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Forlì IN Magazine 02 2026

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NICOLETTA VERNA

UN CASO LETTERARIO

ANDREA FALZARESI

VACANZE FORMATO FAMIGLIA

MIRKO TRAVERSARI

PROFESSIONE PALEOPATOLOGO

Leggi la rivista online

In copertina di questo numero, Nicoletta Verna, scrittrice forlivese pluripremiata che ha stregato pubblico e critica, e Andrea Falzaresi, albergatore di Cesenatico fondatore di Club Family Hotel, catena per le vacanze in famiglia. Entrando nel cuore della rivista, incontriamo il paleopatologo Mirko Traversari, che studia vita e salute in epoche passate; Caterina Errani, fotografa di matrimoni internazionali e vip; tre scuole di Cesena che insegnano le arti marziali cinesi, discipline per il corpo e lo spirito. Scopriamo due modi di vivere la canoa, dallo sport estremo tra i fiumi appenninici alle escursioni per tutti presso il lago di Ridracoli; le iniziative di Movè, l’associazione forlivese che si occupa di salute maschile a 360 gradi; e i libri per bambini di Dolores Carnemolla, storie tutte da colorare sulle donne simbolo di Forlì. Buona lettura!

DI ANDREA MASOTTI

Edizioni IN Magazine s.r.l. Via Napoleone Bonaparte, 50 - 47122 Forlì | T. 0543.798463 www.inmagazine.it | info@inmagazine.it

Anno XXVII N.2 maggio/giugno Reg. di Tribunale di Forlì il 23/11/1998 n.27

Direttore Responsabile: Andrea Masotti

Redazione centrale: Clarissa Costa, Paola Francia Coordinamento di redazione: Roberta Invidia Artwork e impaginazione: Francesca Fantini

Ufficio commerciale: Gianluca Braga Stampa: La Pieve Poligrafica Villa Verucchio (RN) Chiuso per la stampa il 18/05/2026

Collaboratori: Barbara Baronio, Dolores Carnemolla, Vittoria Edini, Cristina Mazzi, Francesca Miccoli.

Fotografi: Andrea Bonavita, Caterina Errani, Simone Samorè, Julia Upali, Gianmaria Zanotti.

Tutti i diritti sono riservati. Foto e articoli possono essere riprodotti solo con l’autorizzazione dell’editore e citando la fonte. In ottemperanza a quanto stabilito dal Regolamento UE 2016/679 (GDPR) sulla privacy, se non vuoi più ricevere questa rivista in formato elettronico e/o cartaceo puoi chiedere la cancellazione del tuo nominativo dal nostro database scrivendo a privacy@inmagazine.it

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04 PILLOLE NOTIZIE DALLA PROVINCIA

PILLOLE

L’ESTATE DELLO SPORT

CESENA | Torna nei parchi di Cesena il progetto Muoviti che ti fa bene, l’iniziativa gratuita dedicata all’attività fisica all’aria aperta promossa dall’associazione Benessere in Movimento con il sostegno del Comune e dell’Ausl Romagna. Dal 1 giugno, cittadini di tutte le età potranno partecipare a corsi e appuntamenti diffusi nelle aree verdi della città, con un’offerta complessiva di nove attività motore, tra cui yoga, pilates, ginnastica funzionale, Tai Chi e camminate dedicate anche alle persone con difficoltà motorie. Giunta alla 16a edizione, la manifestazione punta a incentivare stili di vita sani e momenti di socialità attraverso lo sport gratuito nei parchi urbani, trasformati in vere e proprie ‘palestre a cielo aperto’, coinvolgendo ogni anno migliaia di partecipanti.

IL CONCORSO PER RACCONTI INEDITI

FORLÌ | Il Centro Culturale L’Ortica di Forlì ha indetto la 23a edizione del Premio Letterario Nazionale ‘Città di Forlì’, che include la sezione speciale ‘IN Magazine” dedicata al racconto inedito. Il tema scelto per il 2026 è Il sorriso delle donne: per ogni sorriso, il racconto di una storia. La partecipazione è gratuita e gli elaborati devono essere inviati entro il 22 giugno 2026 all’indirizzo premiocittadiforli@gmail.com. I racconti – inediti, mai pubblicati o premiati – non devono superare le 9.000 battute spazi inclusi e dovono essere inviati senza firma o dati personali, da allegare invece in un file separato. In palio, la pubblicazione sulla rivista IN Magazine del racconto vincitore e un’intervista all’autore o autrice.

IL NUOVO AUDITORIUM

FORLÌ | Si apre con un omaggio alla candidatura di Forlì a Capitale Italiana della Cultura 2028 il programma inaugurale del nuovo Auditorium Conad - Città di Forlì, nato dalla partnership tra Comune e Cia-Conad. Il complesso razionalista di viale della Libertà, progettato negli anni Trenta da Cesare Valle, è stato restaurato e trasformato in un auditorium da 321 posti con tecnologie acustiche e domotiche all’avanguardia. L’inaugurazione si è tenuta il 13 maggio alla presenza delle istituzioni, alla quale è seguita l’esibizione della nota cantautrice Malika Ayane. A maggio, il programma è poi proseguito con tre spettacoli d’eccezione. Per il futuro, sono già in cantiere prestigiose stagioni concertistiche. (B.L.)

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PILLOLE

IL GIN DA AWARDS

CESENA | Un doppio riconoscimento internazionale per i distillati ideati dal cesenate Marco Zavalloni: ai prestigiosi World Gin Awards 2026 di Londra, il gin Alba87, caratterizzato dalla infiorescenza di uva Albana, ha conquistato la medaglia di bronzo nella categoria ‘Contemporary Style Gin’, mentre Alba87 ‘Golden Placidia’ ha sbalordito i giudici aggiudicandosi la medaglia d’argento. Non si tratta del primo exploit per il gin cesenate, che con Alba87 aveva già ottenuto l’argento nel 2023 e il bronzo nel 2025. Un successo che consacra l’eccellenza e l’identità del territorio romagnolo nel panorama globale della distillazione.

ALTROVE, SPAZIO D’ASCOLTO

Creazioni

I PRIMI MEDICI DEL CAMPUS

FORLÌ | Lunedì 11 maggio, presso l’Aula Campostrino, si è tenuta la proclamazione dei primi 27 medici chirurghi formatisi presso il Campus di Forlì dell’UniBo, che hanno portato a termine il percorso a ciclo unico attivato nel 2020/2021. Ad aprire la sessione di laurea è stato il forlivese Francesco Di Lorenzo, che fu anche il primo studente iscritto in assoluto al corso. Fin dai primi anni il percorso si è distinto per l’elevata attrattività, e oggi conta circa 710 iscritti distribuiti sui sei anni di studio.

MELDOLA | Altrove è il punto d’ascolto gratuito per la salute mentale dei giovani dai 18 ai 30 anni. Lo sportello, presso la Casa del Lavoratore in via Roma 40 a Meldola, è promosso dall’associazione Medusa Aps e offre un servizio di supporto psicologico con sei professionisti volontari, in un ambiente sicuro e protetto, non clinico, e aperto al dialogo.

GIOIELLERIA PRETOLANI FORLÌ

Ph. Julia Upali

NICOLETTA

LA PENNA FORLIVESE DELLA NARRATIVA

CHE SCALA LE CLASSIFICHE

VERNA

Una creatrice di bellezza e di emozioni forti, abile a scavare nell’intimo dei personaggi e a rendere i lettori avidi di pagine e sentimenti.

Nicoletta Verna è la scrittrice forlivese che ha letteralmente stregato pubblico e critica attraverso l’uso sapiente della parola. La presenza costante delle sue opere nella top ten dei libri più venduti e i numerosi riconoscimenti messi in bacheca – ben 7 solo nel 2025 per il romanzo I giorni di vetro – sono figli di un talento cristallino, educato con disciplina. Valori coltivati da una romagnola empatica e gioviale, capace di instaurare un feeling immediato con l’interlocutore e con il lettore. Un’autrice che in pochi anni ha già lasciato un segno nella storia della letteratura. Non solo italiana.

Nicoletta, cosa fa una scrittrice forlivese in Toscana?

“Conclusi gli studi in Scienze della Comunicazione a Pisa, ho trovato subito lavoro in una casa editrice di Firenze, dove risiedo dal 2001. Ma sono una forlivese doc: il ramo

paterno della mia famiglia è originario di Castrocaro, cittadina con cui ho un legame molto forte; in gioventù trascorrevo le estati dai nonni e conservo una casa che curo come qualcosa di prezioso.”

Come ha scoperto il talento di scrittrice?

“Ho sempre avuto una forte propensione alla lettura e alla scrittura, fonti di vero piacere. A detta di mia madre, fu mio fratello a indurmi a studiare l’alfabeto affidandomi un manuale di elettrotecnica: un espediente per togliersi dai piedi la sorellina rompiscatole. Imparare precocemente mi ha permesso di saltare la prima elementare. Tenevo diari, scrivevo lettere e temi lunghissimi. Tuttavia nutrivo pudore nell’esternare questa mia inclinazione, non mi sentivo all’altezza. Diventare scrittrice è sempre stato il mio più grande sogno, ma da bambina raccontavo di voler diventare esploratrice. E pensare che mi perdo persino nel giardino di casa!”

Quando è avvenuto lo ‘switch’?

“Il giorno in cui ho trovato il coraggio di far

DI FRANCESCA MICCOLI
FOTO ANDREA BONAVITA

leggere a una professionista il primo romanzo, Il valore affettivo (menzione speciale al Premio Italo Calvino 2020, Ndr.). Ricordo benissimo la telefonata di Francesca Dalena, oggi mia agente ed editor: ‘L’ho letto, devi riscrivere tutto da zero ma devi farlo perché percepisco una voce che deve emergere.’ Ci ha creduto più di me e mi ha dato la spinta decisiva. Ho lavorato molto, cambiando tanto dalla prima stesura a quella definitiva.”

Cosa non andava nella prima versione?

“Con il senno di poi, anch’io vi ho trovato moltissime ingenuità, tipiche e normali per un’esordiente: sottotracce non collegate tra loro, personaggi senza dimensione e senso

UNA SCRITTURA

CAPACE DI STREGARE

PUBBLICO E CRITICA

CHE LE È VALSA

NUMEROSI PREMI E UNA

PRESENZA COSTANTE

NELLA TOP TEN DEI

LIBRI PIÙ VENDUTI.

“L’ISPIRAZIONE È IMPORTANTE MA SERVE DISCIPLINA.”

narrativo. Spesso si pensa alla scrittura come esito di un flusso magico. In realtà scrivere un libro comporta anche un lavoro di grande fatica, tecnica, applicazione, riscrittura. Dico sempre che riscrivere è importante quanto scrivere, forse di più.”

Lei è insegnante alla prestigiosa Scuola Holden: sono in molti a pensare che insegnare tecniche di narrazione possa mettere in catene il talento.

“Sui corsi di scrittura ci sono tanti stereotipi negativi. Per imparare a cantare si frequenta una scuola di canto, per iniziare a sciare ci si affida a un maestro. Per apprendere qualsiasi disciplina artistica è normale formarsi. Per la scrittura vige invece la convinzione che scrittori si nasca. Se non hai talento, non lo acquisisci a lezione. Ma se il talento c’è, è molto utile studiare la tecnica, fare allenamento, confrontarsi. È necessario tuttavia trovare un docente che non opprima il talento ma lo valorizzi.”

Si scrive per ispirazione o per scelta?

“Entrambe le cose. A me serve un tema forte, che poi diventa una guida. Ne Il valore affettivo era il senso di colpa, ne I giorni di vetro la violenza come motore di progresso e al tempo stesso distruzione, mentre L’inverno delle stelle è incentrato sulla scelta come responsabilità. Di solito parto da un’idea, o meglio da un’immagine tematica, destinata ad alimentare la narrazione. L’ispirazione è importante ma è utile avere disciplina e una tabella di marcia. Nelle giornate no si lavora ugualmente, magari dedicandosi alla revisione e alla riscrittura.”

Ne I giorni di vetro, ambientato nel borgo antico di Castrocaro, lei dimostra una conoscenza minuziosa della storia ma anche della dimensione privata di donne e uomini realmente esistiti. Come si è documentata?

“È un romanzo ricchissimo di storie familiari e di aneddoti che mi sono stati raccontati, relativi a persone conosciute, dal dottor Serri Pini a Zambuten alla mia nonna Fafina, ed eventi realmente accaduti, come l’incidente della Spaventa, dove si conoscono i genito-

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I GIORNI DI VETRO, IL SUO ROMANZO AD OGGI PIÙ PREMIATO, È AMBIENTATO A CASTROCARO, BORGO NATIVO DEL PADRE. “È UN ROMANZO RICCO DI ANEDDOTI: DIETRO C’È UN MINUZIOSO LAVORO DI CONSULTAZIONE DELLE FONTI.”

ri della protagonista. Romanzati al servizio della storia. Poi c’è un minuzioso lavoro di consultazione delle fonti, tra libri, memorie, diari, storie sul folclore locale e sulla Romagna, a partire dai volumi di Gabriele Zelli.”

A Castrocaro la narrazione de I giorni di vetro è stata tradotta in esperienza, in visita guidata sui luoghi citati nel volume.

“Ne sono felicissima. Il libro ha riscosso tantissimo affetto. Al di là del successo, che fa sempre piacere, la storia è ancora molto viva nelle persone perché ‘toccano’ corde vive e viscerali. A Castrocaro, a margine della presentazione del libro, una signora mi ha portato le lettere scritte dallo zio partigiano la sera prima di essere fucilato. Quando una persona mette in comune una parte così importante della sua storia e della sua intimità, si vive un momento bellissimo di condivisione. Mi hanno fatto grande piacere anche gli incontri nelle scuole: i ragazzi hanno una prospettiva fresca, non ovvia, riconoscono il valore dei libri. Il futuro è qui, esiste e dà speranza.”

La sua famiglia come vive la sua professione?

“Ho due figli maschi di 10 e 13 anni. Ho chiesto al maggiore di leggere Il romanzo delle streghe, concepito per i ragazzi della sua età: mi ha chiesto 10 euro! (ride compiaciuta).

Mio marito invece legge sempre i miei testi prima della pubblicazione: è sincero quanto spietato e mi fido moltissimo di lui. Non lavora nell’editoria, è regista di spot tv.”

I giorni di vetro è stato tradotto in tantissime lingue.

“Già uscito in Francia, Portogallo e in Russia, presto finirà nelle librerie di altri Paesi europei e degli Stati Uniti. Il fatto che il nome di Castrocaro stia raggiungendo tutto il mondo mi fa sorridere e mi rende felice.”

Quali sono i suoi punti di riferimento a livello letterario?

“Il mio faro è Elsa Morante, poi Beppe Fenoglio, tra gli altri scrittori resistenziali Renata Viganò. Sul fronte estero amo molto David Foster Wallace, lo scrittore più geniale del Novecento. Ma sono davvero tantissimi.”

Recentemente a Forlì è stata protagonista di TedX, l’evento volto alla diffusione di idee di valore, grazie al coinvolgimento di persone ispirate e ispiranti.

“Un’esperienza molto bella, grazie a un gruppo di lavoro formato da ragazzi bravissimi con una preparazione enorme. Abbiamo iniziato a confrontarci con molto anticipo per costruire uno ‘speech’ motivante. Eravamo al Diego Fabbri, un teatro bellissimo, legato alla mia infanzia.”

In chiusura, chi è Nicoletta Verna?

“Una che corre tantissimo, che arriva alla sera con il fiatone ma che ha avuto nella vita mille enormi fortune. Non mi riferisco alla scrittura ma alle persone incontrate. Sono davvero grata alla vita... nonostante le rincorse.”

ANDREA

ALBERGATORE SERIALE DI FAMILY HOTEL PER UN’ESTATE IN ROMAGNA

FALZARESI

Diciotto hotel, 1.500 camere, 800 dipendenti e mezzo milione di presenze annue. I numeri dell’imprenditore cesenate Andrea Falzaresi, fondatore del marchio Club Family Hotel, raccontano la storia di un impero costruito sulla capacità di osare. Con una laurea in Giurisprudenza nel cassetto e cresciuto alla scuola di vita del suo mentore, il suocero Sora Delio, celebre gioielliere di Savignano, Falzaresi ha trasformato l’ospitalità romagnola in una experience. All’undicesimo posto nel ranking mondiale delle catene Family, il suo successo non è figlio del caso, ma di una visione innovativa che lo ha portato a rivoluzionare il concetto di hotel facendolo evolvere in un format esclusivo di cui ha registrato il marchio e brevettato i servizi. Lo scorso anno ha registrato 500.000 presenze. Sono numeri enormi che Falzaresi commenta così: “Praticamente come se l’intera popolazione del Comune di Firenze avesse scelto di trascorrere le vacanze nei miei hotel.” Andrea, partiamo dall’inizio, come è nata

“Tutto deriva da un aneddoto di più di 15 anni fa. Stavo frequentando un corso Cescot. e quel pomeriggio il docente ci ha detto: ‘Qualsiasi cosa deciderete di fare nella vita, fatela in modo unico e possibilmente inimitabile.’ Ricordo perfettamente che citò il principio della Mucca viola di Seth Godin legato alla necessità per chi fa impresa di saper differenziare il prodotto. Era il 2010 e poco dopo è arrivata l’opportunità di entrare nella gestione dell’hotel di famiglia, l’albergo Smeraldo a Cesenatico, e proprio affacciandomi a questo mercato mi sono chiesto come potevo differenziarmi rispetto agli altri migliaia di alberghi presenti in Riviera. Ho subito intuito che dovevo puntare sul target family perché l’80% del turismo della Riviera è caratterizzato da famiglie con bambini. Così ho ideato i Club Family Hotel e il pacchetto di 54 servizi, e li ho brevettati. Per creare tutPROFILI

l’idea di stravolgere il concetto di hotel tradizionale per puntare tutto sul target family?

DI BARBARA BARONIO FOTO GIANMARIA ZANOTTI

to questo ho osservato molto: ho guardato gli ospiti, come si muovevano e le loro esigenze quotidiane. Ho anche acquistato una cinquantina di domini web con keyword family hotel + località e ho iniziato a intercettare la clientela.”

Oggi gestisci numeri impressionanti. Qual è il tuo segreto organizzativo?

“Siamo passati da una gestione singola a una struttura centralizzata. Cinque anni fa abbiamo creato l’ufficio booking che ha sede a Sala di Cesenatico e che oggi conta circa 50 persone nei periodi di punta. Ormai l’ossatura esiste: prendere un albergo in più o in meno non è così impegnativo a livello organizzativo perché la struttura è già creata, potenzialmente con lo staff che abbiamo potremmo aprirne altri cinque.”

Quanto è partito aveva già l’idea di far nascere la catena Club Family Hotel?

È FONDATORE

DEL

GRUPPO CLUB FAMILY

HOTEL, LA CATENA DI

HOTEL PER FAMIGLIE

PIÙ GRANDE D’ITALIA, UN MODELLO

UNICO NEL SETTORE

DELL’OSPITALITÀ. “AMO

LE SFIDE E, DOPO IL TERZO HOTEL, HO

INIZIATO A REINVESTIRE

GLI UTILI IN ALTRE

STRUTTURE, ARRIVANDO

ALLA GESTIONE DI 18 HOTEL IN RIVIERA.”

“Al terzo albergo un amico mi ha chiesto se volessi creare una catena, ma all’epoca proprio non ci pensavo. La verità è che sono adrenalinico, amo le sfide, e in breve tempo ho iniziato a reinvestire gli utili in altre strutture e quasi inconsapevolmente sono arrivato alla gestione di 18 hotel, di cui 6 di proprietà.”

Tra i suoi servizi ce ne sono alcuni diventati iconici come Drinky o il pediatra gratuito, come nascono queste intuizioni?

“Come ho detto osservare le persone e avere empatia è fondamentale. Circa 10 anni fa, intorno alle 22 di sera, ho visto un papà svuotare una borraccia e riempirla con una bibita da portare in camera per il proprio bambino. E così è nata Drinky: da quel momento ho regalato due borracce Club Family ad ogni famiglia che soggiorna nei miei alberghi. In questo modo loro possono riempirle con ciò che desiderano nei bar o distributori d’acqua e di bibite dell’hotel, riduco l’uso di plastica e allo stesso tempo offro un servizio e lo pubblicizzo attraverso le borracce con il logo. Il pediatra invece l’ho pensato per venire incontro all’ansia delle mamme che ad ogni partenza, soprattutto quando hanno bambini molto piccoli, hanno il timore di non avere assistenza medica adeguata durante il soggiorno. Così ho preferito avere personale medico a disposizione tutti i giorni gratuitamente e questo è un servizio molto apprezzato.”

Qual è il servizio che colpisce di più i vostri clienti?

“È senza dubbio la possibilità di visitare tutti i Club Family della Riviera durante la settimana di vacanza. Un cliente può trascorrere la giornata a Cesenatico e poi passare all’albergo di Milano Marittima per il pomeriggio o la cena, approfittando delle piscine e delle spiagge di quell’albergo. È un modo per diversificare la vacanza, mantenendo i confort della propria struttura. Immagino sempre gli alberghi come degli enormi parchi giochi con dentro l’hotel. La camera viene per ultima.”

Gestire 800 dipendenti non deve essere semplice…

Il vero lusso è non dover pensare a nulla. Trasformiamo il tuo viaggio in

LE SUE INTUIZIONI LO HANNO PORTATO A BREVETTARE BEN 54 SERVIZI. “OSSERVARE LE PERSONE E AVERE EMPATIA È FONDAMENTALE. PASSO

DA TUTTI GLI ALBERGHI

OGNI GIORNO PER INCONTRARE CLIENTI E DIPENDENTI. IL SOGNO? PORTARE QUESTO

MODELLO DI BUSINESS

FUORI DAI CONFINI ROMAGNOLI.”

“Passo da tutti gli alberghi ogni giorno, dal lunedì al venerdì di ogni settimana. I clienti e i miei dipendenti devono potermi incontrare. In estate percorro circa 6.000 km al mese perché il servizio è fatto da persone e quindi il contatto visivo è necessario. Non ho direttori, ma preferisco avere dei piccoli soci: negli anni infatti ho cercato di fidelizzare le persone che sono con me da tempo, dando loro delle quote delle mie società. Ho persone che lavorano con me da moltissimi anni, ad esempio la mia governante che ha iniziato con me 23 anni fa oggi si occupa di tutte le 222 collaboratrici del gruppo pulizia.”

In un mondo che cambia vede ancora la Romagna come protagonista nell’ambito del turismo?

“La Romagna è vista come un porto sicuro. Chi ha famiglia prende l’auto dalla Lombardia, dal Veneto e della Liguria e viene qui perché, con un viaggio relativamente breve, ha la possibilità di vivere una vacanza di qualità e di tanta tranquillità. Quest’anno con i rincari dei voli molte famiglie sceglieranno di restare in Italia. Noi dobbiamo farci trovare pronti perché questa sarà un’estate di grandi possibilità per tutti noi operatori romagnoli.”

Dopo aver conquistato la Riviera qual è il suo sogno nel cassetto?

“Il sogno è portare questo modello e questo business anche fuori dai confini romagnoli in qualche altra parte d’Italia o d’Europa. Mauro Santinato, uno dei massimi esperti italiani nel settore dell’ospitalità, parlando del Club

Family Hotel ha evidenziato che una formula come la nostra non esiste a livello europeo e forse nemmeno mondiale.”

Qual è stata una grande soddisfazione in questi anni?

“Di certo sapere che Tonino Batani, grande e stimato professionista in questo settore, ha affermato che sono stato in grado di creare la più grande operazione di marketing mai vista in Emilia-Romagna nell’ambito dell’ospitalità. Queste parole mi hanno riempito d’orgoglio.”

Che consigli darebbe a un giovane che si affaccia a questo settore?

“Molti ritengono che iniziare con una struttura piccola sia meno rischioso, in realtà un albergo con tante camere offre più possibilità e meno rischi di farsi male rispetto a uno ridotto. Sembra un paradosso infatti ma i costi di gestione di una piccola pensione sono altissimi in proporzione. Personalmente ho sempre puntato su alberghi ampi sopra le 70 camere. Si ha un significativo un abbattimento di costi fissi rispetto ai variabili. Lo chef, ad esempio, è lo stesso, sia con 30 che con 70 camere, ma con 70 camere si può avere il doppio degli incassi. Quando si vuole intraprendere questo tipo di lavoro non bisogna avere paura, occorre avere coraggio ed è fondamentale avere progetti chiari e puntare tutto sui servizi.”

Un’ultima curiosità: un uomo che vive di spiagge e hotel al mare come si rilassa?

“Non sono un amante del mare: spiagge e sole non fanno per me, mi piace il mare verso sera. D’estate ho bisogno di muovermi molto da un hotel all’altro pertanto quando ho due ore per riposarmi vado a casa e mi butto sul letto.”

Scoprila da De Stefani Group.

IL PAZIENTE

MIRKO TRAVERSARI, PALEOPATOLOGO, STUDIA VITA E MALATTIE DEL PASSATO

ANTICO

DI ROBERTA INVIDIA
FOTO ANDREA BONAVITA

“IL DOTTORE CHIEDE: QUALI SINTOMI HAI? NOI NON POSSIAMO FARLO E DOBBIAMO

USARE ALTRI STRUMENTI

COME LA TAC O I TAVOLI ANATOMAGE PER FARE DELLE VERE E PROPRIE AUTOPSIE

VIRTUALI IN 3D.

OSSA E TESSUTI RACCONTANO MOLTI ASPETTI DELLA VITA.”

C’è chi studia il passato attraverso i libri. Chi attraverso i monumenti. E poi c’è chi il passato lo guarda negli occhi, o meglio: nelle ossa, nei denti consumati, nelle fratture rinsaldate, nei segni lasciati dalle malattie. Mirko Traversari, paleopatologo forlivese, fa proprio questo: chiede “come stai?” alle persone del passato. Nel laboratorio di Paleopatologia del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Università di Bologna, operativo nel padiglione Valsalva dell’ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì, Traversari (insieme a un’équipe multidisciplinare fatta di radiologi, storici dei tessuti, antropologi diretti da Gianandrea Pasquinelli) studia resti umani antichi, scheletri e mummie provenienti da scavi archeologici, cripte e chiese Le indagini oggi si avvalgono di tecnologie avanzate: dalla Tac ai tavoli Anatomage per fare delle vere e proprie autopsie virtuali in 3D. Un lavoro di grande rilievo scientifico, raccontato anche da Super Quark e da Noos (come nel caso della scoperta delle mummie di Roccapelago, nel Frignano modenese).

“Come nasce questa passione?

Da bambino ho sempre avuto un’ammirazione per i castelli e loro abitanti, mia madre mi comprava dei libri e io mi perdevo in quelle storie,” ricorda Traversari. Il resto è venuto da sé. Dopo gli studi in Conservazione dei beni culturali a Ravenna – nel primo corso a indirizzo archeologico appena istituito – arrivano gli scavi, da Classe a Ostia Antica. Ma più delle mura e degli oggetti, a interessarlo erano le persone, le tracce delle loro vite, del loro quotidiano. Da lì nasce il passaggio all’antropologia fisica e poi alla bioarchelogia per poi approdare alla paleopato-

logia, anche grazie al dottorato di ricerca frequentato sempre a Ravenna. “Mi sono avvicinato al Gruppo Italiano di Paleopatologia, accanto a grandissimi studiosi come Gino Fornaciari ed Ezio Fulcheri.” Una comunità ristretta: in Italia i paleopatologi sono poche decine. Traversari parla spesso di ‘pazienti antichi’. Non è una formu-

la suggestiva: è davvero così che li considera. Perché il metodo, in fondo, ricorda quello medico “Il dottore chiede: quali sintomi hai? Noi non possiamo farlo. Dobbiamo leggere le risposte in altre cose. Dalle ossa emergono età, sesso, corporatura, alimentazione, lavori svolti, stress fisici, traumi, malattie. Una TAC può raccontare un’esistenza inte-

LA CURA CHE NASCE DALL’IDEA DI FAMIGLIA

DENTISTI DA 3 GENERAZIONI

In Clinica Merli la famiglia non è solo un valore, ma il fondamento del nostro modo di lavorare.

Da oltre 70 anni, la conoscenza odontoiatrica si trasmette di generazione in generazione, arricchendosi di esperienza, confronto e innovazione continua.

Essere una famiglia significa condividere responsabilità, visione e attenzione autentica verso ogni paziente.

Significa crescere insieme, mantenendo salde le radici e guardando al futuro con competenza e consapevolezza.

È da questa idea di famiglia che nasce il nostro approccio alla cura: serio, umano e orientato alla qualità nel tempo.

“SULLE OSSA DI

SAN MERCURIALE ABBIAMO TROVATO TRACCE DI FANGO DA ALLUVIONE. ORA STUDIAMO BARBARA MANFREDI PER CAPIRE SE È STATA AVVELENATA DAVVERO COME SUPPONGONO LE CRONACHE DELL’EPOCA.”

ra. La dentatura può parlare di dieta e igiene non adeguate, di povertà insomma. Forse è per questo che davanti alle prime macchine fotografiche in pochi sorridevano.” E poi c’è l’aspetto più propriamente di ricerca medica per cui la storia di questi resti mostra ad esempio che le malattie del passato non fossero diverse dalle nostre, semplicemente non c’erano le medicine adeguate. “Il grande discrimine è il tempo: nel Medioevo, ad esempio, si viveva meno e certe patologie non avevano il tempo di manifestarsi. L’osteoartrosi osservata negli scheletri permette di capire cosa può succedere in assenza di trattamenti. Questo

aspetto viene molto utilizzato con gli studenti di medicina che oggi difficilmente potrebbero vedere un osso così intaccato dall’osteoartrosi. Lo stesso vale per predisposizioni genetiche o infezioni.”

Accanto alla passione per le persone del passato c’è anche quella per Forlì. “Sono un grande amante della mia città. Non abbiamo un monumento mainstream, ma tante storie interessanti, tanti personaggi che meritano di essere restituiti alla memoria dei forlivesi.” Tra questi, l’interesse di Traversari si è rivolto specialmente ai Santi le cui spoglie sono ancora conservate in città. “Su San Mercuriale abbia-

mo condotto un’indagine a 360 gradi, arrivando a non escludere una sua origine armena attraverso l’esame del DNA. Abbiamo anche rilevato sulle sue ossa una patina giallastra, che ci ha confermato le cronache del tempo, quando parlavano di alluvioni arrivate in piazza Saffi.”

Altra indagine interessante è quella su San Pellegrino Laziosi (che la tradizione vuole guarito miracolosamente da una cancrena alla gamba poco prima dell’amputazione), sulle cui spoglie si sta cercando di verificare quanto fede e dati scientifici concreti concordino. “La ricerca non entra nel terreno del miracolo, ma prova a comprendere il corpo reale di quelle figure: eventuali infezioni, malattie infiammatorie, condizioni fisiche,” specifica Traversari. Tra le altre figure di interesse c’è il Beato Marcolino, che nel Trecento attirava folle immense, e Barbara Manfredi, sulla cui morte il gruppo di ricerca sta cercando di capire se vi siano tracce di avvelenamento legate a Pino III Ordelaffi, come raccontano gli storici. Una ricerca appassionata e appassionante che restituisce voce alle persone del passato.

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ADVERTORIAL

GRUPPO HERA

SPORTELLO RINNOVATO: DESIGN MODERNO E BENESSERE DEL CLIENTE

IL RESTYLING DELLO SPORTELLO DI VIA BALZELLA A FORLÌ METTE AL CENTRO IL CLIENTE E RAFFORZA IL RAPPORTO CON LA COMUNITÀ. LA FILOSOFIA DI HERA SI TRADUCE IN ESPERIENZA CONCRETA.

Uno sportello che mette al centro il cliente e offre un’esperienza rassicurante e piacevole, rafforzando il rapporto con la comunità e traducendo la filosofia di Hera in un servizio coerente per i visitatori. Inaugurato il 19 maggio alla presenza del sindaco di Forlì Gian Luca Zattini e di Isabella Malagoli, amministratore delegato di Hera Comm, la società dell’energia del Gruppo, lo sportello clienti Hera, in via Balzella 24, è stato completamente rinnovato . Con 45mila accessi nel 2025, è tra i più grandi e frequentati del territorio. Qui i clienti possono trovare risposta a ogni esigenza legata alle proprie forniture di casa: energia elettrica, gas, soluzioni e prodotti per la

transizione energetica, ma anche servizio idrico e ambientale per i Comuni di Santa Sofia e di Premilcuore.

La sede è stata al centro di una profonda ristrutturazione che ne ha ampliato e rivoluzionato gli spazi: la superficie è stata aumentata ed è migliorata la capacità operativa, con nuovi arredi, soluzioni di illuminazione smart, pannelli fonoassorbenti e separé per garantire la privacy nelle diciotto postazioni operatore. È stata, inoltre, creata all’ingresso un’area di benvenuto dove è possibile risolvere rapidamente le richieste più semplici dei clienti che vengono invece orientati verso consulenze specializzate in casi più complessi e specifici.

Completamente riprogettata la sala di attesa con l’obiettivo di trasformare l’ambiente in uno spazio dall’atmosfera familiare, pensato come il salotto di casa La zona operativa ospita la gigantografia a tutta parete di un’illustrazione originale di Davide Bonazzi: rielaborazione artistica dell’idea di ‘piazza’ con elementi architettonici caratteristici di Forlì. Declinata con i colori del brand del Gruppo, rappresenta il legame con il territorio e il valore civico dei servizi essenziali offerti da Hera.

Realizzato grazie alla collaborazione tra SpazioSP Studio Associato e Arte Vetrina Project, il progetto nasce dalla volontà di andare oltre la semplice funzio-

“L’INTERVENTO HA PORTATO A SPAZI RINNOVATI E PIÙ FUNZIONALI,” SPIEGA ISABELLA MALAGOLI, AMMINISTRATORE

DELEGATO DI HERA

COMM. “FORLÌ È UNA CITTÀ VIVACE CHE INVESTE NELLO SVILUPPO DEI SERVIZI PUBBLICI. IL NUOVO LAYOUT

SEMPLIFICA L’ESPERIENZA DEL CLIENTE E VALORIZZA I NOSTRI OPERATORI.”

nalità, creando uno spazio che rappresenti i valori di sostenibilità e di circolarità del Gruppo Hera. L’ambiente è caratterizzato da forme moderne e lineari, che offrono una sensazione di accoglienza e familiarità anche grazie all’integrazione discreta dei dispositivi digitali.

“L’intervento di restyling dello sportello, che ha portato a spazi rinnovati e più funzionali, si inserisce in un ampio programma di investimenti che il Gruppo Hera sta realizzando sui canali di contatto fisico per rafforzare l’ascolto dei clienti in tutte le aree servite,” spiega Isabella Malagoli, amministratore delegato di Hera

Comm (nella foto a sinistra)

“Il nuovo assetto degli sportelli, progettato per favorire il benessere delle persone e il confronto, cresce insieme alla nostra offerta di servizi per la casa: dall’acqua ai servizi energy, includendo soluzioni innovative per la transizione energetica e la decarbonizzazione.” In occasione dell’inaugurazione, numerose le iniziative dedicate ai cittadini, a partire dalla partnership tra Gruppo Hera e Museo Civico San Domenico.

L’azienda ha messo a disposizione dei clienti del territorio 100 biglietti gratuiti per visitare anche l’esposizione Barocco. Il Gran Teatro delle Idee in un orario specia-

le, la sera del 23 maggio, giorno in cui il Museo ha prolungato l’apertura fino alle 23 per la ‘Notte europea dei musei’. L’iniziativa ha riscosso un grande successo con i biglietti esauriti in poche ore. Due le iniziative speciali attivate allo sportello in occasione della riapertura, dal 20 maggio fino al 19 giugno 2026. I clienti che sottoscrivono un nuovo contratto di fornitura con l’offerta Hera Hybrid ricevono un bonus di 50 euro per ciascun servizio attivato.

Tutti i visitatori dello sportello nello stesso periodo hanno anche la possibilità di giocare con il concorso a premi ‘Entrata vin-

cente’ e di aggiudicarsi bonus in bolletta sulla fornitura di energia elettrica.

“Abbiamo voluto creare uno spazio moderno e accogliente dove evoluzione digitale e relazione umana convivono per offrire risposte rapide e supporto concreto,” sottolinea Isabella Malagoli. “Forlì è una città vivace che investe con convinzione nello sviluppo dei servizi pubblici. Il nuovo layout semplifica l’esperienza del cliente e, al contempo, valorizza il lavoro dei nostri operatori, pronti ad affiancare la comunità come partner solidi, affidabili e proiettati verso un futuro sostenibile.”

SCATTI

I REPORTAGE DI CATERINA ERRANI

TRA VIAGGI E MATRIMONI INTERNAZIONALI

D’AMORE

Nel video che invia ai futuri sposi come portfolio scorrono reportage, viaggi e matrimoni. In apertura, un frammento de La tempesta di Shakespeare: “È un testo che ho sempre portato con me nei viaggi. Una sorta di mantra personale,” racconta Caterina Errani. Un dettaglio che restituisce bene il suo immaginario: colto, sensibile, profondamente legato all’idea del viaggio come esperienza interiore oltre che geografica.

Tra le professioniste italiane più richieste nel wedding internazionale, la fotografa forlivese si muove tra celebrazioni intime, matrimoni esclusivi e destination wedding in tutto il mondo. Dalle pubblicazioni su Vogue ai riconoscimenti internazionali nel reportage matrimoniale, il suo sguardo conserva però qualcosa di essenziale: la ricerca dell’emozione autentica, mai ostentata.

Per capire il suo percorso bisogna partire dai viaggi che, per oltre

NEGLI ANNI HA

REALIZZATO

REPORTAGE PER

COPPIE PROVENIENTI

DA TUTTO IL MONDO.

TRA LE ESPERIENZE PIÙ

NOTE, IL MATRIMONIO

SEGRETO DELL’ATTORE

JOSH LUCAS E DELLA

CONDUTTRICE

AMERICANA BRIANNA

RUFFALO IN VATICANO.

venticinque anni, l’hanno portata negli angoli più remoti della terra, dall’Asia himalayana fino alla Terra del Fuoco. “Io sono una reportagista,” dice con chiarezza. “Vengo scelta per una fotografia sensibile, non costruita, con un pizzico di romanticismo,” racconta. “La mia fotografia nasce con l’esigenza di regalare pic-

coli tasselli di sogno e valorizzare le emozioni che avvicinano i cuori delle persone.” Un approccio che definisce il suo modo di fotografare. Il suo primo sguardo fotografico è nato in Cambogia, quando era studentessa in visita al sito archeologico di Angkor Wat: la protagonista dello scatto era una bambina del luogo, che le stava sempre accanto.

L’ingresso nel mondo dei matrimoni internazionali nasce quasi per caso. Durante un evento, una wedding planner londinese rimane colpita dal suo lavoro e decide di contattarla. Da lì il passaparola fa il resto. Il primo matrimonio all’estero arriva a Ibiza: una coppia australiana, cinque giorni di festa, cerimonia total white sulla spiaggia privata, gite in barca e pool party. “Nei matrimoni stranieri la celebrazione dura spesso più giorni,” spiega. “C’è un welcome party, poi la cerimonia, poi ancora brunch o feste informali. Il fotografo accompagna tutto questo

DI DOLORES CARNEMOLLA
FOTO CATERINA ERRANI

con discrezione.”

LA SUA SENSIBILITÀ FOTOGRAFICA LE È VALSA QUATTRO

TITOLI NEL SETTORE DEL REPORTAGE. “IL VERO LUSSO È LA SPONTANEITÀ: LA MIA È UNA FOTOGRAFIA NON COSTRUITA, CON UN PIZZICO DI ROMANTICISMO.”

Negli anni ha seguito coppie provenienti da tutto il mondo: indiani, scozzesi, marocchini, svedesi, inglesi, irlandesi. In Italia le destinazioni più richieste sono la Toscana, la regione dei laghi e la costiera amalfitana. Ogni cultura porta con sé rituali, simboli e tempi differenti. Tra le esperienze più note, anche il matrimonio segreto dell’attore Josh Lucas e della conduttrice americana Brianna Ruffalo in Vaticano. “Dopo la celebrazione

sono stata contattata da tabloid di tutto il mondo,” ricorda. Ma nel suo racconto non c’è compiacimento mondano. Piuttosto, emerge la fascinazione per l’intimità dei momenti. Tra i tanti matrimoni ricorda con particolare intensità una cerimonia con rito misto: prima il rito buddhista immerso nelle colline della Toscana, poi il matrimonio civile a Castiglioncello, sulla suggestiva costa livornese. Tra i ricordi più divertenti resta anche un matrimonio celebrato a Forlì,

IN APERTURA, UNO SCATTO DEL MATRIMONIO DI JOSH LUCAS E BRIANNA RUFFALO. IN QUESTA PAGINA, UNA CERIMONIA SCOZZESE E UNA INDIANA. A LATO, LA FOTOGRAFA CATERINA ERRANI.

con la sposa e le amiche arrivate in autobus. In un’epoca dominata da filtri e immagini artificiali, per Errani l’autenticità resta centrale: “Il vero lusso è la spontaneità, è il tempo di essere sé stessi. Qualsiasi artefatto allontana la percezione della realtà e non permetterebbe agli sposi di riconoscersi.” Lo scatto non invade mai la scena: la osserva, la anticipa senza interromperla. Nel suo immaginario convivono cinema, pittura, letteratura e poesia. “È un continuo allenamento alla bellezza,” racconta. Una sensibilità che le è valsa quattro titoli tra le migliori cento fotografe di matrimonio al mondo nel settore fotogiornalistico. Eppure, al centro del suo lavoro, restano sempre le persone. Dopo centinaia di matrimoni, cosa ha imparato dell’amore? “L’amore non è mai uguale. Ogni coppia

ha il proprio modo di guardarsi e di stare insieme.” Poi cita il ‘first look’, il momento in cui gli sposi si vedono per la prima volta prima della cerimonia: “Penso che l’amore possa presentarsi in uno di quegli sguardi.”

E Forlì, vista con occhi abituati a luoghi internazionali, conserva ancora qualcosa di speciale? “Forlì e il suo territorio non hanno nulla da invidiare ad altre destinazioni,” risponde. “Negli ultimi anni sono nate realtà sempre più contemporanee, capaci di accogliere anche un destination wedding internazionale.” Uno sguardo globale che non le ha fatto perdere il legame con la propria terra.

Forse è proprio questo equilibrio tra radici e mondo a rendere il suo lavoro così riconoscibile: elegante, poetico e profondamente umano.

COME

LE ANTICHE

DISCIPLINE CINESI

NEL CUORE DI CESENA

IN CINA

Respiro, concentrazione, equilibrio e controllo del corpo. Fino ad acquisire maggiore calma e sicurezza. Chi non ha mai praticato le arti marziali cinesi forse non sa che non gravitano solo attorno al concetto di forza, o di lotta. Anzi, “il Tai Chi o il Qi Gong non sono solo uno sport, ma un vero e proprio stile di vita, una visione a 360 gradi che racchiude l’aspetto fisico, energetico e spirituale.”

Così le principali scuole cesenati di queste discipline riassumono all’unisono cosa significa praticare. Ognuno con un approccio differente.

“Oggi queste discipline sono associate alla sfera del benessere, della salute e della prevenzione,” racconta Claudio Gentili, titolare della Scuola ArTao. “In Cina il Qi Gong è parte integrante della medicina tradizionale e viene praticato negli ospedali, in aiuto ad esempio a malattie croniche o per ridurre lo stress.” Il Qi Gong – da Qi ‘energia’ e

ASSOCIATI AL BENESSERE, ALLA

SALUTE E ALLA

PREVENZIONE, IL TAI

CHI E IL QI GONG

SONO DISCIPLINE

CHE MIGLIORANO L’EQUILIBRIO

ENERGETICO, LA RESPIRAZIONE, LA SICUREZZA E L’AUTODIFESA. A CESENA, SONO DIVERSE LE SCUOLE DEDICATE

A QUESTE PRATICHE.

Gong ‘lavoro’, lavoro sull’energia – è un’antica disciplina cinese che combina movimenti lenti, statici o ripetuti più volte finalizzato al riequilibrio energetico lavorando principalmente su respiro e concentrazione. Mentre

il Tai Chi, o Tai Chi Chuan – da Tai ‘Universo’; Chi ‘energia’ e Chuan ‘pugno’ – combina movimenti più fluidi uniti in lunghe sequenze.

“Entrambe queste pratiche attivano l’attenzione psico-motoria,” prosegue Gentili. “Il Tai Chi è anche arte marziale, il Qi Gong no. Personalmente mi sono avvicinato a 14 anni facendo Judo, poi ho iniziato a praticare nella storica scuola Centro del Dharma di Cesena. Nel 2007 ho fondato la scuola ArTao. Oggi nella nostra scuola la quota femminile è più alta di quella maschile. Tante donne scelgono di iniziare la pratica per imparare tecniche di auto difesa Persone con malattie croniche, come la fibromialgia, nel tempo hanno notato effetti benefici praticando.”

Ma non bisogna dimenticare il duro lavoro. “A chi mi chiede quanto bisogna allenarsi per ottenere risultati,” conclude il Maestro, “rispondo: tu quante volte

DI CRISTINA MAZZI
FOTO GIANMARIA ZANOTTI

“IN CINA IL QI GONG VIENE PRATICATO NEGLI OSPEDALI, AD ESEMPIO PER MALATTIE CRONICHE O PER RIDURRE LO STRESS,” DICE GENTILI DI ARTAO. “IL TAI CHI TI RENDE PIÙ FORTE ATTRAVERSO CALMA E RADICAMENTO,” SPIEGA MAGNANI.

mangi al giorno? Sono pratiche evolutive, ogni volta cogli qualcosa di diverso e il beneficio lo attieni in base a quanto ti applichi. Inizia con mezzora di pratica la mattina.”

Chi invece si è avvicinato a questo mondo per “imparare a difendersi” è Michele Magnani, titolare della Scuola Nei Wai Chuan Kung Fu aperta negli anni 2000. Oggi offre corsi di Tai Chi Chuan e Shaolin, entrambi stili di Kung Fu. “Mi

sono innamorato di queste pratiche da ragazzino. Prima facevo i pesi, volevo i muscoli, ma tutto è cambiato dopo un episodio in discoteca. Avevo 14 anni, per difendere un amico sono stato aggredito da un gruppo di ragazzi. Da lì mi sono avvicinato alle arti marziali, che ormai pratico da 40 anni.” Magnani prosegue sottolineando che “queste discipline cambiano il tuo atteggiamento, acquisisci calma e sicurezza. Oggi i ragazzini imparano a di-

47 CANONI MENSILI DA €850

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“IN ITALIA LE ARTI

MARZIALI CINESI SONO

ANCORA DISCIPLINE

DI NICCHIA MA NE

AVREMMO TUTTI

BISOGNO, A PARTIRE

DAI GIOVANI, SEMPRE

PIÙ FRAGILI,” DICE

DALL’ARA DELLA SCUOLA DELL’ARMONIA.

fendersi, acquisiscono fiducia. Le ragazze che si allenano sono in grado di avere un atteggiamento così sicuro che dall’altra parte, quando passeggiano per strada, non vengono considerate ‘vittime’.”

Un altro aspetto importante è quello della disciplina, che si insegna sin da subito. “Dico sempre che la nostra non è una palestra di arti marziali, è una scuola: non ti alleni, ti addestri. Sono fiero di seguire oggi allievi che hanno iniziato con me a 8 anni. Questo per dire che ti rimane dentro, diventa una famiglia. Solitamente da piccoli si inizia con il Kung Fu Shaolin, poi più l’allievo è adul-

to più l’allenamento si sposta naturalmente verso il Tai Chi,” conclude.

La Scuola dell’Armonia di Matteo Dall’Ara, invece, è specializzata sull’aspetto energetico “Il mio obiettivo è far provare il benessere che provo io a chi seguo. L’effetto è subito chiaro: respiri e ti muovi meglio. Per sentirsi più in armonia, da qui il nome della scuola. Oggi lo stress ci porta a vivere tutto freneticamente, a essere meno lucidi e insicuri. In Italia le arti marziali cinesi sono ancora discipline di nicchia ma ci dovrebbe essere più cultura perché ne avremmo tutti bisogno, a partire dai giova-

ni, sempre più fragili. Personalmente le vivo come discipline introspettive. Nel mio percorso – insegno da 22 anni – mi sono reso conto che dopo l’aspetto marziale c’è altro, tutto gravita attorno al respiro. Tutti i giorni lavoro 8 ore nel mio negozio di ferramenta, poi la sera dedico 2-3 ore agli allenamenti. Così a fine giornata sto sempre meglio. La prima cosa che faccio in vacanza? Cerco un angolino tranquillo dove praticare. È una passione che condivido con mia moglie, anche lei insegna. Una soddisfazione? Vedere una signora di 95 anni praticare Qi Gong al parco per sentirsi meglio.”

CI PRENDIAMO CURA DELLA TUA SALUTE

Dieci ambulatori, di cui cinque dedicati all’odontoiatria, due sale chirurgiche, un ambiente di radiologia all’avanguardia, un ambulatorio di microscopia operatoria, una sala di fotografia e scansione digitale del volto, un’unità di sterilizzazione di tipo ospedaliero, un laboratorio di progettazione CAD-CAM e stampa 3D, laser medicali e attrezzature di ultima generazione per garantire le migliori cure e il massimo dell’attenzione al nostro paziente.

ROMAGNAUTO

PIÙ SCELTA, PIÙ VANTAGGI, PIÙ EMOZIONI

DAI NUOVI BRAND

ESCLUSIVI, ALLO SHOWROOM

DEDICATO ALL’USATO, FINO ALLE MOTO

TRIUMPH: LA STORICA

CONCESSIONARIA

FORLIVESE INVESTE IN INNOVAZIONE, SERVIZI E QUALITÀ.

Grandi novità in casa Romagnauto, storica concessionaria multimarca forlivese: nell’anno in cui si appresta a celebrare il mezzo secolo di vita, l’attività di casa Reggiani si arricchisce di nuovi brand esclusivi e di uno splendido spazio espositivo dedicato all’usato, consolidando il ruolo di punto di riferimento degli automobilisti del territorio. E non solo. In un momento storico di generale incertezza del mercato dell’automotive, infatti, Romagnauto continua a investire in maniera mirata per garantire alla clientela servizi sempre più personalizzati e all’avanguardia. Lo showroom dell’usato è allestito nell’elegante sede di via Don Eugenio Servadei, in un punto strategico e di grande passaggio nelle immediate vicinanze dell’ingresso autostradale: una struttura di pregio che, contribuendo a riqualificare l’accesso alla città, ne rappresenta un

prestigioso biglietto da visita. In vetrina un’ampia scelta di autovetture accuratamente selezionate e controllate. Ogni veicolo in esposizione rispecchia gli elevati standard di affidabilità che da sempre contraddistinguono Romagnauto. La proposta ideale per chi vuole scegliere le migliori marche a prezzi competitivi, per chi non ha intenzione di rinunciare all’eccellenza ma a condizioni di mercato vantaggiose. Secondo upgrade in vista del cinquantenario, l’ampliamento del portfolio marchi: oltre alla storica partnership con il brand svedese Volvo e lo sviluppo della gamma premium con Jaguar e Land Rover, la concessionaria propone le nuove soluzioni di mobilità firmate Lynk & Co, prodotte dal colosso automobilistico cinese Geely. Il marchio, nato nel 2016, sposa la progettazione e il design europei alla tecnologia e il know-how di Volvo. Un brand

prestigioso che guarda al futuro, sviluppando automobili e tecnologie lungimiranti per rendere la mobilità più accessibile: vetture ibride plug-in o elettriche progettate all’insegna di sostenibilità e connettività, efficienza e massimo piacere di guida.

Altra esclusiva che va a impreziosire la proposta di Romagnauto è la concessionaria moto Triumph, iconico marchio britannico che nel corso della sua storia secolare ha stregato milioni di appassionati. Una gamma vasta di moto performanti , affidabili e capaci di coniugare perfettamente uno stile inconfondibile con le tecnologie più moderne, rispondendo alle richieste dei motociclisti più esigenti. Ogni modello è concepito per offrire un’esperienza di guida unica, sicura ed emozionante. Caratteristiche che ne fanno un autentico oggetto del desiderio. Grazie a un team di professioni-

IN VISTA DEL CINQUANTENARIO, ROMAGNAUTO AMPLIA

IL PROPRIO PORTFOLIO

CON IL BRAND LYNK & CO E NUOVE SOLUZIONI DI MOBILITÀ ELETTRICA E IBRIDA. NOVITÀ ANCHE PER L’USATO GARANTITO, PROTAGONISTA DI UN ESCLUSIVO SHOWROOM DEDICATO CON UN’AMPIA SELEZIONE DI VETTURE ACCURATAMENTE CONTROLLATE E CERTIFICATE.

sti altamente qualificato, Romagnauto accompagna il cliente sin dall’ingresso in concessionaria, supportandolo passo dopo passo attraverso una ‘customer experience’ su misura. Instaurando un rapporto fiduciario e improntato alla massima trasparenza, il consulente guida le scelte in base alle reali necessità del cliente orientandolo tra nuovo e usato garantito, tra soluzioni motorizzate, elettriche o ibride, magari proponendo un test drive per provare i veicoli in strada e verificarne il feeling di guida. Fino all’individuazione delle differenti opzioni di design, di allestimenti

interni e soluzioni tecnologiche.

Da valutare la possibilità di un noleggio a lungo termine, calibrato sulle esigenze di privati, professionisti o aziende e, in ambito finanziario, l’individuazione della forma di pagamento, proposto a condizioni flessibili.

Una consulenza e un supporto a 360 gradi che non si esauriscono al momento della consegna delle chiavi. Al centro sono sempre le esigenze e la soddisfazione del cliente, al quale viene garantita la ricerca delle migliori soluzioni non solo in fase di acquisto ma anche di manutenzione o supporto post vendita. Romagnau-

to offre una gamma completa di servizi dedicati alla cura del veicolo e alla gestione della mobilità per garantire la massima sicurezza e affidabilità nel tempo, oltre al massimo piacere nella guida. Proposte che vanno dall’assistenza alla manutenzione programmata, al servizio di carrozzeria completo, con riparazione in officina specializzata e l’utilizzo esclusivo di componenti originali garantiti dalla casa madre; la diagnostica di ultima generazione per interventi precisi e puntuali, fino al servizio di soccorso stradale per il recupero del veicolo in caso di guasti o incidente.

IN QUESTA PAGINA LO SHOWROOM ROMAGNAUTO CON I BRAND LINK & CO E TRIUMPH.

UN GIORNO

DUE

MODI

DI VIVERE

L’ACQUA

TRA FORLÌ E CESENA

IN CANOA

Una canoa con due anime. Una che corre veloce tra le rapide e i salti dei fiumi. L’altra che scivola lenta, dentro il silenzio della foresta. Tra Forlì e Cesena queste due anime convivono e raccontano due modi opposti – ma complementari – di vivere la natura. Da una parte ci sono i canoisti dei fiumi appenninici, quelli che aspettano le piogge, controllano gli idrometri e partono in uscite estemporanee sul Montone, il Rabbi, il Bidente o il Savio. Dall’altra ci sono le escursioni sul lago di Ridracoli, adatte a tutti, dove la canoa diventa scoperta lenta, immersione nel paesaggio delle Foreste Casentinesi.

“Il rapporto con l’acqua è sempre diverso. Possiamo dire che non entri mai due volte nello stesso fiume,” dice Federico Ricci, canoista esperto di discese avventurose. Federico ha iniziato a pagaiare a quattordici anni. Oggi ne ha quarantadue e continua a organizzare discese insieme a

LE ESCURSIONI SUI

CORSI D’ACQUA

DELL’APPENNINO

ATTIRANO

APPASSIONATI DA

ALTRE REGIONI. “È

UN’ATTIVITÀ CHE NON SI

IMPROVVISA E BISOGNA

CONOSCERE BENE IL FIUME,” DICE FEDERICO

RICCI, CANOISTA

ESPERTO.

una comunità ristretta di appassionati (un migliaio in tutta Italia). “Ci sentiamo quando il livello dei fiumi è adeguato, non deve essere né troppo alto, né troppo basso e neppure fangoso.”

Un’attività che entra nel vivo tra l’autunno e la primavera, quando i fiumi cambiano volto e diventano ‘navigabili’ e che

attira appassionati da Bologna, Imola, Veneto e Lombardia fino all’Umbria.

Sul Bidente di Pietrapazza, il tratto che si può fare in canoa parte poco sotto l’agriturismo

Ca’ di Veroli e arriva fino all’abitato di Santa Sofia, attraversando gole scenografiche e pozze che d’estate si riempiono di bagnanti. Sul Montone si scende da San Benedetto in Alpe (dal ristorante Il laghetto) fino al ponte romano della Brusia, a Bocconi. Sul Rabbi ci si imbarca vicino alla confluenza con il torrente Fiumicello e si arriva a Premilcuore. Sul Savio, dalla diga di Quarto al ponte Saraffa (Sarsina) e si prosegue fino a Monte Castello.

La canoa fluviale non è mai improvvisazione. “Non si scende mai da soli e nel gruppo deve esserci un membro esperto di canoa e una guida fluviale perché bisogna anche saper leggere il fiume che può cambiare molto rapidamente.” Nei passaggi più

DI ROBERTA INVIDIA FOTO SIMONE SAMORÈ

LA DIGA DI RIDRACOLI OFFRE AVVENTURE

IN CANOA PER TUTTI, ABBINANDO ANCHE

TREKKING ED E-BIKE. “L’ETÀ CONTA POCO, DAI BAMBINI A PERSONE DI 90 ANNI. E NON MANCANO NEPPURE

CANI E GATTI,” SPIEGA ENRICO VOLPE DI OUTDOOR ROMAGNA.

TERRITORIO

complessi il gruppo si ferma e fa ‘scouting’: si osserva il tratto, si decide come affrontarlo, specialmente se ci sono ostacoli. La sicurezza è un lavoro collettivo. Quando qualcuno rischia di ribaltarsi entrano in gioco le tecniche di recupero e la cosiddetta ‘sicura’: compagni posizionati a riva pronti a lanciare corde o intervenire. E poi c’è l’‘eskimo’, la manovra che permette di raddrizzare la canoa quando ci si ribalta, prima cosa da sapere prima di imbracciare la pagaia. “È una attività entusiasmante e si fa in tutta sicurezza ma certamente una quota di rischio c’è, bisogna conoscere i propri limiti e non superarli.”

Se i fiumi richiedono adrenalina e tecnica, il lago di Ridracoli offre un’altra forma di avventura. Le escursioni in canoa sul lago della diga sono una tradizione

che va avanti dal 2008. Si svolgono da maggio a settembre e sono organizzate dall’associazione sportiva dilettantistica Outdoor Romagna nell’ambito delle attività di promozione turistica della diga gestite dalla cooperativa Atlantide.

“Sono attività pensate apposta per permettere a tutti di godersi il momento,” spiega Enrico Volpe, tra i fondatori e presidente di Outdoor. I numeri raccontano quanto questa esperienza sia diventata popolare: ogni stagione partecipano tra le 3.000 e le 3.500 persone. “L’età conta poco. In canoa con noi sono saliti bambini di pochi mesi e persone di 90 anni. E non sono mancati neppure cani e gatti.”

Tra le proposte più amate c’è la classica escursione di due ore, disponibile anche nella versione al tramonto e in quella nottur-

na, per osservare il cielo stellato direttamente dall’acqua. Poi ci sono le formule più immersive, che uniscono canoa e trekking: percorsi che portano dentro la foresta della Lama, con possibilità di pernottamento e bivacco nel borgo della Seghettina. “Tutte le attività sono guidate. Prima di salire in canoa facciamo sempre dimostrazioni di sicurezza.” Il ‘Triathlon delle Foreste’ invece è un itinerario ad anello che combina canoa, trekking ed e-bike lungo la pista forestale del Parco delle Foreste Casentinesi, considerata una delle più belle d’Italia, con tappe a Casanova dell’Alpe e al Passo del Vinco. È un modo completamente diverso di vivere la canoa: meno legato all’adrenalina e più all’esplorazione. Ma il risultato finale resta lo stesso un tuffo nelle bellezze del nostro territorio.

PH ANDREA BONAVITA

OLTRE VENT’ANNI DI ESPERIENZA, PROFESSIONALITA’ E INNOVAZIONE AL SERVIZIO DELL’UDITO, PER RESTITUIRE AI SUONI IL LORO AUTENTICO VALORE.

APPARECCHI

RISVEGLIO DI COSCIENZA

BENESSERE PSICOFISICO ED EQUILIBRIO INTERIORE

Una frenesia senza precedenti e una crescente disconnessione da sé stanno segnando profondamente la nostra salute mentale. Il ritmo della vita contemporanea ci mantiene costantemente rivolti all’esterno, immersi in richieste, stimoli e aspettative continue. Ritmi accelerati riempiono ogni spazio, lasciando sempre meno margine per fermarsi.

In questo scenario, lo spazio dedicato all’ascolto interiore si

riduce progressivamente e, nel tempo, questa dinamica genera una distanza silenziosa e profonda, portando a una perdita di contatto con il proprio corpo, con le proprie emozioni e con i propri bisogni reali.

È in questo contesto che si inserisce il lavoro di Diana Cardenas Perez, Scrittrice e Dottoressa in Health Coaching Psicologico e Facilitatrice di Mindfulness, impegnata nella diffusione di un approccio al benessere che integra

SIAMO OVUNQUE, MA LONTANI DA NOI

STESSI: IL PROGETTO

DELLA DOTT.SSA

DIANA CARDENAS

PEREZ È UNO

SPAZIO DEDICATO

AL BENESSERE

CHE INTEGRA

MENTE, CORPO ED EMOZIONI.

mente, corpo ed emozioni. Il suo percorso nasce proprio dall’osservazione di questa condizione diffusa: una vita sempre più orientata verso l’esterno e sempre meno connessa all’esperienza interiore. La scrittura ha rappresentato uno dei primi strumenti attraverso cui Diana ha scelto di aiutare le persone, con la pubblicazione di più di quattro libri dedicati alla crescita personale e al benessere interiore.

Risveglio di Coscienza: Il luogo sicuro

Attraverso il progetto Risveglio di Coscienza , Diana Cardenas Perez apre uno spazio, una finestra dedicata al benessere integrale. Un percorso che integra corpo, emozioni e consapevolezza, accompagnando le persone a costruire una relazione più sana e autentica con sé stesse. Non si tratta di un concetto astratto, ma di un lavoro concreto, un luogo sicuro, come lei stessa lo definisce. Non si tratta di ignorare le difficoltà, ma di sviluppare strumenti interiori, soprattutto a livello emotivo, per imparare ad affrontarli in modo diverso.

“Non esiste un cambiamento reale senza intervenire su ciò che accade dentro di noi. Oggi emerge sempre più chiaramente la necessità di tornare alle proprie

Ph Roberto Falcone

“OGGI EMERGE SEMPRE

PIÙ CHIARAMENTE LA NECESSITÀ DI TORNARE

ALLE PROPRIE RADICI,”

SPIEGA DIANA. “IL PERCORSO SI FONDA

SULLA CONSAPEVOLEZZA, FERMARSI PER TORNARE

A RESPIRARE E RICONOSCERE I PROPRI

BISOGNI REALI, OLTRE LE MASCHERE CHE LA SOCIETÀ CI IMPONE.”

radici, a quei valori che rendono l’essere umano una persona migliore ogni giorno. Il lavoro si fonda sulla consapevolezza, fermarsi per tornare a respirare e riconoscere i propri bisogni reali, oltre le maschere che la società ci impone,” spiega Diana.

Unica by Risveglio Beauty

Oltre l’apparenza, un approccio integrale alla cura estetica e al benessere interiore

In questo percorso emerge anche un altro aspetto sempre più

evidente. Nel tentativo di stare bene, spesso si finisce per inseguire modelli esterni, standard che non appartengono davvero alla propria natura. Nel tempo, questo porta a una perdita progressiva di unicità. Si costruisce un’immagine che risponde a criteri condivisi, ma che si allontana sempre di più dall’identità personale. Volti sempre più simili, espressioni sempre più uniformi, una bellezza che tende all’omologazione. È proprio da questa osservazione

che prende forma l’ultimo format creato da Diana Cardenas Perez: Unica by Risveglio Beauty, un percorso che nasce con l’obiettivo di riportare equilibrio tra estetica e interiorità.

Il metodo integra lavoro muscolare del volto, prodotti Beauty di eccellenza e tecniche di riequilibrio interiore. “Non si tratta di modificare il volto, ma di riportare armonia, rispettando la naturale unicità della persona.”

In questo senso, il ringiovanimento non è forzato, ma è il risultato

www.risvegliodicoscienza.com | portale@risvegliodicoscienza.com

di un processo più profondo, in cui il corpo si rilassa, il sistema nervoso si regola e l’espressione torna ad essere più autentica. L’intento è offrire strumenti per riscoprirsi e risvegliare la naturale bellezza del volto, senza ricorrere a metodi invasivi. Uno spazio in cui ogni donna possa sentirsi UNICA.

Diana Cardenas Perez Fondatrice Risveglio di Coscienza & Unica by Risveglio Beauty

Ph Roberto Falcone

MOVÈ,

LE PROPOSTE DELL’ASSOCIAZIONE CHE SI OCCUPA

DEL BENESSERE

MASCHILE

A 360 GRADI

CHE UOMINI

Da un paio di anni, a novembre, Forlì si popola di volti baffuti, per le strade e nei locali si parla di salute maschile e si promuove la beneficenza in favore dell’Istituto Oncologico Romagnolo (IOR), per la prevenzione e la ricerca sulle patologie specifiche dell’uomo. È l’effetto Movèmbar - A novembre il baffo ti dona, la declinazione locale del movimento internazionale ‘Movember’, nata dalla spinta dei CCCB - CiCCioni con la Barba, una squadra di calcio del forlivese. Quello che era iniziato come un progetto di sensibilizzazione legato al mese di novembre, l’iniziativa generosa di un gruppo di amici, si è però evoluto oggi in Movè A.P.S., un’associazione di promozione sociale che mira a portare i temi della salute mentale, fisica e relazionale degli uomini all’interno della quotidianità della comunità forlivese per tutto l’anno. Per comprendere la portata di questa evoluzione è necessario

A FORLÌ NASCE MOVÈ,

IL MOVIMENTO CHE

PROMUOVE PERCORSI

DI CONSAPEVOLEZZA

LEGATI ALLA SALUTE

MENTALE E FISICA

MASCHILE, ALLA PATERNITÀ, ALLA

COSCIENZA DI GENERE

E ALLA GESTIONE

DELLE RELAZIONI.

guardare ai risultati ottenuti durante l’ultima edizione di Movèmbar. Nel 2025, il progetto ha registrato numeri straordinari, coinvolgendo 45 attività tra barbieri, farmacie ed esercenti locali, 37 sponsor ed enti patrocinanti, oltre a una rete di più di 150 persone attivamente coinvolte nell’organizzazione di eventi e iniziative. Su Instagram

sono stati raggiunti oltre 111.000 account e più di 530.000 visualizzazioni complessive, segno di un interesse crescente e di una capacità comunicativa capace di parlare un linguaggio accessibile e lontano da toni allarmistici. Questa mobilitazione ha permesso di raccogliere 8.229,75 euro a favore dello IOR, confermando il legame profondo tra l’associazione e il benessere del territorio.

L’esperienza di questi anni ha però dimostrato che la salute maschile richiede spazi di riflessione e cura che vadano oltre l’evento sporadico. Movè nasce proprio per dare struttura a questo bisogno, ponendosi come un movimento che accoglie dubbi e domande per restituire benessere tangibile all’intera comunità. I fondatori e volontari di Movè, sette ragazzi forlivesi di età compresa tra i 35 e i 40 anni, affermano: “Abbiamo sentito personalmente l’urgenza di trovare risposte a certe domande e a cer-

DI VITTORIA EDINI
FOTO JULIA UPALI

te tematiche che viviamo nella nostra esperienza quotidiana di uomini, padri, figli e partner. Non ci aspettiamo di trovare risposte semplici e tantomeno vogliamo fornirne: il nostro contributo alla comunità è quello di mettere in luce le contraddizioni e le necessità del reale, per tendere a quello che può essere definito un ideale. Viviamo un’epoca di transizione tra valori più rivolti al passato e tensione verso la modernità, questo genera un contesto di polarizzazione e crisi dell’identità che non si risol-

ve solo con il tema della salute maschile, senza affrontare la maschilità in sé, sia come individui che come società.”

In questa nuova fase, l’associazione è in contatto con le istituzioni locali per lavorare a un progetto sul territorio che possa garantire attenzione a questi temi durante tutto l’anno, promuovendo servizi e percorsi di consapevolezza legati alla salute mentale e fisica, alla paternità, alla coscienza di genere e alla gestione delle relazioni interpersonali.

Nel frattempo, Movè guarda già a novembre e Movèmbar 2026: l’obiettivo è superare la frammentazione degli eventi passati per dare vita a un percorso unitario strutturato su tre grandi weekend tematici dedicati a salute mentale, fisica e relazionale. Il progetto evolverà verso la forma di un festival, capace di unire workshop, laboratori, momenti divulgativi e intrattenimento artistico, senza perdere la sua caratteristica capillarità nei luoghi della socialità quotidiana come locali e botteghe.

STORIA

DOLORES CARNEMOLLA RACCONTA

AL FEMMINILE

Far conoscere la storia locale ai più piccoli, partendo dalle figure femminili che hanno segnato il passato di Forlì. È questa la sfida raccolta da Dolores Carnemolla, giornalista e autrice di guide di viaggio, poesie e libri per bambini. Con Caterina Sforza, nobile guerriera (Fog Edizioni, 2024) e Giorgina Saffi, gentildonna di ferro (Bottega di parole, 2025), Carnemolla ha scelto di avvicinare i bambini a due donne simbolo della storia forlivese. “L’idea è nata qualche anno fa quando, passeggiando per Forlì, mia figlia mi chiese se in città fossero mai esistite delle principesse. Una principessa no, le risposi, ma una contessa sì: Caterina Sforza. Provai a cercare un libro per bambini, ma mi resi conto che non esisteva: da lì nacque l’idea di trasformare quella ricerca in un libro pensato per i più piccoli, da colorare,” racconta Dolores. “Visitando poi Villa Saffi, rimasi molto colpita dalla figura di Giorgina Craufurd Saffi, in particolare dal fatto che avesse insegnato a leggere e a scrivere alle contadine della zona. Anche in questo caso non esisteva un libro per bambini che la raccontasse e ho sentito fosse importante colmare quel vuoto.”

Una necessità nata dall’incontro tra il lavoro di giornalista e dal desiderio di trasmettere ai suoi figli e ai bambini l’amore per la storia. “Due donne, due forme diverse di forza, due personalità capaci di lasciare un segno. Di Caterina Sforza ho voluto far emergere il suo coraggio indomito, la forza di una figura femminile guerriera e determinata. In un’epoca in cui il potere era nelle mani degli uomini, è stata una donna capace di farsi valere e di destreggiarsi tra conflitti e lotte politiche. Di Giorgina Saffi ho messo in luce la dimensione della cura, una cura civica che si è tradotta in un impegno concreto: accanto al marito, accanto alle donne del territorio, accanto ai bambini.”

L’idea alla base dei due volumi è introdurre la storia ai più piccoli attraverso testi essenziali, senza lunghe ‘lezioni’, e con illustrazioni da colorare. “Oggi coinvolgere i bambini nella lettura non è semplice. Sono abituati a stimoli rapidi, dispositivi sempre presenti. La lettura richiede silenzio, tempo e attenzione. Per questo considero il linguaggio del gioco e dell’illustrazione una scelta necessaria. L’atto di colorare, di interveni-

re sulla pagina, rende la storia meno distante,” spiega. “I miei libri sono pensati per essere letti ad alta voce, per favorire uno scambio e un dialogo tra adulto e bambino. Ricordo che, dopo una lettura in una scuola, più di un bambino mi ha chiesto perché in Piazza Saffi non c’è una statua di Giorgina accanto ad Aurelio. Già, perché? Ecco perché per me il gioco e l’illustrazione sono importanti: aprono uno spazio di relazione e di pensiero. Quando un bambino si pone una domanda come questa, la memoria non è un concetto astratto, diventa un germoglio.”

Dal prossimo settembre, Dolores Carnemolla e il suo Giorgina Saffi inizieranno un tour nelle biblioteche scolastiche di tutte le scuole primarie di Forlì, grazie alle copie acquistate e donate dal Comune di Forlì e al sostegno dell’Associazione Giorgina Saffi Craufurd APS. “Ne sono molto entusiasta, è anche un riconoscimento del valore dell’idea educativa che c’è alla base del libro.” Oggi Dolores è già impegnata in diversi progetti editoriali: per i più piccoli, è in cantiere una nuova storia da colorare dedicata, ovviamente, a un’altra grande donna forlivese.

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Professioni

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RECARLO UN LUSSO SOFISTICATO, UN DESIGN UNICO

RECARLO PRESENTA LA COLLEZIONE MORE, L’EVOLUZIONE DEL GIOIELLO CHE CELEBRA L’AMORE PER IL DESIGN.

Con la sua collezione More, Recarlo inaugura un nuovo capitolo nel mondo della gioielleria con diamanti naturali, confermando un’evoluzione che il brand ha intrapreso con successo a partire dal 2023. Questa collezione incarna la filosofia del warm luxury del brand: un lusso che si fa avvolgente e accessibile, attraverso creazioni versatili e facili da indossare ogni giorno. More esprime il concetto di stack style di Recarlo, offrendo una gamma completa di gioielli che si possono combinare e sovrapporre tra loro, per un look personale e sofisticato. Questo lusso discreto si manifesta in linee essenziali e pulite, che mettono in risalto la bellezza dei diamanti naturali. Al cuore della collezione ci sono le iconiche verette aperte, nate dalla maestria degli orafi della Maison. Si possono indossare da sole, in eleganti sovrapposizioni o abbinate ai solitari di Recarlo. Questi anelli reinventano un classico

come la veretta eternelle con un tocco di modernità, grazie a una varietà di tagli di diamanti – rotondi, a cuore, baguette, taper – e alle esclusive nuance d’oro di Recarlo: l’arctic gold, puro e luminoso, e il sunset gold, un oro

giallo caldo che ricorda le dune del deserto al tramonto. Il design aperto aggiunge un tocco di originalità, in un equilibrio perfetto tra forma e luce.

La collezione si arricchisce anche di altri ‘piccoli capolavori di gioielleria’. Bracciali bangle, con le loro linee essenziali e raffinate, si indossano da soli o in composizioni multiple, perfetti per ogni occasione. Collane torque, creazioni scultoree che avvolgono il collo con grazia, aperte sul davanti e impreziosite da diamanti che ne esaltano la luminosità. Indossare un gioiello della collezione More significa scegliere un accessorio che esprime una sofisticata individualità. Un segno distintivo che unisce l’alta gioielleria alla contemporaneità.

La collezione è disponibile presso i punti vendita di Casadei Gioielli a Cesena: una gioielleria nata negli anni Sessanta con il nonno Dino, orologiaio, e oggi guidata dai tre figli e dai nipoti con amore, passione e competenza nei cinque punti vendita tra Cesena, Milano Marittima e Riccione. Una gioielleria in grado di rispondere a tutte le richieste dei clienti grazie a una scelta attenta e di gusto di gioielli e orologi esclusivi.

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