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Forlì IN Magazine 03 2026

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AUGUSTO BALDONI
LE BICI, JOVA, I VIAGGI
CLAUDIA GATTI MANAGER IN CAMPO
GLAMPING
RIFUGI IN NATURA
Leggi la rivista online

L’estate è tempo di viaggi. In questo numero pedaliamo con Augusto Baldoni, guru forlivese della bici, imprenditore e compagno di avventura di Jovanotti, e seguiamo il percorso di Claudia Gatti, oggi marketing manager del Cesena Calcio dopo una carriera nella moda tra New York e Osaka. Ariane Diakite, cantante, corista e ballerina, ci porta dietro le quinte dei tour dei grandi della musica, mentre scopriamo due glamping immersi nelle colline romagnole e Premilcuore, borgo vivo tutto l’anno grazie ai suoi eventi. A Longiano, il Forno Demetra è diventato un luogo di incontro e comunità grazie alle sue iniziative culturali. Raccontiamo il progetto In studio di Mario Cresci, che ha fotografato gli atelier di quattro artisti romagnoli, e il viaggio di rinascita narrato nei libri di Francesco Mariotti. Buona lettura!

Edizioni IN Magazine s.r.l. Via Napoleone Bonaparte, 50 - 47122 Forlì | T. 0543.798463 www.inmagazine.it | info@inmagazine.it

Anno XXVII N.3 luglio/agosto/settembre Reg. di Tribunale di Forlì il 23/11/1998 n.27

Direttore Responsabile: Andrea Masotti

Redazione centrale: Clarissa Costa, Paola Francia Coordinamento di redazione: Roberta Invidia Artwork e impaginazione: Francesca Fantini

Ufficio commerciale: Gianluca Braga

Stampa: La Pieve Poligrafica Villa Verucchio (RN) Chiuso per la stampa il 22/07/2026

Collaboratori: Barbara Baronio, Beatrice Lamio, Cristina Mazzi, Paola Francia, Francesca Miccoli. Fotografi: Andrea Bonavita, Cristina Mazzi, Naphtalina, Giovanni Pasini, Giuls Photos - Pro Loco Premilcuore, Luigi Rega, Gianmaria Zanotti.

Tutti i diritti sono riservati. Foto e articoli possono essere riprodotti solo con l’autorizzazione dell’editore e citando la fonte. In ottemperanza a quanto stabilito dal Regolamento UE 2016/679 (GDPR) sulla privacy, se non vuoi più ricevere questa rivista in formato elettronico e/o cartaceo puoi chiedere la cancellazione del tuo nominativo dal nostro database scrivendo a privacy@inmagazine.it

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04 PILLOLE

NOTIZIE DALLA PROVINCIA

O8 PROFILI

AUGUSTO BALDONI

24 ESPERIENZE CAMPEGGIO GLAMOUR

30 TERRITORIO BORGO CREATIVO

14 PROFILI

CLAUDIA GATTI

39 COMUNITÀ

OLTRE IL PANE

20 MUSICA ARIANE DIAKITE

42 FOTOGRAFIA LUOGHI DI CREAZIONE

PILLOLE

TRA LE 100 DI FORBES

CESENA | Fondatrice e ceo di SoloAffitti, l’imprenditrice cesenate Silvia Spronelli (personaggio di copertina di Cesena IN Magazine n. 1/2019) è stata selezionata da Forbes Italia 2026 tra le 100 donne di successo: manager, imprenditrici, atlete, giornaliste, scienziate e artiste che, nei rispettivi ambiti, contribuiscono a guidare e a cambiare il Paese. Il prestigioso riconoscimento premia una storia imprenditoriale che affonda le radici in famiglia – è il padre Loris ad avvicinarla al mondo immobiliare – e che, grazie a un’intuizione quasi trent’anni fa, ha guidato la crescita e l’innovazione del brand cesenate, realtà di riferimento nazionale nel mercato della locazione, presente in Italia con circa 300 agenzie e più di mille Rental Property Manager. (P.F.)

LE OPERE DI LUCCHI IN MOSTRA IN FRANCIA

LES SABLES-D’OLONNE | Le sculture in bronzo del cesenate Leonardo Lucchi tornano a incantare Les Sables-d’Olonne in Francia. Fino al 17 agosto, la città ospita una personale dell’artista intitolata Elles: non solo un’esposizione, ma un’occasione per celebrare il legame profondo tra lo scultore e la rinomata città francese, presso la quale, in passato, Lucchi ha già gestito una galleria e collocato opere stabili, come la statua commissionata dal comune in omaggio a un eroe cittadino. L’evento presenta 40 bronzi, inclusi diversi pezzi realizzati per l’occasione: il percorso di sculture allestite nelle piazze guida i visitatori verso la chiesa di Prieuré Saint-Nicolas, che racchiude il nucleo principale della mostra. (B.B.)

CRISALIDE: TEATRO, DANZA E MUSICA

FORLÌ | Torna Crisalide Forlì Festival, il festival di teatro, danza, musica, filosofia, organizzato dalla compagnia forlivese Masque Teatro, con la direzione artistica di Lorenzo Bazzocchi, Eleonora Sedioli e Sara Baranzoni. Questa 33a edizione, il cui titolo/tema è Aho! Atto di creazione e potenza di vita, si sdoppia tra il Giardino di Gualdo a Meldola (Strada Gualdo-Ribatta 7), location della programmazione estiva dal 21 al 23 agosto che prevede 9 debutti nazionali, e il Teatro Fèlix Guattari di Forlì (via Orto del fuoco 3) per la programmazione autunnale dal 12 settembre al 24 ottobre che proporrà cinque doppi appuntamenti con alcune delle realtà più significative della scena contemporanea.

PH GIANMARIA ZANOTTI

PILLOLE

CESENA PROTAGONISTA AL GRAN PREMIO VINI

CESENA | Quattro cantine del Cesenate sono tra le eccellenze premiate al Gran Premio Vini di Romagna - Vino del Tribuno 2026, il concorso organizzato dal Tribunato di Romagna con il Consorzio Vini di Romagna e il Comune di Bertinoro. Alla Cà de Bé sono stati assegnati 20 diplomi di merito ai vini che hanno ottenuto almeno 84/100. Tra le aziende cesenati riconosciute figurano I Filarini (in foto), Tenuta Colombarda, Domini Glicine e Zavalloni Stefano, premiate per diverse etichette. Al concorso hanno partecipato una trentina di aziende provenienti da tutta la Romagna, per una totale di circa cento vini in degustazione.

SERATE SOTTO LE STELLE

CINEMA ALL’APERTO

FORLÌ | Con la seconda edizione di Locus Solus - Nuove geografie del cinema all’aperto, la rassegna itinerante promossa dal Centro Studi Leonardo Melandri con il collettivo Ondeurbane, il cinema torna ad abitare gli spazi pubblici di Forlì. Dopo gli appuntamenti di luglio, il programma proseguirà l’1 settembre al Parco Urbano con Citizen Dog di Wisit Sasanatieng e l’8 settembre ai Giardini del San Domenico con Brazil di Terry Gilliam. Ingresso gratuito, con incontri introduttivi e proiezioni in lingua originale.

PREDAPPIO | Ad agosto e settembre proseguono le serate di osservazione astronomica all’Osservatorio di Monte Maggiore di Predappio. Giancarlo Cortini guiderà gli incontri del 7, 14 e 21 agosto e del 4 settembre, con una prima parte dedicata al cielo a occhio nudo e una seconda al telescopio. La partecipazione è libera, gratuita e senza prenotazione.

Creazioni artigianali

GIOIELLERIA PRETOLANI FORLÌ

Ph. Julia Upali

AUGUSTO

A TUTTO

‘GUS’ CON IL GURU FORLIVESE DELLA

BICICLETTA

BALDONI

Un genio dall’animo gitano e la mente realisticamente sognatrice. Augusto ‘Gus’ Baldoni, il guru forlivese della bicicletta, ha il sorriso gioioso di chi ha trovato la propria collocazione nel mondo. Un professionista apprezzato da ciclisti, grandi marchi internazionali e viaggiatori in cerca di libertà e arricchimento interiore. Tra questi un certo Lorenzo Cherubini da Cortona, alias Jovanotti, conosciuto per lavoro e subito riconosciuto come anima affine. Un incontro che ha dato a Baldoni la dimensione di personaggio. Ma Gus brillava già di luce propria e sarebbe riduttivo, se non addirittura offensivo, ricondurre le sue ‘fortune’ a una celebrità mai inseguita. Un successo legato invece a grandi intuizioni: alla nascita di Baldoni Bike Shop, cresciuto nel tempo da piccola officina a centro ciclistico internazionale, e al marchio Gusoline, brand di bici su misura. Come è entrata la bicicletta a casa Baldoni? “Mio nonno e mio papà correvano a livello amatoriale e mi hanno trasmesso la passione

per le due ruote. Ho iniziato a pedalare a 8 anni e ho continuato fino ai 24, fermandomi alle soglie del professionismo. A livello junior sono stato anche in nazionale di ciclismo su pista. Dopo tre stagioni da dilettante, ho detto basta: l’idea di rinunciare ai piaceri della vita mal si conciliava con il fatto di vivere in Romagna. Fui allora assunto al negozio ‘L’albero delle ruote’, dove imparai un po’ di tutto, dalla meccanica alla vendita alla gestione degli ordini. Un giorno si presentò in negozio Jovanotti. Erano gli anni in cui risiedeva a Forlì, dove aveva sede la sua casa discografica.”

Com’è stato il primo incontro con Jovanotti?

“Ci siamo ‘presi’ subito. Lorenzo è una persona semplice, vera: è esattamente come appare. Gli ho venduto alcune bici e preparato quella con cui avrebbe affrontato il primo grande viaggio in Patagonia. Non avendone una già predisposta, presi un modello ipertecnologico e lo dotai di portapacchi, fissandoli con fascette fatte con le staffe dei cestini. Ma

DI FRANCESCA MICCOLI
FOTO NAPHTALINA

si spaccarono quasi subito i foderi del telaio. Lorenzo mi chiamava alle 4 del mattino per sapere dove mettere le mani. Al rientro, la proposta di ripartire assieme: abbiamo condiviso 4 viaggi da 1.500 km, un paio di Novecolli, due centochilometri e qualche Gran Fondo.”

Quando siete saliti per la prima volta in sella assieme?

“Era il 1998, partimmo alla volta di Pakistan e Cina lungo la Karakorum highway: un’avventura incredibile vissuta tra entusiasmo e paura! Un giorno pedalavamo nel deserto a 47 gradi e l’indomani ci trovavamo sottozero a un’altitudine di 5.000 metri. Alla dogana cinese fummo fermati e portati in una capanna da quattro uomini con il mitra: dopo averci fatto spogliare completamente ci controllarono le borse. ll nostro ‘coach’ e grandissimo amico Fabrizio Borra ci aveva preparato una scatolina con i medicinali per fronteggiare eventuali morsi di serpenti, punture di animali, episodi di dissenteria. Abbiamo temuto di essere scambiati per spacciatori. E in quel

caso avrebbero buttato via la chiave. Al rientro a casa ero talmente carico che presi una decisione importante: sollecitato da Lorenzo e con l’appoggio della famiglia mi licenziai e nel 2001 aprii un negozietto di 80 mq in via Cerchia. Fu solo in parte un salto nel vuoto, sapevo già che alcuni clienti storici mi avrebbero seguito. Dopo il secondo viaggio, il trasferimento nella sede attuale. In seguito ci siamo strutturati online con l’e-commerce, abbiamo aperto vari corner, acquisito visibilità mediatica.”

Ogni viaggio è come un ritorno alle origini? “Certo. Siamo talmente abituati a risolvere i problemi strisciando la carta di credito che muoversi al di fuori della comfort zone diventa sfidante. Di fronte a un problema sei obbligato a trovare la soluzione. E proprio nelle difficoltà si rinsaldano i legami. In Pakistan e Cina non avevamo da bere e da mangiare, depuravamo l’acqua del fiume per renderla potabile. Ho trascorso tre giorni a letto per la dissenteria e al rientro ho avuto crampi allo stomaco per un anno.”

È IL 1998 QUANDO GUS

E JOVANOTTI PARTONO

PER IL PRIMO VIAGGIO

INSIEME. DA ALLORA, HANNO VISSUTO

AVVENTURE SU DUE

RUOTE INCREDIBILI:

“ABBIAMO CONDIVISO

4 VIAGGI DA 1.500 KM, UN PAIO DI NOVECOLLI, DUE CENTOCHILOMETRI

E QUALCHE GRAN FONDO.”

Ci racconta qualche aneddoto?

“Ce ne sono tanti e li rivisitiamo spesso. Penso a quando, dopo aver pedalato per dodici ore, andammo a letto vestiti perché dai rubinetti del bagno dell’albergo usciva fango anziché acqua; o ancora al naso tagliato da una tempesta di sabbia nel deserto; ai due pakistani che volevano barattare l’orologio di Lorenzo con un sasso portafortuna. Alle quattro auto nere che ci avvicinarono in Pakistan: solo a posteriori abbiamo saputo che a bordo c’erano uomini di Al Qaeda. Lorenzo ha reso l’episodio di dominio pubblico solo di recente, a distanza di trent’anni.”

L’amicizia con Jovanotti l’ha agevolata negli affari?

“È innegabile che mi abbia schiuso nuovi orizzonti, sono arrivati clienti come Antonacci, Linus, Arisa, Fiorello, Saturnino. E molti altri.”

Clienti che puntualmente tornano: cosa ha di tanto speciale Gus Baldoni?

“Sono in perenne movimento: devo sperimentare assetti, cimentarmi sulle geometrie,

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provare nuovi angoli. Durante la pandemia, in particolare, ho cominciato a sbizzarrirmi al pc disegnando nuove bici, percorrendo strade inesplorate e stressando i miei tecnici! A Enea, l’amico mago del ferro, posso chiedere qualsiasi cosa e dopo qualche perplessità iniziale arriva al risultato. Esaurita l’emergenza sanitaria, ha preso piedi la bici gravel: ne ho realizzata una con geometrie modificabili che permettono di trasformarla in mountain bike o bici da strada, semplicemente spostando una ‘boccolina’.”

Cosa significa ‘Gusoline’?

“Nel deserto la scritta gasolina diventa una visione per il ciclista, arrivato finalmente a un distributore con ristoro. E poiché il mio soprannome è Gus, ecco il marchio Gusoline, volto anche a sottolineare il contrasto tra benzina inquinante e benzina naturale.”

Avete già pensato ai prossimi viaggi?

PROFILI

DALLA NASCITA DI

BALDONI BIKE SHOP

AL MARCHIO DI BRAND

DI BICI SU MISURA, AUGUSTO ‘GUS’ È UN

PROFESSIONISTA

APPREZZATO DA CICLISTI, GRANDI MARCHI

INTERNAZIONALI E VIAGGIATORI. “MA LA PIÙ

GRANDE SODDISFAZIONE

LA PROVO QUANDO PER STRADA INCROCIO CITY

BIKE CON LA SCRITTA ‘BALDONI’.”

“Ci piacerebbe avventurarci in Africa. Ma prima c’è il Jova Tour! Durante le prove della band a Castrocaro, ho portato a Lorenzo la nuova bici in titanio, completamente artigianale, e se n’è innamorato. L’ha testata subito coprendo i 190 km che separano Castrocaro da Cortona. Per il tour al via l’8 agosto abbiamo messo a punto un tracciato di 2.000 km che unisce le varie città sedi dei concerti. Non sarò sempre presente perché il 5 settembre dovrò presentare la nuova bici alla fiera di Misano. Fino a novembre la mia agenda è full.”

Quanto è cambiato l’universo delle dueruote dai tempi dei suoi esordi?

“Tantissimo: le bici oggi hanno freni a disco, forcelle e tubi più sottili; sono mutati rapporti e geometrie, le ruote con cerchio più largo danno maggiore stabilità mentre l’uso delle gomme tubeless in luogo delle camere d’aria garantisce maggior comfort. Purtroppo però le aziende oggi producono per fare i numeri, guardando più all’estetica che alle geometrie.”

Si dice che le bici di Baldoni abbiamo prezzi proibitivi…

“Un’affermazione che mi infastidisce. In realtà abbiamo bici dai 100 ai 15.000 euro: da quelle per bambini alle city bike. Certo, siamo orientati verso l’alta gamma e per una bici performante difficilmente si scende sotto i 4.000 euro. Ma la più grande soddisfazione la provo quando, girando per strada, incrocio city bike con la scritta ‘Baldoni’.”

È cosi importante la customizzazione?

“Prendiamo il caso di Lorenzo: con le bici tradizionali, perdeva la sensibilità in due dita, un guaio per un musicista. Problema mai più verificatosi dal momento in cui ha iniziato a utilizzare una bici ‘cucita’ sulla sua altezza, la sua posizione sul sellino. Una svolta.”

In chiusura, chi è Gus Baldoni?

“Un fuoco, una persona che non riesce a fermarsi mai, costantemente impegnato nella ricerca. Il punto fermo, sono sempre mia moglie e mia figlia diciassettenne. Ma sanno che ogni tanto devo partire.”

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CLAUDIA

MANAGER COSMOPOLITA

DALLA MODA INTERNAZIONALE

AL CESENA CALCIO

GATTI

Claudia Gatti incarna l’essenza della manager contemporanea: cosmopolita per vocazione, umanista per formazione, imprenditrice di sé stessa per innato spirito d’indipendenza. Dalle vette dell’alto artigianato della pelletteria toscana e dalle trattative con i colossi finanziari del Sol Levante, alla direzione commerciale del Cesena FC. Claudia Gatti, pesarese d’origine, è una manager poliglotta dalla forte azione strategica, che ha fatto dell’empatia culturale, del Made in Italy e dell’audacia del cambiamento la propria firma inconfondibile. La sua storia è un viaggio d’andata e ritorno tra le colline di Urbino e le luci di Fifth Avenue, tra i silenziosi uffici d’affari di Osaka e le passerelle della Milano Fashion Week. Un percorso trentennale speso a governare i flussi della moda internazionale nell’ambito dell’accessorio. Durante il lockdown ha creato Myclah, la piattaforma e-commerce e di comunicazione creata per sostenere le giovani designer italiane di accessori e moda. Poi a 52 anni, la svolta: l’ingresso nel management

del calcio professionistico con il Cesena Calcio. Oggi, al fianco della proprietà americana, Claudia Gatti, marketing manager del Cesena, applica le regole d’oro del luxury market al rettangolo verde, traducendo la ‘romagnolità’ in un brand globale senza mai snaturarne le radici.

Claudia, come è passata dalla passione delle lingue al business della moda?

“Fin da piccolissima ho sviluppato un’attrazione magnetica per tutto ciò che era ‘altrove’. Sono poliglotta: parlo fluentemente inglese, francese, tedesco e spagnolo, e ho acquisito nozioni di giapponese per la conversazione di base. Le parole sono il primo, vero ponte per costruire relazioni commerciali e umane. Subito dopo gli studi a Urbino ho frequentato un master in marketing e sviluppo del commercio estero. Così ho intrapreso uno stage alla Piero Guidi di Urbino, brand che aveva un mercato fortissimo in Giappone. Lì è nata la mia specializzazione pluridecennale sul mercato nipponico e di

DI BARBARA BARONIO
FOTO GIANMARIA ZANOTTI

conseguenza sono arrivate altre collaborazioni. Mi sono trasferita in Toscana per gestire un’importante azienda di pelletteria d’eccellenza che realizzava il vero Made in Italy per colossi come Valentino, Yves Saint Laurent, Versace e Chloé, e per conto dello stesso gruppo poi sono passata a New York per circa un anno e mezzo, facendo la spola con Firenze, per aprire un prestigioso showroom sulla Fifth Avenue. La New York di oltre venticinque anni fa è stata una palestra straordinaria, un crocevia di relazioni che il destino ha fatto riemergere, in modo del tutto inaspettato, nella mia avventura al Cesena FC.” Come è arrivato il suo trasferimento in Asia?

“Al mio rientro dagli Stati Uniti è iniziata la collaborazione con il marchio Gherardini, pietra miliare della pelletteria fiorentina che doveva aprirsi al mercato Giapponese. Fui

POLIGLOTTA, DALLA

FORTE AZIONE STRATEGICA, CLAUDIA GATTI HA FATTO DELL’EMPATIA CULTURALE, DEL MADE IN ITALY E DELL’AUDACIA LA PROPRIA FIRMA. OGGI GUIDA L’AREA COMMERCIALE E MARKETING DEL CESENA CALCIO, PORTANDO UNA VISIONE MANAGERIALE FRESCA.

incaricata di gestire i delicatissimi rapporti sinergici tra l’Italia e il Giappone, vivendo come resident a Osaka per diversi mesi. Lì ho compreso che l’empatia era la mia arma commerciale più potente: non si trattava solo di vendere, ma di far comprendere la poesia dietro ogni singola cucitura.”

Nel pieno di una carriera folgorante, ha deciso di ridefinire le sue priorità per amore. “Durante quegli anni intensissimi avevo conosciuto Carlo, l’uomo che sarebbe diventato mio marito, che viveva e lavorava a Cattolica. Per anni ho fatto una vita folle tra Firenze, Osaka, Cattolica, New York, Parigi e Milano. Quando ho capito che lui era la persona della mia vita, ho fatto una scelta radicale: ho rassegnato le dimissioni da AD e mi sono trasferita stabilmente in Romagna. Ho avuto la tenacia di ricollocarmi subito a Rimini come export manager, mantenendo intatta la mia rete di contatti internazionali.”

Con la nascita di suo figlio Alessandro è arrivata un’altra svolta: la libera professione. “La maternità cambia le prospettive. Ho capito che la struttura rigida del lavoro dipendente non si conciliava più con il tipo di madre che volevo essere. Così ho aperto la mia partita IVA come consulente. È una scelta che rivendico con orgoglio. Questo mi ha permesso di allargare gli orizzonti dall’accessorio al ready-to-wear, collaborando con brand straordinari come Peuterey, aiutando a lanciare il marchio di capispalla sartoriali Paltò sul mercato giapponese, e seguendo lo sviluppo di Department 5. Il mio ruolo è sempre stato quello di facilitatrice di sviluppo e connettore di mondi, forte di un’agenda relazionale che custodisco con cura da trent’anni.”

Poi è arrivata la telefonata del Cesena FC. Come ha reagito una manager della moda all’ingresso nel calcio professionistico?

“La mia prima reazione è stata di grande stupore. Non avevo nulla a che fare con il calcio, non ero una tifosa. Ma la nuova proprietà americana cercava una figura con una solida esperienza internazionale, una cono-

PH LUIGI REGA

scenza del mercato globale e una padronanza assoluta dell’inglese americano. Avevano bisogno di un interlocutore che dialogasse con loro senza filtri culturali, portando una visione manageriale fresca, non inquinata dalle vecchie logiche del calcio italiano. Incredibilmente, uno dei soci fondatori era una persona che avevo conosciuto a New York 25 anni prima. Il destino ha voluto che si ricordasse della mia professionalità, segnalandomi come la figura ideale per guidare l’area commerciale e marketing.”

Com’è stato l’impatto con questa nuova industria?

“È stata una scommessa enorme. Il marketing e lo sviluppo del brand seguono regole universali, ma il calcio ha dinamiche uniche ed emozionali, dove il ‘prodotto’ dipende da un pallone che entra o esce di pochi centimetri. Oggi sono alla mia quinta stagione con il Cesena FC e posso dire con orgoglio che la scommessa è stata ampiamente vinta. Da non tifosa, mi definisco una ‘tifosa in purezza’. A Cesena c’è un senso di appartenenza che prescinde dai risultati sportivi. Questa passione mi ha travolta e contagiata.”

Insieme alla proprietà americana, e in particolare con Nicholas Aiello, avete avviato una vera rivoluzione nel branding del club. Quali sono i pilastri del nuovo corso?

“Al nostro arrivo la situazione richiedeva una ricostruzione totale del brand. Insieme a Nicholas Aiello abbiamo mutuato il modello di business dello sport system americano, adattandolo alla sensibilità italiana. Abbiamo creato un Fan Village allo stadio per le fa-

“IL

CALCIO HA DINAMICHE UNICHE ED EMOZIONALI,” SPIEGA. “L’OBIETTIVO CHE CI SIAMO POSTI È DI ADATTARE IL MODELLO AMERICANO ALLA

SENSIBILITÀ ITALIANA, ELEVARE IL CONCETTO DI ‘ROMAGNOLITÀ’ A BRAND GLOBALE, SENZA MAI SNATURARNE LE RADICI.”

miglie, internalizzato e rivoluzionato il settore food & beverage, e oggi gestiamo tre punti vendita fisici stabili più un corner estivo a Cesenatico. Proprio in questi giorni abbiamo lanciato il nuovo sito web e l’app ufficiale del club, introducendo tecnologie d’avanguardia. Oggi abbiamo un vero e proprio staff che collabora con noi composto per l’80% da donne e questo team è una vera forza.”

Una scelta strategica chiara: non americanizzare il Cesena, ma esportare la ‘romagnolità’.

“Sarebbe stato un errore snaturare l’identità del club per renderla artificialmente internazionale. Con l’ufficio stampa e comunicazione abbiamo scelto la strada opposta: elevare

il concetto di ‘romagnolità’ a brand globale. Tutte le nostre campagne ruotano attorno al concetto di ‘Cesena FC, Capitale della Romagna’ e a far percepire la forza autentica di questa terra.”

Fa la pendolare ogni giorno da Cattolica a Cesena. Come si concilia questa dedizione con la vita privata?

“Il calcio è totalizzante, non ha orari e non ha feste. L’unico momento di respiro è tra fine giugno e primi di luglio, ma noi della struttura commerciale non ci fermiamo mai: stiamo già progettando i kit da gioco per le stagioni 2027 e 2028. Quest’anno abbiamo grandi novità, come il nuovo sponsor tecnico Macron, un partner d’eccellenza per il food & beverage, e il rinnovo della partnership strategica con un brand globale come Heineken, che dimostra la solidità del nostro progetto aziendale.”

Qual è il suo messaggio per le giovani donne che desiderano intraprendere una carriera di vertice nell’impresa o nello sport?

“Il nostro dovere come manager e come esseri umani è concentrarci sulla metà piena e sfruttarla al massimo. Alle giovani donne dico di non aver paura di cambiare, di osare anche quando le circostanze consiglierebbero la prudenza. Studiate le lingue, viaggiate, cercate di capire cosa dice il mondo ma, soprattutto, non rinunciate mai alla vostra empatia. Nel business le competenze tecniche si possono acquisire, ma la capacità di connettersi intimamente con le persone e di valorizzarne l’identità è l’unico vero lusso che non passerà mai di moda.”

Il vero lusso è non dover pensare a nulla. Trasformiamo il tuo viaggio in

VOCE

ARIANE

DIAKITE: CANTANTE, BALLERINA E CORISTA DEI BIG

IN TOUR

“Canto perché non potrei fare niente di diverso. Cantare è il mio autentico modo di vivere, di esprimere le emozioni e di condividerle con gli altri. Ho avuto momenti di forti ripensamenti che mi hanno portato a cambiare strada, ma quando si ha una passione è difficile rinunciarci e ho deciso di rimanere fedele a me stessa.”

Nata a Palermo da padre originario del Mali e da madre della Costa d’Avorio, la voce di Ariane Diakite, 31 anni, cantante soul, R&B e pop, forlivese d’adozione e mamma di Marianne di 7 anni e mezzo, ha fatto il giro del mondo. “Da bambina il mio sogno era fare la cantante,” sorride. Un sogno che prende corpo all’età di 13 anni quando calca il primo palco importante aprendo il concerto dei Nomadi al Palasport di Faenza e che prosegue quando Laura Pausini la sceglie come corista in The Greatest Hits World Tour 2013-2015 e nel Simili World Tour (2016-2017). E

CANTANTE SOUL,

R&B E POP, FORLIVESE

D’ADOZIONE, ARIANE

INIZIA A CALCARE

I PALCHI A 13 ANNI

APRENDO I CONCERTI

DEI NOMADI.

CORISTA DI LAURA

PAUSINI E DI IRAMA,

OLTRE CHE BALLERINA

NEL PROGRAMMA

DI FIORELLO

VIVA RAI2!

poi, avanti ancora, come corista di Irama, con il quale continua a collaborare.

Nel 2023 Ariane Diakite approda anche in tv partecipando al programma di Fiorello Viva Rai2!. Non come cantante ma come ballerina dopo l’incontro con il coreografo di Laura Pausi-

ni, Luca Tommassini, che la propone per un ruolo per lei un po’ più insolito. “Un’esperienza meravigliosa,” racconta, “Fiorello è una persona che ti sprona a dare il massimo col sorriso. Mi ha fatto sperimentare e superare i miei limiti. Ho un bellissimo ricordo di quel periodo.”

Il suo è un percorso artistico poliedrico che il padre Abdoulaye – il quale aveva trovato lavoro a Forlì nello storico stabilimento Zanussi – e la madre Coulibaly sostengono fin da quando Ariane era piccola. “La mia famiglia, arrivata in aereo a Palermo per poi trasferirsi a Forlì trent’anni fa, non era benestante ma mi ha sempre sostenuto, come fa ora occupandosi di Marianne quando sono fuori per lavoro. I miei genitori hanno creduto in me, che amavo la danza, la recitazione, il canto,” ricorda con emozione. “Ho frequentato l’Ateneo Danza di Forlì sperimentando nuove possibilità.”

È ancora all’età di 13 anni che

DI PAOLA FRANCIA
FOTO NAPHTALINA

il padre la convince a partecipare al Festival di Castrocaro – la più giovane concorrente – per la prima apparizione televisiva su Rai 1 e successivamente la iscrive, a sua insaputa, a X Factor “Quella per me è stata una grande delusione, a tal punto che avevo deciso di chiudere con il canto,” dice. “Ma poi la vita ti porta dove devi stare.”

È l’incontro con Laura Pausini a riaccendere la passione: dopo un mese di studio, Ariane viene scelta come corista per The Greatest Hits World Tour. “Il Tour

mondiale doveva durare nove mesi e invece è durato quattro anni e mezzo: ho visto il mondo due volte ed è stata l’esperienza che mi ha formato umanamente e professionalmente. Lo devo a Laura che mi ha sempre sostenuto e motivato,” racconta Ariane. Un percorso all’insegna del canto e del ballo, di cui la piccola Marianne è fiera e orgogliosa, e di un impegno di tempo che la porta lontano da Forlì, che ama e considera la sua casa, e che dopo quattro anni sui palchi di tutto il mondo le fa scoprire l’in-

segnamento che prende avvio con il laboratorio corale dell’associazione Regnoli41, insieme a Laura Zoli. Un progetto che coinvolge circa una sessantina di coristi di età, storie ed esperienze diverse.

“Trovo soddisfazione in tutti gli ambiti in cui ho lavorato: dal canto all’insegnamento,” dice Ariane.

Nel 2022 nasce la collaborazione con Irama, di cui è diventata corista. “Con me è stato meraviglioso,” racconta. “Mi ha dato libertà di espressione e lavoriamo

IN ALTO, ARIANE DIAKITE SUL PALCO
DEL SIMILI WORLD TOUR (2016) DI
PAUSINI, CHE SI INTRAVEDE
SCHERMO SULLO SFONDO.

MUSICA

“LA VOCE È UN DONO CHE

MI HA SALVATO IN TANTI MOMENTI,”

RACCONTA ARIANE. “DOPO LE ESPERIENZE CON I GRANDI NOMI DELLA MUSICA HO UN SOGNO NEL CASSETTO: DIVENTARE LA CORISTA DI ZUCCHERO.”

ancora insieme.”

Parallelamente porta avanti un progetto musicale con una formazione cover, il trio soul funky con Davide Lavia alle tastiere e Chicco Capiozzo alla batteria, nei locali della riviera romagnola, reinterpretando i grandi successi delle icone del soul, funk e R&B, da Etta James ad Alicia Keys.

“Da grande vorrei continuare a percorrere la strada del canto che per me è vitale. Dopo esperienze con i grandi nomi della musica ho un sogno nel cassetto: diventare la corista di Zucchero,” sorride. “Amo il blues, il soul, la sua timbrica vocale. La sua musica è quella che vibra insieme a me e che sento più affine.”

Il suo è un talento dotato di ironia e di simpatia, che ama il ruolo di solista ma che ha trovato nella dimensione collettiva del coro e dell’insegnamento il valore della comunità. “Il mio talento è il mio dono. Nella vita di ognuno c’è una dote, la mia è la voce. Un dono che mi ha salvato in tanti momenti e mi ha fatto crescere,” racconta con trasporto. “Non è un lavoro facile, lo porto avanti con impegno e serietà e lo devo a Laura Pausini. Il canto non è un hobby e richiede studio perché la voce è uno strumento musicale,” conclude Ariane. “Ai giovani che come me guardano al futuro, consiglio di impegnarsi e di cercare nuove connessioni, perché cantare è una professione fatta di competenze ma anche di fortuna e di tanta passione.”

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CAMPEGGIO

DUE GLAMPING PER SOGGIORNI

ESCLUSIVI E MOMENTI LENTI IN NATURA

GLAMOUR

TESTO E FOTO DI CRISTINA MAZZI

Angoli incastonati tra le colline romagnole dove lo sguardo spazia dai vigneti, ai campi coltivati che profumano di lavanda, fino al mare. Dove il tempo si ferma, tra silenzio e natura. Se negli ultimi anni le vacanze e le attività all’aria aperta sono diventate una vera e propria tendenza globale, anche in Romagna sono nate esperienze immerse nella natura difficili da dimenticare. Anche qui impazza la voglia di ‘glamping’, letteralmente il ‘camping glamour’ con strutture attrezzate dotate di tutti i comfort. Il nostro viaggio per scoprire queste strutture circondate dal verde ci ha portato al Glamping Pettirosso di Bertinoro, nel forlivese, e al Respiro Glamping, un piccolo altopiano che ospita la più natura incontaminata sulle prime colline cesenati. Lora e Luca, i proprietari di Re-

spiro, ci accolgono al tramonto. E iniziamo a chiacchierare. Di sottofondo solo grilli, fruscio del vento e natura. “Tutto è nato durante il Covid, quando ho lasciato il mio lavoro in una grande azienda, grazie al quale ho viaggiato in tutto il mondo, e ho cambiato vita. Tornata in Romagna ho incontrato Luca, il mio compagno, e pian piano abbiamo realizzato un sogno: trovare una casa per noi che ci permettesse di vivere immersi nel verde e aprire l’attività che abbiamo oggi. Uno stile di vita che mi ha permesso di tornare ad assaporare i tramonti con i miei tempi. E, in fin dei conti, di tornare bambina. Di tornare alle mie radici fra i giri in bici nei campi di grano, ricordando gli anni felici dell’infanzia vissuti con i nonni contadini.” Dopo tre anni di ricerche si è

SULLE COLLINE DELLA

CAMPAGNA CESENATE, RESPIRO GLAMPING DI LORA E LUCA È UN RIFUGIO PER EVADERE DAL TURISMO DI MASSA. “HO CERCATO DI COSTRUIRE IL POSTO CHE SCEGLIEREI PER STACCARE E RITROVARMI.”

svelato il posto dei sogni, aperto ufficialmente due anni fa. “Mi hanno ispirata i viaggi in giro per il mondo,” prosegue Lora. “Ho cercato di costruire il posto che sceglierei per staccare e ritrovarmi, trascorrendo un’esperienza unica nella natura, assaporandola dall’alba al tramonto. Per questo offriamo solo una camera, per due persone, intima e immersa nel verde, ben lontana dal turismo di massa. Ci teniamo molto all’esclusività, alla privacy. E all’ambiente: cerchiamo di essere più sostenibili possibile e totalmente plastic free.”

Le grandi vetrate dell’unica camera si affacciano sulle vallate. Anche la doccia (interna ed esterna) è panoramica. Completano l’esperienza una tinozza in legno riscaldata con idromassaggio all’aperto, completamente riservata. Ideale in ogni stagione,

anche immersi nella neve. Un po’ più in là un’area relax con lettini e ombrellone, zona pranzo/cena, letto outdoor, braciere e serra limonaia panoramica. Su richiesta massaggi ed esperienze sulle due ruote in collaborazione con realtà del territorio. “Ho imparato il rispetto per la terra, la natura, e per le persone che la lavorano già da bambina. Fondamentale poi è stata la laurea in Scienze Gastronomiche,” prosegue Lora. “Oggi sto imparando a fare la contadina. Quanto vorrei i miei nonni qui a insegnarmi.” Per questo i sapori che i suoi ospiti possono concedersi, se richiedono un aperitivo o cena (c’è anche la possibilità di utilizzare il braciere per grigliare in autonomia) sono solo quelli

che provengono dal loro grande orto, dalla terra e dal territorio circostante. “Quando offro torte, crostate e i prodotti locali per colazione, spesso iniziamo a chiacchierare, a volte gli ospiti si confidano. Nascono rapporti veri, nel vero e proprio spirito ospitale romagnolo. D’altronde molti di loro arrivano dalla Romagna, poi c’è chi ci raggiunge da Bologna o dalle Marche, e i turisti stranieri che organizzano tour in Italia. Quando vanno via spesso ci lasciano pensieri, disegni o addirittura poesie per ringraziarci di questo tempo dove si sono ritrovati e rigenerati. Oggi viaggio grazie a loro restando ferma nel mio angolo felice,” conclude la titolare.

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IL GLAMPING

PETTIROSSO DI ANJA

BECKER OFFRE TRE

TENDE TOTALMENTE

ISOLATE E ABBRACCIATE

DALLA NATURA, DOVE DI NOTTE IL CIELO

SEMBRA UN DIPINTO. “PER CONCEDERSI IL LUSSO DI RALLENTARE.”

ti da Bertinoro, nel 2025 è nato il Glamping Pettirosso. Anja Becker, la proprietaria, con una lunga esperienza nel turismo e ospitalità, ci apre le porte di casa. “Ho lavorato tanti anni in questo settore a Milano Marittima, poi ho gestito un agriturismo nel forlivese. Ma l’idea del glamping è nata durante il Covid: abbiamo fatto ricerca, a partire dal posto giusto dove far nascere questa struttura, che è stata completamente ristrutturata da un antico rudere. Abbiamo cer-

cato di rispettare il più possibile l’anima del luogo, ma con tutti i comfort per gli ospiti.” Pettirosso offre tre tende totalmente isolate e abbracciate da piccoli scorci di natura selvaggia, dove di notte il cielo sembra un dipinto, e una camera all’interno dell’agriturismo. Le tende offrono tutti i servizi più confortevoli, idromassaggio privato compreso, oltre alla piscina comune. L’atmosfera che si respira passeggiando è quella di una volta, dove la pace regna sovrana e i campi,

specialmente in questo periodo dell’anno, profumano di lavanda e rosmarino. Mentre il buongiorno sa di confetture di more fatte in casa, olio, salumi, formaggi e pane del territorio.

“L’impegno per la sostenibilità per me è uno stile di vita. Ad esempio abbiamo adottato la scelta del plastic free, eliminato i docciaschiuma monodose, acqua solo in vetro. Ogni tenda ha i contenitori della differenziata.” Ad apprezzare particolarmente questa esperienza sono, spiega la proprietaria, le coppie giovani romagnole e non solo. Insieme ai turisti stranieri che si concedono questo angolino di pace e natura durante i viaggi in moto in Italia. “Lo spirito che cerchiamo di trasmettere agli ospiti è di concedersi il lusso di rallentare, di godersi l’atmosfera più semplice e genuina che offre la natura, di vivere ‘disconnessi’, non solo di pernottare comodamente. Sono cresciuta in Germania in un contesto rurale, e così per me si è chiuso il cerchio. Godersi un tramonto lento, mentre laggiù vedi correre un capriolo o una lepre, sentire il venticello sulla pelle, oppure assaporare i sapori veri, ti fa riconnettere davvero con te stessa. È il semplice effetto di vivere a profondo contatto con la natura.”

IN QUESTA PAGINA, UNA DELLE TENDE E L’AGRITURISMO DEL GLAMPING PETTIROSSO DI BERTINORO.
PH GIOVANNI PASINI

BORGO

TRA EVENTI TRADIZIONALI E INSOLITI, PREMILCUORE

SI ANIMA

TUTTO L’ANNO

CREATIVO

Non c’è da stupirsi se le quasi 700 anime che vivono nella pace di Premilcuore, piccolo paese immerso fra le montagne dell’alta Valle del Rabbi, al confine con la Toscana, certi giorni dell’anno vengono raggiunte da tantissime persone che provengono in lungo e in largo da ogni angolino della Romagna. E non capita così di rado. Infatti, durante l’anno sono oltre 50 gli eventi di ogni tipo che Comune, Pro Loco, associazioni locali e realtà del territorio organizzano per animare il piccolo borgo medievale. Ma facciamo un passo indietro. Questo antico scorcio di Romagna offre attività sportive ed escursionistiche tutto l’anno, come i percorsi lungo il fiume Rabbi in bici, con l’e-bike, i sentieri nella natura e le escursioni alla ricerca delle erbe più disparate che richiamano tanti turisti. Complice il meraviglioso Parco delle Foreste Casentinesi, meta di percorsi escursionistici di ogni

TRA NATURA E

ATTIVITÀ SPORTIVE, EVENTI CULTURALI, ENOGASTRONOMICI

E ARTISTICI, IL PICCOLO

BORGO MEDIEVALE

DI PREMILCUORE

DIVENTA UNA FESTA

A CIELO APERTO

ATTIRANDO SEMPRE

PIÙ PERSONE DA

TUTTO IL TERRITORIO

E OLTRE.

tipo, dai trekking con guida alle passeggiate nel bosco per rigenerarsi e staccare dalla città. Il Parco, infatti, si può visitare con escursioni a piedi, in mountain bike, a cavallo o, in inverno, con gli sci da escursionismo e le ciaspole, lungo i circa 600 chilometri della rete sentieristica.

Oltre ai percorsi trekking più impegnativi, nel territorio del Parco ci sono 9 Sentieri Natura, brevi itinerari situati in zone facilmente accessibili, la cui caratteristica principale è di essere predisposti per mostrare le particolarità che si incontrano lungo il cammino, e che potrebbero facilmente sfuggire ai visitatori meno attenti o meno preparati. Inoltre in Campigna e a Badia Prataglia sono stati allestiti due ‘Sentieri per tutti… i sensi’ accessibili a tutti.

Oltre alla natura, già dai primi mesi dell’anno Premilcuore diventa una festa a cielo aperto tra spettacoli, eventi culturali ed enogastronomici, artistici, per bambini e attività letteralmente di ogni tipo che richiamano sempre più persone. Ce n’è per tutti i gusti, e appunto per tutte le età. Fra questi non possiamo, ad esempio, non citare l’amatissima ‘Salmonata Umana’: un’allegra e colorata sfilata che risale il fiume Rab-

DI CRISTINA MAZZI FOTO GIULS PHOTOS

“ORGANIZZIAMO TANTI EVENTI PER GENERARE TURISMO E FAR CONOSCERE LA NOSTRA REALTÀ,” RACCONTA BIONDI, PRESIDENTE DELLA PRO LOCO. “SIA I GIOVANI CHE I PIÙ ANZIANI CI DANNO UNA MANO COME VOLONTARI.”

IN APERTURA, UNO SCATTO DELL’EDIZIONE 2026 DELLA COLORATISSIMA ‘SALMONATA UMANA’. IN QUESTA PAGINA, LA FESTA PER IL 60° ANNIVERSARIO DELLA SAGRA DELLA CASTAGNA.

bi dedicata a tutti coloro che amano andare ‘controcorrente’, come spiega Adamo Biondi, presidente da tanti anni della Pro Loco di Premilcuore, attiva da oltre 50 anni. “È uno dei primi eventi che inaugura l’estate, la organizziamo solitamente a fine giugno,” spiega Biondi. “Quest’anno ci sono stati oltre 250 iscritti e ne abbiamo davve-

ro viste delle belle. Ovviamente ho sfilato anch’io travestito, ma c’erano tanti gruppi di amici e persone che ci hanno raggiunto da ogni angolo della Romagna vestiti da supereroi, protagonisti dei film preferiti, mestieri di ogni tipo, personaggi famosi e così via. Insomma nessuna regola, ognuno scegliere il costume che preferisce, poi viene premia-

to il più bello per il pubblico.” Diventa un’esperienza davvero divertente e unica che, come sottolineano gli organizzatori, è “difficile da dimenticare: ci si può immergere in un fiume di emozioni, sfidando gli amici senza dare ascolto alla propria… ‘dignità’. La sfilata viene anticipata, la sera prima, dal ‘Salmon Party’ nella piazza principale del borgo, altro evento che attira tanti giovani.”

Ma a Premilcuore il calendario degli eventi non si ferma qui. Si parte in aprile con alcune escursioni come ‘Erbe in bisaccia’ alla ricerca delle erbe selvatiche del territorio insieme a all’erborista. Po si passa, ad esempio, alla giornata circense del mese di maggio e alla ‘Salmonata Umana’ che apre l’estate. Nel mese di luglio l’evento più gettonato è il ‘Gorgo-grill: giro dei bar’, quest’anno partecipato da oltre 200 persone. E poi si entra nel clou dell’estate.

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QUESTO ANTICO

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SPORTIVE E ATTRAZIONI

NATURALI TUTTO

L’ANNO. “QUANDO IL FINANCIAL TIMES

HA ‘SCOPERTO’ E CELEBRATO LA GROTTA

URLANTE, SONO ARRIVATI TANTISSIMI TURISTI,” SPIEGA BIONDI.

TERRITORIO

“Negli ultimi anni sono sempre più attese la Sagra del Cinghiale, che attira fino a 4.000 persone,” prosegue Biondi, “quella della Fiorentina e la Sagra del Tortello alla Lastra, che celebra il Ferragosto. Per non parlare poi della storica sagra della Castagna, quest’anno giunta alla 62a edizione, dove arrivano più di 2.000 persone da tutto il territorio. Sicuramente oggi ci aiutano molto i social nella promozione, anche per arrivare ai più giovani. Tantissimi di loro ci danno una mano come volontari, questo è molto bello. Ma devo dire che a Premilcuore anche gli anziani si danno tanto da fare, aiutano nei bar tutto l’anno. C’è tanto senso di appartenenza al paese. Qui ci sentiamo come una grande famiglia. Io sono nato nel borgo

e non me ne andrei per nessun motivo. Sicuramente nel tempo è cambiato, i turisti vengono soprattutto nel weekend o per partecipare ad attività. Tanti residenti si sono dovuti trasferire nelle città più grandi, come Forlì, per lavoro, ma per fortuna tanti altri riescono a lavorare da remoto e sono rimasti in paese. Qui ci conosciamo tutti e viviamo tranquillamente. I bambini giocano per strada e fra di loro, prima di prendere in mano un telefono. Quello che cerchiamo di trasmettere quando organizziamo le feste è la semplicità e il ritorno alle origini, si fanno tante attività manuali come impastare la piadina, giocare, tutto insieme, come una volta. Organizziamo così tanti eventi per generare turismo e far conoscere

la nostra realtà semplice ma che può dare tanto agli appassionati della natura e dello sport. Quando il Financial Times ha ‘scoperto’ e celebrato la Grotta Urlante, sono arrivati tantissimi turisti,” conclude Biondi. Fra le meraviglie visitabili all’interno del Parco delle Foreste Casentinesi, nella frazione di Giumella, a pochissimi chilometri da Premilcuore, infatti, c’è questo spettacolo naturale creato da un ‘semplice’ salto d’acqua, degno di essere citato anche dal celebre giornale. La Grotta Urlante prende questo nome dal rumore che fa l’acqua saltando: in un silenzio assordante come è quello della grotta, l’unico suono che si sente è proprio quello dell’acqua, amplificato dall’acustica naturale delle rocce.

MEF PARRUCCHIERI

TRA I MIGLIORI HAIRSTYLIST D’ITALIA

Competenza, creatività e cura del benessere del cliente sono i principi guida dello storico salone forlivese che ha festeggiato il prestigioso traguardo dei 50 anni

di attività. Quella di MEF Parrucchieri di Maurizio e Federica Sedioli, in viale dell’Appennino 209, è una storia di famiglia e di passione che da tre generazioni ne

LO STORICO SALONE DI MAURIZIO E FEDERICA SEDIOLI, ECCELLENZA

ARTIGIANA INSERITA

NELLA PRESTIGIOSA

GUIDA TOP HAIRSTYLISTS 2026, HA FESTEGGIATO IL

TRAGUARDO DEI 50

ANNI.

ha fatto un’eccellenza artigiana radicata nel territorio forlivese e inserita nella prestigiosa guida

Top Hairstylists 2026, l’olimpo dei migliori parrucchieri l’Italia

Maurizio Sedioli muove i primi passi nel mondo dello stile nel 1965, dopo aver appreso le arti del mestiere dal padre barbiere e dalla sorella parrucchiera, fino a diventare maestro d’arte a scuola, con esperienze a Londra, in Spagna, in Francia e a Milano con Aldo Coppola, marchio di riferimento nel mondo del beauty e del fashion. “Amo la mia terra e il valore del territorio,” dice con grande convinzione. “Sono rimasto nella mia città dove ho sempre avuto anni di lavoro fruttuosi con grandi soddisfazioni.”

Tra rasoi, forbici e set televisivi, negli anni Settanta dà vita a un’identità professionale solida e riconoscibile, celebrata dalle principali riviste italiane di settore e lifestyle, da Donna Moderna a Grazia, fino a Vogue, Chi, Tv Sorrisi e Canzoni e StileCapelli

Negli anni Novanta inizia la collaborazione con la Rai, al fianco dei più famosi artisti del mondo dello spettacolo, sviluppando doti professionali che lo portano a diventare il noto hair stylist di oggi. Negli anni trasmette la sua passione per la bellezza alle figlie Francesca e Federica, che lo seguono nel suo percorso professionale: Federica da vent’anni

“AMO LA MIA TERRA E APPREZZO IL VALORE DEL TERRITORIO. NELLA MIA CITTÀ HO AVUTO GRANDI

SODDISFAZIONI,” DICE

MAURIZIO SEDIOLI CHE

NEGLI ANNI SETTANTA HA

DATO VITA ALL’ATTIVITÀ ED È AFFIANCATO DALLE

FIGLIE FEDERICA E FRANCESCA.

come parrucchiera e Francesca come estetista.

In occasione del cinquantesimo anniversario, nel mese di gennaio MEF Parrucchieri ha ricevuto da CNA Forlì Città la targa celebrativa come eccellenza artigiana forlivese , esempio virtuoso di qualità, innovazione e radicamento locale. Una realtà capace di offrire consulenza personalizzata, manualità esperta e risultati affidabili.

Fulcro dell’attività sono il taglio e la ricerca sul colore per la quale il salone si è affermato come punto di riferimento, in particolare nella valorizzazione delle diverse sfumature di biondo. Tecniche di schiaritura – come balayage e airtouch – e taglio si integrano

con trattamenti professionali di ultima generazione. A occuparsi della consulenza e della cura della clientela è un team affiatato e altamente specializzato, che unisce preparazione tecnica, ascolto e passione, anticipando e interpretando le nuove tendenze di un look personalizzato per ogni cliente.

All’interno del salone dalle linee contemporanee, tra i toni del bianco e del nero, è stata realizzata l’area barber, pensata come spazio che introduce a un’atmosfera più intima e distintiva. L’area dedicata all’estetica è affidata, da oltre trent’anni, a Francesca Sedioli che si avvale di numerosi macchinari, tra cui epilazione laser a Diodo e pressoterapia

oltre ai servizi tradizionali, con prodotti all’avanguardia e uno spazio per la loro rivendita. Vera e propria novità è il trattamento Endospheres, tecnologia made in Italy che riattiva, tonifica e rigenera il corpo in modo naturale.

“Un laboratorio creativo in costante movimento, dove il passato diventa competenza e il futuro prende forma ogni giorno,” affermano gli organizzatori del premio che ha inserito MEF nella prestigiosa guida cartacea e online Top Hairstylists 2026 - I migliori parrucchieri d’Italia, che da oltre vent’anni seleziona i saloni che si distinguono per creatività, spinta all’innovazione, qualità dei servizi e cura dell’esperienza del cliente.

Quest’anno i criteri di valutazio-

ne hanno portato alla promozione di solo 162 saloni in tutta Italia, scelti all’interno di una platea che conta oltre 90.000 attività sul territorio nazionale.

“Il mestiere di parrucchiere è un’arte,” dice Maurizio Sedioli. “Ai giovani che vogliono lavorare in questo settore consiglio forza di volontà e perseveranza per dedicarsi alla bellezza, allo stile e alla cura del benessere delle persone. Quando dedichi tempo e impegno al mestiere che ami e ti appassiona, ti riesce al meglio.”

IN APERTURA, MAURIZIO E FEDERICA SEDIOLI, IN ALTO, LO STAFF DI MEF PARRUCCHIERI.

LA CURA CHE NASCE DALL’IDEA DI FAMIGLIA

DENTISTI DA 3 GENERAZIONI

In Clinica Merli la famiglia non è solo un valore, ma il fondamento del nostro modo di lavorare.

Da oltre 70 anni, la conoscenza odontoiatrica si trasmette di generazione in generazione, arricchendosi di esperienza, confronto e innovazione continua.

Essere una famiglia significa condividere responsabilità, visione e attenzione autentica verso ogni paziente.

Significa crescere insieme, mantenendo salde le radici e guardando al futuro con competenza e consapevolezza.

È da questa idea di famiglia che nasce il nostro approccio alla cura: serio, umano e orientato alla qualità nel tempo.

OLTRE

IL FORNO DEMETRA DIVENTA LUOGO DI NUTRIMENTO PER LA COMUNITÀ

IL PANE

Oggi si parla spesso di comunità, ma costruirla davvero è più difficile. C’è chi, però, prova a farlo, partendo da un gesto antico e quotidiano: fare il pane. È l’idea che guida Sabrina Bianchi fin dal giorno in cui, quasi sei anni fa, ha aperto il suo forno Demetra a Longiano: restituire al pane il ruolo che aveva un tempo, quando non era soltanto un alimento, ma il centro della vita di una comunità. “Volevo fare in modo che il forno tornasse un po’ a essere quello che era una volta, ovvero un luogo d’incontro,” racconta.

Dopo gli studi in filosofia e l’esperienza nel ristorante di famiglia, Sabrina ha scelto di dedicarsi completamente alla panificazione, con l’obiettivo di ricreare quel rituale collettivo che negli anni si è perso, “uno spazio in cui incontrarsi come esseri umani.” Negli ultimi due anni questa visione ha preso forma attraverso iniziative che hanno trasformato il forno in una piccola ‘piazza contemporanea’: non una piazza nel senso tradizionale, ma un luogo aperto, capace di favorire relazioni. Qui, nel forno, il pane rimane il centro di tutto, ma è un centro che si dilata oltre le mura ed è capace

DI CLARISSA COSTA

SABRINA BIANCHI

HA TRASFORMATO

IL SUO FORNO IN UNA PICCOLA ‘PIAZZA CONTEMPORANEA’, UN LUOGO DI INCONTRO CHE ACCOGLIERE LA COMUNITÀ, TRA CIBO, STORIE, LIBRI, MUSICA, CINEMA E CONFRONTO.

COMUNITÀ

di accogliere persone e popolarsi di storie, libri, musica, cinema e confronto. La prima delle iniziative nate per animare la ‘piazza di Demetra’ è stata la ‘Libera Infornata’, un appuntamento che permette a chiunque di portare impasti preparati a casa e cuocerli nel forno professionale di Demetra. Un gesto semplice che diventa occasione di scambio. E, mentre il pane cuoce, il tempo si riempie: “Partecipano bambini, anziani, famiglie, persone straniere. È un momento bellissimo. Ogni volta invitiamo qualcuno a raccontare un progetto o un’esperienza, o a suonare musica, cercando di creare dialogo tra le persone.”

Parallelamente, e con lo stesso spirito, è nato anche ‘Pane... e racconti’, un format che intreccia prodotti stagionali, lette-

ratura e cultura. L’idea è destinata a evolversi, anche grazie a un nuovo spazio aperto accanto al forno, pensato per accogliere incontri e attività culturali, oltre che essere il luogo perfetto per fermarsi e fare colazione. “Fare il pane insieme, cuocerlo insieme, avere degli sguardi diversi attraverso più linguaggi: noi cerchiamo di comunicare usando il pane come veicolo, tenendolo al centro del tavolo per far sì che diventi un nutrimento, non solo come cibo ma su più livelli.”

Da questa stessa visione è nata Semenza, una pubblicazione cartacea in formato poster che ogni mese propone riflessioni e racconta esperienze virtuose del territorio romagnolo. Ogni numero affronta un tema diverso, dando voce ad associazioni,

collettivi e persone che sperimentano modelli alternativi di comunità. “Quando si fa il pane si prende qualcosa di grezzo e, attraverso il tempo e la cura, lo si rende nutriente e digeribile. Con Semenza proviamo a fare la stessa cosa con le idee.”

Anche la scelta delle materie prime segue la stessa logica. Il forno lavora al 90% con produttori locali, costruendo rapporti che vanno oltre la semplice fornitura. “Cerchiamo di creare delle piccole comunità economiche che si autosostengono e che permettono a me di fare bene il mio lavoro e a queste realtà di poter vivere del loro.”

Per Sabrina, il pane diventa così una grande metafora: impastare, attendere il tempo della lievitazione e infine condividere qualcosa che possa nutrire.

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Buona

LUOGHI DI

IL VIAGGIO

FOTOGRAFICO

DI MARIO

CRESCI

NEGLI ATELIER

D’ARTISTA

CREAZIONE

Entrare in uno studio d’artista significa entrare nel luogo in cui l’opera prende forma: uno spazio fatto di gesti, materiali, memorie e intuizioni, dove il tempo della creazione lascia tracce. Da questa idea nasce In Studio. La scena del contemporaneo: quattro artisti per l’obiettivo di Mario Cresci, il progetto commissionato dal Comune di Savignano sul Rubicone nell’ambito delle attività della Fototeca comunale Marco Pesaresi, sostenuto dal PAC2025 – Piano per l’Arte Contemporanea promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. Mario Cresci, maestro indiscusso della fotografia contemporanea, professore, e direttore di Savignano Fotografia dal 1997 al 2000, ha lavorato negli atelier di quattro artisti romagnoli – Francesco Bocchini, Chiara Lecca, Alessandro Roma e Nicola Samorì – costruendo una mappa visiva della scena artistica contemporanea attra-

DI LUCIA LOMBARDI
FOTO MARIO CRESCI

MARIO CRESCI È

ENTRATO NEGLI

STUDI DI QUATTRO

ARTISTI ROMAGNOLI, FRANCESCO BOCCHINI, CHIARA LECCA, ALESSANDRO ROMA E NICOLA SAMORÌ, CREANDO UNA MAPPA

FOTOGRAFICA DELLA CREATIVITÀ.

verso i luoghi di provincia in cui le opere nascono e prendono forma, da Modigliana a Bagnacavallo, da Faenza a Gambettola. Il progetto si completa con una mostra allestita fino al 27 settembre proprio alla Fototeca, dove gli scatti dialogano con le opere dei quattro artisti, e con la pubblicazione di un catalogo edito da Dario Cimorelli Editore. Dalla visione delle immagini della mostra, colpisce una certa continuità: si ritrovano infatti molte affinità con i lavori realizzati in Basilicata e in Puglia, in cui emergeva una ricognizione antropologica sui modi di vivere delle persone, sui loro gesti e sulle relazioni, mentre in In Studio quello sguardo si sposta nel luogo di origine dell’opera d’arte. Mi sembra che il suo interesse resti lo stesso: andare oltre la forma visibile, cercare una dimensione più profonda. In questo senso la macchina fotografica diventa uno strumento espressivo, discorsivo, quasi

una forma di scrittura. Forse è anche questo che avvicina il suo lavoro alla letteratura, intesa come ricerca e racconto.

“Per me la fotografia è una forma di scrittura. Nasce soprattutto dal piacere di conoscere le persone. Mi viene in mente Mario Dondero, un caro amico. Diceva sempre: ‘Io faccio fotografia, ma dell’estetica mi interessa relativamente. Quello che conta è conoscere gli altri.’ Io gli rispondevo: ‘E forse anche conoscere se stessi.’ Lui rideva e replicava: ‘Gli altri, soprattutto.’ È un’idea che sento molto vicina. Per qualche ragione, nella mia vita ho fotografato più contadini che belle signore. Avrei potuto fare altro, ma sono sempre stato attratto dalle persone e dalle loro storie.”

Qui, invece, ha fotografato quattro artisti nei loro atelier, luoghi fisici e mentali di radicamento e di espansione. Li conosceva già?

“No. Ed è stata una scelta preci-

IN QUESTE PAGINE, GLI SCATTI DI MARIO CRESCI (NELLA FOTO IN APERTURA): IN ALTO, DA SINISTRA, CHIARA LECCA NEL SUO ATELIER DI MODIGLIANA E FRANCESCO BOCCHINI, NELL’ATELIER DI GAMBETTOLA. SOTTO, NICOLA SAMORÌ ALL’INTERNO DEL SUO STUDIO A BAGNACAVALLO.

sa. Ho voluto conservare la sorpresa. Quando entri in un luogo che non conosci, si mette in moto uno sforzo di immaginazione. È il momento più interessante, perché ti costringe a costruire uno sguardo senza pregiudizi. È lo stesso metodo che ho sempre adottato con i miei studenti. Prima si fa il sopralluogo. Solo in un secondo momento arrivano la storia, la memoria, le informazioni. Il primo impatto è fondamentale: serve a mettere a fuoco non tanto ciò che si vede, quanto il modo in cui si guarderà.”

Sembra che luce, tempo e spa-

zio diventino parte stessa della fotografia, in che modo l’incontro con ciascun artista ha influenzato le sue scelte? “Ho cercato di evitare uno sguardo omogeneo. Molti autori applicano lo stesso linguaggio a qualunque situazione. Io, invece, ho fatto il contrario: mi sono lasciato guidare dall’emozione del luogo, dalla luce, dagli oggetti, dalle opere e dalla presenza di ciascun artista. Ho calibrato il mio modo di fotografare in relazione allo spazio e all’identità di ogni studio. Con Chiara Lecca, per esempio, tutto era lumino-

so, vitale. Il suo lavoro nasce da un rapporto molto libero con la materia. Mi ha raccontato una storia bellissima della sua famiglia, del padre e del nonno, pastori sardi emigrati. Utilizza materiali di origine animale, li trasforma, li reinventa. Tutto questo è entrato naturalmente nelle fotografie. All’estremo opposto c’è Nicola Samorì. Il suo mondo è più tenebroso. La luce cambia completamente. Ci sono quei volti sofferenti, la pittura, un’atmosfera molto intensa. Era inevitabile che anche la fotografia diventasse diversa. Con Francesco Bocchini, per esempio, ho lavorato anche sull’idea del movimento. Le sue piccole macchine e gli oggetti che costruisce mi hanno suggerito di intervenire in post-produzione, facendo percepire quel senso di dinamismo che appartiene al suo lavoro. Alessandro Roma, invece, è immerso nelle sue grandi tele, nelle ceramiche, nei materiali che utilizza. Ho cercato di fotografarlo come parte integrante della sua opera, quasi fosse immerso dentro il proprio universo creativo. Ogni artista mi ha portato dentro un’atmosfera diversa che ho cercato di rispettare, senza imporre un linguaggio unico.”

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Dieci ambulatori, di cui cinque dedicati all’odontoiatria, due sale chirurgiche, un ambiente di radiologia all’avanguardia, un ambulatorio di microscopia operatoria, una sala di fotografia e scansione digitale del volto, un’unità di sterilizzazione di tipo ospedaliero, un laboratorio di progettazione CAD-CAM e stampa 3D, laser medicali e attrezzature di ultima generazione per garantire le migliori cure e il massimo dell’attenzione al nostro paziente.

RISCRIVERE

FRANCESCO MARIOTTI

DAL

DOLORE ALLA RINASCITA

LA FINE

“Il dolore non smette mai di cercarti fino a quando non decidi di accoglierlo e ascoltare quello che è venuto a dirti”: è questo uno dei messaggi più forti che prende forma nelle pagine del libro di successo Il viaggiatore della vita di Francesco Mariotti. Autore e imprenditore forlivese nel settore elettromedicale, Mariotti si è ricavato una folta nicchia di lettori per il suo stile e la capacità di affrontare temi complessi, che scavano nell’intimità di ognuno misurandosi con la sofferenza, la

fiducia e la speranza. Nel suo intenso racconto autobiografico, diventato un piccolo caso letterario anche grazie al passaparola, Francesco esplora il dramma della malattia e la dimensione della cura, trasformando le paure in trampolini e il dolore in un’occasione di rinascita Abituato a viaggiare per lavoro e per passione, Mariotti è costretto all’improvviso a confrontarsi con una malattia complessa e invalidante come la fibromialgia, che diventa il baricentro di una

narrazione potente e profondamente intima in cui la dimensione della cura supera il disagio fisico per diventare un itinerario di trasformazione emotiva e l’approdo a una nuova consapevolezza. Il viaggio di guarigione di Mariotti è un cammino evolutivo che intreccia l’ascolto del corpo con quello della mente e dello spirito. Una sceneggiatura circolare, articolata in cinque tappe, in cui l’autore, tra momenti di sconforto, picchi di elevata grati-

DI BEATRICE LAMIO
FOTO ANDREA BONAVITA

tudine e grande ironia, si spoglia dei ruoli di vittima e di paziente per giungere a una dimensione rinnovata e più forte di sé stesso. “Scrivere è stata la mia valvola di sfogo, un balsamo contro il dolore e la fatica, lo strumento di cura che ha alimentato il mio processo creativo. In questo senso, il libro nasce come inno alla vita e atto d’amore verso il prossimo.”

L’interconnessione e la forte intesa che Francesco Mariotti crea con i lettori attraverso la condivisione della sua storia sono un altro punto di forza de Il viaggiatore della vita, nonché un elemento ricorsivo nei tanti messaggi di stima e recensioni che l’autore continua a ricevere dalla pubblicazione del libro.

“Che magia la confidenza che si crea con i lettori, quella fluidità

di chi pare conoscersi da sempre pur senza essersi mai visti.” Gli incontri fatti durante la malattia, il sostegno e le relazioni che si creano dall’ascolto reciproco, rappresentano una sorgente di cura spontanea per l’autore forlivese e quella ragione in più per tagliare con determinazione il traguardo della guarigione. Dal successo ha preso forma un ulteriore lavoro narrativo, nato come il prolungamento naturale di un arto. Un nuovo romanzo di Francesco Mariotti, freschissimo di stampa, dal titolo Alla fine arriva Jenny. Il libro rafforza il tema del viaggio tra ironia e introspezione, proseguendo idealmente il percorso iniziato con Il viaggiatore della vita attraverso un itinerario circolare di terre e incontri che arricchiscono e conducono il protagonista

DIVENTATO UN PICCOLO CASO LETTERARIO, IL LIBRO AUTOBIOGRAFICO DI FRANCESCO MARIOTTI ESPLORA IL CONFRONTO CON UNA MALATTIA INVALIDANTE COME LA FIBROMIALGIA, TRA MOMENTI DI SCONFORTO, PICCHI DI GRATITUDINE E IRONIA.

e i lettori a esplorare, e riscoprire, il proprio ‘io’. I conti con la sofferenza che tocca le corde dei sentimenti più intimi, l’autore li aveva già iniziati prima della malattia quando in un tragico incidente stradale perse la vita il fratello, giovane musicista scomparso alla cui memoria è intitolata la prestigiosa scuola di musica ‘Messaggio Musicale Federico Mariotti’.

Con grande sensibilità e pragmatismo, Francesco Mariotti si conferma una delle voci emergenti più interessanti del panorama letterario forlivese e nazionale, capace di raccontare attraverso la semplice e apparente declinazione di un diario di viaggio la gincana emotiva di esperienze e sensazioni che conduce ognuno di noi ad affrontare e risolvere le proprie fragilità.

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PASSODUE LE PERSONE PRIMA DEI RUOLI

LA SCUOLA DI

BUSINESS ED

ETICA PROPONE

UNA GIORNATA

FORMATIVA PENSATA

PER SVILUPPARE

UNA LEADERSHIP

AUTENTICA CHE

RIMETTE AL CENTRO L’ESSERE UMANO.

In un contesto lavorativo sempre più orientato alla performance, alla velocità e al raggiungimento degli obiettivi, il rischio è quello di identificare le persone con il ruolo che ricoprono. Manager, imprenditori e collaboratori vengono spesso valutati solo per i risultati quantitativi che producono, dimenticando che la qualità delle persone e delle loro relazioni resta uno dei principali fattori di crescita per qualsiasi organizzazione. Da questa riflessione nasce Le Persone prima dei ruoli, il corso organizzato da Passodue che si terrà il 9 ottobre 2026 presso il Centro Universi-

tario di Bertinoro (CE.U.B.). Una giornata dedicata a coloro che, a prescindere dal ruolo che ricoprono, desiderano sviluppare la propria leadership affinché sia autentica, etica e consapevole, capace di generare risultati senza rinunciare all’umanità.

Alice Alessandri , fondatrice di Passodue, spiega che “il percorso invita a superare gli stereotipi che per anni hanno definito la figura del leader: controllo, forza, infallibilità e potere non sono gli unici modelli possibili. Dalla conoscenza di sé e dalla capacità di mettere le proprie qualità al servizio degli altri nasce la lea-

dership efficace, coerente con la propria personalità che consente di essere autorevoli senza essere autoritari, sensibili senza essere deboli, vulnerabili senza perdere credibilità.”

“Grazie alla collaborazione con la nostra accademia,” dice Luca Giorgetti fondatore di Accademia Enneagramma , “i partecipanti avranno a disposizione uno strumento concreto che partendo dall’analisi della personalità consente di comprendere comportamenti, gestione del tempo, approccio all’errore e attitudini relazionali proprie e degli altri così da migliorare comunicazione e collaborazione anche nelle situazioni complesse.”

L’iniziativa rientra nel percorso della Scuola di Business ed Etica, che da oltre dieci anni promuove un approccio al lavoro fondato sulla responsabilità, sul rispetto e sulla crescita delle persone. Un modello che considera il benessere organizzativo una leva strategica per favorire innovazione, fiducia e risultati duraturi.

A guidare il corso saranno Alice Alessandri, Alberto Aleo, Luca Giorgetti e Mauro Vedovello , esperti di Business Ethics ed Enneagramma, che accompagneranno i 40 partecipanti a cui è dedicata la giornata in un’esperienza formativa fatta di analisi, confronto ed esercitazioni pratiche

Le iscrizioni sono aperte con tariffa Early Bird fino al 31 agosto e dal 1 settembre a tariffa piena fino all’esaurimento dei 40 posti disponibili. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito di Passodue al link www.diariodiunconsulente.it/le-persone-primadei-ruoli/

IL FONDO PENSIONE FIDEURAM

Investire nel proprio domani

Il Fondo Pensione Fideuram(1) è un pensiero concreto da dedicare al proprio domani grazie ad una rendita integrativa del sistema previdenziale obbligatorio che ha come primo obiettivo il mantenimento del proprio tenore di vita nel tempo.

Il Fondo Pensione Fideuram propone sei comparti d’investimento per costruire la propria rendita integrativa nel tempo. Ogni soluzione d’investimento propone una specifica politica di gestione e un diverso profilo di rischio/ rendimento(2), da valutare in base al numero di anni che separano dalla pensione, alla situazione lavorativa e al patrimonio personale.

Il Fondo Pensione Fideuram consente di beneficiare di un trattamento fiscale favorevole sui contributi versati, sui rendimenti e sulle prestazioni grazie a:

✓ deducibilità dei versamenti dal reddito complessivo, nei limiti previsti dalla legge;

✓ riduzione dell’imposta sostitutiva sul risultato netto maturato;

✓ riduzione della ritenuta a titolo di imposta sulle prestazioni pensionistiche erogate.

Consente, inoltre, di destinare il TFR al Fondo Pensione e scegliere di attivare le prestazioni assicurative accessorie, anche in un momento successivo all’adesione, per proteggere te e i tuoi cari dalle conseguenze di un’improvvisa scomparsa o da un’eventuale invalidità permanente, conseguente a malattia o infortunio, che sopraggiungano prima del pensionamento.

(1) Fondo pensione aperto ad adesione individuale, istituito da Fideuram Vita S.p.A.

(2) Il profilo di rischio indicato per ciascun comparto tende ad aumentare in caso di permanenza per un periodo inferiore a quello indicato

CHECK UP FINANZIARIO GRATUITO

Sono disponibile a offrirti un check up finanziario gratuito, senza alcun impegno da parte tua, se non sei già cliente di Fideuram o di altre Società del Gruppo Intesa Sanpaolo. Contattami per avere maggiori informazioni.

Filippo Venturini

Private Banker* https://alfabeto.fideuram.it/filippo.venturini

Ufficio dei Private Banker di Forlì Piazza Orsi Mangelli, 5 - Tel. 0543 451911

Comunicazione di marketing riguardante forme pensionistiche complementari. Prima dell’adesione, per un’illustrazione completa delle caratteristiche, della contribuzione, dei costi, delle opzioni di investimento e dei relativi rischi del Fondo Pensione Fideuram, si raccomanda di leggere la Sezione I della Nota informativa “Informazioni chiave per l’aderente”. La Nota Informativa completa e il Regolamento sono messi a disposizione presso gli uffici dei Private Banker* di Fideuram e sui siti internet di Fideuram S.p.A. (www.fideuram.it) e di Fideuram Vita S.p.A. (www.fideuramvita.it).

* Il Private Banker è un professionista della consulenza finanziaria, previdenziale ed assicurativa iscritto all’Albo Unico dei Consulenti Finanziari.

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