 24/05/2026

inoltre l’interesse per proposte ricche di proteine vegetali e ingredienti funzionali. A questo si affianca l’attenzione alla sostenibilità ambientale, del prodotto e del packaging, un fattore sempre più importante nelle decisioni d’acquisto». Un’offerta sempre più versatile

Oltre a unire praticità, benessere e gusto, le referenze di IV e V gamma rispondono oggi più che mai anche alla crescente domanda di prodotti versatili e adatti a ogni momento

SCHEDE PRODOTTI La Linea Verde/Dimmidisì Nome prodotto: Insalatona Bresaola e Grana Padano Caratteristiche: un equilibrio di sapori decisi e freschi: insalata tenera, bresaola e scaglie di Grana Padano, con crostini croccanti e una salsa al lime e pepe rosa.

RIVERFRUT/COTTINTAVOLA Nome prodotto: Peperoni grigliati Caratteristiche: prodotto pronto di facile utilizzo in cucina nella pratica soluzione skin pack. Formato da 250 g.

SPREAFICO FRANCESCO & F.LLI/ SPREAFICO E ZESPRI Nome prodotto: Kiwi Giallo Zespri SunGold Caratteristiche: frutta fresca di qualità pronta al consumo in una pratica confezione con forchetta in legno.

FOCUS SULLA NATURA Valorizzare le persone, i trent’anni di esperienza, la filiera corta, i controlli rigorosi e la cura che accompagna ogni fase del processo. È con questo obiettivo che OrtoRomi esprime la sua identità attraverso il concept “Intelligenza Naturale”. «Intendiamo mostrare in modo chiaro e trasparente come competenza agricola, innovazione e attenzione al benessere si possano tradurre nella qualità dei nostri prodotti – sottolinea Martina Boromello –. Vogliamo rendere tangibile il valore distintivo della cooperativa e contribuire a superare falsi miti e luoghi comuni sulla IV gamma. Un piano di comunicazione integrato ci consente di diffondere questi contenuti in maniera multicanale. Sul fronte digitale stiamo realizzando attività diversificate, tra cui spicca la collaborazione con creator specializzati in divulgazione scientifica, salute e lifestyle».

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MERCATI DMM

Peso canali e trend (%) Val.

Vol.

IPER

23 (+3,2)

22,7 (+2,4)

SUPER

45,3 (+2,1) 42 (+2,3)

LIBERI SERVIZI

10,7 (+0,8) 8,6 (+0,7)

DISCOUNT

21,1 (-1,2)

26,6 (-1)

Elaborazioni DM su dati NIQ, totale Italia, Iper+Super+Liberi Servizi+Discount, a.t. 24/05/2026

della giornata. Un esempio in questo senso è rappresentato dal comparto delle verdure cotte e grigliate, nel quale Riverfrut è presente come co-packer e con il proprio marchio Cottintavola. «Negli ultimi anni il segmento si è evoluto – sottolinea Alberto Bertuzzi, marketing manager dell’azienda – spaziando da nuovi mix a prodotti pronti per il consumo, mentre sono state inserite nuove referenze». Dal canto suo Bonduelle Italia, grazie a un’offerta ricca e in costante evoluzione, riesce a rispondere a quest’esigenza di differenziazione con soluzioni innovative. «Un esempio in tal senso – spiega Alessandro Razzini, marketing manager fresco dell’azienda – è rappresentato dalla gamma delle insalate “Crude o Cotte” che, grazie alla doppia modalità d’uso, permettono non solo di moltiplicare le occasioni di consumo, dalla pausa pranzo veloce al contorno serale, ma anche di limitare lo spreco, rispecchiando l’impegno di Bonduelle su questi temi. Il nostro approccio mira a valorizzare il ruolo dei vegetali con diverse occasioni di consumo e preparazione, per questo abbiamo UNA RELAZIONE COSTRUITA ATTRAVERSO IL RACCONTO Per costruire una relazione continua con il consumatore occorre un approccio capace di combinare media tradizionali, digitale, territorio ed esperienze dirette. È quello che fa La Linea Verde con il brand DimmidiSì. «Oggi non pensiamo più alla comunicazione come a una successione di campagne, ma come a un racconto continuo del brand – racconta Matteo Laconi –. Nel 2026 abbiamo accompagnato il lancio di nuove referenze con campagne radiofoniche, affissioni, attività social e iniziative nei punti vendita. Un ruolo importante è inoltre svolto dal Roadshow DimmidiSì, il tour itinerante che porta il marchio nelle principali città italiane con degustazioni, attività di engagement e occasioni di incontro con i consumatori. Parallelamente stiamo sperimentando nuovi linguaggi e nuovi contesti di comunicazione, con la partecipazione a concerti ed eventi di grande richiamo».

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PROTEZIONE VALORE AGGIUNTO FRESCO INSALATIERA TERMOSALDABILE IN R-PET IDONEA PER PRODOTTI DI IV GAMMA L’insalatiera termosaldabile B43 di ILIP è progettata per il confezionamento di insalate pronte, piatti freschi e preparazioni take away, coniugando funzionalità, sicurezza alimentare e praticità d’impiego. È realizzata in R-PET ottenuto da raccolta differenziata e idoneo al contatto con gli alimenti, in conformità alla normativa europea vigente applicabile ai materiali e agli oggetti di plastica riciclata destinati al contatto alimentare. Grazie al diametro standard di 190 mm, la B43 è compatibile con gli stessi stampi di saldatura già impiegati per le insalatiere di pari formato, consentendo l’integrazione nelle linee di confezionamento esistenti senza modifiche alle attrezzature.

CARATTERISTICHE PRINCIPALI • Diametro: 190 mm • Altezze disponibili: 53, 60, 80 e 87 mm • Capacità: fino a 1.650 cc (versione h 87 mm) • Materiale: R-PET idoneo al contatto con alimenti • Piedino di appoggio: migliora la stabilità e l’esposizione a scaffale • Costolature arrotondate: conferiscono robustezza e un’estetica curata • Inserti disponibili: versioni a 3 o 4 scomparti per separare ingredienti, condimenti o guarnizioni fino al momento del consumo.

CONTIENE PET RICICLATO POST-CONSUMO

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MERCATI DMM

IL PUNTO DI VISTA DELLA DISTRIBUZIONE: SELEX GRUPPO COMMERCIALE

anche studiato una comunicazione on pack e in store che aiuta il consumatore a orientarsi con semplicità nelle scelte, rendendo immediatamente riconoscibili i benefici del prodotto e le sue modalità di utilizzo». Anche la frutta è pronta da gustare

Quando invece si parla di frutta, il contenuto di servizio risulta oggi ancora il principale driver di scelta. Non è un caso che l’ananas, uno dei frutti meno agevoli da pulire e preparare in autonomia, spicchi tra le referenze più apprezzate del segmento. «Il valore di servizio di questa referenza è tra quelli maggiormente percepiti – spiega Daniele

Nel comparto dell'ortofrutta Selex Gruppo Commerciale sta riscontrando risultati sopra la media, soprattutto per quanto riguarda i prodotti ad alto valore aggiunto. «Tra questi – sottolinea Luca Vaccaro, direttore della Mdd del Gruppo – spiccano la linea a filiera controllata Natura Chiama Selex e le eccellenze organolettiche Saper di Sapori. Venendo in particolare ai prodotti di IV e V gamma, vediamo le maggiori opportunità di sviluppo nell’agricoltura verticale. Questo modello produttivo non richiede fitofarmaci e garantisce qualità e croccantezza costanti, indipendentemente dal clima. Le opportunità sono molteplici: la sostenibilità, con un risparmio di acqua fino al 95%, l'efficienza gestionale, grazie a una shelflife più estesa, ma soprattutto una qualità sensoriale non riscontrabile in un prodotto di IV gamma tradizionale. Stiamo inoltre monitorando con i nostri buyer il segmento della frutta: una sfida resa complessa dalle problematiche legate alla conservazione del prodotto, ma che vogliamo raccogliere, per rispondere alla crescente domanda di servizio da parte dei consumatori».

Viti, amministratore delegato e direttore commerciale di Fruttital - Gruppo Orsero –. Seguono il cocco, la melagrana e le macedonie, mentre nei mesi estivi restano protagonisti fragole, melone e anguria. Pur restando una categoria legata alla stagionalità, registriamo un aumenDM MAGAZINE 63


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La naturalezza che sa di casa

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MERCATI DMM

to della domanda durante tutto l’anno, a conferma della richiesta sempre più diffusa di prodotti che coniugano praticità e risparmio di tempo e del maggiore spazio a scaffale che la Gdo sta riservando alla categoria». Questo successo è incrementato dalla tendenza dei consumatori verso uno stile di vita dinamico, che privilegia prodotti pronti in formati ridotti. «In quest’ottica – sottolinea Raffaele Spreafico, amministratore delegato di Spreafico Francesco & F.lli – i formati leggeri come le vaschette da 100 o da 150 grammi, ideali per un consumo fuori casa o come snack veloce, registrano un crescente apprezzamento. Il consumatore è disposto a premiare i prodotti che uniscono massima praticità, qualità e semplicità di consumo. Rispetto ai formati, fa eccezione l’ananas tronchetto da 500 grammi (una nostra creazione), che continua a essere tra le referenze più vendute». Soluzioni aggiornate per l’esposizione e la conservazione

Che si tratti di frutta o di verdura, nella IV e V gamma le condizioni di conservazione costituiscono un elemento imprescindibile per garantire la shelf life dei prodotti. Lo sanno bene gli operatori della distribuzione, che si rivolgono a operatori spe-

PER UN’ESPERIENZA D’ACQUISTO E DI CONSUMO AL TOP Non solo protezione del prodotto. In questo comparto più che mai, il packaging è fondamentale per preservare la shelf life, ridurre gli sprechi e offrire un’esperienza d’uso adeguata alle aspettative e alle esigenze del cliente finale. «Il nostro obiettivo è offrire alla Gdo imballaggi che coniughino sicurezza alimentare, efficienza produttiva, funzionalità logistica e una presentazione efficace nel punto vendita – illustra Gianluca Tamagnini, business manager fresh produce packaging Italy & Export di Ilip –. La nostra offerta comprende vaschette, cestini e contenitori termosaldabili in R-Pet destinati al confezionamento di prodotti freschi e pronti per il consumo. Tra le proposte più recenti possiamo citare a titolo d’esempio l’insalatiera termosaldabile in R-Pet certificato per il contatto alimentare, disponibile in diverse altezze e anche con inserti a tre o quattro scomparti, ideale per insalate con ingredienti da mantenere separati fino al momento del consumo».

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Z E N I T H

DESIGNED TO LET GOODS SHINE​


MERCATI DMM

IL PUNTO DI VISTA DELLA DISTRIBUZIONE: LIDL ITALIA La richiesta di soluzioni pratiche e la crescente sensibilità dei clienti per un'alimentazione equilibrata e orientata al consumo di frutta, verdura e alternative vegetali. Sono questi i driver che guidano lo sviluppo dell’offerta di Lidl Italia nel comparto. «Stiamo ampliando l'assortimento Mdd con soluzioni innovative – dichiara Alessia Bonifazi, direttrice corporate affairs della società –. Tra i prodotti più apprezzati figurano i mix di insalata Vallericca, le verdure già lavorate e le insalate arricchite Chef Select. Accanto alle proposte classiche, che pongono attenzione alla stagionalità, alla valorizzazione della collaborazione con i fornitori italiani e a un rapporto qualità/ prezzo competitivo, abbiamo recentemente introdotto delle referenze che rispondono alle esigenze di chi vuole provare gusti nuovi. Si tratta di una selezione di insalate per il consumo fuori casa ispirate alle cucine del mondo, come l’insalata alla greca, la caesar salad e l’insalata di patate e crème fraîche».

cializzati nell’offerta di banchi refrigerati, ma il mantenimento delle temperature corrette è solo il primo step. «La Gdo – dice Elena Cagnoni, design & marketing strategy manager di Epta – è oggi chiamata a valorizzare questo comparto trasformandolo in un driver di differenziazione e di creazione di valore. La perfetta refrigerazione delle referenze, volta a preservarne la freschezza e la sicurezza alimentare e a prolungarne la shelf life, deve dunque convergere con la massima visibilità dell’assortimento e con la capacità di comunicarne il valore aggiunto. Assolviamo a queste nuove istanze investendo nella progettazione e nel lancio di soluzioni refrigerate di nuova generazione, progettate per garantire non solo la corretta conservazione dei prodotti, ma anche la massima efficienza energetica e un merchandising potenziato». Luca Masiero, direttore vendite di Arneg Italia, concorda nel sottolineare l’importanza di proporre scaffali da esposizione in grado di offrire sicurezza alimentare e conservazione dei prodotti con risparmio energetico e soluzioni espositive efficaci. «I sistemi che proponiamo – spiega – riducono i costi operativi e migliorano le performance ambientali del punto vendita. Inoltre, la modularità e la flessibilità degli impianti consente l’integrazione con ogni layout, supportando strategie di visual merchandising efficaci».n

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RETAIL REAL ESTATE DMM

Dal posto auto al kilowattora: il nuovo valore dei parcheggi commerciali Dal 1° luglio 2026, in Francia, per i parcheggi esterni esistenti con almeno 10mila metri quadrati è scattato l’obbligo di attrezzare metà dell’area con sistemi di ombreggiamento capaci di produrre energia rinnovabile. Dal 2028 il meccanismo si estenderà ai parcheggi tra 1.500 e 10mila metri quadrati.

P

er decenni, nel retail real estate, il parcheggio è stato considerato soprattutto una superficie necessaria all’accesso, valutata per il numero dei posti auto, la facilità di ingresso e la capacità di sostenere i flussi commerciali. Oggi quella stessa area può assumere un ruolo diverso: proteggere i veicoli, produrre energia, alimentare l’immobile e offrire servizi di ricarica.

Anche la nuova direttiva europea sulla prestazione energetica degli edifici, la EPBD, spinge nella stessa direzione. Prevede una diffusione progressiva degli impianti solari sui nuovi edifici non residenziali e, entro il 2029, sui nuovi parcheggi coperti adiacenti agli edifici, quando tecnicamente ed economicamente possibile. Per i nuovi edifici non residenziali e quelli sottoposti a ristrutturazioni importanti con più di cinque posti auto sono previsti anche punti di ricarica e predisposizione degli stalli. La direttiva avrebbe dovuto essere recepita dagli Stati membri entro il 29 maggio 2026. In Italia, il termine è trascorso senza il completo recepimento, ma la programmazione DM MAGAZINE 69


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RETAIL REAL ESTATE DMM

immobiliare ha tempi più lunghi di quelli legislativi e la direzione indicata dall’Europa è ormai chiara. Un parcheggio fotovoltaico utilizza una superficie già impermeabilizzata e necessaria all’attività commerciale, senza nuovo consumo di suolo. Nei centri commerciali, nei retail park e nella Gdo la produzione coincide con consumi elevati nelle ore diurne: climatizzazione, illuminazione, servizi e ricarica dei veicoli. L’energia può essere autoconsumata, accumulata o utilizzata per la mobilità elettrica. La trasformazione diventa più interessante quando il parcheggio entra nella gestione economica dell’asset. La produzione può ridurre i costi del tenant, aumentare l’efficienza dell’immobile o sostenere nuovi servizi, ma proprietario, gestore e utilizzatore non coincidono. Il valore nasce, quindi, anche dalla capacità di costruire formule in cui investimento e beneficio non restino separati. La convenienza cambia molto da un immobile all’altro. Un grande parcheggio soleggiato e con soste prolungate offre opportunità diverse da un’area con ombreggiamenti, viabilità interna complessa o clienti che restano pochi minuti. Anche la ricarica va letta in questo modo: non sempre serve la massima potenza, mentre può essere più utile distribuire il servizio su più stalli e adattarlo ai tempi reali di permanenza. Va da sé che il valore cresce quando produzione, consumi dell’immobile, tempi di permanenza, accumulo e mobilità vengono progettati come parti dello stesso sistema. Una grande superficie asfaltata non è più necessariamente uno spazio improduttivo a servizio dei negozi. Può ridurre costi, generare nuovi ricavi, offrire servizi e rendere l’asset più preparato rispetto all’evoluzione energetica e normativa. Quando questa trasformazione prenderà davvero piede, il valore del parcheggio si potrà misurare anche nelle funzioni che ogni metro quadrato sarà capace di concentrare. Per decenni il parcheggio ha sostenuto il valore dell’immobile portando clienti, mentre ora può iniziare a produrlo direttamente.n Alberto Deiana, project management executive Mi.No.Ter.

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DIGITAL CLUB/RETAIL DMM

L'AI fa la lista, il supermercato fa i conti

Nel precedente DM Magazine ci siamo lasciati vedendo come il consumatore stia iniziando a usare l'AI per prepararsi alla spesa prima ancora di entrare in negozio. Questo è realistico per la Gdo? Sì. Perché è uno scenario realistico per la Gdo C'è una tendenza a liquidare questi scenari come fenomeni da early adopter, roba da nerd con troppo tempo libero. Sbagliato. L'adozione dell'AI nei comportamenti quotidiani segue una curva che assomiglia molto a quella degli smartphone: lenta all'inizio, poi verticale. E la Gdo ha già vissuto questa storia due volte. Prima con i comparatori di prezzi online, poi con le app dei supermercati stessi. Ogni volta che un consumatore ha avuto accesso a più informazione, il suo comportamento in store è cambiato. Questa volta la differenza è la personalizzazione. Un comparatore di prezzi dice quanto costa la pasta della marca scelta in dieci supermercati della zona. L'AI dice: "Data la tua situazione, con quel budget, per quattro persone, la pasta del supermercato ti costa il 40% in meno e nei blind test la differenza non si percepisce". Non è la stessa cosa. Il consumatore con l'AI in tasca non è più un compratore che reagisce agli stimoli del punto vendita, ma è un compratore che arriva con una strategia già formulata. Ha già deciso che guarderà in basso sullo scaffale, che il 3x2 lo valuterà al prezzo unitario e che proverà la private label sul riso e sullo yogurt, non sulla mozzarella. È un cliente che ha fatto i compiti. 72 DM MAGAZINE


DIGITAL CLUB/RETAIL DMM

Le implicazioni per l'insegna Tutto il sistema di merchandising della distribuzione moderna è costruito sull'asimmetria informativa. Non in senso cospirazionista: semplicemente, il retailer sa molte più cose del consumatore su come funziona l'attenzione umana in uno spazio fisico, quante volte al giorno i clienti si fermano davanti a una testata di corsia, quale posizione sullo scaffale massimizza la presa del prodotto e quanto vale, in termini di sell-out, un espositore in prossimità delle casse. Questa conoscenza si traduce in accordi commerciali con le marche, in fee di posizionamento, in promozioni costruite per sembrare più vantaggiose di quanto siano. Non è illegale, non è immorale: è il mestiere della distribuzione da ottant'anni. Il consumatore informato dall'AI non abbatte questo sistema dall'oggi al domani, ma lo erode. Un cliente su sei che entra con una bussola diversa non cambia i fondamentali della categoria. Uno su tre inizia a farlo. E la direzione del cambiamento, storicamente, non si inverte. La domanda che vale la pena farsi adesso, prima che il fenomeno diventi strutturale, è questa: cosa può fare un'insegna quando il vantaggio competitivo basato sull'asimmetria informativa si riduce? La risposta non è semplice e non è lineare. Possiamo chiederci subito alcune cose: categorie più esposte, strategie di risposta possibili, e perché questo scenario potrebbe essere, paradossalmente, un'opportunità per i retailer che hanno il coraggio di giocare d'anticipo.n Paolo Pelloni, Digital Club/Retail

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MERCATI DMM

Con il supporto di

Yogurt e similari , benessere e proteine spingono il mercato di Jessika Pini

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MERCATI DMM

N

Tra i segmenti spiccano le performance del kefir e dello yogurt greco/skyr che, insieme alle soluzioni funzionali e delattosate, rispondono ai nuovi bisogni dietetici dei consumatori.

ell’ultimo anno terminante il 28 giugno 2026, il comparto dello yogurt e similari ha raggiunto un giro d’affari di quasi 2,6 miliardi di euro a totale Italia, registrando una crescita a valore del 10,1% rispetto all’anno precedente. L’andamento è sostenuto anche dai volumi (584,9 milioni di kg), che crescono del 7,5%, confermando una domanda particolarmente dinamica nella categoria. Cresce, inoltre, il prezzo medio a volume (+2,4%), contribuendo a sostenere ulteriormente il fatturato (dati NIQ, totale Italia, Iper+Super+Liberi servizi+Discount). Aree geografiche e canali distributivi

L’Area 1 senza drugstore si conferma la principale area geografica per peso sul mercato, con una quota del 30,1% del fatturato totale, e registra una crescita dell’8,9% a valore e del 7% a volume, mostrando uno sviluppo solido ma inferiore rispetto alla media nazionale. L’Area 2 senza drugstore rappresenta il 23,7% del fatturato e mostra una crescita dell’8,9% a valore e del 5,8% a volume. L’incremento del prezzo medio (+2,9%) risulta superiore a quello registrato nelle altre aree del Paese, contribuendo in misura significativa alla crescita del mercato. L’Area 3, con una quota pari al 24,2% sul fatturato complessivo, si distingue per una dinamica particolarmente positiva. L’area registra infatti un aumento del 10,3% a valore e dell’8,1% a volume, risultati indicativi di una domanda in forte espansione. L’Area 4, pur rappresentando il 22% del fatturato totale, si distingue ancora una volta per le performance

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Elaborazioni DM su dati NIQ, totale Italia, Iper+Super+Liberi Servizi+Discount, a.t. 28/06/2026

MERCATI DMM

Trend vendite a valore (%)

+10,1 2,56 mld/€

Trend vendite a volume (%)

+7,5

584,9 mln/kg

migliori dell’intero mercato; registra, infatti, una crescita del 12,9% a valore e del 9,4% a volume, superando nettamente la media nazionale. Anche il prezzo medio cresce (+3,2%), contribuendo alla forte espansione del comparto nel Mezzogiorno. A livello di canali, la distribuzione moderna (Iper+Super+Liberi servizi), che rappresenta il 78,3% del fatturato totale, mostra una performance sostanzialmente in linea con il mercato complessivo, registrando una crescita del 9,9% a valore e del 7,9% a volume, accompagnata da un incremento del prezzo medio dell’1,9%. «I supermercati – afferma Francesca Babbo di NIQ – si confermano il principale canale di vendita, con una quota pari al 45,4% del fatturato totale della categoria, seguiti dagli ipermercati (23,6%) e dai liberi servizi (9,3%). Tutti i format evidenziano performance positive a valore: i super crescono del 10,2%, gli iper del 10% e le superette dell’8,3%. Anche sul fronte dei volumi il trend è positivo per tutti i canali, con una crescita particolarmente sostenuta negli iper (+8,7%) e nei super (+7,9%). Il canale discount, che rappresenta il 21,7% del mercato a valore, registra una crescita del 10,8% a valore e del 6,5% a volume, sostenuto anche da un DIALOGARE DIRETTAMENTE CON I CONSUMATORI

Sul fronte delle strategie di comunicazione, Eurial Italia ha di recente lanciato il nuovo sito web: «Uno spazio dedicato a raccontare la nostra realtà, i nostri valori e le nostre attività – spiegano dall’azienda –. Siamo inoltre su LinkedIn, dove continuiamo a consolidare la nostra presenza digitale. A settembre inizieremo a lavorare al nuovo sito Bontà Viva, pensato e sviluppato specificamente per i consumatori. A supporto di questa strategia, è prevista anche l'apertura di una pagina Instagram, con l'obiettivo di ampliare ulteriormente i nostri canali di comunicazione e dialogare in modo sempre più diretto con gli shopper».

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MERCATI DMM

DIVULGARE LE EVIDENZE SCIENTIFICHE

La strategia di comunicazione di Inalpi punta a valorizzare l'innovazione di prodotto attraverso un approccio integrato. «Accanto alle attività nei punti vendita e alle campagne sui canali digitali e social – spiegano dall’azienda –, la nascita di Inalpi Nutrition, società del Gruppo dedicata allo sviluppo di ingredienti e alimenti ad alto valore nutrizionale, ci consente di dialogare in modo ancora più diretto con i consumatori interessati ai temi della nutrizione, del benessere e dei prodotti funzionali. Attraverso contenuti autorevoli e basati su evidenze scientifiche, vogliamo promuovere una maggiore consapevolezza del valore nutrizionale delle nostre proposte e consolidare il posizionamento del Gruppo in un segmento in forte crescita».

aumento del prezzo medio del 4,1%. Pur mantenendo una dinamica molto positiva, l’incremento risulta maggiormente supportato dall’effetto prezzo rispetto a quanto osservato nella distribuzione moderna, a testimonianza di un contesto ancora caratterizzato da una moderata pressione inflattiva». Andamento dei segmenti

«Il mercato dello yogurt e similari – prosegue Francesca Babbo – si presenta ampio e articolato, ma alcuni segmenti concentrano gran parte del giro d’affari. I quattro principali comparti, yogurt Intero (23,2%), yogurt greco colato/skyr (22,8%), yogurt funzionale (22,5%) e kefir (12,3%), rappresentano complessivamente l’80,8% del mercato a valore. Tra i principali segmenti in crescita troviamo lo yogurt greco colato/skyr, che raggiunge

Elaborazioni DM su dati NIQ, totale Italia, Iper+Super+Liberi Servizi+Discount, a.t. 28/06/2026

Peso segmenti e trend (%) Val.

Vol.

23,2 (+0,5)

29,9 (-0,9)

Greco colato skyr

22,8 (+24,7)

15,7 (+25,4)

Funzionale 22,5 (+4,4)

20,4 (+3,5)

Kefir

12,3 (+49,5)

14,2 (+42,9)

Bicompartimentale

7,7 (-1,3)

5,4 (-2,5)

Magro

7 (-5,2)

9,9 (-5,4)

Sostitutivi dello yogurt

2,7 (+7,4)

1,8 (+5,7)

Da bere

1,7 (-9,9)

2,7 (-9,8)

Intero

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MERCATI DMM

IL PUNTO DI VISTA DELLA DISTRIBUZIONE: DIT - DISTRIBUZIONE ITALIANA

Il segmento nella categoria dello yogurt che sta registrando gli andamenti migliori è quello dello yogurt greco, dove Dit registra un incremento a volume del 38% e dove la Mdd, con il brand Equilibrio&Piacere, è diventata in pochi anni leader di categoria grazie a un’ampia linea di yogurt tradizionale colato. «Le opportunità che leggiamo dai trend di mercato – dichiara Roberto Romboli, direttore sviluppo Mdd di Dit – sono abbastanza chiare: le migliori performance delle vendite stanno premiando tutte quelle linee/ referenze che enfatizzano la parte più salutistica del prodotto, come il contenuto proteico, il ridotto contenuto di grassi, le proprietà funzionali. Abbiamo da pochi mesi completato il restyling dei pack degli yogurt tradizionali 2x125 g a marchio insegna Sigma e Sisa, e nelle prossime settimane integreremo la linea Equilibrio&Piacere dello yogurt greco con nuovi gusti di delattosato da 150 g e un secchiello da 500 g».

80 DM MAGAZINE

un fatturato di oltre 582 milioni di euro e cresce del 24,7% a valore e del 25,4% a volume. Contribuendo per oltre 115 milioni di euro alla crescita del mercato, continua a beneficiare dell’interesse dei consumatori per prodotti ricchi di proteine e con un posizionamento salutistico». All’interno del segmento, lo skyr/greco magro rappresenta la componente predominante (80% del fatturato) e cresce del 23,7%, mentre il sottosegmento intero registra un incremento ancora più accentuato (+33%), nonostante il suo peso resti residuale sul totale (18% a val.). Anche il segmento del kefir conferma il proprio ruolo di categoria emergente, con un giro d’affari di oltre 314 milioni di euro e una crescita del 49,5% a valore e del 42,9% a volume, risultando il segmento più dinamico dell’intero comparto. La crescita è trainata sia dal kefir da bere (+33,2% a val. e 54,5% del fatturato totale


MERCATI DMM

del segmento) sia dal kefir al cucchiaio, che registra un aumento del 75,2% a valore e convoglia il 45,5% del fatturato del segmento, evidenziando una crescente diffusione di questa tipologia di prodotto tra i consumatori italiani. Il segmento dello yogurt funzionale, invece, raggiunge un fatturato di circa 576 milioni di euro, con una crescita più moderata (+4,4% a val.). All’interno del segmento si osserva però una forte polarizzazione: le referenze legate a doppia funzione, benessere e delattosato crescono del 21,5% a valore e pesano il 41,1% sul totale fatturato; mentre i sottosegmenti tradizionali legati alla regolarità, alla difesa immunitaria e al controllo del colesterolo registrano flessioni a valore. Lo yogurt intero, primo segmento per peso sul mercato, mostra un andamento sostanzialmente stabile, pari a +0,5% a valore. Al suo interno emerge una netta differenza tra le differenti tipologie: lo yogurt intero bianco cresce del 9,6%, mentre lo yogurt intero alla frutta registra una contrazione del 3,2%, confermando il progressivo spostamento dei consumatori verso prodotti più semplici e percepiti come naturali. «Tra i segmenti in maggiore difficoltà – conclude l’analista di NIQ – si segnalano invece lo yogurt magro, che registra una flessione del 5,2% a valore e del 5,4% a volume, e lo yogurt da bere, in calo del 9,9% a valore e del 9,8% a volume, evidenziando una perdita di attrattività rispetto alle proposte più innovative e ad alto contenuto funzionale che stanno guidando la crescita della categoria». L’offerta evolve tra qualità nutrizionali e momenti di consumo

La fotografia scattata dai dati trova riscontro nelle strategie di sviluppo dei principali protagonisti del settore. «I consumatori – affermano da Inalpi – sono sempre più orientati verso prodotti che coniugano gusto, qualità nutrizionale e funzionalità. Cresce l'interesse per referenze senza lattosio, yogurt greci, prodotti ad alto contenuto proteico e alimenti funzionali, in grado di rispondere DM MAGAZINE 81


nuova linea di prodotti fermentati a base di cocco


MERCATI DMM

alle esigenze di uno stile di vita attivo e di un'alimentazione equilibrata. Questa evoluzione del mercato premia l'innovazione e la capacità di offrire soluzioni che uniscano benessere, trasparenza e qualità delle materie prime». I consumatori non cercano solo più scelta, ma prodotti che rispondano a bisogni diversi nei vari momenti della giornata, dalla colazione al post allenamento, fino alle pause e alle occasioni di snack. «Per questo il nostro approccio all'innovazione parte sempre dall'ascolto delle persone e dall'incontro tra gusto, scienza e qualità nutrizionale – dichiara Lucia Chevallard, direttrice marketing di Danone Italia –. In questo scenario, il mondo delle proteine continua a rappresentare uno dei principali motori di sviluppo della categoria. Si tratta però di un universo sempre più articolato: da un lato troviamo un'offerta più vicina al consumo quotidiano, guidata dallo yogurt greco e da segmenti innovativi come lo skyr; dall'altro, vediamo una proposta maggiormente orientata allo sport e alla performance». Dal punto di vista della ricettazione, Eurial Italia è impegnata nello sviluppo di prodotti clean label, in linea con le richieste di un consumatore sempre più attento alla qualità e alla trasparenza: «Sul fronte SCHEDE PRODOTTI dei formati, stiamo ampliando l'offerta Kefir con nuove referenze nel Azienda Agricola San Salvatore/ formato 4x125 g, pensate per rispoLatteria San Salvatore dere a diverse occasioni di consumo Nome prodotto: Yogurt di latte di bufala senza lattosio e senza glutine e alle esigenze di praticità». Caratteristiche: yogurt di latte di bufala senza lattosio certificato LFree e senza glutine, naturalmente cremoso, da filiera aziendale controllata.

Danone Italia/Danone Skyr Nome prodotto: Danone Skyr Caratteristiche: ispirato alla tradizione islandese, grazie al processo brevettato, è naturalmente ricco in proteine ed è privo di grassi, caratterizzandosi al contempo per un’elevata cremosità e una bassissima acidità. Formato da 480 g. Eurial Italia/Bontà Viva Nome prodotto: Kefir intero senza lattosio bianco naturale Caratteristiche: kefir senza zuccheri aggiunti, senza lattosio, fonte naturale di calcio e ricco di proteine. Formato da 450 g.

Trainante il driver del benessere

Questa centralità della salute e dell'equilibrio nutrizionale si ritrova al centro delle strategie dell'intera categoria. «L’attenzione al benessere e alla salute continua a essere il driver più significativo nelle scelte dei consumatori – sostiene Paola Scandola, direttrice marketing di Müller Italia –. Lo yogurt, per le sue caratteristiche intrinseche, risponde da sempre a questa esigenza, ma oggi osserviamo una crescita particolar-

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MERCATI DMM

SCHEDE PRODOTTI

Granarolo/Yomo Nome prodotto: Yomo Senza Zuccheri Aggiunti e Senza Edulcoranti alla Fragola Caratteristiche: yogurt cremoso senza zuccheri aggiunti e senza edulcoranti, contiene solo gli zuccheri naturalmente già presenti nel latte intero 100% italiano e della frutta in pezzi.

mente dinamica di segmenti come kefir e yogurt greco. Si tratta di categorie che vengono sempre più percepite come capaci di offrire benefici specifici e di soddisfare in modo miGruppo Müller-Unternehmensgruppe Theo rato le esigenze di un consumatore Müller/Müller Nome prodotto: Müller Kefir Supporto al Sistema attento, informato e alla ricerca di Immunitario da bere prodotti che coniughino gusto, quaCaratteristiche: 100% naturale, offre un prezioso supporto al funzionamento del sistema immunitario lità e valore nutrizionale». Granarolo grazie alla Vitamina B12. La linea comprende risponde ai trend del benessere e dei la variante Bianco, senza zuccheri aggiunti, e tre gusti alla frutta Arancia-Mango, Lampone e prodotti funzionali con importanti inLimone, senza coloranti aggiunti. vestimenti in innovazione finalizzati alla valorizzazione del latte dei soci Inalpi/Latterie Inalpi conferitori italiani della controllante Nome prodotto: Yogurt Latterie Inalpi Caramello Salato Caratteristiche: senza lattosio, cooperativa Granlatte. «Da un paio totalmente avvolgente con una texture di mesi abbiamo innovato lo scaffaidentificativa fa parte della linea Yogurt Latterie Inalpi, i cui gusti non le portando sul mercato uno yogurt standard vanno a completare l’attuale cremoso alla frutta senza zuccheri assortimento di mercato. Completano la linea il Bianco Intero e Magro, Agrumi e aggiunti ed edulcoranti da latte inBergamotto, Mirtillo e Rosa Canina, Caffè e Ginseng. tero – afferma Lucia Sisti, head of marketing Italia del Gruppo –, una gamma inedita e distintiva nata per intercettare il trend della riduzione dello zucchero nella dieta. La nostra attività di ricerca e sviluppo ha intercettato anche il trend del senza lattosio, a cui continuiamo a guardare con interesse, e del proteico, con lo yogurt greco. Anche sul fronte del packaging, dal 2021 abbiamo avviato la conversione delle confezioni di yogurt Yomo in vasetti di carta; ad oggi sono milioni quelli passati da plastica a carta riciclabile certificata Pefc». Molta dell’innovazione di prodotto del mercato riguarda il delattosato. L’Azienda Agricola San Salvatore lo ha coniugato con il latte di bufala: «L'innovazione, per noi, parte sempre dalla materia prima. Grazie alla filiera aziendale completamente controllata in blockchain possiamo consentire al consumatore di conoscere la storia del prodotto, dall'allevamento alla lavorazione, semplicemente attraverso il Qr code presente in etichet84 DM MAGAZINE


Elaborazioni DM su dati NIQ, totale Italia, Iper+Super+Liberi Servizi+Discount, a.t. 28/06/2026

MERCATI DMM

Peso canali e trend (%) Val.

Vol.

Iper 23,6 (+10) 22,4 (+8,7) Super

45,4 (+10,2)

41,2 (+7,9)

Liberi servizi

9,3 (+8,3)

8,1 (+5,3)

Discount

21,7 (+10,8)

28,3 (+6,5)

ta. Il percorso di ricerca per arrivare al senza lattosio, certificato Lfree, e al senza glutine ci ha permesso di ampliare le occasioni di consumo senza modificare l'identità del prodotto, offrendo una proposta capace di rispondere alle esigenze di un pubblico sempre più attento al benessere e alla digeribilità».n

IL PUNTO DI VISTA DELLA DISTRIBUZIONE: COOP ITALIA

Per Coop Italia la categoria degli yogurt e similari offre ancora importanti margini di sviluppo, trainata sia dall'evoluzione delle esigenze dei consumatori sia in termini di benefici ricercati, ma anche dall’ampliamento delle occasioni di consumo. «Il nostro obiettivo – afferma Carlotta Laurelli, buyer pl latticini di Coop Italia – è costruire un assortimento che sappia abbracciare le diverse esigenze di consumo, coniugando qualità, gusto e convenienza. Stiamo ampliando la nostra offerta nei prodotti in maggiore crescita, come lo yogurt greco e il kefir, introducendo nuove referenze, gusti e formati. Lo scopo è offrire ai nostri soci e consumatori un assortimento efficace, sempre più moderno e coerente con i nuovi stili di vita, mantenendo al centro i valori distintivi del marchio Coop: qualità, trasparenza e convenienza. La sfida è trovare un equilibrio tra innovazione e segmenti consolidati, creando valore con un assortimento mirato e investendo nell’innovazione, nella qualità nutrizionale e nella capacità di interpretare i cambiamenti del mercato».

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L’ANALISI GEO MARKETING DMM

A cura di

I consumi familiari di yogurt in Italia

G

eo Marketing, con oltre 30 anni d’esperienza, si occupa di geo intelligence e market analytics, sviluppando progetti che utilizzano la dimensione geografica per migliorare le decisioni aziendali. Una delle domande a cui la società risponde più spesso è proprio come prendere decisioni accurate e ridurre l’incertezza. Per comprendere cosa, dove e come le persone acquistano e decidono di spendere, sono fondamentali l’analisi e il confronto dei comportamenti d’acquisto per specifiche categorie di beni e servizi. Geo Marketing utilizza lo studio dei consumi Coicop (Classificazione dei consumi individuali secondo lo scopo), grazie al quale è possibile ricostruire la spesa delle famiglie in oltre 200 categorie. Tale classificazione, infatti, è lo standard internazionale per organizzare la spesa famigliare in categorie omogenee con l’obiettivo di analizzare le abitudini di consumo, consentendo confronti affidabili nel tempo e tra territori.

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L’ANALISI GEO MARKETING DMM

La mappa mostra i consumi delle famiglie per la categoria yogurt. La colorazione delle aree di gravitazione geografiche (aggregazione di comuni in base alla loro attrazione economica) rappresenta il consumo annuale delle famiglie; il colore più scuro indica un consumo maggiore, che arriva fino ai 152 euro annuali. Le prime 10 aree di gravitazione con un maggior consumo si trovano nelle regioni del Nord Italia. Nello specifico, spicca il Trentino-Alto Adige con l’area di gravitazione di Selva di Val Gardena (152€), quella di Badia (151€), l’area di San Candido (147€) e quella di Bressanone (147€). In Friuli-Venezia Giulia, invece, evidenziamo l’aria di gravitazione di Tarvisio (146€). Aggiungendo un ulteriore livello di lettura, la dimensione del cerchio rappresenta il consumo totale regionale in milioni di euro: 510 milioni di euro della Lombardia, 290 del Lazio, 556 del Veneto e 240 dell’EmiliaRomagna. La lettura contestuale dei dati offre alcuni spunti di riflessione: le due regioni il cui consumo familiare è maggiore, il Friuli-Venezia Giulia (135€) e il Trentino-Alto Adige (122€), mostrano un consumo totale regionale basso, rispettivamente di 76 e 58 milioni di euro, per via di una popolazione che, se confrontata con altre regioni, è minore.

Quali sono i tre comuni in cui il consumo familiare è più elevato? Troviamo i comuni di Bressanone (155€), Alba (153€) e Rieti (150€). Invece, Quartu Sant’Elena (62€), Adrano (58€) e Siniscola (48€) mostrano i consumi più bassi.n www.geomktg.it - info@geomktg.it

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23rd EDITION

13-14 JANUARY 2 0 2 7

BOLOGNA | ITALY

Where private label leaders connect www.marcabybolognafiere.com

12 JANUARY 2027

INTERNATIONAL BUYERS PREVIEW


SOSTENIBILITÀ DMM

Pam Panorama copre

tutta la rete con il fotovoltaico

Iberdrola

La collaborazione segna un passo avanti verso la decarbonizzazione e la riduzione dell’impatto ambientale in grande distribuzione.

P

am Panorama si accende con Iberdrola. Entra nella fase operativa la partnership con la filiale italiana della multinazionale spagnola. È attivo dal 9 luglio il Power purchase agreement (Ppa) off-site della durata di 10 anni e con prezzo predeterminato, siglato dalle due aziende lo scorso anno (marzo 2025), che consentirà alla rete di vendita del gruppo di Spinea (Venezia) – insegne Pam, Panorama, Pam local e Pam city – di essere alimentata da energia rinnovabile proveniente dall’impianto fotovoltaico Iberdrola Fenix, inaugurato alla fine del mese di giugno. Si tratta, per inciso, del più grande parco italiano per l'energia pulita. Ubicato in Sicilia (tra Belpasso, Centuripe e Paternò, province di Enna e Catania), ha una produzione di 400 gigawatt annui, tanti da rifornire 140mila abitazioni. L’avvio della fornitura rappresenta anch’esso un record, dal momento che si tratta di uno dei progetti più rilevanti nel panorama della grande distribuzione in Italia, contribuendo a un concreto avanzamento verso la decarbonizzazione e la riduzione dell’impatto ambientale del settore. L’intesa prevede complessivamente di veicolare 1.000 GWh di energia rinnovabile certificata da fonte fotovoltaica, pari al fabbisogno energetico di circa 40.300 famiglie e con una riduzione stimata delle emissioni di Co2 di oltre 38.300 tonnellate annue. Il colosso Iberdrola ha realizzato circa 45 miliardi di fatturato nel 2025. LEGGI ANCHE: Nel 2024 Iberdrola Italia ha chiuso il bilancio oltre i 373,6 “Fileni: fatturato milioni, con un utile poco sotto i 3 milioni di euro. Nel a 680 milioni di euro e certificazione di nostro Paese ha siglato, a settembre 2025, un importante parità di genere” contratto anche con Gruppo Selex.n

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Scandit rivoluziona il self-checkout

TECNOLOGISTICA DMM

con la verifica dell’età automatica

I controlli semplificati si traducono in un aumento del 5% delle transazioni sull’intera flotta di casse self-checkout del retailer, con conseguente riduzione delle code e un incremento delle vendite, soprattutto nelle ore di punta.

S

candit, attivo nell’acquisizione intelligente dei dati, annuncia Age Verified Self-Checkout, una nuova soluzione che consente ai retailer di automatizzare e verificare gli acquisti di prodotti con limiti di età alle casse self-service, riducendo le code, limitando il numero di interventi da parte del personale e migliorando la conformità normativa. Progettato per i retailer che vendono prodotti come alcol, tabacco e farmaci, Age Verified Self-Checkout permette di avere una soluzione autonoma senza necessità di ulteriori dispositivi. Risolve una delle maggiori fonti di problemi nel self checkout: la necessità per i dipendenti del negozio di intervenire manualmente nei 9 miliardi di transazioni self-checkout con restrizione di età ogni anno a livello global. Con questa soluzione, l’80% dei controlli viene risolto automaticamente in pochi secondi, senza interventi degli assistenti alle casse, mentre il processo di verifica è 6 volte più veloce per il cliente. Trasformando lo smartphone dei clienti in uno strumento sicuro e veloce per il controllo dell’età, la soluzione consente agli acquirenti di verificarla in meno di 10 secondi senza bisogno di scaricare l'app, principalmente tramite tecnologia di analisi del volto o tramite scansione del documento d'identità come alternativa. Oltre ad aiutare i retailer a evitare i costi e gli oneri di manutenzione di sistemi basati su hardware, la soluzione consente di migliorare le operazioni in tre aree chiave. In primis, la prevenzione delle frodi: la tecnologia di confronto fotografico individua le frodi sui documenti d'identità dei minorenni che le soluzioni con lettore di carte non sono in grado di rilevare e che il personale potrebbe non notare, inclusi i casi di clienti minorenni che utilizzano il documento di un'altra persona. Inoltre, l’ottimizzazione del personale: l'automazione libera gli addetti alla vendita dai controlli di routine sull’età e dalle situazioni delicate che ne derivano, permettendo loro di concentrarsi su attività a magLEGGI ANCHE: gior valore aggiunto. Infine, l’aumento dei ricavi: la soluzione, “Yale rinnova il suo carrello elevatore elettrico sempre disponibile, mantiene fluido il flusso alle casse selfdi punta” checkout, favorendo un incremento delle vendite.n

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NEWS DMM

F.lli De Cecco ha completato l’acquisizione dell’intero capitale sociale di RossoGargano, dopo aver ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie e verificato le condizioni previste dal contratto firmato lo scorso 1° giugno 2026. RossoGargano, che ha sede a Foggia, opera nel settore della produzione e trasformazione di prodotti a base di pomodoro e conserve alimentari e vegetali.

A Milano, Altarea prende il metrò. La Giunta ha approvato gli indirizzi che consentono ad Atm di dare attuazione al progetto Milano Metro Retail. Il piano, da 21 milioni di investimenti, comporta la valorizzazione commerciale e riqualificazione degli spazi presenti nei mezzanini delle stazioni della metropolitana delle linee M1 (Rossa), M2 (Verde) e M3 (Gialla).

Vandemoortele passa alla ristorazione grazie a Bakery Canteen. Il punto vendita, aperto ad Anversa in maggio, è solo il primo passo. Il pilota si trova al numero 12 di Groendalstraat, nel quartiere pedonale De Wilde Zee, caratterizzato da una forte componente di shopping che vuole restare lontana dai grandi marchi commerciali.

Nestlé conferma l’investimento di circa 560 milioni di euro in Italia, con la costruzione a Mantova di un nuovo hub integrato che unisce lo stabilimento produttivo Nestlé Purina, dedicato al petfood umido, e il polo logistico a servizio di diversi brand del Gruppo. L’operazione rientra nel piano di sviluppo di Nestlé, che punta a concentrare risorse e investimenti su specifiche aree strategiche, tra cui il petfood, facendo leva sulle potenzialità di crescita di Purina.

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VIDEO E PODCAST DMM

Conad ha aperto a Firenze il nuovo concept Benessity, un format interamente dedicato al benessere, nato dall’esperienza ventennale dell’insegna nell’ambito del settore parafarmaceutico. Conad Nord Ovest, dunque, diventa la prima cooperativa Conad a introdurre il nuovo store sul proprio territorio, offrendo ai clienti un punto vendita concepito per mettere al centro i bisogni della persona a 360 gradi, dall’assortimento food, caratterizzato da alimenti free from e adatti a una dieta sana ed equilibrata, alle consulenze professionali e alla parafarmacia.

Nel panorama economico italiano contemporaneo, la filiera della distribuzione registra una polarizzazione senza precedenti: a fronte di un fatturato aggregato del commercio al dettaglio in forte espansione, che supera quota 410 miliardi di euro con un balzo del 25%, il territorio italiano sperimenta una progressiva e inesorabile desertificazione commerciale. Tra il 2018 e il 2025 il bilancio netto evidenzia la perdita di quasi 100mila negozi di vicinato, tra botteghe tradizionali e ambulanti.

Satispay ha presentato il nuovo servizio di acquisto di azioni ed Etf, che consente di comprarne e venderne oltre mille, anche in quote frazionate, direttamente in app con un solo tap e attraverso un percorso semplice e trasparente che accompagna l’utente dalla scoperta dei prodotti, fino alla conferma dell’operazione. Contestualmente, l’azienda fa un decisivo passo avanti verso il banking, lanciando tre carte di debito fisiche su circuito Mastercard, ognuna legata a 3 diversi piani di abbonamento Satispay. Ne parliamo con Alberto Dalmasso, co-founder e ceo dell'azienda.

Ha riaperto lo storico supermercato Esselunga di viale Piave a Milano, dopo un intervento di ristrutturazione e ampliamento iniziato ad aprile dello scorso anno. La superficie di vendita è stata portata a 1.269 metri quadrati, con una rivisitazione del layout e l’impegno di 84 addetti. Tra le principali novità spiccano l’apertura del Bar Atlantic, il dehor e l’introduzione dell’enoteca. Ne abbiamo parlato con il direttore commerciale Eugenio Neri, che ci ha raccontato nel dettaglio come nasce questo progetto. DM MAGAZINE 93


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NOVITÀ

L’OSSERVATORIO AL SALONE FRANCHISING Il 3 ottobre una tavola rotonda dedicata al progetto, per condividere i risultati dell’Osservatorio e arricchirli con nuovi dati, insight e punti di vista sulla ristorazione Full Service. I TEMI DELL’OSSERVATORIO NUMERI E GEOGRAFIA FOOD RETAIL MAIN PARTNER

PRENOTAZIONI E DIGITALE

RECENSIONI E REPUTAZIONE

CONFRONTO INTERNAZIONALE

CUCINA ITALIANA

PARTNER


NEL PROSSIMO NUMERO COVER STORY Gdo e Unesco: una sinergia per valorizzare la cucina italiana MERCATI Cura persona Proteico Frutta secca FOCUS Casalinghi

Responsabile marketing Sabrina Crippa s.crippa@edizionidm.it

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Digital marketing manager Valentina Vendra v.vendra@edizionidm.it Marketing marketing@edizionidm.it tel: 02/20480344 E-commerce Silvia Manfredi ecommerce@edizionidm.it

Responsabile commerciale Edoardo Pavesi e.pavesi@edizionidm.it cell: 3394918442 Commerciali Carolina Cirani c.cirani@edizionidm.it cell: 3496676046 Francesca Cuneo f.cuneo@edizionidm.it cell: 3396980893

Emanuela Dal Chele e.dalchele@edizionidm.it cell: 3332196167 Laura Origgi l.origgi@edizionidm.it cell: 3475649708 Maria Francesca Reale f.reale@edizionidm.it cell: 3482223685 Eventi Simona Valenza eventi@edizionidm.it


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