Tariffa R.O.C.: Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in A. P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, DCB - FILIALE DI FORLÌ - Contiene i. p. - Reg. al Tribunale di Forlì il 20/12/2000 n. 34- EURO 3,00.
R I M I N I N° 1 FEBBRAIO/MARZO 2018
CALESINI
Erika
SOGNI CHE VOLANO
BENESSERE / Rituali di bellezza LELE DANZI / Non chiamateli accessori MATTEO MONTANARI / Design su matita
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EDITORIALE
SOMMARIO
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A pr i a mo questo nuovo anno all’insegna dell’arte con l’artista Erika Calesini e le sue biciclette che racchiudono un invito, quello di non smettere mai di credere ai propri sogni. Proseguiamo parlando di bellezza e di benessere, un connubio inscindibile, come ci raccontano sette centri estetici del territorio. Facciamo tappa poi nel mondo della moda con la bella storia di Lele Danzi e della sua AirDP. Abbiamo intervistato per voi anche il neo direttore di Repubblica.Sm, Michele Cucuzza, e discusso di onestà intellettuale e giornalismo 3.0. Senza dimenticare Bio Thai Natural Products, A.G.A, Elena Zanni, l’architetto Annio Maria Matteini, Matteo Montanari, Giuliana Tomassoli Cermaria, Luca Borrelli, TriathlOn Academy, Sabina Monti, Giacomo Badioli, Club Inner Wheel, Gianluca Reggiani e Ferramenta - Officina del Gusto. Andrea Masotti
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ANNOTARE
Brevi IN
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ESSERE
Erika Calesini
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BENESSERE
Rituali di bellezza
Edizioni IN Magazine si impegna alla salvaguardia del patrimonio forestale aderendo al circuito di certificazione di FSC-Italia.
Tutti i diritti sono riservati. Foto e articoli possono essere riprodotti solo con l’autorizzazione dell’editore e citando la fonte.
Matteo Montanari
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SCRIVERE
INFORMARE
Giuliana Tomassoli Cermaria
Michele Cucuzza
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SCOPRIRE
Seguici su FB: www.facebook.com/ edizioni.inmagazine
SCOLPIRE
Lele Danzi
Il bio dalla giungla
EDIZIONI IN MAGAZINE S.R.L. Via Napoleone Bonaparte, 50 - 47122 Forlì Tel. 0543.798463 / Fax 0543.774044 www.inmagazine.it info@inmagazine.it DIRETTORE RESPONSABILE: Andrea Masotti REDAZIONE CENTRALE: Roberta Bezzi Gianluca Gatta, Giulia Masci Ametta, Lucrezia Monza COORDINAMENTO DI REDAZIONE: Irena Coso ARTWORK: Lisa Tagliaferri IMPAGINAZIONE: Francesca Fantini UFFICIO COMMERCIALE: Gianluca Braga, Irena Coso STAMPA: La Pieve Poligrafica Villa Verucchio (RN) ANNO XVIII - N. 1 Chiuso per la stampa il 19/2/2018 Collaboratori: Cinzia Bauzone, Maria Luisa Bertolini, Carlo Chieti, Benedetta Cicognani, Irena Coso, Matteo De Angelis, Arianna Denicolò, Veronica Frison, Lucia Lombardi, Nicola Luccarelli, Gaia Matteini, Antonella Zaghini Fotografi: AGF, Andrea Casadei, Riccardo Gallini
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CREARE
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CUCINARE
Luca Borrelli
GAREGGIARE
TriathlOn Academy
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ARREDARE
Sabina Monti
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GUSTARE
Ristorante Novecento
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A.G.A.
Club Inner Wheel
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VALORIZZARE
DANZARE
RECITARE
PROIETTARE
Malatesta
Cinema Settebello
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PROGETTARE
Annio Maria Matteini
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ECCELLERE
Ferramenta - Officina del Gusto IN MAGAZINE
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ANNOTARE a cura di Lucia Lombardi
Nuovo album per DJ FABIANA RIMINI Caught Up, è il nuovo
La pelle DEL COLORE RIMINI Emozione pura riflessa
dall’opera d’arte. Giovanni Lombardini ed Edward Evans nella mostra La pelle del colore si ritrovano in un dialogo oltre confine tra Rimini e gli Stati Uniti. Lombardini, nobile alchimista del colore espone un racconto emozionante attraverso la tinta che sfugge. Sono opere elegantissime che si caratterizzano per la luce dominatrice su forme caleidoscopiche che abbagliano. La pelle del colore è promossa da Cartello Rimini (Augeo Art Space e Angolo della Cornice) che mira alla divulgazione degli artisti del territorio. Augeo Art Space corso d’Augusto 217 - Rimini. Orario: lun. dalle 16 alle 19. Dal martedì al sabato dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19, domenica chiuso.
Pappa pronta A DOMICILIO RIMINI PappaPronta è il nuovo servizio di consegne di cibo a
domicilio targato Rimini. Forse li riconoscerete: sono i ragazzi di BacchetteForchette che, dopo essersi fatti le ossa sotto la bandiera del food delivery milanese, hanno deciso di pensare in grande e lanciarsi, creando qualcosa di davvero Made in Romagna. Sì, perché i ragazzi di PappaPronta (età media 24 anni) sono tutti Riminesi D.O.C. e hanno nel sangue l’ospitalità romagnola e l’amore per la buona tavola. PappaPronta è la missione alla quale hanno dedicato gli ultimi quattro anni di attività per imparare e perfezionarsi in un campo per il quale non esiste nessuna scuola, se non l’esperienza diretta e il duro lavoro. Cambia dunque il nome, più giocoso e vivace, ma non cambiano i ristoranti, la qualità del servizio e l’attenzione verso il cliente. Grande novità sarà anche la svolta green, con i driver che si doteranno di cargo-bike elettriche per abbandonare i più inquinanti motorini e portare un tocco di colore per le strade del nostro centro storico. PappaPronta arriverà sulle tavole dei riminesi con i piatti di oltre quaranta ristoranti in massimo un’ora, sette giorni su sette, festivi compresi. Non ci resta che fare gli auguri a questi ragazzi, sicuri che continueranno a renderci orgogliosi e a fare davvero tanta strada!
album house dance di Dj Fabiana e Steph Risole (autore e back-up singer) nella veste di co-autori e co-produttori. “Il titolo in italiano è Sono preso, preso da un sentimento forte, – afferma la dj – come quando vivi intensamente una storia d’amore e ti manca l’aria se quella persona è distante”. I due, amici da sempre, si sono ritrovati dopo anni a New York nel club Groove di Manhattan per una live session, di qui la voglia di mettersi in gioco con un progetto musicale condiviso, che è confluito nel brano Caught Up, dalle influenze R&B, pop e dance mixate tra loro. “Per arrivare a livelli internazionali– racconta lei,– bisogna produrre i propri pezzi. Il brano, proposto in tre versioni nella release, è in vendita su tutti i digital store”. La stagione dance della riviera si apre a nuovi ritmi.
Doni DA CONDIVIDERE SAN MARINO “Dicono che la musica riesca ad elevare l’anima ma quando lo condivisione di essa avviene tra persone dall’animo nobile e pulito allora si trasforma in un dono d’amore”: con questa convinzione ha iniziato il 2018 il soprano sammarinese d’adozione Michelle Anghel, sostenendo un concerto di beneficenza a favore dell’associazione Linda Carù (un’associazione che da anni opera in Brasile a favore delle giovani madri che purtroppo, oltre all’abbandono dei propri compagni, si ritrovano in giovanissima età senza mezzi di sostegno a dover crescere da sole diversi figli). Nella Chiesa Sant’Orso di Aosta, insieme a lei il soprano Silvana Bruno & L’ensamble Cordeconforme! La collaborazione tra Michelle Anghel e Silvana Bruno, musicista sensibile e virtuosa, nasce in seguito al master musicale nella Tenuta dei Ciclamini di Mogol nell’agosto del 2017.
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IN MAGAZINE
ANNOTARE
Rimini Chamber ORCHESTRA RIMINI Dopo il successo
Experimenta ’80 RIMINI Appuntamento
venerdì 16 marzo 2018, ore 22 all’Altromondo Studios di Rimini con Experimenta ’80, a cura del fotografo Roberto Sardo. Una serata che unisce fotografia, video, performance e musica dedicati agli Anni Ottanta. Si tratta di un evento unico che vede la partecipazione dei dj Eric, Ricky, Fabio e del percussionista dal vivo Matteo Lepri. Spiega il curatore Roberto Sardo: “Per la prima volta, un locale storico che ha promosso tendenze musicali, innovazioni visive e tecnologiche, apre uno spazio alla fotografia e all’immagine d’autore. Segno di sensibilità verso altre forme espressive, non commerciali e coraggiose.”
Express Lunch al RIVIERA WELLNESS SAN GIOVANNI IN MARIGNANO Concedersi un pranzo sfizioso,
bilanciato, veloce ma ricco di gusto e piacere? E magari prenotarlo direttamente dall’ufficio, per poi gustarlo nella meravigliosa location del Riviera Golf Resort di San Giovanni in Marignano, l’esclusiva realtà ricettiva inserita nel contesto dell’oasi naturalistica del fiume Conca? Da oggi è possibile. Al Riviera Wellness Restaurant lo chef Massimiliano Poletti ha creato Riviera Express Lunch, la proposta pensata per una pausa rigenerante, ricca di piatti che sanno bilanciare sapientemente il mangiar sano e l’attenzione al gusto. Materie prime eccellenti si fondono per dare vita a proposte profondamente legate alla tradizione e all’autentico gusto della nostra cucina, caratterizzata da una grande attenzione alla freschezza, agli ingredienti ed al sapore, vera anima del piatto. Pasta in equilibrio tra tradizione mediterranea e sapiente innovazione, pescato del giorno, fragranti proposte di mare, formaggi e salumi bio. E dessert capaci di conquistare con la loro scioglievolezza. Un percorso da vivere innanzi alla piscina, un viaggio alla riscoperta di gusti mixati con grande consapevolezza per riscoprire la convivialità della tradizione mediterranea, da centinaia di anni al centro della nostra cucina, rivisitata con frizzante vivacità dallo chef Poletti.
della serata del 9 dicembre, proseguono i progetti musicali della Rimini Chamber Orchestra, fondata dal musicista Alberto Cappiello insieme ad alcuni colleghi, per ridare interesse alla Musica Classica. Il primo appuntamento del 2018 sarà per il 17 Marzo alle ore 21 presso il Teatro di Ospedaletto in occasione del festival di Coriano, un Concerto per duo di Musica da Camera formato dal Cornista Alberto Cappiello e dal pianista Ulisse Bonaventura. Verranno eseguite per piano solo La Consolazione n. 3 di F. Liszt e il Valzer di Chopin op 69 n. 1. Mentre per corno e pianoforte verranno eseguiti Il Notturno op. 7 di Franz Strauss il Concerto n. 3 di Wolfgang Amadeus Mozart e il Concertino di Carl Maria Von Weber. L’ingresso è libero. Buona musica!
105 anni per LA FARMACIA DELL'AMARISSIMO RICCIONE La farmacia Dell’Amarissimo guarda al futuro con un nuovo progetto di rinnovamento. Quest’anno ha festeggiato i suoi 105 anni di attività con un importante intervento di ristrutturazione inaugurato il 17 dicembre. Un connubio tra storia e tecnologia, innovazione e professionalità quello della D.ssa Anna Innocenti e i figli Giulio e Federico Mignani. La farmacia dell’Amarissimo di viale Ceccarini, rappresenta la continuità di una storia che a Riccione va avanti da quattro generazioni attraverso professionalità e competenza. Il nuovo progetto vede un laboratorio galenico di ampie dimensioni, dove è possibile realizzare in tempi ancora più rapidi una vasta gamma di preparazioni officinali e magistrali, oltre alle forniture per medicina estetica e cosmesi. Farmacia Dell’Amarissimo Viale Ceccarini, 78. www.amarissimo.it
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ESSERE
Sogni che
VOLANO RACCHIUDERE IN UNA BICICLETTA IL SENSO DELLA VITA? QUESTO RIESCE A FARE L’ARTISTA ERIKA CALESINI. PER NON SMETTERE MAI DI CREDERE AI PROPRI SOGNI. di Lucia Lombardi / ph Riccardo Gallini
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La gioia la raggiunge ovunque. E potremmo dire che la espande anche attorno a sé. Capelli corti platinati, occhi grandi, sorriso radioso e una tuta beige costellata di frammenti di colore. Sì, perché Erika Calesini, scultrice, sembra pervasa dalla luce, ama profondamente la vita e lo manifesta in ogni suo gesto artistico, operando una sorta di ready-made rifunzionalizzante in cui i vecchi ferri, ovvero le biciclette in disuso, rinascono, e con loro anche l’anima delle persone che le hanno cavalcate. Come quelle persone che da bambina vedeva sfrecciare davanti alla finestra di un’infanzia felice che ha voluto immortalare ed eternare in un flusso continuo facendosene testimone, per non perdere quella fuggevole luminosità estatica. Come una collezionista, Erika raccoglie attraverso le sue biciclette il senso della vita, privo di attaccamento terreno, in un gesto di estrema vitalità, il pedalare, l’andare verso l’esistenza, verso il proprio destino. Erika dal canto suo ha sempre saputo di voler fare l’artista, credendo fermamente nei suoi desideri a tal
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punto da realizzarli! Il padre fabbro le ha trasmesso l’amore per la materia viva da forgiare, in un rapporto diretto con gli oggetti da assemblare con le proprie mani. Da dove arrivano queste bici e che direzione stanno prendendo? “Le mie amate biciclette arrivano da sentimenti molto profondi. Vivo davanti ad una pista ciclabile a San Giovanni in Marignano e questo mi ha ispirato tantissimo ed è stato fondamentale per la mia vita, vedendo tutto il giorno persone pedalare con le loro amate biciclette ho pensato di recuperarle, mi è subito piaciuta questa idea oltre questo meraviglioso oggetto molto amato ho estrapolato l’anima e i sentimenti delle persone che le hanno possedute”. Come sono nate e da quale urgenza artistica? “La mia prima opera fu molto minimal, una base in legno pressata e rivestita in velluto blu. Tutto è partito da qui, ora le mie bici sono presenti in tanti posti in Italia e all’estero, un sogno che è diventato realtà”. A dicembre 2017 hai esposto
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finati, biciclette lampada con elementi in plexiglass particolari”. Il tuo approccio al manufatto artistico appare ludico e ironico, confermi questa percezione? “Le mie opere sono piene di gioia io amo molto la vita e loro rispecchiano il mio stato, il mio modo di essere, sono spiritose, allegre, piene di vita, sono in continuo movimento, sinonimo di spensieratezza, di positività e luminosità, messaggere di pensieri positivi”. Questa rifunzionalizzazione
IN QUESTE PAGINE, L’ARTISTA ERIKA CALESINI CON ALCUNE DELLE SUE OPERE (LOCATION, RIVIERA GOLF CLUB E MAKE UP ARTIST, VLADYSLAV ROTARU).
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a Miami con la galleria Cà d’Oro, che ti rappresenta ormai da tanti anni, quali lavori hai pensato per l’occasione? “In occasione di Contex Art Miami e Aqua Art Miami ho esposto contemporaneamente sette opere, tra cui due dedicate all’America, nazione che amo molto, per le quali ho utilizzato vecchi jeans messi nelle resine per creare le basi, glitter, resine colorate, smalti e vecchi oggetti vintage tutti di ispirazione USA, colori base che riprendono la bandiera americana. Colori molto brillanti, è stata davvero una esperienza che mi ha riempito il cuore di felicità!”. La bella stagione ti vedrà nuovamente negli States protagonista di una mostra organizzata nella Grande Mela, quanto ha inf luito Miami sui nuovi lavori? “La mia mostra sarà allestita all’interno della splendida sede newyorchese della Galleria Cà d’Oro. Sono molto emozionata e felicissima, protagoniste saranno sempre le mie Bambine, come le chiamo affettuosamente: Biciclette in versione Gold che emanano luminosità, la luce è per me una fonte costante di ispirazione, quella dorata di Miami ha influito molto sulle mie ultime scelte cromatiche. Inoltre saranno presenti anche opere molto colorate verniciate con smalti molto raf-
“LE MIE OPERE SONO PIENE DI GIOIA IO AMO MOLTO LA VITA E LORO RISPECCHIANO IL MIO STATO, IL MIO MODO DI ESSERE, SONO SPIRITOSE, ALLEGRE, IN CONTINUO MOVIMENTO, SINONIMO DI SPENSIERATEZZA E LUMINOSITÀ, MESSAGGERE DI PENSIERI POSITIVI”.
dell’oggetto cosa rappresenta per te? “Le biciclette per me non sono solo oggetti ma contenitori di vita e di anima. Strapparle dal loro destino di abbandono e renderle eterne è dare a loro una rifunzionalizzazione, una rinascita, una metamorfosi, un’altra possibilità di riprendere vita facendo felici allo stesso modo i loro possessori nonostante abbiano un diverso modo di farsi notare”. Lo studio per un artista può rappresentare il proprio posto delle fragole, una tana, il tuo come lo vivi? “Il mio studio si trova a Cattolica, lo amo tanto e passo lì tantissimo tempo, è stato lui che ha trovato me per caso, un giorno cercavo un mio spazio e passando davanti vidi le grandi vetrate, capii subito che doveva essere quello e così è stato. Le grandi finestre day-light mi permettono di vivere nella luce più totale per me fondamentale
“LE MIE AMATE BICICLETTE ARRIVANO DA SENTIMENTI MOLTO PROFONDI. VIVO DAVANTI AD UNA PISTA CICLABILE E QUESTO MI HA ISPIRATO TANTISSIMO. VEDENDO TUTTO IL GIORNO PERSONE PEDALARE CON LE LORO AMATE BICICLETTE HO PENSATO DI RECUPERARLE”
è un luogo molto bello e arioso dove nascono tutti i miei lavori. È il mio rifugio, la mia oasi felice dove tutto prende forma. All’interno ho montato un’altalena al soffitto che mi permette di essere sospesa nell’aria e mi sembra di volare, così le idee prendono vita”. Mi raccontavi che ami molto ascoltare la musica di notte mentre sei alla guida… “La musica è sempre presente, è
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di vitale importanza, lo è sempre stata ed è fonte di grande ispirazione, adoro molto quella classica perché mi fa sognare, in particolare Tchaikowsky e l’opera lirica”. Cosa caratterizza il tuo lavoro? “Lo amo, è la mia passione, la mia vita. L’ho desiderato, ho lottato per esso e sono molto felice di essere arrivata ad esporre non solo in Italia ma anche all’estero. Ciò che lo caratterizza è l’opportunità di incontrare sempre persone nuove, di essere sempre raggiunta da cose diverse, mi dà l’opportunità di imparare tutti i giorni, di essere spesso in viaggio, cosa che io adoro tantissimo. Facendo questo lavoro che amo tanto, posso sognare e credo che se noi desideriamo una cosa a tutti i costi, mettendoci impegno amore e soprattutto passione, la possiamo ottenere. Non mollare mai e credere nei propri sogni così si può volare ed essere liberi!”.
BENESSERE
Rituali di
BELLEZZA CONTRO L’AVANZATA DELLE RUGHE NON CI SONO PIÙ SCUSE! TRA FUTURISTICHE APPARECCHIATURE, OLII PREZIOSI E MASSAGGI, SETTE CENTRI ESTETICI RACCONTANO COME CONTRASTARE L’INCEDERE DELLE STAGIONI SULLA PELLE. di Antonella Zaghini / ph Riccardo Gallini
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Rituali di bellezza a base di pietre preziose, apparecchiature che arrivano dal futuro, massaggi rilassanti in grado di rigenerare i muscoli del viso, creme dalle texture super avvolgenti e nutrienti, prodigiosi olii essenziali, maschere di bellezza che sfruttano i migliori ritrovati della medicina estetica. Cosa non si fa per contrastare l’avanzata del tempo. Al giorno d’oggi le novità per ringiovanire la pelle del viso sono tante. Esistono rimedi di bellezza dagli effetti sorprendenti, senza dover per forza ricorrere alla chirurgia estetica. Fermo restando che una buona beauty routine casalinga è il primo e fondamentale punto di inizio contro le rughe, siamo andati alla ricerca dei trattamenti più esclusivi e lussuosi per regalarsi un viso che non conoscere l’incedere delle stagioni. Come una star: ringiovanire con strati di oro puro. È l’ultimo ritrovato di bellezza delle dive hollywoodiane che si lasciano coccolare con foglie e polveri a 24 carati. Il trattamento super lussuoso che assicura al viso tono e luminosità si può provare da Estetique Michelle, centro di benessere di San Marino. È un trattamento unico, composto da una miscela di preziosi ingredienti che insieme all’oro unisce oligoelementi, polveri di perle e di diamanti. “Il trattamento di bellezza – sottolineano da Estetique Michelle – va a stimolare il rinnovamento cellulare, l’elasticità e la tonicità della pelle del viso e del decolleté”. Il suo punto di forza è la maschera con foglie d’oro a 24 carati, assorbite dall’epidermide attraverso il massaggio. Una coccola dall’effetto gold assicurato. Se i segni del tempo sono il vostro cruccio un altro grande alleato di bellezza è il trattamento Lpg, una vera è propria ginnastica contro le rughe. L’apparecchiatura al principio utilizzata in ambito medico, oggi trova nuova vita in ambito estetico per curare gli inestetismi del corpo e per ringiovanire la pelle del viso. I risultati? Visibili fin dalle prime sedute.
COSA NON SI FA PER CONTRASTARE L’AVANZATA DEL TEMPO. AL GIORNO D’OGGI LE NOVITÀ PER RINGIOVANIRE LA PELLE DEL VISO SONO TANTE. ESISTONO RIMEDI DI BELLEZZA CON EFFETTI SORPRENDENTI, SENZA DOVER RICORRERE ALLA CHIRURGIA ESTETICA.
Novanta minuti di puro benessere grazie all’effetto dei cristalli di quarzo rosa. Si chiama rose crystal lymphatic facial ed è un trattamento straordinario che si può provare nel beauty concept riminese Ducale 54, istituto di bellezza e profumeria artistica. Un vero lusso in cui la pelle vive un completo stato di rinnovamento. Il sistema linfatico viene infatti risvegliato grazie all’uso dei cristalli di quarzo rosa. Durante il rituale di bellezza vengono usati 16 diversi prodotti di cosmetica organico-naturale che combinano erbe curative, estratti biologici di alta qualità e ingredienti vegetali fra i quali tre maschere fondamentali per decongestiona-
IN APERTURA, UN TRATTAMENTO DI BELLEZZA NEL CENTRO ESTETIQUE MICHELLE DI SAN MARINO. SOPRA, UN TRATTAMENTO CON USO DI CRISTALLI DI QUARZO ROSA NEL BEAUTY CONCEPT RIMINESE DUCALE 54.
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L’INQUINAMENTO E I RAGGI ULTRAVIOLETTI SONO FRA LE PRIME CAUSE D’INVECCHIAMENTO NEGLI AMBIENTI URBANI. UNA COMBINAZIONE DANNOSA CHE PRODUCE LA FORMAZIONE DEI RADICALI LIBERI E SOTTRAE OSSIGENO AI TESSUTI.
IN ALTO, DA AUGEO WELLNESS, UN TRATTAMENTO PER STIMOLARE LA MICRO CIRCOLAZIONE DELLA PELLE.
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re, illuminare e idratare la pelle. Inoltre il drenaggio linfatico e la digitopressione dei punti rif lessi – previsto nel trattamento di bellezza – rassoda e riduce i gonfiori. Un toccasana anti anging per il viso che si completa con il massaggio ai piedi, alle mani, alle braccia e al capo per infondere un’incredibile sensazione di relax. Alla fine il risultato è una pelle luminosa, tonica e rassodata con una sensazione di notevole benessere. Una sferzata di energia da personalizzare in base alle esigenze della persona. Buona abitudine invece, una volta al mese regalarsi novanta minuti tutti per sé coccolati da cosmetici che uniscono elementi organici alle biotecnologie, nel pieno rispetto dell’ambiente. Da Augeo Wellness i rituali di bellezza per il viso si af-
fidano alla lucentezza del diamante, all’intensità del rubino e alla trasparenza del quarzo contenuti nei prodotti più all’avanguardia. “Gli oligoelementi estratti dalle gemme preziose – spiegano dalla spa nel centro storico di Rimini – sono potenti attivatori biologici della vitalità cellulare, risvegliano la cute e la fortificano”. Ma questo non è che il primo passo. Per riacquistare un colorito lucente, dare tono alla pelle e colmare le rughe l’ultimo ritrovato arriva direttamente dalla scienza aerospaziale. Nella city spa si può infatti provare una tecnologia all’avanguardia che sfrutta l’accelerazione supersonica per veicolare i principali attivi contenuti nei trattamenti sotto forma di micro goccioline che arrivano sottocute, colmando i segni del tempo. Un sistema rivoluzionario che stimola la micro circolazione, drena e distende la pelle, preparandola ad assorbire i trattamenti di bellezza che vanno a stimolare la produzione di collagene. Il risultato? Maggiore luminosità, riduzione delle rughe e contorni del viso più definiti. Una sferzata di vitalità per migliorare la texture della pelle da completare con una beauty routine che preveda un buon siero, un contorno occhi e una crema nutriente per combattere e prevenire i segni dell’invecchiamento. Una pelle giovane si mantiene con una adeguata prevenzione. Per cui non è mai troppo presto per prendersene cura. “Dopo i 30 anni è il momento giusto per intervenire e stimolare il processo cellulare”, consigliano dal centro di estetica e benessere Aquadirose. Fra i trattamenti più all’avanguardia per mettere un freno all’avanzata delle rughe c’è la terapia a onde d’urto, un macchinario elettromedicale utile per tonificare corpo e viso. Soprattutto il viso che beneficia di un’azione idratante, tonificante e di rigenerazione cellulare. “È un trattamento – spiegano dal centro benessere di Rimini – da effettuare in più fasi. In caso di pelli mature si parte con
l’azione strong: sei sedute ravvicinate in grado di donare una pelle più tonificata, a seguire un trattamento al mese per mantenere la pelle vellutata e luminosa. Se invece si lavora sulla prevenzione una seduta al mese è già un buon punto di partenza. Quello con la terapia a onde d’urto, assicurano dalla spa, è un elisir di giovinezza a cui non rinunciano nemmeno il sesso forte. Ogni viso e ogni pelle si meritano un trattamento unico per questo nel centro estetico Essence di Riccione propongono performance estetiche hi-tech in abbinamento a trattamenti manuali e pro-
“Prima di tutto – concludono dal centro Essence – si valuta il tipo di pelle, l’età e l’effetto che si vorrebbe ottenere. In base a questo consigliamo la soluzione migliore, spesso in un programma di sedute, solitamente sei settimane, che mette insieme più trattamenti”. È un’esperienza che si affida ai rituali di benessere tipici della filosofia orientale quella che si può provare al Savoia Spa Lounge sul lungomare di Rimini. Appena varchi la soglia ti senti immerso in un’atmosfera ovattata: la tisana di benvenuto, gli asciugamani caldi che ti avvolgono il corpo e il bagno ai piedi con acqua impreziosita
DALL’ALTO, UNA TERAPIA A ONDE D’URTO PRESSO IL CENTRO DI ESTETICA E BENESSERE AQUADIROSE. SOTTO, UN TRATTAMENTO ESTETICO HI-TECH PRESSO IL CENTRO ESTETICO ESSENCE DI RICCIONE.
“UN’OTTIMA SOLUZIONE È IL PROGRAMMA CON L’OSSIGENO, ADATTO A TUTTI I TIPI DI PELLE, PER COMPENSARE LA NATURALE PERDITA DI COLLAGENE ED ELASTINA, CHE RESTITUISCE UN VOLTO PIÙ LUMINOSO CON L’ATTENUAZIONE DELLE PICCOLE RUGHE DI ESPRESSIONE”.
dotti mirati. C’è il programma con l’ossigeno, adatto a tutti i tipi di pelle, per compensare la naturale perdita di collagene ed elastina, che restituisce un volto più luminoso con l’attenuazione delle piccole rughe di espressione. Per le pelli mature e quindi per per contrastare i segni dell’invecchiamento c’è invece il trattamento estetico con la radiofrequenza. Una metodica che migliora la qualità della pelle del corpo e del viso, le antiestetiche borse sotto gli occhi e i segni del tempo sul collo. Altro ritrovato per fare brillare il viso è il trattamento eseguito con gli ultrasuoni, ricco di acido ialuronico, efficace per una idratazione profonda con visibili effetti anti età. Come scegliere quello più adatto alla propria persona? IN MAGAZINE
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PER CONCLUDERE CHE SIANO POLVERI PREZIOSE, RITUALI ESTETICI CHE ARRIVANO DA LONTANO, PRODOTTI DI COSMETICA ORGANICONATURALE, CONTRO L’AVANZATA DELLE RUGHE SULLA VOSTRA PELLE, NON CI SONO PIÙ SCUSE.
SOPRA, ALLA SAVOIA SPA LOUNGE SI POSSONO PROVARE RITUALI DI BENESSERE TIPICI DELLA FILOSOFIA ORIENTALE. SOTTO, IL CENTRO ESTETICO MARISA DI RIMINI DOVE È POSSIBILE PROVARE L’EXCEL-THERAPY 02.
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dal sale rosa dell’Himalaya, per predisporti al benessere. Sui trattamenti beauty al viso vincono i prodotti naturali come le polveri micronizzate con estratti di piante miscelate a olii essenziali, as-
sorbiti dall’epidermide attraverso accurati massaggi. Per un trattamento al viso più rigenerante si può provare la cupping therapy, un rituale estetico utile per detossinare e tonificare la pelle. Mutuato dalla medicina tradizionale cinese stimola la circolazione sanguigna e linfatica, ossigenando i tessuti con effetti visibili contro l’avanzare delle rughe. L’inquinamento e i raggi ultravioletti sono fra le prime cause d’invecchiamento negli ambienti urbani. Una combinazione dannosa che produce la formazione dei radicali liberi, sottrae ossigeno ai tessuti, accelerando il processo di invecchiamento della pelle. Toccasana contro gli agenti esterni, lo smog e le polveri sottili che inquinano
le nostre città e che purtroppo la pelle assorbe è l’Excel - Therapy 02, il trattamento di bellezza per il viso che si può provare nel Centro Estetico Marisa di Rimini. Quattro sedute a cadenza settimanale migliorano notevolmente i segni della pelle. Il sistema infatti crea una barriera anti-inquinamento grazie all’azione detossinante e di pulizia profonda. Una volta liberata dagli agenti inquinanti, l’epidermide è predisposta a ricevere i principi attivi contenuti nelle creme e quindi colmare i segni del tempo. Per concludere che siano polveri preziose, rituali estetici che arrivano da lontano, prodotti di cosmetica organico-naturale, contro l’avanzata delle rughe non ci sono più scuse.
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di Benedetta Cicognani / ph Riccardo Gallini
Il tutto ha inizio nel 2015, quando Lele e suo figlio Diego partecipano per beneficenza a un torneo di golf a Torino. Durante la gara, tra la buca 9 e la 10, Diego urla a suo padre “Guarda, c’è Alessandro Del Piero!” Un incontro casuale, sul green
piemontese, da cui nascerà non solo una grande amicizia, ma anche un importante progetto. Diego si avvicina e chiede a Alessandro Del Piero se quando ha finito la gara va a fare una garetta con lui. Così succede. E dopo aver giocato con Diego, Lele raccon-
ta a Del Piero i suoi progetti e gli mostra gli occhiali. E, Lele, colpito dalla disponibilità del grande campione, per ringraziarlo, gli regala alcuni occhiali prodotti dalla sua azienda. Del Piero, incuriosito, propone di rivedersi per approfondire il tema, e
Qualità Tradizione Gusto per vivere emozioni
incontro dopo incontro, intraviste le potenzialità di questa impresa, ne diventa socio. Nel dicembre dello stesso anno, costituiscono insieme a Paola Froldi, terza socia, la AirDPStyle, dove DP sta proprio per Del Piero. Un vero e proprio style-concept, che realizza occhiali con materiali tecnologicamente innovativi e caratterizzati da un design ricercato e alla moda. La prima consegna avviene nel giugno del 2016, e da quel giorno è una cascata di soddisfazioni. Nel giro di un anno e mezzo aprono infatti undici negozi monomarca in Italia, e vengono distribuiti da 400 rivenditori che danno fiducia al nuovo brand. Lele Danzi è il cofondatore e direttore artistico. Grande appassionato di sport, pugliese di nascita, ha vissuto per ventisette anni a Bologna e oggi vive a Riccione. Inizia a giocare a tennis da giovanissimo, poi si innamora del green. E non appena ha del tempo libero, organizza giornate di golf con gli amici e il figlio Diego, giovane promessa. Quindi tutto ha inizio in un campo da golf… “Esatto, la mia storia è l’emblema delle opportunità che possono nascere grazie a questo meraviglioso sport. Il progetto è sì partito sul campo da golf, ma continua a crescere oltre tale spazio. Frequentando numerosi club da giocatore
e appassionato, ho la possibilità di entrare in contatto con tantissime persone e promuovere il nostro marchio.” AirDp Style è conosciuta in particolare per gli occhiali, che adesso stanno letteralmente spopolando. Quali sono le loro caratteristiche? “L’unicità di stile e la qualità, senza dubbio. Siamo gli unici a proporre un’intera collezione di occhiali con lenti fotocromatiche antigraffio e antiriflesso. Inoltre, seppur di nicchia nello stile, sono accessibili a tutti. I nostri occhiali hanno la caratteristica di essere ultra leggeri, facilmente portabili e delicati sul viso. La loro unicità sta appunto nel materiale e nel design. Sono tutti pensati come accessori, non come protesi, anche quelli da vista. Sono convinto che l’occhiale sia l’accessorio per eccellenza. Del resto quando si incontra una persona per la prima volta, la si guarda negli occhi. Quindi è importante indossare un oggetto bello, che valorizzi il viso, e soprattutto è fondamentale variare. Oggi una persona non può portare sempre il solito paio di occhiali, ma dovrebbe cambiarli in base al look e alla situazione.” Qual è il vostro cliente tipo? “Sicuramente chi compra i nostri accessori ci tiene ad avere stile e indossare un bell’oggetto. Sono adatti anche a persone stravaganti, originali, a cui piace giocare
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con la moda senza però risultare eccessivi. Mi piace pensare al nostro cliente come a una persona dinamica, concreta, intraprendente, che ama viaggiare e che fa della leggerezza una filosofia di vita.” State abbracciando altri settori della moda, siete partiti producendo occhiali e ades-
LELE DANZI È IL COFONDATORE E DIRETTORE ARTISTICO. GRANDE APPASSIONATO DI SPORT, PUGLIESE DI NASCITA, HA VISSUTO PER VENTISETTE ANNI A BOLOGNA E OGGI VIVE A RICCIONE. INIZIA A GIOCARE A TENNIS DA GIOVANISSIMO, POI SI INNAMORA DEL GREEN.
IN QUESTE PAGINE, LELE DANZI CON ALCUNI MODELLI DELLA SUA COLLEZIONE AIRDP. A FIANCO CON ALESSANDRO DEL PIERO.
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so avete ampliato la vostra gamma di accessori. Su quali prodotti vi state concentrando? “Ci siamo espansi nell’abbigliamento, dalle t-shirt, ai capispalla, ai costumi, all’intimo, fino ad arrivare alle sneakers e ai profumi. Anche in questi casi la nostra logica è quella di creare qualcosa di unico, originale, mai visto prima. Ad esempio vendiamo sneakers trasparenti e capispalla con piume a vista, anch’essi trasparenti. Ci piace fare da apripista e inventare prodotti nuovi. Ora, per esempio, stiamo lanciando una linea Denim davvero molto azzeccata.” Dove si possono trovare i vostri stores? “Al momento abbiamo undici negozi in Italia. A Torino, Riccione, Taormina, Cesena, Trento, Folgaria Pesaro, Roma, Bari, Barletta e Spoleto e a breve Gaeta e Forte dei Marmi. Uno dei nostri prossimi obiettivi è quello di espanderci anche all’estero: Los Angeles, Budapest e Toronto, per iniziare.”
INFORMARE
Giornalismo
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“RITENGO L’ONESTÀ INTELLETTUALE LA MIA BUSSOLA”: COSÌ MICHELE CUCUZZA, NEO DIRETTORE DI REPUBBLICA.SM, IL NUOVO QUOTIDIANO SAMMARINESE NATO L’8 GENNAIO 2018, DEFINISCE IL SUO MODO DI FARE INFORMAZIONE.
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di Lucia Lombardi / ph AGF
“Ogni voce che si accende è un arricchimento per la comunicazione, per l’informazione, per la diffusione di notizie utili.” Con queste parole esordisce Michele Cucuzza, neo direttore di Repubblica.Sm, il nuovo quotidiano sammarinese, nato l’8 gennaio 2018. “È necessario che i sammarinesi e gli italiani sappiano cosa succede a San Marino e viceversa. Qui ancora c’è grande aspettativa e mercato. La gente vuole sapere che cosa succede nella propria città, la cronaca locale in un mercato globale funziona. Non dimentichiamo che San Marino è uno stato indipendente, c’è dell’orgoglio in chi si sente parte di questa antica Repubblica”. Questa carica da dove arriva? “Tenga presente che ho collaborato per più di un anno con La Tribuna, che poi ha interrotto le sue pubblicazioni. È per me un ritorno, oltre che un autentico privilegio, poter avere questo ruolo”. Di cosa si occupava nello specifico? “Facevo degli editoriali e interviste settimanali a personaggi che potevano interessare i sammarinesi. È nel corso di questa collaborazione che ho avuto modo di ap-
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prezzare la squadra. E sono loro ad avermi chiamato. Grazie alla tecnologia riesco ad essere sempre presente”. Com’è nato il suo rapporto con l’antica terra della libertà? “Sono anni che frequento San Marino. Dal tempo in cui nella sede di Asset Banca facevamo incontri che chiamavamo Incontri di successo, che riguardavano Italia e San Marino in anni in cui c’era ancora una crisi molto forte”. La scelta di un giornale cartaceo oggi? “Questo giornale è in formato cartaceo per una ragione precisa: c’era molta aspettativa nell’area sammarinese e romagnola da parte di molti soggetti, cittadini, imprenditori e anche da parte delle edicole. Nonostante l’editoria sia in crisi qui c’è mercato e desidero”. Lo scrittore Raymond Carver affermava di “voler scrivere nella maniera migliore e più vera possibile”. Lei quale timbro darà a questa voce nuova? “Diamo le informazioni che riteniamo meritino di essere pubblicate. San Marino deve riprendere il suo ruolo di partner e di realtà
“QUESTO GIORNALE È IN FORMATO CARTACEO PER UNA RAGIONE PRECISA: C’ERA MOLTA ASPETTATIVA DA PARTE DI CITTADINI, IMPRENDITORI E ANCHE DA PARTE DELLE EDICOLE. NONOSTANTE L’EDITORIA SIA IN CRISI QUI C’È MERCATO E DESIDERIO”.
importante in Italia e in Europa. Per far ciò ho un bel team di giovani colleghi molto in gamba”. Si sente un uomo libero? “Una persona indipendente assolutamente sì. Naturalmente sono un cittadino italiano interessato alla politica, non ho nessuna appartenenza e in tutti questi anni di carriera giornalistica penso di averlo dimostrato. Ritengo l’onestà intellettuale la mia bussola. Un buon giornalismo ascolta tutti e cerca di riferire i fatti senza essere
prevenuto. Il giornalismo che si esprime con finalità politiche ha fior di giornali politici di grande dignità, da Repubblica al Fatto, così come negli States conosciamo bene gli orientamenti del New York Times, piuttosto che del Washington Post, così come della FOX e della CNN. Gli orientamenti politici ci sono e fanno parte anche del miglior giornalismo. Io personalmente, con molta modestia, non ho mai sentito l’urgenza di lavorare sul piano della comunicazione con finalità politiche”. Che stagione fu quella di radio popolare che fondò con alcuni colleghi? “Una stagione diversa. Eravamo nella stagione degli esiti di quel movimento che c’era stato negli Stati Uniti come in Europa, che è stato un movimento grande di modernizzazione, di sviluppo culturale di ceti giovanili che fino ad allora non esprimevano nulla, e sono tornati purtroppo a non esprimere nulla. Questo è un grande dispiacere. Noi invece eravamo una generazione che ha
saputo esprimere la propria soggettività, anche in modo ribellistico, delle volte molto discutibile. Quella era anche la stagione in cui si rompeva il monopolio Rai a seguito di una sentenza della corte costituzionale. Era un qualcosa di istituzionale, quindi non c’era nulla di velleitario. Si aprì una stagione fantastica che portò alla nascita di centinaia di radio e TV locali, che poi hanno costituito dei sindacati fino ad arrivare ai grandi network, come Mediaset, ecc. Sempre per riallacciarsi all’idea che più voci ci sono, maggiore è l’opportunità per i cittadini. Triste è il Paese in cui ci sono poche voci che danno informazioni”. Come vede il giornalismo 3.0? “Il locale continuerà a funzionare e avrà sempre grande pubblico. Per quanto riguarda il globale sono guai, siamo tra Scilla e Cariddi, perché la straordinaria ventata di innovazione che è stata Internet, la più grande conquista pacifica della storia dell’umanità, ha un risvolto. Nel mare magnum in cui l’utente naviga non è facile distinguere organi di informazione che hanno professionalità per raccontare, per dare le notizie, basati su codici etici, leggi e professionisti, da chi non ha nessuna di queste prerogative. Inoltre ci sono quelli che fanno le fake news e questo mette a rischio la professione del giornalista. A questo aggiunga lo streaming, cioè i politici che si fanno le dirette da soli, da Obama a Renzi, attraverso Twitter, FB, saltando così la mediazione giornalistica. Sostanzialmente, se i politici non hanno più bisogno della mediazione, le fake news non si distinguono più dal resto. Il rischio è che il giornalismo cada in una stagione di regressione o addirittura scompaia. Bisogna essere lucidi, non sono auspici, bisogna conoscere le cose come stanno, toccherà al cittadino saper distinguere. Noi con Repubblica.sm vogliamo salvaguardare il giornalismo professionale”. IN MAGAZINE
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SCOPRIRE
Il bio dalla
GIUNGLA
DALLE FORESTE TROPICALI DELLA THAILANDIA, BIO THAI NATURAL PRODUCTS FONDE I PREZIOSI PRINCIPI ATTIVI DELLE PIANTE SELVATICHE E LA TRADIZIONE ORIENTALE DEL BENESSERE IN COSMETICI PROFESSIONALI.
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di Giorgia Gianni / ph Riccardo Gallini
Bio Thai Natural Products, azienda tutta riminese fondata una decina di anni fa da Stefano Mosconi e Giulio Rosini, colleghi nel settore dell’hairdressing professionale, oggi vanta un laboratorio di ultimissima generazione, con sei dipendenti, una Academy con una decina di docenti e una rete commerciale di oltre venti agenti. Tutto è nato da uno shampoo arrivato dalla Thailandia e da un viaggio avventuroso fin dentro la giungla tropicale, raccontano i fondatori. “Era un prodotto di qualità eccezionale portatoci da un’amica di ritorno dall’oriente. La voglia di saperne di più sugli ingredienti ci ha spinto a contattare i produttori, e a partire per incontrarli. Ci siamo ritrovati in una realtà immersa nella giungla tropicale, una dimensione pura e antica in grado di unire il rispetto per la natura alle esigenze di vita dell’uomo”. È nata così l’idea di Bio Thai Natural Products. “La nostra filosofia è integrare la cultura e la tradizione orientale con la professionalità degli operatori dell’estetica occidentale. Utilizziamo i migliori ingredienti offerti dalla natura, rispettandone l’integrità
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e controllando l’intero processo di trasformazione, dalla raccolta delle materie prime in Thailandia al prodotto finale. Molte di queste piante eccezionali sono state utilizzate e distribuite per la prima volta dalla nostra azienda, come Perilla frutescens, Limonia acidissima (tanaka), Curcuma comosa, Globba winiti...”. Il risultato è una linea di cosmetici professionali unici, che si distingue per qualità, naturalità, efficacia e rispetto dell’ambiente, con certificazioni e standard produttivi europei. “Principalmente stiamo concentrando il lavoro in Italia, ma ini-
ziamo ad essere conosciuti anche in Spagna, Polonia, Svizzera, Filippine e Emirati Arabi. Il prossimo obiettivo è l’internazionalizzazione del nostro progetto”. Bio Thai è anche una Academy che forma gli operatori estetici. “Abbiamo chiamato il nostro sistema di lavoro Bio Estetica Funzionale. Il valore aggiunto per i nostri clienti è la formazione professionale, che si avvale di un team di insegnanti specializzati e dell’assistenza diretta che Bio Thai fornisce sull’utilizzo del prodotto. I poli formativi sono tra Rimini, Torino e Vicenza, con aperture previste a Firenze e Roma nel corso di quest’anno”.
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DANZARE
Una scuola
PER L’ANIMA CONDIVIDERE L’AMORE PER LA DANZA E LO SPETTACOLO, QUESTA LA MISSIONE DI A.G.A., SCUOLA DI DANZA SPETTACOLO ARTE, LABORATORIO MULTIDISCIPLINARE DI RICCIONE CREATO NEL 2007 DA MONICA PASQUINELLI.
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Una passione vissuta intensamente, la creazione di un luogo magico capace di emozionare e ove condividere l’amore per la danza e lo spettacolo., un gruppo di persone accomunate da impegno, energia e dall’amore travolgente per la magia dell’espressione corporea ed artistica. Tutto questo è A.G.A. Scuola di Danza Spettacolo Arte, vero e proprio laboratorio multidisciplinare di Riccione creato nel 2007 da Monica Pasquinelli, che oggi incontriamo. Quando è iniziato il tuo amore per la danza? “Ho iniziato a studiare danza all’età di sei anni presso la storica scuola Arabesque di Rimini, ove ho avuto la fortuna e l’onore di essere guidata da June K. Gallagher, insegnante appassionata che ha contribuito ad arricchire la mia già forte passione per questa straordinaria disciplina, facendomela scoprire nelle sue numerose declinazioni possibili: ho studiato in primis la danza classica – ottenendo il diploma della Royal Academy of Dance of London – per poi sperimentare anche quella contemporanea, il tip tap, l’afro e il ballo flamenco. All’età di diciannove anni, subito dopo aver conseguito il diploma,
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di Gaia Matteini / ph Riccardo Gallini
ho iniziato ad insegnare nei centri di Rimini, ma anche a Senigallia, Novafeltria e Riccione. Il mio sogno era aprire e gestire una mia scuola, progetto che sono riuscita a concretizzare nel 2007 con A.G.A.” Quali sono i principali focus e le caratteristiche più salienti all’interno di A.G.A.? “Per dare vita al nostro progetto, così ambizioso e frutto di un amore viscerale, ho voluto accanto a me collaboratori che condividessero il mio modo di vivere la danza, in primis Milena Magnani, una mia allieva che da adulta mi ha seguita da Novafeltria fino Riccione, affiancandomi successivamente in questo sogno diventato poi realtà. A.G.A. è un centro multidisciplinare ove ogni individuo, ogni anima può trovare il proprio modo di esprimersi al meglio: presso la nostra realtà la danza viene proposta in tante declinazioni e forme differenti, dalla danza classica al modern, dal contemporaneo all’hip hop, dalla break dance al repertorio classico. È fondamentale per me che i giovani allievi capiscano che la danza, come le altre arti, si evolve e che ogni stile si mescola all’altro, in un continuum f lui-
do e dinamico. È fondamentale che ogni disciplina venga approfondita dai migliori insegnanti, capaci di insegnare sì la tecnica ma altresì in grado di trasmettere emozione e passione per la danza: per questo ho coinvolto Fabrizio Masi e Nicola Andreoni per l’hip hop, Roberta Mussoni per la danza classica, Milena Magnani e Consuelo Albano per la propedeutica, Natasha Freeston per il modern, Denis Di Pasqua per la break dance e Cosmo Sancilio per il contemporaneo. Un gruppo di docenti preparatissimi e realmente animati dal fuoco della passione per una disciplina così emotivamente coinvolgente. Chiunque entri in A.G.A. respira un’aria di confidenzialità e allo stesso tempo di professionalità, perché ogni iscritto, dal più piccino (l’età minima di ingresso è 3/4 anni) al più adulto, viene seguito e supportato in modo costante e coinvolgente lungo il suo percorso di avvicinamento e sviluppo all’interno della scuola. Non tutti scelgono di fare i ballerini professionisti, ma tutti gli allievi vengono comunque messi a contatto con esperienze importanti e formative, che lasceranno una traccia significativa nella memoria di
ognuno. Ed è proprio seguendo questa tensione al lasciare un ricordo indelebile, che ho deciso di iscrivere le mie allieve più grandi – ragazze con una età compresa tra i dodici e i diciotto anni – al più grande concorso di danza del mondo: lo Youth America Grand Prix.” Quale caratteristiche ha questo prestigioso concorso e quale spettacolo avete in programma di mettere sul palcoscenico? “Ogni anno, oltre ottomila concorrenti partecipano alle audizioni del concorso per ricevere borse di studio d’élite. Le competizioni regionali sono condotte in diciotto città negli Stati Uniti e in sei sedi internazionali. Gli studenti selezionati vengono poi invitati per partecipare alle Finali YAGP a New York City. Le nostre dieci allieve sono state selezionate alle semifinali di Parigi, esibendosi con una mia coreografia. D.N.A. ispirata all’ambiguità della natura umana, dove il genere maschile e femminile si fondono. La bravissima Denise Pontellini si è aggiudicata il terzo premio nella
categoria Solisti Contemporaneo Senior, sbaragliando più di centoventi concorrenti, provenienti da tutto il mondo, ed è stata per noi motivo di grande entusiasmo. Così il prossimo aprile le nostre giovani danzatrici voleranno oltreoceano per confrontarsi con gli altri finalisti in occasione di un concorso da sempre avvincente e ricco di emozioni. Vorrei soprattutto fare vivere alle ragazze un confronto costruttivo con le altre realtà del mondo della danza, condividendo con altri giovani studenti non solo il palcoscenico, ma anche e soprattutto una sana competizione e un interessante momento di crescita artistica. Per affrontare questa esperienza dovremo fare tanti sacrifici: le ragazze dovranno allenarsi anche durante i weekend e, per non trascurare la scuola, svolgere i compiti fino a tarda notte, le famiglie dovranno affrontare delle spese economiche ulteriori per il viaggio e il soggiorno a New York. Proprio per questo motivo mi sono rivolta al Comune di Riccione, certa di essere motivo di vanto per la città, e trovare spon-
NON TUTTI SCELGONO DI FARE I BALLERINI PROFESSIONISTI, MA TUTTI GLI ALLIEVI VENGONO COMUNQUE MESSI A CONTATTO CON ESPERIENZE IMPORTANTI E FORMATIVE, CHE LASCERANNO UNA TRACCIA SIGNIFICATIVA NELLA MEMORIA DI OGNUNO.
sor disposti a supportare tutto o buona parte del viaggio: Riccione sbarcherà a New York grazie alla grinta e alla passione di dieci giovani e determinate riccionesi. Torneranno dall’America con la consapevolezza che passione e sacrificio, prima o poi pagano, nella danza e nella vita. E questo sarà il regalo più grande di qualsiasi trofeo, medaglia e vittoria: perché sarà un grande insegnamento sul palcoscenico della vita, e per me sarà motivo di orgoglio poterle accompagnare in questo viaggio, fisico ed emotivo.” IN MAGAZINE
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PROIETTARE
50 anni di
CINEMA
IL CINEMA SETTEBELLO FESTEGGIA I 50 ANNI CON UNA PARTNERSHIP D’ECCELLENZA, QUELLA CON L’APPENA INAUGURATO CINEMA FULGOR, GRAZIE ALLA STESSA DIREZIONE ARTISTICA, FIRMATA ELENA ZANNI.
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A livello regionale il cinema non vede cali, come invece sta avvenendo nel resto della Penisola. Rimini è in qualche modo lo specchio di un nuovo Rinascimento cinematografico che si sta impossessando della nostra Provincia, ce lo raccontano le cronache più stringenti. All’interno di questo florido panorama cinefilo si innestano i 50 anni del cinema Settebello. Per iniziare i festeggiamenti è nata una partnership d’eccellenza, in occasione dell’inaugurazione della stagione del nuovo cinema Fulgor, sotto la stessa direzione artistica, quella siglata da Elena Zanni, ideatrice di un palinsesto che si fregia delle istanze partite dal suo Settebello. Un cinema nato nel 1968, anno in cui a Rimini vi era un elevato numero di sale per abitante. I ferrovieri per creare un punto di aggregazione fecero appunto costruire un cinema, il Settebello. Elena è figlia d’arte, la sua famiglia è nel settore da sempre, i genitori Silvia e Valerio insieme allo zio Donino, si sono occupati di sale nelle Marche e collaborato qui a Rimini per decenni. Fino a che dopo anni di chiusura, con grande intuito e lungimiranza, i ferrovieri nel 2010 hanno chiesto
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di Lucia Lombardi
ai Zanni di occuparsene. Due anni dopo ci fu il significativo passaggio al digitale. In quel momento topico, Valerio le ha proposto di entrare fattivamente nella gestione e di ripensare alla programmazione in una chiave del tutto nuova, lei ha accettato la sfida e “con l’aiuto di mio padre e un amico di famiglia, Mario
Papi, siamo riusciti ad inserirci nel flusso delle programmazioni e delle distribuzioni. All’inizio Rimini non è stata una piazza facile, rientrare nel mercato ha richiesto tempo”. Con la stagione 2013/2014 il progetto di Elena ha preso concretezza, offrendo una nuova veste al Settebello, la sua chiave di volta è stata quella di
ph Veronica Bronzetti
Risveglia il metabolismo Depura il corpo Modella la linea con integratori e cosmetici NATURALI per un percorso Detox – Drenante - Snellente Visita il nostro shop online “puntare su film di qualità offrendo eventi collaterali, fuori programma e collaborazioni trasversali, ora si punterà sempre più su retrospettive, film d’arte e spettacoli”, ci spiega. Alla gestione del Fulgor, Elena è giunta partecipando ad un bando. L’investimento da parte della famiglia Zanni “si aggira attorno ai seicentomila euro e, – come ci racconta la manager –, la gestione sarà nelle nostre mani per 18 anni. Senza il Settebello il Fulgor non esisterebbe, – chiosa –. La nostra cifra sta anche nell’offrire un luogo in cui riconoscersi, dove potersi confrontare e instaurare rapporti umani”. Il cinema è un
ph Barbara Cicero
caldo ventre di donna che accoglie, coccola, regala emozioni, educa le persone, offre stimoli di riflessione. “Nel nostro piccolo, stiamo dando un forte impulso al centro, creiamo un modo diverso di divertirsi e fruire della cultura. C’è bisogno di anni per strutturarsi, il prossimo passo sarà pensare ad un festival a cui parteciperanno tutte le sale del centro”. Per godervi la domenica mattina regalatevi una colazione più proiezione al Fulgor delle dieci e trenta, fino a tutto marzo, con possibilità di proroga, perché anche in questo “un cinema supporta l’altro – dichiara Elena – sempre nel segno della creatività!”
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Passioni
DI FAMIGLIA HA STUDIATO CON ALBINI, AULENTI E VIGANÒ, E, DAL 1974, L’ARCHITETTO ANNIO MARIA MATTEINI, È AUTORE DI NUMEROSI PROGETTI NEL RIMINESE, TRA CUI IL NUOVO CINEMA FULGOR DI RIMINI.
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di Lucia Lombardi / ph Riccardo Gallini
“Ho assimilato da mio padre la passione per il bello e la ricerca dell’armonia. Convinto di aver saputo affrontare una professione tanto diversa dalla sua”, racconta l’architetto Annio Maria Matteini, classe 1944, progettista del nuovo cinema Fulgor di Rimini e di tanto altro che andremo a scoprire insieme. È figlio di Nevio, storico e giornalista, oltre che stimato insegnante: “Da quando è scomparso, mi sono dedicato
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all’aggiornamento e alla riedizione di suoi celebri testi, curandone anche la grafica, sulla Romagna, su San Leo, su Cagliostro e sulla Repubblica di San Marino”. Cosa ha significato per lei, laurearsi in architettura al Politecnico di Milano con il prezioso Franco Albini? “Con Albini, ma anche con Rogers, con Gregotti, con l’Aulenti, con Bottoni e con Viganò ho imparato ad affrontare la complessità della progettazione, libero dalle prefigurazioni e dagli stili. Fu una lezione pregna dell’aspirazione all’ordine, alla misura, alla semplicità, alla leggibilità che a me piace definire di compiuto laicismo, che ho assimilato e mai rinnegato.” Quale era la temperie culturale degli anni Settanta in cui lei ha avviato, a Milano, il suo Studio d’architettura di via Brera 17? Che studio è stato il suo? “È stato un periodo ricolmo di straordinari fermenti culturali ed artistici. Ebbi il privilegio sia di svolgere apprendistato presso lo studio milanese B24 di Mario Ravegnani Morosini, sovente a fianco di Gillo Dorfles, di Bruno Munari, di Jean Tinguely, sia di
avviare lo studio professionale con tre colleghi tra cui emergeva Gabriele Basilico, divenuto fotografo di fama internazionale, con il quale redassi molti progetti d’arredamento e servizi giornalistici sull’architettura rurale italiana. Quando poi divenni l’unico titolare, mi attorniai di ottimi collaboratori che hanno condiviso la mia propensione per la ricerca sui modelli abitativi, sull’edilizia sociale, sul recupero d’insediamenti storici, affiancando altresì la pianificazione ambientale, l’architettura degli interni e la grafica politica”. Lei ha mantenuto un legame sempre vivo con Rimini dove ha realizzato diversi lavori. Ci racconta quelli per lei più significativi? “Sono numerosi i miei progetti riminesi che ricordo con affezione, tra cui una villa bifamiliare realizzata a Morciano di Romagna. Fotografato da Basilico, il complesso fu pubblicato da Bruno Zevi nella sua prestigiosa L’Architettura. Cronache e storia, cui ne seguirono altri, insieme ad un intenso rapporto epistolare. Mi piace poi ricordare una villa a Rimini all’interno di un lotto piccolissimo, che è un cubo di tre
piani con lato di dieci metri incentrato sull’erosione del volume, sul grande portale del fronte e sulla molteplicità delle relazioni con il contesto tramite i balconi ora aggettanti, ora incassati. Tuttavia è il Palazzo Comunale di Monte Colombo, con l’imponente facciata littoria puntualmente restaurata, che ricordo con maggiore aff lato perché riuscii a fondare un luogo urbano articolato per la collettività mediante il connubio di soluzioni e di materiali contemporanei in un complesso contesto storico”. Stilisticamente il suo Fulgor che progetto è, in cosa si ravvede la sua cifra stilistica e quanto ha contato l’aggettivo felliniano per quella che lei definisce come l’ultima sua progettazione? “Il mio studio ha redatto, fin dal 1974, molteplici progetti della ristrutturazione dell’intero Palazzo Valloni di cui il Fulgor occupa una porzione, pur ampia, del pianterreno. La facciata recupe-
rata che tanto ora attrae i passanti, è il fronte di un edificio importante del centro storico e non è un allestimento scenografico che anticipa quello fastoso della sala felliniana. Proprio nell’atrio di corso d’Augusto si ritrova anche una mia memoria felliniana: nell’ingresso, infatti, ho voluto delineare un’architettura dalle dimensioni e dalle forme inaspettate mediante un’esplosione progettuale che si fonda sull’incastro degli aggetti sinuosi dei servizi igienici della galleria e sulle pareti spigolose della cabina di proiezione. Essa sovrasta la scala diretta alla galleria definita scala Gradisca per l’evidente assonanza con l’indimenticabile seno del personaggio felliniano. Questa è veramente l’ultima progettazione e con un invidiabile epilogo: nella mia città, dopo un’attesa di decenni, con i miei nipoti Lorenzo e Rebecca che ne hanno seguito i lavori!” Un orgoglio personale che si fa collettivo e diventa patrimonio comune.
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SCOLPIRE
Design su
MATITA
TUTTI GLI ARTISTI USANO GLI ATTREZZI, MATTEO MONTANARI, TRASFORMA GLI ATTREZZI IN ARTE. E DALLA GRAFITE PRENDONO VITA INTERI MONDI FATTI DI PERSONAGGI, UTENSILI E ANIMALI.
M
Mentre Van Gogh utilizzava per disegnare i suoi Cipressi la matita grassa, Leonardo da Vinci per il suo autoritratto usò la sanguigna, perché conteneva l’ossido di ferro. Nei secoli la matita ha affascinato molti artisti, che hanno mescolato la grafite con diversi pigmenti, come gomma arabica o cera. Il sottile cilindro di grafite, da materia inerte prende
di Irena Coso / ph Riccardo Gallini
vita dalle mani di Matteo. Mi riceve nel suo laboratorio riccionese, dove il colore grigio e le sue sfumature dominano la sua casa e dove le immagini ingrandite delle sue opere rivelano un talento che avevo già apprezzato all’ultima edizione di Matrioska Lab a Rimini. In quell’occasione, quando mi invitò a prendere un caffè, avevo un’altra concezione
della classica tazzina da caffè di porcellana. “Era un periodo di cambio di lavoro nel 2016, quando ispirandomi a un video del famoso scultore russo Salavat Fidal, ho preso la bici e ho comprato la mia prima matita artistica, è stato amore a prima vista. Non sapevo da dove iniziare”, prosegue con entusiasmo Matteo “non ho mai studiato
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“NON SAPEVO DA DOVE INIZIARE NON HO MAI STUDIATO ARTE. HO PRESO IL TAGLIERINO E HO COMINCIATO A SCAVARE. IN 8-9 ORE HO FATTO LA TORRE EIFFEL. SEMBRAVA FACILE, MA NON LO È PER NIENTE. L’IMPRESA PIÙ IMPEGNATIVA È STATA REALIZZARE MARY POPPINS.” ph Irena Coso
arte. Ho preso il taglierino e ho cominciato a scavare. Giusto per iniziare con le figure più semplici, in 8-9 ore ho fatto la torre Eiffel. Sembrava facile, ma non lo è per niente. L’impresa più impegnativa è stata realizzare Mary Poppins. Altrettanto impegnativa è l’opera che sto scolpendo adesso, Bob Marley. Richiede davvero tanta concentrazione. Onestamente ho diversi lavori fermi. Devo fare Biancaneve e i sette nani. Solo per citarne uno”. Matteo, trova il tempo quasi sempre di sera dopo una intensa giornata lavorativa o nel fine settimana. Nella scala della gradazione della durezza della grafite, che materiale preferisci? “Mi trovo bene con una durezza HB, ho provato a incidere su una mina con una gradazione 8B, ma, quando sono arrivato alla fine, si è spezzato tutto. Ci vuole pazienza, santa pazienza!” Qual è il tuo stato d’animo quando crei? “Per lavorare ho bisogno di calma. Ho notato una cosa, vado proprio in trance, spengo il cervello e mi concentro sulla matita. Hanno detto che il mio è un mondo zen, io non lo so, ma certamente il segreto è nella pazienza e nella tecnica. La grafite è la mia espressione artistica.” 46
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Ci sono tecniche particolari? “Ho provato una matita comprata dai cinesi, poi ho provato a scaldarla, ma è diventa una scheggia di carbone. Lavorare sulla grafite non è come scolpire il legno o il marmo. Scolpire una matita è scavare nella polvere, infatti sul piano di lavoro rimane solo tanta polvere. Inoltre credo che la matita lavorata si scaldi e per questo si rompa. Questo richiede una grande attenzione e conseguentemente una grande calma. Inoltre, la grafite scaldata diventa lucida e trasparente e scrive in modo trasparente. Non so davvero perché.” Ma quando arrivi alla fine dei lavori e poi si spacca la matita? “Allora sono dolori! Importante è vedere la fine subito, avere l’immagine finale già prima di partire. Arrivi a tre quarti di lavoro subito, in tempi ragionevoli, ma poi, per rifinirla ci metti anche 10 ore. Per fare le sedie di un salottino le ho dovute rifare 4 volte. L’ultima gamba di una sedia, con un semplice tac, se ne è andata. Che fai quindi? Ti fumi una sigaretta, oppure lasci tutto e riprendi l’indomani. L’importante è non scoraggiarsi, il nostro è un lavoro anche di consapevoli ripartenze.” Rendi fruibili al pubblico le
tue opere? “Recentemente ho partecipato a una mostra a Milano, su invito di una persona che mi ha conosciuto al Matrioska Lab Store. Dopo il Matrioska mi si è aperto un mondo nuovo. Sto aspettando un rappresentante della Staedler che è interessato ai miei lavori, anche se secondo me le Faber-Castell sono le matite più adatte.” Hai provato a scolpire sulle mitiche matite da muratori? “Sì, si fanno delle belle cose, perché sono larghe e sottili, ideali per le scritte, ma comunque troppo morbide. Credo che abbiano poca grafite. Le sculture che ho scolpito sulle matite dei muratori sono unifacciali, l’altro lato della stessa è piatto.” La scultura più difficile che vorresti realizzare? “L’Albero della vita: sto cercando una matita per poterlo fare. Nella mia famiglia siamo tutti così, non esiste sfida che non possiamo vincere. Io faccio il meccanico delle barche (Gruppo Ferretti), dopo aver fatto per 15 anni il meccanico delle moto. Amo costruire come, al suo tempo, mio padre che aveva costruito una moto a otto cilindri, malgrado tutti lo ritenessero impossibile. Ma lui l’ha fatta. Se hai voglia e cervello, si fa tutto. Se vuoi puoi.”
IN QUESTE PAGINE, MATTEO MONTANARI CON LE SUE MICRO CREAZIONI SU GRAFITE.
Foto: Alessandro Giovanelli
SCRIVERE
Le bambine che
SIAMO STATE È UN TEMA AFFASCINANTE E INTIMO QUELLO DA CUI PRENDE SPUNTO “LE BAMBINE CHE SIAMO STATE”, L’ULTIMA OPERA DI GIULIANA TOMASSOLI CERMARIA CHE SI OCCUPA DI MEMORIA STORICA E STORIA DEL COSTUME.
P
di Arianna Denicolò / ph Riccardo Gallini
Personale e al tempo stesso corale, ogni pagina è frutto di uno slancio emotivo sincero e racconta per immagini, con il supporto di testi, le bambine da fine ’800 agli anni ’80 del secolo scorso. Una narrazione sociologica, pedago-
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gica e psicologica che vuole essere un invito a riflettere su noi stessi e su ciò che siamo stati. Il libro sarà presentato al Palazzo della Prefettura di Pesaro il prossimo 8 marzo e diventerà una mostra a Cattolica, presso la Galleria Santa Croce, con il titolo Bambole & Bambine, a partire dal 10 marzo. Quando è nata l’idea di creare un libro dedicato alle bambine? “L’idea è in cantiere da tantissimo tempo e nasce dalla visione delle immagini custodite negli archivi di famiglia. L’idea è diventata un progetto dopo la scomparsa di mio padre, momento che ha stimolato molte rif lessioni sulla bambina che sono stata… e di conseguenza sulle bambine che siamo state.” Cosa lo differenzia e cosa lo accomuna ai precedenti? “Rispetto ai precedenti rappresenta una continuità ma anche un cambiamento. Legato al territorio, che questa volta è inteso in senso un po’ più ampio, ma con l’attenzione focalizzata sulle sole bambine, molte delle quali sono presenze importanti nel mio percorso personale.” Dopo vent’anni dedicati alla moda come sei approdata ai
libri e alla fotografia? “Alberto Pancrazi mi ha definita la stilista che veste i libri. Prima la mia pagina era una figura umana. Oggi la mia arte si esprime nell’ideazione di progetti grafici ricchi di immagini sovrapposte, di sfondi tessili che creano suggestioni, alla continua ricerca di espressività e di armonia.” Qual è il significato di questo libro? “La moda e la storia del costume restano temi trasversali costanti nei miei lavori. Le immagini, unite ai testi che le accompagnano, testimonianze dirette così come filastrocche e favole, vogliono essere una sintesi di quello che è stata l’educazione delle bambine, utile per elaborare proprie considerazioni su cosa si intende per educazione oggi.” Perché il titolo della mostra è Bambole & Bambine? “Le bambine sono da sempre collegate al mondo della bambola, che è il giocattolo elettivo attraverso il quale si accostano per la prima volta all’idea di maternità. Anche per quanto riguarda questo aspetto, quindi, libro e mostra illustrano la concezione del passato per riflettere sul presente e sul futuro.”
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CUCINARE
Uno chef
D’ORO
IL RISTORANTE AMORIMINI PUÒ CONTARE SU UN CAMPIONE DEI FORNELLI. IL SUO NOME È LUCA BORRELLI, HA 27 ANNI E VIENE DA PELLEGRINI, IN PROVINCIA DI NAPOLI.
B NELLA FOTO, LO CHEF LUCA BORRELLI DEL RISTORANTE AMORIMINI.
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di Nicola Luccarelli / ph Riccardo Gallini
Borrelli ha girato le cucine di tutto il mondo, facendo esperienza nei migliori ristoranti stellati. Inoltre, ha frequentato diversi corsi di perfezionamento e partecipato a molte competizioni internazionali e nazionali, portando a casa numerosi premi come la medaglia d’oro ai Campionati Italiani di Street Food di Riva del Garda, con un panino chiamato Alkimia. Dal 2010 risiede a Rimini e da 5 mesi lavora come Chef al Ristorante Amorimini, aperto nel 2016 da Giuliano Canzian ed Enrica Mancini, insieme a Michele Siepi. Chef, quando è nato il suo amore per la cucina? “Ho frequentato l’Istituto Alberghiero di Nocera Inferiore, in provincia di Salerno. Qui, un professore mi ha fatto capire cosa volesse dire cucinare e da quel momento la mia passione per questo lavoro è aumentata in maniera esponenziale.” Si sta trovando bene a dirigere la cucina di Amorimini? “Devo dire che sono molto contento di questa opportunità e farò del mio meglio per farlo crescere ancora di più.” La medaglia d’oro che ha vinto ai Campionati Italiani
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di Street Food è frutto di una continua ricerca? “Sì, esatto. Sono riuscito a inserire, all’interno del panino che mi ha dato la vittoria, ben 10 preparazioni diverse e non è stato semplice trovare il giusto equilibrio. Le competizioni sono momenti TRATTAMENTO LPG UOMO TRATTAMENTO TRATTAMENTOLPG LPGUOMO UOMO di confronto e crescita professionale ed è per questo motivo che prenderò parte anche ai prossimi Campionati Italiani, che si svolgeranno, nel 2018, a Rimini.” A proposito di ingredienti, quali non devono mai mancare nella sua cucina? “In ogni piatto metto sempre tutto me stesso. In carta, abbiamo una vasta scelta di prodotti di piccoli artigiani della Romagna e quando gli ingredienti sono di qualità tutto diventa più buono. Stiamo lavorando tutti insieme per centrare un unico obiettivo: far stare bene i nostri ospiti e lasciargli un bel ricordo della nostra struttura attraverso piatti, location e servizio impeccabili!” • Trattamento di altissimo••livello Trattamento Trattamentodidialtissimo altissimolivello livello Sta lavorando a qualche nuoRimodellamento del corpo • Lucentezza sulla pelle • • Lucentezza Lucentezza sulla sulla pelle pelle vo piatto? • Tecnica anti-aging in grado ••Tecnica Tecnica di aumentare anti-aging anti-agingin la ingrado sintesi gradodidi naturale aumentare aumentarelalasintesi sintesinaturale naturale “Ad Amorimini ci sono sempre di acido ialuronico fino all’80% didiacido acidoialuronico ialuronicofino finoall’80% all’80% sorprese. Nel nuovo menù, oltre naturale, permette • 100% ••100% di 100% riattivare naturale, naturale,permette permettedidiriattivare riattivare al pesce di tutto l’Adriatico, si poil metabolismo delle cellule. il ilmetabolismo metabolismodelle dellecellule. cellule. tranno trovare degli abbinamenti 0549 941517 0549 0549941517 941517 davvero speciali.” Via dei Paceri, 36/B RSM Via Via - 47891 dei deiPaceri, Paceri, Falciano 36/B 36/BRSM RSM- -47891 47891Falciano Falciano FACEBOOK: ESTETIQUE MICHELLE FACEBOOK: FACEBOOK: BENESSERE ESTETIQUE ESTETIQUEMICHELLE EMICHELLE RELAX BENESSERE BENESSEREEERELAX RELAX
GAREGGIARE
TriathlOn
ACADEMY IL TRIATHLON PUÒ ESSERE ALLA PORTATA DI TUTTI, NE SONO CONVINTI I RAGAZZI DI TRIATHLON ACADEMY, PRIMA ACCADEMIA DEDICATA A QUESTO SPORT.
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di Matteo De Angelis / ph Riccardo Gallini
“Nessun limite, nessuna scusa”: è il mantra di ogni triatleta. È l’approccio giusto per essere proclamati finisher, portando a termine la propria gara col sorriso. Il triathlon può essere alla portata di tutti, ne sono convinti in TriathlOn Academy: la prima accademia dedicata a questo sport, attualmente operativa in Romagna e Marche. L’Academy è aperta a uomini e donne di
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qualsiasi età, di qualsiasi livello di preparazione e iscritti a qualsiasi società sportiva; anche per questo motivo è una delle pochissime realtà così organizzate e strutturate in Italia. L’Academy nasce dall’esperienza del triatleta, Matteo De Angelis e dei suoi coach: il tecnico FITRI Francesco Aluigi, la dietista Isabella Tontini e il mental coach Lo-
ris Semprini. Lo scorso settembre durante la preparazione della prima edizione dell’Ironman di Cervia, Matteo ha proposto ai professionisti che lo stavano seguendo di mettersi in rete per creare una sinergia perfetta, che permettesse loro di essere sempre aggiornati sui carichi di lavoro, sulle necessità alimentari e sugli stati psico-fisici dell’atleta. Una gara di endurance, sia che si
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tratti di breve distanza (Sprint), media (Olimpico e Half distance) o lunga (Long distance 3.8 Km di nuoto, 180 di bici e 42 di corsa) richiede uno sforzo costante e una determinazione notevole, ma nulla è impossibile se ad “accendere il tuo potenziale”, proprio come recita il motto di TriathlOn Academy, ci sono i giusti trainer. Se pensate sia tutto qui vi sbagliate. Un triatleta necessita anche di centri sportivi qualificati dove svolgere ogni giorno della settimana i suoi allenamenti e poi ancora un valido fisioterapista, un chinesiologo, un buon meccanico e fornitori di prodotti sportivi di fiducia. Per costruire da zero una rete di fiduciari ci vuole tempo, esperienza e soldi. Ecco allora che l’Academy svolge un ruolo di raccordo in tutto ciò, offrendo un servizio integrato, garantendo un vantaggio in termini economici e di tempo, un fattore determinante per qualsiasi sportivo. L’accademia incarna il vero significato letterario greco cioè centro in cui si sviluppa la conoscenza relativa al proprio corpo, alla sana alimentazione e al giusto approccio alle sfide. L’Academy insegna come
tagliare un traguardo sportivo, ma più ampiamente ispira una filosofia di vita che mira al benessere e alla finalizzazione dei propri obiettivi. Gli atleti lavorano quotidianamente sia in gruppo che singolarmente con i propri coach, proprio perché ciascuno di essi ha caratteristiche, impegni e obiettivi personali diversi. Allenare un triatleta richiede un grande impegno, perché si tratta di un lavoro fatto su misura d’uomo. Oltre all’approccio frontale gli atleti sono costantemente informati e stimolati attraverso chat e social media. Inoltre, la TriathlOn Academy organizza Camp di perfezionamento aperti a tutti, come quello che si terrà dal 23 al 25 marzo in Toscana, nel resort Poggio all’Agnello, il preferito dalla Nazionale italiana di Triathlon. In questa occasione, collaborerà l’azzurro Giulio Molinari, uno dei più forti Ironman al mondo, già campione italiano ed europeo di Triathlon medio. Per seguire le attività della TriathlOn Academy basta cliccare sulla pagina ufficiale di Facebook, dove ogni giorno sono pubblicati contenuti interessanti per ogni atleta.
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ARREDARE
Nutrire
L’ANIMA COMPRENDERE IL MOOD CHE OGNI AMBIENTE POSSIEDE, QUESTO È QUELLO CHE HA IMPARATO A FARE SABINA MONTI, INTERIOR DESIGNER RIMINESE CHE HA DA POCO TERMINATO LA SUA NUOVA LINEA.
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Un grande interior designer, l’americano Albert Hadley, sottolineava che “Arredare non significa fare scenografie, non significa fare belle immagini per le riviste, è piuttosto creare una qualità di vita, una bellezza che nutre l’anima.” La capacità di un arredatore d’interni non sta solo nel rendere un ambiente più bello e migliorarne la funzionalità, conoscere in modo approfondito il senso della proporzione, i possibili giochi di luci e le caratteristiche fisiche e architettoniche dei materiali: un interior designer è in grado di far emergere con estrema naturalità la personalità, lo stato d’animo, il mood che ogni ambiente possiede. Ed è una abilità che certamente possiede Sabina Monti, riminese da anni, perfettamente inserita nel panorama dell’arredamento d’interni, con all’attivo tantissimi interventi nel settore del privato e dell’alberghiero e un portfolio ricco di progetti capaci di raccontare e far emergere – con forza e delicatezza allo stesso tempo – la storia e l’individualità dell’ambiente e delle persone che vi si muovono. Ha frequentato la scuola per
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di Gaia Matteini / ph Riccardo Gallini
interpreti e traduttori, poi ha conosciuto suo marito all’estero ove ha studiato come interior designer. All’interno della sua professione, quanto ha contato l’amore per il viaggio e il confronto con il nuovo? “Ho sempre amato viaggiare: la curiosità che nutrivo verso modi e stili di vita diversi ha fatto sì che il mio gusto e la mia idea di home living, si sia intrecciata con le radici e le tradizioni che mi legano alle origini, dando vita nei miei progetti – dedicati alle residenze private ed altresì alle strutture alberghiere – a un mix tra abitudini e altre culture.” Lavora da anni nell’ambito dell’arredamento d’interni. Cosa l’ha spinta ad intraprendere questa affascinante carriera? “Avrei voluto fare l’architetto, poi la vita mi ha portata verso altri studi ed esperienze, che sono confluite nella necessità di realizzare la mia passione e mettermi in gioco: mi sono così iscritta a U.C.S.B. (Santa Barbara University), iniziando questa nuova avventura nel campo dell’arredamento di interni. Ciò che più mi affascina è creare una perfetta sintonia tra la dimora e la persona che la abita: trasformare la casa compatibilmente alle nuove esigenze di chi la abita, esigenze che nel tempo si trasformano.” Per anni ha avuto un negozio d’arredamento d’interni a Rimini. Cosa le ha lasciato questa esperienza? “Il Blue Home mi ha permesso di vivere intensamente la passione per l’arredamento e mi ha insegnato ad ascoltare le richieste del cliente e le sue trasformazioni, ad essere ascoltatrice, e un po’ psicologa, per dare vita – negli anni seguenti – a progetti in cui si respirasse la personalità di chi ne avrebbe usufruito.” All’interno della sua professione, quali sono i focus che la animano? “Nell’arredamento conta ovviamente la creatività e la conoscenza dei materiali e degli stili, ma è
altresì centrale la capacità di studiare chi ho di fronte e cercare di entrare il più possibile in sintonia con il cliente, tenendo conto delle esigenze dell’intera famiglia, del budget e della storia che già abita la casa, scegliendo poi materiali e prodotti tra loro correlati. Ogni ambiente a cui ho dato vita mi ha così lasciato un ricordo prezioso, proprio perché entrando nell’intimità del committente si instaura una relazione di complicità, rispetto per le esigenze e talvolta un significativo cambiamento di chi vive la casa. Tutto questo rende certamente speciale la mia professione.” Ha lavorato molto in Italia. Nel nostro Paese l’amore per il bello e per l’estetica è ancora un valore fortemente presente. È effettivamente così? “Si, in Italia è un aspetto ancora molto sentito, che va preservato sempre anche nei momenti di cambiamento, e non deve però trascurare la praticità e la dimensione del vivere funzionalmente la casa nella sua quotidianità. Non deve mancare un pizzico di coraggio nel lasciarsi andare, nell’osare e nel credere nell’uni-
“NELL’ARREDAMENTO CONTA CREATIVITÀ E CONOSCENZA DEI MATERIALI E DEGLI STILI, MA È CENTRALE LA CAPACITÀ DI STUDIARE CHI HO DI FRONTE E CERCARE DI ENTRARE IL PIÙ POSSIBILE IN SINTONIA CON IL CLIENTE, TENENDO CONTO DI TUTTE LE SUE ESIGENZE.”
cità delle proprie scelte: fiducia e audacia che ho piacevolmente riscontrato nei numerosi clienti che si sono lasciati interamente guidare, seguendo il mio progetto con la temerarietà necessaria per vedere poi realizzato un intervento che desse respiro all’anima della casa.” Fil rouge dei suoi lavori risiede nella capacità di riadattare oggetti con una storia e mixarli al nuovo in un perfetto equilibrio. Da dove nasce l’esigenza di un continuum estetico e tematico tra momenti diversi? “La volontà di riadattare oggetti IN MAGAZINE
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“MI PIACE COLLABORARE CON PROFESSIONISTI ARTIGIANI E SOPRATTUTTO CON ARCHITETTI CHE NON SEGUONO IL TESSILE MA CON I QUALI TROVO STIMOLANTE LAVORARE IN SINERGIA PER OFFRIRE AL CLIENTE UN SERVIZIO COMPLETO CHIAVI IN MANO.”
IN QUESTE PAGINE, LA DESIGNER SABINA MONTI, CON ALCUNE SUE CREAZIONI (MAKE UP ARTIST, VLADYSLAV ROTARU).
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del passato e/o mixarli a elementi nuovi nasce forse dalla mia natura ed anche dalla esigenza del cliente che, nella maggior parte dei casi, ama conservare oggetti e mobili legati a personali ricordi. Per mia natura non amo impormi ma piuttosto cercare compromessi tra presente e passato, ricordi e design, dando vita a un fluire unico fatto di storie, oggetti e sentire diversi, capaci di inserirsi in progetti che spesso mirano ad un classicismo contemporaneo, a un’eleganza senza tempo.” Ama da sempre il dettaglio, il particolare capace di dare unicità. Questa attenzione si esplica nella cura per gli elementi tessili che sa inserire nei suoi progetti. E si manifesta altresì nella nuova linea cui da poco ha dato vita: una serie di oggetti pensati e studiati, creati con passione e
amore. Ci racconta la nascita di questo progetto? “Non posso ancora definire questa mia passione la nuova linea, è per ora solo un progetto poco più che embrionale, interessantissimo ma che richiede ancora sviluppo e tante energie, soprattutto nella definizione degli aspetti più commerciali, ma si sa, il tempo è tiranno. Ho sempre amato il mondo dei tessili e dedicarmi alle tovaglie da terrazza o da giardino, alle coperte in cachemire, ai teli da mare, ai cuscini è per me un meraviglioso complemento ai miei progetti. Speriamo di riuscire a incrementare questo affascinante percorso nel prossimo futuro. Mi piace collaborare con professionisti artigiani e soprattutto con architetti che non seguono il tessile ma con i quali trovo stimolante lavorare in sinergia per offrire al cliente un servizio completo chiavi in mano.”
cose buone dal territorio
“CI VUOLE TEMPO PER FARE LE COSE BUONE”... Scoprire nuovi accostamenti, semplici ma inaspettati, prestando attenzione a ogni singola materia prima, è per la nostra cucina una missione quotidiana. Assieme ai pilastri più tipici della tradizione del territorio di carne e di pesce il nostro menù propone infatti alcuni piatti differenti per origini e composizione, spaziando nel grande patrimonio della cucina italiana. La cantina offre un ampio assortimento di vini del territorio, assieme a etichette nazionali e internazionali di pregio.
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Tra arte
E CUCINA L’ARTE È IL FILO CONDUTTORE PER GIACOMO BADIOLI, CHE HA RESTITUITO ALLA CITTÀ UN LUOGO STORICO, IL RISTORANTE NOVECENTO, AMATO DAI RIMINESI, DAI TURISTI E DA FEDERICO FELLINI.
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di Maria Luisa Bertolini / ph Riccardo Gallini
Rimini rivive la belle époque della cultura con la rinascita del teatro Galli, del castello, del museo d’arte moderna, dell’onirico cinema Fulgor. Si respira una rarefatta atmosfera di cambiamento, di cultura del bello. L’arte come filo conduttore anche per Giacomo Badioli, rinomato imprenditore della ristorazione che da Cattolica è salito a Rimini e ha restituito alla città il ristorante Novecento, amato dai riminesi, dai turisti e da Federico Fellini. L’architetto Giovanni Cenni eclettico e poliedrico creativo ha
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realizzato qualcosa di nuovo, un’opera unica che comunica oltre la sua funzione concreta. Racchiude il gusto in tante varianti: quello del cibo, del bello, dell’arte e degli artisti, del piacere di ritrovarsi. Il Novecento è un non luogo: potrebbe essere una brasserie parigina di charme, un ristorante d’avanguardia newyorkese, potrebbe essere a Rimini a Marina Centro. Le linee perimetrali abbracciate da una grande volta che rievoca un ventre materno, sottolineano una meticolosa ricerca dell’estetico come la grande bottigliera a parete, una lineare installazione del gusto. Le tonalità assumono sfumature che creano un armonioso paso doble con la luce generando una nobile atmosfera. Le piazze dei tavoli sono piani alternati nelle altezze, come i tasti di un pianoforte nella massima espressione musicale. Al Novecento l’arte seduce con due macro opere murarie dipinte da Luca Giovagnoli. Lui, celebre oltre confine e amato dai romagnoli perché attraverso la pittura cattura ricordi atavici, onirici e infantili, quelli della sabbia del sapore salmastro di tempi ludici al mare che è lì… a due passi come
il Grand Hotel. Sono bagnanti eteree, rarefatte, rassicuranti che osservano i commensali quasi ad accompagnarli per mano nell’esperienza del gusto. Giganti buoni romantici e garanti di un viaggio nel mondo delle cose buone. Arte e ristorazione, connubio perfetto: quello del cibo cucinato con l’amabile ricerca di ingredienti mescolati come colori su una tela (piatto) da abili artisti (chef) che cucinano con amore la tradizione. E si vede. E si sente. Il cuore del Novecento è il bar centrale in legno, nobile laccatura caramello, gustoso alla vista e magistralmente graffiato da eleganti figure dell’artista Angelo Borgese. Rivisitato da Gianni Giulianelli il marchio: contemporaneo e romantico dal gusto déco, essenziale, elegante, puro. L’esperienza del Novecento è da vivere, da gustare, da provare. La cucina della tradizione lo rende una meta alla portata di tutti, la pizza un luogo squisitamente familiare. Anche Fellini la amava la pizza del Novecento, un cult per tanti riminesi. Giacomo Badioli ha ridato splendore a un luogo che fa parte della storia di questa città. Resta a voi innamorarvi, con gusto.
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L E E MOZ IO N I D I L A S VEGAS V I V I LE A S A N M A RIN O. Divertimento. Brivido. Gioia. Sensazioni intense che solo Giochi del Titano può offrirti, tutte da vivere in un ambiente raffinato dove lo stile si tocca, si gusta, si respira. Prova l’emozione di un offerta completa e ricchissima, con i giochi più amati da chi ama giocare. In una cornice così, ogni serata è come essere a Las Vegas.
REPUBBLICA DI SAN MARINO Pal a z zo D i a m o nd - S tra d a d e i C e nsi ti 21 - Uscit a Falciano Te l . 05 49 9 42 011 - w w w. g i o c h i d e l tit ano.sm
“IL GIOCO E’ RISERVATO AI MAGGIORENNI”
“IL GIOCO PUO’ CAUSARE DIPENDENZA”
“ V E R I F I C A L E P R O B A B I L I T A ’ D I V I N C I T A S U L S I T O W W W. G I O C H I D E L T I T A N O. S M ”
IL PIACERE DI GIOCARE CON STILE
VALORIZZARE
Una rosa per
LA BELLEZZA RICCIONE E LA VALCONCA FESTEGGIANO LA COSTITUZIONE DEL NUOVO CLUB INNER WHEEL: UNA DELLE PIÙ GRANDI ORGANIZZAZIONI FEMMINILI DI SERVICE NATA NEL 1924 A MANCHESTER, E CHE OGGI CONTA MIGLIAIA DI SOCIE IN TUTTO IL MONDO.
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di Cinzia Bauzone / ph Riccardo Gallini
Il nome che è stato dato al Club Riccione-Valconca è Rosa dei Malatesta in omaggio all’antica famiglia feudale che nel Medioevo dominò sui territori della Romagna. Promuovere l’amicizia, incoraggiare gli ideali di servizio individuale e favorire la comprensione internazionale sono tra le finalità dell’associazione. Ma non basta. Per le socie fondatrici animate da grande passione, tra gli intenti, oltre a quello di dare impulso alle iniziative di solidarietà e di difesa del patrimonio storico-artistico del territorio c’è
quello di sostenere le figure femminili nei vari ambiti, facendole portatrici di valori fondamentali. Diverse le attività messe già in campo e altrettanti gli argomenti in discussione. A guidare il Club è Franca Mulazzani che spiega: “abbiamo scelto la rosa simbolo dei Malatesta, ma anche di bellezza. Ed è proprio dal concetto di bellezza come modello di sviluppo del territorio, legato alla cultura, alla responsabilità sociale, che vogliamo partire. Il nostro intento è quello di rivolgere l’attenzione ai soggetti più deboli e ai giovani, con iniziative tangibili in
collaborazione con altre realtà del nostro territorio: le sinergie servono a rendere più incisive le azioni e a stabilire nuovi legami di amicizia”. Tra le prime iniziative, la conferenza in collaborazione con l’istituto Gobetti e l’Amministrazione di Morciano, che ha visto oltre 500 persone della Provincia, dal titolo Adolescenza e solitudine nell’era dei social network dove il professor Alessandro Meluzzi, psichiatra, scrittore e volto noto della televisione italiana, ha affrontato il delicato tema del rapporto tra giovani e nuove tecnologie. Il Club è nato anche grazie alla determinazione di Lilly Pasini, membro della commissione all’espansione del Distretto IW 209. L’organigramma è così composto: Presidente Franca Mulazzani; vice Presidente Irena Coso; segretaria, Tania Pacassoni; tesoriere, Isabella Winter; addetto stampa, Cinzia Bauzone; addetto stampa al servizio internazionale, Victoria Maria Costa; consigliere, Giulia Rosa Maria Airaudo, Maria Carla Monti, Antonia Vescia; delegate, Franca Mulazzani e Silvia Iosca; referente Internet, Giulia Airaudo. La sede del nuovo club è presso l’hotel Corallo di Riccione.
RECITARE
A spasso
NEL CASTELLO A CASTEL SISMONDO RIVIVE IN UNO SPETTACOLO ITINERANTE LA VICENDA DI SIGISMONDO PANDOLFO MALATESTA, UN TUFFO NEL PASSATO CON LA REGIA DI GIANLUCA REGGIANI.
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Si svolgerà dal 23 marzo all’8 aprile all’interno del Castel Sismondo di Rimini con la regia di Gianluca Reggiani e un cast di 10 attori, prodotto dal Comune di Rimini in occasione dei 600 anni dalla nascita di Sigismondo Pandolfo Malatesta. Si tratta dello spettacolo intitolato Malatesta che Henry Millon de Montherlant, drammaturgo francese, pubblicò nel 1950 e che aveva ambientato proprio all’interno del Castel Sismondo, nell’ultimo anno di vita del grande condottiero riminese. Oltre a questa peculiare unione tra finzione e realtà, la particolarità dello spettacolo risiede nel
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di Carlo Chieti
coinvolgimento diretto del pubblico. Si tratta infatti di uno spettacolo itinerante, dove il pubblico sarà invitato a seguire gli attori spostandosi in cinque differenti sale del Castello, immergendosi completamente nell’atmosfera creata dalla vicenda, in un spazio che è stato la vera residenza di Sigismondo. Il Castel Sismondo, inoltre, in questo periodo è particolarmente sotto i riflettori dato che tutta la parte esterna è stata appena restaurata. Un’altra particolarità del progetto Malatesta è che la messa in scena di questo testo ha avuto in passato un illustre precedente: è stato
infatti rappresentato in quasi tutto il mondo, ma a Rimini venne allestita una versione di grande prestigio nell’estate del 1969 fuori dalla mura del Castello con Arnoldo Foà, attore e regista molto amato dal pubblico italiano, nel ruolo di Sigismondo. Sostenuto da un cast di grande livello con attori come Tino Carraro e Manuela Kusterman lo spettacolo debuttò proprio a Rimini in una versione da palcoscenico proseguendo poi in una tournée nazionale. Lo spettacolo attuale è anche un progetto speciale della Stagione del Teatro Novelli e sarà l’evento centrale delle Celebrazioni Malatestiane 2018.
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Rino Mini in Romagna non ha bisogno di presentazioni. Presidente del gruppo Galvanina, tanti successi professionali in una vita dedicata al lavoro e una nuova recentissima sfida: Ferramenta - Officina del Gusto (che da oltre un mese e mezzo è sulla bocca di tutti), perché gli animi curiosi e appassionati non sanno riposare. Sì perché, dopo la chiusura di un
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anno del locale, l’aspettativa era altissima, e tutti ci chiedevamo come sarebbe cambiata quella che una volta era una delle più antiche trattorie d’Italia, la Trattoria del Commercio, in Piazza Ganganelli a Santarcangelo di Romagna. Passata poi in mano a una giovane coppia di santarcangiolesi in fuga dalla mafia americana, la Ferramenta Sempri-
ni – la cui insegna romantica ancora si vede dipinta sul muro – è tornata ad essere, dopo anni di inattività, il ristorante Ferramenta che oggi conosciamo. Racchiusa in mura spesse, risalenti al 1400, oggi Ferramenta - Officina del gusto è un fascinoso ristorante di quelli che non ti meraviglieresti di trovare a New York o a Londra… Un ristorante cosmopolita, frutto di una vita come quella di Rino, appassionata e scandita da un forte amore per la cucina, frequenti viaggi in giro per il mondo per lavoro, ma soprattutto per assaggiare, proprio lì dove vengono prodotte, le eccellenze di quei territori. Rino Mini è un fine intenditore di cibi e di carni, di vini e di birra. Trascorrere un pomeriggio ad ascoltarlo insieme a Paolo Veronese, che di Ferramenta ha curato l’avvio del locale e tutta la parte relativa alla salumeria e formaggi, è come fare un giro del mondo in poche ore. Un viaggio che parte da Santarcangelo di Romagna e arriva, passando da Modena, Appennini, e Toscana, fino al Giappone. Ascoltare Paolino raccontare la storia della Mortadella Favola del Salumificio Palmieri, la prima e unica mortadella al mondo insaccata e
È UN FASCINOSO RISTORANTE DI QUELLI CHE NON TI MERAVIGLIERESTI DI TROVARE A NEW YORK O A LONDRA. COSMOPOLITA, FRUTTO DI UNA VITA COME QUELLA DI RINO, APPASSIONATA E SCANDITA DA AMORE PER LA CUCINA E VIAGGI IN GIRO PER IL MONDO.
cotta nella cotenna naturale del maiale che mantiene all’interno tutti i sapori e i profumi della mortadella, o la storia dei maialini tranquilli di Onesto Ghirardi di Parma, che si nutrono solo di orzo e grano e che pesano dai 350 kg in su, è stato come respirare i profumi più autentici dell’Emilia, perdersi nelle campagne sopra Modena e poco più in su in una sera di fine estate. Ed ecco che il km0 – termine che oggi va molto di moda – non è più un modo solamente di riferirsi a un prodotto autoctono, ma si riferisce più che altro ad una ricerca dei migliori produttori esperti in un qualcosa che presupponga il viaggio e l’andare a prendersi la materia prima là dove nasce.
IN APERTURA, LO STAFF DI FERRAMENTA-OFFICINA DEL GUSTO. SOPRA, RINO MINI, PRESIDENTE DEL GRUPPO GALVANINA E TITOLARE DEL RISTORANTE.
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AL FINE DI ESALTARE IL SAPORE E LE NATURALI CARATTERISTICHE DI OGNI CARNE ANCHE PER IL METODO DI COTTURA, È STATO SCELTO IL MEGLIO: UN FORNO X-OVEN, ALIMENTATO A CARBONE DI LEGNO DI MOGANO DI MANGROVIA CUBANA.
IN ALTO, PAOLO VERONESE E, IN BASSO, UNA VISTA DEL RISTORANTE.
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La consulenza di Paolo Veronese ha portato a Ferramenta la carne e i salumi di quella che forse è la miglior macelleria d’Italia, quella di Simone Fracassi di Rassina, uno dei più grandi artigiani
della norcineria toscana, profondo conoscitore e ambasciatore di quella tradizione che fonda la sua essenza sulla qualità e salubrità dei prodotti. La selezione dei produttori è fondamentale, e si basa su amicizie e fiducia accordate, su prodotti che hanno una storia da raccontare. Ferramenta si pone pertanto con identità e obiettivi ben precisi, nonostante, a colpo d’occhio, l’ampio menù con 22 tipi di carni, il sushi, la pizza e le ostriche possa mettere in soggezione o confondere. Come dei gioielli in esposizione, i salumi e le carni sono ben visibili nelle celle di fronte al pubblico, e vengono conservati con un sistema di climatizzazione all’ozono
che, oltre a garantire la non proliferazione dei batteri, permette una frollatura perfetta e un mantenimento al massimo livello di sicurezza. Al fine di esaltare il sapore e le naturali caratteristiche di ogni carne anche per il metodo di cottura, è stato scelto il meglio: un forno X-Oven, alimentato a carbone di legno di mogano di mangrovia cubana, ideale perché non produce fiamma e non emana esalazioni, così da evitare la dispersione nell’ambiente di ceneri dannose per l’organismo. La stessa maniacale e scrupolosa attenzione al prodotto e alla provenienza è dedicata ai lievitati, al sushi, alle ostriche e alla birra, ma di questo vi parleremo prossimamente.
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