Dario Oliveri torna in libreria con una nuova inchiesta, dedicata questa volta al caso di Alma Rosé (1906-1944): nipote di Gustav Mahler e violinista di successo, nel 1943 viene deportata ad Auschwitz dove diventa ben presto direttrice dell’orchestra femminile costituita all’interno del campo. La sua morte, il 4 aprile 1944, rimane avvolta nel mistero. Passando al vaglio le diverse ipotesi investigative – suicidio, omicidio, avvelenamento accidentale – si ricostruisce la parabola di un destino tragico che affonda le sue radici nella Vienna di inizio Novecento: è il romanzo di due famiglie, i Mahler e i Rosenblum (in arte Rosé), ma è anche lo spaccato di un’epoca straordinaria, percorsa da irripetibili fermenti culturali, e del suo precipitarsi rovinoso nell’abisso e nell’orrore.