Un dialogo serrato e ironico tra padre e figlio, interrotto qua e là dai versi pungenti o teneramente malinconici di un menestrello. È l’occasione per ripercorrere il cammino dell’umanità e, in particolare, della sua manifestazione simbolica più misteriosa e affascinante: la musica. Con la consueta arguzia della sua scrittura, Remo Vinciguerra traccia le coordinate di un itinerario che mescola il sacro con il profano, il colto con il popolare: dai canti gregoriani a Jesus Christ Superstar, dalla bellezza austera dei corali di Bach al fascino martellante dei tormentoni estivi. La curiosità di un adolescente, che incalza il padre con le sue domande, non può che rompere gli argini e sfumare i confini, sottraendo la musica al rigido schematismo delle categorie e restituendola alla ricchezza pulsante della vita. Si schiudono così mondi sonori e immaginari sempre nuovi, e la scoperta si rivela nel suo aspetto più profondamente significativo: non mero accumulo di nozioni ma, prima di tutto, educazione sentimentale.